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Il bimestrale di approfondimento gratuito della Penisola Sorrentina

INCHIESTA

Settembre/Ottobre 2012

METANIZZAZIONE LENTA I PERCHé DELL’ATTESA

SOSTENIBILITÀ

NASCONO I LABORATORI DEL SAPER FARE

INTERVISTA

MAURIZIO MASTRINI IL PIANISTA AL CONTRARIO

PROTESTA

SALVIAMO I MAESTRI D’ASCIA

SPECIALE MISS UNIVERSO:

GILDA ARPINO CON ARTE E BELLEZZA LE CAMPANE SONO LE MIGLIORI D’ITALIA

SPECIALE FAITO DOC FESTIVAL:

LA MAGIA DEL CINEMA-DOCUMENTARIO PER RIQUALIFICARE IL MONTE DIMENTICATO


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Sommario

Kermesse

Anno II n.7 (12) - Chiuso lunedì 1 ottobre 2012 Rivista periodica a diffusione gratuita reg. trib. di Torre Annunziata n°7 del 6.07.2011

p.6

© La riproduzione dei testi contenuti in questa edizione è strettamente riservata.

Per informazioni contattare la redazione al numero 331.74.88.453 oppure tramite l’e-mail redazione@lakermesse.it

4 - Editoriale: Un anno in più

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6 - Inchiesta: metanizzazione: lavori pubblici a rilento

Edito da Akmàios a r.l. iscrizione al R.O.C. n°22022 del 04.02.2012

www.akmaios.it Tel: 081.877.47.25 Cell: 331.74.88.453 redazione@lakermesse.it

9 - Decrescita felice: nascono i laboratori del saper fare

p.10

Sede creativa: Via San Paolo, 20 80067 Sorrento (NA)

10 - Faito Doc Festival: interviste ai protagonisti e una storia inedita

p.13

Direttore Responsabile Costanza Martina Vitale direttore@lakermesse.it

12 - La voce del cittadino: «Salviamo i Maestri d’ascia»

p.12

Condirettore Iole Filosa Redazione Francesco Bevacqua Iole Filosa Costanza Martina Vitale Hanno scritto: Antonella Coppola Lucia Esposito Lucio Esposito Iole Filosa Costanza Martina Vitale Ass. “Gente di mare” Hanno collaborato: Gaetano d’Esposito Alessandro Savarese Antonio Starace

Inserto - Lions Club Penisola Sorrentina - Le attività in cantiere per il nuovo anno sociale - L’addio a Peppe d’Esposito e il ricordo dei soci 13 - Qualcosa di personale: Maurizio Mastrini, il pianista al contrario 15 - Le case dei sorrentini: la rivolta dei contadini nella Sorrento del ‘600

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Graphic Design Iole Filosa filosaiole@yahoo.it Stampa e Grafica pubblicitaria Web Sorrento s.a.s Via Tordara, 1 80065 Sant’Agnello (Na) Per la pubblicità cell. 331.74.88.453 pubblicita@lakermesse.it L’editore non è responsabile della provenienza, della qualità e del contenuto delle inserzioni pubblicitarie e neppure per le conseguenze dirette ed indirette che possano derivare dalla non rispondenza di tali dati con la realtà. Salvo diversa indicazione tutti i contenuti pubblicitari sono stati elaborati dalla redazione e concessi agli inserzionisti per l’utilizzo esclusivo su questa rivista e pertanto, al pari dei testi, sono da considerarsi soggetti a copyright. Ogni riproduzione parziale o totale è vietata.

p.17 inserto

17 - Speciale Miss Universo Italia: - intervista alla conduttrice del tour campano Gilda Arpino - intervista all’ex Miss Universo Elisa Torrini - intervista alla vincitrice della finale sorrentina, Dafne Da Silva 20 - “Gente di mare” e la ratifica della convenzione dei marittimi - Diario di bordo: quando la famiglia vive di distanze 21 - Sport: il Circuito di Sarno e la vittoria di Bas Lammers 22 - Annunci di lavoro


editoriale editoriale

K Un anno in più

assivo e remissivo. Questo l’atteggiamento del bravo cittadino, del bravo figlio, della brava moglie, del bravo collega, del bravo socio, finanche del bravo cane. Sembra che solo ai politici e a pochi altri sia dato scaldarsi per un’offesa, una protesta o una mancanza di fiducia dei propri elettori o dell’opposizione. “Zitto è buono” suona come la regola più appropriata da attuarsi nella stragrande maggioranza delle relazioni interpersonali. Quante volte abbiamo preferito nella cerchia di amici un bonaccione, magari un po’ tonto, “il simpaticone”, piuttosto che un acuto osservatore. E tutto questo, spesso, con buona pace della sincerità, del consolidamento amicale e della crescita reciproca. Perché? La risposta è molto semplice: non siamo stati adeguatamente educati alla parola e al dialogo, per cui tutto ciò che non ci piace, che non ci convince, viene affrontato da noi senza o con scarse pretese costruttive, solo una sfilza di lamentele senza progettualità, senza sinergia, con l’unico obiettivo di screditare e accusare l’altro e guadagnare, di riflesso, punti a favore. Ed ecco che l’acuto osservatore non diviene più valore aggiunto della società, della famiglia, indispensabile pungolo della mente, ma elemento fastidioso e detrattivo, sinceramente parlando, nel personale tran tran quotidiano di ognuno di noi. Un autogoal in pratica che alla lunga non fa bene a nessuno. Tutto questo se è vero nel mondo arruginito della società consolidata, ostinata e in forzato stato vegetativo delle generazioni passate, è altrettanto vero (spaventosamente vero, aggiungerei) nei più giovani, divisi, con le dovute e parche eccezioni, tra gli inebetiti e le mine vaganti. Entrambi sono potenziali rivoluzionari, avanguardisti, socratici sopraffini ma tutte e due, di fatto e seppur in modi diversi, si sono ormai arresi al nepotismo di una vita che ci vuole celebralmente molli e rilassati, constantemente sedati da una problematica soluzione fisiologica tale che staccare la propria spina e quella altrui è un lavoro così lento da richiedere forze e tempi tendenti all’infinito. Meglio staccare la spina o rimanerci attaccati raccontandoci che si sta meglio sotto controllo? In questa edizione “la Kermesse” compie un anno, un anno faticoso che ha dovuto fare i conti con la crisi ma che ha incassato anche parecchie soddisfazioni e che già pensa a domani con occhi nuovi... ma non vogliamo anticiparvi nulla. In questa edizione abbiamo deciso di aprire con lo stesso argomento del nostro esordio per fare un punto della situazione e scavare, con eleganza, ancora un po’ più a fondo: il metano in Penisola Sorrentina.

direttore@lakermesse.it

Per la pubblicazione del tuo articolo sulla rivista “la Kermesse“ invia testo e foto a: redazione@lakermesse.it Si prega di firmare l’articolo e lasciare un recapito telefonico La redazione si riserva il diritto di pubblicare o meno gli articoli e/o di modificarli per esigenze editoriali la

Kermesse


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inchiesta

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METANIZZAZIONE:

LAVORI PUBBLICI a rilento Nel raffronto tra prospettive e risultati, sono in regola Sant’Agnello e Piano di Sorrento. Meta e Sorrento accumulano un ritardo di oltre un anno A cura

d un anno esatto dall’inchiesta proposta da “la Kermesse” e mentre si discute sull’opportunità geofisica e la convenienza economica del gas metano, siamo tornati a chiedere informazioni circa lo stato di avanzamento dei lavori di metanizzazione della Penisola Sorrentina e, nondimeno, le prospettive di chiusura degli stessi. Ecco di seguito un prospetto diviso per Comuni:

Comune di Meta Il presidente della Seteap (la società incaricata di provvedere alla produzione, all’acquisto ed alla distribuzione del gas in Penisola), l’ingegnere Salvatore Guarracino, ci riferisce uno stato di avanzamento dei lavori pari alla copertura del 63% del territorio comunale. Sono state posate condotte di distribuzione prevalentemente nel centro urbano della città, per uno

sviluppo di circa 12,2 km; inoltre si sono realizzate 500 diramazioni interrate e 570 allacciamenti alle utenze che hanno sottoscritto regolare contratto per la costruzione del punto gas. I lavori avrebbero dovuto essere terminati entro dicembre 2012, ma si renderà necessaria una proroga, a causa dell’assenza delle autorizzazioni ANAS per la realizzazione delle lavorazioni sulla Statale 145 (“sorrentina”) e 163 (“amalfitana”). Per quel che nello specifico concerne il Comune di Meta, il nodo problematico sarebbe da ricercare nella variante predisposta nell’allacciamento al Comune di Vico Equense che, per evitare la SS 145, avrebbe dovuto passare per Alberi. Decisione che dovrebbe apportare notevoli benefici, come ci spiega l’ingegner Guarracino: «I benefici sarebbero evidenti: anzitutto l’anticipazione dei tempi di completamento dei lavori e della relativa messa in esercizio della rete del Comune di Meta; inoltre procedendo con i lavori

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L ucia E sposito

lungo la strada comunale si potrebbe lavorare in orario diurno. Diversamente, procedendo per la SS 145, bisognerebbe lavorare solo di notte e solo nel periodo invernale». Dello stesso avviso l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Meta, Giuseppe Tito: «L’ANAS prevede vincoli molto stretti, in base ai quali i lavori dovrebbero essere effettuati solo di sera in orari specifici, non potendo andare oltre. Questo ovviamente comporta un notevole rallentamento per la consegna dell’opera». Attualmente la situazione pare essere in via di risoluzione: «Si stanno svolgendo una serie di incontri con ANAS per concordare un cronoprogramma in accordo con i Sindaci dei Comuni della Penisola, per la realizzazione della rete di 6 km che collega Vico Equense e Meta - ci spiega il presidente Seteap - A breve metteremo un punto a questa situazione: dovremmo iniziare i lavori sulla SS 145 e, prevedendo tempi ragionevoli, dovremmo ultimarli per la fine del 2013».


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Kermesse - Settembre/Ottobre 2012 Comune di Piano di Sorrento A quanto riportato dal presidente Seteap, l’avanzamento dei lavori è stimato attorno al 57%. Più precisamente, sono state posate condotte di adduzione e distribuzione per uno sviluppo complessivo di circa 19 km, con realizzazione di circa 280 diramazioni interrate e 185 allacciamenti alle utenze che hanno sottoscritto regolare contratto. L’ingegnere Guarracino riferisce: «Sono state completate le lavorazioni per la posa delle condotte di distribuzione sul Corso Italia, principale asse viario della Penisola: tuttavia non si può negare che la complessità dei sottoservizi già esistenti nel sottosuolo e l’intensità del traffico hanno notevolmente rallentato il corso dei lavori». L’ultimazione dei lavori, originariamente prevista per il 2012, è stata rinviata a seguito della richiesta di una proroga ai competenti Ministeri, stante l’assenza delle autorizzazioni ANAS per la realizzazione delle lavorazioni sulla SS 163 (“amalfitana”). Per quanto riguarda la copertura dell’intero territorio comunale, ci spiega l’Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Piano di Sorrento, Francesco Gargiulo: «Alcune zone non sono attualmente servite, dato che non erano state incluse nel progetto del ’92. Un esempio per tutti, via Santa Margherita, in pieno centro, è rimasta scoperta nel tratto finale, ma poco male, perché terminati i lavori di posa principale, verranno colmate in breve anche queste lacune». E per quanto riguarda il ripristino stradale?: «In relazione al ripristino stradale - prosegue l’Assessore Gargiulo l’intenzione del Comune è di adottare una strategia, di concerto con la Seteap, che

C o m u n i n breve META* - Coperto il 63% del territorio comunale - Percorsi 12.2 km - Effettuate 500 diramazioni interrate e 570 allacciamenti - Fine lavori prorogata a fine 2013, in attesa di autorizzazioni ANAS

INCHIESTA

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possa garantire il ripristino integrale delle strade. La situazione attuale è provvisoria, c’è ancora da operare il vero ripristino: si aspetta solo per evitare di dover riasfaltare varie volte, come si è fatto sul Corso: prima i lavori di posa, poi gli allacci e, infine, il ripristino».

Comune di Sant’Agnello Anche per il Comune di Sant’Agnello l’assenza delle autorizzazioni ANAS comporta alcuni problemi. Come difatti afferma l’ingegner Guarracino, per il completamento della rete emerge questa criticità, per la realizzazione delle lavorazioni sulla SS 145 (“sorrentina”) e 163 (“amalfitana”). Ciò malgrado lo stato di avanzamento dei lavori è a buon punto: stimato oltre il 95%, ha attualmente uno sviluppo di circa 23 km, lungo i quali sono stati realizzati 803 diramazioni interrate e 926 allacci. Il termine dei lavori è previsto per fine dicembre 2012, in seguito alla richiesta di alcune proroghe ai competenti Ministeri. Discorso a parte per i Comuni di Sorrento e di Massa Lubrense: allo stato attuale ancora in fase precedente l’inizio dei lavori, si hanno tuttavia già dei dati in merito all’inizio degli stessi.

Comune di Sorrento Si è proceduto all’assegnazione dell’incarico professionale all’ingegner Luigi Trinchillo per l’attualizzazione della progettazione esecutiva delle opere e definizione delle attività con il Comune. La gara d’appalto è stata espletata ed è stata anche effettuata l’assegnazione provvisoria delle attività. Tuttavia,

Piano di Sorrento - Coperto il 57% del territorio comunale - Percorsi 19 km - Effettuate 280 diramazioni interrate e 185 allacciamenti - Fine lavori prorogata, in attesa di autorizzazioni ANAS

Sant’Agnello - Coperto il 95% del territorio comunale - Percorsi 23 km - Effettuate 803 diramazioni interrate e 926 allacciamenti - Fine lavori prorogata a dicembre 2012

trattandosi di una gara europea, la legge prevede si attendessero 30 giorni prima dell’assegnazione definitiva. Ad oggi è formalizzato il contratto d’appalto e l’inizio dei lavori sarà prossimo. «Entro il 21 ottobre - annuncia un comunicato stampa del Comune di Sorrento - saranno avviati anche i lavori per la costruzione delle reti di distribuzione del gas metano. Il cantiere, la cui ultimazione richiederà oltre due anni, sarà aperto in questa prima fase nel tratto compreso tra la chiesa del Carmine e l’incrocio di Marano, per poi proseguire a Viale Nizza e a Via Rota in direzione di Sant’Agnello. A partire dal 3 novembre sarà invece il centro storico ad essere interessato dalla realizzazione delle diramazioni interrate destinate ad allacciare le utenze alla rete». Questa la precisazione del neo assessore ai Lavori Pubblici Raffaele Apreda in merito alle imminenti feste di Natale: «Durante le festività natalizie i lavori riguarderanno zone meno trafficate. Attraverso manifesti affissi con largo preavviso, daremo comunicazione alla popolazione sui tratti interessati dagli interventi».

Comune di Massa Lubrense Per il Comune di Massa Lubrense si è già provveduto all’assegnazione dell’incarico professionale all’ingegnere Biagio Incarnato per l’attuazione della progettazione esecutiva delle opere e definizione delle attività con il Comune. È in corso l’attuazione del progetto di metanizzazione e la definizione del crono-programma operativo con il Comune, pertanto entro l’anno 2012 si prevede l’assegnazione dell’appalto e l’inizio dei lavori.

Sorrento* - Formalizzato un contratto d’appalto - Inizio lavori previsto entro il 21 ottobre per le zone comprese tra la chiesa del Carmine e l’incrocio di Marano, Viale Nizza e Via Rota; entro il 3 novembre il centro storico e allacciamenti - Fine lavori non prima dei due anni

Massa Lubrense - Assegnazione dell’appalto e inizio lavori previsti entro il 2012

* Raffrontando i dati con quelli ricevuti dagli Assessori competenti nel luglio 2011 e pubblicati nella prima edizione de “la Kermesse”, risulta un ritardo sulla tabella di marcia di oltre un anno

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Kermesse - Settembre/Ottobre 2012

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ambiente

Iniziative. Il Movimento Decrescita Felice promuove l’autoproduzione

LABORATORI DEL saper FARE: PAGARE MENO, VIVERE MEGLIO Incontri gratuiti per imparare l’arte della panificazione e della caseificazione nel rispetto dell’ambiente e del portafogli. a oggi farsi da magiare in casa si può, anche in città. Arrivano i laboratori gratuiti del saper fare organizzati a Sorrento dal Movimento per la Decrescita Felice. Il Movimento si batte per l’innovazione tecnologica, la riduzione degli sprechi energetici, la rivalutazione dell’agricoltura locale e la riscoperta di antiche arti e mestieri ed è proprio in quest’ultimo settore che si pongono i laboratori grazie ai quali viene superato quel gap generazionale che ha portato al veloce abbandono e alla dimenticanza del tradizionale hand made. Quante volte le pubblicità ci ripropongono la genuinità del “sapore di una volta” per commercializzare prodotti industrializzati? E tutto questo per noi comporta una voce di spesa maggiore, una minore garanzia per la nostra salute e un forte impatto ambientale. «Recuperare e imparare a saper fare e quindi autoprodurre determinati beni - dice il Presidente del Movimento Alessandro Lauro - rende le persone meno schiave del sistema economico basato

sulla crescita scriteriata del PIL, e garantisce maggiori vantaggi personali. Riteniamo infatti che al centro debba esserci sempre la persona e i suoi benefici e mai solo il profitto o il denaro. Per fare solo un semplice esempio - continua Lauro - autoprodursi lo yogurt o il pane non solo costa meno, ma quello che è autoprodotto è molto più genuino, buono, dura di più e riduce fortemente l’impatto ambientale. In questo modo è vero che il PIL non aumenta, ma cresce il nostro benessere psico-fisico recuperando tempo, risparimando denaro e guadagnando salute». Sembra strano in un momento di particolare congiuntura economica come questa che viviamo, lanciare un progetto che diminuisca il consumo e dunque il prodotto interno lordo, ma l’autonomia e

l’indipendenza nei confronti di un sapere millenario dell’uomo e che ora è nelle mani di pochi ha, se solo ci riflettiamo, del rivoluzionario. L’uomo deve tornare in possesso delle proprie conoscenze e deve poter essere libero di scegliere. Con questo obiettivo nascono i laboratori per l’autoproduzione di pane, saponi e formaggi che si svolgeranno gratuitamente per tre domeniche a partire da Ottobre presso il centro Caritas di Sorrento in Via Bartolomeo Capasso. Il giorno 14 ottobre Antonino Di Maio insegnerà ad impastare correttamente con esercitazioni pratiche di impasto e cottura; domenica 11 novembre sarà la volta del sapone fatto in casa a cura di Roberto Manzo, mentre il 16 dicembre Liberato Mollo introdurrà alla saporita arte dei formaggi attraverso una dimostrazione pratica del procedimento di caseificazione. Gli incontri sono a numero chiuso ed hanno la durata limitata di due ore ciascuno. Un’iniziativa a costo zero, dunque a maggior ragione buona, proprio come il pane.

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10 CULTURA&SPETTACOLO

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Intervista. Francesco Oliva scopre una storia commovente e inedita

IL FAITO NON è SOLO ANGELA CELENTANO Protagonista una donna fuori dalla norma che per un carabiniere diventa capace di parole d’amore altrettanto inusuali. Servizio di Costanza Martina Vitale

ell’incantevole quanto familiare cornice del “Faito doc Festival” a mille metri di quota dal mare, Francesco Maria Olivo, ingegnere alla sua prima pubblicazione, scopre una storia romantica grazie alla quale fa rivivere il fascino di una montagna magica e inquietante allo stesso tempo.

♦ Partiamo dal titolo: 30 giorni di luce...

Sono i giorni di luce che la protagonista vede dopo oltre 30 anni di buio totale. È una storia vera accaduta al monte Faito che tutti i faitensi conoscevano solamente in parte.

inaspettato tuffo nella fantasia e nel mondo interiore di una persona.

♦ E lui, ha mai saputo di questa infatuazione? No, mai. Ha appreso la cosa solo quando don Catello, il parroco della comunità, gli ha fatto leggere il libro.

♦ Ma quella che racconti non è solo una semplice storia d’amore...

No, è sicuramente un tributo a questa

♦ Chi è la protagonista?

Qui c’erano tutti: finanzieri, polizia, però erano 5000 uomini delle forze dell’ordine che non sapevano cosa fare, fermi lì al campo sportivo. Noi che conoscevamo la montagna invece ci offrimmo per aiutarli. A me vennero affidati tre poliziotti: se fosse stata qui l’avremmo trovata e se non l’avessimo trovata noi, l’avrebbero trovata gli animali.

Anche quest’anno la stagione è stata intensa da questo punto di vista. Pensa che negli anni ‘80 le fiamme arrivarono fino alle case creando un grande problema di ordine pubblico.

♦ Come pensi debba essere valorizzata

♦ Poi cosa accadde?

♦ I trenta giorni dunque si riferiscono al tempo di questa corrispondenza? Esatto. È il periodo che intercorre tra la prima e l’ultima lettera in cui questa signora rinasce pur non avendo mai avuto nessun contatto diretto con la persona amata e da cui presumeva di essere amata. È stato un

♦ Cosa successe esattamente?

♦ Altra piaga qui è quella degli incendi...

Si può dire che fosse matta: si aggirava vestita in modo malandato e improbabile, ingiuriando, dicendo oscenità e cose insensate per tutta la montagna. Si sapeva che aveva avuto un‘infatuazione per un giovane carabiniere che aveva soggiornato qui, ma nulla di più.

Quattro anni fa in una sera di fine autunno mi trovai al ristorante gestito da un’amica, Lina. Sai, un po’ di vino, una battuta e venne fuori questa storia di cui nessuno sospettava nulla. Io non sono uno scrittore di professione ma mi venne subito l’impulso di scrivere qualcosa per gli amici, fino a quando uscirono delle lettere, la corrispondenza originale tra la donna e il carabiniere e scoprimmo che questa signora di mezza età, che tutti vedevamo semplicemente come una pazza, portava dentro di sé un mondo d’amore inespresso da donare con una tale delicatezza e sensibilità da lasciare chiunque a bocca aperta.

Sì, è stata data una enorme eco mediatica al caso senza pensare che in Italia scompaiono 3000 bambini l’anno. E questo non lo dico per sminuire il fatto che sia scomparsa, perchè in quei giorni tutti quanti la cercammo.

montagna e alla musica degli anni ‘70, anni bellissimi forse più di adesso dove siamo imbrigliati in una serie orribile di sovrastrutture. Nel libro ci sono pesanti note autobiografiche, io vengo al Faito dal ‘67.

♦ Come è cambiata Faito da allora?

A partire dagli anni ‘60 Faito era una perla, un ritrovo esclusivo. Qui venivano a fare i concorsi giganti dell’ippica italiana, oltre a ministri e politici vari. Poi ha subito un costante declino dovuto - lo dico tranquillamente - alla cecità delle istituzioni locali.

♦ Declino che è culminato con il gravissi-

mo episodio di Angela Celentano, di cui ancora oggi si parla...

questa montagna? Io non sono un amministratore però credo che il primo passo deve partire da noi. Ci sono esercenti che invece di farsi guerra a vicenda dovrebbero sinergizzare le forze. È evidente che, dal momento in cui la zona è stata in parte acquistata da Regione e Provincia, ci vorrebbe un intervento più organico che non si limiti a mettere qualche steccato. Ci sono strutture come la fattoria, un tempo produttrice di latticini, che versano in stato di abbandono, forse rimetterla in piedi costerebbe milioni: ma quanti se ne perdono per non fare nulla? Se si creasse un maggiore flusso economico si potrebbe garantire una giusta manutenzione, ad esempio ci sarebbe la polizia al sottobosco che diminuirebbe il rischio della propagazione degli incendi.

♦ Dobbiamo aspettarci un altro libro?

Per la fortuna di tutti no (ride, ndr). Anche se un altro paio di storie belle ci sarebbero, ma in questo momento non ho la serenità di scriverle.


Kermesse - Settembre/Ottobre 2012 “Nel mio film “Le genre qui doute” parlo di una persona che non si definisce né uomo né donna ed è tutto improntato nel non voler essere etichettati. Il protagonista cerca un posto dove sentirsi bene, una via di mezzo, un approccio non stereotipato. La follia non è solo quella dei matti, ma di coloro che non vogliono essere incasellati e per questo stanno ai margini della società che è molto attenta, tra l’altro, alla differenza uomo-donna. Nel film non c’è un finale, perchè la storia serve per porsi delle domande: cos’è un uomo? Cos’è una donna?” Julie Carlier “Le Genre QUI DOUTE”

La “ follia” secondo...

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“Sono una regista che vive in Belgio e conosco personalmente gli organizzatori i quali mi hanno chiesto di essere in giuria. I sette giurati vengono da mondi simili ma differenti e hanno opinioni diverse, ma siamo stati tutti d’accordo sul tenere in considerazione in particolare il parametro della tecnica cinematografia concentrandoci molto sullo sguardo che l’autore ha sulla realtà, il suo punto di vista artistico, la scelta che l’autore ha fatto dei vari elementi della realtà stessa e il modo di raccontarla. Nel documentario vincitore “Una pena infinita” l’autore è riuscito ad andare in fondo ad una storia.

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Penso che i bambini abbiano detto la cosa giusta: tutti siamo pazzi. La follia nasce dalla non possibilità di espressione perchè siamo costretti a non poter essere noi stessi. Se avessimo tutti la possibilità reale di esprimerci forse non esisterebbe la follia” NINA TOUSSAINT REGISTA E GIURATA “Derrière elle” nasce da un incontro tra un regista, un coreografo e due ballerini i quali hanno tutti lo stesso interesse: sperimentare all’interno di una casa. Per farlo abbiamo lavorato soprattutto sull’improvvisazione e sulla relazione con lo spazio e con gli oggetti: come si usa una sedia? Cos’è una sedia? E esaminare come vediamo quell’oggetto, magari provando a cambiare l’approccio nei suoi confronti con un approccio fuori dagli schemi. Non vorrei dare un significato al mio film, preferisco che sia il pubblico ad inventare la propria storia, ma ciò che credo gli organizzatori abbiano visto in “Derrièr elle” è il fatto che la persona non ha un confine, perchè non c’è un confine tra noi e lo spazio e possiamo finire per sentirci un tutt’uno con la sedia, senza limiti, cosa che nella nostra realtà è assolutamente folle”. NATALIA SARDI “DERRIèR ELLE”

Foto di Alessandro Savarese

COS’è IL FAITO DOC FESTIVAL? Giunto alla sua 5° edizione il “Faito doc festival” è il festival internazionale tematico del documentario, nato dall’estro dei registi italobelgi Turi Finocchiaro e Nathalie Rossetti e coordinato da Marika De Rosa che così presenta il progetto: «Il festival nasce da un legame forte con il territorio e da una professionalità come quella dei due registi Natalie e Turi che conoscono e amano Faito. Il Belgio dalla sua ha una scuola di documentari professionali che l’Italia non ha e mettere il cinema nella montagna significa creare momenti di convivialità. A dimostrarlo è il fatto che molti registi partecipanti vengano ospitati nelle case dei vileggianti locali: questa modalità io l’ho chiamata “adotta un regista” coniata da un’esperienza proprio del “Milano film festival” dove ho lavorato. Durante il festival di Faito si scoprono opere, c’è il laboratorio per i giovani, si discute sul tema che quest’anno è stato “la follia” e l’anno prossimo sarà “il movimento”». Un festival aperto a chiunque come dimostra il fatto che a vincere questa edizione sono stati due film di scuola e uno di una ragazza che non è nemmeno regista. «Adesso abbiamo bisogno solo di un riconoscimento più ufficiale, ma sicuramente il fatto che due Comuni come Vico Equense e Castellammare di Stabia si siano messi insieme è importante per la sostenibilità stessa del festival. Certo, ci piacerebbe creare luoghi più professionali per le proiezioni e superare l’handicap dei trasporti del monte Faito, tutte cose che il festival al momento soffre . Ma noi crediamo che la cultura, se valorizzata bene, porti più di una sagra della salsiccia! Vogliamo che la gente venga a villeggiare a Faito in contemporanea al festival, che poi è un festival poliglotta perchè internazionale. Il Faito richiede uno sforzo in più che è quello di salire e di riscendere, ma come si sta bene qui d’estate non si sta altrove». www.faitodocfestival.it


12 DITELO VOI a Penisola Sorrentina vanta una tradizione marinara e cantieristica molto antica (X secolo). Le spiagge di Alimuri a Meta, Marina di Cassano a Piano di Sorrento, Marina Piccola e Marina Grande a Sorrento sono state per decenni sedi di cantieri navali in cui si costruivano imbarcazioni di ogni dimensione, destinate alla pesca, al viaggio, al commercio. Figure di spicco dei cantieri navali sono sempre stati i maestri d’ascia (o anche “mastri d’ascia”). Esperti dei vari tipi di legname ne riconoscevano l’essenza, l’uso e infine la locazione all’interno dell’imbarcazione. La loro bravura consisteva nel sagomare e adattare il ceppo di legno a quella che poi sarebbe la sua definitiva funzione (ordinate, madieri...). Tale operazione di sagomatura era appunto fatta con un attrezzo chiamato ascia. Un vero maestro d’ascia era un artigiano completo, che sapeva fare tutto, dalla progettazione alla costruzione. Il legno è un materiale speciale che non ha regole fisse, è sempre diverso e ha anomalie invisibili. Questo è il motivo per cui quella dei maestri d’ascia era una vera e propria arte. Al porto di Marina Piccola a Sorrento esiste ancora oggi un luogo senza tempo, un cantiere navale storico risalente al 1700. Il maestro d’ascia Antonino Tramontano, nato a Sorrento nel gennaio del 1951, è uno degli ultimi veri maestri rimasti in Penisola. Per lui il legno è una passione: non ha permesso, infatti, che nel suo cantiere esso fosse sostituito dalla vetroresina (materiale più commerciabile utilizzato oggi per la costruzione delle imbarcazioni). Già dall’età di 7 anni il

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Settembre/Ottobre 2012 - la

Kermesse

Voce del cittadino. L’appello

«salviamo i maestri d’ascia»

piccolo Tonino aiutava il suo maestro Lentini nel cantiere e ne apprendeva l’arte. Quando il maestro è morto ha preso il suo posto nella costruzione delle imbarcazioni e nei lavori di rimessaggio. Purtroppo però da circa 20 anni è in corso una causa per sfratto del cantiere. In un mondo in cui è il denaro a fare da padrone rischiamo di perdere tanti antichi mestieri che stanno scomparendo o non sono protetti dalle istituzioni, mancano scuole di formazione e progetti di rivalutazione delle antiche arti. Sogno del maestro Antonino Tramontano sarebbe quello di istituire un corso per la formazione dei maestri d’ascia, un percorso che possa trasmettere ai giovani la passione per il legno e le sue peculiarità, per diffondere la cultura marinara e non lasciare che tutto vada perduto. Tra le sue molteplici esperienze, infatti, il maestro

ha tenuto uno stage nel suo cantiere in collaborazione con un Istituto tecnico di Castellammare di Stabia. Memore della bella esperienza vissuta dai ragazzi Antonino si augura di riuscire nel suo intento. Altro progetto importante è poi quello della creazione di un Museo dei maestri d’ascia, un luogo in cui raccogliere la storia della marineria attraverso gli attrezzi del mestiere, i disegni e le progettazioni delle imbarcazioni, i modellini e tutti gli antichi pezzi ricevuti in eredità dal suo maestro. Infatti se il cantiere sarà liberato tutto sarà raccolto in scatoloni e messo in deposito in attesa degli eventi. Bisognerà dar concretezza ai sogni del maestro se non vogliamo che un pezzo importante della nostra storia si perda nella memoria e nei racconti dei nostri nonni. V.T.


INSERTO NUM. 12 della Rivista

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( Settembre/Ottobre 2012)

Lions Club Penisola Sorrentina Il Club progetta in vista del cinquantesimo anniversario

LE ATTIVITà IN CANTIERE PER IL NUOVO ANNO SOCIALE

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entre si è appena discusso sull’approvazione del bilancio consuntivo e preventivo nel giorno 5 ottobre 2012, il Lions Club Penisola Sorrentina esce da un mese sofferente dovuto alla scomparsa del socio e Censore Giuseppe d’Esposito, avvenuta lo scorso settembre e che vogliamo ricordare nelle pagine a seguire. Il periodo sociale che si apre innanzi, però, è dei più intensi: ci si prepara alla definizione del Premio “Sorrento nel mondo” che ha sempre lavorato per omaggiare un uomo o ad una donna che ha avuto l’onere e la capacità di fare grande il nome della nostra terra grazie a scoperte scientifiche, alla promozione del “made in Sorrento” o che, più in generale, si è distinto nel panorama nazionale e mondiale per il suo particolare carisma in campo economico, imprenditoriale, sociale e umano. Il premio avrà luogo nel mese di novembre, probabilmente presso la Sala Consiliare del Comune di Sorrento che ha sempre ospitato questo tipo di manifestazione. Ci si accingerà poi alle festività natalizie per le quali il Club non mancherà di organizzare eventi conviviali a scopo di beneficenza, mentre continua il sostegno economico del Club per il restauro dell’opera cinquecentesca del maestro Silvestro Buono presso la Cattedrale di Sorrento.

Il nuovo anno sarà caratterizzato ancora una volta, tra gli altri, dall’organizzazione del Concorso artistico “Un poster per la Pace” diretto dalla responsabile distrettuale, nonché socia del nostro Club, la professoressa Maria Rosaria Pirro Titomanlio. Il concorso permette ai più piccoli, gli uomini del domani, di confrontarsi ed esprimersi sul tema della pace con genuinità puntando ad insegnare la buona convivenza e l’arricchimento culturale e sociale che ne deriva. Non meno importante sarà, in vista del prossimo mese di maggio, la preparazione della celebrazione del cinquantesimo anniversario del Lions Club Penisola Sorrentina, nato nel 1964 sotto la presidenza del professor Mario Masturzo. In merito il Presidente del Club avvocato Raffaele Avolio nell’ultima Charter Night che lo ha visto riconfermato nella sua carica di timoniere ha affermato: «Il mio compito quest’anno sarà principalmente quello di accompagnare il Club verso la nomina del nuovo Presidente che guiderà l’anno sociale 2013/2014 durante il quale il nostro, tra i Club più storici di tutto distretto 108 YA, festeggerà il suo cinquantesimo anno di vita». In occasione di tale data, Sorrento ospiterà il Congresso Distrettuale durante il quale avverrà la nomina della nuove cariche distrettuali e verrà presentato, probabilmente, il progetto editoriale che raccoglie al suo interno notizie e immagini di cinquant’anni di storia del lionismo in penisola sorrentina.

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Lions Club Penisola Sorrentina

Lions club penisola sorrentina:

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anni di storia

LA PRESIDENZA di ermanno perfetto e il trecento a vico equense «Durante l’anno sociale 1994/1995 sotto la presidenza della dottoressa Francesca Rossi Orazzo, il numero dei soci si è arricchito di ben otto nuovi soci, fra i quali tre futuri presidenti. Paolo Ermanno Perfetto è giunto alla massima carica del Club dopo una lunga esperienza in diversi incarichi di direttivo, rimase stimolato dalla scoperta di affreschi trecenteschi nella cappella di Santa Lucia a Massaquano anche per incontro fortuito con il parroco Don Antonino Guida e con il gen. Raffaele Cioffi (erede della famiglia “De Cioffo” proprietaria storica della Cappella). Secondo la relazione dello stesso presidente Perfetto, dopo un’intensa attività nella fase organizzativa, “si pervenne alla realizzazione del convegno sotto il titolo “Il Trecento a Vico Equense - Gli affreschi della cappella di Santa Lucia a Massaquano” si svolse nella sala congresso dell’Hotel Aequa con interventi magistrali. La seconda parte del convegno si svolse, nel pomeriggio, a Massaquano con una visita guidata alla cappella ed un incontro-dibattito sulle tematiche del convegno. Per l’occasione, nel concorso sugli stessi affreschi per la valutazione artistica i lavori furono presentati tutti solo dagli studenti dell’Istituto d’Arte di Sorrento e la commissione assegnò il primo premio a “La Crocifissione a rilievo” eseguita da Fortunata Solvimene e Giuseppina Milone guidate dal prof. Ciro Pane, il secondo a “Particolare con Angeli e Santi” acquaforte di Giuseppe Chirico ed il terzo, ex aequo, alle acqueforti “Ipotesi ricostruttiva della mandorla centrale” di Assunta Starace e “Particolare con Apostoli e Angeli sul lato destro” di Valeria Corcione. Per i lavori letterari, presentati solo dagli studenti del Liceo Classico “P. V. Marone” di Meta, il primo premio fu assegnato agli alunni Carella, Miccio, Persico, Ambrosio e Massa, il secondo premio a Pollio, Guarracino, Botta, Sposito e Casa, il terzo a Gargiulo e Fruscio. La premiazione avvenne in occasione della 32° Charter Night che si svolse sulla nave “Armonia”, appoggio del sottomarino “Il Tritone”, alla fonda presso i Faraglioni a Capri dove soci, studenti ed i numerosi invitati giunsero con la motonave “Valentino” dal porto di Sorrento».

Il testo in alto è tratto dal libro “40 anni di Lionismo in Penisola Sorrentina” a cura di Antonino Cuomo (Castellammare di Stabia - 2004 - Nicola Logobardi Editore)

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Lions Club Penisola Sorrentina I soci ricordano l’amico, altissimo esempio di principi lionistici

ADDIO PEPPE D’ESPOSITO «LA SUA, UNA VITA PREZIOSA»

S

i è spento appena un mese fa il socio Giuseppe d’Esposito, stroncato da un infarto a causa di quello stesso Cuore che lo ha reso così caro presso la sua famiglia, la sua Città, la sua attività, i confratelli della Arciconfraternita della Santissima Annunziata, i soci Lions e gli amici tutti. Il giorno 12 settembre si è tenuta la cerimonia funebre nella Basilica di San Michele Arcangelo, in Piano di Sorrento. Una chiesa gremita di persone che lo hanno conosciuto, pianto e acclamato per la sua bontà appena sulla soglia della vita. La messa è stata tenuta dall’amico don Pasquale Ercolano che nel realismo di un dolore tangibile ha saputo descrivere quasi con gioia la vita di Giuseppe: «Peppe era una di quelle persone che già quando lo vedevi da lontano ti veniva di abbracciarlo. Il suo sorriso, la sua costante disponibilità, il suo entusiasmo, rendevano sempre bello incontrarlo. Lui è stato un vero amico per tutti noi, ha saputo vivere la vita come Dio ci ha insegnato, cioè rendendola preziosa e la presenza di tutti voi oggi

ne è una dimostrazione concreta. Dobbiamo vivere la nostra vita imitando la sua». Giuseppe d’Esposito fece ingresso nel Lions Club Penisola Sorrentina sponsorizzato dal socio Giovanni Guarracino e da allora, come racconta la storia del Club, fu sempre esempio di morigeratezza e disponibilità. Stretti attorno ai familiari, i soci tutti lo hanno voluto ricordare, chi nel silenzio del proprio dolore chi con la forza delle parole. Così la professoressa e Past President Vincenza Irolla: «Pur avendo raggiunto l’apice della carriera imprenditoriale, Peppe aveva conservato le doti di umiltà, semplicità e disponibilità verso tutti, che lo caratterizzavano e lo distinguevano. Durante i due anni del mio mandato di Presidente del Lions Club Penisola Sorrentina è stato sempre al mio fianco e, soprattutto nel secondo anno, in qualità di tesoriere del Club, ha collaborato fattivamente e validamente in ogni circostanza, rivelandosi sempre persona

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Lions Club Penisola Sorrentina premurosa, abile, onesta e leale.  È stato un vero amico, come anche la moglie Maria che ringrazio ancora  una volta, anche a nome del Club, per la squisita e paziente ospitalità.  Peppe era un  uomo di pace, nelle riunioni del Consiglio direttivo mi ha sempre sostenuto e, con la sua bontà e sensibilità, ha fatto da collante tra tutti i soci. La sua dipartita rappresenta sicuramente una perdita immensa per la comunità, per il Lions Club e per ciascuno di noi. All’affettuosa e carissima Maria e ai figli Pasquale e Oriana rinnovo la mia solidarietà, invio un caloroso abbraccio ed auguro il conforto  con questa frase di Sant’Agostino: “Coloro che ci hanno lasciati non sono degli assenti, sono solo invisibili e fissano i loro occhi pieni di gloria nei nostri pieni di lacrime’’». Stesse parole d’amore quelle del socio Francesco Vecchietti che ne ha ricordato la sincerità e la disponibilità e della professoressa Maria Rosaria Pirro Titomanlio che così si è voluta esprimere per l’amico Peppe: «Ciao Peppe, porterò sempre nel cuore il ricordo di un uomo buono, di un amico sincero che mi ha gratificato con il suo affetto e la sua stima, di un Lions che si è sempre impegnato nel Club per unire i soci con i vincoli della comprensione e della solidarietà».

Lions Club Penisola Sorrentina Cariche sociali Anno 2012/2013

Presidente: Raffaele Avolio Past Presidente: Vincenza Irolla 1° Vice Presidente: Giovanni Guarracino 2° Vice Presidente: Giuseppe Stinga 3° Vice Presidente: Tommaso Paone Segretario: Carlo Di Leva Tesoriere: Antonio Piccolo Cerimoniere: Giacomo Aiello Officer Telematico: Andrea Colonna Censore: Giuseppe d’Esposito Consiglieri: Davide Infuso, Franco Mascolo, Francesca Rossi, Roberto Ruggiero Leo Advisor: Maria Rosaria Pirro Titomanlio Commissione soci: Francesco Vecchietti, Giovanni Belnome Commissione Elettorale: Lucio Esposito, Antonio Parisi, Carmelo Bentivegna Revisori dei Conti: Sergio Leone

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Messaggi del Presidente Mi unisco al ricordo del caro amico Peppe d’Esposito, uomo leale e onesto che per le sue doti ha saputo ricoprire ruoli importanti nella società così come nella vita di ognuno di noi. Il pensiero corre alla moglie Maria e ai figli ai quali non faremo mai mancare l’affetto e la vicinanza.

Responsabile immagine e stampa: Costanza Martina Vitale

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me&you 13

Qualcosa di personale. Una filosofia di vita in concerto

maurizio mastrini il pianista al contrario «Mi credevano normale quando facevo il manager, con i capelli ordinati e un abbigliamento comune. E invece la mia libertà è questa: originalità, famiglia, un nuovo modo di intendere la musica e William, il mio grande amore» Intervista di Iole Filosa

urante i concerti veste il frac sotto bionde treccine, suona a piedi nudi, legge il pentagramma dall’ultima alla prima nota da quando sognò Bach. Ha l’aspetto pop-rock e invece il suo campo è la musica classica: è Maurizio Mastrini, noto al grande pubblico come il pianista “al contrario” e ospite a Villa Fondi, Piano di Sorrento, la notte di San Lorenzo. Performance originali, con i grandi classici a specchio e il repertorio personale, puro e intenso, incorniciano un personaggio con una personalità forte e sensibile al tempo stesso che racconta una libertà fatta di famiglia, controtendenza e stretto contatto con la natura e le sue dinamiche. Non solo bella musica insomma, ma anche una filosofia di vita. Tenera, concreta e meravigliosamente armoniosa.

♦ Perché ha scelto di vivere da eremita

in Umbria? Perché in questo modo riesco a gustarmi tutto quello di cui la natura mi circonda e tutte le mie emozioni interiori. Vivo con mia moglie e mio figlio naturalmente.

♦ La vita che la società definisce “normale” non le offre gli spunti creativi necessari? No, la vita normale mi angoscia terribilmente, è troppo veloce. Viviamo a ritmi assurdi e con dei controsensi pazzeschi perché facciamo di tutto per velocizzare la nostra quotidianità, lavoriamo, corriamo, ci muoviamo in macchina, mangiamo, dormiamo, ingrassiamo e poi andiamo in palestra tre ore al giorno quando invece basterebbe andare lentamente, camminare a piedi, fare ogni cosa con il suo tempo. Sarebbe tutto più semplice.

♦ Incontrandola per strada, con il suo

look originale, non si indovinerebbe facilmente la sua professione di pianista... Eppure io sono proprio così al naturale. Tutti mi credevano normale quando facevo il manager, quando avevo i capelli ordinati e un abbigliamento comune. Ma questa è la mia normalità, io sono così, questa è la mia libertà.

♦ Le treccine quando ha deciso di

farle? Tantissimi anni fa, quando ero ragazzino. E poi le ho fatte di nuovo quattro, cinque anni fa quando ho ripreso in mano la mia vita.

♦ Avere 16 e 18 anni di differenza rispettivamente da mamma e papà le ha permesso di crescere in maniera diversa rispetto ai suoi coetanei? Non credo. Ho avuto un’educazione piuttosto ferrea, basata tutta sul rispetto.


14 me&you Anche quando da giovanissimo ho iniziato a girare il mondo mio padre aveva pochi anni in più, ma è stato molto chiaro. Tra l’altro stiamo parlando di diversi anni fa, dove un diciottenne aveva una maturità diversa rispetto ad oggi, ora sono dei ragazzini, dei bambini quasi.

♦ Come vive la sua famiglia d’origine

ora, “da grande”? In maniera molto serena, siamo molto uniti. Non vivo più con i miei genitori da sedici anni ormai e sto spesso in giro per il mondo, ma quando sono in Italia non vedo l’ora di tornare da loro, anche una semplice cena è una cosa meravigliosa per me. Vivo di cose semplicissime e finché Dio me le farà vivere, sarò sereno.

♦ La vita di Conservatorio rispecchia il

suo modo di intendere la musica? Non del tutto, nel senso che purtroppo la decadenza artistica che stiamo vivendo ha fatto in modo che anche nei Conservatori più quotati non ci sia la ricerca della perfezione, c’è del pressapochismo. Ho molta ammirazione per i ragazzi che fanno musica classica perché lavorano quotidianamente anche dieci ore al giorno. Quello che faccio io, e quello che fanno alcuni miei colleghi, è una musica popolare fatta con uno strumento classico, è diverso. E lo dico perché dobbiamo dare merito e giusto valore a chi si dedica alla musica classica trascorrendo ore e ore al pianoforte.

♦ Il sistema “Pentamano”, di cui è ideatore, come nasce? Me l’hanno insegnato i bambini. Ho iniziato a lavorare con loro molto presto e ricevevo allievi anche di soli 4 anni. Sono loro che mi hanno portato ad inventare questo sistema di lettura delle note con l’ausilio della mano, poi riportato sul pentagramma. ♦ Lei è anche autore de “Il bacio”,

entrata nel guinnes dei primati come l’opera lirica più corta in assoluto. L’ha composta con questo intento? In un certo senso sì. È stata una sfida con il librettista, Sergio Tasso. Volevamo rendere in una semplice opera di 3 minuti e 20 secondi qualcosa di reale, che avesse un suo senso compiuto. C’è una sinfonia che dura 4 secondi, arie che durano 12, 16 o 18 secondi. È proprio un’opera in miniatura.

♦ I suoi concerti sono sponsorizzati

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da Casino Planet. Perché affiancare la musica classica con il gioco? Perché non è musica classica (ride). Stiamo vivendo un periodo di mancanza di soldi ovunque, però la gente ha bisogno di ascoltare buona musica. Volevo far fronte a questa esigenza e mi è capitata un’azienda, Casino Planet appunto, che si è innamorata di un mio brano, “No Smoking”, divenuto jingle dei loro spot pubblicitari. Una parte di quello che doveva essere il mio guadagno l’ho destinato alla sponsorizzazione del tour. Qualcuno l’ha vista come una provocazione, ma non voglio provocare assolutamente nessuno. È solo un modo per portare un po’ di cultura, della buona musica, almeno spero... (sorride). Poi quando trovo un pubblico come questa sera è fantastico!

♦ L’hanno definita “ingegnere della

musica”, “matematico del suono”. La descrivono realmente queste definizioni? Diciamo che i miei brani sono molto semplici, però hanno anche una ricerca matematica. C’è un brano che si chiama “Primavera a Pristina” composto dall’inizio alla fine da scale che si intersecano con armonie della mano sinistra creando effetti molto particolari. Ricerco spesso questo binomio tra musica e matematica, è quasi uno studio architettonico della musica.

♦ Chi è William? William è il mio grande amore! È mio figlio ed è tutta la mia vita. Sono dedicati a lui i miei album, così come a mia moglie, anche se non la cito: William è il nostro dono di Dio. Dedico tutto a lui e vivo per lui. Gli telefonerò appena mi sarò cambiato e mi darò il voto della serata. Facciamo sempre così.

♦ E quale sarà il voto per l’esibizione

di stasera? Beh questa sera un dieci credo di meritarlo (ride di gusto). Non tutti i concerti mi escono così, non sono maniacale, mi piacerebbe ma entrano in gioco tanti fattori. Stasera mi sono divertito da morire, avevo un pianoforte fantastico e la gente è stata stupenda.

♦ È mai capitato, nel bene e nel male,

che il giudizio degli altri influisse nel suo modo di rapportarsi alla musica? Mai, veramente mai. Ho sempre avuto la forza di andare avanti per la mia strada. Devo dire che quando ho proposto la musica al contrario ho temuto che mi si

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rivoltasse contro la sacralità della musica classica. Già l’avevano fatto con Allevi, io per di più suonavo al contrario... Eppure devo dire che non ho ricevuto da parte dei grandi della musica nessuna protesta. Poi la mia in fondo è una sperimentazione.

♦ È vero che la registrazione dei suoi cd preferisce farla una sola volta con la paura dell’errore? Sì, assolutamente, non mi piace manomettere le esecuzioni. Anche questo disco “Terra!” è stata concepito dalla prima all’ultima nota in una registrazione continua. Sono severo con me stesso, però preferisco un’esecuzione che ha una nota “sporcata” piuttosto che una perfetta ma manomessa. Si perde la carica emozionale. Questo è il terzo disco che faccio così. Poi c’è Dio che mi aiuta sempre. Tra l’altro vado in studi che costano tantissimo e un errore significherebbe ripetere tutto dall’inizio. E invece quando ero a Londra ho registrato un disco di 46 minuti in 48 minuti e la stessa cosa è successa a New York dove ho registrato tutto in una giornata. ♦ Ha la stessa filosofia anche nella

vita? Direi di sì, non c’è nulla di artefatto in me e in quello che faccio, anche nelle decisioni importanti. Sono molto impulsivo.

♦ Qual è la porta che unisce la musica e la vita? È una domanda difficilissima. Penso che questa porta sia costituita dalle emozioni: riuscire a coglierle con la musica nella vita quotidiana credo sia il massimo. Ma questo nasce da un’educazione. Ci devi nascere, crescere nella musica e, se non hai avuto questa fortuna, devi avere la forza di avvicinarti con animo aperto e trasparente. ♦ Un saluto per i lettori che fanno

musica e quelli che invece la ascoltano. A chi fa musica classica faccio l’augurio di trovare gli sbocchi che purtroppo oggi si fatica sempre di più a trovare. Il mio invito è di andare anche oltre la musica classica: sperimentate e inventatevi qualcosa di nuovo perché ce n’è necessità. E a chi fa rock, punk o qualsiasi altro genere dico: continuate a suonare perché qualsiasi musica è una forma di educazione fantastica, aiuta a far emergere la propria personalità. A chi ascolta musica, infine, auguro di saper cogliere tutte le emozioni che la musica trasmette.


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arte&design 15

Le case dei sorrentini. Giovanni Grillo: il Masaniello della Penisola

LA RIVOLTA DEI CONTADINI NELLA SORRENTO DEL ‘600 La Torre degli Armieri, il quadro posto nel presbiterio della chiesa di Sant’Antonino e la lapide-editto del Museo Correale ricordano il periodo storico della rivoluzione popolare Articolo di Lucio Esposito

bbiamo parlato dell’arredo, di come erano costruite e con quali materiali le case dei sorrentini nel 1600. In questa puntata vorrei però parlarvi della vita sociale e delle sue relazioni. è un secolo difficile, la peste e la carestia fanno nascere venti rivoluzionari. A Napoli ci prova Masaniello nel 1647. In Penisola sorrentina, ancora con addosso i riscatti da pagare per i prigionieri dell’incursione saracena del 1558, che furono circa 2000, si affrontano tasse su tasse da parte del governo aragonese. Le popolazioni contadine dei casali limitrofi a Sorrento accarezzano il sogno di liberazione dal giogo dei nobili. A capo di questa rivolta finisce Giovanni Grillo, i rivoltosi si acquartiereranno, quasi sicuramente presso la Torre Degli Armieri, in via degli Armieri, in località Maiano, in prossimità di una sorgente di acqua e dell’importante strada Rubinacci-San Martino-Tordara-Trasaelle, che conduceva dal Corso Italia, ai Colli di Fontanelle e poi a Sant’Agata, evitando il passaggio doganale di Sorrento. L’assedio alla città di Sorrento durò circa 14 mesi, senza riuscire nel suo intento, anzi scatenò le ire dei nobili, che irrigidì il sistema di governo con pesanti sanzioni. A distanza di quattro secoli, cosa rimane di tutto ciò? Dove possiamo avere dei riscontri oltre le fonti scritte? Lo scritto di Teodoro, nobile sorrentino, pur se di parte, è una fonte, ma quelle

visibili, palpabili, come piace agli “storici alla San Tommaso”, sono la Torre degli Armieri. Lì, in via Armieri, intatta e abitata. Tra l’altro il toponimo “Armieri” la dice chiara sul tipo di torre e il suo scopo. Altra testimonianza è costituita dal grande quadro a destra nel presbiterio in Sant’Antonino a Sorrento, in cui si vedono questi contadini con i forconi e il loro comandante Giovanni Grillo su un imponente cavallo bianco, ma altrettanto imponente è la figura di Sant’Antonino a protezione sulle mura della città. Infine, la lapide-editto, reazione della nobiltà, che sentenzia una serie di misure restrittive alla città suburbana e ai suoi contadini, tra cui finanche il taglio del ponte maggiore conosciuto come ponte Orazio-del Dazio. Detta lapide è murata all’inizio dello scalone del Museo Correale, seppur mancante di qualche pezzo. Queste vicissitudini sociali condizionavano anche le scelte architettoniche abitative. Il territorio era puntinato di torri di difesa, sia per la guardia costiera che per difesa della famiglia nobile (la Torre degli Stiffa, il palazzo degli Acciapaccia ad esempio), e le case nobiliari avevano al piano terra ambienti dedicati al nucleo dei soldati che in tempi caldi venivano alloggiati per protezione. Mura alte e porte rinforzate, chiavistelli, inferriate e ringhiere e vie di fuga, ricavate con passaggi segreti sotterranei, erano gli artifici per proteggersi da questi venti di guerra.


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Miss Universo. La conduttrice Gilda Arpino racconta il tour 2012

reginetta del palco, ma con semplicità Nasce a Vico Equense e matura la sua prima grande passione: il teatro. Dopo aver frequentato l’Accademia di arte drammatica a Roma e tentato la strada televisiva nel talent “Amici”, ora scrive spettacoli e vive il mondo dell’arte a pieno ritmo. Intervista di C.M.V. icana d’origine, artista poliedrica, diplomata con il massimo dei voti all’Accademia di arte drammatica “Pietro Sharrof” di Roma e una breve parentesi nel talent show di Maria De Filippi, Gilda Arpino ha una grande passione per il teatro ma, soprattutto, una grande voglia di imparare. Ad agosto la finale a Sorrento del tour campano di “Miss Universo” che ha scelto per l’incoronazione “la

Kermesse” come media partner. In preparazione uno spettacolo teatrale tra storia e modernità.

♦ Come è stato il tuo primo incontro con l’arte? Ho iniziato da piccolissima perché mio padre mi portò per la prima volta ad un corso di ginnastica artistica e, nonostante il primo anno per me fu traumatico, divenne subito dopo la mia più grande passione fino a praticarlo a livello agonistico.

♦ Nascere in provincia è stato uno svantaggio? Nascere nelle scuole di provincia io reputo sia una cosa positiva per certi aspetti perché si impara a gestire subito il pubblico tra saggi e esibizioni varie. ♦ Quando ti sei innamorata del teatro? Frequentando il liceo classico. All’età di sedici anni si presentò l’occasione per mettere in scena l’Ecuba di Euripide e dopo vari provini l’insegnante sorprendentemente mi scelse e io scoprii di subire il fascino del teatro, per cui quando fu il momento di scegliere quali studi proseguire mi iscrissi all’Accademia di arte drammatica a Roma, l’esperienza formativa più alta per me. I sentimenti veri si imparano in provincia e si affinano in città. ♦ Come definiresti la tua esperienza

romana? Straordinaria, ho avuto modo di lavorare con persone eccellenti nell’ambito della danza e della recitazione e poi dopo l’Accademia c’è quel naturale momento di smarrimento. L’accademia ti prepara ma il mondo dello spettacolo è tutt’altro ed io ero giovane, lontana dalla famiglia. È stato un periodo molto bello ma anche molto particolare, di certo mi ha aiutata a crescere.

♦ Ma dopo sei tornata nella tua Vico... Dopo lo smarrimento io avevo deciso di iscrivermi all’università, facoltà di giurisprudenza: superai dieci esami conseguendo anche dei buoni voti ma mio padre si accorse prima di me che ero spenta, che vivevo sempre con la borsa di danza e un giorno mi disse: «Perché non fai uno spettacolo?» . Io scrissi uno spettacolo con balli e monologhi d’autore creando un filo conduttore e poi decisi di salire sul palco da sola... sana incoscienza! Foto di Antonio Starace


18 speciale ♦ O sana fortuna... Sì, la fortuna mi aiutò doppiamente, anche perché in quella occasione ebbi modo di conoscere più a fondo Gennaro (Gennaro Cataldo, suo compagno e agente ndr). Ricordo ancora il giorno del nostro incontro e come ero vestita: io lo cercavo per avere un aiuto per lo spettacolo e lui per la conduzione di un suo evento e da lì ho ricominciato a sentirmi artista, portando questa mia creazione al “Piccolo Eliseo” di Roma e al “Sannazaro” di Napoli, poi presentando tanti eventi: ora posso dire finalmente di conoscere il mondo dello spettacolo più a fondo.

♦ Ballerina, cantante, attrice: cosa ti

rispecchia di più? Il canto è la mia grande passione ma non penso sia quello che mi riesce meglio a differenza della recitazione, anche se io non riesco a vedermi come attrice e forse attore non bisogna sentirsi poi tanto. Infatti ogni volta che salgo sul palco combatto molto contro me stessa.

Che progetti teatrali hai in programma? Sono entrata molto in sintonia con il personaggio di un libro in cui mi sono rivista al punto tale da volerne fare uno

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spettacolo. Ho imparato moltissimo nelle varie presentazioni di questo prodotto editoriale e ne sono uscita arricchita io come anche il pubblico. Spero si riesca

«Ogni volta che sono in scena combatto contro me stessa. Non mi sento attrice e forse per esserlo davvero non bisogna sentirsi tali» a fare un buon adattamento teatrale, di questo se ne sta occupando una vera artista che sono sicura ha inteso il libro come l’ho inteso io.

♦ Cambiamo registro e parliamo della tua conduzione di Miss Universo.

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Certo, devo dire che abbiamo avuto un tour molto positivo quest’anno e un format molto diverso del quale vado orgogliosa perché siamo dell’idea che anche un concorso di bellezza può essere un momento di aggregazione e di eleganza. Quest’anno infatti abbiamo voluto improntare il concorso in maniera diversa valorizzando la bellezza senza volgarità e interpretandola come un valore aggiunto, un insieme di eleganza e cultura . All’inizio anche io, come altri , vedevo i concorsi di bellezza in maniera negativa, poi ho capito che non è così: se ben fatto il concorso dà l’opportunità ad una bella donna di muovere il primo passo verso il mondo dello spettacolo: sta alla ragazza poi capire quali sono le sue prerogative e a noi farle capire che dopo il concorso bisogna studiare e perfezionarsi per saggiare le proprie attitudini. Il format così impostato mi ha dato delle emozioni piacevoli, abbiamo uno staff di professionisti, una grande artista della moda come Maria Mauro che ha dato vita ad una sfilata ecochic improntata all’idea di preservazione dell’ambiente, insieme a sfilate di intimo e gioielli, così come abbiamo avuto un grande professionista della musica e una sigla significativa.

MISS UNIVERSO: IL TOUR E LE FINALISTE a finale di Sorrento ha portato a Roma sei ragazze che si sono aggiunte alla finalista Tina Scognamiglio: la vincitrice Dafne Da Silva (Salerno), Maria Pia Musto (seconda classificata - Napoli), Raffaella Panico (terza classificata - Vico Equense) e le tre ragazze scelte direttamente dall’organizzazione nazionale Daniela D’Angelo (Casalnuovo), Maria Sorrentino (Napoli) e Andrea Maria Nucete di origini venezuelane. Le bella rappresentanza campana ha viaggiato il 31 agosto verso Valmontone per la finale nazionale di Miss Universo che ha avuto il compito di nominare colei la quale rappresenterà l’Italia nel mondo.

La Campania ha sfiorato di pochissimo la corona con Tina Scognamiglio, sul podio al secondo posto. Sono seguite la napoletana Maria Sorrentino al quarto posto nella finale nazionale e la salernitana Dafne Da Silva, considerata durante la finale a Sorrento la reginetta della Campania. Per l’organizzazione del tour campano, reputata tra le migliori nazionali da Silvia Bianculli, non c’è soltanto la soddisfazione di aver portato vicine al podio tre delle sue rappresentanti, ma anche quella di vedere Tina Scognamiglio e Dafne Da Silva ottenere due premi sponsor che le vedranno partecipare come immagine alle campagne pubblicitarie di una nota marca di jeans e di un noto brand di make up.


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speciale 19

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Intervista a Elisa Torrini Miss Universo Italia del 2011, Elisa Torrini ha incoronato la vincitrice della finale regionale campana a Sorrento. ♦ Hai concluso il tuo mandato, qual è il bilancio dell’esperienza vissuta come Miss Universo? È stato un anno con i suoi pro ed i suoi contro, con tante soddisfazioni e qualche doloretto. Vengo da una periferia di Roma, sono cresciuta in un ambiente completamente diverso, quindi l’essere catapultata in questo mondo mi ha aperto prospettive a me prima del tutto sconosciute. ♦ La formazione ricevuta dopo il titolo di Miss Universo ti è servita anche nella vita reale? Assolutamente sì. Grazie a Miss Universo Italia, ho avuto la possibilità di andare una settimana in Venezuela: lì le bambine di tre anni dopo la scuola, invece di andare a giocare al parco, vanno a “scuola di Miss”. ♦ Qualche progetto per il futuro? In Italia non abbiamo il “concetto Miss”, a parte Miss Italia, pertanto il mio progetto sarebbe proprio quello di riuscire a portare una di queste scuole venezuelane anche in Italia per dare

Intervista a Dafne Da Silva Prima classificata del tour campano, la salernitana Dafne Da Silva, studentessa di Economia aziendale, racconta la sua prima esperienza nel mondo delle Miss.

♦ Hai vinto la finale regionale e sei

arrivata tra le finaliste nell’edizione nazionale: te l’aspettavi? Io non ci credo ancora. Già durante la finale a Sorrento non ci speravo nemmeno più, la finale è molto complicata rispetto alle altre tappe. La soddisfazione è stata tanta: ancora mi vengono i brividi! ♦ A chi dedichi la vittoria? Assolutamente a mio padre: è l’uomo della mia vita. Qualsiasi cosa farò nella vita sarà sempre per lui, perché è tutto per me. ♦ Quindi la tua famiglia ti ha sostenuta in questa esperienza? Sì, soprattutto mia mamma e mia sorella: viviamo praticamente in simbiosi, ci sono sempre per me. ♦ Con le altre ragazze concorrenti c’è stata competizione? La competizione c’è ovunque ma, sarà anche per il mio carattere e quello delle

altre ragazze, io ho fatto molte amicizie, che rimarranno comunque con me. Abbiamo fatto in modo di rimanere in contatto e sicuramente continueremo a sentirci anche dopo questa esperienza. ♦ Il percorso che hai intrapreso ha sicuramente un aspetto ludico, che immediatamente balza all’occhio, ma c’è anche tanto impegno dietro. Sì, c’è sacrificio, impegno e la costanza di rimanere tante ore sul palco con qualsiasi condizione climatica. Però ci si adatta perché il risultato alla fine compensa gli sforzi fatti. ♦ Pensi di proseguire negli studi? Sì, studio economia aziendale a Milano: mi sono decisa a partire lasciando la mia città, Salerno, ed anche gli affetti più cari. Spero che vada tutto bene e che mi riesca a realizzare. ♦ Il mondo dello spettacolo e della moda è una parentesi o speri che diventi un lavoro? Mi auguro davvero che diventi qualcosa di serio, è una strada che mi piace e spero che anche nella moda possa continuare questa avventura.

L.E.

l’opportunità a tutte le ragazze italiane di conoscere meglio il mondo delle Miss, a prescindere dai concorsi per un proprio ampliamento culturale, fisico e mentale. ♦ Come sei nella vita di tutti i giorni? Sono una ragazza semplicissima come tutte le altre ragazze. Quando indosso fascia e corona invece divento un personaggio: c’è il modo di salutare, di gesticolare, in cui sedersi. Ho imparato tante cose che non servono soltanto per il concorso di Miss ma nella vita. Io mi sento molto più donna di quanto in realtà non fossi già prima. ♦ Ora che hai deposto la corona come vedi il tuo domani? Di recente ho partecipato alle selezioni per “Veline”, mi piacerebbe lavorare in Mediaset ma in questo mondo non sai mai se ci sarà un domani. Se ci sarà qualcosa bene, altrimenti ho una famiglia che mi ama e un tetto sulla testa: tornerei a fare la vita che facevo prima senza problemi. ♦ Quali sono secondo te tre caratteristiche che deve avere una donna? Senza dubbio, prima di ogni cosa, l’eleganza, poi la personalità e infine la tenacia.

Lucia Esposito


20 diritti&doveri

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Comunicato stampa

VIA LIBERA ALLA RATIFICA DELLA CONVENZIONE DEI MARITTIMI Diario di bordo

QUANDO LA FAMIGLIA VIVE DI DISTANZE La scelta del mare come lavoro e, conseguentemente, come stile di vita, non riguarda solo chi in prima persona opta per questa strada: coinvolge anche le persone vicine, in primo luogo la famiglia. A non vivere in prima persona una simile situazione spesso si rischia di non comprenderne appieno le implicazioni. Proprio per questo, la disponibilità della signora Russo, sposata da ben dieci anni con un uomo che vive il mare, ci aiuta a calarci nella quotidianità di una famiglia che vive di lunghe distanze. Con tre bambini, la prima domanda che verrebbe da porre è come questi vivano la lontananza del papà: «Certo la mancanza si fa sentire, soprattutto quando i bimbi sono ancora piccini - ci racconta la signora Russo - ma in verità non è brutto come si pensa: se mio marito lavorasse in ufficio vivrebbe con i figli solo i ritagli del suo tempo; in questo modo, invece, quando è a casa può dedicarsi completamente a loro». Continua: «Poi i bambini si abituano a questo stile di vita, e lo accettano come normale; lo stesso vale anche per me: chiaramente all’inizio, quando io e mio marito eravamo sposati da poco, era molto più difficile per me, ma col passare degli anni mi ci sono abituata tranquillamente: d’altra parte è il suo lavoro». Poi c’è da considerare anche un altro aspetto, che ad oggi semplifica notevolmente la vita dei marittimi, come non manca di sottolineare la signora: «Oggi questo stile di vita è diventato molto più semplice rispetto a 20 anni fa: le nuove tecnologie aiutano moltissimo. Io, per esempio, sento mio marito praticamente ogni giorno via Skype, e così anche i nostri bambini, che in questo modo possono anche vedere il papà. Questo è stato sicuramente un grosso passo in avanti per chi vive una situazione come la mia».

Lucia Esposito

La Convenzione che difende i diritti del lavoratore finalmente ha raggiunto il numero di ratifiche affinché diventi strumento universale . La Convenzione sul lavoro marittimo (MLC2006) stabilisce i diritti dei marittimi a condizioni dignitose di lavoro e contribuisce a creare condizioni di concorrenza leale per gli armatori. Essa è applicabile a livello internazionale, facilmente comprensibile, facilmente aggiornabile e uniforme. La MLC è stata progettata per diventare uno strumento giuridico globale che, una volta entrato in vigore, sarà il “quarto pilastro” della regolamentazione internazionale per il trasporto di qualità. Potrà inoltre completare i settori chiave della sicurezza, della formazione e della prevenzione dell’inquinamento provocato dalle navi, come si evince dalle principali convenzioni dell’Organizzazione marittima internazionale (IMO) come la Convenzione internazionale per la salvaguardia della vita umana in mare del 1974 (SOLAS), la Convenzione internazionale sulle norme relative alla formazione, certificazione e servizi di guardia 1978 (STCW) e la Convenzione internazionale per la prevenzione dell’inquinamento causato da navi 73/78 (MARPOL). Finalmente, il giorno 20 settembre, in seguito al deposito delle ultime ratifiche di Filippine e Federazione Russa, è stato raggiunto il numero necessario (30) affinché, trascorsi dodici mesi, entri in vigore la Convenzione sul Lavoro Marittimo del 2006. Si deve sottolineare che il differimento di dodici mesi dell’entrata in vigore della convenzione è stato concepito proprio per consentire agli Stati, una volta raggiunto il quorum, di provvedere all’attività di ispezione e certificazione delle condizioni del lavoro a bordo delle oltre 100.000 navi che compongono la flotta mercantile mondiale prima dell’entrata in vigore dei nuovi standard. L’attività di ispezione e certificazione poggerà sui sistemi nazionali già esistenti ma, ove necessario, si dovrà ricorrere a pub-

bliche istituzioni o altre organizzazioni riconosciute competenti a svolgere, a trecentosessanta gradi, le ispezioni delle seguenti condizioni di vita e di lavoro a bordo delle navi: età minima dei lavoratori, idoneità psico-fisica, qualificazione professionale, contratto d’impiego, idoneità degli eventuali servizi di reclutamento o collocamento utilizzati, orari di lavoro e riposo, tabelle di armamento, alloggi equipaggi e relativi servizi essenziali, locali ed attrezzature ricreativi, alimentazione e servizi di ristorazione, salute e sicurezza sul lavoro, cure mediche, procedure di reclamo dei lavoratori, congruenza della busta paga con la retribuzione pattuita. è bene inoltre rammentare che la Convenzione reca l’obbligo per le Autorità che esercitano i controlli nei porti di approdo di trattare le navi iscritte nei registri di Stati che non hanno ratificato la Convenzione in modo che non ricevano un trattamento più favorevole rispetto alle navi iscritte nei registri di Stati che hanno ratificato la Convenzione (art. V). Ne deriva che, a prescindere dal fatto che l’Italia ratifichi la Convenzione entro il 21 agosto 2013, è straordinariamente importante che, entro tale data, le navi nazionali che rientrano nel campo di applicazione della Convenzione siano adeguatamente certificate. Quanto sopra al fine di evitare che, in occasione di controlli all’estero, le nostre navi siano oggetto di ispezioni più rigorose rispetto alle normali ispezioni a cui sono assoggettate le navi che, come prima facies, si trovano nelle condizioni di poter dimostrare, con certificati alla mano rilasciati dalle rispettive Amministrazioni di bandiera, di adempiere pienamente alle prescrizioni MLC, 2006 (Regola 5.2.1). Attendiamo che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti avvii al più presto,  le attività di ispezione e certificazione delle navi nazionali che rientrano nel campo di applicazione della convenzione.

Associazione nazionale “Gente di Mare”


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sport 21

Kart. La sfida che precede l’ingresso alle corse automobilistiche

SARNO: BAS LAMMERS DOPPIA LA VITTORIA MONDIALE l Circuito Internazionale Napoli di Sarno, dal 30 agosto al 2 settembre, ha ospitato i piloti della CIK-FIA World Cups per le categorie KZ1 e KZ2. Centinaia gli appassionati accorsi a questo evento che ha decretato il simpatico pilota Bas Lammers, campione del mondo per la seconda volta: già nel 2010 ha potuto alzare la coppa vincendo il titolo. Sotto i nostri occhi la favola di questo ragazzo si è realizzata nuovamente: a pochi metri dall’arrivo si è potuto sentire l’urlo di gioia che Bas ha emesso, mentre con il suo kart tagliava per primo la linea del traguardo. Dopo il giro d’onore, come da regolamento, tutti i mezzi devono sottoporsi al rito della bilancia, gli scatti dei fotografi erano abbaglianti mentre il campione del mondo commosso abbracciava i suoi tecnici. Per un attimo ha dovuto appoggiarsi al muro dei box per capire che era tutto vero e alla fine, tra applausi e con il viso rigato da lacrime di gioia, si è chinato sul suo go-kart baciandone la carena. L’applauso è partito forte, sincero e spontaneo per il campione che guida il suo kart senza poterne sentire il motore. Il giovane è infatti sordo dall’orecchio sinistro e non può indossare, durante la gara, l’apparecchio acustico. Stessa gioia per Paolo De Conto che si è aggiudicato il secondo posto. Il tifo per l’italiano è stato costante e genuino per tutta la gara, conclusosi con una doccia di champagne. Terzo posto per Ben Hanley che ci ha regalato l’emozione di alzare la sua coppa. Il mondo del karting è, da oltre vent’anni, un trampolino di lancio per i giovani talenti che sognano la carriera nell’automobilismo. Alessandro Zanardi, Jarno Trulli e Giancarlo Fisichella, aggiungendo anche Michael Schumacher, sono l’esempio che questo è un passo obbligato per potersi presentare, nel migliore nei modi, nelle categorie più alte. Non a caso tra gli spalti della tribuna vip, abbiamo trovato il pilota di Formula 1 Vitantonio

Articolo e foto di Antonella Coppola

Liuzzi: « Il campionato mondiale di KZ ha un fascino particolare - ci ha confidato - quest’anno ero seriamente predisposto a parteciparvi, purtroppo non ho potuto farlo sia per impegni con gli sponsor sia perché devo apportare migliorie tecniche alla mia auto, l’anno prossimo non mancherò». Lo show andato in scena tra le tornanti del circuito sarnese è stato un vero e proprio spettacolo che non sarebbe stato tale senza fuoripista, odore di frizioni bruciate, rumore di motori tirati al limite mentre qualcuno, sdraiato su una brandina, tentava un sonno ristoratore prima della partenza. Un altro capitolo della storia del karting è giunto alla fine, sotto lo sguardo vigile del Vesuvio a far da sfondo.


22 bacheca

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Cameriere con ottima conoscenza dell’inglese e 40 anni di esperienza si offre nel settore ristorazione o alberghiero., disponibile anche per altri lavori. Per info e contatti Gabriele al telefono 0818788550 Cerco lavoro ramo alberghiero front desk per stagione invernale, esperienza ventennale. Buona conoscenza inglese, francese. Tedesco scolastico. Per contatti belgiovi@libero.it Cerco lavoro come manutentore in qualsiasi settore, o come tutto fare negli alberghi della penisola, 5 anni di esperienza con Q8 manutenzioni. Massima serieta e disposto a qualsiasi turno o orario. Contatti: 0818085362 Cerco lavoro come cameriere di sala

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esperto nella mansione per stagione invernale. Curriculum previo contatto se interessati marittea@hotmail.it o casamariano@yahoo.com o cell 331 48 90 761 L`Associazione Mamme al Centro cerca un insegnante di chitarra diplomato/a e serio/a che ami lavorare con i bambin. Contatti: 3662621007 L`Associazione Mamme al Centro cerca insegnanti per baby-dance, motricità, ginnastica posturale e Teatro per bambini dal 12 ai 36 mesi e per bambini dai 3 anni agli 8-9 anni. No perditempo, è richiesta esperienza e laurea in fisioterapia, scienze dell’educazione e scienze motorie, esperienza in progetti nel teatro. Contatti: 3662621007


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