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2016

Copia Gratuita

La rivista è disponibile anche in formato sfogliabile sul sito www.airplanesmagazine.it

Periodico di Aeronautica e Spazio iscritto al n° 47/2007 del registro della stampa presso il tribunale di Roma Editore Associazione IDEAE - via Gianfilippo Usellini, 434 - 00125 Roma - Direttore Responsabile Alessio Piano www.airplanesmagazine.it - cod. fisc. e p. IVA 09339321003 - Finito di stampare nel mese di aprile 2016 presso LitografTodi - Todi - Anno 10 - numero 1 - aprile 2016. Fotografie Aeronautica Militare


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La Formazione 2016

I

l 22 dicembre, presso l’hangar del 313° Gruppo, si è svolta la tradizionale presentazione del Poster e della Formazione 2016 della Pattuglia Acrobatica Nazionale. Il Tenente Colonnello Jan Slangen, Comandante delle “Frecce Tricolori”, ha ripercorso l’entusiasmante stagione acrobatica 2015 contraddistinta dallo straordinario successo del 55° anniversario e dall’impegnativa trasferta negli Emirati Arabi Uniti. Poi, ovviamente, ha presentato ufficialmente la Formazione 2016 della Pattuglia: anche quest’anno rimane confermata la posizione del Capoformazione, affidata al Maggiore Mirco Caffelli, così come resta immutato il Leader della Seconda Sezione, “Pony 6”, Capitano Mattia Bortoluzzi. Confermata anche la posizione “Pony 10”, il Solista delle “Frecce Tricolori”, del Capitano Filippo Barbero alla sua seconda stagione in questo ruolo. Diversi, invece, i cambi di posizione per i gregari del team acrobatica, che vedrà tra l’altro un nuovo inserimento: il Capitano Emanuele Savani, pilota di AMX proveniente dal 132° Gruppo del 51° Stormo di Istrana, che volerà con il

numero 8. Il Capitano Vigilio Gheser, giunto al termine della sua permanenza alle “Frecce Tricolori”, si occuperà dell'addestramento acrobatico di questa nuova formazione, supervisionando le complesse fasi che porteranno la Pattuglia ad essere pronta per l'inizio della 56a stagione acrobatica. Questa la formazione 2016 al completo: “Pony 0” T.Col. Jan Slangen, “Pony 1” Magg. Mirco Caffelli, “Pony 2” Cap. Gaetano Farina, ”Pony 3” Cap. Giulio Zanlungo, “Pony 4” Cap. Massimiliano Salvatore, “Pony 5” Cap. Stefano Vit, “Pony 6” Cap. Mattia Bortoluzzi, “Pony 7” Cap. Luca Galli, “Pony 8” Cap. Emanuele Savani, “Pony 9” Cap. Pierangelo Semproniel, “Pony 10” Cap. Filippo Barbero, “Pony 11” Cap. Vigilio Gheser. Per chiudere, il Ten. Col. Slangen ha presentato il Poster 2016 delle “Frecce Tricolori” che ritrae il suggestivo sorvolo dello scorso 4 novembre sul Quirinale, nel giorno in cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha reso omaggio all’opera “Angeli degli Eroi”, realizzata dall'artista Flavio Fanelli in memoria di tutti i caduti in missione di pace dal dopoguerra.

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Il Gen. Enzo Vecciarelli nuovo Capo di SMA Il 30 marzo scorso, presso l’aeroporto militare di Ciampino, il passaggio di consegne tra il Generale Preziosa ed il Generale Vecciarelli.

«G

razie Aeronautica Militare per quello che mi hai dato». Queste le parole conclusive di un discorso forte e, in alcuni passaggi commovente, del gen. s.a. Pasquale Preziosa che, dopo tre anni ha, lasciato la guida dell’Aeronautica Militare al Generale di Squadra Aerea Enzo Vecciarelli. La cerimonia di avvicendamento si è tenuta alla presenza del Ministro della Difesa, Senatrice Roberta Pinotti, e del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano. «Oggi lascio la guida della Forza Armata – ha esordito il Generale Preziosa  – ed è tempo di bilanci: non per i tre anni da Capo di Stato maggiore, ma per i 45 passati da pilota e da militare con il Tricolore sul braccio. In quarant’anni i

confini della sicurezza hanno smesso di coincidere con quelli fisici, geografici. Questa nuova sfida è coincisa con un periodo di ristrettezze di bilancio. E l’Aeronautica Militare ha dovuto individuare soluzioni idonee a garantire l’identico livello di sicurezza pur in presenza di risorse minori. Ci siamo riusciti e continueremo a farlo. [...] oggi posso dire – ha continuato il gen. Preziosa – che lascio un’Aeronautica pronta per il futuro» Il Generale Preziosa ha voluto poi ricordare le parole  che il  Capo dello Stato ha rivolto alla Forza Armata, definendo «l’Aeronautica Militare come un motivo di orgoglio per il Paese, così come gli astronauti, un vero “vanto” per l’Italia. Grazie ad ognuno di voi: ho una certezza, al Paese ho dato tutto quello che avevo».


Il Generale di Squadra Aerea Enzo Vecciarelli nell’assumere il comando della Forza Armata ha espresso sentimenti di sincera riconoscenza e gratitudine ed ha voluto sottolineare come l’Aeronautica Militare sia «una solida squadra di donne e uomini di assoluto valore che possano uniformare ed identificare il proprio stile di vita nel “servire lo Stato prima di se stessi”, valorizzando in ogni attività il senso di utilità al Paese, desiderosi di rappresentare riferimento e motivo d’orgoglio per ogni cittadino italiano». «La difesa dello spazio aereo nazionale, insieme alla sicurezza dei nostri concittadini – ha concluso il nuovo Capo di SMA – rimarrà il cardine delle nostre attività, unitamente all’ineludibile esigenza di dare continuità alle operazioni in atto e senza far mai mancare il necessario sostegno morale e materiale al personale che da tempo sta operando insieme alle altre Forze armate, fuori dai confini dello Stato». Il Capo di Stato Maggiore della Difesa nel corso del suo intervento, dopo aver ringraziato il Generale Preziosa per quanto fatto durante il suo mandato e aver rivolto al Generale Vecciarelli gli auguri per il  nuovo incarico, ha sottolineato che «l’Aeronautica Militare, componente chiave per  la sicurezza della Nazione, si è rivelata elemento sinergico nell'ambito del sistema Paese. Quello che più conta – ha proseguito il Generale Graziano – è l'impegno professionale per la sicurezza del Paese e per la sicurezza dei cittadini, a prezzo del sacrificio personale». Nel suo intervento il Ministro della Difesa Roberta Pinotti, nel ricordare i 45 anni di carriera del Generale Preziosa, ha sottolineato che quello passato «non è stato un periodo facile ma lei lo ha attraversato con determinazione, impegno e molta energia». Il Ministro si è congratulato con il Generale per il lavoro svolto dall’Aeronautica Militare, impegnata in molteplici campi, e ha formulato i suoi auguri al nuovo Capo sottolineando che «non dobbiamo farci illusioni perché temo che anche il suo periodo di comando non sarà dei più facili e tranquilli, ma siamo sicuri che Lei sarà all’altezza della sfida». E tutti noi appassionati di aeronautica glielo auguriamo!


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ANNI di AERONAUTICA MILITARE Lo scorso 5 aprile presso il 31° Stormo di Ciampino, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, si sono svolte le celebrazioni del 93esimo anniversario dell’Aeronautica Militare.

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ovantatre anni sono passati da quel 28 marzo 1923 in cui prendeva vita l’Aeronautica come Forza Armata autonoma, una tra le prime al mondo. Sembrano pochi ma si tratta di anni costellati da memorabili pagine di eroismo, di onore e di passione del suo personale e da incalzanti traguardi tecnologici che hanno arricchito il grande libro della storia e del progresso dell’Italia. Se solo pensiamo che i 12 secondi di volo dei fratelli Wright risalgono al 1903 e che oggi c’è una stazione orbitante nello Spazio, ci rendiamo conto di quanto siano stati intensi questi anni e di come sia stato impegnativo tenere il passo alle continue sfide

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dell’innovazione». Con queste parole, il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Enzo Vecciarelli, ha aperto la Cerimonia per la celebrazione del 93° anniversario della costituzione dell’Arma Azzurra alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Una giornata particolare quella del 93esimo anniversario in quanto, oltre a festeggiare la Forza Armata si è voluta ricordare una pagina importante della Storia dell’Aeronautica Militare: l’anniversario della Guerra del Golfo. Il Capo di SMA ha rivolto un omaggio alla Bandiera di Guerra dell’A.M e un saluto al personale che 25 anni fa ha preso parte alla liberazione del Kuwait nell’ambito dell’Operazione “Locusta”. Il Capo di


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Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, presente anch’esso all’evento ha voluto sottolineare come «l’Aeronautica Militare è in grado di esprimere un'ampia gamma di capacità, grazie ad una costante opera di ottimizzazione delle risorse disponibili e alla continua ricerca di soluzioni d’avanguardia che confermano questa Forza Armata quale componente aperta all’integrazione multidimensionale e multidisciplinare, oltreché importante traino alla ricerca e all’innovazione». Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel messaggio inviato per l’occasione ha dichiarato: «L’Arma Azzurra, istituita come Forza Armata autonoma tra le prime del mondo quando erano trascorsi solamente 5 anni dalla conclusione del primo conflitto mondiale, celebra oggi il suo 93° anniversario. Rivolgo con rispetto e commozione il mio pensiero e la gratitudine del Paese alla memoria degli aviatori di ogni grado e specialità, caduti nell’adempimento del dovere, e rendo omaggio alla

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bandiera di guerra dell’Aeronautica Militare, simbolo dell’unità nazionale, dell’onore, del sacrificio e del valore. L’Aeronautica Militare, operando nei teatri dell’Afghanistan, dell’Africa, dei Balcani, dell’Europa, del Medio Oriente e del Mediterraneo, nella molteplicità dei compiti che è chiamata a svolgere, offre il proprio importante contributo all’affermazione dello stato di diritto, alla sicurezza del Paese e della comunità internazionale […] Viva l’Aeronautica Militare, viva le Forze Armate, viva l'Italia!». Al termine degli interventi, il Presidente ha consegnato le Onorificenze alle Bandiere di Guerra della 46a Brigata Aerea di Pisa, del 15° Stormo di Cervia, del 9° Stormo di Grazzanise, del 14° Stormo di Pratica di Mare, del 16° Stormo “Protezione delle Forze” di Martina Franca e del 17° Stormo “Incursori” di Furbara. Infine, è stata consegnata una Medaglia di Bronzo al Valore Aeronautico al Colonnello pilota Michele Morelli per essersi distinto durante una missione in Afghanistan.


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Una SQUADRA che

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VOLA

intetizzare in 25 minuti di volo le capacità e l’ingegno di un’istituzione militare e di un intero Paese. Questo fanno le “Frecce Tricolori”, raccogliendo l’esperienza e l’addestramento di più di 80 anni di acrobazia aerea in un programma di volo che unisce spettacolarità e tecnica. Il 313° Gruppo Addestramento Acrobatico “Frecce Tricolori”, è dislocato sull’aeroporto di Rivolto, a pochi chilometri da Codroipo, Udine, nel cuore del Friuli

Venezia Giulia, e dell’Aeronautica Militare sono la componente sicuramente più conosciuta e visibile. Ma le “Frecce Tricolori” rappresentano, in realtà, la sintesi delle capacità dei piloti e degli specialisti di un’intera Forza Armata. Sono quella componente che con i suoi dieci velivoli di produzione italiana Alenia Aermacchi, gli MB.339PAN, costituisce la più numerosa compagine acrobatica al mondo. 18 le figure che danno vita a un’esibizione che non dà tregua. Una delle peculiarità,


infatti, di questa armonia tutta tricolore è quella di essere uno splendido continuum. Circa mezz’ora da passare in apnea alternando lo sguardo tra la formazione di nove che si divide in due sezioni, 5 e 4, e il velivolo solista; e poi gli incroci, le salite, i tonneaux, le virate schneider e la Bomba, la figura che ha contribuito a rendere famose le “Frecce Tricolori” nel mondo, imitata molto, replicata mai, da tutte le formazioni acrobatiche. Chiude il grande ed emozionante tricolore finale dell’Alona. Tutto si svolge con estrema naturalezza e tutti hanno la convinzione di compiere nulla di eccezionale. Questo deriva dalla storia professionale di ciascuno dei componenti, piloti e tecnici, di questo Reparto, comunque singolare: sono tutti inquadrati nei ruoli dell’Aeronautica Militare e il loro iter istituzionale e formativo non differisce da quello dei colleghi in servizio presso le altre unità della Forza Armata; con loro esprimono quei valori e quelle caratteristiche che sono patrimonio culturale di un intero Paese, prima che di una Forza Armata. Ardimento, capacità, disciplina, affiatamento, spirito di appartenenza, generosità, sofisticata creatività, e, soprattutto, senso dello Stato. Su questi pilastri poggia il lavoro quotidiano della Pattuglia Acrobatica Nazionale, una delle più ammirate ed amate al Mondo.

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FORMAZIONE 2016

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PONY 11

PONY 3

PONY 6

VIGILIO GHESER

GIULIO ZANLUNGO

MATTIA BORTOLUZZI

PONY 10

PONY 8

PONY 5

FILIPPO BARBERO

EMANUELE SAVANI

STEFANO VIT


PONY 4

PONY 2

PONY 9

MASSIMILIANO SALVATORE

GAETANO FARINA

PIERANGELO SEMPRONIEL

PONY 0

PONY 1

PONY 7

JAN SLANGEN

MIRCO CAFFELLI

LUCA GALLI

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IL RELAX PARTE DA QUI... È TUTTO PRONTO PER IL PRIMO INTERNATIONAL WELLBEING MEETING POINT IN SALENTO, ORGANIZZATO DA ANTISTRESS ACADEMY. A MAGGIO E A SETTEMBRE IL TEMPIO DEL BENESSERE PER ECCELLENZA APRE AL TRAVEL & RELAX FOR WELLBEING 14/05- 04/06 10/09-30/09 2016 IBEROTEL APULIA ANTRISTRESS ECO RESORT **** Marina di Ugento, Lecce

È tempo di progettare qualcosa di diverso per le vacanze, magari puntando su un segmento che negli ultimi anni sta diventando sempre più gettonato: il travel&relax. Un modo per mettere insieme benessere, divertimento, salute e tranquillità. Missione possibile per l’Iberotel Apulia Antistress Resort 4 stelle di Ugento, teatro, nei prossimi mesi, di un importante appuntamento di respiro internazionale che metterà insieme i più grandi professionisti del benessere psicofiico ed emotivo. A Maggio e a Settembre, la struttura ospiterà l’International Wellbeing Meeting Point in Salento, organizzato da Antistress Academy capofila, con Iberotel Apulia Antistress Resort, del circuito di Resorts Collection Unique Antistress in the world. Dal 14 maggio al 4 giungo e poi dal 10 al 30 settembre, gli operatori del benessere non solo si confronteranno fra loro, ma si prenderanno cura dei clienti accompagnandoli per mano in un percorso che si articolerà in incontri, laboratori, seminari approfondimenti senza trascurare la presentazione di nuovi strumenti e nuove tecniche legate al mondo del wellness &wellbeing che spaziano dal food alle arti orientali, alle arti di strada e all’universo ludico per i più piccini. La location ben si presta a questo tipo di esperienza sensoriale ed emotiva che abbraccia a 360 gradi la dimensione dell’antistress experience. Ampi spazi verdi, nel parco naturale di Ugento, un paesaggio incontami-

nato ed un tappeto di ulivi secolari sono la cornice perfetta per creare una dimensione di pace e relax all’interno di un Ecoresort che si contraddistingue per la sua formula “all inclusive.” L’International Wellbeing toccherà gli ambiti del gusto, delle arti orientali, delle discipline sportive e bionaturali e si concentrerà anche sull’educazione alimentare e psicofiica. Le sane abitudini possono e devono radicarsi anche nel comportamento a tavola. Fondamentale è, a tal proposito, la conoscenza degli alimenti e del loro apporto energetico. Da questa consapevolezza prenderanno il via apposite lezioni di foodtherapy, il tutto con uno sguardo rivolto alla cucina mediterranea e anche ai più piccoli, perché il “vivere bene” è un cammino che vale la pena intraprendere sin da bambini. A loro saranno riservati percorsi individuali e di gruppo, distinti in fasce d’età, per un approccio naturale al benessere, con animazioni e attività ricreative all’interno dell’anfieatro dedito al miniclub. In programma, tra le altre cose, anche lezioni di golf, scout ed ecoattività con importanti nomi dello scenario internazionale. Oltre al corpo, bisogna saper nutrire anche la mente. Niente di meglio, allora, delle arti marziali e delle tecniche orientali, come Qi Gong, Tai Chi, Feng Shui e Meditazione. L’International Weelbeing Meeting Point sarà l’occasione per approfondire lo studio e la conoscenza di tali discipline, sempre più

apprezzate e conosciute dal popolo occidentale. Per l’occasione giungeranno nel Salento le più importanti personalità ed i più noti maestri del settore. Questa è la prima edizione, ma una cosa è certa: l’International Wellbeing Meeting Point in Salento è destinato a diventare un appuntamento fiso nell’esclusivo settore del “travel&relax”. Gli ingredienti per il successo ci sono tutti: una location prestigiosa, istruttori di provata esperienza e la giusta atmosfera dove realizzare un percorso di crescita psico-fisica. La struttura ha già messo le radici nel panorama dell’offerta turistica che punta ad un nuovo concept di travel style. Chi soggiorna qui viene coccolato dal primo all’ultimo della vacanza. Un Antistress Coach, affincato da un team specializzato, crea per gli ospiti un programma su misura, integrando la buona alimentazione con l’attività fiica e le attività relax più adatte. Un ruolo fondamentale lo gioca anche la Spa, con il suo centro benessere e la vasta gamma di trattamenti estetici e massaggi esclusivi. La professionalità dello staff è apprezzata a livello internazionale, tanto da meritare il titolo di “Official Antistress Academy”, e dal 2015 è capofia dei 14 Unique Antistress Resorts in the world, travel club internazionale di strutture dedicate al relax (6 in Europa, 1 in Africa, 2 nelle Americhe, 2 in Asia e 3 in Oceania).

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1961-2016

313° GRUPPO - NUMERI IN VOLO

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La sequenza incalzante delle manovre del programma acrobatico delle Frecce Tricolori, così come la conosciamo oggi, è frutto di un lavoro di squadra e cura del dettaglio che si protrae dal 1961. Tale sequenza può subire però delle variazioni in caso di condizioni meteo avverse o particolari conformazioni dell’area di manifestazione. Nel programma denominato “BASSO” non trovano esecuzione alcune manovre a sviluppo verticale al fine di mantenere la formazione al di sotto di eventuali nubi; in caso invece di visibilità ridotta e nubi molto basse si vola il programma denominato “PIATTO” all’interno del quale vengono eliminate le manovre a sviluppo verticale e non avviene mai la separazione della formazione in 3 sezioni.

FIGURE

FIGURES

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SCHNEIDER E RICONGIUNGIMENTO

3

LOOPING D’INGRESSO

CARDIOIDE E SEPARAZIONE DEL SOLISTA

TRASFORMAZIONE A TRIANGOLONE

ricongiungimento

LOOPING

SEPARAZIONE IN 3 SEZIONI

schneider rombetto

TRASFORMAZIONE A ROMBO

linea davanti

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CUORE TONNEAU ROVESCIO TONNEAU

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INCROCIO DEL CUORE TONNEAU SCHNEIDER POSITIVA E PULL - UP NEGATIVO INVERSIONE ROMBETTO

INVERSIONE LINEA DAVANTI

INCROCIO

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4 E 5 POSTO LOOPING A CALICE TONNEAU LENTO

TRASFORMAZIONE A CIGNO LOOPING A CALICE

INCROCIO IN ALTO INCROCIO PULL-UP NEGATIVO

INCROCIO IN BASSO

TONNEAU - ROVESCIO - TONNEAU

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TONNEAU

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DOPPIO TONNEAU E PIRAMIDONE

TRASFORMAZIONE A PIRAMIDONE

SCHNEIDER POSITIVA

APERTURA DELLA BOMBA E INCROCIO DEL SOLISTA

APERTURA E SEPARAZIONE DI TUTTA LA FORMAZIONE

2 E 3 IN LINEA DI FRONTE

INCROCIO DEL SOLISTA

4 E 5 A POSTO

TONNEAU lento

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INCROCIO DELLA BOMBA E LOOPING DI RIENTRO

LOOPING DI RIENTRO DELLA LINEA DAVANTI

LOOPING DI RIENTRO DEL ROMBETTO

DOPPIO DEI GREGARI INTERNI 2, 3 incrocio DOPPIO DEGLI ESTERNI 4, 5

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PRESENTAZIONE DEL triplo TONNEAU


PROGRAMMA ACROBATICO _FULL DISPLAY SEQUENCE

Per tali motivi, ad esempio, la manovra del “CUORE” può essere sostituita da quella dell’ “AQUILA”, così come la “SCINTILLA TRICOLORE” può essere sostituita dal “BULL’S EYE”.

For instance, in the sequence called “BASSO” some vertical aerobatic maneuvers are not performed in order to keep the formation flying below cloud level. In case of reduced visibility and low cloud, the aerobatic team will fly the program called “PIATTO” in which all vertical maneuvers are eliminated and the formation will not separate into 3 sections. For such reasons, for example, the sequence “CUORE” can be replaced by the sequence called “AQUILA”, just as the “SCINTILLA TRICOLORE” can be replaced by the “BULL’S EYE”.

The aerobatic displays of the “Frecce Tricolori” that we see today are the result of team work and an attention to detail that started in 1961. However, the display may differ from the one planned due to weather conditions or particular restrictions in the area where the performance takes place.

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SCHNEIDER E RICONGIUNGIMENTO

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TONNEAU SINISTRO ROVESCIO DRITTO ROVESCIO

VENTAGLIO APOLLO 313 SERIE DI TONNEAU

FUORI TUTTI E RICONGIUNGIMENTO

SEPARAZIONE DEL CUORE TRASFORMAZIONE DEL 7 E 8 INDIETRO

BASTONE ROMBETTO

INCROCIO

TONNEAU SINISTRO TONNEAU DEL 7 E 8

BASTONE LINEA DAVANTI

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TONNEAU DESTRO A CIGNO SCHNEIDER NEGATIVA

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SERIE DI 5 TONNEAU

SCINTILLA- LOMÇOVAK

LOMÇOVAK SCAMPANATA SEPARAZIONE DELLE 2 SEZIONI

TONNEAU DESTRO

scintilla Tricolore

INVERSIONE ROMBETTO

INVERSIONE LINEA DAVANTI

SCHNEIDER NEGATIVA

RICONGIUNGIMENTO -TONNEAU E LOOPING CON IL CARRELLO

LOoPING CON IL CARRELLO

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ARIZONA - SCAMPANATA

LINEA DI FRONTE DEL 2, 3, 4, 5, 7 E 8

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TONNEAU DEL 2, 3, 4 E 5

ROVESCIO - DRITTO - ROVESCIO

TONNEAU IN 4 TEMPI

7 E 8 AVANTI E RICONGIUNGIMENTO

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SCHNEIDER A DESTRA VOLO FOLLE

RICONGIUNGIMENTO DELLA BOMBA

ALONA E INSERIMENTO DEL SOLISTA

TRASFORMAZIONE in ALONA

SCHNEIDER DESTRA IN DECELERAZIONE PULL-UP

TONNEAU CON IL CARRELLO

volo folle

INSERIMENTO DEL SOLISTA

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Spettacolo nello

SPETTACOLO I l solista rende lo spettacolo più avvincente, facendo restare il pubblico con il fiato sospeso e strappando applausi a scena aperta alla fine di ogni esibizione. Nell’economia del programma della Pattuglia rappresenta uno spettacolo nello spettacolo, è colui che consente alle “Frecce Tricolori” di offrire alla gente quell’armonia e continuità nella sequenza delle figure che è altra caratteristica peculiare della PAN. Come per il resto della Pattuglia, il programma del numero “10” viene messo a punto durante la fase invernale dell’addestramento. Si analizza ogni singola figura e si decide l’introduzione di qualche “tecnicismo” o di piccole personalizzazioni che generalmente non vanno a stravolgere un programma consolidato negli anni. Durante la stagione invernale, ogni volo d’addestramento del solista prevede l’esecuzione di tutto il programma della Pattuglia perché una buona parte della difficoltà del

volo del “Pony 10” è costituita dalla scelta dei tempi di inserimento tra le figure eseguite dalla formazione. Il rispetto dei tempi d’ingresso è una responsabilità del solista, il quale deve modificare la propria esibizione per riuscire ad accordarsi al ritmo dettato dal capoformazione, un ritmo che può dipendere dalla copertura nuvolosa, dal vento, dal luogo in cui si svolge l’esibizione. Il 60% della difficoltà della performance del solista sta nell’esecuzione delle manovre; il restante 40% sta nel rispetto della tempistica. I voli di addestramento del solista richiedono la presenza costante presso la biga (in collegamento radio) del comandante, l’unico pilota titolato a commentare e a seguire gli aspetti di sicurezza del volo del “10”. Il comandante solitamente si limita a esprimere considerazioni sulla qualità estetica della manovra senza

fornire suggerimenti tecnici: solo il solista detiene il bagaglio di conoscenze tecniche necessario a correggere eventuali difetti di esecuzione delle figure acrobatiche. Del resto, anche dal punto di vista addestrativo il “Pony 10” è abbastanza autonomo rispetto alla formazione, potendo pianificare, eseguire e gestire nella sua interezza il proprio allenamento.

PONY 10 FILIPPO BARBERO


D R O GIRI DA REC O T AU

 

 







  

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O R Y G I N G MA D A A E H P E T S A S Y A LW

  

  

 






STEFANO CENTIONI operativo a GALATINA

L’ex pilota della PAN parla del suo nuovo impiego a GALATINA (Lecce) dopo l’esperienza meravigliosa fatta al 313° Gruppo Acrobatico. 22 22


S

iamo abituati a vederli in tuta blu, esibirsi sopra le nostre teste con evoluzioni mozzafiato, atterrare per essere accerchiati da giornalisti e fan, a caccia di un’intervista o di una foto. Ma i piloti dell’Aeronautica Militare che entrano a far parte della Pattuglia Acrobatica Nazionale, poi che cosa fanno? Al 61° Stormo di Galatina, Lecce, abbiamo incontrato Stefano Centioni, fino a poco tempo fa Pony delle “Frecce Tricolori”. Da Udine a Lecce, Stefano ricorda gli anni trascorsi al 313° Gruppo. «Mi sento molto fortunato nell’aver fatto questa esperienza. La cosa più bella è stato indossare la tuta blu per rappresentare l’Italia, avendo il contatto diretto con la gente. È una grande responsabilità, che porta con sé oneri e onori. Qui sono capo sezione Piani e Operazioni, quindi non svolgo solo attività di volo, ma anche attività gestionale e direzionale. La mattina arrivo in base alle 7.00 e mediamente faccio un volo al giorno, che può essere istruzionale o di prova del velivolo». Ci racconta la sua nuova quotidianità in un pomeriggio invernale, mentre il cielo terso è attraversato dalle nuvole e il rumore dei Macchini e dei T346 si fa sentire. Stefano ha una grande esperienza alle spalle: ottenuto il brevetto è stato assegnato all’AMX, poi gli anni in PAN, e ora anche l’attività di istruttore, ma quale veste preferisce indossare? «Preferisco lo Stefano pilota – risponde senza esitazione – quello che ha avuto la fortuna di essere un pilota da caccia, pilota acrobatico e ora istruttore, con tutto il bagaglio di esperienza che queste tre attività portano con sé». Perché un pilota delle “Frecce Tricolori” dovrebbe scegliere proprio una scuola volo, dopo l’attività di alto livello professionale svolta in un team acrobatico? «Se ho realizzato il mio sogno lo devo all’Aeronautica Militare, perciò ho cercato di restituire un po’ di quel che ho avuto scegliendo la scuola di volo internazionale del 61° Stormo. Ho creduto che il modo migliore per mettere a disposizione dei più giovani la mia esperienza operativa e acrobatica fosse quello di venire qui, dove tutto comincia, dove si formano i piloti del futuro». Le ore trascorse a bordo del Macchino, lo stesso velivolo in dotazione alla Scuola, possono far crescere la sicurezza di sé nel gestire qualsiasi tipo di situazione, ma può capitare di aver paura? «Marco Lant, da Comandante delle “Frecce”, mi disse che la paura è il periodo di tempo che va dal momento in cui ti accade qualcosa a quello in cui risolvi. Più esperienza hai, minore è il tempo necessario per risolvere la situazione. L’importante è avere questa

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coscienza, senza sfociare nell’eccesso di sicurezza, nell’over-confidence, perché tutto deve essere bilanciato». Il silenzio ora avvolge completamente la stanza. Chiediamo a Stefano se sente la mancanza della vita condotta a Rivolto, dove ogni volo è un evento e si avverte il “calore” del pubblico. «Sono una persona molto estroversa – ci dice – e ho sempre pensato che il 50% del lavoro in Pattuglia fosse di pubbliche relazioni. Il pilota della PAN fa rappresentanza, appena sceso dall’aereo deve mettere da parte le sue considerazioni, le critiche al volo che ha appena affrontato, anche se non lo ha soddisfatto al massimo, per dedicarsi alle migliaia di persone che sono lì per i dieci velivoli dell’Aeronautica Militare. Non sento la mancanza dei bagni di folla, perché tutto ciò che si fa in quel contesto lo si fa in squadra, una squadra unita che lavora al servizio della Forza Armata. Le “Frecce Tricolori” sono l’espressione più visibile delle capacità e delle professionalità di ogni singolo appartenente all’Aeronautica Militare». Continuiamo la nostra chiacchierata spostandoci e facendo un giro per la base salentina, passando dalla sala equipaggiamento alla nuova struttura

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dedicata al T-346. Certo, per gli allievi piloti avere “a disposizione” un ex PAN è un’opportunità in più per imparare. «Qualche allievo è venuto da me per qualche consiglio specifico sul volo acrobatico. In quel caso, oltre al ripasso della procedura, cerco di trasmettergli una determinata tecnique che ho appreso nel tempo». Intanto, un grande ammasso di nubi corre nel cielo sconfinato del Salento, mischiandosi a ovest con un sole pronto per il tramonto: luci gialle e viola danno spettacolo lassù, mentre una coppia di Macchini fa un’apertura tattica sulla pista. abbiamo tempo ancora per una domanda e chiediamo a Stefano quale sia la dote più importante in un pilota, quella che cerca di insegnare agli allievi già a terra. «L’equilibrio è un concetto fondamentale per me. È la chiave di volta, la differenza che porta a scegliere un pilota rispetto a un altro. È il fattor comune di ogni pilota transitato nelle “Frecce Tricolori”. Equilibrio, passione e professionalità sono i tre pilastri del nostro lavoro, qui come in qualsiasi altro Reparto dell’Aeronautica Militare».

Lodovica Palazzoli


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MARCO ZOPPITELLI torna tra i “Diavoli Rossi” MARCO ZOPPITELLI parla del suo nuovo impiego a GHEDI (Brescia) dopo l’esperienza meravigliosa fatta con le “Frecce Tricolori”

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l 6° Stormo di Ghedi (Bs) abbiamo incontrato il Capitano Marco Zoppitelli, ex primo finalino della PAN. Lo seguiamo nella pilot lounge del 154° Gruppo, quello dei celeberrimi “Diavoli Rossi”. Seduti sul divanetto della sala, con il sottofondo dei Tornado in decollo con i post bruciatori accesi, Marco ricorda gli anni vissuti nella base di Rivolto: «È stata un’esperienza che mi ha fatto crescere professionalmente e che mi ha arricchito. Ho portato via con me la sensazione di atterrare e trovare lì a bordo pista la gente entusiasta. In tutti gli Stormi lavori per l’Aeronautica Militare, ma al 313° Gruppo vedi immediatamente la gratitudine delle persone». Marco come è scandita la tua giornata qui a Ghedi, al 154° Gruppo? «È piuttosto standard, tipo quella che si vive alla PAN, con qualche variazione perché l’obiettivo qui è l’addestramento necessario a ottenere anche il massimo livello di sicurezza nelle operazioni. Perciò si arriva in base alle 7:30 del mattino e c’è il briefing meteo, la vita poi si sposta nei gruppi volo dove si pianifica. La pianificazione qui è molto importante, richiede tempo e concentrazione. Il volo dura un’ora e mezza, due ore; tornati a terra si fa il debrie-

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fing». Per renderci ancor più partecipi della vita in base, Marco ci accompagna in torre di controllo da dove ci godiamo qualche decollo. Una foschia densa ricopre la pista, mentre due caccia percorrono rullando il raccordino per raggiungere la testata pista. Uno scenario che non è affatto nuovo a Marco Zoppitelli: già prima di entrare nelle “Frecce” è stato qui, poi, prima della Pattuglia Acrobatica, ha fatto l’istruttore al 61° Stormo. Ma quale sarà il suo ruolo preferito? «Non ce ne è uno in particolare che preferisco – ci dice – perché sono tutte parti di me. Sono tutte fasi della mia vita che mi hanno reso quello che sono. Ho fatto ritorno in questo Stormo dopo dieci anni e qui ho trovato persone e lavoro completamente cambiati. A Rivolto mi sono abituato a lavorare molto in gruppo. Il team work, sempre nel pieno rispetto delle gerarchie, è fondamentale in Pattuglia. La mia idea è quella di radicare anche qui sempre più questa realtà. Il fatto di tornare qui ha comportato per me un riavvicinamento al Tornado e a un certo tipo di missioni alle quali non ero ovviamente più abituato, perciò anche nel tempo libero mi dedico alla lettura di manuali e libri, cercando di carpire il massimo anche dai più anziani».


Non si smette mai di imparare, insomma, né di tenersi aggiornati. Lasciamo la torre di controllo e ci dirigiamo verso un hangar, per vedere più da vicino un Tornado. Camminando incrociamo un paio di giovani tenenti piloti, salutano Marco e gli sorridono. Ma come lo vedranno qui i giovani colleghi? «I più giovani mi vedono come un pilota di esperienza, anche per via del periodo trascorso nelle “Frecce”. Io, da una parte ho delle difficoltà oggettive nel mettermi al passo con i tempi perché il lavoro qui è mutato negli anni; per altri versi alcune particolarità del volo, come l’acrobazia o le tecniche nell’affrontare determinate situa-

zioni sono più naturali per me. Le ore che ho trascorso in aria mi vengono in aiuto e questa è la tecnique che cerco di trasmettere ai più giovani, sempre con il massimo dell’umiltà». Camminando e parlando facciamo ritorno verso il “154°”. Fuori dal Gruppo un F-104 punta il muso verso il cielo, che comincia a prepararsi al tramonto. Nella storia delle “Frecce Tricolori” molti colleghi di Marco, dopo l’esperienza di Rivolto hanno lasciato l’Aeronautica Militare, lui perché ha deciso di restare? «Ho sempre dato il 100% all’Aeronautica e l’Aeronautica ha dato il 100% a me. Credo in questa istituzione non esiste alternativa che valga l’uscita dalla Forza Armata. Qui c’è tutto quello che desidero sia per la mia vita professionale, che privata. E poi amo il mio lavoro e il velivolo su cui lo svolgo». C’è un sorriso soddisfatto sul suo volto, mentre conclude la frase. La giornata si sta per concludere anche al 6° Stormo, tana dei “Diavoli”. Accompagnamo Marco al bar della base. Poco più in là due Tornando stanno effettuando le prove motore in vista di una sortita notturna: presto due scie di fuoco illumineranno la pista d’asfalto, accendendo per un attimo la notte. Sorseggiando un caffè, gli domando se ci sia una frase che lo ha accompagnato nella sua vita aeronautica, quasi una massima che si è ripetuto nei momenti difficili o semplicemente valida per quelle volte in cui si è trovato davanti a una scelta. «Mio papà diceva sempre una cosa: se dai tanto, ti impegni tanto, prima o poi verrai ripagato. Questo è esattamente quello che penso anche io e che può riassumere l’esperienza fatta fino a ora. Spero con il mio lavoro di ogni giorno di aver dato tanto, quanto sento di aver ricevuto in tutti questi anni». Pilota una volta, pilota per sempre. Quando passione e professionalità creano una sinergia, non importa dove o che tipo di attività si sia chiamati a svolgere, perché l’approccio resterà lo stesso, come la voglia di migliorarsi e dare il meglio di sé. Parola di ex PAN. Lodovica Palazzoli


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