Page 95

Plantronics Acoustics HS 1

OvervieVII

'----o

corretto e lo potreste verificare chiudendo una mano a pugno ed "indossandola" su di essa tenendo allineati mano, polso ed avambraccio, e quindi ruota re il polso con il gomito poggiato su una superficie stabile, verificando che una ventina di rotazioni non lo affatichino. Questa prova, empirica ai limiti dell'artistico, ha pur tuttavia una minima validità, visto che il polso lavora in linea e soffrirebbe solo oscillazioni fuori dall'asse di rotazione. In sostanza se con questa prova la cuffia tende a scappare è poco bilanciata. L'oggetto non stringe, sensazione confermata dopo un intero CD audio da una settantina di minuti. Abbiamo passato la "fase strumentale" con la sufficienza piena. Ci piace? L'oggetto è sobrio nella colorazione blu medio e nell'accessoristica nera con sole due eccezioni dovute ad un coperchietto blu scuro con sola funzione di guarnizione del microfono e della striscia plastica di sospensione in un brutto magenta che fortunatamente sparisce tra i capelli (per i calvi, pazienza). Il design è piuttosto compassato e non presenta vezzi tranne un'inutile sequenza di righette centrosimmetriche che vanno a combaciare quando posizioniamo il microfono davanti alla bocca. Malgrado la funzione 'multimediale' il cavo è unico e termina in due cavetti solo negli ultimi venti centimetri per finire in due spinotti rosa e nero dalla colorazione muta sulla funzione del rispettivo jack; comunque, rosa microfono e nero cuffia. Il cavo è molto lungo avendo probabilmente in mente l'uso con computer da pavimento ma ha il satellite con la regolazione (reostato) del volume ed esclusione del microfono (interruttore) alla giusta altezza. Una clip da zaino combinata con una pinzetta a coccodrillo è pronta a rivelarsi in tutta la sua inutilità ma è fortunatamente amovibile e dovrebbe consentirvi di bloccare dove volete il comando remoto appena descritto. Il filo sembra di buona consistenza, non è lucido come quelli scarsi ma non presenta fastidiosi grip addosso né sembra aver risentito del confeziona mento in spira ad otto, srotolandosi solo leggermente ondulato ma non tendendo ad assumere fastidiose sagome. I diffusori sono su due piatti separati e basculanti rispetto alla cuffia. Neri. Ci piace abbastanza, ha un aspetto troppo "plasticoso" ma non è fragile e l'accoppiamento dei materiali è buono. Il microfono è un po' troppo grande e la sua asta non sufficientemente lunga per i barbuti che si vedono continuamente MCmicrocomputer n. 211 - novembre 2000

solleticare, oltre a risultare questo solletico come fruscii di sottofondo.

Non guardarmi non ti sento Allora siamo all'inizio! Sentiamo un po' di radio (= chiacchiere), un bel CD audio (= musica) e giochiamo con un gioco arcade, dove gli effetti d'ambiente dovrebbero essere valutabili. Se per provare il microfono non ho chattato, non l'ho mai fatto sinora e non comincio certo oggi. Anzi il microfono lo proviamo registrando la nostra voce e riascoltandola con la stessa cuffia: risultato, un po' cupa la voce, contenuto il fruscio, i fischi non mandano facilmente il microfono in auto-reduce della sensibilità. La radio si ascolta con piacere, la voce è chiara, non presenta particolari variazioni se si incontrano voci note, scopriamo perfino piacevolmente che alcune sigle sono stereo ma non lo si era apprezzato. Per l'ascolto vocale la cuffia si rivela buona. Per l'audio ho scelto un CD di Pat Metheny, "Imaginary Day", che oltre ad essere uno dei più curati in arrangiamento, ha uno spettro artistico che va dal pop all'heavy interpretata con la frequenza da telefonino delle dita dell'artista. Ovviamente il volume della cuffia al massimo e le regolazioni solo dalla sorgente. Con questo la cuffia si è comportata meglio di quanto immaginassimo, reggendo benissimo il confronto con un genere difficile e rivelando solo una certa piattezza nei pezzi con molti strumenti ed un'omogeneizzazione eccessiva delle frequenze medie, compensata però da una resa eccellente sui bassi e con perdite di definizione relative sugli acuti; so- . lo alcuni di questi ultimi si sono trasformati in beep. Comunque un ottimo oggetto qualitativamente migliore nella resa sonora di quanto si fosse immaginato guardandolo. L'ultima impressione, il gioco, conferma che la rappresentazione 3D (volutamente prevalente rispetto alla gamma in questo tipo d'intrattenimento) così cari-

caturale viene egregiamente resa dal prodotto, che invece per sua natura tenderebbe a riprodurre malamente (il surround si basa sulla diversa disposizione delle sorgenti sonore e per quanto possa essere emulato con i ritardi su un sistema a due diffusori come una cuffia, è quello che meno si presta a questa riproduzione). Niente di hi-fi, per carità, ma se ci passate il gioco ci-fi (ci fai) un sacco di cose sempre con una buona qualità.

Finita la prova ho rimesso il CD e l'ho riascoltato più volte prestando attenzione ai vari strumenti, un gioco che mi divertiva da bambino con la cuffia da ve ntotto chili data in dotazione col giradischi della Selezione, con i suoi bei sette manopoloni davanti e che ha caratterizzato l'infanzia o l'adolescenza di molti di noi. Noi non l'avevamo, in realtà, era l'attrazione principale di casa di zio.

La compro? Il prezzo non è da gioco, non è da chat (per la quale va bene anche una cuffia da walkman da diecimila, anche come microfono), è da hi-fi di basso profilo. La resa è ottima nel gioco e nell'ascolto del parlato, e sorprendente nell'ascolto musicale, dove però il microfono non serve e men che mai il volume sulle cuffie. Potrebbe interessare coloro che fanno uso intensivo della voce per la relazione col computer (pensiamo anche a persone con limiti motori) e vogliono godere di un'ottima musica. Ammettiamo tuttavia eccessivo il prezzo del prodotto, che per quello che costa ha troppi concorrenti specializzati nelle sue singole caratteristiche. [;::rs 95

211 MCmicrocomputer  

Novembre 2000

211 MCmicrocomputer  

Novembre 2000

Advertisement