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Copia Gratuita

La rivista è disponibile anche in formato sfogliabile sul sito www.airplanesmagazine.it

Periodico di Aeronautica e Spazio iscritto al n° 47/2007 del registro della stampa presso il tribunale di Roma - Editore Associazione IDEAE - via Gianfilippo Usellini, 434 - 00125 Roma - Direttore Responsabile Alessio Piano www.airplanesmagazine.it - cod. fisc. e p. IVA 09339321003 - Finito di stampare nel mese di maggio 2014 presso LitografTodi - Todi - Anno 8° - numero 3 - maggio 2014. Fotografie: Aeronautica Militare.


www.aeronautica.difesa.it - www.aeronauticamilitare-collezioneprivata.it


TRIESTE Scopri il Friuli Venezia Giulia

Vivere la montagna del Friuli Venezia Giulia, invece, è un’esperienza autentica di immersione in un luogo incontaminato e protetto, dove si può praticare ogni tipo di sport in estate e d’inverno. Come non parlare quindi delle splendide Dolomiti Friulane, Patrimonio dell’Unesco, e delle Alpi Giulie e Carniche, tra le quali si insinuano valli disegnate dal verde. Confine naturale del territorio regionale, le catene alpine custodiscono borghi di rara bellezza quali, ad esempio, Sauris, Poffabro e Pesaris. Punta di diamante del Friuli Venezia Giulia, inoltre, è da sempre la tradizione enogastronomica, perché qui ogni piatto è reso unico dalla genuinità dei prodotti locali. Il Friuli Venezia Giulia è una vera e propria terra promessa per gourmet ed enoturisti, attraversata da strade del gusto che si snodano dalla montagna al mare passando per le colline del Collio. Territorio, cucina e storia si mescolano per dare un tocco unico.

Non solo panorami mozzafiato ma anche perle d’arte quali sono le eleganti e discrete città del Friuli Venezia Giulia che hanno girato il mondo, ascoltato lingue diverse, conosciuto culture e religioni lontane. Per capirlo basta guardare il molo Audace da piazza dell’Unità d’Italia a Trieste, oppure camminare contemporaneamente in territorio italiano e sloveno nella piazza Transalpina di Gorizia. Da questi luoghi, per secoli, sono passati Celti, Romani, Unni, Longobardi, Veneziani e Austro-ungarici. Così Trieste ha indossato “abiti” asburgici, Udine è diventata la città del Tiepolo, Gorizia ha assunto il nome di “Nizza austriaca”, Pordenone oscilla tra gli influssi romanici, barocchi e gotici e ospita nella sua provincia Sacile, il “Giardino della Serenissima”. Spostandosi sulla costa, il mare del Friuli Venezia Giulia racchiude tante proposte in una sola. È la meta turistica ideale per tutte le famiglie, grazie alla certificazione delle strutture ricettive e a un programma di accoglienza crea- Le visite guidate di TurismoFVG to specificamente sulle esigenze dei più piccini e dei loro genitori. Al tempo L’Agenzia TurismoFVG rinnova anche quest’anno il calendario di visite guidate stesso, l’estate targata FVG balla sui ritmi eccitanti della glamour Lignano in alcuni dei luoghi più belli del Friuli Venezia Giulia per offrire ai turisti la posSabbiadoro, si rilassa nei silenzi e nella calma della laguna di Grado, respirando sibilità di conoscere e apprezzare le peculiarità del territorio a un prezzo davvero competitivo. Il 2014 porta inoltre grandi novità, grazie all’aggiunta nel le cadenze marinaresche dei pescatori di Marano Lagunare. 2


ventaglio delle località anche di Gorizia, la “Nizza Asburgica” ricca di atmosfere caratteristiche delle città di frontiera, e di Palmanova, la città fortezza veneziana candidata a diventare patrimonio dell’umanità dell’Unesco che svelerà ai turisti i segreti del suo sistema fortificato. Non possono mancare nel calendario delle visite guidate di TurismoFVG le gemme regionali dichiarate patrimonio dell’UNESCO: l’antica metropoli romana di Aquileia è protagonista di una visita guidata che da aprile partirà dall’infopoint di TurismoFVG di via Iulia Augusta, mentre il centro storico di Cividale del Friuli potrà essere scoperto con l’accompagnamento di una guida turistica che metterà in luce il patrimonio longobardo della città. Infine, l’Agenzia TurismoFVG ripropone ai turisti e ai cittadini della regione delle vere chicche: la visita guidata a Spilimbergo, che mette in luce la cultura musiva della scuola dei mosaicisti, e le visite tematiche “Trieste atmosfere letterarie” e “Trieste mosaico di culture” che, fino a settembre, faranno apprezzare due degli aspetti più caratteristici del capoluogo regionale e si aggiungono alle visite generali della città. Per chi invece desidera conoscere la storia delle diverse località ma visitarle in piena libertà e autonomia, TurismoFVG ha pensato a un servizio di audio guida disponibile ad Aquileia, Trieste e Udine nei diversi infopoint. A Udine, in aggiun-

ta, è possibile noleggiare gratuitamente una bicicletta e visitare la città su due ruote. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito dell’Agenzia TurismoFVG www.turismofvg.it o contattare il numero verde 800 016 044. Prenotazioni e adesioni per le visite guidate si possono effettuare rivolgendosi a tutti gli infopoint TurismoFVG della regione.

Offerta FVG Card Una sola carta per scoprire una regione intera: la FVG Card è la carta magnetica dell’Agenzia TurismoFVG che comprende l’accesso gratuito ai principali monumenti e musei della regione, una grande offerta di visite guidate ed escursioni naturalistiche, alcuni trasporti pubblici e inoltre sconti per l’ingresso a terme, parchi divertimento e servizi in spiaggia. Il costo è davvero eccezionale se paragonato all’effettivo valore della card: 15, 20 o 29 € rispettivamente per le card di 48 o 72 ore oppure di un’intera settimana. La FVG card, che è acquistabile online dal sito www.turismo.fvg.it oppure negli infopoint TurismoFVG e negli hotel convenzionati, permette a turisti e visitatori di organizzare e programmare il proprio tour in modo autonomo, ma anche di cambiare idea all’ultimo momento senza penalità né costi aggiuntivi. 3


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PAN

La è pronta al decollo! I dieci velivoli della Pattuglia Acrobatica Nazionale sono già schierati in testata pista. Dopo il “ready for take off” manca solo l’autorizzazione della torre. Sguardi rivolti al cielo: arrivano le “Frecce Tricolori”!

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ufficialmente partita la Stagione 2014 delle “Frecce Tricolori”. Come ogni anno, il calendario delle esibizioni della Pattuglia Acrobatica Nazionale si presenta ricco di impegni, sia in Italia che all’estereo. Il debutto ufficiale della nuova formazione, se si esclude il 1° maggio, è avvenuto nei cieli di Loano (SV) il 18 maggio scorso. Un ritorno tanto atteso soprattutto dagli appassionati che, con grande fatica, hanno dovuto sopportare questa forzata astinenza invernale. Le tappe, in generale, interesseranno tutta l’Italia e non solo, anzi quest’anno è stata fatta una scelta strategica: incrementando il numero di esibizioni all’estero si è, infatti, voluto puntare a promuovere maggiormente il m ade i n It al y nel mondo, così da giovare, si spera, all’intero sistema Paese. I nostri piloti saranno presenti sui cieli di Regno Unito, Francia, Svizzera, Belgio, Spagna e Malta. Ovviamente, l’appuntamento più significativo sarà quello del R o y al I n t er n a t i on al A i r Tat t oo, tra i più seguiti a livello internazionale. Quest’anno l’air show britannico sarà ancora più importante, poiché in tale occasione si celebreranno i 50 anni delle “Red Arrows” (la pattuglia acrobatica britannica). I piloti e gli specialisti che costituiscono il Gruppo della “Pattuglia”, anche quest’anno, avranno la possibilità di portare l’eccellenza italiana in giro per il mondo, mostrando a tutti le capacità, la passione e la bravura che rendono questa squadra unica nel suo genere. Anche in questa nuova stagione la formazione ha subito dei cambiamenti tra cui due new entry. Alle selezioni si sono presentati diversi candidati, ma il capitano Massimiliano Salvatore e il tenente Giulio Zanlungo hanno avuto la meglio. Il comandante della PAN, il magg. pil. Jan Slangen ci tiene a sottolineare che «quelli che hanno partecipato alle selezioni sono tutti piloti professionisti che ormai da anni volano sulle varie linee jet della nostra Forza Armata, quindi nei criteri di valutazione non dobbiamo tanto valutarne la loro bravura nel pilotare, quanto la propensione alla vita di gruppo e la compatibilità caratte-

riale con tutti noi». E già, lo spirito di squadra, la coesione, l ’am al ga ma tra i piloti delle “Frecce Tricolori” sono fondamentali e l’aspetto caratteriale non è certo da sottovalutare. Se ripensiamo, infatti, a ciò che riescono a realizzare per aria domando quei roboanti velivoli, non ci è difficile comprendere il perché l’affiatamento all’interno del gruppo sia così determinante. Il cap. Salvatore, pilota di Eurofighter 2000 proviene dal 18° Gruppo del 37° Stormo di Trapani, volerà con il numero 7, mentre il ten. Zanlungo, pilota di AMX proveniente dal 13° Gruppo del 32° Stormo di Amendola, volerà con il numero 8. Restano invariate le posizioni del capo formazione, magg. Mirco Caffelli, e del solista Fabio Capodanno. Ma le novità per il 2014 non sono terminate; infatti, Pony 6, leader della seconda sezione diventerà il cap. Mattia Bortoluzzi, che lascia la posizione di gregario. Mentre il magg. Stefano Centioni e il cap. Marco Zoppitelli, arrivati alla fine del loro percorso, si occuperanno dell’addestramento acrobatico della nuova formazione. Per tutti loro, ma soprattutto per i nuovi, è l’inizio non solo di una stagione ma di una nuova e impegnativa esperienza professionale e umana. Sì perché, se lavorativamente parlando l’impegno che i nostri piloti devono infondere in ciò che fanno è palese, meno evidente è il coinvolgimento personale ed emotivo che questi uomini hanno quotidianamente, anche al di là di quello che è il loro lavoro inteso in senso stretto. Essi sono “i piloti della Pattuglia Acrobatica Nazionale italiana”, sono l’esempio delle virtù, dei valori e dei principi che contraddistinguono l’Arma Azzurra, sempre e comunque, sia quando indossano la tuta da volo sia quando la sostituiscono con jeans e t-shirt. Ma ora è veramente arrivato il momento di vedere all’opera i nostri piloti, tutto è pronto, e i 10 “macchini” sono già in testata pista per regalarvi grandi emozioni, dopo il “redy for take off”, stanno solo attendendo l’autorizzazione della torre. Allora non ci resta che fare ai nostri “fantastici 10” un grosso in bocca al lupo e rivolgere lo sguardo al cielo per l’ennesima esibizione mozzafiato!

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Il Friuli Venezia Giulia ti fa conoscere da vicino le mitiche Vivrai un’esperienza unica ed esclusiva, scoprirai da vicino i segreti dei velivoli ed i luoghi frequentati ogni giorno dai piloti della pattuglia che solca i cieli di tutto il mondo con le sue spettacolari acrobazie. Sarai guidato alla scoperta dell’emozionante atmosfera della base aerea di Rivolto (20 km da Udine), centro logistico e punto di partenza di tutte le esibizioni delle “Frecce Tricolori”. Vedrai da vicino un vero Aermacchi MB.339 e conoscerai tutti i segreti della mitica Pattuglia Acrobatica Nazionale. E se sarai fortunato potresti avere l’occasione unica di assistere all’addestramento in volo della formazione delle “Frecce Tricolori”!

Prenota la visita compilando il form on-line dal sito www.turismofvg.it

Costo: € 10,00 a persona – € 5,00 con la FVG Card Gratis: bambini sotto i 12 anni (max 3 ogni adulto) Servizio: italiano/inglese Partecipanti: individuali o piccoli gruppi non organizzati Per informazioni: Numero Verde 800-016-044

L’apporto dell’Aeronautica Militare e l’ingresso in base vengono forniti a titolo gratuito.


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MARCO ZOPPITELLI

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STEFANO CENTIONI

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FILIPPO BARBERO

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GIULIO ZANLUNGO

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VIGILIO GHESER

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STEFANO VIT


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PIERANGELO SEMPRONIEL

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JAN SLANGEN

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GAETANO FARINA

MIRCO CAFFELLI

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MASSIMILIANO SALVATORE

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MATTIA BORTOLUZZI

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FABIO CAPODANNO

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Da solo per esaltare! I

l solista rende lo spettacolo più avvincente, facendo restare il pubblico con il fiato sospeso e strappando applausi a scena aperta alla fine di ogni esibizione Nell’economia del programma della Pattuglia rappresenta uno spettacolo nello spettacolo, è colui che consente alle “Frecce Tricolori” di offrire alla gente quell’armonia e continuità nella sequenza delle figure che è altra caratteristica peculiare della PAN. Come per il resto della Pattuglia, il programma del

numero “10” viene messo a punto durante la fase invernale dell’addestramento. Si analizza ogni singola figura e si decide l’introduzione di qualche “tecnicismo” o di piccole personalizzazioni che generalmente non vanno a stravolgere un programma consolidato negli anni. Durante la stagione invernale, ogni volo d’addestramento del solista prevede l’esecuzione di tutto il programma della Pattuglia perché una buona parte della difficoltà del volo del “Pony 10” è costituita dalla scelta dei tempi di inserimento tra le figure eseguite dalla formazione. Il rispetto dei tempi d’ingresso è una responsabilità del solista, il quale deve modificare la propria esibizione per riuscire ad accordarsi al ritmo dettato dal capoformazione, un ritmo che può dipendere dalla copertura nuvolosa, dal vento, dal luogo in cui si svolge l’esibizione. Il 60% della difficoltà della performance del solista sta nell’esecuzione delle manovre; il restante 40% sta nel rispetto della tempistica. I voli di addestramento del solista richiedono la presenza costante presso la biga (in collegamento radio) del comandante, l’unico pilota titolato a commentare e a seguire gli aspetti di sicurezza del volo del “10”. Il comandante solitamente si limita a esprimere considerazioni sulla qualità estetica della manovra senza fornire suggerimenti tecnici: solo il solista detiene il bagaglio di conoscenze tecniche necessario a correggere eventuali difetti di esecuzione delle figure acrobatiche. Del resto, anche dal punto di vista addestrativo il “Pony 10” è abbastanza autonomo rispetto alla formazione, potendo pianificare, eseguire e gestire nella sua interezza il proprio allenamento.

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intetizzare in 25 minuti di volo le capacità e l’ingegno di un’istituzione militare e di un intero Paese. Questo fanno le “Frecce Tricolori”, raccogliendo l’esperienza e l’addestramento di più di 80 anni di acrobazia aerea in un programma di volo che unisce spettacolarità e tecnica. Il 313° Gruppo Addestramento Acrobatico “Frecce Tricolori”, è dislocato sull’aeroporto di Rivolto, a pochi chilometri da Codroipo, Udine, nel cuore del Friuli Venezia Giulia, e dell’Aeronautica Militare sono la componente sicuramente più conosciuta e visibile. Ma le “Frecce Tricolori” rappresentano, in realtà, la sintesi delle capacità dei piloti e degli specialisti di un’intera Forza Armata. Sono quella componente che con i suoi dieci velivoli di produzione italiana Alenia Aermacchi, gli MB.339PAN, costituisce la più numerosa compagine acrobatica al mondo. 18 le figure che danno vita a un’esibizione che non dà tregua. Una delle peculiarità, infatti, di questa armonia tutta tricolore è quella di essere uno splendido continuum. Circa mezz’ora da passare in apnea alternando lo sguardo tra la formazione di nove che si divide in due sezioni, 5 e 4, e il velivolo solista; e poi gli incroci, le salite, i tonneaux, le virate schneider e la Bomba, la figura che ha contribuito a rendere famose le “Frecce Tricolori” nel mondo, imitata molto, replicata mai, da tutte le formazioni acrobatiche. Chiude il grande ed emozionante tricolore finale dell’Alona. Tutto si svolge con estrema naturalezza e tutti hanno la convinzione di compiere nulla di eccezionale. Questo deriva dalla storia professionale di ciascuno dei componenti, piloti e tecnici, di questo Reparto, comunque singolare: sono tutti inquadrati nei ruoli dell’Aeronautica Militare e il loro iter istituzionale e formativo non differisce da quello dei colleghi in servizio presso le altre unità della Forza Armata; con loro esprimono quei valori e quelle caratteristiche che sono patrimonio culturale di un intero Paese, prima che di una Forza Armata. Ardimento, capacità, disciplina, affiatamento, spirito di appartenenza, generosità, sofisticata creatività, e, soprattutto, senso dello Stato. Su questi pilastri poggia il lavoro quotidiano della Pattuglia Acrobatica Nazionale, una delle più ammirate ed amate al Mondo.

ARMONIA di GRUPPO

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Gli Specialisti del

A

d ogni manifestazione delle “Frecce Tricolori” partecipano sempre milioni di spettatori, provenienti da tutto il mondo, esperti e principianti, semplici appassionati o veri intenditori, tutti lì per lo stesso motivo: godersi quei trenta minuti di spettacolare volo acrobatico. Ma quanti di loro saranno in grado di vedere al di là di quei 10 velivoli che volteggiano in cielo? Chi avrà la percezione di cosa si cela dietro le quinte? Forse nessuno ha l’idea concreta e realistica di quello che si nasconde dietro a una parola così corta come PAN o dietro a un’esibizione apparentemente così breve. La Pattuglia Acrobatica Nazionale è un grandissimo “iceberg”, una montagna di ghiaccio che sotto quella punta, poggiata sul pelo dell’acqua, cela un intero mondo sommerso, una solida base di ghiaccio che sprofonda negli abissi e in proporzione è molto più grande di quello che i nostri occhi hanno il privilegio di vedere in superficie. Sono oltre settanta gli specialisti che “fanno parte di quel mondo nascosto”, essi sono quella realtà che il pubblico non vede ma che è indispensabile per permettere ai 10 “macchini” di staccare le ruote da terra. Non sono piloti, non spiccano il volo, non sono acclamati dai fan ma, anche in loro ferve quell’unica e importante motivazione: lavorare insieme per portare nei cieli di tutto il mondo il tricolore della bandiera italiana. Far parte della Pattuglia anche a loro richiede spirito di sacrificio e dedizione continua. Insomma, quello degli specialisti è un lavoro che inizia e si conclude a terra, negli hangar o in linea di volo, comunque lontano dagli occhi degli spettatori, scarno di glorie, ma non per questo meno

S.E.A.

importante. Ma, come ci spiega uno specialista “anziano” del Gruppo, «nel nostro lavoro i complimenti e i riconoscimenti non sono certo la motivazione che ci spinge a fare bene, la nostra benzina è la passione. Io ho una maturità tale, nel settore, che mi permette di avere ben chiaro qual è il mio ruolo e quanto sia importante. Il non spiccare il volo non mi fa sentire meno utile al fine, e di questo ne hanno grande consapevolezza anche gli stessi piloti». Uno spirito e un atteggiamento, questi, comuni a tutti gli appartenenti al SEA. Guardandoci intorno, percorrendo in lungo e in largo questi luoghi, gli scenari, le persone, i ruoli e i gradi cambiano, ma la nostra sensazione è che l’aria che si respira è sempre la stessa: di grande complicità e amalgama. «Il lavoro su un velivolo delle “Frecce Tricolori” – ci dice con umiltà il ten. col. Andrea Bolzicco, capo del Servizio Efficienza Aeromobili – è del tutto simile a quanto si può riscontrare in analoghi reparti di manutenzione dell’Aeronautica Militare. Quello che cambia è il fatto di avere costantemente un numero elevato di assetti necessari all’addestramento dei piloti durante il periodo invernale e garantire un numero minimo di undici velivoli durante tutta la stagione acrobatica. Il fatto di esibirsi in Italia o all’Estero di fronte a centinaia di migliaia di spettatori – conclude Bolzicco – è la responsabilità di far parte di un prestigioso Reparto, che porta in alto il nome del nostro Paese, implica naturalmente un’elevata pressione psicologica e, al contempo, un orgoglio che traspare in ogni persona del Servizio Efficienza Aeromobili».

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Motorcycle Art


AeCCVV:

Volare nel vento di Lodovica Palazzoli

N

ella valle di Rieti, tra i laghi e il monte Terminillo, sorge l’aeroporto Ciuffelli, sede dell’Aero Circolo Centrale di Volo a Vela “Ettor e Mu zi”: “il Centrale”, località già individuata per tale finalità dal Gen. Pil. Adriano Mantelli negli anni Cinquanta. Per conoscere meglio quest’associazione, che accanto alla canonica attività di volo affianca quella di segnalazione incendi, incontriamo Alessandro Bruttini, “educatore”, per sua definizione, al Volo a Vela di distanza: ma qual è esattamente il suo ruolo al Centrale? «Mi occupo – ci ha detto – di educare i piloti non professionisti in modo che il loro volo possa coesistere in sicurezza con quello svolto in ambito commerciale e militare. Questo, naturalmente, significa anche fare i conti con le inevitabili frustrazioni che, durante i corsi estivi che teniamo, costituiscono elementi sempre presenti; il mio lavoro consiste nel tradurli in sprone per i piloti. Ecco perché occorre essere “multiruolo”, spaziare così il proprio apporto da quello psicologico a quello logistico, da istruttore a manutentore». In tale situazione è chiaro che il volo, diversamente da come lo si cono-

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sce per lo più nelle pagine di questa rivista, è inteso come sport e non come professione, ma ciò implica che per far sì che l’intero ingranaggio funzioni, alla base dell’attività da diporto devono esserci persone capaci, professionisti del settore. Anche perché questo “aeroplano”, come forse pochi sanno, permette di compiere voli di grandi distanze, anche di centinaia di chilometri tra le montagne. Chiaramente, in questo caso anche l’approccio verso i frequentatori dei corsi sarà peculiare. Ma in che modo? «Io – spiega il nostro istruttore – suddivido l’approccio sempre in tre ottiche: skill di base, ossia capacità di manovrare i comandi, rules, conoscenza delle procedure, e knowledge, la capacità di trovare la soluzione alla situazione sulla base delle conoscenze possedute. Ogni persona è diversa e bisogna tenerne conto nel tarare differentemente la valutazione degli aspetti intellettivi, affettivi e sociali che questi settori implicano. Lavorare con persone generalmente non professioniste del settore, può portare alle volte da parte di questi alla sottovalutazione di fatti e comportamenti che devono, invece, essere tenuti ben presenti per la sicurezza


propria e degli altri; un esempio? L’importanza di tenere la radio sempre in cor retto collegamento accesa, così da poter rispondere prontamente qualora si sia chiamati. «Proprio in relazione a questo tipo di situazioni – ci racconta Alessandro – avvenne un episodio significativo, che ora ricordo con un sorriso ma che quando avvenne ci procurò qualche grattacapo. Durante un volo effettuato proprio negli stage estivi, tra i partecipanti c’erano anche due fratelli ma uno dei due, nonostante le mie raccomandazioni sul rispondere alla radio, dopo varie chiamate risultava assente. L’altro fratello, sulla scia di segnalazioni vaghe riportate da altri volovelisti, che lo indicavano in un determinato punto povero, però, di correnti ascensionali, cioè di possibilità di ritorno in valle, aveva deciso di andare a cercarlo proprio lì, spronando gli altri a fare lo stesso. La difficoltà è consistita anche nel dover gestire questo tipo di situazione, già di per sé delicata, in volo; per fortuna pochi minuti dopo il fratello “scomparso” ha riacceso la radio, comunicandoci lui

stesso la sua posizione». Insomma, anche dalle testimonianze riportate è chiaro come questo tipo di attività regali emozioni e battiti accelerati. Ma perché chiunque di noi dovrebbe avvicinarsi a questo di sport? «In un libro intitolato Mentales Training – conclude l’educatore – sono state rintracciate 23 motivazioni che spingono le persone ad intraprendere quest’avventura senza motore: l’amore per la natura, la possibilità di conoscersi meglio, la sfida legata alle competizioni. Personalmente, ritengo che fra i modi di volare sia il più vero, capace di lasciare spazio all’introspezione, facendo al contempo godere di panorami unici che, comunque, fino a cento anni fa nessuno avrebbe mai potuto immaginare di vedere». Per rendersi conto di cosa significhi davvero volare nel vento, sorretta solamente dall’aerodinamicità eccezionale di questo velivolo, vengo invitata a provare in prima persona il volo in aliante. Ovviamente, rispondo subito di sì. In una ventina di minuti sono già a bordo del Duo

www.aeccvv.it e.mail: segreteria@aeccvv.it tel: 0746.202138 – 247647 - fax:0746.203127 Via Celestino Rosatelli 111 – 02100 Rieti Discus, sul sedile posteriore con paracadute e cinghie allacciate; avanti a me, ai comandi, c’è l’istruttore Alessandro. La torre di c ontrollo, dopo le comunicazioni di routine su meteo e vento, ci dà il via libera per il decollo: il cavo sul musetto dell’aliante si tende e il traino ci tira via con sé; dopo qualche sobbalzo sull’erba ci bastano pochi secondi per sollevarci da terra. Il cielo è dipinto a sprazzi da cumuletti bianchi ed è proprio in prossimità di questi, vicino a Poggio Bustone, che ci sganciamo dal traino. “Termichiamo” con strette virate circolari per garantirci piedi di salita, grazie alle correnti ascensionali che, infatti, ci tirano su, come testimonia anche il pigolare acuto del variometro acustico. Cominciamo, così, a lambire i costoni della montagna, veleggiando nel fiume d’aria che scorre sotto le ali del nostro aliante. A vederlo dal basso il cielo sembra calmo e vuoto, quasi statico in una ieraticità che da sempre gli è attribuita. Ma la realtà è ben diversa: le corren ti che lo attraversano si fanno sentire sul nostro apparecchio (e sul nostro stomaco!) producendo scossoni che fanno “ballonzolare” sull’asse verticale, come calci d’aria dritti sul nostro

aereo bianco. Nel frattempo sulla frequenza radio veniamo intercettati da altri due velivoli, un aliante e un motoaliante, che ci chiedono di effettuare un volo in formazione e scattare qualche foto tutti sospesi tra l’aria e la roccia: autorizzati! In men che non si dica ci ritroviamo nel bel mezzo di una formazione a tre, noi leader e gli altri due gregari in ala. Filiamo così a circa 90 nodi per il cielo, bucando le nubi e lasciandocele scivolare a destra e a sinistra, fendendole già quasi con lo sguardo. Per qualche minuto tengo anche io le mani sui comandi, proseguendo il volo dritto avanti a me, ma vedendo sfilare con la coda dell’occhio gli altri due. Il cielo, però, a poco a poco si rannuvola sempre più, invitandoci al commiato. Così, uno dopo l’altro, iniziamo il circuito d’atterraggio: con un’ultima planata tocchiamo terra con decisione, quasi un brusco risveglio dopo un sogno; qualche decina di metri oltre il punto in cui abbiamo “toccato” il nostro aliante frena la sua corsa, così a me non resta che aprire il tettuccio e respirare con il naso ancora puntato in su, accorgendomi con sorpresa di respirare un’aria che sa di terra bagnata e non più di sbuffi di nuvole.

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Un tricolore speciale per la tappa finale del Giro

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Trieste sarà un finale spettacolare quello che attende i corridori della“novantassettesima” edizione del Giro d’Italia. Nella tappa conclusiva del 1° giugno, infatti, ai festeggiamenti per la celebrazione dell’ultimo atto ci saranno anche i Dire Straits Legends. La band britannica, in concerto proprio a Trieste il 26 maggio, salirà sul palco ed eseguirà una breve performance in onore del Giro, degli atleti e dei tifosi. Ma, oltre alla musica, i Cieli

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di Trieste si tingerranno di bianco, rosso e verde con l’esibizione delle “Frecce Tricolori”, che terrà con il naso all’insù tutti i presenti. Il colore della maglia del vincitore, dopo i 172 km della tappa conclusiva, rimarrà sempre rosa ma a tinte tricolori grazie alla nostra amata Pattuglia Acrobatica Nazionale. Insomma, Trieste per 24 ore sarà la capitale di sport, musica e spettacolo!!!


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