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Copia Gratuita

La rivista è disponibile anche in formato sfogliabile sul sito www.airplanesmagazine.it

Periodico di Aeronautica e Spazio iscritto al n° 47/2007 del registro della stampa presso il tribunale di Roma Editore Aviator Srl- via Gianfilippo Usellini, 434 - 00125 Roma - Direttore Responsabile Alessio Piano - web: www.airplanesmagazine.it - cod. fisc. e p. IVA 09339321003 - Finito di stampare nel mese di dicembre 2017 presso LitografTodi - Todi - Anno 11 - numero 15 - dicembre 2017. Fotografie Aeronautica Militare


Svelato il Poster PAN 2018

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l 20 dicembre scorso, presso l’hangar della base di Rivolto, è stato presentato il Poster 2018 delle “Frecce Tricolori”, alla presenza del Comandante delle Forze da Combattimento, Generale di Divisione Aerea Silvano Frigerio. Questo evento, ormai da molti anni, rappresenta un momento simbolico per la Pattuglia Acrobatica Nazionale oltre che una speciale opportunità per incontrare le autorità locali, gli amici, i familiari e gli affezionatissimi Club “Frecce Tricolori” che da sempre seguono con entusiasmo tutte le attività del 313° Gruppo Addestramento Acrobatico. All’evento ha partecipato anche il Presidente del

Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia Franco Iacop, la cui presenza ha evidenziato la forte sinergia esistente tra le “Frecce Tricolori” ed il territorio. Durante la serata è stata svelata anche la suggestiva immagine fotografica scelta per il poster dell’anno 2018 che ritrae gli MB339 della PAN durante il sorvolo effettuato al termine dell’esercitazione multinazionale ed interforze “Cinque Torri 2017”, svoltasi sullo sfondo delle Dolomiti bellunesi. Le “Frecce Tricolori”, attraverso la spettacolarità del loro volo, rappresentano infatti l’ideale sintesi dei valori tradizionali e fondanti dell’Aeronautica Militare che caratterizza gli uomini e le donne delle Forze

Armate nel loro quotidiano impegno al servizio del Paese. Una copia del poster è stata consegnata ufficialmente anche al Colonnello Edi Turco, Comandante del 2° Stormo di Rivolto, quale segno tangibile della riconoscenza per l’incondizionato supporto fornito alle attività della Pattuglia Acrobatica Nazionale sul sedime aeroportuale friulano. Due video sono stati proiettati durante la serata per allietare i presenti: il primo per la presentazione della stagione 2018 e l’altro per ricordare le manifestazioni e i sorvoli dell’anno appena concluso. Luca Morelli

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FORMAZIONE PAN 2018

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resso lo storico hangar delle “Frecce Tricolori” di Rivolto è stata presentata la nuova formazione 2018 della PAN, della quale rimangono confermate le tre posizioni chiave: Capoformazione, il Magg. Gaetano Farina, Leader della Seconda Sezione, il Cap. Mattia Bortoluzzi e Solista, il Cap. Filippo Barbero. Numerosi, invece, i cambi di posizione per i gregari della pattuglia acrobatica, che vedrà tra l’altro due nuovi inserimenti: il Capitano Pierluigi Raspa, pilota di Tornado proveniente dal 155° Gruppo del 6° Stormo di Ghedi ed il Capitano Alfio Mazzoccoli, pilota di AMX proveniente dal 132° Gruppo del 51° Stormo di Istrana, che voleranno, rispettivamente, con il numero 7 ed il numero 9 al loro esordio il prossimo mese di maggio. Il Cap. Pierangelo Semproniel ed il Cap. Luca Galli, giunti invece al termine della loro permanenza in Pattuglia, si occuperanno dell’addestramento acrobatico di questa nuova formazione, supervisionando le complesse fasi che porteranno la PAN ad essere pronta per l'inizio della 58a stagione acrobatica. Questa la formazione 2018: “Pony 0” T. Col. Mirco Caffelli; “Pony 1” (leader della formazione) Magg. Gaetano Farina; “Pony 2” Cap. Franco Marocco; “Pony 3” Cap. Emanuele Savani; “Pony 4” Cap. Massimiliano Salvatore; “Pony 5” Cap. Giulio Zanlungo; “Pony 6” (leader seconda sezione) Cap. Mattia Bortoluzzi; “Pony 7” Cap. Pierluigi Raspa; “Pony 8” Cap. Stefano Vit; “Pony 9” Cap. Alfio Mazzoccoli; “Pony 10” (solista) Cap. Filippo Barbero. Luca Morelli

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Una STORIA

AVVINCENTE

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a lunga tradizione dell’acrobazia aerea in Italia ha origini sul finire degli anni 20 ed è strettamente legata alla base di Campoformido. Agli inizi degli anni 50 l’Aeronautica Militare valutò la possibilità di costituire un reparto espressamente dedicato all’addestramento acrobatico, con l’obiettivo di perfezionare la preparazione dei piloti e non disperdere le esperienze maturate in un campo del tutto particolare come quello dell’acrobazia aerea. Con queste premesse la Forza Armata decise di far nascere, a Rivolto (Udine), la cosiddetta “Unità Speciale”, la prima cellula delle odierne “Frecce Tricolori”. Era il primo marzo 1961. La scelta di Rivolto non fu affatto casuale: a pochi chilometri dall’aeroporto friulano, il campo di volo di Campoformido (Udine) era considerato da tutti come la culla dell’acrobazia ita-

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liana. Alla fine degli anni Venti del secolo scorso, infatti, Rino Corso Fougier, comandante del 1° Stormo Caccia, aveva introdotto l’acrobazia aerea come elemento fondamentale nell’iter formativo dei nuovi piloti. L’idea incontrò, in un primo periodo, l’ostilità dei vertici della Forza Armata ma in breve si guadagnò lo spazio che meritava riscontrando un forte entusiasmo in tutti i reparti della Regia Aeronautica: nel giro di qualche anno il volo acrobatico divenne uno dei mezzi più autorevoli per rappresentare l’Italia e la Forza Armata in Patria e all’estero. La guerra, purtroppo, interruppe questa tradizione che venne ripresa solo nel 1952 quando i Vampire del 4° Stormo di Capodichino decisero di formare la pattuglia del “Cavallino Rampante”. Iniziò, allora, una rotazione fra i reparti dell’A.M. in grado di garantire nel tempo una pattuglia acrobatica alla


tratto dal libro “55 anni di emozioni ...una bella storia che continua!”

Forza Armata: i “Getti Tonanti”, le “Tigri Bianche”, il “Cavallino Rampante”, i “Diavoli Rossi” e i “Lancieri Neri” furono le formazioni che meglio espressero negli anni Cinquanta lo sviluppo dell’acrobazia italiana. L’esigenza, adesso, era quella di razionalizzare sia l’impegno degli uomini che degli aeroplani: si decise, quindi, di costituire una pattuglia acrobatica “permanente”. Il 3 marzo del 1961 arrivarono, così, a Rivolto i primi sei piloti

a bordo dei CL.13 Sabre Mk.4, gli F-86E costruiti su licenza in Canada; sulle code degli aeroplani il “Cavallino Rampante” del 4° Stormo. Il primo maggio dello stesso anno venne organizzata la prima esibizione sull’aeroporto di Trento di quella che già allora veniva chiamata “Pattuglia Acrobatica Nazionale” e che, a distanza di due mesi, venne ufficialmente denominata 313° Gruppo Addestramento Acrobatico.

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Diventare

Piloti PAN

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uando ammiriamo l’“Alona” delle “Frecce Tricolori” o qualche passaggio in formazione stretta rimaniamo stupiti dalla precisione e dalla grazia delle manovre, il più delle volte compiute a velocità sostenuta. Nel corso di un’esibizione, sdraiati sulla spiaggia o sulle rive di un lago, ognuno di noi si sarà domandato, almeno una volta, a quale addestramento vengano

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sottoposti i “ragazzi” delle “Frecce” o quale sia la selezione necessaria per diventare un pilota della PAN. Per conoscere le tappe di un processo, ormai consolidato negli anni, in cui nulla viene lasciato al caso, bisogna, innanzitutto, dirigersi verso Rivolto (Udine), la sede del 313° Gruppo Addestramento Acrobatico. È nella base friulana che i piloti dell’Aeronautica Militare, che hanno maturato


tratto dal libro “55 anni di emozioni ...una bella storia che continua!”

molte ore di volo su aviogetti, si trasformano in “Pony”. Ma andiamo con ordine, e partiamo dalla fase di selezione, il primo fondamentale step per far parte delle “Frecce”. Questo processo rientra nel normale turnover che caratterizza ogni reparto operativo della Forza Armata e che prevede, prima dell’inizio della stagione estiva, l’arrivo di uno o due nuovi piloti da inserire nelle posizioni che si rendono libere, per il naturale avvicendamento all’interno del Gruppo.

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Passione e Professionalità

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e “Frecce Tricolori” raccolgono l’esperienza e l’addestramento di più di 80 anni di acrobazia aerea in un programma di volo che unisce spettacolarità e tecnica. Sintetizzano in 25 minuti di volo le capacità e l’ingegno non solo di un’istituzione militare ma di un intero Paese, l’Italia. Il 313° Gruppo Addestramento Acrobatico, è dislocato sull’aeroporto di Rivolto, a pochi chilometri da Codroipo, Udine, nel cuore del Friuli Venezia Giulia, e dell’Aeronautica Militare è la componente sicuramente più conosciuta e visibile. Ma le “Frecce Tricolori” rappresentano, in realtà, la sintesi delle capacità dei piloti e degli specialisti di un’intera Forza Armata. Sono quella componente

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che con i suoi dieci velivoli di produzione italiana Alenia Aermacchi, gli MB.339PAN, costituisce la più numerosa compagine acrobatica al mondo. 18 le figure che danno vita a un’esibizione che non dà tregua. Una delle peculiarità, infatti, di questa armonia tutta tricolore è quella di essere uno splendido “continuum”. Circa mezz’ora da passare in “apnea” alternando lo sguardo tra la formazione di nove che si divide in due sezioni, 5 e 4, e il velivolo solista; e poi gli incroci, le salite, i tonneau, le virate Schneider e la “Bomba”, la figura che ha contribuito a rendere famose le “Frecce Tricolori” nel mondo, imitata molto, replicata mai, da tutte le formazioni acrobatiche. Chiude il grande ed emozionante Tricolore


tratto dal libro “55 anni di emozioni ...una bella storia che continua!”

finale dell’“Alona”. Ogni manovra si svolge con estrema naturalezza e tutti hanno la convinzione di compiere nulla di eccezionale. Questo deriva dalla storia professionale di ciascuno dei componenti, piloti e tecnici, di questo Reparto, comunque singolare: sono tutti inquadrati nei ruoli dell’Aeronautica Militare e il loro iter istituzionale e formativo non differisce da quello dei colleghi in servizio presso le altre unità della Forza Armata; con loro esprimono

quei valori e quelle caratteristiche che sono patrimonio culturale di un intero Paese, prima che di una Forza Armata. Ardimento, capacità, disciplina, affiatamento, spirito di appartenenza, generosità, sofisticata creatività, e, soprattutto, senso dello Stato. Su questi pilastri poggia il lavoro quotidiano del 313° Gruppo Addestramento Acrobatico, la Pattuglia Acrobatica Nazionale, capace di stendere in cielo il Tricolore più lungo del mondo.

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Reparto Sperimentale Volo

Eurofighter 2000 Apertura alare 10,95 m lunghezza 15,96 m altezza 5,28 m superficie alare 50 mq peso a vuoto 10.995 kg peso massimo al decollo 23.000 kg impianto propulsivo 2 turbofan Eurojet EJ200 da 60kN (13.490 lb) a secco e 90kN (20.000 lb) con postbruciatore velocità massima 2 mach tangenza operativa 13.000 m autonomia massima 3.600 km raggio d’azione oltre 1.350 km equipaggio 1/2 piloti armamento 1 cannone Mauser cal. 27 mm, fino a 6.500 kg di carichi esterni (serbatoi ausiliari, missili aria-aria a guida radar e infrarossa, ecc.).

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ato nel lontano 1948, l’RSV, che ha sede a Pratica di Mare, nel corso dei suoi sessant’anni di storia ha subito grandi mutamenti: da organizzazione dedicata essenzialmente allo sviluppo e alla sperimentazione prototipica di mezzi, materiali e sistemi aeronautici, a supporto e di concerto con l’industria, il reparto è diventato un ente in grado di pensare, sviluppare, integrare e fornire agli organi competenti gli elementi necessari per certificare e impiegare soluzioni in grado di soddisfare le esigenze operative che si presentano nel corso del tempo. È strutturato in quattro Gruppi: il 311° Gruppo Volo, che si occupa dell’esecuzione delle prove in volo; il Gruppo Tecnico, responsabile dell’ingegnerizzazione delle prove di volo; il Gruppo Gestione Software, responsabile dello sviluppo e della gestione dei software operativi di bordo dei velivoli della Forza Armata; il Gruppo Ingegneria per l’Aero-Spazio, che fornisce il supporto ingegneristico ai programmi spaziali di interesse dell’Aeronautica Militare. L’RSV ha in forza piloti e navigatori collaudatori sperimentatori, ingegneri, tecnici e meccanici sperimentatori la cui formazione avviene negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in Francia presso le uniche “test pilot school” riconosciute. Il Reparto attualmente prosegue la propria attività nel testare i velivoli che entreranno in linea nei prossimi anni, soprattutto nel campo della Modeling e Simulation, degli Unmanned Air System e degli armamenti di precisione a bassissimi effetti collaterali, in collaborazione con l’Università e altri enti, tra i quali l’Agenzia Spaziale Italiana, ma anche in progetti finalizzati allo sviluppo di capacità estremamente innovative sui velivoli già in servizio. La partecipazione dell’RSV agli Air Show organizzati annualmente in Italia e all’estero rappresenta, come sempre, un’occasione unica per gli appassionati di velivoli militari di ogni età, per assistere alle emozionanti evoluzioni dei più avanzati sistemi d’arma dell’Aeronautica Militare.

foto Gabriele Pisicchio

Luca Morelli

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HH–139A

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AW.139, che nella versione per l’Aeronautica Militare prende la denominazione HH, Hospital Helicopter, è un biturbina di categoria media prodotto da AgustaWestland, individuato dalla Forza Armata per sostituire le linee HH-3F (radiata nel 2014) e HH-212. L’HH-139A è una soluzione individuata sul mercato per continuare ad assicurare con efficacia il servizio di Ricerca e Soccorso aereo, sia per i compiti istituzionali di eventuale recupero di equipaggi e personale militare in difficoltà, sia per le attività di concorso alla collettività in caso di voli sanitari d’urgenza, calamità naturali e grandi eventi nazionali. Trattandosi di un elicottero già collaudato e in servizio presso altre realtà civili e militari nazionali (Guardia di Finanza, Guardia Costiera, vari Enti locali), l’HH-139A permetterà di realizzare significative sinergie – addestrative, logistiche e, soprattutto, operative – in ambito interforze e interagenzia nel settore delicato e complesso del soccorso aereo, fondamentali per intervenire con successo quando viene richiesto, spesso in condizioni proibitive, di notte, con il maltempo, in zone partico-

larmente impervie e isolate. L’HH-139A è in grado di operare sia di giorno che di notte grazie all’utilizzo di visori notturni (NVG – Night Vision Goggles), in aree particolarmente impegnative, anche da superfici non preparate, in ambienti polverosi, zone innevate o in ambiente marino. L’elicottero è una macchina particolarmente versatile; in massimo 30 minuti è possibile cambiare la configurazione interna, passando da quella per il soccorso aereo (versione primaria SAR – 5 passeggeri + 1 barella) a quella soccorso aereo e sanitario di urgenza (versione MEDEVAC – da 2 a 4 barelle) o trasporto passeggeri (versione UTILITY – fino a 14 passeggeri).

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Caratteristiche tecniche HH-139A Diametro rotore 13,8 m lunghezza 16,66 m larghezza massima (pianetto orizz.) 4,22 m peso massimo al decollo 6.800 kg 2 turbine Pratt & Whitney PT6C-67C con FADEC velocitĂ massima 306 km/h. 15 15


SCUOLA CACCIA

A LECCE LA MIGLIORE DEL MONDO 16 16


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nche le scuole di volo devono fare i conti con la tecnologia, un’esigenza che ha portato l’Italia a guadagnarsi una posizione leader nel settore della formazione dei piloti da caccia. Tutto ruota intorno al T-346, un sistema integrato che comprende il

di Lodovica Palazzoli velivolo uscito dalle fabbriche della Leonardo e una serie di simulatori in grado di replicare strumenti di bordo di cui l’aereo è in realtà fisicamente sprovvisto. All’inizio sembra quasi fantascienza, ma una volta entrati nella struttura che ospita il corso L.I.F.T. (Lead Into Fighter Training) la fase

di addestramento immediatamente precedente all’assegnazione del pilota militare al reparto, ci si accorge che il futuro è qui e che lo si può toccare con mano. «Il ritorno addestrativo del T-346 è completamente diverso da quello che si poteva avere con il velivolo precedente, l’MB339 CD», racconta uno degli

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istruttori del 212° Gruppo, che si occupa proprio dell’addestramento avanzato. «Il ragazzo adesso apprende il metodo di utilizzo di una macchina operativa e le relative tattiche di volo, non limitandosi più alla parte basica. Questo perché il sistema T-346 permette di effettuare missioni avanzate, che prima si potevano sperimentare solo durante il corso di conversione operativa al reparto di assegnazione. Oggi il frequentatore, neo pilota militare che esce da qui è più o meno allo stesso livello di un pilota che qualche anno fa aveva alle spalle già un anno di volo al reparto». Un risultato che l’Aeronautica militare ha raggiunto grazie a un sistema sofisticato e molto avanzato, unico, che rende la scuola di Galatina prima al mondo in questa fase dell’addestramento. La novità sta nel fatto di poter abbattere notevolmente i costi della formazione, grazie all’innovazione tecnologica. Il T-346, aereo addestratore perno del nuovo iter addestrativo, può essere dotato virtualmente di una serie di sistemi che in realtà possiedono solo i velivoli operativi come F-35, Eurofighter, Tornado e AMX. L’intero corso infatti prevede che il 50% delle missioni vengano compiute tramite simulatore e l’altro 50% in volo reale. Ma il sistema 346 va oltre, perché è possibile collegare computer, simulatori e velivolo reale, connettendoli tra loro in modo da creare uno scenario di missione in cui inserire, per esempio, minacce virtuali aria-aria, come aerei nemici, aria-suolo, come target a terra o in mare. Il frequentatore può così interfacciarsi

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con situazioni che saranno la norma, solo una volta pienamente impiegato dalla Forza armata; tutto questo mentre è realmente in volo o semplicemente seduto dietro i comandi di un simulatore. Allo stesso modo si garantisce l’addestramento attraverso l’uso di radar (come l’APG-68, quello in dotazione sull’F-16), simulando intercettazioni e operazioni di supporto a terra; o ancora è possibile effettuare rifornimenti in volo, missioni notturne svolte con gli appositi visori o fare pratica con l’Helmet Mounted Display, il nuovo casco che permette di continuare a vedere proiettate sulla visiera le informazioni presenti in cabina, anche ruotando la testa in tutte le direzioni. «Questa è la scuola migliore del mondo e lo dimostra il fatto che nazioni come gli Stati Uniti si siano rivolte a noi. Un simulatore che può volare con velivolo in un volo reale non si era mai visto prima. Noi, invece, riusciamo a compiere missioni anche di dieci aeroplani, impiegando solo due aerei reali e le altre entità collegate virtualmente dai simulatori». Al momento sono 32 i giovani piloti militari, tra italiani e stranieri, graduati con il nuovo sistema del T-346 e altri 14 sono in addestramento. Grande attenzione è data anche alla formazione degli istruttori stranieri, così da rendere il corso LIFT salentino e la sua scuola un polo di riferimento internazionale. «Questa è un’opportunità incredibile per me e per l’Aeronautica militare degli Stati Uniti, perché l’Italia è un passo avanti a noi nell’impiego di una tecnologia avanzata, per questa fase di


addestramento dei giovani piloti», spiega un istruttore americano che sta frequentando il corso di conversione sul T-346. «Qui si possono usare strumentazioni in modo virtuale, ma talmente fedeli alla realtà che, una volta in cabina, devi ricordare a te stesso che fisicamente quelle apparecchiature l’aereo non le ha davvero». Il sistema permette di simulare anche svariati sistemi d’arma, che vengono riprodotti fedelmente sugli schermi, esattamente come lo sono sui velivoli operativi: pod illuminatori laser, missili a corto e lungo raggio, armamento conven-

zionale e cannoni appaiono tutti con un click. Quanto all’avionica, l’aereo è molto performante, tranquillamente paragonabile a quelli impiegati nei reparti operativi, come dimostra la sua presenza nelle esercitazioni Nato tenute ad Albacete, in Spagna, in cui ha ricoperto il ruolo di aggressor. Tutto ciò garantisce una preparazione dei giovani piloti a un livello decisamente superiore al passato, a cui si aggiunge un consistente risparmio economico, senza intaccare la qualità della formazione.

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Airplanes 15 2017 sc  

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