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parlarvi anche dell'interessantissimo Quick Disk, un mini-drive che si pone. per prezzo e caratteristiche, a metà strada tra le cassette ed iljloppy tradizionale. Il drive Philips MSX

e il Disk Basic

Philips Disk Drive + Quick Disk di Maurizio Per chiare ragioni di economia, la più diffusa memoria di massa per home computer è stata finora la normale cassetta audio, che di fronte a tanti gravi difetti presenta /'innegabile pregio di non costare quasi nulla. Con il progressivo calare dei prezzi la popolarità dei jloppy disk è andata però sempre aumentando. anche fra gli utenti dei sistemi più economici. E indubbio che il passaggio dalla cas-

Bergami setta al jloppy è in grado di far compiere a qualunque home un notevole balzo in termini di prestazioni; crediamo quindi che i possessori di un computer MSX accoglieranno con piacere l'arrivo di questo drive prodotto dalla Philips che. come tutte le periferiche MSX, è collegabile ad ogni computer realizzato secondo le specifiche dello standard. Rimanendo in tema di memoria di massa approfitteremo dell'occasione per L 'hardware dell·illlerfaecia. Si 1I0tall0 il colllroller e IEprom COli il soflware di gesliolle.

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Il sistema a dischi sviluppato dalla Microsoft per l'MSX prevede l'utilizzo dei tre formati più diffusi: 3,5, 5,25 e 8 pollici. Il drive Philips è per dischi da 3,5 pollici, e verso questa scelta si è orientata praticamente la totalità dei costruttori MSX mondiali; per ora solamente la Spectravideo ha presentato un drive da 5,25 pollici, collegabile però soltanto al suo SV 728. I dischi da 3,5 pollici presentano numerosi vantaggi rispetto ai classici floppy da 5,25": sono più compatti, hanno una custodia rigida antiurto e la zona d'accesso al materiale magnetico è protetta permanentemente da una finestra metallica che viene fatta scorrere automaticamente dal drive di solito al momento dell'inserimento (il drive Philips in realtà è ancora più «intelligente» e fa scorrere la protezione solo nei momenti in cui la testina deve effettivamente accedere al disco). L'unità è di colore nero; sul frontale si trovano l'interruttore di accensione con la relativa spia, e il pulsante che permette la rimozione del microfloppy. In alto a sinistra vi è un led rosso che indica quando il drive è operativo. Sul retro vi sono due connettori che consentono, rispettivamente, il collegamento al computer (tramite una cartuccia di interfaccia) e ad un secondo drive; un morsetto a vite serve come punto di massa dello chassis, e normalmente può essere trascurato. Uno switch sul fondo permette di settare il drive come unità principale (posizione A) o secondaria (posizione B); il manuale stranamente non ne fa menzione, lasciando al povero utente che per caso si ritrovi con lo switch in posizione errata il rovello di capire perché il disco non funzioni. La formattazione dei dischi avviene a singola faccia doppia densità con una capacità di 360 Kbyte per microfloppy, dei quali poco più di 9 sono riservati al sistema. Con due dischi si hanno quindi a disposizione circa 700 K effettivi, una quantità di memoria più che ragguardevole. Come abbiamo detto la connessione al computer avviene attraverso una cartuccia di interfaccia, che va infilata in uno slot qualsiasi del computer. Questa interfaccia contiene, tra l'altro, il circuito integrato del controller vero e proprio ed una Eprom da 16 Kbyte con tutte le estensioni Basic necessarie per la gestione del disco. L'Eprom, MCmicrocomputer

n. 47 - dicembre 1985

047 MCmicrocomputer  

Dicembre 1985

047 MCmicrocomputer  

Dicembre 1985

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