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Playworld

mo riuscItI: moltissimi ragazzi sostengono che sia il più grande videogame di tutti i tempi, insieme a "/mpossible mission" della EPYX. Qualcuno dice che è "Shadowfire" il più grande. Per giochi cosÌ ci vuole tecnologia e budget di produzione se1J1prepiù alti. Poi fra poco cambieranno le macchine: sull'Amiga di Commodore e sui nuovi prodotti Atari si vedranno cose incredibili. E ora c'è più calma: i grandi media si stanno allontanando dal computer perché non fa più notizia: molto bene

per noi, potremo lavorare un po' in pace senza le telecamere addosso. Quando i ragazzi di oggi saranno cresciuti, ci sarà un nuovo boom, ma forse molto prima. Credimi, ci sono molte cose interessanti in questa storia infinita». Me ne vado con uno strano senso di sazi età, tutte queste parole che mi girano in testa mi stordiscono. Guardo le scatole di «Nexus» e «Shadowfire» che ho in mano e mi convinco: sì, c'è qualcosa di magico qua dentro.

Jeff Minter L1amasoft

Quake Minus One Beyond Software

Sogni di cervelli elettronici. La fantascienza è qui da un pezzo. Ed ecco un bel pezzo di fantascienza': Quake Minus One, forse il capolavoro della Beyond. Già, perché se Shadowfire può risultare un po' troppo complesso, se Nexus assomiglia vagamente a Impossible Mission, questo gioco Beyond è un nuovo inizio. Lo screen è diviso in due parti: la tavola dei comandi, l'area di azione. Ma i

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due mezzi-schermi nascondono altri subscreen: tutti manipolabili. Finestre e finestrelle di menu iconici interattivi. Lo sbarco galattico è avvenuto, siamo in sella ad un mezzo potente. Le nostre armi tecnologiche dipendono dal menu visivo che avete sulla destra. Lanciate proiettili, bombe soni che, laser, con effetti speciali digitali e perfetti. Ma potete anche decidere di spegnere l'audio, come ho fatto io, e godervi la simulazione di viaggio: un giro in mezzo a cattedrali della galassia, fragili alle vostre armi, da non distruggere per piacere di cattiveria. Anzi non sparate affatto, viaggiate tra le possibilità di questo gioco maestoso. E se temete di esservi persi, basta gettare un occhio in basso a sinistra: un cubo fatto di linee e una freccia vi diranno dove siete.

n. 47 - dicembre

1985

«Qual è il mio più grande amore ??? Le bestie da soma./ Specialmente gli yak. i dromedari, i lama, ma soprattutto i cammelli. Com 'è nato quest 'amore? Be', fin da piccolo ho sempre avuto un debole per le cose e gli animali infelici. Pensa un po' alla sorte delle pietre, tutti le scalciano e le tirano dietro agli animali. Oppure pensa alle bestie come i cammelli sempre carichi di masserizie e costretti a vivere nel deserto sotto il sole. CosÌ quando ho cominciato a disegnare giochi ho voluto fame i protagonisti delle mie storie. Da qui i titoli: dai vecchissimi "Metagalactic Llamas" e "Attack of the Mutant Camels" del 1983, fino ai recenti "Mama Llama" e "Revenge of the Mutant Camels ", dell'anno scorso. / lama, i cammelli, gli yak, diventano esseri galattici, potentissimi e mutanti, combattenti di battaglie contro gli invasori, oppure investigatori di mon-

di nuovi, di civiltà sepolte. Questo dà un sapore ironico alle mie storie, le rende divertenti, toglie loro quel gusto da melodramma che odio. L'altro mio amore è la musica degli anni settanta: i Pink Floyd, i Soft Machine, i Caravan e i gruppi di Canterbury. "The Dark Side of the Moon ", uno dei più bei dischi dei Pink Floyd, è l'ispiratore principale del mio nuovo game, "Batralix". Uno yak in corsa visto da dietro corre verso il triangolo colorato che spande luce. Credo che sia il mio capolavoro. Mi attendo un grosso successo perché ci ho lavorato molto, quasi sei mesi. Ti dò lo screen principale del gioco, la presentazione: qui puoi vedere lo yak che corre veloce-

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047 MCmicrocomputer  

Dicembre 1985

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Dicembre 1985

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