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RASSEGNA STAMPA


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VENERDÌ 6 APRILE 2018

spettacolo L’11 agosto a Taormina

In occasione dei cinquantadue anni dalla pubblicazione di “Pet Sounds”, Brian Wilson è pronto a tornare in Italia per presentare in concerto il suo album capolavoro, che ha profondamente influenzato la storia del rock internazionale, sabato 11 agosto in un live al Teatro Antico di Taormina. Brian Wilson, nel 1961, fonda i Beach Boys e nel 1966 produce “Pet Sounds”, l’ambizioso album che rivoluzionerà la storia della musica pop, una tela musicale senza confini realizzata con il prezioso aiuto del paroliere e compositore Tony Asher, che entra nelle Top 10 di tutte le classifiche americane.

Brian Wilson celebra i 52 anni di “Pet Sounds”

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a sfida, sulla carta, è quella tra gli allievi della squadra bianca e quelli della squadra blu. Ma a guardare più da vicino, la vera sfida per “Amici”, è un’altra: riuscire, ancora dopo 17 anni, ad avere la stessa forza attrattiva degli inizi, la capacità di sapersi rinnovare, di trovare nuovi spunti e nuovi stimoli. Avendo anche il coraggio di guardare al suo passato. E così, la nuova edizione di “Amici”, che prende il via domani in prima serata su Canale 5 (finale in programma il 2 giugno), si rinnova pescando anche da quello che è stato. Tornano la diretta e il televoto, i coach delle squadre lasciano il posto ad una commissione interna e ad una esterna, arriva un nuovo direttore artistico, il coreografo Luca Tommassini, e una scenografia molto tecnologica, con un grande schermo a led. Il punto fermo, come sempre, rimane lei: Maria De Filippi. La signora incontrastata della tv italiana. «Ho sempre bisogno di nuovi stimoli, di divertirmi e

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stupirmi anche io - racconta Queen Mary -. Dopo 4 edizioni molto belle con i coach, ho voluto qualche novità per non essere ripetitivi e soprattutto per ridare centralità ai ragazzi. E anche per questo avrei scelto un giorno diverso: “Amici” non è un varietà da sabato sera». Non tanto per la sfida con Milly Carlucci («è lei ad aver detto che non è in concorrenza con me. Quindi non essendoci concorrenza, io non ho mai vinto con tutte le puntate di “C'è Posta” contro di lei»), ma per la tipologia di show. «So di fare un azzardo, e sono almeno 4 anni che chiedo un’altra collocazione, ma per ora niente da fare». In ogni puntata non mancheranno gli ospiti che si metteranno al servizio dei ragazzi cantando e duettando con loro: nella prima puntata ci saranno Laura Pausini, Fabri Fibra, Alice Merton e Geppy Cucciari. Per la seconda arrivano Gianni Morandi e Ghali, nella terza Rita Pavone e Loredana Bertè.

Con la diretta e il televoto, cambiano i meccanismi dello show: tre le fasi (su tre palchi diversi) che dovranno affrontare i 14 allievi in gara per approdare alla serata successiva ed evitare l’eliminazione. Oltre al televoto, potere decisionale è affidato alla Commissione interna, formata dai professori che hanno seguito i ragazzi durante tutto l’anno (Alessandra Amoroso, Carlo Di Francesco, Giusy Ferreri, Veronica Peparini, Garrison Rochelle, Paola Turci, Rudy Zerbi). Alla Commissione esterna, formata da Alessandra Amoroso (già allieva della scuola, che dovrà lasciare dopo 4 puntate per altri impegni), Marco Bocci, Ermal Meta (sarà assente in due puntate per poter partecipare all’Eurovision Song Contest), Giulia Michelini, Heather Parisi, Simona Ventura, il compito di offrire una visione distaccata e professionale di chi giudica secondo la propria esperienza. CLAUDIA FASCIA

L’ombra di Berlusconi e un Giallini cialtrone

buoni e poveri diventano cattivi in “Io sono tempesta” vato la realtà, passando tanto tempo con i ricconi ma anche in centri di assistenza di Roma e Milano, dove abbiamo visto che va bene l’amore, va bene essere ascoltati ma se avessero un lavoretto tutti starebbero meglio. Comunque l’idea alla fine era raccontare in modo comico e non per forza realistico, il passaggio del paese dalle ideologie al post ideologismo. Restare nella cronaca avrebbe reso tutto vecchio dopo poco tempo». E gli fa eco Sandro Petraglia, che firma insieme a lui e a Giulia Calenda la sceneggiatura: «Abbiamo letto di Briatore, di Ricucci, di altri ma poi non abbiamo usato il materiale e credo

Viaggio dolce e amaro nell’Italia caciarona e imbrogliona. Nel cast anche Elio Germano

Antonacci tra Incudine Beppe e Rosario Fiorello “Mio fratello” è il nuovo singolo di Biagio Antonacci, in rotazione da oggi, estratto

che il film vada davvero su binari diversi dalla realtà e, soprattutto abbiamo cercato di evitare cose che avevamo visto in altri film. Alla fine non è realistico quasi nulla però sembra di stare dentro una commedia all’italiana dei Settanta». Ma Giallini, interpretando questo italico cialtrone, imprenditore che non dorme mai, che non ha fissa dimora perché vive nei grandi alberghi che acquista nell'attesa di rivenderli, che rapporti veri non ne ha ma organizza cene eleganti e si fa coccolare da escort che studiano psicologia, che appena "gli si libera uno slot" vola con il suo aereo privato in mezzo mondo, interpretando questo uomo pronto a tutto in nome del soldo ha pensato ad Alberto Sordi? «In realtà ho pensato che mi stavano letteralmente costruendo addosso il personaggio che per me è uno dei più belli che ho mai interpretato. E a Sordi non ho pensato proprio perché Sordi non si copia, semmai si impara inconsciamente. E poi io, quando sono sul set, non penso troppo, non ho pensato a nessun personaggio, a nessun politico ma solo al mio uomo, uno che muove il mondo e i miliardi ma poi si ritrova a pulire gabinetti e in galera. Ma sembra irresistibile il fascino del potere dei soldi. E la storia sta proprio nell’incontro tra la ricchezza assoluta e la povertà totale ma anche nella vita di un personaggio anaffettivo perché cresciuto con un padre che non lo stimava, che lo insultava, in fondo un personaggio che nasconde la sua fragilità con l’aggressività col


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spettacolo

Teatro Stabile di Catania

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AL TEATRO ANTICO

CATANIA. Da “Storia di un oblio”, lungo racconto dell’autore francese contemporaneo Laurent Mauvignier, è tratto l’omonimo allestimento teatrale che debutterà in prima nazionale stasera, ore 21.15, nella Chiesa di San Nicolò L’Arena per la rassegna Altrove dello Stabile di Catania, con Vincenzo Pirrotta (foto), protagonista d’eccezione, diretto da un maestro di teatro e cinema come Roberto Andò. Un uomo entra in un supermercato e prende una lattina, la ruba forse, la beve prima di arrivare alla cassa. Gli uomini della sicurezza lo fermano e lo picchiano a morte. «Due anni fa ho letto il testo e ho pensato subito che era scritto in una lingua vocata al teatro - spiega Andò - Storia di un oblio è un canto a più voci, ma è concepito per una sola voce. Un canto che Vincenzo Pirrotta intona a nome di ognuno di noi».

Debutta oggi Studio su “Storia di un oblio” con Vincenzo Pirrotta, regia di Andò

Noel Gallagher apre stasera la stagione dei concerti a Taormina tra brani storici e nuovo album «Gli Oasis? La mia gioventù, sarebbe sciocco rivivere il passato» MITO DI UNA GENERAZIONE

GIANLUCA SANTISI

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oel Gallagher apre stasera la stagione dei concerti estivi al Teatro Antico di Taormina. È il primo evento internazionale di un cartellone che, a dir la verità, non presenta grandi picchi artistici. Una cinquantina gli eventi in programma concentrati in tre mesi, alcuni dei quali sicuramente non meritevoli della prestigiosa location che li ospiterà. Oltre all'ex Oasis, tra i big della musica mondiale che calcheranno quest'anno il palco della cavea taorminese, spiccano soltanto Sting (1 agosto assieme all'artista giamaicano Shaggy (al momento l'unico sold out della stagione), e l'ex Beach Boys, Brian Wilson, in scena l'11 agosto per la sola data italiana del tour mondiale per i 52 anni dall'uscita di Pet Sounds, album capolavoro del pop statunitense. Eventi esclusivi che però sembrano essere diventati la classica eccezione che conferma la regola, con un Teatro Antico ormai sempre più in balia di spettacoli di ogni tipo. Alcuni di questi, va detto con franchezza, adatti al massimo per le piazze di provincia. Se n'è lamentato recentemente pure il neo sindaco, Mario Bolognari, per il quale il sovraffollamento di eventi, spesso di medio-basso livello, non porta benefici alla città, sia in termini economici che di ritorno d'immagine. Tornando a stasera, non ci sarà il pienone anche se sono attesi fans provenienti da fuori Sicilia. I biglietti saranno disponibili al botteghino a partire dalle 18. Il programma prevede alle 19.30 l'apertura dei cancelli e alle 21.45 l'inizio del concerto. Due ore di musica con il chitarrista 51enne di Manchester che, accompagnato dagli High Flyng Birds, presenterà i brani tratti dal suo ultimo album, Who built the moon?, il terzo da solista. Non mancheranno gli storici brani degli Oasis, popolarissima band che “The Chief” ha lasciato definitiva-

I fratelli del britpop, rabbia e coretti E la nuova varietà sonora di Noel MATTIA MADONIA

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altro giorno, in via Etnea, un gruppetto di ragazzini si è riunito in un angolo del marciapiede. Erano una decina, età tra i dodici e i quindici anni, e avevano collegato un cellulare a una cassa. La musica che ne veniva fuori era la hit di Young Signorino. Creavano un cerchio attorno alla cassa, come di fronte a un totem da venerare. Sul muro dietro di loro era appeso il poster del concerto di Noel Gallagher a Taormina, e ho pensato a quando avevo la loro età. Gli Oasis a quell’epoca rappresentavano la valvola di sfogo per un’intera generazione. Non potevi prendere in mano una chitarra, sulla spiaggia o nell’oscurità della tua cameretta, senza provare a replicare gli accordi di “Wonderwall”. Noel e Liam erano i fratelli del britpop, quei figli dell’Inghilterra proletaria che conquistavano il mondo con la loro sfrontatezza ed echi beatlesiani. Quando venne alla luce il loro primo album – “Definitely Maybe”, nel 1994 – il rock era ancorato ai fasti del grunge. Le camicie a quadretti di Kurt Cobain e la zazzere al vento di Chris Cornell ed Eddie Vedder tappezzavano le pareti degli adolescenti sotto forma di poster. Gli Oasis presero quella rabbia, la mescolarono con una spolverata di anni Sessanta, coretti, schitarrate e faccia da schiaffi, e crearono una loro identità sonora. Il successivo “(What’s the story) Morning glory” ridisegnò i parametri del rock da classifica. La band di Manchester da quel momento si prese la scena, vendendo più di 70 milioni di dischi e piazzando 22 singoli consecutivi nella top 10 inglese. Da Beatles contro Rolling Stones si passò alla rivalità Oasis contro Blur, creando il viatico per nuove realtà come Verve, Suede e Pulp. I fratelli Gallagher avevano però caratteri inconciliabili. Andarono avanti per anni tra litigate, sceneggiate in pubblico e dichiarazioni al vetriolo, fino all’inevitabile rottura del 2009. Entrambi si misero subito in moto con le rispettive carriere post-Oasis. Liam fondò i Beady Eye, per poi inaugurare la sua carriera da solista nel 2017, con l’album “As you were”. Noel ottenne più successo del fratello, grazie al progetto Noel Gallagher’s High Flyng Birds. Il debutto omonimo, nel 2011, fu un caso discografico. Vendette 120.000 copie in soli sei giorni e rivelò al mondo la vena artistica di Noel, svincolato dai litigi con il fratello. Insieme ai successivi “Chasing yesterday” e “Who built the moon?”, Noel ha dimostrato di sapersi destreggiare nei meandri di una rinnovata varietà sonora. Ballate acustiche, potenti inni rock, influenze elettroniche: nulla è precluso a un musicista che è riuscito a trascendere il fardello di quel nome (Oasis) così pesante. Certo, la gente ai suoi concerti si commuove ancora con “Don’t look back in anger”, ma le sue canzoni da solista sono riuscite a sedersi allo stesso tavolo dei brani storici degli Oasis. Oggi a Taormina sarà una festa, l’adolescente che è in me ricorderà quelle nottate a consumare “(What’s the story) Morning glory”, e mi verrà un sorriso pensando al poster di Noel in via Etnea, con la musica di Young Signorino in sottofondo.

NOEL GALLAGHER

mente nel 2009, al culmine di una lunghissima e insanabile serie di contrasti col fratello Liam. Per Noel Gallagher quella di oggi sarà la prima delle quattro tappe italiane dello Stranded on the Earth World Tour, che proseguirà poi il 21 giugno a Napoli, il 22 a Roma e il 23 a Milano. La data taorminese è organizzata da Musica da bere di Carmelo Costa, abituato a fronteggiare esigenze di qualsiasi tipo da parte dalle star italiane e internazionali che, ormai da quarant'anni, accompagna nei loro tour in Sicilia. «Questa volta è tutto nella norma!», ci risponde ridendo al telefono quando gli chiediamo notizie sull'evento di stasera. «Noel Gallagher - continua l'organizzatore - è arrivato domenica a Taormina, dove sta soggiornando in un notissimo hotel. Non ci sono state particolari richieste da parte del suo staff. Nel suo camerino non dovranno mancare particolari tipi di tè e birre, così come una marca specifica di acqua minerale che in Sicilia non si trova facilmente ma che abbiamo rimediato. Ordinaria amministrazione, siamo ormai abituati a fronteggiare ben altre richieste». «Ciò che sono stati gli Oasis non mi manca - ha raccontato Noel in un'intervista per “Rolling Stone” -. È stata la mia giovinezza, sarebbe stupido cercare di continuare a rivivere il passato per sempre. Capisco che per molte persone gli Oasis fossero leggenda, anche per me lo sono stati, ma appartengono a un tempo che non c’è più, e che non ritornerà». L'album Who Built The Moon?, uscito lo scorso novembre con l'etichetta Sour Mash Records, ha debuttato alla posizione numero 1 in Gran Bretagna, diventando il decimo album di Noel a raggiungere la prima posizione in classifica. Il disco è un mix di pop psichedelico, elettronica, soul, rock e disco dance, e vanta ospiti illustri e storici collaboratori come Paul Weller e Johnny Marr: «Lo definirei un’opera “cosmic pop”, ma penso anche che sia il mio album più rock'n'roll. La gente pensa che il rock'n'roll sia tutto giubbotti di pelle, sigarette, bere e urlare. Per me è una questione di libertà di pensiero, di spirito, di espressione, di fare quel che si vuole», ha spiegato Gallagher in merito alla sua ultima opera. Gli Oasis sono ormai un capitolo chiuso. Noel aveva rotto col fratello una prima volta nel 1994. «All’epoca avevo una ragione per tornare indietro - ha raccontato - gli Oasis non avevano ancora raggiunto nulla. Nel 2009 avevamo tutto, avevamo conquistato il mondo, non rimaneva più niente da raggiungere, se non accumulare altro denaro, e di denaro ne avevo già fin troppo. Non ne potevo più, avevo raggiunto il limite di sopportazione. E tutto per colpa di una persona soltanto». Capito Liam?

Il prof Davide Zilli vince Musicultura con l’ironica “Coinquilini” Ospiti Brunori Sas e Malika Ayane. Mirkoeilcane omaggia Frizzi, conduttore per 9 anni, e Foderaro si commuove FEDERICA ACQUA

MACERATA. Davide Zilli, piacentino, insegnante di letteratura di giorno, cantautore e pianista di sera, ha vinto la XXIX edizione di Musicultura con la canzone Coinquilini. Un brano dalla melodia facile, ma dal testo irresistibile, tutto incentrato sull'ironia della forzata convivenza tra studenti, che ha cantato scalzo con il busto di Giacomo Leopardi posato sul piano, mentre il pubblico dell’Arena Sferisterio di Macerata, che sfiorava il sold out, ne ritmava le note. «Normalmente - ha dichiarato compongo le mie canzoni in macchina andando a scuola», poi tradito dall’emozione, nonostante il suo talento da showman, non è riuscito a far altro che ringraziare. La compagna Francesca prima di tutto, che in autunno gli darà un figlio, e i suoi studenti «è gra-

zie a loro se ho mantenuto la testa sulle spalle», e infine Macerata «mi avete fatto sentire a casa», annunciando che utilizzerà il premio di 20 mila euro di Ubi Banca Popolare di Ancona per il suo terzo album. Zinni ha avuto la meglio sugli altri tre finalisti: Daniela Pes con l’intenso brano in dialetto gallurese del '700 Ca milla dia a dì, Pollio in Generico, disillusa istantanea di una generazione, e Marco Greco nella coinvolgente e ben ritmata Abbiamo vinto noi, che gli è valsa il Premio della Critica. Una serata finale intensa, contrassegnata anche dai testi d’impegno sociale di Brunori Sas come Canzone contro la paura e quella antirazzista L'uomo nero, stemperate dall’ironia del protagonista che prima di eseguire al piano La verità, prega il pubblico di applaudire fin dalle prime note co-

me se la conoscesse da sempre «perché tutto è falso come nella realtà». Fino alla splendida interpretazione di Malika Ayane di alcuni pezzi di Jacques Brel che sembrano particolarmente congeniali alla sua voce e al suo stile come La chanson des vieux amants, riadattata in italiano da Battiato, e Le prochen amour, eseguite insieme all’Accademia della Libellula, «perché - ha detto - non c'è nessuno che come lui abbia saputo esprimere quel frullatore di emozioni che abbiamo dentro». Infine la sua ultima fatica Stracciabudella, al piano in versione acustica, «titolo che viene dal sistema in codice con cui normalmente vengono indicate canzoni di forte impatto emotivo». Ma anche nella finalissima, come nella serata inaugurale, la figura dello scomparso presentato-

È grazie ai miei studenti se ho mantenuto la testa sulle spalle Davide Zilli premiato a Macerata per Musicultura

re Fabrizio Frizzi, che ha condotto la manifestazione per nove anni, ha aleggiato nell’aria. Non solo nel ricordo di Mirkoeilcane, vincitore della scorsa edizione, che prima di cantare Per fortuna, Stiamo tutti bene, presentato a Sanremo, e Se ne parla a settembre, ha voluto ricordarlo riproponendo la toccante lettera che aveva pubblicato su Facebook alla notizia della sua morte. Ma anche nella voce rotta di Gianmaurizio Foderaro dopo la lettura, e in quel continuo tornare a riferirsi a lui anche fuori copione dei tre presentatori (Foderaro, Metis Di Meo e John Vignola), come se fosse lì a controllare che tutto andasse bene fino a quando la tensione nel finale si scioglie e dichiarano «Grazie, è stato difficile, ma ce l’abbiamo fatta. Fabrizio da lassù ci avrebbe dato una pacca sulla spalla».


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L’11 agosto a Taormina

Il Beach boy Brian Wilson celebra “Pet Sounds”

GIUSEPPE FUMIA

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rende il via oggi alle 19.30, a villa Cattolica, sede del museo Guttuso di Bagheria, la quarta edizione del festival internazionale del cinema d’animazione, Animaphix. Cinque giorni di una kermesse interamente dedicata al cinema d'animazione autoriale che si concluderà domenica sera. L’evento, ideato da Rosalba Colla e organizzato dall’Associazione culturale QB con il patrocinio del Comune di Bagheria, è diventato oramai un appuntamento internazionale di grande rilievo per gli appassionati di cortometraggi visionari, brevi film surreali, onirici, irriverenti, astratti che si rifanno alle prime sperimentazioni del cinema delle origini.

Animaphix è soprattutto una competizione che vedrà ventidue cortometraggi di produzione internazionale, di cui dodici saranno presentati per la prima volta in Italia, contendersi il primo posto davanti ad una giuria di esperti internazionali formata, tra gli altri, dall’illustratore e regista Volker Schlecht, dal produttore e regista cinematografico Hugh Welchman e da Paola Bristot, direttrice artistica del Piccolo Festival dell’Animazione, nonché docente di Storia dell'Arte Contemporanea e Linguaggi dell'Arte Contemporanea all'Accademia di Belle Arti di Venezia. Ma Animaphix è anche tanto altro ancora. Eventi collaterali arricchiscono il già ricco programma, come focus, mostre d’arte, laboratori tematici, videoinstallazioni, ospiti internazionali e performance musicali ed artistiche.

In occasione dei 52 anni dalla pubblicazione di “Pet Sounds”, l’incredibile Brian Wilson è pronto a tornare in Italia per presentare dal vivo in concerto il suo album capolavoro, che ha profondamente influenzato la storia del rock internazionale, sabato 11 agosto 2018 in un live al Teatro Antico di Taormina. Tra le figure più venerate nel panorama mondiale della musica pop, Brian Wilson inizia il suo straordinario viaggio in California, dove, cresciuto in una casa letteralmente piena di musica in cui entrambi i genitori suonano il pianoforte, inizia già da adolescente a creare alcuni dei dischi che sarebbero diventati i più amati di sempre nella storia del rock.

L’intero programma è scaricabile dal sito del festival raggiungibile all’indirizzo www.animaphix.com e dal sito del Comune di Bagheria www.comune.bagheria.pa.it/ «Animaphix è una vetrina importantissima per Bagheria ed eccellente strumento di incontro tra popoli e culture», ha detto il primo cittadino Patrizio Cinque il quale ha aggiunto che «durante i cinque giorni in città arrivano ospiti da tutta Europa che affollano il nostro museo per un appuntamento che ormai è diventato fisso e che ci pregiamo di aver patrocinato». Nelle prime tre edizioni il bilancio dei numeri è stato lusinghiero e si presume che anche quest’anno, vista la proposta sempre crescente, anche di eventi collaterali, sarà un successo di pubblico e di livello dell’offerta.

Otto splendide ladre ulle orme di Clooney

cean’s 8” in anteprima fuori concorso. Nelle sale il 26 luglio ra, anzi scivola con leggerezza, grazie al fascino e alla bellezza di Sandra Bullock, Helena Bonhan Carter, Cate Blanchett (che delusione però conoscere la sua voce dal timbro androgino nell’originale in lingua inglese!), Anne Hathaway in raso rosso seducente e bamboleggiante più che mai, Sarah Paulson, Rihanna. Film d’azione cui l’abile montaggio conferisce particolare ritmo. Sbalordisce la nonchalance con la quale Debbie Ocean, appena uscita di prigione, dopo un salutino al fratello Dave davanti alla lapide cimiteriale (Dave suo

Oggi due italiani in concorso e “Gotti” con John Travolta

maestro in furti di destrezza, da poco è deceduto) organizza assiema all’amica e socia, il colpo strepitoso. Teatro il Metropolitan Museum di New York che ha organizzato una grande cena con


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GIORNALE DI SICILIA

Lunedì 6 agosto 2018

il concerto l’11 agosto. Dalla rivalità con i Beatles alla sua personale idea di musica pop, in Sicilia unica tappa italiana per celebrare lo storico album Pet sound

A Taormina il 52° compleanno... da Beach Boys 0 Brian Wilson, tra i fondatori del gruppo che ha costruito il mito della California dei sogni, sarà di scena al Teatro Antico Brian Wilson, il fondatore dei Beach Boys, festeggerà insieme al pubblico di Taormina il 52° anniversario della pubblicazione di uno degli album che ha segnato la storia del rock, Pet Sound.

le sue 60 candeline

Madonna, material girl che ruggisce ancora

Riccardo Vescovo palermo

OOO La surf music fu per lui croce e delizia. Perché Brian Wilson con la sua arte non ha solo contribuito a costruire il mito della California dei sogni, tra motori, feste in spiaggia e belle ragazze. No, lui è stato molto di più: sordo da un orecchio come Beethoven, è riconosciuto come il più grande compositore vivente di musica pop, capace di mettere insieme armonie e sperimentare nuovi suoni creando sinfonie senza tempo. Da California girl a I get around, da Surfin Usa a God only Knows: Brian Wilson, 76 anni, ripercorrerà 50 anni di carriera al Teatro Antico di Taormina la sera dell’11 agosto, grazie alla Giuseppe Rapisarda Management che porterà l’artista internazionale in Sicilia nell’unica data italiana del 2018. Il fondatore dei Beach Boys festeggerà insieme al pubblico italiano il 52° anniversario della pubblicazione di uno degli album che ha segnato la storia del rock, Pet Sound. Per molti è questo il primo album concetto, capace di innescare quella sfida a distanza coi rivali-amici Beatles che lo influenzarono con Rubber soul e che a loro volta subi-

ROMA

Brian Wilson

I Beach Boys: da sinistra Carl Wilson, Mike Love, Denis Wilson, Brian Wilson, Al Jardine rono tutti il fascino di quelle nuove sonorità pubblicando Sgt. Pepper's. Paul McCartney raccontò di aver fatto ascoltare così tante volte Pet sound a John Lennon che era impossibile che non ne fosse influenzato. Di mezzo c’è una carriera piena di tanti momenti difficili. È nel 1961 che Wilson fonda i Beach Boys assieme ai due fratelli Carl e Denis, il cugino Mike Love e l’amico Al Jardine. Una band nata sotto l’egidia autoritaria del padre Murry con cui Brian litigherà a lungo. Pet sound arriva nel 1966 con il prezio-

so aiuto del paroliere e compositore Tony Asher. L’uscita dell’album, che entra nelle top 10 di tutte le classifiche americane, è preceduta dal personalissimo arrangiamento di Wilson del brano folk “Sloop John B.” accompagnato poi da successi senza tempo, come “Would Not It Be Nice”, “Caroline No” e “God Only Knows”, considerata da Paul McCartney una delle più belle canzoni mai incise fino ad allora e probabilmente rimasta tale nel tempo. Il lungo lavoro in studio di Brian Wilson fa di Pet Sounds un disco intenso, in cui le sperimenta-

zioni dell’artista si fondono alla tradizione del rock e alla popolarità delle canzoni. Problemi di salute mentale spingono Brian a saltare diversi tour durante i quali resta a casa a lavorare per migliorare la propria musica. Nasce così Smile, capolavoro che Brian distrugge in preda a una crisi e di cui oggi restano recuperate solo piccole parti. Nel 1983 muore annegato il fratello Dennis, nel 1998 anche Carl per malattia. Nel frattempo Brian finisce nelle mani dello psichiatra Eugene Landy, che lo riempie di farmaci e segna in ne-

gativo la sua esistenza, uscendone fuori solo dopo un processo. La definitiva rinascita arriva nel 1995 col matrimonio in seconde nozze con Melinda Ledbetter, ex modella diventata venditrice d’auto. Mentre il cugino Mike porta in giro i Beach Boys, Brian rilancia il capolavoro Pet sound in un tour mondiale con una nuova band nella quale suonano l’amico di sempre Al Jardine col figlio Matt, con la presenza dell’esuberante chitarrista sudafricano Blondi Chaplin che si è esibito anche con i Rolling Stones. Uno spettacolo costruito intorno alla figura del settantaseienne californiano, con gli storici successi di sempre, capace ancora una volta di rievocare il mito dell’endless summer. Prevendite sul circuito Ticketone. (RIVE)

il libro di roberto gobbi. Un giornalista racconta in presa diretta le fasi di una protesta che è diventata storia. Per più di una generazione

Il ‘68 in Francia, cronaca di una rivolta immaginaria Umberto Lucentini OOO Quel primo sasso lanciato contro una vetrina dell'ufficio dell'American Express di Nanterre non manda solo in frantumi i vetri della sede periferica della multinazionale finanziaria. È da quel singolo «anonimo sampietrino di provincia» che il 20 marzo '68 parte una protesta che coinvolgerà, in un maggio che diventerà eterno, dieci milioni di francesi e darà origine ad una delle grandi stagioni di ribellione che ha contagiato l'Europa. Lo racconta - ricorrendo ai dettagli che un

giornalista è abituato a maneggiare Roberto Gobbi, caporedattore al Corriere della Sera, nel suo libro «Maggio '68. Cronaca di una rivolta immaginaria» (Neri Pozzi, 173 pagine, euro 12,50). Gobbi ricorda i protagonisti e le storie del Sessantotto, ne descrive facce e umori, svela i tanti retroscena di un periodo partito dalla protesta degli studenti ma che ha lasciato molti interrogativi ancora senza risposta. C'è un enigma che accompagna la cronaca quotidiana di quei mesi parigini: perché è successo tutto ciò? Cin-

Roberto Gobbi

quanta anni dopo appassiona ancora leggere i passi di un cammino che Gobbi fa percorrendo – in un diario quotidiano - le strade di una rivolta immaginaria. Da Nanterre all'università della Sorbona il passo è breve: c'è la polizia che sfodera i manganelli, le barricate che spuntano come funghi, radio Europa 1 e Radio Luxembourg che raccontano in diretta gli eventi, le fabbriche che vengono occupate. C'è Caroline de Bendern, nipote di un danaroso nonno, che con un futuro previsto da mannequin diventerà invece una delle immagini-simbolo di quel

periodo: la Marianna del '68, salita sulle spalle di uno studente, tiene alta col braccio sinistro teso una bandiera del Vietnam. E poi i benzinai che restano a secco per lo sciopero e ricominciano a riempire i serbatoi delle auto, la notte dei rastrellamenti in casa, il prefetto che evita un bagno di sangue per riportare l'ordine. Fino alla vittoria dell'anziano generale Charles de Gaulle che si auto-definirà «un rivoluzionario». Certificando la fine, o meglio, forse solo la chiusura di una parentesi, di quella rivolta diventata storia. (*uluc*)

OOO «La mia aspirazione è diventare più famosa di dio». È solo una delle migliaia delle frasi provocatorie di Madonna, ex Material Girl, atleta del rock, che si appresta a soffiare 60 candeline e che negli ultima trent’anni ha anticipato non solo le tendenze musicali, ma con i suoi look anche la moda, diventando icona e fonte d’ispirazione per intere generazioni e rimanendo la regina incontrastata di svariate classifiche: cantautrice, ballerina, produttrice e attrice. È il 16 agosto del 1958 quando, a Bay City, in Michigan nasce Madonna Louise Veronica Ciccone.

musica

Alice: Franco Battiato si sta curando Serve riserbo ROMA

OOO Dopo giorni di informazioni incerte e smentite sullo stato di salute di Franco Battiato, Alice, amica di vecchia data, scrive su facebook un post per fare chiarezza e raccontare di una recente «piacevole e divertita telefonata con Franco stesso». Alice rivendica con forza il diritto alla privacy e al riserbo del cantautore che «si sta dedicando alla guarigione. Il caso ha voluto che apprendessi di quanto è stato recentemente pubblicato in rete su Battiato - scrive - proprio poco dopo una piacevole e divertita telefonata con Franco stesso».


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Musica e vip

Cher canta gli Abba Il disco tra un mese

Derubato Daddy Yankee il rapper di “Despacito”

Cher ha pubblicato il primo estratto dal suo album di cover degli Abba e ha rivelato che il disco sarà pubblicato il prossimo 28 settembre. La cantante ha messo in rete la sua interpretazione di “Gimme! Gimme! Gimme! (A Man After Midnight)”. Alcune parti vocali del singolo sono trattate col vocoder, come fu per il suo classico del 1998 “Believe”. Tra gli altri brani ci sono “Waterloo”, “Mamma mia” e “Fernando”.

Daddy Yankee, rapper e star di “Despacito” di Luis Fonsi, è stato derubato, nella sua stanza d’albergo, da un ladro che si è fatto passare per lui. Il furto è avvenuto all’hotel Melia di Valencia dove il truffatore si è spacciato per il cantante facendosi aprire la cassaforte dalla quale ha sottratto due milioni e mezzo di euro tra gemme, gioielli, una catena d’oro, diamanti e contanti. Il furto è stato subito denunciato e le indagini sono già iniziate.

Concerto a Taormina Il frontman suona stasera al Teatro Antico. In scaletta l’album culto “Pet Sounds”

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11/08/2018

«Quando tentai di battere i Beatles» Wilson fa rivivere i Beach Boys Brian, il fondatore della band, in Sicilia per l’unica data italiana

di ANDREA SPINELLI

I Beach Boys in formazione completa, Brian Wilson insieme al “rivale” (ma anche onesto estimatore) Paul McCartney e la foto di copertina dell’album “Pet Sounds” del 1966

TAORMINA

GIURA che Pet sounds lo compose per gelosia dei Beatles, smanioso di completare l’opera di Rubber soul. Ma, cinquantadue anni dopo, quell’album è ancora al centro della vita di Brian Wilson, atteso stasera al Teatro Antico di Taormina per raccontarsi sul filo delle varie Would Not It Be Nice, Caroline No o di quella God Only Knows, considerata dallo stesso Paul McCartney una delle più belle canzoni mai incise. Pensare che avrebbe voluto diventare un centrocampista dei New

RIVALITÀ LEGGENDARIA Il musicista compose “Smile” per scalzare i Fab Four Ma lo incise solo nel 2004 York Yankees come il suo grande idolo Miky Mantle. Fu il padre-padrone Murry Wilson, che una volta lo picchiò fino a fargli perdere l’udito dell’orecchio destro, ad indirizzarlo verso la musica, spingendolo a fondare i Beach Boys con i fratelli Dennis e Carl, il cugino Mike Love e Al Jardine, un compagno di liceo. BRIAN era il più talentuoso dei cinque, ma il palco gli procurava attacchi di panico e così preferiva il lavoro di studio. Realizzato assieme al paroliere e compositore Tony Asher, Pet sounds prese forma all’inizio del ’66, mentre i Beach Boys erano in tour in Giappone, divenendo il suo trionfo e la sua dannazione. Non è un mistero, infatti, che i Beatles lo utilizzarono come fonte per Sgt. Pepper’s e che Brian, nel desiderio di superarsi, s’imbarcò nell’avventura di Smile, l’albumfantasma col “suono del cielo” trasformato nel paradigma delle sue paranoie e della ossessiva rincorsa ai trionfi dei Fab Four.

Genialità e panico Era il più talentuoso del gruppo ma non reggeva lo stress e per un po’ si è arreso alla depressione «Quando ascoltai alla radio Strawberries fields forever mi crollò il mondo addosso, perché lo Smile che avevo in testa l’avevano già inciso loro - ricorda - da qui la voglia di sbarazzarmene». Un complesso di canzoni che non vide, infatti, mai la luce

nella sua forma originaria e Brian per 37 anni se ne tenne a distanza, salvo poi arrendersi ai fantasmi nel 2004 e dare alle stampe (a suo nome) il disco del mistero vincendo ansie e paure. Frattanto il fratello Dennis era scomparso tra le onde

di Marina del Rey imbottito d’alcol e l’altro, Carl, s’era dovuto arrendere al cancro, lasciandolo solo nella disputa con Love per il controllo della band. NELLO show di Taormina, Pet souds trova spazio integralmente nella seconda parte, lasciando la prima a California girls, Dance, dance, dance ed altre hit che sanno di salsedine, onde, surf, bellezze in bikini e quell’innocenza che l’America avrebbe perso per sempre nelle paludi del Vietnam. «All’inizio abitavamo tutti la grande casa del rock’n’roll, senza ansie né rivalità» ammette l’icona di Inglewood. «Poi però il mondo cominciò a girarci attorno in fretta. E

quella musica che adoravamo diventò business, radio, classifiche, isteria. Ci ritrovammo al fianco di gente come i Beatles, gli Stones, gli artisti Motown, un momento magico per la musica ma anche carico di responsabilità e non eravamo preparati». A salvarlo è stato l’amore. Se non è più il rocker annientato dalla depressione (si dice che davanti alla tv scoppiasse a piangere perfino guardando il delfino Flipper), dalle droghe, e dagli psicofarmaci del chiacchierato professor Landy, ma un uomo che ha ritrovato l’equilibrio, lo deve all’amore della seconda moglie Melinda, la musa che abita ancora la sua favola d’introverso settantaseienne senza più paura del palco. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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11/08/2018


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Brian Wilson Taormina  
Brian Wilson Taormina  
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