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display Poste Italiane s.p.a. Spedizione in Abbonamento Postale – 70% - LO/MI 15 euro (4 numeri)

ITALIA

TRIMESTRALE DI POP - RETAIL - TRADE MARKETING |• Autunno 2016 •

èMagazine

FIERE

Eurodisplay Design in Progress

specializzazione per la crescita

AGENZIE

MOODBOARD

ARREDO URBANO HI DESIGN

LOGISTICA PRODUZIONE

DIGITAL SIGNAGE MATERIALI

È nel pharma il new category

GDO TEMPORARY SHOP

POP IN SHOP

SHOP FITTING CARTOTECNICA

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Fabbrica italiana espositori in legno

I migliori espositori in legno al mondo The best wooden displays in the world MILANO - ROMA - TARANTO

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FOTO DI COPERTINA:

EDITORIALE di Marco Oltrona Visconti

EURODISPLAY DESIGN IN PROGRESS

FARMACIA PANACEA DELL’ECONOMIA ...DEL RETAIL

Ai primi posti per competitività, produttività e ricerca&sviluppo, negli ultimi 10 anni il pharma retail ha avuto un escalation in termini di crescita, paragonabile solamente ai settori alimentare e automotive. Una positività che, cronologicamente, va in parallelo con gli interventi del legislatore. a) 2006 –Decreto Bersani che ha dato il via alla possibilità di vendere medicinali senza obbligo di prescrizione in esercizi commerciali alla presenza di un farmacista (nascita delle parafarmacie); ed eliminazione del limite del 20% sullo sconto praticabile sui prezzi di tali farmaci. E, in più: possibilità per le società di farmacisti di essere titolari di 4 farmacie; ed eliminazione dell’incompatibilità tra attività di distribuzione all’ingrosso e finale dei farmaci. b) Nel 2012 in seguito ai concorsi straordinari per farmacisti indetti contestualmente al DL Cresci-Italia, il numero delle farmacie salirà, dalle 18.200 di oggi, alle poco meno di 21.000, entro i prossimi 2 anni. c) Il DDL Concorrenza in via di approvazione in Parlamento prevede infine, l’opportunità per le società di capitali di essere titolari di farmacie. E alle aziende di distribuzione del settore, di creare catene di farmacie. In questa pagina alcuni dati sul settore, per fornire una prima chiave di lettura per buona parte di questo numero, dedicato alle esperienze in-store dei trade marketing manager e dei retailer di importanti gruppi del comparto: Pierre-Fabre Bayer, +Bene, WM Capital, tra gli approfondimenti più ampi. Mi preme segnalare la storia di copertina dedicata invece a uno specialista del display. Si tratta di Eurodisplay, che modificando i suoi asset societari ha potuto continuare a rapportarsi con le nuove esigenze di lean organizatition (snellimento organizzativo) dettate dalle multinazionali, tra le altre cose, ai fornitori di servizi afferenti al mondo della comunicazione in store. Prosegue la rubrica dedicata ai raw material, che in questo numero rivela ancora una volta svariati elementi di innovazione sulla strada dei polimeri sostenibili. Sempre in merito alle materie prime, proponiamo un approfondimento sul POP in Plexiglas; e sull’impiego dei tessuti in campo espositivo. Date un’occhiata anche alle vetrine fashion di Venezia. Buona lettura! Marco Oltrona Visconti Infografiche estrapolate dal rapporto annuale 2015 di Federfarma

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n 2


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n. 2 SOMMARIO 3

EDITORIALE

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POP NEWS

Marco Oltrona Visconti

a cura della redazione

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RETAIL NEWS

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STORIA DI COPERTINA Eurodisplay il design efficiente per il saving

Marco Oltrona Visconti

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STATISTICHE Rilevamenti dal settore pharma

a cura della redazione

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POP IN SHOP “+bene”: futuro = specializzazione Intervista con Gianluca Strata

Marco Oltrona Visconti

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POP IN SHOP Pierre Fabre, la farmacia sulla pelle

Marco Oltrona Visconti

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POP IN SHOP Gli asset di Bayer nel display La campagna Supradyn Ricarica

Marco Oltrona Visconti

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RETAIL DESIGN Dr. Fleming e medley

Marco Oltrona Visconti

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MOODBOARD Il ritorno del farmaco magistrale

Marco Maggioni

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GDO - GSS Il pharma retail “divide et impera”

Sergio Monsorno

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SPECIALISTI Trasparenze da vetrina Soluzioni espositive in plexiglas

Marinella Croci

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SPECIALISTI Litoart: esperienza e affidabilità per l’in store marketing

Michele De Gennaro

a cura della redazione

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n. 2 Segue SOMMARIO 42

DIGITAL SIGNAGE IdeaPM un nuovo show-room per presentare soluzioni innovative

Barnaba Barattieri

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SPECIALISTI RedBox apre un nuovo tabilimento: 5.000 mq per il Nord Italia

Barnaba Barattieri

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MATERIE PRIME Le frontiere della plastica potenzialità ed ecosostenibilità dei polimeri

Michele De Gennaro

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VISUAL MERCHANDISING Vetrine che sfilano tra le Calli I grandi brand a Venezia

Anna Cugini

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VISUAL MERCHANDISING MilanoDocet scuola di formazione per i futuri professionisti

Barnaba Barattieri

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SPECIALISTI Soft signage: il tessuto per comunicare

Nicoletta Buora

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TRIMESTRALE DI POP-RETAIL-TRADE MARKETING

Poste Italiane s.p.a. Spedizione in Abbonamento Postale – 70% - LO/MI abbonamento: 15 euro anno (4 numeri)

| • autunno 2016 •

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èMagazine Ati www.displaymagazine.it numero di ROC 20639

20129 - Milano - Italy via Ippolito Pindemonte 2 telefono +39 02 56568097 amministrazione@displaymagazine.it Direttore Responsabile: Marco Oltrona Visconti 340 3142015 - marco@tinteunite.it Coordinamento Redazione Barnaba Barattieri 3450101366 - barnababarattieri@yahoo.it Art Director Alvise Oltrona Visconti 333 6498830 - aov@tinteunite.it http://alvise.oltronavisconti.it Progetto grafico e Copyright: Alvise e Marco Oltrona Visconti Stampa Editoria Grafica Colombo www.edgcolombo.it info@edgcolombo.it/ Postalizzazione Nuova EffeA http://www.nuovaeffea.it/ Collaborano: Barnaba Barattieri Lorena Boccuto Marinella Croci Anna Cugini Michele De Gennaro Marco Maggioni (Marco Maggioni Design) Sergio Monsorno (C2C) Nicoletta Buora Responsabile Marketing Gabriella Cosso 348 7321532 - 02 4691292 gabriellacosso13@gmail.com Pubblicità marketing@displaymagazine.it

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in primo piano

NOTIZIE DEL SETTORE a cura della Redazione

IL SILICONE

CHE SALTA ALL’OCCHIO

La fotoluminescenza è la proprietà fisica distintiva di rari alluminati inorganici presenti in natura, capaci di captare e trattenere la luce solare o artificiale per poi restituirla al buio nell’arco di otto ore, con intensità calante. È questa la tecnologia sviluppata da Lucedentro, la società di Sassuolo in grado di applicare detti pigmenti a qualsivoglia oggetto e materiale. Proprio come è avvenuto per per la produzione di Sil-Light il sigillante siliconico monocomponente, neutro, con elevato modulo d’elasticità adatto per serrare giunti e per il fissaggio del vetro nei telai di legno, di alluminio PVC. Svariate sono anche le caratteristiche di carattere meccanico per via dell`ottima adesione garantita su gran parte delle superfici. Assicura il 25% di dilatazione ed è resistente a diversi agenti atmosferici come pioggia, neve o temperature estreme. Infine resiste a molti reagenti chimici ai raggi UV e alla corrosione. Ma quel che più salta all`occhio è la possibilità di utilizzarlo come elemento di decorazione e segnaletica per luoghi con scarsa illuminazione o al buio.

POP NEWS

LATTE SPECIALE PARMALAT SUPERA IL BENCHMARK

FRECCIAROSSA NE FA 10.000 AL MESE

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La divisione Itinere di Gemeaz-Elior che cura la Ristorazione per Trenitalia si è affidata a Prealpi per la produzione di un vassoio cartotecnico o meglio di un food pack utilizzato per consumare pasti light ma completi a bordo dei treni Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca. Resistente alle sollecitazioni è idoneo per essere impugnato e, una volta caricato, può essere trasportato fino alla poltrona per la consumazione che avviene su tavolini o in alcuni casi anche in piedi, comunque sempre per un adattamento confacente agli spazi e alle ergonomie interne del treno. Realizzato in cartoncino riciclato e riciclabile, è di fatto un packaging abbattibile che viene montato solo quando deve essere utilizzato: una soluzione vincente in quanto il vassoio deve adattarsi ad ambienti ristretti anche prima del suo impiego. Formato da un unico singolo componente, si monta con un rapido movimento diminuendo i tempi d’attesa. Mediamente ne vengono utilizzati 10.000 al mese.

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In 59 ipermercati Carrefour e in 85 Carrefour Market selezionati tra quelli che hanno i maggiori risultati di vendita in valore, Parmalat ha predisposto un`analisi shopper curata da QT marketing research, per razionalizzare la segmentazione e la comunicazione in store nella categoria latti funzionali/speciali (Zymil, UHT, avena soia riso eccetera). L`analisi che si è completata con l`inizio del 2016 ha comportato l`applicazione di reglette e pannelli in Laminil su una media di 10 moduli-scaffale da 1,33 m (o 5 da 2,66 m) per ogni punto di vendita. I risultati del primo semestre con la nuova configurazione, testimoniano un aumento delle vendite in valore a doppia cifra rispetto al benchmark sull`intera categoria, dunque registrando tre traguardi raggiunti: a) Maggior efficienza espositiva su un mix di prodotti che, nonostante la bassa rotazione, copriva un`emergente esigenza di mercato b) Un miglior mix tra rotazione e servizio c) Ottimizzazioni di stock rispetto alla shelf-life del prodotto.

PRE < > POST


NEW BALANCE PUNTA Coin piazza V giornate Mi lano

SULLA PEDONABILITÀ

Tra le operazioni in store per promuovere le calzature New Balance delle linee 530 e 574 running e lifestyle, sono state realizzate svariate vetrine. Quelle posizionate a Milano, in luoghi di alta pedonabilità, nei mesi di Aprile-Maggio-Giugno presso la Rinascente e Coin in Piazza Cinque Giornate, misurano rispettivamente 4,5m di lunghezza x 4,3 di altezza e 4,95m di larghezza x 3,42m in altezza. Entrambi collocati in vetrina sono costituiti da Plexiglas, legno laccato nero, lastre serigrafate e curvate, pannelli in back light retro illuminati e basamento in legno rivestito in legno nero su forex e linoleum. Il primo in particolare si stagliava di fronte a una struttura metallica posta sul fondo della vetrina che supportava una piramide conica in legno laccato con sistema di retroilluminazione e rifiniture in stampa vinilica in alta risoluzione. Nella vetrina de la Rinascente con una piramide semi-conica a palcoscenico, le scarpe sono state posizionate sul cono rientrante e illuminate. Altri particolari: il logo NewBalance retroilluminato e una cornice in vinilica stampata Nella vetrina del Coin, le scarpeRinascente traevano evidenza milanonell’essere posizionate su un basamento in plexiglass trasparente come se fluttuassero nell’aria, con tre maxi pannelli stampati posteriori retroilluminati. Il Sales manager di Robots Andrea Canafoglia, conferma lo sviluppo di una divisione che affronta le esigenze di comunicazione dei propri clienti nella creatività e gestione delle vetrine.

600 ROSE ROSSE PER MILANO... ...A regalare metaforicamente una composizione floreale all`immaginifico del retail è stato Alessandro Luciani, il designer romano che la ha prevista nel progetto del corner Red Sox, poi posizionato dal 6 al 26 settembre a la Rinascente di Milano. Così il marchio che fa capo al gruppo Rede ha voluto lanciare una nuova concezione di calze per uomo, un accessorio pensato per essere anche uno strumento di seduzione maschile, proprio come le rose. L’espositore è stato realizzato applicando manualmente circa seicento rose rosse vere stabilizzate, cioè sottoposte a un processo che ne prolunga per un tempo lunghissimo la durata, su una grande sfera di materiale espanso ricoperta di velluto rosso. Le calze sono indossate da 22 gambe bianche di manichini, orientate tutte nello stesso verso e illuminate da 25 bracci flessibili per indirizzare meglio

UN POTENZIALE DA 1.400 PER

VIBRAM SOL FACTOR

Presso Artigianoteca di Milano, lo specializzato nella riparazione di calzature Il 22 settembre Vibram ha inaugurato Sol Factor il primo di una lunga serie di corner contestuali al progetto di customizzazione e di upgrade della calzatura. A seguire l`implematazione di Sol Factor è toccata ad alcuni calzaturifici di Alba e Brescia e a tutti quelli che saranno classificati come Vibram Diamods store. Un bel potenziale se si considera che in Italia si rilevano circa 1.400 negozi artigianali per la riparazione di calzature (fonte Unioncamere fine 2014). In generale Il concept Vibram Sol Factor offre al cliente un’occasione per migliorare le prestazioni della propria scarpa, lasciandosi ispirare da diverse possibilità di combinazione tra mescola e colore, in grado di accontentare tutti i gusti: sono disponibili suole dai volumi over ma extralight, varianti camouflage, suole in mescola EcoStep per un’alternativa sostenibile e suole dal grip eccellente, all`insegna di un design funzionale, materiali di alta qualità e un’estetica capace di soddisfare le preferenze più eccentriche. L’azienda ha avviato il progetto nella sua versione on the road con un truck, tuttora attivo, che ha girato l’Italia e l’Europa facendo tappa in diverse location e in occasione di eventi sportivi o kermesse di moda. Questa iniziativa comunque ha visto la prima importante evoluzione con l’apertura della Vibram Academy di Atene, il primo flashship store Vibram Sole Factor. Il catalogo suole Vibram Sole Factor disponibile presso i Vibram Diamonds sarà rinnovato ogni anno, introducendo in collezione modelli inediti per mantenere sempre elevati gli standard di qualità e performance di domanda e offerta.

la luce a led sui capi. La struttura è in legno laccato mentre il marchio è stato realizzato in plexiglas e retroilluminato. Sono stati previsti due piani di appoggio e un vano con sportello per lo stoccaggio del prodotto. A terra è posizionato un tappeto tondo a pelo lungo di colore bianco, che valorizza a contrasto il rosso delle rose e del brand. Per i credit: manichini Almax, esecuzione Grottini srl. foto, Sandra de Feudis


NOTIZIE DEL SETTORE a cura della Redazione

STARBUCKS APPRODA A MILANO Sarà Milano, la capitale del business e della moda, a ospitare il primo Starbucks italiano, nato grazie a una collaborazione siglata con Gruppo Percassi. L’idea di approdare sul mercato italiano risale agli anni Ottanta, in seguito a un viaggio a Milano e Verona di Howard Schultz, CEO di Starbucks Coffee Co.. Affascinato dall’abilità e passione dei baristi italiani, persone socievoli e sensibili alla qualità, Schultz ha tratto ispirazione dalla perfezione con cui il caffè viene preparato nel nostro Paese, dalla funzione di punto di ritrovo per i clienti e da come il caffè sia diventato un rituale del mattino, tanto che tutti questi fattori hanno poi influito sulla storia stessa della sua società. Un anno dopo, nel 1984, veniva inaugurato un concept store a Seattle dove veniva servito il primo espresso. Dai 200 caffè giornalieri si è subito passati a 1.000 caffè serviti al giorno, un successo per i clienti che assaporavano il caffè latte per la prima volta e un esperimento da ripetere. Il primo store italiano, che aprirà a inizio 2017 a Milano, è stato progettato nei minimi dettagli e nel rispetto della cultura italiana del caffè con l’obiettivo di creare un punto di incontro seducente, in grado di regalare una vera esperienza visiva oltre che un luogo dove assaporare caffè di qualità. L’idea è di coinvolgere gli addetti, considerati partner dello store, per veicolare una tradizione di caffè di teatro e arte, che combini l’emozione della prima esperienza di Schultz a Milano con il servizio offerto dagli oltre 23.000 store a marchio Starbucks in tutto il mondo. L’accordo con la licenziataria Percassi, che offre storie di successo ed esperienza locale, consentirà di espandere il progetto su altre cittadine italiane facendo di ciascun store un’esperienza unica per i clienti italiani.

ILLUMINAZIONE A GIORNO Solar Led Wall Light di Montop è un sistema facilmente installabile a parete, composto da pannelli solari in silicone policristallino (5,5V, 90ma, 0,5W), illuminazione, controllo. La luce solare catturata dai pannelli viene immagazzinata da una batteria Li-ion da 3,7v 1000 MAH, in grado di fornire energia per cinque giorni senza luce diurna. Grado di protezione IP65.

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in primo piano

RETAIL NEWS BLACK FRIDAY

CYBER MONDAY

Le prossime date da segnare in agenda sono il 25 novembre, quando ricorrerà il Black Friday, il venerdì di grandi sconti nei negozi, e il 28 novembre, data fissata per il Cyber Monday, la risposta dell’e-commerce con una massiccia offerta di ribassi online. E’ una consuetudine d’oltreoceano prontamente adottata anche in Europa in quanto costituisce un valido indicatore sulla predisposizione agli acquisti e sulla capacità di spesa dei consumatori. Nell’ambito dell’e-commerce la moda è tra le industrie più rilevanti, quella che ha saputo cogliere le potenzialità generate dall’evoluzione dei comportamenti di consumo e delle tecnologie, apportando innovazioni alla customer experience, al sistema d’offerta e, più in generale, all’intero modello di business: nell’ultimo quinquennio l’abbigliamento online è cresciuto mediamente del 30% annuo, il doppio rispetto a quello dell’eCommerce in genere (+15%), facendo prevedere che a fine 2016 l’Abbigliamento varrà il 10% (oltre 1,8 miliardi di euro) di tutto l’eCommerce in Italia, secondo solamente a quello di Informatica ed elettronica. Per Roberto Liscia, Presidente Netcomm, il comportamento di consumo degli acquirenti del comparto presenta un approccio omnicanale, con un ruolo chiave dei touch point fisici e digitali, mentre le aziende fashion hanno saputo innovare la customer experience, ben utilizzando i social come canale di comunicazione e di customer care così come i totem virtuali nei punti vendita fisici per prenotare i capi non disponibili al momento. Secondo uno studio condotto dall’Osservatorio eCommerce B2C, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, la crescita del mercato spinge la penetrazione dell’eCommerce nel Fashion al 5% del mercato retail (era il 4% nel 2015). Il 45% delle vendite Fashion è diretto in Europa (UK, Francia e Germania), USA, Russia ma anche Cina, Giappone e America Latina. I capi di abbigliamento incidono per il 55%, gli accessori per il 45%. Nel 46% dei casi gli acquisti mass market sono effettuati sui siti dei grandi retailer italiani e internazionali e sui marketplace generalisti, mentre il 36% riguarda acquisty ‘luxury’ sui siti di grandi Dot Com, vendite private, produttori high fashion e boutique multi-brand.


RIQUALIFICAZIONE PER I MILANESI

AFFASCINATI

DA UN SORRISO

Si chiama ‘The Smile’ richiamando il sorriso, l’impianto urbano progettato da Alison Brooks Architects e realizzato in toulipier americano per sottolineare il potenziale strutturale e spaziale del legno lamellare a strati incrociati. Inserito tra i progetti presentati al London Design Festival, The Smile è una struttura curva e rettangolare, alta 3,5 m e ampia 4,5 m, in pannelli di latifoglia CLT (cross laminated timber), abitabile ed esplorabile dal pubblico. Entrando attraverso un ingresso creato nel punto in cui la parte curva incontra il terreno, il visitatore può camminare da un capo all’altro del tubo lungo 34 metri offrendo un’esperienza sensoriale di colore, consistenza, profumo e suono a 360°. Le due estremità aperte illuminano lo spazio interno facendo da finestra su Londra. Lungo le pareti, piccole perforazioni consentono alla luce diurna di disegnare motivi sul pavimento mentre di notte l’interno viene illuminato da fasci di luce lineari che sottolineano il dinamismo del piano curvo. Arup, partner nel progetto, ha utilizzato 60 metri cubi di legno per creare uno spazio chiuso di 150 metri quadrati.

DALLA DIGITALIZZAZIONE

ALLA DISINTERMEDIAZIONE

Dopo la recente inaugurazione di Piazza Vittoria a Locate, in provincia di Milano, giovedì 27 ottobre tocca al City Style Scalo Milano, opere destinate a riqualificare del territorio e a migliorare la viabilità locale. Reinterpretando in chiave contemporanea le vecchie fabbriche milanesi, il concept architettonico di Scalo Milano mira a diventare il primo shopping district aggregante di fashion, food e design. Sorge su un’area ex-industriale Saiwa con l’obiettivo di rappresentare un ambiente urbano con edifici realizzati con soluzioni e materiali d’avanguardia come vetro e acciaio e disposti su vie e piazze all’aperto, proprio come in un quartiere cittadino. All’interno, su una superficie commerciale lorda di 30.000 mq, si trovano 130 negozi, gallerie con esposizioni d’arte contemporanea e luoghi dedicati all’intrattenimento. Il centro commerciale, di proprietà Locate District e sviluppato e gestito da Promos, darà lavoro a circa 1.500 persone tra dipendenti diretti e indiretti.

A TEMPO DI MUSICA

Si chiama Teledisko la più piccola discoteca al mondo, ideata e brevettata dall’eccentrico berlinese Benjamin Uphues. Situata nel quartiere funk di Friedrichshain, a Berlino, è stata realizzata affiancando due cabine telefoniche. L’ingresso costa due euro a persona, per un massimo di sei persone alla volta, mentre con 4 euro si possono avere foto della festa e con 6 euro il video inviato alle email dei partecipanti. Luci, fumogeno e musica si attivano premendo un pulsante. Nei fine settimana, soprattutto d’inverno, viene frequentata anche da 50 persone. Con 1.800 euro al giorno si può aggiungere una terza cabina.

NIKELAB VERSO LA

SOSTENIBILITÀ

In occasione del seminario annuale GfK - Consumer Experience è emerso il fenomeno pervasivo della disintermediazione, che spinge consumatori e cittadini a informarsi sui blog, a chiedere consigli ai forum e a investire online senza affidarsi a consulenti finanziari. Il fenomeno, che riguarda l’intera società, è trainato dalla diffusione capillare del digitale, che conferisce potere, prestigio e visibilità alle persone rovesciando gerarchie e sovvertendo processi e creando nuovi protagonismi. Altrettanto coinvolti in questa rivoluzione digitale sono brand e aziende, consapevoli che i cittadini-consumatori sono sempre meno influenzati da valori quali la storia e la tradizione aziendale ma più sensibili a fattori come fiducia, coinvolgimento e innovazione. In questo panorama cresce e si sviluppa la Sharing Economy, dalla finanza collaborativa allo scambio di alloggi tra privati al car pooling, non solo per risparmiare tempo e denaro ma anche per intercettare aspettative come la ricerca di autenticità e di esperienze, la curiosità e il piacere della novità, la voglia di condivisione e il rafforzamento dei legami deboli, l’accessibilità dei servizi e il desiderio di semplificazione della vita, la personalizzazione dei contenuti e la domanda di sostenibilità. Una nuova economia dell’accesso, capace di trasformare in prospettiva gli scenari di consumo in chiave intergenerazionale.

Inaugurato in via Statuto, a Milano, il NikeLabST18, uno store ecosostenibile realizzato in partnership con Percassi per presentare una raccolta di prodotti pinnacle di Nike, a metà tra sport e style. Le strutture espositive in alluminio riciclato sono state progettate da Arthur Huang in collaborazione con i designer di Nike mentre materiali e rifiniture sono modulari, all’insegna della flessibilità e versatilità per facilitarne l’impiego all’interno dello spazio. L’illuminazione dei camerini è regolabile secondo quattro diverse impostazioni per permettere ai clienti di sperimentare il look alle condizioni di luce dei diversi momenti della giornata. I lucernai artificiali contribuiscono all’illuminazione delle zone buie mentre una stanza nascosta, con camera blindata, è destinata a ospitare eventi speciali di creativi milanesi. Sedie, sgabelli e totem centrale sono stati progettati da Martino Gamper.

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STORIA DI COPERTINA Marco Oltrona Visconti

Eurodisplay

il design efficiente per il saving LA LEAN ORGANIZATION SEMPRE PIÙ DIFFUSA TRA I BRAND MULTINAZIONALI HA MUTATO GLI SCENARI DEL MERCATO DELLA COMUNICAZIONE SUL PUNTO DI VENDITA IMPONENDO NUOVI PARADIGMI: SAVING, GESTIONE INTEGRATA DEI PROCESSI, PROGETTAZIONE E STORE OBSERVATION, LE SKILL PIÙ RICHIESTE DAI COMMITTENTI

Nel comparto della comunicazione in store e POP da qualche anno è in corso un mutamento di scenario. Molti dei grandi operatori dell`industria di marca hanno esternalizzato gli uffici acquisti deputati all’approvvigionamento di servizi complementari concernenti il cosiddetto pacchetto del procurement. Ergo in alcuni casi e soprattutto per le attività “non core” – cioè quelle che non concernono direttamente i processi primari dell’azienda - il rapporto tra i brand industriali con alcuni fornitori è demandato ad intermediari esterni i quali, in ossequio all’ottica organizzativa lean (organizzazione snella) e con finalità di saving, sub-appaltano ai

produttori le commesse, ma con budget compressi e per alcuni insostenibili. A decifrare questo nuovo complesso scenario, l’architetto Andrea Tempesta, di Eurodisplay Design in Progress che negli ultimi anni, valorizzando competenze specialistiche, ha curato direttamente progetti di comunicazione in store per multinazionali del calibro

di GSK, Unilever, Procter&Gamble. Architetto Tempesta, molti industriali dell’instore communication si preoccupano per una sorta di “deflazione” che si riscontra sul mercato a causa degli intermediari che sempre più spesso si aggiudicano le grandi commesse. Cosa ne pensa?

CATEGORY MANAGEMENT, SHELF RE-INVENTIONE RIORGANIZZAZONE DI ALCUNE CATEGORIE DI PRODOTTI ESPOSTI A SCAFFALE RETRO BANCO DELLA LINEA PAIN DI GSK.

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Il mercato ha sempre ragione, per tanto osservo da tempo il fenomeno con molta curiosità, accogliendolo come occasione di aggiornamento e di crescita. In realtà siamo di fronte a un mutamento culturale che stimola la proattività, la serietà e l`autoanalisi e che in termini più pratici comporterà l`abbandono dei modelli di business


più obsoleti. Modelli che per altro Eurodisplay ha già in gran parte aggiornato. Allora quali sono i nuovi business model che funzioneranno, quali no? Pur non avendo una struttura produttiva i broker del nostro settore si aggiudicano le grandi commesse in quanto operano su scala transnazionale. Il rapporto con un bacino più allargato di fornitori specialisti consente a questi operatori di ottenere costi di produzione più contenuti che poi rigirano alla committenza sotto forma di saving.

Tuttavia non sempre il risparmio è effettivo perché i produttori di materiali - che in questo caso, assumono il ruolo di terzisti a fronte di budget più contenuti e di meccanismi di rebate - non potendo lavorare al di sotto del

IL FLOORSTAND PER ESPOSIZIONE, PROMOZIONE E LANCIO DELLA NUOVA LINEA COMPLETA DEI PRODOTTI

LISTERINE È STATO RIPRODOTTO IN 6.000 ESEMPLARI PER UNA

CAMPAGNA DI DURATA TRIENNALE.

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break even, abbassano la qualità delle materie prime. Pur tuttavia talvolta i fornitori terzisti accettano condizioni capestro pur di non tenere ferme le macchine. In questo caso ci troviamo di fronte a un processo di de-specializzazione e perdita di competenze che non ritengo ci porti sulla via giusta. Ci sono invece altri due aspetti che riguardano la supply chain e la capacità degli operatori più evoluti di integrare il livello gestionale e organizzativo con la committenza fin dalla fase di progettazione. In questo modo il risparmio si ottiene grazie a una maggiore efficienza e senza che i fornitori rinuncino al proprio margine o alla possibilità di garantire la qualità richiesta. Può spiegare meglio questo passaggio? In Eurodisplay per esempio, abbiamo

cercato prima di tutto di capire come assecondare i nuovi need dei grandi clienti con una fondamentale rivoluzione: creare una divisione dedicata alla cura del cliente a 360° chiamata Strategic Business Unit. In questo modo la Eurodisplay Design in Progress propone di fatto una terza via rispetto alle due a oggi conosciute (fornitore puro e e-procurament ndr): dalla strategia instore allo studio della ottimizzazione dei processi della supply chain per ottenere sempre il miglior risultato. Per fare questo in modo contemporaneo ed efficiente operiamo con una piattaforma proprietaria per cui la parte operativa dell`ordine dopo il briefing viene gestita on line, in condivisione con il committente e su tutti e quattro gli asset del processo produttivo, ossia: progettazione, produzione, gestione di processo e logistica. Grazie al file sharing via ftp, il cliente per esempio

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logiche di processo? Siamo in un campo in cui il termine design assume un`accezione più allargata. Mi spiego. Nell`epoca dell`internet delle cose e dell`industry 4.0 non basta più disegnare un espositore dall`estetica accattivante. La committenza oggi esige soluzioni coordinate a logiche di multicanalità altresì finalizzate alle rotazioni degli scaffali e al successo delle vendite. È quindi necessario far valere la propria specializzazione. Dunque il display rappresenta il punto di arrivo di un processo che sottintende una conoscenza del punto di vendita, delle dinamiche del visual merchandising, delle tecniche di engagement del consumatore e di diverse meta-competenze progettuali che attengono per esempio

la store-observation e l`analisi del comportamento del consumatore. A queste come detto vanno accostati sistemi di gestione avanzata della creatività che sfociano in un`operatività e in un rapporto con il committente razionalizzato. Eurodisplay è stata praticamente la società che per prima ha realizzato uno scaffale intelligente funzionante e profittabile: il Visual Trays. A 5 anni da questa esperienza il proximity marketing sta facendo passi da gigante. Quali i trend del futuro più imminente? Il successo di Visual Trays è dipeso dalla capacità di garantire un ritorno prestabilito a fronte dell`investimento in hardware che ha comportato la realizzazione e la messa in opera

LO SHOP IN SHOP DI PAMPERS È CONTESTUALE A UNA RE-INVENTION DELLO SCAFFALE IN TERMINI DI

PERSONALIZZAZIONE DELLO SPAZIO E DI VALORIZZAZIONE DEL PRODOTTO. POSIZIONATO PRESSO L`IPERMERCATO “LA GRANDE I” DI S.ANGELO (PE) È DI FATTO UN`INSTALLAZIONE PERMANENTE. PLEXIGLAS, FOREX E ILLUMINAZIONE LED I MATERIALI E GLI ACCESSORI CHE LO COMPONGONO. 400X50X220 CM LE MISURE. conosce in tempo reale il tracking dello stato di avanzamento della commessa o gestisce direttamente approvazione e l`applicazione degli art work. L`operatività così “automatizzata” determina tempi rapidi e puntuali di: produzione, consegna, posizionamento e riordino. Nonché costi certi che coincidono sempre con il preventivo. Tutto viene gestito in modalità service level agreement attraverso un portale che offre servizi one-to-one mediante un codice univoco e riservato a ogni cliente. Insomma non si tratta solamente di un software che si compra in una software house, ma di un metodo di lavoro sviluppato dopo tanti anni di esperienza. Un know-how che, ottimizzando l’operatività, razionalizzando il magazzino e la logistica, genera efficienza quindi risparmio. Risparmio che per il cliente si traduce mediamente in costi inferiori del 20% rispetto ai prezzi di mercato. Mi permetto di concludere accennando anche alla ulteriore rivoluzione di Eurodisplay Design in Progress, quella grafica, che i vostri lettori hanno visto in copertina, che rappresenta in modo visivo la creazione di 5 divisioni che rappresentano di fatto l’essenza del mondo P.O.P..

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Quanto incidono il design e la specializzazione accanto a queste

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del supporto. Abbiamo molte case history che certificano l’incremento delle vendite ove presente un nostro dispositivo. Quanto al proximity marketing che di fatto sta creando grandissimo interesse da parte di clienti ed operatori del settore, ritengo che potrà dare il massimo contributo solo con l’integrazione fisica instore. Va da sé che il problema degli operatori nel breve medio periodo sarà capire quali standard assicureranno il miglior rapporto qualità prezzo per elevare la catena del valore. Un secondo problema sarà l`accettazione delle tecnologie da parte del consumatore. E, al di là della tecnologia, il category management resta una disciplina in continua evoluzione. A proposito, in un campo in evoluzione come quello del pharma-retail, Eurodisplay sta supportando GSK. Quale la direzione del Visual Merchandising in questo settore? Le trasformazioni del mondo della farmacia sono dovute alla ridefinizione degli spazi e alla possibilità di pubblicizzare alcuni prodotti come quelli da banco. In un mondo complesso qual’è quello del farmaco, fare educational è una priorità e, visto che questo è anche uno dei principi del category

IL FLOORSTAND LANCIO

NUOVO PRODOTTO ED ESPOSIZIONE DELLA LINEA COMPLETA DELL’OFFERTA VEGETALLUMINA È RIPRODOTTO IN 2000 ESEMPLARI PER UNA CAMPAGNA DI DURATA BIENNALE A RINNOVO ANNUALE IN ALTRETTANTE FARMACIE.

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La comunicazione a parete è fondamentale per orientare il consumatore tra le principali categorie di farmaco da banco. Le isole espositive sono sempre più presenti, quindi l`esposizione permanente deve avere un design di qualità; mentre l`esposizione non-durevole è sempre più sottodimensionata in termini di misure sia a terra che sul bancone. E poi gli espositori devono essere camaleontici e flessibili, nel senso che uno stesso marchio può essere rappresentato da referenze con stagionalità differenti dunque packaging caratterizzati da misure dissimili cui il materiale deve adattarsi. Infine non dimentichiamo che la farmacia punta sul dialogo con il cliente attraverso il farmacista, vero e proprio depositario della fiducia del cliente, e individuo attorno al quale l’esposizione ruota.

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La geografia della farmacia

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Dermocosmesi: un trend ���� importante. ����

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POP IN SHOP

IN ATTESA DEL NUOVO DDL CONCORRENZA, LA PIÙ GRANDE COOPERATIVA ITALIANA DEL SETTORE FARMACEUTICO (10 CE.DI) FORNISCE AGLI OLTRE 1200 AFFILIATI SERVIZI DI GESTIONE DEL CATEGORY E GEOMARKETING. INTERVISTA CON IL VICEPRESIDENTE E DIRETTORE DELLA DIVISIONE RETAIL GIANLUCA STRATA di Marco Oltrona Visconti

“+ bene”: il futuro è la specializzazione

Può descrivere il sistema della cooperativa +bene? In realtà “+bene” è una delle due insegne attraverso cui opera CEF, la prima cooperativa di farmacisti italiana, sia per motivi cronologici -alla luce degli 80 anni di storia- sia per dimensioni, in forza di un fatturato di 1,2 mld di euro nel 2015

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generato da 10 ce.di. Si tratta di strutture logistiche che servono 5.000 farmacie incluse le nostre oltre 1.200 affiliate le quali tra l`altro formano un vero e proprio gruppo di acquisto su due livelli. In che modo si concretizza il vostro modello di business? Circa 260 sono i farmacisti affiliati che operano sotto la nostra insegna +bene avvalendosi dei nostri standard commerciali e operativi. Esiste poi un secondo livello di affiliazione che definiamo light cui aderiscono altre 1.000 farmacie circa raggruppate sotto l`insegna “FarmaciaINsieme”. In generale oltre a distribuire 80.000 referenze di cui circa 300 prodotti private label offriamo servizi e siamo considerati un vero e proprio punto di riferimento per il farmacista. Da un lato per esigenze di stock, tanto che ogni farmacia è servita dalle 2 alle 4 volte al giorno. Dall`altro lato è lungo elenco di servizi come quelli dispensati da un`accademia per la formazione del personale cui a oggi aderiscono 2.000 farmacisti.

L`obbiettivo dotare i farmacisti delle competenze per fornire diversi benefit e servizi ai cittadini: test sulle intolleranze alimentari, telemedicina - Holter pressorio, Holter cardiaco, Ecg basale-, screening contro l’osteoporosi, Screening della pelle e del capello, screening contro il melanoma, screening audiometrico, misurazione del grado di insufficienza venoso, analisi varie C.A.P Centro di assistenza primaria. Come vede il pharma retail in prospettiva? Oggi la farmacia è ancora concepita come generalista e indifferenziata. In verità dal primo passo verso la liberalizzazione di qualche anno fa sono nate nuove categorie merceologiche. Un fenomeno che sarà accentuato a breve con la probabile approvazione del “ddl concorrenza” che, come avviene in Inghilterra, consentirà ai non farmacisti di aprire catene di farmacie. Un vantaggio per il cliente della farmacia che otterrà prezzi più contenuti, mentre bisogna dire che salirà il numero di catene che oggi rappresenta circa il 32% delle farmacie sulle 18.200 farmacie presenti sul territorio italiano -fonte Federfarma 2015- . In termini di impresa è dunque un fenomeno che probabilmente favorirà gli retailer che operano con logiche di scala. Tra servizi più complessi sono inclusi il geomarketing e la gestione del category management, perché? Per chi opera nel nostro mercato è piuttosto palese che una maggiore concorrenza determinerà necessariamente un processo di differenziazione che richiede standard più precisi di definizione dell`offerta del farmacista. Da qui l`esigenza di creare un`identità di insegna con il category management. Si tratta di un processo che richiede una certa oculatezza, per ciò sarà

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anche necessaria analizzare e monitorare l`ambiente o meglio il territorio in cui opera la farmacia per stabilire il corretto posizionamento e non incorrere in controproducenti sovrapposizioni di offerta con altre attività commerciali, anche diverse dalla farmacia. In questo senso le operazioni geomarketing aiutano a definire meglio i posizionamenti di prodotto e di prezzo in funzione della zona di appartenenza. Quali le categorie emergenti nel panorama del pharma retail? Una è la automedicazione –relativa ai prodotti Otc- per piccole patologie come per esempio il mal di testa o mal di stomaco. Una categoria che per profondità attualmente è arricchita dai derivati naturali come l`omeopatia e la fitoterapia. L`integratore alimentare assumerà molta importanza nella sua funzione prodotto complementare alla prescrizione di antibiotici. I reparti di dermocosmesi sono già molto curati nel category management così come quelli legati all`igiene della persona e in particolare della bocca e dell`intimo. Sicuramente di frontiera per i farmacisti sono l`ortopedia, l`ottica e la farmacia

veterinaria specifica per gli animali domestici. Con l`intersificarsi delle logiche commerciali, non si perderà il ruolo sociale del farmacista? Bisognerà vedere come si muoverà il mercato italiano in funzione di questa liberalizzazione. In ogni modo è probabile che il farmacista parteciperà di maggiormente anche agli aspetti commerciali dell`attività.

L’immaginazione crea nuove prospettive: sperimentatelo!

Quali le nuove forme di business per la farmacia? Campagne di screening, esami medici e servizi al pubblico in ottica di prevenzione sono senza dubbio attività che possono essere svolte in farmacia e portare ricavi, purché si abbiano dei ritorni commerciali diretti o in termini di flusso di clientela. A questo proposito il nostro gruppo ha iniziato una campagna denominata “Informati e previeni” che si concretizzerà anche grazie alla formazione dei farmacisti. Tali attività riguardano soprattutto l`educazione alimentare per soggetti a rischio metabolico, si pensi per esempio alla celiachia e alle intolleranze alimentari.

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POP IN SHOP di Marco Oltrona Visconti

Pierre Fabre, la farmacia sulla pelle «Per i Laboratories Pierre Fabre la presenza del farmacista è fondamentale in virtù del consiglio che può fornire sul corretto utilizzo dei nostri prodotti, in base al tipo di pelle o delle caratteristiche dei capelli e del cuoio capelluto. Il nostro assortimento copre che nelle in farmacia tutti i posizionamenti del comparto viso e pelle». A spiegarlo è Laura Masiero Trade Marketing manager del gruppo francese noto per essere il secondo laboratorio dermocosmetico più grande al mondo. Pierre Fabre ritiene che il farmacista sia l’unico in grado di orientare l`utente di questo segmento che in Italia presidia in distribuzione diretta, in circa 9.000 farmacie, con 6 brand: Eau thermale Avène, Renè Furterer, Galenic, A-Derma, Ducray e Klorane. Alcuni di questi marchi che vengono consigliate dai dermatologi mediante la cosiddetta “ricetta bianca”, cioè quella che non comporta la prescrizione di un farmaco, ma di un prodotto in “libera vendita”, caratterizzato da principi attivi di comprovata efficacia per la soluzione di determinate patologie disturbi e sintomatologie. «Appartenere ad un Gruppo che investe circa il 20% del fatturato in ricerca e sviluppo farmacologici - dice Laura Masiero - permette di proporre a dermatologi e farmacisti prodotti dermocosmetici concepiti con la stessa

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Laura Masiero

IN ITALIA È IL RE DELLA “RICETTA BIANCA” E GRAZIE A UN POOL DI 8 VISUAL MERCHANDISER NEL 2015 HA ALLESTITO 4.000 FACING E 800 VETRINE AGENDO SU 3 LIVELLI DI COMUNICAZIONE: sicurezza tipica del farmaco». Prodotti REPARTO, MARCHIO, SCAFFALE. che sono poi realizzati con le migliori texture e le migliori galeniche, per offrire anche la massima piacevolezza d’uso ai consumatori. Dai Laboratories Pierre Fabre del gruppo francese tra le altre cose provengono numerosi brevetti relativi a farmaci per le terapie in campo oncologiche, neuropsichiatriche, salute della donna, urologiche. Dai Laboratories Pierre Fabre del gruppo francese tra le altre cose provengono numerosi brevetti relativi a farmaci per le terapie in campo oncologiche, neuropsichiatriche, salute della donna, urologiche. A livello global nel 2015 la divisione del farmaco di Pierre Fabre ha generato il 42% di un fatturato di oltre 2,2 mld di euro (58% la dermocosmesi e 58% internazionale in 43 paesi). Le regole dello scaffale «Spieghiamo ai farmacisti che, in termini di esposizione, nell`area di vendita dovrebbero esserci tre livelli

di comunicazione - precisa Laura Masiero-. Questi sono il “reparto”, che corrisponde alla categoria e rappresenta il primo livello di comunicazione; il “marchio”, che viene sempre messo in evidenza mediante crowner dedicati. E, infine, lo “scaffale” che deve sempre essere corredato di reglette e porta prezzi». Una strategia che nel 2015 a livello operativo si è concretizzata grazie a 4.000 scaffali allestiti con reglette, più di 1.000 iniziative di evidenziazione “fuori scaffale” (gondole, colonne, punti caldi), di cui in particolare, 400 dedicate ai solari, mentre 700 comunicazioni all’interno del punto vendita sono state predisposte tramite banchi, colonne e decorazione di porte d`ingresso. E sul totale ben 800 sono state proposte anche in vetrina. Dermocosmesi: margine e impulso Dal momento in cui qualche anno fa

il Ministero della Sanità ha stabilito la distinzione tra farmaci e prodotti parafarmaceutici, le farmacie hanno inziato ad esibire un layout espositivo più vicino a quello di un minimamarket premium di prossimità. «Da allora - spiega la Masiero essendosi abbassati i prezzi dei farmaci una grossa fetta della marginalità si ricerca attraverso la vendita del parafarmaco che, tra l`altro, ha anche una indiscutibile componente di impulso». Per questo Laboratories Pierre Fabre offre costantemente delle consulenze di visual merchandising ai farmacisti mediante una squadra di 8 visual merchandiser che lavora lungo lo stivale con maggiore intensità nell`ambito di una rete di 2.000 farmacie. A livello operativo i merchandiser hanno 4 priorità: a) La verticalizzazione del marchio a scaffale, dove ad altezza occhi si predispongo i prodotti di maggior valore; b) La definizione del fuori scaffale (colonna, lato di gondola e testate di gondola espositore da terra), per cui si cerca di personalizzare lo spazio in logica permanente; c) La vetrina, che viene allestita in due modi: su misura, oppure con cartelli standard 130x100cm, grafiche adesive e teloni in pvc; d) La personalizzazione interna, secondo la quale i banchi delle farmacie o l`ingresso diventano spazi in cui non è presente il prodotto, ma il brand per cui si lavora sulla notorietà e sulla diffusione dell`immagine. Talvolta gli interventi sono più significativi e: «Le consulenze - dice Laura Masiero - si possono trasformare in vere e proprie ristrutturazioni contrattualizzate, tese a interventi strutturali sulla piantina della farmacia». Gli allestimenti permanenti di Klorane a Milano, presso la farmacia Ambrek e sullo scaffale della farmacia Concordia. Una merceologia per il largo consumo caratterizzata da principi attivi vegetali ricavati da una pianta (cedro ulivo, avena eccetera)


Nelle due foto a sinistra

La linea capelli a base di oli essenziali in una vetrina a Cernusco Lombardone e nella scaffalatura della Farmacia Croce Bianca (Ba)

nelle due foto a destra La linea top per il viso su un bancone e a scaffale. Farmacia Concordia (Mi) nelle tre foto a sinistra Eau Thermale Avéne, marchio principale Pierre Fabre oggi leader della dermocosmesi a livello mondiale. Contiene i principi attivi dell`acqua della Montagna Nera francese. Qui negli allestimenti permanenti e nell`espositore della Farmacia Concordia a Milano. Poi la parete permanente presso la Dubbini (An) per i solari.

nelle foto a fianco e sopra Esposizione Ducray, la linea pelle e capelli dermatologica di sintesi. È tra i prodotti più prescritti come A-Derma la linea dermatologica per la cura a base di Avena Rhealba

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POP IN SHOP

Marco Oltrona Visconti

Gli asset di Bayer nel display GLI ULTIMI FACING IN FARMACIA SONO STATI STABILITI SIMULANDO UNO SCAFFALE PER RICAVARE L`ALBERO DECISIONALE DEL CONSUMATORE, CON UN`OPERAZIONE DI FIELD MARKETING CHE A MAGGIO HA PORTATO AL LANCIO DI SUPRADYN. BEN 8.000 I DISPLAY REALIZZATI ALL`ANNO PER LINEA, DOPO COLLAUDO CON SISTEMA DEI CAMPIONI GEMELLI. LA PAROLA AL CATEGORY DEVELOPMENT MANAGER PHARMACY, CRISTIANA SORMANI Tutti conoscono il colosso Bayer, ma la presenti lei…

è di sostenere le persone nella cura di salute e benessere.

La storia di Consumer Health è iniziata nel 1899 con l’introduzione di Aspirina®, marchio di punta di Bayer, attualmente il portfolio del nostro business abbraccia vari ambiti, da Pharmaceuticals a Consumer Health, ad Animal Health e a Crop Science. La mission di Bayer Consumer Health, grazie all’ampia gamma di marchi iconici,

Quali i canali seguiti insieme alle farmacie? Innanzitutto bisogna dire che Bayer è sempre più un`azienda multicanale. Dopo un primo step di liberizzazioni, tra l`altro ancora pendenti, il mercato è stato rimodellato e Bayer ha ridefinito la sua struttura. Oggi sotto

il profilo distributivo ci interfacciamo con i principali canali: mass market, parafarmacie, farmacie indipendenti, catene di farmacie e baby store. In Italia seguiamo direttamente circa 9.000 farmacie che impegnano con una forza vendita dedicata, e questo senza contare il canale lungo relativo alla fornitura dei grossisti.

con meno rotazioni e) Promozione in store e sampling per favorire i test del consumatore. f) Il consiglio del farmacista, la cosiddetta Advocacy, determinante in termini di fiducia per il consumatore.

Parliamo della storica divisione Consumer Health. Come è suddivisa?

Il planogramma non segue criteri prettamente commerciali ma rispecchia l`albero decisionale del consumatore che si apprende ascoltandolo. In generale dove siamo leader proponiamo progetti strutturati di category management, laddove non lo siamo la competizione si risolve tra brand.

In un`ottica di category managent Bayer compete in quattro categorie: dermatologia, gastro, multivitaminici e integratori, pain/dolore; e in minor misura antiallergici. Questa macrosuddivisione ha diverse sottocategorie ed è importante sottolineare che si tratta di distinzioni che non derivano da un`imposizione della nostra azienda verso il mercato, ma dalle analisi sulla percezione del consumatore. La categoria pain per esempio ha diverse sottocategorie quali mal di testa, body pain, dolori mestruali, dolori articolari, eccetera, così come definito dallo shopper. Quali le linee guida per la comunicazione sul punto di vendita?

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Sono e stesse per tutti i prodotti, ma con pesi diversi. a) Distribuzione e assortimento, per cui si punta a creare profondità su ogni linea piuttosto che su una sola referenza, si veda Aspirina che può essere classica, effervescente o cardio; b) Presenza continuativa sullo scaffale; c) Visibilità, quindi massificazione di prodotto nelle aree calde d) Banco, per la stimolazione dell`impulso nelle linee

Come viene stabilito il planogramma dello scaffale?

Può fare un esempio pratico? Nell`operazione che ha portato al lancio di Supradyn Ricarica, a partire dai sei mesi precedenti, sono state attivate alcune ricerche di mercato per investigare “il punto di vista dello shopper” le cui risultanze hanno messo in evidenza che il cliente della farmacia nella categoria multivitaminici sceglie il prodotto principalmente in base all`”ingrediente” e ai “benefici” che derivano dall`assunzione. Elementi che abbiamo adottato come criteri espositivi di partenza, e che ci hanno aiutato a creare due planogrammi testati in una farmacia virtuale nella quale è stata simulata la vendita con acquisti multipli (fino a sei prodotti) e con veri consumatori per testare il corretto assortimento e validare l`albero decisionale. Da qui sono nati i planogrammi più performanti, che poi sono stati declinati nelle vere farmacie.


E l`esposizione preferenziale? Questa viene testata con il sistema dei campioni gemelli. Cioè si paragonano due negozi con le medisime condizioni e con medesimi assortimenti, ma solamente in uno dei due sono presenti i display che intendiamo monitorare. Dopo qualche tempo si valutano i risultati di vendita, quindi per sottrazione emergono le performance dei materiali espositivi. Quale è stato il risultato medio delle esposizioni preferenziali predisposte da Bayer? Una volta testati, solitamente, i display hanno un`alta permanenza nel punto vendita e portano a un incremento del sell out che, su base stagionale, oscilla tra il +10 e il 20% a seconda dei prodotti.

Per Supradyn quanti ne sono stati prodotti? Circa 8.000 tra espositori da terra e da banco che abbiamo ripartito su tre cluster di farmacie: alto performanti, medio performanti, basso performanti. Per dare qualche numero: 2.000 sulle prime e 3.000 a testa sugli altri due cluster. E ciò avviene ogni anno più o meno per ogni linea di prodotto.

I materiale di aspirina è stato posizionato in 60 punti vendita, tra cui molte farmacie Loyd dove è in atto un`operazione di category management. Il posizionamento del materiale espositivo qui sopra nel 2016 è stato programmato per stazionare nelle farmacie 5 mesi (gennaio-febbraio, ottobre-dicembre)


Punto di vendita Farmacia Concordia, C.so Concordia (Mi)

POP IN SHOP

a cura della Redazione

(riproduzione riservata)

Rilastil

La vetrina concepita da Ganassini per Rilastil ha l`obbiettivo di concentrare attenzione di un target ben preciso: le donne in gravidanza. Nella norma tuttavia il prodotto si rivolge a diversi segmenti di consumatrici che per vari motivi si trovano ad affrontare il problema delle smagliature provocate da una variazione del peso corporeo. Si pensi ai cortisonici di matrice dermica, alla pubertà delle adolescenti e alle diete. Questa vetrina è stata creata ad hoc in 500 punti di vendita tra farmacie e parafarmacie per una media permanenza di un paio di mesi. In generale il kit si compone di una sorta di light box retroilluminato e di un adesivo che fa parte di un kit vetrina.

Bioscalin Punto di vendita Farmacia Turro, Via Padova 109 (Mi) Bioscalin Nutri Color, la linea Bioscalin dedicata alla colorazione e alla cura e bellezza dei capelli colorati, si compone di un trattamento di colorazione permanente in 18 nuance cui si affiancano shampoo e balsamo. Per l`esposizione preferenziale Giuliani pharma ha iniziato posizionare i materiali nella foto, a partire da settembre in concomitanza con l`inizio dell`autunno. Si tratta di un materiale costituito da una base fissa dotata, sul retro, di un piccolo magazzino per la scorta del prodotto e da un corpo superiore rotante. Mentre il corpo base è composto con una lastra di PST, sul fronte sono presenti due tasche per flaconi, in PMMA trasparente incolore La vestizione laterale superiore è stata realizzata con cartoncino patinato. 40x40cm le misure alla base.

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Rilastil Punto di vendita

Farmacia Dottor Ambrek. P.za Argentina (Mi)

Progettazione e sviluppo di sistemi

Un trucco un po` più intenso per correggere i difetti estetici permanenti o passeggeri (macchie, cicatrici, eruzioni cutanee eccetera). È questo l`obbiettivo del camouflage di Rilastil che con il materiale espositivo nella foto propone un general tester corredato da tutti i prodotti della linea (mascara, matite, fondotinta eccetera). La qualità di questi prodotti è molto apprezzata sui social in quanto la loro comprovata qualità anallergica è supportata dal superamento del test dei cinque metalli. Costituito da un mix in pvc e legno è presente in 2.000 farmacie. Si tratta di un materiale permanente che periodicamente viene ricaricato da visual merchandiser di Ganassini.

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Farmacia Loyd - Via Vette dâ&#x20AC;&#x2122;Italia- Milano

POP IN SHOP

Farmacia - C.so Concordia - Milano

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(riproduzione riservata) a cura della Redazione

RETAIL DESIGN

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Marco Oltrona Visconti

Dr. Fleming l’evoluzione continua CON IL 2016 TERMINERÀ LA FASE DI CRASH CON L’OBBIETTIVO DI

ALLARGARE LA RETE DI FRANCHISING. IL MODELLO DI BUSINESS DIPENDERÀ DAGLI ESITI DEL DDL CONCORRENZA. COMUNQUE CONTINUERÀ A PUNTARE SUL SERVIZIO E SU INNOVATIVI MODELLI DI ADVOCACY, PRIVATE LABELLING E CROSS-SELLING Farmacisti con il tablet, negozio senza bancone e con dispensa automatica dei prodotto, musica, e illuminazione cromo-terapeutica. Specializzata nei farmaci da banco, nel 2013 la parafarmacia Dr.Fleming stupì per la modernità del suo pluripremiato format che stravolse completamente i modelli di business fino a quel momento praticati nel pharma retail. A metà dell`anno scorso il flagship store di Milano, in Via Pontaccio, ha terminato il suo ciclo di test per lasciar spazio a 5 nuove aperture a (Catania 1, Agrigento 2, Sommacampagna 1, Savona 1).

Fabio Pasquali A raccontare la nuova strategia è Fabio Pasquali Presidente e Amministratore Delegato di WM Capital, l’operatore quotato e specializzato nello sviluppo del business format franchising e titolare del franchising Dr.Fleming: «Il futuro –dice- dipenderà dall’approvazione del DDL concorrenza che apre alle società di capitale la proprietà della farmacie. E dalla possibilità di commercializzare il farmaco di fascia C anche nelle parafarmacie». Per cui prosegue Pasquali: «La sfida verterà su una maggiore offerta di private label e sulle valorizzazioni delle competenze del farmacista, ma senza connotare l’insegna come parafarmacia. Il secondo obbiettivo è l’affiancamento con un gruppo di distribuzione». Il format e i concept attuali che, si ricorda sono stati sviluppati dal designer Alessandro Luciani e ingegnerizzati da Grottini srl, conservano molti degli elementi validi collaudati nella fase di start up dopo approfondite ricerche e il supporto di Fabio Pasquali che nella sua carriera di consulente per il franchising ha avuto modo di sviluppare circa 600 format in 50 diversi settori. Approfondendo quanto citato in apertura è utile sottolineare che l`assenza di bancone elimina la barriera tra cliente e farmacista per un miglior consiglio, mentre il tablet in possesso del farmacista soprattutto in presenza di tessera cliente Dr. Fleming aiuta a riconoscere l`avventore e la sua anamnesi velocizzando il servizio. Inoltre i circa settanta esami dispensabili incrementano la possibilità per il farmacista di proporre per esempio prodotti (integratori alimentari, dermocosmetici e farmaci da banco) adeguati allo stato di salute del cliente. Le fattezze dei negozi si ispirano a un simbolo antico della farmacia, l`ampolla, la cui forma è richiamata dagli arredi e dalle vetrine a nicchia che esaltano il prodotto. L`immagine complessiva replica l’atmosfera di un centro benessere, laddove parafrasando la filosofia di Dr.Fleming: alla base del “bellessere” c’è la salute.

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Farmacia Bettinazzi Farmacia Bettinazzi

(riproduzione riservata)

Farmacia Bettinazzi

a cura della Redazione

Farmacia Diana

Farmacia Diana Famacia Bettinazzi Farmacia Lloyd Arco (Tn)

Farmacia Ambrek Farmacia Lloyd

Farmacia Bettinazzi Farmacia Ambrek

RETAIL DESIGN

Farmacia Ambrek

Farmacia Ambrek

Farmacia Bettinazzi

Farmacia Lloyd

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Farmacia Diana


Tutte le immagini di questo servizio sono state create da Marco Maggioni con un software 3D Testi: MOV

MOODBOARD

di Marco Maggioni

Il ritorno dell’opera magistrale

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Tra le svariate discipline scientifiche attraverso cui si è espressa l’alchimia ci sono sicuramente la chimica e la farmacologia. In questo senso trova il placet della storia l`affermazione secondo cui la medicina tradizionale cinese abbia ereditato dall’alchimia esterna le basi di farmacologia classica, proprio mentre dall’alchimia interna nasceva il Qi Gong disciplina che, seppure sia tuttora empirica, è annoverabile tra le ginnastiche mediche che si fondano sulla filosofia che vede l`uomo capace di controllare il sistema chimico endocrino.

all`etimo kim-iya, termine cinese che significa “succo per fare l’oro” e che ritrova in greco e in altre lingue antiche o arcaiche un collegamento similare anche se non con i medesimi significati.

un percorso ciclico soteriologico di oscurità, albe e splendori, dai tempi dell’alchimia, si sono rinnovate arrivando fino ai giorni nostri, talvolta trasmutando in scienza.

A buon intenditore poche parole, ma il passaggio dall’alchimia alla chimica del farmaco, cioè quella versata alla salute dell’uomo. è decisamente più complesso. Le connessioni linguistiche e le metonimie tra le due discipline rivelano altri contenuti antropologici, simbolici, e un trasferimento di cultura che non ha mai smesso di rinnovarsi.

La derivazione alchemica, orientale od occidentale, di termini utilizzati in farmacologia è un fatto facilmente verificabile: è sufficiente confrontare i testi storici più diffusi sull`argomento. E In genere i linguisti sono per la maggioranza concordi nell`accostare il vocabolo chimica

Una conoscenza che ha come simboli le ampolle, le beute e gli alambicchi, strumenti che travalicano il mero dinamismo commerciale. Quelle della “panacea di tutti i mali” dell’”elisir di lunga vita” sono ricerche ormai ataviche e trascendentali che, attraverso

Da un lato nel linguaggio del marketing che promette soluzioni per la bellezza e la guarigione, talvolta con risultati effettivi; e dall’altro nella pura pratica della farmacia, quella ancora fornita di un laboratorio che produce artigianalmente preparazioni galeniche e formule magistrali (il medicinale predisposto dal farmacista in farmacia in base a una prescrizione medica magistrale destinata a un determinato paziente). Una conoscenza che ancora una volta si può identificare con un simbolo il caduceo: emblema mitologico di religiosi, farmacisti e appunto alchimisti.


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GDO - GSS

Il pharma retail “divide et impera”

di Sergio Monsorno

Il negozio della Salute per antonomasia in Italia è la farmacia. Il primato di questo canale di distribuzione dei prodotti per la tutela di un bene così prezioso comincia a essere minacciato da altri format, ma rimane ancora distante dalle performance dei suoi concorrenti. Da un lato c’è chi, come il modern trade, gli reciterebbe volentieri il de profundis per poi accaparrarsi le quote di quella specie di mercato delle malattie del consumatore che vale parecchi miliardi di euro; dall’altro esistono coloro che ne foraggiano la sopravvivenza anche attraverso pratiche commerciali che hanno del perverso se viste alla luce delle normali e collaudate regole dell’economia di mercato. L’industria di produzione e distribuzione all’ingrosso dei farmaci fa parte di questa schiera. Uno strano settore, insomma. Ma per questo ancora più intrigante da indagare. All’indomani della legge Bersani che ha parzialmente liberalizzato il settore della vendita al pubblico dei farmaci nell’agosto 2006, tante strutture della GDO si sono

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lanciate entusiasticamente nel business della parafarmacia. Infatti la riforma ha toccato solo alcune delle classi del farmaco da prescrizione e ha coinvolto prevalentemente i cosiddetti farmaci da banco, cioè quelli vendibili senza la ricetta di un medico (di qui il termine “para”-farmacia). Chi ha puntato sui nuovi corner della salute all’interno delle più ampie superficie di vendita come veicoli innanzitutto di rinnovata immagine per farsi pubblicità presso i consumatori, ha ottenuto quel che voleva: i nuovi paladini dell’aspirina a basso prezzo per tutti hanno potuto trasmettere ai clienti finali il loro messaggio di democratizzazione della vendita delle medicine, assumendosi un ruolo pienamente coerente con le finalità etiche della propria corporate social responsibility. Ciò però a scapito di risultati economici spesso deludenti o addirittura negativi; ma, si sa, la pubblicità costa. Chi ha contato proprio sugli economic, ha realizzato presto

GLI STRANI RAPPORTI INDUSTRIA-DISTRIBUZIONE NEL CANALE FARMACIA che i conti non tornavano. Per fare sopravvivere autonomamente un corner parafarmacia all’interno di un ipermercato o un centro commerciale occorre sviluppare un fatturato consistente che permetta di ammortizzare i costi del personale e della gestione della location. Se si escludono le vendite generate dalla cannibalizzazione tra linee di prodotto similari - es. un dentifricio acquistato in parafarmacia che cancella l’intenzione di acquisto presso lo scaffale analogo nella corsia dell’ipermercato ospitante -, il risultato netto fatica a venire. La triste e breve avventura di Essere Benessere, interessante tentativo di creare il “supermercato della salute” abbinando categorie prese a prestito dal format super e dal canale parafarmacia, testimonia che in questo settore i conti vanno fatti col bilancino perché

i volumi in gioco in un punto vendita di questo tipo non sono certo paragonabili a quelli di un superstore e se i prezzi non sono più che competitivi, il verdetto del consumatore diventa implacabile. Per l’esito negativo della vicenda dell’azienda citata, a ulteriore prova dell’ingordigia che ha preso alcuni operatori e imprenditori in quel periodo, ebbe un certo peso il fardello di location acquisite in blocco dal fallimento Blockbuster (oltre 90 punti vendita), molte delle quali di dubbio valore e potenziale per un format no-parking no-business come l’alimentare moderno. Dopo qualche anno dall’entrata in vigore della legge e dopo la grande abbuffata che ha generato la proliferazione smodata di corner che in alcuni casi non avevano la minima speranza di generare profitto, c’è stato un certo riflusso e la moda è passata. In realtà molti


si attendevano che la riforma Bersani fosse solo il primo atto di una strada ormai imboccata verso la liberalizzazione totale della distribuzione dei medicinali, anche di quelli delle fasce da prescrizione appannaggio esclusivo della farmacia. Invece, almeno finora, non è successo nulla di più e la situazione ha cominciato a ristagnarsi in un nuovo assetto competitivo più sfumato di prima e per questo più confuso. Forse in attesa di nuovi cambiamenti rivoluzionari. Le parafarmacie rimaste - nemmeno poche - sono ormai una presenza consolidata, sia nella forma di corner in GDO che stand alone come

negozi tradizionali; peraltro in questi anni esse hanno avuto un certo ruolo nell’impulso della vendita dei cosiddetti farmaci generici equivalenti, ma questo fenomeno è rimasto più che altro una promessa mancata del cambiamento atteso, trasformandosi in un segmento di mercato che è cresciuto poco oltre la nicchia. In questo processo di trasformazione la farmacia tradizionale ha dovuto fare dei passi verso la modernizzazione dei suoi sistemi di gestione e di aggiornamento delle tecniche di vendita, pena l’emorragia di clienti e profitti. Infatti, la pressione competitiva subita dalla

Talvolta nei supermercati gli assortimenti della parafarmacia si sovrappongono a quelli del reparto bellezza

GDO, che già da prima della liberalizzazione non disdegna affatto di vendere categorie merceologiche sovrapponibili a quelle tipiche della farmacia (es. integratori alimentari, prodotti per intolleranti, baby-care, personal care, ecc.), è ulteriormente cresciuta via via che gli assortimenti hanno aumentato le convergenze e i punti di sovrapposizione. Le farmacie hanno dovuto inoltre compensare i margini di profitto meno ricchi di un tempo sui farmaci da prescrizione attraverso la revisione dei range dei prodotti in vendita nel tentativo di spingere su segmenti, brand e linee di prodotto più redditizi. Sono tanti i casi di aziende dell’ingrosso e del mondo

cooperativo del farmaco che hanno cominciato ad avvalersi della consulenza di specialisti del retail moderno o hanno addirittura inserito stabilmente nelle loro strutture figure professionali provenienti dalla grande distribuzione. Questo proprio per tenere il passo della competizione sulle moderne tecniche di visual merchandising, di gestione delle categorie merceologiche e di governo delle farmacie come vere unità di business in cui il titolare è sempre meno un medico-farmacista e sempre più un commerciante-manager. Dunque i confini competitivi del settore della distribuzione dei prodotti per la cura della salute hanno cominciato a sfumarsi e a includere oltre alla parafarmacia, diverse

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GDO - GSS Da iper una nuova categoria: la paramedica

formule che prima potevano considerarsi solo tangenziali: quella del supermercato del benessere, rappresentata bene dall’insegna Natura-sì, che esisteva già da ben prima della riforma ma che i trend sociali e alimentari hanno rafforzato nel segmento biologico e biodinamico; quella del canale erboristeria (es. Bottega Verde), che si sovrappone soprattutto nell’area della cosmetica naturale e della cura della persona; quella delle profumerie e quella dell’e-commerce, che applica al mercato della salute quello che altri operatori della new economy hanno fatto in settori diversi. Efarma.it, col suo efficace pay-off “la farmacia dovunque tu sia”, farmaciaonline.it e altri numerosi competitor sono realtà che intrecciano le loro attività con quelle degli altri contribuendo a configurare un quadro strategico non facile da prevedere nella sua evoluzione e da interpretare, specialmente per l’industria. Nell’assetto appena descritto i grandi player dell’industria hanno subito anch’essi profonde trasformazioni sia nel senso dell’efficienza dei costi che della efficacia delle organizzazioni, assumendo manager dal mondo del largo consumo confezionato, ristrutturando le operation, facendo evolvere le strutture commerciali tradizionalmente basate sulla figura dell’agente di commercio in forme più ibride e semi-dirette. Dal punto di vista commerciale, l’approccio che sembra pagare è ancora quello del divide et impera, ovvero del contrasto ai fenomeni di concentrazione della distribuzione e di razionalizzazione del potere di acquisto da parte di clienti sempre più grandi e in numero sempre più piccolo.

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Tale approccio, che un tempo poteva ricondursi all’estrema frammentazione della filiera distributiva (20mila farmacie da servire praticamente una per una), oggi è diventato quasi un must strategico: spaccare il fronte per difendere le posizioni. Quello che in altri contesti sembra un assurdo competitivo è diventato una singolarità tutta italiana che regola la concorrenza in un modo molto originale, in cui il servizio ai clienti in termini di sconti sui prodotti, logistica, servizi accessori alla vendita (es. giornate di promozione con personale terzo, materiali pop, ecc.) è governato da logiche apparentemente incoerenti. Per fare solo un esempio, capita di frequente che gli sconti legati ai volumi di acquisto accordati a una singola farmacia siano più alti di quelli assegnati a una cooperativa che ne gestisce centinaia. Questo paradosso commerciale, frutto di una situazione italiana che deve ancora evolvere verso assetti di filiera più moderni e efficienti, ha naturalmente i suoi vantaggi, fatta eccezione per i costi di sistema. Innanzitutto, e giudicate voi se ciò sia un male, questo meccanismo preserva l’esistenza di un canale che non ha confronti in altri paesi industrializzati per qualità del servizio reso al consumatore, per prontezza di disponibilità dei prodotti e velocità di consegna. Che il tema della nostra salute sia in mano a dei professionisti che sanno il fatto loro mi pare quanto meno rasserenante. Che ciò debba passare attraverso forme competitive da antica Roma, sarà la storia a giudicare. (*) Amministratore Delegato di C2C Close To Consumer, a GiGroup Company.


Farmacia Ambrek Milano Pza Argentina

Farmacia Ambrek Milano Pza Argentina

Bettinazzi Arco (Tn). In farmacia quella delli`igiene è una categoria che compete con gli assortimenti dei supermercati

Anche la categoria dell`infanzia si trova sia in gdo che in farmacia

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Trasparenze IL DESIGN MINIMALE, CON LINEE ARROTONDATE da vetrina E PRECISE, CARATTERIZZA

SPECIALISTI di Marinella Croci

Linee sinuose e trasparenze accattivanti caratterizzano gli espositori in plexiglass, intramontabili supporti trendy dal design minimale ma raffinato, estremamente versatili nella lavorazione così come nel loro utilizzo, pratici da banco e sofisticati in vetrina per adattarsi alle esigenze espositive dei più svariati prodotti. Le semplici curve ben si prestano a contenere colorati prodotti cosmetici così come a mettere in evidenza raffinati accessori o grintosi articoli sportivi, grazie anche al sapiente uso di tecnologici giochi di luce, capaci di creare un forte richiamo in vetrina. Effetti di luce che si estendono a intere pareti per catturare lo sguardo svogliato dei passanti. Prodotti tanto semplici nell’estetica quanto complessi nella tecnologia impiegata per produrli, frutto di investimenti nel parco tecnologico, di specializzazione nella lavorazione delle lastre di polimetilmetacrilato e di ricerca progettuale per risultati di alta qualità.

LE SOLUZIONI ESPOSITIVE IN PLEXIGLASS, UN MATERIALE CAPACE DI RINNOVARSI E SORPRENDERE

Come tu mi vuoi Tecnoplex vanta un’esperienza ventennale nella ricerca e sviluppo finalizzati a realizzare display da banco e da vetrina così come installazioni più complesse, quali componenti e pezzi particolari per negozi fino a intere pareti trasparenti con particolari effetti di luce. Tra le prime ad adottare la tecnologia di taglio laser, oggi l’azienda veneta può contare su un parco macchine di ultima generazione, che consente di gestire internamente tutte le fasi di lavorazione del plexiglass, dalla progettazione alla

stampa serigrafica. “Siamo in grado di operare a 360° rivolgendoci a clienti che operano nei settori automotive, occhialeria, cosmesi, farmaceutica, sportivo tecnico e abbigliamento – afferma Stefano Brugnaro, responsabile commerciale -. Lavoriamo generalmente su standard premium ma con grandi numeri perché i nostri clienti sono aziende leader di mercato, i cui target sono i negozi mono-marca.” Il taglio laser è stato introdotto in azienda agli albori della tecnologia, integrata successivamente con lavorazioni di altri materiali, come legno, metallo, termoformatura e stampaggio plastico a iniezione, eseguite avvalendosi di partner qualificati. “Il nostro parco macchine è firmato Pentacutlite. Sono sistemi di taglio laser di ultima generazione e di grandi dimensioni, caratterizzati da precisione e velocità di taglio, in grado di eseguire anche l’incisione decorativa raster. Abbiamo tre unità laser, di cui due di dimensioni 3x2 m e una più grande, dotata di caricatore automatico delle

Espositore cosmetici da banco Eva Garden per lanci stagionali o lancio prodotto. lastre. Possiamo dunque eseguire lavorazioni con lastre di dimensioni importanti per realizzare, per esempio, pannelli rasterizzati e illuminati con LED.” I sistemi Cutlite consentono di marcare o tagliare materiali plastici lavorando su qualsiasi geometria o dettaglio. Tra i principali vantaggi figura il risparmio di materiale ottenuto grazie alla vaporizzazione istantanea del polimetilmetacrilato con conseguente

Mini Ledmag di Tecnostyl,

espositore da banco con cornice magnetica retroilluminata a led. La cornice, calamitata alla struttura, si accende istantaneamente per effetto dei magneti sul retro.

General tester istituzionale Diego Dalla Palma realizzato da Tecnoplex per essere aggiornato con cambio delle plancette in funzione delle stagionalità e del lancio prodotto.

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Porta avvisi da banco Tecnostyl, con base a L o a T in diversi formati.

materiale versatile, elegante, di facile lavorazione, che mette in risalto la comunicazione e i prodotti. Gli espositori retroilluminati a led sono le soluzioni più richieste unitamente ai porta avvisi/brochure, di diversi formati, sia da banco sia applicati a espositori da terra. Seguono targhe direzionali, segnaposti, leggii, piantane, cornici a scatto, e articoli da scrivania.” Dai manichini alle vetrinette

Espositore da banco a gradini di Tecnostyl, disponibile in versione da 2 a 5 ripiani. formazione di tagli netti e angoli perfettamente tracciati senza richiedere ulteriori rifiniture e senza produrre trucioli o scarti di lavorazione. Inoltre il rischio di deformazione è inesistente in assenza di contatto tra le parti. Ne risultano pezzi omogenei derivanti dallo spostamento preciso del laser gestito da software, che rende questi sistemi idonei per realizzare loghi su materiali plastici, anche a scale quasi microscopiche, così come per tagliare oggetti in plexiglass. “Nel corso degli anni abbiamo acquistato diversi modelli di macchine Pentacutlite e ora siamo approdati a una versione in grado di eseguire la lavorazione raster, ottenendo una superficie decorata a 1080 dpi, di alta qualità e molto più precisa di un’incisione tradizionale. In abbinamento con un’illuminazione LED, il raster crea effetti visivi scenici.” L’intero prodotto viene curato attentamente, prestando attenzione alla puntualità e qualità fino alla cura dell’imballo per accontentare anche i clienti più esigenti. La stampa serigrafica è stata inserita tra le lavorazioni proprio per assicurare la massima qualità dei loghi, caratteristica predominante nei display. “Non abbiamo prodotti a listino: la quasi totalità della nostra produzione è personalizzata in base al progetto del cliente. Con retroilluminazione led Altra azienda storica è Tecnostyl, presente sul mercato nazionale e

internazionale dal 1948, quando si distingueva nella produzione di strumenti di precisione per il disegno tecnico guadagnandosi una posizione di assoluta leadership nel settore. Dopo un’esperienza nel mondo dei prodotti per ufficio, dal 2000 si dedica allo studio e realizzazione di soluzioni raffinate per la comunicazione visiva proponendo espositori per prodotti e cataloghi fino ad approdare all’allestimento delle vetrine, con lo sviluppo di un know-how per soluzioni espositive a led. “Gran parte della nostra produzione è italiana, con un impegno costante per garantire i valori che ci contraddistinguono da sempre - spiega Manuel Berlin -. I nostri clienti, italiani ed esteri, sono essenzialmente rivenditori del settore della comunicazione visiva, agenzie pubblicitarie, agenzie immobiliari, agenzie di viaggi, cartolerie, negozi di arredo ufficio, tipografie, farmacie e clienti finali che necessitano di soluzioni espositive per negozi e uffici. Grazie all’installazione di un impianto di taglio laser e piegatura dell’acrilico, siamo in grado di realizzare prodotti altamente personalizzati su progettazione diretta del cliente oppure con sviluppo congiunto, consegnati in tempi brevi. Per le nostre soluzioni espositive abbiamo preferito l’acrilico perché è un

L’arredamento di negozi e vetrine non ha segreti per Vetrinistica Studio, azienda bresciana con oltre quarant’anni di esperienza nel settore, fondata da Gianfranco Travagliati e attualmente gestita dai figli Marco ed Elisa. Ai clienti viene fornito un servizio completo, dalla progettazione alla realizzazione finale di prodotti quali manichini, vetrinette espositive e banchi cassa. Da poco è stato inaugurato anche il reparto grafico Graphic zone, grazie al quale viene offerto un servizio completo di insegne e vetrofanie per interni ed esterni. Colorati e divertenti, funzionali e di

classe, gli espositori in plexiglass sono curati nei minimi dettagli per adattarsi a qualsiasi tipologia di negozio o vetrina: bigiotteria e gioiellerie, borse e cinture, piatti e posate, sigarette elettroniche. “Facciamo ampio uso del plexiglass - interviene Elisa Travagliati -, un materiale utilizzato per la produzione di accessori a tavolino, tavolini espositivi per vetrina, supporti da banco, porta prezzi e insegne, fino alla realizzazione di insegne da esterno o interno. La perfezione del taglio laser e le infinite modalità di assemblaggio rendono questo materiale tra i più utilizzati nel settore. Tra i nostri clienti di punta figurano nomi come Roberto Cavalli, Imperial, Fruscio, Nico spa e molti altri che ci hanno aperto le porte al mercato mondiale. “ Minimal di qualità In questo scenario si inseriscono le principali tendenze del mercato: “Tendenzialmente si producono meno varianti, ma i display sono meno ingombranti, sono fatti meglio e più mirati - afferma Stefano Brugnaro -. Un tempo il cliente richiedeva un buon numero di varianti, le cui misure erano in funzione della posizione o del punto vendita dove venivano posizionati. Ora viene richiesto un solo espositore bello, di dimensioni più contenute, da produrre su larga scala.

Espositore da banco o vetrina per occhiali realizzato con stampa diretta su plexiglass, soluzione di grande effetto e con ottimo rapporto qualità prezzo. Di Tecnoplex per Demenego di Cadore.

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Insegna in plexiglass di Vetrinistica Studio.

La tendenza è quella di porre più attenzione alla comunicazione del prodotto .stesso e non solo al marchio, per cui l’espositore diventa quasi un tester e il consumatore si può avvicinare e talvolta lo può anche usare. Troviamo per esempio display che contengono un monitor con la descrizione del prodotto, per il settore occhialeria ci sono espositori con cuffie integrate per eventuali spiegazioni. Tuttavia si nota un ritorno all’essenziale, che ha decretato la fine delle soluzioni multimediali, magari con profumazioni e luci particolari. E’ il consumatore stesso che richiede l’essenziale, anche perché su internet può già trovare un’ampia scelta di prodotti corredati da descrizioni esaustive. Quando il consumatore passeggia non guarda i messaggi ma il suo sguardo può essere catturato da

qualcosa di accattivante in vetrina. E nella vetrinistica il plexiglass ha una grande potenzialità di attrazione, soprattutto ora con il ritorno dei colori fluo, diventati elementi di richiamo molto richiesti.” Concorda Elisa Travagliati, che afferma: “La tendenza negli ultimi tempi è di rendere gli store più eleganti, raffinati e minimali possibile, lasciando in primo piano gli articoli in vendita in modo da valorizzarli. E la trasparenza del plexiglass si sposa perfettamente con questo nuovo concetto”. Per Manuel Berlin la richiesta di prodotti in acrilico retroilluminati sta crescendo in maniera costante e significativa per assecondare il bisogno crescente di illuminare e mettere in risalto i prodotti e le offerte proposte.

Insegna luminosa realizzata da Vetrinistica Studio.

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SPECIALISTI

Michele De Gennaro

LITOART

esperienza e affidabilità per l’InStore Marketing

Da oltre cinquant’anni rappresenta un’eccellenza industriale nel campo della fustellatura, assemblaggio e, in generale, dell’elaborazione di cartoni, materie plastiche e metallizzati, fino al formato di 120 cm x 160 cm. Parliamo di Litoart, l’azienda di Bernate Ticino, in provincia di Milano, punto di riferimento per i settori cosmetico, alimentare e commerciale per la fornitura di prodotti e materiali per la comunicazione in store.

SPECIALIZZATA NEI GRANDI FORMATI DELLA CARTOTECNICA ESPOSITIVA, PROPONE ANCHE SOLUZIONI DUREVOLI PER L`EXHIBITION MARKETING DI MARK BRIC nelle pratiche valige per il trasporto”. Sempre a marchio Mark Bric Display, Litoart è distributore ufficiale di Wave, un sistema basato su di un elemento flessibile, da qui il nome di onda, con cui ricavare una struttura conforme allo spazio da occupare, magari realizzando un ripostiglio all’interno dello stand stesso. La struttura, inoltre, può ospitare alla sua sommità i led per una perfetta illuminazione. “Si tratta di prodotti di alta gamma - dice Sandon -, per qualità e per il servizio post vendita che li accompagna: se infatti un proprietario di una struttura Isoframe va a fare una fiera in Francia e durante il montaggio gli si rompe un pezzo, l’azienda interviene immediatamente per la sua sostituzione. Parliamo di un bene durevole, ammortabile in breve tempo, e che ogni volta può essere utilizzato in modo diverso: i pannelli grafici sono comodamente sostituibili grazie alle strip calamitate con cui vengono assicurati alla struttura. Recentemente abbiamo fornito molte strutture alla Federazione Italiana Triathlon, e i responsabili dell’ente sono rimasti molto soddisfatti dalla qualità di questo prodotto”. “Infine ci tengo a segnalare anche Ripple – dice Sandon – il sistema più economico della gamma ISOframe di Mark Bric Display, ma anche il più funzionale e anch’esso garantito per dieci anni: due strutture tipo banner, fisse, su cui

“A Viscom 2016 – spiega Mauro Sandon, titolare di seconda generazione di Litoart – porteremo la gamma Mark Bric Display e in particolare ISOFrame, un sistema di allestimento con cui realizzare stand, corner e shop in shop in maniera semplicissima e di grande impatto”. Si tratta di un insieme di snodi e griglie in alluminio anodizzato in grado di incorni-

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ciare in maniera flessibile pannelli e tessuti in varie fogge, per comporre strutture adattabili in altezza, larghezza e profondità a qualsiasi ambiente. “Parliamo di materiali garantiti 10 anni – dice Sandon – che non pongono limiti alle possibilità di personalizzazione secondo le più svariate esigenze. Utilizzando i moduli Light Box Frame della gamma ISOframe Fabric è possibile infatti anche inserire dei led all’interno dei moduli in alluminio che ren-

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dono le stampe retroilluminate. E tutto in modo semplicissimo e immediato”. Per il montaggio delle strutture ISOFrame, infatti, non è necessario alcun utensile, né brugola né cacciavite, solo le mani e pochi passaggi. “Un altro plus di questo sistema – spiega Sandon – è la possibilità di ampliarne la struttura nel tempo, oltre che cambiarne la grafica a seconda dell’impiego. Inoltre il tutto è riponibile


vengono montati i classici pannelli. La particolarità è che la struttura base è composta da due portabanner che con elementi calamitati tra i quali inserirne un terzo e creare così una parete (wall). La pratica sacca di trasporto può diventare anche un tavolino cilindrico con poggiapiedi”. Per la comunicazione in store, Litoart propone anche la gamma EasyPop Italia©, una gamma che comprende isole promozionali, display cartotecnici e portali completamente automontati grazie a un meccanismo che dispiega automaticamente i materiali opportunamente riposti in comode valigette di cartoncino dalle dimensioni contenute.

Da Carlo al Distretto Grafico Integrato® Tutto comincia nel 1964, proprio negl’anni del boom economico e più precisamente quando Carlo Sandon, classe 1929 apprezzato operatore grafico di Garzanti, opta per la strada imprenditoriale acquistando la mitica stampatrice bicolore Planeta. Nel ’70 arrivano i primi frutti dell’attività e la voglia di crescere si trasforma in un capannone di 500 mq con 2 macchinari in più: un OMCSA 78x110 ed una bicolore Roland 100x140 e con l’ingresso del figlio Giuseppe anche una fotoincisa interna. Negli anni ’80 la superficie raddoppia, viene introdotta la tecnologia per la verniciatura UV. Con l’ingresso del secondo figlio Mauro l’azienda fa un ulteriore salto di qualità con l’impiego di macchine ad alcool e calamai elettronici per la lavorazione di formati più ampi. Un lavoro che paga e che nel 2010 porta Litoart a trasferirsi nella nuova struttura di Bernate Ticino, un innovativo immobile di 3.000 mq studiato per ospitare un “Distretto Grafico Integrato® ”. Ossia un insieme di aziende autonome vicine per operare in sinergia. *Litoart ® Easypop Italia® e Distretto grafico integrato® sono marchi registrati di proprietà di Litoart ®

Etica e affidabilità sono le chiavi del successo di Litoart da più di mezzo secolo. Un approccio che si concretizza anche nel moderno stabilimento produttivo dell’azienda che ricopre 5.000 mq ed è dotato di un sistema di alimentazione fotovoltaica. “Quest’anno – conclude Sandon – abbiamo ulteriormente investito nella messa in sicurezza di tutti gli ambienti lavorativi. Per essere sempre all’avanguardia”.

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DIGITAL SIGNAGE

IdeaPM il supermercato A LUGLIO HA INAUGURATO IL del digital signage NUOVO SHOW ROOM PER Barnaba Barattieri

PRESENTARE SOLUZIONI INNOVATIVE RAPPRESENTATE DALLE CINQUE BUSINESS UNIT CHE COMPONGONO IL GRUPPO. IL FULCRO DELLO SPAZIO CHE FUNZIONA ANCHE DA CENTRO DI FORMAZIONE È IDEATV, LA SEZIONE DEDICATA A DIGITAL SIGNAGE, MOBILE E PROXIMITY MARKETING E AL SOFTWARE ON DEMAND.

«Ci rivolgiamo al mondo delle partite iva e così come alle grandi imprese. Mi sento di dire che partiamo dal basso per salire di target fin dove si riesce a interloquire, owner dei centri commerciali inclusi». Come spiega Gianluca Salvadori,

Amministratore di IDEA PM, sono queste categorie cui si rivolge il nuovo show room aperto a Cesano Boscone dall’azienda della provincia di Milano. Si tratta di uno spazio opportunamente organizzato per l’esposizione di soluzioni ed idee corrispondenti a cinque

specifiche business unit aziendali. La prima, dedicata agli operatori del settore, è quella relativa ai servizi di Digital signage, quindi funzionale alla spiegazione di quel know-how che, sotto il marchio IDEA TV consente di creare una rete digitale di sistemi per la

comunicazione dinamica ed interattiva In questo segmento IDEATV offre sia i software per la gestione della rete, sia l`hardware, grazie alla presenza dei sistemi più aggiornati tecnicamente disponibili sul mercato a livello worldwide. Attraverso l’organizzazione di IDEAPM, ovviamente viene offerto il servizio che include il supporto relativo al cablaggio delle centraline di controllo della rete che poi è la parte più tecnica in questo di questo tipo di progetti. Nel segmento digital signage sono da segnalare i dispositivi “elimina coda” più evoluti come l`ITV Bloom che a fianco a tutte le modalità di ottimizzazione delle metriche di attesa e delle priorità, può essere dotata di APP che comunicano con l`avventore via smartphone, sia per motivi di servizio (allarme che avverte

Digital signage.

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Con webcam per riconoscimento facciale in tempo reale e software Provision per la gestione kiosk: si tratta di un totem touch screen altamente customizzabile. Ha diversi filtri che chiudono il sistema operativo lasciando all’utente la possibilità di compiere solamente operazioni prestabilite. Dal design gradevole è corredabile con ogni genere di sensore per la temperatura, il movimento (rifd, wtr eccetera). Naturalmente nasce per convivere in rete con altri totem sotto il controllo di una regia centralizza


La lavagna Multimediale. Numerose le soluzioni per la ristorazione con o senza wireless. È configurabile da un tablet, da mobile con un app o con chiavetta USB. Tutto a favore di una complessità inferiore ad appannaggio di chi non vuole troppo impegnarsi. È adatta per il piccolo ristoratore che non desideri impegnarsi in progetti che prevedano un IT manager.

Sistemi per la gestione dello slide show (serie e-Frame) con cornici ad alto design è una soluzione per ambienti eleganti. Al suo interno possono essere installati dispositivi per rendere i monitor touch-screen con cornice a infrarossi. Alcuni modelli sono già dotati di touch-screen di serie. del turno imminente anche all`esterno del luogo di attesa); sia per motivi di advertising: «A questi sistemi – spiega Salvadori - può essere affiancato il servizio di

Lo showroom di IDEA PM È anche uno spazio di formazione per corsi di Digital Signag e Information Technology: nella foto si scorge per esempio un monitor Dynascan (DS55LX3) resistente alla luce del sole, Oltre ad avere in dotazione: pc player windows, licenza cloud (per la gestione dei contenuti in mainstreaming). È uno delle tante tecnologie importate da IDEA PM dal mercato internazionale. Come il monitor con schermo circolare qui accanto (DS0808).


video-analisi che nel rispetto della privacy rileva lo stato di attenzione, lo stato emozionale, il genere e il numero dei visitatori in attesa. Se ben gestite queste informazioni, possono aumentare la qualità delle comunicazioni del brand o del retailer e quindi l’interesse dei clienti verso la possibilità di attuare scelte commerciali e strategiche». Nell’ambito delle integrazioni software per quanto riguarda le Business Units di IdeaPM e poi per la gestione dell’IT delle Aziende, ha la sua importanza anche SinProf, l’area di competenza specializzata nell’informatizzazione e nella digitalizzazione del punto di vendita e più in generale degli spazi commerciali. «C’è poi una terza divisione, denominata Wi4Moby - specifica Salvadori- è quella che nell`ultimo periodo sta avendo il maggiore successo per via della crescente domanda di mercato in merito ai servizi di proximity marketing». Il riferimento è alle operazioni che riguardano per esempio la gestione delle centraline wi-fi presenti presso le gallerie e nelle vetrine dei punti di vendita all’interno dei centri commerciali. Dispositivi che permettono di dialogare con il consumatore in logica di permission marketing per cui si offre gratuitamente internet in cambio dei dati dell’utente del centro commerciale: «Anche in questo caso - aggiunge Salvadori-, una volta ottenuti generalità e permessi, brand e retailer possono continuare a dialogare commercialmente con il consumatore quandanche questi abbia lasciato il punto di vendita». Le autorizzazioni per accedere al wi-fi del centro commerciale, come è noto,

possono essere ottenute attraverso le credenziali dei social network. L`offerta di IDEA PM si completa con la sezione dedicata alla security. Per i retailer vi sono soluzioni interessanti finalizzabili al controllo degli accessi, all’antitaccheggio «Nel 2016 - conclude Salvadori- è nata una nuova divisione per la fornitura di soluzioni acustiche l’alta fedeltà, molto utili per la diffusione di musica e informazioni nelle grandi aree commerciali.

Canale condominio. Totem e software per l’amministratore di stabili il quale diventa una sorta di adv manager per offrire servizi di geo-localizzazione ai condomini e raccogliere pubblicità. Soprattutto svolge una funzione di servizio per i condomini al fine di comunicare numeri utili così come delibere. La struttura è dotata di scocca antivandalica per evitare danneggiamenti.

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NEL 2016 Barnaba Barattieri L`AZIENDA ROMANA HA AVVIATO IL NUOVO STABILIMENTO DI MEZZAGO, UNA NUOVA SEDE VICINO A MILANO PER ANDARE INCONTRO ALLA DOMANDA ESTERA E OFFRIRE INNOVAZIONI COME IL POP IMPERMEABILE. INTERVISTA CON IL CEO DIEGO MEUTI

DIGITAL SIGNAGE

REDBOX 5.000 mq per il Nord Italia Dottor Meuti, a quanto ammonta attualmente la produzione di Redbox? Circa 1 milione mq al mese di cartone trasformato; l`8% di tutta la produzione totale è rappresentata inoltre da materiali durevoli. Il nostro obiettivo è quello di valorizzare l`immagine dei clienti con la qualità, lo stile e il design Made in Italy, sviluppando soluzioni espositive e per la comunicazione visiva, soddisfacendo sia esigenze di progettazione sia di grande produzione, grazie a tre sedi sul territorio nazionale a Roma, Torino e Milano. In particolare,

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lo stabilimento di Mezzago è stato realizzato in un’area che si estende su una superficie di 5000 mq, dove ad oggi sono attive 25 risorse tra Ricerca & Sviluppo, produzione e amministrazione. Lo stabilimento a regime sarà dotato di un’accoppiatrice automatica, tre fustellatrici Bobst, una Platina, tre piegaincolla, due plotter e una stampante digitale. Il nuovo impianto sarà pienamente operativo entro la fine dell’anno, per soddisfare la domanda del Nord Italia e internazionale. In generale Redbox ed il suo partner ufficiale International Paper Italia vantano 4

ondulatori e 50 linee produttive. Quali sono i principali canali commerciali e distributivi di Redbox? 50% packaging e 50% display. A grandi linee il 50% della produzione totale è destinata al mass market con una preponderanza per beverage e wine, 30% Luxury e Pharmacy, 20% Fruit & Vegetables. Non di rado sono richieste operazioni di wrapping, allestimenti per fiere e mostre d’arte e di fotografia ed eventi in generale. Il team Ricerca e Sviluppo studia e propone i materiali e

le soluzioni più idonee e all’avanguardia per la realizzazione di articoli premium, durevoli o semipermanenti, che catturino l’attenzione del target di riferimento, fino a incentivare all’acquisto l’eventuale consumatore finale. Nostri clienti diretti sono le maggiori multinazionali tra cui LVMH, Procter&Gamble, Colgate Palmolive, Nestlè, Ferragamo e molte altre aziende


che affidano al team di designer lo studio di soluzioni nuove ed efficaci come quelle già realizzate per esempio per i brand Kenzo, Wella, Angelini Farmaceutici. Quali sono le motivazioni che hanno convinto la dirigenza della società ad aprire il nuovo stabilimento? La vicinanza strategica di tale sede con il plant di International Paper Italia di Bellusco rappresenta il primo step del progetto europeo che prevede prossime aperture all’estero in condivisione e favorisce pertanto la completa integrazione tra le due realtà aziendali. A quanto ammonta l`investimento iniziale? Circa cinque milioni di euro. Nello specifico come si concretizzerà il connubio con International Paper e quali sono i vantaggi per i clienti? International Paper, leader globale nel

settore della carta e degli imballaggi, scegliendo come partner Redbox intende offrire ai propri clienti e prospect il massimo in termini di fornitura di grandi volumi e di gamma di prodotto, beneficiando di un servizio e dei rapporti tipici di un’azienda padronale come Redbox. Ogni giorno abbiamo feedback positivi che confermano ciò e ci proiettano verso un rafforzamento di questa partnership nei prossimi anni. Negli ultimi anni sul mercato dei materiali espositivi si sono affacciate diverse aziende di procurement. Quali sono le sue opinioni su questo tema che introduce anche nuovi scenari di concorrenza?

interfacciarsi con un unico referente. Vedremo nei prossimi anni l’evolversi di questa scelta. Secondo lei quali sono state negli ultimi anni le principali innovazioni nel mondo della cartotecnica in termini di prodotto? La spalmatura nel cartone per il mercato alimentare rappresenta una grande innovazione, in sostituzione di materiali ecologicamente più impattanti, come ad esempio il polistirolo. Sono in aumento i clienti che richiedono

per il loro packaging l’utilizzo di cartone waterproof, brevettato da International Paper Italia e prodotto da Redbox. Anche la Visual Communication si sta muovendo in tal senso e riceviamo sempre più brief relativi allo studio di POP impermeabili. Attualmente il nostro Research &Department sta anche implementando un progetto di realtà immersiva che ricrei gli ambienti delle isole promozionali del mass market, attraverso dispositivi di comunicazione realizzati e gestiti da remoto direttamente dal nostro team.

Queste nuove realtà di procurement, con cui Redbox lavora costantemente, rappresentano un’opportunità stimolante verso un miglioramento continuo: tale fenomeno è stato dettato dalle scelte dei buyer centrali delle maggiori multinazionali che hanno ritenuto inizialmente opportuno

Le stampe delle fotografie dell`artista Benedetta Sistopaoli su pannelli fonoassorbenti, utilizzate per l’allestimento delle scuderie internazionali, durante la tappa italiana del Longines World Champions Tour che si è svolta dall’ 8 all’11 settembre 2016 nello Stadio dei Marmi a Roma.

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MATERIE PRIME

di Michele de Gennaro

Le frontiere della plastica Il settore materie plastiche rappresenta un’area in continua evoluzione, che propone al mercato sempre nuove tecnologie. Materiali come polimeri tecnici ad elevate prestazioni, polimeri a memoria di forma, polimeri conduttivi e polimeri derivati da risorse rinnovabili, sono alcuni esempi di materiali che possono trovare interessanti applicazioni per la progettazione e messa a punto di nuovi prodotti. Pressoplast Srl si pone da sempre l’obiettivo di conferire valore aggiunto ai prodotti in termini di innovazione tecnologica. Partendo, infatti, dalle caratteristiche funzionali dei materiali, grazie ad un efficace utilizzo del trasferimento tecnologico, è possibile cogliere nuove opportunità di sviluppo. Il punto di partenza dell’azienda per lo sviluppo di nuovi prodotti e nuove tecnologie è inscindibile dalla storia delle materie plastiche, storia fatta da grandi aziende e innovativi rappresentanti dell’artigianato italiano. Coniugare i saperi antichi con le nuovissime frontiere tra creatività e ambizioni globali è la meta che Pressoplast si pone in modo da esser

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FORME, TRASPARENZE ED EFFETTI OTTICI: LE POTENZIALITÀ DEI POLIMERI DI ULTIMA GENERAZIONE SONO STERMINATE. E SEMPRE ALL’INSEGNA DELLA ECOSOSTENIBILITÀ capace di fornire prodotti di alta qualità e con un alto grado di personalizzazione. «Alla base delle innumerevoli varianti di materiali plastici prodotte da Pressoplast, tra cui ruolo cardine svolgono Pvc e Pu – spiega Francesca Giunti, responsabile sviluppo prodotto dell’azienda -, vi sono innovazioni tecnologiche e nuovi processi di produzione che riescono a trasformare, tramite il sofisticato sistema della pressatura, i semplici materiali di base

attribuendo loro nuove caratteristiche tattili ed estetiche». Lavorando a stretto contatto con creativi e responsabili di Pop Marketing & Events, Pressoplast è in grado di produrre un materiale di ampio utilizzo, che permette di esaltare il senso del bello del cliente con prodotti personalizzati di forte impatto comunicativo e promozionale, uniti alla ricercatezza di un materiale unico e innovativo.

Diversi brand hanno lavorato con i prodotti di Pressoplast per ottenere un prodotto unico e personalizzato per i propri punti di vendita. «Il materiale – dice Giunti – è stato utilizzato sia nella realizzazione di pavimentazione, con l’inserimento di reti metalliche o tessuti ricercati, sia nella realizzazione di parti di vetrine uniche e innovative, con l’inserimento di foto d’epoca o materiali scelti dal cliente». Tessuti ad alta tecnologia come carbonio o fibra di vetro sono stati abbinati a polimeri speciali per la realizzazione di elementi complementari, quali raccoglitori per collezioni, materiali promozionali con giochi di fluorescenza, oggetti di design, come vassoi in termoformatura, o complementi di arredo. Insieme a fotografi e pittori sono state realizzate opere d’arte destinate a eventi come sfilate o boutique di importanti brand o studi di design e architettura. «In collaborazione con agenzie di marketing – spiega Giunti –, abbiamo anche messo a punto materiali plastici


con inserimento di tessuti e fiori per la realizzazione di inviti a eventi o save the date. Con l’abbinamento di pvc e spezie, invece, sono stati realizzati menù e tavoli per un ristorante parigino e per piccole sale di degustazione. Mentre per una lavanderia professionale è stata studiata una pavimentazione speciale dove i materiali plastici erano abbinati ai maggiori marchi di detergenti. Pvc, poliuretanti e film in Pet con particolari effetti olografici e fluorescenti sono stati destinati a eventi di moda e lusso, quali l’allestimento alla Rotonda della Besana per Little Black Jacket by Chanel. Materiali come pvc con inserti di glitter e scaglie sono stati invece utilizzati in studi televisivi per ottenere particolari effetti e giochi di luce». Infine, in collaborazione con il Politecnico di Milano, Pressoplast ha studiato un prodotto composto da vari strati di materiale plastico e termoformato destinato alle sale di musica. Due mila, modalità per flessibilità e sicurezza Due mila Srl è un’affermata azienda lombarda attiva da circa quindici anni nel settore della commercializzazione di granuli e compound tecnici. Dal 2015 è proprietaria del marchio Xvalue® Compounds. Dal 2016 ha introdotto sul mercato una nuova gamma di lastre piane con marchio “Xvalue® Sheets”. «Le nuove lastre estruse Xvalue® Sheets – spiega Giancarlo Ceccolini,

titolare dell’azienda – sono realizzate su base PMMA, PC, PC VO e PS, e vengono proposte con innovative testurizzazioni superficiali e disegni naturali. Questi materiali sono particolarmente orientati al Design, alla Sicurezza e all’Ambiente, elementi fondanti della filosofia Xvalue® Sheets». Gli obiettivi della nuova proposta di Due mila sono: offrire al mercato prodotti polimerici innovativi, completamente riciclabili; consentire ai professionisti del Design e dell’Architettura di unire la flessibilità delle materie plastiche con la bellezza estetica delle finiture e la sicurezza. «Quest’ultima – dice Ceccolini – è una caratteristica particolarmente importante nelle applicazioni destinate ai luoghi con presenza di pubblico. La gamma Xvalue® Sheets comprende

anche lastre realizzate in Policarbonato autoestinguente in classe UL94 V0, a partire dallo spessore di 1.6mm». Infine, ultimo ma non ultimo, con la sua offerta due mila intende preservare la natura offrendo ai professionisti del Design un’ampia gamma di alternative estetiche evocative dei materiali naturali più tradizionali, come la Radica, il Marmo, il Bambù, il Sughero. «L’attenzione all’impatto ambientale – conclude Ceccolini – è una priorità per 2Mila Srl. Tutti i prodotti Xvalue® Sheets sono riciclabili. Ovvero sempre recuperabili alla fine della vita utile dell’applicazione. Dopo la macinazione, possono rientrare nel ciclo produttivo industriale sotto forma di compound per la produzione di manufatti stampati a iniezione». Galatea Biotech: plastica biodegradabile al 100% (vedi foto in alto) Galatea è una nuova iniziativa industriale, interamente italiana, produttrice di Acido Polilattico-PLA, una plastica biodegradabile e compostabile al 100% commercializzata in granulo, di cui l’azienda è detentrice di brevetti proprietari. Il PLA o Acido Polilattico è un polimero termoplastico derivante da zuccheri naturali.� Il PLA quindi è prodotto da risorse 100% rinnovabili annualmente, e quindi a zero impatto ambientale, ed è assolutamente comparabile a molti tipologie di plastiche in commercio. Si tratta di un polimero termoplastico appartenente alla famiglia dei poliesteri alifatici, con proprietà simili al Poliestere ed al PET. È un polimero trasparente, brillante, resistente meccanicamente e rigido. Il PLA è facilmente processabile con i normali macchinari standard per termoformatura, per estrusione mono e biassiale, per film, per iniezione e per espanso. Un materiale che ha un’ottima resistenza agli oli ed ai grassi ed a numerosi agenti chimici, offre buona barriera agli aromi e all’ossigeno, mentre una bassa barriera al vapore acqueo. Ma la sua principale caratteristica è quella di essere biodegradabile e

compostabile al 100%. Dote che può rappresentare un importantissimo valore aggiunto in termini di ecosostenibilità per tutte quelle aziende che lo utilizzeranno declinato in varie forme. Il PLA, infatti, permette di produrre qualsiasi manufatto che è oggi creato con le normali plastiche in commercio e con i normali macchinari in uso. La sua biodegradabilità è semplicemente straordinaria: il PLA è stabile a condizioni ambientali standard quali quelle normali di tutti i giorni (20°). Si degrada per idrolisi a temperature superiori a 65° ed umidità superiore al 20%, per cui i tempi di biodegradazione possono variare notevolmente in relazione alle condizioni ambientali. In condizioni di compostaggio ottimali di 65° e 95% umidità, quali quelle dei normali compostatori industriali, i manufatti in PLA si degradano in 50 giorni. I tempi si allungano a 120 giorni in un compostatore domestico alla temperatura di 40°. In caso di abbandono il PLA degrada, senza lasciare elementi inquinanti, in 15 mesi se lasciato sul terreno, 24 mesi se interrato, 48 mesi in acqua. Tempi notevolmente inferiori ai 100 anni di una normale plastica.

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foto di Andrea Pellegrini

VISUAL MERCHANDISING Anna Cugini

Vetrine che sfilano tra le calli

TUTTO IL MONDO PASSA PER VENEZIA.

OGNI GIORNO MIGLIAIA DI TURISTI ARRIVANO DA OGNI PARTE DEL PIANETA PER VISITARE QUESTA CITTÀ UNICA E MERAVIGLIOSA. MA OLTRE AD ESSERE UNA META D’ARTE TRA LE PIÙ AMATE, È SICURAMENTE ANCHE UNA GRANDE VETRINA.

E ALLORA COME SI INSERISCONO I GRANDI BRAND INTERNAZIONALI IN QUESTO CONTESTO?

MANTENGONO LA LORO IDENTITÀ O SI LASCIANO INFLUENZARE IN QUALCHE MODO DALLA SERENISSIMA, DALLA SUA ARCHITETTURA, DALLA SUA STORIA, DALLA SUA MAGIA? FACCIAMO UNA PASSEGGIATA TRA LE CALLI VENEZIANE PER SCOPRIRE COME I MARCHI D’ALTA MODA, ATTRAVERSO IL VISUAL MERCHANDISING, RIESCONO A COMPETERE CON LA BELLEZZA DI QUESTA CITTÀ.

Questa vetrina è per tutti coloro che non hanno mai avuto l’occasione di inoltrarsi nella famosa Calle Frezzaria dietro Piazza San Marco. Perché solo qui, in questo angolo di Venezia, avrete l’occasione di vedere le creazioni di Antonia Sautter, famosa imprenditrice e straordinaria creativa, nota in tutto il mondo per dare vita, ogni anno, all’evento carnevalsco più conosciuto al mondo “Il Ballo del Doge”. In questa vetrina, si coglie la sua profonda passione per l’arte veneziana e il desiderio di mantenerla viva rivisitandone i contenuti. Simboli come il gotico fiorito o il leone di San Marco, sono riprodotti su preziose sete e velluti, che rendono davvero uniche ed inimitabili calzature, borse ed accessori per la casa.

Antonia Sautter Creations&Events

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Bottega veneta La famosa azienda vicentina, che proprio in questi giorni durante la settimana della moda di Milano, ha festeggiato i suoi 50 anni di attività, non si è lasciata scappare l’occasione di celebrato il Festival del Cinema di Venezia appena conclusosi. Ecco che sceglie di impreziosire la sua vetrina, a pochi passi dal Bauer, uno degli hotel più rinomati di questa meravigliosa città, con una gigantesca pellicola cinematografica, che sciogliendo le sue spire lascia intravedere la nuova collezione di scarpe e accessori per la prossima stagione invernale ormai alle porte. Burberry Burberry gioca con le forme e i colori. Cubi, cilindri e ovali, dalle tinte sobrie e autunnali, sostengono e circondano gli abiti di questo famoso brand. Ma non lasciatevi ingannare nulla è lasciato al caso: un ovale giallo richiama l’inserto nel bavero del cappotto e le borchie dorate sullo stivaletto invernale, e un cilindro bordeaux si intona con il lupetto sotto al cappotto con righe dello stesso colore.

Buccellati Buccellati, qui a Venezia, vuole richiamare il mare e l’oriente. Lascia che a parlare siano i suoi gioielli, purché parlino la lingua veneziana. Le sue creazioni infatti Cartier emergono da un mare di conchiglie, all’interno di Cartier ci porta nella sua giungla. Dal 1846, infatti, la due piccole teche d’oro prestigiosa maison, attraverso le suggestioni della natura che somigliano a delle selvaggia, ha saputo trovare la propria inconfondibile lanterne orientali. Lo stile personalità. Ecco che foglie, alberi e piccole dune fanno da veneziano è inconfondibile sfondo all’ultima collezione di gioielli, senza dimenticare le quasi si voglia trasmettere pantere, animale selvaggio per eccellenza, simbolo di Cartier allo sguardo dei passanti, ed icona senza tempo. Questo animale è sempre presente, l’amore e la grande nello sfondo e nei famosi anelli e pendagli, interpretati come passione per questa città. “graffianti gioielli messi in libertà” (Maison Cartier).

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Hermes Hermes ci trascina in un bosco 2.0 dove piante e arbusti sono in legno naturale. L’unica nota di colore viene data da grandi fiori multicolore con all’interno dei monitor dove vengono proiettate immagini di api e di farfalle che svolazzano e si posano. Sulla destra due formiche, dalle improbabili dimensioni, cercano di trasportare una boccetta di profumo, mentre il manichino seduto, liberatosi di cappello e braccialetti, si gode questo momento di relax.

Dior Lo sguardo dei manichini è volutamente distratto o coperto da occhiali da sole a specchio, la pettinatura sobria così come la scelta degli abiti proposti per questa stagione invernale. Abiti scuri, capelli scuri, trucco scuro. Ad uno sguardo distratto, Dior sembra avvolgere le sue creazioni nella tristezza per l’estate appena finita. Ma non è così. Il risvolto di una manica e il ricamo su una spalla, attraverso stampe floreali e colori intensi, ci fanno capire che la donna Dior porterà con sé i ricordi del sole e dei bei momenti passati, nell’attesa della prossima estate. Gucci Anche Gucci sceglie di omaggiare il Festival del Cinema di Venezia, dandoci un indizio di come si possa sicuramente evitare di passare inosservati durante un evento mondano. Un abito da uomo nero con delle palme d’oro ricamate sulla giacca, e una pelliccia fucsia in abbinata a calze e borsetta del medesimo colore, certo non possono essere indossate se non in occasioni speciali.

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Montblanc L’azienda, famosa per la produzione di strumenti di scrittura, identificabile dalla sua inconfondibile stella bianca, ha inaugurato il proprio punto vendita a Venezia nel 2014. Il rosso e il leone spiccano dalle sue vetrine, per celebrare il Festival in corso e la città che lo ospita. Sullo sfondo si vedono le sagome di due ospiti sul red carpet attorniati dai flash di tanti fotografi, mentre i prodotti Montblanc stanno per fare il loro ingresso, quasi a ricordare che quest’anno l’azienda è stata tra i protagonisti del Festival. La star emergente del cinema francese Pierre Niney, infatti, ha sfoggiato sul red carpet un orologio Montblanc.


Moncler Per Moncler, invece, il freddo è decisamente una cosa seria. Ghiaccio, violente tormente e montagne di neve ci inghiottiranno nelle loro fauci come un gigantesco orso polare affamato. Ma niente paura, sembra dire il manichino tranquillamente seduto, ci pensa Moncler. La qualità di questo brand italiano non si limita ai famosi piumini, ma soddisfa le esigenze per l’intero guardaroba, uomo-donna, dedicato alla stagione più difficile dell’anno. Ecco allora occhiali, berretto, guanti, pantaloni e scarponi… e passa la paura. Marina Rinaldi L’inverno è alle porte. Sarà rigido? I pinguini pattineranno in città? E noi non ci faremo cogliere impreparate e guarderemo il freddo negli occhi! Così risponde Marina Rinaldi e sceglie una donna che sa affrontare le intemperie con ironia ed eleganza. Una borsetta pelosa, e un paio di occhiali a forma di pinguino ci aiuteranno ad esorcizzare. Sisley Sisley non vuole ci siano equivoci, e mette in vetrina il cinema. Una giovane ragazza oltrepassa una pesante tenda rossa e sta per entrare in una sala, forse pronta per guardare proprio uno dei film in concorso. Delle luci la illuminano per farle scegliere dove accomodarsi. Elegante e ben pettinata Sisley vuole che sia chiaro che anche il pubblico in sala è importante non solo le star del cinema.

Louis Vuitton Louis Vuitton mette la donna al centro. Al centro dell’universo. Evidenziandone la femminilità, scegliendo di farle indossare una gonna, una gonna sotto il ginocchio, una gonna per una donna dinamica, che lavora e che non rinuncia alla sua essenza. Tanti pianeti le ruotano intorno, come i tanti impegni e le tante difficoltà che le donne nel mondo ancora devono affrontare. Ma lei viene messa al centro, quasi a volerla incoraggiare.

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VISUAL MERCHANDISING

di Barnaba Barattieri

MilanoDocet Formazione visual merchandising

“FARE PER IMPARARE” È IL CLAIM DEL NUOVO CENTRO MULTISETTORIALE PER L’AGGIORNAMENTO, LA SPECIALIZZAZIONE E LA FORMAZIONE DEDICATA A UNA DELLE FIGURE PROFESSIONALI PIÙ RICERCATE: IL VISUAL MERCHANDISER. INTERVISTA CON L’IDEATORE E FONDATORE GIANFRANCO GIACOMA CAIRE conoscenza delle diverse strategie da adottare in base alla tipologia di mercato, ai prodotti, alle dimensioni e Era il momento di mettere a frutto la mia alla struttura delle aziende. Sono stato lunga esperienza professionale di visual regista per grandi eventi, mostre, ho progettato stand, negozi e vetrine, merchandiser. Grazie ad un percorso formato team di professionisti. Da anni che mi ha portato a lavorare nei settori merceologici più disparati, sia nell’ambito nutrivo, il desiderio e la necessità di far divenire questo “mestiere” una delle multinazionali sia nelle piccole e “professione” riconosciuta. Mid medie imprese, ho acquisito una grande MilanoDocet che ho concepito insieme ai due co-fondatori -l’architetto Geo Lanza e Liana Battaglini - nasce con questo presupposto e con l’obbiettivo di sviluppare uno spazio per l’alta formazione, adatto a fornire gli strumenti necessari per interpretare le esigenze di un mercato sempre più pragmatico di competenze specialistiche e creatività. Ma con quell’impostazione metodologica che ha sempre contraddistinto il mio essere professionista in questo campo e che è sintetizzabile nella massima: “fare per imparare”. Professor Caire, come è nata l’idea di aprire MilanoDocet?

A chi si rivolge MilanoDocet?

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Ai visual merchandiser professionisti attraverso corsi di aggiornamento e alta specializzazione. Ad architetti, designer, stilisti e professionisti per aggiornamento, specializzazione e formazione professionale. Ai titolari o gestori di spazi commerciali del

retail e della gdo per la formazione e l’aggiornamento. Per le aziende di tutte le tipologie merceologiche. Mentre per chi intraprende un percorso di studi vi sono diversi indirizzi in discipline quali design, architettura, moda e arte. Quale tipo di offerta formativa propone? MilanoDocet organizza e propone corsi, multidisciplinari e interattivi di breve, media e lunga durata. I corsi di lunga durata equivalenti ai tradizionali master anche in questo caso sono multidisciplinari e interattivi. Oltre all’attività didattica MilanoDocet organizza e ospita eventi, manifestazioni, convegni, conferenze, workshop, tematici, di approfondimento, di aggiornamento e formatazione del Visual Merchandising e negli ambiti della cultura, del design, della moda e dell’arte. Tutte le attività formative e culturali prevedono l’interazione e la partecipazione di aziende dei principali settori produttivi e di servizio. Può spiegare la differenza tra MilanoDocet e la formazione tradizionale ? Nel panorama delle realtà formative presenti sul mercato nazionale e internazionale MilanoDocet si distingue per la sua specificità nel porre il

visual merchandising al centro della formazione facendo ruotare intorno ad esso tutti gli altri linguaggi e le discipline complementari come: retail design, lighting design, marketing e strategie di comunicazione, packaging industriale e creativo e grafica di comunicazione. Tutto ciò con la finalità di creare una professionalità il più possibile qualificante per un visual merchandiser che desideri ricevere competenze multidisciplinari. Dato il carattere di una professione fatta di creatività e soprattutto di manualità, l’altro aspetto fondamentale è quello della pratica, non a discapito della teoria ma ad appannaggio dell’acquisizione di capacità tecniche. Un aspetto cui è dedicato un enorme spazio, un vero proprio “LAB” per la sperimentazione degli allestimenti e delle tecnologie. Un’altra differenza sostanziale è data della presenza delle aziende Official Partner durante l’attività formativa di MilanoDocet, che con il loro know-how e le loro tecnologie rafforzano il senso di praticità e realtà proposta. tra gli sponsor promotori principali: Almax (manichini- GF- Allestimenti Retail), Nezwork (comunicazione per il mobile marketing), Poolprint (progettazione e realizzazione di supporti per POP) e altri sono presenti nella realtà del retail e della gdo per comporre


BAGNO LABORATORIO

DEPOSITO CALDAIA

ARMADI

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AULA VISUAL 1

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VETRINE

l’ideale elemento delle relazione e degli interventi dei visual merchandiser. Un ulteriore punto di forza è il coinvolgimento diretto delle aziende attinenti ai principali settori produttivi, attraverso la concreta possibilità di lavorare su progetti utili e funzionali ai diversi mercati per creare il miglior link tra formazione e mercato. Può descrivere la struttura? La sede di MilanoDocet è a Milano in Viale Monza 57 molto vicina alla fermata MM linea Rossa – Pasteur, nel rinnovato quartiere in stile newyorchese NoLo - North of Loreto amato da creativi,

designer e producer. In un edifico post industriale degli inizi del ‘900 che si sviluppa su di una superficie di circa 700mq. su due livelli. Il cuore pulsante della struttura sarà la spaziosa aula “LAB” dedicata alle attività pratiche di allestimento delle vetrine, delle pareti attrezzate e dell’utilizzo costante dei materiali d’allestimento. Lo spazio comprende inoltre altre tre aule per le materie teoriche, il grande Open Space multifunzionale che ospita eventi, conferenze, mostre ecc... Sale riunioni, uffici direzionali, aree break completano lo spazio MilanoDocet. Tutti gli spazi sono digitalizzati e dotati di impianti audio video

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PARETE ATTREZZATA

BANCO

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BAGNO

BAGNO

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Liana Battaglini Consulente di aziende, enti e associazioni per lo studio delle strategie di comunicazione, per la gestione dei rapporti con le Istituzioni e per il coordinamento degli strumenti di gestione amministrativa e fiscale. Organizza manifestazioni fieristiche, eventi e campagne politiche ed è consulente in campo editoriale e di start up aziendale. È figlia di Franco Battaglini, noto imprenditore nel panorama fieristico, editore di riviste specializzate e di libri museali.

VANO TECNICO

SALA EVENTI

Geo Lanza Architetto e designer, fondatore dello Studio Lanza Design (SLD) è consulente e art director di aziende italiane ed internazionali per progetti di mktg di comunicazione e di interior exhibit e graphic design. Da molti anni docente di progettazione presso le più importanti università di Design. membro di: Assotemporary nonché vicepresidente delle Associazioni Milano Arte e Noi Che l’Arte per lo sviluppo e la promozione di attività degli artisti e designer emergenti.

SEGRETERIA

RECEPTION

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Nicoletta Buora

SPECIALISTI

Soft signage: il tessuto per comunicare

LEGGERI, FLESSIBILI, CONVENIENTI ED ECOCOMPATIBILI, I TESSUTI COMBINATI ALLA TECNOLOGIA SI PRESTANO A PROGETTARE SPAZI FLUIDI E DI FORTE IMPATTO VISIVO. E NELL’ERA DELL’ESPERIENZA SONO SEMPRE PIÙ APPREZZATI PER IL RETAIL DESIGN Nel Nord Europa, l’impiego dei tessuti negli allestimenti e negli arredi di showroom e punti vendita è già ampiamente diffuso, complici cultura e coscienza ambientale che da tempo connotano i Paesi nordici. Già, perché il primo vantaggio dei materiali flessibili e leggeri è proprio il minor impatto ambientale generato in tutta la filiera. In Norvegia, per esempio, la stampa su tessuto è quasi uno standard, perché lo smaltimento di supporti rigidi e di materiali con stampa UV è molto costoso. Ma non è solo questa la ragione della rapida diffusione del cosiddetto soft signage. Un aspetto apparentemente secondario è la piacevolezza del tessuto al tatto, senso spesso trascurato ma che contribuisce a creare experience. «Oggi, il soft signage sta avendo una crescita paragonabile a quella che dieci anni fa ha avuto la stampa UV su supporti rigidi - ci dice Giorgio Grando, responsabile ricerca e sviluppo di ABS Group, azienda veneta specializzata in stampa sublimatica su tessuto -. Si ottengono gli stessi risultati raggiungibili con l’utilizzo dei supporti rigidi, ma con indubbi vantaggi, a partire dalla facilità di trasporto e installazione. Si pensi a realtà con numerosi punti vendita da arredare con lo stesso format, o, nel caso di allestimenti fieristici, alla necessità di trasportare in diverse manifestazioni lo stand, magari da un capo all’altro del globo.

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Il tessuto è leggero, richiede un imballaggio minimo, difficilmente si danneggia, il telaio può essere fornito smontato, poiché i profili sono modulari e personalizzabili. In più la stampa dei tessuti è sublimatica a base acqua, quindi ecologica e inodore, disponendo al tempo stesso di una gamma colori paragonabile alla tradizionale tecnica a solvente, ma con una maggior brillantezza». Dunque, facilità e velocità di montaggio, riutilizzabilità, abbattimento dei costi di logistica, grazie a minor peso e ridotti ingombri, e dei costi in generale, proprio per la passibilità di riutilizzo, sono sicuramente elementi non trascurabili, che rendono i tessuti green ed etici. Dal fashion al food «I primi clienti che hanno compreso l’importanza di utilizzare il tessuto per la comunicazione - continua Grando - sono state le aziende del fashion, dell’abbigliamento in particolare, non solo per la sua versatilità, ma anche perché è lo stesso materiale del prodotto oggetto della comunicazione. I grandi brand stanno ricorrendo a immagini che immergono direttamente in un’esperienza. Per esempio, a un capo di abbigliamento come il

Ferrero, Expo Milano 2015 Allestimento Nutella Concept Bar con strutture curvilinee in alluminio e tessuto

piumino vengono associate immagini di montagna: una dimensione così coinvolgente vale di più di cento parole». Questa tendenza della comunicazione visiva si sta affermando anche presso marchi minori, proprio perché più facile da realizzare e ricollocare, e sta contagiando anche altri ambiti. Non ultimo il food, sempre più

interessato dal visual design, che trae vantaggio anche dagli inchiostri a base acqua. Il tessuto si fa tecnologico La materialità del tessuto combinata alla virtualità della tecnologia nella comunicazione visiva si sta rivelando un’abbinata vincente. E in questo senso, ABS Group è


Anche per l’outdoor… I materiali flessibili sono sempre più impiegati anche per rivestimenti outdoor. F.lli Giovanardi di Villimpenta (Mn) è una realtà specializzata nel settore dei tessuti tecnici destinati alla protezione esterna. «Le grandi superfici vengono, oggi, sempre più sfruttate per fare comunicazione - ci dice Paolo Pini, responsabile commerciale di F.lli Giovanardi -. I tessuti che proponiamo sono prevalentemente in poliestere, spalmati in PVC per la stampabilità, e il vantaggio principale è dato dai costi contenuti pur garantendo una buona resa. Le richieste del mercato vanno in direzione della riciclabilità dei materiali e verso requisiti rispondenti a norme di sicurezza più stringenti, quali la proprietà ignifuga, per fare un esempio». L’azienda mantovana opera in diversi ambiti, tra cui l’advertising con gigantografie e striscioni, il settore industria con tensostrutture per eventi e sport e teloni di copertura per camion e quello della protezione solare con tende da interno ed esterno, realizzate con tessuti tecnici che controllano i passaggi termici, filtrano luce e calore, divenendo una soluzione per il risparmio energetico.

Shopping Center, Emirati Arabi Allestimento centro commerciale con strutture curvilinee a sospensione

Moncler Allestimento showroom e punti vendita con light box

F.lli Campagnolo Allestimento showroom con pareti in alluminio e tessuto attrezzate e retroilluminate

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stata lungimirante, iniziando una collaborazione con alcuni partner tecnologici e realtà digitali creative, che si occupano d’innovazione tecnologica e culturale, sviluppo software e consulenza. Oggi, la tecnologia è un asset irrinunciabile per sviluppare customer experience e costruire un’esperienza di brand efficace; parallelamente è necessario rispondere alle esigenze dell’interior design contemporaneo, che spesso punta su layout fluidi e creativi. In tale prospettiva, dalla ricerca e sperimentazione di ABS Group è nata una nuova progettualità, basata proprio sulla combinazione di new, media e strutture in alluminio e tessuto. «Forniamo un vero e proprio sistema allestitivo – spiega Grando – basato sul tessuto». Combinando il tessuto con diversi profili in alluminio, l’azienda veneta propone numerose tipologie di strutture portanti, che possono essere retro illuminate, attrezzate con accessori,

mensole, appendiabiti, ma anche elementi curvi, cerchi, ellissi e strutture a sospensione di diverse forme e dimensioni, a fungere da elementi decorativi. Il tessuto risulta anche più flessibile nella gestione del contenuto rispetto al tradizionale pannello di legno perché rinnovabile più facilmente. E se i contenuti sono il cuore della comunicazione, lo storytelling deve poter essere aggiornato ogniqualvolta si presenti la necessità. «Per questo - conclude Grando - è importante contenere i costi dei supporti e investire maggiormente nei contenuti». L’evoluzione va, dunque, verso l’integrazione di supporti multimediali. Si creano vere e proprie installazioni, capaci di instaurare un rapporto diretto con il cliente attraverso percorsi immersivi multisensoriali e tecnologie di interazione, come i supporti touch, i dispositivi per la realtà aumentata e virtuale, la tecnologia beacon e le app.

Riutilizzo e riciclo

PRODUCIAMO ARTICOLI PER LA FERRAMENTA DAL 1955 SPECIALIZZANDOCI NELLA REALIZZAZIONE E

PERSONALIZZAZIONE DI GANCI PER ESPOSITORI DI VARIO TIPO

La tendenza crescente a utilizzare materiali flessibili, ci viene confermata anche da Erio Magon di Magic Expò, piccola realtà di Lendinara in provincia di Rovigo, che punta sulla qualità della stampa nella comunicazione visiva. «I tessuti sintetici sono sempre più impiegati sia per l’utilizzo indoor per la miglior gestione logistica, la velocità di allestimento, il riutilizzo e la possibilità di riciclo di alcuni materiali, sia per l’outdoor, grazie a caratteristiche tecniche quali, per esempio, la microforatura dei materiali che consente una migliore gestione del vento», commenta Magon.


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