Page 86

LEXIKON

8D674

lppul si ev,/ve,,, La tecnologia winchester è una delle cose che più, in questi anni, ha fatto passi da gigante. Non come quella dei circuiti integrati, naturalmente, ma quasi. Oggigiorno fare un winchester non è troppo complicato, la tecnologia è ben consolidata e poco costosa, e le macchine che si ottengono sono veloci, capaci ed affidabili. Stupisce un po', quindi, pensare che tutto sommato si tratta di una tecnologia assai recente. I primi winchester IBM uscirono nel 1973 ed erano unità costosissime, adatte solo ai mainframe, grandi, pesanti e capaci di pochi megabyte. I primi winchester «personali», ossia facenti uso di dischi da 5,25 pollici anziché 12 o 14, comparvero invece nel 1980, quando ancora il personal computer era agli albori. Nel paio di anni successivi ne cominciò la prima, lenta, timidissima, diffusione sui primi personal «ricchi». All'epoca dieci megabyte erano una quantità spaventosa di dati, e tipicamente si viaggiava intorno ai cinque o ancora meno. In soli cinque anni la tecnologia ha fatto notevoli progressi; attualmente capacità di quaranta MByte su dischi da 3,5" o di un centinaio su dischi da 5,25" non sono fuori dall'usuale, e dischi da 20 o 40 MByte costano tutto sommato piuttosto poco. Viene quindi forse da sorridere andando a rileggere cosa scrivevamo su MC numero 2, di ottobre 1981 (un pezzo d'antiquariato l), proprio parlando di winchester: «Per l'autunno è prevista la presentazione in America di microcomputer con

8DJS2 Prototipo di altri modelli più specializzati, questo 352 impiega due dischi da 3,25" (ossia quattro facce) suddivisi in 612 cilindri. La capacità formattata è di 21,3 M Byte, il tempo di accesso medio di 85 msec compreso l'assestamento. I tempi minimo e massimo di accesso sono rispettivamente di 3 e 190 msec, quello di assestamento di 15 msec. Benché il drive sia di dimensioni piuttosto ridotte viene montato su una scocca dotata di mascherina standard che ne consente l'inserimento in uno degli alloggiamenti per unità slimline previsti da ogni AT. Il movimento del braccio è rotante ed avviene tramite stepper motor. La realizzazione dell'elettronica è di alto livello, facendo largo uso di tecnologia SMO (Surface

86

disco rigido, da parte di varie marche: Zenith e Radio Shack ad esempio. (00.). La capacità dei piccoli winchester va attualmente da I a IO MByte, ma si ritiene che in futuro possa arrivare anche a 100 MByte, con tempi d'accesso di qualche millisecondo. In definitiva, sarà possibile avere sul proprio tavolo computer sotto certi aspetti più potenti degli IBM o Univac degli ultimi anni '60 o dei primi anni '70. Ed ancora una volta la parola passerà al software che avrà il non facile compito di gestire una massa cosi imponente di dati.» Beh, in questo momento la stessa cosa potrebbe dirsi dei fantomatici dischi otti'ci; quei pochi che ci sono costano tanto e sono poco pratici da usare in quanto sono o a sola lettura o tutt'al più del tipo worm (che vuoi dire «verme» ma è anche l'acronimo della frase «write once read many», ossia «scrivi una volta sola, rileggi quante volte vuoi»). Tuttavia chi può dire cosa succederà fra cinque anni? Di dischi ottici cancellabili e scrivibili se ne parla oramai con insistenza, ed è comunque di questi giorni l'annuncio IBM di un disco ottico wormper i suoi nuovi personal 12. Sappiamo tutti che quando si muove Big Blue il mercato prima o poi si adegua, e quindi qualcosa è probabile che prima o poi accada. Va bene; fatte le debite proporzioni, vi diamo appuntamento grosso modo a MC 120 per vedere, col senno di poi, se il disco ottico sarà stata la naturale evoluzione del winchesteroo.

Si tratta di una versione «potenziata» dell'HO 670, che offre 42,8 MByte (formattati) usando una meccanica pressoché uguale alla precedente ed un'elettronica leggermente modificata. Il raddoppio di capacità viene ottenuto aggiungendo un ulteriore disco al drive e portando a 820 il numero di cilindri. Tutti gli altri dati sono uguali tranne l'assorbimento di corrente che scende a 16 watt. Un piccolo problema di utilizzo di questo modello sotto MSOOS è connesso alla nota impossibilità del OOS di vedere volumi maggiori di 32 MByte. La cosa viene risolta suddividendo il disco in due partizioni (col programma FOISK del OOS) ed installando nel OOS stesso un apposito device driver che permette di vedere le due partizioni contemporaneamente come se fossero due drive distinti (tipicamente C: e O:).

Mounting Oevices). Il consumo di corrente è di soli II watt. Va sottolineata l'eccezionale silenziosità di questo disco durante il funzionamento, veramente ai limiti dell'udibilità.

MCmicrocomputer

n. 63 - maggio 1987

063 MCmicrocomputer  

Maggio 1987

063 MCmicrocomputer  

Maggio 1987

Advertisement