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CLAMOROSO AL CIBALI!!!

PERIODICO UFFICIALE DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA NAPOLI CLUB - ANNO VII N. 68 - 13 MAGGIO 2012

FOTOAGENZIA MOSCA

COPIA OMAGGIO

Magazine

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SAN GENNA’ PIENZECE TU Luigi Merolla: Tifosi continuate così

Deli(ri)o Rossi e scandalo Balotelli

Napoli Club: nove mesi assieme


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UDINE SOGNA, NAPOLI PREGA Max Bonardi

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ltimi giri di lancette e poi sapremo se il Napoli dovrà anticipare il rientro dalle vacanze o potrà aspettare con tranquillità i sorteggi dei gironi di qualificazione della Champions League. Sul piano delle probabilità – e sono 27 le combinazioni possibili visto che coinvolte nella lotta per il terzo posto sono Napoli, Udinese, Lazio e Inter – il Napoli ha meno del 10 per cento delle probabilità di centrare il traguardo. Soprattutto dopo l’harakiri azzurro in quel del Dall’Ara. Un’occasione gettata alle ortiche, come già successo in diverse situazioni in

Osservatorio arbitrale

LE GRADUATORIE Giuseppe Gargiulo (ex arbitro)

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iamo giunti alla fine di un altro campionato di calcio, ed è ora che vengano tirate le somme (non solo sotto l’aspetto economico), delle centinaia di squadre di tutte le categorie che affollano il calcio italiano. Risultati ottenuti che per la loro negatività o positività, mettono regolarmente in moto tutto quanto sarà necessario per affrontare il prossimo campionato. E qui ovviamente non si parla solo di calciatori, dirigenti o altro, ma di arbitri che saranno promossi nella categoria superiore, confermati nella stessa, o dismessi per carenze tecniche e/o limiti di età.In questo faraonico mondo del pallone, anche la macchina del Settore Arbitrale è sottoposta a cambiamenti di pelle che incidono a nelle più svariate componenti dirigenziali, e che vanno anche dai designatori di categoria, allo staff medico e atletico, al Centro Studi del Regolamento etc. Ma tutto ciò ai più sfugge, mentre alla stampa specializzata e ad alcuni addetti ai lavori non sfuggono, spesso per coprire i propri errori, quelli commessi dagli arbitri che ci sono e ci dovranno essere sempre. Per concludere nel non negare che questo campionato ha effettivamente visto una classe arbitrale ancora claudicante perché in for3 8 ª G I O R N ATA mazione, in cui valutazioni spesso oggettivamente serene 13 MAGGIO 2012 sono state messe in discussioMILAN - NOVARA ne da poca attenzione dei diNAPOLI - SIENA rettori di gara sul gioco o diLAZIO - INTER scrasia nella terna, si dica altreJUVENTUS - ATALANTA sì che abbiamo assistito a reiGENOA - PALERMO terati clamorosi episodi, come - CAGLIARI FIORENTINA quelli relativi ai gol fantasma, - LECCE CHIEVO per i quali si ritiene giunto fi- ROMA CESENA nalmente il momento di con- UDINESE CATANIA cedere un supporto tecnologico al calcio e ai suoi giudici. PARMA - BOLOGNA

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questa stagione, e non volendo andare indietro troppo con la mente, bastino le ultime prestazioni in casa con Catania e Atalanta e quelle in trasferta con la Juve, due volte a Roma e dulcis in fundo quella di Bologna. Un cammino zoppicante che ha portato Mazzarri e i suoi ragazzi a sperare a una serie concatenata di risultati per poter centrare il traguardo d’inizio anno. Ma il Napoli merita davvero di andare in Champions League. È una domanda che si sono posti i tifosi nel corso della settimana e una risposta è giusto darla. Se guardiamo l’arco del torneo nel girone di andata l’Udinese più che la Lazio ha sostato nei primi tre posti della graduatoria. Il Napoli, complice il doppio impegno campionato-Champions, dopo un buon avvio ha cominciato irrimediabilmente a perdere punti rispetto alla vetta, mentre Lazio e Udinese si sono divisi i posti nobili della graduatoria, fino a che gli azzurri in occasione della ripresa della Coppa hanno inanellato una serie positiva che li ha portati solo alla 30esima giornata ad agganciare il posto Champions. Il resto è cronaca, azzurri con alti e bassi e avversari, anch’essi alle prese con problemi, ma più continui nei momenti decisivi. Dunque, se si dovesse guardare la storia del torneo è l’Udinese che merita un posto al sole, anche in rapporto al quoziente ingaggi, vero Mazzarri? Ma la palla è rotonda, e aspettarsi colpi di scena non costa nulla.

CLASSIFICA DI SERIE A 2011/2012 SQUADRA

Juventus Milan Udinese Lazio NAPOLI Inter Roma Parma Bologna Catania Atalanta (pen. –6) Chievo Fiorentina Siena Palermo Cagliari Genoa Lecce Novara Cesena

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G

V

N

P

GF

GS

81 77 61 59 58 58 53 53 51 48 46 46 45 44 43 42 39 36 32 22

37 37 37 37 37 37 37 37 37 37 37 37 37 37 37 37 37 37 37 37

22 23 17 17 15 17 15 14 13 11 13 11 11 11 11 10 10 8 7 4

15 8 10 8 13 7 8 11 12 15 13 13 12 11 10 12 9 12 11 10

0 6 10 12 9 13 14 12 12 11 11 13 14 15 16 15 18 17 19 23

65 72 50 53 64 57 57 53 41 47 40 34 37 44 52 37 48 40 34 22

19 32 35 46 45 52 52 53 42 50 40 45 43 43 60 46 69 55 63 57


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di Mimmo Carratelli Arrivederci e grazie. Cala il sipario sul campionato col Siena ultimo ospite al San Paolo. La Champions è andata. Impossibile pensare che l’Udinese fallisca il pareggio a Catania che le consentirà di rimanere da sola al terzo posto inseguito dal Napoli. Arrivederci e grazie. È stato bello sognare non solo in campionato. Le partite europee col Bayern (60.074 spettatori, record di pubblico) e il Chelsea (3.052.000 euro d’incasso, record stagionale) hanno eccitato la passione dell’eccezionale popolo azzurro e innalzato il club al vertice delle società calcistiche di maggior richiamo e più in salute (finanziaria). In campionato, il Napoli ha fatto il “pieno” con la Juve: 57.402 spettatori, 1.872.096 euro di incasso. Napoli milionario, da tenere a mente per il potenziamento della squadra. Fra campionato e coppe, in 25 partite, il Napoli ha incassato al botteghino più di 24 milioni di euro (al lordo). Più di un milione sono state le presenze nello stadio di Fuorigrotta. Non è finita come doveva finire (preliminari di Champions sfuggiti a Bologna, ma anche prima con le rimonte subite da Catania e Roma), però tutto sommato abbiamo avuto domeniche di entusiasmo. Il Napoli ha i suoi limiti. Forse non è riuscito a dare il massimo, ma non potrà mancare un applauso di commiato. Quel che è fatto, è fatto. Per l’analisi e le critiche del perduto ci sarà tempo dopo quest’ultima partita. A prescindere dall’impossibile aggancio al terzo posto, la squadra deve al pubblico (diecimila napoletani a Bologna!) una ultima esibizione scoppiettante per un “arrivederci” gioioso. Il “San Paolo” quest’anno non è stata la fortezza della stagione passata. Ventuno punti su 54 sono stati “elargiti” ad avversari che hanno fatto “muro” e tre di loro hanno fatto bottino pieno (Parma, Roma, Atalanta). In casa 32 punti conquistati quest’anno, erano stati 40 nel campionato scorso. Okay. Non facciamoci il sangue amaro. Il Siena vorrà fare bella figura (col maestro Sannino, uno di noi, di Ottaviano, in panchina). Partita aperta a eventuali sorprese. Non ci saranno Cavani, Aronica, Dzemaili squalificati. Peccato, una bottiglia di champagne per il Matador era in fresco: altri 23 gol, quasi 50 in due stagioni. Saremo pronti per la Coppa. Ma, attenzione, questa Juve affamata ci salterà addosso come un tigre. Altro che Zebra!

ROULETTE … AZZURRA!

Saverio Passaretti (presidente AINC)

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li azzurri a Bologna infrangono i sogni dei tantissimi tifosi giunti col loro splendido calore al Dall’Ara a sostenere la squadra nella corsa alla qualificazione in Champions. Dopo un primo tempo eccellente con ben sei occasioni nitide di gol svanite per la imprecisione degli avanti azzurri o per gli ottimi interventi del portiere bolognese, la situazione è letteralmente precipitata. I segnali negativi si sono infatti concretizzati nel vantaggio dei rossoblù con il gol di Diamanti, lasciato imperdonabilmente solo al centro dell'area e quindi nella massima libertà di poter calciare contro un incolpevole De Sanctis. A cui è seguito un secondo tempo inguardabile pieno di scontri e risse, culminato col raddoppio dei felsinei. In contemporanea l’Udinese ha liquidato il Genoa ridotto in nove uomini, l’Inter ha spedito all’inferno i cugini del Milan e la Lazio ha sbancato Bergamo, un vero disastro!! E proprio contro l’Atalanta il Napoli ha lasciato punti in chiave Champions. Dunque, speranze ridotte al lumicino dovendo sperare in una serie di risultati favorevoli (pari o sconfitta della Lazio e sconfitta dell’Udinese), fermo restando un risultato pieno contro il Siena, distratto più da Calciopoli. Il calcio è uno sport eccezionale proprio per la sua imprevedibilità, quindi giochiamoci con serenità e determinazione l’ultima gara, poi penseremo ai calcoli confidando nel Catania e nel buon momento dei nerazzurri di Stramaccioni. Volendo analizzare l’annualità calcistica c’è da sottolineare un’ottima performance generale che vede il Napoli anche in finale con la imbattuta Juve, fresca dello scudetto conquistato. Incrociamo le dita e chissà che questa “roulette azzurra” non si concluda con una inaspettata quanto meritata qualificazione. Auguri Azzurri!!

LA VIGNETTA DI

ORGANO UFFICIALE DELLA ASSOCIAZIONE ITALIANA NAPOLI CLUB

Sede legale: Corso Novara, 5 - Napoli Anno VII - n° 68 - 13 maggio 2012 Direttore responsabile: Saverio Passaretti hanno collaborato: Luigi Alvino, Max Bonardi, Lorenzo Crea, Sergio Curcio, Paolo del Vaglio, Giuseppe Gargiulo, Carlo Longobardi, Attilio Marchionne, Bruno Marra, Marco Martone, Fabrizio Piccolo, Massimo Sparnelli Registrazione Tribunale di Napoli N. 91 del 5/12/2007 Fotocomposizione e Stampa: Ink & Paper s.r.l. Grafica: Mario Suarez Edito dalla A.I.N.C. chiuso in redazione giovedì 10 maggio 2012 - ore 17,30

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COL SIENA UN ORECCHIO A CATANIA Sergio Curcio

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apoli – Siena: gli azzurri giocano per non rovinarsi il campionato e l’orecchio è a quello che succederà a Catania e Roma. La partita contro i bianconeri toscani richiede l’ultimo sforzo di gambe e di volontà e un solo risultato: tre punti per chiudere sopra quota 60. Lo sosteniamo da tempo: se il Napoli avesse chiuso il campionato tra 60 e 65 punti avrebbe fatto il “suo” campionato… Nel calcio non si inventa e sperare in nuovi miracoli come il terzo osto della stagione scorsa avrebbe dovuto richiedere ben altro approccio a società, dirigenza tecnica e squadra. Il fatto stesso che si sia sperato – e lo facciamo anche oggi – più sulle disgrazie altrui che sulle proprie capacità, significa che qualcosa in questa stagione non è comunque andata al massimo, e questo pur tenendo conto del logorio fisico e mentale della partecipazione alla Champions League. Per evitare fraintesi non diciamo che è stata una stagione fallimentare, ci mancherebbe, però visto il passo lento delle dirette rivali era lecito aspettarsi qualcosa di meglio. E allora la domanda sorge spontanea: è il massimo che il Napoli poteva fare? In parte sì se si mettono sul piatto della bilancia gli impegni numerosi e ravvicinati e il fatto che quest’anno, anche per gli infortuni, la rosa non ha praticamente mai potuto tirare il fiato. Certamente no se si considerano momenti poco comprensibili di appannamento, l’integralismo tattico di Mazzarri e i punti malamente persi in casa o in trasferta (Juve e Catania al San Paolo, Genova e Roma fuori), conseguenza di un mix di stanchezza, scelte tecniche non esaltanti, e di una carenza di personalità dei singoli e del gruppo nella gestione della gara che costituisce il vero limite di questo Napoli. Contro il Siena tranquillo e soddisfatto del suo campionato e a sette giorni dalla finale di Coppa Italia contro la Juventus, gli azzurri dovranno dimostrare di esserci ancora, con la testa più che con le gambe. Non ci saranno Aronica, Dzemaili, Campagnaro e soprattutto Cavani, ma ci sarà Lavezzi e dovrà dimostrare con l’impegno il suo reale attaccamento alla maglia e alla gente, al di là di quello che sarà il suo futuro e di quelle che saranno le sue scelte. Contro il Siena di mister Sannino, perciò, con la speranza di un ulteriore e decisivo aiuto della Dea Eupalla, il Napoli deve giocare soprattutto per chiudere in bellezza davanti ai propri tifosi e strappare loro un applauso convinto per ciò che di buono ha fatto ma anche per l’impegno profuso, pure quando è

PEGOLO BELMONTE

TERZI

CONTINI

DEL GROSSO

GAZZI D’AGOSTINO

GROSSI

VITIELLO BRIENZA

DESTRO

BRKIC SESTU ROSSI VERGASSOLA LARRONDO BOLZONI BOGDANI

venuto meno il risultato. L’Europa League conquistata con la finale di Coppa Italia può anche essere un punto di partenza importante ma sotto gli occhi di tutti, Juventus docet, che per il salto di qualità decisivo per una società e una squadra che vogliono essere realmente protagonisti, occorrono investimenti importanti e mirati per un Napoli che non sia bello ma fragile e comunque spesso in sofferenza con squadre che si chiudono bene per ripartire pericolosamente verso De Sanctis. Occorre costruire, pensare un reale progetto di squadra cn competenza, intuito, intelligenza senza necessariamente spendere molto (spesso non bene, vedi acquisti di Britos, Fideleff, lo stesso Vargas preso a gennaio…), ma mirando ruoli e giocatori per una rosa di 22 titolari veri. Questo ragionamento vale sia che il Napoli stasera finisca al terzo oppure al quarto o quinto posto, perché ciò che conta sono i numeri e non valgono più nemmeno i ragionamenti sulla poca esperienza in campo internazionale di una rosa che conta tredici nazionali. Dovesse avvenire un nuovo… miracolo questo pomeriggio, De Laurentiis, ancor più di Mazzarri, oltre che accendere l’ennesimo cero a San Gennaro, farà bene ad agire in modo adeguato alle attuali possibilità economiche del club e alle esigenze della squadra con almeno 4 titolarissimi; come si dice: “Aiutati che Dio t’aiuta”!!! Buone vacanze!!!

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NAPOLI - SIENA N. 1 2 3 4 6 7 8 11 14 15 16 17 18 20 21 22 23 28 29 31 83 85 88 90 99

Giocatore MORGAN DE SANCTIS GIANLUCA GRAVA IGNACIO FIDELEFF MARCO DONADEL SALVATORE ARONICA EDINSON CAVANI ANDREA DOSSENA CHRISTIAN MAGGIO HUGO CAMPAGNARO ROBERTO COLOMBO EDUARDO VARGAS MAREK HAMSIK JUAN ZUNIGA BLERIM DZEMAILI FEDERICO FERNANDEZ EZEQUIEL LAVEZZI WALTER GARGANO PAOLO CANNAVARO GORAN PANDEV JACOPO DEZI ANTONIO ROSATI MIGUEL BRITOS GOKHAN INLER MAX AMMENDOLA CRISTIANO LUCARELLI

Ruolo P D D C D A D C D P A C D C D A C D A C P D C C A

Classe 1977 1977 1989 1983 1978 1987 1981 1982 1980 1975 1989 1987 1985 1986 1989 1985 1984 1981 1983 1992 1983 1985 1984 1990 1975

Naz. Presenze A Gol ITA 36 – ITA 5 – ARG 4 – ITA – – ITA 31 – URU 35 23 ITA 32 – ITA 32 3 ARG 30 2 ITA – – CIL 10 – SLO 36 9 COL 30 2 SVI 28 3 ARG 15 – ARG 29 9 URU 32 2 ITA 31 2 MAC 29 6 ITA – – ITA 1 – URU 10 1 SVI 35 – ITA 1 – ITA 3 –

N. 1 2 3 6 7 8 9 10 11 13 14 15 17 18 19 21 22 23 25 26 36 55 70 80 81

Giocatore ZELJKO BRKIC ROBERTO VITIELLO CRISTIANO DEL GROSSO M. DE ALMEIDA ANGELO LUIGI GIORGI SIMONE VERGASSOLA MARCELO LARRONDO GAETANO D’AGOSTINO EMANUELE CALAIÒ LUCA ROSSETTINI ALESSANDRO GAZZI NICOLA BELMONTE PAOLO GROSSI PABLO GONZALEZ CLAUDIO TERZI ANDREA ROSSI MATTIA DESTRO FRANCO BRIENZA GIANLUCA PEGOLO EMANUELE PESOLI FRANCESCO BOLZONI F. PARRAVICINI DANIELE MANNINI MATTEO CONTINI ERJON BOGDANI

Ruolo P D D D C C A C A D C D C A D D A A P D C C C D A

Classe Naz. Presenze A Gol 1986 SER 18 – 1983 ITA 32 1 1983 ITA 32 2 1981 BRA 13 – 1987 ITA 12 1 1976 ITA 28 – 1988 ARG 13 1 1982 ITA 23 3 1982 ITA 25 11 1985 ITA 31 1 1983 ITA 33 1 1987 ITA 2 – 1985 ITA 17 1 1985 ARG 16 1 1984 ITA 34 1 1986 ITA 9 – 1991 ITA 29 11 1979 ITA 35 4 1981 ITA 19 – 1980 ITA 9 – 1989 ITA 15 1 1982 ITA 8 – 1983 ITA 21 – 1980 ITA 15 – 1977 ALB 11 4

TROVI ANCHE CUORE AZZURRO NEI SEGUENTI PUNTI VENDITA: EPOMEO: VIA EPOMEO, 35 - NAPOLI CHIAIA: VIA CHIAIA, 49 - NAPOLI LE MAISON DES LUNETTES: VIA CAVALLERIZZA, 24 - NAPOLI UMBERTO I: CORSO UMBERTO I, 76 - NAPOLI CARDUCCI: VIA CARDUCCI, 49 - NAPOLI CENTRO COMMERCIALE AUCHAN: VIA ARGINE - NAPOLI CENTRO COMMERCIALE “LE PORTE DI NAPOLI”: AFRAGOLA CENTRO COMMERCIALE QUARTO NUOVO: VIA MASULLO - QUARTO - NAPOLI CENTRO COMMERCIALE SAN PAOLO: VIA CINTIA FUORIGROTTA - NAPOLI CENTRO COMMERCIALE IL GOLFO DEI DESIDERI: AFRAGOLA - NAPOLI


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CLAMOROSO AL CIBALI! LA SPERANZA Marco Martone

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iciamolo, a meno di auspicabili “belle sorprese”, il campionato del Napoli rischia di andare in archivio come quello delle tante, troppe occasioni perdute. Punti gettati alle ortiche quando sembravano in cassaforte, vedi i pareggi di Roma e quello con il Catania al San Paolo. Sconfitte inopinate e, forse, nemmeno troppo giuste, vedi Bologna e Lazio, hanno portato la squadra di Mazzarri a dover affidare il proprio destino alle scarpette di altri giocatori. È andata così e adesso, nell’attesa di poter ascoltare alla radiolina il famoso urlo di “Ciottiana” memoria, “clamoroso al Cibali!” (nella foto: Catania - Inter 2-0 e scudetto alla Juve), sarà bene rivolgere lo sguardo al futuro. Quello immediato vuol dire Coppa Italia. Domenica 20 maggio la storia recente degli azzurri può avere una svolta decisiva. Superare la Juventus, impresa difficile ma non impossibile e mettere in bacheca il primo trofeo dell’era De Laurentiis, farebbe cambiare e non di poco, il giudizio della critica su quanto fatto dal Napoli nel corso di questa stagione. Non sarebbe solo un “brodino”, come qualcuno vuole far credere ma il coronamento di un ciclo destinato, ahinoi, a terminare in tempi molto brevi. In tal senso anche la vicenda legata alla possibile cessione

di Lavezzi, ne è una dimostrazione evidente. Certo c’è da attendere ancora i 90 minuti di Catania e quelli di Roma, dove c’è Lazio-Inter, oltre a quelli che Pandev e compagni giocheranno contro un Siena, che da qualche giornata sembra aver mollato le redini e che dunque non sembra essere ostacolo insormontabile. A voler vedere il bicchiere mezzo pieno, però, un motivo per essere, se non contenti almeno sereni, dell’eventuale uscita dalla zona Champions c’è. Cominciare una stagione senza il prestigioso assillo della competizione europea più importante, indurrà certamente la società a riversare tutte le sue ambizioni sul campionato. Se De Laurentiis mantiene fede ai propri impegni, e l’ha sempre fatto fino a oggi e se meno errori in fase di campagna acquisti saranno commessi, c’è da attendersi comunque un’imponente campagna di rafforzamento della squadra. Ai nastri di partenza ci sarà, quindi, un Napoli competitivo per le primissime posizioni e che, rispetto a Juve e Milan, avrà il “vantaggio” di non dover disputare la vecchia Coppa dei Campioni. E allora il boccone di questa mancata qualificazione, che proprio non sembra andare giù, potrebbe essere alla lunga molto meno amaro. Sempre che dal Cibali non arrivi quel famoso urlo…

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LUIGI MEROLLA: TIFOSI CONTINUATE COSÌ Max Bonardi

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ndici anni per tornare a lavorare nella sua città. Un ritorno salutato dalla crescita della sua squadra del cuore: il Napoli. Luigi Merolla, Questore di Napoli, stila un bilancio di questa stagione calcistica sul fronte dell’ordine pubblico e analizza stato delle cose e migliorie da apportare.

D. Sul fronte dell’ordine pubblico come si può inquadrare questa annata? R. Certamente è una delle migliori, e non solo per i risultati calcistici. Non abbiamo registrato nessun incidente, anche se abbiamo sottoposto a gravosi sacrifici soprattutto gli spettatori delle tribune. In occasione delle gare più importanti, per favorire l’afflusso della tifoseria ospite, sono stati creati dei corridoi da piazzale Tecchio a scapito della comodità del pubblico delle tribune. L’impegno per l’anno prossimo è di non creare questa specie di imbuto. Certo un ponte dall’Istituto dei Motori risolverebbe ogni problema, ma in periodi i magra tale costruzione è impossibile. Nel complesso va migliorato il prefiltraggio e soprattutto bisognerebbe impedire la tracimazione di tifosi dall’anello inferiore a quello superiore. Infine nessun problema nello smistamento dei tifosi ospiti con base alla Stazione Marittima. Il tutto favorito da una bella collaborazione tra le varie componenti e dal buon andamento della squadra. D. Quanto e come sta cambiando il tifo a Napoli? R. Apparentemente è molto più maturo, mi auguro che insieme alla squadra si vada verso una filosofia di assoluta tranquillità. Tuttavia la maturità completa andrà misurata quando e se la squadra non andrà bene. D. Quanto uno stadio fatiscente peggiora il lavoro delle forze dell’ordine? R. Tanto. Ci piacerebbe vivere in una situazione all’inglese, uno stadio nuovo fatto su misura con standard di sicurezza moderni e una dinamica di sicurezza interna realizzata attraverso la collaborazione di steward dotati di grande professionalità. D. Dunque, lei è favorevole a costruire un altro stadio. Quali devono essere le prerogative principali? R. Sarebbe una miglioria, il lavoro ne sarebbe agevolato. Qualunque progetto andrebbe bene indipendentemente dall’area dove costruirlo. Bisogna riportare il fenomeno calcio a una dimensione di spettacolo pubblico, noi meno ci siamo meglio è. Il calcio deve uscire da questa anomalia, ci si può riuscire grazie allo sforzo di club, gruppi di tifosi che siano amici e che isolino le azioni violente del branco. Non più gente con le spalle rivolte al campo, dello spettacolo non bisogna perdersi nulla. Se poi non piace, basta non applaudire, come a teatro sarebbe il maggior disprezzo. D. Fenomeno camorra e scommesse, a che punto è la lotta? R. Le scommesse sono un problema enorme, si deve lottare contro un sistema che subisce l’influenza della normativa europea più permissiva con l’apertura e la diffusione di centri scommesse. Da noi c’è il rischio che siano punti di riciclaggio e di controllo di organizzazioni malavitose. Sul piano amministrativo va intensificata l’azione di forze di polizia e carabinieri con

controlli sui centri affinché non ci sia coinvolgimento di ragazzi sempre più giovani, cosa non più tollerabile, e per nulla educativa. D. In occasione della Coppa Italia quali saranno le misure di prevenzione che metterete in atto? R. Non le stabiliamo noi ma sono appannaggio della Questura di Roma. La nostra sarà un’attività di prefiltraggio delle persone che partiranno da Napoli. Ci sarà nostro personale al seguito dei supporter così come cercheremo di attuare una prevenzione anche sul campo, vista anche la grande rivalità tra le due tifoserie. D. Da tifoso la vittoria della Coppa la appagherebbe? R. Compenserebbe qualche delusione di questo finale di stagione. Anche se si perdesse non sarebbe una tragedia, comunque ci sarebbe un posto in Europa League. Se si vincesse, tanto meglio, sarebbe il primo titolo dell’era De Laurentiis in bacheca. D. Riavvolgendo il nastro, quale gara vorrebbe rigiocare? R. Chelsea - Napoli senza alcun dubbio, magari giocandola come Di Matteo ha affrontato il Barcellona. Sono sempre stato un seguace di Nereo Rocco. L’indimenticabile Paron diceva “l’importante è non prenderle”. Appunto, avrei fatto un catenaccio spettacolare. D. Un saluto e un appello ai tifosi del Napoli… R. Continuate così in futuro e siate sempre di sostegno alla squadra. Imprenditori che investono come De Laurentiis ce ne sono pochi, i soldi non arrivano dal cielo. Squadra e società sono in positivo. Sotto questo aspetto lo testimoniano l’entusiasmo nella vendita dei biglietti e il proliferare di contatti televisivi. Con queste premesse tutto ciò potrà essere solo migliorato. Napoli è il quarto bacino di utenza nazionale e la squadra deve puntare a stare sempre tra le prime quattro, poi un anno va bene, l’altro un po’ meno, l’altro ancora fa il botto. Cosa fondamentale è non creare contestazioni e caos. Così facendo qualsiasi imprenditore potrebbe mollare tutto. Luigi Merolla è nato a Napoli il 18 agosto 1949. Laureato in Giurisprudenza, è coniugato con due figli. Ha iniziato la carriera nel 1975 a Nuoro.Nel 1980 ha lavorato ad Avellino nel periodo del terremoto. Dal 1981 al 1991 è stato responsabile della sezione antiterrorismo della DIGOS della Questura di Napoli. Dal 1991 al 2000 è stato Dirigente della DIGOS di Napoli. Nel 1994 gli è stata conferita l’onorificenza di Commendatore al merito della Repubblica per aver contribuito all’organizzazione e allo svolgimento del vertice G7 tenutosi in quell’anno a Napoli. Dal 2000 al 2001 ha svolto l’incarico di Capo Servizio Antiterrorismo presso la Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione. Negli anni 2002 e 2003 è stato Questore di Salerno. Dal novembre 2003 Questore di Verona. Dal 21 aprile 2008 Questore di Bologna è dal primo marzo 2011 è Questore di Napoli.

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L’originale mozzarella di bufala campana I Sapori del Latte, l’amore per la tradizione Mi raccomando, compra la mozzarella di Aversa - disse Totò - in una memorabile scena di Miseria e nobiltà. Si riferiva alla mozzarella di bufala creata in un fazzoletto di territorio della Campania, dove la produzione avveniva coniugando latte di bufale munte una sola volta al giorno, mani sapienti e antiche tecniche di lavorazione, che davano alla mozzarella un gusto unico al mondo. In questo ramo del settore lattiero-caseario, la famiglia Fierro vanta un ruolo di prestigio consolidatosi nel tempo, grazie a una tradizione lunga tre generazioni: tecniche di lavorazione che Giuseppe Fierro ha tramandato ai figli Gaetano e Restituto e che oggi rivivono nei prodotti marcati I Sapori del latte.“Teniamo molto all’artigianalità della produzione - precisa Gaetano Fierro. Abbiamo fatto tesoro degli insegnamenti di nostro padre, che nella sua vita ha ricevuto tanti riconoscimenti anche internazionali, continuando a produrre la tipica mozzarella di bufala, quella che si mangiava una volta, con latte proveniente esclusivamente dalle zone Dop. La produzione avviene in un caseificio concepito per svolgere al meglio e nella massima igiene e sicurezza tutti i processi di lavorazione, rigorosamente certificati. Oggi la si trova dappertutto, ma sono pochi coloro che sanno riconoscere la vera mozzarella di bufala campana. Oltre all’aspetto economico, il nostro obiettivo e anche quello di far conoscere, attraverso il gusto, la storia, l’amore e i sacrifici che si fanno per questo prodotto”.

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DELI(RI)O ROSSI E LA SINDROME DI STENDHAL Bruno Marra

I cazzotti del Franchi e lo “Scandalo al Sole” di Balotelli

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a Sindrome di Stendhal rappresenta l’idiosincrasia e l’avversione alla bellezza. Una specie di allergia al buon gusto. Ed è anche detta Sindrome di Firenze perché pare sia un inconveniente e un disagio che capita spesso ai turisti in visita nel capoluogo della Toscana. I sintomi sono forti e inequivocabili: vertigini, confusione, tachicardia, avvilimento. Un po’ quello che è accaduto a Delio Rossi non nella Galleria degli Uffizi ma al Franchi di Firenze. In cui c’è stato molto poco di bello da ammirare, ma in compenso robe da Sant’Uffizio si sono viste. Il nostro vecchio, adorabile, rassicurante Delio, con la giacca da rifondazione comunista, l’aria da operaio indefesso e lo sguardo da padre protettivo, gliele ha date di santa ragione a Ljajic. Uno che ha un nome che sembra un codice fiscale ma che evidentemente non conosce il codice delle buone maniere. Insomma Delio è diventato Rossi di rabbia e lo ha fatto Viola. Come a dire: se non hai attaccamento alla maglia, il colore te lo marchio io sulla pelle. Non è stata una scena edificante, perché parliamoci chiaro, bando ai moralismi, Delio Rossi non ce l’ha “le phisique du role” per dare cazzotti. Lui con quello sguardo eterno di mortificazione, quell’andatura caracollante, quella rassegnazione “inside”, quello sguardo stile “beati gli ultimi che saranno i primi”, te lo immagini in Paradiso con la classe operaia, non all’Inferno con la mano pesante. Insomma in tv i cazzotti te li aspetti nei talk

show, dai fustacchioni di Uomini e Donne ai deliri itineranti di Corona. E invece eccolo qua il Deli(ri)o Rossi sbracciarsi e avventarsi su una buca in cui c’è un ragazzino viziato in castigo. Quando si dice che un allenatore ha la squadra in pugno… Ma allora, amici miei, che dovrebbero fargli a Balotelli? Lì sì che ci saremmo divertiti un bello scontro tra il Rossi e il Nero. Proprio come il romanzo di Stendhal. Anche perché il match sarebbe stato almeno divertente. E hai voglia di dire che la lingua ferisce più della spada, perché con Super Mario sarebbe stato un duello a fuoco. Soprattutto ora che il nostro eroe nerboruto si è ritrovato di nuovo protagonista di uno Scandalo al Sole, meglio tradotto come Scandalo al Sun, visto che a beccarlo è stato proprio il tabloid inglese “The Sun”. La notte prima del match che valeva lo scudetto per il City, “Bullotelli e Pupe” ha dato seguito all’ idolatrato machismo e si è fatto beccare con la bellezza di quattro ragazze Escort fino all’alba. Il tutto dopo essersi azzuffato e lasciato con la fidanzata Raffaella Fico. Che prima pensava di essere il frutto dell’amore e poi ha tristemente scoperto di essere vittima del frutto del suo cognome. Ma ha ragione la povera nostra amica e compaesana Raffaella. Nessuno può permettersi di trattarla come la ruota Escort… Se questo è il bello del calcio, la Sindrome di Stendhal è solo un malanno di stagione. Puntate pure: Rossi e Nero. Signori miei, fate il vostro gioco.

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a Pasticceria Conte nasce nel 1989 nella piccola San Marcellino e subito riscuote un grande successo. Il segreto? La grande passione nella preparazione dei dolci, una tradizione portata avanti di generazione in generazione, estesasi poi al catering attraverso la Conte Catering. Sempre attenti ai cambiamenti e alla ricerca delle novità nel 1998, da un’idea e anni di lavoro naque “il kakkabusc”, dolce a forma di ciambella con mandorle, frutta secca e babbà con spruzzata di rhum e crema con gusto forte e passionale. Un dolce oggi dedicato a Don Aurelio, ovvero Aurelio De Laurentiis, grazie alla sua forza d’urto espressa nei confronti delle massime autorità della Lega Calcio di serie A lo scorso agosto a Milano in occasione del sorteggio del campionato di calcio 2011/2012.Tra le specialità da non dimenticare il Panenza Torta dedicata alla figlia del proprietario nell’occasione della sua nascita. Appellativo che nasce dal connubio tra il nome della piccola (Enza) e dal tipo di torta al pan di spagna sfoglini delicati come la baby.Nel 2012 nasce Lounge Bar Conte Pasticceria a Carinaro che dà spazio alla musica live con serate anche alla scoperta di talenti. E poi c’è il Napoli con le passioni più forti per i colori azzurri e in occasione delle partite di campionato e di Cham-

pions c’è un’ampia sala dove si possono gustare le prodezze di Lavezzi, Cavani e compagni, magari assieme a tante specialità come il Maurese Babbà ricoperto di nutella, Limonito Mousse con meringa a gusto di limone, Nutellotto, e tanti altri dolci della tradizione familiare. A tale proposito la famiglia Conte spera di dare sempre nel tempo continue migliorie e continue novità che il palato desidera, perché “noi siamo convinti che le persone sono curiose, amano i cambiamenti e vogliono provare sempre cose nuove e noi gliele offriamo…” saluti da Luigi Conte e Luigi Guarino


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CINQUE MODI DI REAGIRE DOPO BOLOGNA Fabrizio Piccolo

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li arrabbiati. I vendicativi. Gli ottimisti. I fatalisti. I calcolatori. Tanti sono i modi dei tifosi di reagire a quello che è successo a Bologna. Dopo quella mazzata che ci ha lasciato per ore senza fiato e con la testa vuota, inebetiti e increduli. Eccoli, allora, quelli che…hanno vissuto così fino a stasera e magari da domani ricominciano. Quelli che… la Champions l’abbiamo persa prima. Per loro la tappa di Bologna è solo l’inevitabile riflesso del karma di questo Napoli sciupone. Questa categoria di tifosi conta e aggiorna sistematicamente tutti i punti buttati via nella stagione e vive di classifiche virtuali. Se avessimo battuto il Cesena, se non avessimo perso con la Lazio, se avessimo lasciato in campo Cavani. Un mondo di se per l’esaltazione del se. Quelli che… quest’anno si doveva vincere lo scudetto. Per loro anche il terzo posto sarebbe stata una diminutio. Ma quale Juventus? Perché sono più forti di noi? Se non avessimo messo il campionato in second’ordine questo sarebbe stato l’anno buono. Per loro la Champions è stata l’origine di tutti i mali, il serpente che ha tentato il Napoli, la mela cattiva che ci ha buttato fuori dal Paradiso. Se non dovessimo arrivare terzi, almeno saranno contenti di non doverla rifare l’anno prossimo.Quelli che… non tutto è perduto. Abili inter-

preti della psiche umana, scommettitori incalliti che ne hanno viste di ogni nelle loro bollette quotidiane, costoro puntano sul riscatto del Catania e inducono a sperare ancora. Il Catania batte l’Udinese, l’Inter non può perdere con la Lazio, ed ecco che se battiamo il Siena si può fare ancora. È successo già, può succedere ancora. Ottimisti coraggiosi. Da incoraggiare. Che ci costa sperare ancora?Quelli che… non parlatemi più del Napoli per tre mesi. Lo choc della sconfitta di Bologna ha provocato una reazione violenta in questa categoria di tifosi che, dopo aver sacramentato per giorni sfogandosi con chiunque fosse a portata di tiro, ha deciso di darsi al ciclismo per disintossicarsi. C’è il Giro d’Italia, in fondo. E tocca poco o nulla il Sud. Per un po’ meglio parlare di Cavendish che di Cavani. Quelli che… basta che battiamo la Juve in finale. Il nemico storico nella testa, il sogno di alzare un trofeo finalmente, la possibilità di entrare nella storia per aver dato un dispiacere all’odioso rivale finora imbattuto. Per questa categoria di tifosi sono motivi sufficienti a poter cancellare l’eventuale delusione in campionato. Il loro slogan è da mesi: tutti a Roma. Mentre nelle orecchie di tutti rimbomba quel coro che ogni volta sentiamo allo stadio: vogliamo vincere, vin-ce-re, vin-ce-re. Amen.

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In campo con gli Azzurri

Forza Napoli la radio ufficiale del Calcio Napoli

www.radiomarte.it


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FOTOAGENZIA MOSCA

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PRIGIONIERI DI UN GRANDE AMORE Carlo Longobardi (Consigliere AINC)

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a realtà che emerge dall’ultimo incontro con il Bologna costituisce la giusta sintesi di una stagione schizofrenica e altalenante che ha visto il Napoli esibirsi alla stregua di un pugile molto tecnico, a tratti spettacolari, ma senza il necessario colpo finale da ko. Abbiamo fallito tutti i match-point, è inutile ricordarlo. La squadra nei momenti fondamentali è venuta meno; tanti buchi nell’acqua hanno accompagnato la stagione quando si era ri-ottenuto il ripristino della condizione psicologica e della giusta euforia. I tifosi non hanno mai avuto appieno la possibilità di godere di un lungo periodo di serenità o, più precisamente, non hanno visto raggiunto l’obiettivo che appariva nitido all’orizzonte. Grandi rincorse e puntuali ritorni indietro. Il napoletano oggi soffre maledettamente di “distress” che è l’aspetto negativo dello stress stesso, è quella condizione che antepone il soggetto a una fase di profonda tristezza e pessimismo. La verifica di questo stato è di facile attuazione: basta camminare per strada con un aumentato senso di osservazione. Il sottofondo, la colonna sonora, è sempre la stessa: un grandissimo avvilimento senza ritorno. “I calciatori hanno fallito, devono andare via, il presidente o investe o è meglio che va via, l’allenatore ha finito il suo ciclo, deve andare via…”. Allora la domanda sorge spontanea: chi resta? Sbollita la delusione contingente, valutata la fragilità umana alla quale anche i calciatori (che non sono delle macchine) sono sotto-

posti, e fermati i fotogrammi delle tantissime e intense emozioni vissute quest’anno, si potrà ragionare a mente più serena. Basta chiudere gli occhi per rivedere Cavani correre sotto la curva al gol decisivo contro il Manchester o al suo terzo contro il Milan, ricordare i giochetti di prestigio compiuti in quel di San Siro contro i nerazzurri, o, ancora, le nette vittorie di Firenze e Palermo e le goleade contro il Genoa e il Cagliari. I pessimisti potranno sicuramente ricordare le defaillances, ma il loro bicchiere sarà sempre mezzo vuoto. La tifoseria del Wolverhampton ha dato una lezione d’amore e di stile al mondo del calcio intero, alla fine della partita decisiva contro il City - che ha sancito la retrocessione della squadra - persa con tre gol di scarto. Tutti si sono alzati in piedi e hanno cantato e applaudito, con forza, i “propri” calciatori. Questa reazione apparentemente stupida e poco realista rappresenta, invece, la forza inspiegabile di un amore gratuito che va preservato per sempre nel cuore. Anche noi siamo felicemente prigionieri di un idillio infinito con i nostri colori azzurri. Per questo, grazie ragazzi, senza remore o perplessità. Vi aspettiamo, fiduciosi, al prossimo successo. Che potrà essere distante nel tempo, a breve o… vicinissimo! P.S. in ogni caso la soluzione alla depressione c’è: basta indossare un sciarpa bianconera ed esultare per uno scudetto straniero… salvo spiegare, poi, l’accaduto al proprio stomaco…

E LA CARPISA APPRODÒ IN SERIE A1 Lorenzo Crea

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i chiude il campionato del Napoli. Si chiude con l'amarezza di aver, forse, sciupato a Bologna l’occasione di staccare il biglietto per la Champions per il secondo anno di seguito. Si chiude con la speranza, flebile, di un clamoroso passaggio dalle stalle alle stelle se Catania e Inter… È difficile fare quindi un bilancio, ma molto dipenderà se si centra il terzo posto. Considerando le occasioni sprecate gli azzurri non meritano l’accesso alla Champions quest’anno, anche se le rivali neppure hanno brillato. Forse, chi più chi meno, Udinese, Lazio e Inter non hanno certo dimostrato di meritare il massimo palcoscenico europeo più di quanto abbia fatto il Napoli. Tuttavia non me la sento dunque, di bollare questa come una stagione fallimentare. Il Napoli è ormai stabilmente fra le prime quattro realtà del campionato. È uscito disgraziatamente dalla Champions per mano di una delle due finaliste, l’altra l’ha affrontata con dignità nel proprio girone, non certo di una illustre sconosciuta. E si giocherà di qui a poco la Coppa Italia contro la Juventus neo scudettata. Con la possibilità di conquistare il primo importante trofeo dell’era De Laurentiis. Non ci sono le condizioni per parlare di fallimento di una stagione. Si può parlare di delusione. Per i punti gettati inopinatamente via oppure per un calcio mercato che

a gennaio più che Vargas avrebbe dovuto regalarci qualche difensore. Così come si può affermare che un ciclo, specie se dovessimo fallire l'ultimo disperato assalto al terzo posto, quello di Mazzarri al Napoli appare terminato. Occorre dunque un rinnovamento. È probabile che uno dei tre "tenori", a quanto pare Lavezzi, sia destinato a lasciare il Vesuvio. Non ne farei un dramma. Ma certo è che questa piazza chiede chiarezza sul futuro e sull’avanzamento del progetto che la società ha posto in essere. Che, comunque, ha riportato il Napoli laddove merita di stare. Insomma De Laurentiis dovrà dire, con la solita sincerità, cosa prevede la seconda parte del suo ciclo alla guida della nostra squadra. Senza dimenticare la questione stadio. de Magistris ha intenzione di coinvolgere cittadini e Calcio Napoli sull’area dove sorgerà l’impianto. Al sindaco ricordo che c'è un’altra Napoli dello sport e del calcio che regala grandi gioie. Penso al Napoli Calcio Femminile che ha stravinto il campionato di A2 ed è finalmente approdato nella massima serie. Le "tartarughine" cercano "casa" e sarebbe molto bello e significativo che anche loro potessero avere la possibilità di giocare la serie A nella città che con grande onore, e straordinari risultati, rappresentano in giro per il paese. Intanto speriamo che Catania e Inter...

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NAPOLI - PALERMO 2-0: SPIETATI

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BOLOGNA - NAPOLI 2-0: RANDELLATI

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empre attenti ai cambiamenti e alla ricerca delle novità nel 1998, da un’idea e anni di lavoro naque “il kakkabusc”, dolce a forma di ciambella con mandorle, frutta secca e babbà con spruzzata di rhum e crema con gusto forte e passionale. Un dolce oggi dedicato a Don Aurelio, ovvero Aurelio De Laurentiis, grazie alla sua forza d’urto espressa nei confronti delle massime autorità della Lega Calcio di serie A lo scorso agosto a Milano in occasione del sorteggio del campionato di calcio 2011/2012.

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COMUNQUE VADA È UN SUCCESSO Massimo Sparnelli

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na stagione positiva, comunque vada. Una crescita costante, con la ciliegina della splendida prima esperienza in Champions League. Il Napoli contro il Siena chiude il suo campionato che ha suscitato notevoli polemiche tra pubblico e addetti ai lavori. In caso di vittoria contro i toscani gli azzurri arriverebbero a quota 61 punti, nove in meno rispetto al precedente torneo. Nonostante questo indice negativo, il progetto di De Laurentiis cresce. E non solo per la finale di Coppa Italia o per l’exploit nella massima competizione continentale. Il parco giocatori si è ulteriormente valorizzato. Cavani si è confermato tra le più forti punte europee, Hamsik tra i migliori centrocampisti di serie A, così come Maggio, mentre Lavezzi, seppur a corrente alternata, è vicinissimo ad andare in doppia cifra. E se la difesa ha fatto segnare qualche passaggio a vuoto di troppo, la

società sarà pronta a intervenire nel prossimo mercato. Perché il Napoli migliora la qualità della rosa di anno in anno. Quella attuale è di sicuro la più competitiva dai tempi di Maradona. E la gestione De Laurentiis rappresenta l’unica luce dell’ultimo ventennio azzurro. I complimenti del ct Prandelli, in visita ai papabili azzurri a Castelvolturno, che vede il Napoli più avanti anche della sua Fiorentina che pure ha raggiunto anni fa gli ottavi di Champions League, sono l’ennesima prova del grande lavoro svolto da società, allenatore e calciatori. E che sarà perfezionato nei prossimi mesi, anche in caso di cessione di uno dei tenori. Probabile Lavezzi, quasi impossibile Hamsik o Cavani. Arriveranno un paio di rinforzi importanti per competere con Juve e le milanesi nel prossimo campionato. E per affrontare l’Europa League. A meno che l’ultimo turno non si colori d’azzurro…

CAMPIONATO NUOVO… O SQUADRA NUOVA? Luigi Alvino

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ologna-Napoli 2-0, Ma non eravamo tornati? No, era solo uno scherzo. Ora però pensiamo a cose positive e negative dell’annata. Tra le prime in senso assoluto è la grande esperienza che abbiamo acquisito in Champions, era ed è sicuramente importante sia per i giocatori, l’allenatore e per tutto lo staff. Ora sappiamo che cosa occorre per diventare una grande, e son sicuro che qualcuno prenderà i dovuti provvedimenti, certo si resta male a pensare che con il Bayern potevamo essere noi, è mancato poco, sì molto poco, Chelsea docet! Comunque vada, domenica prossima, in ogni caso finiremo nei primi cinque a meno di miracoli. Non badiamoci, pensiamo solo a battere il Siena, il resto lo valuteremo poi. Tornando alle cose belle, siamo in finale di Coppa Italia, e guarda caso, con la squadra Campione d’Italia, e anche questo è già un successo. Nei dettagli tecnici, siamo il terzo attacco del campionato (64), dopo Milan (72) e Juve (65). Altro dato importante è che abbiamo un

ottimo centrocampo, promossi a pieni voti Maggio, Inler e Gargano, da rivedere Dzemaili, svegliatosi a mezzo campionato. Tra le note dolenti c’è lo staff di Mazzarri, non all’altezza come lo scorso anno. Nelle ultime dieci partite la squadra ha avvertito un notevole calo come evidenziato da dichiarazioni del tecnico. Tra le dolenti note c’è la difesa e la differenza tra gol fatti e subiti è netta rispetto a Juventus e Milan. Dov’è il problema? Il modulo a 3 di Mazzarri, no, assolutamente no, le grandi d’Europa hanno quel modulo. Forse qualche centrocampista non ha coperto a sufficienza, e non solo. Speriamo che il presidente faccia tesoro degli errori di stagione e corra ai ripari. Comunque un grazie a tutti, abbiamo comunque passato un anno calcistico più che buono, ci auguriamo di migliorarlo e di divertirci di più, tutti i tifosi del Napoli, anche quelli sparsi nel mondo, meritano qualcosa di più, soprattutto perché quest’anno hanno dato qualcosa di più, loro sì… l’hanno dato.


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AGGRAPPATI AI GIOVANISSIMI Attilio Marchionne

GIOVANISSIMI NAZ.

Il campionato degli Allievi è ancora in corso. Manca l’ultima gara che vedrà gli azzurri impegnati, in casa, contro il Crotone (penultimo in classifica). Nell’ultimo match i ragazzi di Liguori hanno vinto sul campo della Juve Stabia per 3-1. Partita iniziata male, con la rete dopo pochi minuti di Farriciello. Ma al 26’ Barone impatta sull’1-1 e nella ripresa si scatena Tutino che sigla il vantaggio e si procura il rigore del 3-1, trasformato da Palmiero. Il Napoli tenterà di onorare al meglio anche l’ultima di campionato, anche se non ci sono obiettivi da raggiungere, dato che la squadra è al settimo posto ed è a ben 12 punti dal Palermo (quinto). Prossimo turno, Napoli – Crotone (13/5)

I ragazzi di Mollo erano chiamati all’impresa nella semifinale del campionato Berretti di A e B, dopo aver perso la gara d’andata, in casa dell’Inter, per 4-0. Gli azzurrini sono riusciti a vincere il match di ritorno per 1-0 con rete di Esposito, ma le occasioni e la spinta non sono stata tali da poter permettere di accendere la piccola speranza del ribaltone. L’annata, comunque, non può essere considerata deludente, anzi. Girone superato con facilità, primi turni vinti senza grossi problemi ma, alla fine, la differenza fisica e tecnica con la Berretti nerazzurra è stata troppo evidente e all’andata si è notata in modo palese. Grande plauso, però, al mister che, anche quest’anno, ha svolto un lavoro eccellente con questi ragazzi giocando anche un bel calcio.

ALLIEVI NAZ.

BERRETTI

La Primavera, dopo la splendida rimonta per conquistare la zona playoff, si è dovuta arrendere al Palermo che l’ha sconfitta per 4-1. Il risultato, però, è bugiardo. Il Napoli era riuscito a passare anche in vantaggio, grazie ad uno splendido gol, da notevole distanza, di Fornito. In chiusura di primo tempo pareggio dei rosanero. Secondo tempo dai ritmi blandi ed ecco i supplementari. Dopo pochi minuti del primo extra time ecco la svolta. L’arbitro espelle Allegra e gli azzurri vanno in blackout e in 5 minuti, subiscono ben 3 gol (doppietta di Bollino e Verdun). Qualche recriminazione da parte di Sormani e dei suoi ragazzi resta, anche se la stagione è stata comunque positiva, soprattutto nella fase finale, con una rimonta davvero incredibile. Speriamo che per l’anno prossimo si possa lottare per traguardi più elevati.

PRIMAVERA

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rimavera ormai fuori dai playoff, dopo la débacle (4-1) sul campo del Palermo. Stessa sorte, in semifinale, anche per la Berretti che vince 1-0 contro l’Inter, dopo la sconfitta rimediata a Milano per 4-0. Gli Allievi, che non parteciperanno ai playoff, hanno da disputare l’ultima gara di campionato, mentre i Giovanissimi sono in attesa di giocare l’andata dei sedicesimi di finale contro il Bari.

Dopo aver chiuso al primo posto il girone G, con ben 8 punti di vantaggio sulla seconda (Juve Stabia), la squadra azzurra si sta preparando in attesa dei match dei sedicesimi di finale, contro il Bari, che si disputeranno il 13 maggio (andata a Bari) e il 20 maggio (ritorno). Bari che ha disputato il girone H, classificandosi al quarto posto con 52 punti. I baresi hanno un’ottima solidità interna, con ben 7 vittorie, 5 pareggi e 1 sola sconfitta e un buon record esterno con 7 vittorie, 1 pareggio e 4 sconfitte. Sarà una doppia sfida avvincente, ma sicuramente alla portata degli azzurri.

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UN MIX DI VOLTI

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DEL VENERDÌ

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NOVE MESI DI

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NAPOLI CLUB CENT OLA - PALINURO

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IIS - VENEZIA NAPOLI CLUB DE LAURENT

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NAPOLI CLUB NAPOLI CLUB ABRUZZO AZZURRO NAPOLI FANS CLUB LONDON

NAPOLI CLUB NEW YORK

NAPOLI CLUB TOLEDO

NAPOLI CLUB GUARDIAGRELE NAPOLI CLUB LAGONEGRO

NAPOLI CLUB CERCOLA

NAPOLI CLUB BAIANO

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SPRING SUMMER COLLECTION 2012

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Cuore Azzurro N. 68 - 10 maggio 2012