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PREFAZIONE “Come nelle Olimpiadi sono incoronati non i più belli e i più forti, ma quelli che partecipano alla gara, così nella vita chi agisce giustamente diviene partecipe del bello e del buono” (Aristotele). In questa raccolta di storie provenienti dal settennio 2007-2013 di Gioventù in Azione abbiamo voluto raccontare la partecipazione giovanile e i risvolti che questa ha avuto, ed ha, in termini di valorizzazione del talento giovanile, della crescita personale e professionale dei giovani e del territorio. Questa pubblicazione è nata con l’obiettivo di raccontare Gioventù in Azione partendo dalle storie dei protagonisti, valorizzando l’importanza e l’influenza positiva che tale esperienza ha avuto nella vita di chi vi ha partecipato. Storie di scambi di giovani che hanno impreziosito il bagaglio sociale e culturale dei ragazzi, storie di volontari europei che hanno dato il proprio contributo per la crescita della comunità locale; storie di chi svolge un quotidiano e prezioso lavoro con i giovani teso a dare loro opportunità di crescita e partecipazione attraverso l’uso della metodologia di educazione non formale; storie di chi, attraverso la mobilità oppure un’iniziativa locale sul proprio territorio, ha avuto modo di acquisire quel bagaglio di conoscenze e competenze utile a presentarsi nel sempre più competitivo mondo del lavoro. Quelle esperienze che nessuno racconta, ma che hanno un risvolto sociale di grande rilevanza per la crescita culturale, quindi economica, del Paese. Raccontiamo di progetti cui hanno partecipato, dalla fase di progettazione alla realizzazione, le nuove generazioni con l’obiettivo di “divenire partecipe del bello e del buono” nella costruzione dell’Europa. Tale pubblicazione non ha la presunzione di essere un elenco di buone prassi, neanche si prefigge di premiare i progetti migliori realizzati nel settennio da poco concluso, ma ha l’obiettivo di facilitare la comprensione, anche dei non addetti ai lavori, di cosa sia stato Gioventù in Azione, oggi confluito nel più grande programma Erasmus+, e di cosa sia possibile realizzare tramite gli strumenti che l’Europa mette a disposizione al fine di incrementare le opportunità offerte alle nuove generazioni. Vi auguro quindi buona lettura e “buon viaggio” tra i mille colori, le città, i profumi e i sapori che rivivrete leggendo i progetti dei giovani italiani che hanno scelto di essere protagonisti del loro futuro.

Giacomo D’Arrigo


INTRODUZIONE QuESTA ChE VI PRESEnTIAmO è unA RACCOlTA DI PROGETTI REAlIzzATI All’InTERnO DEl PROGRAmmA GIOVEnTù In AzIOnE 2007-2013. Tra i compiti delle Agenzie nazionali nella gestione di Programmi comunitari viene richiesto, da parte della Commissione Europea, di individuare i migliori progetti realizzati dagli organismi beneficiari di finanziamenti europei, le cosiddette “buone prassi”. non è compito semplice decidere cosa sia una buona prassi se non ci interroghiamo su chi debbano essere i destinatari del nostro lavoro di raccolta. Chi vogliamo, cioè, che riproduca un’attività che, per ragioni diverse, consideriamo “di successo”. Chi immaginiamo, insomma, come fruitore ideale o da privilegiare della nostra raccolta. Tra i nostri destinatari ideali abbiamo immaginato esserci giovani di età compresa tra i 18-30 anni. Giovani cioè, in fase di programmazione e definizione del proprio futuro, per i quali la partecipazione ad attività come uno “uno scambio di giovani”, un’attività di volontariato europeo o la realizzazione di un progetto locale come un’“Iniziativa Giovani” possa essere uno strumento di acquisizione o affinamento di competenze e che potrebbero venire stimolati dalla lettura di questi progetti già realizzati da altri coetanei; animatori giovanili che, in contesti nazionali e internazionali, supportano il lavoro quotidiano con i giovani; enti e strutture pubbliche che gestiscono spazi e progetti destinati ai giovani. I promotori dei progetti che qui di seguito vengono presentati hanno utilizzato, consapevolmente e appropriatamente, quindi in maniera competente, gli strumenti forniti dal Programma Gioventù in Azione, coniugati con le risorse disponibili, al fine di promuovere e realizzare dei cambiamenti: nei partecipanti, nei contesti locali nei quali sono stati realizzati o in ambiti più estesi quale quello internazionale. Si tratta di progetti che hanno prodotto un “impatto”. Si tratta di progetti che nella quasi totalità sono stati visionati di persona almeno una volta durante la loro realizzazione o dei quali sono stati presentati i prodotti e/o i risultati finali. nella pubblicazione i progetti non vengono descritti linearmente, dal momento che la raccolta è stata ideata come un ipertesto per la rete; sono state individuate delle parole chiave a supporto dell’identificazione degli elementi di qualità di quel particolare progetto e in generale nella progettazione Gioventù in Azione. Crediamo che con gli elementi messi a disposizione non dovrebbe essere difficoltoso rintracciare il punto di partenza di ciascun progetto, un bisogno, una passione, un sogno, un obiettivo concreto da raggiungere; i suoi compagni di viaggio, con chi, cioè, si è intrapreso il cammino (i promotori, i partecipanti, gli animatori giovanili, i formatori, il coach, i partner di un network); il processo attraverso il quale, il come si è arrivati a conseguire un obiettivo (metodologia) e cosa si è conseguito (risultati finali). la qualità di questi progetti, a volte, è data dall’evidente manifestazione di una trasformazione avvenuta nelle persone coinvolte o nei contesti, altre volte, da una percezione meno chiara in fase di scrittura del progetto ma che si realizza nel lungo periodo, come tutti i fenomeni legati all’educazione. Questa pubblicazione vuole prima di tutto essere una raccolta di storie che scegliamo di presentarvi. Perché proprio queste? Ci hanno entusiasmato: per l’energia e l’impegno profuso, per le competenze messe in campo e quelle acquisite.Ci hanno sorpreso: perché la vita dei progetti è spesso tra le righe dei formulari presentati e approvati.


E’, a volte, nel non detto o non detto bene. Perché in fase di scrittura progettuale si può avere soltanto l’intuizione di un accadere, di un agire, difficile da spiegare, che può realizzarsi soltanto “in situazione”, che può esplicarsi meglio nelle relazioni tra le persone perché l’educazione è un’esperienza in situazione, vissuta come tale tra educatore e “allievo”. Perché a volte, in fase di implementazione di un progetto accade qualcosa di imprevisto nella sua fase di scrittura e pertanto non descrivibile prima, qualcosa che può invece rivelarsi significativo. l’esperienza educativa è l’apertura al possibile in cui non tutto può essere previsto, predeterminato E’ per questo motivo che nei progetti che hanno a che fare con l’educazione e la formazione lo “scostamento” dalla norma (il progetto approvato) non necessariamente è disvalore, ma al contrario può celare azioni innovative e/o creative. le apparenti disfunzionalità della realizzazione di un progetto, che ammettono deviazioni, imprevisti, discussioni, perdite di tempo, sono a volte condizione necessaria per arrivare al risultato voluto. ne sono testimonianza le diverse valutazioni critiche di volontari europei allegate ai report finali dei progetti, i quali raggiungono i propri obiettivi a dispetto e grazie alle difficoltà incontrate. Che cosa è lo SVE per un giovane se non un’opportunità “protetta” di mettersi in gioco, di affrontare le proprie paure per superarle, sperimentare le proprie risorse personali per conoscerle e crescere? maggiori le difficoltà incontrate maggiore la crescita, potremmo dire. Ci hanno emozionato: perché spesso si tratta di progetti che hanno dato o restituito voce a giovani che non hanno mai esercitato la parola o se lo hanno fatto è stato soltanto attraverso la voce di altri. Si rimanda ai progetti lo sguardo degli Aspie, Fantastica, Bus stop per comprendere meglio di qualsiasi definizione il concetto di empowerment. I ragazzi di Roma, napoli, Genova, incontrati nei progetti appena citati, hanno sperimentato il proprio valore, il talento, le risorse creative per creare azioni che hanno permesso loro di realizzare dei cambiamenti, sebbene a volte di breve durata ma pur sempre significativi. Si è trattato di progetti che hanno creato legami e relazioni, che diventano importanti quando a partecipare a un progetto sono ragazzi fuoriusciti dall’obbligo scolastico, i “drop out”, giovani che rischiano di rimanere intrappolati nelle maglie della criminalità, come i ragazzi di Barra del Tappeto di Iqbal. Si tratta di ragazzi che hanno scoperto un fuori (dal quotidiano) che richiama a essere altro. Ragazzi che cercano, anche attraverso la partecipazione a un progetto Gioventù in Azione, di uscire dalla condizione di invisibilità per diventare portatori di parola, narratori, riconoscibili e indimenticabili per chi li ha incontrati anche soltanto una volta. Ci hanno affascinato: per avere ideato e messo in campo l’irrealizzabile o più spesso l’irrealizzato, come nel caso del progetto K.I.u.I. Kit di interazione urbana istantaneo, in cui un gruppo di giovani, tra i quali anche laureandi e neo laureati in architettura, ha arredato spazi urbani aperti (una piazza) abbandonati o in disuso, con materiali riciclabili e biodegradabili, dando loro un nuovo valore, attraverso la creazione di eventi e/o attività di socializzazione. I progetti migliori sono progetti che nascono nel tempo e con la forza di reti che li sostengono; se c’è, infatti, il singolo che ha un’intuizione, è soltanto con il supporto della rete che si sviluppano e crescono e diventano sostenibili le idee. Se, da un alto, questi progetti sono unici e irripetibili, perché molto connotati dai processi in cui sono nati, dai soggetti promotori, operatori giovanili che caparbiamente perseguono i propri obiettivi e inseguono sogni, dall’altro possono essere riprodotti in altri luoghi se se ne comprendono gli elementi che li hanno resi possibili e che vi presentiamo attraverso le parole chiave. le parole chiave sono di accesso a individuare gli scopi che sono stati raggiunti e gli obiettivi conseguiti. Ci piace però terminare anche con una inversione del rapporto mezzi-fini della formazione e assumere ciò che appare come un semplice mezzo, come fine e, se, per citare Dewey, il processo educativo non ha altro scopo che se stesso, questi progetti sono stati prima di tutto un “luogo” di crescita umana.

Adele Tinaburri


INDICE

AZIONE 1.1 - SCAMBI GIOVANILI 1

SOnIKA WEB EXChAnGE

3

ThE WASTE OF lESS

5

FOOD FOR ThOuGhT

7

l.I.V.E. mARKETPlACES!

9

WAKE AnD ShAKE

11

EuROPE VITAmIn

13

FAnTASTICA

AZIONE 1.2 - INIZIATIVE GIOVANI 15

lO SGuARDO DEGlI ASPIE. un CInECluB GESTITO DA RAGAzzI ASPERGER

17

STAY AlIVE!

19

BACK ThRu ThE FuTuRE

21

BuS STOP

23

K.I.u.I. KIT DI InTERAzIOnE uRBAnA InSTAnTAnEA

26

DICOnO DI mE, mA SARA' VERO?

28

lIBERA lA BICI

AZIONE 1.3 - PROGETTI GIOVANI E DEMOCRAZIA 30

un POnTE AI DIRITTI

33

TAKE ACTIOn! A EuROPEAn ABC TO YOuTh PARTICIPATIOn

35

1180 mIlES

38

D.O. I.T. 4 YOu DEmOCRATIC OPInIOnS InFORmATIC TEChnOlOGIES FOR YOuTh


AZIONE 2 - SERVIZIO VOLONTARIO EUROPEO 40

mEDI-ACTIOn

42

VOlunTEERInG FOR InTEGRATIOn In mAnTOVA

45

A VOlunTEER FOR OThER VOlunTEERS

48

DIEm - DIAlOGO InTERCulTuRAlE EuRO-mEDITERRAnEO

50

FOSTERInG A nICE ChIlDhOOD

52

PAThWAY TO EuROPE

54

hEARTS WITh hAnDS

57

InTERCulTuRAl lEARnInG AnD mOBIlITY FOR YOunG PEOPlE VI

AZIONE 3.1 - SCAMBI GIOVANILI CON I PAESI PARTNER LIMITROFI ALL’UNIONE EUROPEA 59

TAlK A WAlK On ThE RITuAl SIDE

61

YOuTh POlICIES In EuROPE AnD CAuCASuS

AZIONE 4.3 - FORMAZIONE E MESSA IN RETE DEGLI OPERATORI ATTIVI NEL CAMPO DEI GIOVANI E DELLE ORGANIZZAZIONI GIOVANILI 63

ChIlD PROTECTIOn AnD SAFETY GuIDElInES FOR YOuTh EXChAnGES ORGAnISATIOn

65

STEPS TOWARD YOuThPASS

67

VVV VAlORISATIOn OF ThE VAluE OF VOlunTEERInG

69

PASSI DA GIGAnTE II

AZIONE 5.1 - INCONTRI DEI GIOVANI CON I RESPONSABILI DELLE POLITICHE PER LA GIOVENTÙ 71

VOCI ChE COnTAnO

74

DI ChI SOnO lE POlITIChE GIOVAnIlI

76

GIOVAnI E DECISORI POlITICI A COnFROnTO


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azione 1.1 azione 1.2 azione 1.3 azione 2 azione 3.1 azione 4.3 azione 5.1

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> localizzazione delle 35 storie di successo


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Sonika Web Exchange UNA WEB RADIO DEI GIOVANI

IL PROGETTO sonika Web exchange è un progetto di scambio internazionale ideato da un gruppo di giovani di moncalieri, con il supporto del CISV, il cui tema principale è stato "la comunicazione dei giovani per i giovani". le attività si sono incentrate su sonika radio Web, una radio web gestita da un gruppo di giovani di moncalieri, che hanno sperimentato spazi e modalità comunicative libere e "giovani" per trasmettere le proprie idee ai coetanei

> si parla di... consapevolezza europea Media, comunicazione e informazione per i giovani > azione 1.1 > annualita': 2007 > luoGo di realizzazione: Moncalieri (to) > proMotore ricHiedente c.i.s.V. (comunità impegno servizio Volontariato) www.cisvto.org > partner -Kikoto ifjusagi Kulturalis es szocialis egyesulet,szetendre, Ungheria -nexes interculturals de Joves per europa, Spagna -Buurthuis princensluis, BovenKarspel, Olanda

OBIETTIVO RAGGIUNTO UnA web rAdiO fATTA dAi giOvAni per i giOvAni. QUeSTO è STATO SOnikA web exchAnge, rendendO i rAgAzzi prOTAgOniSTi e ArTefici di UnA impOrTAnTe eSperienzA di creSciTA e di ApprendimenTO perSOnAle. le attività hanno favorito il rafforzamento della capacità di comunicazione nella madrelingua, attraverso la gestione di programmi radiofonici e di siti web, il miglioramento delle capacità di comunicazione nelle lingue straniere, attraverso la vita quotidiana dello scambio, competenze utili anche per agevolare l’inserimento lavorativo dei >>

PARTECIPANTI AL PROGETTO 19 GIOVANI TRA I 15 E I 25 ANNI, 10 RAGAZZI E 9 RAGAZZE


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di altri paesi e hanno condiviso con altri l'esperienza di SonikaWebRadio, ovvero come realizzare una trasmissione radio e come gestire una web radio. Il progetto, è riuscito a coinvolgere i giovani e a stimolare la loro cooperazione, incoraggiando la conoscenza individuale e il raggiungimento degli obiettivi previsti.

LE ATTIVITÀ lo scambio ha avuto una durata di 8 giorni, nel corso dei quali i ragazzi hanno vissuto insieme presso un ostello nella città di Carignano. le attività hanno riguardato in particolare l'organizzazione di workshop, tenuti, in un'ottica di peer education, direttamente dai giovani partecipanti, sulle tematiche della comunicazione, web radio, fotografia e costruzione di un sito web, favorendo la piena partecipazione e cooperazione dei giovani alla loro realizzazione. nel corso dello scambio sono state programmate, inoltre, delle escursioni alla scoperta dei territori di Torino. Carignano e moncalieri, città del gruppo promotore e sede dei laboratori. le serate dal lunedì al giovedì sono state dedicate alle notti interculturali: a turno, ogni gruppo ha avuto la possibilità di gestire in autonomia ogni aspetto della serata, dalla preparazione in autogestione della cena, all'animazione del dopo cena, al fine di presentare agli altri gruppi alcuni aspetti della propria cultura.

>> partecipanti. inoltre, il progetto ha permesso l’acquisizione di competenze digitali su come si "costruiscono" e si gestiscono una web radio e un sito internet e ha favorito lo spirito di iniziativa e di imprenditorialità dei giovani coinvolti.

ALTRO DA SAPERE... la tematica è stata scelta da un gruppo di giovani di Moncalieri durante un laboratorio sulla cittadinanza europea che ha portato alla progettazione di questo scambio, nell'inverno del 2006-2007. tra le esperienze pregresse che hanno portato a tale scelta: un progetto di azione 3 del precedente programma Gioventù che ha portato alla nascita della sonika Web radio e il laboratorio senza confini, nell'ambito del quale è stato realizzato un ciclo di trasmissioni sulla cittadinanza europea andato in onda sulla Web radio e, in FM a torino e provincia, su radioFlash. oltre ai 19 partecipanti, lo scambio ha coinvolto giovani di Moncalieri e di carignano. a Moncalieri, le attività hanno avuto sede presso il centro d'aggregazione Giovanile sonika, sede dell'associazione sonikaWebradio, alcuni membri della quale hanno partecipato direttamente allo scambio, assaporando il clima internazionale del progetto e accrescendo il loro interesse a partecipare in futuro a progetti simili. lo scambio ha avuto ricadute e momenti di apertura anche verso il territorio di carignano: in particolar modo il party finale è stato organizzato in un circolo locale, gestito da giovani del posto e aperto a tutti i ragazzi interessati. il sito della sonika Web radio, che ha ospitato nella sezione eventi una pagina sullo scambio internazionale, e un sito dedicato al progetto creato appositamente dal gruppo olandese hanno contribuito alla visibilità dell'iniziativa.


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The Waste of Less

> si parla di... ambiente Media, comunicazione e informazione per i giovani > azione 1.1 > annualita': 2008 > luoGo di realizzazione: Venaria reale (to) > proMotore ricHiedente comune di Venaria reale www.comune.venariareale.to.it > partner -uton ifjùsàgi-Kulturàlis egyesùlet -Millenium center -centro de inciativas para la cooperaciòn Batà

CONSUMARE…CON STILE OBIETTIVO RAGGIUNTO IL PROGETTO the Waste of less è stato promosso dal comune di Venaria e ha coinvolto 20 giovani provenienti da Italia, Spagna, ungheria e Romania. le tematiche dello scambio sono state la cittadinanza europea e l'ambiente: in particolare, tematica trasversale nel corso dell'intero progetto, è stata la riflessione su stili di vita e consumo. le attività sono state rivolte al confronto fra stili di vita diversi, evidenziando come questi influenzino i consumi quotidiani, abbiano un impatto sull'ambiente circostante e le possibilità di assumere stili di vita più sani. I partecipanti hanno realizzato un breve filmato organizzato in 4 sezioni: cibo, consumo energetico, acqua e riciclaggio dei rifiuti, ad evidenziare analogie e differenze negli stili di vita riguardo ai consumi e suggerire allo stesso tempo modelli alternativi. le attività hanno previsto, inoltre, workshop incentrati sui benefici dell'adozione di modelli alternativi di consumo, per la promozione

lo scambio ha permesso di soddisfare l'esigenza dei giovani del territorio di incrementare le attività di mobilità. i partecipanti hanno avuto modo di approfondire il tema dello sviluppo sostenibile, focalizzando l'attenzione sugli stili di vita, sui consumi e sul loro impatto ambientale. la realizzazione del filmato ha aumentato e favorito la creatività giovanile. l'organizzazione e la realizzazione del progetto hanno avuto un impatto positivo sul territorio, in termini di partecipazione e coinvolgimento: lo scambio è stato inserito nell'ambito delle attività in materia di politiche giovanili promosse e realizzate dalla città di Venaria attraverso l'informagiovani e l'ufficio politiche Giovanili.>>

PARTECIPANTI AL PROGETTO 20 GIOVANI TRA I 18 E I 30 ANNI, 7 RAGAZZI E 13 RAGAZZE


di una vita più sana, e sull'utilizzo, con modalità più creative ed innovative, della telecamera e dei sistemi di montaggio e video. la metodologia utilizzata, la qualità del prodotto video realizzato e la capacità di veicolarlo per diffondere i contenuti e i risultati progettuali, rappresentano i principali fattori di successo del progetto.

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LE ATTIVITÀ nel corso della fase preparatoria, il progetto ha previsto attività volte al coinvolgimento dei partecipanti e alla promozione dello scambio, attraverso la realizzazione di un laboratorio sulle energie rinnovabili e l'autocostruzione di un pannello solare poi installato presso un Centro Giovanile della Città. è stato realizzato un ciclo di 5 incontri sui temi dello sviluppo sostenibile e dell'impatto ambientale degli stili di vita (in particolare cibo, consumi, finanza etica ed energie rinnovabili). le attività dello scambio si sono alternate tra workshop, laboratori creativi, tecniche di animazione quali giochi di ruolo, giochi di simulazione, dinamiche non formali e incontri con la comunità locale. In particolare, le attività di scoperta e conoscenza del territorio venariese e dell'area metropolitana torinese, hanno avuto come filo conduttore il confronto fra stili ed abitudini diverse, utilizzando mezzi di trasporto alternativi (per es. bicicletta e trasporti pubblici). Sono stati organizzati workshop sul consumo energetico e lo sviluppo sostenibile. I ragazzi hanno realizzato il filmato "i waste the less", occupandosi della sceneggiatura, delle riprese e del montaggio, mETTEnDO In mOSTRA FAnTASIA E CREATIVITà ChE hAnnO PRESO FORmA In un mESSAGGIO In GRADO DI RAPPRESEnTARE lO SPIRITO E I COnTEnuTI DEl PROGETTO. Il filmato raccoglie le riflessioni emerse durante lo scambio e costituisce uno strumento per diffondere i contenuti e i risultati di apprendimento prodotti. "I waste the less" è stato proiettato nel corso di una cena a Km0, con successivo dibattito e confronto fra i partecipanti. I gruppi partner, infine, hanno organizzato e presentato delle serate interculturali durante le quali sono stati condivisi aspetti e stili di vita peculiari dei rispettivi Paesi di provenienza dei partecipanti, contribuendo a favorire la partecipazione e il coinvolgimento.

>> nell'ambito della Festa dell'europa 2009, è stata organizzata dai partecipanti una festa e sono stati promossi il programma Youth in action e il progetto stesso; due classi del liceo cittadino e una classe dell'agenzia Formativa casa di carità hanno sperimentato la realizzazione di un bilancio di giustizia, inteso come strumento di analisi e revisione delle spese e dei consumi allo scopo di ridurli e ri-orientarli secondo criteri di giustizia e solidarietà.

ALTRO DA SAPERE... la realizzazione del filmato, distribuito nelle scuole e nelle realtà di provenienza dei gruppi partner, ha permesso di dare visibilità al progetto e di diffonderne contenuti e risultati. in occasione dell'iniziativa nazionale denominata "mi illumino di meno", incentrata sulle medesime tematiche dello scambio, è stata organizzata una cena a KM0 con un laboratorio sull'impatto ambientale e gli stili di vita e la proiezione del filmato sui risultati del progetto.


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Food for Thought INTERCULTURA IN CUCINA IL PROGETTO lo scambio Food for thought si è svolto a Torino, coinvolgendo 35 giovani provenienti da 9 Paesi sul tema del confronto culturale attraverso il cibo e la conoscenza delle rispettive tradizioni culinarie. lo scambio ha offerto ai ragazzi l’opportunità di confrontarsi con coetanei di altre culture sulla tematica del cibo, sia dal punto di vista culturale che della salute, divenendo il cibo stesso strumento principale del progetto. Al termine del progetto è stato prodotto un video sullo scambio e un “ricettario in formato digitale" di circa 60 pagine contenente le ricette tipiche dei Paesi coinvolti. le attività realizzate, legate al cibo, sono state numerose, eterogenee ed altamente partecipative, in grado di coinvolgere attivamente i giovani, di stimolare la loro piena cooperazione, di coinvolgere il territorio con visite a produttori locali e partecipazioni a manifestazioni pubbliche, di esportare con successo l’idea e la struttura progettuale.

> si parla di... arte e cultura salute > azione 1.1 > annualita': 2008 > luoGo di realizzazione: torino > proMotore ricHiedente Joint associazione di promozione sociale ‐ www.jointweb.it > partner -puzzle -Hadùsàgi Hallgatòkèrt ès civilekèrt egyesulet -art in action association -drustyo za obstudiiske deiavnosti up pef‐sirena -art perspective -Malta unesco Youth association, -association of volunteers kilpkonn -dokuz eylul youth and sport club association

OBIETTIVO RAGGIUNTO cibO per lA menTe. QUeSTO hA rAppreSenTATO il prOgeTTO per i giOvAni, STimOlAndOli AllA rifleSSiOne e permeTTendO lOrO, ATTrAverSO il cibO, di cOnOScere AlTre cUlTUre e di cOnfrOnTArSi SUlle diverSiTà. attraverso il cibo è stato possibile conoscere le condizioni socioeconomiche e climatiche dei diversi paesi e capire come esse abbiano influito sullo stile di vita, sulle abitudini alimentari, sviluppando un senso di tolleranza tra i giovani. i temi affrontati >>

PARTECIPANTI AL PROGETTO 35 GIOVANI TRA I 18 E I 30, ANNI 18 RAGAZZI E 17 RAGAZZE


LE ATTIVITÀ Il programma delle attività è stato incentrato su metodologie di apprendimento non formale. Sono state realizzate attività di team building, ice-breaking and name games; numerose attività legate al cibo, all'alimentazione sana e alla spesa alimentare in generale; workshop, momenti di valutazione e visite del territorio in relazione al tema. Tra le varie attività: • cooking classes, per il quale è stato chiesto ad ogni gruppo di scegliere delle ricette da condividere ed insegnare agli altri partecipanti; • international evening: serate internazionali che si sono svolte subito dopo le lezioni di cucina e hanno previsto una presentazione generale dei piatti preparati: provenienza, ingredienti, fattori socio-economici e climatici che hanno influito sul cibo. Al termine delle cene, a seconda del gruppo nazionale, sono stati proiettati dei video, insegnati balli e canzoni tradizionali del paese. • shopping on a low cost budget and getting to know the surroundings: i partecipanti, divisi in gruppi da 6, sono andati a fare la spesa al mercato con un budget limitato. Tutti i piatti preparati sono poi stati condivisi su un unico tavolo per cercare di infondere nei giovani il concetto di convivialità. • Visite a produttori: con la collaborazione di Slowfood, sono state organizzate due visite guidate a produttori. Il gruppo è stato diviso in due: una parte è andata a visitare una fattoria di latte crudo e l'altra una cantina di produzione di vino. • street Festival preparation: durante una festa in strada, sono state riprodotte alcune attività dello scambio (kefir, animazione di strada, performance di bad habits) e sono stati esposti i risultati (poster sugli stereotipi, riciclaggio, arte con packaging alimentare). • Flash Mob: al centro della città di Torino, i gruppi con il grembiule e volantini hanno promosso una festa in strada.

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>> durante il progetto, arte, cultura e salute, hanno offerto ai partecipanti la possibilità di esprimere la loro creatività in cucina e non solo. il progetto ha permesso loro di riflettere su quali siano le problematiche della conduzione di una vita non sana e cosa si potrebbe fare per migliorare, sul ruolo dei giovani nel conservare le tradizioni culinarie in quanto parte fondante dell'identità di ognuno.

ALTRO DA SAPERE... il progetto ha avuto un impatto locale sulla comunità, in particolare nel quartiere di porta palazzo dove vivono molti stranieri. Hanno beneficiato del progetto la fattoria del latte, le cantine ascheri e l’università di scienze Gastronomiche con alcuni dei loro studenti che hanno continuato a collaborare con Joint. slowfood ha avuto la possibilità di presentare la filosofia slowfood e terra Madre. relativamente al follow-up progettuale, lo scambio ha avuto risvolti in sud africa dove Food for thought è stato replicato con alcune comunità rurali, usando lo strumento dell'educazione non formale come principale metodo di apprendimento.


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LivE Marketplaces! ODORI, COLORI E SUONI DEI MERCATI

IL PROGETTO lo scambio liVe Marketplaces! si è realizzato a Roma e ha coinvolto 23 giovani provenienti da Italia, Spagna, Turchia e Romania. Il tema è stato il mercato come luogo sociale di incontro interculturale. Il progetto ha permesso ai giovani di trovare i trait d'union e le peculiarità dei mercati dei loro paesi. Discussione, confronto, fotografia e filmati sono stati gli strumenti che hanno potenziato le opportunità di contatto tra le diverse culture e i gruppi sociali. lo scambio ha favorito la costruzione di una nuova identità comunitaria e ha stimolato i giovani ad una partecipazione attiva e progettuale dello spazio urbano, con ricadute positive sul dialogo interculturale e sociale, anche nel quartiere e nella città. l’impatto sul territorio, unito alla scelta delle metodologie utilizzate nel corso delle attività e agli obiettivi conseguiti, rappresenta il punto di forza del progetto.

> si parla di... cittadinanza europea integrazione culturale > azione 1.1 > annualita': 2009 > luoGo di realizzazione: roma > proMotore ricHiedente aim Giosef > partner -William tyrrell Foundation -rai recursos di animacion intercultural -istanbul Metropolitan Municipality Youth assembly

OBIETTIVO RAGGIUNTO le attività realizzate hanno favorito l'incontro e rafforzato il dialogo fra i giovani partecipanti allo scambio; hanno stimolato il confronto sull'uso degli spazi urbani come nuove forme di convivenza, integrazione, confronto sociale e culturale, come luoghi di potenziamento reciproco del territorio e degli abitanti. lo scambio ha promosso il superamento dell'etnocentrismo e l'attivazione di un dialogo con l'altro che ha favorito una conoscenza reciproca e la decostituzione di stereotipi e pregiudizi. l'esperienza ha favorito il dialogo e l'apprendimento interculturale; ha avuto un impatto positivo sul territorio coinvolgendo la comunità locale, varie associazioni e la società civile. i giovani hanno partecipato attivamente alle attività realizzate, che si sono alternate tra giochi, laboratori, momenti di valutazione, di riflessione e confronto, in un'ottica di apprendimento non formale. in particolare, tra le testimonianze raccolte, si segnala quella di uno studente italiano di architettura, oggi architetto abilitato, che dimostra come uno scambio di gioventù in Azione possa risultare di grande aiuto nel percorso di studio e di lavoro dei giovani. lo scambio ha permesso di ideare e sperimentare una metodologia per accompagnare i giovani nella compilazione individualizzata del certificato Youthpass.

PARTECIPANTI AL PROGETTO 18 GIOVANI, 11 RAGAZZI E 7 RAGAZZE


LE ATTIVITÀ Tutte le attività sono state finalizzate alla progettazione del mercato ideale e incentrate su metodologie di educazione non formale. Prima dello scambio, i ragazzi hanno cercato nella propria città materiale fotografico, multimediale e sonoro sulla realtà in cui vivono, che caratterizzasse al meglio la propria cultura ed il proprio Paese, focalizzandosi in particolar modo sui mercati. l'OBIETTIVO ERA CATTuRARE ODORI, SAPORI, COlORI, SuOnI E lE DIVERSE REAlTà ChE SI InCOnTRAnO nEl mERCATO, un AmBIEnTE COmunE A TuTTI I PAESI DEl mOnDO, mA DIVERSO DA PAESE A PAESE. Durante lo scambio i giovani hanno visitato i mercati di Traiano, il mercato di Porta Portese e hanno partecipato attivamente alla vita del mercato di Piazza Vittorio. All'Esquilino, quartiere multietnico per eccellenza della capitale, è stata realizzata una photo session, durante la quale i ragazzi hanno avuto modo di esprimere la propria creatività attraverso fotografie, filmati, stencil art. le foto sono state condivise con i commercianti e gli avventori del mercato, protagonisti della quotidianità del posto, al fine di favorire la circolazione di idee e di informazioni fondamentali per la costruzione di una coscienza sociale ed interculturale. è stata organizzata una Tavola Rotonda, "Vivere i mercati nel mondo vivere il mondo nei mercati", presso lo Spazio Europa nella sede della Rappresentanza della Commissione Europea a Roma. l'evento ha favorito l'incontro di diverse realtà sociali ed istituzionali. le attività di educazione non formale hanno riguardato giochi di conoscenza, giochi di comunicazione, giochi di cooperazione, team building, team working, group working, brainstorming e cena interculturale.

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ALTRO DA SAPERE... lo scambio ha coinvolto varie realtà locali, sociali ed istituzionali. È stata creata una rete tra il progetto Mediazione sociale con sede al mercato esquilino, l'associazione dei venditori del mercato co.ri.M.e, l'ufficio di architettura partecipata coffice, l'associazione Genitori della scuola di donato; sono state coinvolte anche altre associazioni che non avevano mai partecipato a scambi di mobilità giovanili come tavolarotonda, KoinèMediterranea e il cricket club di piazza Vittorio, permettendo loro di conoscere il programma di mobilità europea Youth in action. per restare in contatto, i partecipanti allo scambio hanno formato un gruppo su Facebook. durante lo scambio i giovani hanno partecipato a una manifestazione locale, "cibi di strada", che si è svolta a piazza Vittorio; hanno frequentato il mercato e preso parte alle attività della scuola di donato. un operatore ha ripreso i vari momenti dello scambio per realizzare un video che ha illustrato il processo di conoscenza, di condivisione e soprattutto d'apprendimento non formale che si è sviluppato nel corso delle attività. il filmato ha evidenziato l'importanza delle iniziative giovanili Gioventù in azione per la crescita personale, lo sviluppo di competenze, la costruzione dell'europa dei cittadini. per lasciare un segno tangibile dell'esperienza realizzata, all'interno della struttura del Mercato esquilino, sono stati esposti tre totem di legno a forma di prisma in cui sono state collocate le fotografie elaborate dai partecipanti, al fine di comunicare al pubblico la visione ideale di mercato emersa dal confronto sul tema.


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Wake and Shake

DATTI UNA MOSSA, PARTECIPA!

IL PROGETTO lo scambio Wake and shake, realizzato a Torino presso la Casa della mobilità Giovanile e dell’Interculturalità - OPEn011 dal 03 al 12 luglio 2009, ha coinvolto 31 giovani provenienti da italia, spagna, Grecia, Finlandia, slovacchia. Il progetto ha permesso ai giovani di condividere le proprie esperienze nel campo della partecipazione locale e di promuovere, a loro volta, la partecipazione giovanile. lo scambio ha costituito uno strumento di riflessione sui concetti di partecipazione e democrazia, riuscendo a raggiungere gli obiettivi previsti e distinguendosi per metodologie adottate, prodotti realizzati e capacità di coinvolgere sia i giovani partecipanti, sia le associazioni giovanili e la comunità locale.

> si parla di... politiche giovanili partecipazione > azione 1.1 > annualita': 2009 > luoGo di realizzazione: torino > proMotore ricHiedente apieffe - agenzia per la Formazione > partner -cVc regionaine centrummladeze -Youth center of Korinthia -ayuntamiento de Murcia, servicio de Juventud -town of kokkola isojarvi/ Youth House /Youth counsil

OBIETTIVO RAGGIUNTO il prOgeTTO hA ricreATO UnO SpAziO in cUi i giOvAni pArTecipAnTi AveSSerO lA pOSSibiliTà di cOndividere lA prOpriA eSperienzA di pArTecipAziOne ATTivA. in particolare, comprendere gli ostacoli che i giovani trovano nel momento in cui decidono di partecipare attivamente alla vita sociale e realizzare le proprie idee, cercando di capire insieme che cosa si potrebbe fare per cambiare la situazione attuale. i temi proposti e sviluppati nel corso dello scambio sono stati: • le esperienze di partecipazione attiva; • come mai alcuni giovani sono disinteressati alla possibilità di partecipare attivamente nel proprio contesto ed altri no? • come motivare gli altri giovani e fare in modo che essi mettano in moto un effetto moltiplicatore; • che cosa i giovani chiedono alle istituzioni e cosa sono disposti a offrire?

PARTECIPANTI AL PROGETTO 31 GIOVANI TRA I 15 E I 25 ANNI, 16 RAGAZZI E 15 RAGAZZE


LE ATTIVITÀ lo scambio ha previsto visite di studio a progetti locali che vedono concretamente coinvolti i giovani (learning by examples) e la creazione di campagne sociali per promuovere la partecipazione dei giovani (learning by doing), con il supporto del Comune di Torino. le attività si sono concretizzate nell’organizzazione di due workshop, dedicati rispettivamente alla presentazione dei singoli gruppi nazionali, dei propri progetti e delle proprie attività, illustrando le principali forme di partecipazione giovanile/studentesca dei Paesi di provenienza e alla definizione dei concetti di partecipazione, cittadinanza e democrazia. Il percorso su democrazia e partecipazione si è concluso con la realizzazione delle campagne sociali. Tale attività si è svolta in due fasi e nell'arco di tre giorni: definizione dei temi della campagna sociale, in particolare incentrati sulle difficoltà che i giovani trovano nel partecipare attivamente nella società; analisi della struttura e delle fasi di una campagna sociale (slogan, video, colonna sonora, drammatizzazione di una scenetta). I video delle campagne sociali sono stati proiettati nel corso dell'incontro di valutazione degli scambi internazionali, realizzati dalle organizzazioni torinesi impegnate in attività giovanili internazionali. Allo scopo di alimentare la dimensione interculturale, è stato organizzato un incontro con i partecipanti al Progetto "Torino6Bagneux”, riguardante uno scambio bilaterale con ragazzi francesi, di origini africane, provenienti da una cittadina dell’hinterland parigino. Sono state organizzate attività ludiche e giochi, al fine di favorire l'interazione tra i ragazzi e lo scambio interculturale. Durante i giorni dello scambio, sono state realizzate visite di studio presso l'Associazione Giovanile Tedacà e il centro BellArte, spazi gestiti da giovani che ruotano attorno al mondo della promozione artistica e dell'espressione creativa e culturale. nell'ambito dell'iniziativa Estado, i giovani hanno partecipato a laboratori di writing/hip hop/sport e a laboratori di danze, percussioni africane e di giocoleria, interamente gestiti da ragazzi torinesi appartenenti ad associazioni giovanili.

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ALTRO DA SAPERE... i partecipanti del gruppo italiano sono stati individuati grazie alla collaborazione della consulta provinciale degli studenti di torino. Molte associazioni ed enti locali hanno contribuito alla realizzazione dello scambio; tra gli altri: il centro per il protagonismo Giovanile el Barrio, un centro giovanile in cui vengono proposte ai giovani attività legate alla musica e alla promozione culturale in generale; centro per il protagonismo Giovanile Bellarte, spazio gestito da giovani che ruota intorno al mondo della promozione artistica e dell'espressione creativa, intesa sia come momento di confronto che come strumento di crescita; l’ associazione Babel, che ha coinvolto i giovani in un laboratorio di danze e percussioni africane; l’associazione "il muretto", che si occupa generalmente di coinvolgere i giovani e sensibilizzarli nei confronti delle arti circensi; l'ufficio scambi intemazionali del settore politiche Giovanili della clad di torino ha supportato le attività fornendo servizi e consulenza.


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Europe vitAMin

PAROLA D’ORDINE: INTEGRAZIONE! IL PROGETTO

europe VitaMin - assimilazione, integrazione e Migrazione si è svolto presso la Cascina Gabrina nell'Oasi del WWF di Vanzago ed in parte presso il Comune di magenta, in provincia di milano. Il progetto ha incentrato le attività sull'integrazione degli immigrati come possibile soluzione alternativa all'assimilazione. Allo scambio hanno partecipato 32 ragazzi provenienti da Italia, Spagna, Repubblica Ceca, Turchia e Slovenia, i quali hanno trascorso un'intera settimana insieme, riflettendo sui temi dell' immigrazione, dell'assimilazione e dell'integrazione. Attraverso le attività realizzate, incentrate su metodi di educazione non formale adeguati al target dei partecipanti, il progetto ha stimolato il coinvolgimento, la partecipazione e la cooperazione tra i giovani, accompagnandoli al raggiungimento degli obiettivi prefissati.

> si parla di... lotta alla discriminazione Media, comunicazione e informazione per i giovani > azione 1.1 > annualita': 2010 > luoGo di realizzazione: provincia di Milano > proMotore ricHiedente associazione di promozione sociale Young effect ‐ www.youngeffect.org > partner -Group zenit -scientific and research association for art, cultural ‐educational programmes and technology -epeKa ‐neagenia intercultural ‐czech Youth programme the duke of edinburgh's award

OBIETTIVO RAGGIUNTO lo scambio ha spinto i giovani verso l’impegno di una cittadinanza attiva, rendendoli consapevoli e coscienti del fenomeno dell’immigrazione e del concetto di integrazione in alternativa all’assimilazione; li hA reSi prOTAgOniSTi di Un’eSperienzA che hA fAvOriTO lA lOrO creSciTA inTeriOre e hA permeSSO di vivere lA diverSiTà cUlTUrAle cOme vAlOre pOSiTivO. i giovani hanno riflettuto sui diritti umani e le fobie legate alla negazione di essi: xenofobia, omofobia, islamofobia, antisemitismo; ogni gruppo nazionale ha esposto la propria situazione circa il fenomeno dell'immigrazione, il che ha permesso ai ragazzi di conoscere differenti realtà rispetto a quella a cui sono abituati a pensare. le testimonianze dei partecipanti, inoltre, evidenziano come l’iniziativa abbia permesso, attraverso metodi di educazione non formale, l’acquisizione di competenze utili per il futuro lavorativo. la capacità di dialogo interculturale, ad esempio, ha permesso ad un ragazzo turco un migliore inserimento lavorativo negli usa presso la disney. ancora, la tematica dell’immigrazione è diventata l’area di studio e lavorativa di un altro partecipante, mentre per un giovane italiano, l’esperienza ha stimolato l’impegno politico e sociale nel proprio comune.

PARTECIPANTI AL PROGETTO 32 GIOVANI TRA I 15 E I 30 ANNI


LE ATTIVITÀ lo scambio ha previsto momenti di discussione e confronto sulla tematica dell’immigrazione, affrontati seguendo un approccio metodologico di educazione non formale, fatto di giochi di ruolo, immedesimazione e brainstorming, tra i quali: creiamo un dizionario; all equal all different, in cui i ragazzi dovevano riflettere insieme sul concetto dell'uguaglianza universale e sul rispetto delle diversità particolari; l’albero delle aspettative, un cartellone su cui ogni partecipante, in maniera anonima, è stato invitato a scrivere quale fosse la cosa che più si aspettava dalla partecipazione allo scambio; il Fiore dell'identità, attraverso l’utilizzo di cartoncini colorati a forma di petalo, i ragazzi hanno espresso ciò che maggiormente rappresenta la propria identità nazionale; i will HuG u, in cui, divisi in piccoli gruppi, hanno predisposto una manifestazione in difesa dei diritti degli immigrati e una dichiarazione sull'integrazione dell'immigrato. Sono state realizzate escursioni e incontri nel corso dei quali i ragazzi hanno assistito a testimonianze dirette sul tema dell’immigrazione, raccogliendo interviste tra i passanti per scoprirne l'opinione circa la tematica affrontata. Ogni sera è stata dedicata alla conoscenza della cultura e delle tradizioni dei paesi di provenienza dei giovani, favorendo la piena partecipazione dei giovani, la cooperazione e la conoscenza reciproca. nel corso dello scambio è stato realizzato un video-documentario in lingua italiana e inglese che raccoglie e racconta le attività progettuali poste in essere.

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ALTRO DA SAPERE... l'idea di realizzare il progetto è nata osservando la sensibilità che la città di Magenta dimostra rispetto alla presenza di stranieri nel proprio territorio: ogni anno, agli inizi di ottobre, una parrocchia organizza la "festa delle regioni del mondo", a cui partecipa gran parte della cittadinanza. durante la festa vengono valorizzate le tradizioni, la cultura, le peculiarità linguistiche e culinarie dei vari popoli. l'evento è organizzato ogni anno da un gruppo di persone di origini differenti (inghilterra, Vietnam, uganda, olanda, perù, ecuador, Francia, argentina, irlanda) e offre, perciò, l'occasione per condividere idee e diversità. il progetto ha ottenuto il patrocinio della regione lombardia, della provincia di Milano e del comune di Magenta, il quale ha offerto un contributo economico e spazi adeguati allo svolgimento di alcune attività. durante lo scambio sono stati coinvolti nelle attività anche gruppi no-profit attivi sul territorio, gruppi teatrali, studenti e rappresentanti degli enti locali, per un totale di circa cento persone. sono stati contattati gli istituti scolastici di Magenta e le associazioni giovanili. dello scambio è stata data notizia dai media locali ed è stato pubblicato un link sul sito del comune di Magenta che ne illustrava obiettivi e attività.


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Fantastica

C’ERA UNA VOLTA… CONOSCERSI ATTRAVERSO LE FIABE IL PROGETTO

la fiaba, il tema che ha caratterizzato lo scambio, è stata utilizzata come punto di partenza per il confronto e la condivisone di cultura, arte, consapevolezza tra giovani italiani e giovani della Repubblica Ceca. nel corso dei 7 giorni i partecipanti hanno raccontato e rappresentato alcune delle fiabe tipiche del proprio paese; attraverso esercizi e laboratori le hanno rivisitate, si sono confrontati, hanno collaborato tra loro e alla fine hanno messo in scena una rappresentazione teatrale che unisse le fiabe. nell’ultimo giorno di attività hanno incontrato i bambini delle scuole del territorio e raccontato la loro fiaba. l’idea della fiaba come spunto per conoscersi, la metodologia incentrata su arte, giochi ed educazione non formale, il pieno coinvolgimento dei giovani e del territorio nelle attività, sono gli elementi che hanno determinato il successo del progetto.

> si parla di... lotta alla discriminazione arte e cultura > azione 1.1 > annualita': 2010 > luoGo di realizzazione: napoli > proMotore ricHiedente cooperativa sociale onlus il tappeto di iqbal www.iltappetodiiqbal.it > partner ‐streem

OBIETTIVO RAGGIUNTO lo scambio ha favorito la cura, la presa in carico e l’accompagnamento dei partecipanti in un processo di crescita significativo attraverso il lavoro di gruppo; ha promosso una maggiore consapevolezza di sé e degli altri, una maggiore autostima, la conoscenza di una cultura differente dalla propria, l’approfondimento delle proprie ed altrui origini culturali. le fiAbe SOnO divenTATe preTeSTO e STrUmenTO di cOnOScenzA, eSplOrAziOne e fOrmAziOne di eSpreSSiOne ArTiSTicA ed emOTivA, TrASfOrmAndOSi, ArricchendOSi, ASSUmendO nUOvi lingUAggi, divenTAndO mUlTilingUiSTiche e venendO rAccOnTATe cOn nUOve mOdAliTà. lo scambio ha promosso la cittadinanza attiva dei giovani coinvolti >>

PARTECIPANTI AL PROGETTO 16 GIOVANI TRA I 15 E I 25 ANNI, 9 RAGAZZI E 7 RAGAZZE


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LE ATTIVITÀ I ragazzi hanno raccontato e rappresentato le fiabe tipiche e più significative del loro Paese, per poi reinterpretarle in chiave moderna. Dai racconti è scaturita un’unica fiaba, che è stata oggetto di una rappresentazione teatrale. Gli ultimi due giorni dello scambio sono stati dedicati al racconto delle fiabe nelle classi di una scuola elementare napoletana e di un asilo, con la presenza dei genitori degli alunni e della comunità. I giovani partecipanti si sono così cimentati nella trasmissione di un sapere appreso in un contesto non formale e nell’ottica della peer education. Sono stati realizzati laboratori che hanno seguito una metodologia che aderisce al concetto dell’arte intesa come creazione, espressione, possibilità di cura e di esplorazione del sé, crescita e promozione del benessere. nei diversi incontri laboratoriali, i giovani sono stati invitati allo scambio e alla conoscenza reciproca in merito alle proprie origini culturali, attraverso l’approfondimento della fiabe popolari e una lettura critica delle stesse che ha consentito la ri-lettura dei vari personaggi e il capovolgimento dei ruoli. Sono state realizzate attività “alternative” di teatro e arti espressive, creazione degli ambienti sonori delle fiabe con registrazione audio inerenti alle storie; i giovani si sono cimentati in giochi di gruppo e di gestione delle dinamiche. Infine, durante le giornate di scambio sono state organizzate escursioni per visitare napoli, pomeriggi di animazione e giocoleria.

>> e ha stimolato la capacità di assumersi la responsabilità della propria crescita personale e di quella delle giovanissime future generazioni attraverso la peer education, in un’esperienza di integrazione e scambio culturale grazie alla quale poter riconoscere la propria cittadinanza europea. Fattori di successo sono stati il coinvolgimento dei giovani in ogni fase delle attività e l’impatto locale sulla comunità.

ALTRO DA SAPERE... lo scambio ha avuto un forte impatto sulla comunità locale, coinvolgendo in particolare i bambini, i genitori e gli insegnanti della Vi Municipalità di napoli. tutta l’esperienza è stata documentata con materiale video e fotografico, pubblicato sul sito della cooperativa il tappeto di iqbal e sulla pagina Facebook dedicata allo scambio. la cooperativa sociale il tappeto di iqbal è stata invitata a Bruxelles per rappresentare l’italia al european Youth Week 2013, sezione “cittadinanza critica”, e raccontare Fantastica.


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Lo Sguardo degli Aspie CINEMA CHE PASSIONE IL PROGETTO lo sguardo degli aspie nasce dall’esperienza dell’Associazione Culturale Detour, promotrice dell’iniziativa e responsabile della programmazione dell’omonimo cineclub, che ha dato vita da alcuni anni ad un progetto di cineforum per ragazzi affetti dal morbo di Asperger, un disturbo dello spettro autistico caratterizzato dall’incapacità di capire come interagire socialmente. Da qui, l'idea di un asperger cineclub, un appuntamento bimensile organizzato dai giovani stessi, con il sostegno e la collaborazione di esperti di cinema e psicologi, per promuovere la socializzazione e l'interazione dei ragazzi. Oltre a proiezioni di film, il progetto ha previsto una serie di laboratori con l'obiettivo di fornire le nozioni di base per organizzare eventi culturali e creare prodotti audiovisivi. Il progetto rappresenta un esempio di inclusione in grado di coinvolgere i giovani, di trasferire loro competenze tecniche,

> si parla di... arte e cultura disabilità inclusione sociale > azione 1.2 > annualita': 2009 > luoGo di realizzazione: roma > proMotore ricHiedente associazione culturale detour www.cinedetour.it

OBIETTIVO RAGGIUNTO pArTendO dAll’AmOre per il cinemA, il prOgeTTO è riUSciTO A prOmUOvere lA SOciAlizzAziOne e l'inTerAziOne TrA cOeTAnei, TrASfOrmAndO i rAgAzzi cOinvOlTi dA Semplici SpeTTATOri A prOTAgOniSTi del cineclUb, in pArTe ATTivA delle prOieziOni. Ha aiutato i giovani affetti dal morbo di asperger a sviluppare un senso di appartenenza e di rispetto per l’altro, facendoli sentire parte di un gruppo e accettandone le regole di convivenza. i ragazzi hanno preso coscienza del concetto di gruppo, aiutandosi l’un l’altro, condividendo quanto appreso, creando, di propria iniziativa, una pagina Facebook intitolata "i ragazzi del cineclub". l’iniziativa è servita come stimolo ad altri ragazzi asperger che hanno manifestato la volontà di partecipare ad attività similari. i familiari di questi ragazzi hanno verificato le capacità dei loro figli nell'assumere un ruolo attivo nella società. nella promozione delle attività culturali svolte non è stato fatto alcun riferimento alla sindrome di asperger, affinché gli utenti potessero partecipare in quanto effettivamente interessati alla proposta >>

PARTECIPANTI AL PROGETTO 4 GIOVANI TRA I 18 E I 30 ANNI, 3 RAGAZZI E 1 RAGAZZA


sociali e di accrescerne l’autostima, evidenziando, inoltre, un impatto positivo sulla “comunità” di genitori di ragazzi Asperger e la capacità di innescare il follow-up progettuale.

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LE ATTIVITÀ Tutte le attività sono state finalizzate alla realizzazione del cineclub e sono state suddivise in due fasi: preparazione e realizzazione pratica. la fase preparatoria è servita a definire gli aspetti legati all’organizzazione interna del gruppo promotore, i ruoli e le responsabilità, e ad organizzare la successiva fase realizzativa. In particolare è stato deciso di realizzare due distinte rassegne cinematografiche: una prima rassegna, riservata solo ai ragazzi affetti dal morbo di Asperger e ai loro amici, caratterizzata da una selezione di film adatti ai più giovani; la seconda, aperta al pubblico, incentrata sui grandi classici del cinema americano anni ‘50 e ‘60. la scelta è dipesa dal voler mettere i 4 ragazzi coinvolti a loro agio sul “luogo di lavoro”, senza l’ansia di doversi confrontare sin da subito con un pubblico di estranei. I ragazzi sono stati preparati dal punto di vista tecnico e organizzativo, per permettere loro di acquisire le competenze necessarie per gestire autonomamente le proiezioni. Con il supporto del coordinatore del progetto, hanno imparato ad utilizzare l'attrezzatura audio-video, a monitorare l'accesso in sala, a verificare il corretto svolgimento delle proiezioni, ad accogliere gli spettatori, a gestire le richieste di tesseramento, a redigere schede informative sui film proiettati, sostituendosi ai gestori del cineclub. Successivamente, si è passati alla fase realizzativa del cineclub, che ha visto l’organizzazione di 26 spettacoli con cadenza quindicinale. I 4 ragazzi coinvolti hanno messo in pratica quanto appreso nella fase di preparazione, dividendosi i compiti rispetto all’organizzazione dell’attività da svolgere e facendosi carico di gestire in maniera sempre più autonoma e professionale gli eventi in programmazione.

>> culturale e non perché mossi da compassione o morbosa curiosità. la rassegna, essendo stata ideata anche per diffondere conoscenza e consapevolezza della malattia di asperger, ha visto la presenza di un membro del Gruppo asperger onlus, in grado di fornire agli interessati tutte le informazioni richieste.

ALTRO DA SAPERE... il progetto ha coinvolto Gruppo asperger onlus, interessando una trentina di ragazzi della stessa associazione e le loro famiglie. l’impatto progettuale ha inoltre riguardato la “comunità” di genitori e familiari di ragazzi asperger, provenienti dal lazio e da regioni limitrofe, che hanno avuto modo di conoscersi e confrontarsi. sono stati coinvolti tutti i soci dell’associazione proponente e gli spettatori delle rassegne cinematografiche, che hanno avuto modo di conoscere e acquisire consapevolezza rispetto a tale sindrome e all’autismo in generale. la visibilità dell’iniziativa è stata garantita dal cineclub stesso, le cui proiezioni sono state aperte al pubblico, come anche il follow-up progettuale, essendo l’attività del cineclub proseguita oltre il termine del progetto. in occasione della prima serata di proiezione, è stato realizzato il video lo sguardo degli Aspie, che racconta il progetto attraverso le immagini e le voci dei ragazzi coinvolti.


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Stay Alive!

ALCOL, PATENTE E LIBRETTO IL PROGETTO “STAY AlIVE!” è un'iniziativa realizzata a Padova, dal febbraio all'agosto 2012, da un gruppo informale di OTTO amici con l’obiettivo di sensibilizzare i giovani padovani ai problemi derivanti dall’abuso di alcol, di promuovere stili di vita sani e responsabili, di incentivare comportamenti corretti in ambito di sicurezza stradale. le attività di sensibilizzazione si sono svolte in alcuni locali notturni, invitando i ragazzi ad un consumo più responsabile delle bevande alcoliche. le iniziative promosse si sono basate sulla peer education e sui metodi partecipativi, al fine di creare occasioni di dialogo, conoscenza e informazione, proponendo tali metodologie come nuovo approccio alla problematica affrontata, alternativa rispetto agli interventi repressivi e punitivi normalmente utilizzati. Proprio la metodologia utilizzata, particolarmente adeguata ad avvicinare i giovani, ha rappresentato il punto di forza del progetto, riuscendo inoltre a generare un impatto positivo a livello locale e ad innescare un duraturo follow-up progettuale.

> si parla di... educazione attraverso lo sport e altre attività outdoor salute > azione 1.2 > annualita': 2009 > luoGo di realizzazione: padova > proMotore ricHiedente Gruppo informale “inaspettataMente”

OBIETTIVO RAGGIUNTO il progetto ha raggiunto gli obiettivi che si proponeva, evidenziando una buona capacità di coinvolgimento del gruppo dei partecipanti, di altri giovani che si sono aggregati nel corso delle attività e degli stakeholder pubblici e privati operanti sul territorio. le attività realizzate sono state adeguate agli obiettivi progettuali e al profilo dei partecipanti, con una formazione iniziale che ha riguardato non solo le specifiche tematiche trattate, ma anche tecniche relazionali, indispensabili per favorire l’approccio con i giovani nelle attività su strada. punto di forza del progetto è l’aver utilizzato la metodologia della peer education per trattare con i giovani argomenti relativi al consumo e all’abuso di alcol evitando airagazzi di percepire l’iniziativa come repressiva. il progetto ha avuto un impatto positivo sull’intera comunità: i giovani sono stati sensibilizzati al problema dell’alcol apprendendo la differenza tra tasso alcolemico percepito e tasso alcolemico effettivo. È stata promossa la partecipazione dei giovani, la propria cittadinanza attiva su tematiche importanti per il territorio e per loro stessi. indirizzando i ragazzi verso scelte di consumo responsabili, il progetto ha contribuito a promuovere stili di vita sani e sensibilizzato i giovani verso sfide globali quali “la salute per tutti”. tutti i partecipanti impegnati negli studi universitari, hanno conseguito la laurea in psicologia. arrivando in parte all'inizio della carriera di buona parte dei membri del gruppo, il prOgeTTO hA rAppreSenTATO UnA OTTimA OccASiOne di SperimenTAziOne, per AlcUni Un’OccASiOne per cApire QUAle STrAdA inTrAprendere dOpO lA lAUreA, più legata alla psicologia clinica o del lavoro. sicuramente ha permesso a tutti di >>

PARTECIPANTI AL PROGETTO 8 GIOVANI TRA I 18 E I 30 ANNI, 3 RAGAZZI E 5 RAGAZZE


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LE ATTIVITÀ la prima fase di STAY AlIVE! è coincisa con la formazione dei partecipanti. A tal fine, sono stati organizzati 5 incontri intensivi su argomenti inerenti l’alcol e guida, l’alcol e salute, peer education, lavoro di strada. Gli incontri, tenuti da esperti, hanno consentito ai giovani di acquisire nozioni sui temi trattati e su tecniche relazionali, propedeutiche alla realizzazione delle successive attività. la seconda fase del progetto ha visto l'organizzazione delle attività sul territorio padovano. Alle uscite dei locali frequentati da giovani, i ragazzi hanno allestito delle postazioni presso le quali hanno effettuato 954 alcol test gratuiti e somministrato questionari volti a indagare i comportamenti legati all'uso di alcol tra i giovani e la percezione che essi hanno del proprio tasso alcolemico. Sono stati distribuiti depliant e volantini informativi su alcol, salute e guida sicura. I giovani partecipanti, appartenenti al gruppo promotore, hanno coinvolto nelle attività di progetto altri ragazzi, reclutati sia sfruttando la rete di conoscenze personali sia nel corso delle prime uscite progettuali.

>> cimentarsi con le proprie capacità progettuali. al termine del progetto, tre dei partecipanti hanno costituito un’associazione di promozione sociale portando avanti, tra le diverse iniziative poste in essere, le attività di stay alive! le principali attività dell'associazione sono infatti legate alla prevenzione alcologica e al tema della democrazia. sono in atto diverse collaborazioni con enti locali e sono stati realizzati, in collaborazione con un'altra associazione di padova e due associazioni portoghesi, due progetti nell’ambito dell'azione 1.3 Giovani e democrazia del programma Gioventù in azione.

ALTRO DA SAPERE... staY aliVe! è stato promosso sul territorio sfruttando diversi canali d'informazione di tipo informatico, cartaceo e attraverso comunicazioni dirette formali e informali. più specificatamente la divulgazione è avvenuta mediante l'utilizzo di social network e attraverso inserzioni e comunicati all'interno di portali usati dal target di riferimento (padovanet, progettogiovani, csvpadova, cufrad). durante le uscite serali sono stati raccolti gli indirizzi e-mail di chi avrebbe voluto collaborare a iniziative similari; a tal fine è stata creata una mailing-list volta ad informarli sulle successive attività. È stata data visibilità all’iniziativa sia contattando i gestori dei locali presso i quali sono state fatte le uscite serali, sia attraverso la realizzazione di incontri di presentazione del progetto presso enti pubblici (es. ser.t, comune di padova) e presso organizzazioni del privato sociale. per diffondere i risultati del progetto è stato organizzato un convegno conclusivo presso il centro congressi papa luciani di padova. il progetto, inoltre, è stato presentato al festival d’europa.


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Back thru the future UN GIOCO PER RIFLETTERE IL PROGETTO Il progetto “Back thru the Future” è un’iniziativa realizzata a milano da maggio 2010 ad aprile 2011 da un gruppo informale di 7 giovani, con l'obiettivo di incoraggiare i giovani alla cittadinanza attiva e alla partecipazione alla vita sociale, affrontando i temi della democrazia e dell’antiautoritarismo in epoca di crisi. l’obiettivo generale è stato quello di stimolare i giovani ad elaborare forme alternative di diffusione di valori comuni come quelli dei diritti umani, della democrazia e della sostenibilità ambientale attraverso l’ideazione di un gioco, di cui è stato realizzato un prototipo interattivo fruibile via web, che invitasse a riflettere su tali tematiche. Il prodotto finale, la metodologia utilizzata per realizzarlo e la capacità di coinvolgimento mostrata dal gruppo e dalle attività, rappresentano i principali punti di forza del progetto.

> si parla di... cittadinanza europea consapevolezza europea Media e comunicazione > azione 1.2 > annualita': 2010 > luoGo di realizzazione: Milano > proMotore ricHiedente Gruppo informale: Back thru the Future

OBIETTIVO RAGGIUNTO il progetto ha raggiunto gli obiettivi prefissati grazie alla realizzazione di un gioco interattivo incentrato sulle tematiche di fondo inizialmente stabilite: democrazia e antiautoritarismo in epoca di crisi. giOcO che è STATO lO STrUmenTO per STimOlAre lA menTe e lA creATiviTà dei giOvAni, per rifleTTere, fAr rifleTTere e cOinvOlgere. il programma delle attività svolte ha consentito ai giovani di sviluppare e approfondire il concetto di cittadinanza europea, attraverso discussioni sulle modalità di affrontare la crisi esistente e sul ruolo che ognuno dovrebbe avere nel contesto europeo. i giovani hanno appreso il significato di “partecipazione” grazie al loro coinvolgimento nel progetto e hanno avuto modo di riflettere e confrontarsi su importanti temi quali i diritti umani, la democrazia e sostenibilità ambientale. Hanno sviluppato la propria creatività, acquisito competenze di progettazione grafica, competenze informatiche e relative all’utilizzo di piattaforme open source e di strumenti multimediali.

PARTECIPANTI AL PROGETTO 7 GIOVANI TRA I 15 E I 30 ANNI, 3 RAGAZZI E 4 RAGAZZE


LE ATTIVITÀ Preliminarmente è stata svolta un’attività di preparazione che ha dato modo ai giovani del gruppo informale di confrontarsi per tracciare le idee generali del progetto. In relazione ai bisogni formativi emersi nel gruppo e agli obiettivi del progetto, sono state realizzate delle attività auto-formative nel corso delle quali il coach, utilizzando metodologie di apprendimento non formale (questionari, quiz a squadre, focus), ha portato i giovani coinvolti a un livello sufficiente di conoscenze e capacità per affrontare in modo adeguato le tematiche progettuali. Tali attività hanno visto il coinvolgimento di docenti universitari con funzioni di supporto teorico, sempre in un’ottica di apprendimento non formale. Il programma delle attività che ha portato alla realizzazione del prototipo del gioco è stato articolato nelle diverse fasi necessarie per la sua ideazione e definizione, sviluppate in workshop ed incontri periodici adeguatamente promossi, al fine di coinvolgere nel progetto altri giovani al di fuori del gruppo proponente. le fasi hanno riguardato: • la definizione dei contenuti e delle tematiche del gioco, sulla base del lavoro svolto nella fase preparatoria; • la definizione del metodo e della struttura per la costruzione del gioco e delle modalità per la sua diffusione; • la discussione e la progettazione pratica del gioco, finalizzate alla realizzazione del prototipo; • la diffusione del prodotto finito e la disseminazione dei risultati. Al termine delle attività è stato organizzato, presso l'Accademia di Belle Arti di Brera che ha ospitato gran parte delle attività progettuali, un evento dedicato alla presentazione del gioco realizzato.

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ALTRO DA SAPERE... il progetto ha visto il coinvolgimento di numerosi studenti dell'accademia di Belle arti di Brera che hanno preso parte agli incontri pubblici e agli eventi di promozione e disseminazione. l’impatto al di fuori del gruppo proponente è stato inoltre garantito dall’interattività del gioco realizzato che, attraverso un sistema di codici a barre, ne consente l’utilizzo tramite la rete internet. per garantire la visibilità del progetto e del programma Youth in action sono stati usati diversi canali di comunicazione e materiale promozionale: web, blog, video spot e social network, locandine, volantini e brochure. infine, a prototipo del gioco ultimato, è stato organizzato uno specifico evento per la sua presentazione.


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> si parla di... politiche giovanili Minoranze > azione 1.2 > annualita': 2010 > luoGo di realizzazione: Genova > proMotore ricHiedente consorzio sociale agorà www.consorzioagora.it

Bus Stop LA FERMATA PRENDE VITA IL PROGETTO Bus stop si è svolto in un quartiere di Genova considerato "a rischio", in particolare presso una fermata dell'autobus che rappresenta per i giovani della zona un abituale luogo di ritrovo e di socializzazione. Il progetto ha consentito un'efficace cooperazione tra i giovani, operatori sociali e amministratori locali al fine di trasformare la fermata in uno spazio aggregativo aperto al quartiere, allestendola con divani, terminali wireless e moduli prefabbricati. Il progetto è riuscito a coinvolgere totalmente i giovani partecipanti e, attraverso loro e la visibilità che ha accompagnato ogni fase progettuale, un’intera comunità locale, che ha contribuito alle attività e beneficiato del prodotto realizzato.

OBIETTIVO RAGGIUNTO Bus stop ha contribuito a promuovere la cittadinanza attiva, la partecipazione dei giovani, lo sviluppo dei sistemi di sostegno alle loro attività. Grazie al coinvolgimento nelle attività progettuali, i giovani partecipanti sono diventati cittadini attivi all’interno del proprio contesto sociale; Si SOnO cOnfrOnTATi cOn AmminiSTrATOri lOcAli e AbiTAnTi del QUArTiere Al fine di diScUTere, cOOperAre, prOpOrre e reAlizzAre nUOve idee SU UnO SpAziO AvverTiTO dA Sempre cOme “prOpriO”, per cOndividerlO cOn lA cOmUniTà. l’obiettivo del progetto è stato raggiunto con la realizzazione dello “spazio aggregativo” che rappresenta il prodotto finale consegnato al quartiere e al contempo un’opportunità di sostegno alle attività dei giovani.

PARTECIPANTI AL PROGETTO 7 GIOVANI TRA I 15 E I 30 ANNI, 5 RAGAZZI E 2 RAGAZZE


LE ATTIVITÀ le attività hanno coinvolto 7 giovani del quartiere, in parte provenienti da nuclei con problemi socio-economici e famiglie multiproblematiche, con i quali gli operatori sociali sono riusciti a stabilire relazioni di fiducia in virtù del rapporto derivante da precedenti interventi di sostegno. II progetto si è sviluppato in quattro momenti che hanno previsto attività incentrate su metodi partecipativi e calibrate sulle esigenze dei partecipanti: • progettazione partecipata. Attraverso una serie di incontri tra il gruppo di giovani e gli amministratori locali supportati da attività di mediazione e facilitazione degli operatori sociali e del coach, sono stati definiti gli obiettivi e le modalità di lavoro da seguire. Successivamente è stata organizzata un'assemblea pubblica per dar modo ai ragazzi di illustrare, anche con l'utilizzo di strumenti multimediali, il progetto e le loro proposte ai cittadini del territorio, al fine di ascoltare e recepire eventuali obiezioni e di renderli partecipi dell'iniziativa. • allestimento. Sotto la supervisione degli operatori sociali, i ragazzi hanno provveduto ad allestire il gabbiotto della fermata dell’autobus con divani, postazioni wireless e moduli prefabbricati e a renderlo accattivante con il contributo di writer e artisti che operano in zona, trasformando la struttura per adattarla a spazio di aggregazione per i giovani e la comunità. A lavori ultimati, il nuovo spazio è stato inaugurato e consegnato al quartiere con l’organizzazione di una Festa Pubblica. • Gestione e promozione. Il gruppo di giovani ha organizzato un incontro pubblico con abitanti e associazioni del quartiere, al fine di promuovere il nuovo spazio aggregativo, di stabilirne e condividerne le modalità di gestione. • Valutazione e follow up. Il gruppo di giovani è stato coinvolto, con l’ausilio del coach, nelle attività di valutazione del progetto realizzato e nell’ideazione di possibili azioni destinate a dare continuità al progetto.

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ALTRO DA SAPERE... il progetto ha avuto ripercussioni positive sull’intera comunità consegnandole un nuovo spazio di aggregazione aperto a tutti. i giovani direttamente coinvolti nel progetto e quelli intervenuti successivamente sono divenuti “parte attiva” nel loro contesto di origine, acquisendo competenze sociali e civiche, capacità di ascolto e di confronto, nonché competenze di tipo organizzativo, informatico e multimediale, strettamente legate alle attività di allestimento e gestione della nuova fermata dell’autobus. la costante visibilità del progetto è stata garantita mediante la creazione e l’aggiornamento di un blog ad esso dedicato, in cui è stato raccontato, attraverso foto, video e scritti, tutto il percorso realizzato. ii progetto, le assemblee pubbliche, l’evento di inaugurazione del nuovo spazio aggregativo e le feste destinate agli abitanti del quartiere, sono stati promossi attraverso volantini, locandine, pieghevoli, comunicati stampa web e social network. le fotografie e i video realizzati dai ragazzi durante il percorso progettuale sono stati racchiusi in un dvd, trasmesso durante gli eventi pubblici e distribuito ad amministratori locali, associazioni coinvolte, giornali ed emittenti locali.


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> si parla di... arte e cultura sviluppo urbano e rurale > azione 1.2 > annualita': 2011 > luoGo di realizzazione: roma > proMotore ricHiedente Gruppo informale orizzontale www.orizzontale.org

K.i.U.i. Kit di interazione Urbana instantanea UNA CITTÀ A REGOLA…D’ARCHITETTO IL PROGETTO Il progetto “K.i.u.i. Kit di interazione urBana instantanea”, svoltosi a Roma dal 01/07/2011 al 30/06/2012, è stato realizzato da un gruppo informale composto da 9 giovani architetti e studenti di architettura, tra cui 2 giovani immigrati di seconda generazione, che già da tempo lavoravano insieme sulla riqualificazione dello spazio pubblico, inteso come luogo di condivisione e creatività. Il progetto ha avuto come obiettivo quello di avvicinare i giovani alla gestione della città, rendendoli partecipi in progetti di riattivazione urbana. A tal fine, sono stati organizzati incontri-laboratorio sui differenti modelli di riattivazione

OBIETTIVO RAGGIUNTO k.i.U.i. hA riATTivATO SpAzi UrbAni mA SOprATTUTTO hA riATTivATO lA pArTecipAziOne dei giOvAni, SpingendOli A riApprOpriArSi, A riScOprire e A vAlOrizzAre gli SpAzi pUbblici dellA ciTTà di rOmA. le attività realizzate hanno raggiunto diversi obiettivi: hanno favorito l’apprendimento di metodologie partecipative e innovative indirizzate ai giovani; valorizzato le competenze e le abilità individuali dei partecipanti; promosso la partecipazione dei giovani nei processi decisionali riguardanti la gestione dello spazio pubblico urbano, l’importanza delle loro opinioni nelle politiche europee, la condivisione di idee ed esperienze, lo scambio interculturale e la valorizzazione delle differenze come strumento arricchente per la costruzione di una nuova cittadinanza europea; contribuito ad abbattere le barriere che limitano l’esercizio della cittadinanza da parte di >>

PARTECIPANTI AL PROGETTO 9 GIOVANI TRA I 18 E I 30 ANNI, 5 RAGAZZI E 4 RAGAZZE


degli spazi urbani e un workshop conclusivo nel quale sono confluite energie ed esperienze dei partecipanti per la realizzazione di un “playground” accessibile a tutti. è stato realizzato il “Kit Interazione urbana Istantanea”, un manuale d’istruzioni per supportare la nascita di nuovi gruppi e di nuovi processi, evidenziando le fasi e le procedure di un progetto di riattivazione urbana. K.I.u.I. è riuscito a conseguire pienamente gli obiettivi previsti, attraverso attività incentrate su una metodologia altamente partecipativa e creativa, in grado di stimolare e coinvolgere i giovani e di avere un forte impatto sul territorio.

LE ATTIVITÀ le prime attività sono state di tipo organizzativo: pianificazione delle attività, creazione del gruppo di lavoro, individuazione del sito di intervento; divisione dei ruoli all'interno del gruppo promotore e definizione del programma strutturato. Si è passati poi all’organizzazione di un laboratorio itinerante articolato in tre incontri, tenuti in spazi pubblici di Roma, svolti utilizzando il metodo delle discussioni informali sul tema dello spazio pubblico. Gli obiettivi di tali incontri preparatori sono stati: coinvolgere un maggior numero di giovani nelle attività del progetto e scegliere in maniera partecipata come approcciarsi al tema principale, riguardante “i giovani e lo spazio urbano”. In occasione di ogni incontro è stata realizzata una performance pratica di intervento sullo spazio urbano. I tre incontri sono stati: • eco| aGro| cult urbano Il tema discusso e affrontato ha riguardato gli orti urbani come contrapposizione all’eccessiva cementificazione creata dai palazzi e dei centri commerciali. la manifestazione è cominciata con un happening durante il quale la passerella pedonale del Pigneto è stata temporaneamente trasformata in passerella per una sfilata le cui protagoniste sono state alcune decine di piante, raccolte per essere donate al neonato giardino autogestito di via Castruccio Castracane, dove è stato ospitato il resto dell’iniziativa. • open Bricolage Portare l’intimità della casa nello spazio comune. Tre gruppi hanno condiviso una giornata di creatività pubblica nella quale una parete cieca ha dato lo spunto per la costruzione di un luogo collettivo temporaneo. hanno partecipato come partner due gruppi di giovani che da tempo lavorano

>24 >> giovani europei con minori opportunità, nello specifico giovani provenienti da urbane disagiate, aree situazioni periferiche e marginali; stimolato lo spirito di iniziativa, la creatività e la capacità di innovazione dei giovani; promosso tra i giovani buone pratiche di sostenibilità ambientale quali il riuso, il riciclo e il riutilizzo, favorendo comportamenti positivi nel campo della tutela ambientale e della sostenibilità energetica.


alle tematiche del riuso e del riciclo come metodo di rivitalizzazione degli scarti urbani. • liBero Mercato Sede dell’incontro è stato un mercato coperto presente nel quartiere Torpignattara di Roma, nato nel 2003 dalla trasformazione del vecchio mercato all’aperto in un edificio a due livelli. l’operazione di trasformazione è in parte fallita e l’edificio versa in uno stato critico. l’area di Torpignattara ospita decine di culture differenti e si presta a divenire un laboratorio aperto incentrato sull’idea di città multiculturale. Da una parte un mercato rionale da rivitalizzare, dall’altra la carenza di spazi per momenti di condivisione ed integrazione degli abitanti. “lIBERO mercato” ha voluto evidenziare come questi due bisogni possano essere visti come l’uno la soluzione dell’altro. le attività progettuali sono proseguite con l’identificazione e la scelta del luogo effettivo delle attività centrali del progetto. la scelta del sito è avvenuta sulla base di criteri quali: la marginalità urbana e geografica, la presenza di condizioni di degrado nello spazio pubblico, la presenza di gruppi di giovani a rischio e con minori opportunità (scolarizzazione, formazione, socializzazione, integrazione). Attraverso la realizzazione di un laboratorio - s.o.s. spazio open source - per la costruzione di un playground nel Quartiere centocelle di roma, si è voluta elaborare e realizzare una struttura temporanea atta a favorire e promuovere un uso collettivo e partecipato dello spazio pubblico. la prima fase è stata dedicata al reperimento dei materiali per la realizzazione del playground. Tale ricerca ha privilegiato materiali di scarto o riciclati, in linea con le priorità del programma GiA (sostenibilità ambientale). l’obiettivo di questa attività è stato promuovere i green skill nei giovani partecipanti. Il sito nel quale S.O.S. Spazio Open Source ha preso forma è uno spazio complesso costituito da un piazzale circondato da un emiciclo appena abbozzato nell’orografia del giardino tra il quartiere di Centocelle e l’ex Forte Prenestino. Si è ritenuto che l’emiciclo, proprio in quanto “luogo di soglia” attraversato da centinaia di persone al giorno, potesse facilmente ribaltare la sua condizione, la sua fama di oscura “no man’s land” trasformandosi in una “all man’s land”, un luogo vivo e accogliente che proprio grazie alla sua centralità potesse divenire la sede di relazioni stabili e positive tra la città e il centro culturale. l’intervento S. O. S. Spazio Open Source è stato realizzato durante un “Workshop di autocostruzione di uno spazio comune” al quale hanno partecipato anche trenta studenti dell’università “Sapienza” di Roma.

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ALTRO DA SAPERE... il progetto ha riscosso successo tra i giovani coinvolti, rendendo possibile la diffusione tra i partecipanti della consapevolezza del loro ruolo di protagonisti nelle città europee del futuro. altro aspetto importante da sottolineare è che tutte le attività hanno avuto evidenti risvolti pratici e impatti durevoli sugli spazi urbani interessati. Questo vale in particolar modo per il workshop finale che ha visto come esito la radicale trasformazione di un luogo marginale della città.


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> si parla di... lotta alla discriminazione arte e cultura > azione 1.2 > annualita': 2011 > luoGo di realizzazione: provincia di Bologna > proMotore ricHiedente Gruppo informale: ponti

Dicono di me...

LABORATORI D’INTEGRAZIONE IL PROGETTO Iniziativa presentata da un gruppo informale di 4 giovani ragazze, provenienti da comunità immigrate, che vivono in Italia da anni e si sentono a tutti gli effetti italiane. obiettivo quello di analizzare il fenomeno dell'integrazione e della discriminazione e di costruire nuove possibilità di relazione. Il gruppo ha organizzato un ciclo di laboratori indirizzati sia a giovani immigrati di seconda generazione che a giovani italiani. Durante i laboratori è stato affrontato il tema dell’integrazione e delle difficoltà che incontrano i giovani immigrati in Italia. Al termine del progetto è stato organizzato un evento per presentare i racconti, le performance e le analisi degli esperti. le attività sono state incentrate su metodi di educazione informale, favorendo la partecipazione e la cooperazione dei giovani, e sono state realizzate in tre comuni del Distretto Pianura Est, riuscendo in tal modo a coinvolgere la comunità locale e ad incidere positivamente sul territorio.

OBIETTIVO RAGGIUNTO inTegrAziOne e ApprendimenTO, QUeSTe SOnO STATe le pArOle d’Ordine del prOgeTTO. il tutto in un clima di dialogo, di confronto costruttivo e rispettoso dei diversi punti di vista, in grado di stimolare la partecipazione attiva dei giovani e, al contempo, di favorire l’integrazione attraverso la riflessione sulle tematiche affrontate nel corso dei laboratori. le conoscenze acquisite durante le attività sono state verificate tramite un formulario finale, strutturato sotto forma di questionario di gradimento, a cui sono stati sottopostitutti i partecipanti, promotori compresi. dal formulario è emerso che la struttura e le tematiche dei laboratori sono state apprezzate dai partecipanti, come anche il metodo di lavoro adottato, in quanto realizzato in un clima informale in cui i ragazzi si sono sentiti liberi di esprimere pensieri e punti di vista personali.

PARTECIPANTI AL PROGETTO 4 RAGAZZE TRA I 18 E I 30 ANNI


LE ATTIVITÀ l'iniziativa ha preso avvio con una serie di riunioni organizzative del gruppo promotore volte a definire le tematiche del progetto, il target di riferimento e a strutturare le attività da realizzare. le attività hanno previsto l'organizzazione, in tre comuni del Distretto, di un ciclo di laboratori interculturali dal titolo "dicono di me, ma sarà vero?" che ha avuto come target di riferimento ragazzi italiani e immigrati di seconda generazione dai 13 ai 18 anni. I laboratori, ai quali ha preso parte il gruppo promotore, sono stati: • laboratorio di scrittura creativa: condotto da un’esperta della materia, ha messo i ragazzi nella condizione di parlare di sé e delle loro esperienze con stereotipi e luoghi comuni. I testi e le riflessioni scaturite dagli incontri sono stati pubblicati in un opuscolo distribuito a livello territoriale e nelle scuole del distretto; • laboratorio di teatro dell'oppresso: condotto da un’associazione coinvolta nelle attività progettuali, ha portato i ragazzi a mettere in scena uno spettacolo che ha trattato il tema dell'identità e dell'appartenenza a due culture diverse, abitualmente vissuto dal giovane immigrato di seconda generazione. lo spettacolo è stato presentato nel corso dell'evento finale; • laboratorio radiofonico, tenuto da Radionebbia, web radio del Distretto Pianura Est. Il tema principale del laboratorio è stato il diritto di cittadinanza dal punto di vista legislativo. Sono stati intervistati 2 esperti del settore ed è stato realizzato con i ragazzi coinvolti uno sketch messo online sul sito di Radionebbia.

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ALTRO DA SAPERE... la realizzazione delle attività in tre comuni differenti ha consentito di coinvolgere persone diverse, con il duplice effetto di rendere la partecipazione più dinamica e di raggiungere i diversi comuni del distretto pianura est. Questo ha reso possibile un impatto sulle diverse comunità locali che hanno ospitato le attività, rese ancora più appetibili e visibili grazie al patrocinio dei comuni ospitanti. sono stati coinvolti nel progetto: • i 15 comuni del distretto pianura est (in particolare con i direttori area servizi alla persona e attraverso il tavolo distrettuale delle politiche giovanili); • gli istituti comprensivi e le direzioni didattiche (attraverso il tavolo dirigenti scolastici e il tavolo funzioni strumentali per l’accoglienza degli alunni stranieri); • i centri giovanili, attraverso il tavolo di lavoro degli spazi di aggregazione giovanile; • i progetti dell’area immigrazione (punto Migranti, servizio civile regionale rivolto ai giovani stranieri, centro regionale contro le discriminazioni, “la comunità che cambia”: promozione della conoscenza del fenomeno migratorio, supporto alla consulta distrettuale dei Migranti).


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> si parla di... politiche giovanili consapevolezza europea > azione 1.2 > annualita': 2012 > luoGo di realizzazione: Verona > proMotore ricHiedente associazione azioni a catena www.azioniacatena.it

Libera la bici

HAI VOLUTO LA BICICLETTA?! E ADESSO…LEGALA IL PROGETTO l'iniziativa libera la bici, realizzata a Verona dal ottobre 2012 a marzo 2013, ha promosso l'uso della bicicletta come mezzo alternativo di trasporto, in particolare tra i giovani. nel realizzare il progetto, l’associazione promotrice ha preso spunto da un fenomeno molto frequente nella città scaligera: il furto di biciclette. Fenomeno che, oltre a causare l'abbandono o la limitazione dell’uso della bicicletta, contribuisce a diffondere e rendere normale lo scambio e l'acquisto di mezzi rubati, innescando un circolo vizioso. l’iniziativa si è concretizzata nella realizzazione di una campagna di comunicazione contro l'acquisto di bici rubate, mirata a diffondere il concetto di legalità e allo stesso tempo a promuovere comportamenti corretti per difendere

OBIETTIVO RAGGIUNTO LA BICICLETTA COME MEZZO PER EDUCARE ALLA MOBILITÀ SOSTENIBILE E ALLA LEGALITÀ…questa è l’idea intorno alla quale ruota libera la bici. il progetto è riuscito a centrare gli obiettivi previsti sia in relazione alle priorità del programma sia in relazione all’iniziativa, contribuendo a: • stimolare la partecipazione giovanile; • educare i giovani alla legalità e al senso civico; • trasmettere il messaggio per cui comprare bici rubate è illegale, costituisce reato e va segnalato chi lo propone alle Forze dell’ordine, alle quali è necessario rivolgersi anche in caso di furto della bicicletta; • diffondere uno strumento alternativo al mercato nero, come le aste di biciclette provenienti da mercati legali; • diffondere, attraverso la campagna di comunicazione sociale, l'uso della bicicletta tra i giovani come mezzo di trasporto alternativo e rispettoso dell'ambiente. al termine del progetto alcuni dei partecipanti sono stati contattati da altre associazioni per collaborare a progetti di mobilità sostenibile. uno dei partecipanti, seguendo la sua passione, ha avviato un’attività di riparazione >>

PARTECIPANTI AL PROGETTO 4 GIOVANI TRA I 18 E I 30 ANNI, 3 RAGAZZI E 1 RAGAZZA


il proprio mezzo da possibili furti. la visibilità dell’iniziativa e il prodotto finale sono riusciti a coinvolgere la comunità del quartiere Veronetta e a generare un impatto positivo sul territorio.

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LE ATTIVITÀ le attività che hanno portato alla realizzazione della campagna informativa sono state articolate su tre linee d’azione: • produzione di un video: il filmato è stato realizzato dai partecipanti che hanno raccontato la storia di una bicicletta rubata attraverso i passaggi tra varie persone. In esso sono stati riprodotti i metodi utilizzati abitualmente per i furti, spiegando come cercare di difendersi, come e dove legare correttamente una bicicletta. Il filmato è stato realizzato presso i luoghi più conosciuti del quartiere Veronetta; • elaborazione materiale informativo e diffusione: il materiale è stato costruito con una grafica originale, in modo da poterlo appendere alle biciclette del quartiere. nel volantino, realizzato a forma di lucchetto, è stato inserito un elenco delle principali cause di furto dovute a disattenzione del ciclista e le modalità per denunciarlo; • organizzazione dell’evento conclusivo: l’evento finale è stato incentrato sull’organizzazione di un’asta di biciclette durante la quale i partecipanti, attraverso performance di canto, musica e abilità, si sono contesi delle biciclette donate o riparate dall’associazione promotrice. le immagini delle biciclette messe a disposizione sono state preventivamente pubblicate sul sito di azioni a catena, consentendo ai partecipanti di prenotarsi a concorrere per la bicicletta prescelta. l'asta è stata preceduta dalla proiezione del video realizzato e si è conclusa con l’assegnazione delle biciclette ai vincitori.

>> e commercio di biciclette; un altro, che si era occupato principalmente dell’attività promozionale/comunicativa del progetto e dell’organizzazione dell’evento finale, ne ha fatto un’attività autonoma.

ALTRO DA SAPERE... la comunità del quartiere Veronetta è stata coinvolta attraverso la partecipazione all’asta delle biciclette, attraverso il materiale informativo diffuso nel quartiere e il video realizzato, beneficiando delle attività sia per quel che concerne la parte ludica dell’evento finale, sia per quel che riguarda le informazioni ricevute e lo stimolo all’utilizzo delle due ruote. il progetto ha fornito l’occasione al mobility manager dell’università di promuovere il parcheggio coperto dove è possibile lasciare le biciclette custodite durante il giorno. la polizia Municipale ha promosso le modalità di denuncia di eventuali furti, la polizia ha potuto fare informazione sulla necessità che ogni proprietario disponga di una sorta di carta d’identità della propria bicicletta in modo da facilitare la denuncia e il ritrovamento. la visibilità del progetto è stata garantita attraverso i seguenti mezzi: • materiale informativo prodotto e diffuso nel quartiere; • la pagina facebook; • campagna di comunicazione diffusa con pubblicità sui media locali maggiormente interessati alla difesa dell'ambiente e alla mobilità alternativa e attraverso passaggi radio quotidiani; • conferenza stampa finale volta a raccontare le attività progettuali e a diffondere il video realizzato; • promozione dell’evento conclusivo attraverso uno spazio dedicato sul sito del comune di verona.


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Un Ponte ai Diritti ROMA - MARSIGLIA A/R

> si parla di... cittadinanza europea partecipazione dei giovani inclusione di giovani con minori opportunità > azione 1.3 > annualita': 2007 > luoGo di realizzazione: roma - Marsiglia > proMotore ricHiedente cooperativa sociale a.r.l. datacoop www.datacoop.org > partner -Municipio Viii, roma -l'universitè du citoyen, agenzia anches du rhòne, -l'universitè du citoyen, agenzia Marsiglia

OBIETTIVO RAGGIUNTO IL PROGETTO un ponte ai diritti ha avuto una durata di 10 mesi nel corso dei quali ha affrontato la tematica della promozione della cittadinanza attiva, in particolare nel contesto di provenienza dei giovani partecipanti, ossia il quartiere. la vita di quartiere a confronto, quello romano, Ponte di nona, e quello marsigliese, le Castellane. è stata utilizzata la metodologia dell’universitè du Citoyen che prevede metodi partecipativi volti all’assunzione di un ruolo attivo all’interno della comunità di appartenenza e il cui metodo è indirizzato in primo luogo a coloro che, per ragioni socio-economiche e culturali, sono particolarmente distanti dal dibattito pubblico e dalla decisione politica. Il progetto ha rappresentato un esercizio pratico di cittadinanza attiva, favorendo il pieno coinvolgimento dei partecipanti e la piena cooperazione tra i due gruppi nazionali, portando i ragazzi a confrontarsi

Un pOnTe Ai diriTTi, Un pOnTe che hA UniTO rOmA A mArSigliA, che hA fATTO incOnTrAre e cOnOScere rAgAzzi AccOmUnATi dAlle difficOlTà dellA reAlTà di periferiA. un ponte che ha contribuito a promuovere il protagonismo e la partecipazione attiva e a potenziare la capacità di dialogo e di confronto. in particolare, ha stimolato la capacità di riflessione sui differenti contesti di vita e relative problematiche, partendo da un’elencazione stereotipata dei problemi della periferia fino ad un’analisi dei contesti al fine di prendere in considerazione la qualità della vita attraverso l’utilizzo di parametri quali la solidarietà tra gli abitanti, >>

PARTECIPANTI AL PROGETTO 22 GIOVANI TRA I 15 E I 25 ANNI, 14 RAGAZZI E 8 RAGAZZE


con coetanei provenienti da un contesto simile e a realizzare, partendo dal confronto, un prodotto che racconta l’esperienza fatta, le loro aspettative, le loro impressioni.

LE ATTIVITÀ le attività sono state basate su un percorso di formazione che ha spaziato dalla riflessione sul proprio contesto di vita, alla comprensione del proprio personale punto di vista all’interno di un orizzonte di interessi collettivi, passando per la presa di parola in pubblico, e sono state incentrate su metodi di apprendimento non formale, quali, in particolare: peer education, metodologia partecipativa dell’universitè du Citoyen, focus group e simulazioni, lavoro di gruppo. Il primo passo è stato quello di sensibilizzare, di “preparare” i giovani partecipanti e il territorio attraverso la presentazione del progetto presso strutture, associazioni e centri di aggregazione del quartiere. Con il compito di coinvolgere i loro coetanei, sono stati individuati tre facilitatori di età compresa tra i 16 e i 18 anni, che si sono recati a marsiglia per un incontro nel corso del quale hanno avuto modo di conoscere e apprendere le metodologie partecipative dell’université du Citoyen e di avviare un primo dibattito sulle difficoltà dei giovani che vivono nelle periferie delle città metropolitane europee. E così i giovani facilitatori di Ponte di nona hanno iniziato a seguire un corso di francese. I ragazzi di Ponte di nona si sono incontrati ogni settimana nella biblioteca di quartiere e a loro volta hanno coinvolto altri ragazzi tramite i centri di aggregazione attivi sul territorio. A Roma e poi a marsiglia sono state realizzate due Assemblee Plenarie nel corso delle quali i giovani hanno avuto modo di confrontarsi, discutere e riflettere sulle dinamiche partecipative e di cittadinanza attiva nei rispettivi contesti. nella plenaria italiana i ragazzi sono stati divisi in gruppi ed hanno riflettuto sui seguenti input riguardanti la vita di quartiere e la partecipazione attiva: descrivete il quartiere dove vivete; secondo voi come è percepito il quartiere da chi non ci vive?

>31 >> la capacità di cogliere attivamente le opportunità da parte dei giovani, il livello di scolarizzazione dei giovani.il confronto con coetanei di un altro paese europeo, mediato da tecniche interculturali, ha offerto la possibilità di vedersi come parte di un contesto più largo, di un contesto europeo, nel quale i giovani sono accumunati da difficoltà e problemi analoghi, contribuendo così all’allargamento degli orizzonti culturali di riferimento. la presenza istituzionale ha rappresentato un valore aggiunto che ha consentito ai ragazzi di misurarsi con il problema della presa di parola in ambito pubblico e di valorizzare il percorso di analisi critica sul loro contesto di vita attraverso i focus group e le video interviste nella fase di preparazione. Un ponte ai diritti ha ricevuto un importante riconoscimento europeo, venendo premiato quale miglior progetto del 2008 rivolto ai giovani durante la european Youth week.

ALTRO DA SAPERE... importanti anche i momenti di svago previsti, la lunga passeggiata alla scoperta di roma, la partita di calcio nel campo sportivo di ponte di nona, il bagno al mare a Marsiglia, che hanno rafforzato l'integrazione tra i gruppi. il progetto ha coinvolto pienamente la comunità locale, le associazioni e i centri di aggregazione giovanile del quartiere. a conclusione del progetto è stata prodotta una brochure multilingue che racconta l’intero progetto attraverso le attività realizzate e i punti di vista dei ragazzi che hanno vissuto questa esperienza. rispetto al gruppo di giovani coinvolti nella realizzazione >>


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Tre punti positivi del quartiere; cosa proponete per migliorare la vita dei giovani nel quartiere. Alla plenaria a Roma è stato presente il Presidente dell’VIII municipio, che ha parlato del quartiere Ponte di nona, dei disagi esistenti, confrontandosi con i ragazzi. nel corso della plenaria tenutasi a marsiglia, i giovani hanno seguito l’introduzione sul contesto e la vita del quartiere le Castellane. la plenaria ha rappresentato, inoltre, il momento conclusivo dell’intero percorso di riflessione sui contesti di vita e ai ragazzi è stato dato il seguente input: alla luce di quanto detto sin qui e della riflessione condotta in questi mesi dai singoli gruppi e insieme durante la plenaria a Roma, ognuno di voi faccia una proposta per migliorare il quartiere. Sono state infine realizzate attività di valutazione sull’esperienza vissuta, videointerviste ai facilitatori, incontri di proiezione di tutto il girato e di visione del materiale fotografico presso il centro di aggregazione “Il muretto” per selezionare i materiali da utilizzare per la pubblicazione e favorire un processo di rielaborazione dell’esperienza.

>> del progetto, alcuni hanno iniziato da questa esperienza il cammino per l’ingresso nel mondo del lavoro. in particolare, un partecipante ha intrapreso un percorso lavorativo, con l’assegnazione di una borsa lavoro nel campo della ristorazione; in seguito è stato coinvolto come capogruppo nel progetto “Meeting europe” svoltosi a rotterdam nel 2010. due ragazze hanno ripreso il percorso di studi e un ragazzo ha conseguito la licenza media, obiettivo fallito più volte; quest’ultimo è stato inserito nell’equipe dell’unità di strada con il ruolo di peer educator. un altro partecipante, per un periodo di due anni, ha collaborato con il centro di aggregazione Godzilla; in particolare si è occupato dell’organizzazione della rassegna cinematografica cinemaMente conducendo una ricerca-inchiesta che ha visto il coinvolgimento di oltre 80 ragazzi dei quartieri limitrofi. un altro ragazzo, per un periodo di due anni ha collaborato con il centro di aggregazione Godzilla con il ruolo di operatore sociale del centro. infine, un gruppo di ragazze ha partecipato a due laboratori, uno di progettazione partecipata e uno organizzato dal progetto “l’atelier delle ragazze” che prevedeva un percorso formativo per l’acquisizione di competenze tecniche nel settore moda.


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Take Action!

A SCUOLA DI PARTECIPAZIONE

> si parla di... cittadinanza europea partecipazione dei giovani inclusione di giovani con minori opportunità > azione 1.3 > annualita': 2007 > luoGo di realizzazione: Genova - Bucarest > proMotore ricHiedente arci ragazzi liguria www.arciragazzi.it > partner -comune di Genova -associazione assistenza e programmi per lo sviluppo sostenibile, agenda 21 -comune di Bucarest, assessorato ai servizi educativi

OBIETTIVO RAGGIUNTO IL PROGETTO take action! a european aBc to Youth participation! ha avuto una durata di 6 mesi e ha coinvolto 30 giovani provenienti dall’Italia e dalla Romania. Il tema principale è stato il rafforzamento delle modalità di gestione dei rapporti tra i principali attori delle politiche giovanili: i giovani, attraverso le consulte giovanili operanti a livello locale a Genova e a Bucarest, le Associazioni e gli enti locali. Il tema è stato affrontato sotto diversi aspetti: la valorizzazione delle buone prassi già esistenti e la diffusione delle stesse a livello locale, nazionale ed europeo; lo scambio delle buone prassi legate alla partecipazione giovanile a livello europeo tra i 4 partner di progetto e tra i due Paesi coinvolti; la definizione e stesura di una Guida sulla partecipazione giovanile alla vita democratica.

UnA ScUOlA di pArTecipAziOne, Un incOnTrO di creSciTA perSOnAle e di cOnfrOnTO che hA STimOlATO e rAffOrzATO il diAlOgO demOcrATicO TrA i giOvAni. tutto ciò è stato take action! Ha favorito il riconoscimento e la valorizzazione delle buone prassi esistenti nei paesi partner rispetto alla partecipazione giovanile e il rafforzamento delle stesse; ha permesso la creazione di legami più stabili e sostenibili tra gli attori coinvolti, consentendo di rafforzare i rapporti con il mondo dell’associazionismo e gli enti locali; ha contribuito al rafforzamento della >>

PARTECIPANTI AL PROGETTO 3O GIOVANI TRA I 15 E I 25 ANNI, 15 RAGAZZI E 15 RAGAZZE


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Guida che costituisce il prodotto finale di Take Action! e che, allo stesso tempo, insieme alla metodologia utilizzata e alla capacità del progetto di coinvolgere i giovani, ne rappresenta il punto di forza.

LE ATTIVITÀ nel corso della fase preparatoria si è svolto un incontro tra tutti i partner che ha prodotto un dibattito pubblico di presentazione del progetto. Ogni partner ha avuto modo di contattare, nel proprio contesto locale, le realtà attinenti alle tematiche del progetto, coinvolgendo in tal modo le università di Bucarest e di Genova e alcune associazioni operanti nel campo delle politiche giovanili. Il programma delle attività ha previsto incontri, percorsi di apprendimento non formale e seminari tra le associazioni partner e gli enti locali. la Guida sulla partecipazione giovanile, ideata e predisposta con la partecipazione attiva dei giovani, è stata realizzata in tre lingue, italiano, rumeno e inglese. l’attività principale è consistita nell’incontro di scambio, della durata di sei giorni, tenutosi a Genova nel settembre 2008, nel corso del quale i giovani si sono incontrati per promuovere la guida e condividere i risultati dei singoli percorsi locali. Durante l’incontro sono stati promossi percorsi di apprendimento non formale con esercizi sulla partecipazione giovanile e sono stati definiti percorsi successivi di valorizzazione.

>> democrazia rappresentativa, tramite un processo di apprendimento non formale con i giovani, le associazioni, gli enti locali. il progetto ha stimolato la riflessione dei giovani in merito alle opportunità presenti a livello locale, nazionale ed europeo per la partecipazione giovanile e ha rappresentato uno spazio per riflettere in modo attivo e propositivo sul futuro dell’europa in collegamento alle politiche giovanili.

ALTRO DA SAPERE... il progetto take action! ha avuto come destinatari non solo i giovani coinvolti ma anche altri portatori di interessi quali scuole, associazioni giovanili, università ed enti locali. Ha, inoltre, coinvolto attivamente giovani con minori opportunità. i partecipanti sono stati pienamente coinvolti nel corso dell’intero progetto, dagli incontri preparatori, a cui hanno sempre partecipato giovani rappresentanti dei gruppi nazionali, alle singole attività poste in essere e alla redazione della Guida, realizzata dai giovani con il supporto degli educatori. nel corso degli incontri preparatori, dei seminari e delle diverse attività sono stati utilizzati strumenti volti all'apprendimento non formale: l'aspetto più interessante è consistito nel doppio ruolo svolto dai giovani partecipanti, divenuti successivamente peer educator per i giovani delle scuole. i giovani hanno appreso la partecipazione giovanile come strumento per la crescita della coesione sociale e hanno acquisito competenze anche su come trasmettere una buona prassi ad altri ragazzi, su come confrontarsi, come coinvolgere attori sociali diversi. i giovani italiani e rumeni hanno svolto un'importante attività di divulgazione e di promozione del progetto presso le scuole, il mondo dell'associazionismo e le università.


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1180 Miles

> si parla di... cittadinanza europea partecipazione dei giovani > azione 1.3 > annualita': 2008 > luoGo di realizzazione: cagliari - smirne > proMotore ricHiedente provincia di cagliari, assessorato pubblica lstruzione e condizione Giovanile www.provincia.cagliari.it > partner -associazione interculturale nur -Buca Belediyesi -science association

LA LIBERTÀ È PARTECIPAZIONE OBIETTIVO RAGGIUNTO IL PROGETTO 1180 miles è un progetto promosso dalla Provincia di Cagliari in partenariato con Buca Belediyesi, municipalità del comune di Smirne (Turchia), un'associazione italiana e una turca. Al progetto hanno partecipato 28 giovani e 13 responsabili di istituzioni locali, sia italiane che turche. 1180 miles è la continuazione naturale di un intervento realizzato nell'ambito dell'azione 1.2 Iniziative giovani, che ha permesso di comprendere quanto scarse fossero le informazioni e le possibilità di partecipazione a disposizione dei giovani del territorio cagliaritano. 1180 sono anche le miglia che separano Cagliari e Smirne. le attività pianificate hanno garantito il pieno coinvolgimento e la piena cooperazione tra i giovani partecipanti, perseguendo due obiettivi principali: la diffusione della conoscenza in merito alla partecipazione

1180 mileS di diSTAnzA, Un ObieTTivO cOmUne: impArAre A pArTecipAre, divenTAre prOTAgOniSTi dellA viTA demOcrATicA e delle pOliTiche giOvAnili. obiettivo che il progetto ha raggiunto coinvolgendo i giovani in attività in grado di stimolarne la partecipazione e la cittadinanza attiva. in particolare, focalizzando l’attenzione sulla costruzione di un migliore e più strutturato dialogo tra i centri decisionali delle amministrazioni locali e i giovani, attraverso un processo di partecipazione capace di incidere in maniera capillare sul territorio e in grado di porre le basi per rapporti più stretti tra amministratori e giovani, con le loro differenti idee e necessità. ciò ha consentito ai giovani di sviluppare attitudini >>

PARTECIPANTI AL PROGETTO 28 GIOVANI TRA I 18 E I 30 ANNI, 11 RAGAZZI E 17 RAGAZZE


giovanile, ai suoi strumenti e alle politiche giovanili europee; la promozione del concetto di cittadinanza attiva e lo scambio di buone prassi e idee con un altro Paese partner. Obiettivo non atteso e raggiunto è stato la creazione di una Consulta di giovani presso la provincia.

LE ATTIVITÀ le attività si sono alternate tra incontri e lavori a livello locale e meeting transazionali. nel corso della fase preparatoria è stata creata una cabina di regia, costituita da un responsabile per ogni partner, al fine di definire i dettagli del progetto e pianificare le attività. A seguire, si è svolta una "fase locale", nel corso della quale sono stati contattati 71 comuni della provincia di Cagliari per sensibilizzarli al progetto e agli obiettivi dello stesso. Sono state, pertanto, realizzate attività di informazione e promozione. In quest'ambito sono stati individuati i partecipanti, attraverso dei focus group. Il progetto ha previsto due incontri transnazionali. Il primo, tenutosi a Smirne, ha coinvolto giovani, organizzazioni no-profit, amministratori locali e decision maker dando loro modo di condividere le rispettive esperienze e idee sulle modalità migliori e più inclusive per costruire e implementare uno strumento di dialogo strutturato, per coinvolgere i giovani nelle decisioni in merito alle politiche giovanili. A seguito di tale incontro, è nata l'idea di creare una Consulta Giovanile della Provincia che permettesse il massimo accesso ai giovani e la massima rappresentatività di tutto il territorio provinciale. Pertanto, il gruppo di partecipanti si è costituito in un non formale comitato per la promozione della consulta; sono stati studiati i vari statuti e attraverso una fase di analisi e negoziazione si è arrivati ad una versione finale dello statuto, accettata anche dalla Commissione per le Politiche Giovanili del Consiglio Provinciale e dal Consiglio stesso, che poi l'ha deliberata.

>36 >> e competenze di partecipazione attiva e democratica alla vita sociale e civica del territorio e di confrontarsi con l’amministrazione locale, favorendo la loro crescita come cittadini attivi e responsabili, capaci di agire sulle decisioni che li riguardano. infine, il progetto ha favorito il dialogo interculturale, la comprensione reciproca, il rispetto della diversità e l'inclusione di giovani con minori opportunità. una conseguenza diretta del progetto è stata la nascita di una consulta provinciale e di diverse consulte comunali, dove esercitare il dialogo giovaniistituzioni. i ragazzi hanno frequentato per oltre un anno le istituzioni provinciali, assessorato, commissioni, e consiglio e questo li ha resi attivissimi moltiplicatori tra i loro coetanei dei concetti e dei principi alla base della partecipazione. due dei partecipanti si sono candidati alle elezioni amministrative, uno correndo per il consiglio provinciale (risultato il più votato nel comune), e uno come vicesindaco del proprio comune. altri due partecipanti hanno fondato un’associazione giovanile e un comitato per l’istituzione della consulta nel loro comune. una partecipante è diventata la presidentessa dell’assemblea costituente della consulta Giovanile provinciale e la presidentessa della consulta di quella (da lei promossa) del suo comune. come lei, anche un altro partecipante ha mobilitato i suoi coetanei nel comune di residenza ottenendo dal comune la creazione di un’altra consulta.


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A Cagliari si è svolto il secondo seminario transnazionale, nel corso del quale l'attenzione è stata posta sulla condivisione dei percorsi locali intrapresi dai due gruppi nei mesi precedenti e sulle modalità di rafforzamento della cooperazione in ambito di partecipazione e politiche giovanili, permettendo così di affinare il partenariato tra Italia e Turchia. A tal proposito un'intera sessione è stata dedicata all'elaborazione di nuove idee progettuali. Inoltre, anche nel municipio di appartenenza dei ragazzi del gruppo turco, sono stati realizzati degli incontri volti alla formazione di una consulta giovanile: i ragazzi cagliaritani hanno offerto il proprio statuto come base di partenza.

ALTRO DA SAPERE... e' stato predisposto materiale ad hoc per la promozione del progetto e la diffusione del programma Gioventù in azione ed è stato realizzato un dvd che racchiude i principali momenti delle attività progettuali e una serie d'interviste ai partecipanti e ai responsabili delle istituzioni coinvolte. tra i partecipanti è stata creata una rete di contatti, finalizzata a facilitare l'ideazione di progetti da realizzare insieme. alcuni dei partecipanti hanno partecipato alle elezioni amministrative dei comuni di provenienza e la regione sardegna, in partenariato con l'anci, ha promosso nell'estate del 2010 un progetto a livello regionale ispirato alle attività svolte a livello locale da 1180 Miles. infine, vi è stata una sorta di campagna di promozione, intrapresa direttamente dai partecipanti, che ha trasformato il secondo giro di focus previsti dal progetto in una vera e propria iniziativa sulla partecipazione giovanile e in una sorta di reclutamento sul campo di nuovi giovani con l'adesione alla consulta provinciale di oltre 20 nuove associazioni giovanili di tutta la provincia.


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D.o. i.T. 4 yoU! PARTECIPAZIONE E DEMOCRAZIA AI TEMPI DEL WEB 2.0 IL PROGETTO la tematiche del progetto d.o. i.t. 4 You-democratic opinions informatic technologies for Youth sono state la partecipazione e la cittadinanza attiva; l'individuazione di nuove forme di partecipazione alla vita cittadina e la ricerca di forme per passare dalla rappresentanza /partecipazione simbolica a quella reale. I ragazzi sono stati coinvolti in attività locali per sperimentare forme attive di partecipazione, quale ad esempio, l'utilizzo delle nuove tecnologie (web 2.0) per esprimere opinioni su alcune materie, a loro particolarmente vicine, attraverso SmS, mmS, e-mail e consultazioni online. la struttura delle attività, l’utilizzo delle nuove tecnologie e la capacità di dare visibilità al progetto, hanno incentivato la partecipazione delle comunità locali e amplificato l’impatto sul territorio.

> si parla di... cittadinanza europea integrazione culturale > azione 1.3 > annualita': 2008 > luoGo di realizzazione: tropea (VV) - tortona (al) dublino - limerick > proMotore ricHiedente consulta comunale dei Giovani, comune di tortona

OBIETTIVO RAGGIUNTO penSA glObAlmenTe, AgiSci lOcAlmenTe… il mAnTrA del prOgeTTO, lA “fOrmUlA mAgicA” dellA pArTecipAziOne. le nuove tecnologie e la maggiore facilità di spostamento hanno ridotto nel tempo le distanze, rendendo necessario definire e sperimentare nuove forme di partecipazione, di cittadinanza attiva. a questo ha mirato il progetto, ricco di attività, d’incontri e di momenti di condivisione volti a promuovere la partecipazione dei giovani alla vita democratica non solo della loro comunità locale, ma a livello nazionale ed europeo, dando loro l’opportunità di esprimere opinioni e formarsi alla democrazia utilizzando le nuove forme di comunicazione (internet e sms). un risultato d’importanza notevole è stato lo sviluppo sociale e personale del gruppo di giovani coinvolti nella realizzazione del progetto. i partecipanti hanno acquisito consapevolezza, sperimentato strumenti e tecnologie diverse, conosciuto altre realtà, incontrato>>

PARTECIPANTI AL PROGETTO 24 GIOVANI TRA I 15 E I 25 ANNI


LE ATTIVITÀ nel corso della fase di preparazione sono stati realizzati incontri tra i giovani e tra questi e il territorio, in primo luogo gli istituti scolastici, stimolando la partecipazione degli studenti e sensibilizzandoli alle tematiche del progetto. Si sono costituiti i Gruppi di lavoro locale (Gll) ai quali hanno partecipato 24 ragazzi tra i 17 e i 25 anni, incaricati di approfondire in prima persona gli argomenti trattati dal progetto e di farsi promotori di attività, proposte ed idee nei confronti del resto della città. Questa attività ha permesso ai ragazzi di coinvolgere moltissime persone e di sperimentare le tecnologie e metodologie del progetto in ogni sua fase. Sono stati realizzati laboratori di formazione sulla democrazia e la cittadinanza attiva e corsi di formazione sul web 2.0. la realizzazione del progetto ha visto innanzitutto l'avvio delle consultazioni e dei sondaggi on line. Sono state realizzate attività per coinvolgere la comunità delle città di Tropea, Tortona, Dublino, limnerick. Tra le tante iniziative intraprese, i Gll, al fine di promuovere direttamente il progetto e la campagna contro gli stereotipi (Youth against Stereotyping), hanno realizzato due manifesti, in seguito presentati e distribuiti a tutti i gruppi giovanili della città e alla comunità (strade, negozi, palestre, ecc). Il progetto ha previsto inoltre la realizzazione di due eventi internazionali: • nel corso del primo meeting, tenutosi a Tortona, è stato realizzato un workshop, sulla partecipazione e democrazia, e sulla clownerie come strumento di comunicazione alternativo. • Il secondo meeting si è svolto a Dublino e gli argomenti sono stati la partecipazione e la democrazia, il confronto diretto con le amministrazioni locali, la comunicazione attraverso gli strumenti del video e del fumetto. la visibilità del progetto è stata promossa attraverso azioni di guerrila art nelle strade di BallyFermot.

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>> amministratori, fatto proposte. anche se con caratteristiche differenti, i quattro partner sono stati in grado di “attivare” i membri dei gruppi di lavoro a una partecipazione concreta che potrà continuare in altri contesti e in nuove situazioni.

ALTRO DA SAPERE... il progetto ha avuto un ampio follow-up, visibilità e disseminazione; i ragazzi hanno ideato loghi, prodotto delle magliette riferite al progetto in particolare, una rappresentanza dei gruppi ha partecipato al campus tenutosi a Montecatini, nel corso del quale è stato descritto il progetto. le consultazioni e i sondaggi on-line hanno riguardato sia problematiche di carattere locale (quesiti sul costo dei libri a tortona, l'esistenza di pregiudizi tra i giovani, ecc.), che di carattere generale (opinioni su temi quali alcool, sicurezza internet, oGM, ecologia e ambiente, ecc.). con l'ausilio di un "discobus", in movimento nei luoghi frequentati, i partecipanti al progetto hanno avuto l'opportunità di informare, essere informati e consultati attraverso mezzi come sms, mms, internet, mailing list.


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Medi Action

VOLONTARIATO, SOLIDARIETÀ E TOLLERANZA IL PROGETTO Medi-action è uno SVE di gruppo, svoltosi a Catania per 9 mesi, che ha coinvolto due volontarie provenienti da Estonia e Belgio. le ragazze, selezionate per le attitudini personali, gli interessi e le motivazioni espresse, hanno svolto attività incentrate sullo sviluppo della solidarietà e sulla promozione della tolleranza. Il fulcro del servizio è stato la possibilità di lavorare su tematiche riguardanti il razzismo e la xenofobia, attraverso percorsi di informazione, educazione non formale, supporto e promozione dedicati a giovani e migranti. Il progetto ha evidenziato un partenariato solido e collaborativo, che ha garantito un’adeguata formazione alle volontarie e previsto un piano di attività che ha consentito di raggiungere gli obiettivi prefissati.

> si parla di... lotta contro la discriminazione > azione 2 > annualita': 2007 > luoGo di realizzazione: catania > proMotore ricHiedente arci catania www.arcicatania.org > partner -MJa - Maatschappelijke Jongeren actie -social Youth action nGo -nGo 00kull

OBIETTIVO RAGGIUNTO il progetto ha offerto ai volontari l'opportunità di lavorare, formarsi e riflettere su tematiche come il razzismo e la xenofobia, contribuendo a sviluppare la solidarietà e a promuovere la tolleranza fra i giovani. Ha favorito il dialogo interculturale e lo scambio di competenze, l'arricchimento culturale e personale delle volontarie, accrescendone e migliorandone le competenze tecniche, linguistiche ed interpersonali, e di tutto il contesto locale di riferimento. "new skills that will be useful for finding a job later: working in a multicultural environment, the ability to start over again professionally, to not give up when it gets difficult sometimes and to persevere in what i have started".

PARTECIPANTI AL PROGETTO 2 RAGAZZE DI 26 E I 28 ANNI PROVENIENTI DA ESTONIA E BELGIO


LE ATTIVITÀ Prima del servizio le due organizzazioni di invio hanno avviato un lungo scambio di informazioni sul progetto, sulla comunità ospitante, sui volontari e le loro aspettative. Parallelamente, nell'organizzazione ospitante sono cominciati i lavori per preparare i primi passi dell'accoglienza, dell'inserimento nella comunità locale e dell'impostazione del progetto. Ciò è avvenuto attraverso riunioni dello staff e dei volontari, inclusi alcuni ex volontari SVE, per analizzare punti di forza e debolezza del progetto. le volontarie hanno fruito di una formazione prima della partenza da parte delle organizzazioni d'invio e, successivamente, hanno partecipato a sessioni formative specifiche, organizzate da Arci Catania, su tematiche tecniche, inerenti alla legislazione in materia di immigrazione, accoglienza, orientamento dei migranti e principi in materia di educazione interculturale. II sistema di sostegno da parte dell'organizzazione ospitante è stato organizzato con riunioni settimanali di staff per monitorare costantemente il progetto, dal coordinatore e dal mentore che, con una costante presenza, hanno supportato le volontarie per tutto il periodo. II progetto ha rafforzato il partenariato tra le organizzazioni con lo sviluppo di nuovi progetti in grado di coinvolgere nuovi beneficiari in una prospettiva di medio e lungo termine. le attività realizzate sono state molteplici e talvolta hanno previsto anche un certo livello di responsabilità da parte delle volontarie. I compiti consistevano in: attività di educazione non formale rivolte a giovani; sportello informativo sulle opportunità per la mobilità giovanile internazionale; organizzazione di campagne di sensibilizzazione, percorsi formativi, laboratori sulla cittadinanza europea in cooperazione con scuole, associazioni ecc.; organizzazione di eventi formativi e seminari per animatori giovanili e responsabili di organizzazioni; progettazione e attuazione di altri progetti nell'ambito del programma Gioventù in Azione (scambi, iniziative giovani, attività formative); supporto e promozione di attività rivolte a migranti e rifugiati; laboratori volti all'alfabetizzazione alla lingua italiana e all'acquisizione di competenze informatiche di base; supporto legale e osservatorio su fenomeni di discriminazione; laboratorio teatrale interculturale per giovani di diverse culture; sportello per l'inserimento lavorativo e sociale dei migranti; laboratorio di lingua araba, laboratorio di cinema delle culture e altre attività culturali organizzate in collaborazione con i migranti. "I Am VERY PlEASED ThAT ThE ACTIVITIES, TASKS AnD DuTIES COnTAInED CERTAIn lEVEl OF RESPOnSIBIlITY, WhICh WAS DEFInITElY VERY ImPORTAnT FOR mY PERSOnAl DEVElOPmEnT AnD lEARnInG PROCESS".

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ALTRO DA SAPERE... l'impatto sul contesto locale è stato significativo considerando l'alto grado di coinvolgimento nelle varie attività realizzate. la visibilità del progetto è stata assicurata attraverso la promozione sul sito web dell'associazione, mediante una mailing list contenente 900 contatti, sul blog e con la diffusione di materiale stampato nella comunità locale. al fine di diffondere e valorizzare i risultati del progetto è stato realizzato un film/intervista ai volontari e alle altre persone coinvolte, per promuovere lo sVe nelle scuole italiane e nelle organizzazioni giovanili.


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volunteering for integration in Mantova APPRENDIMENTO E INTEGRAZIONE IL PROGETTO Volunteering for integration in Mantova è uno SVE realizzato tra il 2008 e il 2009, nel quale 12 volontari hanno partecipato ad attività in 5 diverse organizzazioni ospitanti nella zona di mantova. In quanto SVE di gruppo, il progetto ha avuto un approccio tematico comune, connesso al tema dell'apprendimento interculturale inteso come strumento di integrazione della diversità, di lotta all'esclusione e alla discriminazione nei confronti di minori e famiglie, anche appartenenti a minoranze ed etnie diverse, immigrati, persone in stato di disagio economico e con problemi di svantaggio sociale o, ancora, verso persone disabili adulte con varie patologie e tipologie di handicap.

> si parla di... antidiscriminazione arte e cultura > azione 2 > annualita': 2007 > luoGo di realizzazione: Mantova > proMotore ricHiedente cooperativa alce nero www.alcenero.org > partner -Barcelona Voluntaria -Federation of Youth clubs, armenia (FYca) -centre for Youth co-operation and Mobility -ayuntamiento de ribadavia -stowarzyszenie europa mlodych -life Youth Foundation -peuple et culture -nGo international Youth co-operation centre "passage zebra” -eil cultural & educational travel -GesoGed (gençlik sosyal gelisim dernegi) -apai -Jugendbildungsstatte unterfranken -associazione Filofestival -cooperativa Mosaico -cooperativa agorá -cooperativa la Quercia

PARTECIPANTI AL PROGETTO 12 VOLONTARI TRA I 18 E I 27 ANNI, 3 RAGAZZI E 9 RAGAZZE


Il progetto ha centrato gli obiettivi previsti e ha evidenziato un partenariato solido e un impatto positivo e diffuso sulla comunità mantovana, coinvolta nelle attività attraverso adeguate azioni di visibilità.

LE ATTIVITÀ la fase di organizzazione è stata vasta e dettagliata visto il numero di volontari che ha preso parte allo SVE, i differenti servizi e le organizzazioni ospitanti. Tra l’organizzazione di coordinamento e quelle ospitanti e di invio è intercorso un lungo scambio di informazioni sul progetto per arrivare alla scelta dei volontari dopo una valutazione dei loro curriculum, delle lettere motivazionali e dell’interesse dimostrato nel lavoro a favore delle fasce deboli della società. Durante la valutazione dei volontari sono stati oggetto di considerazione anche lo spirito d’iniziativa dei candidati e la disponibilità alla costruzione di un percorso davvero personalizzato all'interno dei servizi. “COn lE ORGAnIzzAzIOnI DI ACCOGlIEnzA ABBIAmO DA mOlTO TEmPO un RAPPORTO BASATO SullA FIDuCIA E lA STImA RECIPROChE E lO STESSO SI é ulTERIORmEnTE COnSOlIDATO In QuESTA OCCASIOnE”. Alce nero ha gestito l’on-arrival training, consistente in incontri di accoglienza, prima conoscenza e presentazione, introduzione alla cultura locale e italiana e una visita guidata alla città di mantova. Sono stati esaminati aspetti legati alle aspettative e ai timori, al rapporto con i mentori e, infine, è stato realizzato un incontro focalizzato sull'intercultural learning, che ha previsto attività di approfondimento sulle culture di appartenenza, sui temi dei pregiudizi e degli stereotipi e un confronto sui rispettivi valori. Per tutta la durata del servizio, all'interno di ogni organizzazione di accoglienza, i mentori hanno garantito il supporto personale necessario e i coordinatori hanno provveduto a fornire una formazione legata ai compiti e alle specifiche caratteristiche di ogni servizio. I giovani hanno realizzato le attività in differenti location: nella coop. mosaico e coop. Alce nero le volontarie hanno svolto compiti e mansioni

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OBIETTIVO RAGGIUNTO il progetto ha avuto un forte impatto sullo sviluppo della comunità locale poiché molte attività prevedevano l'informazione e il coinvolgimento del territorio, in particolare attraverso la collaborazione con enti pubblici, gruppi e associazioni che vi operano. inserendo i volontari all'interno di queste attività, sono stati favoriti a livello locale e provinciale la comprensione e l'apprendimento interculturale, tanto più in un contesto in cui spesso l'immagine dello straniero è legata allo stereotipo dell'extracomunitario ai limiti della legalità. l'idea di persone provenienti da altri paesi, anche extra-europei, con motivazioni legate al volontariato è stata una testimonianza nuova che ha contribuito a creare nelle comunità locali una visione "diversa" e alternativa dello straniero. i partecipanti hanno usufruito della possibilità di un'esperienza all'estero multi-culturale, potendo contare su un progetto personalizzato ben strutturato. Queste premesse hanno facilitato lo sviluppo e l’accrescimento di competenze trasversali come la consapevolezza di sé, l’autostima e lo spirito di iniziativa, la capacità di lavorare in gruppo e di risoluzione dei problemi, che li hanno aiutati a maturare anche da un punto di vista personale.


che mettevano in rilievo le loro competenze e abilità e hanno realizzato, nell'ultimo periodo soprattutto, attività personalizzate, ideate e portate avanti individualmente. In collaborazione con CSVm (Centro Servizi Volontariato mantovano), sono state supportate attività di sensibilizzazione al volontariato in cui sono stati coinvolti circa 200 studenti degli ultimi anni delle scuole superiori e una quarantina di associazioni locali di volontariato. le volontarie hanno avuto il compito di sensibilizzare i giovani sul tema della partecipazione, si sono occupate di inclusione in attività socio-culturali e di mobilità offerte dal territorio mantovano. hanno collaborato in progetti legati all'ufficio Attività Internazionali: supporto al mantova musical Festival; conduzione del gruppo italiano durante lo scambio di giovani "mixitè" in Francia; organizzazione e realizzazione di attività diverse al parco eventi la zanzara; realizzazione di due progettivideo dello scambio interculturale, video della zanzara; organizzazione della festa "Tu all'estero/loro in Italia". Due volontarie hanno prestato servizio presso la Cooperativa “Il mosaico” occupandosi soprattutto di immigrati, in diversi servizi come: il nido "Il cucciolo", lo spazio gioco "l'isola che non c'è", il Centro di Educazione Interculturale "mondolandia" e un corso di alfabetizzazione per donne straniere. I quattro volontari che hanno supportato le attività all’interno della Cooperativa Abramo si sono occupati principalmente dei senzatetto e del supporto alle famiglie in gravi condizioni economiche.

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ALTRO DA SAPERE... nel territorio mantovano, alce nero ha pubblicizzato e diffuso i progetti attraverso il proprio sito, il blog e tramite la newsletter. i volontari hanno realizzato foto e diari, caricati sul blog di alce nero dedicato alle attività internazionali. Gli enti di accoglienza si sono impegnati a facilitare la realizzazione di un video, diffuso su internet, che è stato utilizzato per la pubblicizzazione del progetto e la disseminazione dei risultati presso i partner e in tutte le campagne organizzate per risvegliare nei giovani il sentimento di consapevolezza europea e l'interesse verso tematiche e valori legati al programma.


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A volunteer for other volunteers VOLONTARIATO…ATTIVO IL PROGETTO “a volunteer for other volunteers” è un progetto SVE realizzato nella città di Varese, tra luglio 2008 e agosto 2009, che ha coinvolto 3 ragazze provenienti da Germania, macedonia e Spagna. Focus delle attività la promozione del volontariato come espressione di cittadinanza attiva e l’incoraggiamento alla partecipazione e alla coscienza europea tra i giovani. Il progetto ha costituito una esperienza formativa e di arricchimento culturale per i volontari e per la comunità coinvolte. ha raggiunto gli obiettivi previsti, mostrato un partenariato unito e attivamente coinvolto, dato visibilità alle attività progettuali e disseminato con successo, anche tramite i prodotti realizzati, i risultati conseguiti.

> si parla di... coscienza europea Media e comunicazione > azione 2 > annualita': 2008 > luoGo di realizzazione: Varese > proMotore ricHiedente cesVoV -centro servizi Volontariato provincia di Varese www.cesvov.it > partner -ayuntamiento de Burgos, concejalia di Juventud -Jugendbildungsstatte unterfranken -Volunteers centre skopje

OBIETTIVO RAGGIUNTO il progetto ha promosso la cittadinanza attiva dei giovani in generale e la loro cittadinanza europea in particolare, contribuendo a sviluppare la solidarietà e a promuovere la tolleranza, sottolineando concetti di coesione sociale e di comprensione reciproca. le diverse attività realizzate hanno favorito la promozione del valore del volontariato inteso come strumento di espressione della cittadinanza attiva e del dialogo interculturale, lo sviluppo di competenze tecniche, relazionali e linguistiche nelle volontarie. “lO Sve è UnA viA per mATUrAre, impArAre ed eSSere indipendenTi SenzA grAndi preOccUpAziOni… è Un lenTO mA cOnTinUO prOceSSO di SvilUppO perSOnAle e prOfeSSiOnAle”.

PARTECIPANTI AL PROGETTO 3 RAGAZZE TRA I 18 E I 28 ANNI PROVENIENTI DA GERMANIA, MACEDONIA E SPAGNA


LE ATTIVITÀ Cesvov è un’organizzazione il cui obiettivo è diffondere la cultura del volontariato e promuovere la partecipazione e la cittadinanza attiva dei cittadini. Per realizzare il progetto ha cercato ragazzi che condividessero questi obiettivi e che avessero predisposizione al lavoro di gruppo, motivazione, voglia di imparare, dinamismo e spirito d’iniziativa. la ricerca dei volontari è stata effettuata attraverso lo European Youth Portal, l’invio di email a contatti e partner precedenti, la consultazione di banche dati di seminari e corsi SAlTO, la rete Eurodesk e la pubblicazione sul sito www.go4europe.it. A tutti i candidati è stato chiesto di mandare il curriculum, le motivazioni, le esperienze pregresse, il percorso individuale a cui erano più interessati e le loro idee per poter dare un contributo personale al progetto. una volta effettuata la scelta ed entrati nella fase di preparazione, il Cesvov ha coinvolto le organizzazioni d’invio e le volontarie fornendo informazioni sul progetto e sulla realtà locale di attuazione delle attività. Per tutta la durata dello SVE le ragazze sono state seguite e aiutate dal mentore che ha facilitato la comprensione delle dinamiche e la risoluzione delle problematiche. la persona scelta per il ruolo di mentore è stata una ex volontaria SVE che ha quindi messo a disposizione la sua preziosa esperienza per i bisogni organizzativi e sostenuto le ragazze nella loro vita personale. Durante il periodo di volontariato ciascuna ragazza ha svolto un servizio diverso all’interno dell’organizzazione: l. ha lavorato in un percorso di comunicazione svolgendo lavoro d’ufficio, aggiornando notizie sul sito del Cesvov e sulla relativa pagina Facebook, organizzando conferenze stampa, occupandosi degli articoli e della grafica sul giornalino Cesvov e sulla stampa locale. s. ha lavorato in un percorso di formazione, aiutando nell’organizzazione di corsi di formazione ed è stata la responsabile della sezione Portogallo nel Festival di cortometraggi organizzato dall'Associazione Cortisonici.

>46 >> ciò che ha reso il progetto importante per le tre ragazze e per tutta la comunità coinvolta, è stato l’arricchimento culturale raggiunto. Gli incontri informali e amichevoli sono stati i veri protagonisti: i ritrovi nello sVe-club, nelle scuole, la partecipazione ad attività promosse da altre organizzazioni no-profit del territorio, hanno dato davvero modo di conoscere rispettivamente culture e modi di vivere diversi, usi e tradizioni dei paesi, e questo tramite un apprendimento informale, con musiche, balli e cibo. seguendo sempre i propri interessi e necessità, le tre ragazze hanno costruito il loro percorso nel progetto e quello di arricchimento, crescita e responsabilizzazione nella vita. una delle ragazze è rimasta a vivere in italia dal 2008: a fine progetto è tornata in spagna ma dopo due mesi ha fatto ritorno in italia. Ha subito iniziato ad avere delle piccole collaborazioni con l'associazione cortisonici, con cui aveva realizzato il festival di cortometraggi durante lo sVe, fino a quando le è stato chiesto di entrare nell’organico della cooperativa per occuparsi stabilmente del coordinamento di attività scolastiche e di doposcuola e di progetti aventi come focus l’educazione sociale di minori. la ragazza che ha lavorato come addetta stampa e si è occupata di comunicazione, a conclusione del suo sVe, si è convinta che nel suo futuro voleva contribuire ad una società più tollerante, consapevole ed eterogenea, basata sul principio del rispetto di ogni singola persona, a prescindere dalla sua nazionalità, colore della pelle, religione o sesso. Ha quindi iniziato a studiare scienze sociali e diritto internazionale in Germania e in argentina. ora sta concludendo i suoi studi con un Master in scienze sociali a Berlino con un focus sulla comunicazione interculturale e l'educazione utilizzando strumenti adottati durante il suo progetto: l’educazione sociale e civica coi ragazzi e il giornalismo. lavora come freelance a due progetti sulla ideazione e realizzazione di laboratori didattici di educazione politica e la scrittura di una serie di ritratti di persone in colombia.


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ALTRO DA SAPERE... n. ha lavorato in un percorso di promozione prendendo parte alla gestione di progetti per la promozione del volontariato e dello SVE-Club. le volontarie, ciascuna in base ai propri interessi e possibilità hanno collaborato con enti no-profit locali e con altri volontari in biblioteche, Informagiovani, scuole, incontri presso lo SVE-Club, feste del volontariato ed europee. Sono stati organizzati incontri pubblici nei quali si è parlato degli stereotipi e dei preconcetti legati ai Paesi dei partecipanti: il solo parlarne ha innescato un dialogo costruttivo in grado di abbattere le barriere culturali e di superare i pregiudizi che la maggior parte delle volte provengono dalla non conoscenza. “Vivere e convivere con volontari di altri Paesi mi ha dato una percezione dell’Europa basata sull’amicizia: quando sentirò parlare dei loro Paesi non penserò più a stereotipi ma a loro”.

la visibilità del progetto è stata assicurata attraverso la promozione online, la diffusione di materiale cartaceo, la realizzazione d’incontri tra volontari e comunità locale e la collaborazione con i media locali (radio e giornali). l’impatto sulle comunità locali di riferimento è stato assicurato, a diversi livelli, tramite le misure previste per dare visibilità al progetto e disseminare i risultati. Queste misure hanno toccato i giovani, le organizzazioni no-profit locali, le scuole, gli enti pubblici e la comunità locale in generale. oltre a ciò la visibilità è stata ottenuta in eventi pubblici a cui il cesVoV partecipa, quali: la Giornata della solidarietà, il salone dell’orientamento per alunni e il sole d’oro (premiazione dei 10 volontari che si sono particolarmente distinti nella provincia di Varese). per dare visibilità al progetto sono state prodotte delle brochure che raccontano il percorso vissuto dalle tre ragazze. si possono, inoltre, leggere articoli scritti dalle tre ragazze sul sito www.go4europe.it e sul relativo blog. interviste, foto, filmati, newsletter, giornalino e trasmissione televisiva cesvov, radio, giornali locali, giornale on-line di Varese e bacheche informagiovani sono stati gli strumenti che hanno potenziato le opportunità di contatto e conoscenza nel territorio. un numero monografico della rivista notiziecesvov è stato interamente dedicato al volontariato internazionale e a questa esperienza.


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DiEM-Dialogo interculturale EuroMediterraneo VOLONTARIATO E COMUNICAZIONE IL PROGETTO dieM - dialogo interculturale euro-Mediterraneo realizzato ad Altamura, in Puglia, ha coinvolto, per un mese, 13 volontari che hanno collaborato e supportato giovani con difficoltà economiche, che hanno abbandonato la scuola non completando il ciclo di studi obbligatorio o provenienti da aree geografiche depresse o portatori di lievi disabilità mentali. DIEm ha promosso la partecipazione attiva, l’educazione al rispetto delle differenze, l’affermazione delle pari opportunità per tutti, nell’anno del Dialogo Interculturale Euro-mediterraneo (EYID). Tramite il dialogo tra giovani provenienti da diversi paesi, i ragazzi hanno realizzato un giornale, scrivendo articoli sullo sport praticato da persone disabili, sull’incontro avuto con il Presidente del CIP (Comitato Italiano Paralimpico),

> si parla di... Media e comunicazioni > azione 2 > annualita': 2008 > luoGo di realizzazione: altamura (Ba) > proMotore ricHiedente associaizone culturale link www.linkyouth.org > partner -tanmya Bela hodod -inter europa rioja -centre for intercultural dialogue -associacao juvenil rota joven -the league of young volountary Georgians (lYVG) -radi Vidi pats -chantiers sociaux Marocains -antalya Governorship european union projects coordination center (ceupa) -reussir la mission locale -proatlantico-associacao Juvenil -Beyond Barriers association -Youth spirit center

OBIETTIVO RAGGIUNTO il progetto rappresenta un esempio di integrazione per lo sviluppo della solidarietà e la promozione della tolleranza fra i giovani. “Mucha nueva informacion, darme cuenta de lo que me queda por aprender, y mejor tolerancia hacia gente diferente a mi”. tutti i volontari hanno sviluppato un proprio percorso di crescita durante le attività assumendo anche ruoli di responsabilità commisurati alle loro attitudini, competenze e interessi. >>

PARTECIPANTI AL PROGETTO 13 VOLONTARI TRA I 18 E I 27 ANNI, 6 RAGAZZI E 7 RAGAZZE


realizzando interviste sull’integrazione sociale dei disabili in Italia e specialmente ad Altamura. Durante tutta la durata del progetto, i ragazzi hanno scritto il loro "book of Stories". Durante i fine settimana si sono svolti esperimenti sociali nel centro di Altamura denominati “free hugs”. è stato realizzato un laboratorio teatrale per i bambini in cui è stata rappresentata la storia nazionale italiana. la metodologia utilizzata ha consentito di raggiungere i risultati progettuali previsti e ha portato alla realizzazione di validi prodotti finali, in particolare un giornale multilingue. Il partenariato, la capacità di coinvolgimento mostrata dal progetto e la visibilità che gli è stata data, costituiscono ulteriori punti di forza dell’iniziativa.

LE ATTIVITÀ la partnership è stata costituita tra alcune associazioni che avevano già lavorato insieme e altre nuove, in modo da favorire e moltiplicare le opportunità di crescita e scambio di buone prassi nell’organizzazione di progetti rivolti a giovani con minori opportunità. la fase di preparazione delle attività è stata realizzata in stretto accordo tra le associazioni di invio ed accoglienza, sia nella fase di ideazione del progetto che nella selezione dei volontari. Durante il progetto i ragazzi hanno avuto, oltre alla presenza del tutor, il supporto personale, tecnico e di mediazione culturale di un team pedagogico. Sono state realizzate tre linee d’azione all’interno delle quali tutti i volontari sono stati coinvolti, affinché la loro esperienza potesse risultare il più possibile completa e diversificata. le tre linee hanno riguardato: i laboratori interculturali, ossia luoghi in cui sperimentare la creatività, la conoscenza, la collaborazione e il dialogo; la diffusione delle informazioni sull’EYID, cioè incontri, redazione d’articoli, interventi in radio e televisioni locali, creazione di un sito web e l’edizione di un numero speciale di un giornale diffuso a livello locale; i week end di dialogo, con eventi pubblici in collaborazione con altre associazioni, rassegne cinematografiche, feste interculturali e spettacoli teatrali. “I cooked food of my country .We had an international dinner and I presented my country, by flag, video and traditional food”.

>49 >> “perSOnnellemenT, ceTTe expérience m'A beAUcOUp AppriS SUr mOi meme eT SUr leS AUTreS”. il progetto ha promosso lo sVe come mezzo per favorire l’integrazione, la conoscenza di altre culture e la promozione nella cittadinanza attiva. le attività hanno dato risalto e valore aggiunto a quanto già realizzato a livello locale, creando un contesto multiculturale stimolante sia per i giovani locali sia per i volontari sVe. il progetto ha dimostrato che la diversità è ricchezza e che l’interazione tra i giovani con differenti background stimola il processo di apprendimento. "all the volunteers in the project wrote a typical story from their country and collect them in a book for speak about our experience”. prevedendo anche momenti di apprendimento non formale, si è riusciti a creare un gruppo forte e coeso che ha imparato dai momenti di lavoro e da quelli di svago.

ALTRO DA SAPERE... il progetto ha coinvolto direttamente network internazionali, associazioni ed una serie di attori locali (associazioni giovanili, scuole, centri interculturali, media). È stata data visibilità attraverso i siti web delle associazioni, con la promozione nelle realtà locali coinvolte e attraverso il blog del progetto. sono stati realizzati materiali informativi quali poster e cartoline. sono stati organizzati incontri ed eventi pubblici come il week-end del dialogo, ed è stato creato un giornale multilingue distribuito in forma gratuita nella comunità di accoglienza. il progetto è stato inoltre promosso presso gli enti locali (comuni, regioni) e tra le associazioni che lavorano su temi di inclusione sociale dei giovani e del dialogo interculturale.


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Fostering a nice childhood

> si parla di... cittadinanza attiva dialogo interculturale > azione 2 > annualita': 2009 > luoGo di realizzazione: Vicenza - Bolzano > proMotore ricHiedente associazione inco, interculturalitá & comunicazione www.incoweb.org > partner -Mto nooretvahetuse arengu ohing estYes FundacJa iM. Ks. sieMaszKi -Genctur, Genclik turizmi dernegi -projectoMayonaise vzw -rouge Youth club -Villaggio sos di Vicenza, VKe associazione campi gioco e ricreazione

VOLONTARI PER L’INFANZIA OBIETTIVO RAGGIUNTO IL PROGETTO Il progetto Fostering a nice childhood si è realizzato a Vicenza e a Bolzano tra giugno 2009 e novembre 2010 ed ha coinvolto 5 volontari tra i 19 e i 26 anni. Si è composto di uno SVE di gruppo e uno SVE individuale ed ha visto i volontari realizzare attività a supporto di bambini e giovani che frequentano le strutture ospitanti, nella crescita fisica e psicologica, in un’atmosfera familiare. “The intention is not only to give assistance, but not forget that they are children and have the right and need to play, that's why a nice childhood should be promoted and defended, ensuring a safe and nice atmosphere in their lives and a proper psycho-physic growth”.

si è raggiunto l’obiettivo di offrire nuovi stimoli e nuove attività ai bambini e ai giovani presenti nelle strutture ospitanti e la possibilità di confrontarsi con persone nuove e con differenti background. È stato favorito lo scambio interculturale, il miglioramento delle abilità comunicative ed interpersonali, la promozione della solidarietà e la riduzione della discriminazione sociale fra tutti coloro che, a diverso titolo, sono entrati in contatto con i volontari. intento principale del progetto è stato, quindi, non solo quello di offrire assistenza, ma di insegnare ai >>

PARTECIPANTI AL PROGETTO 2 RAGAZZE ESTONI DI 19 E 26 ANNI, 1 RAGAZZA TURCA DI 23 ANNI, 1 RAGAZZO POLACCO DI 20 ANNI, 1 RAGAZZO BELGA DI 26 ANNI


la metodologia utilizzata, insieme alla solidità del partenariato, ha rappresentato un punto di forza del progetto, consentendo di conseguire gli obiettivi prefissati sia dal punto di vista dello stimolo e del benessere dei bambini, sia della crescita dei volontari.

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LE ATTIVITÀ Tutte le organizzazioni coinvolte hanno preso parte alle attività di progetto e hanno collaborato fin dalla fase di selezione dei volontari e di strutturazione delle attività specifiche. hanno realizzato per i ragazzi materiale informativo, hanno organizzato meeting, momenti di confronto e approfondimento, assicurandosi che i volontari fossero preparati e pronti ad affrontare un’esperienza di volontariato all’estero. Il progetto ha previsto la presenza di due mentori, uno per ogni struttura ospitante, che hanno facilitato l’inserimento dei giovani volontari nel contesto locale, li hanno aiutati ad orientarsi nella nuova realtà, nel percorso di apprendimento e nella gestione delle relazioni con le strutture ospitanti per tutta la durata del progetto. I volontari hanno supportato lo staff delle strutture ospitanti nel lavoro quotidiano e particolarmente nell’organizzazione di attività di intrattenimento. hanno aiutato nell’organizzazione dei pasti, hanno aiutato i bambini nel fare i compiti dopo la scuola, hanno organizzato e coordinato attività ricreative ed educative come giochi all’aria aperta, cinema, piscina e musical workshop. la metodologia utilizzata è stata incentrata sull’educazione non formale, lo scambio di competenze e conoscenze fra pari e il learning by doing: ciò ha permesso ai volontari di esprimere al meglio le proprie potenzialità. I volontari, infatti, hanno dato un apporto essenziale nell’ideazione e nella gestione di attività educative e ricreative per i bambini che hanno beneficiato della loro energia e creatività. “WITh OuR EVS PROjECT WE WAnT TO OFFER TO ThE VOlunTEERS ThE POSSIBIlITY TO EXPERImEnT A nOn-FORmAl EDuCATIOn, TO DISCOVER AnD DEVElOP OWn PROFESSIOnAl COmPETEnCES, TO ACQuIRE InTERPERSOnAl AnD COmmunICATIOn SKIllS, BESIDES TO PROmOTE ThEIR PERSOnAl GROWTh”.

>> bambini che è un loro diritto poter crescere “giocando”, in un ambiente in cui la condizione dell’infanzia sia promossa e difesa al fine di assicurare loro una crescita fisica e psicologica in un’atmosfera sicura e serena.

ALTRO DA SAPERE... la visibilità del progetto è stata assicurata attraverso la realizzazione e la diffusione di materiale cartaceo, il sito web delle organizzazioni coinvolte, i social network e l’organizzazione di info-day che hanno coinvolto i volontari stessi nelle attività di promozione. alcuni dei volontari hanno scritto delle testimonianze per far conoscere la propria esperienza, le sensazioni vissute e stimolare i ragazzi a prendere parte ad uno sVe, pubblicandole sul sito interculturalità e comunicazione.


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Pathway to Europe VOLONTARIATO EDUCATIVO E CITTADINANZA EUROPEA IL PROGETTO PAThWAY TO EuROPE è uno SVE individuale della durata di due mesi che ha coinvolto Elodie, una volontaria italiana di 20 anni, originaria delle mauritius. la struttura ospitante è stata l’Associazione Giovanile Peniche che fornisce attività di tempo libero per i bambini e giovani in una zona rurale molto povera del Portogallo. l’ambito in cui si è svolto il progetto è quello che da Elodie era stato definito “un sogno da inseguire” e che ha maturato e realizzato durante precedenti esperienze internazionali e con la preparazione avvenuta da casa. Il percorso della ragazza non è iniziato con questo servizio, ma si è costruito nel corso di più di un anno, grazie ad una partecipazione step by step a diversi progetti con l’Associazione CEmEA del mezzogiorno,

PARTECIPANTI AL PROGETTO 1 RAGAZZA DI 20 ANNI

> si parla di... cittadinanza europea partecipazione giovanile inclusione > azione 2 > annualita': 2009 > luoGo di realizzazione: peniche (portogallo) > proMotore ricHiedente ceMea del MezzoGiorno onlus www.cemeadelmezzogiorno.it > partner -associaçao Juvenil peniche

OBIETTIVO RAGGIUNTO le attività hanno promosso la cittadinanza europea, la cooperazione attiva tra i giovani ed hanno favorito l’inclusione sociale di persone con minori opportunità.il progetto ha rappresentato per la volontaria una concreta opportunità di accrescimento di autostima e autonomia, permettendole di scoprirsi come una persona capace di gestire la propria vita e di avere dei progetti per il futuro, consapevole dell'impegno e delle tappe necessarie per poterli realizzare. “nOnOSTAnTe iO nOn SiA eUrOpeA mi SOnO Sempre SenTiTA TAle. ii fATTO di pOTer cOnOScere l'eUrOpA è Un'OppOrTUniTà che TUTTi i giOvAni dOvrebberO cOgliere e ciò li AiUTerebbe nellA lOrO creSciTA pSicOlOgicA e SOciAle”.


>53 con la quale Elodie aveva già stabilito nel tempo una forte relazione di fiducia. Elodie aveva già partecipato a progetti Gioventù in Azione (prima uno scambio internazionale, poi uno SVE collettivo di breve durata e infine lo SVE individuale a Peniche), quindi l’intero suo percorso può essere considerato un follow up personale. Pathway to Europe ha conseguito gli obiettivi previsti e, grazie ai contatti e alla collaborazione tra Elodie, le associazioni e la comunità locale, è riuscito ad incidere positivamente su di essa.

LE ATTIVITÀ Il servizio della volontaria ha riguardato l’organizzazione e l’implementazione di attività di educazione non formale e di carattere ricreativo rivolte a bambini dai 5 ai 10 anni che vivono in una delle principali zone rurali del Portogallo. la volontaria ha collaborato nella realizzazione di workshop artistico-culturali (origami, balli, giochi tradizionali), nelle attività ludico-ricreative come giochi di gruppo e sport e nell’accompagnamento e supporto dei bambini durante la mensa. nei due mesi di SVE a Peniche, ha avuto la possibilità di partecipare ad altri progetti potendo dare il suo contributo alla loro realizzazione: lo scambio internazionale “Water media Interaction” e la fiera del libro “Abril livros mil”. la volontaria ha ricevuto un costante supporto da parte dell’organizzazione d’invio e di quella ospitante che le hanno garantito una perfetta integrazione nel servizio, nella comunità locale e con gli altri volontari con cui viveva. Significativo il percorso di crescita intrapreso, che l’ha portata ad acquisire molteplici e differenti competenze tecniche, linguistiche, interpersonali e multiculturali.

ALTRO DA SAPERE... durante il progetto, la volontaria ha avuto continui contatti con la comunità locale: i bambini e i loro genitori, gli amici, i colleghi e i ragazzi che frequentavano gli spazi dell'associazione. e’ risultato molto positivo per la cittadinanza di peniche conoscere una persona proveniente da un altro paese e da una differente cultura, dando la possibilità di respirare un po’ di “europeismo” e rafforzando il concetto di cittadinanza europea. la visibilità è stata assicurata attraverso la pubblicizzazione sui siti di ceMea del Mezzogiorno e dell’associaçao Juvenil de peniche, che contengono una pagina web dedicata allo sVe, con la realizzazione di incontri di promozione, con il coinvolgimento di radio e media locali e, infine, con l’organizzazione di uno spettacolo culturale aperto al pubblico.


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Hearts with hands VOLONTARIATO E MINORI OPPORTUNITÀ

IL PROGETTO Hearts with hands è uno SVE di gruppo, della durata di 8 mesi, che ha coinvolto quattro volontarie provenienti da Polonia, Spagna, Francia e lituania. le attività hanno promosso la partecipazione attiva e l'inclusione sociale di giovani con minori opportunità, accrescendo la solidarietà e favorendo il dialogo interculturale all'interno delle comunità locali del territorio della Provincia di Vicenza. Il progetto ha conseguito i risultati previsti e messo in evidenza diversi punti di forza: da un partenariato unito e attivamente coinvolto ai prodotti realizzati, alla visibilità di cui ha goduto, al positivo impatto locale.

> si parla di... inclusione di giovani partecipazione attiva > azione 2 > annualita': 2010 > luoGo di realizzazione: provincia di Vicenza > proMotore ricHiedente progetto zattera Blu società cooperativa sociale onlus www.progettozatterablu.it > partner stowarzyszenie polites -aipc, pandora -cidJ -nGo Jaunatne smaidam/Youth for smile -adelante società cooperativa sociale onlus -radicà società cooperativa sociale onlus -saMarcanda società cooperativa sociale onlus

OBIETTIVO RAGGIUNTO le attività di progetto hanno offerto un'importante possibilità di confronto e scambio interculturale sia all'interno del gruppo delle volontarie, che con i giovani del contesto locale. il progetto ha promosso l'inclusione sociale e l'esercizio della cittadinanza attiva e responsabile. le volontarie hanno potuto esprimere la propria creatività e imprenditorialità nell'ideazione e gestione di attività educative, ricreative e comunicative, intraprendendo un percorso di crescita >>

PARTECIPANTI AL PROGETTO 3 RAGAZZE DI 25 ANNI E 1 RAGAZZA DI 24 ANNI, PROVENIENTI DA POLONIA, SPAGNA, LITUANIA E FRANCIA


LE ATTIVITÀ Tutte le volontarie sono state scelte per la forte motivazione e l'entusiasmo dimostrato nel voler lavorare con gli ospiti delle strutture coinvolte, per la propria personalità e il carattere, per la considerazione del volontariato come strumento per esprimere la cittadinanza attiva e favorire il proprio sviluppo personale. hanno preso parte al progetto fin dalla fase di preparazione, collaborando con le organizzazioni d'invio e di ospitalità. hanno ricevuto una formazione pre-partenza organizzata dalle rispettive Agenzie nazionali, quella all'arrivo e intermedia organizzate dall'Agenzia nazionale Italiana; infine, hanno preso parte alla valutazione finale al termine del progetto. hanno seguito un corso intensivo di lingua italiana della durata di 82 ore che prevedeva una full immersion iniziale per permettere loro di cominciare subito a parlare in italiano. le ragazze sono state costantemente seguite dalle organizzazioni ospitanti e di coordinamento attraverso un monitoraggio attento e continuo. Il mentore ha gestito sessioni formative ad hoc per limitare gli effetti dell'impatto culturale e garantire il miglior inserimento possibile nel contesto locale, supportandole dal punto di vista lavorativo e personale per tutta la durata delle attività, mantenendo costanti contatti con le volontarie.

>55 >> personale, culturale e professionale. "QUAndO SOnO ArrivATA QUi AvevO lO STereOTipO dell'iTAliAnO che mAngiA mOlTA pASTA" "e penSi SiA cOSì?" "Si cASpiTA!!!". il progetto ha favorito la partecipazione dei partecipanti nel contesto locale a prescindere dal loro background, nazionalità e religione, eliminando gli ostacoli attraverso la diffusione d'informazioni sulle opportunità offerte dal territorio. sono stati realizzati workshop/seminari per la promozione della cittadinanza attiva sul tema dello sviluppo sostenibile e della sensibilizzazione verso la cooperazione allo sviluppo. si è favorito il processo di orientamento personale e professionale delle ragazze coinvolte e diffuso il valore del volontariato quale risorsa per la crescita della comunità locale e strumento di promozione dell'inclusione sociale e dei valori europei di solidarietà e tolleranza.la volontaria spagnola, al suo rientro, ha lavorato per un periodo nell’informaGiovani della sua città, per poi decidere di tornare in italia e lavorare come educatrice in un progetto per una comunità per minori. Finita questa collaborazione, ha frequentato un master presso l’università di padova per specializzare la sua laurea in psicologia sociale. contemporaneamente ha partecipato ad un corso sul fund raising che prevedeva un tirocinio in un'azienda o organizzazione che si è tenuto presso il progetto zattera Blu, la stessa organizzazione che aveva coordinato quattro anni prima il suo sVe. cristina ora lavora lì con un ruolo legato alla progettazione in ambito europeo, allo sviluppo della comunicazione e dei social media e si occupa anche della ricerca di nuove forme e opportunità di raccolta fondi.


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l'iniziativa progettuale è stata finalizzata a promuovere la partecipazione attiva e l'inclusione sociale di giovani con minori opportunità, nello specifico figli di immigrati o appartenenti a minoranze etniche, religiose o linguistiche, attraverso il lavoro delle volontarie in sinergia con educatori di comunità e animatori di strada. l'obiettivo trasversale, invece, è stato permettere alle volontarie di acquisire nuove competenze e abilità, una nuova lingua e una maggiore consapevolezza del loro essere europee e di se stesse in generale. le volontarie hanno svolto attività a sostegno dello staff delle strutture ospitanti soprattutto nell'organizzazione di eventi a carattere ludico-ricreativo ed educativo, come laboratori, incontri con le scuole, attività di comunicazione, corsi di lingua straniera, informazione e organizzazione del tempo libero. hanno, inoltre, realizzato un'attività trasversale finalizzata alla creazione di un video finale di presentazione dello SVE.

ALTRO DA SAPERE... l'impatto è stato positivo non solo sui beneficiari diretti delle attività, ma in generale su tutta la comunità locale all'interno della quale le volontarie hanno operato, rappresentando per tutti un'importante possibilità di incontro interculturale. sono stati coinvolti nelle attività istituti scolastici, associazioni giovanili ed enti locali del territorio. le volontarie si sono rese disponibili a svolgere un ruolo di peer support con i volontari futuri e hanno fornito consulenza su una pagina Facebook sul tema del volontariato europeo ai giovani interessati. la visibilità del progetto è stata garantita attraverso la realizzazione e la diffusione di materiale cartaceo, la realizzazione di eventi di promozione, il coinvolgimento dei media locali, articoli di giornale e il web, tramite un racconto con le testimonianze delle volontarie.


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intercultural learning and mobility for young people vi CULTURA, INTERCULTURA E INTEGRAZIONE IL PROGETTO intercultural learning and mobility for young people Vi è uno SVE di gruppo che si è realizzato a Padova e ha coinvolto 5 volontari: una ragazza proveniente dalla lettonia, tre dalla Spagna, da tre partner d’invio differenti, e una dall’ ungheria. In tre sono stati accolti presso l'associazione mimosa che realizza attività d’integrazione sociale legate all'accoglienza di minori immigrati, alla prevenzione del fenomeno della prostituzione, alla promozione delle pari opportunità e al recupero di aree delle città degradate. uno è stato i supporto ai volontari dell'Associazione StudentiPer nell'organizzazione e gestione delle varie iniziative, come la gestione

> si parla di... cittadinanza europea partecipazione dei giovani dimensione interculturale > azione 2 > annualita': 2011 > luoGo di realizzazione: padova > proMotore ricHiedente Xena centro scambi e dinamiche interculturali www.xena.it > partner -asociación colectivo de lesbianas y Gays de almería colega, almería -zemgale nGo support centre -artemisszió alapítvány -Fundación paideia Galiza -asociación para la integración y progreso de las culturas -studentiper -associazione Mimosa

OBIETTIVO RAGGIUNTO attraverso l’utilizzo di tematiche quali la cittadinanza europea, la partecipazione e la dimensione interculturale, questo sVe ha fatto in modo che i giovani volontari riuscissero ad avere un forte impatto in termini di inclusione sociale: rapportandosi giorno dopo giorno con persone dal background sociale e culturale diverso e problematico, ne ha sottolineato le potenzialità rendendo possibile un percorso di crescita comune.

PARTECIPANTI AL PROGETTO 5 GIOVANI TRA I 21 E I 28 ANNI PROVENIENTI DA LETTONIA, SPAGNA E UNGHERIA


del circolo culturale e dell'aula studio e l’organizzazione di incontri, spettacoli, concerti e mostre. l’ultimo ha realizzato un servizio a supporto dello staff, nelle attività rivolte a gruppi di giovani con necessità particolari quali problemi di tipo sociale ed economico, di origini Rom, figli di rifugiati, con problemi di abuso di alcool e droghe. la visibilità del progetto, il coinvolgimento della comunità locale e la cooperazione dei volontari hanno rappresentato i principali fattori di successo del servizio, che ha pienamente raggiunto gli obiettivi previsti.

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LE ATTIVITÀ Prima della partenza tutti i volontari hanno fruito di una preparazione comune nel loro Paese d’invio, realizzata in stretta collaborazione con l’ente ospitante e di coordinamento. Il mentor ha avuto un ruolo molto importante: attraverso incontri periodici prefissati e incontri informali ha analizzato gli obiettivi formativi dei volontari, li ha aiutati ad inserirsi nella comunità locale di Padova e a conoscere le opportunità culturali e sociali della città. Tutti i volontari hanno molto apprezzato la sua presenza, il fatto che avesse un età molto simile alla loro e che avesse partecipato a sua volta al servizio di volontario europeo. Arrivati a Padova, i volontari si sono inseriti nelle rispettive associazioni di accoglienza portando un valore aggiunto alle attività che già venivano realizzate. Il servizio ha riguardato attività di animazione e culturali con gruppi di giovani stranieri e italiani; accompagnamento e aiuto scolastico con minori stranieri non accompagnati e giovani italiani segnalati dai servizi sociali, accolti nelle case gestite dall’associazione. Il lavoro di una volontaria si è svolto principalmente nell’università di Padova dove ha preso parte all’organizzazione di eventi culturali come il festival “across the università”, un viaggio d’istruzione in Austria, il cineforum, incontri e dibattiti, e una serie di eventi contro la violenza sulle donne. SPAzIO è STATO lASCIATO AllA CREATIVITà E AllO SPIRITO D’InIzIATIVA DEI VOlOnTARI, ChE hAnnO AVuTO mODO DI PRESEnTARE IDEE E PROPOSTE PER nuOVE ATTIVITà DA REAlIzzARE, SInGOlARmEnTE O COllABORAnDO TRA lORO. Da qui sono nate alcune serate incentrate sulla preparazione di piatti tipici e la proiezione di film a tema, alle quali hanno partecipato molti giovani italiani e stranieri, dando ai volontari la possibilità di presentare i loro Paesi di provenienza, conoscere altri giovani e diffondere lo SVE e Gioventù in Azione attraverso la loro esperienza diretta.

ALTRO DA SAPERE... tutti gli enti coinvolti nel progetto hanno contribuito alla diffusione dandone notizia nelle loro reti locali e nelle loro pagine web, organizzando incontri tra i volontari di ritorno e altri giovani interessati all'esperienza. i volontari, hanno dato grande visibilità a tutto il programma, sia in maniera informale che non formale, tra i giovani con cui venivano a contatto e con incontri e attività pubbliche nella giornata del volontariato, nel festival della cittadinanza e in quello della musica, in incontri giovanili, nelle scuole e nelle università, e durante la settimana europea. È stato prodotto materiale, quale foto e dvd, diffuso tramite siti e social network. È stata realizzata una pubblicazione chiamata “Frammenti di sVe” in cui ognuno dei 5 volontari ha raccontato un episodio significativo del proprio sVe. i racconti sono in italiano, spagnolo o inglese e, in alcuni casi, in doppia lingua per aumentarne la fruibilità. È stato raggiunto un miglioramento delle competenze e l’incremento della partecipazione attiva, un importante processo di scambio e dialogo interculturale e interpersonale. tramite l’apprendimento non formale i volontari si sono aperti agli altri, riuscendo sempre a trovare spazi e modi per coinvolgere a loro volta nelle proprie realtà e tradizioni coloro con cui venivano a contatto.


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Take a walk on the ritual side PASSEGGIATE INTERCULTURALI IL PROGETTO lo scambio multilaterale “take a Walk on the ritual side” ha avuto luogo ad Alba (Cn) e ha coinvolto giovani provenienti da CInQuE diversi Paesi: Italia, Bosnia Erzegovina, Croazia, lituania e Serbia. la tematica dello scambio ha riguardato la riflessione sui riti e gli usi che caratterizzano la vita delle persone nelle differenti culture, al fine di “conoscere e comprendere” l’Altro e aumentare lo spirito di tolleranza. I principali punti di forza sono stati la metodologia adottata e la capacità delle attività di stimolare la partecipazione dei giovani e di coinvolgerli pienamente nel progetto, portandoli a raggiungere gli obiettivi prefissati.

> si parla di... rafforzamento della società civile, cittadinanza e democrazia dialogo interetnico e interreligioso > azione 3.1 > annualita': 2007 > luoGo di realizzazione: alba (cn) > proMotore ricHiedente cooperativa sociale o.r.s.o www.cooperativaorso.it > partner -centre for creative arts (Krc) -local democracy agency zavidovici -local democracy agency sisak -local democracy center lda

OBIETTIVO RAGGIUNTO riTi, cOSTUmi e TrAdiziOni cOSTiTUiScOnO le rAdici dellA SOcieTà, cOnOScerli SignificA cOmprendere gli AlTri. Questo ha reso possibile lo scambio, ha permesso ai giovani di comprendere i loro coetanei, dando loro modo di scoprire i valori caratteristici delle diverse culture presenti, di conoscerne religioni ed usi, in un’ottica di confronto continuo. i ragazzi sono stati continuamente sollecitati a mettersi nei panni degli altri e porsi nella prospettiva di chi è diverso da sé.lo scambio ha favorito e promosso l’apprendimento interculturale e il dialogo interreligioso, offrendo ai giovani la possibilità di confrontare le diverse religioni e riflettere sull’importanza della tolleranza e della comprensione reciproca. >>

PARTECIPANTI AL PROGETTO 30 GIOVANI TRA I 15 E I 25 ANNI, 10 RAGAZZI E 20 RAGAZZE


LE ATTIVITÀ le attività hanno avuto come sede centrale il Centro Giovani h zone, struttura comunale destinata ai ragazzi. l’attività principale è consistita nella realizzazione di due laboratori, d’arte e di teatro, che hanno dato vita ad opere artistiche, grafiche e teatrali. le opere sono state presentate pubblicamente presso il Centro Giovani. lo scambio è stato arricchito con diverse attività di energizers e giochi di conoscenza (il gioco della festa in cravatta, il tappeto volante, il gioco di ruolo “Albatros”) volti a rompere il ghiaccio tra i partecipanti e a chiarire loro il contesto di educazione non formale in cui sono stati coinvolti. Ci sono stati momenti di racconto e presentazione delle associazioni, dei Paesi di provenienza e dei riti che li contraddistinguono. I gruppi provenienti dalle repubbliche dell'ex Yugoslavia hanno presentato i propri lavori accompagnati da canti tipici e indossando i costumi tradizionali. è stato organizzato un World cafè, nel corso del quale sono state sollecitate specifiche domande, come ad esempio: quali sono i riti nel vostro gruppo di amici? quali sono i vostri riti domestici? quali sono i vostri riti pubblici/nazionali? i vostri riti religiosi? che influenza ha la globalizzazione sui vostri riti?. In tutte le attività proposte i ragazzi hanno partecipato attivamente e gli animatori dei diversi gruppi hanno cooperato nella conduzione delle stesse. Infine, i ragazzi hanno partecipato alla cena per la raccolta fondi realizzata dall’Associazione di Volontariato Strani Vari e hanno visitato e incontrato gli studenti del liceo Artistico P. Gallizio di Alba.

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>> i ragazzi hanno avuto l'occasione di sperimentare un percorso di acquisizione di know-how, condiviso con gli altri partecipanti ma anche direttamente con i propri compagni di scuola, assumendo il ruolo di moltiplicatori dei metodi e degli obiettivi dello Youth in action programme.

ALTRO DA SAPERE... i partecipanti hanno avuto la possibilità di sperimentare un approccio critico e virtuoso alla differenza, un senso di tolleranza reciproco e di mutua accettazione. sollecitati ad un approccio empatico alla diversità, i ragazzi hanno preso consapevolezza di se stessi e del proprio vissuto, raccontandosi agli altri e ascoltandoli a loro volta. infine, hanno elaborato un progetto comune durante il quale sono stati chiamati a immaginare un'europa ideale in cui ognuno potesse riconoscersi.


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youth policies in Europe and Caucasus IDEE IN CIRCOLAZIONE IL PROGETTO lo scambio multilaterale Youth policies in europe and caucasus si è svolto tra la cittadina di nichelino (TO) e le montagne di Pian Paris e ha coinvolto 30 giovani provenienti da Italia, Armenia, Bielorussia, Georgia, lettonia e Germania. Prosecuzione di un progetto iniziato nel 2008 con lo scopo di creare un "ponte" tra Europa orientale e occidentale, Youth policies in Europe and Caucasus ha voluto promuovere lo scambio di idee e lo sviluppo di "buone pratiche" di cooperazione tra giovani, istituzioni locali, operatori e organizzazioni giovanili, facendo riflettere sulle politiche giovanili in Europa e stimolando il dialogo tra giovani

> si parla di... politiche giovanili > azione 3.1 > annualita': 2009 > luoGo di realizzazione: nichelino (to) > proMotore ricHiedente cooperativa sociale allegro con moto a r.l www.allegroconmoto.it > partner -stepanavan Youth center nGo (sYc) -egea Minsk, gruppo informale -association atinati -Kreisjugendring storman e.V. -association Youth for society

OBIETTIVO RAGGIUNTO cOnOScerSi, rifleTTere e cOnfrOnTArSi SUlle prOblemATiche dei giOvAni e delle pOliTiche giOvAnili. il progetto ha dato a giovani provenienti da culture e realtà differenti, ma accomunati dalla difficoltà di incidere sulle decisioni e sulle politiche che li riguardano, questa opportunità. attraverso l'utilizzo di tecniche di apprendimento non formale e la realizzazione di laboratori (video, photostory, writing, making) è stata stimolata e sviluppata la creatività e l'innovazione. le molteplici attività svolte dai partecipanti hanno, inoltre, permesso di sviluppare capacità quali l'apprendimento interculturale, il lavorare in gruppo e la cooperazione che risulteranno molto utili per il futuro percorso di studio e/o >>

PARTECIPANTI AL PROGETTO 30 GIOVANI TRA I 15 E I 25 ANNI, 12 RAGAZZI E 18 RAGAZZE


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e autorità. Il progetto ha raggiunto con successo gli obiettivi che si poneva, evidenziando un’adeguata scelta della metodologia utilizzata e una piena partecipazione dei giovani alle attività.

LE ATTIVITÀ le attività si sono orientate alla conoscenza reciproca dei partecipanti attraverso: ice-breaking games (giochi di conoscenza "rompi ghiaccio"), attività di socializzazione, esercizi di team building (attività propedeutiche alla formazione del gruppo) e di valutazione giornaliera (reflections groups) che hanno permesso ai partecipanti di riflettere sul programma quotidiano e sulle dinamiche di gruppo. è stato approfondito il tema dello scambio attraverso momenti di dibattito e discussione e sviluppata la dimensione creativa ed artistica dei giovani con la realizzazione di laboratori quali: video, photostory, writing, making. le attività si sono, inoltre, concentrate sulla riscoperta del patrimonio culturale ed ambientale locale e sull'apprendimento interculturale. In particolare, è stato realizzato un "gioco interculturale" finalizzato al confronto tra i diversi elementi di ciascuna cultura, enfatizzando le difficoltà che si incontrano quando ci si avvicina ad una "nuova" cultura di cui si conosce poco. Infine, nel corso dello scambio, sono stati realizzati incontri con le realtà associative locali.

>> lavorativo dei ragazzi. i momenti di confronto e scambio di esperienze con le realtà associative del posto hanno favorito la promozione della cittadinanza attiva.

ALTRO DA SAPERE... lo scambio si è realizzato attraverso il coinvolgimento e la partecipazione attiva dei giovani nelle diverse fasi del progetto (ideazione, organizzazione, realizzazione e valutazione). i ragazzi hanno promosso la partecipazione giovanile, favorendo occasioni d'incontro anche con giovani non appartenenti al gruppo promotore, con le istituzioni e le realtà associative del territorio. in relazione agli obiettivi conseguiti, il progetto ha promosso la cooperazione e lo scambio di idee e "buone pratiche" di cooperazione tra giovani, operatori giovanili, organizzazioni giovanili e istituzioni locali. in particolare, i partecipanti hanno individuato gli elementi condivisi sul tema della "partecipazione" formulando una definizione comune e offrendo un contributo attivo.


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Child protection and safety guidelines for youth exchanges organisation SCAMBI IN SICUREZZA IL PROGETTO Il progetto, incentrato sulla realizzazione di un seminario riguardante il tema della tutela dei minori nelle attività di scambio giovanile, si è svolto a Torino da febbraio a settembre 2008 ed ha visto la partecipazione di giovani provenienti da 15 diversi paesi. l’iniziativa ha voluto supportare gli organizzatori di scambi giovanili con ragazzi adolescenti, nei quali è richiesta una particolare attenzione. A tal fine sono state analizzate le differenze culturali sul tema della protezione e sicurezza

> si parla di... politiche giovanili inserimento sociale > azione 4.3 > annualita': 2007 > luoGo di realizzazione: torino > proMotore ricHiedente stranaidea s.c.s. www.stranaidea.it > partner -Barcelona Voluntaria -international Youth centre Villa elba -nGo Barbastro -donitra o.s. -people et culture lr -european union Youth cooperation organisation -Youth center, Haskovo -opportunity and protection association -the Base -actor -Youngsters without borders -nGo radi Vidi pats -rep (cisv), torino -coordinadora infantile y junenil de tempo libre de Vallecas -dock europe -Kikoto, szentendre

OBIETTIVO RAGGIUNTO “pArTecipAre in SicUrezzA”, Un principiO fOndAmenTAle per TUTTi i prOgeTTi di giOvenTù in AziOne. ancor di più quando coinvolgono adolescenti. la tutela dei giovani che prendono parte al programma rappresenta una tematiche delicata, che merita di essere analizzata e approfondita anche in virtù delle differenze culturali e giuridiche che caratterizzano i diversi paesi partecipanti a Gioventù in azione.il seminario si è basato su un processo di apprendimento interculturale che ha stimolato la creatività, la partecipazione attiva e l’iniziativa personale dei giovani coinvolti. l’adozione di metodologie non formali e la condivisione di strumenti di lavoro interattivi hanno facilitato la corretta gestione dei rischi e una maggior >>

PARTECIPANTI AL PROGETTO 22 GIOVANI, 7 RAGAZZI E 15 RAGAZZE


dei bambini e sono state identificate strategie ideali di prevenzione del rischio. I risultati sono stati raccolti ed elaborati in una “Guida di buone pratiche” finalizzata a proteggere i ragazzi durante gli scambi. Guida che rappresenta il prodotto finale del seminario, valido e adeguatamente diffuso a livello nazionale ed europeo, e costituisce, unitamente alla metodologia adottata nel corso delle attività, il punto di forza del progetto.

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LE ATTIVITÀ Il seminario ha sensibilizzato i giovani operatori impegnati nell’organizzazione di scambi internazionali di minori sul tema della sicurezza del bambino, la prevenzione e la gestione dei rischi legati ad attività di scambi giovanili. Durante la prima sessione del seminario è stata illustrata la normativa dei paesi partecipanti al Programma “Gioventù in Azione” in materia di rischio e protezione del bambino. Successivamente, i partecipanti sono stati coinvolti in attività di conoscenza durante le quali si è fatto ricorso a tecniche e metodi di educazione non formale tra cui workshop, attività partecipative (esercizi, giochi, casi di studio, simulazioni) e scambio di pratiche ed esperienze (gruppi di lavoro e debriefing). In plenaria, i partecipanti hanno argomentato sul tema del seminario e si sono confrontati attraverso domande e discussioni. Al seminario i partecipanti hanno esplorato l’insieme dei rischi e la personale percezione degli stessi; hanno valutato i diversi atteggiamenti nei confronti del rischio e hanno individuato le strategie per controllare il rischio percepito. una sessione del seminario è stata riservata al rischio inerente le attività di scambio giovani a livello internazionale. In particolare, è stato analizzato il rischio prima, durante e dopo lo scambio.

>> protezione dei ragazzi. i partecipanti al seminario hanno acquisito competenze tecniche, organizzative e sociali in grado di migliorare la qualità dei progetti di scambio. Hanno conosciuto le norme degli altri paesi in materia di tutela dei bambini e le abitudini culturali dei paesi partner. attraverso il progetto, sono state inoltre promosse le buone pratiche sulla sicurezza e protezione dei minori a livello nazionale e internazionale.

ALTRO DA SAPERE... “la guida di buone pratiche“ in materia di sicurezza e prevenzione dei rischi è stata elaborata dai partecipanti e successivamente diffusa tra i partner e gli operatori che organizzano scambi di giovani con adolescenti e persone con minori opportunità. la documentazione realizzata è stata presentata durante una conferenza finale alla quale hanno partecipato le istituzioni pubbliche, le organizzazioni giovanili e chi era interessato a conoscere i risultati del progetto. per garantire la massima diffusione della guida sono state coinvolte la commissione europea, le agenzie nazionali, associazioni e onG.


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Steps toward youthpass

> si parla di... consapevolezza europea politiche giovanili > azione 4.3 > annualita': 2007 > luoGo di realizzazione: Miazzina (Vco) > proMotore ricHiedente Vedogiovane società cooperativa sociale www.vedogiovane.it > partner -Bryson charitable Group -asociacion Juvenil intercambia -Yes, Youth exchange service -Kikotoegyesulet -international Youth centre Villa elba -repere association for european integration -coordinadora infantil y Juvenil de tiempo libre de Vallecas

YOUTHPASS A REGOLA D’ARTE IL PROGETTO “steps toward youthpass” è stato realizzato a miazzina (VCO) da febbraio a novembre 2008. I partecipanti, 16 giovani e 3 esperti, hanno condiviso esperienze, metodologie e strumenti finalizzati a un uso ottimale dello Youthpass, sistema standard europeo sviluppato per migliorare il riconoscimento e la convalida dell’apprendimento non formale nell’ambito del programma Gioventù in Azione. Il progetto ha previsto la realizzazione di un seminario al quale hanno partecipato operatori giovanili, educatori, formatori ed esperti di educazione non formale, al fine di confrontarsi sullo Youthpass e sui mezzi necessari per renderlo uno strumento di animazione.

OBIETTIVO RAGGIUNTO YOUThpASS, nOn Un Semplice ATTeSTATO di pArTecipAziOne, mA Un dOcUmenTO che cerTificA l’eSperienzA fATTA e ricOnOSce le cOmpeTenze AcQUiSiTe. proprio per l’importanza che riveste, il seminario è stato incentrato su di esso, investendo, attraverso l’analisi dello Youthpass, una priorità della commissione europea quale il riconoscimento dell’apprendimento non formale. >>

PARTECIPANTI AL PROGETTO 16 GIOVANI, 5 RAGAZZI E 11 RAGAZZE


l’obiettivo principale è stato preparare persone e organizzazioni a utilizzare lo Youthpass, al fine di aumentare la qualità dei progetti Gioventù in Azione, sensibilizzare i partecipanti sui principi e la validità dell’ apprendimento non formale e sui vantaggi del suo riconoscimento. Obiettivo raggiunto attraverso il coinvolgimento e il contributo di tutti i partecipanti e la realizzazione di un prodotto finale in grado di favorire l’implementazione dello Youthpass nel Programma.

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LE ATTIVITÀ nei mesi precedenti il seminario, i partecipanti si sono scambiati informazioni rispetto al tema da trattare; hanno condiviso i materiali da utilizzare e insieme hanno elaborato il programma da seguire. Programma che è stato incentrato sulle metodologie volte all’implementazione dello Youthpass. Successivamente alla prima fase, che ha coinvolto i partecipanti in attività di conoscenza interpersonale e di condivisione del programma del seminario, i giovani si sono confrontati su esperienze e conoscenze relative al tema dell’apprendimento non formale. I gruppi di lavoro, hanno condiviso esperienze nell’utilizzo dello Youthpass e hanno approfondito la conoscenza delle key competences e del loro utilizzo nel programma Gioventù in Azione. Attraverso un report delle attività, i gruppi di lavoro si sono scambiati idee e opinioni in merito ai risultati raggiunti. In plenaria i gruppi hanno argomentato la necessità di pianificare azioni per favorire una cooperazione a livello europeo sugli strumenti di riconoscimento delle competenze. nella sessione finale del seminario i partecipanti hanno fatto uso dello Youthpass per esprimere la soddisfazione rispetto al seminario stesso. Tutte le attività e le metodologie adottate sono state valutate quotidianamente attraverso strumenti di feedback veloce.

>> Grazie al seminario, animatori, formatori e tutor esperti nel programma Gioventù in azione si sono formati sull’uso dello Youthpass come strumento di convalida dell'apprendimento non formale, avviando un processo reale per la sua affermazione e il suo riconoscimento.

ALTRO DA SAPERE... il seminario ha portato a riflettere sullo strumento dello Youthpass e sull’ importanza che assume nella certificazione delle competenze acquisite dai partecipanti durante i progetti Gioventù in azione. inoltre, ha permesso un confronto costruttivo relativamente allo Youthpass in altre azioni del programma, portando alla realizzazione di un cd-rom che ha raccolto tutte le diverse metodologie e gli strumenti elaborati dai partecipanti riguardo alla sua implementazione in Gioventù in azione.


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vvv valorisation of the value of volunteering IL VOLONTARIO NELLO SVE

> si parla di... consapevolezza europea politiche giovanili > azione 4.3 > annualita': 2009 > luoGo di realizzazione: pavia > proMotore ricHiedente csVnet www.csvnet.it > partner -csV pavia -esta saltes -proatlantico -Multikultura -Vereinigung junger Freiwillinger e V. center for Youth coperation and Mobility -international Youth iniciativ association -Mtu noortevahetuse arengu uhing estyes -zemgale nGo centre -Jeunes adans le Volontariat et les Voyages alternatives -etudes et chantiers/unarec

IL PROGETTO

OBIETTIVO RAGGIUNTO

Il progetto VVV - Valorisation of the value of volunteering ha riguardato la realizzazione di un seminario incentrato sul Servizio di Volontariato Europeo (SVE), al quale hanno preso parte 11 giovani, 2 facilitatori e 3 persone come supporto staff. Il seminario ha offerto ai partecipanti un’opportunità per riflettere, >> >>scambiarsi informazioni ed esperienze relativamente alla gestione e al sostegno dei volontari europei, prima, durante e dopo il servizio di volontariato.

il progetto è nato per rispondere ad un’esigenza ben precisa, manifestata dai centri servizi per il Volontario (csV): idenTificAre e cOndividere UnA prASSi cOmUne, cApAce di rendere i vOlOnTAri cOnSApevOli dellA lOrO eSperienzA e di vAlOrizzArne i riSUlTATi. >>

PARTECIPANTI AL PROGETTO 11 GIOVANI, 8 RAGAZZE E 3 RAGAZZI


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I risultati di queste riflessioni, frutto del clima partecipativo che ha contraddistinto il seminario, sono stati elaborati sotto forma di linee Guida, realizzando uno strumento pratico, ad uso delle organizzazioni impegnate nello SVE, in grado di contribuire a valorizzarne i progetti.

LE ATTIVITÀ nel corso dei cinque giorni di seminario, i partecipanti sono stati coinvolti in attività di conoscenza interpersonale e di condivisione del programma. è stato approfondito l’argomento del Servizio di Volontariato Europeo, sono state messe a confronto le rispettive esperienze dirette e, sulla base di queste, sono stati analizzati i problemi che possono scaturire dalla partecipazione a progetti SVE e gli elementi in grado di valorizzarne l’impatto e accrescerne il valore aggiunto in termini di competenze acquisite, sia sociali sia professionali. una sessione del seminario è stata riservata all’identificazione e discussione degli indicatori di qualità dei progetti SVE. nel corso di tutte le giornate del seminario sono state fatte valutazioni personali e di gruppo.

>> a tal fine, sono state elaborate delle linee Guida, uno strumento in grado di dare valore allo sVe in tutti i suoi momenti: prima, durante e dopo il servizio di volontariato.nel delineare le linee Guida, i partecipanti sono stati coinvolti in maniera diretta e attiva confrontandosi sulle diverse percezioni dello sVe, sulle problematiche che possono emergere, sulle metodologie da adottare per sostenere la partecipazione attiva dei giovani nella società.

ALTRO DA SAPERE... il seminario ha definito le linee Guida sulle diverse fasi dello sVe, dalla progettazione al rientro del volontario, alle possibili ricadute delle competenze ed esperienze acquisite sulla comunità ospitante e su quella d’invio. il progetto ha avuto un impatto positivo immediato sui partecipanti e sulle organizzazioni di appartenenza. impatto che, attraverso le linee Guida, può estendersi alle organizzazioni promotrici e ai volontari, permettendo a questi ultimi di vivere l’esperienza sVe con maggiore consapevolezza: un valore aggiunto del quale beneficerà sia la comunità d’invio sia quella ospitante. il documento è stato pubblicato sui siti web di alcune delle organizzazioni coinvolte, e diffuso attraverso la circolare csVnet e la newsletter del ceV (european Volunteer centre).


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Passi da gigante ii ACCOGLIENZA E INCLUSIONE: ESPERIENZE CONDIVISE

> si parla di... disabilità inserimento sociale > azione 4.3 > annualita': 2010 > luoGo di realizzazione: roma > proMotore ricHiedente ceMea del Mezzogiorno onlus www.mezzogiorno.cemea.it > partner -associacao Juvenil de peniche -inter europa rioia -ayuntamiento de Murcia -Keric -pistes solidaires -adige -angelus silesius House -europeiskie Forum Mlodziezy -Jugendakamie Walberberg -Kane social Youth development -ussm, dipartimento di Giustizia Minorile

IL PROGETTO Il progetto ha riguardato la realizzazione di un seminario di valutazione che ha riunito organizzazioni che in passato avevano realizzato in partenariato azioni bilaterali d’invio e accoglienza di giovani con minori opportunità, attraverso le azioni 1 e 2 del Programma Gioventù in Azione. Il seminario ha portato alla creazione di una piattaforma di lavoro finalizzata alla condivisione di metodologie, attività, prassi ed esperienze di accoglienza di giovani con minori opportunità, per facilitare la loro partecipazione a progetti realizzati sia nell'ambito di GIA sia di altri programmi comunitari. la piattaforma di lavoro si è concentrata su tre target group, rappresentati da giovani provenienti da percorsi di messa alla prova o di assistenza sociale di carattere civile, giovani con disabilità mentale intellettuale lieve (in particolare sindrome di Down, autismo e sindrome

OBIETTIVO RAGGIUNTO inclUdere… Sì, mA cOme? pASSi dA gigAnTe ii hA riSpOSTO All’inTerrOgATivO, hA fOrniTO lA SUA riSpOSTA, hA prOpOSTO pOSSibili mOdAliTà di inclUSiOne. il progetto ha permesso di condividere le esperienze di accoglienza di giovani con minori opportunità, verificando la possibilità di replicarle con altre tipologie di giovani, anche al fine di creare e mettere a disposizione delle organizzazioni nuovi modelli di mobilità giovanile. il seminario ha >>

PARTECIPANTI AL PROGETTO 12 GIOVANI, 7 RAGAZZE E 5 RAGAZZI


di Asperger) e giovani dei quartieri periferici delle metropoli che spesso sono immigrati con problemi d’identità culturale. la metodologia adottata ha consentito il coinvolgimento e la cooperazione tra i partecipanti, portando a conseguire gli obiettivi prefissati in termini di accrescimento di competenze e condivisione delle esperienze e alla redazione di un documento in grado di favorire partecipazione e inclusione. Il partenariato si è dimostrato solido e collaborativo.

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LE ATTIVITÀ le attività sono state incentrate su una metodologia di lavoro attiva. le sessioni del seminario hanno alternato momenti di condivisione e racconto ad attività fondate sul principio della facilitazione, mettendo tutti i partecipanti nelle condizioni di rendersi protagonisti di momenti strutturati o destrutturati di confronto. la prima sessione del seminario è stata riservata alla presentazione del Programma, allo scambio d’informazioni e conoscenza tra i partecipanti. Il seminario è stato arricchito da un’attività di outdoor training, “Il Gioco dei Pescatori”, al fine di stimolare l’esplorazione della dimensione personale, professionale, organizzativa e le esperienze di inclusione maturate dagli operatori presenti al seminario. una sessione specifica è stata dedicata all’introduzione dei tre target group di riferimento e alla testimonianza di soggetti chiave, protagonisti di esperienze di successo realizzate dalla beneficiaria con partner presenti al seminario. le testimonianze dirette sono state poi analizzate e discusse all’interno dei gruppi. Gli elementi significativi delle testimonianze, ritenuti utili per contribuire a realizzare un progetto di successo, sono stati elaborati all’interno di un documento di sintesi dal titolo “Possible elements for good preparation in activities with youngsters with fewer opportunities”. Sono state approfondite le metodologie di inclusione, definendo utili raccomandazioni per la valutazione e il follow up di attività dedicate a giovani con minori opportunità, poi raccolte in un documento dal titolo “Possible elements for good follow up in activities with youngsters with fewer”. Sono state analizzate le attività di mobilità all’estero dei giovani con minori opportunità, delineando le loro concrete possibilità di coinvolgimento in iniziative di mobilità internazionale attraverso il programma Gioventù in Azione. nella sessione finale del seminario, i partner si sono scambiati informazioni sul funzionamento di altri programmi comunitari e di cooperazione tra stati membri, al fine di poter sviluppare politiche d’inclusione e rafforzare la cooperazione tra i presenti. Il momento conclusivo è stato dedicato alla valutazione, realizzata attraverso un apposito questionario.

>> contribuito ad accrescere le competenze e la professionalità delle persone attivamente coinvolte nei progetti di mobilità giovanile ai quali partecipano giovani con minori opportunità. i partecipanti hanno appreso come analizzare i bisogni di questi giovani e come valutare gli elementi di criticità che potrebbero emergere quando sono coinvolti in progetti di scambio o di sVe.

ALTRO DA SAPERE... il progetto ha consentito di consolidare e costruire nuove cooperazioni grazie alla messa in rete delle attività svolte dalle organizzazioni internazionali presenti al meeting. sono state condivise metodologie, prassi ed eccellenze tra i partner, che hanno portato alla creazione di un documento che agevola il coinvolgimento di giovani con diverse tipologie di svantaggio, non solo relativamente al programma Gioventù in azione, ma a tutte le opportunità di mobilità e apprendimento fornite da altri programmi comunitari.


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> si parla di... partecipazione dei giovani

voci che contano

> azione 5.1 > annualita': 2007 > luoGo di realizzazione: torino > proMotore ricHiedente Vedogiovane asti s.c.s. www.vedogiovaneasti.it > partner -Vedogiovane Borgomanero, stranaidea -cisv torino -orso s.c.s. -informagiovani nichelino -Xena padova -aef Firenze -arci catania -cemea del Mezzogiorno -scholé Futuro onlus -cantiere Giovani napoli -regione piemonte -provincia di Biella -comune di torino -comune di torre pellice -come di cirié -comune di castiglione delle stiviere -comune di castelfranco Veneto

IMPARARE A PARTECIPARE

IL PROGETTO Il progetto si è svolto da febbraio 2008 ad ottobre 2008 ed è stato incentrato sull'organizzazione di un seminario nazionale, tenutosi a Torino dal 16 al 20 maggio 2008, che ha visto la partecipazione di 60 giovani provenienti da diverse regioni italiane, di assessori e consiglieri comunali e provinciali. Incentrato sul dialogo tra giovani e responsabili delle politiche giovanili, Voci che contano è stato strutturato su più moduli di lavoro sequenziali che hanno portato dapprima i giovani a conoscere i presupposti fondamentali della partecipazione e a riflettere sul significato di partecipazione attiva, poi a confrontarsi con i policy maker intervenuti al seminario conclusivo.

OBIETTIVO RAGGIUNTO vOci che cOnTAnO hA creATO UnO SpAziO di rifleSSiOne SUl cOnceTTO di "pArTecipAziOne dei giOvAni", dOve cOndividere eSperienze, bUOne prATiche e meTOdi di lAvOrO per fAvOrire il diAlOgO cOn le iSTiTUziOni. >>

PARTECIPANTI AL PROGETTO 31 GIOVANI TRA I 15 E I 25 ANNI, 16 RAGAZZI E 15 RAGAZZE


Il progetto ha raggiunto gli obiettivi che si poneva, attraverso una metodologia di lavoro, incentrata su tecniche di apprendimento non formale, che ha favorito il coinvolgimento e la collaborazione dei giovani. Il partenariato si è dimostrato coeso, in grado di dare visibilità al progetto, disseminare i risultati ottenuti e di superare le criticità incontrate.

LE ATTIVITÀ nell'affrontare la tematica della partecipazione giovanile nell'ambito del dialogo strutturato, sono state realizzate una serie di attività che hanno accompagnato e preparato i giovani al confronto conclusivo con i responsabili politici. nella prima fase è stato affrontato a livello teorico, con l'ausilio dello staff di formatori, il tema della partecipazione giovanile, attraverso riferimenti a documenti quali la Costituzione Italiana, il libro Bianco della Commissione Europea "un nuovo impulso per la gioventù europea", la Carta europea della partecipazione dei giovani alla vita locale e regionale, il Piano nazionale Giovani, favorendo l'approccio dei giovani al concetto di partecipazione e la riflessione sui principi che sono alla base della stessa. la discussione, il confronto e lo scambio di esperienze tra i partecipanti sono state favorite dalla metodologia utilizzata durante il seminario.

>72 >> il programma di attività realizzato ha permesso di raggiungere gli obiettivi previsti, consentendo ai giovani di comprendere il significato di partecipazione e di sperimentarlo direttamente nell'arco delle giornate progettuali. allo stesso tempo, le attività hanno contribuito ad accrescere le competenze civiche e sociali dei partecipanti e, soprattutto, sono riuscite a stimolare e promuovere la cittadinanza attiva dei giovani nell'ambito delle diverse forme di partecipazione, in particolar modo, attraverso il confronto diretto con gli amministratori politici intervenuti, nell'ambito del sistema della democrazia partecipativa. un ruolo essenziale nel successo dell'iniziativa lo hanno ricoperto le metodologie utilizzate e l'adeguata alternanza di momenti di discussione e approfondimento teorico con simulazioni e scambi di ruolo, contribuendo a facilitare l'interazione e a eliminare la consueta distanza tra giovani e politici. a progetto in corso, a causa dell'indisponibilità delle sedi inizialmente individuate per ospitare i partecipanti, è stato necessario modificare le date del seminario. conseguentemente, si sono verificate delle defezioni da parte di alcuni partner e partecipanti, che sono stati sostituiti previo consenso dell'agenzia nazionale per i Giovani, ed è stata cambiata la location prevista per ospitare l'evento finale.

ALTRO DA SAPERE... nonostante il cambio in corso d'opera, il progetto ha attivato un ampio ed eterogeneo partenariato, fatto di associazioni giovanili, cooperative sociali e amministrazioni pubbliche, evidenziando un buon coordinamento e una buona suddivisione dei compiti. l'iniziativa ha avuto un impatto positivo non solo sui giovani partecipanti, che hanno espresso l'intenzione di metter in atto quanto appreso dall'esperienza nelle rispettive comunità locali, ma anche sugli amministratori politici e sugli adulti intervenuti, colpiti dalla possibilità di ascoltare il punto di vista dei giovani al di fuori dei consueti schemi sociologici e in un ambito di confronto costruttivo. in seguito al progetto, diversi partecipanti sono entrati a far parte della cooperativa Vedogiovane asti o di altre strutture che costituivano il partenariato. >>


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la Mostra della partecipazione ha facilitato e stimolato un primo scambio di esperienze fra i partecipanti, facendo emergere le differenze esistenti nelle diverse realtà di provenienza dei gruppi di giovani; la tecnica del caffè italiano ha dato modo ai giovani di confrontarsi su alcuni temi fondamentali per il seminario e di far propri i principi della partecipazione. Due simulazioni hanno consentito di vivere e sperimentare a pieno il concetto di partecipazione e il dialogo strutturato: • le forme della partecipazione giovanile, nel corso della quale i giovani hanno conosciuto e sperimentato le principali forme di partecipazione (forum giovanile, consulta provinciale studentesca, federazione giovanile di partito, associazione giovanile, centro sociale autogestito, giovani amministratori), simulandole ed evidenziandone specificità, punti di forza e debolezza; • mettersi nei panni dell'altro: invertendo i rispettivi ruoli, giovani e amministratori si sono trovati a risolvere tre verosimili situazioni di difficile soluzione.

>> il seminario, rientrando nel piano regionale 2007-2008 della rep - rete europea piemonte, ha beneficiato della promozione congiunta delle organizzazioni rep e della regione piemonte, che ne ha garantito ampia visibilità. attraverso il contributo della rete i-Quality, il progetto e i suoi risultati sono stati diffusi nelle regioni italiane della rete (Veneto, lazio, sardegna, toscana, campania, Molise, emilia romagna). il materiale utilizzato e prodotto durante e dopo il seminario è stato raccolto in un cd-rom consegnato a tutti i partner del progetto e messo a disposizione sul sito della rep. Gli eventi sono stati trasmessi in diretta su radiodietro, una web radio astigiana. con l'aiuto di esperti e degli stessi partecipanti è stato creato, utilizzando la piattaforma software ning, un social network dedicato al progetto e ai suoi partecipanti dove è stato condiviso il materiale prodotto. dato il riscontro positivo del progetto, il titolo Voci che contano è divenuto una sorta di marchio di fabbrica della cooperativa il sestante, che lo ha riproposto in altri progetti realizzati nell’ambito di Gioventù in azione, mentre la trasmissione radiofonica omonima è divenuta un appuntamento periodico di radiodietro dedicato ai giovani e alle tematiche giovanili.


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Di chi sono le politiche giovanili? GIOVANI E POLICY MAKER A CONFRONTO IL PROGETTO di chi sono le politiche giovanili? si è sviluppato attraverso un percorso che, partendo dall'analisi delle esperienze positive di politiche giovanili presenti principalmente sul territorio trevigiano e passando attraverso la costituzione e le riflessioni di un gruppo di lavoro che ha individuato e approfondito in incontri periodici le tematiche da affrontare, ha portato all'organizzazione di un workshop di tre giorni che ha coinvolto, in un ampio ragionamento e processo partecipativo, giovani, tecnici delle politiche giovanili e responsabili politici, dando loro modo di confrontarsi sui temi della partecipazione e delle politiche per i giovani. Il progetto ha raggiunto gli obiettivi che si poneva, è riuscito a coinvolgere e stimolare la partecipazione di giovani, attraverso un confronto con responsabili politici e operatori

> si parla di... partecipazione dei giovani politiche giovanili > azione 5.1 > annualita': 2008 > luoGo di realizzazione: treviso > proMotore ricHiedente il sestante cooperativa sociale onlus www.ilsestante.eu

OBIETTIVO RAGGIUNTO pOliTiche giOvAnili fATTe per i giOvAni e cOn i giOvAni…QUeSTA è lA riSpOSTA AllA dOmAndA che prOvOcATOriAmenTe Si pOnevA il prOgeTTO e che vOlevA Spingere i giOvAni A divenTArne prOTAgOniSTi. utilizzando metodologie partecipative incentrate sull'apprendimento non formale, il progetto ha stimolato la partecipazione e la cittadinanza attiva dei giovani, favorendone lo sviluppo delle capacità decisionali e organizzative attraverso il coinvolgimento nella progettazione e gestione del progetto, la partecipazione al convegno nella duplice veste di uditori e relatori, e, infine, attraverso il loro contributo diretto alla stesura della pubblicazione finale. nel corso delle attività i giovani partecipanti hanno avuto modo di studiare, analizzare e conoscere le politiche giovanili attuate sui territori coinvolti, per poi, attraverso il confronto con operatori del settore e responsabili politici, avanzare proposte e immaginare le politiche giovanili ideali o >>

PARTECIPANTI AL PROGETTO 40 GIOVANI TRA I 15 E I 30 ANNI, 17 RAGAZZI E 23 RAGAZZE


delle politiche giovanili che ha portato alla realizzazione di un prodotto finale valido e adeguatamente disseminato sul territorio.

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LE ATTIVITÀ Il progetto si è svolto nella provincia di Treviso e ha coinvolto giovani, operatori e politici provenienti da diverse province italiane. è stato strutturato su più fasi di attività collegate e consequenziali, le prime principalmente finalizzate a preparare i partecipanti in vista del seminario nazionale conclusivo. start up meeting, nel corso del quale si è provveduto ad illustrare la situazione delle politiche giovanili nelle province coinvolte nel progetto, fornendo spunti di riflessione e ponendo il quesito che è stato il filo conduttore del progetto "Di chi sono le politiche giovanili?". incontri intermedi di studio e preparazione, articolati su un doppio livello: il primo ha coinvolto i soci della cooperativa, i quali hanno portato avanti un percorso di riflessione all'interno di varie assemblee, interrogandosi sul senso del proprio ruolo e sull'evoluzione della figura dell'operatore delle politiche giovanili; il secondo livello, più ampio, ha visto protagonista un gruppo aperto di giovani che, coadiuvato dalla presenza di almeno un educatore, ha portato avanti, attraverso incontri periodici basati su metodologie di apprendimento non formale, un percorso di riflessione finalizzato a individuare e approfondire tematiche prioritarie di politica giovanile, lavorando sia sul piano contenutistico sia su quello progettuale, e a definire una proposta concreta da presentare nel corso del workshop. Workshop nazionale. Il seminario conclusivo, della durata di tre giorni, ha costituito la principale attività del progetto, permettendo ai giovani, alla luce delle analisi e delle riflessioni svolte negli step precedenti, di confrontarsi con policy maker, operatori ed esperti del settore della gioventù sul concetto di politiche giovanili, lavorando con metodologie interattive e partecipative, quale ad esempio lo speaker corner, che ha portato alla creazione di gruppi "spontanei" di discussione informali e destrutturati su tematiche precedentemente proposte dai giovani. Concluse le attività, tutti i risultati, le riflessioni e gli atti del workshop sono stati racchiusi nella pubblicazione "Di chi sono le politiche giovanili?", realizzata con il contributo diretto dei giovani partecipanti.

>> del futuro, sviluppando creatività e capacità progettuali.il progetto ha analizzato la tematica delle politiche giovanili coniugando in maniera efficace soggetti coinvolti, obiettivi e metodologie e favorendo la costante partecipazione dei giovani e la loro piena cooperazione con gli stakeholder presenti, quali operatori giovanili, esperti del settore e policy maker.

ALTRO DA SAPERE... il progetto ha permesso ai partecipanti alle attività, sia giovani che operatori del settore e responsabili locali delle politiche giovanili, di approfondire i temi trattati attraverso la discussione, il confronto e lo scambio di esperienze e di ragionare su proposte concrete. considerando il ruolo svolto dai soggetti del privato sociale e del mondo politico/istituzionale, l'impatto del progetto può estendersi positivamente alle rispettive comunità locali, attraverso un cambiamento delle politiche giovanili proposte e attuate in grado di recepire le idee e le istanze emerse nel corso del seminario. le attività progettuali sono state raccontate passo dopo passo tramite la piattaforma web www.ilsestante.eu, curata e aggiornata quotidianamente da un copy e web writer cui è stata affidata anche la parte grafica del materiale promozionale tradizionale (volantini, locandine, materiale divulgativo, comunicati e conferenze stampa), diffuso dai soci della cooperativa nei punti strategici di tutta l'area interessata. nei giorni precedenti al workshop è stata indetta una conferenza stampa con speaker radiofonici e con le maggiori testate locali, che hanno raccolto e pubblicato le informazioni relative al convegno. la pubblicazione finale contenente gli atti del convegno è stata inviata ai comuni della provincia di treviso, ai referenti regionali e nazionali per le politiche giovanili, pubblicata online sul sito della cooperativa sociale il sestante e diffusa tramite web, garantendo la disseminazione dei risultati progettuali.


>76

Giovani e decisori politici a confronto PARTECIPAZIONE, INCLUSIONE E INTERCULTURA IL PROGETTO Giovani e decisori politici a confronto ha riunito giovani di diverse province italiane per dar loro modo di discutere e di confrontarsi, all'interno del gruppo con decisori politici e tecnici delle politiche giovanili, sulle tematiche della partecipazione, dell'inclusione sociale e dei diritti dei giovani nel contesto di una società europea interculturale, al fine di promuovere politiche giovanili più inclusive nel processo decisionale. Obiettivo principale del progetto è stato di accrescere le competenze di partecipazione alla cittadinanza attiva

> si parla di... partecipazione dei giovani inclusione sociale in una società interculturale diritto di cittadinanza > azione 5.1 > annualita': 2012 > luoGo di realizzazione: torino > proMotore ricHiedente lay Volunteers international association www.lvia.it

OBIETTIVO RAGGIUNTO cOnfrOnTArSi, decidere, meTTerSi AllA prOvA, impArAre A pArTecipAre…SOnO STATe QUeSTe le pArOle d’Ordine del prOgeTTO. progetto che ha, infatti, consentito ai giovani di sviluppare attitudini e competenze di partecipazione e cittadinanza attiva, di confrontarsi in maniera diretta con i decisori politici, permettendo loro di maturare una predisposizione al confronto con le istituzioni in un momento di crescente sfiducia verso le stesse. consentendo a giovani e politici di sperimentare il dialogo strutturato, ha favorito lo sviluppo di processi decisionali maggiormente inclusivi nell'elaborazione di potenziali politiche locali, in particolare delle politiche giovanili, stimolando una maggiore attenzione delle istituzioni al confronto e alle priorità dei giovani. Ha favorito il dialogo interculturale l'integrazione sociale, contribuendo ad eliminare pregiudizi e atteggiamenti discriminatori, accrescendo >>

PARTECIPANTI AL PROGETTO 60 GIOVANI TRA I 18 E I 30 ANNI, 27 RAGAZZI E 33 RAGAZZE


nei giovani, italiani e stranieri, sviluppando un'attitudine positiva al dialogo con persone provenienti da background diversi e con i decisori politici delle proprie città, in modo da promuoverne la partecipazione attiva nell'elaborazione delle decisioni che influenzano le loro vite. la metodologia utilizzata e la varietà di attività pianificate hanno portato a raggiungere gli obiettivi progettuali previsti. la visibilità garantita all’intero progetto e le molteplici e diffuse attività di disseminazione dei risultati realizzate sui territori coinvolti, rappresentano ulteriori punti di forza del progetto.

LE ATTIVITÀ le attività progettuali hanno preso avvio con l'organizzazione di una serie di incontri informativi, realizzati con la collaborazione delle strutture della gioventù e di associazioni giovanili operanti nelle diverse province interessate, per favorire l'informazione sul progetto e soprattutto per dar modo ai giovani partecipanti di conoscere e approfondire le tematiche del seminario conclusivo e di giungere con proposte concrete all'incontro con i decisori politici.,Il programma delle attività realizzate nel corso del seminario ha seguito un approccio improntato a metodologie partecipative e ai principi dell'apprendimento non formale. la prima giornata è stata dedicata alla conoscenza reciproca dei partecipanti, alla condivisione e valutazione degli obiettivi di apprendimento. I partecipanti, suddivisi in 3 gruppi ciascuno condotto da 2 giovani peer leader individuati nel corso degli incontri preliminari, si sono cimentati in attività di ice-breaking, giochi di conoscenza, giochi sull'attenzione e la memoria, laboratori sul concetto di identità. nel corso del secondo giorno, è stato simulato un talk show televisivo dal titolo: spazi di partecipazione e nuovi diritti in una società europea interculturale. Come in un vero e proprio studio televisivo, con un conduttore che tiene ed anima la discussione, i giovani partecipanti e gli ospiti invitati ad intervenire sono stati chiamati a dibattere e argomentare su tematiche riguardanti i giovani, l'immigrazione, l'integrazione sociale e l'interculturalità.

>77 >> le competenze civiche, sociali e interculturali dei giovani. la metodologia adottata, l'eterogeneità delle attività realizzate, le attività di autovalutazione e di disseminazione dei risultati rappresentano i punti di forza del progetto. in seguito al progetto, diversi partecipanti hanno iniziato a collaborare stabilmente con la lVia e con altre strutture che hanno partecipato al progetto. l’esperienza fatta e le competenze acquisite hanno inoltre portato alcuni giovani ad operare nel campo del volontariato e della mediazione culturale. un ragazzo marocchino ha intrapreso la carriera politica divenendo consigliere comunale. una giovane marocchina che si era occupata della veste grafica del materiale prodotto e della realizzazione del logo del progetto, ha iniziato a fare pratica presso uno studio grafico. una ragazza siciliana ha avviato un eco villaggio nella sua regione.

ALTRO DA SAPERE... il progetto è stato realizzato attivando un ampio partenariato che ha coinvolto amministrazioni comunali, coordinamenti di comuni, associazioni e organizzazioni operanti nel settore della gioventù nei territori coinvolti, generando un effetto moltiplicatore e favorendo il follow-up delle attività, in primo luogo attraverso l'organizzazione di workshop locali di disseminazione. la visibilità del progetto e del programma è stata garantita attraverso la produzione di strumenti di comunicazione, l'organizzazione di incontri informativi preliminari e di workshop al termine delle attività progettuali. il piano di comunicazione, prima, durante e al termine del progetto, è stato >>


Con questa modalità di apprendimento dinamica, interattiva e non formale, sono state affrontate le tematiche oggetto del dialogo strutturato. l'ambiente informale creato dal talk show ha favorito la piena interazione tra i partecipanti. l'evento è stato corredato dalla diretta twitter e facebook, al fine di garantire visibilità e diffusione degli argomenti trattati. Successivamente i partecipanti, suddivisi in 6 gruppi, partendo dagli spunti di riflessione offerti dal talk show e attraverso specifiche attività condotte dai peer leader, sono giunti a individuare 5 valori essenziali e a definire in base ad essi il modello di città desiderata, realizzandone un plastico con materiale riciclato e ideando una breve rappresentazione teatrale in grado di rappresentarla. nel corso della plenaria dell'ultimo giorno, ciascun gruppo si è esibito nella performance teatrale della propria città ideale. le ultime due attività realizzate hanno riguardato: •organizzazione del gioco di ruolo "la scalata alla ricchezza e al potere" tra giovani e decisori politici, al fine di comprendere le dinamiche complesse dei processi decisionali e di favorire la partecipazione attiva; •dialogo strutturato in World cafè con giovani, politici ed esperti, con l'obiettivo di identificare modalità concrete di partecipazione dei giovani alle decisioni riguardanti le questioni trattate nel corso del seminario. Sono stati organizzati 6 tavoli di lavoro e individuati i seguenti temi di discussione: "I diritti di cittadinanza", "Giovani e politica: la partecipazione è possibile?"

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>> incentrato su comunicati stampa periodici e newsletter; web e social network, utilizzando gli spazi web lVia (sito, facebook, twitter, youtube, flickr); interviste audio e video realizzate nel corso del seminario, mandate in diretta web e diffuse tramite i social network e il blog allrights2012. nel corso del seminario sono state realizzate attività di valutazione quotidiana e finale del lavoro svolto e del processo di apprendimento dei partecipanti. i risultati del processo di valutazione sono stati successivamente elaborati durante un apposito incontro tenutosi a torino, ad un mese di distanza dal termine del seminario, al quale ha fatto seguito l'organizzazione, nei comuni di torino, cuneo, Firenze, Forlì, castelbuono (pa) e piossasco (to), di workshop locali di disseminazione e valorizzazione dei risultati conseguiti. sono stati realizzati, infine, un video conclusivo che racconta l'esperienza del seminario, caricato sul canale youtube della lVia e riprodotto in 100 dvd appositamente distribuiti, e il dossier all rights: giovani e politici a confronto, pubblicato sul sito lVia, stampato in 9.177 copie e distribuito sul territorio nazionale.


la puBBlicazione È stata ideata, proMossa e coordinata dall'aGenzia nazionale per i GioVani: GiacoMo d'arriGo adele tinaBurri sara pietranGeli silVia strada

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QUANDO I GIOVANI PARTECIPANO. STORIE DI SUCCESSO DEL PROGRAMMA GIOVENTÙ IN AZIONE

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