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dal POLLINO allo STRETTO Detenuto si uccide in carcere calabria

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MARTEDÌ 10 luglio 2012 PAGINA 6

Vibo Valentia, l’allarme di De Fazio: «Si è perso il conto dei suicidi» VIBO V.

Quei tredici anni ancora da scontare erano un’eternità. Un’eternità da trascorrere nell’inferno di un carcere. C.S.N., 30enne di origine bosniaca, non ha retto. Ieri mattina intorno alle 5 si è tolto la vita impiccandosi nel bagno della sua cella all’interno della casa circondariale di Vibo Valentia. Il giovane bosniaco, dopo essersi attorcigliato attorno al collo un nodo ricavato con le lenzuola in dotazione ed averne legato l’estremità all’inferriata della finestra, pare si sia lanciato dal termosifone per imprimere maggiore slancio e forza alla stretta letale. A nulla sono valsi i soccorsi, pur immediati, della Polizia penitenziaria e del personale medico. C.S.N. già qualche mese fa aveva tentato l’evasione dalla struttura di Rossano, ma era stato bloccato dagli agenti poco prima che riuscisse a scavalcare il muro di cinta. L’uoL’uomo mo era dentro a seera dentro guito di alcune condanne per reati conper reati contro tro la persona e conla persona tro il patrimonio. ed il patrimonio Del suicidio, l’ennesimo all’interno di un carcere calabrese, ne ha dato notizia Gennarino De Fazio, della direzione nazionale della Uilpa penitenziari. «Personalmente - ha dichiarato il sindacalista - ho ormai perso il conto del numero di suicidi che continuano spaventosamente a perpetrarsi nelle nostre patrie galere e che fanno assumere al dato i connotati di un bollettino di guerra. Fra sovrappopolamento detentivo, ristrettezze economiche, spending review a senso unico fatte in casa e depauperamento degli organici, l’utenza e gli operatori sono coloro che ci rimettono, mentre al centro si continua a teorizzare ed a sperperare. E’ solo di qualche giorno addietro - ha aggiunto - la notizia che la Calabria, dopo il provveditore part-time da condividere ora con questa ora con quell’altra regione da più di due anni, dovrà riscoprire anche i direttori a serviLa morte zio ridottissimo». del 30enne L’esponente della Uil penitenziari, poi, C.S.N. ha sottolineato come è avvenuta il dirigente della casa per soffocamento circondariale di Vibo Valentia, Antonio Galati, sia stato inviato in servizio di missione per almeno tre giorni a settimana («ma verosimilmente saranno 4 o 5») nella nuova struttura di Tempio Pausania. «Così - ha commentato De Fazio il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha conseguito almeno tre risultati davvero “lusinghieri”: ha sottratto una direzione certa, costante ed esclusiva al carcere vibonese, ha assicurato una guida intermittente alla nuova struttura penitenziaria di Tempio Pausania e dovrà sostenere i costi per l’indennità di missione, compresi i trasferimenti aerei, per il direttore e gli autisti. Dunque - ha concluso il sindacalista - mentre a Roma si teorizzano la vigilanza dinamica ed i

A sinistra l’immagine di un detenuto dietro le sbarre A destra il carcere di Vibo, luogo all’interno del quale si è verificato il gesto estremo

nuovi circuiti penitenziari, in Calabria la Polizia penitenziaria, sempre più abbandonata a se stessa, ricorre all’ormai sperimentatissima arte del-

l’arrangiarsi chiedendosi di nuovo se e come si riuscirà a superare l’estate, ma, soprattutto, quante vite dovranno ancora spegnersi prima

che si accenda un faro efficace sull’universo carcerario e precipuamente su quello calabrese». Giuseppe Mazzeo

Caulonia, è emergenza immigrati progetto nord africa

«Non ne possiamo più. La nostra disperazione si trasformerà in rabbia»

COMBATTIVA Francesca fa parte del gruppo degli immigrati del progetto “Emergenza Nord Africa”

CAULONIA (RC) «La nostra disperazione, presto, si trasformerà in rabbia». E’ questo il grido d’allarme che lanciano gli immigrati del progetto “Emergenza Nord Africa” che vivono a Caulonia. Dopo mesi di attese e di silenzi, hanno deciso di non voler più pazientare: presto, se le richieste d’asilo politico non verranno accettate e non arriveranno i documenti, sarà rivolta sociale. Il rischio si è già presentato lunedì sera, nel corso di una fiaccolata per le strade di Caulonia, rimasta pacifica solo grazie all’intervento degli operatori, che hanno sedato gli animi più irrequieti. «Questa non è una protesta seria - dice uno dei migranti - le fiaccole non servono a nulla, vogliamo spaccare tutto». Raccontano la loro disperazione, ma qualcuno non vuole metterci la faccia né dire il suo nome, per paura di essere individuato e rintracciato dal proprio Governo. Una paura che si aggiunge a quella di rimanere presto per strada, alla mercè delle forze di Polizia, che in qualsiasi momento potranno portarli dietro le sbarre. Perché da dicembre il 90% di loro sarà ufficialmente in clandestinità. «Sono arrivata in Italia dalla Nigeria ad agosto dello scorso anno - racconta Angela - Ci hanno spiegato che entro tre mesi dalla richiesta di asilo avremmo dovuto essere ascoltati dalla commissione. Nel mio caso, però, è già trascorso un anno ed io non ho fatto nemmeno l’audizione». Ora che il progetto “Emergenza

Nord Africa” è a rischio chiusura la disperazione cresce. «Cosa farò? Dove vado senza documenti, in mezzo ad una strada? - si chiede - se il progetto chiuderà per me è la fine». Qualcuno è stato un po’ più fortunato, come John, arrivato in Italia dopo essere scappato dalla Liberia. Lui è già stato ascoltato dalla Commissione territoriale e la sua richiesta d’asilo è stata accettata. «Ma non ho ancora tutti i documenti, quindi non posso stare senza progetto - spiega - perché da solo non riesco a seguire le procedure burocratiche italiane». In Calabria, ad essere coinvolti nel progetto sono 1600 migranti, molti dei quali hanno già ricevuto dei dinieghi. «In troppi sono disperati peri tempi troppo lunghi aggiunge - c’è chi è stato ascoltato quattro mesi fa e non conosce ancora i risultati. Se gli altri non verranno ascoltati prima che finisca il progetto come faranno a sapere quando saranno convocati? Non avranno certo una casa a cui la Polizia potrà notificare la chiamata, saranno dei clandestini. Nessuno qui vuole esserlo, sappiamo cosa fanno ai clandestini nelle prigioni per gli immigrati. Chiediamo solo che il progetto ci aiuti ancora un po’ per avere i documenti per cercare un lavoro». Rabbia e sconforto sono i sentimenti prevalenti tra questi ragazzi, che si preoccupano di come continuare a vivere in un paese nel quale, presto, saranno considerati criminali. «Se il progetto chiude non avremo casa, non avremo da mangiare - dice poi Michael, della Liberia - Abbiamo bisogno dei documenti». Tra di loro c’è anche chi, come Francesca, nigeriana, ha fatto dello stesso progetto un lavoro. E’ qui da da 4 anni e anche lei si è vista negare l’asilo politico. Ha presentato un ricorso al tribunale di Catanzaro, il cui esito è ancora sconosciuto. Nel frattempo fa la mediatrice culturale. «Però sono mai stata pagata - sottolinea - sono 7 mesi che lavoriamo gratis. Quelli con una famiglia cosa danno da mangiare ai figli? Perché nessuno ci considera. Non possiamo scioperare, dobbiamo continuare a lavorare gratis, perché smettere di lavorare significherebbe abbandonare gli immigrati - chiosa - Anche noi, però, dobbiamo mangiare». Simona Musco


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«Fatichiamo a contenere l’esasperazione dei migranti che monta». Se da un lato i rifugiati si dichiarano al limite della sopportazione, dall’altro gli operatori e i sindaci che si occupano della gestione del progetto “Emergenza Nord Africa” cominciano a non poterne più delle giustificazioni portate avanti da chi dovrebbe dare una risposta per spiegare la situazione. Giovanni Maiolo, uno degli operatori di Caulonia, stigmatizza dunque così la situazione che si è venuta a creare nella Locride. «Gli operatori sociali, pur senza paga, continuano responsabilmente a lavorare, ma i migranti hanno voglia di fare casino – afferma - Durante il corteo di alcuni giorni fa a Caulonia abbiamo dovuto sudare per impedire ad alcuni dei migranti di compiere proteste che avrebbero arrecato disagi ai cittadini. Un gruppo molto nervoso intendeva bloccare la Ss 106, ma glielo abbiamo impedito. Quando non ci sarà più un progetto a sforzarsi di contenere queste pulsioni possiamo aspettarci seri problemi di ordine pubblico. È fin troppo facile prevedere che tutta la rabbia repressa verrà sfogata». Una situazione che non si è creata per puro caso, ma per colpa di responsabilità precise, che Maiolo e compagni attribuiscono alla Regione Calabria e alla Protezione Civile. «Cosa aspettano, un’altra Rosarno? Forse è proprio quello azioni concrete ed immediate che vogliono certi politici, per per trovare una soluzione. In potere poi additare i migranti primo luogo, la sua intenzione come violenti e liberarsi dei è quella di incontrare, entro la progetti di accoglienza che di- fine di questa settimana, i vermostrano che esistono modi tici della Protezione Civile caumani di gestire le migrazioni, labrese, insieme a tutte le altre accoglienza che produce svi- persone coinvolte nei progetti. luppo locale, nuovi posti di la- «Non è più accettabile alcun voro ed economia che gira – ritardo e nemmeno il comportamento di chiosa - Ma delegare la reprobabilmenIn settimana sponsabilità te è troppo previsto un di tutto alla difficile da Corte dei comprendere incontro con i Conti – afferper chi pensa vertici della ma Lucano che queste La Protezione questioni so- Protezione Civile Civile avrebciali vadano risolte solo col manganello, e be potuto fare i dispositivi di pagamento, considerato che magari con l’olio di ricino». Intanto Domenico Lucano, esiste un decreto di somma ursindaco di Riace, pensa ad genza del Consiglio dei Mini-

«Stiamo pensando ad uno sciopero di tutti i migranti»

Emergenza nord Africa, sindaci e operatori pronti ad azioni forti in difesa dei rifugiati

STILO

È trascorso un anno dal suo insediamento del Consiglio comunale di Stilo, in qualità di capogruppo di minoranza per la lista “La Svolta Stilese”, che si era presentata alle elezioni amministrative nel maggio dello scorso anno: oggi Pasquale Gesù Grillo ritiene doveroso rendere conto della propria attività consiliare a tutti coloro che hanno creduto e sostenuto quel progetto politico affermando che «In questo anno ho esercitato una forza di opposizione rigida ma anche costruttiva, finalizzata solo ed esclusivamente al raggiungimento di un unico obiettivo, quello di assicurare il massimo beneficio per Stilo e per la comunità intera – esordisce Grillo – in tale ottica ho sempre prestato la mia collaborazione all’esecutivo, così come non ho esitato ad oppormi ed a contestare provvedimenti che a mio avviso si potevano dimostrare svantaggiosi ed inopportuni».

Il Corsecom: «Un successo i tavoli di concertazione» la riflessione

RIACE

stri. Però in un anno non si è mosso nulla». Se a Riace non è ancora scoppiata la rivolta è solo grazie ad un’organizzazione decennale che limita i problemi. «C’è una donna del Chad che ha otto figli, di cui una molto piccola che consuma 50 euro di latte a settimana», afferma Lucano. Se può continuare a mangiare è perché la farmacia continua ad accettare i bonus, ovvero quella “moneta” creata appositamente per gli immigrati, che poi dovrà essere rimborsata ai commercianti direttamente dallo Stato. «Stiamo pensando ad uno sciopero generale di tutti gli immigrati delle strutture d’accoglienza per rivendicare i loro diritti – aggiunge poi Lucano - il diniego di fron-

te alla loro richiesta di asilo è assurdo, considerato che l’Italia ha aderito alle missioni in Libia e, di fatto, ha bombardato quelle popolazioni». Dal canto suo, la Protezione Civile giustifica i ritardi con i rigetti da parte della Corte dei Conti dei decreti di pagamento emessi dallo stesso Ente. «E’ da un anno, però, che affermano questa cosa e in queste circostanze di somma urgenza si dovrebbe poter ricorrere ad una procedura non ordinaria, legata al decreto di emergenza, per il quale non è necessario alcun parere preventivo – chiosa - Dobbiamo incontrarci e poi decidere poi quali azioni intraprendere».

I gruppi di lavoro del Corsecom e i responsabili dell’ Osservatorio sui problemi della Locride hanno indetto una riunione per verificare la concretezza della decisione presa alla fine del maggio scorso in seno alla Conferenza Stato ,città ed autonomie locali che, su spinta dell’ Anci, ha deliberato l'istituzione di cinque Tavoli di lavoro e di istruttoria tecnica con i Ministeri interessati per l'esame delle problematiche evidenziate in un documento appositamente approvato dai Sindaci della Locride (che si erano riuniti a Monasterace) per dare un minimo d’impulso al martoriato territorio della fascia ionica reggina. Valutato che in quella occasione sono stati individuati appositi settori ed era stato deciso che i sindaci responsabili dei vari tavoli di concertazione (Maria Lanzeta di Monasterace, Giuseppe Varacalli di Gerace, Giuseppe Certomà di Roccella, Franco Candia di Stignano e Giuseppe Lombardo di Locri) avrebbero dovuto trasmettere delle schede tecniche relative alla possibile valorizzazione dell'enorme patrimonio culturale della Locride obiettivo della riunione era di conoscere la situazione attuale. Il Corsecom ha preso atto che le schede tecniche devono essere inoltrate presso il Ministero dei Beni Culturali ( Varacalli), Il Ministero dello Sviluppo Economico (Certomà), il Ministero dell’ Ambiente (Candia), il Ministero della Coesione territoriale (Lanzetta), e ai Ministeri economici finanziari interessati all'individuazione del comprensorio della Locride quale Zona Franca della Legalità, prevedendo la deroga ai saldi finanziari legati al Patto di Stabilità per le spese di investimento e i previsti sgravi e vantaggi fiscali per le imprese e il lavoro (Lombardo). Le schede tecniche, a quanto si è appreso, nel corso della recente riunione del Corsecom con i sindaci che sono stati presenti alla riunione romana, Giuseppe Lombardo, Maria Lanzetta e Giuseppe Varacalli, dovrebbero essere approvate nei prossimi giorni nel corso di una riunione dell’ assemblea dei Comuni che il presidente Giorgio Imperitura, presente alla riunione, si è impegnato a convocare in tempi brevi. Imperitura, pur richiamando il precedente incontro dei sindaci in cui è stato approvato all’unanimità il documento discusso a Roma, ha ritenuto doveroso esaminare, discutere e approvare, le schede tecniche che dovranno essere portate all’attenzione dei tavoli di concertazione romani in seno all’assemblea. Opinione, peraltro condivisa in maniera unanime sia dagli altri sindaci presenti sia dagli esponenti delle associazioni. Il Corsecom esprime apprezzamento per i positivi risultati ottenuti negli ambienti romani ed auspica che, nei tempi brevi, soprattutto con una necessaria azione sinergica dei primi cittadini della Locride si pongano le basi per serie ipotesi progettuali di sviluppo per il territorio e si concretizzino, in maniera concreta, le iniziative necessarie per dare respiro economico e sociale al comprensorio della Locride. Nel corso della riunione sono stati messi a fuoco anchele impellenti problematiche del territorio come la depurazione e il problema della raccolta dei rifiuti.

Il bilancio polemico di Grillo SIMONA MUSCO locride@calabriaora.it

Il consigliere di minoranza: «Tentano di screditarmi» Fin qui la chiosa di carattere generale salvo poi scendere nel dettaglio, asserendo che «Sin dalla prima seduta mi sono attivato per presentare proposte utili al contenimento della spesa pubblica ed al miglioramento dei servizi come, cito ad esempio, la presentazione di una bozza per la predisposizione di una convenzione con uno studio legale per limitare i costi dell’assistenza e per ottimizzarne l’attività – dice ancora il giovane professionista – la proposta per la costituzione di un tavolo di concertazione per una migliore organizzazione del Palio di Ribusa allegando uno schema di piano logistico; la proposta per la regolamentazione del traffico nel centro storico; la presentazione di un nuovo

regolamento idrico in sostituzione di quello alquanto scarno e vetusto tutt’ora in vigore sino dagli anni ’70; la proposta per l’istituzione di un Fondo Sociale indispensabile per far fronte alle tante emergenze del settore – prose-

gue – la proposta per l’istituzione di un Itinerario Turistico Convenzionale finalizzato alla valorizzazione del Centro Storico e per facilitare le escursioni dei turisti, prendendo cura anche dell’aspetto enogastronomico, altre

iniziative hanno avuto ad oggetto la presentazione di quattro interrogazioni inerenti allo stato di avanzamento dei lavori pubblici; l’efficienza ed i costi del servizio idrico; alla condizione di agibilità dell’Istituto Comprensivo Statale; nonché, infine, una rendicontazione sui danni causati dagli eventi alluvionali». E poi l’epilogo con qualche nota polemica insistente nel fatto che «In futuro continuerò ad onorare il mandato che mi è stato affidato dai cittadini con grinta e determinazione e, soprattutto, con responsabilità e rispetto delle istituzioni. Non posso sottacere il dispiacere per alcune gratuite illazioni a mio discapito – chiude Grillo – purtroppo vi sono dei tentativi volti a screditare la mia attività politica la quale si è sempre svolta in maniera leale e trasparente. Fortunatamente i fatti parlano chiaro e dimostrano la totale inconsistenza di tali addebiti». ANTONIO BALDARI locride@calabriaora.it

POLEMICO Il consigliere di minoranza del Comune di Stilo, Pasquale Gesù Grillo


Calabria: comuni solidali a rischio