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li, a parte una che dà moltissimi punti nell'avventura. Inutile dire che la struttura delle conversazioni interatti ve mantiene l'altissimo standard Lucas ed è anche qui fondamentale nello sviluppo della trama e nella soluzione del plot. Si comincia a Plunder Island vicino alla bizzarra città di Puerto Pollo, una piccola citazione di italiano che non possiamo che gradire anche considerato che il fenomeno Monkey Island nacque proprio in Italia grazie alla edizione nella nostra lingua della CTO e poi si diffuse nel resto del pianeta ... Musica e cartoni animati qui sono grandiosi (l'idea di riarrangiare i temi delle prime due adventure è semplicemente perfetta e dimostra anche il grado di consapevolezza del mezzo interattivo raggiunta dalla Lucas ... ). E Monkey 3 è quasi bella uguale da vedere e da giocare. Tanto che immagino a qualcuno verrà in mente di ricavarne un cartoon. L'unica cosa che 176

non mi piace troppo, peccato, è l'aspetto di Guybrush: preferivo la versione VGA 320x 200 del 1990 e credo che il restyling, pur forzato per via dei cinque anni trascorsi, sia stato un po' pesante. E forse mi sembra anche leggermente sbrigativa la fine, un po' violenta dopo venti ore e passa di gioco e di vita insieme ai personaggi di Monkey Island. Ma è difficile che ci si possa scordare trop'po presto di Haggis McMutton, il pirata barbiere.

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Titolo: Biade Runner Casa: Westwood (USA) Format: PC CD-ROM Giud:

storia di P.K. Dick, e tantissimo a Ridley Scott (non si è mai più ripetuto a quel livello dopo il primo Alien e Biade Runner ... ) e al cast, in cima a tutti Harrison Ford in splendida forma. Ma quello che ci rimane di quel film è probabilmente soprattutto l'atmosfera: quella insistente, micidiale pioggerellina mista ad inquinamento, la gente di Los Angeles che parla lingue improbabili e miste, i personaggi cromatici e un po' tecnologici: il cyberpunk se mai ve ne fu uno. E il tutto, strano ma vero, credibile. Molto credibile. Quelli della Westwood, gente di esperienza e talento, hanno messo mano alla storia e al film senza tanti timori reverenziali e trattandosi di film culto poteva capitare di averne. Ma soprattutto hanno evitato intelligentemente di cadere nella trappola di cercare a tutti i costi di mantenere la storyline lineare del film. Noi qui cominciamo il game nei panni del Detective Mc Coy, un cacciatore di replicanti principiante, che deve indagare su un atto di vandalismo apparentemente privo di senso, in un negozio di ani-

mali. All'inizio i meccanismi sono quelli collaudatissimi della detective story interattiva: esplora, cerca, interroga, raccogli quello che trovi in giro etc. etc. Ma dopo un po' si rivela la novità che i ragazzi della Westwood hanno inserito per cercare di dare una svolta un po' più dinamica al genere un po' bloccato e lineare delle adventure. Come? Beh l'idea che c'era dietro al racconto di K. Dick e nel film di Ridley Scott era questa: in futuro sarà difficile distinguere umano da replicante, umano da non umano. E allora questa stessa difficoltà, questa identica ambiguità, è trasferita nel game. Ad ogni ripartenza quello che era replicante può

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La verità è che Biade Runner è stato uno dei film migliori e più influenti dell'intera storia della fantascienza al cinema. Molto merito va alla MCmicrocomputer n. 180 - gennaio 1998

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180 MCmicrocomputer  

Gennaio 1998

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