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FOGLIO MENSILE DI CITTADINANZA L’immagine qui a destra si chiama QR code e si tratta di una particolare immagine che, se inquadrata da uno smartphone o da un tablet, rimanda - grazie ad uno speciale software (di serie o scaricabile dagli store) ad una pagina web. Ad ogni numero ne dedicheremo uno ad una “realtà” di Formello. Inquadrate per scoprirlo... ;-)

Dicembre 2011 • Anno I • n.8

È gratis

“Forse non bastano per i risarcimenti”

I

Al Parco solo i soldi per “tirare avanti”

fornite dal servizio naturaliste,si legge nella relazione al bilancio di previsione adottato dal Parco - tale stanziamento è presumibilmente insufficiente a coprire il fabbisogno». Gli uffici, consapevoli di cosa possa significare questo in termini di conflitto sociale, hanno presentato un progetto di prevenzione dei danni alla Direzione regionale. Non che il Parco si fermi, però, perché quel che è in corso di realizzazione - tra cui il centro visite al Santuario del Sorbo o il recupero della vecchia Mola - sfrutta gli stanziamenti degli anni passati. Le attività vanno avanti con la collaborazione delle associazioni del territorio. Ma resta il fatto che i fondi regionali si sono ristretti sempre di più. Ogni anno fino al 2007 la Regione assegnava al Parco quasi mezzo milione di euro. Poi nel 2008 è scesa a 347 mila euro, quindi sempre di meno fino ai 259 mila per il 2012.

Foto:Giovanni Garofoli per Wikipedia

l Parco di Veio dal 2012 utilizzerà tutto il contributo ordinario regionale per le spese correnti di gestione. Tradotto: userà il denaro che gli assegna la Regione, dalla quale dipende, soprattutto per “sopravvivere”. Dei 210.500 euro delle spese di funzionamento 56.200 serviranno per l’indennità del commissario straordinario Massimo Pezzella, ed oltre 154 mila per pulizia sedi, bollette, benzina, affitti, abbonamenti eccetera. E le attività istituzionali? Niente. «A causa del drastico taglio del contributo regionale ordinario - affermano al Parco - non è stato possibile stanziare fondi in questo ambito». Per le attività promozionali non c’è neanche un centesimo. Si salva, ma per modo di dire, il fondo di 45 mila euro per il risarcimento dei danni causati alle colture agricole dalla fauna selvatica. «Alla luce delle richieste pervenute da parte di privati e delle relazioni

Teatro, la Regione non paga e gli spettatori si autotassano

Uno spettacolo teatrale

Racimolati 7500 euro, ed ora un recital per raccolta fondi Sara Rossi

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a stagione teatrale salvata dagli spettatori. Il pubblico affezionato al teatro Jean Pierre Velly di Formello ha aperto il portafoglio ed ha racimolato parte dei fondi necessari a garantire la stagione teatrale 20112012. Stagione, per la verità, che come ogni anno era stata finanziata - sulla carta - dalla Regione Lazio. Solo che, al momento di erogare i soldi per pagare le compagnie, i fondi sono “scomparsi”. La crisi finanziaria che ha coinvolto anche la Pisana non ha permesso di far arrivare all’ATCL, l’associazione teatrale tra i comuni del Lazio, la somma dei 12-15 mila euro destinati a Formello. Il paradosso è che questo ammanco è arrivato quando ormai

Ecco i Buddisti di Formello, meditazione e impegno sociale Si riuniscono nelle case “Molti si avvicinano alla pratica per il messaggio di pace”

Angelica Alemanno

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Il Buddismo, anche a Formello, apre le porte ad ogni nuovo arrivato. E’ Marialuisa, quattro figli, lunghi viaggi, a parlarci della “pratica”. Un dono spirituale che riesce a coltivare e condividere da 26 anni. In molti si alternano nel suo salotto formellese: persone che confluiscono da altri gruppi, avventori, amici, amici di amici. E non si tratta di un caso isolato. Il Buddismo della Soka Gakkai, il filone meno

ascetico e radicale e più aperto alla società, è forte in zona: l’Olgiata, Formello centro, Le Rughe, Cesano, fino a Campagnano di Roma. Così ogni giovedì sera in zona Prato La Corte nella casa gialla di Marialuisa la recitazione si fa melodia al suono di Nam-myoho-renghe kyo. «La curiosità è il miglior modo per avvicinarsi al buddismo», spiega Marialuisa. «E’ una filosofia di vita che suggerisce una “pratica” finalizzata al benessere spirituale, dei singoli per se stessi e per la collettività intera. I benefici sono innegabili» continua Marialuisa, che non ha mai smesso di praticare. Ha così affrontato e superato grandi sfide della vita. Ma come è possibile che il Buddismo sia in

APRE PALAZZO CHIGI Sabato 10 dicembre a partire dalle 11 fino alle 18 una serie di eventi accompagnerà l’inaugurazione di Palazzo Chigi con biblioteca e museo. Dalla sfilata dei costumi della Tirelli e calzature di Pompei a concerti, visite guidate a palazzo e torre, walk show di Urban Experience, merenda di Maripara della Pro Loco e infine un caffè in biblioteca con presentazione di libri.

continua espansione? «Quando ho cominciato a praticare era il 1985, a Roma eravamo una settantina in tutto. Oggi siamo tra 3 e 4 mila». I praticanti del Buddismo di Nichiren Daishonin del solo territorio di Formello sono una quarantina. Una decina di anni fa hanno portato la mostra dei 3 grandi maestri (Gandhi, Mather Luther King, Daisaku Ikeda)alla Sala Orsini del Centro Storico. Oggi sono impegnati a far conoscere una mostra per l’abolizione delle armi atomiche nel mondo che dal 2012 verrà ospitata nel Lazio. ( www. senzatomica.it.) Tra i gruppi che conosce Marialuisa anche quello di Marco Presta e Antonello Dose del Ruggito del Coniglio… ma loro sono in via Cortina D’Ampezzo. C’è speranza per l’umanità? «Ma certo, del resto è una delle religioni più diffuse e antiche. Chissà che la pace nel mondo non parta proprio da qui».

erano stati stampati tutti i manifesti, presentata la stagione teatrale e sottoscritti alcuni abbonamenti. La prima contromisura è stata quella di ridurre il numero delle serate per ciascuno spettacolo, eliminando dal cartellone il sabato. Ma in realtà quello a cui ci si trovava davanti non era una riduzione del contribu-

Venerdì16 dicembre uno spettacolo per salvare la stagione to, come era stato detto in un primo momento, bensì una vera e propria cancellazione. Ed allora è partita la mobilitazione: cittadini e “forestieri” hanno tirato fuori dalle tasche 7500 euro. Una somma cospicua, ma non sufficiente. E quindi il Comune di Formello - che già spende ogni anno 60 mila euro per funzionamento e manutenzione della struttura - ha deciso di promuiovere una iniziativa “benefica” per racimolare il resto dei denari. Il 16

dicembre prossimo, infatti, andrà in scena uno spettacolo “fuori cartellone” - “Un soffio di ponentino”, recital di canzoni e poesie romanesche e napoletane - con ingresso a sottoscrizione. Dall’incasso - se il teatro sarà riempito in ogni ordine di fila - si spera di ottenere quanto basta per coprire le spese necessarie a far partecipare tutte le compagnie previste al cartellone della stagione in corso. A conclusione di questa serie di spettacoli finanziati con il “fai da te”, il teatro diverrà un cantiere. Infatti partiranno in estate i lavori di ristrutturazione dell’edificio, i quali consentiranno di ampliare i camerini e migliorare l’acustica. Il paradosso è che questi interventi, che ammontano a circa 321 mila euro di finanziamento regionale più 32 mila del Comune, vengono posti in essere in vista di un utilizzo futuro che - stando a quanto trapela dalla Regione - si profila assai incerto. Infatti tra i tagli che saranno messi in campo, quelli alla cultura sembrano destinati ad essere i più cospicui.

CIOCCOLATO IN FESTA Il 16, 17 e 18 dicembre in viale Umberto I e ai giardini pubblici di Formello sarà tutta una festa di cioccolato. Promossa dalla Pro Loco, la manifestazione mette in mostra stand, laboratori e spettacoli dedicati a quello che gli antichi Maya chiamavano kakaw uhanal, ovvero “cibo degli Dei”. L’iniziativa a ridosso delle festività natalizie si presenta come una ghiotta novità per la cittadina.

Il calcio a 5 è Rapid

C’

è una novità tutta “formellese” nel campionato di serie D regionale di calcio a 5. Si tratta della ASD Rapid Veio, formazione calcistica che fa base presso il centro sportivo Time Out a Le Rughe. La squadra, nata quest’anno, milita nel girone H della serie e ha portato a casa, il 29 ottobre, terza giornata di campionato, la sua prima vittoria. Ed è stato quasi un derby, visto che il 6-4 su terreno domestico lo ha inflitto al Real Anguillara Ca5. Un risultato ottenuto contro una squadra che stava attraversando un buon momento di forma e che è stata fermata con grandissimo supporto dei tifosi. Alla quinta giornata, la squadra di Formello, ha dovuto fare i conti con la capolista, Lido di Ostia, che ospitata in casa si è affermata per 2-5. Ma certo per atleti il cui motto ricorrente è “Sudore Sacrificio Vittoria” non è questo che li fa perdere d’animo.

Tra i marcatori della Rapid Veio figuravano - alla quinta giornata - Pietro Petrini con 4 gol, quindi Federico De Angelis, Lorenzo Gambelli e Gianluca Piscedda con 2 realizzazioni ed infine - con una rete ciascuno - Giorgio Cavaceppi, Gianluca Panetta e Gianluca Piscedda. Il primo allenamento della squadra si è tenuto il 28 aprile scorso al campetto di viale Canada, ma sin da subito i calciatori hanno mostrato un loro tratto distintivo: la caparbietà. risultati tratti da calcioa5live.com

PRESEPE VIVENTE Il 6 gennaio, nel tardo pomeriggio, il centro storico di Formello torna ad ospitare il presepe vivente, quest’anno interpretato anche da figuranti adulti. La manifestazione, organizzata dalla Pro Loco, sarà affiancata dal 24 dicembre al 6 gennaio da una mostra-concorso di presepi nell’ex centro giovanile. La mostra è promossa da Pro Loco e BCC.


FOGLIO MENSILE DI CITTADINANZA Formello, un potenziale da sfruttare

I

La nuova discarica non lontana, in linea d’aria, da Formello

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Formello tira “aria” di discarica. Purtroppo. Sono 5 mila tonnellate i rifiuti prodotti ogni giorno da Roma, Fiumicino, Ciampino e Città del Vaticano. Più della metà di quelli del Lazio. Finora la massa di immondizia, indifferenziata per oltre il 75%, finiva a Malagrotta. Dal 31 dicembre la maxidiscarica dovrebbe chiudere e gli scarti finire, teoricamente per “soli” 36 mesi, a Quadro Alto, a Riano in una zona ricca di falde acquifere e case, e a Corcolle, nell’VIII Municipio, addirittura vicino Villa Adriana. Una bomba ecologica, quella di Riano, non lontana – in linea d’aria – da Formello. Anziché differenziare, riciclare e riusare i rifiuti, la Capitale evita di realizzare una seria raccolta differenziata “porta a porta”. L’Ama è ferma al 24, 3% di differenziata e pensa di arrivare al 50% nel 2018. Il resto? In discarica. Peccato che, al pari di altri comuni come Formello (nel primo trimestre 2011 al 60%), dovrebbe per legge essere almeno al 65% a fine 2012. Roma ha addirittura chiesto una deroga a questo obbligo di legge. E così si vogliono portare i rifiuti a Riano. Ma sia l’opposizione dei cittadini, degli ambientalisti e degli enti locali – tra cui il Comune di Formello – all’ordinanza del commissario straordinario, il prefetto Giuseppe Pecoraro, sia quella del proprietario dell’area (la stessa società che gestisce Malagrotta, che ha acquistato Quadro Alto poco tempo fa) che resiste all’espropriazione, potrebbero ostacolare l’inizio dei lavori. E Roma, per non varare la differen-

ziata porta a porta, rischia di finire in un’emergenza “stile Napoli”, una volta chiusa Malagrotta. Potrebbe esser decisa un’altra proroga, ma la megadiscarica è già stata causa per l’Italia di una condanna Ue per aver smaltito immon-

I cittadini si ribellano e dicono no alla politica dello smaltimento dizia non trattata. La stessa che, per insufficienza di impianti di trattamento, rischia ora di finire a Riano e Corcolle. Va aggiunto, infatti, che proprio a novembre sono stati sequestrati degli invasi “vuoti” di Testa di Cane, che servivano per gli inerti derivanti al trattamento della “monnezza”. Insomma, un vero e proprio rompicapo. Contro la soluzione del proble-

ma immondizia attraverso l’utilizzo delle discariche si è subito schierato il circolo di Formello di Legambiente, che - oltre ad aver partecipato a diverse manifestazioni a Roma e Riano - in occasione della festa di San Martino ha ospitato la presidente del comitato Rifiuti Zero Riano, Melania Tomolillo, leader di un movimentro che punta all’eliminazione totale degli scarti ed è promotore di una proposta di legge regionale di iniziativa popolare in questo senso ora all’esame della Pisana. Altri formellesi aderiscono invece al movimento Sos Riano, mentre la sede dell’Archeoclub di Formello ha ospitato una relazione informativa di un tecnico sull’inadeguatezza di Quadro Alto. Per il no si è espressa anche la conferenza dei 18 sindaci del territorio, Formello incluso. Sulla dubbia credibilità, poi, dei dati usati per scegliere Riano sono intervenuti pure “Le Iene” e Tg1.

Il nuovo parroco: “Iniziamo a conoscerci”

E’

da più di un mese parroco di Formello, il suo ingresso ufficiale è avvenuto il 30 ottobre scorso, e don Marc Kantusgeko sta pian piano prendendo contatto con la realtà locale. Viene dal Burundi e da 15 anni è in Italia, praticamente da quando nel suo Paese – interessato dalle lotte tra hutu e tutsi – si è verificata una delle più acute crisi politiche e razziali. E’ stato viceparroco a Soriano del Cimino per 10 anni e dal 2008 ha ricoperto lo stesso ruolo a Capranica. Ha vissuto per un po’ a Formello, ospite del predecessore don Luigi, prima di assumere l’incarico di guida della parrocchia di S. Lorenzo. Ed ora è nel pieno delle sue funzioni. Quale atteggiamento intende assumere di fronte alle “tradizioni” formellesi? «Per ora non conosco bene il territorio e dal passaggio di consegne con don Luigi ho preso atto di quello che c’è e di quanto era già previsto. Perciò per il momento mi atterrò a quanto la comunità si aspetta. Così facendo avrò modo, interagendo con i Formellesi, di rendermi

conto delle ricchezze e delle mancanze della comunità». Cosa intende fare nel futuro prossimo? «Siamo ancora nella fase di apprendimento e di conoscenza reciproca. Solo il tempo, l’esperienza e lo Spirito Santo mi indicheranno dove il popolo avrà bisogno di crescere di più». Ha comunque un obiettivo immediato che vorrebbe perseguire? «Oltre a quello dell’Evangelizzazione, primario e sempre presente nel ruolo che svolgo, vorrei poter tenere i giovani vicini alla Chiesa e non vorrei che sparissero dopo la Cresima. Ci sono già fedeli pronti a camminare con me in questo progetto. Vorremmo far sentire ai ragazzi che la Chiesa è una grande famiglia a cui tutti noi già apparteniamo. Una famiglia dove si sentano accolti in qualsiasi momento, una famiglia però, che oltre alla sua realtà umana, possiede e coltiva anche una realtà spirituale». v.m.

Findiferro

Secessione spetazzista

Findiferro

Un rapporto dei servizi segreti del Parco di Veio rivela “crescenti tensioni secessionistiche nel comune di Formello”. Il passaggio all’opposizione della Lega Nord avrebbe liberato anche le pulsioni separatiste della frazione formellese di La Spetazza. La rivendicazione degli Spetazzisti, che si distinguono per indossare sempre almeno un calzino fucsia, è semplice: poiché da soli producono non meno del 21% dell’indifferenziato comunale, esigono di esprimere un sindaco almeno tutti i mercoledì dalle 8,30 alle 13 e senza pagare i parcometri. “Crediamo di non chiedere troppo” dice un comunicato “ci sentiamo trascurati, di notte le civette non ci fanno dormire, di giorno

al lavoro non rendiamo e ci licenziano, abbiamo famiglie sul lastrico e tutto questo perché il Comune non interviene”. Secondo alcuni, però, i Calzini fucsia non avrebbero tutti i torti. A La Spetazza manca tutto –una sede ministeriale, uno stadio, un lungomare con delle belle palme- e nell’acqua ci sarebbe meno sabbia che altrove. “Con quella sabbia si potrebbe fare una spiaggia” prosegue il comunicato. “Perché a Formello i bambini possono giocare nella propria vasca da bagno con paletta e secchiello e a La Spetazza non arriviamo a riempire il bidè?” Le forze politiche si stanno attrezzando per intercettare questa preziosa area di malcontento, e qualcuno già parla di garantire loro almeno il 21% delle buche stradali.

“Disegniamo il nostro futuro”

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ormello disegna il proprio futuro. Ma per farlo non ha deciso di affidarsi ad un unica testa, ad una ristretta èlite o a qualche gruppo di potere, di quelli che magari fanno il bello e il cattivo tempo. Formello invece si interrogherà su se stessa, riunendo attorno ad un unico tavolo associazioni, comitati, cooperative, sindacati, rappresentanze di categoria e di quartiere, organizzazioni di volontariato, parrocchie e singoli cittadini. Si tratta di “Formello come la vogliamo”, un’iniziativa varata lo scorso 17 novembre dal Comuneal Teatro Velly con lo scopo di arrivare alla stesura di un Progetto di sviluppo locale da consegnare a chi - chiunque egli sia - si insedierà al governo della cittadina nei prossimi anni. «Questo documento - spiega l’assessore Sergio Celestino, promotore dell’iniziativa - potrà avere molteplici usi: potrà fungere da documento di indirizzo per le future varianti al piano regolatore, potrà essere una mappa delle priorità per i programmi pluriennali dei lavori pubblici, per i piani di politiche so-

ciali o culturali; ma soprattutto, dovrà essere occasione di crescita e socializzazione per tutti i partecipanti». Insomma, una spinta alla costruzione di quel tessuto sociale e all’acqui-

sizione di quell’identità collettiva, di chi sa dove andare e cosa vuol fare, alla base della rinascita di città come Torino o i comuni toscani. Il percorso partecipativo prevede tre incontri ad invito, il primo sarà il 6 dicembre, nei quali i partecipanti faranno emergere problemi e proposte per arrivare, entro il 28 febbraio, alla presentazione del progetto di sviluppo. Un’iniziativa di programmazione a medio termine che da qui a 10 anni punta a disegnare in maniera condivisa il futuro di Formello.

Anno I • Dicembre 2011 Direttrice responsabile

Angelica Alemanno

Redazione

Valentina Caserio

Hanno collaborato Fotografa

Findiferro, Sara Rossi, Ilaria Canali, Valentina Maccari Valentina Maccari

Progetto grafico e impaginazione

Paolina Simonpietri

Stampa

Miligraf Srl Via degli Olmetti, 36 00060 Zona Industriale Formello (Roma) Tel. 069075142 Fax 0690400189 marketing@miligraf.it www.miligraf.it

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Sede

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Chiuso in redazione il 24 Novembre 2011 Reg. Trib. Roma n. 178/2011 Carta riciclabile e senza cloro - ECF

Angelica Alemanno

1948

Purtroppo quest’anno, dopo cinquant’anni di sacerdozio, muore don Anastasio Bonafede. Tutti i nostri concittadini si sono recati a portare omaggio alla salma che per volere dei familiari giace sul letto accanto alla bara, in una stanza spoglia ma riscaldata dall’affetto dei fedeli. Il frate è stato incaricato di vegliare sul morto. Come sapete il frate viene da un monastero e non disdegna, in cambio dei suoi servigi, cibo e vino portati in omaggio dai suoi concittadini. Aveva promesso di stare allerta tutta la notte. Che volete, solo un

uomo solitario come lui può accettare un tal peso nei giorni di festa. Ma sentite cosa accadde. Dopo tanto lavoro, con ancora in bocca il sapore alcolico della festa di San Martino, gli abitanti di Formello si stanno preparando ad onorare il Natale. Da sempre ormai le feste comandate segnano il ritmo del tempo, alternando il duro lavoro alla gioia di condividere gli spazi comuni. Dall’inizio della novena fino alla vigilia, la Banda del paese, ogni sera, fa il giro delle vie suonando arie allegre e malinconiche a un tempo… Il frate se ne sta come promesso in piedi accanto a don Anastasio, cullato dalle note degli ottoni. Quando, preso dalla stanchezza, si addormenta. Alle prime luci dell’alba mancava

solo l’autista della corriera a porgere omaggio al sacerdote, e poiché alle 5 partiva la prima corsa per Roma, si recò che era ancora buio a salutare la salma. Era solo e mal gliene incolse quando, recitando una preghiera a mezza voce, vide la salma uscire dalla bara sbadigliando. Era il frate, ma non il morto, bensì quel tipo alticcio che scelse un posto caldo per un riposo che non voleva affatto essere eterno. “Buon Natale!” gridò il frate all’autista, che intanto fuggiva a gambe levate. (Liberamente ispirato ad un evento realmente accaduto durante la veglia per Don Anastasio nel 1948. Cfr. “Radici e tradizioni contadine nel Territorio di Formello” Edito dall’Istituto Comprensivo).

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Immagine: Land of Nod Studio’s

l recente successo della festa di San Martino dovrebbe riportare d’attualità la discussione sull’identità di Formello. Mentre i cosiddetti ‘centri esterni’, come si chiamavano una volta - per prima Le Rughe - cominciano a sviluppare forme di auto organizzazione e di associazionismo fino a qualche anno fa impensabili, mentre l’area produttiva di Olmetti tenta di reagire alla crisi specializzandosi in alcuni settori come l’audiovisivo, Formello centro pare dover trovare ancora una sua ‘bussola’. Non che gliene manchino i numeri: chi visita il centro storico per la prima volta, ne rimane generalmente colpito assai favorevolmente (spesso capita di sentir dire “Sembra un paese della Toscana”); un crescente flusso di turisti stranieri la attraversa a piedi lungo la via Francigena; la prossima apertura di palazzo Chigi darà impulso alla frequentazione di un’utenza con domanda di servizi culturali, tra cui già si annoverano teatro e Centro per l’incisione. Eppure qualcosa ancora sembra mancare. Il tessuto sociale, cioè la rete del commercio al dettaglio, l’offerta ricettiva, la ristorazione e la cittadinanza in genere, non sembra aver ancora elaborato in sé una vocazione capace di dare vita a nuove forme di attività economiche e di identità collettiva. Certo occorre tempo e, forse, anche qualche iniziativa che incominci a decollare in modo più convincente: che il nuovo museo si riveli davvero in grado di attirare nuova utenza, o che arrivi il tanto atteso ‘exploit’ della Francigena; e sicuramente, che non chiuda la stagione teatrale, orfana dei fondi regionali. Ma proprio teatro e Francigena illustrano un limite strutturale del nostro centro urbano: nessuno sconto o promozione per pellegrini, scarsi servizi, bar e ristoranti chiusi all’uscita degli spettacoli. Crediamo che Formello debba interrogarsi più a fondo sull’opportunità di guardare alla vocazione culturale come orizzonte futuro, mostrando attitudini di creatività e intraprendenza. Anche così potrà salvarsi dall’orizzonte di ‘dormitorio’.

A Roma non si fa la differenziata? “Allora portiamo i rifiuti a Riano”


L'Aguzzo n.8 dicembre 2011  

Foglio mensile di cittadinanza

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