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PLAYWORLD

popolo in cammino verso un'imprecisata e virtuale terra promessa. La novità di Lemmings era il funzionamento iconico che dava un mucchio di chance di utilizzo e di specializzazione del popolo. Il controllo iconico di Lemmings c'è anche qui in Brat e penso che diventerà un must anche per i simulator arcade. Qui le icone non sono molte, e questo è un bene per la facilità d'uso, e quelle poche che ci sono sono d'immediata comprensione. Sono una serie di frecce che devono essere deposte sul terreno per suggerire la direzione al povero Brat, un paio di segnali stradali (grande idea, perché i segnali stradali sono uno standard simbolico internazionale) e una specie di gomma da cancellare. Un'altra icona consente di creare una specie di tettoia per attraversare i burroni con più facilità. Goal del software, I think, riportare sano e salvo l'audace moccioso (tra-

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duzione letterale della parola Brat) nella sua casa di provenienza, magari prima che arrivi la mamma dalla spesa. Vorrei proprio dirvi perché mi è piaciuto questo game. C'ho rivisto dentro, dopo anni e anni, la felicità e la facilità dei videogame del 1983: obiettivi di interazione elementare e evidenti, tragitto chiaro e senza possibilità d'equivoco, elementi colorati e disegnati con simpatia. I motivi che hanno fatto la fortuna dei giochi inglesi e che da qualche anno erano passati di moda. Moto c'entrano anche gli effetti acustici: questi altrettanto semplici e divertenti: clacson che suonano impertinenti, segnali di pericolo e di attenzione, effetti speciali per cadute e inciampi: l'armamentario classico dei videogame storici, di Manie Miner e di Q*Bert, di Donkey Kong e di Hard Hat Mack. Zuccheri simulati per la nostra memoria di interagenti cresciuti.

Avvenimento 2 Stellar 7 Oynamix (Usa) Sierra (Usa) Amiga, PC Vga

Il destino a volte è davvero crudele. Crudele con me intendo. Crudele, vi spiego, perché mi mette nelle mani la versione Amiga di un software che mi piaceva molto nel 1983 per il C64, cioè Stellar 7, e non mi avverte che devo manovrarlo senza condiziona menti d'entusiasmo. Invece io, mentre scarto la bellissima confezione, penso: chissà come sarà bella questa versione sedici bit, visto che la Dynamix (Rise of Dragon, Die Hard, e prima ancora Arctic Fox e recentissimamente Rad Baron ...) ha una mano speciale per i progetti interattivi e di certo avrà curato con amore il suo vecchio capolavoro de-

rivato dall'indimenticabile Battle Zone dell'Atari arcade. Così, con questa suspence speciale, ho inserito i dischi numerati nei vari drive dell'Amiga per godermi le magie che supponevo dover di lì a poco provenire del video. Lasciamo perdere che ci vogliono due ore per caricare i dati (puoi sempre andartene e tornare dopo un po' come si usava nel 1982 quando il registratore del C64 caricava Q*Bert su nastro ...), lasciamo stare i menu che sono fatti molto bene e sono chiari e danno un sacco di possibilità di navigazione nel setting del software, ma come facciamo a trascurare i problemi che seguono. Siamo all'interno del nostro mezzo intergalattico. Il paesaggio è angosciante e nel vuoto l'eco delle minacce sembra più vicino. Distanti si vedono figure dedriche idoli adorati qualche miliardo di anni fa chissà da chi e

MCmicrocomputer

n. 108 - giugno 1991

108 MCmicrocomputer  

Giugno 1991

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Giugno 1991

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