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Newsletter di Progetto - Numero 2

Anno 2007 - Numero Unico

A Favara “... c’è voglia di partecipazione ...” A distanza di poche settimane dalla conclusione della prima fase del Forum, le intervista di Umberto Re prime impressioni del Sindaco Lorenzo Airò Sindaco, nelle scorse settimane si è conclusa la fase di avvio del Forum per lo Sviluppo, l’iniziativa centrale del Progetto Agorà dei diritti: in attesa che vengano presentati i risultati dallo staff tecnico del progetto, quali sono le sue prime valutazioni in merito alla validità di questa originale esperienza di costruzione partecipata delle politiche di sviluppo?

La prima sensazione è che c'è voglia di partecipazione, di rendersi artefici del futuro della città. Un bisogno sincero, assolutamente scevro da alchimie partitiche o da tattiche e appartenenze politiche che spesso frenano lo sviluppo della comunità. C'è il desiderio di ridisegnare una città che, senza tradire le sue origini, il suo passato, le sue tradizioni, si metta al passo con i tempi. Tempi in cui o si è competitivi o si è destinati a soccombere. Nell’ambito dei Tavoli di lavoro del Forum sono stati coinvolti svariati soggetti del territorio, sia a titolo individuale che in rappresentanza delle organizzazioni sociali del territorio (circa 170 durante tutto il percorso progettuale finora svolto). Una delle questioni principali emerse dai Tavoli fa riferimento alla necessità di creare strumenti più stabili di concertazione delle politiche in cui sia garantita anche una maggiore presenza da parte dei soggetti istituzionali: ritiene che una “istituzionalizzazione” del Forum possa essere una soluzione valida per dare maggiore efficacia e forza alla partecipazione, oppure valuta che gli strumenti attualmente esistenti possano essere sufficienti in questo senso?

L'esperienza del Forum è stata positiva perché ha dato a tanti la possibilità di

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L’esperienza del 1° Forum per lo Sviluppo: buona la ri sposta del territorio, ma ancora tanto lavoro da fare

Si conclude la fase di avvio del Forum e dei Tavoli di Lavoro: gli attori lolocali chiedono, prima di tutto, competenze ed efficienza a chi deve gover nare lo sviluppo. Adesso la parola passa agli attori istituzionali

Con lʼincontro del 26 marzo scorso si è conclusa lʼattività dei Tavoli di Lavoro, attraverso cui gli attori locali partecipanti hanno avuto la possibilità di esprimere le loro posizioni in merito alle prospettive di sviluppo da dare al nostro territorio ed ai principali ostacoli che bisogna affrontare per costruire il Piano Strategico. In tutto sono stai 6 gli incontri di lavoro realizzati in questa prima fase del Forum per lo Sviluppo, nellʼambito dei quali hanno preso parte numerosi soggetti del territorio, la maggior parte intervenuti in rappresentanza di organizzazioni sociali, ordini professionali e pubbliche amministrazioni. In attesa di un esame più dettagliato dei risultati emersi dai Tavoli (che presenteremo non appena sarà conclusa la fase di elaborazione), ci sembra intanto utile proporre, a caldo, alcuni primi elementi di valutazione in relazione a questa esperienza.

Per iniziare, qualche cenno sul livello di partecipazione degli “attori locali”, che ci sembra soddisfacente rispetto agli obiettivi che ci eravamo prefissati: escludendo i partecipanti agli incontri realizzati nella fase di preparazione del Forum, abbiamo registrato, infatti, lʼadesione di circa 50 soggetti in rappresentanza di circa 30 organizzazioni di livello locale e provinciale. 150, orientativamente, le “presenze” nellʼambito di tutti gli incontri. Tali numeri rappresentano, a nostro

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di Giusy Amella e Fabrizio Alaimo

www.agoradeidiritti.it

prove di dialogo on line tra la città ed il Comune per un’Amministrazione più attenta ai bisogni del cittadino Il primo sito web istituzionale per consentire il dialogo tra i cittadini e lʼAmministrazione è adesso una realtà.

Il sito www.agoradeidiritti.it infatti, è stato ufficialmente attivato nel novembre del 2006 con lo scopo di promuovere la comunicazione e lʼinformazione on line tra la cittadinanza ed il Comune, soprattutto sui temi che riguardano lo sviluppo del territorio, la vivibilità urbana e la qualità dei servizi pubblici. Cosa offre il sito web alla città e quali cambiamenti può determinare lʼesistenza di uno strumento del genere nellʼorganizzazione pubblica?

www.agoradeidiritti.it, in primo luogo, serve ad offrire informazioni ai cittadini: sulle attività del progetto Agorà dei diritti, sul Forum per lo sviluppo e su altre iniziative del Comune attinenti le politiche di sviluppo per la città: quindi uno strumento di trasparenza, essenziale per rinsaldare il rapporto di fiducia tra i cittadini e la Pubblica Amministrazione, per stimolare lʼinteresse verso i problemi della città e per consentire lo sviluppo di una maggior consapevolezza sullʼoperato della politica e dellʼamministrazione pubblica.

Il sito, inoltre, è uno strumento di ascolto e dialogo tra i cittadini ed il Comune: il cittadino oltre ad essere informato, ha anche la necessità di “dire la propria”, di farsi sentire e di avere un riscontro diretto rispetto ai suoi specifici bisogni di informazione. Per questo nellʼambito del sito abbiamo attivato il servizio “Il Comune risponde”, una “casella postale” elettronica attraverso cui poter scrivere al Sindaco e agli Assessori Comunali, ricevendo una risposta pubblica nelle pagine stesse del sito. Una novità assoluta nel panorama delle amministrazioni del nostro territorio, un ulteriore strumento per accorciare le di-


Quale sviluppo è possibile? La parola agli attori del territorio

Dalle testimonianze dirette e dalle esperienze di alcuni attori dello sviluppo, le prime indicazioni per una visione di sviluppo condivisa

a cura di Fabrizio Alaimo

Quando una città ed un territorio decidono di avviare un percorso di pianificazione strategica dello sviluppo, così come sta succedendo a Favara e nei comuni dellʼagrigentino, il primo problema che ci si deve porre è quello di capire verso quale “direzione” e verso quali obiettivi deve andare lo sviluppo del territorio: in pratica scegliere su quali risorse od opportunità è meglio puntare per attivare processi di sviluppo in grado di garantire risultati efficaci. Quale sviluppo è necessario? Quale sviluppo è possibile? Quali risorse e quali ostacoli intravedi in questa direzione? Insomma, quale “visione” di sviluppo hai in mente per il futuro di questo territorio e di questa città? Rispondere a queste domande non è certo semplice, considerata la molteplicità di interessi. Valutare le diverse posizioni in campo però è fondamentale, non solo per capire la reale “disponibilità” degli attori locali ad impegnarsi in un processo di cambiamento sociale ed economico, ma anche per individuare attorno quali obiettivi questi stessi attori possono essere meglio motivati e coinvolti. Eʼ con questo intento che, nellʼambito del progetto Agorà dei diritti, è stata realizzata unʼindagine di ascolto del territorio, al fine di far emergere le proposte di cambiamento e le aspettative che provengono direttamente dai diversi protagonisti dello sviluppo. Lʼindagine è stata svolta attraverso una particolare metodologia di ricerca, denominata “outreach”, realizzando 10 interviste in profondità con altrettanti “testimoni privilegiati” operanti nei diversi ambiti del contesto sociale ed economico della nostra realtà territoriale. Dalle risposte fornite dagli intervistati abbiamo tratto alcune prime indicazioni ed orientamenti di fondo che è opportuno tenere in considerazione se si vuole costruire una proposta di sviluppo e di Piano Strategico quanto più rispondente alle attese ed ai bisogni che esprime il territorio e la comunità locale. Dalla relazione finale sui risultati emersi dallʼindagine (realizzata dalla Società Avventura Urbana di Torino), riportiamo alcuni elementi di sintesi che riguardano le proposte di sviluppo per il futuro e le potenzialità su cui investire per lo sviluppo attraverso lo strumento del Piano Strategico.

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L’ATTIVITÀ DI INDAGINE Lʼindagine (realizzata utilizzando la metodologia aut-reach) è stata svolta tra il 22 ed il 25 novembre del 2006, attraverso la somministrazione di 10 interviste in profondità a 10 soggetti del territorio.

I soggetti sono stati individuati dalla società incaricata di realizzare lʼindagine, sulla base di una rosa di nominativi forniti dallo staff di progetto e definita in funzione dei seguenti criteri:

rappresentatività dei diversi ambiti di interesse professionale e lavorativo; rilevanza delle specifiche esperienze o competenze; rappresentatività di categorie sociali ed economiche.

Per entrambe le questioni i soggetti intervistati sono stati invitati ad esprimersi non solo in relazione al contesto del Comune di Favara, ma anche alla sua area territoriale di riferimento.

Soggetti intervistati

Antonio Liotta, presidente dell’associazione Medinova e direttore della Clinica del Dolore;

Massimiliano Mauro, direttore dell’ Istituto di Credito Banca Popolare Sant’Angelo;

Lucia Collura, esponente

del volontariato cattolico di Favara, ex membro della Consulta Cittadina Pastorale Giovanile;

Mimmo Alessi, membro

dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Agrigento 22 novembre 2006;

Luigi Sferrazza, membro

CDA Ato-rifiuti e membro della Commissione per la Partecipazione del Consiglio Comunale di Favara;

Stefano Pecoraro, direttore dell’Unione degli Industriali della Provincia di Agrigento;

Rosario Manganella, insegnante presso il Primo Circolo Didattico e membroi del Movimento per la Rinascita Di Favara;

Franco Criscenzo, Dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale di Favara e responsabile del Gruppo di Progettazione del Piano Regolatore;

Mariella Lo Bello, segretaria

SPI-CGIL Agrigento;

Piero Giglione, segretario

CNA Agrigento.


La sintesi delle indicazioni emerse

Investire nel campo dello sviluppo imprenditoriale, a parere della maggior parte degli intervistati, significa fare un lavoro di tipo culturale, “cambiare le teste”, cominciare a finanziare progetti innovativi anziché appiattirsi su forme di finanziamento date a progetti specifici che non hanno dietro unʼidea di sviluppo. Sarebbe auspicabile che lʼente pubblico sostenesse le forme di imprenditorialità più innovativa, dal momento che con lʼattuale sistema i finanziamenti vanno principalmente a chi già dispone di un capitale, e vengono generalmente investiti nel “sicuro” settore edilizio. È fondamentale, quindi, sganciarsi dalla “cultura del mattone”, cioè smettere di investire unicamente nel settore edilizio. È necessario inoltre fare formazione alle imprese, individuando un soggetto in grado di fare formazione e dare informazioni alle aziende. La Pubblica Amministrazione dovrebbe sostenere reti, consorzi e cooperative.

Politiche di sostenibilità ambientale

È necessario imparare a riutilizzare in chiave sostenibile lʼacqua che proviene dalle piogge invernali, promuovendo tecnologie innovative che consentano unʼottimizzazione delle risorse. Potrebbe essere utile diversificare lʼuso dellʼacqua, utilizzando lʼacqua potabile per le città e quella di riuso per le attività industriali ed agricole.

Valorizzare risorse naturali ed enogastronomiche e cultura tradizionale

È auspicabile a parere di molti che siano valorizzati lʼartigianato, e le tipicità del territorio. Due esempi nel campo della gastronomia: Agnello Pasquale e pane di Favara.

Rilanciare l’agricoltura

È opportuno secondo molti, in stretta relazione allo sviluppo turistico, ripensare ad uno sviluppo “sostenibile” e qualificante dellʼagricoltura. A Joppolo il settore dellʼagricoltura è abbastanza redditizio, sarebbe quindi opportuno ipotizzare una verifica della possibilità di esportare il modello.

La raccolta differenziata

Alcuni propongono di ragionare sul sistema di raccolta differenziata, valutando le possibilità offerte dal sistema di raccolta porta a porta. “I centri storici con le loro viuzze rimangono il massimo della modernità del vivere la città; ed in quei luoghi il porta a porta è ottimale”3.

Snellire l’iter burocratico

Molti lamentano lʼeccessiva farraginosità della macchina amministrativa. È necessario partire quindi dalla “modernizzazione della macchina amministrativa”, investendo nella comunicazione intersettoriale, monitorando lʼefficienza dei settori e le capacità progettuale degli uffici. È parere di molti che sia necessario alleggerire gli iter burocratici, dare certezze, unificare i punti di riferimento per il cittadino e moltiplicarli sul territorio; tutto ciò potrebbe avere interessanti risvolti sullo sviluppo: “cʼè gente in giro per il mondo, pronta ad investire, ma le pratiche non devono scoraggiarli”.

Sviluppo economico

anche se i livelli di competitività raggiunti dalle imprese non sono considerati da molti soddisfacenti. Sarebbe inoltre opportuno attrarre nuovi investimenti: “qualunque scenario può essere prefigurato solo se ci si impegna prima a dare una risposta alla seguente domanda: perchè gli investitori dovrebbero venire ad investire ad Agrigento?”.

POTENZIALITÀ SU CUI INVESTIRE PER LO SVILUPPO FUTURO

le questioni Prioritarie

Progettualità e imprese di carattere innovativo

È auspicabile investire sullʼartigianato (competenze, prodotti, know-how, ecc.), per favorire lo sviluppo economico del territorio e contemporaneamente favorire una ricostruzione identitaria, nellʼottica di una riscoperta delle tradizioni. Si è investito molto, negli anni scorsi, sul versante dello sviluppo industriale,

I CONTENUTI EMERSI

Attraverso le interviste realizzate, due i temi chiave rispetto ai quali abbiamo cercato di stimolare le riflessioni dei soggetti intervista: le questioni da affrontare in via prioritaria e le potenzialità su cui investire per lo sviluppo. Da questi elementi bisogna necessariamente partire per disegnare una visione di sviluppo realmente perseguibile. Di seguito riportiamo schematicamente a sintesi quanto emerso nel corso delle interviste.

Sviluppo turistico

Molti sostengono la necessità di investire su un turismo di nicchia che valorizzi le risorse artigianali ed enogastronomiche (enologia, olio, ecc.) del territorio, progettando per esempio percorsi ed itinerari enogastronomici che valorizzino i prodotti tipici. È auspicabile favorire la creazione di una filiera turistica, investendo sulla ricettività e sullʼaccoglienza turistica, allo scopo di rafforzare le potenzialità competitive delle imprese.

Infrastrutture

Sarebbe necessario trovare infrastrutture di collegamento fra Villaggio Mosè, lʼarea Industriale di Porto Empedocle (da potenziare come porto commerciale) e lʼarea ASI: tutte le realtà economiche del territorio dovrebbero essere messe in rete. È fondamentale infine potenziare le infrastrutture di collegamento. Turismo Emerge una serie di indicazioni che possono essere sintetizzate nel seguente elenco: Il turismo deve contare sugli imprenditori e su un sistema infrastrutturale ben fatto. Deve essere al contempo di tipo culturale e sui prodotti tipici, intrecciando i due filoni. Tour paesaggistici: valorizzazione dei centri storici e dei prodotti locali, puntando su una riscoperta della cultura dei luoghi e proponendo percorsi enogastronomici. Recupero centri storici: non bisogna aver paura di demolire, ove necessario, per poi valutare lʼopportunità di ricostruire o di realizzare spazi verdi o parcheggi. “Per fare questo serve più elasticità nelle ristrutturazioni” 5. Sviluppare un turismo di completamento ad Agrigento, tramite la valorizzazione e rivitalizzazione dei centri storici, con piccole botteghe artigiane. Sviluppare, in definitiva, una sorta di “civicoturismo”. Presenza del Palacongressi: qualcuno propone di valorizzarlo attraverso la promozione di un turismo di tipo congressuale6. Favara Comitini ed Aragona sono collegati dalle miniere che possono diventare siti di interesse: cultura e turismo si dovrebbero intrecciare in un unico processo. Sistema di masserie: buoni potenziali per agriturismi. È necessario tornare a vivere ed abitare il territorio: le strade che dovevano servire per lʼagricoltura possono diventare percorsi turistici. “Le gialle valli dello zolfo”, programma di promozione del turismo della città di Favara, dovrebbe essere esteso agli altri comuni del Piano Strategico. Porto Empedocle come porticciolo turistico: a Porto Empedocle cʼè anche la casa di Pirandello, quindi bisogna fare molta attenzione a come sia possibile far convivere il porto commerciale con la vocazione turistica del comune. Una provocazione: “il rigassificatore porterebbe posti di lavoro immediati, il,turismo no.

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Il Progetto ed il Forum in numeri

Chi sono e che caratteristiche hanno i soggetti interessati a partecipare allo sviluppo della città? Da alcuni dati le prime indicazioni sul pubblico coinvolto dal progetto.

a cura di Giusy Amella

Significativa e soddisfacente la partecipazione dei soggetti del territorio alle attività di Agorà dei diritti. Interessante ci pare analizzare alcuni dati relativi alla partecipazione degli attori locali, distinguendo le attività finora realizzate in due grandi fasi: una prima fase, nella quale sono stati realizzati numerosi incontri con i soggetti del territorio, che ha avuto lʼobiettivo di informare e condividere le finalità ed i contenuti del progetto, sia con i dipendenti e gli organi politici (Giunta e Consiglio Comunale), sia con i cittadini. Una seconda fase, che rappresenta il cuore del progetto, il Forum per lo sviluppo, finalizzato alla

elaborazione della Proposta condivisa di orientamento per il Piano Strategico dʼarea vasta “Dal governo del territorio alla governance dello sviluppo”, promosso dal Comune di Favara e dai Comuni dellʼinterland agrigentino; tale fase si è articolata in un tavolo di avvio delle attività -svoltosi nel novembre scorso- e in due sessioni di Tavoli Tematici di Lavoro - svoltisi nei mesi di febbraio e marzo- sui seguenti argomenti: “Ambiente e assetto urbanistico e territoriale”, “Politiche di welfare urbano, promozione culturale e sociale”, “Sviluppo economico, formazione e politiche per il lavoro”.

Ecco, dunque, alcuni dati che descrivono come si è articolata la partecipazione e la presenza degli attori del territorio alle attività del progetto. I soggetti che hanno partecipato complessivamente agli incontri finora realizzati nellʼambito del progetto ETTORE DI APPARTENENZA DEI SOGGETTI sono stati 163, di cui 88 hanno preso parte alle attività PARTECIPANTI A TUTTI GLI INCONTRI DEL PROGETTO del Forum per lo sviluppo e dei Tavoli Tematici di LaSettore voro. Settore privato Con riferimento al settore di appartenenza – pubblico pubblico/privato – si è registrata una prevalenza dei soggetti del settore pubblico, se si fa riferimento a tutti gli incontri di progetto (dato derivante soprattutto dalla presenza dei soggetti facenti capo al Comune di Favara negli incontri precedenti il Forum), mentre nel Forum ha partecipato in modo più prevalente il settore privato.

S

47%

53%

Le stesse motivazioni spiegano lʼarticolazione della tipologia dei soggetti partecipanti, che vede una prevalenza dei soggetti appartenenti al Comune di Favara, seguiti dai soggetti delle Associazioni, se si considerano tutti gli incontri realizzati, mentre prevalgono i soggetti che hanno partecipato a titolo individuale, seguiti dalle Associazioni, se consideriamo soltanto il Forum.

Sempre per le stesse ragioni, se si analizza lʼambito territoriale di appartenenza, prevale lʼambito locale per tutte le attività del progetto, mentre la partecipazione dei soggetti appartenenti ad un ambito sovra locale supera quella dei soggetti di ambito locale (Favara) nellʼambito delle attività del Forum.

Se analizziamo la professione svolta dagli attori partecipanti, i dipendenti pubblici rappresentano la parte più consistente dei partecipanti nellʼambito di tutti gli incontri svolti (sempre per le ragioni sopra illustrate). Le attività del Forum, invece, hanno visto prevalere una significativa presenza dei professionisti, immediatamente seguiti dai dipendente pubblici.

Unʼanalisi di genere mette in evidenza, in entrambi i casi, una presenza delle donne alle attività del progetto

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S ETTORE

Settore pubblico

DI APPARTENENZA DEI SOGGETTI PARTECIPANTI AL FORUM

61% Settore privato

39%

T IPOLOGIA

DEI SOGGETTI PARTECIPANTI A TUTTI GLI INCONTRI DEL PROGETTO

3% 1% 2%

6%

5% 3%

14% 5% 6%

18%

30%

7%

A titolo individuale

Altra P.A.

Associazione imprenditoriale

Associazione

AUSL

Comune di Favara

Comunità ecclesiale

Istituto di credito

Ordine professionale

P.A.L.

Scuola

Sindacato


che non raggiunge neanche 1/3 dei partecipanti.

Lʼanalisi per titolo di studio posseduto dai partecipanti evidenzia una maggiore partecipazione di laureati rispetto ai diplomati, con una prevalenza ancora maggiore per quanto riguarda il Forum. TITOLO DI STUDIO DEI SOGGETTI PARTECIPANTI A TUTTI GLI INCONTRI DEL PROGETTO

S ESSO DEI SOGGETTI PARTECIPANTI AL FORUM

TITOLO DI STUDIO DEI SOGGETTI PARTECIPANTI AL FORUM

Donne

27%

Diplomati

25%

Diplomati

37% Laureati

Uomini

75%

73%

Laureati

63% P ROFESSIONE SVOLTA DAI SOGGETTI

P ROFESSIONE SVOLTA DAI SOGGETTI PARTECIPANTI A TUTTI GLI INCONTRI DEL PROGETTO

PARTECIPANTI AL FORUM Dipendente privato

S ESSO

DEI SOGGETTI PARTECIPANTI A TUTTI GLI INCONTRI DEL PROGETTO

Professionista

11%

Professionista

Dipendente privato

23%

40%

9%

Imprenditore

10% Dipendente pubblico

Dipendente pubblico

38%

Imprenditore

58%

11%

Donne

29% P RESENZE PER T AVOLO

P RESENZA DEI SOGGETTI PARTECIPANTI AL FORUM ED AGLI INCONTRI DI PREPARAZIONE

TTL Sviluppo economico, formazione e politiche per il

Uomini

lavoro

71%

Guardando più attentamente i dati del solo Forum e volendo cogliere la costanza della partecipazione degli attori del territorio, dallʼinizio delle attività progettuali fino alla conclusione delle attività “off line” dei Tavolo di Lavoro, possiamo notare come il 38% dei soggetti che ha partecipato al Forum per lo sviluppo, ha seguito fin dallʼinizio le attività del progetto.

Infine, ci soffermiamo sulle “presenze” ai lavori dei Tavoli del Forum (complessivamente 128 presenze): notiamo che lʼambito tematico che ha registrato la partecipazione più elevata è quello relativo allʼAmbiente ed assetto urbanistico e territoriale. Ente coordinatore Comune di Favara Ente partecipante Comune di Gela

Tavolo avvio Forum

19%

23%

Presenza sì

38%

TTL Politiche di welfare urbano, promozione culturale

Presenza no

TTL Ambiente e assetto urbanistico e territoriale

e sociale

27%

62%

31%

A MBITO

TERRITORIALE DEI SOGGETTI PARTECIPANTI AI FORUM

A MBITO

TERRITORIALE DEI SOGGETTI PARTECIPANTI A TUTTI GLI INCONTRI DEL PROGETTO

Locale Sovralocale

42%

58%

Sovra locale

61% Locale

39%

T IPOLOGIA

6% 1% 3%

DEI SOGGETTI PARTECIPANTI AL FORUM 5% 10% 21%

7% STAFF DI PROGETTO Direzione Caterina Moricca Progettazione e coordinamento Fabrizio Alaimo - Giusy Amella - Alessio Amico Segreteria Enza Castronovo RECAPITI E INFORMAZIONI tel: +39 0922 448843 fax: +39 0922 448844 agora@comune.favara.ag.it www.agoradeidiritti.it

9%

14% 7%

17%

A titolo individuale

Altra P.A.

Associazione

AUSL

Comune di Favara

Comunità ecclesiale

Istituto di credito P.A.L.

Ordine professionale

Sindacato

Associazione imprenditoriale

Newsletter N°2 Anno 2007 Progetto Agorà dei Diritti Questa newsletter non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornata esclusivamente sulla base delle esigenze informative del progetto. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della normativa vigente.

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Realizzazione e Progetto Grafico di Alessio Amico


L’esperienza del 1° Forum per lo Sviluppo:

buona la risposta del territorio, ma ancora tanto lavoro da fare

continua dalla prima pagina

parere, una risposta partecipativa positiva ed incoraggiante, specie se si considera la complessità del tema trattato e la difficoltà di “agganciare” gli interessi settoriali e specifici delle singole organizzazioni del territorio con i problemi di carattere generale e di “scenario” imposti da questa fase preliminare della Pianificazione strategica. E dire che gli ostacoli incontrati durante tutto il percorso non sono stati di poco conto; tra questi ci sembra opportuno evidenziare:

a) la difficoltà di costruire un terreno comune di confronto in relazione ad un tema complesso come il Piano strategico e dovendo interloquire con tipologie di attori molto diversi, fatti anche di “non addetti ai lavori”;

b) il dover operare in un contesto sociale poco “allenato” ad esercitare spazi e strumenti di partecipazione attiva nella vita pubblica e dove anche ampi settori della Pubblica Amministrazione e del sistema politico-istituzionale dimostrano una evidente diffidenza verso gli strumenti di partecipazione proposti.(non a caso la partecipazione degli attori politico-istituzionali allʼattività del Forum è nettamente inferiore in rapporto ai soggetti privati).

Malgrado ciò riteniamo che gli obiettivi nel progetto Agorà dei diritti per la fase di attivazione del Forum, sono stati in gran parte raggiunti: ne evidenziamo in questa sede i quattro più importanti:

SegueintervistaalSindacoLorenzoAirò

1. lʼaver reso gli attori locali del territorio consapevoli e partecipi, in pieno anticipo rispetto al momento delle decisioni finali, in merito alle politiche di sviluppo urbano che lʼAmministrazione Pubblica si appresta ad assumere per la città; 2. lʼaver promosso e attivato – sperimentando – il Forum per lo Sviluppo, ovvero uno spazio di partecipazione e di costruzione condivisa delle scelte che riguardano lo sviluppo del territorio e la qualità urbana;

3. lʼaver attivato, a favore di tutta la comunità, uno strumento di comunicazione innovativa – www.agoradeidiritti.it – che consente di sviluppare unʼazione di informazione e documentazione, sui temi del Forum e del Piano Strategico, facile e sempre accessibile a tutti;

4. lʼaver fatto emergere, attraverso il confronto tra gli attori partecipanti al Forum, gli elementi necessari per elaborare una proposta “condivisa” di Piano Strategico, in grado di esprimere e rappresentare meglio istanze e visioni di sviluppo degli attori del territorio.

Il percorso avviato con il Forum non si è certo concluso: lo staff tecnico, infatti, adesso dovrà elaborare e restituire in forma completa e sistematica quanto emerso dal Forum. Dopo di ché, è necessario fare gli opportuni passaggi di carattere tecnico e politico-istituzionale. Fra tutti, indichiamo lʼurgenza di attivare lʼorganismo di controllo politico-istituzione del Piano Strategico, senza il quale viene a mancare, di fatto, il principale interlocutore per gli attori del territorio che hanno partecipato al Forum e che saranno chiamati a sottoscrivere la proposta condivisa per il Piano Strategico. Non meno urgente, inoltre, è la necessità di organizzare un organismo di controllo tecnico che sia in grado, attraverso le necessarie funzioni di analisi e di elaborazione tecnica, di dare risposte adeguate alle istanze che provengono dal territorio.

La partecipazione ha bisogno di spazi, continuità e la certezza di interlocutori istituzionali che diano senso e valore allʼimpegno di chi accetta di partecipare. Il Forum, quale luogo di proposta e di elaborazione comune, adesso richiede spazi e strumenti che possano trasformare le idee in scelte concrete, assunzioni di impegni e responsabilità.

Alla luce dellʼopportunità che lʼesperienza del Forum rappresenta, quale strumento in grado di migliorare la qualità delle politiche dello sviluppo e conseguire una più moderna concezione della Pubblica Amministrazione Locale, confidiamo che nessuno si vorrà sottrarre a questa sfida.

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inserirsi in un circuito virtuoso che ha offerto occasioni di incontro, opportunità di confrontare idee, di formulare proposte, di esprimere giudizi, di indicare percorsi innovativi. Istituzionalizzare il Forum potrebbe essere un valore aggiunto, uno stimolo in più per raggiungere traguardi di prestigio per una crescita sociale, economica, urbanistica, di immagine in grado di segnare quella svolta da tanti auspicata. Affrancarsi da incertezze, bisogni, malessere sociale migliorando la qualità della vita dei consociati è l'obiettivo primario di ogni amministrazione pubblica.

La finalità principale del progetto Agorà dei Diritti era quella di preparare il territorio e la Pubblica amministrazione locale all’uso di strumenti e metodi di partecipazione previsti per elaborare il Piano Strategico: considerati i passi avanti fatti in questo senso negli ultimi mesi, cosa ritiene sia necessario fare per promuovere ulteriormente e rafforzare questi strumenti di partecipazione, anche in relazione agli altri Comuni coinvolti nel Piano Strategico? E’ pensabile pensare che Favara possa diventare un “Laboratorio permanente” della partecipazione nel contesto della nostra Provincia? Insistere nel coinvolgimento di partner istituzionali rappresentando la convenienza dello stare insieme è un altro degli obiettivi da raggiungere. Favara ha già dato prova di grande capacità organizzativa in tale contesto. Deve insistere non per una questione di sterile prestigio quanto perché ha dimostrato di essere in grado di guidare la crescita dei Comuni coinvolti.

Agorà dei diritti ha lavorato anche su un altro fronte di innovazione nelle modalità di gestire i rapporti tra Amministrazione e territorio: quello della comunicazione on line attraverso gli strumenti della tecnologia: Il Comune di Favara è forse il primo in Provincia ad aver attivato un servizio di comunicazione on line per mettere direttamente in contatto i cittadini e l’Amministrazione Comunale. Mentre nell’esperienza di altre città e di altri contesti politico-amministrativi la cittadinanza digitale” sta diventando la nuova frontiera per la modernizzazione della Pubblica Amministrazione, non ritiene che per garantire il successo di queste iniziative vi è la necessità di investire maggiormente anche sulle competenze e le modalità di lavoro del personale del Comune?

La comunicazione on-line pubblica amministrazione-cittadini apre un dialogo diretto tra chi amministra e chi è amministrato. Uno scambio di informazioni immediato, inimmaginabile fino a poco tempo fa, che serve soprattutto a chi ha responsabilità di governo di ascoltare la base, di migliorare l'erogazione dei servizi, di correggere certe impostazioni, di costruire lo sviluppo anche attraverso i suggerimenti che provengono dai cittadini.


Agorà dei diritti: la declinazione della partecipa zione per l’Ufficio di Servizio Sociale Professionale a cura di Loredana Mazza - Assistente Sociale Coordinatrice dell’Ufficio di Servizio Sociale Professionale Comunale

Ormai da tempo lʼUfficio di Servizio Sociale Professionale lavora nellʼottica della partecipazione per due motivazioni di fondo. Da una parte, la normativa di settore, che fin dallʼemanazione della L. 285/97 (“Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per lʼinfanzia e lʼadolescenza”) ha attribuito ai fruitori della prestazione il ruolo di promotori e attuatori dellʼintervento, attraverso il loro coinvolgimento dalla fase di progettazione a quella di valutazione dei risultati. E a seguire la L. 328/2000 (“Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”), che riorganizza lʼassetto dei servizi socio-sanitari puntando alla valorizzazione dei principi di integrazione e sussidiarietà e spostando lʼambito di programmazione e di realizzazione degli interventi dal territorio locale a quello distrettuale e rende reale il concetto di partecipazione nella complessa esperienza della stesura dei piani di zona (strumenti di programmazione dei servizi socio-sanitari) a cura di tutti gli attori locali coinvolti a vario titolo nel problema. Dallʼaltra, lʼadesione ad una corrente di pensiero, quale quella dellʼapproccio dialogico condiviso nella progettazione sociale, che scaturisce dalla convinzione teorico-esperienziale della rilevanza dellʼapporto multi-settoriale quale strumento di lettura e di costruzione di un pensiero condiviso rispetto ai bisogni ed alle relative risposte. Ad alimentare tale tendenza, infine, il proliferare di molteplici esperienze nel campo della riqualificazione urbana e sociale che promuovono la partecipazione dei cittadini nella progettazione dei propri “spazi di vita”. La partecipazione diventa, in tal modo, strumento di definizione di una identità condivisa che trae fondamento dallʼappartenenza territoriale e che da essa prende spunto per evolvere in una dimensione di sviluppo possibile nel rispetto della propria tradizione territoriale, nel tentativo di generare innovazione senza distruggere un passato oggettivamente ricco e, al tempo stesso, denso di legami affettivi.

La prima esperienza locale di progettazione condivisa nel campo dei servizi socio-sanitari, è promossa dallʼUfficio di Servizio Sociale Professionale nel mese di marzo 2001, attraverso il “Progetto Dis-Abili” che ha coinvolto diverse istituzioni quali: lʼUfficio di Servizio Sociale Professionale del Comune, il Dipartimento di Salute m e n t a l e dellʼA.U.S.L. n.1 di Agrigento, le Comunità Alloggio per disabili psichici “La mano amica” e “Madre Teresa” e il Centro di Assistenza e incontro per Anziani, minori ed inabili gestito dalla Cooperativa Sociale UVAMAR. In tale circostanza un gruppo di coraggiosi operatori, estremizzando il concetto di partecipazione, puntarono al coinvolgimento di una particolare tipologia di utenti: i disabili psichici, al fine di individuare interventi alternativi alle prestazioni fino ad allora prodotte in loro favore che potessero generare nuovi spiragli di evoluzione complessiva dei servizi nel campo della salute mentale. Lʼesperienza vissuta fu sorprendente ma non tanto, nel senso che tutti gli operatori coinvolti si accingevano alla sperimentazione metodologica con un pensiero comune riguardo al valore della persona umana e sostenuti da un atteggiamento di accettazione positiva ed incondizionata dellʼutenza destinataria. In sede di valutazione dellʼesperienza, nellʼaccezione pura del termine di attribuzione di significato, il risultato evidenziato dai soggetti coinvolti si è configurato nella conferma dellʼipotesi relativa al ruolo fondamentale dei fruitori, nel percorso di costruzione dei servizi ad essi rivolti e, in senso più ampio, nella validazione dellʼipotesi dellʼesistenza di una comunità competente rispetto ai temi di proprio interesse, in quanto soggetto portatore di tale interesse e dunque titolato ad esprimersi, non soltanto rispetto alla lettura del bisogno, ma anche alla programmazione di interventi in me-

rito. Lʼesempio citato si pone quasi come aneddoto in un discorso complessivo sulla partecipazione, intesa dal Servizio Sociale Professionale come strumento essenziale di progettazione sociale che appropriatamente si colloca in un discorso più ampio di pianificazione territoriale. Il servizio Sociale Professionale, infatti, trae spunto dal fondamento del riconoscimento del valore della dignità umana e si ispira al principio dellʼautodeterminazione in quanto mobilitazione delle risorse interne ed esterne per lʼattivazione di processi di fronteggiamento finalizzati alla gestione delle proprie situazioni problematiche. Il medesimo concetto si amplia nella direzione della comunità locale e si traduce nello sviluppo delle competenze di lettura e di analisi del territorio ai fini di una mobilitazione di risorse collettive per la prefigurazione di un futuro possibile, che tenga conto delle istanze di una popolazione complessiva che, nel rispetto del principio delle pari opportunità, sia messa nelle condizioni di esprimere il proprio pensiero allʼinterno di un percorso di evoluzione del proprio territorio. In tal senso “Agorà dei diritti” diviene, per questo ufficio, il luogo della declinazione della partecipazione, laddove esso sarà in grado di fornire le condizioni di fattibilità di tale processo di mobilitazione collettiva. Lʼufficio di Servizio Sociale sposa pertanto lʼiniziativa lodevole attivata dal progetto in questione, riconoscendo lʼAgorà dei diritti quale luogo di attivazione di un ascolto interattivo costante che riesca ad essere strumento adeguatamente rappresentativo dellʼintera comunità locale in un percorso di ricerca del benessere individuale e collettivo.

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DALLA PRIMA PAGINA - Prove di dialogo on line tra la città ed il Comune per un’Amministra zione più attenta ai bisogni del cittadino

stanze tra i cittadini ed il Comune, in quanto si istituisce un canale diretto di comunicazione tra cittadino-utente e Amministratore. In questi primi mesi di sperimentazione del servizio i cittadini hanno la possibilità di fare domande solo al Sindaco ed agli Assessori: la sfida, quando questo strumento dovrà entrare a regime, è quella di mettere il cittadino nelle condizioni di formulare domande o interloquire direttamente con i responsabili degli uffici: è proprio sugli aspetti concreti e quotidiani dellʼattività amministrativa, infatti, che il cittadino necessita di avere risposte e soluzioni per i propri problemi. Infine, lʼultimo strumento messo in campo da www.agoradeidiritti.it: i forum on line, gli spazi di discussione aperti a tutti i cittadini, attraverso cui è possibile esprimere le proprie idee e le proprie posizioni in merito a temi specifici che riguardano lo sviluppo della città e la vivibilità urbana. Uno spazio di libera espressione a disposizione di tutti, dove poter dire la propria e confrontarsi sui temi proposti dai moderatori o su argomenti proposti dagli stessi utenti. Uno strumento veramente prezioso, se si considera come è sempre più difficile trovare luoghi fisici dove potersi confrontare sui problemi di carattere sociale e politico della città. Nel nostro caso il forum on line è stato pensato, in modo particolare, per poter garantire a tutti la possibilità di partecipare, attraverso internet, al dibattito sulle prospettive di sviluppo da dare al nostro territorio ed esprimere le proprie opinioni in merito ai fattori critici che impediscono i processi di sviluppo e di crescita economica. Non sono mancati, fin dai primi interventi al forum on line, i contributi dei più giovani, la categoria di cittadini che forse più di tutti è in grado di apprezzare le potenzialità di questi strumenti.

Per le prossime settimane e per i prossimi mesi, ci attendiamo, dunque, che i vantaggi offerti dagli strumenti attivati siano apprezzati da un numero crescente di persone e che la “macchina amministrativa” possa utilizzarli nel modo migliore. Ovviamente lʼutilizzo e lʼefficacia di questi strumenti è ben lontano dallʼesprimere la massima potenzialità.. Dʼaltronde il progetto Agorà dei diritti si pone solo lʼobiettivo di realizzare e sperimentare questi strumenti, proprio per promuoverne successivamente lʼuso nelle modalità più appropriate. Ancora molto lavoro resta da fare, sul campo delle competenze e dei “modelli organizzativi” necessari a gestire le tecnologie. Ma non cʼè alcun dubbio che lʼapplicazione delle nuove tecnologie nella Pubblica Amministrazione e nella comunicazione tra Istituzioni e cittadini costituisce, oramai, una risorsa fondamentale per la crescita complessiva di una realtà sociale. La speranza di chi ha lavorato e continuerà a lavorare per realizzare il progetto, dunque, è che, quanto fatto con Agora dei diritti, possa essere adeguatamente valorizzato, e che a questo primo passo ne possano seguire altri nella medesima direzione: ciò ci darebbe un ulteriore e concreto segnale che questa città è capace di volgere lo sguardo anche verso il futuro e non, invece, di dedicarsi prevalentemente allʼaffannosa ricerca di risposte per le quotidiane emergenze del presente.

Le ragazze ed i ragazzi di Favara a scuola di partecipazione: a loro la parola, per proget tare una città migliore anche per loro di Simone Lucido e Maurizio Giambalvo - Esperti facilitatori processi partecipativi

Le ragazze e i ragazzi di Favara hanno preso la parola iniziando

a mobilitarsi per dire la loro sul futuro della Città. “Agorà dei Diritti” ha infatti coinvolto gli alunni di tre scuole - lʼI.P.S.A.R.C.T. “G. Ambrosini”, lʼI.P.I.A. “Marconi” e il Liceo Scientifico “M.L. King” -, nelle attività del progetto; si tratta complessivamente di trenta fra ragazze e ragazzi e di quattro professori (C. Campo, M. Ristretta, A. Ciulla, E. Fichera) che hanno il compito di coordinarli e di guidarli insieme ai responsabili di “Agorà dei Diritti”. “La città dei ragazzi e delle ragazze” si sta dunque sviluppando come un vero e proprio laboratorio di progettazione partecipata nel corso del quale i trenta giovani favaresi si stanno calando nei panni dei ricercatori sociali costituendo un nucleo operativo il cui obiettivo principale è promuovere lʼinteresse e il coinvolgimento dei coetanei alla costruzione del futuro della città; il progetto ha infatti affidato a questo gruppo di studenti e studentesse la responsabilità di diventare soggetti attivi nel processo di partecipazione previsto nella cornice più ampia di “Agorà dei Diritti”. Per comprendere pienamente il senso di questa attività, non è forse inutile ricordare come essa sia ʻemersaʼ in itinere dallʼesigenza di molti degli interlocutori coinvolti nelle attività del progetto di vedere gli adolescenti divenire parte attiva del percorso; a questa esigenza di coinvolgere più direttamente i giovani e le scuole, “La città dei ragazzi e delle ragazze” ha dato una risposta attraverso la costituzione di un gruppo di intervento e di attivazione formato proprio da giovani favaresi. Dopo aver partecipato agli incontri con i responsabili di “Agorà dei Diritti” e dopo aver preso parte ad alcune conferenze-laboratorio con gli esperti dellʼASL sui temi dellʼecologia urbana, i ragazzi - guidati dai loro docenti -, hanno iniziato a coinvolgere i compagni delle rispettive scuole proponendogli la compilazione di un questionario sulle loro abitudini di vita a Favara. Lʼidea del questionario è nata da un lavoro di brainstorming (una tempesta di cervelli) che i ragazzi hanno fatto guidati da due membri dello staff di progetto che poi, insieme agli insegnanti, hanno aiutato i ragazzi nella definizione dello strumento da utilizzare. Così, mentre da una parte il questionario è servito a conoscere il punto di vista dei ragazzi che vivono a Favara o che la frequentano per motivi di studio, dallʼaltra, ha avuto lo scopo di diffondere fra i giovani della città informazioni e notizie su “Agorà dei Diritti” e su “La Città dei ragazzi e delle ragazze”. Infatti, i tre gruppi (dieci studenti per ognuna delle scuole coinvolte), con una somministrazione “a tappeto” del questionario, sono riusciti a contattare un numero elevatissimo di compagni, centrando pienamente lʼobiettivo dellʼazione che li ha visti impegnati. Con la raccolta e lʼelaborazione delle informazioni sui loro coetanei, questi ragazzi (insieme ai loro insegnanti) stanno offrendo alla Città e ad “Agorà dei Diritti” interessanti elementi di conoscenza sulla realtà quotidiana dei giovani favaresi e, soprattutto, stanno sperimentando in prima persona, il valore dellʼagire e del prendere parola, dando un contributo concreto alla progettazione del futuro di Favara.

Newsletter di progetto - Agorà dei diritti  

Newsletter n°2 - Anno 2007

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