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Politecnico di Milano Scuola del Design - CdLM Interior Design a.a 2010 - 2011

DEGLI AFFETTI e DELLE PENE linee guida progettuali per il sistema colloqui negli istituti penitenziari italiani

IL CASO SAN VITTORE

Studentessa: Daniela Petrillo - 735009 Relatore: Prof. Luciano Crespi Elaborato di tesi


A Milano, alla tenacia, alla curiositĂ , alla trasparenza


INDICE I PARTE Abstract

9

1. Introduzione

13

1.1 Edilizia penitenziaria VS architettura 1.2 Sergio Lenci, Giovanni Michelucci, E.N Rogers: verso un’architettura possibile

2. L’ istituzione carceraria 2.1 Breve storia dall’origine ai giorni nostri 2.2 I luoghi della pena in Italia: dall’architettura giudiziaria a quella penitenziaria 2.3 Due secoli di edilizia penitenziaria italiana: tipologie architettoniche 2.3.1 Evoluzione delle condizioni legislativo-carcerarie 2.3.2 Progettare la reclusione: la normativa tecnica

3.

18 33 40 42 45 52

59

3.1 Il carcere e la città 3.2 Il carcere e il nucleo familiare 3.2.1 La voce agli affetti: le testimonianze

4. I luoghi dell’affettività in carcere 4.1 Ordinamento penitenziario e affetti: un decennio di sperimentazione 4.2 Rappresentazione mediatica dell’incontro in carcere 4.3 L’area colloqui: i luoghi, gli spazi, i tempi, i fruitori

5. Gli spazi del colloquio in Italia e all’Estero: un repertorio di casi 5.1

5.2

63 65 69 72 74

87

In Italia: percorsi sperimentali

5.1.1 Casa di Reclusione di Milano Bollate: scheda d’analisi

88

- Colore al carcere di Bollate - La stanza dell’affettività

92 96

5.1.2 Casa Circondariale di Sollicciano, Firenze: scheda d’analisi

97

- Il Giardino degli incontri: relazione di progetto e testimonianze

100

5.1.3 Casa di Reclusione di Rossano Calabro: scheda d’analisi

104

- Progetto Peter Pan

106

Le esperienze estere: approcci culturali per nuovi concetti di incontro

107

5.2.1 La prigione di Halden a Oslo


5.2.2 Carcere aperto “La Stampa”, Canton Ticino 5.2.3 Il caso danese

109 110

II PARTE 1. Il Caso applicativo: Milano San Vittore

1.1 Il carcere di Milano, a Milano: cenni storici 1.2 San Vittore oggi: la casa circondariale 1.3 La questione dismissione

2. Incontrarsi a San Vittore 2.1 Il colloquio: una scelta progettuale 2.2 Il colloquio a San Vittore: testimonianza diretta

3. Il progetto 3.1 Obiettivi progettuali 3.2 3.3 Il giardino di ingresso 3.4 La sala d’attesa 3.5 La sala della perquisizione 3.6 Le sale colloqui singoli 3.7 La sala colloqui

117 122 125

131 137 141 142 149 156 166 167 172

4. Conclusioni

183

5. Indice delle note

187 189 193 195

6. Contributi

197

7. Ringraziamenti

199


I PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE |

Abstract

Obiettivo principale di questo elaborato è tracciare delle linee guida programmatiche che alleggeririscano la pratica del colloquio tra parenti e detenuti, descritta da sempre come pesante, molto simile ad un percorso ad ostacoli del tutto sproporzionato rispetto alle possibilità che riserva l’incontro stesso. E’ indispensabile disegnare una mappa dei bisogni, individuando le gerarchie, le criticità e soprattutto il sistema di controllo a cui tutti “a compartimenti stagni” deve trasformarsi in leggibile, non solo secondo gli aspetti spaziali, quanto nell’organizzazione logistica. Gli ambienti devono essere ripensati nell’ottica di un avvicinamento tra l’interno e l’esterno, realizzando un sistema di “soglie” e di “approdi”

I PARTE | 9


ABSTRACT | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE che possa servirsi di materiali riconducibili al mondo non-penitenziario. Il progetto trova collocazione all’interno della casa circondariale di San Vittore, a Milano. La scelta è ricaduta su quest’istituto per via della propria posizione sul tessuto urbano, in pieno centro cittadino, circondato da una realtà residenziale signorile e da numerosi servizi e

quali

scuole,

collegamenti

alla

esercizi rete

commerciali

dei

trasporti.

L’intervento ha rivestito l’intero sistema colloqui con l’obiettivo di dimostrare che, a fronte di un investimento economico adeguato, è possibile poter agire in modo proattivo in un ambiente solitamente abbandonato a sé stesso, la cui progettazione è insita nell’uso – troppo spesso errato - che di esso fanno i fruitori. Le linee guida che ne scaturiscono possono trovare un campo di applicazione valido all’interno di tutte le case circondariali, in accordo con le normative vigenti.

10 | I PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE |

1. Introduzione

Nell’affrontare

questo

lavoro

di tesi mi sono sentita rivolgere spesso una La

domanda: mia

stata Perché

risposta

un’altra i

perché al

quesito

domanda:

luoghi

il

carcere? è

perché

dell’ospitalità?

sempre la

spa?

Perché

i

luoghi della cultura e del divertimento? L’errore più comune è quello di intendere il Design come una disciplina in grado di si elogia costantemente il lavoro di progettisti che realizzano forme sempre più complesse, si punta a ricercare la novità nella sperimentazione dell’ultimo processo d’ingegnerizzazione, si abusa del termine per rendere maggiormente attrattiva

e

accattivante

qualsiasi

cosa.

L’obiettivo di questo mio studio è dimostrare

I PARTE | 13


INTRODUZIONE | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE che il “design è altro” facendo un passo indietro, puntando l’attenzione su ciò che esiste già, ma

a tempi di attesa lunghissimi, in assenza di

che abbiamo preferito lasciare indietro per

qualsiasi tipo di confort o assistenza. La cosa

comodità: la prigione. Ciò che ignoriamo è che

che impressionava di più era la gran quantità di persone e il loro movimento convulso nel

più vicini a noi di quanto si possa immaginare,

tentativo di difendere il proprio spazio, il proprio

alla stessa stregua dei musei e delle gallerie

turno e la propria dignità: una vera e propria

d’arte. Semplicemente non ci vengono raccontati

lotta alla sopravvivenza. Il servizio terminava

e tendiamo ad eliminarli dal campo progettuale.

con l’apertura dei cancelli, intorno alle ore 8.00 del mattino, lasciando lo spettatore, e me in

Il mio interessere per questo tema è nato ad

particolare, con un grosso punto interrogativo:

Ottobre 2009 quando, alla ricerca di un input

cosa avviene al di là di quella porta?

progettuale interessante per il Laboratorio

Da quel momento io e il mio gruppo abbiamo

di Sintesi Finale, mi sono imbattuta in una

intrapreso una lunga attività di ricerca che ci

puntata di Matrix dal titolo “Pena di morte

ha portato a scoprire un “mondo sommerso” e

all’italiana”. L’oggetto di discussione riguardava

pulsante, che vive in sordina, all’ombra di una

principalmente la morte di Stefano Cucchi, deceduto nel carcere di Regina Coeli il 22 Ottobre di due anni fa, ma è stato dato ampio

Cos’è il carcere nell’immaginario comune? E’

spazio a molte altre problematiche, aprendo e sua moglie si parlano attraverso un interphone? distante dall’immaginario comune. Tra i vari servizi proposti, quello che fra tutti ha attirato

l’evasione alla ricerca di un riscatto sociale?

la mia attenzione riguardava la situazione dei familiari dei detenuti in merito al momento del colloquio. Venivano mostrati i parenti

Tutto questo non esiste, o almeno non in questa

dei ristretti del carcere di Poggioreale (Na)

accezione.

in prossimità dell’ingresso all’area colloqui,

Carcere di Regina Coeli - Roma

14 | I PARTE

Parenti dei detenuti in attesa fuori dal carcere di Poggio Reale - Napoli


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | INTRODUZIONE Tra le varie criticità riscontrate nel processo

Paese, portandoci a credere che, purtroppo, in

di analisi, abbiamo preferito affrontare la

un sistema ministeriale come quello italiano,

risoluzione del

tema del colloquio perché

progetti come quello che andrò a descrivere

segna un punto di contatto tra l’esterno e

risulteranno sempre utopici e, purtroppo, non

l’interno, tra la libertà e la prigionia; perché

realizzabili concretamente.

mette in gioco target molto differenti tra loro (detenuti, familiari, agenti, operatori) con cercato di tracciare un quadro chiaro del mio contemporaneamente e, in ultimo ma non in

percorso progettuale, partendo da una ricerca

ordine di importanza, abbiamo immaginato

teorica molto complessa, soprattutto per via

che anche un sentimento semplice e puro

della totale chiusura da parte degli organi

come l’affetto familiare, in luoghi come questi, Tra i pochi – fortunati – spunti raccolti nel Una delle esperienze più importanti per la

corso dei mesi, diventano fondamentali i

realizzazione di questo progetto è stata la

nomi di Giovanni Michelucci e Sergio Lenci.

visita al carcere di San Vittore nel Dicembre

Furono loro i primi illuminati, dopo Mario

2009. Abbiamo avuto modo di effettuare un sopralluogo degli spazi del colloquio una

nell’ambito sociale. Ed entrambi riuscirono

mattina di lunedì, unico giorno “di riposo” dell’intera settimana in cui questi ambienti non

progetti che hanno contribuito a cambiare

vengono utilizzati. In quest’occasione abbiamo

completamente la concezione dello spazio

preso atto delle reali condizioni del luogo,

della pena, puntualizzando la netta differenza

quindi del suo stato di fatto, dell’iter burocratico

tra

– a noi completamente sconosciuto -

che

dimostrando l’elevato potenziale di quest’ultima.

precede il momento dell’incontro tra il detenuto

A tale proposito è risultato interessante

e i suoi familiari e, quindi, il forte senso di

l’incontro avvenuto nel mese di Novembre

disagio provocato non tanto dalla situazione,

2010 con l’Architetto Corrado Marcetti presso

quanto dalla totale mancanza di confort

la

riscontrata: tutto lì dentro risultava inadeguato.

quest’occasione ho avuto modo di approfondire

Ci siamo chiesti come mai, nel settore

il progetto “Il giardino degli incontri” realizzato

pubblico, esistano ancora “progetti di serie

con fatica da Michelucci e dai detenuti del

A” e “progetti di serie B”, perché in alcuni

carcere di Sollicciano secondo un modello di

ambiti si faccia molta ricerca e in altri no e

progettazione partecipata che comportava un

soprattutto perché un sistema così già di per

elevato livello di innovazione di sistema e di

edilizia

e

Fondazione

architettura

Michelucci

di

penitenziaria,

Fiesole.

In

dinamiche, al punto da necessitare di oltre venti anni per la sua realizzazione. Ciò che è scaturito La scoperta di questo universo del tutto nuovo

dai racconti dell’Arch. Marcetti è che il sistema

ai nostri occhi ha comportato anche un’amara presa di coscienza sullo stato attuale della gestione economica delle risorse nel nostro

spaziale, è un qualcosa di molto radicato e

I PARTE | 15


INTRODUZIONE | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE necessità di tutelare i cittadini dagli elementi chiuso. Per comprenderne le motivazioni ho

più pericolosi, dell’inutilità dell’accanimento

fatto molti passi indietro, cercando risposte

sugli accusati prima che sia stata provata la

direttamente nel passato.

loro colpevolezza e della necessità che la pena segua in tempi brevi il reato commesso, sia

L’indagine che ho svolto è partita dalla storia

per non lasciare l’indiziato nell’incertezza

dell’istituzione penitenziaria tramite la quale

riguardo la sua sorte, sia per imprimere nella mente dei cittadini la

consequenzialità e la

sempre costante, da Platone ai giorni nostri: il

proporzionalità di colpa e pena. Quest’ultima,

rapporto tra il contesto storico, la situazione

assegnata dall’autorità giudiziaria, è solo un

politica e la concezione della pena; questi tre

mezzo per impedire che avvengano o si ripetano determinate violazioni; deve essere considerata un mezzo di difesa e di prevenzione sociale,

particolare, caratterizzano in modo molto forte

uno strumento per impedire che al male già arrecato se ne aggiunga altro ad opera dello

zoning su ampie aree territoriali dello stato

stesso criminale o di altri che dalla sua impunità

dell’arte dell’edilizia penitenziaria nel corso

potrebbero essere incoraggiati. Naturalmente

degli anni. Inoltre è interessante rilevare le

queste tematiche si andarono ad imprimere

variazioni di carattere architettonico rispetto ai

nelle coscienze dell’epoca, aderendo al dibattito

differenti modi di affrontare il concetto di pena,

illuminista che prevedeva un impegno civile per

tanto in Italia quanto in Europa: “il passaggio

risolvere i problemi sociali e a quel fermento

di consegne” dal sistema giudiziario a quello penale ha comportato una dislocazione e una

dei criteri per la costruzione dei nuovi luoghi detentivi. Indicativo è che il 30 novembre 1786

chiunque fosse ritenuto in obbligo di saldare

(22 anni dopo la pubblicazione Dei delitti e delle

il proprio debito con la società. Il momento di

pene) il granduca Pietro Leopoldo di Toscana,

apertura maggiore verso il cambiamento avviene,

con la riforma della legislazione criminale, abolì

ovviamente, in pieno clima illuminista, grazie ai

la tortura, la pena di morte, imponendo che le

numerosi scambi di esperienze tra i vari paesi

sentenze di condanna dovessero essere motivate

Europei, soprattutto Italia, Inghilterra e Francia

in fatto e in diritto. Nel 1787 è datato il codice di Giuseppe II duca d’Austria, che accogliendo il

schematizzati in trattati a stampa che divengono

principio del proporzionalismo, introduce una

oggetto di studio in continua evoluzione. Il

correlazione tra l’intensità della pena e la gravità

pensiero maggiormente innovativo a riguardo è

dei reati, determinando di fatto la diffusione

proprio quello di Cesare Beccaria che con il suo

in tutta Europa del pensiero di C. Beccaria e

“Dei delitti e delle pene”, da cui prende il titolo

sancendo la teorizzazione dei suoi principi. Tutte

il mio elaborato, sancisce l’inizio di un possibile

quelle istituzioni, in cui era possibile individuare

nuovo rapporto tra il delitto e la conseguente

un’ organizzazione sociale, furono sottoposte ad

pena, applicando una sostanziale distinzione

una completa revisione alla luce della nuova

tra reato e peccato. Nel libro si sostiene la

ottica secondo cui la maggiore produttività del

16 | I PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | INTRODUZIONE singolo è collegata alla necessità di assicurare condizioni di vita più sicure e più igieniche. differenti, scegliendo come effettivo ausilio Nel capitolo successivo si è effettuato uno zoom sul carcere inteso come luogo vissuto

l’uno dall’altro che permettono di osservare

da persone

l’evoluzione dei luoghi che ospitano l’incontro

pubblico

all’interno

del

tessuto

urbano,

tra i detenuti e i loro familiari. Nonostante la

analizzando tutte le dinamiche che si creano a ritenersi punto di vista maggiormente vicino due. Dal macro al micro: dalla città, contenitore

alla realtà delle cose. L’attuale rappresentazione

urbano in cui si inserisce l’intero sistema

mediatica del mondo penitenziario e soprattutto

della cittadella detentiva, alla famiglia come

dell’incontro affettivo in carcere è ad oggi

nucleo più piccolo in cui si inserisce il singolo

troppo spesso romanzata, distaccata dalla realtà

detenuto. In particolar modo vengono valutati

e da essa completamente differente. Bisogna aggiungere inoltre la scarsità di informazioni

all’interno dei centri storici, si tratta per lo più

veritiere che ogni giorno vengono elargite dai

di strutture molto antiche, non sempre nate

media i quali raccontano “solo quello che si

come prigione, che sono legate in senso molto

può”, inibendo lo spettatore e storcendo ai suoi

stretto alla storia delle città. Dall’ampio ambito

occhi la verità.

rapporto tra il carcere e le persone che gli vivono

Gli unici aspetti ad essere sempre costanti,

attorno, al di fuori del muro di cinta, cercando

nonostante il trascorrere del tempo, delle

di percepire qual è il tipo di interazione che si instaura tra gli abitanti di questi due nuclei

i personaggi che si muovono negli spazi del

che convivono separatamente nella stessa area, a pochi metri di distanza. Alla luce di queste considerazioni si fa riferimento al primo piccolo

esigenze dei fruitori.

sistema da cui il ristretto proviene e che, per via della detenzione, diventa l’unico contatto con il

L’ultimo

capitolo

di

questa

prima

parte

mondo esterno: la famiglia.Alla luce di questi

di approfondimento si conclude con una

elementi, si affronta poi nel dettaglio il tema

descrizione di casi studio esistenti che hanno

dell’affettività in carcere tramite un excursus

richiamato l’attenzione per i loro elementi d’innovazione. Si tratta di esempi italiani e

del sistema colloquio nel corso del tempo. La

stranieri che affrontano le criticità del momento

legislazione, fortunatamente, ha sempre tenuto conto di questo aspetto fondamentale della vita

relative al servizio, come nel caso di Bollate,

detentiva, riuscendo ad apportare importanti

oppure che mettono in comunicazione il carcere

evoluzioni nelle sale deputate all’incontro, da

con la città, come nel caso del Giardino degli

sempre oggetto di attenzione. Ad aiutare questo

incontri a Sollicciano; oppure che permettono incontri intimi tra detenuti e rispettivi partner

I PARTE | 17


INTRODUZIONE | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE come in Svizzera o in Spagna. Da ognuno

importante. Ma allora non ebbi nessun dubbio,

di questi casi sono stati estrapolati dei dati considerabili “vincenti”, ossia rispondenti alle

farlo” 1

domande che ci si è posti nei capitoli precedenti, riuscendo ad individuare una serie di possibilità

Tre architetti italiani che hanno caratterizzato

che li rendano re-investibili all’interno di un

in

nuovo progetto.

italiano

modo

fondamentale

hanno

anche

il

Novecento

intrapreso,

forse

inconsapevolmente, un percorso illuminato che è quello dell’architettura penitenziaria.

1.2 S. Lenci, G. Michelucci ed E.N. Rogers: verso un’architettura possibile

Le loro esperienze sono molto differenti, perché diversi sono gli approcci alle problematiche trattate e i loro contributi, insieme a quello di

collaborazione con Wolfang Frankl, si limita a carcere di Badu ‘e Carros e l’altro a Cosenza. Il primo soprattutto è stato un caso interessante

incarichi perché credo che un architetto

del rapporto che negli anni Cinquanta poteva

debba cercare di dare un contributo positivo,

disporsi tra un architetto e il tema della

e se questo non è possibile, se non è possibile

detenzione. Il quadro in cui fu progettata

migliorare il mondo, bisogna cercare almeno di

l’opera fu soprattutto un quadro di richieste di

non peggiorarlo, di non distruggerlo. È questo il grosso interrogativo che ogni architetto

con la ricerca di un punto di equilibrio tra la

dovrebbe porsi prima di accettare un incarico.

richiesta di un ruolo ammonitore del carcere

È un fatto di scelte personali, sta a te dire: “Spiacente non lo faccio”.

nel contesto ambientale. Affrontò il tema mantenendo la continuità con le tipologie

Per esempio mi avevano chiesto di progettare

tradizionali,

innovando

limitatamente

la grossa prigione di Amsterdam: ero agli

gli spazi e l’organizzazione funzionale del

inizi allora e avevo pochissimo lavoro. Così

complesso, polarizzando la sua ricerca sulla

cominciai pieno di belle illusioni su come fare

composizione

una prigione (visto che le prigioni sembra

i dettagli e l’inserimento nel contesto. È

architettonica,

i

materiali,

siano necessarie) più umana, più aperta, con giardini, orti da coltivare ecc. Poi mi arrivò

in diagonale che dà la possibilità di guardare

il programma preciso pieno di regole ferree,

lontano (N. Pirazzoli, 1979), ma il contributo

separazioni tra uomini e donne e una serie di vincoli tali da darmi la nausea. Così dissi

dell’archetipo

carcerario

è

soprattutto

veduta aerea

18 | I PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE |

I PARTE | 19


INTRODUZIONE | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE in

termini

di

linguaggio

architettonico.

All’eco di M.R fa seguito Giovanni Michelucci, energie in ambiti sociali, con l’obiettivo di dimostrare che il ruolo dell’Architetto va ben oltre la mera attività progettuale, ma deve essere gli ha permesso di rapportarsi con strutture scolastiche, ospedaliere e penitenziarie, tre categorie

che

usava

associare

soprattutto

intorno ai primi del 1970 in quanto, a suo parere, rispondenti a identiche problematiche. La ghettizzazione dei malati e dei detenuti in particolar modo, la lontananza di questi dai centri urbani, la totale incomunicabilità tra due mondi che a tratti rischia di sfociare nell’utopia. Sergio Lenci, al contrario, collaborò direttamente con il Ministero di Giustizia e, mostrate attenzione numerosi incarichi di progettazione per più istituti penitenziari. Si può affermare con certezza che il suo è l’unico esempio recente di architetto al servizio del carcere. Ernesto Nathan Rogers invece ebbe modo di sfruttare la sua attività di docente universitario portando avanti il tema carcerario nell’ anno accademico 1966 -67 nel Corso di Elementi di composizione tenuto

nella

Politecnico prezioso

facoltà di

di

Architettura

del

Milano,

avvalendosi

del

contributo

di

Guido

Canella.

L’Architettura del rispetto

banco di prova: esigenza scomoda che la società mondiale non riesce a superare e i cui risvolti edilizi non può ignorare né accettare così come ci sono pervenuti dal secolo scorso.

20 | I PARTE

modulo di cella in un disegno di Sergio Lenci


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | INTRODUZIONE Ecco le contraddizioni e i margini di ambiguità

a favore di una vita più umana all’interno del carcere, non solo per i ristretti ma per tutti coloro

(S. Lenci)

che si trovavano ad operare in questi ambienti.

Sergio Lenci si laurea in Architettura a Roma

Nel 1952, a venticinque anni, Sergio Lenci

nel secondo dopoguerra nel pieno clima della Ricostruzione. L’esperienza di tutorato

generale degli istituti di prevenzione e pena del

all’interno dell’università gli permette di entrare

Ministero della Giustizia dovendo occuparsi dell’area Manutenzione del patrimonio edilizio

Zevi e Samonà che costituivano una cerniera tra

e programmazione nuove costruzioni. Ai

il passato e il presente del pensiero progettuale

suoi occhi si aprì un mondo del tutto nuovo e

italiano. Grazie a loro acquisì una preparazione

sconosciuto,

che aveva come parola d’ordine la concretezza,

100.000 persone in tutta Italia. Le condizioni

la ricerca dell’essenza costruttiva come normale

al termine della seconda guerra mondiale erano

immenso, composto da più di

conseguenza delle condizioni della produzione edilizia post bellica.

Ciò che maggiormente

delle volte inseriti in contesti di risulta, vecchi

colpisce del suo metodo è la sincerità espressiva e la forte aderenza ai contenuti, una coerenza

molto antichi e malandati, privi di qualsiasi

stilistica che gli permette di confrontarsi con temi

tipo di manutenzione. Molto forte, allora come adesso, era il problema del sovraffollamento.

“estetico”: come si può dare un volto umano

L’esperienza si rivela da subito per Lenci molto

a spazi come i Palazzi di Giustizia, agli Istituti

istruttiva ma umanamente angosciante. A

di Pena, alle Case Mandamentali? Risponde

seguito dei numerosi sopralluoghi effettuati in

a questa domanda cercando la verità nelle

varie strutture, creò una mappatura di quelle

situazioni da affrontare, la soluzione più idonea

che risultavano le criticità più forti da risolvere con maggiore priorità: mancanza di aria e luce

più chiari per comunicare ciò che pensa. Non

naturale, elevata umidità, assenza di ventilazione

si pone come semplice autore ma come vero

in ambienti affollati, promiscuità, presenza

e proprio mediatore all’interno di un sistema

costante di rumore di fondo, pessimo odore

articolato, fatto di norme molto rigide, del suo

(causato soprattutto dalla presenza di muffe).

pensiero critico e delle reali necessità dei fruitori

Non

da

meno

organizzazione

erano

spaziale

i

problemi

interna

dovuti

di a

giustapposizioni, derivazioni e mutazioni solo nella realizzazione di spazi che permettono alle

funzionali realizzate senza alcun concetto

persone di vivere nel modo migliore possibile

architettonico che rendesse giustizia anche

anche in condizioni al limite. Gli ostacoli da

alla qualità e vivibilità degli ambienti ricavati. Nel 1959 S.L viene chiamato dal Ministero

pagine, sono rappresentati da una tradizione

come consulente per la fase preliminare di

tipologica dell’edilizia penitenziaria triste e

progettazione di Rebibbia. La Casa Circondariale

repressiva, che andava necessariamente rivista

di Rebibbia a Roma fu costruita nel 1938 da

I PARTE | 21


INTRODUZIONE | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE di fondi. La prima proposta presentata da Lenci, subito bocciata, riguardava la costruzione di due istituti indipendenti ma vicini per una più facile gestione dell’elevato numero di detenuti. La seconda invece, approvata e quindi lontani, autonomi nell’amministrazione dei detenuti e accessibili da un unico centro servizi collettivo

tramite

camminamenti

coperti.

Come lui stesso raccontava “… parlando della scelta di linguaggio che allora feci per Rebibbia ricordo che cercai di coniugare tre metodi di disegnare architettura, uno (ero stato in quegli anni in Danimarca), un altro era quello di Alvar Aalto e il terzo quello di Le Corbusier”.2 Il sistema danese è ripreso per le parti che ospitavano

i

detenuti, molto vicine alle camere da letto dei campus universitari; il metodo di Aalto era riconoscibile nella distribuzione spaziale dei servizi interni alla struttura e quindi nella loro di LC, molto vicina allo stile del razionalismo italiano, Torre del carcere di Rebibbia

determinava

una

forte

pulizia

visiva nella gestione dell’involucro esterno.

Mussolini come una cittadella carceraria che

tipologia del tutto innovativa che elimina

avrebbe ospitato 6500 detenuti (uomini e donne)

completamente il concetto del ballatoio su più

di diversa condizione detentiva (carcere, casa

piani affaccianti nel vuoto centrale, che rischiano

penale, centro clinico…). Il progetto di partenza,

di accentuare il concetto di alienazione, e pensa a corpi tripli con celle accessibili da

ente abilitato alla progettazione e realizzazione delle carceri. All’alba del 1954 però, risultava

muratura di laterizi e paramento esterno a vista,

completa solo l’ampia area della sezione

formato da tre bracci di celle ognuno da tre

femminile e quella penale del settore maschile.

piani con soggiorno, servizi doccia, infermeria

L’intenzione dell’amministrazione era quella di

e sala colloquio. I blocchi per la direzione, la

abbandonare il progetto di partenza riducendo la

caserma e le abitazioni del personale sono posti

capienza del settore detentivo maschile a non più

all’esterno del muro di cinta. Viene inoltre

di 1800 detenuti, soprattutto per una mancanza

proposto di piantare 2000 alberi nello spazio

22 | I PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | INTRODUZIONE

Rimini, Csaa Mandamentale

libero con lo scopo di mettere in contatto la funzionamento gestionale di questo luogo. il murato e pavimentato dello spazio esterno,

Ulteriori elementi di innovazione, in accordo con

mantenendo un forte inserimento dei volumi

le normative vigenti all’epoca, riguardano le aree

nella natura. Rispetto all’ingresso S.L spiega

di detenzione che vengono qui riproporzionate in maniera corretta, assicurando (nell’ottica di

dell’ingresso così da creare per la facciata una

un corretto funzionamento del carcere) ad ogni

griglia strutturale molto semplice e regolare,

detenuto la giusta quantità di mq procapite.

rotta nei luoghi del passaggio d’accesso, in modo

I blocchi che ospitano le celle vengono

da formare uno spazio complesso che, aprendo

maggiormente segmentati e uniti tra loro

verso una piccola piazza interna, preludesse

mediante corridoi frammentati e ben illuminati

l’arrivo negli spazi interni al muro di cinta.” La

che ricevono una gran quantità di luce naturale.

possibilità di modulare il passaggio dall’ esterno

Si rivelò molto importante anche la legge

all’ interno tramite zone intermedie (da fuori

che prevedeva il 2% sulle opere d’arte e che rendeva obbligatorio destinare tale percentuale

celle) mostra una particolare attenzione verso

sull’importo del costo globale dell’opera alla

il controverso rapporto tra il fuori e il dentro

realizzazione di opere artistiche per arricchire la

del carcere. Non a caso viene prestata molta cura anche al tema del cancello di ingresso:

tutt’oggi presenti negli spazi aperti di Rebibbia

scorrevole, in acciaio inossidabile e con fenditure

un’opera di Aldo Calò (posta tra la Direzione e

chiuse da vetri di sicurezza a forma di T, lucido

l’ingresso) e due di Vittorio Parise nel soggiorno della

caserma

della

polizia

penitenziaria.

confronti della continuità muraria che lo

Il nuovo carcere di Rebibbia di Sergio Lenci venne

circonda e che allude all’attenzione che la società

inaugurato nel 1972 e nonostante i dodici anni

civile deve portare al problema penitenziario.

di lavoro e progettazione, la sua realizzazione

L’ immagine architettonica forte che caratterizza

non risultò fedele alla proposta iniziale. La

il complesso edilizio è legata al movimento,

lezione più importante che l’Architetto ci lascia,

alla funzione e alla complessità d’uso, come

in merito alle possibilità di realizzazione e ai

I PARTE | 23


INTRODUZIONE | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE

Spoleto, Casa Circondariale

così detti “compromessi”, è che più le tecnologie

al rispetto, fornendo ai ristretti una vita dignitosa

previste nel progetto sono facili e tradizionali, maggiori sono le probabilità che ha di essere

bassi e con una poca concentrazione di detenuti

eseguito fedelmente. Ciò deriva non solo dalle

(da 300 a 600 nei paesi scandinavi, contro i

tradizionali capacità produttive del settore

1200 di Rebibbia). Purtroppo una ricerca di

edile, ma anche dai capitolati e dagli elenchi e

questo tipo, nel contesto storico e sociale in cui

descrizioni dei prezzi compilati e adottati dal

S.L si trova ad operare, diviene scomoda sotto

ministero dei lavori pubblici.3

più punti di vista, e l’Architetto viene allontanato

Negli anni ’70 Lenci viene incaricato nuovamente

infatti, l’Italia elabora un nuovo progetto

dal Ministero per conto dell’UNSDRI per fare il

tipo, di stampo assolutamente regressivo per

punto sulle condizioni dell’edilizia penitenziaria

le costruzioni carcerarie, che vede un’alta

del mondo. La risposta arriva da diciotto paesi,

concentrazione di detenuti in spazi altrettanto

molto meno di quelli coinvolti, e vengono stilati

compressi, con una riduzione molto forte dei

venticinque esempi pratici che verranno poi

percorsi interni ed esterni. Il ricorso al sistema

pubblicati sull’Architectural Press di Londra nel

dell’appalto tramite concorso prima, e della

1975. I dati elaborati sono piuttosto esplicativi

concessione dopo, doveva eliminare l’incognita

4

e mostrano, soprattutto per i paesi dell’Europa del Nord, una forte evoluzione che predilige

Ne è l’esempio lampante l’ inadeguatezza

il decentramento degli istituti a favore di un

attuale di Rebibbia rispetto al progetto di Lenci.

inserimento di questi in contesti naturali, a contatto con il verde, optando per una detenzione volta non alla repressione ma alla rieducazione e

24 | I PARTE

L’incarico per la Casa Mandamentale di Rimini


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | INTRODUZIONE Comunale a metà degli anni ’60. Si tratta di un

territorio fa sì che le aperture degli affacci per gli

piccolo carcere in un’area collinare a ridosso

ambienti di vita dei detenuti siano rivolti verso

dell’autostrada. La buona cooperazione tra gli

aree libere con orizzonti lontani, considerando

enti in gioco ha permesso che l’esecuzione e la

in particolar modo uno dei primi problemi

messa in atto del progetto risultassero ben fedeli

riscontrati sulla psiche dei ristretti: la mancanza di percezione delle distanze e della profondità .

privilegiò la qualità dei materiali e la semplicità

Viene poi tenuto in considerazione il principio

volumetrica e spaziale, così da rimanere in linea

di riconvertibilità, fondamentale allora come

anche con la tradizione paesaggistica locale.

oggi per impedire gli sprechi e permettere che

Il progetto per la Casa Circondariale di Spoleto

destinazione. Questo comporta la realizzazione di spazi luminosi e di dimensioni non opprimenti,

luce delle esperienze pregresse nel romano

perché “[…] se la struttura edilizia è umana,

e nel riminese. Il problema riguardava il

i detenuti di oggi si troveranno, nei limiti del

trasferimento della casa circondariale e penale

possibile, in una condizione più avanzata che

dalla Rocca di Spoleto, struttura storica, in spazi cosa, da situazioni di sofferenza direttamente questo complesso sono molto differenti rispetto

derivanti dalla cattiva edilizia.”5 . La pianta

a quelli precedenti, infatti hanno un maggiore

della C.C livornese è avvolgente, caratterizzata

sviluppo verticale (si contano quattro piani

in alzato da un ritmato alternarsi di pieni e

fuori terra) a favore di una ridotta lunghezza dei

vuoti grazie all’ausilio dei portici al piano terra.

corridoi dovuta ad una minore frammentazione dei servizi. I padiglioni sono composti da

anche ai tagli volumetrici a 45° e alla rotazione

quattro bracci e la sezione da trenta celle viene

dei corpi di fabbrica, così che lo sguardo sia

divisa in due parti, come le due ali di una L con

portato a ruotare intorno al blocco per scoprirne

al vertice il soggiorno. Le strutture sono tutte in

le forme. Il volume non è mai statico, tende

cemento armato con tamponature prefabbricate e portici sia come elementi di collegamento

nell’unitarietà le sue geometrie precise, come

che per le aree di passeggio. La caserma per

quelle della grande curva in pianta e della torre.

gli agenti di custodia è all’interno di una torre per evitare di bloccare il paesaggio collinare

Nei progetti di L. è sempre presente una

con una mole troppo incombente di elementi

sottile vena espressionista che vuole ridare

verticali, è infatti l’unico elemento che spunta

vitalità ed impulso ad un’architettura che

al di fuori del muro di cinta dando un senso

rifugge i canoni statici e monumentalistici

di plasticità che interagisce con il paesaggio.

delle tendenze del momento. La tecnica non è mai esibita, si intravede ma non si

L’incarico per la progettazione della Casa

mostra e spesso si nasconde per riaffermare

Circondariale di Livorno arrivò in seguito alla vincita di un concorso d’appalto nel 1974. Il

Sergio Lenci si batte per una vita più umana

posizionamento periferico della struttura sul

all’interno del carcere e ne verrà “ricompensato”

I PARTE | 25


INTRODUZIONE | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE con una pallottola nella nuca nel luglio del

per lui indispensabile ricostruire la storia del

1980: perché migliori condizioni carcerarie –

singolo individuo per focalizzare l’attenzione

fu la motivazione dell’attentato – allontanano

sulla persona e sul suo trascorso, una storia

la rivoluzione, secondo l’aberrante visione di

meno lineare di quella che emerge dalle pagine

una ideologia perversa. E allo stesso modo,

di un processo e meno semplicistica della

nell’ottica di una possibile e scomoda apertura

distinzione tra categorie detentive. Se si pensa

verso il mondo del progetto architettonico

infatti che una percentuale non irrilevante

penitenziario,

della popolazione detenuta era ed è tutt’oggi

venne

allontanato

dal

suo

tossicodipendente, la richiesta di strutture alla morte a perseguire i suoi intenti, lasciandoci

alternative alla carcerazione diventa forse un

in eredità “Un colpo alla nuca” un libro che

proposito meno ideologico e più comprensibile.

raccoglie le sue esperienze, le sue lotte e i suoi

La soluzione da lui proposta prevedeva,

perché.

onde

evitare

la

ghettizzazione,

un’ampia

dislocazione sul territorio urbano di strutture che ospitassero i colpevoli, fornendo loro dei servizi di supporto al reinserimento in società, Ora vivo a Sollicciano, con i carcerati, perché

luoghi in cui poter essere seguiti costantemente,

stiamo facendo un progetto per la sistemazione

apprendere un lavoro e avere un’occasione di

riscatto.

Il

suo

approccio

non

trova

perché ne sto progettando uno ed ho voluto

ovviamente applicazione pratica, ma deciderà

prendere contatti con quel mondo e provare

di

intraprendere

comunque

un

percorso

progettuale all’interno del sistema penitenziario come credo che il carcere debba scomparire.

rimanendo a cavallo tra la città e il carcere,

(G.Michelucci) Il

disagio

dell’architetto

nei

confronti

Ne “Un fossile chiamato carcere” è racchiuso tutto il pensiero di G.M sul carcere e la sua

progetta per le istituzioni o per coloro che sono

dal periodo storico in cui sono stati redatti

dover rispondere a delle normative molto rigide

i documenti che compongono il libro, ossia

che sembra impossibile poter conciliare con le

intorno al 1974, anno dell’entrata in vigore della Legge Gozzini. La sua idea, così lungimirante

progettista deve capire il linguaggio dei muri,

da sfociare nell’impossibile, è l’annullamento

delle aperture, dei vuoti e dei pieni, i vantaggi o

degli istituti di pena in seguito a una totale

svantaggi che essi possono arrecare, ma questa

revisione del sistema penale e punitivo. Egli stesso avanza ipotesi di possibili soluzioni

soluzioni nuove: deve essere sollecitata da una

rieducative, partendo dal presupposto che gli autori di reato sono soprattutto persone con disagi psichici, cresciuti senza un’istruzione e provenienti da contesti sociali disagiati. Diventa

26 | I PARTE

detenuti del carcere di Sollicciano per descrivere la loro idea di “Giardino degli incontri”; due disegni di Giovanni Michelucci (in basso è riconoscibile la sezione della struttura attuale)


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | INTRODUZIONE

I PARTE | 27


INTRODUZIONE | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE ben precisa richiesta da parte di coloro che in

perché chi è fuori non ha mai vissuto il

quegli spazi vivono e vorrebbero trasformarli. Per questo M. ha ritenuto importante vivere

di visibilità, come realizzare strutture di

per più tempo con i detenuti, ascoltarli e

interscambio che ricordassero in qualche modo

osservarli, coinvolgendoli poi nel progetto e

il mercato. L’ idea del giardino per la città

nella realizzazione del Giardino degli Incontri.

fu dei detenuti che immaginarono un luogo

Nel carcere di Sollicciano emergono alcune

che risolvesse, negli stessi metri quadrati, i

prerogative

esclusive

problemi della città e del carcere. Le soluzioni

della struttura carceraria, quanto di tutta l’

per sicurezza, salute, ambiente si trasformavano

architettura costruita nei primi anni ’70: un’

in proposta culturale, lavorando sull’identità

eccessiva rigidità delle funzioni rispetto alla

formale degli spazi

che

non

sono

più

per conferire maggiore

riconoscibilità all’ambiente, così che al pericolo dell’emergenza non subentrasse quello di una all’ambiente carcere, alla sua possibile vivibilità,

normalità aberrante. Non si è voluto progettare un giardino, ma in primis un teatro dove

ad alcuni aspetti della società civile che possano facilitare l’accesso verso l’esterno: rivitalizzare le

chiamati a vivere un momento eccezionale

strutture esistenti tramite l’istituzione di attività

e fuori dalla normale quotidianità. Non si è

che, seppur autonome, si propongano di dar vita

voluto nascondere l’esistente e anzi, la presenza

a un programma di risoluzione ai problemi di

stessa di due elementi come natura e carcere

disadattamento ambientale ed emarginazione

hanno portato ad una valutazione spregiudicata

sociale, con l’obiettivo di abbattere le barriere

della città contemporanea. Il teatro, elemento principale dell’intervento, è stato scelto perché fondamentale nelle istituzioni carcerarie: si tratta

richieste come quella di costruire un ambiente

di un’ attività rieducativa molto importante non

più ridente per i rapporti con i familiari,

solo per la riscoperta dell’identità del singolo,

un orto botanico con colture specializzate

quanto per la capacità di unire le persone

nella erboristeria o di utilizzare e ampliare le

all’interno di un gioco di squadra e di complicità

attrezzature sportive per l’intero quartiere. Il

. L’agorà occupa gli spazi esterni dell’area del

tentativo è quello di spargere frammenti, come

giardino, mentre il blocco chiuso è realizzato con

delle piccole antenne portatrici di connessioni. Il valore espressivo dipende tutto dall’intensità

l’intero ambiente rendendolo più confortevole e

del messaggio che si vuol dare e queste piccole

meno ostile agli incontri tra detenuti e familiari.

realizzazioni sarebbero servite non tanto e non

Michelucci ha sempre affrontato le tematiche

solo a migliorare la condizione del carcere,

penitenziarie

in

un’ottica

di

prevalente

quanto come strumento di conoscenza del mondo esterno e della propria esistenza.

dell’architetto di rispondere ad atteggiamenti emotivi

con

argomentazioni

logiche.

Secondo M. era indispensabile mettere in relazione

28 | I PARTE

l’esterno

con

l’interno,

proprio

radicali abitudini, valori o pregiudizi ai quali


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | INTRODUZIONE si è profondamente creduto e, cosa ancora più

- Individuazione di ambienti diversi in baso allo “stato detentivo” del reo, così da permettergli

solo a degli spazi ma a dei nuovi sistemi di vita

di accedere gradualmente all’acquisizione della

che già si intravedono nella società attuale,

libertà;

ma che rischiano di non poter funzionare né creare una nuova forma, proprio perché ogni

- Necessità di momenti di vita “associata”

cambiamento pone dei problemi che coinvolgono e mettono a disagio certe categorie sociali.”

creare un campo interno ed uno esterno

Nonostante tutto, riesce perfettamente in

all’istituzione in cui organizzare il trattamento;

quest’intento, regalando una boccata d’aria nuova ad un sistema ormai inceppato da troppo tempo.

- Creare relazioni spaziali e funzionali tra istituti penitenziari, città e territorio così da diminuire

L’Architettura della ricerca

gli spazi della segregazione istituzionale a favore di una riabilitazione in contesti sociali aperti.

Meno critica e, per ovvie ragioni, meno pratica è l’esperienza di Ernesto Nathan Rogers al Politecnico di Milano con il suo corso di

Quanto appena descritto metteva in crisi

Elementi di composizione architettonica tenuto

i pregiudizi innescati dal regime culturale

in collaborazione con Guido Canella. Sono poche

allora vigente, conseguenti alla normativa

le tracce lasciate da questo singolo episodio

che stabiliva criteri obsoleti di ubicazione e

di sperimentazione nell’ambito penitenziario

standard dimensionali poco ragionati. Uno dei

all’interno della Facoltà milanese, se ne parla

punti di maggiore forza, prima ancora della

in modo approfondito solo nel terzo numero

risistemazione spaziale, diventava il rapporto

della rivista “Hinterland” del 1978. La ricerca

tra carcere e città, affermando la necessità di

iniziale del corso si muove trasversalmente,

inserire gli insediamenti penitenziari in aree

considerando le conclusioni a cui erano

altamente urbanizzate per una serie di questioni

pervenute diverse discipline (come sociologia

come le economie interne, la vicinanza a centri

e criminologia) a ridosso dei cambiamenti

di osservazione e ricerca, l’accessibilità agevolata

indotti dalla legge Gozzini del 1974, per poi

agli enti esterni, la facile raggiungibilità da parte

esplorare come naturale conseguenza gli aspetti

dei parenti e così via. Le funzioni della cittadella

spaziali che contribuivano all’avanzamento

penitenziaria sono molto simili a quelle della

di un’ipotesi tipologica dove “architettura”

città urban: integrazione, decongestione e

e “responsabilità” andassero di pari passo. I quattro obiettivi fondamentali da raggiungere

di cultura materiale che attesti la differenza tra

nella realizzazione del progetto erano i seguenti:

le varie tipologie detentive.

-

individuale

La seconda fase, testimoniata dalla tesi di laurea

differenziato e progressivo del soggetto già

presentata nel 1970 da R. Balconi, S. Brenna e

giudicato;

C. Confalonieri segna un ulteriore passaggio,

Principio

di

trattamento

I PARTE | 29


INTRODUZIONE | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE ossia quello di interazione tra il carcere e varie istituzioni come quelle scolastiche, residenziali e di assistenza. L’intervento prende in esame il complesso di San Vittore a Milano, data l’importanza storico-sociale che questo luogo ha per l’intera città: ricco di contraddizioni, diventa fulcro di un possibile ribaltamento. La prima mossa è quella di riconversione e riconnessione del patrimonio edilizio pubblico, l’intervento architettonico diventa tattico e si estende in un’area compresa tra Corso Magenta e Parco Solari, coinvolgendo enti culturali e istituzionali, giocando sul movimento delle attività quotidiane. Si tratta di micro interventi in strutture come il Museo della Scienza e della Tecnica, l’Ospedale di San Giuseppe e la Caserma di S. Ambrogio, come un complesso diffuso e ricco di occasioni e intrecci nel tessuto urbano. Vengono quindi strutturate anche aree di sosta e percorsi pedonali che collegano i poli attrattivi considerati. Allo stesso modo si pensa ad una rifunzionalizzazione di San Vittore, in cui alcuni bracci vengono ridestinati a biblioteca con annesso spazio “aula magna”, i rimanenti restano a disposizione dei giudicati coinvolti nel processo riabilitativo e produttivo dell’istruzione, mentre

l’avancorpo viene

riutilizzato per le sedi degli organismi della gestione politica e amministrativa di zona. Nessuna delle ipotesi avanzate all’interno di questo laboratorio troverà mai riscontro pratico nella realtà, in compenso alcuni di questi assunti verranno realizzati nel 1976 dal Royal College of Art nella ridestinazione della Workhouse di Abingdon (Inghilterra) che da carcere diviene centro culturale e sportivo.

30 | I PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE |

2. L’istituzione carceraria

pena sono molti e l’analisi etimologica di ognuno lascia intendere, tra l’altro, l’accezione sociologica e culturale del reato, del reo e del suo rapporto con la giustizia e l’istituzione. L’etimologia di “carcere”, parola bandita dal nuovo ordinamento penitenziario,

sembra

rimandare al termine ebraico “carcar” che tumulare: nei tempi antichi il ritorno al corpo materno della terra conferisce alla pena un carattere quasi sacrale perché unica alternativa al naturale sfogo della vendetta. L’imprigionamento equivale alla murazione o all’esilio: è una forma di rimozione dalla società del reo, consegnato alla divinità che lo fa morire o ne prolunga la vita. I latini, invece, utilizzavano la parola carcer, che ha radice dal verbo coercio

I PARTE | 33


L’ISTITUZIONE CARCERARIA | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE restrizione, dove si rinchiude, si castiga e si

come luogo preposto alla funzione rieducativa, ponendo i prigionieri in ambienti in cui erano

una recinzione.

protetti da un semplice vestibolo e, a volte, avevano la libertà di incontrare i loro cari.

Solo in un secondo tempo questi stessi spazi

Con il razionalismo Platonico il luogo della

assunsero il nome di “prigione” (da prehensio,

pena sembra aderire in modo più articolato

l’azione di catturare), intesa come costrizione

alle forme della società civile, sia con un’ipotesi trattamentale differenziata che con opportune

soggetti privati della libertà personale.

localizzazioni. Platone prescrive tre tipi di carceri: uno presso il mercato, destinato alla

Tumulare, restringere, castigare e catturare

custodia della maggior parte dei delinquenti

rispondono

che

(l’equivalente del nostro carcere giudiziario),

descrivono spazi ciechi, ricavati nella profondità

uno detto Sofronisterio, in cui i magistrati

della terra, angusti, privi di ogni genere di

operano per la riabilitazione di chi ha commesso

conforto.

colpe per stoltezza e non per malvagità, e un

a

testimonianze

lontane

terzo luogo deserto e selvaggio, lontano dalle Eppure le prigioni nacquero con il sorgere della

città, dove rinchiudere gli empi.

civile convivenza umana all’interno delle “città” e le prime notizie ad esse relative ci arrivano

In opposizione la cultura Romana non accenna

dall’Antica Roma e dall’ Antica Grecia. Furono

a queste distinzioni: la crudeltà delle punizioni

proprio i Greci i primi a credere nel carcere

circoscrive l’uso della carcerazione e la necessità di assicurare il colpevole alla giustizia, negando al della pena in quanto serviva in linea di principio “ad continendos homines, non ad puniendos”. Questa concezione, all’interno del sistema della città romana, inibisce un investimento architettonico autonomo: ci si limita infatti a disporre il carcere presso il Foro costruendo due locali sovrapposti, di cui l’inferiore destinato all’esecuzione delle sentenze capitali. Questi due esempi sono fondamentali per capire che la storia delle prigioni è il frutto di un legame molto forte che intercorre tra il concetto di reato, di pena e di espiazione della stessa: il sistema di questi tre elementi, contestualizzato all’interno del carcere nelle varie culture.

34 | I PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | L’ISTITUZIONE CARCERARIA Nel corso dei secoli questo sistema ha subito un andamento altalenante e discontinuo – che possiamo facilmente riscontrare ancora adesso – e non bisogna stupirsi se dal Medioevo la concezione platonica precedentemente descritta venga completamente abbandonata a favore di pene corporali molto dure che avvenivano in celle occasionali ricavate nelle torri o nei sotterranei dei castelli.

concezione della pena come espiazione dal peccato, associando la penitenza prevista dal diritto canonico alla tipologia del monastero così da determinare l’archetipo del trattamento standard distribuite lungo un corridoio comune. Primo luogo nato dallo stretto rapporto tra chiesa e mondo penitenziario è l’Ospizio di S. Michele a Roma, costruito tra il 1701 e il 1704 dall’Architetto C. Fontana, dove al lavoro diurno si associa la segregazione individuale notturna. Del San Michele appaiono rilevanti, in particolare, le dimensioni spaziali e volumetriche e

le

soluzioni

tecnologiche

utilizzate

dall’architetto per realizzare gli impianti idrici, fognari e di condizionamento di cui la struttura è dotata e che solo in un recente passato sono entrati a far parte dei requisiti della moderna edilizia penitenziaria. Le soluzioni strutturali e funzionali con le quali è stato ideato e realizzato interni, garantendo insieme alla piena visibilità

spazio destinato alla intimità in contrasto con

necessaria per la sicurezza dei luoghi anche una

la dirompente ampiezza che contraddistingue

migliore vivibilità degli stessi. Le 60 celle sono

la sala centrale che rievoca, anche per la luminosità, i luoghi urbani del transito, della sosta, del rito e del lavoro: la strada, la piazza, il

la cella, la porta d’accesso e i ballatoi sono di dimensioni proporzionate a quelle corporee dei minori, quasi a segnare, personalizzare, lo

Lo spirito culturale della città capitolina del XVII

I PARTE | 35


L’ISTITUZIONE CARCERARIA | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE - XVIII secolo era riuscito, dunque, a concepire

radiale: la suddivisione tra zone laboratoriali

un sistema architettonico continuo e organico,

diurne e segregative notturne viene mantenuta,

privo di estemporaneità, per quei tempi esempio

ma contrariamente al principio dell’esempio

rivoluzionario di architettura sociale. Ciò risulta

italiano, si fa della sorveglianza dei prigionieri la

tanto più vero se si pensa che le tipologie

norma della distribuzione spaziale che consente

proposte successivamente sono spesso risultate

di separare i presenti in gruppi omogenei per

prive dell’organicità, degli elementi umanizzanti

sesso, reato ed età (secondo un principio che

e degli indispensabili requisiti di igiene edilizia

verrà portato al suo assoluto con il Panottico di

che la casa di correzione San Michele aveva

Bentham). L’esperimento di Gand rappresenta

proposto e che hanno fanno di essa il prototipo

una trasformazione della tipologia carceraria

di tutti i carceri cellulari.6

generale, risultando punto di partenza per tutta la progettazione successiva.

Lo schema appena descritto, sviluppato su croce E’ il 1787 quando J. Bentham propone la racchiudendo due corti distinte, ritornerà nella

struttura panottica immaginandola applicabile

casa di Correzione di Milano eretta a Porta

a ogni istituzione basata sul controllo (scuole,

Nuova da F. Croce nel 1759.

fabbriche…). Si tratta di un complesso unico a forma circolare, senza articolazioni e con

La svolta fondamentale in ambito europeo

una sola fonte di aria e di luce tramite il tetto

avviene tra il Seicento e il Settecento, in

centrale a cupola, composto da un anello di

dalla Riforma protestante, grazie all’istituzione delle workhouse: case di lavoro o di correzione

così che i sorveglianti, nascosti nella torre

in cui addestrare alla produttività, assicurando il

centrale, potessero osservare con attenzione

riscatto del colpevole sottraendolo alla recidiva.

le silohuette dei prigionieri, inibendo la loro

In Olanda invece sorge la Rasp-huis

predisposizione alla scorrettezza. L’isolamento

perché i rinchiusi erano costretti a grattugiare

è continuo e le possibilità di movimento e

un legno dalla cui segatura si otteneva un

di lavoro sono inesistenti; le misure della

pigmento per i tessuti. La soluzione della pena va di pari passo con i valori funzionali della

reclusione, sono di m. 1,20 x 4 x h 3 circa.

società, così che il luogo della detenzione risulti

Di fatto poi il Panoticon non venne mai

assimilabile all’isolato della città mercantile

costruito, ma le sue derivazioni sono facilmente

fatta di abitazioni, laboratori e magazzini.

riscontrabili in Francia, Inghilterra, Olanda e Stati Uniti.

Le forme trattamentali si fanno sempre più distinte e, di conseguenza, aumenta la necessità

Ed è proprio qui che negli anni venti del 1800 si

di pensare a spazi che possano assolvere ad

affermano due scuole di pensiero differenti tra loro

un’articolazione interna più frammentata. E’ il

che danno vita a conseguenti sistemi penitenziari:

caso della Maison de Force costruita a Gand del

il sistema

1775 da J.J.P Vilian che inaugura il nuovo sistema

Il primo, sviluppato nella prigione di Walnut

36 | I PARTE

e quello auburniano.


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | L’ISTITUZIONE CARCERARIA

l’inclusione di vasti spazi aperti per il passeggio collettivo e la riduzione al minimo dell’ampiezza delle celle, nelle quali è previsto che i detenuti rimangano solo per il riposo notturno. Lo schema planimetrico più diffuso prevede che le celle vengono allineate nella zona mediana di spalle all’altra con il muro in comune. Tutte si affacciano sull’ambiente interno attraverso un cancello, non hanno aperture verso l’esterno e Disegno tecnico del Panottico proposto da Bentham

ricevono luce indiretta.

Street a Filadelphia, si basa sulla segregazione

Entrambi gli approcci divengono oggetto di

individuale ventiquattro ore su ventiquattro,

discussione in Europa sia per la differente

escludendo le possibilità di vita in comune:

concezione del concetto lavorativo - produttivo,

ne deriva una struttura a impianto radiale

sia per gli effetti psicologici dell’isolamento.

composta da più bracci a forma di parallelepipedi

Il regime disciplinare adottato nelle strutture,

rettangolari che si dipartono dalla

rotonda

ancora una volta, diventa il fulcro del dibattito da

centrale. Questo tipo di articolazione permette

cui scaturiscono nuovi sistemi planivolumetrici

la suddivisione della popolazione detenuta

frutto di diverse soluzioni architettonico –

in classi (sesso, reato, età…). Su ciascun lato

funzionali orientate ad articolare e specializzare la fruizione interna di questi luoghi, tentando

celle, tutte singole e più ampie rispetto a quelle

di rispecchiare l’alto valore di nuovi temi civili

benthamiane, così da consentire lo svolgimento

in modo corrispondente alle necessità sociali,

delle attività lavorative al loro interno.

economiche e culturali prevalenti nel contesto storico e sociale.

Il sistema è totalmente privo di qualsiasi ambiente collettivo, scaturiscono quindi considerazioni di

Sulla scia di tale movimento, agli inizi

tipo umanitario e utilitaristico derivate dai gravi

dell’Ottocento, studiosi di fama fondarono in Italia la Scienza delle prigioni, una scuola

dei ristretti sottoposti al rigido isolamento.

impegnata

nella

ricerca

di

una

corretta

Si valuta l’ opportunità utilizzare/sfruttare la

impostazione pratica della funzione della pena

manodopera detenuta in attività lavorative di

detentiva. La scuola si dedicò alla soluzione

tipo industriale, ispirando il secondo modello di

del problema delle prigioni sotto un duplice

organizzazione spaziale e funzionale, entrato in funzione per la prima volta nella città di Auburn

dell’isolamento, del lavoro e dell’istruzione

(New York) tra il 1823 e il 1825. Questo si discosta

del recluso; architettonico che

notevolmente dai precedenti, in particolare

individua nel 7

I PARTE | 37


L’ISTITUZIONE CARCERARIA | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE

veduta aerea della prigione di Auburn (NY)

con una conseguente dislocazione degli stessi scissione tra sistema penale e giudiziario, cui

sul territorio. La cultura Positivista radicata

segue l’ autonomia di istituti di reclusione

in quell’epoca tende a concepire la criminalità come la malattia e la pena come terapia, facendo

(carcere giudiziario, correzionale, penale, ecc…),

38 | I PARTE

quindi riferimento per le carceri, a schemi già


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | L’ISTITUZIONE CARCERARIA collaudati come quelli dell’edilizia ospedaliera,

natura, l’ampio uso del regime di semilibertà.

organizzata in padiglioni collegati tra loro da

Queste misure saranno poi presenti anche

percorsi protetti. Nasce quindi il primo esempio

nel sistema anglosassone con l’obiettivo di

sperimentale di disposizione a palo telefonico

decongestionare le carceri e concretizzare

che viene inaugurato nel 1898 a Parigi nella

un rapporto costante con le istituzioni della

prigione di Fresnes – les – Rungis: si basa su un

società libera. In questo modo le criticità non

sistema di bracci disposti a pettine su un lungo

vengono racchiuse solo all’interno degli istituti,

corridoio che troverà poi grande applicazione nei penitenziari statunitensi dal 1920 ad oggi.

al trattamento rinnovato, ma instaurano un rapporto con il territorio come nel caso delle

Contemporaneamente, oltreoceano si assiste

new town: insediamenti comunitari a carattere

all’accelerazione

a

produttivo – residenziale, come un “centro

nuovi fenomeni di criminalità organizzata

sociale” (lontano dall’accezione attuale) in cui

e

scontare la pena.

la

mobilità

del

fenomeno

viene

urbano,

incrementata

dalla

motorizzazione. Tutto ciò induce gli Stati Uniti ad un rafforzamento del sistema penitenziario federale che gerarchizzi gli istituti secondo la

perché basate su un impianto terroristico fatto

2.2 I luoghi della pena in Italia: dall’architettura giudiziaria a quella penitenziaria

di duro controllo disciplinare su un ristretto

(estratto da Architettura penitenziaria: cenni storici

campione di criminali impossibili da riabilitare.

di L. Scarcella, D. Di Croce in Rassegna penitenziaria e

gravità del reato. Nascono quindi i carceri di massima sicurezza, i riformatori, i campi di lavoro e gli istituti minorili, le carceri giudiziarie e quelle di detenzione. Le tipologie di massima sicurezza diventano oggetto di attenzione

Lo scenario è quello del blocco cellulare a

criminologica, fascicolo 1/3, 2001)

più piani, interno al corpo fabbrica, come quello di Alcatraz nella baia di S. Francisco.

La nascita del carcere moderno per

Mentre negli USA resta centrale il tema della

adulti in Italia viene fatta risalire intorno al

sicurezza, nei paesi Nord Europei come la Svezia avviene una reinterpretazione del principio

Roma, progettate da Antonio del Grande su

riabilitativo a cui il condannato si sottopone,

commissione di lnnocenzo X. Si tratterebbe

frazionando l’intero sistema penitenziario in

del primo carcere costruito per servire da prigione, mentre prima di allora si avevano

le carceri tradizionali a quelle aperte. Di base,

contenitori indifferenziati per diverse categorie

in una società dai redditi elevati, il regime

di emarginati.

disciplinare

diventa

trascurabile,

essendo La realizzazione delle Carceri Nuove di via

rimuovere l’aggressività del condannato tramite un trattamento umanizzato, il contatto con la

I PARTE | 39


L’ISTITUZIONE CARCERARIA | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE L’attività giudiziaria fu ospitata molto spesso chiese, al piano superiore delle porte di città e dei mercati coperti, nelle sale dei castelli, ma a secoli del Medioevo si iniziano a realizzare prossimità delle cattedrali. Pur nella varietà delle tipologie realizzate, omogeneità

di

concezione:

di

regola,

il

costruito è di forma oblunga ed è a due piani, in corrispondenza delle due funzioni principali: il piano inferiore è sempre destinato a carcere e quello superiore a tribunale. Veduta esterna delle Carceri Nuove di Via Giulia Roma

Da un punto di vista architettonico-funzionale

a struttura cellulare, elogiato anche da John

un microcosmo: il piano inferiore, che associa

Howard nel famoso rapporto “The state of the

prigioni e scambi di denaro, evoca l’inferno;

prisons” del 1777. Primato poi riattestato dalla

quello superiore, luminoso e caratterizzato dal

realizzazione del già descritto carcere di San

prevalere del legno nell’arredo, implica una

Michele che costituisce la prima realizzazione

dominanza suprema. Il contrasto tra pietra

del principio di coincidenza tra forma edilizia e

e legno, buio e luce, denotano l’opposizione,

ipotesi trattamentale.

di simbologia medievale, tra freddo e caldo, vita e morte. La prima architettura giudiziaria ispira

certamente

timore

e

reverenza;

tuttavia, per i modesti volumi e l’aspetto dell’architettura

penitenziaria

da

quella

giudiziaria, considerando che per una lunga

nell’ambiente circostante e il piano inferiore

fase storica le due funzioni si erano trovate a

rimane, di norma, accessibile al pubblico. La comunicazione tra i luoghi della giustizia

semplice ragione che alla funzione del giudicare era implicitamente connessa quella del detenere

grazie anche a una specie di passaggio

il giudicabile.Al di là dell’epoca in cui la giustizia

naturale

era amministrata al di fuori da ogni architettura

adibiti

propriamente detta, le prime esperienze di

A

organizzazione dello spazio giudiziario risalgono

architettonico che costituiva

al Medioevo.

dell’attività giudiziaria, inizia a subire una

40 | I PARTE

grazie al

partire

a

spazi

commercio dal

XVI

“sulla

e secolo

soglia”

all’artigianato. il

modello

lo scenario


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | L’ISTITUZIONE CARCERARIA profonda

ricomposizione,

in

coincidenza,

Il volume del palazzo non si fonde più con il costruito cittadino, ma risalta su di esso e lo sovrasta.

e con l’assunzione in esclusiva da parte dello Stato sovrano dello ius puniendi. È necessario,

piazze pubbliche, si distanzia il più possibile

ormai, che il Palazzo di Giustizia sia funzionale

dalle attività commerciali e si chiude in

alle necessità di un grande servizio pubblico.

austeri colonnati. Se il piano inferiore è reso

La distinzione tra un piano inferiore carcerario e

inaccessibile, quello superiore si apre all’esterno

un piano superiore giudiziario si conserva ancora

attraverso un unico varco, inquadrato da

a lungo, ma vengono interdetti i contatti tra

colonne e motivi allegorici e collegato con la piazza esterna per mezzo di ampie scalinate.

di sicurezza e salubrità dei luoghi di detenzione,

L’ingresso monumentale comunica lo stabilirsi di una considerevole distanza simbolica tra la

Il piano inferiore diviene un mondo chiuso,

giustizia e il soggetto giudicabile: entrare nel

destinato

di

Palazzo, non è più un atto abituale ma un gesto

detenzione, ai locali per interrogatori e, in via

eccezionale la cui gravità deve essere sottolineata

secondaria, all’amministrazione del palazzo.

dallo scenario in cui si svolge.

Il

principalmente

piano

superiore

opportunamente

alle

aree

viene,

organizzato

in

invece, sale

di

Ricerche approfondite nel campo della storia dell’architettura hanno mostrato che nessuno

residenze

dei

magistrati

e

altro

ancora.

di questi caratteri dell’architettura giudiziaria classica (che ancora condizionano in larga parte le moderne tipologie) è casuale. Nel loro insieme, le innovazioni rispetto al precedente

a

favore

di

si

modello “tradizionale” derivano da principi

estetica

imposti agli architetti dai magistrati; esse sono

e nell’organizzazione degli spazi, gli assi di

state preparate, e in qualche modo teorizzate,

moltiplicano,

un nella

impianto

quadrato

composizione

simmetria, perché la giustizia, uguale per tutti, deve mostrare su ogni lato lo stesso volto.

giudiziaria che hanno come ideale la fondazione di un “Tempio della Giustizia”. Il modello

una funzione pedagogica: la “Sede della

prevalente dell’architettura giudiziaria, che

Giustizia” non è vista più come un luogo adibito

con la sua monumentalità fa della giustizia

unicamente alla risoluzione delle controversie

una potenza estranea alla città, atta a ispirare

ma come un luogo in cui si contribuisce

timore e tenere a distanza i sudditi, segna qui

a prevenirle, trasmettendo al popolo un’

la svolta decisiva della separazione del Palazzo

immagine della giustizia quale istituzione

dalla Prigione, anche se per lungo tempo i due

al servizio dell’intangibilità di un ordine sociale il cui mantenimento è il suo scopo più

Da questo punto in poi si può parlare in modo

importante.Questi mutamenti creano tra la

più appropriato di una “storia dell’architettura

giustizia e il mondo esterno una distanza ignota

penitenziaria” tracciata secondo le successive

all’architettura giudiziaria precedente.

tappe dei modelli tipologici ideati ed adottati,

I PARTE | 41


L’ISTITUZIONE CARCERARIA | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE ricostruendo l’evoluzione stessa del concetto di

cambiamenti successivamente intervenuti in

detenzione punitiva che è dell’età moderna.

materia di esecuzione penitenziaria.

A conclusione di questo excursus storico,

La

comparazione

tra

i

diversi

modelli

descritti consente di constatare a grandi linee della prigione dal tribunale, scaturita dal distacco simbolico tra Giustizia e Città (e tra

questo ultimo secolo nelle diverse concezioni

giudice e giudicato), pur segnando le condizioni

di

per la nascita e lo sviluppo di una vera e propria

Lo studio delle dimensioni e dei percorsi illustra

progettazione

in

edilizia

penitenziaria.

edilizia penitenziaria (e della relativa ricerca di accompagnato il progredire delle concezioni di trattamento, per rispondere, attraverso progressiva segregazione ed estraneazione dal

la

distribuzione

e

composizione

spaziale,

contesto civile e urbano. trattamenti.

2.3 Due secoli di edilizia penitenziaria italiana: tipologie architettoniche

Sotto l’aspetto strutturale e distributivo il

Il patrimonio edilizio destinato alla

con immediatezza visiva la trasformazione

detenzione è attualmente costituito da oltre

patrimonio edile penitenziario italiano può essere suddiviso in cinque gruppi tipologici.

dei tratti tipologici essenziali che rendono morfologica e la crescita

delle strutture

penitenziarie dalla metà del XIX secolo ad oggi. epoche diverse e spesso per diverse destinazioni, e perciò stesso con differenti tecnologie e necessarie a consentire lo svolgersi delle

a corte: A questa tipologia appartengono le strutture

attività detentive che il mutare delle condizioni storiche, politiche e sociali del Paese via via

alla quale sono state adattate successivamente.

richiedevano nel corso del tempo, alcuni di

Si tratta di ex conventi, palazzi signorili o castelli variamente trattati nel corso degli anni e caratterizzati dalla disposizione della

lo stato dell’impianto originario. Alcuni altri

struttura intorno a una corte centrale che ha storicamente costituito il modello monastico.

emergenze,

secondo

scelte

progettuali

e

In Italia questo gruppo è costituito da

tecnologiche delle quali conservano tutt’ora

55

la rigidità originaria che rende problematico

in uso), di alcuni dei quali è già prevista

il loro adattamento in corrispondenza con i

la

42 | I PARTE

complessi

(il

dismissione

25,11% non

del appena

patrimonio saranno


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | L’ISTITUZIONE CARCERARIA

1

2

3

5

4

I PARTE | 43


L’ISTITUZIONE CARCERARIA | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE disponibili istituti in corso di realizzazione.

l’impiego di manodopera degli stessi detenuti;

Difatti, già i complessi storici di Lecce sono

le Nuove di Torino, progettato nel 1859 dal

stati nel frattempo disattivati, così come i

Polani; l’Ucciardone di Palermo, il cui progetto

sistemi penitenziari territoriali di Asinara e

(del 1807) è attribuito all’architetto Giuliano

Pianosa, mentre la dismissione dei complessi

De Fazio e rappresenta l’unica grande opera

di Vibo Valentia e Reggio Calabria avverrà non appena saranno consegnati gli istituti destinati

unitario dal Regno delle Due Sicilie.

a sostituirli. disposizione radiale Rispondono a questa morfologia i complessi realizzati a seguito della prima (1889) e della seconda (1932) riforma penitenziaria. E’ rilevante considerare che è proprio in “radiale” o “stellare” per la disposizione data ai

corrispondenza della prima che viene emesso il

padiglioni detentivi che dipartono da uno spazio distributivo centrale. Il resto della struttura

(legge n. 6165 del 14 luglio).

risulta variamente articolato e in molti casi La tipologia si è sviluppata da forme semplici Nel loro complesso costituiscono il 10% del

che man mano si articolano in modo sempre

patrimonio nazionale, pari al numero di 22.

più complesso nell’arco di tempo che va dal

Per la loro unicità e peculiarità, oltre che

1889 al 1948. Originariamente realizzati fuori

per la ubicazione nel contesto urbano, essi

dai centri abitati, negli anni sono stati raggiunti

costituiscono

una

storico-

e inglobati dal tessuto urbano e ad oggi sono

architettonica

di

andrebbe

29 e rappresentano il 13,24% del patrimonio

opportunamente riadattata e conservata al

edilizio. E’ da segnalare la presenza degli unici

patrimonio dell’Amministrazione. Il gruppo può

esempi sul territorio nazionale di complessi

essere poi suddiviso in due sottocategorie:

penitenziari organicamente e funzionalmente

testimonianza rilievo

che

collegati con i complessi dei servizi giudiziari. — complessi a unità radiale semplice:

Si tratta di istituti progettati (o realizzati) dal Governo

austro-ungarico

(Gorizia,

Trieste,

San Vittore a Milano, progettato dagli ingegneri

Bolzano, Rovereto, Trento e Rovigo). Il sistema

Lucca e Cantalupi nel 1872; quello di Alessandria,

cellulare ha in questo caso una conformazione

progettato da Henri Labrouste nel 1840; quelli

a pianta continua, disposta in corpi paralleli

di Perugia, Sassari e Genova Marassi, progettati

collegati da un percorso centrale che forma

dall’ingegnere Polani tra il 1859 e il 1863;

cortili chiusi o aperti su un lato, necessari ad aerare e illuminare gli interni dell’organismo,

— complessi a unità radiale multipla: 4. La differenziazione dei corpi edilizi

44 | I PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | L’ISTITUZIONE CARCERARIA Fanno parte di questo gruppo 65 complessi

della

precedente

generazione,

confermano

l’effetto visivo e sensoriale di estraneità e dal 1949 al 1977 e costituiscono il 29,68% del

di invalicabilità che caratterizza il carcere

patrimonio. Buona parte di questi sono ancora

“bunkerizzato”, determinando, tra l’altro, anche notevoli problemi di impatto ambientale.

nello stesso periodo si realizzano esperienze di progetto innovative, tendenti a superare questa impostazione

attraverso

un’articolazione

Gli

istituti

dell’ultima

generazione

si

e

differenziazione dei corpi edilizi. Ciò spiega la

dimensioni dell’area utilizzata per le attività detentive gli spazi destinati ai servizi e alle

ricorrenti.

strutture per il personale, che vengono poste all’esterno del muro di cinta.

5. Ritorno alla disposizione a All’interno di questa sezione si trovano gli 8 complessi dell’ultima generazione (4% del patrimonio), alcuni dei quali ancora in via di costruzione o di prossima consegna che ripropongono lo sperimentato modello a palo

I bracci della detenzione e i corpi contenenti i

2.3.1 Evoluzione delle condizioni legislativo carcerarie: variazioni sul tema spaziale

locali destinati alle attività di lavoro, di studio

Le prime vere azioni di carattere

e formazione, di culto, si dipartono, in modo

legislativo carcerario risalgono al periodo

alternato, dall’asse centrale che realizza un

successivo l’Unità d’Italia, intorno ai primi anni

percorso di collegamento che si estende in via

del 1860.

longitudinale, in alcuni casi per oltre 250 metri. Si

avvertì

la

necessità

di

raccogliere

e

Superata la fase di congiuntura dell’ordine

uniformare, in maniera organica e sistematica,

pubblico nel paese e venuta meno la necessità di

tutta la legislazione vigente in ogni settore del diritto, quindi anche quello penitenziario. Dopo

disporre con frequenza di strutture concentrate

l’estensione del codice penale sardo8 a tutte le

e compatte ispirate a criteri di “alta sicurezza”,

province italiane, il Governo nell’arco di due

il modello planimetrico torna così a scomporsi

anni emanò cinque nuovi regolamenti relativi

e ad estendersi a maglia larga, seppure in

alle diverse tipologie di stabilimenti carcerari,

senso longitudinale. Tuttavia, la lunghezza dei percorsi che separano i vari servizi, del tutto inedite per istituti di media capienza, e

- bagni penali - carceri giudiziarie

il riproporsi delle tecniche costruttive e dei particolari tecnologici utilizzati negli istituti

- case di pena

I PARTE | 45


L’ISTITUZIONE CARCERARIA | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE - case di relegazione

Nel 1889 venne emanato il codice penale Zanardelli 9, entrato in vigore il 1° gennaio 1890,

- case di custodia

che sostituì il codice penale sardo emanato nel 1859 ed esteso a tutte le province italiane, ad

Ogni regolamento disciplinava il funzionamento

eccezione della Toscana, dopo l’Unità. Al 1889

degli istituti e gli organici del personale di

risale anche la prima legge relativa all’edilizia

custodia e amministrativo. Entro la metà del

penitenziaria e agli stanziamenti di bilancio per

1800 tutte le strutture rientrarono sotto la

farvi fronte.

giurisdizione del Ministero dell’Interno. Nel 1890 le dimensioni delle celle venivano Le carceri giudiziarie erano destinate alla custodia degli imputati, ai detenuti condannati

m. 2,10 x 4 x h 3,30, mentre le dimensioni dei

a pene corporali durante il giudizio di appello,

cubicoli erano stabilite in m. 1,40 x 2,40 x h 3,30. Solo qualche tempo dopo, con la riforma del

mesi, ai condannati a pene maggiori di sei mesi

1932 ed a seguito delle vivaci campagne avviate

di carcere inabili, per motivi di salute, al lavoro

sin dal 1921 contro la segregazione cellulare,

nelle case di pena, agli arrestati per disposizione

sarà introdotto il sistema dei camerotti, che

dell’autorità di pubblica sicurezza, per debiti,

consentirà la convivenza da tre a sette detenuti

per i detenuti in transito.

in unità di dimensioni più ampie (25 mq. per posto letto).

Le case di pena comprendevano le case di forza destinate ai condannati alla reclusione, i

La riforma penitenziaria del 1889 fu la prima

castelli per i condannati alla relegazione, le case

a porsi il problema della disponibilità delle

di correzione per i condannati alla custodia e gli stabilimenti penali esistenti nelle Province

proventi necessari per l’edilizia penitenziaria

Toscane. La pena della relegazione era destinata

dalle lavorazioni

ai condannati per i crimini contro la sicurezza

alcuni immobili e da economie realizzate su

interna o esterna dello Stato mentre le case

altri capitoli di bilancio dell’amministrazione

penali di custodia erano destinate ai giovani.

che all’epoca gestiva direttamente la sua

carcerarie, dalla vendita di

Il regolamento adottava il sistema della separazione notturna e del lavoro obbligatorio in comune diurno con l’imposizione continua del

di 5 ingegneri, nonché di applicati e disegnatori

silenzio assoluto ed istituiva una commissione

reclutati tra i detenuti del carcere penale di Roma,

visitatrice, con funzioni di controllo e consultiva

ove aveva sede la

che esercitava il controllo su vitto, materiale,

nel 1931 le competenze tecniche in materia

salubrità degli ambienti, disciplina, lavorazioni,

di edilizia penitenziaria vennero concentrate

distribuzione

nel ministero dei lavori pubblici e il personale

del

guadagno

ai

detenuti,

. Successivamente

istruzione religiosa, riforma morale, condotta dei guardiani verso i detenuti.

46 | I PARTE

all’amministrazione penitenziaria rimane un


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | L’ISTITUZIONE CARCERARIA solo ingegnere con funzioni ispettive. disumane dei detenuti. La legge del 1889 sull’edilizia penitenziaria, unitamente

al

codice

penale

Zanardelli,

costituì il presupposto per l’emanazione del

riformatrice nei primi anni del Novecento

Regolamento

riguarda l’impiego dei condannati in lavori di

generale

degli

Stabilimenti

carcerari e dei riformatori giudiziari avvenuta nel febbraio 1891. Le strutture legislative e la prassi nella gestione Il nuovo regolamento, costituito da ben 891

delle istituzioni penitenziarie non subirono

articoli, fu additato come un modello nel

sensibili mutamenti nel periodo che intercorre

suo genere, ma il grave stato di decadenza

tra le prime riforme giolittiane e la conclusione

degli stabilimenti carcerari impedì non solo

della guerra mondiale. Si susseguirono modeste

l’attuazione ma anche la sua sperimentazione.

innovazioni, progetti di riforma non andati

Erano infatti necessari circa 15 milioni di lire,

a compimento, scandali e proteste per le

programmando un periodo di dodici anni

condizioni degli stabilimenti di pena che non

per il compimento della riforma.

fecero altro che

A causa

di progressive riduzioni di spesa e poi della

acuire il clima di tensione

esistente tra custodi e custoditi.

sospensione totale dei fondi stanziati per l’edilizia penitenziaria, la riforma non venne

Le tensioni sociali del dopoguerra non investirono

attuata: in Italia continuavano a mancare gli

la popolazione carceraria: sino al 1920 tutto

stabilimenti necessari per far scontare le pene

proseguì secondo la norma e i detenuti furono una

secondo la normativa dettata dal codice penale

delle pochissime categorie rimaste tranquille.

e dal regolamento carcerario. Strumento utile

Il principio che i detenuti dovessero essere

per ricostruire le condizioni di vita dei luoghi di

oggetto di cura più che di repressione, di

pena è la “Rivista di discipline carcerarie” che

rieducazione più che di punizione, trovò una applicazione pratica nel 1921 e 1922 in una

della Direzione generale delle carceri. Fondata

serie di circolari innovatrici che determinarono

e diretta da Martino Beltrani Scalia, ispettore

alcuni

delle carceri del Regno, direttore generale e

detenuti .

autore del regolamento del 1891, la rivista venne

il lavoro svolto in carcere dai detenuti, i colloqui,

miglioramenti

nel

trattamento

dei

10

la corrispondenza, la disciplina delle case di il 1891 e il 1897) quando la Direzione generale

rigore. Questi timidi tentativi di riforma furono

delle carceri e dei riformatori passò dalle

ma eccezionali se rapportati al tradizionale

dipendenze del ministero dell’interno a quello

immobilismo del mondo penitenziario. Con

della giustizia.

regio decreto 31 dicembre 1922 n. 1718 la Direzione generale delle carceri e riformatori

Nel

periodo

“giolittiano”

(caratterizzato

venne trasferita dal gennaio 1923, dal ministero

da governi con indirizzi politici liberali), il

dell’interno a quello della giustizia, unitamente

regolamento del 1891 subì alcune importanti

a tutti i servizi attribuiti alla sua competenza.

I PARTE | 47


L’ISTITUZIONE CARCERARIA | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE Con successivo regio decreto 28 giugno 1923 n.

Il Regolamento carcerario del 1931 suddivideva

1890 vennero emanate le norme di esecuzione,

le carceri in tre gruppi: carceri di custodia

in base alle quali le competenze in materia

preventiva, carceri per

penitenziaria, prima attribuite al ministero

ordinaria e carceri per

dell’interno, al prefetto e al viceprefetto, furono

speciale.

rispettivamente assegnate al ministro della giustizia, al procuratore generale presso la Corte

Secondo questo, il carcere giudiziario era

d’appello e al procuratore del re.

uno stabilimento di custodia preventiva, cioè riservato a coloro che devono ancora essere

Con l’avvento del fascismo i tentativi di riforma

giudicati, ma sono stati arrestati per assicurarne

del 1920 subirono un brusco arresto e si

la presenza al processo. Alle carceri giudiziarie

ripiombò nell’inerzia che aveva caratterizzato il

erano assegnati: gli imputati, i detenuti a

settore. Non si sperimentarono più riforme, ma

disposizione dell’autorità di pubblica sicurezza

ci si limitò a nominare commissioni di studio

o di altra autorità, gli arrestati per ragioni di

che portarono avanti i lavori con lentezza.

estradizione, i detenuti in transito, i condannati in attesa di assegnazione a stabilimenti di pena.

Nel 1930 vennero approvati il nuovo codice penale “Codice Rocco” – dal guardasigilli Alfredo

Come tutti i regolamenti carcerari era basato

Rocco - e nell’anno successivo il nuovo codice

sulla dualità punizione - premi ed elencava

di procedura penale oltre al “Regolamento per

dettagliatamente tutto ciò che era vietato

gli Istituti di prevenzione e di pena”, fedele

prevedendone

traduzione dell’ideologia fascista nel settore

consentito scrivere non più di due lettere alla

la

relativa

punizione.

Era

settimana ai familiari stretti ma non alla stessa persona (per far ciò veniva consegnata una Del regolamento precedente vengono mantenute

matita e un foglio di carta che dovevano essere

le tre leggi fondamentali della vita carceraria

riconsegnati al termine della scrittura).

(lavoro, istruzione civile e pratiche religiose) che divengono tassative, nel senso che ogni

Durante i colloqui con i parenti, che avvenivano

altra attività è non solo vietata ma fatta oggetto

tra reti metalliche distanziate, era previsto l’ascolto da parte delle guardie. Molte infrazioni

regolamento Rocco sono:

avevano risvolti “penali” ossia facevano scattare denunce e condanne che allungavano la pena.

- rigida separazione tra il mondo carcerario e la realtà esterna;

possibilità di accedere al lavoro in carcere oppure nell’assegnazione a un carcere “aperto”.

- esclusione dal carcere di qualsiasi persona

Il detenuto, nel suo percorso carcerario, era

estranea, cioè non inserita nella gerarchia e non sottoposta alla disciplina penitenziaria;

personale, una vera e propria schedatura nella quale si annotavano, oltre ai suoi comportamenti

- carcere come istituzione chiusa . 11

48 | I PARTE

in carcere, anche i suoi precedenti personali


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | L’ISTITUZIONE CARCERARIA quella in vigore in epoca fascista, governata nella sua famiglia c’erano stati casi di pazzia,

dal regolamento penitenziario del 1931. Dopo la liberazione si constata l’assenza di qualsiasi

segnalando anche le condizioni economiche e

riforma delle strutture penitenziarie ereditate

soprattutto le idee politiche di ogni parente.

dal regime fascista e ancora una volta la loro impermeabilità

alle

vicende

della

società

Al regolamento del 1931 fece seguito il decreto

libera. I principi fondamentali dell’isolamento

n. 527 del 1932 “Disposizioni sulla riforma

e dell’emarginazione dei detenuti rimasero ben

penitenziaria”

saldi anche in momenti di estrema tensione

composto

di

solo

cinque

per la storia delle istituzioni carcerarie, quali la seconda metà del 1945 e i primi mesi del 1946. Le iniziò a dipendere dai programmi e dai fondi

tensioni scaturivano sia dal peggioramento delle

del ministero dei lavori pubblici, i quali si

condizioni carcerarie, sia dalla delusione di chi sperava in un cambiamento dopo la liberazione.

complessi problemi dei manufatti penitenziari.

Questo breve arco di tempo è caratterizzato

Questo condusse ad un graduale decadimento

da alcune tra le più clamorose rivolte della

del modello architettonico e alla realizzazione

storia carceraria italiana: le carceri giudiziarie di Regina Coeli a Roma, le carceri Nuove a

l’imponenza e il severo decoro dei precedenti.

Torino e San Vittore a Milano furono al centro di drammatiche e sanguinose sommosse che

La legge 29 novembre 1941, n. 1405 introdusse il

impegnarono seriamente l’apparato repressivo.

nuovo ordinamento delle carceri mandamentali distinguendole in due categorie:

La

popolazione

carceraria

intanto

era

aumentata a dismisura sino a raggiungere - tipo A: semplici luoghi di custodia con

valori doppi rispetto a quelli normali. Il 18

pochissimi posti di capienza, istituite in piccoli

agosto i detenuti fascisti e comuni del quarto

centri giudiziari,

braccio di San Vittore indicono un’assemblea, resa possibile perché le celle sono prive di

- tipo B: istituite nei mandamenti, più sicure e

porte o di serrature, per protestare contro la

capienti.

riduzione delle razioni alimentari, disposta dalle autorità alleate a seguito delle rimostranze

Le carceri mandamentali si differenziavano

della popolazione civile. Sempre a San Vittore,

dagli altri istituti carcerari anche riguardo

la notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre fuggono

al personale e all’onere delle spese. Nelle

quindici detenuti. Il direttore accusa le guardie

carceri

direttore

carcerarie (tra cui sono parecchi ex partigiani)

è un funzionario della carriera direttiva

di scarso rendimento e irresponsabilità, per aver

giudiziarie

dell’amministrazione

centrali

il

penitenziaria,

mentre

nelle mandamentali il direttore è il pretore.

per scaldarsi e per l’abitudine di sparare di notte

La conduzione del carcere negli anni successivi

all’impazzata, anche quando non vi è pericolo di

alla seconda guerra mondiale fu la stessa di

fuga.

I PARTE | 49


L’ISTITUZIONE CARCERARIA | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE del lavoro agricolo, la facoltà di chiedere e acquistare libri e altre innovazioni umanizzanti. Ma si trattava di ritocchi marginali, che ammorbidrono il sistema, lasciandone intatte le strutture portanti e continuando a isolare il carcere dalla società civile. Nell’immobilismo generale, il ministero perseguì una cauta politica di

illuminata

conservazione,

introducendo

regolamento Rocco. Alcune proposte avanzate dalla commissione parlamentare trovarono le

proposte

avanzate

dalla

Commissione

nell’anno precedente. Queste modeste riforme costituiscono la prima svolta innovativa del dopoguerra, ma già tre anni dopo si registrò un pesante richiamo all’ordine e una nuova svolta di carattere conservatore con una circolare del guardasigilli De Pietro.

Agitazione nel carcere di San Vittore - Milano, 1946; Militari sul muro di cinta del carcere - Milano , 1946

Si deve attendere infatti il 1964 perché venga Ma la più grave e sanguinosa rivolta del

nuovamente intrapresa la via delle circolari

dopoguerra

innovative

milanese

rimane

quella

della

Pasqua del 1946 che si concluse con un bilancio

tendenti

al

superamento

delle

disposizioni più restrittive del codice penale.

di otto morti e sessanta feriti tra detenuti e forza dell’ordine. Nel 1948 venne istituita la

Dopo gli esiti infruttuosi del progetto preparato

prima

dalla commissione ministeriale del 1948, nel

sullo stato delle carceri della storia italiana che

1960 venne presentato dal guardasigilli Gonella

documenta, dopo gli anni dell’immobilismo

un primo disegno di legge sull’ordinamento

del dopoguerra, un rinnovato interesse per

penitenziario che cercava di adeguare il sistema

i

Commissione

penitenziario italiano ai principi stabiliti dalle

presieduta dal senatore Giovanni Persico,

Regole minime dell’ONU (1955) e introduceva il

venne insediata il 9 luglio 1948 e concluse i

criterio dell’individualizzazione del trattamento

problemi

penitenziari.

La

rieducativo basato sulla osservazione della Camera dei deputati una lunga relazione in cui furono affrontati tutti i problemi dell’istituzione

quali: gli educatori e i Centri del servizio sociale,

carceraria e prospettate concrete soluzioni per

e si introdusse il regime di “semilibertà”, ma le

la riforma.

La relazione propose l’abolizione

titubanze furono pari agli emendamenti. Questo

dell’isolamento diurno, l’introduzione della

disegno di legge costituirà la base di tutte le

musica tra i mezzi rieducativi, il potenziamento

successive elaborazioni.

50 | I PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | L’ISTITUZIONE CARCERARIA Il primo risultato legislativo delle attività

case di arresto, per l’esecuzione della pena

parlamentari

carcerario

dell’arresto e case di reclusione, per l’esercizio

arrivò nel 1975 con la legge 26 luglio, n. 354

della pena della reclusione. Gli istituti per

“Norme sull’ordinamento penitenziario e sulla

l’esecuzione delle misure di sicurezza detentive

esecuzione delle misure preventive e limitative

(art. 62) si distinguono in: colonie agricole,

sull’ordinamento

case di lavoro, case di cura e custodia, ospedali vigore nel giugno dell’anno successivo - con cui

psichiatrici giudiziari. I centri di osservazione

venne varata la nuova riforma organica degli

(art. 63) sono costituiti come istituti autonomi o

istituti di diritto penitenziario, della quale si

come sezioni di altri istituti. Svolgono le attività

discuteva dal secondo dopoguerra.

di osservazione e prestano consulenza per analoghe attività di svolte nei singoli istituti i cui

La legge si compone di 91 articoli suddivisi in

risultati sono inseriti nella cartella personale del

due titoli: il primo riguardante il trattamento

detenuto.

penitenziario (artt. 1-58); il secondo riguardante l’organizzazione penitenziaria (artt. 59-91).

Tra il 1975 e il 2000 la riforma penitenziaria

Secondo la nuova riforma del 1975 (art.

regolamento di esecuzione che la legge. Una

59)

prima serie di cambiamenti si sono avuti con

gli

istituti

per

dall’amministrazione

adulti,

dipendenti

penitenziaria

si

distinguono in:

la legge del 12 gennaio 1977 n. 1 contenente variazioni che permettevano di chiarire alcuni dubbi interpretativi, o di risolvere questioni

- istituti di custodia preventiva;

relative alle attribuzioni di competenza. Nel maggio dello stesso anno, dopo la discussione

- istituti per l’esecuzione delle pene;

sull’ordine pubblico avvenuta tra le forze politiche, il governo predispose un importante

- istituti per l’esecuzione delle misure di

decreto interministeriale intitolato “Per il

sicurezza;

coordinamento dei servizi di sicurezza esterna degli istituti penitenziari” e vennero istituite le

- centri di osservazione.

Carceri Speciali - Istituti di “Massima Sicurezza”. Nell’arco di tre anni entrarono in funzione

Gli istituti di custodia preventiva (art. 60) si

i seguenti carceri speciali: Asinara, Cuneo,

dividono in case mandamentali e circondariali.

Novara, Fossombrone, Trani, Favignana, Palmi,

Le prime assicurano la custodia degli imputati

Badu e’ Carros, Termini Imerese, Ascoli Piceno;

a disposizione del pretore, sono istituite nei

e per il femminile, Latina, Pisa e Messina, inoltre

capoluoghi di andamento che non sono sede

vennero allestite delle sezioni speciali in tutti i

di case circondariali. Le altre assicurano la

carceri giudiziari delle grandi città.

custodia degli imputati a disposizione di ogni autorità giudiziaria e sono istituite nei

Diversi giuristi cominciarono a pensare ad

capoluoghi di circondario. Gli istituti per

alcune correzioni che non vedranno la luce

l’esecuzione delle pene (art. 61) comprendono:

prima del 1986, quando la “Legge Gozzini”

I PARTE | 51


L’ISTITUZIONE CARCERARIA | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE regionale dell’amministrazione penitenziaria del 1975. La legge Gozzini contempla dei

(PRAP) con a capo un dirigente generale amministrativo degli istituti di prevenzione e

mantenuto una buona condotta, e dimostrato il

di pena con funzioni di provveditore regionale,

ravvedimento, di usufruire misure alternative al

dipendente gerarchicamente dal Capo del DAP.

carcere e permessi premio per coltivare gli affetti familiari ed instaurare rapporti di lavoro. Dopo altri interventi di integrazione della normativa riguardante

l’ordinamento

carcerario,

2.3.2 Progettare la reclusione: la normativa tecnica

nel

2000 viene emanato un nuovo “Regolamento recante norme sull’ordinamento penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà” (decreto del presidente della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230).

La lettura del capitolato tipo più recente Dal 1928 al 1989 gli istituti carcerari sono

da parte della Direzione Generale delle Risorse

stati alle dipendenze della Direzione generale

materiali, dei Beni e dei Servizi del Dipartimento

per gli istituti di prevenzione e pena del

dell’Amministrazione

Ministero di grazia e giustizia. Competenze

Ministero della Giustizia non riserva infatti

della Direzione erano l’amministrazione di

novità rispetto alle costruzioni recenti.

penitenziaria

del

tutto il personale delle strutture penitenziarie, le attività di rieducazione, il mantenimento dei

I criteri generali da adottare per la progettazione

detenuti e degli internati, le attività industriali

ribadiscono

l’importanza

e agricole di questi ultimi, nonché l’edilizia

all’organismo

la

carceraria. Nel 1990 vengono istituiti il Corpo

necessaria sicurezza, la riduzione al minimo

di Polizia Penitenziaria e il Dipartimento

dei posti di servizio del personale penitenziario,

dell’amministrazione penitenziaria (DAP). Tra

la

le numerose competenze che gli corrispondono

l’automazione applicata in tutti i processi di

c’è quella di direzione e gestione dei supporti

controllo, la gestione dei processi da postazioni

tecnici, per le esigenze generali del Dipartimento

centralizzate.

forte

massima

distinzione

dei

di

conferire

funzionalità,

percorsi

la

interni,

stesso e attività di gestione, manutenzione e adeguamento delle strutture di edilizia

Per la tipologia delle sezioni viene prescritta

carceraria.

l’adozione del corpo triplo. Le indicazioni

Attualmente gli istituti di prevenzione e pena

essere organizzato in modo tale da avere

sono alle dipendenze del Ministero della

sullo stesso piano più sezioni attestate ad uno

giustizia, Dipartimento dell’amministrazione

snodo distributore, comprendente i percorsi

penitenziaria (DAP), al vertice del quale vi è il

verticali (scale ed ascensori), ed i servizi

capo del Dipartimento. In ambito regionale,

necessari al personale di servizio al piano e

istituti e servizi fanno capo al Provveditorato

che l’orientamento delle sezioni deve essere

52 | I PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | L’ISTITUZIONE CARCERARIA tale da evitare introspezioni ravvicinate delle

degli accessi in maniera molto articolata, ma

camere detentive. Per conferire compattezza

senza alcuna indicazione utile a rendere tutto il tragitto d’attesa meno penalizzante per i

centralizzare gli impianti ed economizzare

visitatori.

l’impiego di personale di polizia penitenziaria viene chiesto quando possibile l’adozione di un

Il rapporto con il territorio circostante è

unico corpo di fabbrica con i servizi generali in comune. Per i corpi di fabbrica è consentito un

esterna e qualche generica sistemazione verde,

numero massimo di 5 piani. Per i servizi generali viene chiesta l’adozione di un corpo con tipologia La rappresentazione del sistema di sicurezza, e contenere il più possibile i percorsi, con

protezione e controllo sia interno che esterno

conseguenti economie sui costi di costruzione e

dell’istituto penitenziario (cancellate, cinta,

di gestione.

schermature, sbarramenti e chiusure in genere, tecnologie di sorveglianza) compreso il tipo di

Una prima considerazione è che un capitolato di

illuminazione notturna, spinge fatalmente per

questo tipo spinge fatalmente alla riproposizione

la l’immobilismo burocratico sembra prevalere

dell’edilizia carceraria già conosciuta negli

in misura così rilevante da troppo tempo.

ultimi decenni. A fronte di una descrizione puntuale e dettagliata di tutti gli aspetti inerenti

Bozza

di

capitolato

la sicurezza interna (dalla geometria delle maglie

realizzazione

di

tecnico

una

per

nuova

la

casa

circondariale a capacità ricettiva non sorveglianza), estremamente generica e minima

elevata

è quella relativa alle opere e alle strumentazioni necessarie alle attività trattamentali, a quelle

Il documento, per ovvie ragioni, non verrà

didattiche e culturali, ricreative e di studio o

riportato

a quelle sportive. Altrettanto deboli e limitate

indicate

sono le indicazioni per i laboratori di lavoro e

indispensabili per la stesura del progetto di

per quelli della formazione professionale in cui

tesi perché espressamente riferite ai luoghi che

integralmente, alcune

parti

ma che

ne

verranno

sono

risultate

ospitano il momento del colloquio. sugli spazi del lavoro e della formazione in

Il colloquio è una pratica “trasversale” perché

carcere in epoca contemporanea. Sarebbe stato

non solo coinvolge contemporaneamente, negli stessi spazi, personaggi molto differenti tra loro

realtà carceraria attuale e trarne gli opportuni

(detenuti – parenti – agenti), quanto perché è

suggerimenti.

un procedimento di moto continuo dall’esterno verso l’interno e viceversa. Per questo bisogna

La descrizione degli ambienti e dei percorsi

ricercare attentamente in tutti i quattro capitoli per comporre un sistema spaziale correttamente

privilegiata l’attenzione agli aspetti di sicurezza

funzionante.

I PARTE | 53


L’ISTITUZIONE CARCERARIA | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE – La sala

assolvere alle due distinte funzioni: colloqui dei

d’attesa per i familiari dei detenuti dev’essere

detenuti con i familiari, colloqui dei detenuti

dimensionata in base al numero dei familiari che

con i Magistrati e gli Avvocati.

giornalmente effettuano il colloquio; essa deve essere dotata di servizi igienici anche per disabili

Colloqui detenuti-familiari - si devono

e armadio a cassettiera per deposito oggetti;

svolgere in locali interni al coperto ed in spazi

le porte in entrata e in uscita, interbloccate tra

all’aperto a ciò destinati. La zona comprendente

loro, devono essere metalliche ed azionabili sia

i locali interni al coperto deve essere così

con chiave sia elettricamente dal box agente.

organizzata:

L’ ingresso dei parenti dei detenuti deve essere autonomo, sotto il controllo visivo del portinaio,

- ingresso sotto il controllo diretto del box agente

ma posizionato in modo tale da non interferire

addetto al controllo ingresso;

con l’ingresso del personale, dei magistrati e degli avvocati; il locale deve essere così

- locale attesa familiari con annessi servizi

articolato:

igienici distinti per sesso e per disabili; - locale agente;

- sala d’attesa dotata di servizi igienici distinti per sesso e per disabili; locale accettazione

- sala attesa detenuti;

pacchi dotato di apparecchio a raggi X del tipo a tunnel per controllo pacchi; il locale deve

- servizi igienici distinti per il personale e per i

essere attiguo alla sala di attesa familiari; sulla

detenuti;

parete che separa il locale dall’atrio deve essere previsto un varco passapacchi con piano di

- sale colloqui multipli senza mezzi divisori.

appoggio a circa m 1,00 dal pavimento ed un varco a livello del pavimento capace di ospitare

Deve essere previsto un numero di sale

l’apparecchio a raggi X in senso trasversale,

colloqui in grado di soddisfare le esigenze

poiché l’apparecchio deve essere posizionato a

dell’istituto, tenuto conto che ogni detenuto

cavallo della parete, con l’ingresso dei pacchi

ha diritto può usufruire di sei colloqui mensili.

dalla parte della sala attesa familiari e l’uscita

Nel dimensionamento delle sale colloqui si

degli stessi dalla parte del locale accettazione

deve tenere anche conto della necessità di

pacchi; due salette perquisizioni; apparecchi

assicurare colloqui in numero maggiore ai

metal-detector del tipo a portale ubicato nel

soggetti gravemente infermi, ai soggetti che

percorso in entrata all’istituto, dopo la sala d’attesa; servizio igienico per il personale; I locali

a 10 anni e ai soggetti per i quali ricorrano

accettazione pacchi e rilascio permessi devono

particolari circostanze. Ogni colloquio si deve

essere dotati di vetrate blindate antiproiettile

svolgere con tavolo a quattro posti; ogni sala

e idonei dispositivi di sicurezza parla ascolta e

colloqui deve essere servita da corridoi distinti

passa oggetti.

per accesso familiari e detenuti. Devono essere previste altresì una o più salette in cui possano - II reparto colloqui deve

54 | I PARTE

svolgersi colloqui singoli per speciali motivi


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | L’ISTITUZIONE CARCERARIA e impianti di segnalazione acustica del tipo

a titolo orientativo, si segnalano i seguenti valori:

orario per segnalare lo scadere del tempo di regolare durata del colloquio. Per consentire

- Lux 80: corridoi e scale; i corridoi sottoposti a

un migliore svolgimento dei colloqui, i locali

controllo visivo automatico a mezzo di TV.CC.

devono essere pavimentati in gomma ed

devono essere illuminati adeguatamente e

essere aerati direttamente ricorrendo anche

continuamente con comando dalla sala regia;

a soluzioni dall’alto. Per i colloqui all’aperto

- Lux 65: camere detentive, locali di servizio, servizi

deve essere prevista un’adeguata area verde con

igienici, magazzini, refettori, camere agenti;

zona coperta, attrezzata con gazebo, panchine

Tali valori devono essere riferiti ad un piano

e giochi per i bambini. Tale area deve essere

orizzontale posto a cm 80 dal pavimento.ù

dotata anche di appositi locali in cui i soggetti autorizzati possano trascorrere parte della

- Gli impianti di

giornata insieme ai familiari e consumare un pasto in loro compagnia. Tale area deve essere

per la protezione ed il controllo sia interno

ubicata in prossimità del reparto colloqui ed a

che esterno dell’istituto penitenziario; devono

questo collegata, in modo tale da consentire il

essere interconnessi e fare capo alla sala regia.

facile accesso dei detenuti e dei familiari. L’area

Tutte le speciali installazioni, anche di marche

deve essere delimitata con recinzione metallica

diverse, devono comunque integrarsi tra loro,

dell’altezza di m 3,00 circa.

consentendo l’interfacciamento su una centrale elettronica di moderna concezione ma di agevole

Sistema di controllo accessi – Sono

gestione e manutenzione.

previsti apparecchi metaldetector per il controllo delle persone prima dell’ingresso nell’istituto,

Sistema di controllo tv.cc. a circuito

nonché apparecchi a Raggi X per il controllo

chiuso - L’impianto TV.CC. deve consentire di

dei pacchi. Deve essere prevista, comunque,

effettuare la sorveglianza continua delle zone

l’installazione di telecamere in ciascun accesso-

ritenute più pericolose a mezzo di telecamere

uscita per il controllo visivo indiretto dalla sala

collegate alla sala regia, dove è prevista una

regia e dalla postazione di sorveglianza più

consolle di regia corredata di monitors e

vicina;

planimetrie luminose, devono essere applicate quindi soluzioni tecnologiche avanzate rivolte

- Apparecchio a Raggi X: deve essere del tipo a

alla migliore funzionalità ed operatività del

tunnel passante ed installato nel vano consegna

sistema. Il banco regia deve essere suddiviso in

pacchi diretti ai detenuti. L’impianto deve

più sezioni relative a ciascun settore di controllo;

comprendere un nastro trasportatore a velocità

deve essere evitata la installazione di un elevato

di scorrimento variabile ed a senso di marcia

numero di monitors. Tutte le telecamere devono

invertibile;

essere corredate di speciali contenitori blindati, con schermo antisfondamento, evitando caverie

Valori di illuminazione negli ambienti -

sospese. Per una facile gestione è opportuno che rimpianto di telecamere sia limitato alle zone

in rapporto alle attività che vi si potranno svolgere,

I PARTE | 55


L’ISTITUZIONE CARCERARIA | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE dell’incolumità degli operatori penitenziari, A

l’ispezione del locale. In ogni caso la dimensione

tale riguardo si indicano i settori e le zone da prendere in considerazione:

superiore a cm 16.

- perimetro muro di cinta, sia dalla parte

- Cancello di sicurezza tipo c1: I cancelli di

intera all’istituto sia dalla parte esterna;

sicurezza in genere devono essere impiegati

- spazi interni ed esterni alla portineria-

negli accessi delle sezioni detentive, negli accessi

passocarraio;

dei reparti comunque frequentati dai detenuti e per lo sbarramento o compartimentazione dei

- zone interne di smistamento a grande

relativi corridoi di servizio. I cancelli devono

concentrazione di detenuti.

essere realizzati in modo da consentire la introspezione visiva dall’esterno verso l’interno e

Opere di sicurezza - In tutti gli ingressi

viceversa- Pertanto essi devono essere realizzati

delle zone frequentate dai detenuti devono essere previsti sbarramenti con robuste cancellate

ad una distanza tale che la luce netta tra l’uno e

in ferro. I cancelli devono aprirsi tutti verso

l’altro non superi i cm 16. Il cancello deve essere

l’esterno. Tutti i locali di detenzione o comunque

irrigidito con una traversa orizzontale in lamiera

frequentati dai detenuti, nonché i servizi igienici

pressopiegata dello spessore minimo di 30/10.

devono essere resi ispezionabili dal corridoio a mezzo di “spioncini” di tipo penitenziario,

- Grate metalliche in acciaio c50: Le grate

realizzati in modo da consentire la completa

in acciaio C50 hanno resistenza inferiore a

visibilità dei locali. Vengono di seguito illustrati

quelle di sicurezza. Per conseguire economie di costruzione, esse possono essere impiegate

usualmente impiegati nell’edilizia penitenziaria.

in tutti i locali non frequentati dai detenuti e in quelli ove essi sostano momentaneamente sotto

- Porta di sicurezza tipo P3: Questa porta deve

il controllo costante del personale di vigilanza.

essere adottata per le porte di tutti i locali non

Per queste grate viene richiesto l’impiego di

destinati a camere detentive, ma comunque

acciaio C50 sia per le barre orizzontali che per

frequentali abitualmente dai detenuti. Il telaio

quelli verticali.

di forma ad imbotte deve essere realizzato in lamiera sagomata da 20/10 e corredato di elementi per la zancatura. La porta deve essere

sicurezza devono essere particolarmente robusti

costituita da due pannelli frontali in lamiera

e costruiti con particolari accorgimenti. Essi

da 25/10 pressopiegata perimetralmente e da

devono essere impiegati in lutti i locali destinati

robusti rinforzi assemblati all’interno dell’arma.

alla detenzione o comunque frequentati, anche

Nella porta, quando necessario (es. in tutti i

per tempi limitati, dai detenuti. Devono essere

locali abitualmente frequentati dai detenuti per attività ricreative, culturali, scolastiche, colloqui, ambulatori, eco.), deve essere prevista una

56 | I PARTE

devono essere completamente saldati sicché


antispaccata: cristalli temperato tipo Securit policarbonato tipo LEXAN, ecc. o altro materiale similare. E’ consigliabile, quando la tecnica costruttiva usata lo consente, adottare lo stesso


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE |

3. Interno VS. esterno: una difficile relazione 3.1 Il carcere e la città La discussione sulla messa in atto di un piano straordinario per le carceri come risposta tangibile al sovraffollamento penitenziario ha rimesso in moto, in maniera del tutto episodica, la

discussione

sull’edilizia

penitenziaria.

Uno dei primi temi è stato quello della localizzazione delle aree per i nuovi istituti, spesso connesso con quello della dismissione o rifunzionalizzazione delle vecchie strutture in una nuova ondata di delocalizzazioni. L’allontanamento

delle

carceri

dai

centri

urbani ha alle sue origini varie motivazioni: da quelle di carattere igienico-sanitario promosse dell’Ottocento e il primo Novecento, a quelle

I PARTE | 59


INTERNO VS. ESTERNO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE urbana, sembra essere quella delle riserve di prigione dal tribunale. Il distacco simbolico e

spazio delle aree suburbane e di frangia, degli

determinante per la nascita e lo sviluppo di una

fortunatamente fallimentare - la proposta del

vera e propria edilizia penitenziaria con modelli

Ministero di Grazia e Giustizia per le carceri

tipologici più funzionali rispetto al passato,

di massima sorveglianza destinate a detenuti in regime di 41bis per cui sono state riprese

una progressiva segregazione ed estraniazione

in considerazione alcune isole, preventivando

dal contesto civile urbano. Il processo di

interventi

periferizzazione del carcere

dismessi. Se le vecchie periferie sono ormai

consolidato nel corso del Novecento, senza alcun

il luogo adatto per scaricare gli effetti penali

segno di inversione.

dell’economia globalizzata, le conseguenze della

negli

impianti

precedentemente

scelta localizzativa sul territorio della “maggiore Nelle più recenti elaborazioni di programmi

distanza possibile dal centro urbano” sono tante

di edilizia penitenziaria viene prevista e

per i detenuti come per coloro che in carcere

teorizzata la delocalizzazione degli istituti dai centri cittadini con la dismissione di un buon

di comunicazione oltre che nella percezione di

numero di strutture situate in zone centrali

una più radicale separazione e di un più forte

e la loro sostituzione con nuovi complessi da

isolamento.

costruire in aree del tutto periferiche. Tali previsioni appaiono in netto contrasto con la

Nelle nuove localizzazioni il processo costitutivo

sedimentazione di principi e norme volte a favorire lo stabilirsi di legami con la collettività

più lento e complicato a causa della maggiore lontananza dalla rete di servizi, che possono

conservando almeno in parte la disponibilità di

operare per rendere il carcere meno separato,

istituti collocati in ambito urbano.

e dal tessuto associativo che opera per favorire processi di riavvicinamento sociale e culturale.

Le

tendenze

accentuano

il

processo

di

In questa situazione il carcere accentua il suo ruolo di

. L’unica

città, non più verso la periferia ma verso aree di

connessione

territoriale

ricercata

per

la

frontiera. Nella ricerca di un lontano fuori dalla

cittadelle della pena è quella infrastrutturale,

concentrazione urbana, il nuovo sito carcerario

come la vicinanza a nodi stradali importanti: il carcere vicino all’autostrada. Per le nuove

comunali del piano urbanistico, al di là dai

carceri manca, generalmente, qualsiasi ricerca di contestualizzazione e la progettazione di

popolare o dei grandi centri commerciali

spazi di contatto col territorio circostante. In

in aree ibride, a ridosso di tangenziali o

questa diffusa situazione il sempre proclamato

svincoli autostradali. La direzione obbligata,

rapporto con la comunità locale si fa sempre più

soprattutto in mancanza di aree disponibili

astratto. La presenza carceraria è già marcata

e di maggior valore della rendita fondiaria

inconfondibilmente

60 | I PARTE

dai

suoi

segni:

cinta,


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | INTERNO VS. ESTERNO garitte, fabbricati di edilizia carceraria corrente, cancellate, griglie. Lo spazio demaniale è delimitato dalla recinzione e il rapporto fabbricato di portineria attrezzato per il controllo delle persone in entrata e in uscita dall’istituto. L’effetto

notturno

dell’illuminazione

del

complesso completa il quadro. Si avverte davvero il bisogno di un ulteriore segno di isolamento? A sua volta la dismissione delle vecchie carceri cambiamento profondo nella storia urbana della città: si spezza un legame che è un intreccio di storie sociali, di memoria urbana, un patrimonio letterarie di una città. L’azione dismissione/ nuova localizzazione cambia radicalmente il

Momenti di socializzazione nel carcere di San Vittore grazie alla rassegna musicale annuale “Sing sing”

rapporto tra l’organismo urbano e il carcere, memoria. Prima che questi processi possano

ristrutturare i blocchi delle celle, realizzare

concretizzarsi, occorre porre alle autorità

laboratori e un centro ricreativo, oltre che a

competenti una serie di quesiti.

migliorare i servizi.

Il primo riguarda le condizioni di detenzione nelle vecchie carceri in ipotesi di smantellamento,

critica del processo che dovrebbe attuare l’operazione e che è indicato nelle tipologie del

del superamento delle condizioni di criticità.

L’orientamento verso il coinvolgimento di partner privati è stato riaffermato anche

caratteristiche non presentano opportunità

nell’ambito del recente Piano del D.A.P a proposito del reperimento di una parte dei fondi

della vita detentiva, ce ne sono invece altre

necessari alla costruzione delle nuove carceri,

che presentano ampie possibilità di intervento

attraverso la valorizzazione immobiliare dei

sugli spazi interni. Lo confermano le esperienze

vecchi siti e/o la gestione di una serie di aspetti

di

riguardato

di economia carceraria. La complessa partita tra

complessi storici di diverse città europee, come

Ministero, costruttori e immobiliaristi è ancora

le carceri radiali di San Vittore a Milano e quello

in corso.

ristrutturazione

che

hanno

di Strangeways a Manchester, una struttura di mattoni in stile gotico-vittoriano, dove l’Home

Il terzo quesito riguarda le ragioni di un

I PARTE | 61


INTERNO VS. ESTERNO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE

senza per questo avere con essa alcun rapporto attivo, rappresentando anzi la negazione stessa della città.

La città tenda, schizzo di Giovanni Michelucci

trasferimento totale della popolazione detenuta

del luogo in cui collocare la funzione carceraria,

senza

mediazione,

mentre dovrebbe essere logico mantenere

opportunità

le persone in attesa di giudizio in un luogo

di mantenimento delle persone in attesa di

ragionevolmente vicino alla sede del giudizio

giudizio, della sezione della semilibertà o altro.

o le persone in semilibertà in un luogo che

Come se non fosse opportuno mantenere più

possa consentire facilmente il raggiungimento

un luogo di detenzione nella centralità urbana

del luogo di lavoro e una reintegrazione

un’ipotesi

considerando

ad

di

possibile

esempio

le

per sostenere le possibilità di ritorno alla vita civile. Come se il processo di periferizzazione

Sia le scelte di localizzazione dei nuovi

imponesse di catapultare tutto il carcerario il più

complessi che quelle relative alla gestione del patrimonio edilizio carcerario confermano la

possano diventare completamente altro. Manca che possono nascere da un’ interpretazione -

62 | I PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | INTERNO VS. ESTERNO in termini urbani e territoriali - dei contenuti della riforma penitenziaria, che richiederebbe una diversa attenzione nella scelta dei luoghi dell’esecuzione penale sul territorio. Gli accordi tra Amministrazione penitenziaria ed Enti delle nuove localizzazioni e delle dismissioni

delocalizzazione.

3.2 Il carcere e il nucleo familiare “

del vecchio istituto optando, da un lato, per la

come del resto avviene già in altri paesi europei

concentrazione delle funzioni detentive in un

(ad esempio Olanda, Spagna, Danimarca),

nuovo sito lontano dai centri vitali e, dall’altro,

permette di agevolare il reinserimento sociale

per la totale sostituzione di funzioni nel vecchio

attraverso

complesso: non è mai ricercata l’intesa su una

personali e, nel contempo, attenua la solitudine

differente concezione della funzione della pena,

che accompagna i detenuti durante il periodo

ma più di ogni cosa non emerge una ricerca

di espiazione della pena; infatti, interrompere

la

valorizzazione

dei

legami

verso una nuova possibile relazione tra il carcere e la città che punti l’attenzione sui concetti di accessibilità e di interazione. che lo hanno generato, nutrito e sostenuto” Sotto la spinta del sovraffollamento, della crescita della popolazione e della pressione

(Francesco Ceraudo, presidente dell’Associazione nazionale

politica esercitata tramite la campagna per la

dei medici penitenziari).

12

sicurezza, è facile comprendere che la scelta localizzativa e la produzione delle strutture

La detenzione cambia i rapporti con i familiari,

carcerarie siano prive di valenze diverse da

crea vuoti che a volte diventano incolmabili. Oppure i legami restano forti e tenaci malgrado le sbarre, la fatica dei colloqui, l’angoscia di entrare in carcere per incontrare i propri cari.

del D.A.P prevede la realizzazione entro il

Solo una regolare consuetudine e una relazione

dicembre 2012 di 46 nuovi padiglioni all’interno

affettiva consolidata, in cui la comunicazione

dei perimetri carcerari già in funzione. Nel

non sia interrotta o alterata, permettono di preservare il rapporto parentale. Ad essere

ad altre attività, un peggioramento delle

punita sul fronte dell’affettività, non è solo la

condizioni di detenzione, un aggravamento

persona reclusa, ma anche tutta la sua famiglia

di criticità sotto diversi aspetti a partire dal

o tutte quelle persone con le quali aveva una

sottodimensionamento di impianti e servizi.

relazione

affettiva

prima

dell’ingresso

in

istituto: “vittime invisibili, vittime a loro volta Per quanto riguarda poi la realizzazione di 22

delle vittime dimenticate e spesso trattate come

nuove carceri, di cui 9 da completare, tutto fa

colpevoli o deviati come fossero criminali loro

pensare che la qualità dei nuovi siti carcerari sia peggiore di quella delle precedenti stagioni di

Coordinatrice del Partners of Prisoners Program

I PARTE | 63


INTERNO VS. ESTERNO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE familiari o le terze persone per sei ore mensili, le telefonate della durata massima di 10 minuti a settimana, le lettere ed i permessi premio, per coloro che ne possono usufruire. I legami affettivi sono dilazionati nel tempo e nello spazio e le relazioni vengono vissute per lo più in senso negativo.

con l’esterno ma è anche colui che può diventare la base solida e certa per la costruzione di un futuro, una volta scontata la pena. Molto del tempo vissuto all’interno del carcere è in funzione dei colloqui o delle telefonate, dove, seppure ristretti, si può vivere attivamente un rapporto interpersonale. Ma non basta. Queste relazioni sono purtroppo costituite da bisogni insoddisfatti, mancanza di affetto e di gesti di intimità. Se consideriamo il fatto che un rapporto di coppia è composto da una parte affettiva e da una parte corporea, possiamo notare che in carcere non è possibile vivere entrambe le sfumature. Per quanto riguarda i rapporti col partner, nel contingente carcerario viene a crearsi una vera e propria scissione tra i episodi 1 e 3 - Teatro delle Donne, centro di drammaturgia (Firenze)

bisogni naturali affettivi e sessuali, lasciando i due soggetti frustrati o inappagati. Un fattore di rischio per la coppia, poi, risulta essere il tempo,

Offenders Aid and Rehabilitation Services.

il quale non gioca a favore: ad una maggior durata della pena, a cui è correlata anche una

Gli incontri frequenti ed intimi con le persone

maggiore gravità del reato, spesso corrisponde

con le quali vi è un legame, hanno un ruolo del reo: da qui l’esigenza di avvicinare, per

esistenti prima dell’ingresso in carcere possono

quanto possibile, il recluso al mondo esterno

logorarsi o spezzarsi durante la reclusione a

e, in particolare, a quello dei suoi affetti. Dopo l’ingresso in istituto, infatti, le possibilità di contatto con “il fuori” sono davvero poche, frammentate e confuse: gli incontri con i

64 | I PARTE

Continuare a condividere una relazione con un


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | INTERNO VS. ESTERNO detenuto costa fatica e il prezzo che si deve pagare

l’incontro con il padre. Anche il momento del

per salvare quello che resta è davvero molto

colloquio, spesso risulta essere freddo e senza

alto. E’ importante considerare che gli spazi

intimità, e così molti detenuti scelgono di non

in cui potere mettere in atto i legami ritrovati, in condizioni di semilibertà o comunque in

questo trauma e non inizino a provare repulsione

situazioni simili alla realtà quotidiana esterna,

verso le istituzioni e gli agenti che controllano e

sono davvero pochi.

puniscono.

La Costituzione italiana afferma che il detenuto,

Esperienze

tramite la pena deve essere rieducato e ri-

“Gazebo”, “Relais Enfants Parents”, associazione

numerose

e

diverse

(progetto

“Bambini senza sbarre”, “Telefono Azzurro” si priva della possibilità di vivere le relazioni

e il “Patto di solidarietà DAP-Unicef”) hanno

affettive, ancor prima di quelle sessuali,

avviato iniziative di tutela del rapporto genitori-

che fanno parte della sua identità. L’attuale normativa carceraria non contiene alcun

come presupposto simili considerazioni, a tal

articolo che vieti esplicitamente la sessualità,

legislazione.

della propria affettività, come pure nessun articolo la autorizza se non, indirettamente, nella formula dei permessi premio all’esterno. Il che attuale a questo riguardo, è testimonianza di una

3.2.1 La voce agli affetti: le testimonianze

permanente inadempienza dello Stato rispetto a una giusta soluzione del problema, poiché il

Il colloquio vissuto dall’esterno

bisogno di amore, pur con intensità diverse, è vissuto da tutti. 13

“E’ il mio primo colloquio in carcere. Dentro c’è il mio compagno. Una vecchia pena

Parlando di genitorialità, il carcere, con la

da scontare. Sono confusa e spaventata.

sua chiusura, non favorisce i contatti neanche

Quando arrivo c’è già un sacco di gente. Un signore anziano mi dà un biglietto con un

riuscire ad incontrare il genitore sono le stesse

numero (il 18). Aspetto. Finalmente aprono

per i bambini come per gli adulti: oltre al tempo

la porta. Entriamo. Una guardia distribuisce i

concesso ridotto e frammentato, è necessario

numeri in base ai quali saremo chiamati. Tutti

svolgere una

prima di

spingono e si accalcano, ma i foglietti casalinghi

entrare lasciando all’esterno tutti gli oggetti,

del vecchio signore risolvono la questione.

compresi i giocattoli, facendosi controllare

Aspetto ancora. Una signora mi dice che se

con un metal detector da agenti in divisa che

voglio dare il pacco con la roba da mangiare devo

possono inquietare i bambini, se non addirittura

procurarmi il foglio da allegare. Lo vendono

rendere traumatico il momento che precede

per 100 lire allo sportello. Compro il foglio.

I PARTE | 65


INTERNO VS. ESTERNO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE

Differenti tipi di approcci per differenti gradi di intimità

Ma dove va scritto il nome del detenuto? Non

sala colloqui. C’è un lungo bancone con delle

trovo lo spazio apposito. Chiedo alla mia vicina.

panche. Ne scelgo una, mi siedo e aspetto. Dopo

Arriva il mio turno. Allo sportello presento la carta d’identità e il foglio di convivenza.

vedo. Potremo stare insieme un’ora. Io ne ho

Chiedo: “me lo restituirete dopo?” - “No!” - “Ma a me servirebbe…” - “Ne faccia un altro…” - . Mentre vado a sedermi mi accorgo che alcune

(Tratto da Associazione comunità San Benedetto al Porto,

per prenderle. Vedo i piedi della guardia che

, “Area di Servizio”,

giornale di strada di Genova.)14

controlla i pacchi. Provo a chiedere spiegazioni. I piedi mi rispondono: “Non possono entrare…”

Il colloquio vissuto dall’interno

e lo sportello si richiude. Torno ad aspettare. Le guardie chiamano il primo gruppo di visitatori

La struttura carceraria prevede, indicandoli

ma io non ne faccio parte. Continuo ad aspettare.

come affettività, i colloqui; ma davvero si può

Finalmente chiamano il secondo gruppo e

pensare che “il colloquio è affettività”? Molte

questa volta ci sono anch’io. Ci danno una

volte ci vergogniamo di andare al colloquio con i nostri familiari, tanto è triste e degradante

in un armadietto. Passiamo alla perquisizione:

il posto. L’ambiente, ovvero quella stanzetta

mi passano il metal detector e mi tastano un po’.

spoglia che dovrebbe in realtà riunire un nucleo

Siamo dentro. Una guardia mi dice: “Vada!”, ma

familiare o comunque delle persone accomunate

io non so dove.

da un legame di affetto, è nettamente diviso in due da un freddo “tavolaccio”. Il tavolo è

Mi sposto di lato e seguo gli altri. Arriviamo alla

66 | I PARTE

abbastanza largo da costringerci a faticare per


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | INTERNO VS. ESTERNO poterci tenere strette le mani. Il tutto dura un’ora e due volte al mese si possono fare due ore. E siamo già fortunate se il turno del colloquio l’abbiamo insieme a nostre compagne abituate a parlare con voce pacata (come noi); se ci capita il turno con qualcuna capace solo di esprimersi a voce alta, è un disastro. Quell’ora a settimana, in condizioni così assurde, a noi dovrebbe bastare per sopperire tutti i nostri bisogni di affetto e alla necessità di comunicare con le nostre famiglie, o comunque con le persone a noi vicine. Senza contatti senza un bacio, perché questo non è previsto dai regolamenti. La realtà poi è ancora più cruda: del tempo consentito quasi la metà viene trascorsa da entrambi le parti a cercare di camuffare quella sorta d’imbarazzo, di disagio che inevitabilmente si viene a creare, poiché le persone che si incontrano solo in carcere perdono ben presto l’abitudine a comunicare in maniera reale e no distorta dal luogo in cui per riuscire ad esprimere le proprie emozioni, soprattutto sotto l’occhio vigile di telecamera ed agenti.15 (Tratto da AA.VV., Le donne della Giudecca parlano di : sesso taciuto e negato, separazioni e divorzi, colloqui in condizioni avvilenti)

I PARTE | 67


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE |

4. I luoghi dell’affettività in carcere 4.1 L’ordinamento penitenziario: un decennio di sperimentazione L’ordinamento penitenziario è l’intero sistema di norme che regolamenta il momento della privazione della libertà personale in esecuzione di una sanzione penale. Come appena descritto, è disciplinato dalla legge n. 354/75 di riforma dell’ordinamento penitenziario italiano e il suo ultimo aggiornamento avviene con la pubblicazione sulla G.U del Regolamento e sulle misure privative e limitative della libertà il 30 Giugno 2000.

I PARTE | 69


I LUOGHI DELL’AFFETTIVITà IN CARCERE | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE Gli articoli sono in totale 136 e descrivono in modo chiaro tutto ciò che riguarda la vita

nell’istituto strumenti pericolosi o altri oggetti

all’interno della struttura carceraria. Può essere

non ammessi.

titoli per e poi in capi d’azione della norma . Gli articoli afferenti al riguardano il trattamento penitenziario che è alla base della privazione della libertà. Al

4. Nel corso del colloquio deve essere mantenuto un comportamento corretto e tale da non recare disturbo ad altri. Il personale preposto al controllo sospende dal colloquio le persone che tengono comportamento scorretto o molesto, riferendone al direttore, il quale decide sulla esclusione.

che avviene al singolo dall’ingresso in istituto

5. I colloqui avvengono in locali interni senza

in qualità di reo, il regime penitenziario a cui

mezzi divisori o in spazi all’aperto a ciò

viene sottoposto, l’assistenza per sé e la famiglia

destinati. Quando sussistono ragioni sanitarie

e le misure alternative alla detenzione. Il Titolo

o di sicurezza, i colloqui avvengono in locali

invece determina le disposizioni relative all’

interni comuni muniti di elementi divisori.

organizzazione penitenziaria ed è quindi diretto

La direzione può consentire che, per speciali

alla sfera dirigenziale e a quella amministrativa.

motivi, il colloquio si svolga in locale distinto. In

Le norme che risultano di maggiore interesse all’interno di questo lavoro sono quelli che riguardano il rapporto tra il detenuto e la sua

ogni caso, i colloqui si svolgono sotto il controllo a vista del personale del Corpo di polizia penitenziaria.

famiglia e i luoghi in cui questo avviene, ossia

6. Appositi locali sono destinati ai colloqui dei

le sale dei colloqui e, ove possibile, alcuni spazi

detenuti con i loro difensori. 7. Per i detenuti e gli internati infermi i colloqui

Art. 37. - Colloqui

possono avere luogo nell’infermeria.

1. I colloqui dei condannati, degli internati e

8. I detenuti e gli internati usufruiscono di sei

quelli degli imputati dopo la pronuncia della

colloqui al mese.

sentenza di primo grado sono autorizzati dal direttore dell’istituto. I colloqui con persone

Quando si tratta di detenuti o internati per uno

diverse dai congiunti e dai conviventi sono

dei delitti previsti dal primo periodo del primo

autorizzati quando ricorrono ragionevoli motivi.

comma dell’articolo 4-bis della legge e per i il numero di colloqui non può essere superiore a

pronuncia della sentenza di primo grado, i

quattro al mese.

richiedenti debbono presentare il permesso rilasciato dall’autorità giudiziaria che procede.

9. Ai soggetti gravemente infermi, o quando il colloquio si svolge con prole di età inferiore a

3. Le persone ammesse al colloquio sono

dieci anni ovvero quando ricorrano particolari circostanze, possono essere concessi colloqui

le modalità previste dal regolamento interno,

70 | I PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | I LUOGHI DELL’AFFETTIVITà IN CARCERE anche fuori dei limiti stabiliti nel comma 8. 10. Il colloquio ha la durata massima di un’ora. In considerazione di eccezionali circostanze, è consentito di prolungare la durata del colloquio con i congiunti o i conviventi. Il colloquio con i congiunti o conviventi è comunque prolungato sino a due ore quando i medesimi risiedono in un comune diverso da quello in cui ha sede l’istituto, se nella settimana precedente il detenuto o l’internato non ha fruito di alcun colloquio e se le esigenze e l’organizzazione dell’istituto lo consentono. A ciascun colloquio con il detenuto o con l’internato possono partecipare non più di tre persone. È consentito di derogare a tale norma quando si tratti di congiunti o conviventi.

di tutti i detenuti o internati dell’istituto, i generi e gli oggetti di cui è consentito il possesso, della persona e all’espletamento delle attività trattamentali, culturali, ricreative e sportive. Nella individuazione dei generi e oggetti ammessi si terrà anche conto delle nuove strumentazioni tecnologiche. È vietato, comunque, il possesso di denaro. 2. Sono ammesse limitazioni sostenute da motivate esigenze di sicurezza, anche in relazione alla differenziazione del regime detentivo che consegue all’applicazione degli articoli 14-bis, 41-bis e 64 della legge. 3. Non è ammessa la ricezione dall’esterno di

11. Qualora risulti che i familiari non mantengono

bevande alcoliche.

rapporti con il detenuto o l’internato, la direzione

È consentito l’acquisto presso lo spaccio interno

ne fa segnalazione al centro di servizio sociale

e il consumo giornaliero di vino in misura non

per gli opportuni interventi.

superiore a mezzo litro e di gradazione non superiore a dodici gradi o di birra in misura

12. Del colloquio, con l’indicazione degli estremi

non superiore ad un litro. La distribuzione e il

del permesso, si fa annotazione in apposito

consumo di tali bevande avviene nei locali in

registro.

cui si consumano i pasti. In ogni caso è vietato

13. Nei confronti dei detenuti che svolgono attività lavorativa articolata su tutti i giorni feriali, è favorito lo svolgimento dei colloqui nei giorni festivi, ove possibile.

l’accumulo di bevande alcoliche. 4. Gli oggetti non consentiti sono ritirati dalla direzione e, salvo che costituiscano corpi di reato, sono consegnati ai detenuti e agli internati all’atto della loro dimissione. I generi e gli oggetti

Il momento del colloquio è preceduto da

deperibili o ingombranti che non possono essere

una serie di azioni “burocratiche”, anch’esse

trattenuti in deposito presso il magazzino sono restituiti ai familiari in occasione dei colloqui

parte del familiare a favore del detenuto, di un

ovvero spediti agli stessi a cura e spese del

pacco contenente generi alimentari, indumenti

detenuto o dell’internato.

e oggetti non considerati pericolosi. 5. I generi e gli oggetti provenienti dall’esterno Art. 14. - Ricezione, acquisto e possesso di oggetti e di generi alimentari

devono essere contenuti in pacchi, che, prima della consegna ai destinatari, devono essere sottoposti a controllo.

1. Il regolamento interno stabilisce, nei confronti

I PARTE | 71


I LUOGHI DELL’AFFETTIVITà IN CARCERE | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE 6. I detenuti e gli internati possono ricevere

corrispondenza non soggetta a controllo, tra

quattro pacchi al mese complessivamente di

quelle in uscita, è quella indirizzata ad organismi

peso non superiore a venti chili, contenente

internazionali,

esclusivamente generi di abbigliamento, ovvero,

preposti alla tutela dei diritti dell’uomo.

nei casi e con le modalità stabiliti dal regolamento

Ogni istituto, poi, dispone di uno o più telefoni

interno, anche generi alimentari di consumo

utilizzabili dai detenuti. I condannati e gli

comune che non richiedono manomissioni in

internati possono essere autorizzati dal direttore

sede di controllo.

dell’istituto alla corrispondenza telefonica con i

amministrativi

o

giudiziari

congiunti e conviventi una volta alla settimana, 7. Gli oggetti di uso personale possono essere

e nel caso ricorrano validi motivi, anche con

acquistati o ricevuti in misura non eccedente le

persone non afferenti al nucleo familiare. Sono

normali esigenze dell’individuo.

inoltre prese in considerazione le cosìdette “telefonate d’urgenza”, che acquisiscono un

8. I generi alimentari, ricevuti dall’esterno o

valore maggiore se si svolgono con prole di età

acquistati, non devono eccedere in quantità

inferiore a dieci anni o in caso di improvviso

il fabbisogno di una persona. 9. Il detenuto

trasferimento del detenuto. Le telefonate in

o l’internato non può accumulare generi

uscita devono essere sempre e comunque

alimentari

autorizzate previa richiesta scritta e sono a

in

quantità

eccedente

il

suo

fabbisogno settimanale.

spese dell’internato; il contatto telefonico viene stabilito dal personale dell’istituto che, nel

10. Le limitazioni di cui ai commi precedenti

caso in cui si ritenga opportuno, provvede ad

non si applicano ai pacchi, agli oggetti ed ai

ascoltare e registrare le conversazioni che non

generi destinati alle detenute madri con prole in

dovranno durare più di dieci minuti.

istituto per il fabbisogno dei bambini. Nel considerare le norme precedentemente descritte è possibile avere un’idea sommaria della gestione del momento del colloquio. Di conseguenza non bisogna sottovalutare

4.2 La rappresentazione mediatica dell’incontro in carcere

i tipi e le modalità di contatto tra il detenuto e il mondo esterno al di fuori di questo

singolo

corrispondenza

episodio epistolare

settimanale: o

la

telefonica.

La corrispondenza in entrata e in uscita viene sempre ispezionata per rilevare l’eventuale presenza di valori o altri oggetti non consentiti, garantendo comunque l’assenza di controlli sullo scritto. Nel caso in cui la direzione sospetti che i contenuti della corrispondenza possano costituire elementi di reato/pericolo, deve farne segnalazione immediata. L’unico tipo di

72 | I PARTE

Lo svolgimento di questa ricerca ha si ha del carcere, fuori dal carcere. Le persone che non hai mai avuto un reale contatto con questo mondo faticano il più delle volte a comprendere quali possano essere le dinamiche che si svolgono all’interno del muro di cinta. Il contesto in cui ci si muove, parlando di in carcere, è quello attuale, italiano, in cui i


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | I LUOGHI DELL’AFFETTIVITà IN CARCERE media e in particolare la televisione, da diversi anni propongono in modo ossessivo le notizie dedicate a fatti criminali. Solo nel 2010 il Tg1 ha dedicato 1000 notizie a fatti criminali, il doppio del Tg pubblico spagnolo, il triplo di quello inglese, quattro volte quello francese e 18 volte l’ARD tedesco. I mezzi di comunicazione di massa sono strumenti potentissimi che contribuiscono

in

maniera

determinante

alla costruzione dell’immaginario collettivo, 16

Nonostante percepiscono

tutto, come

sei

italiani

questione

su urgente

dieci da

affrontare i problemi economici, mentre solo il 5% indica la criminalità come emergenza primaria. Le preoccupazioni e le insicurezze sono dettate da altri problemi e fattori come la

E allora perché indagare in modo morboso su un certo tipo di cronaca portando alla distorsione delle informazioni? La criminalità è seguita dai media televisivi in modo “seriale” occupando uno spazio ricorrente e ripetuto ogni sera,

Vista della sala colloqui da una postazione di sorveglianza

A questo proposito giocano un ruolo molto importante le trasmissioni pomeridiane che coniugano intrattenimento e informazione e hanno sempre più peso nel determinare questa situazione di insicurezza, di paura, la cosiddetta “angoscia sociale”. I più colpiti da questo tipo

dei pochi modi attraverso cui l’opinione pubblica

di informazione sono coloro che maggiormente

ha potuto visualizzare alcuni degli spazi della

dipendono dalla televisione e sono sensibili

prigionia.

al tema: anziani, casalinghe, residenti nelle regioni meridionali ed elettori della Lega e del

Nel corso degli anni Trenta si afferma negli

centrodestra, ma soprattutto coloro che per varie ragioni (solitudine, ignoranza, povertà) hanno

prison movie, che raccoglie le tante produzioni realizzate su questo tema che, per ragioni

Partendo da questi presupposti, è possibile

culturali, si discostano di molto da quella che è

affermare che buona parte delle immagini

la rappresentazione dello stesso in Italia.

I PARTE | 73


I LUOGHI DELL’AFFETTIVITà IN CARCERE | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE

4.3 L’area dei colloqui: spazi, tempi e fruitori

parte degli agenti della polizia penitenziaria i quali generalmente occupano uno spazio a loro dedicato, molto piccolo, vetrato su due lati e interposto tra due sale. Solo quando

La pratica del colloquio tra il detenuto

espressamente richiesto hanno la possibilità

e i parenti può essere di differenti tipi, facendo

di muoversi all’interno delle sale per garantire

attenzione a non confonderla con quella

un maggiore controllo. La sorveglianza, va

dell’incontro, diversa per modalità, tempi e spazi. quindi da interrogarsi sulla validità di un ausilio un diritto del detenuto e, come precedentemente

tecnologico che indubbiamente snellirebbe il

spiegato, ne sono previsti 4 mensili della

lavoro degli agenti permettendo l’installazione

durata di un’ora da svolgersi in appositi luoghi

di un’unica centralina di sorveglianza a monitor,

all’interno della struttura penitenziaria. Fa un

ma che contemporaneamente poterebbe ad una

certo effetto pensare che la somma tra le ore di

mancanza di necessità di personale.

colloquio, calcolata sull’intero anno, sia di 48: due giorni su trecentosessantacinque.

Fatta questa premessa, si nota quale sia la ricaduta spaziale in quanto, a meno che non

Tra i fattori che determinano le tipologie di

si parli di Carcere di Massima Sicurezza, ogni

colloquio a cui ogni parente accede c’è in primis

struttura penitenziaria dovrà essere dotata di

il tipo di pena che il reo è tenuto a scontare e

luoghi dedicati e differenziati per garantire in

al regime di detenzione in cui si trova. Alcune

sicurezza un colloquio dignitoso e a tutti coloro

categorie di reato, come ad esempio quelli

che si troveranno ad accedervi.

punibili con il regime 41bis, in assenza di precisa condanna all’isolamento, concedono circa due

In linea generale, e soprattutto per effetto del

colloqui mensili in stanze caratterizzate dalla

sovraffollamento e della carenza infrastrutturale,

presenza del divisorio. Sempre in relazione alle azioni permesse al detenuto, è possibile

nel riuscire a ideare un servizio di fruizione

che il divisorio sia totale, quindi a tutt’altezza

snello che favorisca i colloqui. Le modalità di

rispetto all’ambiente in cui si svolge e con una

svolgimento di tutte le pratiche sono appesantite

parte superiore vetrata, oppure connesso al

dall’assenza di appositi ambienti e servizi che

tavolo in marmo e alto circa 60 cm. Nel primo

rendano più funzionali gli step precedenti all’incontro, generando problematiche ancora

e la comunicazione è veicolata da un interpone,

prima dell’ingresso in carcere da parte del

in alcuni casi la conversazione può essere

parente.

registrata. Nel secondo caso invece è possibile A seguito di un’attenta analisi svolta sui casi la larghezza dei tavoli (circa 80 cm) e il divisorio in

altezza

rendono

pressoché

impossibile

un’interazione tattile. In entrambe le situazioni è garantita una sorveglianza costante da

74 | I PARTE

studio che verranno elencati nel capitolo


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | I LUOGHI DELL’AFFETTIVITà IN CARCERE Così come lo spazio, anche il tempo è una variabile

come il contrario. In considerazione di questo,

fondamentale ed è vissuto molto diversamente

è necessario più che mai puntare sulla proposta

dal detenuto e dal parente. In entrambi i casi si

di un nuovo sistema di turnazione ispirato a

attende con ansia di poter trascorrere quei tanto

quello già correttamente in funzione nella casa

agognati 60 minuti in compagnia dei propri cari,

di reclusione di Bollate. (cfr schema).

ma l’odissea del familiare comincia molto prima. Si parla molto spesso di viaggi per raggiungere il

Oltre ai parenti e ai detenuti, c’è un’altra

carcere, di interminabili ore di attesa, di tempi

categoria di utenza spesso poco considerata: gli

morti, di perquisizioni molto spesso invasive. Il

agenti della polizia penitenziaria. Il loro lavoro

più delle volte la durata dell’incontro è diminuita

è fondamentale per il corretto funzionamento

rispetto ai 60 minuti in quanto, per mancanza

del servizio, si tratta di mansioni di elevata

di organizzazione, è possibile che il parente debba attendere il detenuto diversi minuti, così

una concentrazione e un livello di attenzione

UOMO o DONNA / agente - responsabilità - stanchezza - lavoro - autorità - routine - obbligo - pazienza - freddezza

ADOLESCENTI / figli - soggezione - fastidio - domande - influenze esterne - conflittualità - comunicazione inibita

UOMO / detenuto

BAMBINI / figli

- trepidazione - disagio - vergogna - esclusione - condivisione - paura - rassegnazione

- non comprensione - gioco - domande - bugie - imprevedibilità - riconoscibilità

PARTNER / donna adulta

GENITORI / uomo - donna adulti

- ricerca contatto fisico - soggezione - vicinanza - desiderio - conflittualità - solitudine - perdono - pazienza

- preoccupazione - perdono - vicinanza - ansia - comprensione - giustificazione - soggezione

I PARTE | 75


I LUOGHI DELL’AFFETTIVITà IN CARCERE | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE molto alto. Indipendentemente dalle questioni

predisposto all’attesa in cui si espletano le

etico-morali che possono scaturirne, l’agente

prime pratiche burocratiche, come la consegna dei documenti di riconoscimento, l’inserimento dei dati nel registro dei presenti, una prima perquisizione non invasiva. La sosta può durare

prima volta, molto spesso anche dei bambini, e

contemporaneamente

mantenere

un

atteggiamento distaccato e autorevole per non

3. Il passaggio esterno: Una volta

perdere di potere agli occhi di chi deve subire

terminata la sosta nella prima area d’attesa, si

il controllo. Anche la categoria della polizia

percorre un tragitto che conduce all’interno

penitenziaria, pur dipendente dallo stato, è

dell’istituto. Solitamente si tratta di percorsi

stata fortemente colpita dalla crisi economica

scoperti, possibilmente ampi, in cui non

che è andata di pari passo con il boom del

ci si rende ancora conto del fatto che ci si

sovraffollamento, generando un meccanismo

trova dentro al carcere, complice la continua interazione con elementi del mondo esterno

crescente numero di detenuti per un sempre

(vegetazione, rumori, colori…). Trattandosi di

minor numero di agenti.

un percorso di attraversamento, non è sempre

II sistema che regola le visite in carcere può

ma tendenzialmente si parla di pochi minuti. Il termine è segnato in modo netto e deciso

chiuso, gli ambienti non comunicano tra loro

da un secondo muro di cinta che determina la separazione tra l’area “civile” e quella della reclusione. Infatti la zona degli incontri è sempre

temporali.

ubicata entro questa seconda cinta muraria, così da diminuire quanto più possibile i movimenti

La pratica del colloquio si compone di tanti sfumature o soglie.

dei detenuti. 4. La sala d’attesa interna: Questa assolve diverse funzioni, non a caso la sua impostazione

1. Il muro di cinta: è il primo passaggio tra l’interno e l’esterno. Generalmente racchiude

presenti quattro sportelli presso cui è possibile

l’intero sistema penitenziario pur non segnando

consegnare i documenti per l’accesso al colloquio (a seconda che si tratti di “primo colloquio” o

elevata e possono essere presenti delle strutture

di “colloqui successivi al primo”), consegnare

leggere, ma sempre rispondenti ai canoni di

una somma di denaro che verrà caricata sul

sicurezza, che permettono il contatto visivo tra

conto del detenuto e consegnare un pacco

il carcere e ciò che si trova attorno.

contenente generi alimentari o vestiario e che verrà recapitato direttamente in cella. Gli agenti

2. La prima sala d’attesa: subito varcato

non necessitano di attrezzature particolari,

il primo muro di cinta, si sosta in un ambiente

visti i compiti da svolgere (principalmente

76 | I PARTE


quella colloqui

DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | I LUOGHI DELL’AFFETTIVITà IN CARCERE

I PARTE | 77


I LUOGHI DELL’AFFETTIVITà IN CARCERE | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE inserimento dati su database e fotocopie per

è

caratterizzato

da

grandi

aperture

che

il rilascio della bolla d’ingresso), fatto salvo la

consentono un contatto visivo costante tra chi si

macchina per il controllo pacchi che si trova

trova nelle sale e chi si trova all’esterno. Questa organizzazione viene percepita in modo diverso

d’attesa. La norma prevede che le due aree

dai diversi target: chi sta svolgendo il colloquio

oggetti e un sistema di comunicazione verbale

nelle salette si sente osservato dagli estranei e

tramite microfoni. Una volta concluse le attività

controllato dagli agenti, chi sta andando verso

sopra elencate, al parente viene consegnata

il colloquio si sente angosciato nel vedere gli

una chiave corrispondente ad un armadietto

altri e l’agente vive un senso di opprimente

portavalori entro cui dovrà depositare tutti

responsabilità a causa del doppio controllo

gli oggetti che il regolamento non consente

che deve necessariamente esercitare. La nota positiva riguarda l’interazione con l’esterno per

permanenza in quest’ambiente varia a seconda

via delle numerose aperture che solitamente

dell’organizzazione

scandiscono l’ambiente e che si rivelano essere

logistica

(turnazioni

a

blocchi orari, turnazioni alfabetiche, ecc…),

unica fonte di luce naturale.

perciò si prevedono una serie di confort di base che consentano di alleggerire il tempo sospeso:

7.

L’area

colloqui:

Generalmente

vending machine (snack e bevande), libri, riviste

suddivisa in salette che possono ospitare un

e quasi sempre una piccola area bambini (data

massimo di 8 colloqui (quindi circa una trentina di persone), sono poco caratterizzate. I colori sono neutri, le luci fredde e gli arredi modulari, di serie e poco confortevoli sia nei materiali

5. La sala della perquisizione: Si tratta

che nell’ergonomia. In linea di massima si

di un ambiente generalmente povero, freddo

tratta di un ambiente pensato per un pubblico

e privo di umanità e differenziato per sesso.

adulto, quindi sono poche (o nulle) le accortezze

Ciò dipende principalmente dalla natura delle

riservate ai bambini o ad un’utenza più giovane.

azioni che si svolgono al suo interno in quanto,

La permanenza in questa sala è l’unica che ha

tendenzialmente, il perquisito vi sosta pochi minuti, a meno che gli agenti non ritengano

il cui scadere è determinato da un segnale

necessari dei controlli più approfonditi. Il

acustico.

parente attraversa un metal detector walking through e solo successivamente viene perquisito

E’

possibile

materialmente.

generale

affermare

dell’intera

che

area

sia

l’impostazione “specchiata”,

nel senso che detenuti e parenti svolgono lo 6. Il corridoio: Una volta terminata

stesso tipo di azioni lungo percorsi opposti

la fase di perquisizione, il parente viene

che non si incontrano mai, e che rispondono a tempistiche differenti. I ristretti non sono

sala colloqui in cui incontrerà il detenuto.

ovviamente sottoposti all’iter burocratico, ma

Si tratta di un’ impostazione che riprende

devono ugualmente attraversare una serie di

quella del controllo cellare perché il passaggio

corridoi che conducono dalla cella alla sala

78 | I PARTE


un carattere eccessivamente forte rispeto al resto perchè determina il primo verso totale distacco dalla realtà civile. Successivamente il secondo punto più critico è quello della perquisizione e quindi, ancora dopo, quello dei colloqui.

DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | I LUOGHI DELL’AFFETTIVITà IN CARCERE

I PARTE | 79


dello spazio deve essere obbligatoriamente elevatissimo.

I LUOGHI DELL’AFFETTIVITà IN CARCERE | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE

80 | I PARTE


spesso per una questione di turnazioni e soprattutto si manifesta una certa insofferenza dovuta alla voglia di incontrare il proprio caro.

DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | I LUOGHI DELL’AFFETTIVITà IN CARCERE

I PARTE | 81


82 | I PARTE

detenuti

agenti polizia penitenziaria

visitatori esterni

I LUOGHI DELL’AFFETTIVITà IN CARCERE | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE


07.00

ATTESA all’ ESTERNO

08.00

INGRESSO

09.00

USCITA

USCITA

SPORTELLO

colloqui successivi al primo

12.00

SPORTELLO

consegna pacco

10.00

SPORTELLO

bonifico

11.00

SPORTELLO

primo colloquio

13.00

ATTESA

14.00

COLLOQUIO

15.00

DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | I LUOGHI DELL’AFFETTIVITà IN CARCERE

I PARTE | 83


I LUOGHI DELL’AFFETTIVITà IN CARCERE | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE della perquisizione e, quindi alle sale colloqui.

contatto con i ristretti che con i visitatori)

Gli agenti sono gli unici che hanno la possibilità

nelle sale della perquisizione e in quelle

di muoversi liberamente in tutti gli spazi, ma

dei colloqui. Nel primo caso, soprattutto in

per ovvie ragioni logistiche, ad ogni gruppo di

riferimento al rapporto con la persona esterna, si vive un disagio relativo alla posizione di

a seconda delle turnazioni, alcuni dovranno

controllo che egli riveste, che viene letta come gerarchicamente superiore (il parente vede nel

dovranno percorrere lo stesso percorso ogni ora.

abusando del potere che la divisa gli conferisce); nel secondo invece si ritrova a dover far fronte

Un ulteriore analisi va fatta per determinare il

a dinamiche non sempre prevedibili. Le sale in

livello di intensità con cui l’esperienza è vissuta

cui avvengono gli incontri, infatti, richiedono

dai differenti target. Nonostante tutti si trovino

un elevato livello di controllo che non sempre

nello stesso luogo, nello stesso tempo e per lo

è facile garantire a causa dell’elevato numero

stesso motivo, la situazione e i diversi ruoli

di accessi, della confusione e, più di tutto, della

che ognuno occupa, generano una sorta di

mancanza di personale.

“disequilibrio emotivo” tra le parti. Per quanto riguarda i parenti, infatti, sono riconoscibili

Un altro fattore fondamentale, in questo caso

come momenti di maggiore disagio quelli che

riferibile al parente, è quello relativo al tempo.

avvengono in prossimità del secondo muro di cinta (cfr. punto 2) e quelli relativi alla

Per un familiare che si accosta alla pratica

perquisizione, soprattutto in modalità di accesso

del colloquio, il tempo diventa un limite non

(cfr. 3). Un’emotività diversa, ma comunque dal

indifferente non solo per quanto riguarda i

carattere molto forte, è quella che si vive poi nelle sale colloqui vere e proprie, a contatto con

quanto per la quantità di ore dedicate che questo

il parente detenuto.

richiede prima ancora di raggiungerlo.

Per il detenuto, invece, che viene già da un pochi illuminati casi, le turnazioni del servizio “spaziale”, il momento di maggiore disagio si

non rispettano una regola precisa, perciò prima si potrà accedere al colloquio quanto

di “luogo di compressione” in cui è costretto

prima ci si presenta presso l’istituto. Questo

a sostare prima dell’incontro e in cui si trova

implica numerosi disagi a coloro che vivono

improvvisamente a contatto con numerose

molto distanti dalle strutture penitenziarie o,

persone, situazione a cui non è abituato per

ancora peggio, a chi ha un lavoro. Infatti molto

ovvie ragioni.

spesso gli incontri si svolgono in orari diurni, impedendo così a una larga fetta di utenza di poter incontrare il proprio detenuto.

riscontrarsi (sia che si trovino a lavorare a

84 | I PARTE

Chi invece ha la possibilità di recarsi a colloquio,


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | I LUOGHI DELL’AFFETTIVITà IN CARCERE deve mettere in conto la necessità di dedicarci un’intera giornata: svegliarsi molto presto muro di cinta), effettuare l’accesso tentando di rispettare l’ordine, attendere il proprio turno per lo svolgimento delle attività burocratiche e così via, secondo l’iter precedentemente descritto. L’analisi ha rilevato che, dall’arrivo in carcere, il parente può attendere in media circa quattro ore prima di poter incontrare il proprio caro per, ricordiamolo, sessanta minuti.

I PARTE | 85


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE |

5. Gli spazi del colloquio in Italia e all’Estero: un repertorio di casi 5.1 In Italia: percorsi sperimentali Nelle seguenti pagine vengono riportati stesura del progetto. La mancanza di testi ricerca, per reperire le informazioni pratiche e per quelle relative ai casi esteri, si svolgesse sul web. Per gli esempi presenti su territorio italiano è stata fondamentale la possibilità di effettuare sopralluoghi (come nel caso della casa di reclusione di Bollate) e contemporaneamente quella di incontrare i personaggi coinvolti nella realizzazione dei vari progetti. Disponendo per questi di una maggiore quantità di materiale, si è scelto di stilare un’analisi del

I PARTE | 87


GLI SPAZI DEL COLLOQUI IN ITALIA E ALL’ESTERO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE contesto

d’inserimento

dell’intervento

così

da comprendere in che modo e secondo quali criteri si è cercato innescare nuove dinamiche relazionali. Le categorie di carcere prese in considerazione sono differenti tra loro (casa di dimostrare che l’attività progettuale può effettivamente avere un ampio raggio d’azione

indispensabili alla progettazione architettonica delle carceri. Per ogni esempio riportato sono stati individuati dei punti di forza, degli elementi caratterizzanti che possono essere inseriti in un nuovo sistema che ha l’obiettivo di trovare applicazione all’interno di tutte le sale colloqui degli istituti di pena italiani.

sperimentazione in fortunati casi. I dati raccolti per ogni istituto 16 hanno lo scopo di presentare le strutture secondo criteri oggettivi, valutando

gli

aspetti

che

maggiormente

5.1.1 Casa di reclusione Milano Bollate Direttrice: Lucia Castellano

architettoniche (ossia “la faccia” del carcere), la presenza più o meno costante di operatori, educatori e assistenti sociali in cooperazione penitenziaria per detenuti, i possibili contatti con l’esterno e quindi la gestione del momento importanti

per

l’avanzamento

di

ipotesi

progettuali migliorative: per capire cosa c’è già, cosa funziona e cosa si può realmente fare.

all’estero, si è sempre tenuto in considerazione il fattore socioculturale, e prima ancora le sostanziali differenze del sistema penale e legislativo di riferimento con quello Italiano. Svizzera,

ovviamente,

sottende

Via Cristina Belgioioso 120 – Milano Dislocazione: periferica.

l’UEPE di Milano. Struttura

Per quanto riguarda i casi studio presenti

La

Tipologia: Maschile e Femminile

ad

un’organizzazione penale (e penitenziaria) molto più snella della nostra, così come non è costretta a fare i conti con la piaga del sovraffollamento. Gli Stati Uniti, apparentemente molto poco tolleranti circa le problematiche penitenziarie, hanno preferito appellarsi anche in quest’ambito ad un sistema di privatizzazione aziendale

Aperto nel dicembre del 2000 (a seguito di un iter progettuale ventennale) come istituto di media sicurezza, con un progetto

sperimentale

che

prevedeva

di

ospitare esclusivamente detenuti impegnati in attività lavorative o formative che avessero volontariamente optato per questa destinazione detentiva, risulta a tutt’oggi essere un modello esemplare sotto tutti i punti di vista. Si tratta infatti di una delle poche strutture non soggette al fenomeno del sovraffollamento oltre a rispondere correttamente a tutte le direttive dettate dall’Ordinamento Penitenziario vigente. A partire dal 2002, la necessità di ridurre il

88 | I PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | GLI SPAZI DEL COLLOQUI IN ITALIA E ALL’ESTERO

Veduta aerea della casa di reclusione Milano Bollate

numero dei detenuti della C.C. milanese di

passeggi e per la vasta area perimetrale.

ristretti trasferiti da quell’Istituto portando alla

La partizione delle aree dedicate ai ristretti

creazione di un “doppio circuito” di detenzione.

rispecchia perfettamente gli intenti sperimentali che questo istituto porta avanti. Le celle sono da

Il complesso penitenziario è collocato in zona

1, 2 e 4 posti e risultano aperte per tutti i reparti

periferica, tra l’autostrada dei Laghi e quella

dalle ore 9 alle 19, mentre per la sezione staccata, dove l’apertura riguarda anche i passaggi tra i

territorio del comune di Bollate, in un’area che,

diversi piani, dalle ore 8 alle 20. I reparti sono

prima della costruzione del carcere, risultava

regolarmente forniti di docce e di una palestra

non urbanizzata e priva di servizi.

accessibile su turni. Ogni piano di ogni reparto ha spazi comuni attrezzati con giochi, oltre ad

Struttura edilizia imponente (risulta essere

uno spazio socialità che viene poco utilizzato a vantaggio della circolazione in corridoio o della permanenza in cella (propria o altrui). Le ore

alla palazzina destinata alle sezioni detentive

d’aria sono tre: dalle 9 alle 10 e dalle 13 alle 15.

ordinarie c’è una sezione staccata, una palazzina che funge da caserma e alloggi per gli agenti,

C’è una sezione a celle chiuse (circa 10 celle)

un ampio parcheggio e molte aree verdi.

che viene utilizzata anche come isolamento disciplinare. Ad ogni piano sono poi stati

linee

progettuali

dell’edilizia

penitenziaria

installati dei frigoriferi di cui i detenuti possono

degli anni ’80 e dunque è caratterizzata da una

usufruire liberamente, oltre alla possibilità di

composizione a blocchi connessi fra loro tramite

possedere un frigo bar da tenere in cella vista

lunghissimi corridoi, da un forte utilizzo di

la presenza degli angoli cucina, oltre a quella di

strutture in cemento anche per i cortili, per i

ogni reparto in cui lavorano cinque persone.

I PARTE | 89


GLI SPAZI DEL COLLOQUI IN ITALIA E ALL’ESTERO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE Detenuti

destinata a coloro che accedono al colloquio. Gli sportelli per l’espletamento delle attività

Numero: 485 detenuti Capienza regolamentare 870 I detenuti sono nella grande maggioranza un’alta percentuale è composta da stranieri, per la maggior parte provenienti dagli sfollamenti di San Vittore. Il “progetto Bollate” ha avuto modo di svilupparsi e crescere molto negli ultimi anni soprattutto grazie ad una maggiore attenzione della Magistratura di Sorveglianza (maggiore concessione di misure alternative, permessi premio, art. 21) che si è dimostrata più puntuale nelle visite e nei colloqui con i detenuti e nell’attenzione riservata ai singoli percorsi.

burocratiche si trovano all’inizio di questo ambiente, sulla sinistra, e sono interamente vetrati. A destra si trova quindi una zona molto ampia con un numero di sedute adeguato alla quantità di persone previste per ogni ora e una piccola “oasi” attrezzata per i bambini, in parte occultata alla vista tramite dei pannelli, in cui i piccoli possono ritrovare la loro dimensione e trascorrere il tempo dell’attesa in modo meno pesante. I servizi igienici sono accessibili alle tre categorie d’utenza previste (uomo/donna/ disabile) direttamente dalla sala d’attesa, in cui si trovano inoltre numerosi armadietti e macchinette per la distribuzione di snack e bevande. L’area destinata ai bambini è stata curata dal Telefono Azzurro sotto la supervisione della Direttrice che spiega: “Il progetto nasce dal desiderio di affrontare il problema dei bambini costretti a vivere in carcere e dei bambini che, pur essendone fuori, convivono con questa

I colloqui si svolgono tutti i giorni della settimana

realtà per un periodo della loro vita, avendo un

tranne il venerdì, sono organizzati per reparto

genitore o, in taluni casi, entrambi, detenuti”.

e l’ingresso dei parenti all’istituto avviene per

Lo spazio è “a misura di bambino” e viene

fasce orarie. Il primo gruppo parte alle ore 9.00

sfruttato non solo per l’attesa, per il “prima”, ma anche per il “dopo”colloquio, come momento

nel raggiungere il sito: attualmente è presente una sola navetta che circola tra la stazione Rho

eventualmente accumulate nell’incontro con

FS e Roserio con una frequenza non sempre

il padre o con il fratello recluso. Tre sono i

costante.

punti fondamentali costitutivi del progetto: l’accoglienza, l’ambiente e il gioco.

L’organizzazione della struttura e la gestione del servizio permettono ai parenti un percorso

L’accoglienza, perché si tratta di un momento importante, molto delicato: è il primo approccio

d’attesa sono due: il primo nella saletta

che il bambino ha con il carcere e la persona

d’accesso all’istituto, dove avviene un primo

che lo accoglie deve farlo sorridendo, così che si

riconoscimento e si attende il permesso per

senta subito a proprio agio.

accedere all’interno dell’area penitenziaria, il secondo nella sala d’attesa vera e propria

90 | I PARTE

L’ambiente, perché nel creare uno spazio per i


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | GLI SPAZI DEL COLLOQUI IN ITALIA E ALL’ESTERO bambini anche dentro un carcere vanno tenuti

differente percorso in quanto le salette si trovano

con agio e disinvoltura: i mobili devono essere

ci si ritrova ad attraversare parte del complesso

maneggevoli, solidi e robusti ma non pesanti, in

carcerario.

modo che loro stessi possano spostarli, oppure i grandi li possano modulare o asportare in

Le sale per i colloqui sono arredate con tavoli

modo da creare ambiti o angoli adatti alle varie

e sedie in plastica, ad ognuna accedono

fasce d’età. È anche previsto un angolo per i

contemporaneamente 12-15 detenuti insieme a

preadolescenti (con piccole poltrone e impianto

3 o 4 familiari per ciascuno. Gli incontri durano

stereo…) dove ascoltare musica.

ordinariamente un’ora (gli orari vengono sempre rispettati), ma è possibile richiederne

Il gioco perché è un’ attività assolutamente necessaria: costituisce il principale mezzo

lontano. Tutte le sale presenti sono a norma di

di esplorazione della realtà che li circonda,

Regolamento penitenziario.

è il modo naturale e congeniale con il quale acquisire nuove conoscenze e nuove capacità

Particolare attenzione è riservata ai ristretti

senza costrizioni e in modo piacevole. mese possono trovarsi nell’apposita area verde. Una volta arrivato il proprio turno, il parente

Sempre per i bambini è presente una ludoteca

viene perquisito e fatto passare attraverso

attrezzata con diversi laboratori tenuti da

il metal detector. Nella sala attigua a quella

volontari che si occupano dell’intrattenimento

della perquisizione avviene il controllo e lo

mentre i genitori parlano tra loro. I detenuti

smistamento dei pacchi. Superata questa prima

hanno partecipato attivamente ai lavori di

fase, della durata media di un’ora, è possibile

istituzione della ludoteca, in particolare con

incontrare il ristretto.

la realizzazione di alcuni murales, così come hanno contribuito alla risistemazione di molti

Ogni reparto effettua colloqui 2 volte alla

altri ambienti a cui prestano moltissima cura.

settimana e una volta al mese è previsto il pranzo con la famiglia.

Le telefonate possono essere effettuate dalle 13 alle 19 e sono accessibili anche ai detenuti

Per i reparti maschili sono presenti 4 sale colloqui

stranieri.

e un’area verde comune mentre nella sezione staccata si contano 2 sale grandi da 9 postazioni ciascuna e 6 salette singole, oltre ad una propria area verde e alla “stanza dell’affettività”: una riproposizione vera e propria dell’ambiente domestico dove il detenuto può incontrare la famiglia sotto sorveglianza. L’accesso dei parenti alla sezione staccata, corrispondente al reparto femminile, avviene secondo un

I PARTE | 91


GLI SPAZI DEL COLLOQUI IN ITALIA E ALL’ESTERO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE

IL PROGETTO Il colore al carcere di Bollate Incontro con Massimo Caiazzo

veri e propri sono iniziati nel mese di febbraio 2008. Si è trattato di un intervento non semplicemente

Color Consultant decorativo evitando assolutamente il classico “effetto asilo nido”, ma basato su osservazioni Colore a Bollate”, è nato nell’autunno 2008 da un’idea di

del Color Consultant) che tengono conto delle

Massimo

componenti che concorrono a determinare il cosiddetto “clima cromatico”, in modo da

Caiazzo e Carlo Zanda impegnati da tempo in

realizzare un equilibrio ottimale tra luce (sia

un progetto su “Il valore sociale del colore” con l’obbiettivo di studiare, progettare e realizzare soluzioni che, utilizzando le potenzialità del

al loro uso senza la necessità di abbattere o

colore, contribuiscano a migliorare la qualità

spostare muri, anche perché gli spazi della

della vita di quei luoghi che sono stati esclusi

C.R, di recente costruzione, non necessitano di

dalla rivoluzione cromatica di cui hanno

interventi di questo tipo. Gli ambienti non sono stati semplicemente decorati: il clima cromatico

città d’arte, il design e la moda. a cavallo tra In altre parole non si trattava di Con queste premesse si sono rivolti a Lucia

decorare gli ambienti ma di studiare e realizzare

Castellano, direttrice della Seconda Casa di

soluzioni per ottenere un clima cromatico

Reclusione di Milano- Bollate, per proporre un intervento all’interno e all’esterno dell’istituto,

che fosse anche d’aiuto alla fatica di un lavoro di

volto a migliorare la vivibilità degli ambienti che

grande responsabilità.

più ne avevano bisogno, in primo luogo le zone comuni destinate alla Polizia Penitenziaria.

Il progetto è stato realizzato grazie alla cooperazione tra tutti i vari soggetti coinvolti

Incontro Massimo Caiazzo a Milano il 10 Novembre 2010 nel Suo studio, questo mi

risorse, grazie ad un modello di progettazione

permette, oltre che di poter discorrere con la

partecipata.

dovuta calma del tema in questione, anche di poter

usufruire di un cospicuo budget economico,

visionare il materiale di elaborazione del progetto.

sono state valorizzate le risorse umane già

Il Prof. Caiazzo mi spiega della fortuna del

presenti: il lavoro è stato infatti eseguito

suo progetto, ossia quella di inserirsi in un

da un team composto da cinque detenuti

contesto ben ricettivo come quello di Bollate

volontari, coordinati da un assistente della

che, contrariamente a tutti gli altri istituti,

polizia penitenziaria, Walter Raso, e con la

inseriva già negli obiettivi programmatici della

collaborazione del geometra Francesco Mangino

direzione quello di un intervento “estetico” che

e di Stefano Buro che ha realizzato i rendering

migliorasse la vivibilità di quei luoghi. I lavori

del progetto. Massimo Caiazzo ha ideato e

92 | I PARTE

Inoltre,

nell’impossibilità

di


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | GLI SPAZI DEL COLLOQUI IN ITALIA E ALL’ESTERO

coordinato

progetto

posti all’ingresso dell’istituto in via Belgioioso,

dandogli organicità, ispirando e coordinando

dove avviene il controllo dei documenti e il primo

le

scelte

gratuitamente delle

tonalità

l’intero e

dei

materiali.

Fondamentale è stato anche il supporto della

palazzina che funge da caserma e alloggi per gli

Sikkens - leader nella produzione di pitture e

agenti di polizia penitenziaria. In particolare

vernici e da tempo impegnato nella ricerca di

i locali adibiti ad alcune fondamentali attività

nuove applicazioni della “risorsa colore” - che

collettive: bar, ristorante, sala conferenze e

ha fornito senza oneri per l’amministrazione

altro sono considerati d’importanza strategica

penitenziaria tutti i materiali utilizzati.

in quanto determinarminano la qualità della vita degli agenti: qui comincia la loro giornata

L’area interessata all’intervento comprende,

di lavoro e qui trascorrono il loro tempo libero. Gli spazi destinati agli operatori del carcere

I PARTE | 93


GLI SPAZI DEL COLLOQUI IN ITALIA E ALL’ESTERO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE sono stati indicati proprio dalla dottoressa Castellano come più bisognosi di un intervento volto a migliorarne la vivibilità. L’esterno L’elemento colore può essere una risorsa insostituibile per la valorizzazione e il recupero del territorio, perché non solo produce associazioni di stati d’animo e d’impressioni sia nostra idea di volume, di peso, tempo e rumore. Per l’esterno della casa circondariale la problematica da risolvere era l’eccessiva struttura massiccia rivestita di cemento che l’ortogonalità, la “griglia” della struttura evoca inevitabilmente il concetto di gabbia, di carcere come luogo di pena e non di riabilitazione. Questa “deprivazione sensoriale” visiva e cromatica si coniuga con gli stati emotivi dell’osservatore

(spesso

inconsapevole),

motivazione, la psiche. Il modo meno invasivo e più economico per interrompere questa ortogonalità, per spezzare le linee della gabbia, è stato individuato in una soluzione policroma che avrebbe interrotto il grigio modulare della

nella sala mensa comune

struttura spezzandolo in un universo di tinte diverse. Per avere il minimo impatto economico

Gli interni

sul progetto si è deciso di intervenire solo sulle della casa circondariale di Bollate esprimeva ha studiato una tavolozza di ben 18 colori tutti

una certa disorganicità che sottolineava il

diversi.

contrasto tra il “dentro” e il “fuori”. E anche all’interno del carcere stesso, si avvertiva una forte contrapposizione tra gli spazi a disposizione del personale penitenziario, che risultavano penalizzati da una evidente carenza

94 | I PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | GLI SPAZI DEL COLLOQUI IN ITALIA E ALL’ESTERO stimoli visivi, e quelli destinati alla detenzione

realizzare (anche grazie all’illuminazione) un

in cui la presenza dei murales realizzati dai

contesto cangiante con ombre colorate, studiate

detenuti nei corridoi da cui si accede alle celle,

per non essere invasive. L’illuminazione è stata

introduceva a una dimensione cromatica meno

realizzata con speciali lampade “Biolight” che

spersonalizzante. Per arginare la neutralità di

riproducono la luce solare e permettono anche

questi ambienti è stato formulato un progetto colore volto a ristabilire l’equilibrio visivo, studiato con cura per contrastare innanzitutto le

tradizionali, restituendo inoltre una luce molto

grigie monocromie (che troviamo nella maggior

simile a quella solare che rende tutto il contesto molto più “naturale” e quindi vivibile.

pubbliche in generale) che pregiudicano il benessere e l’utilizzo equilibrato delle capacità

Per lo spaccio e la mensa nella zona dedicata

umane. In generale, un buon progetto si

alla polizia penitenziaria, invece, l’intervento

riconosce immediatamente quando i colori non

richiama volutamente le atmosfere e le tonalità

sovrastano l’osservatore, ma generano un clima

delle vecchie case e latterie della zona lombarda

naturale armonico e continuamente cangiante.

ed è tutto giocato sulla sovrapposizione e il

Luce e colore sono determinanti per ottenere

contrasto delle tinte che devono creare un

un rapporto bilanciato tra contenuto e forma:

rapporto equilibrato della percezione della

la loro combinazione deve rendere armonici

stima del tempo, che in questo caso deve essere

gli ambienti, facilitando le azioni quotidiane.

più dilatato possibile, in quanto ci troviamo

La rifrazione della luce è infatti direttamente

in un luogo deputato al consumo di cibi e

proporzionale al grado di opacità o lucidità

bevande degli operatori. Le pareti sono state quindi realizzate con una “boiserie-cromatica” bicolore. Per la parte inferiore delle pareti è stata utilizzata una tonalità pervinca chiaro: un colore freddo che ha però grazie alla componente

diversi gradi di matericità del colore. Calibrando

rossastra proietta un ombra calda. La parte

adeguatamente colore e luce è quindi possibile

superiore, invece, è in colore bianco-avorio,

creare l’atmosfera più adatta a ogni momento della giornata. Nel dettaglio il progetto è tutto

scelto un bianco cromatico con ombre celesti.

giocato sul rapporto tra colore e stima del tempo: i colori caldi infatti tendono ad accelerare

tonalità di rosso fragola, un colore incluso in

la percezione del tempo, mentre i colori

una gamma di toni molto utilizzati per esempio

freddi la rallentano. Per ottenere un risultato

nei teatri perché considerati “attivi” capaci

estetico “sorprendente” a costi di realizzazione

cioè stimolare l’attenzione e la socialità dando

contenuti, si è agito per zone, procedendo ad una

la sensazione che il tempo libero trascorra velocemente.

ambiente. Per il corridoio è stata utilizzata una sequenza che passa da un’atmosfera cromatica colori riassume in termini estetici l’intento

I PARTE | 95


GLI SPAZI DEL COLLOQUI IN ITALIA E ALL’ESTERO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE di

offrire

una

dimensione

abitativa

e

molto probabile che ben presto qualcun altro

lavorativa di qualità, capace di coniugare

faccia lo stesso se non peggio, dando così inizio

armoniosamente l’attenzione verso all’ambiente

ad una spirale distruttiva. Purtroppo all’interno

e il benessere delle persone che lo vivranno.

dei luoghi penitenziari questo è uno dei rischi più

L’uso cosciente e accurato del colore e della

frequenti. Ovviamente la teoria se applicata “al contrario” si associa al concetto del “dare il buon

vita, un’espressione di armonia. Un elemento

esempio”. Le persone tendono ad adeguarsi,

che dovrebbe essere imprescindibile quando

avvicinarsi, preferire situazioni, persone o luoghi

si vogliono progettare ambienti equilibrati, tendono a cambiare per uniformarsi. Per cui ha poi interessato anche il sistema arredi.

rotte, per esempio, porta la comunità attigua a

Grazie alla presenza dell’Architetto Sandra

distruggere, un luogo invece ben curato porta

Laudati è stato possibile coinvolgere diverse

la comunità (anche quella non naturalmente “curata”) a prestare attenzione all’ambiente che

alla struttura penitenziaria uno certo numero

la circonda. L’aver coinvolto attivamente nel

di prodotti da inserire negli spazi comuni.

progetto una parte della comunità carceraria

Al termine dei lavori il feedback è risultato più che positivo, inducendo lo stesso Dott. Caiazzo

esempio in quanto i ristretti riconoscono

a fare riferimento alla

.

l’ambiente come il loro luogo di appartenenza

Con quest’espressione si indica quella particolare

frutto del loro stesso lavoro. Così sono proprio

forma di gestione del territorio secondo cui non

loro a garantire una buona manutenzione delle

vengono tollerate le piccole trasgressioni che, se

sale, dei corridoi e degli spazi interessati da

trascurate (e non corrette e/o sanzionate subito),

questo intervento.

potrebbero generare fenomeni di emulazione.

La stanza dell’affettività

La teoria proviene dall’esempio - appunto - della Lo

spazio

chiamato

“Stanza

dell’affettività” nasce del 2007 grazie ad un

96 | I PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | GLI SPAZI DEL COLLOQUI IN ITALIA E ALL’ESTERO

in

merito

al

progetto

“Genitori

5.1.2 Casa circondariale di Firenze Sollicciano

dentro”.

Situato nel blocco destinato alla sezione femminile, si tratta di un piccolo locale composto da una cucina con annesso salottino

Direttore: Oreste Cacurri

e un bagno completo di fasciatoio, un vero e proprio spaccato di domesticità in cui vivere per

Tipologia: Maschile e femminile

qualche ora la normalità di azioni quotidiane Via Minervini 2/r, 50142, Sollicciano, Firenze di novità è raggiunto grazie ad una sapiente disposizione delle telecamere nascoste così da

Dislocazione: periferica.

non privare l’incontro della giusta spontaneità che richiede, garantendo il controllo visivo e non uditivo in modo del tutto discreto. Le famiglie che hanno accesso a questi spazi

UEPE: Firenze

sono ogni anno 16 e vengono selezionate dagli educatori

se

considerati

“nuclei

familiari

Struttura

sofferenti”, così da intraprendere un percorso di riavvicinamento importante tanto per il

Il carcere di Sollicciano è il risultato di un concorso indetto dal comune di Firenze

maggiormente di questo programma sono

a metà degli anni ’70, proprio in prossimità dell’entrata in vigore della Legge Gozzini. I

Paradossalmente un intervento di questo tipo

lavori furono ultimati nel 1982 e la consegna nel

non dovrebbe stupire perché, nonostante

1983.

sia sperimentale,

la stanza dell’affettività di

Bollate si “limita” a rispettare alla lettera ciò

La pianta dell’Istituto è ispirata al “giglio di

che dice la legge: l’articolo 28 dell’ ordinamento penitenziario fornisce solo le linee guida da

attraverso i padiglioni semicircolari e i corridoi

seguire nel regolare i rapporti dei detenuti con le famiglie così che “Particolare cura è dedicata

inclinati e incurvati, come le tribune di uno

a mantenere, migliorare o stabilire le relazioni

stadio, e coperti da vetrate per dare luminosità.

dei detenuti e degli internati con le famiglie”, dunque

il

suo

modello

potrebbe

essere

Nel corpo di ingresso si trovano l’area rilascio

replicabile. Ma per chi tutti i giorni deve fare

colloqui,

l’area

educativa

e

quella

delle

i conti con la realtà del carcere, la quotidianità

pubbliche relazioni; al primo piano gli altri

assomiglia a un campo minato da mille un’altra domanda: com’è possibile garantire

Y ad ali concave con i settori del Penale e del

l’osservazione dell’articolo 28 con soli sei/otto

Giudiziario, connessi tra loro da ampi corridoi

colloqui al mese, come prevede la legge stessa?

lunghi circa 150 mt. Opposto al reparto Penale

I PARTE | 97


GLI SPAZI DEL COLLOQUI IN ITALIA E ALL’ESTERO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE

Casa Circondariale di Firenze Sollicciano

in collaborazione con alcune associazioni, di un’area verde riservata. Il settore Giudiziario

spettacoli ed incontri. I passeggi sono di cemento

è più grande di quello penale, ma entrambi sono

e vengono sfruttati per quattro ore al giorno:

composti in media da 18 celle ampie circa 12 mq,

dalle 9 alle 11 e dalle 13 alle 15. Pur essendo la

che dovrebbero essere singole e invece ospitano

zona periferica e aperta, la vista dell’orizzonte è

3 o 4 detenuti, all’emergenza anche qualcuno in

preclusa perché una parte dell’area dei passeggi è costituita da una stanza coperta in cui si

persone. Le celle dispongono di un “balconcino”

trovano tavoli da ping pong e calcio balilla. Le ore di socialità all’interno invece sono dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 20, durante i festivi dalle

separata da quella notte tramite una porta.

9 alle 21.

Sono inoltre presenti un reparto di “protetti” riservato a cinque detenuti in isolamento, una

Sono numerose le iniziative che vedono

piccola sezione di detenuti in regime di 41 bis,

impegnati i detenuti nella difesa dei loro diritti

l’infermeria centrale omposta da 7 celle da 4 o

e nella cooperazione con gli enti istituzionali

da 2 posti, un piccolo reparto di osservazione

esterni, non a caso sono molto frequenti gli

psichiatrica ed il reparto destinato ai nuovi giunti.

incontri con lo staff dell’istituto, con il Garante e

In generale ci sono 5 posti doccia per sezione e

le associazioni di volontariato per avere confronti

un’infermeria per ogni reparto.

sui principali problemi della vita detentiva.

Gli ambienti comuni, specie l’ampia biblioteca,

Come a Milano, avvengono periodicamente

hanno un aspetto curato e sono decorati con

trasferimenti per sfollamento (soprattutto di

murales, quadri, manifesti. C’è una cucina, una

detenuti stranieri), i criteri di collocazione

sala cinema-teatro sia nel reparto maschile che in quello femminile dove vengono organizzati,

98 | I PARTE

transessuali; sezione protetta; etc.), altrimenti


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | GLI SPAZI DEL COLLOQUI IN ITALIA E ALL’ESTERO vengono adottati criteri essenzialmente legati

inoltre diritto a una telefonata a settimana.

alla nazionalità. Vengono comunque effettuati periodici spostamenti delle celle per favorire

colloqui mensili che si svolgono il martedì tutto

la socialità. Quanto contenuto nel kit in maschile conta 4 sale colloqui con 6 tavolini tutte le associazioni ed organizzazioni presenti

ciascuna, mentre al femminile ci sono 2 sale

in istituto contribuiscono in qualche misura a

colloqui con tavoli (uno da 6 posti e uno da 10

fornire ai ristretti i beni essenziali.

posti) più una saletta per le 41 bis.

Nel reparto femminile ci sono 3 sezioni, di cui

Per quanto riguarda i colloqui con i familiari,

due giudiziarie e una1 penale. C’è anche qui

la procedura di autorizzazione è diversa a

un’infermeria, un asilo nido ben attrezzato, un

seconda della fase procedimentale in cui si

ampio spazio polifunzionale esterno che fa da

trova il detenuto: se è in attesa di giudizio, il

area verde per colloqui, un’area sportiva con un

permesso deve essere richiesto alla Procura

campo di calcetto, ecc..

da entrambi i soggetti che intendono avere il colloqui (il detenuto ed il familiare); nel corso

Detenuti

del primo grado di giudizio, la richiesta viene presentata al direttore dal solo detenuto.

Capienza regolamentare: 447

I tempi di attesa sono di circa due mesi. I parenti senza permesso di soggiorno, ma in

Presenza media: 957 detenuti (1.200 prima

possesso di passaporto,

devono richiedere

dell’indulto) attesti la parentela con il detenuto, rallentando Al maschile sono presenti 855 detenuti, più della

ulteriormente le procedure utili all’incontro con

metà nella sezione giudiziaria, quasi trecendo al

il familiare. Per quanto riguarda le telefonate,

Penale e la rimanente parte è suddivisa in alta

non è consentito chiamare i numeri cellulari (né

sicurezza, centro clinico e transito. Il femminile

numeri italiani, compreso quello dell’avvocato

conta 98 donne, ma maggior parte anche qui al giudiziario, 41 al penale, una decina in casa di cura e custodia e una semilibera. Si segnala

una bolletta o del contratto telefonico più un

anche la presenza di bambini. dell’intestatario dell’utenza con il detenuto. La famiglia spedisce la documentazione al detenuto, il quale la trasmette al centralino del carcere ed I colloqui si svolgono su turni e variano a seconda

è quest’ultimo che inoltra la documentazione

della categoria detentiva. più Per i detenuti comuni e per quelli in sezione “protetta” ne

parentela.

sono previsti 6 mensili e avvengono il mercoledì pomeriggio, e

sabato

mentre tutto

il

il

giovedì,

giorno.

Questi

venerdì hanno

I PARTE | 99


GLI SPAZI DEL COLLOQUI IN ITALIA E ALL’ESTERO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE

IL PROGETTO Il giardino degli incontri Relazione di progetto

sui visitatori esterni. Prima di questo intervento i parenti erano obbligati ad una prima sosta

Tratto da “Un fossile chiamato carcere” della cancellata esterna al carcere, senza alcuna struttura di accoglienza e di protezione dalle L’area che ospita “Il giardino degli

intemperie; venivano poi accompagnati in una palazzina interna alla cancellata (ma sempre

a Sud del recinto carcerario. E’ delimitata a Nord

esterna alla cinta muraria) da cui accedevano tramite una scala ad una passerella in quota

che affaccia verso via Minervini, ad Est dal

che superava il muro e conduceva ai controlli

terreno su cui sorgono più lontani i cortili dell’aria

e all’ultima attesa, prima della chiamata in una delle sale colloquio. Parenti e visitatori

Gli intenti progettuali iniziali rivolgevano

subivano un susseguirsi sgradevole di attese,

l’attenzione soprattutto ai bambini, sia ai tanti che

controlli personali, ispezioni dei pacchi, luoghi

si recavano in visita al genitore detenuto (o non

angusti e inospitali, momenti di tensione

vi venivano accompagnati per evitare il trauma

relativi a tutte queste situazioni che d’estate,

dell’incontro in quel luogo), sia a quelli che

ad esempio, diventavano ancora più pesanti. Il collegamento tra la nuova struttura progettata

Uno dei primi problemi principali da affrontare

e questa zona è stato realizzato in quota,

è stato quello degli accessi: dei parenti e

evitando di riproporre la stessa tipologia e

delle persone autorizzate ai colloqui, dei detenuti dalle sezioni, del pubblico nel caso

di rimarcare quel carattere di discontinuità

di manifestazioni culturali. E’ stato un tema

e di novità dell’operazione progettuale che

particolarmente delicato perché corrispondente

sono poi espressi con un disegno e materiali

al momento dell’impatto con la struttura e le sue

strutturalmente più leggeri ed un colore

100 | I PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | GLI SPAZI DEL COLLOQUI IN ITALIA E ALL’ESTERO che rompe rispetto al grigio dominante. La

che a loro volta generano ambienti liberi.

passerella coperta, costruita da una struttura

Il tutto in calcestruzzo trattato in opera ad

metallica rossa, conduce a Nord Ovest del nuovo

effetto corteccia, mentre nelle radici alcune parti formano elementi di seduta decorati

scala per una rapida accessibilità (che conduce

con tessere in ceramica, altre formano gradini

all’area del bar), sia ad una rampa che rende

con piani sfalsati che diventano momento di

percorribile il cammino anche a persone con handicap (per i quali è stato inserito anche un

relazionata alla presenza del bar-caffetteria

ulteriore ingresso ad Ovest) e che funzionerebbe

posto nel vano sotto la rampa d’accesso,

da accesso anche per le donne detenute.

permette anche il consumo di pasti e bevande.

I ristretti, in ultimo, accedono all’area da Nord

La copertura è realizzata in rame che garantisce

Est, tramite un’altra pensilina che collega il nuovo

sia il rispetto delle qualità prestazionali sia una buona mimesi con l’ambiente circostante.

da cui i si raggiungevano le vecchie sale colloquio.

L’intero complesso è alimentato ad energia solare,

L’idea di partenza era quella di non trattare il

così da risultare energicamente autonomo.

nuovo corpo come un “elemento aggiuntivo”

L’interno e l’esterno dialogano con continuità,

rispetto alle vecchie modalità di svolgimento

senza gerarchia spaziale o stagionale grazie

dei colloqui, nell’ottica di poter abbandonare

soprattutto ad una serie di accorgimenti che

completamente

rendono

la

vecchia

ala

colloqui.

L’organizzazione spaziale di questa, infatti,

tanto

gli in

spazi

ugualmente

inverno,

quanto

accoglienti in

estate.

è basata su una disposizione degli ambienti d’attesa su un corridoio lungo e stretto, del tutto inadeguato ad una permanenza continua

accentuata basata sul concetto di convivialità:

da parte di più persone contemporaneamente.

una condivisione che dalla piazzetta si appiglia

Le sale del colloquio, di fatto, sono piccole, mal

ai pergolati, si muove nel giardino, scorre lungo

areate, e prima della riforma erano divise da

il ruscello e dilata nello spazio le possibilità di

un alto bancone di cemento, a cui da un lato

accoglienza.

accedevano i detenuti e dall’altro i parenti. Considerevoli sono anche i problemi di carattere acustico, soprattutto perché in ogni saletta avvengono circa 8/9 incontri, contando almeno 4 visitatori per ristretto. Il controllo visivo avviene tramite una vetrata posta a lato della stanza.

IL TEATRO DELLA PENA E L’AVVENTURA DEL PROGETTO Contributo dell’Arch. Corrado Marcetti, Direttore della Fondazione Michelucci

semplici in cui il tema dominante è la

Quando il “Giardino degli Incontri”

commistione tra natura e fantasia: pilastri ad

fu aperto all’utilizzo dei detenuti e delle loro

albero che sorgono dal terreno sono disposti

famiglie, fu un fatto emozionante vedere come le

ad intervalli precisi e si innalzano da radici

persone scegliessero insieme i posti dove stare,

I PARTE | 101


GLI SPAZI DEL COLLOQUI IN ITALIA E ALL’ESTERO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE degli sforzi commoventi per apparire graziose e per sapere di buono anche, ed io gli voglio bene per questo. Anche ai ragazzini voglio bene, specialmente portano dietro, voglio dire. Dovrebbe essere triste vedere dei marmocchi là dentro, e invece non lo è, hanno nastri nei capelli e un mucchio di lucido sulle scarpe, viene quasi da pensare che stia per arrivare il gelato; e qualche volta la sala delle visite fa pensare proprio a questo, a una festa.

niente cupi sussurri attraverso una grata. e i marmocchi possono andarci sopra in piedi per farsi coccolare; per baciare qualcuno basta all’interno o all’esterno per godere un momento appartato, uno sprazzo di sole, un alito di vento, una passeggiata sotto il pergolato, un prato dove

E quello che mi piace di più è che sono così

giocare coi bambini.

felici di vedersi, hanno una tale riserva di cose da dirsi, che non è possibile che si annoino;

Nella pratica carceraria e morfologicamente il

continuamente a ridere e a tenersi per mano.

fronte, un uomo e una donna, un padre e un

Più tardi è diverso.

a un tavolo che è il fulcro, un piano attorno a cui

Li vedi sul treno.

ruotano le esistenze separate, un tavolo su cui si rovesciano i problemi o ballano le speranze, mentre il frastuono non fa ascoltare le parole. “Tutti i visitatori fanno il possibile per apparire

Nel progetto abbiamo giocato la carta di una

in gran forma, e ciò fa tenerezza. piano delle esigenze a cui intendevamo dare una risposta. E’ stata introdotta una situazione mettersi addosso la roba più elegante, le vecchie

di forte cambiamento rispetto alla rigidità

voglio dire, e quelle veramente povere; fanno

dello schema di relazione che il colloquio

102 | I PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | GLI SPAZI DEL COLLOQUI IN ITALIA E ALL’ESTERO generalmente istituzionalizza. Altro non avrebbe

emblematica di collaborazione e partecipazione

avuto senso rispetto al nostro modo di intendere

reale tra tanti compagni di viaggio, di quella

l’architettura. condizione di rapporti. Sono stati proprio i ‘marmocchi’ di cui parla Truman Capote, i marmocchi dei neri, dei

L’architetto Giovanni Michelucci ne aveva

bianchi, dei gialli, nel loro ‘farsi gioco del carcere’,

compreso il senso profondo quando accolse con

scendere, salire per le sedute del teatro all’aperto, lasciare i genitori a dirsi cose, a testimoniarci

aperto alla città dentro il recinto murario del

come lo spazio può aiutare a cambiare le relazioni.

carcere. Scrisse a proposito: “Furono proprio

Altrove è un fatto normale ma in carcere la

alcuni detenuti che proposero di progettare

facoltà di aprire una porta per andare da un

dentro il carcere un giardino per la città. Così

luogo a un altro, da un padiglione coperto

nacque quella esperienza che considero tuttora

ad uno spazio aperto, seppure recinto, non è cosa concessa a un detenuto, così che vedere

prese il nome di Giardino degli Incontri ...”.

le persone aprire la porta per recarsi in giardino ha il sapore del gesto inusuale che ben

Oggi le modalità di fruizione del giardino degli

rappresenta uno spazio che contempla ‘una

incontri sono molto articolate, calendarizzate, in

libertà’ di movimento per bambini e adulti per

rapporto sia alla complessità della popolazione

stare insieme, risentirsi familiari di , genitori

detenuta (comuni, detenuti in alta sorveglianza, detenuti in regime di protezione, donne,

una sezione, di un passeggio d’ora d’aria. E’ un

transessuali) che all’organizzazione del servizio

momento per essere ‘indipendenti’ dal contesto,

da parte della polizia penitenziaria. Le sei stanze

per abbracciare, parlare e ascoltare, guardare,

colloqui tradizionali non sono state soppiantate,

leggere, ridere, salire, scendere, scrivere, come

come sarebbe stato possibile, ma sono usate in

in un parco urbano.

forma alternata al “Giardino” ed il sabato, giorno di maggiore affollamento dei colloqui, in forma

Il carcere organizzativamente ci ha messo un

esclusiva. Il “Giardino” è ancora innaturalmente

po’ di tempo ad accettare questo fatto perché il

sottratto dai colloqui prolungati e le attese per

controllo era sulla persona seduta, immobile,

accedervi nei giorni destinati sono lunghe, tanto

invece adesso le persone durante i colloqui sono in movimento, è una dimensione interamente nuova.

male le situazioni dinamiche, ciononostante il cambiamento è stato introdotto e non può

Il “Giardino degli incontri” è stato un progetto al

essere fermato.

limite del possibile, a cui in pochi attribuivano chance

di

realizzazione,

ha

superato

Il carcere come contenitore spaziale non è un sono pesantissime, le consuetudini toste da

E’ stato un sogno tenace e resistente, una storia

I PARTE | 103


GLI SPAZI DEL COLLOQUI IN ITALIA E ALL’ESTERO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE Qualsiasi attività di carattere culturale o

degli Incontri.

formativo venga svolta in carcere si misura con un quadro aggravato della condizione detentiva

Il “Giardino degli Incontri” come realizzazione di

nella realtà carceraria italiana, dal ritmo

un’opera architettonica all’interno di un carcere

crescente di sovraffollamento, agli aspetti di carattere strutturale, alla carenza di operatori,

ripercorribile con quelle caratteristiche, nelle

risorse e spazi, ai problemi di carattere

condizioni attuali ma lo spazio per produrre

organizzativo. Deve inoltre sapersi modellare

esperienze progettuali sul tema colloqui e

rispetto ai cambiamenti della composizione

incontri è certamente praticabile.

sociale della popolazione detenuta che sempre

5.1.3 Casa di reclusione di Rossano - Nuovo Complesso (Cosenza)

più attinge alla grande area della povertà - investita dalla estensione della penalitàall’immigrazione,

alla

tossicodipendenza,

persino al disadattamento sociale e alla malattia mentale. [...]. Oggi tutte queste esperienze che sottraggono tempo morto al carcere si

Direttore: Dott Giuseppe Carrà

confrontano con un Teatro della pena sempre più sovraffollato con aspetti di precarietà

Maschile

delle sistemazioni e dei servizi, che sarà indirizzo: Contrada Ciminata, 84067 Rossano in cui nuovi padiglioni saranno aggiunti, in

(Cs)

alcuni complessi, alle strutture preesistenti col rischio di sottrarre spazio alle attività. Occorre

dislocazione: extraurbana

ripensare le attività in questo nuovo quadro e anche per gli spazi occorre riconsiderare in ogni

Tribunale di Sorveglianza di riferimento: :

struttura le possibilità di intervento cercando di

Cosenza

favorire le potenzialità di sviluppo e i progetti, così come occorre ricoinvolgere i territori di riferimento con una idea di convivenza civile che vinca sull’esclusione sociale.

UEPE di riferimento: Cosenza

In tal senso lo stesso utilizzo del padiglione del

Struttura

“Giardino degli Incontri” a Sollicciano utilizzato per promuovere attività culturali e teatrali aperte

Si tratta di una delle strutture più recenti

alla città, incontri dei detenuti con associazio-

presente sul territorio calabrese, è infatti stata

ni e cittadini, sta dando dei buoni risultati.

realizzata nel 2000. La manutenzione costante e

Un dato che è interessante sottolineare è che

la cura della direzione fanno sì che le condizioni

diversi detenuti che hanno contratto matrimonio

siano ancora oggi molto buone sia per quanto

in carcere hanno chiesto e ottenuto di potersi

riguarda le celle, sia per gli spazi comuni. Oltre all’area “Peter Pan” destinata ai colloqui dei

104 | I PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | GLI SPAZI DEL COLLOQUI IN ITALIA E ALL’ESTERO

Veduta aerea della casa di reclusione di Rossano

attenzione agli spazi di culto, della socialità e

Ergastolani:17

del lavoro. In particolare sono presenti delle serre, un teatro, una sala hobby dedicata alla pittura e appositi spazi per le attività sportive convenzionate con il CONI, tutti sfruttati a pieno per rendere maggiormente produttive le giornate dei reclusi. Funziona molto bene anche l’area sanitaria in cui è presente un ambulatorio e una sala destinata alle cure odontoiatriche, le più richieste tra i detenuti. Il tema dell’istruzione è altrettanto importante, infatti è possibile seguire i corsi per scuole elementari, medie inferiori che contano ad oggi circa 15 allievi tra media e alta sicurezza, e superiori (Istituto Tecnico Industriale (47 detenuti a.s) per lezioni che si svolgono tutti i pomeriggi per circa tre ore. Detenuti numero di detenuti per cella: da 2 a 6

I detenuti in regime di Alta Sicurezza incontrano i parenti dal lunedì al giovedì dalle 8.00 alle 14.00 e possono avere contatti telefonici due volte al mese per non più di 10 minuti dalle 13 aumentare in numero a quattro; i detenuti in regime di media Sicurezza dal martedì al venerdì dalle 8.00 alle 14.00 e possono avere contatti telefonici una volta a settimana alle stesse condizioni dei ristretti in a.s. riguarda i familiari provenienti da altre province che devono affrontare nel raggiungere la struttura che, ancora adesso, non è servita dai mezzi pubblici. I pacchi destinati ai reclusi non possono

numero di detenuti presenti: 241 in attesa di giudizio: 41

contenitori in plastica trasparente per favorire

appellanti:16

ulteriormente i controlli effettuati mediante

ricorrenti:14

macchinari RX.

art. 21: 5

I PARTE | 105


GLI SPAZI DEL COLLOQUI IN ITALIA E ALL’ESTERO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE

IL PROGETTO Progetto Peter Pan dall’ intervista alla ex Direttrice Angela Paravati

dell’attrezzatura

utilizzata

permettendo

di

ridurre ulteriormente

(da www.ristretti.it – articolo di di Marino Occhipinti)

i costi di intervento, che risultano così suddivisi: Inaugurato nell’Ottobre del 2004 dal sottosegretario alla Giustizia Jole Santelli,

- Sala colloqui: Interventi edili per adeguamento

l’investimento è stato di 6.800 euro, in una mondo dei cartoni animati > costo mano d’opera novanta persone in media e oggi ne conta invece

detenuti e materiale: € 400,00

250, mentre il personale di Polizia penitenziaria è rimasto quasi invariato. Una situazione non

- Arredo sala colloqui > tavoli e sedie colorati

facile, nella quale un’attenzione in più alla sfera

per bambini; tavoli e sedie per adulti; appendi

affettiva dei detenuti ha contribuito a smorzare

abiti colorati; mensole; armadi a giorno; peluche

tante tensioni.

e giochi di società: € 4.500,00

L’intervento ha interessato

dei detenuti – dal loro ingresso alla struttura

- Sala d’ attesa: Interventi edili per adeguamento

In particolare nella sala d’attesa sono state

mondo dei cartoni animati; Costo mano d’opera

individuate delle inadeguatezze dovute per

detenuti e materiale: € 400,00

lo più all’eccessiva permanenza dei bimbi in - Arredo: Panche per adulti; sedie per adulti; Il progetto è stato fortemente voluto dalla Dott.

panche per bambini; sedie per bambini; tappeti;

ssa Angela Paravati, ex direttrice della C.C

costo complessivo arredo sala di attesa: €

di Rossano, la quale è sempre stata convinta

1.500,00.

della necessità di ridurre e limitare gli effetti devastanti che il luogo della pena esercita sui

- Totale generale: € 6.800,00

piccoli. La scelta è stata quella di creare degli ambienti adeguati e riconoscibili, molto più

La

vicini alla scuola dell’infanzia che non a quelli

con l’attivazione del progetto, è gestita da

dell’istituzione carceraria. L’intervento si è

operatori volontari esterni esperti in attività di

svolto su due livelli, riconoscibili come hard

animazione, che provvedono a far trascorrere

e soft

in

di carattere strutturale indispensabili per il

dell’inevitabile attesa prima dell’incontro con il

riallestimento dei locali, il secondo ha lasciato

genitore.

un maggiore grado di libertà e ha visto i detenuti stessi adoperarsi per ridipingere le pareti con murales, disegni e riproduzioni in scala di alcuni personaggi di Walt Disney, trasformando le sale in un grande fumetto. L’associazione

106 | I PARTE

ludoteca,

migliorata

spensieratezza

ai

in

concomitanza

bambini

il

tempo


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | GLI SPAZI DEL COLLOQUI IN ITALIA E ALL’ESTERO

5.2 Le esperienze estere: approcci culturali per nuovi concetti di incontro 5.2.1 Il caso Norvegese La prigione di Halden Inaugurato nell’Aprile del 2010, il carcere di Halden ha sollevato moltissime polemiche, soprattutto di carattere etico, in quei paesi Europei che hanno una concezione della pena ancorata ai retaggi storici, proprio come l’Italia. Il progetto è stato realizzato dallo studio di architettura danese di Erik Moller che ha trattato l’intera area, dal masterplan al dettagli delle celle. Non si tratta quindi solo di una struttura detentiva, bensì di un intero sistema che prende vita grazie alla predisposizione culturale di un paese socialmente evoluto (e che, com’è naturale precisare, non vive le stesse problematiche del Bel Paese). All’inaugurazione di Halden è intervenuto il re di Norvegia Harald quinto, accolto da un’esecuzione corale di “We are the world” da parte degli agenti penitenziari. Il carcere è costato quasi duecento milioni di Euro e il lavoro di dieci anni. Si trova fuori della città, a sudest di Oslo ed è il secondo per capienza in tutta la Norvegia: può ospitare 252 detenuti. La novità che ha lasciato perplessa l’opinione pubblica è la presenza di uno studio di registrazione,

particolare del muro di cinta elaborato da Bansky

I PARTE | 107


GLI SPAZI DEL COLLOQUI IN ITALIA E ALL’ESTERO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE percorsi da jogging, una cucina comune e una

sul muro di cinta. Interessante allo stesso modo,

foresteria per i parenti che si fermano in visita

in un’ottica maggiormente trattamentale, è il

ai detenuti. “Il sistema carcerario norvegese è basato sul rispetto e sui diritti umani e a noi non

chiamato direttamente dalla Direzione del

pare una cosa tanto strana”. Il principio è che

carcere per realizzare un progetto che coinvolga

le carceri punitive e repressive non funzionino

direttamente i detenuti come un vero team di

e che il famoso “reinserimento nella società”

lavoro. E’ facile rivedere in quest’azione una

dei detenuti abbia maggiori possibilità se questi vengono trattati umanamente.

Michelucci. Non a caso l’intervento di Balfeldt si basa su un processo di progettazione partecipata

L’architetto Henrik Hoilund, uno dei progettisti della struttura, spiega il senso delle scelte

del 2012 e che consiste nella realizzazione di

estetiche (come il muro di cinta occultato dagli alberi e privo di accessori minacciosi.): “La

coinvolge tanto i detenuti e gli agenti, quanto

cosa più imporante è che il carcere somigli più

l’amministrazione penitenziaria e i cittadini di

possibile al mondo esterno. Quando arrivano,

Halden mediante workshop e convegni.

sono in un pessimo stato. Vogliamo ricostruirli, dar loro sicurezza attraverso l’educazione e il

La stampa internazionale ha guardato a questa

lavoro e farli diventare persone migliori per

nuova struttura con scetticismo misto a ironia,

quando dovranno uscire”

senza approfondire quanto l’intero sistema possa risultare un reale modello a cui ispirarsi.

Adams spiega che per quanto i confronti

Non si tratta solo dell’elevato livello qualitativo

sulla recidiva tra i vari paesi non siano facili

della struttura, degli interni e del metodo di

da condurre, “il modello norvegese sembra

trattamento del reo, bensì del modo in cui

funzionare”. Nei due anni successivi al rilascio,

questo penitenziario si pone rispetto alla realtà

solo il 20% dei detenuti ritorna in carcere: negli

esterna. Molti non hanno infatti considerato

Stati Uniti e in Gran Bretagna (e in Italia) il

che il carcere ha un proprio sito internet

tasso varia tra il 50% e il 60%. Certo, tutto è più

tradotto in circa venti lingue, dal sistema

facile se il tasso di criminalità è basso come in

snello e dall’interfaccia leggibile. L’home page

Norvegia e i detenuti sono appena 3300: 69 ogni

risulta aggiornata, interattiva, chiara e pone

100mila abitanti (sono 753 negli USA, la quota

l’accento sul rapporto esterno/interno: voci

più alta del mondo, e 110 in Italia).

come “lavorare per noi” e “visitare i prigionieri” lasciano intendere una completa apertura volta

Gli agenti di Halden non portano armi. Metà di

al dialogo tra la struttura e il territorio. Proprio la

loro sono donne, e questo si ritiene diminuisca

sezione dedicata alle visite risulta sorprendente

l’aggressività tra i detenuti.

in quanto sopperisce ad una delle mancanze che maggiormente viene riscontrata nell’analisi

Da citare, inoltre è il contributo che arriva

dei casi italiani: la presenza di istruzioni

direttamente dal mondo dell’arte e che vede il

esplicative per l’accesso al colloquio. Un vero e proprio vademecum che spiega, caso per caso,

108 | I PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | GLI SPAZI DEL COLLOQUI IN ITALIA E ALL’ESTERO congedo il condannato può ottenerne un altro. documenti portare con sé, cosa è permesso e

Quando ottenere un congedo ordinario appare

cosa è vietato. Un sistema trasparente che, oltre a rendere meno complessa la comprensione di

del detenuto, allora la possibilità di ottenere un

alcune dinamiche, snellisce notevolmente le

“colloquio gastronomico” o un “congedo interno”

pratiche burocratiche.

o colloqui “Pollicino” tra il condannato e i propri bambini vengono facilitati e incoraggiati. Questo

5.2.2 Carcere Penale La Stampa Canton Ticino

contatti tanto importanti coi propri cari che si erano distanziati a seguito la commissione del reato.

La legislazione del Cantone Ticino afferma che il condannato ad una pena privativa

Questi contatti coi propri familiari sono

della libertà potrà usufruire di un primo congedo della durata di dodici ore dopo aver scontato

penale svizzero che dichiara: “le relazioni

un terzo della pena (art. 80, Regolamento

con i congiunti devono essere agevolate nella

Penitenziario di Stato del Cantone Ticino),

misura del possibile” (Ordinanza 1, art. 5, c. 2).

mentre nei Cantoni del Concordato orientale

Alla possibilità di usufruire di questi incontri

dopo averne scontato 1/6. La durata del congedo aumenta nel tempo sino ad un massimo di

ottenere delle visite da parte dei familiari

54 ore, non ha necessariamente carattere

ed amici nell’ordine di sei ore mensili, tre

premiale e ogni due mesi successivi al primo

colloqui telefonici alla settimana di 10 min. per

I PARTE | 109


GLI SPAZI DEL COLLOQUI IN ITALIA E ALL’ESTERO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE telefonata, nonché la partecipazione dei familiari

ed amici tra le 09.30 e le 11.30 in una saletta

dei detenuti alle manifestazioni organizzate

adibita per accogliere i bambini (Disposizione

in penitenziario (1° maggio, Festa in famiglia,

interna della direzione del carcere e del Servizio

Natale, ecc.).

di patronato penale del Cantone Ticino). Il Servizio “Pollicino” nato negli anni ‘90 fa capo

Le tre tipologie di colloquio sono le seguenti:

ad un’associazione privata per la prevenzione e

Il “colloquio gastronomico” consiste nella

dal Penitenziario cantonale. Gli incontri tra

possibilità di poter consumare un pasto in

genitori in esecuzione pena e i propri bambini

compagnia di familiari ed amici tra le 12.00

vengono preparati, organizzati e gestiti da due

e le 14.00. Lo può chiedere il condannato che

psicologi responsabili del servizio.

ha scontato 12 mesi (10 mesi su proposta del Direttore del carcere se il comportamento del

In Ticino ogni anno vengono autorizzate ca. 140

detenuto è esemplare) o ha superato la metà

tra “colloqui gastronomici” e “congedi interni” e

della pena. Tra un colloquio e un altro devono

in media 45 congedi ordinari, dalle sei alle 54 ore

intercorrere due mesi (Disposizione interna

per congedo su una popolazione carceraria che

della direzione del carcere, 1996).

oscilla dalle 100 alle 130 tra detenuti e detenute che sconta pene privative della libertà. Negli

Il “congedo interno” dà la possibilità al detenuto

ultimi dieci anni si è registrato un solo caso di

di trascorrere sei ore coi propri familiari ed amici

fuga durante il congedo interno.

dalle 10.00 alle 16.00 e di consumare il pranzo in comune in una “casetta” situata al di fuori

Da questi pochi dati si può dedurre come in

del perimetro di alta sicurezza, ma all’interno di

Svizzera, in particolare il Cantone Ticino,

una recinzione di sicurezza. Lo può richiedere

grazie ad una politica federale che privilegia

il condannato che è privato della libertà da 24

l’autonomia e quindi anche il decentramento

mesi (18 mesi su proposta del Direttore del

nel settore dell’esecuzione delle condanne e

carcere se il comportamento del detenuto è

grazie anche al fatto che in Ticino si opera in una

esemplare). Possono parteciparvi tre persone

realtà di piccoli numeri, si sia potuta trovare una soluzione al problema dell’affettività in carcere,

devono intercorrere due mesi. Si può scegliere

privilegiando il contatto diretto con le persone

tra il “colloquio gastronomico” e il “congedo

care. E questo a partire quasi subito dopo l’inizio

interno”, basta che tra una possibilità e l’altra

dell’esecuzione delle sentenze.

intercorrano due mesi (Disposizione interna della direzione del carcere, 1996).

5.2.3 Il caso danese Il

colloquio

“Pollicino”

si

propone

di

mantenere i rapporti tra la persona privata

Il (DIHR) ha iniziato nel Gennaio 2007 un ampio

Questi colloqui avvengono la domenica, durante

programma di ricerca, intitolato: “Quando gli

il normale svolgimento delle visite dei famigliari

innocenti sono puniti – Figli di genitori detenuti,

110 | I PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | GLI SPAZI DEL COLLOQUI IN ITALIA E ALL’ESTERO un gruppo vulnerabile”. Lo scopo della ricerca

c’è un piccolo angolo cottura ove è possibile

è di assicurare la conoscenza di esperienze

riscaldare il cibo, c’è un fornellino elettrico e

nazionali ed internazionali e di buone pratiche macchinetta per le bibite, caramelle e cioccolato standard internazionali dei diritti umani,

in

per i bambini

relazione alla prevenzione di ripercussioni e di esperienze traumatiche in questi bambini.

In presenza di bambini più piccoli è possibile

Lo studio, non ancora concluso,

includerà

occupano del momento di svago mentre i loro

raccomandazioni per misure concrete che

genitori trascorrono questi momenti di intimità.

verranno prese dalle istituzioni danesi come, ad esempio, i servizi penitenziari, le autorità

Nessun agente interferisce con lo svolgimento

di polizia, i servizi sociali, le istituzioni che si

dei colloqui senza mai mettere a disagio né il

occupano della cura dei bambini e le scuole

detenuto né i familiari. Tutto questo è dettato

pubbliche. Oltre che alle pubbliche autorità, lo

da una lunga esperienza che ha confermato la

studio fornirà suggerimenti e linee guida a quelle

validità del metodo, dalla loro cultura e visione

organizzazioni del terzo settore impegnate

del carcere nonché dal regolamento stesso che impone

questi

comportamenti,

considerati

semplicemente un modo civile di porsi nei confronti dei detenuti in un’ottica di reale carcere

rieducazione.

Il concetto di affettività in Danimarca risulta

Questa educazione innata nel popolo danese

essere molto esteso e non riguarda solo la

e il discorso degli affetti così impostato sono,

famiglia, ma l’intero sistema affettivo che ruota attorno al detenuto. Questo implica che

detenuto, perché lo aiutano a mantenere il

il momento del colloquio non è più limitato ad

discorso affettivo nel giusto equilibrio con le

un’accezione parentale, ma coinvolge anche gli amici e parenti di lontano grado senza

a conservare questi rapporti indispensabili

distinzione.

senza le privazioni che, ormai, sono del tutto anacronistiche e fuori dal tempo e dalla realtà.

La sezione dedicata ai colloqui si compone di sale piccole e “addomesticate” con tavoli, sedie, divani letto, seggioloni per bambini, lavandino da sull’esterno e un armadietto contenente essere chiuse dall’interno ed è possibile sia per il detenuto che per il parente portare, da mangiare. Ci si può fare tè e caffè e in corridoio

I PARTE | 111


II PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE |

II PARTE | 115


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE |

1. Il caso applicativo: Milano San Vittore 1.1 Il carcere di Milano, a Milano: cenni storici Nella esistevano

Milano

diversi

di luoghi

metĂ

Ottocento

destinati

alla

detenzione: - la Casa di Correzione, costruita nella zona di Porta Nuova a partire dal 1762, su disegno di Francesco Croce e utilizzata giĂ dal maggio 1766, ma mai completata - fu smantellata nel 1932; - il carcere del Castello Sforzesco dove un tempo venivano reclusi i prigionieri politici e dove furono trasferiti i detenuti provenienti dal carcere di Santa Margherita, abbattuto per

II PARTE | 117


IL CASO APPLICATIVO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE costruire l’attuale galleria Vittorio Emanuele

186119 , con il compito di fare un esame dettagliato

(1864 - 1878);

delle condizioni degli istituti di detenzione cittadini, denunciava nel suo rapporto il

- il carcere criminale presso il tribunale

pessimo stato igienico delle carceri milanesi.

correzionale, situato nelle vicinanze di Piazza

Gli istituti di pena in funzione intorno al 1860

Fontana;

erano tre,dislocati in tre quartieri diversi:

- il carcere di Sant’Antonio, in cui venivano

- il carcere del Tribunale (ex palazzo di giustizia)

recluse prevalentemente le donne;

situato tra piazza Beccaria e vicolo San Zeno, dove venivano rinchiusi gli imputati in attesa di

- il carcere di San Vittore Nuovo;

giudizio e i condannati prossimi al trasferimento;

- il carcere di San Vittore Vecchio.18

- il carcere della Questura, detto di Santa Margherita, per gli arresti di passaggio, le

Il dibattito ottocentesco sulle riforme carcerarie

prostitute e i debitori;

era incentrato sulla convinzione secondo cui la promiscuità favoriva l’attitudine a delinquere

- il carcere della Pretura, nell’ex convento

e,

di

quindi,

ad

impedire

il

ravvedimento.

Sant’Antonio,

destinato

soprattutto

a

mendicanti e vagabondi. sempre più razionalizzato dei detenuti, si cominciavano a progettare carceri dotati di celle singole, per questo detti cellulari o cellari.

Questura per la sistemazione di Piazza Duomo,

La costruzione del carcere di San Vittore fu il

i detenuti vennero trasferiti provvisoriamente

risultato più evidente di questo lungo percorso

nelle celle ricavate nei sotterranei del Castello

di regolamentazione degli stabilimenti penali

e più tardi, dopo l’abbandono completo delle prigioni di Santa Margherita e di quelle del

tra il Settecento e l’Ottocento comportò il

Castello, nel convento e nella chiesa dei

passaggio dalle forme espiative tradizionali

Cappuccini di San Vittore.

ad una penalità basata sulla detenzione. Costruito sul modello americano del panottico

Le

carceri

milanesi

potevano

ospitare

(cfr. Cap. 2), con un corpo centrale e sei bracci

complessivamente 902 detenuti e solo l’ex

o raggi che si dipartivano da esso, il nuovo

convento dei Cappuccini poteva accogliere negli

complesso penitenziario venne inaugurato il 24 giugno 1879, per essere occupato da 577

in regime di promiscuità, ma lo stato degli

detenuti.

stabilimenti era rendeva impossibile l’adozione del sistema cellulare o dell’isolamento. Inoltre

Le vicende costruttive di San Vittore svolgimento delle mansioni governative, tanto La

Commissione

visitatrice

delle

carceri

giudiziarie milanesi nominata nell’agosto del

118 | II PARTE

più che la Direzione generale delle carceri


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE |L CASO APPLICATIVO tre strutture sopra indicate, e per mancanza

completamente isolato e privo di comunicazioni

di locali agibili, era stata collocata in una casa

Le

continue

denunce

presentate

dalla

la concretizzazione degli accordi e nel Gennaio

Commissione visitatrice circa le disastrose condizioni delle prigioni cittadine indussero

Comune la impossibilità di stanziare la somma

il Governo italiano nel 1864 ad ordinare

per la costruzione della prigione. Per evitare un rinvio a tempo indeterminato dei lavori, il

demaniali la stesura di un progetto per la

prefetto di Milano promosse un incontro tra le

costruzione di un nuovo carcere giudiziario

parti interessate che si concluse con la proposta

cellulare, in conformità della segregazione

della assunzione diretta, da parte del Comune

notturna e del lavoro comune durante il giorno

stesso, dei lavori di costruzione dell’istituto di

dei detenuti, sopra un’area di cinquantamila metri quadrati acquistata dentro i Bastioni di Porta Vercellina, presso la chiesa di San Vittore.

avrebbe ceduto il fabbricato della Questura

I tecnici del Genio civile presentarono una prima proposta progettuale nel novembre 1865

quali il palazzo di Giustizia, l’ex convento di

a cui fece seguito una seconda, approvata dal

S. Antonio e quello di S. Michele alla Chiusa

Consiglio superiore dei lavori pubblici il 15

(sede della caserma delle guardie daziarie).

maggio 1867, basata sulle disposizioni emanate

In questo modo il Comune accelerava i tempi per

dal Ministero dell’interno (legge 27 giugno

la realizzazione del progetto, evitava il pagamento

1857).

della somma dovuta allo Stato per l’acquisto della Questura e inoltre si assicurava il possesso di

Ragioni di carattere economico e tecnico

alcuni stabili che sarebbero presto risultati utili. Il decreto venne approvato il 3 luglio 1871. Con questo il Comune di impegnava a costruire il

aveva stipulato convenzioni con opere pie per

carcere cellare giudiziario, esclusi gli ultimi

l’acquisto di parte dei terreni. Il Comune di

due raggi del fabbricato panottico, secondo il

Milano, aderendo alle convenzioni, si prestava

progetto redatto tra il 1865 e il 1867 dai tecnici

ad acquistare quote di terreno eccedenti rispetto

del Genio civile guidati dall’ingegnere capo

a quelle previste dal progetto e si impegnava ad

Francesco Lucca.

Il Comune accettava inoltre di vincolare i dei bastioni tra porta Genova e Magenta, non altius tollendi, al divieto cioè di fabbricare

occupava un’area di forma pentagonale di 49.695 mq con una fronte in via Filangieri,

distanza di 30 metri dal muro di cinta ed ad

perfettamente isolata e tutta circondata da muro

un’altezza superiore a 11 metri tra i 30 e 50

di cinta ai cui vertici si trovavano cinque torrette

metri di distanza dal carcere: doveva essere

ad uso di garitta.

II PARTE | 119


IL CASO APPLICATIVO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE Il complesso carcerario era costituito da tre

distribuite otto cosiddette “rose di passeggio” a

distinti corpi di fabbrica: uno anteriore verso

pianta circolare per l’ora d’aria dei detenuti

alloggi del personale; uno intermedio con

I lavori iniziarono a giugno 1872.

carceraria, sale dei giudici e avvocati, parlatori,

Le condizioni del terreno (poco solido a causa

magazzini, bagni ed infermerie, dormitori dei

della presenza di acque sotterranee a pochi

guardiani); e il terzo di forma panottica o a

metri di profondità) nella fase della costruzione

raggi per le celle dei detenuti. Al centro del terzo

delle fondamenta comportarono un problema

diramavano sei raggi (lunghi m. 62,50, larghi m. 16 e alti m. 18,80), contenenti ognuno 100 celle

Comune a richiedere al Ministero dell’Interno

disposte su tre piani; nel sottotetto vi era un

una revisione del contratto. Intanto si avviavano

quarto ordine di celle più piccole da utilizzarsi

trattative per il completamento del progetto con

in caso di necessità.

la costruzione dei due restanti bracci, non previsti nella convenzione del 1871. Nel 1875 si giunse ad

Le celle misuravano per lo più m. 2,30 X 4,30 ed

un nuovo contratto tra lo Stato e il Comune di Milano in base al quale il Comune si assumeva

a strombo che impediva la visuale esterna.

con un contratto a forfait, l’onere di tutti i lavori necessari al completamento del nuovo carcere,

I corridoi dei diversi raggi convergevano alla rotonda centrale, dove si trovava l’osservatorio,

Intanto la direzione lavori era stata assunta

costituito da un poligono di sedici lati coperto

dall’ingegnere Antonio Cantalupi, in seguito alla

da una cupola.

morte del Lucca.

Carcere di San Vittore, Facciata su via Degli Olivetani

120 | II PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE |L CASO APPLICATIVO cattiva esecuzione di opere in appalto e relativi rifacimenti, si giunse alla conclusione dei

quanto segue:

effettuato tra il 21 novembre e il 3 dicembre

“... Nel carcere esiste un braccio tedesco ed

1878 da un ingegnere capo del Genio civile da

un tribunale germanico. Questo giudica i

cui emerse che il carcere era lontano dall’essere

cittadini italiani colà ristretti non secondo le

attivabile a causa di difetti e carenze diverse (le

leggi italiane, e quindi non applica le pene

celle venivano allagate dalle acque piovane). Il

stabilite nel codice e nella procedura del diritto

Comune eliminò gli inconvenienti denunciati e

penale italiano o militare, a seconda dei casi.

si procedette ad una seconda visita di collaudo. Con verbale del 13 maggio 1879 il carcere veniva dichiarato agibile. Il giorno 24 giugno ebbe inizio alla traduzione dei detenuti dalle varie carceri cittadine e il 10 luglio il nuovo carcere cellulare Regina, ove siede il Comando per la Lombardia ammontarono

complessivamente

a

L.

2.800.000 e poiché il nuovo carcere era in grado

ristretti

appena

giudicati

dal

tribunale

di contenere 768 detenuti, la spesa per ciascun

germanico, vengono inviati per il servizio

individuo fu di L. 3.645.

del lavoro in Germania se innocenti,sempre

Subito dopo il completamento della costruzione

compromessi vengono inviati in campi di

iniziarono ad essere pubblicate note di critica riguardo

soprattutto

all’ubicazione

dello

per il lavoro anche i detenuti irrevocabilmente

stabilimento, alla scarsa salubrità della zona,

condannati, gli imputati che abbiano ottenuto

alle precarie condizioni igieniche delle celle e in

la libertà provvisoria e gli inquisiti per i quali amministrativa” .

San

Vittore

durante

l’occupazione

fascista Teatro di numerose storie strettamente legate alla città, durante il periodo bellico il carcere di San Vittore fu soggetto in parte alla giurisdizione delle S.S. tedesche che controllavano e gestivano uno dei suoi “bracci”. Le vicende riguardanti il famigerato “braccio tedesco” sono poco documentate dalle carte e molto di più dal ricordo e dalle testimonianze di coloro che vi sopravvissero.

II PARTE | 121


IL CASO APPLICATIVO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE

1.2 San Vittore oggi

spazi comuni (ai piani diversi spazi per attività ricreative, formative e terapeutiche; al piano

Direttrice: Gloria Manzelli

terra una cappella per il culto cattolico e diverse aule per attività scolastiche e lavorative; al piano

Tipologia: Maschile e femminile

seminterrato cucina e altri spazi per laboratori). Il VI raggio presenta invece condizioni igieniche

Piazza Filangieri 2, Milano – tel. 02-438521

e di vivibilità generale pessime: celle molto piccole e sovraffollate (nelle situazioni più gravi

Collocazione urbana – zona residenziale in

stanze approssimativamente di 2 metri per 3, con

pieno centro città

doppio letto a castello a tre piani, per complessivi sei letti: i letti occupano la quasi totalità dello spazio, tanto da impedire ai detenuti di stare in piedi tutti contemporaneamente, e non esiste

UEPE di Milano

alcuno spazio separato per la preparazione dei cibi); servizi igienici inadeguati (le docce comuni

Struttura l’utilizzo quotidiano e impongono quindi la La composizione a raggi dell’intero

turnazione delle docce anche nei mesi estivi); accesso ai piani consentito da un’unica scala

coerente per categorie detentive. Il I raggio

molto stretta, senza ascensore o montacarichi (tra l’altro la scala non consente il passaggio del

penale; al II raggio c’è il Coc (sezione riservata

carrello del cibo); nessuno spazio per la socialità.

a tossicodipendenti in trattamento); il III raggio

Gli spazi per l’aria sono tutti in cemento e con

ospita detenuti lavoranti e, al quarto piano, il

scarsa protezione dal sole e dalle intemperie.

progetto sperimentale “La Nave” (riservato a

Nel III raggio anche lo spazio aria è stato

tossicodipendenti in trattamento avanzato);

recentemente ristrutturato, con campo da

il IV raggio ospita detenuti comuni, così come

calcetto in erba sintetica. Per i colloqui con

parte del VI dove sono anche detenuti i nuovi giunti in attesa di assegnazione alle celle (piano

attrezzato con giochi da giardino e ben curato

terra) e i ‘protetti’ (secondo piano). Attualmente risulta in ristrutturazione solo il VI raggio.

di

osservazione

psichiatrica

si

affacciano

direttamente su questo spazio). Il III e il VI raggio rappresentano gli estremi delle condizioni detentive dell’Istituto.

Detenuti

Il III, ristrutturato recentemente, presenta

Numero: 1404 di cui 1.292 uomini e 112 donne.

condizioni generali molto buone per dimensione e condizioni delle celle (da 2 a 5 persone,

Si segnala un elevatissimo turn-over: una media

dimensioni adeguate, servizi interni con docce,

di 30/40 ingressi giornalieri, soprattutto di

angolo cucina separato,…) e per disponibilità di

detenuti stranieri arrestati prevalentemente per

122 | II PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE |L CASO APPLICATIVO reati legati a droga, prostituzione e violazione

detenuto. Il circuito ‘ordinario’ del circondariale

della legge sull’immigrazione.

versa in situazioni di sovraffollamento, precarie condizioni igienico sanitarie, di scarso impiego

Per quanto riguarda le posizioni giuridiche gli

del tempo detentivo; a pagarne le conseguenze sono soprattutto i detenuti stranieri, che costituiscono circa il 60% della popolazione

I lavoranti sono mediamente circa 350, di cui circa

detenuta in istituto e la quasi totalità degli

80/100 sono impegnati in lavorazioni esterne

ingressi quotidiani dalla libertà. Viceversa

mentre gli altri lavorano (molti a turnazione) alle

il circuito ‘selezionato’, ubicato nelle sezioni

dipendenze dell’amministrazione penitenziaria.

recentemente ristrutturate e che coinvolge in prevalenza tossicodipendenti italiani e lavoranti, gode di situazioni generali di vivibilità buone, sia come utilizzo e logistica degli spazi, sia dal punto

La datazione della struttura la caratterizza

di vista igienico e sanitario, sia per l’attivazione

principalmente per una carenza di spazi utilizzabili e una loro distribuzione poco

trattamentali delle persone in esse recluse; lo

sfruttabile dal punto di vista degli investimenti

stesso personale di polizia penitenziaria che

in attività, oltre che per condizioni igieniche

opera in queste sezioni appare appositamente

assolutamente precarie. Da diversi anni sono

selezionato e lavora in condizioni sicuramente

però in corso drastici lavori di ristrutturazione

meno disagevoli dei colleghi destinati alle altre

che interessano a turno uno dei raggi detentivi

sezioni del carcere.

(nel maggio 2005 il V raggio è stato chiuso per lavori di rifacimento mentre il III raggio è

Negli

ultimi

anni

stato riaperto da poco) e che stanno portando

penitenziaria

ad un adeguamento progressivo della struttura

riordino degli istituti penitenziari dell’area

alle indicazioni contenute nel Regolamento

metropolitana milanese, che vorrebbe restituire

di esecuzione dell’O.P. Conseguenza indiretta

a San Vittore la sua tradizionale funzione di

di questi lavori di ristrutturazione è una

casa circondariale, ricollocando tutti i detenuti

riduzione della capienza della struttura che,

condannati attualmente reclusi nell’istituto

non essendo compensata da una riduzione

nelle due case di reclusione di Bollate e Opera.

ha

avviato

l’amministrazione un

piano

di

Lo smistamento agli altri istituti risulta però un ulteriore peggioramento delle condizioni di sovraffollamento nei raggi non ancora

alleviare le condizioni di sovraffollamento in cui

ristrutturati.

versa questo istituto, anche perché gli arresti che avvengono quotidianamente nella città non

Le condizioni di vivibilità risultano così

lasciano neanche il tempo di godere degli effetti

estremamente variabili da raggio a raggio,

positivi dei periodici trasferimenti di detenuti

rimandando a una frammentazione di percorsi

verso gli altri istituti penitenziari (a fronte

trattamentali e a una disparità di condizione

di una media di sfollamenti di circa 90/100

detentiva data dalla condizione personale di ogni

II PARTE | 123


IL CASO APPLICATIVO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE maggio 2005 si è toccata addirittura una media

mentre per il resto si registra una carenza di

di 35/40 ingressi al giorno).

esperti disponibili, anche per quanto riguarda l’osservazione trattamentale.

Staff Condizioni materiali L’attuale direttrice è la dr.ssa Gloria Manzelli, che ha assunto la direzione dell’istituto dopo lo

Il numero dei detenuti per cella e le condizioni

spostamento del dott. Pagano e diversi mesi di

materiali variano molto da raggio a raggio e

‘reggenza’. Per quanto riguarda il personale di

soprattutto nelle sezioni comuni dipendono

polizia penitenziaria (comandante Piramide),

molto dal turn over del momento. Anche gli

gli agenti in servizio sono poco più di mille più

orari di apertura delle celle si distinguono per

un centinaio assegnate alla sezione femminile;

raggio, passando dall’apertura dalle 8.00 alle

da queste cifre vanno però scorporati gli agenti

21.00 del III reparto alla chiusura totale del IV e

distaccati presso altri servizi (un centinaio)

del VI (con unica possibilità di uscire dalla cella

e quelli destinati al nucleo traduzioni (circa

per le ore d’aria).

duecento), per un totale quindi di circa settecento Particolarmente una settantina di agenti per il femminile.

drammatiche

risultano

essere le condizioni riservate ai detenuti nuovi giunti: per tutti coloro per cui si ritiene

Gli educatori in servizio effettivo sono quattro;

necessaria

almeno due gli assistenti sociali assegnati

prima dell’assegnazione ai raggi (in particolare

dall’UEPE.

screening TBC attraverso esami radiologici) e

l’effettuazione

di

esami

clinici

di prassi per i detenuti stranieri, l’attesa degli Nell’istituto

operano

una

guardia

medica

esami (che, per chi entra al pomeriggio, dura

disponibile 24 ore su 24 e almeno 1 medico per ogni reparto; due psichiatri ministeriali e diversi specialisti in convenzione.

avviene in un paio di celle poste all’ingresso del VI raggio che, secondo diverse segnalazioni

Esiste un servizio “Nuovi giunti” che impiega

pervenute ad Antigone, raggiungono condizioni

una decina di esperti – psicologi e criminologi

di sovraffollamento e di precarietà estreme.

– di cui alcuni parzialmente distaccati al “Dars” (servizio “Detenuti a rischio suicidario”:

Sempre nel VI raggio, al secondo piano, esiste un

progetto sperimentale attivato nel 2000 con

reparto destinato a detenuti “protetti” che ospita – in celle separate ma nella stessa sezione, gli uni

dei suicidi; si avvale anche di un arteterapeuta

di fronte agli altri – transessuali e detenuti per

e di un facilitatore istituzionale, oltre che della

reati sessuali. Non è invece previsto un circuito

collaborazione di vari operatori volontari). Il

separato per i giovani adulti.

sostegno psicologico continuativo ai detenuti è invece garantito solo laddove esistono progetti

Per quanto riguarda il vitto, il progetto di ristrutturazione dell’istituto ha previsto la

124 | II PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE |L CASO APPLICATIVO realizzazione di una cucina per ogni raggio;

la prima volta, alcuni Architetti. Nonostante

al momento dell’ultima visita, maggio 2005,

l’impiego di tempo, energie e risorse, un cambio

risultavano attive le cucine del II

e del III

di rotta dovuto prevalentemente alla mancanza

raggio, del centro clinico e del femminile,

di trasparenza relativa al Piano Carceri ha

mentre si segnalavano problemi sulla vecchia

bloccato la proposta (già a livello esecutivo) ad

cucina centrale, in cui erano in corso lavori

Ottobre 2007. Nel mese di Luglio 2010 però,

urgenti di ristrutturazione. La distribuzione del

il nuovo PGT adottato dal consiglio comunale

vitto appariva in condizioni precarie e a rischio dal punto di vista sanitario per i reparti più

“Ambito di trasformazione di interesse pubblico

fatiscenti.

generale” per cui vengono indicati – tra gli altri

1.3 La questione dismissione

– i seguenti obiettivi: Realizzare la nuova “Città della Giustizia” e Sostenere il mix funzionale legato in particolar modo al tema della ‘giustizia’ ricettivo, commercio di servizio, residenza

Il dibattito su alcune aree del territorio

temporanea, ecc.). Nello stesso documento

milanese riguarda sia il tessuto urbano che il

viene anche prospettata la possibilità dello

patrimonio architettonico. Dal 1979 il carcere

spostamento dell’attuale carcere di San Vittore

di San Vittore si trova al centro di numerose polemiche relative alla sua idoneità e alle

Regionale all’Amministrazione Penitenziaria,

numerose possibilità di rifunzionalizzazione di

le cui aree vengono infatti inserite nell’Ambito

tutta l’area (circa 75.720 mq) che trasformerebbe

di trasformazione urbana21 , mentre non viene

completamente tutta la zona di Viale Papiniano

prevista alcuna trasformazione relativamente

nel quartiere di S. Agostino. Le vicende che

all’area che attualmente ospita il Palazzo di

hanno caratterizzato le discussioni in tutto

Giustizia.

questo tempo sono strettamente connesse alla gestione economico – politica non solo della

Viene da chiedersi per quale motivo non

città di Milano, ma come cerchi concentrici, della

si sia mai fatto cenno ad una problematica

Provincia, della Regione e quindi del Ministero

fondamentale che scaturisce in modo naturale

di Giustizia.

anche agli occhi dei non addetti ai lavori: il tema dell’accessibilità, indispensabile in una

La dismissione della struttura storica si collega

città come Milano caratterizzata da un impianto

dal 2006 all’l’istituzione della Cittadella della

circolare,

giustizia che avrebbe dovuto sorgere nell’area

paludoso e in cui il concetto di “tempo = denaro”

di Porto di Mare, zona sud Est di Milano, e

è alla base di qualsiasi cosa.

su

un

terreno

prevalentemente

avrebbe coinvolto l’intero mondo giuridico e penale della provincia. La progettazione

Il trasferimento delle funzioni giuridiche e

di questo nuovo polo ha richiesto numerose

penali nella zona sud est della città avrebbe

competenze e ha visto un’aperta collaborazione

delle ripercussioni sull’intero sistema cittadino, sia a livello urbano che a livello economico:

I PARTE | 125


IL CASO APPLICATIVO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE

PGT

Piano di Governo del Territorio

AMBITI DI TRASFORMAZIONE URBANA 6_SAN VITTORE

S.T. 65.720 mq

- S.l.p. generata - Coefficente di densificazione - S.l.p. massima accoglibile - Spazi e servizi di interesse pubblico generale - Spazi a parco (permeabili) - Vocazione

(pari alla slp esistente)

(pari alla slp esistente)

-

Ambito di trasformazione

Stazioni/rete ferroviaria in esercizio

Rete metrotranviaria in esercizio

Verde esistente

Stazioni/rete ferroviaria in programmazione

Rete metrotranviaria in programmazione

Verde di progetto

Stazioni/rete ferroviaria in progetto

Verde pensile di progetto

Passante ferroviario in esercizio

Mobilità individuale principale in esercizio

Aree interessate dai temi di progetto

Passante ferroviario ipotesi PGT

Mobilità individuale principale in programmazione

Collegamenti verde

Stazioni/rete metroplolitana in esercizio

Mobilità individuale principale in progetto

Stazioni/rete metropolitana in programmazione

Tunnel

Mobilità ciclo-pedonale di progetto Collegamenti pedonali coperti "

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Raggi Verdi

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Rete metrotranviaria in progetto

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126 | II PARTE

4


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE |L CASO APPLICATIVO proposta reale e concreta circa il futuro dell’area dall’intervento sono entrambi di valenza storica

di Sant’Agostino, avanzando una proposta di alto

e, quindi sottoposti a numerosi vincoli. In

valore qualitativo ma poco concreta. Nell’ottica le zone di verde, si propone di elaborare

si muovono nell’area del Tribunale e a cui sono

connessioni

tra

le

infrastrutture

esistenti

attualmente connessi tutti gli studi legali presenti sul territorio, la Facoltà di Giurisprudenza

relazioni tra gli interni residenziali e l’intorno.

dell’Università Statale e tutte le attività che sono

In particolare:

nate come satelliti e che vivono subordinate a questo sistema. Si avrebbe inoltre una forte

- si dovrà garantire il collegamento diretto con la

ricaduta a livello patrimoniale ed economico

Passeggiata Urbana dei Bastioni;

a causa della svalutazione immobiliare che - occorrerà favorire il collegamento con gli spazi sorgono in quella zona. Per ciò che riguarda

pubblici utilizzati per la diffusione dell’arte;

San Vittore il problema sarebbe completamente - sarà necessario sollecitare l’insediamento di funzioni di grande interesse urbano. pedonale che attualmente è pressoché limitato, Inoltre, come già osservato in precedenza sul essenzialmente o connessi alla sua attività o di

fenomeno della periferizzazione dei nuovi

carattere residenziale.

istituti, portare fuori dalla città un carcere come quello di San Vittore, implicherebbe la rottura

L’ATU che riguarda la casa circondariale

di un equilibrio esecutivo, sociale (e legislativo)

è localizzato

ben radicato. La localizzazione delle strutture

in un tessuto residenziale

della giustizia e della pena è una scelta che di

insediamenti

commerciali.

industriali,

Esternamente

artigianali all’area

o

non può essere ricondotta esclusivamente alla

sono

posizionate alcune antenne per la telefonia

stesso della Giustizia e della Pena.

esternamente all’area. Parte di questa ricade

Le vicende degli ultimi mesi hanno posto

all’interno della fascia di rispetto di pozzi pubblici mentre a nord est sorgono alcuni

questa polemica.

direzione, è localizzata un’area soggetta a

Il 15 Ottobre 2010 la Sottocommissione Carceri

vincolo archeologico.

del Comune di Milano si esprime all’unanimità per lo stanziamento delle risorse economiche

Nonostante

questi

presupposti,

il

PGT

necessarie per la ristrutturazione del vecchio

consultabile sul sito del Comune di Milano

carcere. «Milano, il carcere di San Vittore non

risulta a tutt’oggi piuttosto vago e privo di una

sarà spostato, ma per ristrutturarlo servono 2,5

II PARTE | 127


IL CASO APPLICATIVO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE

fermate ATM

amministrazione penitenziaria

milioni di €» è ad esempio il titolo di un lancio dell’agenzia di stampa “Redattore sociale” che poi recita: «

carceri del Consiglio comunale, che ha discusso della situazione in cui sono costretti a vivere i

riguarda le sezioni degli uomini: i detenuti sono infatti 1.633, ma i posti disponibili sarebbero tollerabile). […] “Oggi abbiamo deciso che San Vittore non vada spostato a Porto di Mare come più volte ipotizzato - spiega Aldo Brandirali (Pdl). Chiediamo quindi al Consiglio comunale e al Sindaco di fare pressione sul ministero della Giustizia perché esegua i lavori necessari. Occorrono circa 2 milioni e mezzo”».

128 | II PARTE

aggregazione

esercizi commerciali

istruzione e cultura


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE |

2. Incontrarsi a San Vittore 2.1 Il colloquio: una scelta progettuale La scelta di elaborare un progetto sul sistema colloqui del carcere di San Vittore è stata presentata. La struttura storica, la collocazione sul territorio, il legame con le vicende salienti della città sono state legate ad una caratteristica molto importante in questo caso: l’area colloqui progettuali questo rende maggiormente carico relazione con il mondo esterno in modo forte. Considerando come termine di analisi i parenti dei detenuti, ad esempio, il numero di step da svolgere per raggiungere il proprio caro è ridotto (vengono a mancare la fase 2 e 3, accedendo

II PARTE | 131


INCONTRARSI A SAN VITTORE | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE direttamente alla 4), quindi lo pone in un’ottica di un’esperienza meno “inclusiva”. L’assenza di questa fase rende il passaggio da-fuori-adentro molto più netto e brusco, soprattutto per via dell’assenza di passaggi scoperti o percorsi articolati. La zona colloqui occupa gli spazi che una volta piano semi interrato di quella che era la vecchia caserma. La struttura è di recente costruzione e si presenta come staccata dal resto dei corpi di fabbrica, con tre piani fuori terra e tetto a falda. E’ connessa al resto dell’istituto tramite un vano scala che conduce da questa stecca al settore penitenziario psichiatrico. E’ un luogo ricco di barriere architettoniche che il più delle volte impedisce l’accesso ad anziani o a disabili, inibendo un’intera categoria di persone. La palazzina si trova su viale Papiniano, non è segnalata ma è quasi riconoscibile grazie alle due porte metalliche incassate nel muro di cinta sulle quali sono apposti gli orari di apertura e chiusura. In alternativa è comprensibile presenza di un “momento forte” rispetto alla normalità per via della presenza del numeroso gruppo di parenti che affolla quotidianamente dalle prime ore del mattino. La pratica del colloquio si svolge attualmente secondo le stesse tempistiche descritte nello schema presente a pagina 137. Una volta varcato il muro di cinta il parente viene condotto alla sala d’attesa passando un primo blocco di controllo situato lungo in corridoio metallico lungo 12 metri. In prossimità di questo

132 | II PARTE


INCONTRARSI A SAN VITTORE | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE sono presenti anche i servizi igienici, esterni, in

ambienti diversi. Le donne e i bambini possono

cima ad un dislivello di 1.20 mt e con sistema wc alla turca.

trovano anche le cassettine per il deposito di oggetti non ammessi; gli uomini vengono

La sala d’attesa si presenta spoglia, priva di

perquisiti in corridoio, in prossimità della stanza

qualsiasi confort, ma prima di ogni cosa priva di

di cui sopra e visibili dal corridoio che conduce

un adeguato numero di sedute. Non è presente

alle salette più piccole.

un’area bambini, ci sono due vending machine, gli sportelli hanno un’impostazione molto

Terminato questo incontro molto ravvicinato, il

antiquata e si presentano come piccole aperture

visitatore viene condotto nella sala dei colloqui

larghe 70 x 80 cm, il che implica una sensazione

dove incontrerà il parente e dove saranno

di impatto molto duro ad un primo ingresso.

presenti in media altre 20 persone, a loro volta lì

Le tonalità dei muri sono scure, sui toni del

per stare insieme.

marrone e l’ambiente ne risente notevolmente, soprattutto in considerazione della mancanza di una buona quantità di luce naturale. Superata la fase relativa alla burocrazia e svolto tutte le azioni del caso, si attende di essere chiamati dall’agente per la perquisizione. In questo caso subentra un certo senso di disorientamento dovuto al fatto che gli ingressi alle aree colloqui sono due, rispettivamente uno a destra e uno a sinistra. Le tempistiche con cui si viene chiamati sono sempre poco comprensibili ai più, vista la mancanza di una turnazione precisa a cui fare riferimento. Questo dipende soprattutto dal fatto che il detenuto, dall’ interno, non sempre sa del possibile incontro con il familiare, quindi non sempre è reperibile in cella. In spazi molto ampi come quelli di San a gestire la “reperibilità” dei ristretti. Questa sulla durata del colloquio perché costringe il familiare ad attendere diversi minuti, tempo quindi sottratto all’incontro. Varcata la porta da cui si è stati chiamati, a seconda del sesso si viene perquisiti in due

134 | II PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE |NCONTRARSI A SAN VITTORE

d

b h. 3.00

c e

a

0

10

pianta stato di fatto

schema esplicativo del sistema colloqui Milano San Vittore -

II PARTE | 135


INCONTRARSI A SAN VITTORE | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE

136 | II PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE |NCONTRARSI A SAN VITTORE

USCITA primo colloquio

SPORTELLO

colloqui successivi al primo

SPORTELLO

bonifico

SPORTELLO

consegna pacco

SPORTELLO

ATTESA ATTESA all’ ESTERNO

COLLOQUIO

INGRESSO

USCITA

07.00

08.00

09.00

10.00

11.00

12.00

13.00

14.00

15.00

in mancanza di una turnazione funzionante.

2.2 Il colloquio a San Vittore: testimonianza diretta

facilmente individuabile. D: Immagino ci sia un’alta presenza di anziani, molte madri di detenuti, e pensiamo ci possano essere anche persone con handicap

(Intervista gentilmente concessa dalla moglie del detenuto P.B)

Domanda: Ogni quanto tempo avvengono i colloqui?

R: Non sono assolutamente organizzati per far entrare parenti con handicap, loro devono

Risposta: Gli incontri possono avvenire tutti i

fare un giro assurdo, molti ci rinunciano. Sono

giorni tranne lunedì e domenica, i turni vengono

costretti ad accedere da Piazza Filangeri 2 e

gestiti secondo una tabella alfabetica che viene

attraversare buona parte del primo corpo del

seconda che il periodo sia festivo o no, se ci sono casi particolari o altro è necessario richiedere

qualcuno che li guidi in quei corridoi labirintici,

permessi particolari.

oltre a dover passare lungo il percorso dedicato ai detenuti. Per non parlare dei servizi igienici,

D: Dove si trova l’ingresso all’area colloqui?

i bagni per i parenti sono esterni al blocco sale, un gabbiotto coperto solo da una tettoria,

Risposta:

piccoli e assolutamente puzzolenti e squallidi...

visibile ma si riconosce perchè ci sono due D: Durante un sopralluogo ho scoperto della indispensabile

procedura

burocratica

per

II PARTE | 137


INCONTRARSI A SAN VITTORE | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE accedere al colloquio. Come funziona?

R:

la

perquisizione

è

solo

personale

e

soprattutto soggettiva (dipenda da chi hanno di fronte), le donne vengono perquisite da agenti donne in una stanza apposita, mentre gli tanto prima quanto prima si arriva al mattino.

uomini sono per lo più controllati nel corridoio

Dopo aver atteso su Viale Papiniano si accede

vicino le sale. Entrambi devono mettere tutto in un armadietto chiuso a chiave (la chiave

code (che sono lunghissime, un sabato sono

la porti dentro), non devi indossare gioielli, solo fede nuziale (addirittura ti fanno togliere

alle 4 del pomeriggio, quindi la soluzione è

le scarpe per controlli, nei tacchi nascondo

andare li o prestissimo o sul tardi): quella del

la droga); per il femminile invece, a parte il

primo colloquio dove devi presentare tutti i

medesimo sportello per il primo colloquio, i

per i colloqui successivi al primo, che è sempre

principale su P.zza Filangeri perchè la sezione femminile è piccola e distaccata, la sala colloqui

in contanti e quella per i pacchi che è la più perquisizione e si deve attendere il responso

D: Come sono organizzate le sale dei colloqui? Ci interessano le questioni ambientali, tipo rumori, se c’è freddo o caldo, se sono pulite o no...

D: Quanti famigliari possono accedere al colloquio con un singolo detenuto?

R: Beh, le sale sono sporchissime, le pulizie vengono fatte dai detenuti (quasi sempre di

R: possono entrare 3 adulti più bambini (devono

colore) come attività lavorativa e purtroppo

però avere un documento) per ogni detenuto. D: Ci ha parlato della consegna del pacco...

D: E quanta gente c’è? Le è capitato di vedere alcune persone più di una volta?

R: Si. Si, può consegnare un pacco da 5kg, chiuso però in una busta trasparente che si chiude (la

R: Ogni tanto sì, perchè le sale devono contenere detenuti compatibili, cioè nn metteranno mai

al carcere). Si possono inviare solo oggetti

un rapinatore e un violantatore insieme, molte

controllabili (quindi niente ricotta o tiramisù

volte fanno solo una sala con solo zingari,

perchè nn possono mettere dentro le mani, i cibi

che sono tantissimi. Quindi in generale può

devono essere solo cotti) o confezionati, così che

succedere...

possano eventualmente aprirli. D: Dopo l’attesa si viene chiamati a colloquio, come funziona la perquisizione?

sente nulla della persona che hai di fronte; devi stare seduto, le persone sono divise solo da un

138 | II PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | INCONTRARSI A SAN VITTORE

non sono utilizzate tutte per mancanza di controlla ben due sale; D: E se volesse cercare una maggiore intimitĂ ?

fare colloquio in sale singole, te e lui da soli, ma ci vogliono determinati motivi: divieto di che attesta che nn puoi stare insieme ad altre persone...

II PARTE | 139


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE |

3. Il progetto

II PARTE | 141


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | IL PROGETTO

3.1 Obiettivi Obiettivi progettuali progettuali Garantire la quantità per non perdere la validità del servizio

Democrazia per garantire a tutti gli stessi strumenti e le stesse possibilità di fruizione dello spazio

Riconoscere mediante linguaggi provenienti da mondi vicini ad esperienze vissute per garantire un migliore grado di usabilità

Aprire, generare connessioni visive, eliminare partizioni, creare varchi e passaggi

Allegerire il luogo per allegerire le tensioni del momento e rendere meno pesante la permanenza nello spazio

Rendere spontanei i gesti e le azioni eliminando la sensazione di soggezione

II PARTE | 143


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | IL PROGETTO

3.2 La nuova configurazione

F'

0

10

pianta intervento

schema esplicativo del nuovo sistema colloqui Milano San Vittore

-

II PARTE | 145


IL PROGETTO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE

146 | II PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | IL PROGETTO

8.45 9.00

9.10 10.10

8.15 8.45

8.00 8.20

La regolamentazione accessi può avvenire in ordine alfabetico (es. al Lunedì corrispondono i cognomi che iniziano con le -

VS

A MD

MD

MD

delle porte, consentendo un elevato livello di controllo con il minor numero di “traumi visivi”. -

II PARTE | 147


148 | II PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | IL PROGETTO

3.1 Il giardino di ingresso Oltrepassato

il

muro

di

cinta,

il

visitatore è accolto da una piccola area verde alla sua sinistra. L’acqua è l’elemento più forte: con il suo costante movimento indica la transitorietà, tipica di un luogo di passaggio come questo. Si tratta di un esterno - interno perché racchiuso da quattro mura molto alte (uno è quello di cinta, uno è quello della facciata della palazzina e due laterali che separano l’area dalle altre zone del costantemente di luce naturale, che racchiudono e separano ma non dividono nettamente. Infatti è ancora possibile un contatto con l’intorno urbano, con i rumori della città, i suoi odori e i suoi colori. Questa relazione è enfatizzata dalla presenza di un water wall su cui scorrono delle strisce di corten che indirizzano il getto dell’acqua e diventano scheletro per lo sviluppo di vegetazione parassita; dalla presenza di uno specchio d’acqua su cui sono poste delle piattaforme in cemento e legno, circondate da vegetazione paludosa tipica della zona. L’acqua, infatti, è un elemento tipico del territorio sud d’acqua del naviglio che fa parte della storia del luogo, proprio come l’istituto di san Vittore. Lo spazio ospita delle sedute, anch’esse in legno e cemento, che segnalano la possibilità di sosta anche all’esterno. Il corten segna il muro alla facciata d’ingresso e s’interrompono proprio piano colloqui, quasi a indicare qual è lo spazio

II PARTE | 149


IL PROGETTO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE

scala 1.100

150 | II PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | IL PROGETTO

scala 1.100

II PARTE | 151


IL PROGETTO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE

2.

4.

3.

1.

1. Vasca in corten h. 20 cm 2. La vasca d’acqua accoglie specie di piante paludose tipiche della zona Sud di Milano

3. I listoni in teak scuro sono installati sulla base in cemento predisposta ad accoglierli grazie alla presenza di un apposito dislivello

teak scuro

19 cm

152 | II PARTE

4. Seduta “Nigra”, versione singola e panca 1994, Escofet

cemento chiaro


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | IL PROGETTO

II PARTE | 153


IL PROGETTO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE

154 | II PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | IL PROGETTO

II PARTE | 155


IL PROGETTO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE

3.2 La sala d’attesa

L’intero ambiente può essere suddiviso in tre aree di servizio e due d’attesa: le prime corrispondono

Questo luogo è il primo vero reale contatto che il parente ha con la realtà

alla destra dell’ingresso e all’area armadietti che

penitenziaria. Si tratta di un punto nevralgico

si trova a sinistra, in prossimità dell’ingresso

perché qui avviene la parte più prettamente

alle sale perquisizione. Le due di attesa invece

burocratica dell’intera pratica, quella non

sono dedicate agli adulti e ai bambini. Nel

sempre

timore

primo caso si ha una composizione ordinata di

perché bisogna rapportarsi direttamente con gli

panche in cemento che sembrano fuoriuscire

agenti; quella che provoca disagio perché mette

naturalmente dal pavimento, con una seduta

nella condizione di essere osservati e di dover

imbottita, differenziata per cromie e con uno

condividere un momento non particolarmente

schienale traslabile in legno. Conferire un grado

comprensibile,

che

incute

di mobilità ad un elemento rigido rappresenta l’istituzione, il primo gesto forte è quello di

una variabile importante rispetto alle dinamiche

realizzare degli sportelli interamente vetrati che

presenti in questo ambiente perché più volte

permettano una spontanea relazione visiva, di

può succedere di non avere voglia di contatto

controllo reciproco tra le parti. Questo implica la necessità di generare una terza area che

altri o semplicemente di voler fare delle scelte

deve per forza essere occultata: quella degli

autonome. Nel dettaglio, un tipo di seduta come questa permette di segnalare la propria zona di

documenti devono essere in grado di svolgere il loro lavoro in tranquillità, per questo tra loro

“bolla prossemica”.

e l’area sportelli è posto un pannello, una sorta di membrana strutturale in legno, vetro satinato

L’area

ed mdf prodotta da Methis. La disposizione

accogliente grazie al rivestimento che la priva

dei materiali è articolata in modo da dare un

di angoli netti a novanta gradi, privilegiando un

forte senso di movimento, questo a sua volta

raccordo più dolce sia in altezza che sul piano

bambini

è

appartata,

ribassata

richiama il sistema “tag cloud” su cui è basata sala d’attesa di san Vittore, cui accedono ogni giorno numerosi gruppi di persone straniere, è e comprensibile. Nelle tag cloud segnaletiche sono quindi inserite (in diverse lingue scelte in base a dati statistici precisi) le parole “primo colloquio”, “colloquio”, “pacco” e “versamento”. Lo stesso stile frammentato è mantenuto nella colore su base bianca.

156 | II PARTE

differenziata rispetto al resto della sala.

e


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | IL PROGETTO

II PARTE | 157


IL PROGETTO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE

4

2

3 1

scala 1.100

158 | II PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | IL PROGETTO

3

4

5

1

7.1

7.2

6

2

zoning funzionale

Aree di servizio: 1. sportelli; 2.area ristoro e libri; 3. area deposito valori personali

Aree di attesa: 4. area bambini; 5. area adulti

Aree uffici tecnici: 6. sala stoccaggio pacchi in entrata; 7.1. ricezione pubblico; 7.2. elaborazione richieste

II PARTE | 159


IL PROGETTO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE

2. 100 cm

3.

45 cm

1.

150 cm

5 cm

1.Una guida metallica incastrata nella pavimentazione accoglie un lato dello schienale in faggio e ne permette lo scorrimento lungo l’asse

Cemento chiaro: l’intero sistema seduta è realizzato con lo stesso materiale della pavimentazione

160 | II PARTE

2. Legno di faggio curvato

3. Cuscino imbottito in poliuretano media densità, misure: 140 cm x 40 cm x cm Esempio combinazione colori - toni gialli/verdi


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | IL PROGETTO

4.

2. La parete EVO EXECUTIVE di Methis separa la zona 7.1 dalla 7.2. Si tratta di una parete divisoria strutturale con una sezione di 8 cm. 1. vetro satinato 2. legno di faggio 3. wenge 4. mdf finitura ruvida

3. 50 cm

1. 50 cm dettaglio scala 1.10

L’elaborazione grafica del soffitto riprende lo stesso motivo del pannello (con le stesse proporzioni, su base bianca e con profili colorati in linea con le aree cromatiche di seduta.

II PARTE | 161


IL PROGETTO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE Le lingue sono state selezionate tra quelle maggiormente parlate all’interno dell’Istituto. Si tratta di elementi adesivi, quindi non invasivi e facilmente sostituibili.

takim

会議

colloquio

會議的

PANTONE SOLID COATED 349 C

rumeno

giapponese

italiano

PANTONE SOLID COATED 360 C

cinese

PANTONE SOLID COATED 7489 C

Font Helvetica Neue 47 Light Condensed Helvetica Condensed Black Altezza testo: 15 cm ca. La proposta della segnaletica grafica riprende lo stesso ritmo del pannello Evo Executive presente nell’ufficio e visibile al visitatore fin dall’ingresso. dettaglio prospetto scala 1.100

300 cm

110 cm

rumeno

giapponese

italiano

cinese

162 | II PARTE

会議

takim

colloquio

會議的


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | IL PROGETTO

II PARTE | 163


IL PROGETTO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE

164 | II PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | IL PROGETTO

II PARTE | 165


IL PROGETTO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE

3.3 La sala della perquisizione Le sale sono due, differenziate per sesso.

Leggermente

più

grande

è

quella

femminile perché si segnala, in questo caso, un connotati quasi “domestici” grazie all’uso dei colori e grazie ad un gesto molto importante che cambia completamente la percezione del luogo: l’inserimento di pedane igieniche nei punti in cui avviene il controllo. L’azione della perquisizione è assimilabile a quella di un controllo medico che avviene in ambienti igienicamente adeguati. Per questo motivo le pedane sono state incassate nel pavimento determinando due aree differenti, opportunamente separate tramite un elemento mobile.

166 | I PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | IL PROGETTO

Pantone solid coated 362 C

Cemento chiaro

1.

Pantone solid coated 5473 C

2.

170 cm 90 cm

Sala perquisizione femminile

1. Paravento metallico che si interpone tra le due zone perquisizione. Indispensabile per garantire la privacy delle singole persone.

2. Pedana igienica in legno incassata a pavimento garantisce un ambiente pi첫 salubre.

II PARTE | 167


IL PROGETTO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE

3.4 Le sale colloqui singoli Piccole sale dedicate all’incontro “a due”. Non sono da confondere con colloqui di carattere “premiale”, anzi, le categorie detentive che accedono a questa tipologia di colloquio sono le maggiormente penalizzate perché non possono avere contatti con terzi (casi di cattiva condotta, malattie infettive…) oppure perché hanno bisogno di un controllo maggiore e quindi ad ogni sala è dedicato un singolo agente. L’impostazione è molto rigida, l’impianto è composto da tre volumi netti in cemento che fuoriescono direttamente dalla parete, così da accentuare l’impossibilità di movimento. I punti di seduta sono anch’essi scorrevoli e leggermente su un’area verde che alleggerisce le volumetrie.

168 | II PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | IL PROGETTO

scala 1.100

4.

2.

4. Finitura superficiale del cemento in tonalità di rosso che segna le salette.

3.

3. Vetro satinato: la finitura superficiale serve per occultare di poco la vista, considerato che le sale affacciano su un corridoio visibile anche agli altri visitatori.

1.

1. Sistema tavoli e sedute elaborato dal concept Viteo: i volumi in cemento sono agganciati alla parete così da risultare fissi. L’elemento morbido può scorrere lungo l’asse.

2. Lampada a sospensione Fold by Pallucco,versione Small (230 mm x 420 mm x 290 mm), lampada fluorescente 24 watt.

II PARTE | 169


IL PROGETTO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE

170 | II PARTE


IL PROGETTO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE

3.5 La sala colloqui

molto leggero, complice anche la matericità di cui si compone, identica alla pavimentazione

L’ambiente è completamente aperto,

(in listoni in legno, come parquet). A seconda

senza alcun tipo di setto divisorio. I punti di

del grado di intimità che si vuole raggiungere,

vista principali sono due e corrispondono ai due

si può optare per una soluzione completamente

ingressi (parenti da un lato, detenuti da quello

aperta o “separata” tra le parti. Allo stesso

opposto). La scelta di “ampliare l’orizzonte” in

modo, la combinazione di imbottiti che si trova

questo caso risponde alla necessità dei detenuti

nel blocco centrale offre la possibilità di estrarre

di poter allargare il raggio di visione poiché

il tavolo dal pavimento, così da avere un piano

sono pochi i momenti in cui può permettersi di

d’appoggio o di divisione. Queste ultime due

trovarsi in grandi aree. Il sistema è suddiviso

combinazioni

regolarmente in due grandi zone, quella con

differenziate dalla prima grazie ad un dislivello

il piano di calpestio in cemento dedicata al

di –20 cm che contribuisce a staccare la micro

passaggio rapido e quella in legno dedicata al

area dal resto dell’ambiente.

descritte

sono

ulteriormente

punto d’incontro. Questa seconda zona è a sua volta ripartibile in altre più piccole di 4 metri

Le cromie che caratterizzano la sala sono i verdi

quadrati per gruppo (per ogni detenuto possono

e gli azzurri con punte di saturazione differente.

accedere tre persone) e, in considerazione

Anche

dell’accezione routinaria della pratica, sono

differenziare in qualche modo l’elevato numero

state applicate piccole variazioni sul tema degli

di colloqui che avviene contemporaneamente.

questa

soluzione

contribuisce

a

arredi, così da rendere differente ogni incontro. L’obiettivo è far sentire al detenuto e ai Le

tipologie

sono

due,

una

data

dalla

suoi familiari, a questi ultimi soprattutto,

combinazione tavoli e sedie e una dalla

la “padronanza” di uno spazio e non solo

combinazione poltrone e tavolo a ribalta /

l’appartenenza ad un sistema troppo spesso

reclinabile. Nel primo caso sono stati privilegiati

ghettizzante.

complementi semplici, lineari ma privi di angoli retti, in legno di tonalità bianca, le uniche

Ogni blocco è dotato di un’illuminazione

punte di colore corrispondono ai cuscini delle

puntuale che conferisce maggiore distacco

sedute (varianti da catalogo: arancio, verde,

dal resto, così come il sistema di rivestimento

azzurro, viola – cfr. www.maruni.com). Tutte le maggiore confort acustico per un più elevato livello di intimità. tramite altre aperture proprie del corridoio. Nel secondo caso gli imbottiti modulari hanno una seduta molto ampia e sono accostabili tra loro così da formare un divano. Il tavolo è in realtà un elemento a scomparsa che può essere estratto dal pannello laterale tramite una maniglia. Le sue dimensioni fanno sì che risulti un segno

172 | II PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | IL PROGETTO

II PARTE | 173


IL PROGETTO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE

Sala colloqui pianta sezionata scala 1.100

174 | II PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | IL PROGETTO

220 cm 50 cm - 20 cm 42 cm

dettaglio scala 1.50

II PARTE | 175


IL PROGETTO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE

B

A

A.1

Zoning funzionale

Ingresso parenti Ingresso detenuti Flusso movimento agenti

176 | II PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | IL PROGETTO

B

580 C

5445 C

7486 C

5435 C

365C

644 C

366C

7453 C

Zoning cromatico Sistema di riferimento: Pantone solid coated

II PARTE | 177


IL PROGETTO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE

1.

1. Concept ripreso da “Spaceless”. Il tavolo è incastrato nel pavimento e, tramite l’ausilio di due maniglie laterali, può essere portato all’altezza desiderata.

178 | II PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | IL PROGETTO

20 cm

4.

2.

300 cm

40 cm

3. 120 cm

1. 20 cm

1. Esempio imbottito Rorberg by Ikea. L’obiettivo è fornire una seduta modulare sempre morbida, senza punti rigidi, così da risultare sempre avvolgente.

2. Lampada Fold by Pallucco, versione applique,Small (230 mm x 420 mm x 150 mm), lampada a fluorescenza 24 w.

3. Sul pannello centrale in legno sono collocati la luce e il vano per il tavolo. Il tavolo a scomparsa funziona tramite un meccanismo di guida scorrevole inserito nella sezione del piano, così da non essere a vista.

4. La forma del controsoffitto richiama quella del piano ribassato, come se fosse il suo positivo. Pannelli in ecofibra e rivestimento in gesso lo rendono fonoassorbente.

II PARTE | 179


IL PROGETTO | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE

180 | II PARTE


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | IL PROGETTO

II PARTE | 181


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE |

4. Conclusioni

Il mondo penitenziario ha bisogno di ma non di limiti.

quello esterno nell’unione affettiva necessita ancora di più di tutto questo per poter risultare realmente vivibile, non solo fruibile. Le linee guida progettuali che questo lavoro ha tentato di tracciare si muovono su una scala di approfondimento che va dal macro al micro, così da porre l’attenzione prima sul sistema e poi, come uno zoom continuo, sul dettaglio dell’interno. Ordine

dev’essere

la

parola

chiave

con

cui approcciarsi al progetto per il sistema penitenziario. Si tratta di un ordine necessario

II PARTE | 183


CONCLUSIONI | DEGLI AFFETTI E DELLE PENE che scaturisce dalla necessità di seguire una

dimensioni, la zona deve riuscire a segnare un

normativa molto rigida e con cui è ancora

passaggio graduale, accompagnando il parente

pressochè impossibile scendere a compromessi,

verso la sala d’attesa, smorzando la pesantezza

che fonda le sue basi sui concetti di sicurezza e

data dall’imponente muro di cinta.

controllo. L’ordine, in riferimento agli spazi, determina

realtà. Si dice che ciò che più manchi in carcere sia

leggibilità. Da questa deriva l’orientamento,

“la trasparenza”. Per questo motivo, all’interno

la capacità di focalizzare i luoghi grazie alla

della sala d’attesa, è necessario strutturare degli

riconoscibilità che li contraddistingue.

sportelli caratterizzati da un’ampia vetrata che permetta al parente una visione d’insieme

Per organizzare al meglio la struttura è

dell’ambiente, senza separazioni nette. La

necessario frammentarla secondo uno schema aperto che dialoghi con l’esterno e che permetta

permettere al visitatore esterno di poter vedere

l’interazione tra le sue singole parti. Per farlo è

chiaramente cosa avviene al di là del vetro,

indispensabile alleggerire e ridurre.

consente l’istaurarsi di un rapporto di tacita

La regolarizzazione degli accessi secondo una

situazione molto spesso considera l’istituzione

turnazione alfabetica e poi oraria (crf modello bollate pag 89) snellisce le procedure e permette quali non sono più sottoposti ad attese lunghe

con l’orientamento e la riconoscibilità. La sala

e in un clima di tensione. Questo sistema è da preferire rispetto al classico “elimina code”

ed è a questo mondo che bisogna guardare

perché sottopone gli agenti a spostamenti “a

nell’analizzare questo spazio. Per questo motivo

blocchi”, ossia con un numero controllabile

non bisogna trascurare il tema della segnaletica:

di visitatori e a ritmi regolari. In questo modo

l’utenza che gravita attorno a questo sistema

verrà garantito a tutti i parenti lo stesso elevato

è ampia e soprattutto multiculturale, perciò è

livello di servizio, potendo usufruire degli spazi

utile proporre un sistema segnaletico che possa

della sala d’attesa e dei colloqui con ordine.

risultare comprensibile da tutti con facilità e

sfumare e aprire.

risultare interessante un’analisi sulle lingue maggiormente parlate dai detenuti, così da

Sfumare è creare dei rimandi costanti con il

utilizzare quelle conosciute ai più. L’obiettivo

mondo circostante, per questo è importante

dell’intervento in quest’area precisa è quello

inserire un’area verde subito dopo il primo

di realizzare un luogo in cui il parente del

accesso, sfruttando le peculiarità del territorio

detenuto non si senta ghettizzato, osservato,

per sottolineare l’appartenenza alla realtà

giudicato, ma possa vivere in tranquillità le

urbana.

di

proprie emozioni. Qui la permanenza massima

dalle

è approssimativamente di 60 minuti, perciò è

Primo

decompressione,

184 | II PARTE

fondamentale

punto

indipendentemente


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE | CONCLUSIONI indispensabile prevedere dei confort di base

mancanza di profondità a cui è sottoposto

(vending machine e libri) che permettano di

quotidianamente; nel secondo caso è utile poter

trascorrere questo tempo senza annoiarsi.

riconoscere nell’ambiente una serie di elementi

E’altrettanto

che indichino il percorso da seguire.

indispensabile

considerare

la presenza di un’area bambini, una zona abbastanza ampia e che permetta ai piccoli

Considerando

la

problematica

del

in visita di essere controllati dai loro genitori

sovraffollamento, ad una regolarizzazione degli

e di poterla riconoscere come “progettata su

accessi deve necessariamente corrispondere

misura”.

un’adeguata risposta in termini quantitativi, oltre che qualitativi. Non bisogna operare

Nell’ottica di miglior servizio logistico e di

nell’ottica di una riduzione del numero di colloqui orari nel tentativo di dare maggior

inserita

un’apposita

area

attrezzata

con

spazio ai singoli gruppi; è più utile riorganizzare

armadietti portavalori in cui ogni visitatore

la disposizione già esistente prevedendo una

dovrà depositare gli oggetti non ammessi

certa metratura quadrata per ogni nucleo.

al colloquio. Dev’essere posta in prossimità

Il sistema deve obbligatoriamente essere di

dell’ingresso alla zona perquisizione, così da

tipo democratico fornendo le stesse possibilità all’intera utenza, senza distinzione alcuna.

di aumentare il livello di sicurezza non bisogna trascurare l’ausilio di supporti tecnologici, come

Le modalità con cui si svolge l’incontro sono

i metal detector walking through, appositamente

routinarie, per questo c’è bisogno di fornire

occultati alla vista perché inseriti al di sotto del

degli elementi che rendano le visite leggermente

telaio delle porte, grazie soprattutto ad una

differenti e che intervengano direttamente sullo

struttura muraria a sezione elevata. In questo

spazio utilizzato così da poter apportare delle

modo il sistema di sicurezza viene incrementato ma non esplicitato, così da allentare la tensione

senza dubbio il tavolo, che in questo contesto

che si crea nel momento di passaggio tra la sala d’attesa e la zona colloqui. che possa esserci solo quando e se serve: che si La pratica del colloquio verrà naturalmente suddivisa in due aree distinte per consentirne il

porre una distanza oppure stare vicini, toccarsi,

corretto svolgimento indipendentemente dalle

guardarsi negli occhi, il tavolo non dovrà

categorie detentive.

risultare preponderante.

L’obiettivo è quello di liberare lo sguardo permettendo

una

visione

d’insieme

da

entrambi gli accessi, sia quello dei detenuti che quello riservato ai parenti. Nel primo caso è importante fornire al ristretto la possibilità di ampliare l’orizzonte per sopperire alla

II PARTE | 185


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE |

Indice delle note

1. Herman Hertzberger (AA.VV. 1988)

7. Festa R., Elementi di diritto penitenziario, l’ordinamento penitenziario e l’organizzazione

2. Sergio Lenci in L’opera architettonica 1950-

degli istituti di prevenzione e pena, II ed. Napoli,

2000, pag 85

Simone, 1984, p. 8

3. In tal caso si fa riferimento al capitolato del

8. Il primo codice penale del Regno fu

1880

promulgato da Carlo Alberto il 26 ottobre 1839, era diviso in tre libri: pene e regole generali per

4. Istituto di ricerca sulla difesa sociale

la loro applicazione ed esecuzione; crimini e

dell’organizzazione dell’ONU

delitti e loro pene; contravvenzioni e loro pene. Comprendeva in tutto 739 articoli. – fonte

5. Sergio Lenci in L’opera architettonica 1950-

http://www.simone.it/newdiz/newdiz.php?acti

2000, pag 123

on=view&dizionario=2&id=240

6. Scarcella, D. Di Croce, 2001, Architettura

9. Le principali novità introdotte riguardavano

penitenziaria: cenni storici: Estratti da Gli spazi

l’ abolizione della pena di morte (che era ancora

della pena nei modelli architettonici, in Rassegna

in vigore nei principali Stati europei) e una,

penitenziaria e criminologica, fascicolo 1/3

seppur limitata, libertà di sciopero conseguente ad un’organizzazione interna della popolazione

| 187


ristretta in piccoli gruppi di garanzia. Veniva

19. La nomina di tale commissione era prevista

inoltre introdotta la libertà condizionale, il

dal

principio rieducativo della pena ed aumentava

giudiziarie del Regno emanato il 27 gennaio

Regolamento

generale

sulle

carcere

1861. la pena alla effettiva colpevolezza del reo. 20. AS MI - Gabinetto di prefettura secondo 10.

La

maggior

innovazioni

versamento - busta n. 396 - fascicolo categoria

introdotte dai diversi provvedimenti ministeriali

37: documento del 2/11/1944 “Appunti al Duce.

diverranno

parte

parte

delle

integrante

del

nuovo

regolamento carcerario. 21. ATU- Riguarda quelle aree della città - scali 11. Neppi Modona G., Vecchio e nuovo nella

ferroviari in disuso o fortemente sottoutilizzati,

riforma

in

ex aree industriali, caserme dismesse o in via di

Carcere e società a cura di M. Cappelletto e A.

dismissione- individuate dal Piano di governo

Lombroso, Venezia, Marsilio Editori, 1976, pp.

del territorio come principali destinatarie della

dell’ordinamento

penitenziario

68 - 70 12. Tonegato A., Amore e carcere. Relazione convegno del 10 maggio 2002 dal titolo Carcere: salviamo gli affetti alla Casa di Reclusione Due Palazzi di Padova 13. http://space.tin.it/edicola/lizaccar/ 14. http://www.ristretti.it/ 15. Dossier Carcere e Media ne Il nuovo Carte Bollate – n.2/2011 Marzo - Aprile 16. Dati estrapolati dall’Osservatorio “rapporto online sulle condizioni di detenzione delle carceri italiane” – www.associazioneantigone.it 17. Truman Capote, 1958, Colazione da Tiffany, 2 ed., collana Gli Elefanti Narrativa, traduzione di Bruno Tasso, Garzanti, 2005 18. Non si hanno notizie certe su quale dei due carceri di San Vittore avesse sede nella chiesa e convento dei Cappuccini di San Vittore.


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE |

Bibliografia

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– Torino, Edizioni Gruppo Abele

A cura di R. Lenci – 2000 – Valerio Barbera, Marcello Rebecchini. – Roma, Diagonale

190 |

/prefazioni di Lucio


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- In Déviance

et Société : trimestriel, n. 1 - pp. 51-67 Don G. Rigoldi – 1978 – “Milano: devianza e territorio”; “Milano: provvidenza e territorio” “Milano: segregazione e territorio” (schede 50, 52, 54) – Hinterland, disegno e contesto dell’architettura per la gestione degli interventi sul territorio – Milano, Mondadori – Vol.3, Maggio – Giugno 1978 – pagg 28 – 45 A cura di L. Sacerdote, P. Costa – 2007 - Figli di genitori detenuti: prospettive europee di buone pratiche – Milano, Bambini senza sbarre Scarcella, L. – 2010 – intervento presso il Convegno SI.DI.PE - Trieste, 26-27 Febbraio 2010 organizzato da IdeAzione Penitenziaria Scott, Antonella – 2010 –

– IL

intelligence in lifestyle – Milano, Il Sole 24 ORE – N.24, Ottobre 2010 – pagg 67 - 76 Squitieri, Florinda – 2004 – La comunicazione non verbale nel contesto penitenziario – Tesi di Laurea in Psicologia sociale –Università degli studi di Salerno, Facoltà di Scienze della Formazione www.ildue.it - Netmagazine di San Vittore, a cura di Emilia Petruno – 2005 - Avanzi di galera: le ricette dei poco di buono – presentazione di Renato Vallanzasca / Milano: Guido Tommasi Editore United States Bureau of Prison – 1949 - Handbook correctional institution design and construction: A Source Book for Planning & Construction of Institutions Ranging in Type From the Small Jail to the Maximum Security Type

192 |


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE |

Sitografia

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http://www.haldenfengsel.no/ http://www.ema.dk/halden_fengsel_oestfold_norge/ http://kennethbalfelt.org/halden-prison-project/ http://kennethbalfelt.org/dad-behind-bars/ http://www.domusweb.it/en/art/art-for-the-prison/ http://www.museolenuove.it/

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http://www.diritto.it/

Filmografia

I soliti ignoti – 1958 – Diretto da Mario Monicelli – Italia - Lux Vides Cinecittà Colazione da Tiffany – 1961 – Diretto da Blake Edwards – Usa – Paramount Pictures Ieri oggi domani – 1963 – Diretto da Vittorio de Sica – Italia – CAM Blow – 2001 - Diretto da Ted Demme – Usa – New Line Cinema

L’ora d’amore – 2008 – Diretto da C. Carmosino e A. Appetito – Italia – Dipartimento Comunicazione e Spettacolo Università degli Studi di Roma Tre Il loro Natale – 2010 – Diretto da Gaetano di Vaio – Italia

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DEGLI AFFETTI E DELLE PENE |

Contributi

Architetto Corrado Marcetti e la Fondazione Michelucci Architetto Cesare Burdese Carcere di Bollate: Direttrice Lucia Castellano, gli agenti della polizia penitenziaria, Dott.ssa Luisa Corelli (psicologa) Carcere di San Vittore: Direttrice Gloria Manzelli, Giovanni Fumagalli e gli agenti della polizia penitenziaria Dott.ssa Eugenia Astuto – Carcere di Opera Sandro Favi – Responsabile carceri PD Dott.ssa Laura Volpini – Psicologa giuridica Dott.ssa Eleonora Losio - sociologa Riccardo Arena e Radio Carcere Avv. Francesca Colasuonno | 197


DEGLI AFFETTI E DELLE PENE |

Ringraziamenti Il Poli da, il Poli toglie. Mi ha tolto diottrie, tempo, ore di sonno, weekend, energie, mi ha portato via ben due pc…

persone meravigliose: i miei Amici. Niente avrebbe avuto uguale importanza se non lo avessi condiviso con le mie Galeotte, l’Ali, Marci, Steee (+1) e le mie squinzie: grazie per aver condiviso i sei anni più belli. Grazie per il sostegno morale e materiale che mi avete dato in quest’ultimo periodo (insieme alla fantastica famiglia Foglia, alla Dimi, alla Galluzzo , alla Pat, a casa Calmino e ad Arrivabene15), per “essermi stati addosso” e aver tollerato tutte le fasi di sclero. Siete un pezzo della mia vita. Il Poli mi ha dato anche la possibilità di sperimentare: ringrazio – ma anche no - (insieme a Marta e Sara) il Prof. Brambilla per non averci creduto nemmeno un po’ e per aver tirato fuori così tanto fastidio da impedirmi di rinunciare. Quindi grazie al Prof. Luciano Crespi e alla Prof.ssa Antonella Non sono mancati i momenti di stanchezza emotiva, per questo ringrazio la Dott.ssa Cipolli per avermi seguita e aver portato alla luce quella parte di me che non conoscevo. addetti ai lavori” che ho molestato con le mie continue richieste: grazie per non avermi mandata a quel paese (e per non avermi arrestata, anche se mi avrebbe fatto comodo)! Il Poli mi ha condotta in un posto speciale, in Piazza Castello 27, tra sogni, scricchiolìì di parquet, polvere e magia: ringrazio il mio coach Giovi per tutto ciò che in questi anni è stata in grado di darmi con dedizione e affetto, e con lei l’intero Studio Castiglioni per avermi fatto sentire parte di Il Poli mi ha dato l’Erasmus: Barcellona vista dal Tibidabo è un’immagine che mi porterò impressa nel cuore e negli occhi per sempre. Così come nelle orecchie risuoneranno le risate notturne in Placa del Sol: grazie ragazzi! Il Poli mi ha allontanata da casa, ma sono stata fortunata perché le Amicizie di una vita non mi hanno mai abbandonata: ringrazio le Pivelle con un “…e niente, questo” …solo voi potete capire! Il Poli mi ha dato e mi ha tolto e ora siamo in pari, ma tutto questo è stato possibile solo grazie avermi permesso di coltivare i miei sogni e le mie ambizioni, insegnandomi che l’amore per il proprio lavoro è parte della felicità quotidiana e che bisogna sempre saltare sui treni che passano. Grazie alle mie sorelle per il supporto e per l’orgoglio che mi hanno sempre dimostrato e per essermi state vicine nonostante i km di distanza. Grazie a voi quattro di vero cuore perché so che

E adesso scusate, ma è arrivato il mio turno di uscire a riveder le stelle.

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About love and pain | Degli affetti e delle pene  

Master of Science Thesis - Interior design @ Politecnico di Milano, School of design | July, 2011 Tesi di Laura Magistrale in Interior Desig...

About love and pain | Degli affetti e delle pene  

Master of Science Thesis - Interior design @ Politecnico di Milano, School of design | July, 2011 Tesi di Laura Magistrale in Interior Desig...

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