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anno VIII numero 5 dicembre 2009 distribuzione gratuita

Giri di giostra

periodico di politica cultura società www.alambicco.com

Ritiro delle deleghe, rottura delle alleanze: il centrosinistra davanti alla più dura crisi dal 1993

A

lla fine tutti i nodi rischiano di venire al pettine: l’Amministrazione di centrosinistra sembra non avere più la forza e le idee per andare avanti. Trovare un equilibrio che permetta di concludere il mandato appare sempre più difficile, a tratti si ha l’impressione di chi vuole raggiungere Milano con il radiatore dell’auto rotto, costretto a fermarsi ogni chilometro per un rabbocco d’acqua. Ora più che mai occorre guardare con onestà intellettuale alle radici di questa crisi, un’analisi che si è sempre accuratamente evitato di fare. La spinta riformatrice del progetto nato nel 1993 con “Insieme per cambiare” si è esaurita. La componente esterna ai partiti - vera novità di allora - da punto di forza è andata via via scomparendo e i nuovi/vecchi partiti, nati sulle ceneri della crisi di tangentopoli, non sono stati capaci di occupare lo spazio lasciato libero I SUPERMERCATI ITALIANI dalla crisi sociale e _________________ di partecipazione del nostro territoVia Verdi, 52 (angolo Via Pistilli) 73016 S. Cesario di Lecce rio. Anche San Tel. 0832/200386

Cesario, infatti, non sfugge alle logiche più generali di disgregazione che governano almeno da 10 anni le dinamiche italiane. Non siamo più - ammesso che lo siamo mai stati - un’isola felice. E proprio questo scollamento tra istituzioni e cittadini ha determinato in questi anni la difficoltà a formare liste elettorali di qualità e, soprattutto, rinnovate (rimane preoccupante, solo per aprire un piccola parentesi, la bassissima percentuale di donne); ovvia conseguenza è stato lo scadere del dibattito politico in Consiglio comunale, disertato dal pubblico, dove grazie soprattutto al misero contributo dei componenti dell’opposizione - sempre più spesso si assiste a chiacchierate da bar urlate a squarcia gola. Si è cercato, soprattutto durante l’ultima tornata amministrativa, di superare queste difficoltà con l’allargamento delle alleanze. Tuttavia, quello che doveva essere – aldilà di vicende personali – un elemento propulsivo dell’azione amministrativa, si è dimostrato l’anello più debole perché la strategia seguita nel tessere gli accordi con il Psi e con singoli personaggi dal robusto corredo di voti è fondata unicamente sul conseguimento della vittoria e sul maggiore accumulo possibile di preferenze. E quando le cose vanno male, come ora, se non si

ha un progetto condiviso si fa presto ad abbandonare la nave. A questo si aggiunga l’elemento più preoccupante: i troppi personalismi cui assistiamo continuamente hanno deteriorato l’azione amministrativa e sta venendo meno un’idea di comunità che vada oltre i proclami programmatici, che metta il cittadino (e i servizi ad esso rivolti) al centro di tutto restituendo il primato alla persona. Mancano i partiti. Mancano gli uomini. Se non si guarda in faccia la realtà, e se non lo si fa in fretta, il rischio concreto è di consegnare San Cesario alle destre (che un’idea di comunità non l’hanno mai avuta) o - peggio - ad antichi e nuovi mercenari della politica che si stanno già posizionando tra le linee, in attesa, pronti a vendersi al migliore offerente e ad occupare lo spazio comune lasciato libero da quelli che un tempo erano gli attori propulsivi. È tempo di I SUPERMERCATI ITALIANI osare e di tornare a _________________ pensare. Via Verdi, 52 (angolo Via Pistilli) 73016 S. Cesario di Lecce Giancarlo Greco Tel. 0832/200386


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ASSOCIAZIONE

IN ARRIVO IL CALENDARIO 2010 Da metà dicembre sarà in vendita il nuovo calendario de “l’alambicco”: tante nuove foto per ricordare San Cesario di una volta. Un’idea regalo da non farsi sfuggire.

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o scorso anno è stato un successo che noi per primi non potevamo immaginare. Così, anche il calendario 2010 avrà come filo conduttore foto che ritraggono luoghi, momenti, persone, riti, situazioni quotidiane e occasioni speciali, momenti di svago e immagini familiari (foto di gruppo con amici e compagni di classe o con i parenti) che voi lettori ci

avete messo a disposizione aprendoci, ancora una volta, il vostro archivio della memoria. Nuovamente grazie, quindi, a tutti voi. Grazie anche per le copie che comprerete perché - oramai lo sapete - proprio il calendario rappresenta un prodotto editoriale prezioso per noi dell’associazione: è una delle principali fonti di sostentamento economico che ci permette di realizzare nuovi progetti e nuove iniziative, mantenere la sede e andare avanti col sito e col giornale. Dalla metà di dicembre, il calendario sarà in vendita presso la nostra sede e presso tutte le edicole di San Cesario, al prezzo di 3 euro. Come per la scorsa edizione, usatelo anche per i regali natalizi: un’idea originale e vi assicuriamo gradita anche ai tanti sancesariani che hanno lasciato il nostro paese per lavoro o per studio. Buon 2010!

MI DÀ UN AIUTINO?

Un piccolo riassunto delle leggi emanate dal 2001 ad oggi dai governi di centrodestra e che hanno portato benefici per Berlusconi e per le sue società. Da tenere a mente durante l’ascolto di “Porta a Porta”

1 Legge n. 367/2001. Rogatorie internazionali. Introdotta per coprire i movimenti illeciti sui conti svizzeri effettuati da Cesare Previti e Renato Squillante, al centro del processo “SmeAriosto 1” (corruzione in atti giudiziari). 2 Legge n. 383/2001 (cosiddetta "Tremonti bis"). Abolizione dell'imposta su successioni e donazioni per grandi patrimoni. 3 Legge n.61/2001 (Riforma del diritto societario). Depenalizzazione del falso in bilancio. Consente a Berlusconi di essere assolto perché “il fatto non è più previsto dalla legge come reato” nei processi “All Iberian 2” e “Sme-Ariosto2”. 4 Legge 248/2002 (cosiddetta "legge Cirami sul legittimo sospetto"). Introduce il “legittimo sospetto” sull’imparzialità del giudice. La norma è sistematicamente invocata dagli avvocati di Berlusconi e Previti nei processi che li vedono imputati. 5 Decreto legge n. 282/2002 (cosidsalva-calcio"). detto "decreto Introduce una norma che consente alle società sportive (tra cui il Milan) di diluire le svalutazioni dei giocatori sui bilanci in un arco di dieci anni. 6 Legge n. 289/2002 (Legge finanziaria 2003). Condono fiscale. A beneficiare del condono "tombale" anche le imprese del gruppo Mediaset. 7 Legge n.140/2003 (cosiddetto "Lodo Schifani"). Introduce il divieto di sottomissione a processi delle cinque più altre cariche dello Stato.

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Dichiarata incostituzionale nel 2004. 8 Decreto-legge n.352/2003 (cosiddetto "Decreto-salva Rete 4"). Introduce una norma per consentire a Rete 4 di continuare a trasmettere in analogico. 9 Legge n.350/2003 (Finanziaria 2004). Legge 311/2004 (Finanziaria 2005). Nelle norme sul digitale terrestre, è introdotto un incentivo statale all'acquisto di decoder. A beneficiarne in forma prevalente è una società controllata al 51% da Paolo Berlusconi. 10 Legge 112/2004 (cosiddetta "Legge Gasparri"). Riordino del sistema radiotelevisivo e delle comunicazioni. 11 Legge n.308/2004. Estensione del condono edilizio alle aree protette. Nella scia del condono edilizio introdotto dal decreto legge n. 269/2003, la nuova disciplina ammette le zone protette tra le aree condonabili. E quindi anche alle aree di Villa Certosa di proprietà della famiglia Berlusconi. 12 Legge n. 251/2005 (cosiddetta "ex Cirielli"). Introduce una riduzione dei termini di prescrizione. La norma consente l’estinzione per prescrizione dei reati di corruzione in atti giudiziari e falso in bilancio nei processi “Lodo Mondadori”, “Lentini”, “Diritti tv Mediaset”. 13 Decreto legislativo n. 252 del 2005 (Testo unico della previdenza complementare). Nella scia della riforma della previdenza complementare, si inseriscono norme che favoriscono

fiscalmente la previdenza integrativa individuale, a beneficio anche della società assicurative di proprietà della famiglia Berlusconi. 14 Legge 46/2006 (cosiddetta "legge Pecorella"). Introduce l’inappellabilità da parte del pubblico ministero per le sole sentenze di proscioglimento. La Corte Costituzionale la dichiara parzialmente incostituzionale nel 2007. 15 Legge n.124/2008 (cosiddetto "lodo Alfano"). Ripropone i contenuti del “lodo Schifani”. Sospende il processo penale per le alte cariche dello Stato. La Consulta ne dichiara l’illegittimità costituzionale nel 2009. 16 Decreto legge n. 185/2008. Aumentata dal 10 al 20 per cento l'IVA sulla pay tv "Sky Italia", il principale

competitore privato del gruppo Mediaset. 17 Aumento dal 10 al 20 per cento della quota di azione proprie che ogni società può acquistare e detenere in portafoglio. La disposizione è stata immediatamente utilizzata dalla Fininvest per aumentare il controllo su Mediaset. 18 Disegno di legge sul "processo breve". Per l'imputato incensurato, il processo non può durare più di sei anni. Una norma transitoria applica le nuove norme anche i processi di primo grado in corso. Berlusconi ne beneficerebbe nei processi per corruzione dell'avvocato David Mills e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset. (fonte: www.repubblica.it)

Periodico di politica cultura società Anno VIII n. 5 - Dicembre 2009 ISCRITTO AL N. 792/2002 DEL REG. STAMPA DEL TRIB. DI LECCE

Direttore responsabile: Giancarlo Greco. Hanno collaborato: Alessandro Bongiorno, Antonella Perrone, Aristodemo De Blasi, Cristian Nobile, Daniela Litti, Elena Luperto, Francesca Taurino, Gianni Nobile, Giuliana Scardino, Giuseppe Nobile, Lucia Luperto, Paolo De Blasi, Paolo Taurino, Tonio Rollo. www.alambicco.com • e-mail: redazione@alambicco.com Redazione: via Umberto I, 65 - San Cesario di Lecce Stampato presso: S.& G. Grafiche - Galugnano (LE)

Per la pubblicità su questo giornale: 329.2203660


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L’ALAMBICCO CHE FA CULTURA

CULTURA

“Il mestiere di scrivere” e “L’oro in cantina”: al via due nuove iniziative

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l vino sta vivendo da alcuni anni una grande riscoperta e valorizzazione sopratutto grazie alle nuove generazioni di appassionati e di imprenditori, sempre più attenti alla qualità e al rispetto delle tipicità del territorio. Da questa considerazione è nata l’idea di organizzare un piccolo ciclo di degustazioni e appuntamenti tenuti dal sommelier Michele Marangio - dedicati alla scoperta di alcune cantine salentine tra le più interessanti (Azienda Monaci, Cantele e Feudi di Guagnano) e dei segreti che stanno dietro la produzione di vini di qualità capaci di imporsi a livello internazionale. “L’oro in cantina” è iniziato

venerdì 20 novembre e si chiuderà domenica 13 dicembre con la visita presso l’azienda vitivinicola “Cantele”. Per chi non fosse riuscito a partecipare, niente allarmismi: stiamo già pensando ad un nuovo itinerario enogastronomico per i primi mesi del 2010. Per rimanere informati seguiteci sul nostro sito www.alambicco com e su facebook.

Sospinta dalla voglia di cambiare Si chiude con questo libro la trilogia che Lucio Capoccia ha dedicato ai Vangeli di Matteo, Marco e Luca. Come per gli scorsi due volumi, anche questo “Sospinta dalla voglia di cambiare” ospita una serie di poesie (una per ogni domenica) a cui l’autore accompagna riflessioni e spunti per meditare, interro-

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RUSCIU

DI LUIGI PASCALI

Tradizione vuole (o vorrebbe) che il giorno dell’Immacolata, 8 dicembre, in tutte le case, specialmente in quelle meridionali, si dia inizio “ai lavori” per la costruzione del presepe. Fino a qualche anno fa, questa giornata dava il via “ufficiale” a quella che sarebbe stata la scenografia ideale e personalizzata che avrebbe fatto da cornice alla nascita del bambinello la sera della vigilia. Tutta la famiglia partecipava a questo evento: chi preparava il laghetto, chi legava li ceppùni, chi preparava la colla con acqua e farina, chi scartava li pupi, verificando i danni dei poveri pastorelli di terracotta (allu cchiù sanu ne mancava nu’ razzu!) tutto in attesa della vigilia, nel tardo pomeriggio, prima della funzione in chiesa, momento fatidico per fare ammirare la propria opera d’arte a conoscenti e famigliari.

gandosi sul senso profondo dell’essere credenti. Il prof. Capoccia sarà a San Cesario per le feste di fine anno e presenterà il libro presso la sede della nostra associazione mercoledì 30 dicembre. Lucio Capoccia, Sospinta dalla voglia di cambiare pp. 204, € 16,00 (Aracne, 2009)

S

i intitola “Il mestiere di scrivere” il primo corso-laboratorio di scrittura creativa organizzato da “l’alambicco” e tenuto da Antonio Errico. Quindici incontri settimanali di due ore ciascuno per imparare a padroneggiare meglio le tecniche più efficaci di scrittura, partendo dal’educazione alla lettura, alla comprensione dei testi e degli stili. Antonio Errico, scrittore e critico letterario tra i più importanti della Puglia, guiderà gli iscritti attraverso lezioni frontali, esercitazioni, laboratori. Il corso, riservato a massimo 15 persone è destinato agli appassionati, a chi ama scrivere, a tutti quelli che hanno un manoscritto nel cassetto e a quelli che vorrebbero raccontare una storia e non sanno da dove incominciare, ma anche ai professionisti che usano l’italiano nel loro lavoro quotidiano, agli insegnanti, ai semplici appassionati di lettura. Il costo del corso è di euro 100 (che scende a euro 80 per i soci dell’associazione e per i minori di anni 20) e si può pagare in due rate: il 50% durante la prima lezione, il restante 50% entro la settima.

Primo appuntamento: giovedì 17 dicembre alle ore 19 presso la nostra sede (Via Umberto I, 65 San Cesario di Lecce). Durante la serata, Antonio Errico illustrerà il corso nel dettaglio e, assieme agli iscritti, si stilerà il calendario delle lezioni. Per altre informazioni: www.alambicco.com

Presepe & “Presepiu” Era consuetudine, infatti, riunirsi e spostarsi di casa in casa “cu mentimu lu mmamminu” . Si approntava una piccola processione per le stanze, a luci spente, reggendo moccoli di candele accesi, raccattati qua e là, dalle forme e dimensioni più disparate. Il piccolo corteo era preceduto te lu cchiù picciccu che reggeva il bambinello per poi adagiarlo nella grotta: qualche classico canto natalizio di cui solo qualcuno ricordava le parole e retàa te chhiui, cu fasce b’itere ca la sape per terminare con le immancabili poesie dei più piccini e qualche sunettu… Purceddhruzzi, nu’ bicchierinu te rosoliu e via in un’altra casa a ripetere il copione. La mia famiglia conserva ancora oggi questa bella tradizione. Questa atmosfera natalizia popolare, che condensa la vera essenza te lu

presepiu e che differisce profondamente dal senso del presepe moderno, plastificato e preconfezionato ad uso esclusivamente commerciale, che ci fa assistere a luminarie e addobbi natalizi fin dal mese di settembre, quando ancora si va al mare, mi riporta a tempi lontani, quando in tutte le chiesette di San Cesario si costruivano presepi enormi e bellissimi, ad opera di ingegnosi volontari, meta di tutta la comunità che ammirava e apprezzava gli “allestimenti” che a volte richiedevano mesi di lavoro. Un anno in particolare, presso la chiesa te l’Addolorata fu allestito un presepe a dir poco strepitoso, ad opera di un nostro concittadino, Adelio Quadrelli (ho avuto notizia che non è più tra noi) personaggio eclettico e versatile, con conoscenze enormi di elettrotecnica ed elettromeccanica (oltre a riparare di tutto, riusciva a

costruire cose stranissime e impensabili, nel suo laboratorio subbra allu cinema San Carlu). Da vero pioniere della robotica faida-te, costruì (utilizzando pezzi e ingranaggi di vecchie radio, lavatrici, macinini) tutti i personaggi del presepe i quali avevano ciascuno movimenti propri, facendo diventare “vivo”, attraverso un sapiente gioco di luci e movimenti, quello che restò lu presepiu chhiù bellu che avessimo mai visto, soprattutto noi bambini, strabiliati dal fabbro che sbucava dalla grotta, picchiava sull’incudine e rientrava, scomparendo nelle viscere di quell’ammasso di cartapesta, petre, muschiu e ceppuni grazie a chissà quale sortilegio, lasciandoci a bocca aperta, increduli che un vecchio ingranaggio di lavatrice potesse far vivere lu presepiu, grazie ad Adelio!

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POLITICA

LA BATTAGLIA DELL’ACQUA La legge approvata dal Parlamento nei giorni scorsi che impone parte della gestione dei servizi idrici ai privati ha scatenato le proteste dei consumatori, che temono rincari delle tariffe, e ha aperto un conflitto istituzionale con la Regione Puglia, che vuole invece tornare al pubblico

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o scorso 19 novembre la Camera ha trasformato in legge il cosiddetto “decreto salvainfrazioni comunitarie" (decreto legge 135/2009) che contiene modificazioni alla disciplina relativa ai «Servizi pubblici locali di rilevanza economica», tra i quali la gestione dei servizi idrici. Il principale effetto di questo provvedimento consiste nell’imporre alle aree territoriali ottimali di affidare la gestione dei servizi idrici a società private con competenze nel settore o a società miste pubbliche-private in cui il socio privato non entri con meno del 40% del capitale. E contemporaneamente si impone di considerare scadu-

ti al 31 dicembre 2010 gli affidamenti attualmente vigenti che non rispettino queste caratteristiche, con l’unica deroga per le situazioni definite eccezionali (piccoli comuni e situazioni marginali) per cui non è possibile ricorrere al mercato. Lo stesso decreto mantiene la proprietà pubblica dell’acqua e delle relative infrastrutture idriche e impone che la disciplina sulla qualità ed il prezzo dell’acqua restino alle competenti istituzioni pubbliche, ma non c’è dubbio che questo rappresenti una svolta importante in questo delicatissimo settore. In contrasto con questo provvedimento, la Giunta regionale pugliese ha approvato una delibera (20 ottobre 2009) che definisce i principi orientati al concetto di acqua come bene comune ed ha inoltre annunciato la presentazione di un ricorso alla Corte Costituzionale

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contro l’articolo 15 della legge in questione e la trasformazione dell’Acquedotto Pugliese da società per azioni a soggetto di diritto pubblico. «La battaglia per la pubblicizzazione dell’acqua in Puglia è una sfida decisiva, parente di quella avviata per il ciclo dei rifiuti e le energie rinnovabili. È una battaglia che va molto al di là dei confini della disputa politica, da condividere con tutti coloro che hanno a cuore il valore pubblico di un bene che integra il diritto alla vita. Chi vuole aggredirlo finisce per ferire proprio questo diritto». Così il presidente Vendola che ha continuato affermando «Siamo di fronte a una grande superstizione liberista che oggi inevitabilmente tocca anche l’argomento acqua. […] Io non voglio demonizzare il privato ma è giusto che un bene pubblico debba essere gestito da un soggetto pubblico». Fin qui i fatti. Per fornire qualche elemento di riflessione si può partire dall’ultima affermazione del presidente Vendola. A mio avviso, non è sempre vero che un bene pubblico debba essere gestito da un soggetto pubblico. In un paese che si definisce progredito da un punto di vista legislativo, economico sociale, un bene pubblico (in questo caso peraltro demaniale) può essere gestito da privati, mantenendo pubbliche le proprietà infrastrutturali, imponendo legislazione e controlli efficaci e garantendo l’accesso e la fruizione del servizio all’universalità dei cittadini. Il nostro governatore, che a volte esagera con la retorica nella sue affermazioni, sembra aver dimenticato i tanti esempi di sfacelo nella gestione statale o parastatale di beni essenziali e rischia di ammantare con argomenti ideologici una questione sacrosanta e molto concreta. Il problema che mi sembra emerga dalla legge recentemente approvata non deriva dall’entrata dei privati in sé nella

gestione dei servizi, quanto dall’obbligo che viene fatto agli ATO di privatizzare almeno in parte le società di gestione, imponendo addirittura una scadenza “per legge” per gli affidamenti già operativi. La questione centrale è che dovrebbero essere le comunità e le istituzioni locali a decidere a quali soggetti affidare le proprie acque, senza imposizioni irragionevoli. Inoltre, emerge un altro problema: l’infrastruttura idrica nazionale è in pessime condizioni. Essa spreca - secondo Cittadinanzattiva - il 34% dell’acqua di passaggio nelle condutture (per il nostro Acquedotto pugliese si raggiunge il 50,3%) e necessiterebbe di interventi strutturali importanti e costosi. Come al solito la coperta sembra troppo corta. Nessuna realtà privata potrebbe sostenere investimenti così importanti senza dover ricorrere all’aumento delle tariffe, quindi un affidamento dei servizi di gestione ai privati in questo momento si scaricherebbe immediatamente in un aumento del prezzo della nostra acqua. Ma non è solo una questione tra pubblico e privato: aumenti consistenti si sono già verificati nei 91 ATO, sia nei 6 in cui il servizio è affidato ai privati, sia nei 21

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misti che nei 65 interamente pubblici. E non bisogna dimenticare neanche la funzione di controllo delle istituzioni pubbliche, per evitare che si ripeta la storia recente che ha offerto esempi di aumento delle tariffe di servizi pubblici affidati a realtà private senza un adeguato miglioramento del livello dei servizi, come nel caso di Autostrade per l’Italia. Ma siamo proprio sicuri, presidente Vendola, che l’unica soluzione sia la statalizzazione dell’AQP? Al di là della forma societaria, quello che interessa i cittadini è il miglioramento dell’infrastruttura idrica con la riduzione degli sprechi, il miglioramento/aumento dei depuratori e l’arrivo in tutti i paesi della rete fognaria. Su questo si misurerà l’operato suo e di chi eventualmente ricoprirà il suo ufficio. Sarebbe bene evitare di morire di sete mentre imperversa l’assurda battaglia tra la “superstizione ultraliberista” e la rivincita statalista. Giuseppe Nobile giuseppe@alambicco.com

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I consigli della zia Tetta “mamminieddrhu zuccaratu” di Lucia Luperto

Tronco di Natale Ingredienti per la base 8 uova, 300 gr di farina, 200 gr di zucchero, limone grattugiato, 1 bicchierino di liquore bianco, 1 bustina di lievito per dolci Ingredienti per il ripieno Crema pasticcera al cioccolato, 250 gr di mandorle bianche tritate Ingredienti per la copertura 250 gr di cioccolato fondente Preparazione Montate i tuorli delle uova con lo zucchero ed aggiungete pian piano la farina, il limone grattugiato, il liquore ed il lievito. Montare, poi, a neve gli albumi ed unirli al preparato, facendo attenzio-

ne a non smontarli. Versate il tutto in uno stampo rettangolare imburrato e con carta forno e fate cuocere per 20 minuti a 180°. Sfornate e riponete la base su un foglio di pellicola; una volta freddo bagnatelo con del liquore e guarnitelo con un centimetro di crema pasticcera al cioccolato e mandorle tritate. Infine arrotolatelo accompagnandolo con la pellicola, formando quindi un cilindro e lasciatelo riposare per una notte in frigo. Il giorno seguente potrete tagliarlo in due parti, formando la figura di un tronco d’albero. Sciogliete il cioccolato e stendetelo, aiutandovi con degli stecchini per tenere unite le due parti del tronco. Con una forchetta potrete avere l’effetto corteccia d’albero e, poi, decorarlo a piacere.

Centro chiuso per anziani C’era una volta, in un paese vicino vicino, talmente vicino che forse era il nostro, un gruppo di persone che, solo per questioni anagrafiche, venivano chiamate “anziani”. Non tutti sanno che da allora e fino a qualche mese fa, questi amici stavano dimostrando a tutti che invecchiare non significa rinunciare a vivere. Questi concittadini (dai quali molti giovani, o presunti tali, dovrebbero trarre esempio) si sono rimboccati le maniche e hanno fatto in modo che il loro punto di incontro, il “Centro aperto per anziani” di Via Unità d’Italia, diventasse uno splendido esempio anche per gli anziani dei paesi limitrofi che spesso usufruivano di questa splendida opportunità. Ginnastica per il fisico, l’anima ed il cervello, organizzavano di tutto: dalle cene, alle serate danzanti, dagli spettacoli alle semplici quattro chiacchiere in compagnia. Quando purtroppo il signor Guido Antonio (tra i più attivi del gruppo e

responsabile effettivo dell’apertura del centro) è venuto a mancare, le chiavi sono tornate a chi di competenza e lì sono rimaste. Mi pare superfluo dire che i nostri amici non sono rimasti a guardare, ma ogni volta che hanno provato ad interpellare chi credevano fosse responsabile della cosa si son sentiti rispondere nei modi più svariati, ma sempre inconcludenti. A questo punto mi chiedo: possibile che anche le cose belle devono sbattere il muso contro gli oscuri ed ingarbugliati meandri della burocrazia? Vogliamo forse rovinare la tradizione delle favole a lieto fine? Possiamo dare agli anziani di San Cesario delle risposte concrete sul perché non hanno più un posto dove ritrovarsi? Qualcuno può dire loro quando e se lo riavranno? Sono sicuro che le risposte a queste domande arriveranno quanto prima e non, come qualche pessimista mormora, poco prima della prossima tornata elettorale. (A.D.B.)

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opo alcuni mesi di lontananza, eccoci di nuovo qui a riproporre i piccoli preziosi segreti della zia Tetta; le ritornano alla mente con emozione in vista del periodo natalizio. Per questa ragione vi proporrà una ricetta tipicamente natalizia da servire sulle vostre tavole e molto amata dai bambini, ma si preoccuperà, inoltre, di darvi alcuni consigli decisamente utili durante le festività. La raccomandazione più importante, come sempre, è quella di non sprecare e di riutilizzare, dal cibo avanzato alla carta da regalo! siete provvisti, o forateli lateralmente ed inseriteli nel fil di ferro.

Idee regalo Sottopentola colorati: non gettando i tappi di metallo delle bibite, con questi piccoli elementi potrete realizzare tante idee fantasiose; la zia Tetta vi propone originali e colorati sottobicchiere o sottopentola. Attaccate i tappi uno di fianco all’altro con la colla a caldo, se ne

Spiritelli di Natale: con pochi e comuni materiali naturali potrete ottenere dei simpatici pupazzetti, da regalare e utilizzare come decorazioni natalizie. Con la colla a caldo unite una piccola pigna ad una nocciola o ad una ghianda, utilizzando piccole foglie come ali da attaccare sulla parte posteriore. Infine potrete decorare il vostro pupazzetto con legumi e spezie, utilizzandoli ad esempio come bottoni o come copricapo. Se volete avere consigli personalizzati dalla zia Tetta o darle suggerimenti, potete scrivere a: rubricaziatetta@alambicco.com

Caro “alambicco”... Shama (Libano) “Quando arrivi da queste parti impari subito una cosa: tutto quello che sai a casa è sbagliato!” .Un territorio, quello del Libano, che è “regno “ delle milizie Hezbollah e vede la popolazione (per tre quarti di religione sciita), con una situazione “politicomilitare” estremamente difficile nella quale io insieme a tanti altri militari italiani mi sono trovato ad operare nel 2007 e mi ritrovo nuovamente in questi mesi. Sicuramente il compito dei militari italiani sta riuscendo al meglio per il sostegno della pace e stabilizzazione di un’area d’importanza vitale per i delicati equilibri dell’area medio-orientale non solo con il controllo del territorio ma anche con decine di interventi concreti alla popolazione civile di ricostruzione strade e edifici pubblici, di educazione, assistenza sanitaria di sminamento di zone vaste ancora piene di mine che evidenziano tutt’ora il dramma di una terra martoriata da uno stato di guerra che dura da 30 anni. Numerose sono le attività congiunte anche con l’esercito libanese per il sostegno e la ripresa delle attività per creare le condizioni di una progressiva stabilizzazione dell’area. Ma nonostante ciò, il suono dei razzi ogni tanto si fa sentire tenedo accesa la tensione tra Libano e Israele. Attività di cooperazione tra militari e popolazione nel ruolo di ‘osservatori partecipanti’ vengono effettuate nelle scuole e negli orfanotrofi per incentivare l’alfabetizzazione (si insegna italiano, che sembra sia una lingua molto richiesta). Tanti la imparano per trovare un lavoro e molti sognano di andare in Italia. Ho avuto la possibilità di visitare un istituto durante l’ora di lezione

di italiano, catturato dai sorrisi dei bambini, che ci accolgono con canti in lingua araba e italiana. Le ferite della guerra si vedono anche sui loro volti. “La guerra ce l’hanno dentro. Forse è paragonabile ai nostri ragazzi di ‘Gomorra’: hanno un altro modo di vedere le cose e di essere bambini”. Il Teatro Operativo libanese sicuramente è differente da quello iracheno dove l’intervento degli italiani era proiettato a preparare l’esercito locale mentre in quello libanese i militare si trovano ad operare in una missione di “peacekeeping” nella quale si vuole ripristinare la pace senza l’uso delle armi compito che fino ad oggi è riuscito al meglio con il grosso consenso della popolazione locale che ci vede come amici e non come “intrusi”, creandosi così un rapporto fondato sul reciproco rispetto. Sicuramente queste esperienze mi sono servite tanto (non dimenticherò mai la prima esperienza in Iraq nel 2005) grazie alle quali mi sono trovato “protagonista” in uno scenario che vedevo solo in televisione constatando a volte la realtà nuda e cruda diversamente raccontata dai media. Sono esperienze formative sia in ambito professionale che personale, mi hanno fatto capire l’importanza di piccole cose che fino ad oggi sembravano scontate: l’importanza della divisa (la considero un’identità) ma soprattutto stando lontani si riesce a capire l’importanza degli affetti familiari... pertanto approfitto dell’occasione per augurare buone feste alla mia famiglia e ai miei concittadini. Un Saluto dalla Terra dei Cedri. Stefano Scolozzi

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TUTTI

SPORT

PAZZI PER LA CORSA Settecento atleti da tutta Italia hanno partecipato al terzo trofeo “Tre Casali”, vinto dal sancesariano Gianmarco Buttazzo omenica 29 novembre si è corso il IV° trofeo “Tre Casali”, sulla distanza dei canonici 10 Km. La manifestazione podistica, a carattere regionale, era valida inoltre come Campionato Regionale Interforze di Corsa su Strada e Primo Campionato Regionale Donatori. Il percorso si è snodato in un unico giro sul territorio del nostro comune, su strade urbane ed extra-urbane, sotto il controllo delle Forze dell'Ordine, della Protezione Civile e del gruppo giudici gare della FIDAL. Ciò a cui hanno assistito i nostri concittadini, è stato senza alcun dubbio un fiore all’occhiello di tutta la comunità, qualcosa di cui andar fieri e che ha reso il nostro paese, almeno per una domenica, non solo

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“periferia” di Lecce, ma a tutti gli effetti “paise ranne”. Grazie allo sforzo dell’associazione sportiva dilettantistica “Tre Casali”, dei volontari della Pro Loco, gli amici dell’AVIS e della protezione civile, nonché di tutti gli amici che economicamente hanno sostenuto l’iniziativa, abbiamo potuto godere di un bellissimo spettacolo. A testimoniare l’ormai indubbio apprezzamento che la manifestazione ogni anno riceve, a calpestare alle 9.30 la linea di partenza c’erano quasi 700 atleti di ben 60 gruppi sportivi provenienti da tutta Italia. Accompagnati nella loro fatica dalle buone condizioni meteo, gli atleti in gara (dal più giovane premiato, di circa 13 anni, al “meno giovane”

di “75 anni e mezzo”, come lui stesso ha tenuto a sottolineare) hanno dimostrato, se ce ne fosse ancora bisogno, che questo è sport di tutti e per tutti. Tutti gli atleti giunti al traguardo sono stati premiati dai vincitori con un ricco pacco gara, ma soprattutto con l’applauso di chi li attendeva in piazza Garibaldi. Gianmarco Buttazzo, atleta azzurro dell’esercito, tecnico dell’associazione sportiva “Tre Casali”, e, ultimo ma non ultimo, sancesariano doc, ha onorato gara ed organizzatori, tagliando per primo il traguardo. Aristodemo de Blasi aristodemo@alambicco.com

AVANTI CON GRINTA Il punto sul campionato della Polisportiva Aria Sana San Cesario

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iunto alla decima giornata del girone d’andata, il campionato ci ha consegnato una Polisportiva che, a pieno titolo per risultati e gioco espresso, risulta tra le protagoniste e papabili per un posto nella tanto ambita zona play-off (20 punti all’attivo, frutto di sei vittorie, due sconfitte e due pareggi, ed una quarta posizione solitaria in classifica). Le due sconfitte rimediate su campi ostici come quelli dell’Usd San Donato e del Botrugno, compagine quest’ultima che, con Martano e Scorrano, sta dando vita ad un entusiasmante testa a testa in vetta alla classifica (tre squadre in due punti); uno dei due pareggi, sfortunato, in casa con il Parabita (frutto di una giornata no) e l’altro colto a Poggiardo sul campo di una diretta concorrente; nelle ultime tre partite sono arrivate altrettante vittorie, sul campo del fanalino di coda Neretina, e quelle in

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casa contro Galatone e nel sentito derby sentito contro i cugini del San Donato. Dati alla mano, alla decima giornata, la squadra può vantare il secondo miglior attacco della categoria, e la miglior difesa, con solo 4 reti al passivo, merito di una retroguardia granitica, dell’esperienza di due colonne come De Giorgi e capitan Caputo, ma anche segno dell’ormai piena maturità dell’estremo Alessandro Rizzo. Tornando al campionato e guardando la classifica appare chiaro che il tutto si deciderà al fotofinish anche se Martano e Botrugno sembrano avere le carte in regole per ambire alla vittoria del torneo. Dietro di loro sarà lotta dura per un posto ai play-off, con Usd San Donato, Scorrano, Poggiardo, San Cesario pronte a contendersi un posto al sole. Da segnalare l’ottimo esordio in squadra del giovane centrocampista

Marco Colonna, classe 1991, che si va ad aggiungere all’interminabile lista di giovani “promossi” dalla società e da mister Oscar Greco, e il ritorno in squadra della punta Mirco Marzano. Dall’infermeria arrivano altre buone notizie: il recupero di Brambilla prosegue a gonfie vele, Carmine Caputo ormai pienamente a disposizione, così come Checco Notaro e Macchia. La squadra sembra trovarsi a memoria, grazie a meccanismi collaudati e anche i nuovi arrivi si sono adattati da subito. Luperto (nella foto) ha messo al servizio della squadra la sua esperienza e insieme ai “senatori

Nella foto, Gianluca Luperto sempre verdi” Raganato e Caputo, hanno messo sul campo quel valore aggiunto ad una squadra fresca e giovane che ha tanta voglia di andare avanti, senza fermarsi, con quella grinta, che è marchio di fabbrica del suo allenatore. Giordano Bruno


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1-12-2009

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IL PERSONAGGIO I suoi libri sono viaggi. Nei suoi viaggi e grazie ai scuoi scatti, Marcello Moscara, ha raccontato un Salento, la sua terra, tanto fuori dai cliché e tanto entusiasmante da apparire inedito agli stessi salentini. Alla fotografia professionale affianca, da sempre, una personale e continua ricerca artistica che lo ha portato ad essere considerato uno dei più promettenti fotografi della scena artistica contemporanea italiana.

IL MIO SALENTO

IRRICONOSCIBILE

Marcello Moscara: grafico, designer, fotografo. Hai alle spalle, seppur giovanissimo, un curriculum da fare invidia. Come è nata la tua “vocazione artistica” e quanto ha contato il tuo essere figlio d’arte? Crescere tra i libri di mia madre e i colori di mio padre (Giancarlo, ndr) è stato sicuramente un grande e meraviglioso condizionamento per la mia “vocazione artistica”, vivere in una casa laboratorio come quella dove sono cresciuto è stato un enorme stimolo e mi ha naturalmente, e tengo a dire naturalmente, influenzato in tutte le mie scelte. Penso che non poteva essere diversamente. Ho sempre vissuto tutto con grande semplicità e passione, questa è la mia vita. Da tempo vivi e lavori nel nostro paese. Cosa ti è piaciuto di quello che tu definisci “paese degli orti e dei giardini nella Valle della Cupa e di un bel palazzo Ducale”? In realtà sono nato e cresciuto in campagna a due passi da San Cesario, e da un po’ di anni ho scelto di vivere qui in paese. Di San Cesario amo la quiete, la semplicità e la disponibilità delle persone. Vivo bene qui e mi sembra un luogo ideale dove studiare, lavorare e fare ricerca. Mi sembra poi una cosa bellissima

il fatto che le case a corte e i palazzi, nel centro storico dove io vivo, abbiano ancora i giardini ben curati e vedo che tanta gente qui coltiva ancora gli orti e ne espone i frutti davanti casa al mattino. Perciò abbiamo definito San Cesario “paese degli orti e dei giardini”.

questa domanda è nel sito del nostro museo (www.quoquo.it). Quoquo folletto del Gusto è come un viaggiatore che si ferma in qualsiasi luogo dove c’è sapore. Ispirandosi agli antichi filosofi greci egli dà alla parola sapore il valore più ampio di saggezza e conoscenza.

L’interno del Quoquomuseo del gusto (via Sant’Elia, 56)

"Quoquomuseo del gusto" è la tua ultima, a mio parere geniale, idea di coniugare l'arte e il gusto alle peculiarità di un territorio come il Salento ricco di colori e sapori. Ma cosa è Quoquomuseo del gusto e a chi si rivolge? Siamo organizzati come associazione culturale e intendiamo offrire servizi culturali che educhino al gusto in senso sia artistico che gastronomico. In ambito gastronomico lavoriamo in tandem con le aziende di eccellenza del territorio. Chi è il folletto Quoquo e cosa si intende per "conoscere e praticare il gusto alla maniera di Quoquo"? La risposta a Uno degli scatti di Marcello Moscara

Il museo sorge dove prima c'era un tabacchificio, un “museo del tabacco”. Innovazione nel rispetto della tradizione e il lavoro di tanti artigiani salentini hanno reso possibile la sua realizzazione. C'è quasi uno spirito artigiano e artistico a fare da filo conduttore... Direi che lo spirito artigiano e artistico ispira ogni nostro lavoro ed è ciò che gli dà senso… I tuoi libri fotografici sono viaggi, lunghi, su e giù per un inedito, a volte irriconoscibile Salento. Come nascono e in cosa cerchi (trovi) l'ispirazione? L’ispirazione per i miei libri sul Salento nasce dall’amore per la fotografia, che per mia fortuna è anche il mio mestiere, e dal profondo legame che provo per la nostra terra pur con tutti i suoi “difetti”. Sarà banale, ma penso di non poter vivere da nessun’altra parte del mondo: è qui che sento di poter esprimermi liberamente, è qui che sono nato, è qui che

sento l’energia positiva. Mi piace il fatto che tu nella tua domanda abbia usato l’aggettivo “irriconoscibile”: vado sempre alla ricerca di un punto di vista inedito, di qualcosa di nuovo, è il giusto stimolo per progredire e divertirsi nello stesso tempo Il Salento da questo punto di vista offre infinite possibilità con la sua luce, il suo mare, la sua terra e la sua gente. Hai esposto le tue opere fotografiche nelle gallerie di tutta Italia. Le tue foto sono intrise di un silenzio roboante, di luoghi geometrici ma senza confini apparentemente definiti. Come definiresti la tua arte e quale è il messaggio che vuoi lanciare? Innanzitutto per non fare confusione devo dire che potrei dividere il mio lavoro di fotografo in due o forse anche tre settori: quello dedicato al Salento e all’editoria, quello di fotografo “commerciale” e quello di fotografo-artista. Per descrivere quest’ultimo potrei dire… è un pensiero, un istinto, una geometria razionale, naturali scenografie da cui siamo in ogni momento circondati e da cui troppo poco spesso ci lasciamo “rapire”. Una voluta coincidenza di luoghi, luci, persone, gesti, equilibri e storia. Uno sguardo come visione, un sogno reale e immaginario, uno sguardo sulla solitudine e sul rapporto con ciò che intorno a noi, che sia esso urbano o naturale, un viaggio vicino e lontano nei rumori che ci circondano, nell’aria che respiriamo, nei silenzi così difficili da trovare e in quello che i nostri occhi riescono a vedere e a trasformare. Su cosa poserai il tuo occhio in futuro? Cosa vorresti scrutare, visitare, fotografare? Quale viaggio vorresti intraprendere? Mi piacerebbe provare a scoprire un Salento in bianco e nero. Irriconoscibile naturalmente… Cristian Nobile cristian@alambicco.com

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Giri di giostra  

l'alambicco - anno VIII - n.40 - dicembre 2009