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LA GUIDA DELLE CITTÀ PRINCIPALI DEL BANGLADESH


(2.199.590 abitanti; 4.050.000 ab. con l'agglomerato urbano) capoluogo dell'omonima Divisione amministrativa è situata presso la foce del fiume Karnafuli nel Golfo del Bengala. Seconda città del paese è ben collegata per strada, ferrovia e via fluviale alla capitale e grazie alla navigabilità del fiume è anche il maggior porto del Bangladesh (esportazioni di tè e iuta, importazioni di cereali e macchinari in genere). Chittagong conta numerose industrie favorite dall'energia prodotta da un'importante centrale idroelettrica sul fiume Karnafuli. Tra le più importanti ricordiamo quelle tessili (cotone e iuta), siderurgiche, chimiche (fertilizzanti), petrolchimiche, meccaniche, elettrotecniche, del cemento, della carta, alimentari e del tabacco. La città era nota fin dai primi secoli dell'era cristiana ed ebbe un'importanza marinara considerevole. Grosso centro commerciale era frequentato da arabi, arakanesi e, in seguito, dai portoghesi. Passò sotto varie dominazioni finché nel 1760 il Nawab del Bengala la cedette alla compagnia britannica delle Indie orientali. (811.500 abitanti; 1.500.000 ab. l'agglomerato urbano) si trova su un ramo del delta del Gange a circa 130km dalla capitale Dacca. È capoluogo dell'omonima Divisione amministrativa. È il più grande mercato agricolo della nazione per la produzione, lavorazione e commercio del riso ed inoltre per la canna da zucchero, lo iuta ed i semi oleosi. Khulna

(403.000 abitanti) è il capoluogo dell'omonima Divisione amministrativa ed è situata sulla riva sinistra del Gange vicino al confine con l'India. È un attivo mercato agricolo con industrie alimentari, meccaniche e del legno. Rajshahi

(oltre 200.000 abitanti) sul fiume Surma a circa 185km dalla capitale Dacca. Capoluogo dell'omonima Divisione amministrativa. Importante centro di raccolta e lavorazione del tè e del cotone conta anche alcune industrie alimentari e del legno. Sylhet


La Guida del clima Posto a cavallo del tropico del Cancro, il Bangladesh presenta un clima tropicale con inverni miti da ottobre a marzo, ed una stagione calda e umida da marzo a giugno. La stagione del monsone dura da giugno a ottobre e fornisce la maggior parte delle precipitazioni atmosferiche che cadono sul paese. Calamità naturali, quali inondazioni, cicloni tropicali, tornado, mareggiate, si verificano quasi ogni anno,[27] e si combinano con i danni provocati dalla deforestazione, dal degrado del suolo e dall’erosione. Si ricorda a questo proposito il disastro del novembre 1970 causato dal ciclone Bhola[28], nel quale persero la vita oltre 300.000 persone. Altre pesanti inondazioni sconvolsero il paese nel 1991 e nel 2007, in entrambi i casi con gravi perdite umane, villaggi distrutti con migliaia di senzatetto e coltivazioni gravemente sinistrate. Le temperature variano da una media di 21°C durante il giorno nella stagione fredda (raggiungendo i 10°C circa nelle ore notturne) a un massimo di 35/38°C durante la stagione calda.


LA GUIDA DEL DEMOGRAFIA La popolazione del Bangladesh è stimata in 150 milioni di abitanti, il che rende il paese il 7 º più popoloso del pianeta. Con una superficie di 144.000km², la densità è superiore ai 1.000 abitanti per km². Un confronto sorprendente è fatto in relazione alla che possiede una popolazione leggermente inferiore, anche se distribuita su una superficie di 17.500.000 di chilometri quadrati, cioè 120 volte più del Bangladesh. Ad eccezione di una manciata di città-stato, il Bangladesh ha la più alta densità di popolazione nel mondo.[37] Il paese registrò livelli di crescita della popolazione tra i più alti nel mondo tra gli anni ‘60 e ’70 del oX secol, quando gli abitanti crebbero da 50 a 90 milioni. Solo con la promozione del controllo delle nascite il tasso rallentò negli anni ’80. La popolazione è relativamente giovane, con la fascia di età tra 0-25 anni che assomma al 60% della popolazione totale, mentre solo il 3% ha un’età superiore ai 65 anni. L'aspettativa di vita è 63 anni per entrambi i sessi.Il maggior gruppo etnico è il bengalese, che comprende il 98% della popolazione.[39] Il resto è costituito per la maggior parte da migranti Binari e gruppi tribali indigeni. Ci sono tredici gruppi tribali situati nelle Chittagong Hill Tracts, il più popoloso dei quali sono i Chakma. Questa regione ha registrato tensioni etniche sin dalla nascita del Bangladesh.[40] I più grandi gruppi tribali al di fuori delle Chittagong Hill Tracts sono i Santhal e i Garo; altri sono i Kaibartta, Munda, Oraon, Zomi. La tratta di esseri umani è stato un problema persistente nel Bangladesh [41] e l'immigrazione clandestina è rimasta una causa di attrito con Birmania[42] e India.[43] La lingua bengalese è la lingua ufficiale del paese e la più utilizzata (così come nel Bengala Occidentale).[44] L'inglese è utilizzato come seconda lingua tra i media, nelle classi elevate [45] e nel campo dell'istruzione superiore.[45]Il tasso di alfabetizzazione in Bangladesh è del 41%, e secondo una stima 2004 dell'UNICEF, del 50% tra gli uomini e il 31% tra le donne


La guida del Economia Nonostante i continui sforzi nazionali e internazionali volti a migliorare l’economia del paese e le prospettive demografiche, il Bangladesh rimane una nazione in via di sviluppo. [29] Il suo reddito pro capite nel 2012 è stato di 1.963 $ (a parità del potere d'acquisto) rispetto ad una media mondiale di 11.750 $[2]. Un tempo la juta è stata il motore economico del paese. La sua quota di mercato nelle esportazioni del Bangladesh raggiunse l'apice dell’80% tra la Seconda guerra mondiale e la fine degli anni quaranta del XX secolo,[30] e ancora nei primi anni settanta rappresentava il 70% dei proventi dell’esportazione. Tuttavia i prodotti di polipropilene iniziarono via via a sostituire i prodotti di juta in tutto il mondo e il commercio di questo prodotto iniziò a diminuire. Tra le principali colture del Bangladesh vi è riso, tè e senape. Sebbene i due terzi della popolazione sia impegnata nell’ agricoltura, i tre quarti dei proventi delle esportazioni derivano dal settore dell' abbigliamento,[31] che ha iniziato ad attirare gli investitori stranieri negli anni ottanta incoraggiati dalla manodopera a basso costo. Nel 2002 l'industria in genere ha esportato prodotti per 5 miliardi di dollari americani.[32] L'industria occupava nello stesso periodo più di 3 milioni di lavoratori, il 90% dei quali donne.[33] Una quota sostanziale delle entrate di valuta estera derivano dalle rimesse degli emigrati. Tra gli ostacoli maggiori alla crescita economica vi sono i frequenti cicloni e inondazioni, l’inefficienza delle imprese di proprietà statale, la cattiva gestione delle infrastrutture portuali, la crescita della forzalavoro non assorbita dai posti di lavoro disponibili, l’uso inefficiente delle risorse energetiche (come gas naturale), con l’insufficiente approvvigionamento di materie prime, la lenta attuazione delle riforme economiche, e la corruzione. Un contributo significativo allo sviluppo dell'economia è venuto dalla diffusione del microcredito ad opera di Muhammad Yunus (Premio Nobel per la pace nel 2006) attraverso la Grameen Bank. Sul finire degli anni novanta la Grameen Bank aveva avuto 2,3 milioni di beneficiari, insieme ad ulteriori 2,5 milioni delle altre organizzazioni similari.[36] Al fine di potenziare la crescita economica, il governo ha istituito diverse zone speciali per attrarre investimenti stranieri. Queste sono gestite dal Bangladesh Export Processing Zone Authority.


GUIDA DEL GEOGRAFIA “BANGLADESH”

I resti di antiche civiltà nella regione del Bengala risalgono ad almeno quattromila anni fa,[5] quando la regione era abitata da popolazioni dravidiche, tibeto- burmano e austro-asiatiche. L'esatta origine della parola "Bangla" o "Bengala" è sconosciuto, anche se si ritiene che possa derivare da "Bang", la tribù di lingua dravidica che si stabilì in questo territorio intorno all'anno 1000 a.C.[ Dopo l'arrivo degli indo-ariani, si andò formando il regno di Gangaridai intorno al VII secolo a.C., che poi venne unificato con il Bihar sotto il dominio del Regno Magadha prima e dell’Impero Maurya poi. Il Bengala è stato in seguito parte del vasto Impero Gupta dal III al VI secolo d.C. Dopo il collasso dell’impero, Shashanka fondò un regno che ebbe però breve vita. Shashanka è considerato il primo re indipendente nella storia del Bangladesh. Dopo un periodo di anarchia, la dinastia Pala, buddhista, dominò la regione per quattrocento anni, seguita da un breve regno della dinastia indù Sena. L'Islam venne introdotto nel Bengala nel XII secolo da missionari sufi e le successive conquiste musulmane contribuirono alla diffusione di questa religione in tutta la regione.[7] Bakhtiar Khilji, un generale turco, sconfisse Lakshman Sen della dinastia Sena e conquistò gran parte del Bengala. La regione venne governata da dinastie di sultani e signori feudali nei successivi cento anni. Con il XVI secolo, l'Impero Moghul stese i suoi domini Bengala, e Dacca divenne un importante centro provinciale dell’amministrazione dell’impero. I commercianti europei arrivarono nel tardo XV secolo, e la loro influenza crebbe fino a quando la acquisì il controllo del Bengala in seguito alla battaglia di Plassey nel 1757.[8] La sanguinosa ribellione del 1857 portò al trasferimento di autorità alla corona, con un viceré britannico. [9] Nel corso della dominazione coloniale la carestia colpì il subcontinente indiano molte volte, compresa la Grande carestia del Bengala del 1943 che affamò più di 3 milioni di persone.[10 Tra il 1905 e il 1911, vi fu un fallito tentativo di separare la provincia del Bengala in due zone, con Dacca capitale della regione orientale.[11] Quando l'India venne divisa nel 1947, il Bengala venne spezzato in due lungo un confine religioso, con la induista, rimasta sotto il governo dell'India e la parte orientale, musulmana, congiunta al Pakistan come provincia chiamata Bengala orientale (poi ribattezzata Pakistan orientale), con una propria capitale a Dacca.[12]


LA GUIDA DEL MUSICHE E DANZE

La tradizione musicale del Bangladesh è basato sulla componente lirica (Baniprodhan), con un minimo accompagnamento strumentale. La tradizione Baul è un patrimonio unico della musica popolare, al quale si accompagnano numerose altre tradizioni musicali a carattere regionale. Gombhira, Bhatiali, Bhawaiya sono alcune delle più note forme musicali. La musica popolare del Bengala spesso è accompagnata dalla ektara, uno strumento con una sola corda. Altri strumenti comprendono i dotara, dhol, flauto e tabla. Il Bangladesh ha un attivo patrimonio all’interno della musica classica dell’India settentrionale. Allo stesso modo, le forme di danza traggono spunto dalle tradizioni popolari, in particolare quelle dei gruppi tribali, della più ampia tradizione della danza indiana.[58] Tra i principali cantanti figurano Abdul Jabbar, Shah Abdul Karim, Sabina Yasmin, Runa Laila, Mahmud-un-nabi, Mahbubul Haque Khan (February 28, 1950–June 5, 2011), known by his stage name Azam Khan, was a Bangladeshi pop singer.He was later addressed as Pop Guru of Bangladesh ,Baby Naznin, Sadi Mohammed, Fahmida Nabi, Kumar Biswajit, Elita, Habib Wahid, James, Ayub Bacciu, Hasan, Biplob, Bappa. Per la Categoria Danza Latino-Americano si ricordano nomi come Amargette Thiara, Ardep Mohammed e Daniel Abdulpelle campioni nazionali.


LA GUIDA DEL POLITICA ESTERA Il Bangladesh persegue una politica estera moderata che pone grande affidamento sulla diplomazia multinazionale, in particolare presso le Nazioni Unite. Nel 1974 il Bangladesh ha aderito sia al Commonwealth delle Nazioni, che alle Nazioni Unite e da allora è stato eletto per servire due mandati nel Consiglio di sicurezza nel 1978-1979 e 2000-2001. Negli anni ottanta il Bangladesh ha svolto un ruolo guida nella fondazione dell'Associazione sud-asiatica per la cooperazione regionale (SAARC), al fine di espandere le relazioni con gli altri stati asiatici del Sud. Dalla fondazione della SAARC nel 1985, il Bangladesh ha guidato nella veste di segretario generale in due occasioni. Le più importanti e complesse relazioni estere del paese sono con l' India e il Pakistan. Queste importanti relazioni sono dovute ai naturali legami storici e culturali e costituiscono una parte importante nella politica interna. Il rapporto con l'India inevitabilmente iniziò positivamente, grazie all'assistenza prestata al paese durante la guerra per l'indipendenza e durante la ricostruzione. Nel corso degli anni le relazioni tra i due paesi subirono fluttuazioni per una serie di motivi. Una grande fonte di tensione tra India e Bangladesh fu la Farakka Dam.[52] Nel 1975 l'India costruì una diga sul fiume Gange a 18km dal confine con il Bangladesh. Il Bangladesh ritenne che la diga deviasse importanti fonti idriche destinate al paese e costituisse una calamità naturale aggiuntiva, tra cui importanti conseguenze ecologiche.[52] D'altra parte l'India espresse preoccupazioni in merito ai possibili aiuti militari ai separatisti islamici lungo tutta la frontiera di 4.000km, così come al flusso di immigrati clandestini. [53] Ma alla riunione della SAARC nel 2007 le due nazioni si sono impegnate a lavorare in cooperazione in materia di sicurezza, economia e questioni di frontiera.[54] Il Bangladesh ha forti legami con la Cina, con la quale mantiene una forte cooperazione soprattutto in campo economico.


LA GUIDA DEL RELIGIONI La principale

praticata in Bangladesh è l'Islam (89,7%), e una considerevole minoranza aderisce all’induismo (9,2%)[48] Circa il 96% dei musulmani sono sunniti, il 3% sono sciiti e il restante ahmadiyya. Fra gli altri gruppi religiosi vi sono i buddhisti (0,7%, per la maggior parte Theravada), cristiani (0,3%, per la maggior parte cattolici), e animisti (0,1%). Vi è anche una piccolissima comunità di 195 testimoni di Geova.[49]Il Bangladesh è il quarto paese al mondo per numero di fedeli musulmani (130 milioni), dopo Indonesia, Pakistan e India. L'Islam è la religione di stato del Bangladesh, ma altre religioni possono essere praticate in armonia.[50] La Costituzione istituisce l'Islam come religione di Stato, ma prevede il diritto di pratica (con riserva di legge, dell'ordine pubblico, e della morale) verso le altre fedi.[51] religione


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