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Anno XXVI - Numero 4 - 2013 - Bimestrale di approfondimento dell’Associazione Italiana Genitori

numero

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! o m ci sia I genitori associati: capitale di relazioni, valore nell’educazione e risorsa per il Paese Il quattordicesimo Congresso nazionale


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EDITORIALE

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SOMMARIO

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I contributi al Congresso nazionale

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Aimc, convergenze per la partecipazione

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Agesc, il bene primario della scuola

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Cgd, non basta il web, servono relazioni

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L’impegno a educare all’uso dei media

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Age, una responsabilità senza confini

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Nazionale e locale: curare relazioni

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Scuola, qualche segnale di cambiamento

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Spazio Age locali, esperienze sul campo

•Copie aggiuntive di AGeSTampa• Eventuali copie aggiuntive della nostra rivista possono essere richieste direttamente alla sede nazionale. Ecco i recapiti: Associazione Italiana Genitori A.Ge. Onlus Via Aurelia, 796 - 00165 Roma Tel. 06.66514566 Fax 06.66510452 È richiesto un contributo per le spese postali. 4 - 2013 Direzione Amministrativa: Via Aurelia 796 - 00165 ROMA Tel 06.66514566 - Fax 06.66510452 Direttore Responsabile: Paolo Ferrari E.mail: redazione@age.it Sito Internet: www.age.it Registr. Trib. Roma n° 519/88 del 18.10.88 Abbonamento annuo: € 20,00 per i non soci c/c postale 15359003 c/c bancario 1000/1369 Banca Prossima codice IBAN IT05 W033 5901 6001 0000 0001 369 Progetto grafico: Annamaria Guerrini Fotocomposizione e stampa: Com&Print s.r.l. Brescia

Tremila battute Sei anni di vita di Davide Guarneri Ho circa tremila battute per rivedere sei anni di vita associativa densi non solo di eventi, ma soprattutto di passione per i figli e per l’educazione che ho conosciuto in ogni realtà locale.Tremila battute non riescono a dire di tre ministri dell’Istruzione e di tre governi, di due papi, di fatti drammatici attraversati, fra tutti i terremoti in Abruzzo e in Emilia, di una crisi lacerante che ha divorato lavoro e famiglie, di una distanza sempre più acuita fra istituzioni, politica e cittadini. Abbiamo compiuto i quarant’anni, nel frattempo, e siamo giunti a quarantacinque anni di AGe: l’impegno associativo è gravoso, perché affiancato da famiglia, lavoro, figli, nipoti, ed è fatica nel coinvolgere, nel pensare, anche se ci gratificano qualche piccolo successo, i visi gioiosi dopo un’iniziativa ben riuscita, le relazioni solide che restano dopo un percorso formativo. La nostra associazione, come tutto l’associazionismo, attraversa una fase epocale e difficile: se, da un lato, a noi si chiede sempre più (presenza competente a tavoli, riunioni, convegni…) dall’altra si riducono le risorse e i sostegni, ma, soprattutto, non è ancora declinato il tempo dell’individualismo e dell’isolamento. La crisi economica forse un poco sta insegnando che bisogna uscire dalla propria solitudine e autoreferenzialità, aggregandosi, realizzando legami di solidarietà. Non saranno solo i progetti di marketing o di organizzazione e comunicazione a promuovere la crescita associativa, anche se utili: non ci appartiene l’essere movimento che promuove campagne, né l’essere sportello di ascolto e consulenza. La formazione, l’educazione, la creazione di legami fra persone sono le leve per trasformare la cultura e il vivere sociale: noi, associazione di genitori, dobbiamo collocarci in questo orizzonte, saldamente ancorati ai valori scritti nella Costituzione, nelle Dichiarazioni internazionali dei diritti dell’Uomo e del Fanciullo, nell’etica cristiana, consapevoli che sono chiesti tempi lunghi, paziente riflettere e dialogare, sensato agire. Proprio di associazione parlerà il nostro congresso nazionale: quale associazionismo per il nostro Paese e per i genitori in Italia? Serve un associazionismo più leggero, meno strutturato, più periferia e meno centro. Soprattutto, un associazionismo di adulti sereni e motivati, che sanno suggerire traguardi e mete impegnative, riponendo fiducia e incoraggiamento nei ragazzi e adolescenti, nei giovani genitori. Le ultime righe sono per ringraziare: chi in questi anni in associazione ha ricoperto ruoli di responsabilità, ad ogni livello, chi ha incoraggiato e chi ha criticato, chi silenziosamente è stato prezioso in segreteria, o curando il sito, o la rivista, ogni singolo associato che ha dato anche solo un’ora del suo tempo. A chi subentrerà, nella presidenza nazionale, nell’esecutivo o nel consiglio, ruoli impegnativi e totalmente gratuiti a servizio di tutti, un caldo augurio: la nostra grande associazione, diffusa in tutto il Paese, chiede molto e molto può dare. Abbiamo migliorato qualche frammento di mondo e abbiamo forze per farlo ancora.


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La sfida di ringiovanire l’Age attivando le sue cellule staminali Una lettera, ancora attualissima, scritta da Ennio Rosini 42 anni fa a Luciano Corradini è spunto di riflessione di Luciano Corradini Il presidente Davide Guarneri mi ha chiesto di suggerire quali possono essere le sfide per l’associazione e per i genitori nei prossimi anni. Poiché la caratteristica dei nonni (nel mio caso anche bis) è quella di pensare al futuro connettendosi al passato, mi permetto di prendere una rincorsa un po’ lunga, che mi riconduce a quelle che potremmo chiamare le “cellule staminali” dell’Age. Ho scoperto, leggendo il volume dedicato a Ennio Rosini da Angela Crivelli e Gabriele Quinzi (Una vita per la famiglia, Edb, Bologna 2007), che la prima pietra dell’Age è stata posta da lui a Roma, il 14 febbraio 1968. Nel pezzo che ho mandato ad Angela, per partecipare non solo a un omaggio e a una celebrazione, ma a un impegno di fedeltà a un’idea e a una realtà associativa preziosa, ho scoperto fra le mie carte che l’Age di Reggio Emilia è nata il 4 febbraio dello stesso anno. Mi era sfuggita però una lettera, che ho trovato successivamente. Mi è stata inviata da Rosini, il 29 gennaio 1971, su carta intestata “Comitato esecutivo nazionale”.

bisogni; e, infine, i valori in riferimento ai quali sono possibili e utili sia la crescita associativa, sia l’autorevolezza dell’Age nei confronti della società, della scuola e delle istituzioni. Un ultimo cenno vorrei fare ai valori di riferimento per questo impegno associativo. Si tratta della riscoperta della Costituzione e della Dichiarazione universale dei diritti umani, fatta nel congresso dell’Age del 1985, sotto la regia di Rosini e di Giorgio Chiosso. Ne è nato l’aureo libretto La gente, l’educazione e la Costituzione, che l’Age ha più volte ripubblicato, a partire dal 1986. Di questa “cellula staminale” e della relativa educazione civica, c’è “stringente bisogno anche oggi”, come ha detto Napolitano. Ho consegnato in questi giorni all’Editrice La Scuola un volumetto intitolato: La Costituzione nella scuola. Ragioni e proposte. Considera la Costituzione come codice fondamentale di comunicazione e di collaborazione fra famiglia, scuola e istituzioni. La sfida da affrontare, in questo contesto tanto diverso da quello del passato mezzo secolo, dopo i decreti delegati, il Progetto Giovani e il Patto di corresponsabilità educativa, è ancora la stessa: parlare e collaborare in famiglia, a scuola e nella società, come persone, cittadini e lavoratori, prima che la speranza si spenga.

Sono lieto di riportarne qui due brevi citazioni. «Caro professor Corradini, non ho avuto ancora il piacere di conoscerla personalmente, ma ho sentito dire da diverse parti tanto bene di Lei, che mi sembra di averlo amico da tempo». Ho avuto anch’io, leggendola allora e rileggendola ora, la stessa emozione. Continua Rosini: «Abbiamo trovato ottima la circolare Per un’associazione di genitori e l’impostazione del corso... Ho letto con vivo compiacimento la bellissima circolare dell’Uciim... È assai bello che degli insegnanti dicano: “Ai genitori si chiede di comprendere che il periodo della delega in bianco è finita”; purtroppo a molti genitori sembrerà impossibile che sia detta con cuore sincero». Manda poi i suoi saluti al presidente Antonio Frassineti e un benvenuto «in questa nostra famiglia, che lentamente ma continuamente diventa più grande e più ascoltata». Vorrei sottolineare alcune parole di questa lettera di 42 anni fa: sincerità, stima, gioia di incontrarsi, di credere in se stessi e negli altri, sulla base della condivisione un’esperienza interiore e associativa fatta di tre fattori: la conoscenza empatica dei bisogni delle persone, in particolare dei genitori e dei figli; le azioni che si possono e debbono fare per aiutare a soddisfare questi | Nella foto: Ennio Rosini, fondatore dell’Age

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Aimc: le convergenze parallele per una partecipazione più viva Il sistema di governance della scuola è tarato sulla realtà degli anni 60-70 ma la differenza la fanno la qualità dei protagonisti e dalle relazioni tra loro di Giuseppe Desideri* L’istituzione scuola nel nostro Paese sta attraversando una fase di grande difficoltà. Le ragioni sono complesse e poggiano su errori sedimentati nel tempo che non sono mai stati affrontati con decisioni prospettiche, ma solo con soluzioni tampone. Si è tentato, ripetutamente e a brevissima distanza, di “rivoluzionarne” impianto e struttura ma, quelle che sono state presentate come riedificazioni, non sono state altro che “ritinteggiature” superficiali. Per comodità e semplicità, non certo per ignoranza del problema o superficialità, sono state proposte, e a volte attuate, modifiche e innovazioni che però, a posteriori, non hanno inciso che minimamente sulla qualità della nostra scuola. In un contesto in cerca di certezze anche l’istituzione che ha fornito un contribuito significativo allo sviluppo del Paese nel passato, sembra alla ricerca di una nuova identità e di risignificazioni. Sentiamo che l’offerta formativa che viene proposta agli alunni non è adeguata ai tempi, ci si rende conto che metodi e strategie sembrano immutati nel tempo e poco adatti a bambini e ragazzi che vivono una vita “altra” al di fuori delle aule e che sono attesi a partire dall’oggi verso il domani da sfide a cui rischiano di essere impreparati. Non si tratta di cosa si insegna o dell’uso o meno di tablet e lavagne interattive multimediali. Per questo basterebbero provvedimenti ordinamentali sui contenuti di studio e investimenti, mirati e intelligenti, sullo sviluppo dell’uso delle tecnologie in didattica. Il vero problema è quello sotto gli occhi di tutti e perciò apparentemente invisibile: i “protagonisti” della scuola e il loro rapporto. Studenti, genitori e docenti sono i soggetti che “fanno” la scuola, in ruoli e funzioni diverse, parallele, ma convergenti nella finalità ultima. È palese a tutti che la assurda eterogeneità di vissuti e risultati che troviamo tra scuola e scuola appartenenti anche a realtà di contesto sovrapponibili dipende principalmente, se non essenzialmente, dalla qualità dei protagonisti e delle relazioni istaurate. A parità di condizioni di esercizio abbiamo realtà scolastiche di eccellenza e altre di sopravvivenza. Dipende dai soggetti, dalle loro relazioni, dal livello di consapevolezza della necessità dell’alleanza educativa. Questa considerazione porta con se un’ulteriore riflessione: se è così non si possono aspettare solo provvedimenti esterni, bisogna riappropriarsi delle rispettive

responsabilità, della propria fetta di corresponsabilità. Servirebbero norme per facilitare e rendere evidente la presa in carico dei problemi, ma alla base ci deve essere la volontà di percorrere insieme la strada. È, innanzitutto, una questione di consapevolezza. L’avere un sistema di partecipazione alla governance delle istituzioni scolastiche tarato sulla realtà di fine anni Sessanta e inizio Settanta non aiuta certo, ma è anche vero che dove si vuole si riesce adottenere, nonostante tutto, condivisione e partecipazione. I docenti hanno bisogno dei genitori per condividere il progetto e il percorso di istruzione e educazione, i genitori hanno la necessità di trovare negli insegnanti alleati qualificati e competenti, ma soprattutto gli studenti hanno bisogno di essere accompagnati e sostenuti nella loro esperienza formativa e non di essere strattonati o vivere esperienze educative contrastanti tra loro. Per tessere l’alleanza c’è però la necessità che si sviluppi il senso di condivisione di un percorso, si deve superare il crescente individualismo e la percezione di autosufficienza che caratterizza il nostro tempo, c’è bisogno, in altre parole, di più associazionismo. Lo stare insieme aiuta e crea rete di supporto, fa superare la difesa dell’interesse singolo per far emergere gli interessi collettivi, va oltre la specificità del caso per mirare agli elementi di sistema. Per la scuola, per la società, per la nostra Italia è importante che un’associazione come l’Age oggi, ancor di più che all’epoca della sua costituzione, sia capace di rendersi catalizzatrice di energie positive e prosegua nella sua opera di protagonismo costruttivo di convergenze parallele verso il bene comune. Auguri, di cuore. * Presidente nazionale Associazione italiana maestri cattolici (Aimc)


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Agesc: la scuola bene primario su cui convincere tutta la società Il presidente Gontero, nel ribadire la bellezza di una vita da genitori, chiama tutte le associazioni a chiedere un maggiore investimento sull’educazione di Roberto Gontero*

guenza la parità scolastica – sia la reale autonomia di tutte le istituzioni scolastiche: solo nella libertà di scelta e di azione di ogni scuola è possibile costruire percorsi di istruzione capaci di preparare in modo adeguato le nuove generazioni nella situazione sociale attuale. Questa è la strada che hanno scelto i migliori sistemi scolastici in tutto il mondo. Di conseguenza, per far funzionare un sistema d’istruzione veramente autonomo, occorre: costruire una nuova governance delle istituzioni scolastiche che preveda la presenza di tutti i soggetti della scuola (dirigente, insegnanti, genitori, alunni) e della società civile in cui è inserita; decentralizzare il reclutamento degli insegnanti; rendere stabile e fruibile da tutti la valutazione delle scuole. Infine è necessario che le attività scolastiche tengano conto di due indicazioni già previste dalle leggi approvate in questi anni ma ancora poco realizzate: la personalizzazione dei percorsi di istruzione per ogni alunno e la valorizzazione degli aspetti educativi del lavoro (diffusione della formazione professionale, alternanza scuola-lavoro…).

Le associazioni di genitori hanno oggi, e ancor più nei prossimi anni, un compito fondamentale da svolgere per tutta la società, che è quello di testimoniare la bellezza dell’avventura educativa. È indispensabile mantenere vivo nelle donne e negli uomini il desiderio di aprirsi alla nuova vita e di accompagnarla – e quindi garantire un futuro all’umanità – contro le tentazioni egoistiche e di chiusura dei comportamenti sociali odierni che per giustificarsi arrivano a celebrare “the childfree life” (la vita libera da figli), come condizione della felicità. La nostra esperienza di padri e di madri, l’esperienza delle nostre famiglie afferma proprio il contrario: una vita piena e completa, e perciò il più possibile felice, si realizza nella generazione dei figli, nella loro educazione – pur difficile e complicata oggi – e nel vederli diventare adulti. Una vita senza figli può essere, forse, una vita con minori problemi, ma non sarà mai una vita da donne e da uomini pienamente realizzati. Un’altra sfida fondamentale che le nostre associazioni hanno davanti a sé riguarda questo fondamentale luogo di sostegno all’azione educativa delle famiglie: possiamo avere fra le diverse associazioni, e anche * Presidente Associazione genitori scuole cattoliche all’interno, opinioni differenti su come operare, ma sicu(Agesc) ramente dobbiamo tutti riconoscere che così com’è in questo momento la scuola non risponde adeguatamente ai suoi compiti. La prima responsabilità che tutte le associazioni di genitori hanno è di convincere tutta la società, a partire dalla politica, dai mass-media e dalle forze economiche, che la scuola è il bene primario da salvaguardare, su cui investire e da rinnovare, mentre le altre “priorità” vengono dopo e necessitano di un sistema educativo funzionante senza del quale qualsiasi azione politica, economica e sociale non ha futuro. Come Agesc chiediamo dei cambiamenti profondi nel sistema di istruzione, che non significa impostare nuove riforme, ma portare a compimento quanto in questi ultimi anni si è abbozzato nella legislazione italiana, ma non si è attuato per quell’intreccio nefasto, tipicamente italiano, fra politica, burocrazia scolastica e sindacati che impedisce ogni minimo cambiamento dello status quo, perché si pensa sempre ai diritti di tutte le categorie senza mai mettere al primo posto i diritti dei bambini. | Nella foto: da sinistra Claudio Marcellino (FAES), In primo luogo bisogna attuare pienamente sia la Davide Guarneri, Angela Nava (CGD), libertà di scelta educativa delle famiglie – e di conse- Roberto Gontero (Agesc)

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Non basta il web, ci vogliono le relazioni e le reti tra persone L’associazionismo aggiunge, all’apparente neutralità dell’informazione o della discussione online, la responsabilità dei suoi soci in carne e ossa di Angela Nava Mambretti* Ho accolto con piacere dagli amici dell’Age la richiesta di un contributo di riflessione sul futuro e il senso dell’associazionismo dei genitori, oggi, in Italia. Avere l’opportunità di riflettere sul proprio operare è occasione preziosa, che spesso trascuriamo, presi come siamo da un agire a volte convulso, stretto tra “emergenze” e affanni in cui oggi vive il volontariato. Riflettere poi con amici con cui, pur nelle diversità, abbiamo condiviso battaglie importanti , con cui abbiamo attraversato tanta parte della storia di questi ultimi decenni, vuol dire anche cercare insieme uno sguardo progettuale,volto al futuro, non appiattito sulle difficoltà del presente. La moltiplicazione esponenziale di luoghi virtuali di aggregazione (blog, forum, social network) e di discussione sembra, talvolta, mandare in soffitta, tra gli oggetti che non servono più, le forme tradizionali dell’associazionismo. Perché associarsi, quando un clic sul pc mi mette in contatto con un mondo indistinto e vasto, con informazioni, esperienze altrimenti irraggiungibili? Sono domande che sempre più spesso ci sentiamo rivolgere o che noi stessi ci poniamo nei momenti di stanchezza. Sono tuttavia convinta che nell’associazionismo ci sia un surplus di valore che ci connota rispetto alle mailing list di genitori che animano lo spazio informatico: alla necessaria diffusione di notizie che la nostra epoca richiede, l’associazionismo aggiunge l’impegno e la responsabilità personale, in carne e ossa, dei suoi associati che non si nascondono e non nascondono le loro scelte dietro l’apparente neutralità dell’informazione o della discussione online. Gli anni che abbiamo attraversato dalla nascita delle nostre associazioni hanno visto un panorama che andava profondamente cambiando. Provo solo a ricordare rapidamente alcuni dei parametri nei quali si articola la dimensione della complessità nel panorama delle risorse educative: • scarsità / abbondanza delle risorse educative e, in quest’ambito, le forti differenze con il passato, riguardo alla scarsità maggiore della risorsa socialità, di contro all’abbondanza sempre maggiore della risorsa conoscenze/informazioni, pur con le conseguenti difficoltà a selezionare e filtrare fonti e contenuti informativi; • il panorama dei nuovi contesti familiari, non solo per quanto riguarda le differenti tipolo-

gie familiari, ma anche per la diversità dei modelli culturali ed educativi esistenti; • la pluralità dei linguaggi e delle culture, legata sia ai grandi flussi migratori sia al progresso delle tecnologie della comunicazione • il processo reticolare di creazione e diffusione delle conoscenze: dalla piramide alla rete; • la dinamica globale/locale, intesa come apertura alla globalità dei linguaggi, delle opportunità e degli interessi a fronte dell’ancoraggio a dimensioni e identità locali; • il paradosso dei tempi della formazione: nel senso della dilatazione ed estensione dei tempi richiesti alla formazione delle nuove generazioni contrapposta alla contestuale accelerazione dei processi di realizzazione degli scenari futuri, accelerazione dei ritmi di trasformazione e obsolescenza dei saperi e delle capacità. Dunque, di quali forme di comunicazione e di collaborazione tra scuola e genitori (ma, in generale, tra tutti i soggetti coinvolti) abbiamo bisogno? La sfida alla quale come educatori siamo chiamati richiede, in primo luogo, di prendere coscienza che nessuna delle tradizionali agenzie educative possiede da sola le risorse per predisporre programmi e progetti adeguati: si tratta sempre più di imparare a lavorare “sul confine”, vale a dire, come spesso ricordiamo, su progetti comuni, con risorse condivise, integrando metodologie e linguaggi, infine condividendo le responsabilità, anche se sulla base di apporti e funzioni differenti. Siamo sfidati a impegnarci per costruire le opportunità per le scelte future, prima per i propri figli e alunni, poi con i propri ragazzi e studenti; in particolare, costruire opportunità che rompano le catene


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XIV CONGRESSO NAZIONALE dell’ineluttabilità dei destini e che infrangano il peso determinante dalle condizioni socio-culturali di partenza. Il compito di fornire risposte adeguate comporta saper costruire terreni di confronto e di dialogo più avanzati; certamente non significa suddividere gli ambiti di influenza, riservando ai genitori tempi (ad esempio, una fascia di ore opzionali) o contenuti (ad esempio, collaborazione al Pof, educazione ai valori, all’affettività, ecc.); meno che mai significa disputare su presunti primati, poiché se c’è da assegnare qualche primato, allora questo spetta ai bambini e ai ragazzi. In particolare, ai genitori si richiede di non lasciarsi richiudere nelle mura di un “familiarismo assediato” ma di aprirsi alla dimensione di una “genitorialità sociale” aperta all’apporto delle altre agenzie e risorse educative. Le nuove frontiere nel panorama delle risorse educative che abbiamo delineato, le nuove sfide che ci vengono poste, come genitori e come educatori, ci sollecitano a promuovere e rafforzare le reti sociali e le micro/macro realtà organizzative fondate sullo scambio e sulla comunicazione; per questo dobbiamo ri-scoprire la grande risorsa che in questo Paese rappresenta la scuola. In questo il rinnovato ruolo delle Associazioni dei Genitori, che non sono solo un’ingombrante memoria storica della prima Repubblica. Esse da anni sentivano l’angustia dei confini di un diritto da esercitare (quello degli eletti negli organismi collegiali a vario livello), progressivamente privo di senso democratico reale e andavano sperimentando nuovi e più efficaci livelli di intervento: in primo luogo nella formazione dei genitori che alle Associazioni approdavano per vincere il senso di solitudine o per trovare quelle informazioni che la scuola spesso negava o concedeva con un lessico tutto autoreferenziale. Per i genitori tali associazioni hanno costituito un punto di riferimento, lo spazio di un’alfabetizzazione democratica, di una partecipazione consapevole e duratura al di là della temporaneità del percorso scolastico dei loro figli: spazio nel quale consorziare i bisogni, imparando a rappresentare esigenze non individuali e localistiche, ma coerenti con l’interesse generale. Nel tessuto sociale di un paese come il nostro, in rapida e continua trasformazione, la cittadinanza può connotarsi (come di fatto sta avvenendo) attraverso le numerose e fertili esperienze delle associazioni locali e territoriali, ma non sembra di esprimere alcuna nostalgia del passato laddove si sottolinei il ruolo, a mio avviso tuttora valido e denso di contenuto, di un’associazione nazionale che sia portatrice di valori democratici e che in tale ambito possa costituire una superiore sintesi di realtà particolari. Per tutto questo sentiamo che è ancora necessario spendersi. * Presidente Coordinamento genitori democratici (Cgd)

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Un ministero per la famiglia di Gabriele Rossi* Si dice che faccia più rumore un solo albero che cade che un’intera foresta che cresce. Certamente questo detto vale anche per un’associazione come l’Age. Tremendi e drammatici fatti di cronaca che hanno per protagoniste le famiglie trovano un ampio clamore mediatico, mentre il lavoro quotidiano, spesso silenzioso ma altrettanto prezioso dei nostri associati e delle nostre associazioni locali non trova riscontro adeguato sulle cronache. Eppure la nostra è un’opera indispensabile, che spesso supplisce all’inefficienza e alla latitanza delle istituzioni pubbliche a tutti i livelli. Valga per tutti il lavoro svolto sia all’interno delle scuole che a livello associativo, come la promozione di incontri su tematiche non solo scolastiche ma in generale relative all’educazione: cyberbullismo, disturbi alimentari, integrazione, legalità, solo per citarne alcuni. E poi la stessa partecipazione dei genitori alla vita scolastica nei consigli di classe e di istituto, spesso fondamentale per proporre e condurre progetti educativi di particolare rilevanza, per risolvere situazioni anche conflittuali, per sostenere progetti di volontariato. La sinergia tra la famiglia, la scuola, la chiesa, le altre agenzie educative, le associazioni giovanili e professionali è indispensabile per dare una risposta positiva ed efficace alla sfida educativa che ci troviamo di fronte. Un altro dato: i genitori in questa loro opera – sia come singoli, sia come associati Age – sono dei volontari che mettono a disposizione della comunità energie e competenze. Il nostro servizio, spesso non compreso o non valorizzato, è indubbiamente una preziosa tessera di un grande mosaico. Certo che in alcuni momenti demotivazione, stanchezza, disillusione non mancano, soprattutto di fronte a un Governo e a un Parlamento che si riempie la bocca della parola “famiglia”, ma che per la famiglia – così come scritto dall’art. 29 della Costituzione – nulla o quasi nulla fanno e non istituiscono, nonostante le sollecitazioni anche dell’Age, un ministero ad hoc. Non per questo deve venire mai meno il nostro impegno come genitori e come genitori in associazione. Abbiamo un compito fondamentale e insostituibile: siamo i primi educatori dei nostri figli. Anche l’esperienza dell’attività condotta degli Uffici in cui è articolato il Consiglio nazionale ha rappresentato attraverso pubbliche prese di posizione, interventi, partecipazione a commissioni, azioni concrete, un fattivo contributo non solo alla vita della nostra associazione, ma alla responsabilizzazione dei genitori al loro primario compito educativo. Age rappresenta per tanti genitori anche non associati un punto di riferimento importante per affrontare le problematiche educative. * Ufficio Famiglia Age


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Associazioni genitori, l’impegno per una vera cultura dell’infanzia L’Age, da sempre presente nella tutela dei minori nei media, è una scuola per districarsi nelle sfide educative della crossmedialità. Ecco cosa sapere di Miela Fagiolo D’Attilia* La nostra Associazione è da sempre una delle realtà più presenti sul fronte della tutela dei minori nei media: sono, infatti, proprio i genitori i primi a fare i conti con i comportamenti positivi o negativi che i ragazzi assumono servendosi dei media nuovi e vecchi, dal cinema alle nuove frontiere del mondo della rete. In questo clima di crossmedialità (cioè la possibilità di mettere in connessione l’uno con l’altro i mezzi di comunicazione, grazie allo sviluppo e alla diffusione di piattaforme digitali) è difficile parlare di una pedagogia dei media, nella continua trasformazione e ampliamento dell’offerta di nuove tecnologie, costumi d’uso, servizi e vizi. Uso senza ipocrisia la parola “vizi” perchè quello che preoccupa di più sono i rischi di mezzi pieni di potenzialità conoscitive e relazionali, che usati senza le dovute “istruzioni per l’uso” possono però generare comportamenti scorretti, a volte a rischio di dipendenze patologiche. Questo è quello che i genitori devono sapere quando non educano i figli a un codice etico per un uso corretto e maturo dei social network come della televisione, dei videogames come dell’azzardo on line, della navigazione in rete come dei cellulari di ultima generazione. Facciamo qualche esempio.

Cellulari Partiamo proprio da questi ultimi: a parte il modello comunicativo spesso fatto di soli sms e chat, sappiamo quali danni può provocare al cervello l’esposizione delle onde elettromagnetiche emanate dagli smartphone o dai dispositivi wireless? Dibattuta da molti anni, la questione è ancora aperta, perchè di fatto i cellulari entrano a far parte della nostra vita solo nel 1983. Che però l’uso prolungato di questi dispositivi sia nocivo (malgrado gli studi rassicuranti prodotti dai gestori telefonici) soprattutto per i minori, sembra ormai in fase di definizione scientifica. Anche se poco noto, esiste uno studio del Consiglio Superiore di Sanità italiano che nel 2011 ha invitato ad applicare, soprattutto per i giovani il “principio di precauzione”, perché è provato che il segnale penetra più facilmente nella scatola cranica dei bambini. Cose che i nostri ragazzi, abituati a tenere il cellulare sempre acceso, anche di notte sul comodino o addirittura sotto il cuscino, dovrebbero sapere. Magari evitando di ripetere comportamenti a rischio che spesso mutuano dagli adulti che hanno intorno.

Ludopatie Non si tratta di terrorismo psicologico ma di corretta informazione sulle precauzioni da prendere quando si usa un mezzo, prima che il mezzo prenda noi. Come non parlare a questo punto delle ludopatie, che secondo recenti stime toccano già il 17% degli studenti italiani? I cosiddetti “giochi di fortuna” coinvolgono in modo serio circa un milione di italiani di cui 500mila già nella trappola della dipendenza. Dai “gratta e vinci” alle sale giochi, fino ai video poker, la cultura dell’azzardo è cresciuta in modo esponenziale provocando danni sociali gravissimi. Ma lo “Stato biscazziere” attraverso i Monopoli, sembra cavarsela con la frasetta “gioca il giusto” in fondo agli spot delle video lottery. Più volte l’AGe si è espressa in proposito. Si è costituito un Osservatorio sul Gioco d’Azzardo (tavolo gestito dai Monopoli dello Stato!), ma sono troppo grossi gli interessi economici, è il caso di dire, “in gioco”. Forse anche per questo la proposta (in base alle sue competenze ) del Consiglio nazionale degli utenti presso l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni, di escludere gli spot dei casino online dai programmi televisivi negli orari delle fascia protetta, dal novembre 2011 a oggi è rimasta nel cassetto di parlamentari e rappresentanti delle istituzioni che (malgrado le crisi di governo a catena) avrebbero potuto promuoverla.

Televisione e internet Dopo più di un anno e mezzo di latitanza, nel luglio scorso è stato finalmente ricostituito presso il


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XIV CONGRESSO NAZIONALE ministero dello Sviluppo economico il Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione Media e Minori con a capo Maurizio Mensi, con il placet del viceministro Catricalà che ha ammesso che la sua ricostituzione era «urgente alla luce del progresso tecnologico». E dei contenuti dell’offerta televisiva, ci sentiamo di aggiungere, visto che praticamente inesistenti sono ormai gli steccati della tutela dei palinsesti nell’orario della fascia protetta (8-21). La rielaborazione del nuovo contratto di servizio Rai per il 2014-15 prevede una serie di programmi educativi nei canali tematici per bambini e ragazzi, ma su quello che viene mandato in onda sulle reti generaliste, oltre agli enunciati di principio, appare piuttosto generico. Per quanto riguarda internet e la sua trasversalità pervasiva, ancora non si riesce a comprendere chi e come potrà intervenire per controlli e segnalazioni.

La scacchiera delle Istituzioni Scusandoci con gli amici se in questo articolo non affronteremo l’annoso problema dell’inefficacia della commissione di revisione cinematografica in cui i genitori combattono come una disarmata minoranza contro gli interessi economici dei produttori cinematografici stranieri e italiani, vogliamo delineare una succinta mappa delle Istituzioni a Tutela dei moniri nei media che, pur tra mille interessi politici ed economici diversi, devono trovare modo di coordinare le loro azioni di vigilanza e decisionalità. Il comitato Media e Mnori non può non lavorare in accordo in una rete che comprenda: 1) l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (che eroga le sanzioni ai programmi televisivi esaminati e giudicati negativamente) e il Consiglio nazionale degli Utenti che si fa portavoce delle esigenze e delle problematiche dei cittadini in merito ai media elettronici e cartacei; 2) il Garante per la Privacy; 3) la Polizia Postale (per quanto riguarda internet); 4) il Garante nazionale per l’Infanzia; 5) la Commissione bicamerale per l’Infanzia; 6) il Ministero dell’Istruzione (Miur) che può funzionare da rete di sensibilizzazione e formazione per i bambini e le famiglie. Una simile planimetria di istituzioni fa girare la testa, ammettiamolo, specie in un periodo di disorientamento generale che sta duramente provando l’Italia. Ma c’è ancora chi, come noi, crede che dietro le sigle ci siano persone con cui si può comunicare e lavorare insieme. Proprio questo è l’impegno di chi si sente di appartenere all’Age per ri-costruire una vera cultura dell’infanzia e della famiglia. * Consigliere nazionale A.Ge., membro del Consiglio nazionale degli utenti

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A Montesilvano una nuova pagina di Walter Pasta* L’assemblea elettiva nazionale sarà per l’Age un momento significativo per confermare e rafforzare la propria mission, per far sentire forte e chiara la voce dei genitori, per ribadire il proprio contributo nella società di oggi e consegnare il testimone alle nuove generazioni. La scelta logistica di Montesilvano, dal punto di vista formale meno impegnativa di Roma, non è stata casuale ma dettata dalla speranza di farvi affluire il maggior numero di associati e loro familiari. Nonostante la difficile situazione economica, la direzione nazionale ha deciso di assumersi parte dei costi di partecipazione lasciando ai partecipanti un modesto concorso di spese, un significativo e importante segnale di attenzione e disponibilità verso le Age locali. Concetti quali fiducia, senso di appartenenza, impegno e partecipazione alla vita e alle scelte sociali e politiche, pur rispettose di quanto indicato nel nostro Statuto, sono valori irrinunciabili che generano, ne sono convinto, un capitale di relazioni che a sua volta esalta il protagonismo dei genitori quale valore nell’educazione. Il tema delle relazioni e dell’educazione si lega al dibattito sulla crisi della società civile, sempre più protesa in direzione di un crescente individualismo a discapito dei legami sociali. Per questo la fiducia, le norme che regolano la convivenza civile di un Paese e il protagonismo associativo sono risorse irrinunciabili per la nostra Italia ma anche per la nostra Age, per la quale auspico che dal dibattito congressuale emergano una serena condivisione di idee e una maggiore attenzione alle istanze delle nostre realtà locali. A Montesilvano si volta pagina. Dopo due mandati di presidenza di Davide Guarneri, a cui va il mio sincero grazie per il percorso che insieme abbiamo condiviso con impegno e disponibilità, siamo ora chiamati tutti insieme ad uno sforzo altrettanto impegnativo per rendere sempre più visibile ed efficiente la nostra associazione. Al nuovo Presidente auguro di saper cogliere e coltivare quei fermenti associativi che, soprattutto nell’ultimo triennio, hanno avvicinato molti giovani genitori alla nostra associazione, e di saper rispondere alle loro istanze con sempre maggiore fiducia e attenzione. * Tesoriere nazionale


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Age, un impegno senza confini La nostra presenza a Bruxelles La nostra partecipazione ad alcuni network europei che creano relazione tra associazioni che si occupano di educazione, scuola, genitorialità nell’Ue di Chiara Crivelli* L’obiettivo di rendere i genitori protagonisti, di passare da oggetti a soggetti nelle politiche sociali e scolastiche per l’Age non poteva limitarsi all’orizzonte del proprio territorio, ma doveva allargarsi a una dimensione nazionale e sovranazionale. Per questo la partecipazione alle associazioni europee con le medesime finalità ha fatto parte della storia dell’Age, che è stata tra i fondatori nel 1985 dell’European Parents Association – Associazione europea dei genitori (Epa) e tra i membri più attivi nella Confederazione delle organizzazioni familiari dell’Unione europea (Coface), fin dagli anni ’80. Anche queste associazioni, come molte altre realtà, hanno subito trasformazioni nel tempo, e da qualche anno risentono della crisi economica che affligge il nostro continente. I temi trattati nelle assemblee generali e nei gruppi di lavoro rispecchiano i bisogni delle famiglie e dei genitori di questo momento storico. L’Epa è un network di associazioni di genitori, attualmente composta da 49 realtà provenienti da 27 paesi europei, inclusi alcuni che non fanno parte dell’Unione europea (Norvegia, Bosnia, Islanda). Non ha una sede definita, ma si appoggia all’Associazione del Presidente pro-tempore (negli ultimi anni Austria, ora Ungheria). Le associazioni dibattono e si confrontano sui temi propri della genitorialità, con particolare attenzione alla scuola, ma spesso spaziano dai temi della salute a quelli del tempo libero e delle nuove tecnologie. La valutazione nelle scuole, l’inclusione degli alunni in difficoltà, la multiculturalità delle nostre scuole, i cambiamenti nell’educazione scolastica e non, l’aiuto con programmi definiti ai genitori impegnati nella scuola sono esempi di argomenti trattati nelle assemblee generali che si sono susseguite negli ultimi tre anni. Epa inoltre partecipa a numerosi tavoli di discussione in Europa sui temi dell’educazione, dialogando con associazioni di insegnanti, con network universitari, con gruppi di lavoro della Commissione europea. Il confronto tra genitori impegnati è sempre coinvolgente e ricco di spunti. Negli anni tutti coloro che hanno partecipato, per conto dell’Age, all’Epa hanno riportato e proposto temi, iniziative, attività nelle associazioni del loro territorio, e, nella direzione opposta, hanno portato le nostre iniziative alle associazioni europee. Cito solo le più recenti: la presentazione della Scuola Genitori Age alla assemblea generale dell’aprile 2012 a Vaduz (Liechtenstein), la partecipazione al Premio

Alcuino di Age Bergamo (Parigi, settembre 2012), con quattro progetti svolti nel territorio, la celebrazione della Giornata europea dei Genitori nella Scuola a Pavia, il 4 maggio 2013, con la partecipazione di Doreen Camilleri, maltese, membro del Board of Director dell’Epa. Un’iniziativa che ha visto l’Epa protagonista e che è rimbalzata sulle associazioni di ogni paese è l’Iniziativa dei Cittadini europei “Una Educazione europea di qualità elevata per tutti” , a cui ognuno, singolarmente, può aderire, firmando sul sito ufficiale della Commissione europea (la sigla da cercare è: ECI-2012-000008). Coface è una organizzazione pluralistica, inserita nella società civile, che ha lo scopo di promuovere le politiche familiari, la solidarietà tra generazioni e gli interessi dei bambini nell’Unione europea.  Riunisce più di 50 organizzazioni distribuite in 20 stati dell’Ue. I suoi scopi sono più trasversali e infatti sono presenti associazioni e organizzazioni di varia natura, che abbiano tra i loro scopi l’impegno nelle politiche familiari. Ha sede a Bruxelles. L’Age partecipa al Gruppo di Lavoro 4 su Educazione, comunicazione e nuove tecnologie. Argomenti di confronto e discussione sono stati: educazione sessuale nelle scuole, drop-out scolastico e nuove povertà, educazione e servizi per la prima infanzia, conciliazione tra vita professionale e vita familiare. I punti di vista delle varie organizzazioni, sono messi in comune e ne emergono raccomandazioni per i Commissari europei e al Parlamento Europeo. L’organismo partecipa a numerosi progetti europei (per esempio Progress, Daphne) e, in quest’ambito, Coface handicap ha pubblicato la Carta europea del familiare assistente (family carer) che puntualizza i bisogni e i diritti di una figura spesso nascosta, per la maggior parte dei casi donna, che sostiene una parte rilevante nel benessere del familiare non autosufficiente. La crisi economica sta influendo pesantemente sia sulle politiche sociali, con tagli sempre maggiori, sia sulla vita quotidiana delle famiglie, con un numero sempre più grande di famiglie a rischio povertà. Mettere insieme le proposte e le idee a livello europeo sollecita sia la Commissione europea, che i singoli stati a occuparsi delle fasce deboli della popolazione. Non ci può essere crescita se questa è confinata solo all’aspetto economico, occorre crescere in competenza, educazione, rispetto reciproco, solidarietà: questo è l’auspicio di Epa e Coface, a cui ci uniamo convinti, come Age. * Responsabile Age per Europa, Mondialità, Integrazione


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Curare le relazioni: nazionale e locale insieme per educare Con il quattordicesimo congresso l’Age è chiamata a un rinnovamento anche nello Statuto per creare un tessuto forte con le associazioni locali di Marika Di Chicco*

costituito dal senso della corresponsabilità. In questo l’aspetto emancipante dell’educazione. Questa è la forza dell’Age che, meglio di altre organizzazioni sa offrire un capitale umano capace di mettere in campo risorse, professionalità e talenti necessari per attivare percorsi virtuosi. Nella comunicazione, potenziando la nostra Age Stampa e imparando a meglio interagire con i social network, occorrerà diventare sempre più pervasivi e condividere più capillarmente lo scambio e la diffusione delle informazioni, affinate dalla creatività e da competenze specifiche. Si potrà così proseguire con rinnovato slancio l’azione nel nostro precipuo compito di promuovere luoghi istituendi di cittadinanza attiva che permette ai genitori di elaborare strumenti educativi nell’orientare i figli nelle loro scelte autonome e consapevoli. Alle famiglie, rimaste ormai l’unico ammortizzatore sociale in un momento storico che incrocia crisi economica e disagio sociale, spetta anche il compito di incalzare le Istituzioni nel richiamarle al loro dovere di mettere in campo azioni sistemiche per politiche giovanili che facciano sperare in futuro più roseo. È così che la famiglia come soggetto sociale diventa una formidabile trincea naturale contro il declino.

La mia storia di vice presidente nazionale si è contraddistinta per un’azione costante tesa ad allacciare collegamenti con i presidenti e i delegati regionali, figure di raccordo del nostro sistema associativo. Per essere più incisiva mi sono cimentata con un’indagine tramite una raccolta dati con l’obiettivo di analisi e di restituzione dei flussi informativi sulla situazione delle nostre associazioni, delle buone pratiche, dei Forags, dei Forum. La promozione di ricerche e di strategie su ambiti e su problematiche specifiche, rivenienti dai nostri vissuti e da particolari richieste, dovranno trovare collocazione in una progettualità che metta in moto azioni sistemiche di servizi e di risorse destinate alle famiglie, all’infanzia, all’adolescenza e ai giovani. I lavori di gruppo, successivi all’indagine conoscitiva, hanno prodotto un documento programmatico in cui sono state condivise, tra l’altro, proposte per una rivisitazione dello Statuto in cui sia previsto un riassetto organizzativo-amministrativo con uno snellimento dei componenti e degli incontri del Consiglio direttivo e una conseguenziale rivalutazione del ruolo, degli spazi e dei compiti interfacciali dei regionali. Questo per avvicinare maggiormente le Age locali al nazionale. Nell’ambito della formazione quadri occorrerà insistere sulle iniziative nelle macro aree regionali per una sempre più incisi- * Vicepresidente nazionale Age va azione territoriale in modo che le associazioni locali, chiamate anche ai tavoli interistituzionali, diano garanzia di presenza qualificata oltre che portatrici di bisogni. Nella relazione, la cura dei rapporti interpersonali, intesa come sostegno reciproco, dono e dialogo che orienta e mira alla costruzione del sociale e da lì della nostra storia associativa, dovrà porre modelli e traguardi sempre più alti. L’uomo diventa uomo attraverso l’uomo, afferma il pedagogista L. Macario, e il prendersi cura rappresenta l’assunzione di un compito di vita, dove è predominante l’impegno che si prende e il senso e il va- | Nella foto: insieme al proboviro Cesaretti, da sinistra i presidenti emeriti Richiedei, lore che gli si dà. Per questo è Crivelli, Sgobino e Salvi

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Partito il nuovo anno scolastico Qualche segnale di cambiamento La scuola italiana soffre di gravi mali ma sembra prossima un’inversione di tendenza nelle scelte politiche, pena il collasso. Cosa dicono i genitori? di Gianni Nicolì* La buona scuola è quella che ricomincia anche quest’anno, piena di energia giovanile, con le ansie e le paure di sempre che si scioglieranno in impegno per tutti: studenti, genitori, docenti e personale dirigente e amministrativo. I media tendono a dare risalto ai problemi, alle patologie. Non leggeremo sui giornali che la tale classe sta imparando bene, con insegnanti capaci e motivati che coinvolgono nelle scelte educative e didattiche anche i genitori. Troppo normale. La scuola italiana, come tutta la nostra società di cui è specchio, soffre di mali gravi e cronici, di carenze storiche, ma non per questo non funziona o va tutto male. Il livello di apprezzamento e di soddisfazione sociale sul sistema scolastico da tempo è basso, ma ciò non vuol dire che ci troviamo di fronte a un buco nero. L’Italia è una nazione sofferente che non ha ancora perso la sua dignità di popolo civile e libero. Sarebbe un grande errore identificare il popolo italiano con i suoi rappresentanti. Si dovrebbe solo imparare a sceglierli meglio. È una nazione che ha bisogno di stabilità e di qualità sociale, se così si può dire, ed è proprio la scuola, l’università, la formazione in genere la leva del riscatto che dobbiamo attivare. Così è sembrato nelle parole del capo del Governo e del ministro dell’Istruzione Università e Ricerca nel presentare il nuovo decreto su questi comparti strategici per lo sviluppo nazionale1. Un’inversione di tendenza che si aspettava da tempo, pena il collasso dell’intero sistema. Un accenno timido per consistenza di risorse, com’è di questi tempi, ma puntuale, organico e prospettico per i prossimi tre anni. Sembra che, finalmente, in Italia la dimensione formativa e la cura delle sue istituzioni abbiano messo d’accordo tutti: forze politiche, sindacati, personale insegnante. Cosa dicono i genitori? Prima di tutto che se n’è parlato poco per l’importanza che questo argomento riveste anche per il riscatto economico della nostra nazione. Ogni investimento in questo settore ci rende più ricchi e non solo culturalmente. Più di una volta si è rilevato che la carenza educativa aumenta esponenzialmente l’assistenza sociale. Persone mature e autonome sono colonne sociali portanti che investono nella costruzione del futuro e non disagiati da curare. Sono patrimonio e non passività. Tutto si genera e passa attraverso l’educazione.

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Secondo punto è che in tutto il Paese non c’è un genitore che sia contrario al miglioramento del sistema formativo. Ciò dovrebbe suscitare anche qualche riflessione nei vari schieramenti politici sull’opportunità programmatica e di consenso circa questi temi. La scuola non solo non la si tocca, la si migliora. La famiglia trova e troverà sempre nella scuola la sua espansione naturale. È la famiglia il fondamento della scuola in quanto la crea con il suo bisogno di educare i figli, socializzandolo, e creando così l’istituzione stessa. La scuola è emanazione della famiglie, delle famiglie unite nello sforzo educativo comune. Di logica quindi lo Stato ne deve assicurare il buon funzionamento e servizio con finanziamenti, regole e controlli, ma la scuola e l’università sono libere e patrimonio del popolo italiano che le sostiene, le vive e le pratica. Da parte dei genitori vi è inoltre la speranza che le decisioni prese abbiamo un’attuazione rapida e corretta, prima di eventuali, e speriamo evitabili, rimpasti politici perché questo produrrebbe una grande delusione, un tradimento delle aspettative, estremamente dannoso sul patto sociale, cioè quel senso di appartenenza e di coesione fiera che ogni cittadino dovrebbe avere sul suo sistema sociale. Questo senso di italianità si sveglia con toni passionali ai mondiali di calcio. Varrebbe la pena di tenerlo vivo per l’orgoglio del nostro ricchissimo passato culturale, religioso e artistico che ci colloca tra i paesi più originali, particolari e qualificati del mondo. Chi più della scuola, dell’università e della formazione professionale e artistica può custodire e incrementare questo tesoro che molti ci invidiano? Le altre nazioni si aspettano sempre qualcosa di più da noi, non possiamo deludere. Tant’è che la nazione italiana è il risultato compensato di vere contraddizioni, di strani equilibri che hanno costituito da sempre le logiche evolutive della nostra complessa cultura. Da fuori non siamo facili da capire. In quanto italiani è più facile amarci e invidiarci che stimarci. I nostri figli già oggi, e sempre di più, troveranno lavoro (definiamolo così) su scala planetaria. Dobbiamo attrezzarli al confronto sano con il mondo, nella sua varietà e complessità. Sopravvivranno all’evoluzione solo coloro che avranno un quoziente formativo alto, una flessibilità e creatività pronunciata, una forte capacità di rischio e innovazione, una peculiare capacità di vivere e operare con gli altri nella ricchezza della diversità. Sono grandi obiettivi per la scuola del presente e

http://www.governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/dettaglio.asp?d=72782


SCUOLA del futuro dove la conoscenza di Dante Alighieri si confronta con le sfide dell’integrazione, di un’economia feroce e totalizzante, di un’insistente innovazione tecnologica. È un mondo dove sembra che l’unica certezza sia di non poterne avere. Allora se proprio dobbiamo ripartire da qualcosa, il punto vero è il valore delle persone umane. Il valore indiscusso e indiscutibile dei nostri figli sui quali ogni investimento è doveroso e proficuo. Ci dobbiamo rendere conto che da più di un decennio siamo alla fine di un’epoca e all’inizio di un’altra. Gli scenari etici con la loro problematicità ce lo indicano. Verso quale tipo di mondo stiamo andando? Basta l’invito alla preghiera di un Papa a cambiare le sorti della pace e della guerra? Fortunatamente sembra proprio di sì. Quest’anno i banchi di scuola saranno diversi. Saranno grandi come il mondo e come tutti gli aspetti interessanti di questo grande e complesso mondo. Non potremo più insegnare il teorema di Pitagora a prescindere. Tocchi un fiore e trema tutto l’universo… diceva il saggio. Fiori sono i nostri figli, germogli della vita. Li toccheremo in modo giusto, per far esplodere tutto il bene che questa umanità si merita. Buona scuola a tutti. * Ufficio scuola e università Age

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L’incontro tra scuola e mondo del lavoro genera nuovi progetti di Alberto Merlati, presidente La Fabbrica Si parla molto di collegare scuola e mondo del lavoro, ed è in crescita, non solo in Italia, il numero di aziende, associazioni e fondazioni, o enti pubblici diversi dal ministero dell’Istruzione, che promuovono progetti educativi mettendo una parte del loro potenziale economico a disposizione della scuola, pubblica o privata che sia. Un’opportunità da accogliere con favore, però a precise condizioni: che il prodotto sia valido, che si integri nei piani dell’offerta formativa e, naturalmente, che non abbia finalità commerciali. Il nostro ruolo è dunque quello di funzionare da mediatori tra i privati e il sistema scolastico, garantendo la validità pedagogica delle iniziative proposte e la loro rispondenza a effettivi bisogni della didattica, senza lasciare spazio a inopportune invadenze. La società che ho fondato nel 1985, La Fabbrica, si è fatta conoscere in tutte le scuole italiane (e non solo: siamo attivi in tutta Europa e in America Latina) con progetti educativi che affrontano temi importanti per la crescita responsabile delle giovani generazioni: dal risparmio energetico alla sicurezza stradale, dall’educazione al risparmio alle regole per la sicurezza online, dalla corretta alimentazione alla lotta contro il fumo, dal rispetto per l’ambiente allo sviluppo della creatività. Tematiche rilevanti per cui servono però risorse aggiornate ed efficaci. Soprattutto in un periodo di continui tagli nel settore dell’istruzione, per gli studenti e le famiglie il vantaggio economico e formativo delle iniziative che La Fabbrica propone con il contributo dell’extrascuola è immediato: disponibilità per ciascuno di sussidi didattici di qualità, gratuiti, realizzati da specialisti del settore; occasioni sempre gratuite per migliorare i risultati scolastici partecipando a laboratori, iniziative sportive, eventi e convegni; concorsi educativi con premi in materiali didattici. La Fabbrica dedica anche grande attenzione nel seguire gli insegnanti che scelgono di partecipare a un progetto con un costante, esperto e utile supporto organizzativo. Le iniziative che proponiamo si distinguono per la qualità dei prodotti dati in uso alle classi, per l’attenzione a linguaggi e modalità di apprendimento dei giovani, ma anche per la centralità riconosciuta al ruolo educativo delle famiglie, coinvolte in ogni iniziativa grazie ad attività che ogni studente è guidato a effettuare a casa insieme ai genitori, a eventi aperti al pubblico in piazza e nei musei. Inoltre, per ogni progetto, mettiamo a disposizione un numero verde a cui insegnanti e genitori possono rivolgersi per chiarimenti, suggerimenti, consigli: sempre graditi, soprattutto quando vengono da persone impegnate attivamente nel miglioramento della scuola come gli associati Age. Info: www.scuola.net.


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Age Rovigo Giornate in famiglia, terza edizione a Rosolina mare di Laura Salvan, segretaria Age Rovigo È ormai una tradizione per l’Age di Rovigo e quella del Veneto la manifestazione “Giornate in Famiglia” promossa dall’Amministrazione Provinciale, grazie al forte impegno dell’assessore alla Famiglia Marinella Mantovani e alla sensibilizzazione delle famiglie aderenti alla nostra associazione in città e provincia. Un forte impegno possibile anche grazie alla nascita di alcune nuove Age locali come Ariano nel Polesine, Castelguglielmo, Fiesso Umbertiano. Le “Giornate” sono un lavoro di squadra, sostenuto dalla Provincia e animato da associazioni come l’Age, tutte realtà che hanno in comune l’amore per la famiglia. Quest’anno si è arrivati alla terza edizione nella simpatica località marina di Rosolina Mare, nei giorni 18 e 19 Maggio. Dopo il saluto di tutte le autorità (a fare gli onori di casa la presidente della Provincia Tiziana Virgili e l’Assessore alla Famiglia Mantovani), è stata consegnata all’Age una targa ricordo per l’impegno sociale mostrato in questi anni a fianco delle istituzioni. Nel pomeriggio ha portato il saluto dell’Age Veneto Fabrizio Azzolini, ed è seguita la relazione ufficiale della due giorni, tenuta da Michela Possamai, referente del dell’Ufficio scolastico regionale del Veneto, sul te-

ma “La cura dei minori nei contesti educativi del presente”. Sono seguiti i lavori di gruppo, condotti dai formatori Age–Irsef Maria Dari, Mara Gazzi, Chiara Crivelli, Annalisa Celegato, Vincenzo Longo e Jenni Zanini. In seguito si sono condivise le buone

prassi delle associazioni, rese possibili grazie a progetti sostenuti dal Centro servizi volontariato della Regione Veneto e Provincia. Ha concluso la giornata il presidente nazionale Davide Guarneri, che si è soffermato non solo sui valori associativi, ma ha soprattutto posto in evidenza come i genitori non possano essere mai isolati: l’educazione è un fatto comunitario, ed è importante che i genitori sviluppino relazioni, solidarietà. La serata si è conclusa con una cena sociale che ha coinvolto circa 150 persone tra gli alloggiati e chi è venuto solo per l’occasione. Altrettanto significativi sono stati i lavori svolti nella giornata della domenica 19 maggio: sono stato esposti laboratori ed esperienze, protagoniste ancora le associazioni locali Age della provincia di Rovigo. Significativa, inoltre, è stata la presenza del gruppo famiglie numerose di Badia Polesine aderenti alla nostra associazione. Alle 12 monsignor Adriano Tessarolo, vescovo di Chioggia, ha celebrato la Santa Messa per tutti i convenuti e, nel suo indirizzo di saluto, ha auspicato che la Provincia e le associazioni coinvolte in questa iniziativa, l’Age in primis, proseguano nella loro collaborazione: socialità e impresa comunitaria, termini ripresi più volte in questi due giorni di riflessione sulla famiglia, possano essere valori fondanti dell’impegno, auspicando una quarta edizione. Dopo il pranzo di saluto, le attività prevalentemente ludiche per i bambini sono proseguite anche nel pomeriggio con uno spettacolo ed un concerto musicale di ragazzi del Liceo musicale di Adria e Rovigo.


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Marmirolo Nel campo c’è un tesoro C’è un piccolo “campo” nel mondo che si chiama Marmirolo (Mn), e qui, da quattordici anni, l’Age sta cercando di seminare la speranza, perché quel “campo” contiene un “tesoro” : sono i bambini e i giovani che rappresentano il futuro di una comunità di cui l’associazione si sente responsabile, come fossero figli propri. L’Age locale ha così proposto diverse attività in promozione e difesa della famiglia realizzando iniziative a sostegno della funzione educativa dei genitori e aiutando i ragazzi a risolvere difficoltà scolastiche e il problema dell’impiego costruttivo del tempo libero. Quest’anno la “semina” è stata abbondante, anche grazie a un progetto finanziato dalla Regione Lombardia, realizzato in collaborazione con l’amministrazione comunale e alcune associazioni di volontariato. “Figli si nasce, genitori si diventa” è stato il tema conduttore di una serie di incontri rivolti a mamme e papà per riflettere, ascoltare, condividere ed apprendere l’importanza del dialogo nel rapporto genitori-figli, ma soprattutto come riuscire a comunicare, a stabilire una “connessione” efficace che non provochi scontri anziché il risultato desiderato. “Ti aiuto io” con il motto “Yes, I can” è stata un’iniziativa svolta da aprile a maggio per aiutare i ragazzi con problemi scolastici. Sono state loro offerte lezioni di recupero e pomeriggi di studio assistito, in cui hanno prestato servizio volontari associati e

Trani Un progetto estivo per i bimbi disabili di Anna Brizzi, presidente Il gioco come strumento educativo per l’integrazione del bambino diversamente abile. L’associazione genitori di Trani quest’anno ha pensato di sviluppare dei momenti ludici estivi grazie al sostegno e l’aiuto dei propri volontari e accompagnatori per i ragazzi disabili, utilizzando i fondi raccolti sia dal 1° Quadrangolare della Solidarietà San Nicola Pellegrino, sia dal sostegno del progetto “Niente popò di meno che” promosso dal Comune di Trani, Assessorato alle Politiche Sociali. Un’iniziativa che si è svolta al Lido Matinelle di Trani dal 26 al 30 agosto 2013 tutte le mattine, con momenti di accoglienza e divertimento. Nella programmazione delle attività ludiche rivolte a gruppi misti, disabili e non, ci si trova spesso di fronte

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studenti universitari. I risultati attesi hanno superato le aspettative, perché i ragazzi in poco tempo hanno migliorato il proprio rendimento scolastico, conquistando maggior fiducia nelle proprie capacità, accrescendo l’autostima e assumendo un atteggiamento diverso verso lo studio che è diventato più motivato e con metodo. È proseguita, con il coinvolgimento dei genitori, la Scuola di musica “Musicista …si diventa” avviata da ormai cinque anni, rivolta ai bambini dai quattro ai sei anni con un corso di propedeutica e ai ragazzi dai sette anni in poi, genitori compresi. Considerato il valore dell’interesse musicale nei giovani, come prevenzione del disagio giovanile con conseguenti comportamenti a rischio e come coadiuvante per l’aggregazione, abbiamo da tre anni proposto lezioni gratuite di musica d’insieme con l’intento di accrescere l’impegno verso lo studio di uno strumento. Si è così formato un gruppo di dodici componenti, i “Burned Jeck”, che si esibiscono in concerti partecipando anche a iniziative di solidarietà. Sono da poco tornati dal Trentino dove hanno partecipato alla Festa della Musica, un evento europeo: è stata un’esperienza non solo musicale, ma di aggregazione tra i ragazzi e le loro famiglie, che rappresentano un supporto ed un sostegno. La nostra band di ragazzi il 7 luglio ha animato una delle tre serate benefiche di “Marmirolo solidale” in favore delle famiglie bisognose del paese. Questa è la duplice finalità della Scuola di Musica, perché si vuole aiutare i ragazzi a crescere, non solo con la musica nel cuore, ma con la disponibilità al “servizio”, imparando a donare parte del proprio tempo agli altri. Ora la musica, per i nostri ragazzi non è solo un mezzo per esprimersi, ma anche un espediente per comunicare anche prese di posizione sociali, come il messaggio di apertura di una loro canzone, un video che potrai condividere su facebook nella pagina Age Marmirolo. Alla semina non facciamo mancare ingredienti fondamentali come l’entusiasmo e la fiducia nei frutti che matureranno.

a situazioni di grande dislivello di abilità sia fisica che intellettuale. Molti dei giochi tradizionali che si basano sul concetto della competizione sono poco adatti per favorire l’integrazione dei disabili nel gruppo ludico perché mirano a determinare capacità come pronta-reazione, velocità, furbizia ecc. di cui il disabile spesso è deprivato in partenza. I giochi di cooperazione hanno come principio di base quello che nessuno vince e nessuno perde. Nessuno verrà mai eliminato dal gioco, solo così i giochi si sono rivelati uno strumento efficace nell’integrazione, poiché ognuno partecipa secondo le proprie capacità mettendosi a confronto con se stesso piuttosto che con gli altri. Si crea così un clima socio-affettivo basato sulla solidarietà e il rispetto reciproco. Questi progetti sono stati individuati e pensati per venire incontro alle difficoltà giornaliere che le famiglie dei bambini diversamente abili hanno quotidianamente e che aumentano nel periodo estivo per la mancanza della frequenza scolastica. Tramite il gioco musicale, manipolativo e motorio e maggiormente con l’aiuto dei loro compagni, aiutiamo i ragazzi a sentirsi più sereni autonomi al di fuori dell’ambiente familiare e quindi a socializzare con i propri pari.

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2013:

associati all’Age ONLUS

XIV CONGRESSO NAZIONALE Montesilvano (Pe)

Genitori insieme in associazione, per cercare risposte a tante domande, per smuovere 27-28-29 Settembre 2013 ostacoli, creare opportunità, conoscere e formarsi di fronte alle sfide della complessità, dell’educazione, della scuola e dei media. Rinnova l’adesione all’associazione o cerca l’associazione più associati: vicina a te, nel sito I genitori capitale

CI SIAMO!

di relazioni, valore nell’educazione w wew . a per ge .it risorsa il Paese Venerdì 27 settembre ore 15.00 Accoglienza e registrazione partecipanti. ore 16.30 Ritrovo presso la “Sala dei Marmi” della provincia di Pescara. Saluto introduttivo. Saluto delle autorità. ore 17.30 Tavola rotonda “Quale associazionismo dei genitori per il nostro La sottoscrizione Paese?” Intervengono: del 5 per milGiovanna Bodae(Direttore generalenulla per lo al le è facile non costa Studente, la Partecipazione, l’Integrazione e la cittadino contribuente, neanComunicazione presso il MIUR) che a te.Belletti (Direttore Centro Francesco Internazionale Studi Famiglia e Presidente Il 5 per mille è alternanazionale Forum delle non Associazioni Familiari) Mario Melino (Dirigente Tecnico Ufficio tivo e non pregiudica la deScolastico Regionale della Puglia)

stinazione dell’8 per mille

Dibattito, con la partecipazione di associazioni alla Chiesa Cattolica o ad di genitori, insegnanti, studenti e dirigenti.

altre confessioni religiose.

ore 19.30 Aperitivo di benvenuto a cura di A.Ge. Pescara e cena. ore 21.15 Serata di accoglienza a cura di A.Ge. Pescara con presentazione arte e storia locale.

ore 13,00 Pranzo. ore 15.00 “Genitori in ascolto” incontrodialogo con i rappresentanti di giovani e associazioni giovanili. ore 17.00 Ripresa lavori assemblea congressuale con interventi dei delegati e associati.

Sostieni l’Age con il 5 x 1000

Presentazione candidati e mozioni congressuali. Dalle ore 17.30 apertura seggio (proseguirà fino alle 19.30). ore 20.00 Cena. ore 21.30 Serata a cura di A.Ge. Pescara con canti folkloristici eseguiti da artisti della FAFIT (Federazione Associazioni Folkloriche Italiane).

Aiutarci è semplice, basta la tua firma.

Domenica 29 settembre ore 9.00 S. Messa presieduta da S.E. Mons. Tommaso Valentinetti, Arcivescovo di Pescara-Penne. ore 10.00 Proclamazione presidente nazionale.

Apponi la tua firma nel primo riquadro “Sostegno del

Sabato 28 settembre Dibattito con l’intervento dei delegati e volontariato e delle non lucrative ore 9.00 Accoglienza A.Ge. Pescara, altre organizzazioni associati. insediamento e organismi di utilitàpresidenza sociale”, e indica il Mozioni codice fiscale dell’A.Ge. di indirizzo. congressuali.Relazione introduttiva del presidente e dei responsabili degli uffici. Votazione mozioni e documenti. ore 9.30 Interventi programmati presidenti e delegati regionali. Conclusioni. ore 10.00 Interventi dei delegati e associati. ore 13.00 Pranzo. Apertura presentazione delle candidature.

02205620582

SEDE DEL CONGRESSO Grand Hotel Montesilvano Piazzale Kennedy, 28 INFORMAZIONI Segreteria Nazionale A.Ge.: Via Aurelia, 796 - 00165 Roma - Tel. 06 66514566 www.age.it - segreterianazionale@age.it

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AGe stampa 4/2013