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39 Indice degli inserzionisti Editoriale - SIP: il futuro è in coda di Paolo Nuti Posta. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. News. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Libri. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. Peis - La posta elettronica in Italia di Corrado Ciustozzi IntelliGIOCHI - Il Computer racconta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . di Corrado Ciustozzi MC giochi: recensioni ....•.........•.............................

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Atari 520 ST - di Maurizio Bergami . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 60 Ashton Tate dBASE 11I- di Francesco Petroni 68 QL Toolkit - di Raffaello De Masi 76 Voice Master - processore di voce per C-64 _. 80 di Tommaso Pantuso Chalk Board Power Pad per C-64 84 di Tommaso Pantuso

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Grafica - di Francesco Petroni

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L'eliminazione delle linee nascoste

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MCmicrocomputer

n. 46 (numerazione editoriale)


nel disegno di solidi convessi Appunti di Informatica - di Andrea de Prisco 93 La struttura di un calcolatore la simulazione - di Va/ter Di Dio 101 Assembler 8086/8088 - di Pier/uigi Panunzi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 107 Caratteristiche e diversitĂ VIC da zero + 64 - di Tommaso Pantuso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 112 Riconfigurazione del sistema TuttoSpectrum - di Fabio Schiattare//a 116 Il linguaggio macchina sullo Spectrum (IV)

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MSX - a cura di Maurizio Bergami. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 122 Apple - a cura di Va/ter Di Dio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 129 C-64 - a cura di Tommaso Pantuso 135 VIC - a cura di Tommaso Pantuso 142 Spectrum - a cura di Maurizio Bergami 146 Sharp PC-1500 - a cura di Fabio Marzocca 153 MBASIC - a cura di Pier/uigi Panunzi 158 Out e Wait CP/M - a cura di Pier/uigi Panunzi 160 Le funzioni del BDOS

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Guidacomputer . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 163 Micromarket - micromeeting 183 Microtrade 191 Moduli per abbonamenti - arretrati - annunci 193

novembre 1985

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INDICE DEGLI INSERZIONISTI 133

46 159 15/17

13 120/121 67

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ACS - Via Nonagualdaria

24 - 47031 Cailungo

Repubblica

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San Marino Ampex Italiana - Via Riccardo Gigante 4 ~ 00 143 Roma Armonia - V.le Carducci 5 - 310 15 Conegltano Veneto Bit Computers - Via F. Domiziano IO - 00145 Roma Cafco - Via Roggiuzzole I - 33170 Pordenone Canon Italia - Via dell'Industria 13 - 37012 Bussolengo (VR) CBS - Via Comelico 3 - 20135 Milano Compsoft - PLC - Hallams Court, Shampley Green, Surrey,

G.B. 152 16

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APPLE-minus le minuscole per Apple Il M/i: Eprom programmata per Apple Il delle nuove serie (rev. 7 e successive) L 30.000 M/2: Eprom programmata per Apple Il delle serie precedenti lo 7 + circuitostampato + 2 zoccoli 24 pin + 1 zoccolo 16 pin L 40.000 M/3: come il I~itM/2, basetta montata e collaudata L 55.000 Descrizione: MC n. 3 - 4 - 5 - 7

187

57 47 186 115

25 II cop.l3 169 182 100 145 IO/Il 78/79

22 16 179

TAVOLETTA GP.AFlCA per Apple Il Sicollega allo zoccolo dei paddle dell'Apple Il e consente di disegnare sullo schermo in alta risoluzione. È fornita montata, calibrata e collaudata; è compreso il piano di lavoro con il menu su foglio di cartoncino plastificato e un minifloppy con tutto il software,sia in Applesoft sia compilato. L 215.000 DescrIzIone: MC n. 8 - 9 - 10 - 11 - 13

VlC- TRiSLOT per VlC-20 Si collega allo slot del VlC-20 e consente di installare tre cartucce.È costituitoda un circuitostampato doppia faccia suvetronite, con fori metallizzati e pettine dorato, tre connettori (già saldati) professionali con contatti dorati per l'inserimento delle schede, piedini sulfondo della basetta. L 60.000 Descrlz:lone: Me n. 16

EPROM per Commodore MPS-801 set di caratteri con discendenti Si sostituisceal generatore di caratteri della stampante Commodore MPS-801 per migliorare lo leggibilità della scrittura. L 40.000 Descrizione: MC n. 41

Per acquistare I nostri Idt: Il pagomenro può essere effetruoto tramite conro corrente postale n. 14414007 inrestoto o Technimedio s.r.l., o voglio postale, o tramite assegno di c/c bancario o circolare inrestoto o Techimedio s.r.l. N.O.Specificare nell'ordine (indicando il numero di pol1ira NA) se si desidera ricevere lo farrura.

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98/99 106 181

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Computer House - Via Secchi 28/b - 42100 Reggio Emilia Computer House - Via Ripamonti 194 - 20141 Mliano Computerline - Via U. Comandini 49 - 00173 Roma Computron - Largo Forano 718 Roma Condor Informatics Italia - C.so G. Ferraris 34 - 13100 Vercelli Cosmic - Via Viggiano 70 - 00187 Roma C. Raggio - Via Spinelli 8 - 56030 Perignano (PI) Data Base - V.le Legioni Romane 5 - 20147 Milano Datamatic - Via Volturno 46 - 20124 Milano Datatec - Via M. Boldetti 27/29 - 00162 Roma Delin - Via Casentino 22 - 50127 Firenze Digitek Computer - Via Valli 28 - 42100 Bagnolo in Piano (RE) Disitaco - Via Poggio Moiano 34/C - 00199 Roma Ditron - V.le Certosa 138 - 20156 Milano Editsi - Via Pascoli 55 - 20133 Milano Electronic Devices - Via Ubaldo Comandini 49 - 00173 (RM) Electronic Service - Via Giovanni di Balduccio 5 - 56100 Pisa Elettronica Centostelle - Via Cento Stelle 5/B - 50137 Firenze Emmepi Computers - Via Accademia dei Virtuosi 7 - 00147 Roma Ericsson Sistemi - Via Elio Vittorini 129 - 00144 Roma ETP - Via del Macao 4 - 00185 Roma Exposer - Via del Rossellino 9/B - 50047 Prato (FI) Fourmaster - Via Pelizzari 28 - 20059 Vimercate (M I) Francomputer - C.so Fogazzaro 139 - Vicenza Franco Muzzio & C. Editore - Via Makallè 73 - 35138 Padova GiErre Informatica - Via Umbria 36 - 42100 Reggio Emilia Goblin Club - Via Garibaldi 46 - 52027 San Giovanni V.no

(AR) Golden Computer - Via Dante Alighieri 60 - 00040 Pomezia (RM) Gruppo Compushop - Via Nomentana 265/273 - 00161 Roma 20 Gruppo Editoriale Jackson - Via Rosellini 12 - 20124 Milano 35/92 Honeywell ISI - Via Vida Il - 20127 Milano 109 IBM Italia - Via Fara 35 - 20124 Milano 86/87 Isfo - Via F. Domiziano IO - 00145 Roma 119 Juki (Europe) - Eiffestr 74 - 2000 Amburgo 26 - Germ. Occ. 12 La Casa del Computer - Via della Misericordia 84 - 56025 162 Pontedera (PI) 191 Magneto Plast - Via Leida 8 - 37135 Verona 55 Mannesmann Tally - Via Cadamosto 3 - 20094 Corsico (M I) 36/37 Masson Italia Editori - Via G. Pascoli 55 - 20133 Milano 30 Mastertronic - V.le Aguggiari 62/a - 21100 Varese III/IV cop. Melchioni - Via P. Colletta 37 - 20135 Milano 184/185 Memorex - Via Ciro Menotti 14 - 20129 Milano 134 Metromarket - Via Economo 5a - 34123 Trieste 32 Microstar - Via Aldo Manuzio 15 - 20124 Milano 24 Mipeco - Via delle Balear; 228 - Ostia 33 NCR Corporation - V.le Cassa la 22 - 20143 Milano 172/173 Olivetti - Via Meravigli 12 - 20123 Milano 58/59 Olivetti Accessori - Strada Volpiano 53 - 10040 Leini (TO) 83 P.E.G. - Via Quintino Sella 15 - 50136 Firenze 28/29 Philips - P.zza 4 Novembre 3 - 20124 Milano 192 Porta Portese - Via di Porta Maggiore 95 - 00185 Roma 38 Prandini - Via Dante 30 - 45030 Castelnuovo Bariano (RO) 2I Quasar - 13050 Pratrivero (VC) 31/157 Rebit Computer (divisione della G.B.C.) - V.le Matteotti 66 20092 Cinisello Balsamo (MI) Sandy Personal Computer Products - Via Monterosa 22 51 20030 Senago (MI) Sanyo Italiana - V.le Vittorio Veneto 22 - 20124 Milano 27 Silverstar - Via dei Gracchi 20 - 20146 Milano 19 Softcom - Via Paolini Il - 10138 Torino 29 Sperry - Via Pola 9- 20124 Milano 110/111 Sumus - Via San Gallo 16/r - 50129 Firenze 14 SVPT - Via Val Cristallina 3 - 00141 Roma 141 Telav International - Via L. Da Vinci 43 - 20090 Trezzano SIN 26 (MI) 188/189 Telcom - Via M. Civitali 75 - 20148 Milano 97 Tiber - Via Madonna del Riposo 27 - 00165 Roma 18

MCmicrocomputer

n. 46 - novembre

1985


Anno V - numero 46 novembre 1985 L.4.500

SIP: il futuro è in coda «Vorrei stipulare un contratto di utenza per trasmissione dati su li"ea commutata. Quanto mi costa?». «Benissimo» risponde la mia interlocutrice, una gentilissima signora di mezza età dell'ufficio utenze affari della sede SIP competente per zona, «a quanti Baud?». «300», rispondo io. «Ah dunque, ci sono le spese di installazione e l'anticipo sui consumi, circa 340.000 lire; il canone bimestrale di 33.000 lire per la concessione ministeriale trasmissione dati e 48.000 lire di noleggio e manutenzione del modem. Quali sono i due punti da collegare ?». «Beh, ecco, uno è casa mia, l'altro non saprei. Dipende da chi mi chiama o da chi chiamo io». «No, guardi, la trasmissione dati avviene sempre tra due punti, per esempio la vostra sede ed un centro di elaborazione dati, due sedi periferiche, uno studio legale e la Cassazione, eccetera», mi risponde, documentatissima la gentile interlocutrice. «Capisco, però io vorrei impiantare, con tutti i crismi della legalità, un piccolo Computer Bollettin Board e non so a priori chi telefonerà al mio computer e da dove». «Ah, guardi, le spiego, quando lei ci chiede una linea trasmissione dati, noi dobbiamo verificare la qualità del collegamento tra i due punti. Per esempio (tira fuori un modulo quadrettato), in questo caso ...». «S,: daccordo, ma io vorrei costituire un Computer Bollettin Board, quindi di punti ce !le ho uno solo». Palesemente perplessa, la mia inter/ocutrice esclama: «E un caso nuovo, non saprei, vado a parlare con il funzionario». Dopo qualche minuto, vengo ammesso alla presenza del funzionario, che, se possibile con ancor maggior gentilezza, mi dice: «Non c'è problema, abbiamo già effettuato altre installazioni del genere, può benissimo chiedere /'installazione in una sola sede». «Bene», rispondo rinfrancato e soddisfatto, adesso c'è solo da capire a quanto ammonta il solo canone di concessione e manutenzione, perché come modem vorrei usarne uno di mia proprietà». «Non è possibile». «Come, non è possibile, sarà come per il telefono, basta che sia omologato e paghi il canone di manutenzione ...». «No, perché in base alla convenzione stipulata tra lo Stato Italiano e la SIP, la nostra società ha l'esclusiva per la realizzazione e la gestione di reti di trasmissione dati sul territorio italiano». «Per le reti, appunto, ma io non voglio costruire una rete, anzi vorrei proprio usare la rete SIP, di mio vorrei metterci solo il telefono, anzi il modem». «Dunque, guardi, vede queste fotocopie, stavo proprio studiando il problema; mi lasci il telefono, la richiamo domani». E il giorno dopo arriva puntuale la telefonata del solerte funzionario: «Dunque, come le dicevo, la SI P ha l'esclusiva per la rete fino alle apparecchiature terminali di utente e qui c'è una noticina che specifica che è da considerarsi compreso tra le apparecchfature di utente anche il modem. Però non si preoccupi, è sufficiente che lei mi indichi marca e modello del modem da lei desiderato, e, se è omologato, glielo possiamo senz'altro installare». Ci manca solo di dover noleggiare anche il computer e saremmo a posto. Certo, il noleggio delle apparecchiature ausiliarie (telefoni addizionali, segreterie telefoniche ed ora anche modem) è un bell'affare. Mi chiedo però se non sarebbe più aderente alle funzioni istituzionali della SI P concentrare /'impegno sulle reti, più che sul noleggio degli accessori. Magari lo preferirebbero anche le persone che un 'ora prima facevano disordinatamente la fila per ritirare il numerino per essere ammessi a chiedere il telefono. Per loro, nonostante lo slogan «SIP, ilfuturo è in linea», per il momento ilfuturo è in coda. Nel frattempo modem acustici e modem pirata ad accoppiamento diretto si diffondono senza andare a vedere troppo per il sottile. Paolo Nuti

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Direttore: Paolo Nuti Condirettore: Marco Marinacci Ricerca e sviluppo: Bo Arnklit Collaboratori: Maurizio Bergami, Raffaello De Masi, Andrea de Prisco, Valter Di Dio, Corrado Giustozzi, Fabio Marzocca, Tommaso Pantuso, Pierluigi Panunzi, Francesco Petroni, Fabio Schiattarella, Pietro Tasso Segreteria di redazione: Paola Pujia (responsabile), Giovanna Molinari Roberto Rubino Grafica e impaginazione: Roberto Saltarelli Grafica copertina: Studio Azeta - Roma Fotografia: Dario Tassa Amministrazione: Maurizio Ramag1ia (responsabile) Anna Rita Fratini, Pina Salvatore Abbonamenti ed arretrati: Matteo Piemontese Direttore Responsabile: Marco Marinacci MCmicrocomputer è una pubblicazione Technimedia, Via Carlo Perrier 9,00157 Roma. Tel. 06/4513931·4515524 Registrazione del Tribunale di Roma n. 298/81 de))"1 I agosto 1981 ©Copyrighl Technimedia s.r.l. Tutti i diritti riservati. Manoscritti e foto originali, anche se non pubblicati, non si restituiscono ed è vietata la riproduzione. seppure parziale di testi e fotografie.

Pubblicità: Technimedia, Via Carlo Perrier 9, 00157 Roma, Tel. 06/4513931 - 4515524 Produzione pubblicitaria: Cesare Veneziani, segreteria: Gina Principi Abbonamento a 12 numeri: Italia L. 45.000; Europa e paesi del bacino mediterraneo (spedizione via aerea) L. 89.000 Americhe. Giappone, Asia etc_ L. 125.000 (spedizione via aerea). C/c postale n. 14414007 intestato a: Technimedia s.r.l. Via Carlo Perrier, 9 00157 Roma Composizione e fotolito: Fotocomposer Sud, Via Quano Negroni. 15/17 00040 Ariccia (RM) Stampa:

Grafiche P.F.G., Via Traspontina 46/48 . 00040 Ariccia (Roma) Zona Industriale Nettunense Concessionaria per la distribuzione: PaTTini & C. - Roma - P.zza Indipendenza I Ib· Tel. 4940841.

1985 - Anno V novembre n. 11, mensile

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MCmicrocomputer

Associato USPI

n. 46·- novembre 1985


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MSX. Metodi pratici Jacques Boisgontier pagine 215, 17 x24 brossura cucita ISBN 88.7688.218.9 Lit. 21.000

Il testo è diretto a coloro che hanno già una conoscnza del Basic e che desiderano approfondirla utilizzando un computer MSX. Attraverso brevi note introduttive di ogni capitolo il lettore potrà apprendere rapidamente la parte teorica, sperimentando quindi in numerosi programmi esemplificativi di diversi aspelli pratici. Oltre a presentare il computer, il testo affronta i seguenti argomenti: istruzioni elementari, trattamento dei dati, suddivisione dei programmi, fWlZioni, numeri causali e orologio (clock), accesso diretto alla memoria, errori, grafica e suono, i file sequenziali. I programmi sono invece divisi in giochi, gestione e grafica.

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Chiavi per Lotus 1-2-3 Jean-Louis Marx, Alain Thibault pagine 184, 15x21 legatura ad anelli ISBN 88.7688.403.3 Lit.20.ooo

Lotus 1-2-3 è uno dei pacchetti integrati più famosi e utilizzati; esso ingloba un programma di grafica, un foglio elettronico, un database. Chi lo possiede e vuole utilizzarlo al meglio si trova dunque a dover assimilare numerosissime istruzioni e memorizzare molti comandi. Il problema che presentiamo ha lo scopo di costituire un prontuario per il rapido reperimento delle istruzioni specifiche del Lotus 1-2-3, in modo che anche un improvviso vuoto di memoria o un dubbio di esecuzione possono essere superate con celerità. Ovviamente tutte le nozioni sono presentate in modo conciso, anche se sono esaurienti e corredate sovente da semplici esempi sviluppati a scopo didattico. Il volume non vuole e non può dunque sostituire il manuale, ma affiancarsi utilmente ad esso.


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....dove il personal cresce Per poter sfruttare convenientemente le sempre più sofisticate prestazioni dei personal computer delle u~ime generazioni, è necessario essere correttamente informati sulle loro potenzialità. Fornire agli utenti la corretta informazione sui personal è la nostra filosofia aziendale, e i numeri della nostra crescita ci danno ragione: il personale ha superato le cinquanta unità, i punti vendita diretti e affiliati a Roma e nel Lazio sono saliti a dieci, il fatturato di gruppo supererà nel 1985 i dieci miliardi di lire. Fatturato 10000 9000 8000 7000 6000 5000 1.000 JOOO

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legge! il secondo problema è ... tutto tuo: prestare lavoro in una organizzazione come la nostra non sarebbe in alinvece cun modo sostitutivo di un corso unidell'Università? versitario qualunque. Dal "parco lettoCara redazione, sono disperato: ho ri ••provengono, comunque, molti degli 19 anni e ho f1n1toquesto anno 11 11ceo attuali collaboratori di Me, partiti con scient1f1co conseguendo la sospirata una sufficiente preparazione di base maturità,. Ora, dovendo iscrivermi al· che, ovviamente, è andata affinando si l'Università" mi ero orientato verso con l'esperienza. l'in vormatica ma, almeno qui a Roma, m.m.

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ho scoperto che non solo non esiste la facoltà spec1f1ca,ma che anche l'indirizzo informatico da prendere dopo matematica non tìmziona neanche troppo bene. Orala mia richiesta èquesta: sarebbe possib11efare un periodo di apprendistato, ovviamente gratui· tamente, presso ungiornale come11vostro? Voglio dire, potrebbe 11 vostro giornale ((prendereI!dei ragazzi eintrodurli nel mondo dell'informatica ma· gari facendoli collaborare a.11a recen· sione dei computer, dei programmi, dei videogiochi. In sostanza, sene aveste bisogno, potrei dare una mano in redazione e nel frattempo imparare qualche cosa di veramente utile per 11 futuro. So benissimo che voi non siete una agenzia di collocamento ma io chiedo solamente di imparare senza farvi spendere niente. Grazie. Enrico Ferrari - Roma

Quello che chiedi non è possibile. I problemi fondamentali sono due: pri· mo, gli "stage ••(cosi si chiamano) sono prestazioni di lavoro e come tali sono regolamentati, nel senso che devono essere retribuiti e ufficializzati, ad esempio anche per quello che riguarda la prevenzione degli1nfortuni: prende· re uno e metterlo a lavorare senza pa· garlo non significa fargli un piacere e insegnarli delle cose, significa sfrut· tarlo e imbrogliare andando contro la

Lunga vita al QL! Unhobbista che si diverte a fare pro· grammipiù omeno complessi oltre che a usare 11proprio computer per giocare, e che soprattutto deve acquistare un computer che deve usare per almeno due o tre a.n:n.i prima di dover10 vendere perchè è morto, può rivolgere la sua attenzione sul QL della Sinc1a.ir? Vi prego di risponderè sinceramente sulle possib1l1tà,di m ercato attua.l1efuture di tale macchina: già,che ci sono,

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sareste dispostl aa aprire una rubrica per 11 software del QLprodotto dai vostri1ettori? Vi ringrazio per l'attenzio· ne che spero vorrete prestare a questa lettera e vifaccio tanti auguriperchè1a vostra rivista. possa continuare sempre ai livelli attua.l1 Roberto Fogliasso - Collegno (TO)

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m.m.

Chi ce l'ha con gli MSX? Sono un ragazzo di 16 anni e un vostro affezionato lettore. Mi rivolgo a voi per esporre dei fatti oontraddittori nei oonfronti dei oomputer MSX. Posseggo da giugno il Sony HB75P, di oui sono ampiamente soddisfatto, reoentemente ho iniziato a oomprare quasi tutte le riviste di software MSX; leggendo la posta su una rivista di settembre, partioo1armente impegnata sul fronte degli MSX, ho letto di unaprotesta di un possessore di un C·64 di oui riporto la oritioa rivolta agli MSX: "ma

voi avete una fissa sul oomputer MSX; i oomputer MSX, oltre al software, non valgono niente!!! La Speotravideo safare solo ed eso1usivamentejoystiok!!!". Dopo aver letto oiò, manoava pooo ohe non oi rimanessi secco dallo shook! Questanon e l'unioa lettera oheho letto ohe degrada in questo modo gli MSX, ma e oertamente la più idiota! Coinoidenza, gli autori di queste lettere di oui ho avuto oooasionedi leggere sono tutti possessori di C-64. Vorreipar1arvipoi di un oertoMassimo Giuliana, di oui ritengo inutili le presentazioni. Una rivista di oomputer 10 ha intervistato aproposito degli MSX; questi afferma ohe, oontrariamente a quello oheera stato oonsiderato l'appeal prinoipale del sistema, i oomputer MSX non sono totalmente oompatibili. Su questo punto 0'13 del vero, ma io non oonosoonessuno, ino1uso me stesso, ohe abbia avuto problemi diinoompatibilità sia hardware ohe software utilizzando periferiohe di diverse marohe e faoendo girare programmi prodotti e oommeroializzati da altrettante marohe! SeoondoMassimo Giuliana l'avvento degli MSX non può oheoreare oonfusione; questa affermazione e inoredibile in quanto nessuno, eooettolui e i suoi "seguaoi", mette in disoussione la sopravvivenza dell'attuale standard nei prossimi anni dato ohe qualsiasi programma della prima generazione

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può girare su MSX2 dando modo all'attuale o futuro utente di MSX1 dipoter oambiare maoohina utilizzando 10 stesso software. Dopo queste oonvinzioni il direttore generale della Sirius termina la sua intervista sfogandosi e dioendo addirittura ohe e più standard il C-64 ohe l'MSX! Questa e oertamente una lettera di protesta nei oonfronti di una determinatafasoia di "persone", ma vorrei speoialmente un vostro.parere su questi fatti ohe vi ho proposto eil peroh e molta gente non aooetta gli MSX. Enrioo Ghiringhelli

Sull'idiozia della lettera citata non c'è da discutere. Mi sarebbe piaciuto sapere che cosa la rivista in questione ha risposto al suo lettore. Non è vero nè che gli MSX non valgano niente a parte il software (ammesso pure, ti sembra poco?), nè che la Spectravideo sappia fare solo joystick. Se la rivista è, come dici, particolarmente impegnata sul fronte MSX, avrà saputo rispondergli, speriamo. Quanto aMassimo Giuliana, intervistato in quell'occasione proprio da chi cura le relazioni esterne della Sirius, le affermazioni che tu riporti sono certamente strane; nel resto dell'intervista, peraltro, dice molte cose sensate. Se per totale compatibilità intende che ... una macchina deve poter entrare nell'imballo dell'altra, allora ha ragione, gli MSX non sono totalmente compatibili. Concordo invece perfettamente con te sul fatto che non vi sono pro blemi nel "mescolare ••macchine e periferiche; noi lo abbiamo fatto più volte nelle nostre prove, non solo per verificare la compatibilità ma anche, spesso, per comodità e per necessità. Certo la tastiera Yamaha funziona solo con il computer Yamaha, ma si sa benissimo ed è perfettamente normale visto che si tratta di un aspetto che è al di fuori (non contro, bada bene) dello standard MSX. Ma il drive Philips funziona benissimo con la consolle Yamaha, le cartucce non danno problemi da una macchina.all'altra e cosi via. L'avvento degli MSX creerebbe solo confusione? E perchè? L'"operazione ••MSX è stata ed è condotta dai giapponesi con graI!de pro· fessionalità e responsabilità. E un'impresa difficile, come lo stesso Giuliana giustamente sottolinea, proprio perché costoro si trovano in pratica, loro malgrado, a dover "combattere" contro una Commodore che vanta già un enorme parco macchine installato. L'introduzione dell'MSX2 è stata fatta, a mio avviso, nella maniera meno "disturbante ••possibile, fermo restando che l'annuncio di nuove versioni qualche turbamento lo porta sempre. Anche in italla, devo dire, gli operatori dell'MSX stanno cercando di comportarsi, in maggioranza, nella maniera più responsabile, il che fa ben sperare. Tornando alle affermazioni di cui discutiamo, infine, dire che il 64 è più standard dell'MSX credo sia una battuta di spirito ... m.m. MCmicrocomputer n. 46 - novembre 1985


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MSX Italia: dov'era? Dal lO al 13 ottobre si è tenuta la mostra Microelettronica '85, a Vicenza. Nel suo ambito era stata annunciata, con grande pompa, MSX Italia, che avrebbe dovuto essere «la prima e unica mostra nazionale» dedicata al mondo MSX. La mostra Microelettronica era molto interessante e gradevole, grazie anche ai padiglioni della Fiera di Vicenza estremamente accoglienti. Peccato, però, che MSX Italia fosse limitata in pratica alla presenza della sola Comtrad, con gli Spectravideo, alla quale si aggiungevano solo i (non particolarmente significativi, absit iniuria verbis!) Fenner e Goldstar: neanche l'ombra dei «tutti tranne Yashica», che invece sarebbero stati presenti secondo il numero, in distribuzione nel periodo della mostra, di EG Computers che aveva promosso e organizzato MSX Italia nell'ambito della Microelettronica '85 (era infatti ad EG Computers, e non all'Ente Fiera di Vicenza, che bisognava rivolgersi, secondo la pubblicità, per informazioni). Che una mostra salti, pazienza, può succedere: ma sarebbe stato opportuno, oltre che corretto, che la casa editrice JCE avesse avvertito i partecipanti a MSX Italia (almeno per quanto ci riguarda) che, probabilmente, avrebbero evitato volentieri di partecipare ad una mostra (Microelettronica, non MSX Italia!) che ... non li riguardava. m.m.

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III Congresso Nazionale Computer ed Educazione dell'Handicappato Napoli 29 e 30 novembre 1985

La manifestazione, organizzata dall' Associazione Agorà Circo della Cultura, si terrà nelle sale del Castel dell'Ovo e, poco dopo metà ottobre, sono stati già superati i 500 iscritti. Uno degli obiettivi è quello di individuare possibilità e limiti del computer a sostegno dei vari tipi di handicap: per questo un ampio spazio è riservato all'esposizione di casi concreti, con esperienze condotte in Italia e all'estero sulla applicazione pratica delle nuove tecnologie informatiche per l'educazione e il de-isolamento sociale del portatore di handicap. Fra queste esperienze sarà mostrata anche quella di David Borello, di cui i nostri lettori conoscono il caso essendosene parlato diffusamente nel numero 36, del dicembre scorso. David può muovere solo parzialmente la testa e comunica con il mondo azionando la tastiera di un computer. Con questo sistema a giugno si è diplomato perito elettronico, segno evidente che il modo di esprimersi, sia pure con innegabile sforzo, lo ha trovato e che per lui il computer è stato non utile, fondamentale. Sul suo caso (che ha origine da un errore medico) relazioneranno i professori Tarro (neurologo e virologo) e Pantellini (biologo). Sono previsti autorevoli interventi, anche nel settore del computer nell'insegnamento e nella scuola. Per quanto possibile, relazioneremo sui risultati del convegno; nel frattempo, desideriamo invitare tutti coloro che sono a conoscenza di esperienze significative o che hanno la possibilità di divulgare utili informazioni sull'argomento a farei pervenire i loro contributi. Per ulteriori informazioni sul Congresso ci si può rivolgere alla Sede nazionale di Agorà, in P.le della Porta al Prato 34-35, 50123 Firenze (0551215113). m. m.

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Cromenco serie «X», nuovi sistemi a 32 bit Il CO.N.I.A., Consorzio Nazionale per l'Informatica annuncia la nuova linea dei super Micro 'Cromenco Serie «X», si tr~tta di sistemi che adottano il sistema operatIvo Unix e si presentano in configurazioni a partire da I Mbyte di Ram, 50 Mbyte di memoria di massa e 9 porte senali per il collegamento di terminali video e stampanti. Tutti i sistemi sono dotati di processore a 32 bit MC-68010, di Virtual Memory Manager, di controller di I/O con micropro~ssori dedicati e di cache memory; presentano inoltre la possibilità di essere espansi sino a 16 o 32 posti di lavoro. La Ram può arrivare sino a 16 Mbyte e la memoria di massa può superare l Gbyte. L'hardware Cromenco è progettato osservando degli standard ben definiti: controller ST-506 e SMD, interfacce RS 232, IEE-488 e Centronics; protocolli di rete Ethernet e tool di comunicazione (3270, X 25, SNA/SDLC ecc.) verso mainframe e

Più velocità al disk drive 1541 per Commodore 64 con il Turbo Disk 64 Tanto per non lasciarsi ingannare dal titolo, precisiamo che non si tratta semplicemente di un tool (su eprom) che ha il solo scopo di aumentare di cinque volte la velocità di gestione del disk drive. Con esso infatti la macchina viene dotata di un cospicuo insieme di utility che consentono una gestione più comoda dei file. In esso troviamo infatti routine di copia di interi dischi o di parti di essi insieme alla possibilità di formattazione veloce e altro come la visualizzazione dinamica della directory, alcuni nuovi comandi per il Dos ed un monitor L/M. Tutte le routine sono gestite da tre menu richiamabili la cui abilitazione avviene per mezzo della pressione del tasto «1:». Il tool è posto su un eprom situata su di una scheda che viene inserita nella porta di espansione della macchina e non viene sottratta memoria all'utente. La casa dota il prodotto di un anno di garanzia.

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Nixdorf/35 : un nuovo mini in Unix

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In una conferenza stampa svoltasi a Vienna il 4 ottobre, la Nixdorf ha presentato il suo nuovo modello /35, della famiglia «Targon» di sistemi Unix. Il modello /35 ha una velocità operativa di 3,2 MIPS; a seconda della applicazione può supportare sino a 120 utenti interattivi, con processori di I/O dedicati. Una caratteristica essenziale di questo modello, alla base della potenza del sistema, è costituita dall'architettura RISC, sviluppata presso l'università di Stanford. RISC è l'acronimo di Reduced Instruction Set Computer, ed indica una struttura che permette di sostituire istruzioni complesse con un set di istruzioni semplici e veloci. In versione base il modello /35 comprende la CPU con memoria cache, 4 Mbyte di memoria centrale, un processore terminale, un processore di I/O ed uno di servizio, un 'unità a dischi da 415 Mbyte, uno streamer di backup, la consolle video ed il sistema operativo Unix. Il prezzo è di 650.000 marchi tedeschi. Nell'ambito della stessa conferenza è stata annunciata la sigla di un accordo con la BASF per la fornitura di quattro modelli d: unità centrale per la famiglia di sistemi compatibili 8890. Tali prodotti, integrati con componenti di produzione Nixdorf, saranno venduti, installati ed assistiti direttamente dalla casa di Padrborn, sotto il propno nome. Per ulteriori informazioni: Nixdorf Computer S.p.a. Via Piranesi, 37 - 20137 Milano

La ASEM di Udine costruisce (in Italia) un compatibile PC IBM (che, per ragioni di tempo, non era stato incluso nella nostra prova sul numero 44). A questo si affianca una linea di schede di interfaccia, espansioni di memoria e buffer utilizzabili, ovviamente, anche sugli altri compatibili. Completano la produzione espansioni e interfacce grafiche per Macintosh. Particolarmente interessante, per quest'ultimo, l'espansione a 512 K, al prezzo di lire 700.000. La distribuzione dei prodotti ASEM per Lazio e Umbria è stata recentemente acquisita dalla ISFO di Roma (Via L. Da Vinci 89,00145 Roma).

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Turbo DOS per Commodore 64 La Computerhouse distribuisce in Italia la cartuccia Turbo Dos per Commodore 64 e disk drive 1541. Il Turbo Dos si inserisce semplicemente nella porta per le cartucce del Commodore 64, aumenta di sei volte la velocità del caricamento da disco ed è compatibile con la quasi totalità dei programmI.

Inoltre semplifica i comandi Basic necessari per accedere al drive, rende sempre disponibile un copiatore selettivo ed incorpora un monitor residente che permette di lavorare facilmente in linguaggio macchina.

Tutto questo, senza utilizzare neppure un byte di RAM. Il costo della cartuccia, completa di manuali in italiano, è di 42.000 lire più IVA. Per ulteriori informazioni: Computerhouse, Via Secchi 28/b 42100 Reggio Emilia

Accordo Apple-Digital Research per il GEM A seguito della minaccia, da parte della Apple, di una azione legale per violazione di copyright riguardante il G EM, il front end grafico sviluppato dalla Oigital Research praticamente identico a quello del Macintosh, la OR si è dichiarata d'accordo per una soluzione consensuale ed ha annunciato l'avvio di modifiche al G EM, che riguarderanno il funzionamento e la presentazione sullo schermo. L'accordo fra le due società prevede anche l'impegno da parte della Oigital Research a sviluppare programmi applicativi su prodotti Apple. Intanto la Apple ha chiuso il suo anno fiscale, conclusosi il 30 settembre, con eccellenti risultati. Il fatturato globale è infatti aumentato del 27% rispetto all'anno precedente, passando da 1.515 ad oltre 1.918 milioni di dollari, ed i profitti netti ammontano a 61.223 milioni di dollari. Il fatturato della Apple italiana, come confermato da Sergio Nanni, nuovo Amministratore Delegato, è stato di 63 miliardi. Per ulteriori informazioni: Apple Computer Palazzo Q8. Milanojìori - 20089 Rozzano (MI)

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Arriva in Italia il Dimension North Star

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La North Star Computers ha concluso recentemente un accordo con la R&R Electronics per la distribuzione del Dimension North Star in Italia. Il Dimension è un sistema multi utente che può supportare da due a dodici terminali. Il suo sistema operativo è compatibile con quello del PC I BM, mettendo così a disposizione dell'utente una vasta biblioteca di programmi già esistenti. L'unità centrale in versione base prevede 256K di Ram ed un disco rigido da 15 Mbyte; sono inoltre disponibili numerose opzioni di memoria, uno streamer per il back up su nastro ecc. Per ulteriori informazioni: R& R Electronics S.r.l. Via F.lli Canepa. 94 - /6010 Serra Riccò (GE)

In pochi anni il franchising (o affiliazione commerciale) si è fortemente sviluppato in Italia. Dai 15 sistemi di franchising operanti nel nostro Paese nel 1978 si è passati oggi, secondo i dati dell'AIF (Associazione Italiana del Franchising), ad almeno 170 imprese affilianti con, sempre secondo l'AIF, migliaia di negozi affiliati. In tale ambito e con riferimento al mercato dei personal computer la Bit Computers ha recentemente aggiunto alle proprie attività tradizionali quella del franchising. Rispondendo ad una richiesta sempre crescente di appoggiarsi alle sue strutture tecniche, commerciali e di marketing, l'azienda romana si mette a disposizione di operatori commerciali con strutture essenzialmente piccole e medio-piccole, che desiderino penetrare il mercato in modo più significativo di quello consentito dalla propria specifica consistenza. Anche punti vendita al di fuori del Lazio potranno quindi usufruire dei supporti tecnico, commerciale e pubblicitario, ormai consolidati, dell'impresa affiliante, offrendo ai propri clienti non solo gli stessi prodotti, ma anche la stessa qualità di servizi.

La MTS di Firenze propone agli utenti di Commodore 64 una cartuccia, da inserire sul bus di espansione, dotata di capacità tali da elevare notevolmente le prestazioni della macchina. Uno dei compiti importanti del firmware consiste nell'abilitazione di una gestione veloce del disk drive e del Datassette permesse da routine dedicate. Inoltre, anche l'accesso diretto dell'utente ai dischi è reso più agevole e quindi veloce da un certo numero di comandi abilitati dalla cartuccia. Il tool, contiene anche un rilevante numero di nuovi comandi Basic di aiuto alla programmazione (Auto, Find, Merge, Renum Trace, Old, ecc.), di una routine di copia per nastro e disco e di moltissimi altri comandi di utilità. Come ultimo fiore all'occhiello, una volta inserita la cartuccia, il comando Cent trasforma la user port della macchina in un'uscita Centronics allargando così il campo di utilizzazione del C 64 per quanto riguarda le stampanti. Per ulteriori informazioni: MTS

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In questi ultimi anni il numero di persone che ha preso dimestichezza almeno con un computer domestico è cresciuto di gran lunga e moltissime di queste persone sanno utilizzare, almeno rudimentalmente, il Basic. Il libro presentato, scritto per il Commodore 64 che vanta un grandissimo stuolo di affezionati, introduce il lettore/programmatore ai problemi legati agli argomenti matematici che dall'autore sono considerati di maggiore interesse. Lo scopo fondamentale è quello di permettere la formazione di una logica di base su un argomento che spesso non consente improvvisazioni. Come è nello stile della collana «il piacere del computer» di cui fa parte il libro, gli argomenti sono trattati in modo molto chiaro ed ogni problema è esaminato in tutte le sue parti in maniera sufficientemente vasta. Ciascuno dei listati presentati è sempre preceduto da un paragrafo introduttivo all'argomento in cui vengono illustrate le tecniche impiegate ed alcune note per il corretto uso del programma. Gli argomenti toccati vanno, gradualme.nte, dalla matematica e geometria elementare fino a quella superIore dove vengono forniti listati relativi a studi di funzioni, derivazione, soluzione di equazioni, integrazione numerica ecc. Vista la chiarezza con cui vengono discussi i vari problemi, riteniamo questo libro un valido aiuto a chi voglia apprendere la logica con cui si giunge ad un certo tipo di algoritmo e come esso possa in seguito essere messo in pratica sul proprio Commodore. Tommaso Panluso MCmicrocomputer

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formulazione delle risposte; sono inoltre forniti alcuni trucchi del mestiere per consentire di scoprire quali siano le domande consentite. 1\ capitolo 3 è dedicato ad un programma che, per i possessori di Spectrum, è adventure per antonomasia: l'HOBBIT, della Melbourne House. Questa adventure, che prende il nome dalla prefazione del monumentale «Signore degli Anelli» di Tolkien. Hobbit viene in parte analizzato, evidenziando come un buon gioco ammetta diverse soluzioni, purché strettamente logiche. La sua struttura viene utilizzata come canovaccio per il capitolo successivo, dove vengono insegnate le tecniche di base per con-

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sentire la costruzione di scenari logicamente collegati tra di loro. 1\ capitolo 5, infine (Meet the cast, facciamo la conoscenza degli attori), elenca i possibili incontri (gnomi, elfi, fantasmi, draghi ecc.), i tesori, e le armi disponibili. La parte seconda del libro (cap. 6-15) insegna a costruire una adventure nel modo più naturale e logico: preparandone appunto una, «The eye of the star Warrior». Si parte dalla creazione della storia (la leggenda), per passare alla formazione degli ambienti (in rapporto tridimensionale tra di loro), alla creazione dei nemici (umani), alla fornitura degli accessori, alla creazione dei mostri; un intero capitolo, piuttosto lungo, è dedicato alla fornitura delle armi ed al loro uso. E per combattere contro un mago od un demone? Certo serve a ben poco la spada. Altre armi, allora, di tipo diverso! È finito! 1\ gioco, con qualche ritocco (cap. 15) è pronto. Le appendici riassumono il tutto (istruzioni e listato). II volume, dotato della solita eccellente veste editoriale della Sunshine, è frutto della collaborazione di Bridge (cui si deve la prima parte), redattore di Popular Computing Weekly, e di tal Roy Carnell, disegnatore degli effetti speciali di Guerre Stellari e di Superman, nonché titolare della Carnell Software, produttrice dei famosi «Yolcanic Dungeon» e «Black Crystal». Credo che come referenze siano più che sufficienti.

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è la prima opera completa sulla programmazione del personal computer in 5 volumi. Un'opera diversa e assai più approfondita rispetto a un semplice corso di Basic. Se è vero, infatti, che il Basic fornisce un'utile chiave d'accesso al mondo della programmazione, è altrettanto vero che quest'ultima abbraccia un campo assai più vasto e complesso rispetto al popolare linguaggio. Sistemi Operativi, Unguaggi

di Programmazione,

PASCAl. FORTRAN. COBOl • "C'~.. MS DOS. C/PM • XENIX. UNI X • UCSD

Softwa·

questi I tre cardini su cui si fonda Software, che fornisce tutti gli strumenti teorici, ma soprattutto pratici, per acquisire la padronanza completa del personal computer. Per risolvere, finalmente, i problemi legati all'uso pratico della macchina; per comprenderne le soluzioni applicative piÙ idonee. Ottimo per il principiante, che intende accedere al m-ondo dellinformatica dalla porta principale, ideale per chi desidera approfondirne la conoscenza e acquisire in tal modo una professionalità sempre maggiore. re Applicativo:

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Introduzione alla programmazione Algoritmi e linguaggi J B' ndi e G Clavel . • .10 300 '17x 24 brossura cucIta

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ISBN 88.214.0584.2

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PEIS=== La posta elettronica in Italia di Corrado Giustozzi La di.fJusione della telematica non è solo una moda, ma una reale tendenza ad installare ed utilizzare sempre maggiori servizi nel campo della comunicazione e della gestione di il~formazioni poste in punti fisicamente distanti da quello in cui si opera, Un servizio telematico noto a tutti è quello, ad esempio, per il quale uno studioso può accedere con facilità ad una banca dati posta in un paese straniero per compiere ricerche bibliografìche; se pensiamo che solo pochi anni fa non vi era alternativa al recarsi di persona alla ricerca delle informazioni ci renderemo conto di quanto questo genere di servizi abbia cambiato e stia cambiando a ritmo sempre crescente il nostro modo di vivere e di lavorare. In questo momento la telematica, sempre esistita, ma solo per un 'elite di utenti specialistici, sta diventando una realtà quotidiana per l'uomo della strada; stiamo vivendo l'era della telematica personale. corollario e conseguenza dello sviluppo dell'elaborazione dati personale. Noi di MC, da addetti ai lavori, siamo ovviamente sensibili alle novità di questo settore, ovviamente nell'ottica della rivista che è poi quella dell'appassionato di personal computer e dell'utilizzatore «evoluto» di tecniche e tecnologie informatiche. Abbiamo quindi deciso. dopo un congruo periodo di preparazione. di mettere in cantiere una serie di articoli dedicati alla telematica. dedicandole istituzionalmente quegli spazi di cui molti lettori sentivano la necessità. 11programma è di procedere a due livelli, presentando le opportune attrezzature hardware e software nelle consuete prove ed imbastendo attorno ad esse una serie di articoli sia didattici che di illustrazione dei vari servizi telematici disponibili od accessibili agli utenti italiani. Cominciamo quindi da questo mese ad impostare il discorso sulla telematica. cogliendo l'occasione per presentarvi un interessante servizio da poco disponibile nel nostro paese. Le altre ini::iative seguiranno in breve tempo: intanto, come al solito, ci interesserebbe cOlloscere il vostro parere ed i vostri suggerimenti. MCmicrocomputer

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Pei.\

Il servizio di posta elettronica Cosa sia la posta elettronica è spiegato piuttosto in dettaglio nel riquadro dedicato ai servizi telematici; conviene comunque ricordarlo brevemente. Un servizio di posta elettronica è costituito da una struttura accessibile a più utenti nel quale ogni utente ha a disposizione un «recapito» (mailbox, casella postale) nel quale gli altri utenti possono lasciare dei messaggi. La coda di arrivo nelle varie caselle viene gestita dal sistema, che quindi si occupa di presentare all'utente la situazione aggiornata dei messaggi che lo riguardano, cancella quelli già esaminati e cosi via. Non ha importanza l'ubicazione fisica dell'utente: egli può collegarsi al sistema da qualsiasi località mantenendo in pieno le sue funzionalità operative. Negli USA questo serVIZIO ha una buona diffusione ed un crescente peso commerciale; molte aziende affiancano la posta elettronica al telex, quando addirittura non la preferiscono. Sono cosÌ sorte diverse strutture commerciali in grado di offrire servizi di posta elettronica. Fra queste una delle prime è stata la Generai Electric, il noto colosso multinazionale operante in settori tanto disparati quanto possono es-

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serio la produzione di condizionatori d'aria e quella dei reattori del 747. La GEIS (Generai Electric Information System) era stata fra le )Jrime a costituire una rete di comunicazione privata per supportare l'erogazione di servizi telematici quando questo termine non era stato ancora coniato: ci riferiamo al sistema GEIS time-sharing, operante fin dalla seconda metà degli anni '60. Il pronipote di quella rete è l'attuale Mark 111, che copre tutto il globo e dispone di oltre 800 «porte d'accesso» (gateway o concentra tori) in altrettante località dei cinque continenti. Tramite Mark 111 la GEIS cominciò nel 1970 a fornire un servizio di posta elettronica denominato QuikComm, accessibile dapprima solo negli Stati Uniti poi via via esteso ad altri paesi.

rapidamente formata una società, la PEIS, che ha stipulato un accordo con la Generai Electric per poter distribuire il servizio Quik-Comm sul territorio nazionale. Operante dal giugno di quest'anno in forma iniziale, da settembre in ... piena forma, il servizio offerto dalla PEIS sta guadagnando un certo successo presso il publico, e la lista degli abbonati cresce quasi di giorno in giorno. Il Quik-Comm tra l'altro prevede anche un servizio di Bulletin Board, ed entrambi sono accessibili via PEIS. Uno dei punti di forza del servizio PEIS/Quik-Comm è la sua interessante struttura tariffaria che lo rende in effetti piuttosto conveniente. L'utente paga un canone annuo di abbonamento piuttosto modesto (95.000 lire più I.V.A. al 18%) per avere il diritto di accedere al sistema. Ogni uso del servizio viene poi contabilizzato in funzione del volume di traffico e del tipo di uso. In pratica le varie operazioni hanno ognuna un costo unitario, dipendente dalla loro natura: alcune sono gratuite, altre hanno un costo dipendente dal modo in cui vengono svolte e così via. I costi vengono espressi in unità convenzionali dette ABU (Addebito Base Unitario), che attualmente equivalgono a 16,5 lire (+ I.V.A. al

La PEIS ed il Quik-Comm Quik-Comm in Italia era disponibile sin dal 1978, ma mancavano utenti interessati al servizio. La cosa è perciò rimasta lì, dimenticata da tutti. Qualcuno però ha pensato recentemente che valesse la pena di ritirarla fuori, riproponendo il servizio ad una classe di utenti oramai più «sciolta» e dinamica di quella di sette anni fa: si è così

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cancellazione della password imposww, per ovvi mOlivi di riservalezza, e il «wglio» della parre cenlrale dei messaggi. La prima sessione moslra come si invia un leslo preparalo in precedel1za: il comal1do è TBA (Trammil BAlch). 1/ comando ABU impOSlalOprima della Cl/l1lSlIra della sessione fa si che il sislema slampi prima di chiudere il cosIo in A BUdella sessione slessa. La seconda sessiol1e moslra la rice:iol1e di 1111 meHaggio, in parricolare lo ciwra ... inrervisra elellronica al/"amminislralOre della PEIS AdalberlO Benelli. La callura della sessione in un log-fìle è un 'ulile opzione fornira da molli programmi di comllnica:iol1e: /.allemalil.aèlll1dllml.SIlSlampal1le.col1 lu sval1laggio però che il leslo non è più disponibile ad elaborazioni successive.

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Pe;s

Servizi telematici: cosa sono, cosa fanno Telematica è una parola assai di moda in questi ultimi tempi, e se ne fa un gran parlare sia a proposito che (più spesso) a sproposito. Cosa sia la telematica dovrebbero saperlo tutti: la parola è un brutto francesismo composto dal prefisso «tele-», ossia «lontano» più il suffisso «matica» che sta per informatica, cioè «informazione automatica»: in definitiva informazione automatica a distanza. Con questo termine si indica pertanto tutto l'insieme di dispositivi e programmi che consentono ad un utente di ricevere servizi e svolgere attività di trattamento dell'informazione «a distanza», ossia senza essere fisicamente presente sul luogo dell'azione. Per fare ciò è necessario che sia l'utente che il corrispondente dispongano di un opportuno dispositivo in grado di trasmettere e ricevere dati opportunamente codificati (generalmente un elaboratore o personal o terminale di elaboratore se si tratta di dati numerici) e che entrambe le apparecchiature siano connesse mediante un sistema di trasmissione dati, linea o rete a seconda dei casi. In questo modo ogni sistema «vede» l'altro e scambia con lui le opportune informazioni, come se la connessione fosse diretta: non ha alcuna importanza il fatto che magari i due corrispondenti siano fisicamente distanti centinaia di chilometri. Trasmettere

cosa

Parlando di telematica viene subito in mente il telefono: questo perché la rete telefonica, già costituita ed operante, è il candidato più immediato ed il mezzo più economico per costituire il supporto a molti se non a tutti i servizi telematici (i più sofisticati prevedono opportune reti di interconnessione specificamente realizzate). Parlando di telematica vengono però anche in mente gli elaboratori e la trasmissione di dati numerici; attenzione, questo è solo un aspetto della telematica, non è tutta la telematica. Telematica è anche trasmettere segnali analogici (telescrittura e telemedicina), manipolare informazione di qualsiasi tipo, ivi inclusa la voce e l'immagine (SSTV - in italiano «videolento» - e telefax) e non utilizzare necessariamente le linee telefoniche, ma anche altri canali (televideo). Comunque la maggior parte dei servizi telematici attuali, e sempre più quelli del futuro, prevedono lo scambio di dati numerici fra elaboratori. Questi scambi possono avvenire tra diverse unità facenti parte di uno stesso complesso o fra unità appartenenti a diversi complessi: nel primo caso si parla di Lan (Local Area Network, rete locale), nel secondo genericamente di trasmissione dati. Fra i servizi di questo ultimo tipo alcuni sono ancora a livello sperimentale (home banking, acquisti a distanza, prenotazioni elettroniche) altri sono già consolidati e commercialmente disponibili da tempo: banche dati in linea, servizi di posta elettronica e Bulletin Board. Questi tre servizi possono essere definiti «in linea» perché permettono all'utente di ricevere informazioni aggiornate ed in caso intervenire su di esse o trasmetterne di nuove direttamente.

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Le Banche Dati Quello della banca dati è ovviamente un servizio in un solo verso: il sistema remoto dispone di archivi contenenti informazioni inerenti determinati soggetti e l'utente si collega per selezionare e ricevere informazioni di suo interesse. Il tipo di informazioni dipende dal servizio, e può variare dalle previsioni del tempo ad informazioni bibliografiche, dall'oroscopo alle informazioni sugli spettacoli o sui treni. Banche dati specializzate sono in grado di fornire informazioni scientifiche e tecniche sui soggetti più disparati, e chi si collega può effettuare complesse ricerche sfruttando opportuni operatori per isolare i soggetti di interesse; ad esse si affiancano servizi meno specializzati che danno informazioni di borsa o ritrasmettono messaggi di agenzia, o infine danno ricette di cucina e calcolano il bioritmo. Da noi questi ultimi casi non sono molto diffusi, ma in America già ne esistono diversi di importanza nazionale. Per quanto riguarda invece le banche dati «serie» anche in Italia esistono servizi di grande interesse ed utilità: citiamo a caso l'archivio della Corte Suprema di Cassazione, le Pagine Gialle Elettroniche, il database dell'ESA-IRS di Frascati, quello del CNR, quello della Biblioteca Universitaria di Roma, ma ce ne sono molti altri (e di ognuno di essi contiamo di occuparci in dettaglio nel prossimo futuro). Tipicamente le banche dati sono consultabili in qualunque momento del giorno e della notte; per accedervi è necessario stipulare un contratto con l'ente proprietario del sistema, il quale rilascia un apposito codice di accesso al servizio. Il costo d'uso viene generalmente stabilito in base al numero delle ricerche effettuate e al tempo di utilizzo del sistema; generalmente i servizi sono raggiungibili tramite chiamate urbane a reti dedicate, che evitano costose telefonate interurbane o internazionali. La Posta Elettronica Il servizio di posta elettronica, o Electronic Mailbox come dicono gli americani, è invece tipicamente bidirezionale. L'ente erogatore del servizio mette a disposizione degli utenti una struttura virtuale organizzata a «caselle postali», una per ogni utente. Gli utenti possono scambiarsi messaggi tra loro inviandoli alle opportune caselle: ogni utente viene avvertito dal sistema se esistono messaggi in giacenza per lui, ed ogni messaggio è automaticamente cancellato dal sistema non appena il destinatario lo ha letto. Il sistema stesso garantisce la provenienza del messaggio, corredandolo con l'indicazione della casella che lo ha inviato nonché la data e l'ora di emissione. La struttura della posta elettronica assomiglia come concetto a quella della rete telex, con due indiscutibili vantaggi che lo rendono superiore: innanzi tutto la gestione delle code d'arrivo viene effettuata dal sistema

stesso, e questo rende impossibile per un utente «perdere» un messaggio in arrivo; inoltre il servizio non è legato ad installazioni fisiche stabili, ma può essere effettuato da qualsiasi punto telefonico, avendo ovviamente a disposizione un computer e un modem. Ogni utente può quindi accedere al sistema dovunque si trovi, al limite anche in un paese straniero: questo è di grande utilità ad esempio per corrispondenti commerciali che debbano inviare rapporti alla casa madre durante i propri spostamenti, o per giornalisti che debbano trasmettere i propri pezzi al giornale da varie località. Naturalmente il servizio funziona ventiquattr'ore al giorno e sette giorni la settimana, con un costo tipicamente indipendente dalla località chiamante e stabilito solo mediante tassazione a tempo o a volume di traffico. Come e più delle banche dati i servizi di Electronic Mailbox dispongono di opportune reti dedicate cui si accede tramite gateway o concentratori disposti nelle principali città, cosa che rende il costo della telefonata indipendente dalla distanza e garantisce una buona qualità delle linee. Anche in questo caso per usufruire del servizio è necessario stipulare un contratto con la società erogatrice la quale fornirà l'utente degli opportuni codici di abilitazione all'ingresso nel sistema.

Il CBBS Il Computerized Bulletin Board System (o più brevemente Bulletin Board), infine, è filosoficamente l'esatto opposto della posta elettronica: è un mercatino di piccoli annunci, dove ogni utente che invia un messaggio vuole che sia letto da più persone possibile. Il Bulletin Board in America è diventato un mezzo di incontro e di scambio di esperienze tra programmatori e appassionati di computer, i quali si scambiano i programmi proprio tramite i Bulletin Board tenuti da vari Computer Club. Oltre a questo può servire per diffondere notizie a livello locale, per raccogliere e smistare informazioni in ambiti quali club o associazioni, per organizzare un servizio di scambio o compravendita di oggetti. Benché i CBBS siano solitamente a gestione privata, per non dire amatoriale, spesso funzionano 24 ore su 24, rendendo possibile a chi si vuoi collegare una opportuna scelta della fascia oraria di costo telefonico. Infatti i CBBS generalmente non dispongono di reti dedicate, e vanno chiamati in teleselezione con tutti i problemi del caso (costo e cattiva qualità delle linee). AI contrario dei servizi precedenti l'accesso ai CBBS (quelli privati) è generalmeIlle gratuito; chi si collega viene talvolta richiesto dal sistema di inviare all'operatore un'offerta a discrezione, o lascia qualche programma come «pagamento in natura». Un CBBS un po' particolare è quello messo su negli USA dalla rivista Byte: collegandosi ad esso si possono scaricare i sorgenti dei programmi pubblicati nei vari articoli. È questo un servizio piuttosto interessante reso ai lettori, in quanto così facendo si superano i molti problemi della copiatura di lunghi listati o della incompatibilità dei formati dei Ooppy.

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Per comunicare non basta un modem...

Cosa serve per mettere il proprio personal in grado di comunicare via telefono con i servizi tipo il PEIS o i vari CBBS? Ovviamente servono una linea telefonica ed un modem od un accoppiatore acustico, ma questo non è tutto. Servono infatti altri due oggetti che mettano in grado il computer di pilotare il modem e di portare avanti il colloquio con l'altro corrispondente: un 'interfaccia elettrica verso il modem ed un programma di comunicazioni. Per quanto riguarda l'interfaccia non ci sono molti problemi in quanto la totalità dei dispositivi di comunicazione adotta quella denominata RS 232. Questa scelta è pressoché obbligata dal fatto che il dialogo tra computer e mode m (sia di tipo diretto che ad accoppiamento acustico) deve avvenire in modo bidirezionale, ossia In entrambi i versi. Un'interfaccia di tipo centronics non andrebbe bene in quanto permette un solo verso di trasmissione, precisamente quello dal computer alla periferica: va bene infatti per le stampanti, dove non c'è nulla che «torna indietro» verso il computer. Praticamente ogni computer sul mercato prevede una porta RS 232, di serie od opzionale, e quindi permette virtualmente di collegare un modem. Il problema sorge paradossalmente col cavo di connessione. La RS 232 è infatti uno standard più fittizio che reale, in quanto esistono moltissime alternative in quanto a scelta delle linee di segnale. In teoria bastano tre soli fili per garantire la connessione, ma in pratica i costruttori implementano le soluzioni più disparate per motivi tecnici o di convenienza. Un discorso di ordine generale richiederebbe un articolo intero, e non può essere portato avanti in questa sede; vogliamo solo ricordare che non esiste «un» cavo RS 232 ma esistono «tanti» cavi RS 232, con i collegamenti disposti in modo opportuno a seconda dei segnali previsti dai due dispositivi da collegare. Conviene quindi sempre far riferimento alle istruzioni fornite dai costruttori prima di accingersi ad assemblare (o solo ad acquistare) un cavo: non è detto che un cavo qualsiasi vada bene. Una volta effettuata la connessione elettrica tra computer e dispositivo di comunicazione è necessario effettuare quella tra dispositivo e linea telefonica. Qui sorge un secondo problema, questa volta di carattere legale piuttosto che tecnico. Per motivi piuttosto ragionevoli, infatti, è assolutamente proibito intervenire in qualsiasi modo sulle linee Sip per collegarvi dispositivi elettrici; questo a meno che i collegamenti non vengano fatti da personale autorizzato e gli apparecchi da collegare non siano stati in precedenza omologati dal Ministero delle Poste e Telecomunicazioni. Il motivo di questo divieto è ovvio: interventi maldestri effettuati da persone non esperte potrebbero concludersi con l'invio sulla linea di una bella 220, con esiti facilmente immagina-

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bili. Resta il fatto che a norma di questo regolamento non è possibile collegare un modem alle linee telefoniche se questo non è omologato: e i modem omologati sono pochissimi, quasi introvabili se non attraverso la Sip e per di più molto costosi. A questo punto rimangono due alternative: far finta di niente e attaccarsi lo stesso alla linea (operazione ripetiamo illegale anche perché, oltre a tutto, si evade il canone di concessione ministeriale), o adottare un accoppiatore acustico. Questo dispositivo infatti, al contrario del modem, non è elettricamente connesso alla linea: utilizza invece un accoppiamento di tipo acustico (da qui il nome) realizzato inviando alla normale cornetta dei segnali prodotti da un piccolo altoparlante, e ricevendone i suoni per mezzo di un microfono. In questo modo non si deve manomettere la linea telefonica né l'apparecchio: basta comporre il numero normalmente e quindi appoggiare il microtelefono su di un apposito supporto. Terminate tutte le connessioni «a basso livello» rimane quella più importante: bisogna disporre di un apposito programma che possa pilotare l'hardware (computer + modem) in modo da instaurare e portare avanti correttamente il processo di comunicazione con un altro sistema. Questo perché i parametri che regolano la trasmissione dei dati (i cosiddetti protocolli) sono molti ed ogni sistema ne adotta uno ben preciso: serve quindi un opportuno programma che si incarichi di codificare i dati in uscita nel modo opportuno per il sistema che li dovrà ricevere, e viceversa decodificare quelli in arrivo per renderli disponibili. Oltre a ciò il programma dovrà occuparsi di monitorare l'andamento delle comunicazioni, rilevare eventuali errori di trasmissione e/o ricezione ed in caso prendere gli opportuni provvedimenti, provvedere se richiesto ad effettuare copie dei dati ricevuti o trasmessi su disco o su carta ed infine rendere per quanto possibile automatico tutto il processo per semplificare la vita all'operatore umano. Questi programmi si indicano di solito col termine «Communication Link», in italiano programmi di comunicazione. Ve ne sono diversi in circolazione, alcuni specifici per una macchina altri disponibili in più versioni per macchine diverse. Quasi tutti supportano diversi tipi di protocolli di comunicazione, ed i più sofisticati permettono di definire e memorizzare su disco interi set di parametri in modo da crearsi dei protocolli personalizzati richiamabili in ogni momento con semplicità. Il protocollo più semplice e più diffuso è il cosiddetto Text, spesso definito «no protocol» (nessun protocollo) in quanto in effetti non è un vero e proprio protocollo non presentando nessun tipo di codifica particolare dei dati: si limita a trasmettere e ricevere file in formato ASCII, e quindi non è adatto per lo scambio di programmi in

versione oggetto; i suoi limiti sono molti primo fra tutti quello di non offrire alcu~ controllo di correttezza della trasmissione. E comunque il protocollo più in uso nei sistemi quali i vecchi time/sharing o glt attualt serVIZI di banche dati on-line e po~ta elettronica. Il protocollo più diffuso Invece per la trasmissione di file binari è il recente XMODEM o Christiansen sviluppato da Ward Christiansen propri~ per rendere possibile lo scambio di file binari fra personal computer in sistemi di reti locali o in servizi di Bulletin Board. Questo protocollo prevede che il trasmittente invii il file in «pacchetti» intervallati da opportuni checksum per la rilevazione di errori di trasmissione; il ricevente ricalcola i checksum e li confronta con quelli ricevuti, e se il risultato è differente (sintomo di errore di trasmissione) richiede un nuovo invio del pacchetto in errore; il trasmittente è naturalmente in grado dI rIconoscere e soddisfare questa richiesta, e provvede a trasmettere nuovamente il pacchetto richiesto prima di proseguire nella trasmissione; questo meccanismo conferisce al sistema un alto grado di affidabilità. Caratteristiche oramai usuali di un buon programma di comunicazione sono il controllo del sistema remoto e l'esecuzione automatica di operazioni di servizio quali il log-in o la chiamata/risposta telefonica. el primo caso occorre che le due macchine connesse, tipicamente due personal, siano (o appaiano) uguali, e che il programma di comunicazione sia il medesimo su entrambe: allora l'opzione «remote contro!» permette all'operatore di uno dei due sistemi di avere il completo controllo sull'altro; è quindi possibile impartire comandi su una macchina e farli eseguire sull'altra, come se fossero stati impartiti su quest'ultima. L'autologin consiste nel rispondere automaticamente alle richieste di identificazione che un sistema remoto effettua appena stabilito il collegamento; sfruttando questa opzione il sistema locale è in grado di effettuare automaticamente tutta la procedura di instaurazione del collegamento e attivazione della sessione (in inglese log-in) senza bisogno di interventi manuali da parte dell'operatore, il quale quindi quando ottiene il controllo della macchina si trova in una sessione già correttamente avviata. La chiamata o la risposta telefonica automatica (autodial e autoanswer rispettivamente) prevedono un modem opportuno, In grado di effettuare anche la selezione del numero da chiamare, di riconoscere lo stato della linea telefonica e di rispondere ad una chiamata in arrivo. Disponendo di un modem del genere il programma di comunicazione può incaricarsi direttamente di chiamare il numero richiesto, eventualmente ripetendo automaticamente la chiamata in caso di problemi (numero occupato, linea non disponibile) ed effelluando il login in caso di risposta dal sistema remoto; così l'operatore non deve scomodarsi a fare il numero. AI contrario, il sistema può occuparsi anche di rispondere automaticamente ad una chiamata in arrivo effettuando il riconoscimento del chiamante ed attivando la sessione in caso di login positivo.

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Peis

18%). Un utente quindi paga per quello che fa, non solo per quanto trasmette o riceve. Da notare comunque che esiste un tetto minimo di consumo: ogni collegamento al sistema, indipendentemente dall'aver fatto qualcosa oppure no, costa dieci ABU. Una forma interessante di incentivazione all'uso del servizio è la defalcazione del canone annuo in caso il costo a consumo gli sia effettivamente superiore: in pratica ad un utente che in un anno abbia effettuato traffico per oltre 95.000 lire viene abbuonato il costo del canone e gli viene richiesta solo la differenza oltre le 95.000 lire già versate.

La struttura del Quick-Comm L'accesso al PEIS avviene mediante una normale telefonata diretta al più vicino concentratore Mark 111; questa telefonata generalmente sarà urbana, visto che in Italia vi sono ben 19 gateway situati nei principali capoluoghi. Ricordiamo che una volta guadagnato l'accesso alla Mark l'' tutto quello che c'è «a valle» del concentratore non riguarda la Si p, ma è una rete dedicata, cosa che garantisce la qualità del collegamento non crea problemi di costo delle linee, essendo questi già computati nelle tariffe del servizio (che vedremo più avanti). Per la cronaca il PEIS può essere raggiunto sia a 300 che a 1200 baud, chiamando numeri diversi a seconda della velocità desiderata. Stabilito il collegamento è necessario richiedere al sistema l'attivazione di una sessione Quik-Comm, e quindi rispondere alla richiesta di identificazione fornendo il codice della propria casella ed una password come contro prova ; a questo punto se tutto è andato bene ci si trova in sessione ed appare la coda dei messaggi in giacenza. Cosa si può fare a questo punto? Bene, ovviamente mandare messaggi a qualche altro utente. Le modalità per farlo sono due: si può lavorare online ed offline (in linea e fuori), e la scelta dipende dai gusti personali. Nel modo online la battitura del testo avviene «in diretta», una linea alla volta; per semplificare l'operazione il sistema mette a disposizione dell'utente un semplice editor di riga col quale si può impostare e correggere il testo immesso. AI termine dell'impostazione del messaggio questo viene inoltrato alla casella specificata, cosa che viene confermata dal sistema il quale convalida la trasmissione con un numero di protocollo, data e ora dell'invio e indirizzo della casella di provenienza. Nel modo offline invece l'utente può preparare il testo al di fuori della sessione per mezzo di un normale word procesMCmicrocomputer

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sor, e salvarlo su un file; una volta in sessione richiederà l'invio del file, ed il sistema accetterà il testo come se fosse stato impostato nel modo precedente. Naturalmente il file deve essere salvato in formato ASCII puro, bisogna quindi fare attenzione ad usare alcuni word processor come WordStar che alzano l'ottavo bit di alcuni caratteri per i propri scopi. Il vantaggio dell'invio offline è duplice: da un lato si può preparare un testo con più calma e quindi «rifinirlo» maggiormente, dall'altro la tariffa di invio è minore ed oltretutto si impegnano le linee per meno tempo (teleselezione a parte, anche il TUT non scherza ... ). Uno stesso messaggio può essere inviato circolarmente a più caselle in modo automatico, ossia semplicemente indicando la lista di destinatari senza bisogno di ripetere l'invio

del testo. Un messaggio può anche essere inviato ad una casella e per conoscenza ad un'altra; in particolare ad ogni invio di messaggi si può chiedere una copia per conoscenza alla propria casella, per avere una conferma di ciò che è arrivato al destinatario (oltretutto la copia per conoscenza a se stessi è gratuita). Per leggere messaggi in arrivo basta chiederne la lista col comando L1ST o con lo SCANo La differenza tra i due è che il primo è gratuito, ma cancella il messaggio dalla lista, il secondo non cancella il messaggio ma è a pagamento. I messaggi letti vengono in effetti cancellati solo logicamente, e rimangono sul si tema per cinque giorni prima di venire cancellati fisicamente; entro questo lasso di tempo è possibile' recuperarli col comando DISPLA Y, ovviamente a pagamento.

L'istituzione del CBBS privato In America i Bulletin Board privati sono moltissimi e costituiscono quasi una realtà quotidiana per molti appassionati di personal computing. 1\ perché di questa proliferazione va ricercato non solo nella maggiore o più rapida diffusione della tecnologia negli USA ma anche e soprattu~to nella peculiare mentalità americana. E tipico degli anglosassoni il riunirsi in associazioni ad interesse specifico, i cosiddetti Club; gli americani, si sa, hanno portato questa tradizione a vertici sublimi, creando associazioni di qualsiasi natura e· genere. Già da molti anni, in particolare, esistono i Computer Club, associazioni di utenti di personal che si riuniscono per darsi supporto a vicenda. Di questi ce ne sono a migliaia, da quelli a livello nazionale a quelli «di quartiere», e contrariamente ai nostri funzionano davvero, nel senso che hanno vita lunga e sono sostenuti seriamente dai membri i quali si riuniscono almeno una volta al mese per scambiarsi idee e magari andare a mangiare assieme. L'evoluzione spontanea del Computer Club è stato il CBBS, Computerized Bulletin Board System. La sua proliferazione è cominciata grazie agli accoppiatori acustici a basso costo e soprattutto grazie a Ward Christiansen, ideatore del protocollo di trasmissione XMODEM che permette di trasferire file binari in modo semplice, rapido ed affidabile. I primi CBBS non erano altro che semplici punti di incontro per lo scambio di messaggi, spesso funzionanti in modo precario e per periodi di tempo limitati. La loro evoluzione è stata però assai rapida. Essi in particolare hanno contribuito largamente a consolidare un vasto mercato parallelo per la diffusione di software non ufficiale, ossia di quei programmi scritti da privati e non in vendita che vengono definiti Public Domain Software, software di pubblico dominio. Sappiamo tutti come da sempre i programmatori abbiano sentito l'esigenza di «passarsi» i propri pro-

grammi migliori in un mercato di libero scambio basato sul baratto. La circolazione di software «parallelo» (utility, applicazioni, giochi) non ha però mai potuto raggiungere una vasta diffusione essendo molto legata a concomitanze ed elementi «fisici» quali la necessità di un incontro personale fra i barattanti e la necessaria presenza di un supporto materiale (il dischetto) a sua volta ricco di problemi di compatibilità. Bene, il CBBS ha ovviamente superato tutti questi problemi. Ora basta disporre della necessaria attrezzatura di comunicazione per potersi collegare ad un BBS privato e scaricarsi un programma senza pagare nulla all'infuori della telefonata. Non ci sono più problemi di ordine fisico: il BBS può essere raggiunto a qualsiasi ora del giorno e della notte, sette giorni la settimana, anche se è lontano centinaia di chilometri. Molti di questi programmi non sono interessanti, ma qualche perla si trova e vale la pena di cercarla. I primi ad installare sistemi di Bulletin Board finalizzati allo scambio di programmi sono stati ovviamente i Computer Club più organizzati. Questi sono stati seguiti man mano dagli altri ed ora, come dicevamo all'inizio, i BB privati funzionanti in America sono moltissimi ed il Public Domain Software da essi distribuito ha raggiunto una diffusione veramente molto ampia. Questo successo ha innescato un rapido interesse commerciale intorno a questi sistemi; è sintomatico, ad esempio, che diverse software house abbiano cominciato a produrre e mettere in vendita programmi per CBBS dalle prestazioni sempre più sofisticate. Siamo forse già alla seconda fase, quella nella quale questi sistemi passeranno dall'amatoriale al commerciale: certamente acquistando ancora in utilità e diffusione ma perdendo forse quella con notazione amatoriale e simpaticamente bohemien che fin'ora li aveva caratterizzati.

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Pe;,

I CBBS privati in Italia: chi sa qualcosa ... Come avrete letto nell'apposito riquadro, il Computerized Bulletin Board Service privato è già un'istituzione negli USA presso gli appassionati di computer. Sulla scia del successo americano molti altri servizi analoghi stanno sorgendo in varie nazioni. I primi sono stati gli inglesi (i CBBS attivi in Gran Bretagna dovrebbero essere una ventina) e qualcosa si sta muovendo anche in Francia. on sappiamo molto invece di quanto si stia facendo in Italia: siccome l'argomento ci sembra interessante, vorremmo che quanti hanno realizzato o stanno realizzando dei servizi di Bulletin Board privati ci tenessero al corrente delle loro iniziative. Senza voler condurre un vero e proprio ... censimento dei CBBS italiani, vorremmo comunque tentare di mettere a fuoco la situazione per vedere quanto da noi stiano aderendo le iniziative del genere. Dal canto nostro dedicheremo a questi servizi degli opportuni spazi redazionali, in modo da contribuire per quanto possibile a diffondere informazioni sulle varie installazioni. Fra i vari servizi ci interessano soprattutto quelli di Bulletin Board a carattere amatoriale e privato: ossia quelli gratuiti, finalizzati soprattutto allo scambio di software di pubblico dominio. Naturalmente daremo uguale risalto a strutture locali o di club anche se a pagamento. Come il solito attendiamo non solo le reazioni dei diretti interessati ma anche eventuali pareri o commenti a riguardo.

È inoltre possibile sapere se il destinatario di un nostro messaggio lo ha effettivamente letto oppure ancora no, anche in questo caso pagando per toglierei la curiosità. Esistono infine comandi di utilità mediante i quali si può ad esempio conoscere l'elenco aggiornato degli abbonati al servizio oppure ricevere statistiche sui propri consumi: inoltre è disponibile una funzione di Help che quando viene invocata provvede a listare l'elenco dei comandi permessi con una breve spiegazione.

Il Bulletin

Board

AI servizio di Bulletin Board si accede direttamente dal Quik-Comm con il comando BB. Vengono mostrati i soggetti divisi per categorie merceologiche, e selezionando una categoria si può vedere l'indice ed eventualmente leggere le singole inserzioni. In questo caso la filosofia di addebito è opposta a quella della posta elettronica: chi mette l'annuncio paga poco, chi vuole leggerlo paga tanto. Attualmente il BB PEIS non è molto usato, ma crediamo che sia solo un problema iniziale: una volta trovati gli utenti interessati a gestire propri spazi le cose dovrebbero migliorare. otiamo comunque che il BB PEIS è finalizzato solo allo scambio di testi, come d'altronde la posta elettronica. Il sistema non permette il trasferimento di file binari, per cui chi volesse utilizzarlo «all'americana» come punto di scambio di programmi si troverebbe nella necessità di inviare i source e non gli object, cosa spesso meno pratica. Attualmente una voce nel BB è tenuta da un Club di utenti Macintosh: chissà se in futuro fioriranno altre iniziative per macchine diverse.

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C'è anche MC .. Tutte le cose che vi abbiamo raccontato le abbiamo scoperte ... sul campo, sia mediante pura e semplice sperimentazione che grazie ad una breve intervista con i responsabili PEIS, ovviamente effettuta tramite il servizio stesso. In effetti MC ha una casella aperta presso il PE IS, precisamente la CHO 124. Per il momento consideriamo la cosa solo sperimentale e la utilizziamo a titolo dimostrativo, ma è chiaro come ciò potrebbe dare origine ad interessanti sviluppi. A prescindere dalla possibilità che i lettori ci scrivano tramite posta elettronica. Pensiamo soprattutto alla possibilità di automatizzazione di alcune nostre comunicazioni di servizio, in primo luogo quelle dei distributori che ci inviano i listini per la guida mercato. Se questo materiale ci arrivasse ipoteticamente per posta elettronica il nostro lavoro sarebbe semplificato, la guida sarebbe senz'altro più aggiornata e più corretta e tutti (distributori compresi) saremmo più felici ... Per l'invio degli articoli in redazione il discorso è invece meno proponibile: una trasmissione a 300 baud trasferisce circa 1,75 Kbyte al minuto, e considerando che un articolo medio viaggia tra i 15 e i 30 mila caratteri ... si fa prima ad andare in redazione, e tutto sommato forse costa meno (almeno se il traffico di Roma non ci mette lo zampino ... ).

Conclusioni Cosa si può concludere in un articolo del genere? Forse vale la pena di di-O scutere brevemente l'effettiva utilità di un servizio di posta elettronica tipo quello proposto dal PEIS. Comincia-

mo elencandone i limiti: il sistema accetta solo testi, ossia file ASC Il, e non è in grado di trattare informazioni di tipo diverso (immagini, per esempio): la velocità di trasmissione è bassa, e la cosa non è facilmente ovviabile passando a 1200 baud in quanto servono modem più costosi e comunque spesso i tratti di linea telefonica impegnati non garantiscono una piena affidabilità della trasmissione: il sistema non è in grado di riconoscere eventuali errori di trasmissione, né se ne può accorgere il trasmittente in quanto il QuikComm non genera l'eco dei caratteri ricevuti: infine le procedure di gestione del servizio sono un tantino più macchinose del necessario. I vantaggi d'altro canto sono noti: il sistema è accessibile in ogni giorno e momento, non vi sono vincoli sulla località chiamante, i testi ricevuti possono essere riversati su disco e quindi essere sempre disponibili ad eventuali elaborazioni, eventuali comunicazioni importanti non possono essere ignorate per errore ed infine i messaggi risultano disponibili al destinatario immediatamente dopo il loro inoltro. Il bilancio dei pro e dei contro non può essere fatto in assoluto, ma va visto alla luce delle applicazioni che ognuno può escogitare per il proprio lavoro. Un metro di giudizio può essere il costo del servizio, che nel caso del PEIS è effettivamente piuttosto basso se comparato allo standard di mercato del settore anche se paragonabile alle tradizionali trasmissioni via telex o postali. Allora? Beh, il concetto é questo: non mi conviene utilizzare la posta elettronica per chiamare Marinacci in redazione, ma mi conviene se sono le due di notte e devo mandare il testo appena scritto che Giovanna vuole trovare sul tavolo la mattina stessa. Non mi conviene se voglio scambiare un programma fra il mio XT e l'HP 150 di Bo (facciamo prima a collegarci con la Sip) ma mi conviene se voglio lasciare un memorandum a Paolo uti essendo sicuro che lo legga. D'altronde la posta elettronica é un mondo ancora da scoprire, benché siano diversi anni ormai che funzioni: ogni utente deve capire se effettivamente ha necessità del servizio oppure no. Certo, le tendenze per il futuro sono chiare: la casa telematica, il lavoro a distanza dall'ufficio sono usciti dalle pagine di Asimov per entrare nei progetti degli ingegneri. Conviene cominciare a fare esperienza con questi semplici sistemi, per non essere impreparati alle pr;)bat':i sorprese che il futuro non troppo remoto non mancherà di portarci.

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7. Il contratto avrà una durata di anni 1 a partire dalla data di decorrenza dell'utenza. Il contratto si intenderà tacitamente rinnovato di anno in anno fino a quando non venga disdetto da una delle due parti a mezzo lettera raccomandata almeno due mesi prima della scaden-

za. 8. I servizi potranno essere sospesi dalla PEIS in occasione delle festività civili e religiose nazionali. 9. la PEIS non sarà responsabile della mancata fornitura dei servizi dovuta a cause di forza maggiore, ivi compresi anche aziendali ed altre cause imputabili a terzi. 10. l'assistenza prestata dalla PEIS al Cliente sarà limitata ai compiti di consulenLa sulle modalità d'uso dei Servizi e verrà fornita a richiesta del Cliente nei limiti di disponibilità della

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11. l'utenza dei servizi verrà trimestralmente addebitata secondo le tariffe indicate nel listino prezzi. Tale addebito decorrerà dalla data di sottoscrizione del contratto. I rendiconti saranno aggiornati al primo di ogni mese. 12. Tutti i pagamenti successivi al presente ordine saranno effettuati dal Cliente direttamente all'indirizzo della PEIS a 15 gg data fattura tramite versamento su C/C postale. 13. la PEIS prowederà ad inviare fattura quietanzata entro 15 gg dalla data di ricevimento del presene mod.!Jlo d'ordine e del corrispondente pagamento. 14. l~ ~aso.d.i ritar?ato pagamento ri~pett<;>al ter~ine indicat'? nel precedente articolo 12, la PEiS SI rlterra autorizzata alla sospensione Immediata del servizio. 15. Il servizio sospeso per ritardato pagamento verrà riattivato dopo il pagamento della mensilità insoluta più L. 10.000 per le spese di riapertura della casella. Si intende che la decorrenza dell'abbonamento non subirà alcuna alterazione. 16. Per quanto riguarda le condizioni economiche dell'utenza, del servizio telefonico pubblico, fornitura modem, collegamento e trasmissione dati tra i Terminali ed il Sistema di calcolo, la PEIS reclina ogni responsabilità riguardo alla legislazione vigente. 17. la PEIS altresì garantisce all'utente la completa disponibilità del servizio di Posta elettronica deresponsabiliuandolo da qualsivoglia azione nei suoi confronti da parte degli organi ufficiali. 18. la responsabilità della PEIS a qualsiasi titolo derivante dal contratto di utenza, sussisterà solo nei casi di dolo o colpa grave della PEIS. 19. Il contratto sarà soggetto alla legge italiana. 20. In caso di controversia sarà competente il giudice italiano ed il Foro <;ti Bologna.

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«Hai, mi senti? Apri il portello. Ti ordino di aprire il portello!)). «Mi dispiace Dave, ma proprio non posso farlo ...». Riconosciuto? È un frammento tratto da «2001 Odissea nello spazio)), precisamente il dialogofra l'astronauta David Bowman, rimasto chiuso al difuori della Discovery, e Hai 9000, il supercomputer di bordo che per una crisi psicologica sta uccidendo tutto l'equipaggio. Nel romanzo di Clarke Hai è il più avanzato computer disponibile al momento, un modello poco più che sperimentale costruito in due soli esemplari posti uno a terra ed uno a bordo dell'astronave. Progettato in base a principi di programmazione euristica, (HAL sta infatti per Heurystically programmed Algorithmic computer, anche se la sigla nasconde enigmaticamente il nome IBM), esso è in grado di comprendere ed usare il linguaggio naturale degli uomini, nel romanzo si specifica chiaramente che avrebbe potuto sostenere con facilità il Test di Turing.

Il computer racconta... di Corrado Giustozzi Generazione di testi. emulazione del discorso. analisi lessicografiche: questo mese mettiamo il computer alle prese col linguaggio degli uomini. al è un esempio, forse il più famoso in quanto tratto dalla fantascienza, di computer che usa il linguaggio umano sia come input che come output, ed è in grado di formare frasi di senso compiuto per esprimere ed illustrare i suoi «concetti». Ma senza invadere il campo della fantascienza, già al giorno d'oggi sono disponibili computer, o meglio programmi, che in qualche modo e per gli scopi più disparati «manipolano» il linguaggio umano: a volte semplicemente imitandolo senza realmente comprenderlo, altre volte addirittura dando la sensazione di una vera comprensione. Alcune volte il linguaggio è l'input al programma, altre solo l'output. Programmi del genere sono oggetto per la maggior parte di studio, ma anche già di applicazioni in vari settori, dai sistemi esperti a complessi gestori di data base. E se da un Iato la traduzione automatica, allo studio da oltre vent'anni, sembra ancora ad uno stadio piuttosto rudimentale, è invece perfettamente funzionante un generatore di riassunti, il quale «legge» un brano e lo riassume, afferrandone i concetti principali e scartando quelli secondari, ed oltretutto usando nel testo generato parole od intere frasi che non comparivano in

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quello originale. Ma oltre a queste applicazioni «serie» della manipolazione automatica del linguaggio ve ne sono altre più creative che talvolta i.nvestono perfino la sfera dell'arte. C'è ad esempio chi studia il modo di adoperare il computer per creare poesie o brevi romanzi: i loro tentativi sono divisi fra due direzioni contrastanti, quella che mira ad ottenere un brano di senso compiuto indistinguibile da un prodotto umano e quella invece del divertissement teso ad ottenere esempi di quella letteratura non-sense cara ai futuristi od ai dadaisti del passato. Appare comunque chiaro come in tutte queste ricerche la molla di fondo sia il gioco, ossia l'innato senso ludico dell'uomo che trova nel calcolatore un meraviglioso strumento di applicazione. D'altra parte molti famosi risultati di queste ricerche erano o sono poi diventati giochi: basta citare il famoso programma Eliza di Joseph Weizenbaum, oramai disponibile per qualunque personal. Bene, senza andare troppo lontano, questo mese prenderemo in esame alcune delle più semplici tecniche di manipolazione del linguaggio ad uso ricreativo, con le quali fare un po' di sperimentazione nel campo delle parole. Comin-

ciamo quindi col notare che sul linguaggio si può agire a diversi livelli, in dipendenza da cosa si vuole fare. Di volta in volta si può incentrare la propria attenzione sulle singole lettere, sulle parole o su interi perio di: ad ognuno di questi livelli corrispondono strutture e schemi ben precisi e risultati ben diversi. Come esempio pensiamo di voler scrivere un programma che generi un testo casuale: per ognuno dei tre livelli citati in precedenza è possibile applicare una strategia di generazione uguale come concetto generale, ma ben diversa nei risultati. La strategia è molto semplice, e consiste nel prelevare a caso un elemento da un repertorio di elementi possibili e presentarlo poi in uscita. Questa strategia elementare può essere migliorata notevolmente aggiungendole una fase di verifica di correttezza formale: il programma deve conoscere le leggi che regolano i possibili accoppiamenti fra i vari elementi e quindi controllare se quelli via via scelti risultano coerenti tra loro alla luce delle regole. La nostra strategia prevede quindi due insiemi di conoscenze: l'elenco di tutti gli elementi possibili (da cui attingere) e l'elenco di tutte le regole possibili (per effettuare i controlli); se non è possibile o pratico elencare

tutti gli elementi o tutte le regole ci si può limitare a quelli verosimili o probabili, dipende dai casi. Come vedete finora ho parlato genericamente di «elementi» e di «regole» senza specificare cosa siano in realtà. Vediamo quindi nella pratica cosa succede quando si applica questa strategia ai tre livelli prima citati. Nel primo caso, ossia agendo a livello di carattere, il programma si limita a generare uno dopo l'altro dei caratteri tratti dall'insieme dei simboli alfabetici, producendo così un insieme disordinato di lettere; le regole con cui effettuare la selezione saranno quelle della scrittura della lingua italiana: non ci possono essere più di tre consonanti assieme, una parola non può finire per consonante, dopo una «q» è obbligatoria una «u» e così via. Più regole si è in grado di specificare e più l'output sarà filtrato, e quindi rassomigliante ad un vero testo italiano. Naturalmente il risultato ottenuto sarà assolutamente privo di significato anche se leggibile. Le parole così formate ben difficilmente apparterranno alla lingua italiana, e sarà in ogni caso impossibile identificare un segmento avente l'apparenza di un discorso. Una interessante variante a questo sistema consiste nel generare i caratteri non in modo perfettamente casuale per poi andare a sfoltire il risultato, ma nel generarli in modo probabilistico o, se volete, pesato, in modo cioè che ogni carattere abbia una propria determinata probabilità di uscire. Questo concetto dà adito a tutta la classe di generatori di testi casuali dalle caratteristiche piuttosto interessanti, di cui parlerò in seguito. Per ora considererò invece generazioni casuali non pesate. Volendo ottenere frasi più verosimili si può passare al livello superiore, lavorando non più sui caratteri, ma sulle parole. E qui le cose incominciano a compli-

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carsi, essendo necessario disporre di un repertorio di parole, ossia di un dizionario, da cui il nostro programma possa trarre le parole da usare. Le regole di filtro in questo caso saranno quelle della grammatica e della sintassi della lingua italiana: gli aggettivi e gli articoli si devono riferire ad un nome e devono essere accordati in genere e numero, il predicato verbale deve avere un soggetto ed un complemento e cosÌ via .. Anche qui, facile a dirsi, ma difficile a farsi: la nostra lingua è piuttosto complessa, ed implementare una soddisfacente ricerca di regole diventa assai arduo non appena si prendono in considerazione gli accordi delle forme verbali, i prefissi ed i suffissi eccetera eccetera. Da questo punto risulta assai più semplice utilizzare l'inglese, dalla grammatica notoriamente molto più semplice della nostra: in questo caso una frase del tipo «articolo-aggettivo - nome - verbo-avverbio-complemento» ha molta probabilità di filare al primo colpo, senza tante preoccupazioni. Comunque balza agli occhi che per rendere efficiente il lavoro non si può procedere generando parole a caso, ma bisogna introdurre degli schemi, ovviamente basati sulla struttura del discorso. Bisogna cioè dividere le parole in base alla loro funzione (nomi, verbi, aggettivi ...) e stabilire una «falsariga» di frase, attingendo poi le parole dai gruppi opportuni, infine curando gli accordi grammaticali fra le varie parti. Da qui al terzo livello prima citato il passo è breve, e consiste nello scegliere come unità di base non più le singole parole, ma interi «moduli» del discorso: intere locuzioni, predicati nominali e verbali, complementi e cosÌ via, ognuno dei quali sia una parte complessa del discorso. Questa tecnica è nota come SIMP (Simplified Integrated Mo-

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dular Prose), ed è stata originariamente sviluppata dalla Honeywell in un breve studio sui «Buzz Phrase Generators» di una quindicina d'anni fa. Nella versione originaria, presentata in figura I, erano previsti quattro moduli ognuno dei quali composto di dieci diverse frasi. Ogni modulo rappresenta una parte del discorso (introduzione o congiunzione, predicato nominale, predicato verbale e complemento oggetto), e la frase completa si forma scegliendo un elemento dal primo modulo, uno dal secondo, uno dal terzo ed uno dal quarto. Con dieci diverse alternative per ogni modulo si possono generare ben diecimila frasi diverse, tutte assolutamente corrette dal punto di vista sintattico anche se magari carenti da quello semantico. La versione originale del SIMP era costruita per generare prosa tecnica, ma è ovviamente possibile adattare la struttura dei moduli per far assomigliare la prosa generata a ciò che si vuole, da un resoconto di un congresso medico ad un discorso politico. Il risultato è sempre lo stesso: un discorso formalmente corretto ed apparentemente coerente, ma totalmente privo di struttura profonda, tipo «Rispetto a scopi specifici, l'inizio dello sviluppo di un sottosistema critico si complica ulteriormente quando si prenda in considerazione la filosofia dei sistemi e della standardizzazione». Il vantaggio è che in effetti non è difficile scrivere un programma che generi buona prosa SIMP partendo da un corretto insieme di frasi: raffinatezze interessanti consistono nel disporre ad arte la punteggiatura e nell'evitare di ripetere più volte la stessa locuzione in un discorso. Per la cronaca un programma del genere, ad opera di Yalter di Dio, è stato pubblicato nel software Apple sul numero 20 di MC; nel caso particolare l'insieme di mo-

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Tabella SIMP 1: O: in particolare, 1: d'altra parte, 2: tuttavia, 3: analogamente, 4: come risultato necessario, 5: a questo proposito, 6: basandosi su considerazioni 7: per esempio. 8: quindi, 9: rispetto a scopi specifici

di sottosistemi

integrali,

Tabella SIMP 2: O: gran parte del rapporto coordinazione-comunicazione 1: un flusso costante di informazione effettiva 2: la caratterizzazione di criteri specifici 3: l'inizio dello sviluppo di un sotto sistema critico 4: un programma di prova completamente integrato 5: la configurazione di base risultante 6: qualsiasi elemento di supporto associato 7: l'incorporazione di vincoli addizionali 8: un principio funzionale indipendente 9: un'interrelazione primaria tra tecnologie del sistema e/o del sottosistema Tabella SIMP 3: O: deve utilizzare e legarsi funzionai mente con 1: massimizza le probabilità di successo del progetto e minimizza il costo ed il tempo richiesti per 2: aggiunge specifici limiti d'impiego per 3: fa si che si consideri con urgenza 4: richiede una notevole quantità di analisi dei sistemi e di studi sugli scambi al fine di ottenere 5: si complica ulteriormente quando si prenda in considerazione 6: presenta dei problemi estremamente interessanti per 7: conduce ad un significativo completamento riguardo 8: limita ulteriormente nel suo impiego 9: riconosce l'importanza di altri sistemi rendendo indispensabile Tabella SIMP 4: O: un sofisticato hardware. 1: l'anticipato allestimento di una nuova generazione di sistemi. 2: un opportuno test di compatibilità per il sottosistema. 3: un progello strutturale basato su tecniche e concetti di ingegneria dei sistemi. 4: il limite di qualificazione preliminare. 5: l'evoluzione delle specifiche su un dato periodo di tempo. 6: la filosofia dei sistemi e della standardizzazione. 7: un concello più generale del rapporto sforzo-premio. 8: ogni metodo di configurazione discreta. 9: il sistema razionale nel suo complesso.

Le quattro tabelle usate dal metodo SI M P di generazione di prosa pseudocasuale. Il concetto è semplice: basta scegliere un elemento a caso da ogni tabella e leggere le frasi nell'ordine. Notiamo infatti che ogni elemento è costruito in modo da saldarsi perfettamente a tutti quelli della tabella precedente e/o seguente. Nel caso presente le frasi sono state scelte in modo da imitare una prosa tecnica, ma è possibile modificare lo scenario a piacere.

duli è stato scelto per imitare la vuota pomposità di un tipico discorso elettorale. Anche il SIMP è ovviamente suscettibile di estensioni: ad esempio si può arricchire il numero di frasi in ogni modulo o, meglio, aumentare il numero di moduli. Con più moduli del discorso e frasi ad hoc si possono ottenere risultati piuttosto interessanti: variando «scenario» il programma può ad esempio generare cose come improbabili proverbi (<<lagallina che si alza nell'armadio non otterrà nulla dal suo

computer»), strani anatemi (<<sia maledetto l'avvocato che sceglie pasticcini a mezzanotte»), e via dicendo. Ciò obbliga naturalmente a rendere più raffinata la struttura della frase; a questo proposito giova sottolineare che non è assolutamente detto che si debba scegliere una sola struttura standard: conviene anzi metterne a punto diverse e fare sÌ che il programma stesso scelga casualmente per prima cosa il modello di frase e quindi passi a riempirlo con gli opportuno moduli. Il risultato di-o

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MCilllelhGIO("

pende comunque dal numero e dalla qualità delle frasi appartenenti ai vari moduli: quattro moduli di dieci frasi l'uno sono proprio il minimo indispensabile per ottenere qualcosa di plausibile. I programmi scrittori di brevi racconti che citavo prima sono basati su una· tecnica tipo SI M P arricchita di controlli sulla trama

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del racconto: ad esempio occorre memorizzare il sesso e/o il carattere di ogni personaggio per poter decidere quali azioni possa intraprendere, tenere traccia dello stato dei personaggi (la maggior parte delle trame sono di tipo giallo, e quindi i protagonisti sono soggetti a repentine scomparse ... ) e cosÌ via. Pare che qualcuno di questi brevi

,

file di testo in formato Wo,.-dStar (.ODC) o ASCII file ASCII sequli!nziale contenentliil tutte le parole in ordine di co"'parsa ~ in caratteri maiuscoli, tutti i separatori ed i caratteri special),.. slilmpliflcat.a di di conv@r5ione

KEY OFF OPT lON BASE 1 DE~INT A, H, I, 5, DIM WORDLISTS (50001

FREQANOO v. 01.03 circa 14 byt@/secondo

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260 • 270 280 290 300 310 320 330 340 3~O

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output

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380 390 400 410 420 430 440 4~ 460 470

CLS OPEN Fl" FOR INPUT AS *1 PRINT "Lettura dal fll.e "; Fl$ WHILE NOT EOF ( 1 ) C$ == INPUT$(I, *1) CTR == CTR + 1 A "" ASC ( C$ ) MOD 128 ALF "" ( A}-b:5 AND A!(='90 ) OR ( A>-97 ANO A(=122 ) NUM == ( A}=48 ANO A.(==57 ) HYP = ( A=45 ) SEP = NOT ( ALF OR NUM OR HYP ) IF ALF ANO A}90 THEN A "" A - 32 IF ALF OR NUM THEN WORD$ a WORD$ + CHR$(A) WRO IF NOT ( SEP ANO WRD ) THEN 610 IF WORD$( "A" THEN 590

480 490 500 510

520 530 540

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580 590 600 610 620

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Figura I - Un semplice programma. scritlo in BASICA IBM. che legge un file di WorldStar e ne isola le parole. Il suo outpout è un file ASCII contenente tutle le parole trovate nel file originale scritle in caratleri maiuscoli, private di qualsiasi simbolo non alfabetico e separate da Carriage Return. /I file così OllenulO (che per default ha un 'estensione. WRD) può essere usato come base per molti tipi di elaborazioni basate sulle parole del testo originale.

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racconti non sIa malvagio: il buon Knuth nella sua monumentale «The Art of Computer Programming» cita il caso in cui un computer fu adoperato per scrivere la base di una sceneggiatura da cui fu tratto un telefilm poi effettivamente realizzato e mandato in onda dalla TV americana. Ho accennato prima alla generazione casuale di tipo pesato. Questa naturalmente può essere applicata anche alla generazione per parole o per frasi, ma si rivela interessante soprattutto quando viene applicata alla generazione per caratteri. In questo caso si possono scegliere due alternative: dare ad ogni simbolo un peso «assoluto», ad esempio la frequenza caratteristica della lingua in uso, o «relativo» al carattere precedente. Nel primo caso basta disporre di un vettore di probabilità con un valore per ogni carattere generabile, nel secondo serve una matrice cosiddetta «di transizione», che stabilisce la probabilità di uscita di un carattere in base a quello uscito in precedenza. (Per un discorso sulle matrici di transizione vi rimando alla serie di articoli sulla simulazione di Valter di Dio presentati nei numeri scorsi di MC). Una matrice di transizione del genere può essere calcolata in bmie a semplici analisi statistiche su un particolare testo o su un gran numero di testi di una data lingua. 1\ testo generato in questo modo è assimilabile ad una catena di Markov, e riflette più da vicino le caratteristiche di tipo statistico della lingua o del testo da cui sono stati estratti i valori di frequenza. Una interessante trattazione di questo tipo di generazione di testi è apparsa nella rubrica «(Ri) Creazioni al Calcolatore» su Le Scienze numero 185 di gennaio 1984, cui rimando senz'altro i più curiosi (ma ne riparleremo nella prossima puntata). La parte difficile in tutto questo discorso sta

I

però proprio nel procurarsi il vettore o la matrice con i valori di probabilità dei vari caratteri. La cosa migliore è un programma che compia analisi statistiche sui testi. Naturalmente chi ha un computer ed un wordprocessor ha probabilmente diversi testi archiviati, e quindi la cosa più ovvia da fare, piuttosto che copiarsi un libro od un giornale, è adoperare il materiale letterario personale, già bello e pronto. Per chi volesse tentare l'esperimento presento allora un semplice programmino che si incarica di semplificare in qualche modo le operazioni di lettura dei testi scritti con WordStar. Il programma in questione (v. fig. I) si chiama WStoWORD in quanto è in grado di isolare le parole presenti in un file di WordStar. Più precisamente il programma legge un documento in formato Word Star e lo converte in un file ASCII costituito dalle sole parole presenti nel testo, scritte in lettere maiuscole e private di qualunque carattere non alfabetico. Le parole sono inoltre separate da Carriage Return, così che il file oggetto può essere tranquillamente letto da un programma Basic in modo sequenziale senza alcun problema. Il programma è una versione semplificata del primo di un set che ho preparato per effettuare analisi statistiche sui testi. Scritto in modo da favorire la chiarezza piuttosto che l'efficienza, il suo unico difetto è la lentezza: tipicamente è in grado di convertire ad una media di 14 byte al secondo. Naturalmente è possibile compilarlo per aumentarne la velocità, e allora le cose ritornano ragionevoli. Il prossimo mese riprenderemo il discorso sulla manipolazione dei testi per approfondire la questione sui testi Markoviani e per vedere cos'altro si può fare con i file di parole prodotti da WStoWORD.

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DISCO VERSo 3 IN UN'UNICA ESPANSIONE· TUITO QUEUO CHE SOGNA VI PER IL TUO' SPECTRUM • • • • • •

Interfaccia Floppy Disk Kempston Interfaccia stampante seriale Sandy Interfaccia stampante parallela Sandy Interfaccia joystick Kempston Uscita per collegamento Monitor Floppy disk 1 MBytes Sandy (nuova versione drive aggiuntivo].

Caratteristiche tecniche Floppy dlsk: Dischetto standard Capacità Capacità formattata N. Tracce N. Facce Velocità di trasferimento Velocità Load e Save lnterfacce: Interfaccia seriale Interfaccia parallela Interfaccia joystick Uscita monitor Connettore passante

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NUOVA VERSIONE Completa emulazione dei Microdrive Accetta comandi FLP-FDK-MDV ecc.) TOOLKlT residente In ROM Sopporta fino a 4 drive Le dimensioni ridotte permettono /'inserimento èJell'interfaccia all'Interno del QL • Software scritto da/l'autore del Q-DOS assicura una completa compatibilità con tutto l'Hardware e Il Software Sinclair • Manuale in italiano

Caratteristiche con connettore

tecniche

per

3"1/2 1 MBytes 800 KBytes

80 2 250 KBit x sec. 15 Bytes x sec.

RS232 ITL Standard Centronics Standard Kempston Plug RCA 56 Poli circuito stampato

• Sistema operatillo residente in ROM comprendente programmi di utilità (copia, back - up, format, copia cassetta disco ecc.) • Sintassi simile a quella standard load, salle, format, cat ecc. • Espandibile fino a quattro drille (3,2 MBytes) • Velocità Load e Salle eccezionale (fino a 4 lIolte più lIeloce di altri sistemi) • Capacità 800 KBytes per dlschetto (consente un risparmio notellole sull'acquisto di dlschettl) • Basso costo In relazione alle caratteristiche • Floppy dlsk separato ed autoalimentato (può essere usato per altri computer tipo QL, MSX, AMSTRAD ecc.)

FlOppy Disk Dischetto standard Capacità Capacità formal/ata N. Tracce N. Facce Velocità di trasferimento

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Blue Thunder non ha certo un tema originalissimo ma riesce lo stesso a creare dei momenti di tensione tali da renderlo piacevole e stimolare il gu~to della competizione. E fornito dalla casa su cassetta (il caricamento avviene nel modo usuale e non è turbizzato) e può essere giocato sia servendosi della tastiera del computer che impiegando il joystick collegato nella porta numero 2. Come dicevamo, la trama del gioco non è nuova, trattandosi di un classico gioco di guerra, in cui questa volta vediamo impegnato un elicottero che dovrà essere pilotato in maniera opportuna affinché porti a termine un'importante missione: la distruzione di un reattore nucleare. Cominciamo col dire che le missioni in realtà sono più d'una (cinque per la precisione) di difficoltà crescente, le prime quattro selezionabili all'inizio del gioco premendo il numero corrispondente alla missione scelta sulla prima fila di tasti del computer; questo procedimento non è valido per la missione numero cinque alla quale è possibile accedere solo se si porta a buon fine la numero quattro. Vediamo di illustrare qualche fase di gioco per dame un'idea sommaria. La prima schermata è quella di attesa e mostra un piccolo elicottero che si muove a destra ed a sinistra lanciando una bombetta ogni tanto. Per default è selezionata la missione numero I (i vari numeri di missione possono essere intesi come livelli di gioco di difficoltà crescente) che noi potremo cambiare agendo come indicato precedentemente. Fatta la selezione, premendo il pulsante del fuoco passeremo alla fase operativa nella quale vedremo l'elicottero fermo sul ponte di una nave, di cui si intravede solo il muso, il quale è pronto al decollo non appena viene inviato il messaggio «Ready to take off», che compare quando è stato fatto il pieno di carburante. Per sollevarlo agiremo sulla leva del joystick (o sul tasto Q) spingendola in avanti (le manovre nelle quattro direzioni avvengono nel modo consue·

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to). È importante dire che, una volta in aria, quando l'elicottero è orientato in una delle due direzioni parallele allo schermo, non può essere fermato: le manovre elusive in prossimità di ostacoli dovranno quindi essere compiute spostandosi sempre in avanti o facendo dietro front al momento opportuno, con ovvie difficoltà. Se invece vogliamo fermare l'eli· cottero, basterà dare un col petto alla leva giroscopica nella direzione op-

posta a quella del moto perché esso rivolga il muso verso di noi e si arresti. E quella la posizione in cui dovremo metterlo quando avremo necessità di effettuare delle soste oppure quando vorremo lanciare delle bombe per distruggere una nave o un sommergibile nemico. Vediamo adesso qualcuno dei pericoli da affrontare per giungere fino alla centrale nucleare da distruggere. Il primo che dovremo imparare a supera-

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re con una certa dimestichezza, per~hé presente in tutti i livelli di gioco, e rappresentato da una postazione nemica su un isolotto, dotata di due cannoni antiaereo, che è bene non sottovalutare. Gli altri pericoli sono di varia natura e variano a seconda del grado di difficoltà selezionato. Possono essere ad esempio missili terra-aria anti aereo oppure missili i!ltercettori (lanciati dai sommergibili o dalle navi) dotati di sensori che, una volta per aria, ci seguono. L'unico modo per levarseli di torno consiste nel colpirli con le nostre mitragliatrici di bordo. A proposito, dimenticavamo di dire che per sparare basta premere il pulsante del fuoco (o il tasto S). Fate ancora attenzione ai pericoli nascosti nelle varie nuvolette, che non sono tanto eteree, oppure agli stormi di caccia ricognitori che sbucano all'improvviso. A patto di essere particolarmente bravi, giungeremo in prossimità di un campo di forza che si muove su e giù per lo schermo e ci impedisce di proseguire. Con un po' di colpo d'occhio riusciremo a colpirlo con i nostri colpi e ci troveremo al cospetto del reattore nucleare. 'Per distruggerlo dovremo' innanzitutto penetrare al suo interno colpendo lo sbarramento d'ingresso che si sposta alternativamente verso l'alto e verso il basso. Una volta all'interno, saremo sottoposti al fuoco nemico ma, riuscendo a calcolare i giusti intervalli tra una raffica e l'altra, avremo tutto il tempo di entrare, porre l'elicottero in stato di stallo, lanciare una bomba e uscire. Non resta ora che tornare alla base, ma non crediate che questa impresa sia semplice in quanto il nemico, più agguerrito che mai, non ci darà un attimo di tregua e durante la fuga faremo bene a guardarci costantemente le spalle . . Il gioco, nel suo genere, è sufficIentemente vario e la velocità è tale da riuscire a tenere abbastanza sveglio il giocatore. Non avrebbe stonato qualche effetto sonoro più sofisticato e qualche livello di gioco in più. TP.

• Altro gioco di guerra in formato 3 D della Mastertronic che questa volta vede un caccia bombardiere in missione speciale a cui vengono di volta in volta assegnati gli obiettivi da raggiungere. 'Il caricamento, benché (come indicato sul contenitore) del tipo veloce, ci lascia attendere un bel po' di minuti ma, alla fine, il nostro interesse viene subito destato da un altro «accessorio» introduttivo: si tratta di una musica veramente ben congegnata, Do~o que~te fasi preliminari, per dare vita al gIOco dovremo semplicemente premere il pulsante del fuoco. ~I cen~ro del teleschermo comparirà Il caCCIa, completamente a nostra disposizione, che andrà manovrato servendosi del joystick. L'aereo sta volando basso, a pochi metri dal suolo e ciò è distinguibile dall'ombra ch~ ris,!lta molto vicina alla sagoma del v~lIvo.lo .. M uove~do la leva del joystlck IndIetro e In avanti otterremo rispettivamente, l'effetto di far acqui: stare quota all'aereo o di fargliela perdere mentre, muovendo la leva a destra o a sinistra. vireremo nella direzione desiderata. Durante il percorso, incontreremo

molti aerei nemici e molte postazioni strategiche che dovremo intercettare con il nostro fuoco e distruggere. Questo, naturalmente, cercando di non cadere sotto il fuoco nemico ed evitando di cozzare contro gli altri ae~ei in volo. L'altezza più sicura per eVItare quest'ultimo inconveniente è quella più prossima al suolo, ma in questo caso, dovremo fare molta attenzione per evitare gli ostacoli (che potremmo ad esempio bersagliare con il nostro fuoco) e non collidere con essi. L'aereo è molto maneggevole e si controlla quindi abbastanza agevolmente. Esso può essere portato a pochi metri da terra ma non succederà mai che si sfracelli al suolo, perché più basso di tanto non va. Il fuoco non è molto veloce quindi bisogna essere precisi nel tiro per non farsi sfuggire un numero troppo elevato di obiettivi: il numero di colpi è illimitato. Il fondale fa un certo effetto all'inizio ma è ricorsivo, ve ne accorgerete con una lunga virata. Gli effetti sonori sono notevoli.

TP. . Produllore: MaSlerlronic

V.le Aguggiari 62/A 2/100 Varese

Produttore: Richard Wilcox Software 2 Station Road, Walsall, West Midlands WS70)Z, England.

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• Preparatevi a salire sul ring per affrontare gli otto più grandi pugili del mondo in lizza assieme a voi per il titolo di campione assoluto della categoria dei pesi massimi. Fermi, non scappate, si tratta solo di una simulazione del pugilato, ed è un gioco molto divertente in grado di piacere non solo a chi ha sempre sognato di emulare le gesta di Cassius Clay, ma anche a chi di solito proprio non sopporta lo spettacolo di due tizi che si prendono a pugni. Vi trovate ad impersonare il grande campione britannico Frank Bruno, e per arrivare al titolo dovete mandare KO uno dopo l'altro otto pugili di altrettante nazioni, compreso un improbabile, ma (a quanto pare) cattivissimo boxeur italiano chiamato Ravioli Mafiosi. I controlli a disposizione sono molti: si può alzare ed abbassare la guardia, schivare (o almeno provarci ... ) i colpi dell'avversario spostandosi a destra, a sinistra oppure abbassandosi di scatto, tirare sia di destro che di sinistro un pugno normale oppure un gancio od un uppercut. l tasti da usare di conseguenza sono numerosi, ben otto, ma abituarcisi non è difficile; in alternativa è comunque previsto un joystick di tipo Sinclair o Kempston.

L'obiettivo in Type Rope è di slegare un pupazzetto disegnato sullo schermo eliminando una ad una le corde che lo tengono imprigionato. Ogni corda ha ai suoi estremi due caselle che contengono una lettera od un numero; battendo in successione sulla tastiera questi due caratteri la corda si rompe e scompare dal video. II tempo a disposizione per distruggere le corde, indicato da una specie di clessidra sulla destra, è abbastanza limitato e diminuisce ogni volta che si passa di livello. Per le scarse difficoltà che presenta, il gioco è chiaramente indirizzato ad un pubblico di giovanissimi che lo troveranno probabilmente piuttosto piacevole. La grafica è ben curata ed i pupazzi, che cambiano ad ogni livello, assai simpatici; la risoluzione relativamente bassa dello Spectrum provoca però una scarsa comprensibilità dei caratteri posti agli estremi delle varie corde, ed è perciò facile scambiare un 5 con una S, un 8 con una B e cosÌ via. Le istruzioni, come abitudine della Mastertronic, sono anche in italiano.

Produttore:

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Produttore: Walsall (GB)

SWOP. La montagna è naturalmente piena di insidie, la più terribile delle quali è costituita da un cannone a fotoni che spara fasci di luce che provocano la distruzione immediata del robot. Per procedere nel cammino occorre perciò avere dei rinessi pronti, ma anche l'abilità necessaria per utilizzare a proprio vantaggio alcuni degli oggetti sparsi per la base.

MB.

MB.

Elyfe Sysfems Anellor Road, Aldridge.

Nonterraquaeos appartiene al fortunato filone delle avventure animate portato al successo più di un anno fa da Atic Atac della Ultimate. . Il gioco è ambientato in un pianeta governato da un computer tirannico situato in una base scavata dentro una montagna~ La base comprende 42 livelli, con un totale di oltre mille stanze. La popolazione oppressa ha deciso di ribellarsi ed ha costruito uno speciale robot che dovrà penetrare nella base per localizzare e distruggere il computer. Voi naturalmente controllate il robot, che ha due modi di funzionamento: in uno può sparare per difendersi dai guardiani della base, mentre nell'altro è alla mercé dei nemici, ma è più veloce e maneggevole. La mutazione da uno stato all'altro può avvenire solamente nelle stanze in cui si trova un oggetto con la scritta

Masferfronie. V.le Aguggiari 21100 Varese

MB.

Produttore: 62/A

Masferfronie, V.le Aguggiari 21100 Varese

MCmicrocomputer

62/A

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La MT/SO+ e lo PC dispongono di interfacciamento parallelo e seriale che permette di connettere questi prodotti a qualsiasi Micro o PC, Per lo stampa a basso costo, le stampanti della famiglia MT/80 sono perfette, rispondendo ad ogni tua necessità di stampa. La velocità di stampa é a 100 o 130 cps. con una matrice estremamente chiara e pertanto ideale per stampare i tuoi listati, le tue lettere ecc. Le stampanti della famiglia MT/80 oltre che trascinare lo carta con trattori di spinta consentono anche, per mezzo della frizione, di inserire il foglio singolo. Le MT/80 sono belle a vedersi, facili da usare, non richiedono manutenzione preventiva, silenziose ed in più lo versione 80 PC é completamente compatibile con il tuo PC IBM.

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Siete il pilota di un aereo da caccia che parte in missione solitaria con l'obiettivo di intercettare e distru~g~re il maggior numero di aerei nemICI. L'area di gioco è quadrata ed è dotata di wrap-around, quindi uscendo da una parte si rientra immediatamente dall'altra. I controlli sono semplicissimi: muovendo il joystick a destra o a sinistra si ruota di 90 gradi in senso orario o antiorario e col pulsante si fa fuoco. Per poter ingaggiare un combattimento bisogna prima portarsi alla stessa quota dell'avversario muovendo la leva del joystick in avanti, per salire, o all'indietro, per scendere. Per riuscirci si deve fare riferimento_alla scala graduata sulla destra, che indica le altezze alle quali si trovano gli aerei presenti sullo schermo; il proprio è indicato da una pallina mentre tutti gli altri da una crocetta. Tutti i caccia nemici provengono da una portaerei che diventa visibile quando questi sono in fase di decollo; riuscendo a colpirne uno in quel momento si affonda contemporaneamente anche la portaerei. Quando si viene colpiti si assiste alla discesa di un omino col paracadute che poi corre su un altro aereo e decolla immediatamente; i caccia a disposizione sono in tutto cinque. M.B.

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In un palazzo in fiamme si trovano intrappolati tanti poveri topolini. Il compito di salvarli è affidato ad un intrepido allievo pompiere, che deve penetrare nell'edificio e, di piano in piano, raggiungere ogni topolino ed accompagnarlo fino alla scala anticendio per metterlo in salvo prima che il palazzo crolli. Ogni piano è strutturato in una serie di pianerottolini uniti da alcune scale verticali; quando tutti i topini sono al sicuro compare un ulteriore pezzetto di scala che permette anche al pompiere di raggiungere l'uscita per passare al piano successivo. Il primo piano non è stato ancora raggiunto dall'incendio, e serve quindi solo per allenamento, dato che l'opera di salvataggio non presenta alcuna difficoltà. Dal secondo livello invece il nostro pompiere si trova a dover fronteggiare le fiamme, che si presentano come dei rossi mostri capaci anche di incendiare e far crollare dei pezzi di pavimento oltre che, naturalmente, di arrostire chi ne viene a contatto. Sul lato destro dei pianerottoli si trovano degli estintori che rappresentano l'unica arma a disposizione contro le fiamme; ogni estintore può es" sere usato una volta sola, ed è anche in grado di ricostruire i pezzi di pavimento distrutti. M.B.

Produttore: Hudson Sofl Lld. Distributore: Melehioni S.p.a. Prezzo: L. 13.500 + IVA

Un ragazzo ed una ragazza si sono persi in un complicato labirinto popolato da ragni velenosi. Per fuggire dal labirinto devono raggi ungere insieme l'uscita, senza rimanere intrappolati nelle ragnatele e soprattutto senza farsi mordere dai ragni. Il controllo dei due caratteri è simultaneo: i due sprite si muovono simmetricamente, tranne ovviamente quando uno dei due è impigliato in una ragnatela oppure è bloccato da un muro. Questo rende il gioco decisamente difficile, soprattutto dopo il primo livello quando il labirinto inizia ad essere un po' troppo affollato di aracnidi. Nei momenti critici si tende infatti a pensare senza problemi ad uno dei due personaggi, col risultato di far magari finire l'altro in bocca ad un ragno. Quando il ragazzo o la ragazza finiscono in una ragnatela possono essere liberati dal compagno grazie allo speciale gas anti-ragno che entrambi hanno a disposizione; in certi casi può essere addirittura consigliabile intrappolare di proposito uno dei due sprite in modo da poter pensare esclusivamente all'altro. La grafica è molto buona e l'azione è accompagnata da una piacevole musichetta di sottofondo. Un gioco in conclusione molto grazioso anche se qualcuno potrà trovarlo sin troppo impegnativo ai livelli più elevati. M.B.

Produttore: Hudson Soft Lld. Distributore: Melchioni s.p.a. Prezzo: L. /3.500 + /VA

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ANCORAPIU AFFIDABILE ANCORAPIU CONVENIENT ...•.

Completamente rinnovato nell'estetica, l'Advance - ora nella nuova versione ADV86 - è il risultato di due anni di continui miglioramenti derivati dall'esperienza di migliaia di installazioni. Non solo. In occasione della 2a serie l'ADV86 offre caratteristiche e possibilità completamente nuove; fra queste la monoscheda, floppy da 360 e 720 K, hard disk fino a 33MB, possibilità di multiposto di lavoro, pacchetti di elaborazione testi, di tabellone elettronico e di data base. Inoltre la disponibilità di manuali opzionali e manuali per l'operatore e per l'addestramento scritti in italiano. E infine l'inedito materiale doppio strato (metallo/plastica) con cui è realizzato. Nessun compatibile ha finora annunciato una vera seconda serie con simili caratteristiche. Questo vuoi dire che l'ADV86 ha ancora un bel vantaggio.

ALTRE CARATIERISTICHE comprese nel prezzo • schede colore e grafica • interfaccia RS232 e parallela • espandibile a 640K sulla scheda madre • alimentatore da 130WATI non comprese nel prezzo la gamma di schede e di software Condor disponibile per l'IBMPC PREZZI DELLE CONFIGURAZIONI BASE (gli add-on sono sempre inclusi) • configurazione con 128K, 2 floppy da 360K e monitor 3.600.000 lire • idem ma con hard disk da 10MB e 1 floppy da 360K 5.950.000 lire • configurazione biutente con 640K e disco da 10MB 9.250.000 lire La Condor si riserva la possibilità di modificare caratteristiche e prezzi anche senza preawiso

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jtto, li farebbe perfetti.

In ufficio, quando si parla di memoria, si parla, strano a dirsi, di futuro. La memoria che ha rinnovato radicahnente il lavoro d'ufficio è quella, assolutamente perfetta, dei computer. E lo sfruttamento ottimale del lavoro dei computer è diventato la discriminante principale tra gli uffici che funzionano e quelli che non funzionano. Diaspron magnetic è la risposta adeguata a tutti i problemi connessi ad un uso corretto, e remunerativo, delle nuove tecnologie da ufficio. Micro disks, Floppy disks, Disks Cartridges, (per sistemi EDP, terminali e sistemi di scrittura), formano la gamma d'accessori che Diaspron magnetic fornisce, dopo collaudi severissimi, a tutti gli uffici che vogliono funzionare. E rendere. A Diaspron magnetic s'affiancano le gamme d'accessori Diaspron print e Diaspron ripro: ogni tipo di scrittura ed ogni tipo di fotoriproduzione ha nell'accessorio Diaspron la garanzia di risultati perfetti. E non potrebbe essere altrimenti: tutti i prodotti Diaspron nascono da programmi di ricerca costantemente all'avanguardia, e da lavorazioni ad altissimo livello tecnologico.

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L'aspeflo del nuovo Atari 520 ST è molto simile a quello del J 30 X E che abbiamo provato su queste pagine pochi numeri fa: la somiglianza fra i due computer si limita, comunque, esclusivamente al lato estetico. Il 520 ST è infafli il primo esemplare della nuova serie di macchine a J 6 bit sulla quale il neo presidente Jack TramieI punta per riportare l'A tari agli antichi fasti. La carafleristica principale del 520 non risiede tanto nella potenza di calcolo. peraltro elevatissima. quanto nella nuova filoso.fìa che questa macchina porta con sè. basata sul conceflO di lIuser friendlinessl> cioè di estrema naturalezza nel colloquio fra l'uomo e la macchina. Questa naturalezza viene oflenuta con l'impiego di una so.fìsticata inter(accia utente di tipo grajìco che s/rufla il mouse come dispositivo di inpllt principale. Si trafla della stessa .fìloso.fìa del Macintosh. che trae a sua volta origine da un vecchio progeflo di ricerca dalla Xerox. In ICI/SO a.uollito nOI/ è qllindi Il/W nOl'illi. I//ll (; (/111'1/11 lo prima "oltll c!Ic la si ri/rol'(J in 1111 liltcmll di COI/O Cllli basso e qllindi alla por/u/a di 111/11 lu Inll di pubblico estremamcl//c mIla.

60

Atari

520 51

di Maurizio

Descrizione

generale

Il 520 ST è il cuore di un sistema che comprende altre due unità fondamentali: il drive per Ooppy disk ed il monitor dedicato. Non è infatti previsto il collegamento nè di un registratore a cassette né di un normale televisore, che mortificherebbero in misura inaccettabile le prestazioni dell'unità centrale, Il drive attualmente disponibile è l'SF 354, un elemento a singola faccia singola densità che usa dischetti da 3,5" ed ha una capacità di 360 Kbyte formattati; tra non molto dovrebbe arrivare anche il drive SF 314 a doppia faccia doppia densità, dalla capacità doppia. Per quanto riguarda il monitor la scelta dell'acquirente ruò cadere sull'SM 124, monocromatico a fo,fori grigi, oppure sul riù costo,o monitor a colori 1224. Il rrimo con,<:nt<: di sfruttare la grafica ad altis,ima ri,olu-

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Bergami

zione (640 x 400 pixel), mentre il secondo è riservato alla grafica a risoluzione alta o media (rispettivamente 640 x 200 e 320 x 200 pixel). Entrambi i monitor funzionano ad una frequenza di 70 Hz, contro gli usuali 50, in modo da ridurre eventuali sfarfallii dell'immagine; ciò assicura una resa qualitativa elevatissima, ma impedisce di fatto l'uso di monitor diversi dai due costruiti dalla Atari. l vari pezzi del sistema, di colore grigio chiaro, hanno un'estetica eccellente, purtroppo parzialmente rovinata dai due trasfomatori esterni de\l"unità centrale e del drive, neri e decisamente ingombranti. La tastiera del 520 è molto estesa, dotata com'è sia del tastierino numerico che di quello per lo spostamento del cursore; sono inoltre presenti vari ta,ti 'reciali (Help, Undo, Inser ecc.) e IO gro,si tasti funzione, nettamente serarati dagli altri. MCmicrocomputer

n. 46 - novembre 1985


I tasti sono leggermente concavi e disposti su file rialzate, in modo da consentire una comoda digitazione; il tocco è molto buono e la rumorosità assai contenuta. Il resto della consolle presenta un gran numero di connettori che garantiscono una vasta gamma di possibilità di intefacciamento. Sulla sinistra, a fianco dell'interruttore di accensione, vi è il connettore per l'alimentazione. Subito a destra vi sono due prese DI N pentapolari che realizzano le funzioni di MIDI In e MIOI Out. MIOI è il nome di un'interfaccia nata per permettere a degli strumenti musicali elettronici di dialogare fra loro e con un computer. Grazie a questa interfaccia il 520 ST sarà sicuramente apprezzato anche da moltissimi musicisti, professionisti e non. Proseguendo troviamo il connettore per i monitor, un'uscita per stampante parallela ed una RS 232, stranamente indicata solo come uscita per modem. Gli ultimi due connettori sono per la memoria di massa: il primo per il noppy disk ed il secondo per l'hard disk, attualmente in fase di sviluppo presso l'Atari. 1\ sistema prevede l'utilizzo di un secondo disco che va collegato in cascata al primo; in questo modo, utilizzando due drive doppia faccia doppia densità, si può arrivare ad un massimo di 1,5 Mbyte in linea. Per esigenze maggiori è obbligatorio il ricorso al disco rigido. Sul lato sinistro vi è la porta per le

La fa,fiera opera::i(}l1i

è dotata e

lìia del le parelllesi.

MCmicrocomputer

fOSlierino

per lo spostamento

n, 46 - novembre

1985

nito in dotazione. Manca del tutto uno slot con i segnali dei bus che possa servire da porta generica per eventuali aggiunti hardware; questo significa che l'espandibilitù del 520 è limitata a quanto già previsto (e bisogna riconoscere che non è poco) dall'Atari stessa.

Cost rultore: A/ari C'Jlp. SIIIIIII'I'aie, CA 94(186 USA' Distributore per l'Italia: Atari Italia S.p.a. Via dei Lavora/ori, 19 20092 Cinisello Balsamo

(MI)

L'hardware

Prezzo (IVA escll/sa)

Atari 520 ST + Disk dril'e SF 354 + mOllitor mOllo"romalicuSM 124 Li/.1.7911.000

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cartucce Rom, mentre sul lato destro si trovano due connettori per joystick. al primo dei quali va solitamente collegato il bel mouse a due pulsanti for-

del

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che di quello

lJumerico,

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comprende

Una volta aperto il 520 rivela un ampia schermatura, resa necessaria dalle severissime norme vigenti negli Usa contro l'irradiazione di disturbi da parte delle apparecchiature elettriche ed elettroniche. A parte il chip di gestione della tastiera, tutta l'elettronica trova posto su un'unica grossa piastra a circuito stampato dalla pulizia esemplare. A dispetto della potenza del computer la densità dei chip è molto bassa, questo grazie all'uso di quattro integrati custom, di cui due in contenitore «nat» caratterizzati dalla presenza di piedini su tutti e quattro i lati del chip. L'integrato più grosso, a 64 piedini, è il microprocessore 68000, lo stesso adottato dal Macintosh, dotato di un clock a 8 M Hz. In basso a destra si nota il banco di memoria Ram: ben 512 Kbyte ottenuti con 16 chip da 256 Kbit ciascuno. Sulla sinistra del 68000 vi sono sei zoccoli per la Rom; attualmente la Rom installata è di soli 16K, comprendenti la routine che permette il bootstrap da disco del sistema operativo

anche

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di riconoscere il tipo di monitor utilizzato e quindi di impedire che l'utente selezioni un modo «sbagliato». Questo comportamento «intelligente» crea però un problema: dato che le immagini sono memorizzate diversamente a seconda del modo nel quale sono state create, il tentativo di visualizzare sullo schermo monocromatico un'immagine non ad altissima risoluzione si risolve in un disastro. Presumibilmente tutti i programmi che verranno sviluppati per il 520 ST disporranno di due differenti tipi di output, uno per il video a colori ed uno per quello monocromatico.

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del

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(che occupa più di 200 Kbyte). Successivamente questo verrà fornito direttamente su Rom, cosi da non occupare memoria utente ed essere disponibile immediatamente dopo l'accensione del computer. A questo proposito va specificato che i primi acquirenti del 520 ST riceveranno gratuitamente il set completo di Rom non appena sarà disponibile. Il vistoso spazio libero sulla piastra era evidentemente destinato ad un modulatore video per il collegamento di un televisore; il progetto definitivo, come abbiamo detto, prevede però solo l'uscita per monitor.

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62

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Un circuito illlergrato specifico, di produzione Yamaha, si occupa della generazione dei suoni; è equivalente all'A Y-3-891 O montato sui computer MSX e mette a disposizione tre canali musicali ed un generatore di rumore. /I c{)/llleflore

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Uno dei chip custom gestisce una sezione grafica decisamente potente. I modi grafici disponibili sul 520 sono tre: il primo ha una risoluzione di 640 x 400 pixel ed è selezionabile solamente quando è collegato il monitor monocromatico. Nel secondo modo la risoluzione scende a 640 x 200 pixel, però si possono utilizzare quattro colori scelti da una tavolozza di 512. Il terzo modo infine ha una risoluzione di 320 x 200 pixel ma i colori disponibili diventano 16, sempre da una tavolozza di 512. Questi ultimi due modi sono attivabili solo se è collegato il monitor a colori; il computer infatti è in grado

L'utilizzazione Dal punto di vista dell'utilizzazione il 520 ST è straordinariamente simile al Macintosh, tanto che qualcuno l'ha già scherzosamente ribattezzato Jackintosh, con uno scontato gioco di parole col nome di battesimo di Tramiel. Il sistema operativo utilizzato dal 520 è stato sviluppato dalla stessa Atari ed è chiamto TOS. Non si sa esattamente di cosa sia l'acronimo questa sigla , c'è chi dice che sta per The Operating System, cioè Il Sistema Operativo, per antonomasia, ma c'è anche chi afferma, con un po' di malizia, che invece il nome è composto dalle iniziali

dall'alto.

MCmicrocomputer

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·llllri 510 ST

di Tramiel Operating System. In realtà la cosa ha ben poca importanza, anche perché il TOS c'è ma ... non si vede! L'utente infatti non viene mai a contatto con il sistema operativo, ma colloquia con un'interfaccia particolare che gli evita di dover combattere con comandi più o meno astrusi. Questa interfaccia si chiama GEM (questa volta l'acronimo è certo: GEM sta per Graphic Environment Manager) ed è stata sviluppata dalla Digital Research, celebre in tutto il mondo per il suo CP/M. Il GEM è disponibile anche per altri sistemi operativi, come l'MS DOS, e normalmente può essere scavalcato in modo da poter impartire i comandi in maniera tradizionaie: sul 520 ST invece l'integrazione tra TOS e GEM è totale e non è possibile lasciare il GEM per accedere ad una ipotetica linea di comando del sistema operativo. Come dice il nome, il GEM è un ambiente di lavoro di tipo grafico, basato sulle icone (cioè dei disegnini che rappresentano elementi fisici o logici del sistema), sui menu a discesa (cosÌ chiamati perché compaiono solo in determinate condizioni, «calando» dall'alto come una tenda alla veneziana) e sul mouse come dispositivo di input. 1\ mouse viene usato per «puntare» la zona dello schermo che interessa: esso infatti controlla lo spostamento sul video di una freccetta che indica il punto desiderato; ad esempio per scegliere un'opzione di un menu basta spostare col mouse la freccia sopra il nome dell'opzione e poi comunicare al computer l'avvenuta scelta premendo il pulsante di sinistra. Cerchiamo di capire meglio come funziona il tutto vedendo qualche esempio pratico. Caricato il sistema operativo compare una schermata grigia nella quale sono presenti tre icone: due si riferiscono ai disk drive, che sono rappresentati da uno schedario da ufficio e la terza è un bidone della spazzatura. La linea più in alto riporta invece quattro diciture: Desk, File, View e Options. Proviamo a portare la freccia controllata dal mouse su una di queste quattro scritte: immediatamente compare, calando dall'alto, un menu con alcune opzioni. Portando successivamente la freccia su un'opzione particolare questa viene subito scritta in inverso, segno che è pronta per essere selezionata: se a questo punto premessimo il pulsante del mouse avremmo effettuato realmente la scelta ed il menu scoparirebbe. Alcune delle opzioni possono essere scritte in grigio anziché in nero, questo vuoi dire che in quel momento, a causa del particolare stato del sistema, non sono ancora disponibili. MCmicrocomputer

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Proviamo ora ad andare sopra l'icona del drive A ed a premere il pulsante. L'icona diventa nera, per indicare che è stata selezionata, ma non succede nient'altro. Andiamo allora sul menu di File e scegliamo l'opzione Open (apri): quasi istantaneamente compare una finestra contenente un certo numero di icone, a seconda del contenuto del disco inserito nel drive. In pratica abbiamo chiesto e ottenuto il catalogo del disco nella maniera più spontanea possibile, e cioè prima indicando che ci interessava il drive A, e poi chiedendo al sistema di «aprirlo» per mostrarci il contenuto, cosa puntualmente accaduta. Le icone che compaiono nella finestra relativa ad un disco hanno un aspetto diverso a seconda di ciò che rappresentano: i programmi direttamente eseguibili sono indicati da un foglio con il bordo superiore più scuro, mentre i file di dati sono indicati da tre fogli sovrapposti di cui l'ultimo con un angolo ripiegato. Un terzo tipo di icona è il folder, cioè la «cartellina», che va creata appositamente. Il

folder è in pratica un raccoglitore di file: il suo contenuto non appare nella finestra di catalogo del disco, e può essere conosciuto solo selezionandone l'icona relativa. Un folder può poi contenere altri folder, ed in questo modo si possono realizzare sotto GEM delle strutture ad albero tipiche di sistemi operativi quali l'MS DOS e l'Unix. Le finestre possono essere spostate in qualunque parte dello schermo sempre tramite il mouse: basta «agganciarle», portando la freccia sul margine superiore e premendo il pulsante, e poi trascinarle nella posizione desiderata. I noi tre possono essere scalate a piacere, variando i rapporti tra le due dimensioni, ed anche ingrandite sino ad occupare tutto lo schermo. Per far scomparire una finestra (o, come si dice, per chiuderla) bisogna portare la freccia sull'angolo superiore sinistro e premere come al solito il pulsante. La procedura per eseguire un applicativo è praticamente identica a quella che permette di ottenere il catologo di un disco; si seleziona l'icona relativa e poi si sceglie l'opzione Open, che in questo caso ha l'effetto di mandare in esecuzione il programma. Se l'icona scelta non corrisponde ad un file eseguibile il sistema avverte che il file può essere soltanto stampato su video o su carta, e dà la possibilità di cancellare l'operazione. A dire il vero esiste un modo più spiccio della successione «scelta + Open»: se dopo aver selezionato un'icona si preme di nuovo, rapidamente, il pulsante del mouse, il secondo c1ick ha il significato di un Open (come nel Mac).

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Atari 520 ST

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Questo è l'ambiente di lavoro del G EM. La finestra mostra il catalogo del disco per icone. Sono presenti tre file dati ed uno di programma.

Vediamo ora a che serve il bidone: non dovrebbe essere difficile capire che permette di sbarazzarsi di ciò che non serve più, in altre parole di cancellare dei file. Per eseguire una delete bisogna agganciare l'icona relativa tenendo premuto il pulsante del mouse e trascinarla sopra il bidone; il sistema chiederà comunque conferma prima di eseguire l'operazione perché il procedimento non è reversibile (sul Mac invece è possibile cambiare idea, «aprire» il cestino e ripescare quello che c'è dentro). La copia dei file funziona in maniera analoga: per trasferire un fìle da un disco all'altro se ne trascina l'icona sopra quella del disco scelto; per avere la copia di tutto un disco basta prendere direttamente l'icona del disco. Sul video possono coesistere più finestre contemporaneamente, ma ne è attiva solo una alla volta; per selezionare un'altra icona basta comunque «c1iccarne» (americanismo di dubbio gusto, derivante dal verbo to c1ik, che p.er~ rende bene l'idea) un punto qualSiasI.

Ci sarebbe ancora altro da dire sul

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Per i tradi:ionalisli è possibile trasformare il catalogo pi{{ografico in male a linee di testa. basta l'op:ione Sho\\' br texl nel menu Vie\\·.

GEM, ma crediamo che a questo punto vi siate resi conto a sufficienza dell'immediatezza del tipo di rappresentazione utilizzata e di quanto semplifichi e, perché no?, renda simpatico il rapporto con il calcolatore. Prima di passare alla descrizione del software applicativo di cui è dotato il 520 ST vogliamo però citare le interessanti opzioni raggruppate sotto il menù Desk. La prima, Desktop Info, a dire il vero è pressoché inutile dato che fa solamente comparire un riquadro contenente il logo Atari ed alcuni messaggi di copyright. La seconda, VT 52 Emulator, trasforma il 520 in un terminale equivalente al noto VT 52. La terza, Control Panel, permette di accedere ad un pannello di controllo col quale si possono modificare numerosi parametri del sistema, quali la velocità di autorepeat dei tasti, la sensibilità del mouse, l'orologio di sistema (che non è purtroppo dotato di batteria di back up e quindi si azzera ogni volta che il computer viene spento) e la tavolozza dei colori.

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nor-

La quarta e la quinta opzione consentono infine di modificare i parametri relativi alla interfaccia parallela ed alla RS 232. Per finire una nota di colore: ci sono momenti in cui il pulsante del mouse è inattivo, in quanto il sistema è impegnato in operazioni, come la lettura da disco, che non gli permetterebbero di rilevarne la pressioni: in questi momenti la freccia che serve da puntatore si trasforma in una simpatica piccola ape.

I linguaggi (ed il software applicativo) Il perché della parentesi nel titoletto è presto spiegato: assieme al 520 verranno forniti due linguaggi, Basic e Logo, e due interessanti programmi applicativi, il GEM Write ed il GEM Paint, chiaramente ispirati ai quasi omonimi Mac Write e Mac Paint, cioè il word processor ed il programma di disegno del Macintosh. Di questi ultimi purtroppo non possiamo parlare, perché non erano ancora pronti quan-

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Sempre tramite il menu View si può richiamare queSTO pannellinn di controllo col quale si regola la velocità di autorepeat dei tasti. la I-ellsibilità del mouse. l'orolagio e \'{Irialtri parametri del si.Hema.

MCmicrocomputer

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Anche il Basic sfrutta concetti dijìnestre di menu a discesa che stanno alla base del GEM. Nella futo si vedono le jìnestre di Commando List e Output.

do ci è stato consegnato il computer per la prova. Come per le Rom del sistema operativo, anche in questo caso i primi acquirenti li riceveranno non appena disponibili. Possiamo invece appuntare la nostra attenzione sui due linguaggi, dato che abbiamo ricevuto dalla Atari Italia una versione semi definitiva del Basic e quella finale del Logo. Entrambi sfruttano le caratteristiche del GEM e quindi fanno largo uso di finestre e di menu a discesa. I n ambiente Basic le finestre sono quattro: Command, List, Output e Edit. La prima serve come editor di linea e permette di dare comandi diretti oppure di inserire linee di programma. AI momento dell'inserimento viene effettuato un controllo di validità della sintassi, ma la linea viene accettata anche in caso di segnalazione di errore obbligando cosÌ il programmatore a ribattere le linea oppure a richiamare la finestra di Edit - che si comporta come un editor di schermo - per la correzione. Alle due finestre di List e di Output sono naturalmente indirizzati il listato e l'uscita prodotta dal programma. Tutte e quattro le finestre possono essere scalate, spostate ecc. come abbiamo visto in precedenza. La possibilità di poter osservare contemporaneamente il listato ed i risultati dell'esecuzione è di chiara utilità, ma ci sembra che l'Atari abbia esagerato prevedendo in pratica due finestre distinte di edit al posto di un unico editor di schermo; così il tutto è abbastanza farraginoso ed in certi momenti persino scomodo da usare. I menu a discesa permettono di scegliere in modo immediato praticamente tutte le operazioni relative all'esecuzione di un programma, compreso il Trace e lo Step, che a differenza del primo stampa non solo il numero, ma MCmicrocomputer

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/n ambie/1/e Logo normalmente si lavora COli lo jìnestra di Logu Dialogue (a sinistra) e quella di Graphic Display (a destra); quando si deve editore un programma bisogna richiamare lo jìnestra di Edit attraverso il relativo menu.

tutta la linea in corso di esecuzione, e quelle sulla memoria di massa. 1\ set di comandi e di funzioni è molto vasto, ma ci si poteva aspettare qualcosa di più per quanto riguarda il controllo della grafica e del suono. I nteressante la possibilità del chaining, ovverossia il caricamento di un altro programma senza che ciò provochi la perdita delle variabili definite dal primo, e della dichiarazione di etichette. 1\ comando PRINT FRE (O) rivela la disponibilità di appena 40 K liberi, senza nessun programma in memoria; ci sembra un po' poco per un sistema con mezzo mega di Ram, tanto da farci venire il dubbio che il cuore di questo Basic sia un adattamento del vecchio Atari Basic, progettato per girare su microprocessori ad otto bit e quindi incapace di vedere più di 64K di Ram. Dal punto di vista della velocità di esecuzione i risultati sono piuttosto buoni, anche se da un computer col 68000 è lecito aspettarsi molto di meglio: il ciclo da I a 10000 viene eseguito in circa 8,5 secondi con la variabile di ciclo reale in singola precisione e in 6 secondi con la variabile di ciclo intera; il nostro solito mini-benchmark viene invece portato al termine in 20 secondi. Il Logo è il classico DR Logo della Digital Research, egregiamente adattato per girare sotto GEM. In condizioni normali in ambiente Logo vengono visualizzate due finestre: a sinistra il Logo Dialogue, che consente l'inserimento dei comandi, ed a destra il Graphics Display, che è il piano su cui si muove la tartaruga, rappresentata da una grossa freccia. Altre due finestre sono quella di edit e quella di Debug. In manuale del Logo è fatto abbastanza bene, ma non è un tutorial, quindi chi non conosce già il linguaggio dovrà necessariamente affiancargli un buon testo sul Logo; non ci sentia-

mo invece di esprimere giudizi sul manuale del Basic, che abbiamo visto solamente in una versione preliminare, priva di alcune sezioni oltre che di tutte le illustrazioni. Il manuale dell'utente, che riguarda quasi esclusivamente il GEM, è sicuramente il migliore dei tre; chiaro, ma mai prolisso. Tutti e tre i manuali verranno tradotti in italiano e saranno posti in vendita a 40.000 lire ( + IVA).

Conclusioni A quanto pare il vecchio Tramiel ha fatto centro. Il 520 ST è un computer che sembra davvero in grado di riportare l'Atari al vecchio splendore. L'hardware è di eccellente livello e garantisce una capacità di calcolo impensabile sino a poco tempo fa per un sistema di queste dimensioni e questo costo. L'unico appunto che è possibile muovergli riguarda l'espandibilità, relativamente scarsa. Dal canto suo il sofisticato software di sistema riesce ad «imbrigliare» nel modo migliore questa potenza, mettendola a disposizione anche dell'utente medio, che rischierebbe di arenarsi sulle complicazioni presentate dai tradizionali sistemi operativi. Per ciò che riguarda gli applicativi forniti il Basic, - al contrario dell'ottimo Logo - ci ha lasciato un po' delusi, ma va ricordato che quella che abbiamo provato non è la versione definitiva. Negli USA la combinazione tra le splendide caratteristiche tecniche e la popolarità del nome Atari garantirà assai probabilmente al 520 un futuro più che roseo; per quanto riguarda l'Italia probabilmente questa è per la casa californiana l'occasione giusta per raggiungere il successo che da noi le è sempre stato negato.

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11 DB //1 è un DBMS (Dolo Base Managemenl S)'slem) serillO dalla Ashlon Tale (lo casa del DB // e del Framework) per le macchine 16 bil della calegoria IBM e IBM compalibili. Un DBMS è uno slrumenlo sofiware parlicolare, specializzalo per lo soluzione di problemi di organizzazione e manipolazione dOli. Ha quindi un campo di applicazione ben più rislrel/o di un linguaggio «generai purpose» (quale è ad esempio il Basic), o di un Package Inlegralo (quali il Framework o il Symphony).

Non ha nessuna al/iludine non solo per i problemi scienli./ìci, per i quali esisiano linRuaRRi specializza li. ma in generale non permeI/e neanche l'ulilizzazione di luI/e le caral/eriSliche hardware della macchina, e quindi non permeI/e gra.fìca, non permeI/e suoni, non è in grado di geslire direl/amenle, con propri comandi, porte di comunicazione. Sa solo svolgere bene lo sua funzione specifica di manipolalore di dali, molla meglio ad esempio del Basic. E poiché si può dire che in luI/e le procedure geslionoli il problema principale è proprio quello della manipolazione dei dali, si spiega sia l'importanza dei DBMS nella 68

Ashton late

dBASE 111 di Francesco Petroni produzione di sofiware applicativo, sia d'allro conio, lo scarso interesse che per gli slessi hanno gli hobbisti, più interessali ad usi «diverlenli» dei propri compuler. Tra i DBMS per microcompuler quello che ha avuto il maggior successo è senza dubbio il DB I I, prodol/o dalla Ashlon Tale alcuni anni fa per le macchine 8 bit, basate sul microprocessore Z80. Su lale Package lo Ashlon Tale, nata nel 1980, ha fondato le sue fortune (ollre 30 milioni di dollari di fal/uralo nel 1984). 1/ DB I II è streltamente legalo al DB I I, in quanto, anche se è restriltivo de.fìnirlo una sua nuova release, ne conserva dellutlo la .fìloso.fìa, e buona parte della

sintassi. È slalo però tOlalmenle riscrillo (in linguaggio C) in modo da allineare le sue prestazioni a quelle permesse da/~ lo nuova generazione di macchine. E quindi, rispelto al DB Il, eslremame/1/e più polenle. Molti crilici si sono chiesli il perché del successo del DB Il, che a parere degli stessi crilici è un prodotto abbaSlanza ostico per avere una diffusione di massa, e non privo di «Ialloni d'Achille», tipo ilfamigeralo SORTo In reallà il DB // è uscito nel momento giuslo. quello in cui le macchine 8 bit avevano raggiunlo lo massima pOlenza possibile in lermini di memoria centrale e cominciavano a vedersi i primi hard disk. Le macchine, dal punto di vista hardware, MCmicrocomputer

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~·~:~~;3 quindi permettevano un uso produttivo anche nel campo gestionale. Ma il campo gestionale richiede procedure basate sulla manipolazione di grossi volumi di dati. e il Basic e i DOS elementari allora esistenti. non erano molto adatti a risolvere queste problematiche. Malgrado ciò la quasi totalità dei prodotti di software gestionale erano scritti in Basic. E così l'arrivo di un DBMS serio e soprattutto programmabile. fu accolto con un entusiasmo che oggi può apparire eccessivo. da chi aveva cominciato a trovare il Basic insufficiente per risolvere complessi problemi di gestione archivi. Oggi che lo standard di macchina gestionale (nel campo ovviamente dei microcomputer) è il PC lBM. e che per applicazioni produttive di un certo impegno. la sua configurazione standard è di 256/512 kbyte e hard disk, il DB Il! si pone come strumento che ne utilizza al massimo le caratteristiche hard. Con il DB 111è infatti normale scrivere delle procedure che gestiscono archivi che occupano un intero hard disk da IO mega. senza nessun problema di appesantimento delle normali operazioni sugli archivi.

Che cosa è un DBMS, che cosa è un DBMS relazionale Un Data Base Management System è un prodotto software intermedio tra il Programma Applicativo e gli Archivi. il cui compito è quello di manipolare gli archivi stessi per mezzo di sem· plici comandi inseriti nella procedura. In figura I vediamo uno schema che esplica questa funzione in maniera grafica e quindi molto efficace. Con un programma «tradizionale» il dialogo tra procedura e archivi avviene in maniera diretta e questo lega rigidamente i dati ad una specifica procedura. Ovviamente non è precluso l'accesso agli stessi dati da parte di altri programmi, ma questo crea come minimo dei connitti di «competenza» tra le procedure che spesso debbono essere risolti con la duplicazione degli archivi. Il DBMS invece è il solo a manipolare i file, e tramite il DBMS qualsiasi applicazione può avere accesso agli stessi dati, questo rende l'applicazione il più svincolata possibile dai dati e. parallelamente, i dati stessi indipenMCmicrocomputer

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possihile descriverne le caratteristiche senza aver capito che cosa sia una relazione tra archivi.

Produltore: AshlOlI-Tate Distributore: Editrice Italiana Software S.p.A. P.zza Castello 18 - 20121 Milallo Prezzo: L. 1.400.000 + IVA

Dal DB Il al DB 11I

denti dalla procedura. Anzi, in particolare con il DB II/DB 111,l'indipendenza è tale che si possono creare e gestire archivi senza scrivere una procedura. Per quanto riguarda l'organizzazione fisica dei Database, diremo brevemente che esistono quelli Gerarchici, in cui le relazioni tra i vari segmenti sono gestite da tabelle e puntatori, con modalità efficaci, ma un po' farraginose, e quelli Relazionali. Nei DB relazionali ciascun archivio può essere visto come una tabella di righe (i record) e colonne (i campi), e ogni colonna può essere messa in rela-. zione con altri archivi. In questa maniera è possibile accedere, dall'applicazione, ad uno o più archivi (relazionati tra di loro) come se fosse un unico archivio costruito proprio per le necessità dell'applicazione. I prodotti DB Il e DB 111, sono a tutti gli effetti dei generatori di Data Base di tipo relazionale, per cui è im-

Con la nascita della tecnologia 16 bit, e con la conseguente nascita dello standard 18M, il mondo delle software house si è trovato di fronte al dilemma costituito dalla scelta tra il «tradurre» i propri prodotti per le macchine 16 bit e l'investire risorse del tutto nuove sulla nuova area tecnologIca. In un primo periodo è prevalsa la prima soluzione che ha avuto il vantaggio di permettere la pressoché immediata disponibilità di numerosi pacchetti, che però non sfruttavano fino in fondo le capacità delle nuove macchine. Solo successivamente quindi sono stati messi a punto quei prodotti avanzati, di prestazioni adeguate all'ambiente hardware in cui debbono operare. Inoltre i n uovi prodotti, essendo destinati a essere operativi su macchine «produttive» per definizione, e nascendo in un mercato ormai pieno di centinaia di pacchetti apparentemente simili gli uni agli altri, debbono raggiungere elevati livelli qualitativi che

ARCHIVIO CLIENTI

PROCEDURA CLIENTI

OUT PROCEDURA CLIENTI

ARCHIVIO MAGAZZINO

PROCEDURA MAGAZZINO

OUT PROCEDURA MAGAZZINO

ARCHIVIO FATTURE

PROCEDURA FATTURE

IOUT PROCEDURA FATTURE

IARCHIVIO CLIENTI

ARCHIVIO MAGAZZINO

ARCHIVIO FATTURE

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GESTIONE ARCH. CLI/ART/FATT. DATA BASE MANAGEMENT SYSTEM

PROCEDURA MAGAZZINO

IPROCEDURA FATTURAZ IONE

Figura I - Schema Descrillivo della Funziolle del DBMS. 1/ DBMS (traducibile ill Italia1lO ill Sistema di Ce.Hiolle di Base Dati) realizza lo massima indipendeflZa tra ARCHIVI e APPLICAZIONI.

69


dBASE

possono essere garantiti solo da software house sufficientemente grandi ed organizzate come vere e proprie case editrici. Numerose case non hanno retto l'impatto con la nuova realtà e hanno interrotto l'attività, oppure sono state assorbite da strutture più grandi, altre, essendo nate successivamente, sono state costruite secondo le nuove regole produttive, altre, ed è il caso della Ashton Tate, sono riuscite a ristrutturarsi ed ad essere produttive anche sul nuovo fronte con prodotti totalmente ridisegnati per il nuovo ambiente hard, ma che non abbandonano le scelte strategiche vincenti che hanno determinato il loro successo nel mon-

do 8 bit. È il caso appunto della Ashton Tate che ha in catalogo sia il DB Il che il DB 111, il cui successo sta nel fatto di essere dei Data Base Management System di elevate prestazioni, il primo

Esempio di archivi in relazione tra di loro L'esempio è composto dal programma DB Il! e dall"output prodotto, consistente nella visualizzazione dei tre file base, nonché da un output in cui appaiono, insieme, dati provenienti dai tre file messi in relazione tra di loro. I comandi sono abbreviati a quattro caratteri, il che è consentito dalla sintassi del DB 111. I campi del primo file (DEBITI.DBF) sono Nome, Città, Codice, Importo. Il secondo file (TELEFO.DBF) contiene Nome. Prefisso, Telefono, ed è visto secondo un indice basato sul nome (TELEFO.NDX). Il terzo file (CODICI.DBF) contiene la scodifica dei codici presenti nel primo file, ed è quindi anch'esso indicizzato (CODICI.NDX). In pratica il secondo archivio integra il contenuto del primo, mentre il terzo produce una tabella di decodifica dei codici. Infine il programma, dopo essersi posizionato sul primo archivio, lo scorre tutto (con l'istruzione DO WHILE.. ENDDO) eseguendo un loop la cui condizione di fine è la fine del File. Visualizza alcuni campi del file, e tramite due relazioni, «preleva» dai due altri archivi attivi, i due campi voluti. La sintassi del comando è SET RELATION TO X INTO Y. Dove X è il nome del campo dell'archivio chiamante, cui deve corrispondere il campo chiave dell'archivio chiamato Y. StabiliPROGRAMMA DI PROVA CLEA ALL USE DEBITI LIST SELE 2 USE TELEFO INDEX TELEFO LIST SELE 3 USE CODICI INDEX CODICI LIST SELE l ? IlNome Prf. Telefono Importo GO TOP DO WHIL .NOT. EOF() ? NOME SET RELA TO NOME INTO B ?? B-)PREFISSO,B-)TELEFONO ?? str(IMPORTO,9)+" " SET RELA TO CODICE INTO C ?? C-)VALORE ENDD

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La installazione La confezione nella quale viene fornito il DB 111 è una scatola di cartone telato che contiene il voluminoso manuale a fogli mobili. All'interno del manuale, c'è la guida di consultazione, comodo libretto a spirale per la rapida lettura della sintassi dei vari comandi. C'è poi un altro librettino DBASE BRIDGE che mette direttamente in luce le differenze tra i due linguaggi, e quindi risulta particolarmente utile per chi conoscendo già il DB Il voglia «bruciare le tappe» nel passaggio al DB 111. Essendo in realtà pieno di esempi conviene comunque leggerlo. In un foglio mobile di plastica sono inseriti i quattro dischetti a corredo. Sono due DISCO SISTEMA l, un DISCO SISTEMA 2 e un disco di

ta la relazione in pratica si possono visualizzare contemporaneamente e senza operazioni intermedie campi dell'archivio chiamante, più i campi dell'archivio chiamato preceduti da un Y- >. questo senza dover eseguire passaggio di variabili. La potenza di queste funzionalità sta nel fatto che il lUtto è istantaneo (cosa che si può notare solo eseguendo una prova sulla macchina), in quanto potendo lavorare su più archivi, contemporaneamente aperti, il passaggio tra I"uno e I"altro, non comporta chiusure e/o aperture di file, operazioni comunque lente. Anzi l'impressione che si ha, è che i dati siano li pronti per essere visualizzati in quella forma. Va notato infine che l'assenza della relazione non provoca un errore, ma semplicemente rimane un vuoto.

3 2 4

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dove ormai sono disponibili scritti in DB 111.

disegnato su ambiente 8 bit e trasferito sul 16 bit, il secondo progettato direttamente per questo ambiente e quindi in grado di sfruttarne appieno la possibilità, pur ricalcando la filosofia del predecessore. Quindi la Ashton Tate ha scelto di non abbandonare una linea risultata di successo, anzi, dimostra di considerare il DB 111 come una nuova release del DB Il, fornendo i programmi di conversione tra i due ambienti, e dimostra di considerare i file prodotti dal DB III come file standard, leggibili direttamente dal Framework, prodotto integrato della stessa Ashton Tate. La conferma del successo di questo pacchetto viene anche dal fatto che nascono centinaia di prodotti di supporto, sia nel campo editoriale (libri, manuali, ecc.), sia nel campo software (compilatori, generatori di report, ecc.), sia infine nel campo applicativo

11I

4 5 6 7 8 9 10 Nome FEDERICO LUIGI GUIDO ROMEO MARCELLO

NOME FEDERICO LUIGI GUIDO ROMEO MARCELLO

CITTA ROMA MILANO GENOVA CATANIA FIRENZE

NOME FEDERICO GUIDO LUIGI ROME O

PREFISSO 06 051 02 066

CODICE IMPORTO 600000 02 09 680000 04 345000 45000 05 300000 05 TELEFONO 7312345 543243

9343211 456632

VALORE MERCERIA CALZATURE ABBIGLIAMENTO FERRAMENTA FRUTTERIA PIZZERIA BARBIERE CARTOLERIA MACELLERIA LIBRERIA

CODICE 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 Prf. 06 02 051 066

Telefono Importo 600000 7312345 680000 9343211 543243 345000 45000 456632 300000

MCmicrocomputer

Categoria CALZATURE MACELLERIA FERRAMENTA FRUTTERIA FRUTTERIA

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Figura 2 - Videata Iniziale del OB Il/. Anche il OB 111.come ormai tutti i pacche/li della sua classe (e costo). non vengono venduti. ma rilasciati in licenza d·uso per 50 anni. Questo comporta da parte dellicenzatario il rispe/lo di determinate regole di comportamento.

ESEMPI E PROGRAMMI AUSILIARI. I primi due non sono copiabili, il terzo e quarto invece lo sono. In una situazione di lavoro a due dischetti, il caricamento iniziale si fa, ovviamente partendo da DOS, con il DISCO SISTEMA l, che richiede dopo qualche secondo il caricamento del DISCO SISTEMA 2 che «ci conduce» in ambiente DB. Il disco l, quello che non si può copiare, non deve essere presente e quindi può essere nel frattempo utilizzato in altri computer. Il sistema di protezione è quindi quello che comporta necessariamente la presenza del dischetto originale solo nella fase di caricamento iniziale. Nel DISCO SISTEMA 2 sono presenti oltre all'overlay del DB, anche l'HELP e l'ASSIST (che come vedremo sono interattivi), non c'è molto spazio per altre cose e quindi è bene che il lavoro sia sul disco B. In una situazione di applicativo, non essendo necessario né HELP né ASSIST in linea, conviene caricare tutti i programmi sul disco A e lasciare tutto il disco B a disposizione degli archivi. Questo va bene finché l'applicativo non è molto complesso, ma se è voluminoso è probabile che lo siano anche gli archivi e che quindi occorra lavorare comunque con hard disk. Se si lavora con hard disk si può installare tutto su una directory, seguendo la procedura di installazione, in questo modo si può accedere all'ambiente DB 111 direttamente, senza utilizzare nessuno dei DISCHI SISTEMA. L'installazione su hard disk comporta il fatto che il DISCO SISTEMA I non potrà più essere utilizzato se non dopo aver eseguito la procedura inversa di disinstallazione. A completamento dell'installazione occorre inserire obbligatoriamente nell'unità con la quale viene lanciato il DOS il file CONFIG.SYS, con il quale il DOS setta il numero dei file e dei buffer di lavoro, e che il DB 111 sfrutta MCmicrocomputer

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l'USO.

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Figura 3 - Videata Iniziale dell'ASSISTANT STANT. spiega il modo di muoversi sui menu.

La prima videata dell'ASSI-

al massimo. Nel disco dove c'è il DB overlay può essere presente il file CONFIG.DB, che si costruisce (cosi come il CONFIG.SYS) sotto DOS, che setta il modo di lavorare del DB. Ad esempio con il CONFIG.DB si può setta re l'uso del colore, e questo comporta la definizione dei colori sfondo, primo piano, zone di input. La definizione vale fino a che non venga eseguito un nuovo settaggio. Con il CONFIG si può anche indicare il PROGRAMMA applicativo da caricare direttamente con il boot.

golo comando è spiegato al di là della sintassi. Una cosa che manca, e che invece era presente sul manuale «americano», sono i listati dei vari programmi dimostrativi. Il quarto dischetto contiene infatti un vero e proprio programma di contabilità che al di là della sua funzionalità, che può non interessare, serve da esempio «reale» di utlizzazione del linguaggio e come tale dovrebbe essere commentato.

Il manuale

Il DB III può essere utilizzato in due modalità differenti, in comandi diretti, oppure come vero e proprio linguaggio di programmazione con il quale costruire delle procedure. Con la prima modalità si possono costruire e gestire archivi, crearne varie organizzazioni, disegnare dei Report, operare selezioni basate su confronti logici, ecc. Si riesce anche a lavorare su più archivi utilizzando relazioni. Si arriva quindi a operare su archivi consistenti, senza dover scrivere procedure o addirittura senza saper programmare. Se questo tipo di utilizzazione è sufficiente si può anche sfruttare l'ASSIST, che è un interfaccia tra utilizzatore e prodotto, organizzato secondo la ormai consolidata tecnica dell'albero dei menu e che permette di operare su molte funzionalità (che vedremo dopo) guardando solo il video e dirigendo le operazioni tramite due tasti freccia, e contemporaneamente ... imparando il DB II I. Ma il DB 111 è, oltre a un Data Base Management System, anche un potente linguaggio di programmazione, con il quale è possibile realizzare procedure anche molto complesse e che possono sfruttare al massimo le elevate potenzialità di un personal computer e del suo hard disk. È chiaro che in questo caso lo stru-

Il manuale è suddiviso in varie parti per un totale di circa 500 pagine. La prima parte si chiama Apprendimento e descrive le varie funzioni in maniera graduale e discorsiva. La seconda parte si chiama Comandi (è quindi il Reference) ovvero l'elenco dei comandi, in ordine alfabetico, uno per pagina con la sintassi e un esempio. Vi è poi la parte relativa alle funzioni, che sono di sistema, matematiche, di stringa e di data, ed infine una serie di i1Ppendici e di tabelle esplicative. E senza dubbio fatto molto bene, non solo come organizzazione e come testo, ma anche da un punto di vista «editoriale», che peraltro è identico a quello dell'originale americano. La traduzione realizzata a cura della Editrice Italiana Software è molto accurata e sicuramente è stata fatta da specialisti. L'approccio via manuale al DB 111 va fatto leggendo la parte «apprendimento». Una volta appreso l'argomento durante l'uso dovrebbe essere sufficiente ricorrere all'HELP interattivo per ricordare la sintassi delle funzioni (di cui però bisogna ricordare l'esistenza) oppure, se per motivi di spazio non si è caricato l'HELP, ricorrendo al prontuario. In casi estremi si deve ricorrere al REFERENCE dove il sin-

I modi di lavorare

del DH III

71


dBASE

mento va usato con un mInimo di esperienza di programmazione. Esperienza o da specialisti o da utilizzatori «avanzati». Questo non vuoi dire che un «novellino» troverà un muro invalicabile, ma vuoi solo dire che, perlo-' meno all'inizio, sottoutilizzerà lo strumento. Come linguaggio di programmazione è ovviamente particolarmente adatto per quelle applicazioni che necessitano di numerosi archivi ed indici e di frequenti accessi ad essi. È potente anche come funzioni di stringa, necessarie in applicazioni gestionali, ma non lo è altrettanto con le funzioni matematiche, per cui risulta inadatto per applicazioni scientifìche (mancano ad esempio del tutto le funzioni trigonometriche), ed inoltre, essendo un interprete risulta molto lento nei calcoli matematici complessi. Il DB III ha una sintassi che «obbliga» a fare programmazione strutturata, soprattutto per il fatto che mancano del tutto le istruzioni di salto, che sono state sempre avversate dai puristi

FUNZIONALITA' COMANDI

DELL'

ASSISTANT

ASSISTANT

DB

della programmazione. Questo mette in crisi i programmatori «pasticcioni», ma fa felici i programmatori «ordinati» che già utilizzano tecniche di programmazione strutturata. Al lavoro Entrati in ambiente DB 111, con le modalità descritte in precedenza, appare dapprima una videata monitoria (vedi fìg. 2) che avverte l'utente delle norme che regolano la licenza d'uso del prodotto. Il prompt che indica il READY della macchina è un punto che appare sulla sinistra dello schermo. A questo punto si può usare il DB III in comandi diretti, che permettono quasi tutte le funzionalità sugli archivvi (ovvero, creazione, aggiornamento, cancellazione, ecc.), permettono l'uso dei comandi di servizio (indice dei file, copia, cancellazione e rinominazione dei fìle, ecc.), permettono la definizione delle variabili, ecc. Per scrivere un programma occorre

111

COMANDI

DB

111

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Aggiunge Corregge Edit Cancella Ripristina Sostituisce Posiziona

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;POSIZIONA

Cerca Trova Prosegue Salta Va Modifica Recupera

:LOCATE FOR condizioni :FIND chiave :CONTINUE :SKIP numero passi :GO numera record : vedi MODIFICA : vedi RECUPERA

:RECUPERA

Visualizza Somma Media Conta Etichette Prospetto Posiziona

:OISPLAY campi FOR condizioni :SUM campo FOR condizioni :AVERAGE campo FaR condizloni :COUNT campo FOR condizioni :LABEL FORM nome label FOR condizioni :REPORT FORM nome report FaR condizioni : vedi POSIZIONA

Crea Indice Ordina Copia Compatta

:INDEX ON nome campo TO nome file indice :SORT ON nume campo TO nome +ile :COPY campi TO nome file FOR condizioni :PACK

MODIFICA

:ORGANIZZA

:SERVIZI

Drive :SET DEFAULT TO drive Copia File :COPY FILE nome file 1 TO nome file Indice :DIR Rinomina :RENAME nome file 1 TO nome file 2 Elimina :DELETE FILE nome file Modif. Struttura:MODIFY STRUCTURE

2

---------------------------:-----------------------------------------Figura 5 - Schema Comparativo tra ASSISTANTe COMANDI DB III.L 'ASSISTANTcostituisce una ill/erfaccia tra molti dei comandi DB 111 e l'utente alle prime armi che vi accede logicamente tramite un menu guidato.

72

111

entrare nell'editor del DB 111, cosa che si fa con il comando MODI FY COMMAND nome del fìle. L'editor è abbastanza potente (molto più di quello del DB Il, ma molto meno di un buon Word Processor) e permette di scrivere il programma anche facendo dei merge con programmi scritti in precedenza. Per eseguire il programma si usa il comando DO nome del fìle. Questo vale anche se il programma da eseguire è a sua volta richiamato da un altro programma. In tal caso il ritorno al programma chiamante si ottiene con il comando RETURN inserito nel programma al livello più basso. Interessante è la gestione delle variabili che sono rilasciate automaticamente al rientro nel programma chiamante, a meno che non siano defìnite, con un'apposita istruzione, pubbliche. Questa regola, unita al fatto che il numero delle variabili defìnibili è di 256 e che la loro memoria complessiva può essere ampliata in fase di settaggio dei parametri, pone rimedio a quello che era uno dei maggiori difetti del DB Il, cioè la limitazione sul numero e la memoria totale disponibile per le variabili. Anche se si deve lavorare con programmi, la creazione degli archivi va fatta tramite il comando diretto CREATE che utilizza una maschera per l'immissione dei campi, del tipo dei campi (vedi dopo) e della loro lunghezza. Una volta creato il fìle, ma sempre lavorando in comand,i diretti, si possono eseguire i comandi APPEND (per l'accodamento dei record), E D IT per la loro eventuale modifìca, BROWSE che mostra gli stessi dati su più righe e quindi permette modifìche sull'archivio con modalità FULL SCREEN. Inoltre si possono eseguire tutti i comandi diretti di ricerca, selezione, cancellazione, nonché modifìca per condizione. Circa il modo con il quale ci si può muovere sull'archivio, rimandiamo al paragrafo seguente intitolato File Dati e File Indici. Il comando Assistant 11metodo più veloce per apprendere il DB 111,per chi non conosca il DB Il, è quello di usare l'ASSISTANT. L'ASSISTANT è un tool che permette di utilizzare buona parte dei comandi del DB 111per mezzo di un menu guidato. E mentre si eseguono i comandi. e quindi se ne comprende il funzionamento, appaiono anche delle righe di testo che spiegano il comando stesso. Nelle fìgure 3 e 4 vediamo i primi due menu, quello introduttivo, che MCmicrocomputer

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Figura 4 - Help Iniziale sulla Maschera dell·ASSISTANT. Anche l'ASSISTA NT permeI/e l'accesso al/'H ELP interal/ivo ... pilì facile di così... Nel nostro caso sì vede /'indice deì menu dì secondo livello.

spIega i vari movimenti possibili, e quello principale, che indirizza alle prime grandi categorie di comandi. In figura 5 riportiamo una tabella che mette in relazione le funzionalità dei due livelli di menu dell'Assistant con i corrispondenti comandi DB 111, richiamati per eseguire la funzionalità stessa, e, poiché i comandi di menu sono in Italiano e quelli DB III rimangono in Inglese, si fa contemporaneamente un buon esercizio di traduzione. È quindi un metodo di apprendimento interattivo e guidato, ma non può arrivare a sfruttare fino in fondo, né lo vuole, le potenzialità del DB 111. Inoltre essendo in pratica esterno al D BIlI la sua presenza sul dischetto operativo non è indispensabile. Tipologia dei comandi e loro sintassi Il DB IIl possiede circa 150 comandi, divisibili grossolanamente in alcuni gruppi logici: - creazione di file dati (definizione di una struttura) - gestione di file (senza modificarne la struttura) - manipolazione di file dati (uno o più file) - editazione dei file (per visualizzazione e/o modifica) - elaborazione - comandi di servizio (accesso ano che a comandi DOS) gestione delle variabili di memona parametri da setta re (35 parametri) gestione di altri tipi di file (REPORT, LABEL) comandi utilizzabili in programmI

per gestire le periferi-

che. MCmicrocomputer

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AHo.e. U.cita: Eac o i.-ettere e'-jlftdo.

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Figura 6 - Videata d~ Help Comando LlST. L'H ELP fornisce la sintassi del comando richiamato. E molto urile in quanto alcuni comandi hanno sintassi molto articolate in quanto permeI/ono numerose e differenti funzionalità.

Dispone inoltre di circa 50 funzioni, tra matematiche, logiche, di stringa e di data. Alcuni comandi sono estremamente potenti e necessariamente la loro sintassi diventa complessa. In pratica con un unico comando si riesce a produrre un effetto che con un linguaggio «tradizionale» avrebbe richiesto numerose righe di programma. Facciamo due esempI. Il comando L1ST. Il comando più semplice per visualizzare un archivio (già creato e contenente dati) è il L1ST, che ha una sintassi molto nessibile in funzione del risultato che si vuole ottenere (vedi fig. 6). Esempio: L1ST elenca tutti i campi di tutti i record. L1ST OFF come sopra, senza la visualizzazione del numero record (gestito da DB 111) L1ST < elenco dei campi> visualizza solo i campi desiderati, inoltre all'interno dell'elenco dei campi si possono inserire anche altre funzioni (ad esempio il prodotto di 2 campi). L1ST FOR < condizione>. Dove la condizione è una qualsiasi composizione di condizioni logiche eseguite su uno o più campi. Inoltre è possibile, tramite un settaggio iniziale, definire l'ordine di visualizzazione (SET lNDEX TO ...), oppure decidere se far apparire o meno le intestazioni dei campi (SET H EADING ON/OFF). La sintassi del comando ha quindi una parte obbligatoria, nel nostro caso LI ST, e una serie di parti facoltative che permettono di «tagliare su misura» il risultato. Vediamo il comando COPY (fig. 7). Il comando COPY ha una sintassi simile al L1ST solo che il risultato non è un output su video o stampante, ma su file. O meglio viene creato, direttamente dal comando COPY, un file di

struttura pari a quella dei campi passatigli e contenente solo i record che rispettano le condizioni impostate. Con un linguaggio tradizionale lo stesso risultato si può ottenere solo creando prima il file «ricevente» e scrivendo una routine per eseguire il «filtro» dei dati. I comandi più complessi sono quelli di tipo CREATE, che permettendo di realizzare o una struttura o un prospetto, comportano l'esecuzione di vere e proprie sottoprocedure. In figura 8 vediamo la maschera prodotta dal comando CREATE. L'immissione dei vari campi comporta la definizione del nome, del tipo (per la tipologia dei dati vedi dopo), della lunghezza. Il comando esegue i vari controlli formali sui dati immessi ed esegue i conteggi. Un interessante miglioramento rispetto al DB Il è l'esecuzione del MODIFY STRUCTURE, direttamente sull'archivio da modificare. Questa operazione avviene conservando tutti i dati preesistenti, i cui campi non vengano modificati. Un altro comando estremamente potente, al di là di quanto faccia capire lo stesso manuale, è il CREATE REPORT, di cui in figura 9 vediamo ~a maschera operativa, che permette di controllare sia i campi dell'archivio del quale si sta realizzando il REPORT, sia direttamente il formato risultante. Il comando permette non solo la realizzazione di totali e sottototali (ovviamente per far questo l'archivio deve essere indicizzato secondo i campi di raggruppamento), ma di realizzare al suo interno una relazione con un altro archivio e con variabili esterne. Il CREATE REPORT crea solo un formato di stampa, ovvero un modo di stampare certi dati. Per richiamare tale formato c'è il comando REPORT FORM nome del formato < condizio73


dBASE

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•• 11•• : TTMr

SCELTA: •••••• Figura 7 - Videata di Help Comalldo COPY. 1/ coma lido COPY è 11110 dei pii; potenti, in quol1/o permelfe «il, IIl1 colpo so/o» di creare partendo da Wl arcl1il'in a'lira, lin altro arcl1il'irJ, stabilendo sia i campi sia i record da inserir l'i.

ni> < OUlput >. Ovvero definito il come stampare (con il formato), con le condizioni si stabilisce che cosa stampare e su quale output (PRINTER, SCREEN, FILE). E poiché inoltre le condizioni possono essere fornite via variabile, con un'unica istruzione si possono eseguire numerose stampe, ciascuna delle quali molto complessa.

Tipi di file Lavorare con il DB I Il comporta, volenti o noi enti, la scrittura di numerosi file, che il DB III stesso battezza con ben 9 tipi differenti di suffissi. .DBF .DBT .NDX .FMT .FRM .LBL .MEM PRG .TXT

File File File File File File File File File

Dati con Campi MEMO Indici Formato Video Formato Stampa Formato Etichette Variabili di Memoria di Comandi o Procedura di Testi in Formato ASCII

La costruzione di un archivio comporta la scrittura di un file tipo *.DBF, se uno dei campi di questo file è del tipo MEMO, sarà creato anche un file tipo *DBT. Se il file deve essere organizzato secondo una o più chiavi, si realizzeranno uno o più file tipo *.NDX. Se l'accesso ai file deve avvenire attraverso una maschera di immissione, disegnata dall'utente (non quella stand ard proposta da DB Il I) si costruisce un file tipo* FMT. In output si possono costruire, e il DB III guida la costruzione in maniera interattiva, REPORT, basati non soIa sui campi di un archivio, ma anche su relazioni con altri archivi e a calcoli matematici con variabili esterne all'archivio. Il file generato è di tipo

74

Figllra 8 - Maschera di Laroro del Coma lido CREATE. 1/ comalldo CREA lE nome del jì/e. è quello C011 cui si crea la struttura di lill Archirio, le opera:irmì sono guidate

da una nW.H'hera che ne controlla

*.FRM, oppure *.LBL se si stampano etichette. La procedura, scritta in linguaggio DB 111 ha suffisso *.PRG. Tale formato è leggibile da DOS e anche da Word Star. In pratica per scrivere una procedura in DB 111, non è indispensabile entrare in DB III. Infine un file *.DBF può essere «tradotto» in formato ASCI I standard e come tale letto direttamente da altri ·linguaggi o prodotti che hanno accesso al disco su file di questo tipo (es. BASIC, SYMPHO Y, WORDSTAR). Va anche detto che il D B 111 ha «ottimi rapporti» con il DOS. Possiede infatti un comando RUN richiamabile con il punto esclamativo e con il quale si può eseguire un comando DOS (che abbia desinenza *.COM oppure *. EX E). Questo a condizione che con .il settaggio tramite il CONFIG.DB si las~i spazio per altre applicazioni. E quindi possibile dal DB 111, creare un file *.TXT leggibile da Basic, sempre dal DB 111, richiamare il Basic ed eseguire un programma Basic che rielabora il file *TXT, e alla fine ritornare al DB III. Niente male!

Tipi di campi Durante

è possibile

la creazione di un archivio definire 5 tipi di campi.

C

Carattere

(fino a 254 caratteri).

N

umerico (fino a 15 cifre significative, e con possibilità di definire la posizione della virgola).

D

Data nel formato europeo (GGI M MI AA). Tale formato consente l'esecuzione di calcoli numerici e di confronti logici. Per la visualizzazione occorre usare delle funzioni di traduzioni in stringa.

la ('o,reffe::a

M

Memo (fino a 4.000 forma libera).

L

Dati di Tipo Logico contrario N n F f).

formale.

caratteri

In

(S s T t e il

Ottimo il formato DATA, che fortunatamente è stato tradotto in formato europeo, anche se esiste la possibilitù di usare (ma solo in fase di output) molti altri formati. Buona l'idea dei campi formato MEMO, ma è troppo difficile usarli produttivamente, in quanto non è possibile eseguire su di essi operazioni di editing né in fase di immissione, né in fase di emissione. Non ho particolare propensione per i campi logici, pressoché equivalenti a campi FLAG di un solo carattere. Inoltre, e questo lo considero un difetto, l'operazione di confronto logico, produce una variabile logica T-true (vero) o F-false (non vero) e non un valore matematico, più direttamente usabile in calcoli matematici. Que~to conferma la scarsa attitudine del DH III ai calcoli aritmetici.

File dati e file indici Una delle caratteristiche pri nci pal i del DB III è costituita dalla suddi\isione degli archivi in archivi DATI. che sono organizzati in modo sequenziale, e in archi\·i INDICI, che co~tituiscono, potremmo dire, un modo di vedere l'archivio DATI. Il DB 111 attribui~ce ad ogni record un numero progres~i\·o di immis~ione che si può richiamare con la runzione RECNO(). L'assegnazione di que~to numero è quindi sequenziale, ed e gestita dal DB 111. Per ricercare un record in un file bisogna o conoscernc il numero progressivo (e si usa la istruzione GO N), oppure occorre ricercarlo scorrendo tutto il file l'in quando non si tro\'a quello che corrisponde ad MCmicrocomputer

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1/ comando con il qllale

anche complesso

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l'iSIlO-

Figllra IO - Videata consegllente al Comando DISPLAY STA TUS. lavora contemporaneamente SII più .fìle. alcllni dei qllali indicizzati. rio sapere esallamente qllale sia qllello selezionato al rnomento.

Qllando si è necessa-

da pii; .fìles.

e conclusioni

Il DB III è un Data Base Management System e quindi risolve al meglio problemi di gestione di grossi volumi di dati, è quindi adatto ad essere utilizzato in quelle applicazioni che,manipolano grossi volumi di dati. E un Data Base Relazionale e quindi permette un accesso contemporaneo a più MCmicrocomputer

»»»)

C D

conteMto:

una data condizione. Se l'archivio è lungo occorrono minuti. (e uniche operazioni che riattribuiscono i numeri progressivi sono il SORT (ordinamento fisico del file), il PACK (cancellazione fisica dei record cancellati logicamente), e l'I SERT (immissione di un record con un numero determinato). Sono quindi tutte operazioni lente, assolutamente da evitare aWinterno di procedure gestionali, specialmente se gli archivi sono grandi. Il FILE indice dà la soluzione a questi problemi in quanto consiste in un archivio, in genere ben più ristretto di quello DATI, in cui una determinata chiave di ricerca (ad esempio un campo deWarchivio DATI) viene legata al progressivo gestito dal DB 111. E la ricerca tramite questa chiave è comunque istantanea, qualsiasi sia la dimensione dell'archivio dati. In pratica dato un Archivio Dati si costruisce una o più modalità di lettura (ARCHIVI INDICI) per cui è possibile tramite una o l'altra chiave accedere direttamente al record cercato, tramite la istruzione FI NO «chiave». Una volta definita uml o più chiavi di accesso, il DB III garantisce comunque l'allineamento dei vari archivi (quello DATI e quelli I NDICI) durante le varie fasi operative sul file. Il concetto di FILE DATI e FILE I DICE è fondamentale, anche se purtroppo non è un concetto facile.

Valutazioni

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Figllra 9 - Maschera di Lavoro del Comando CREATE CREATE REPORTcostilllisce IInvero e proprio Rep0r/ licco ed elahora

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e-,i ••fi.iti:

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archivi, che ai fini dell'applicazione possono essere considerati come un'unica base dati. È un prodotto destinato ad essere utilizzato per applicazioni iJ!1portanti e quindi da gente esperta. E comunque prevista anche un'utilizzazione «friendly», ma questa avviene tramite un'interfaccia esterna, l'Assistant, che in una procedura operativa e produttiva non serve. Per utilizzazioni importanti diventa un linguaggio di programmazione a tutti gli effetti, con il quale è possibile realizzare procedure destinate a utenti

Faremo un corso pratico di DB II e DB III MCmicrocomputer pubblicherà un corso pratico di OB Il e OB 111,che inizierà dal prossimo numero e che sanì curato da Francesco Petroni. Lo definiamo pratico in quanto non vuole essere un doppione del manuale, magari messo in altra forma, manuale che come al solito rimane il principale testo di ogni prodotto. Ma vuole essere un approfondimento basato soprattutto su esempi pratici che facciano capire meglio le varie funzionalità e che eventualmente ne suggeriscano ambiti applicativi. ~ Un'altra condizione sulla quale fonderemo il corso è quella di non richiedere alcuna preconoscenza di altri linguaggi in quanto le varie funzionalità saranno spiegate con esempi, in tal modo cercheremo anche di «raggiungere» lettori che attualmente non usano OB Il o OB 111, ma che avendone sentito spesso parlare vogliono vedere di che cosa si tratta. Il corso sarà contemporaneamente di OB Il e OB 111, data la identica filosofia e la quasi identica sintassi dei due linguaggi. Ove fosse necessario citeremo e faremo vedere le differenze.

finali non specialisti. La stesura dei programmi è facilitata sia da una logica di programmazione che costringe alla programmazione strutturata, sia dall'esistenza di funzioni cosi potenti che da sole risolvono buona parte dei problemi abituali. Il DB III inoltre può produrre file del tipo TXT, leggibili direttamente da DOS e quindi dagli altri linguaggi, e questo risolve buona parte dei problemi di integrazione con procedure giù esistenti e/o future. Quindi dei due obiettivi che aveva l'Ashton Tate, quello di sfruttare al massimo le potenzialitù di un microcomputer 16 bit della classe PC IBM, è sicuramente raggiunto. Quello di rinverdire il successo commerciale del DI3 Il, con un prodotto che ne ricalca la filosofia (e ne corregge i difetti) si potrù giudicare fra qualche mese. Mentre del D B Il non esiste una versione italiana, il DB II1 esce, abbastanza tempestivamente rispetto alla analoga release americana, in italiano e in una veste editoriale identica all'originale. La versione è curata dalla Editrice Italiana Software, che rappresenta in Italia i prodotti Ashton Tate e che quindi ha in catalogo anche il Framework, la cui prova è stata da noi pubblicata nel numero 41 di Me Il DB III inoltre è presente nei cataloghi ufficiali sia IBM che Olivetti. Il prezzo di 1,400.000, malgrado la potenza del prodotto e malgrado la elegante veste editoriale, è elevato, anzi addirittura proibitivo se l'utente ne deve fare una utilizzazione «persona!» o hobbistica o semplicemente di studio del linguaggio. Ma è chiaro che se il DB III serve per realizzare una procedura operativa in un reale ambiente di lavoro, la spesa diventa minima rispetto ag)i investimenti in termini di macchine, uomini e programmI. Me

75


QL Toolkit di Raffaello Dopo un lungo periodo di stallo iniziale, in cui l'unico software disponibile per il QL è stato il quartetto fornito di serie (Quill, Easel, Archive ed Abacus). peraltro alla prima edizione e non privo di difetti, si è avuta principalmente da parte delle software house del regno unito, una introduzione più o meno improvvisa sul mercato, di un certo numero di pacchetti (linguaggi, giochi, grafica) discretamente costruiti e talora egregiamente coniugabili con certe nostre esigen?e specifiche. E il caso del QL Toolkit, un pacchetto di utility prodotto dalla Qjump e distribuito dalla stessa Sinclair; si tratta di un package articolato su vari fronti e destinato a soddisfare diverse esigenze di utilizza tori cui non basta quanto offre il sistema operativo ed il pur potente ed elastico SuperBasic. 1/ QL Toolkit è un attrezzo davvero multiuso, come quei coltelli-pinza-forbice-cacciavite (e chi più ne ha, più ne metta) che si vedono in vetrina di qualche ben fornito negozio di articoli sportivi. In quest 'articolo vedremo come funziona e se davvero mantiene tutto quel che promette. Il QL Toolkit aggiunge alla lista di comandi già presenti nel linguaggio residente (sono un centinaio di Key-

76

De Masi word) non già 3 o 5 o 100 20, ma oltre 60 statement, funzioni o procedure nuove. Ed ancora, il pacchetto contiene 7 programmi in linguaggio macchina, 5 programmi in SuperBasic, 4 sorgenti di caratteri, 4 utility finalizzate ai microdrive. A questo punto i casi sono due: o dedichiamo tutto il fascicolo a questo pacchetto o siamo forzatamente sintetici. Anche a voler dedicare 20 righe di rivista ad ogni statement e una quarantina ad ogni programma ci vorrebbero una decina di pagine solo per fare un semplice riassunto. Poiché una ipotesi del genere non è plausibile, spulceremo qua e là il manuale d'uso alla ricerca delle istruzioni di particolare utilità ed interesse. Per il resto, beh, sarebbe come raccontare tutto un film e non lasciare niente allo spettatore. Lanciato in autorun (programma BOOT-) all'accensione (pratica non sempre raccomandabile, data l'abitudine che crea a lasciare il microdrive nel calcolatore) oppure eseguendo LRUN MDVI-BOOT (in questo caso viene cancellato l'eventuale programma Basic già residente) o la sequenza: BASE = RESPR (9216) LBYTES MDV1-EXTEN-BIN,BASE CALL BASE

lo schermo

presenta

solo

un orologio

digitale nella finestra I (ne parleremo tra poco) settato in modo casuale (ma stranamente sempre nell'anno 2000). Il sistema, cioè, ha caricato una serie di routine in LlM e possiede, già implementate, una serie di nuove funzioni e di statement. Il SuperBasic è stato, cosi, arricchito di 66 funzioni. Vediamone qualcuna. Cominciamo con ED. Questo comando, seguito da un numero linea. chiama un editor di schermo che lista il programma (dalla prima linea o dalla linea specificata) nella finestra n. 2 (se si usa un monitor è quella di sinistra; con un televisore la parte alta dello schermo comprende ambedue le finestre l e 2). Il cursore può essere mosso in tutte le direzioni, sÌ da portarlo sul punto dove si desidera la correzione o l'aggiornamento; appena viene effettuato un cambiamento nella linea, questa appare tutta in campo inverso. Spostando il cursore fuori dalla linea questa ridiviene normale se la correzione è valida e sintatticamente, altrimenti compare nella finestra 0 il messaggio BAD LI N E e la linea resta in campo inverso. Se si cambia il numero di linea, quello vecchio viene cancellato. Va sottolineato che agendo sui tasti del cursore si può raggiungere ogni linea del programma senza dover richiamare il comando ED; in altre parole lo schermo si comporta effettivamente come una finestra sul listato, finestra che può essere spostata da un estremo all'altro con i tasti del cursore per quanto lungo sia il programma. Un gruppo di 8 comandi funzionanti sotto Q DOS ed unificati dalla parola JOB sono dedicati al multitasking. In MT possono funzionare nello stesso momento diversi programmi, estranei o cooperanti tra di loro. Nel secondo caso evidentemente, può accadere che un programma debba attendere l'esecuzione di una parte dell'altro per ricavare da esso dati che gli servono per le sue elaborazioni. Questi comandi consentono allora di sospendere dei programmi mentre altri vanno avanti, di stabilire precedenze nell'elaborazione di certi dati o nell'utilizzo di certi canali di I/O, di settare errori o sequenze di analisi di essi in runtime, ecc. Un set di istruzioni consente di operare su file. Sono previste procedure di RENAME (cambio di nome), TRUNCATE (consente di troncare il file aperto sul canale # alla posizione corrente del puntatore), Wl EW (mostra le linee di file con scrolling non ininterrotto), STAT, WDIR, WSTAT (stampa la directory del microdrive, ricordando ed evidenziando le ultime operazioni di aggiornamento), WDEL e WDELF (cancellazione). Ancora, comandi per accessi random a file, apertura di questi, creazione di nuovi o soMCmicrocomputer

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;;~~:;~aSSE~ vrascrittura di vecchi, lettura delle informazioni contenute nell'header dei file. Un set di comandi e funzioni consente, inoltre conversioni reciproche tra i numeri binari esadecimali e decimali. Ancora, un gruppo di comandi inOuenzano direttamente il controllo del video, abilitando o disabilitando lo spostamento del cursore, manipolando il set di caratteri (fino a CHR$(91» presente nel QL. Estremamente versatile è lo spaziatore di caratteri. Questo è diverso dal CSIZE del SuperBasic in quanto non innuenza le dimensioni delle lettere ma solo lo spazio tra esse, sia in senso orizzontale che verticale. Tale comando va usato con precauzione, in quanto è possibile che i caratteri così spaziati (non ingranditi, lo ripetiamo), vadano fuori schermo. Viene anche implementato il FREEMEM (FRE dei più diffusi BASIC) col quale è possibile conoscere la quantità disponibile di memoria; poteva essere anche utile, ma l'autore del package evidentemente non ci ha pensato, effettuare una distinzione fra le diverse aree di memoria (heap, stack, ecc.). Altri comandi operanti sulla memoria consentono di allocare e deallocare aree riservate e funzionare da garbage collector. EXTRAS consente di estendere ilSuperBasic introducendo nuove funzioni e procedure previste dall'utilizzatore. Non è il semplice DEF FN del

Produttore: Q & Jump Software Sinclair Research Ltd 25.Willis road. Cambridge CBI. 2AQ. Gran Bretagna Distributore per l'Italia: GBC Italiana - V.le Malleotli 66 20092 Cinisello Balsamo (MI) Prezzo (IVA esclusa): L. 59.000

linguaggio di base in quanto le nuove definizioni definite con EXTRAS risiedono in memoria in una forma pseudocompilata. PARTYP e PARUSE, seguite da un nome, consentono di stabilire la forma (stringa, numero intero o in virgola Outtuante) e il tipo (semplice o array) della variabile nominata. Passiamo ora ad un comando molto potente: si tratta di EX (ET, EW sono forme specializzate dello stesso comando). Esso consente di chiamare contemporaneamente programmi e data file; non solo, ma, in condizioni di default, i primi vengono sottintesi nel drive I ed i secondi nel drive 2. EX, inoltre, è estremamente utile col multitasking: quando due o più programmi sono, per così dire, sequenziali, (vale a dire che il primo maneggia dati fino ad un certo punto, passandoli poi al secondo, questi al terzo e così via) è possibile specificare l'ordine di esecuzione dei programmi o l'ordine d'utilizzo dei file dati eventualmente assegnando loro canali diversI.

Sulla sinislra dello schermo si vede l'oUlpUl prodollo da uno dei due demo del package; a deslra invece parle del catalogo della carluccia che conliene il Toolkil. In basso si vede l'orologio. aggiornabile con il comando SDATE.

MCmicrocomputer

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Una intera sezione del manuale è dedicata ai filtri; si intendono con questo nome semplici programmi che eseguono certe operazioni su dati in input (da tastiera o da altri programmi) e passano i risultati ad altri programmi o direttamente all'output. Ancora, in questo Toolkit, sono presenti 5 programmi d'orologio, sia digitale che analogico, con output sullo schermo e funzioni diverse. L'aggiornamento dell'orologio può avvenire direttamente da SuperBasic, usando il comando SDATE. Esiste pure un programma di sveglia o d'agenda che setta orari in cui un cicalino (e volendo un'informazione) avvisano di certe scadenze. I programmi, evidentemente, funzionano in multitasking per cui non disturbano l'esecuzione di altri programmi in esecuzione. Due programmi in codice macchina, LaGO ed ELLI PSES, sono semplicemente delle sequenze dimostrative delle capacità grafiche del QL. A parte la spettacolarità, non si capisce troppo bene cosa c'entrino, visto che non hanno niente a che vedere che le utility o i comandi presenti nel Toolkit. Mah, forse non sapevano che farse ne e ,li hanno dati come un gentile omaggIO. Passiamo ora ai programmi in SuperBasic. I primi tre consentono operazioni di copiatura da drive a drive (o da microcassetta nello stesso drive); il primo M BACK esegue la copia solo di programmi o file specificati, il se-

L 'editor di schermo. Infase di editing lo linea interessata riene scrilla in inversu.

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condo FBACK copia tutto un volume su un altro volume, il terzo, forse il più completo, copia anch'esso tutto il volume, ma è ammesso il salto di qualche programma-file in quanto, al termine della copiatura di ognuno, compare sullo schermo il titolo del successivo e viene richiesta conferma della volontà di copiarlo o meno. Con tali programmi è possibile copiare praticamente tutto. Ricordiamo, infatti, che la tecnica di protezione sinora più utilizzata sul QL è rappresentata dall'inserimento nel nome del programma, di uno, più o tutti caratteri fantasma, quelli cioè, che vanno da CHR(O) e CHR(31) e da CHR(193) e CHR(255) e sullo schermo appaiono tutti eguali. Il nome del programma protetto è cosÌ rappresentato da tanti caratteri eguali che conservano, comunque, una individualità ASCI I diversa. I programmi di backup leggono, direttamente dalla directory, i caratteri componenti il titolo; ovvio, quindi che non sussistono problemi per lo statement COPY, in quanto la macchina indica a se stessa il titolo come una sequenza di valori ASCII, che solo ai nostri occhi appaiono simili. Ci sono ancora programmi capaci di creare caratteri definiti dall'utente, conservarli in file ed utilizzarli quando si voglia come caratteri normali. Il carattere viene creato pixel per pixel;

soggiace comunque al CSIZE, non solo, ma ogni carattere può occupare più dei 5 x 9 pixel del cursore. E poi manipolatori di memoria, selezionatori di subrange di window, manipolatori e concatenatori di routine in L/M, selezionatori di precedenze o di interruzioni in network ecc. Insomma, chi più ne ha più ne metta.

Conclusioni Il Toolkit è un pacchetto praticamente indispensabile per chi desidera sviluppare software per il QL sia in Super Basi c che in linguaggio macchina. Con esso viene enormemente facilitata non solo la fase di debug, croce e calvario di ogni stesura di programma, ma viene efficacemente integrato il già notevole parco statement del Basic residente. Estremamente utile ci sembra l'Editor, come pure le funzioni di allocazione e deallocazione di memoria e la possibilità di stabilire una gerarchia nell'esecuzione di certi programmi o nell'utilizzo dei canali I/O. I programmi in SuperBasic sono di facile uso, rapidi nell'esecuzione e, se listati, possono costituire anche un'ottima palestra di programmazione. Il prezzo ci sembra poi decisamente invitante, anche se rapportato al nuovo bassissimo prezzo del computer. Me

COMANDI

USO

COMANDI

USO

ED

Editor di schermo lancia un programma in linguaggio macchina setta i valori inizIali per EX/EW/ET setta i valon Inlliali per directory di programma setta I valori Inlzlah per directory di file lista l JOb correnti cancella dalla memoria il job setta le priorità dei job attiva il job mostra la priorità la correlazione il nome e l'ordine di successione del job seguente richiama dati in formato binario inVIa dati in formato binario richiama byte memorizza byte richiama la posizione corrente del file apre un file apre un file (solo input) apre un nuovo file apre un nuovo file, eventualmente sovrascrivendo l'omonimo già esistente apre la directory ricava la lunghezza del file dalla header ricava il tipo di file dall'header ricava lo spazio riservato ai dati cambia nome ad un file tronca il file alla posizione corrente del puntatore stampa i dati del drive mostra il catalogo lista i dati del file cancella un file (richiede conferma) cancella un file (forzato) conversioni numeriche

CURSEN CURDIS WMON,WTV CHAR-USE CHAR-INC FREE-MEM

PARTYP PARUSE

abilita Il cursore disabilita il cursore re setta ai default di monitor e TV setta i tipi di carattere setta la distanza fra I caratteri fornisce la quantità di memona li· bera operazioni di allocazione e deallo· cazione memoria lista tutte le routine In codice macchina non presenti in ROM eyidenzia il tipo e l'uso del parametro specificato

Fillri UC LNO MORE CPY CCT CCL PAGE

converte in lettera maiuscola aggiunge numeri di linea ad un file copia su una finestra copia un fite concatena file diversi concatena file basati su linee suddivide file in pagine

EX/EW/ET EX-DET PROG-USE DATA-USE JOBS RJOB SPJOB AJOB PJOB OJOB JOBS MXJOB GET# PUT# BGET# BPUT# FPOS FOPEN FOP-IN FOP-NEW FOP-OVER

FOP-DIR FLEN F1YP FDAT RENAME TRUNCATE STAT WDIR WSTAT WDEL WDEL-F NES,BINS,HEX, BIN,FDECS,IDECS CDECS

ALCHP, RECHP. CLCHP EXTRAS

Programmi in linguaggio macchina CLOCK,CLOCKS, orologi digitali ed analogici CLOCKH, di diverso tipo CLOCKN ALARM sveglia LOGO,ELlIPSES programmi demo Programmi Superbasic MBACK,FBACK, programmi di backup SBACK PATCH utility di formattazione utility per la generazione UDC teri definibili dell'utente FONT caratteri FOUNT O,FOUNT l, SUBS O,SUPER O Estensioni 10,OVERW IO,CLOSE FS.REMAM FS.TRUNC

nuovi font di caratteri

per i microdrive utility ed operazioni fisiche varie su microdrive

di carat-

COMUNICATO IMPORTANTE!!! La ELECTRONIC DEVICES S.r.l. nel quadro di un rapido sviluppo della rete di vendita dei propri prodotti mette a disposizione, ogni mese, a partire dal mese di Dicembre 1985 UN AMPIO SPAZIO PUBBLICITARIO SULLE PAGINE DELLA RIVISTA MCmicrocomputer a favore di quelle ditte, società, software houses, professionisti, computer shops e privati che, entro tale periodo, abbiano concluso accordi di vendita anche in esclusiva di zona di prodotti del catalogo ELECTRONIC DEVICES. Per ulteriori informazioni telefonare urgentemente o inviare richiesta per telex o posta alla:

ELECTRONIC DEVICES S.r.l. Settore Informatica Sig. Antonio Crisostomi via U. Comandini, 49 00173 ROMA Telefono: 06/6132394 - 6132619 Telex: 620570 ELDEV I

AUGURI DI BUON LAVORO!!!!!!! !!!!!!

1/ contenuto del QL Toolkit

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MCmicrocomputer

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elec~lOniedevieei srl Via Ubaldo Comandini, 49 (Romanina, Il Università) 00173 Roma Tel. 06/6132394-6132619-2562757 Tx 616248 Eldev-I

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Voice Master processore vocale per Commodore 64 di Tommaso Pantuso 1/ computer parlante per molti non è più una novità, specialmente da quando questo aspetto è giunto fino a piccoli sistemi come i computer domestici. L'oggetto che vi presentiamo in queste pagine è abbastanza singolare nel suo genere perché racchiude molti degli aspetti legati all'argomento. Accessori come il Voice Master, benché da guardare con un occhio serioso, fanno pensare che, chissà, tra non molto la tastiera potrebbe diventare un mezzo antiquato per comunicare con la macchina. Con esso è infatti possibile farsi riconoscere

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da quest'ultima, impartendole dei comandi precisi dopo ... averla ben istruita. Ma non è tutto! Sempre usando la voce, potremo comporre della musica o sintetizzare frasi da introdurre nei nostri programmi che il computer sarà in grado di ripetere al momento opportuno. A questo punto pensiamo che sarete curiosi di sapere il resto ...

Uno sguardo in generale Il kit è composto da diversi accessori. Per prima cosa troviamo l'inevitabi1/ palll/ellil/o frol/tale del Voice Master. tll haull è possibile OHervare il foro tramite il quale si pu,; un'edere al trimmer di calibratura. A destra fuoriesce /"alberino del pOienziomelro che regola il guadagno.

le scatolina magica (neanche tanto) di alluminio anodizzato, delle dimensioni di 14 x 8 x 2,5 cm a cui va a collegarsi il resto degli accessori che essa interfaccia con il CM. Dalla parte superiore notiamo subito sporgere l'alberi no di comando di un potenziometro, contraddistinto dalla scritta «Gain» che servirà per regolare nel modo giusto il livello d'ingresso della voce, i picchi della)quale saranno evidenziati dall'accensione di un led rosso, contrassegnato dalla scritta «Level », che è posto sempre sulla parte superiore della scatola. Sotto il led è possibile osservare un foro circolare, individuato dalla scritta «Calibrate», attraverso il quale, grazie ad un apposito accessorio fornito nel kit, si accede ad un trimmer interno tramite cui è possibile effettuare la calibratura dell'insieme. Questo per compensare piccole diversità tra un computer e l'altro. Sulla parte anteriore della scatola troviamo due ingressi jack: ad uno collegheremo lo spinotto relativo al microfono (Mike) mentre nell'altro andrà introdotto quello di un auricolare (Ear). Quest'ultimo ingresso è di per sé muto. Per renderlo operante dovremo prelevare il segnale audio dalla parte posteriore del computer (o dal cavo che collega la macchina al monitor Commodore) tramite uno dei due connettori in dotazione. Il segnale entrerà dal retro dello scatolino attraverso un altro ingresso jack. Il secondo accessorio importante è un auricolare che viene mantenuto in prossimità dell'orecchio da una fascia metallica ricoperta da una guaina di plastica. Su di essa è fissata un'asticella che ad una sua estremità sorregge un piccolo microfono. Dalla cuffia fuoriesce un filo che porta alle estremità due jack: quello rosso lo introdurremo nell'ingresso Ear e quello nero nell'ingresso Mike. Il tutto sarebbe naturalmente inutilizzabile senza il dischetto su cui è registrat~ il ~oftware che gestisce tutte le operazIOnI.

La calibrazione Il software viene fornito su dischetto o su cassetta (noi avevamo la versione su disco) e comprende un certo numero di programmi fondamentali ed altri che hanno soprattutto lo scopo di mettere l'utente in grado di utilizzare il prodotto per saggiarne le caratteristiche. La prima importante operazione che comunque va effettuata è quella di calibrazione: essa è pilotata dal programma chiamato «Calibrate». Dato il via a questo programma, tra le varie cose che vedremo comparire sullo schermo, dovremo soffermare la nostra attenzione su una casellina nella MCmicrocomputer

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quale \ edremo fluttuare un certo valore numerico. Introducendo l'apposito utensile fornito dalla casa nel foro contrassegnato dalla scritta «Calibrate» cui accennavamo prima, dovremo agire sul trimmer interno fino a fissare il numero che compare nella casellina sul valore «5». Dovremo ora caricare il programma «Bar» che ci servirà per calibrare il guadagno, agendo sull'alberino del potenziometro che sporge dalla parte superiore della scatolina. Anche questa operazione è molto semplice. Dopo aver collegato la cuffia, parlando attraverso il microfono vedremo comparire sullo schermo delle barre che rappresentano lo spettro della voce e ne seguono l'andamento in ampiezza ed in frequenza nel tempo. Noi dovremo regolare il potenziometro fino a che lo spettro non venga visualizzato correttamente con l'alberino ruotato al minimo e in maniera che il led si accenda solo in prossimità di picchi molto elevati della voce. Fatto ciò, si può cominciare ad operare. I programmi

Produzione:

Covox Inc. 675-D Conger Street. ElIgene. OR 97402503/342-/271 Te/ex 7660/7 fAv A/arm UD) Distributore per l'Italia:

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Parfico/are della ('ullìll.

dimostrativi

Per permettere la familiarizzazione con il prodotto, la casa ha dotato il software di una serie di programmi dimostrativi attraverso i quali si possono fare subito le prime esperienze di digitalizzazione, riproduzione, riconoscimento della voce e composizione musicale attraverso la voce (o il fischio). Il primo programma che la casa consiglia di caricare è il «Demo». Esso permette, tramite le sue varie opzioni, di digitalizzare le frasi, rilevate attraverso il microfono, e porle in forma numerica nella memoria del computer. Le stesse frasi potranno poi essere riascoltate attraverso la cuffia opportunamente predisposta, oppure attraverso l'altoparlante del televisore o del

/VA.

rallrù

"o/al"l'.

monitor. Ancora, le stesse parole potranno essere sottoposte ad effetti di eco o riascoltate a varie velocità con l'impressione di ascoltare un nastro registrato che gira più lento o più veloce. Un'ultima opzione, permette di visualizzare un diagramma a barre che rappresenta, in tempo reale, lo spettro della voce. Esso varia mentre parliamo attraverso il microfono. Sempre come dimostrazione delle capacità di digitalizzazione e riproduzione del Voice Master, troviamo due programmi molto simpatici. Il primo trasforma la macchina in una calcolatrice parlante, che ripete i calcoli che

si svolgono man mano che se ne introduce la sequenza e dà a voce il risultato. Il computer si esprime in inglese ma un'opzione del programma permette di riprogrammare le varie espressioni in italiano, naturalmente servendosi sempre e solo della voce. Il secondo abilita un orologio parlante, dotato anche di sveglia, che ci dice l'ora quando glielo chiediamo. Anche questa volta si può far parlare la macchina nella lingua desiderata ~rogrammando l'opportuno vocabolano. Ma il dimostrativo che ci ha veramente meravigliati è stato quello relativo al riconoscimento della voce che nella directory del dischetto ha nome « Recog-Demo». Lanciato il programma, ci viene chiesto di preparare la macchina a riconoscere una serie di comandi, corrispondenti al nome dei colori che compaiono sulla prima fila della tastiera, attraverso i quali potremo poi cambiare a voce il colore dello schermo. Ci ha soprattutto meravigliato il fatto che, di primo acchitto, appena istruita, la macchina è stata in grado di riconoscere in seguito tutti i comandi - che man mano ripeteva a ... voce - senza sbagliare un colpo! Questo se usavamo la lingua inglese. Con l'italiano è stato un po' più difficile e prima di raggiungere lo scopo abbiamo dovuto effettuare un certo numero di tentativi. Comunque la cosa ci ha molto divertiti. Un altro programma che val la pena di essere menzionato è «Hum-Along» tramite il quale il computer è in grado di riconoscere una musica che noi cantiamo ripetendola attraverso l'altoparlante e visualizzando la nota che sta riproducendo. Anche questo è sorprendente.

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Gli accessori del Vnice MaHer. I ,!I,e cari serruno per prelel'ore il segnale alldio dlll relro del compurer ('Gl'O a destra) o dlll }illl c!le collega il C6.J almoll;lor COlJ111lodore(cal'o tl ,-i";'I1I"0).

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'L'uso del Voice Master Tre sono i programmi fondamentali con cui vengono svolte tutte le possibili funzioni del Voice Master. Il primo è il «Voicemastem attraverso il quale viene incrementato il vocabolario del Basic con nuovi comandi dedicati alla digitalizzazione e la conseguente riproduzione della voce, l più importanti sono sostanzialmente due, Learn n e Speak n, ed il loro uso è praticamente immediato, Learn n mette subito la macchina in condizione di apprendere una delle sessantaquattro possibili parole registrabili, quella contrassegnata dal numero n. La stessa parola, potrà in seguito essere riascoltata con Speak n, dove n è lo stesso numero con cui si è etichettata la parola in ingresso. La fedeltà di riproduzione dipende dal modo in cui la parola è stata memorizzata, precisamente dalla quantità di campioni prelevati per essa. Sul modo d'input, si agisce con il comando Rate n attraverso il quale si può effettuare sulla parola un campionamento che va da 4000 a 12000 Hz a seconda del valore di n. Anche la velocità di riproduzione ed il volume possono essere variati rendendo possibili effetti speciali, con Speed n e Volume n. Naturalmente i vocabolari creati possono essere salvati su nastro o disco con Put e caricati con Find. Il secondo programma fondamentale riguarda il riconoscimento della voce ed è il «VrI.O». Anch'esso, compatibile in memoria con gli altri, dota il Basic di comandi dedicati tra cui, i più importanti, sono Train n e Recog n. Anche il loro uso è immediato: Train n prepara la macchina a riconoscere il comando che stiamo per introdurre vocalmente, comando che può in seguito essere riconosciuto attraverso Recog n. Durante quest'ultima fase, il buon esito dell'operazione viene evidenziato dal contenuto della locazione 151 che, in caso di riconoscimento avvenuto, assume il valore corrispondente al parametro n

82

del comando da testare. Anche in questo caso, naturalmente, il vocabolario di programmi può essere depositato sulla memoria magnetica servendosi di Tput e Tfind. L'ultimo importante programma contenuto nel pacchetto è «Composem. Grazie ad esso è possibile programmare delle melodie fischiandole o cantandole attraverso il microfono. Esso, articolato su più menu, è in grado di gestire alcune caratteristiche del sid interno al C 64. Naturalmente il Composer è comandato dalla voce solamente per quel che riguarda la composizione poiché tutte le selezioni avvengono manualmente. Il primo menu che vedremo comparire non appena caricato il programma

Una schermala

relmira

al programma

di composi-

ci propone una serie di strumenti, tredici, selezionabili con la pressione di un tasto, ed altre due opzioni importanti che permettono di selezionare l'ottava con cui si vuoi operare insieme alle caratteristiche di Adsr e la forma d'onda desiderata. Fatta questa prima selezione, si passa al menu operativo. A questo punto possiamo selezionare la prima opzione, Write Song, e cominciare a lavorare. Vedremo comparire un pentagramma che scorre sullo schermo al centro del quale si trovano sistemate solo delle pause. Avendo (tramite il menu) deciso ad esempio di operare con il fischio, fischiando una melodia in prossimità del microfono, la vedremo comparire sul pentagramma dove andranno a sistemarsi le varie note nelle giuste posizioni. Il valore delle note dipenderà dal tempo in cui soffermeremo la voce su di esse; finita la composizione, potremo passare dalla fase di edit per eventuali correzioni. Sempre servendoci del fischio (ma potremo farlo anche manualmente) abbiamo la possibilità di modificare anche la posizione di una nota oppure di inserirne o cancellarne a volontà dal pentagramma. L'opzione Play Song farà ricomparire sullo schermo il pentagramma che scorre con sopra di esso la nostra melodia ci viene automaticamente suonata dal computer attraverso l'altoparlante. È evidente che, fra le tante opzioni, non ne poteva mancare una che ci permettesse di ascoltare la melodia alla velocità desiderata.

Conclusioni Il Voice Master è un ottimo mezzo per giocare e nello stesso tempo familiarizzare con alcuni aspetti dell'uso del computer i quali non è improbabile che, in un prossimo futuro, entrino con un certo peso nella nostra vita quotidiana. L'accesso al computer tramite comandi vocali è infatti un ottimo mezzo per facilitare l'interazione con la macchina da parte di utenti particolarmente inesperti, senza contare il fatto che può essere evitato qualsiasi contatto meccanico (con la tastiera), cosa molto positiva per sistemi soggetti ad accesso da parte di pubblico esterno. Da non dimenticare ci sembra, poi, la fondamentale utilità che un sistema a comando vocale può avere per chi non ha l'uso degli arti, in particolare quando al computer siano collegati dispositivi attuatori per il collegamento al mondo esterno: scrivere e muoversi (ma anche accendere la Iuce o la radio, e mille altre cose) sono attività che potrebbero ridiventare accessibili a chi non ne ha o ne ha perduto l'uso.

zione.

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n. 46 - novembre 1985


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macchina. il computer è in grado di individuare una qualsiasi posizione sul piano selezionabile tra le oltre 14000 possibili. Il tipo di trasduttore studiato per lo scopo deriva da un'idea abba· stanza immediata. Se solleviamo il coperchio del Power Pad - rimuovendo le 18 viti che lo fissano - troviamo al· l'interno, oltre a due schede che ospitano un certo numero di integrati, un doppio foglio di plastica trasparente (tipo acetato per intenderei) all'interno del quale scorrono allineati 240 conduttori metallici simili alle piste di un circuito stampato che, in due schiere di 120 elementi ciascuno, concorrono a formare una matrice 120 x 120: ciascun punto d'incrocio rappresenta un punto individuabile sul piano del Power Pad.

Impiego della Power Pad

della tavoletta. Tramite il cavo vengono prelevate le tensioni di alimentazione dal computer oltre che trasmessi i segnali di gestione delle varie operazioni. Sul lato superiore troviamo il piano di lavoro (quadrato, di lato 31." cm circa), anch'esso di materiale plastico, su cui si agisce durante il lavoro. Quando la tavoletta è collegata correttamente ed il software dedicato è in

A questo punto viene spontaneo chiedersi a cosa serva un oggetto casi concepito. Le tematiche su cui poggia l'investimento della Chalk Board "i basano sull'importanza della didattica tesa a sviluppare certe situazioni d'in· teresse che stimolino l'intelligenza c l'apprendimento sfruttando come mezzo il computer. A questo scopo per la Power Pad è stata preparata una fornitissima libreria software scritta con molta cura. I programmi sono tra i più svariati e ciascun kit può essere acquistato separa· tamente. Parliamo di kit perché il «software» contiene, oltre alla cartrid· ge su cui é sistemata la eprom con il programma, una mascherina delle dimensioni del piano di lavoro la quale. poggiata su quest'ultimo, permette di identificare sul piano stesso i punti fondamentali che fungono da tasti per la selezione dei vari comandi. In pratica, una volta montato il tutto, sulla Power Pad avremo a disposizione dei «tasti» che, servendosi di disegni e colori vari, indicano in maniera riù im·

Lillo il,,; h;1 C1wtk Boaril.

"apPIJsi/o

Chalk Board

Power Pad per Commodore 64 di Tommaso COli la tavolella POll'er Pad la dilla americana Chalk Board propone all'utente un modo di interazione con il C0111puter, più dinamico oltre che veloce, e non legato alla rigida struttura di una tastiera intesa in senso convenzionale. 1/ suo uso è rivolto prevalentemente ai pili giovani che, contallando la macchina in maniera più immediata, entrano in 1/11 mondo nel quale è possibile dar suhif() sfogo alla fantasia grazie anche alla semplicità degli schemi operativi conce.\si dal sistema.

Pantuso

La Power Pad L'aspetto della tavoletta è quello di' una grossa scatola di plastica (più o meno come quelle grosse confezioni di cioccolatini) dotata di una finestra che crea da una parte un manico tramite il quale la Power Pad può essere trasportata a mo' di valigetta. Le dimensioni sono circa 50 x 43 x 4 cm ed il peso ammonta a 2 kg. Il mezzo fisico di comunicazione con il computer è rappresentato da un cavo che da una parte va a collegarsi alla macchina e dall'altro si infila, con un connettore, nella parte posteriore

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U'c1la che ("()I!l~ga la laro/ella

a! computer

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mediata il loro uso, più di quanto po,sa avvenire con la tastiera convenzionale. Per fare un esempio, tra i pacchetti in nostro possesso avevamo il «Leo', Links» un editore di partite di golf tramite il quale si ha la possibilità di creare i percorsi più disparati e di varia difficoltà. Sulla mascherina troviamo disegnati un certo numero di pallini che fungono da tasti su ciascuno dei quali è disegnata una caratteristica del percorso. Il pallino che raffigura degli alberi servirà per posizionare una zona alberata sullo schermo, quello che riporta una bandierina rossa, se premuto, permetterà di posizionare una buca e così via. Il posizionamento dei vari elementi è anch'esso molto semplice. Tenendo presente che in fase di edizione è presente sullo schermo un puntino lampeggiante che funge da cursore, se vogliamo delimitar~ ad esempio una zona alberata, porteremo il cursore nel punto interessato ed eserciteremo una leggera pressione sul «bottone» su cui sono rappresentati gli alberi. A questo punto muovendo il dito sul piano di lavoro (va bene anche uno stilo qualsiasi che non danneggi la superficie) tracceremo il contorno della zona che vogliamo costruire quindi premeremo il «bottone» su cui è scritto Enter: la superficie delimitata dalla linea sarà colorata di verde. Il gioco è molto vari-o e non c'è praticamente limite per le situazioni che possono essere create sfruttando alberi, sabbia acqua ed altro. Natural-

Vista dalraltu della POlI"er Pad. Sul pianu di lamro la mascherina relaliva al gioco del Golf

è munlara

MCmicrocomputer

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1985

Produttore: Chalk Board /nc 3772

Pleasanldale

Rd. Allanla.

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Distributore per l'Italia: Arcona

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dalla Arcona

(anche

al pubblico direlper corrispunden-

za)

di accesso è sempre la stessa quindi l'uso è praticamente immediato. I pacchetti a disposizione sono molti e coprono molti campi di apprendimento: arti grafiche, scienze, musica ecc, Il loro intento è sempre quello di far scoprire il piacere di sfruttare le possibilità offerte dal computer come stimolo all'apprendimento, in modo divertente, tendendo ad intensificare il potenziale creativo individuale,

Conclusioni

UII"immagini'

marro

del piallO st!l1sihile.

mente, sempre servendosi della Power Pad, i percorsi possono essere archiviati su nastro o disco. Un altro interessante pacchetto ch~ abbiamo provato, il «Leo's 'LectriL' Paintbrush» trasforma la touch tabk in una tavoletta grafica dall'uso molto agevole con cui si può costruire e colorare qualunque disegno. La filofosia

Il

piullo

di

11Il'lJrO[IIUJIlI(lfO.

Ancora oggi si discute sull'efficacia di questi metodi alternativi di apprendimento e probabilmente molto ancora se ne parlerà, almeno fino a che prove indiscutibili non andranno ad avvalorare una teoria piuttosto che un 'altra. Intanto, con metodi come questo proposto dalla Chalk Board, cominciamo a mettere in mano ai bambini gli strumenti utili ad una verifica in tal senso e vediamo se veramente essi apprezzano questo tipo di esperienza didattica e se si sentono veramente stimolati. Noi personalmente riteniamo che un accessorio come la Power Pad, grazie alla sua libreria software ed al prezzo particolarmente accessibile, possa diventare, in mano agli educatori, un utile mezzo in un periodo particolare come questo che vede il computer diventare uno strumento sempre meno esoterico.

Vista di '"ll1 scheda in,ernll. E\.\a piano sensihile per conlallO.

l'iene

('{)lUI

essa al

85


La nuova Stampante Professionale IBM 4201 è stata studiata proprio per il Personal Computer IBM: è cosÌ piccola da stare su qualsiasi scrivania e da andar bene per qualunque tasca, e ti consentirà di sfruttare al massimo le grandi potenzialità della parola scritta.

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di Francesco Petroni

L'eliminazione

delle linee nascoste nel disegno dei solidi convessI

Lo spunto per questo articolo è .l'falli individuanti il solido che tenga conto 11 Test di Visibilità consisterà nel caltra((o dal libro di R. E. Myers Gra.fìca della necessità di ragionare non solo per colo di questo angolo (uno per ogni facper Microcomputer (ed. Masson) nell'ecia) e nel disegno dei segmenti che comspigoli ma anche per facce. dizione italiana, che è quella scri((a per 11 metodo per stabilire la visibilità o pongono le facce visibili. Rispe((o agli esempi pubblicati sul lil'Apple Il. Esiste una versione per il PC meno di una faccia si basa sulla deter18M, ed. Addison Wesley, ma non è staminazione della sua normale. Ovvero se bro citato abbiamo apportato alcune vauna re((a perpendicolare alla faccia forrianti per rendere il programma più ((dita ancora trado((a in Italiano. da((ico». Inoltre abbiamo utilizzato la ma con la re((a che unisce osservatore Nel libro viene presentato un metodo ed ogge((o un angolo minore di 90 gradi ruutine di calcolo della normale per ((abper la determinazione delle linee che risif{ni(ìca che la faccia è ((rivolta» verso sultano nascoste all'occhio dell'osservabozzare» un discorso sul/'ombreggiaflltore nella rappresentazione gra.fìea bidil'osservatore, viceversa è rivolta dall'alra.In/tt/li lo \'fesso rClRiollamelllll /a((() tra parte. mensionale di solidi tridimensionali (coper il Test di Visibilità può essere esteso munemente il problema delle linee nascoste). Chi si occupa, sia per interesse profes10~ kEM HIDDEN LINES l~E V15UALIZZAZIONI sionale che semplicemente per hobby, di 110 kEN PARAMETRI DI VISUALIZZAZIONE 1~0 CLS: Al='. 5: A2=1: 01=213: 02=413: 51 =SIN (AI) : Cl =COS (Al) : S2=SIN (A2): C2=COS (A2) computer gra.fìca. sa che uno dei proble1513 REH COORDINATE SPAZ tALI E VIDEO mi più dif.fìcili da risolvere è sicuramen1413 OIM Vt10 ..3),W(l0.2):FOR 1=1 TO 10:REAO JC.Y.Z:V<I,I)=X:V(I,2)=Y:V(I,3)=1 1513 Xl=-X*Sl+Y*Cl:tl=-X.Cl*C2-Y*St*C2+Z*S2:Z1=-X*S2fCl-Y*S2*Sl-Z*C2+D2 te quello delle linee nascoste a causa 160 W(I,l)=Dl*n(l/Zl):W(J.2)=OI*(Yt/ZI):NEXT I 1713 REM NUMERO DI VERTICI PER CIASCUNA SUPERFICIE dell'estrema numerosità delle variabili 180 NS=7:DIM P(NSI:FOR 1=1 TO NS:READ P(I):NEXT I che entrano in gioco, che rendono pres190 Ht.M VERTICI INDIVIDUANTI CIASCUNA SUPERFICIE 200 DIM SCNS,10):FOR 1=1 TO NS:FOR J=1 TO P(I):READ S(I.J.:NEXT J:NEXT I soché impossibile la realizzazione di una 2h'.l GOSUB 440:REM VISUALIZZ.c;ZIONE COMPLETA 2:'0 ~·E.M CALCOLO DELLl\ NORMALE soluzione generalizzata che vada sem~~0 01M NCN5,3):FOR 1=1 fO NS pre bene, indipendentemente dall'ogget~40 lJI=V(S(I,2). 1 )-V(S(I, 1),1) :VI=V(S(I, 3),1 )-V(S(I, I), l. 250 U2=V (S( l, 2). 2) ~V'S( 1,1),2) :V2=V (S( I ,3). 2)-V(S( 1,1),2. to da rappresentare. 260 U3=V (S (1,2) • ;:.) -v (S (1,1) ,3): V3=V (S (I, 3) .3) -V (S (1,1),3) Esistono però metodi semplijìcati che . 70 N(I, 1)=U2'V3-V2*U·5:N(1~2)=U3'VI-V3'UI:N(I~3)=UI*V2-Vl'U2:NEXT I 280 REM DETERMINAZiONE SPIGOLI VISIBILI si ada((ano a varie categorie di «sogget290 X2=02*S2*CI:Y2=D2*S2,SI:Z2=D2*C2 300 DIM E I2,3):OIM SN(NS):N=I:FOR 1=1 TO NS:El=S(I,l) ti». Vi è il metodo della Rappresentazio510 ~3=X2-V(El.1):Y3=Y2-V(El,2):Z3=Z2-V(El.3) ne per Punti, particolarmente ada((o al320 11= N(I,l)'X3+N(I,2)*Y3+N(I,3)*Z:'<"=0 THÈN NS{I)=l:GOTO 390 ::':::'0 FOR J=2 TO P(I) :E2=S{I,J) :K=l la visualizzazione su video di curve spa340 IF E(K.l)=E:' ANO EO .2)=El THEN 380 ziali, oppure il metcdo della Copertura 3~0 lF I<"=N THEN 370 360 'e' +1 :60TO 340 che consiste nel nascondere le linee co370 E(N,I)=El:E(N~:')~E2:N=N~1 380 El=E2:E(K,3)=E(~.3)+1:NEXT J prendole con le porzioni di disegno che 390 NEXT I le sono logicamente davanti. 400 GOSUB 4G'0:REM VISUALIZZAZIONE PER SPIGOLI 410 GOSUB 5'l0:REM VISUALIZZAZIONE PER SUPERFICI SIN 11 metodo ripreso da Myers è applica420 GOSU8 620:CLS:ENO:REM FINE bile a solidi geometrici, è abbastanza 4':'0 REH ROUTINE DI VISUALIZZAZIONE 44\2l REM VISUALIZZAZIONE COMPLETA semplice da comprendere, ma ha un 450 GOSUa 620:SCREEN 2:CLS:WINDOW (-10,-B)-(1~,8) :LINE (-1~.-B)-(1~.8),,8 460 FOR 1=1 TO NS:FOR J=l TO P(I)-l campo di applicazione molto ristre((o. 47fll LI NE (W (S (I. J) , W(S (l. J) ,2) ) - (W (S ( I , J + W(S ( I, J+ 1) , 2) ) quello dei solidi convessi. 480 NEXT J: NEXT I: RETURN 490 REM VISUALIZZAZIONE PER SPIGOLI l solidi convessi sono quelli in cui il 5~0 GOSUB 620:SCREEN :::CLS:WINDDW (-10,-8)-(10,B):LINE (-10,-8)-(10.B) •. B piano su cui giace ciascuna faccia non 510 FOR 1=1 TO 12:IF E(I~3)=0 THEN 530 . 520 .J=E(I.I): ••... =E(I.2):LINE (W(J,I),W(J,2»-(W(K.I),W(K.2» taglia nessuna porzione del solido, che 530 NEXT I: RETURN 540 REM VISUALIZZAZIONE PER SUPERFICI quindi rispe((o a ciascuno di questi piani 550 GOSUB 620:SCREEN 2:CLS:WINOOw (-10.-8)-\10,8):LINE (-10.-8)-(10.8),.[4 risulta «tU((O da una parte», questo 560 FOR 1=1 TO N5 . 570 FOR J=l TO P(I)-I: IF NS(l)=1 THEN 590 comporta il fatto che una faccia, e CO/1 580 LINE (W"S(I.J).I).W{S(I,J).2»-(W(S(I,J+l),li.W(S(I.J+I).2)):GOTO 600 essa gli spigoli che la determinano, o si 590 L I NE {W (S (1, J) , 1 ) , W(S ( l , J) .2) ) - (l''' (S (1, J+ 1) , I) , W(S ( I, J+ 1) • 2) ) • , • ~H4444 600 NEXT J vede o non si vede. 610 NEXT I:RETURN 620 PRINT CHRs(7) Quindi non esistono linee parzialmen6·3'" 1$=INt-..EY$,: IF 1$,= .... THEN 630 ELSE RETURN te nascoste, ma solo linee visibili o non 640 REM vert l c i 650 DATA 5,7,-5,5.7,5.5.-7,5,5,-7,-5 visibili. Occorre quindi individuare un 660 Dl\TA -5,7.-5.-5,-7.-5,-5,-7,5.-S,7.S,0.7,8.0.-7.8 metodo con il quale ciascun. segmento 670 REM puntI per ognI superfICIe 680 DATA 5,6.5.b.5.5,S viene «giudicato» visibile. E evidente b90 REM vertiCI di o~nl superfiCie /00 D~TA 1.2,3,4,1.1,5,8,9 ..2,1,5,6,7,8,5.4,3,10.7,6,4 che il solido deve essere determinato tra710 DATA3,2,9.10,3,7.10,9,8,7,1,4,6,5,1 mite le sue facce, che a loro volta sono determinate tramite i segmenti che le compongono. Ogni segmento unisce due Figura I - Listato programma Hidden Lines. Lo spunto è stato trallo dal librodi M..-ers«Graficacon il Mivertici. Conseguentemente va stabilito crocomputer»ed. Masson. nel quale viene esposta lo tecnica di identijìcazione delle linee nascosle della «(della perpendicolare». un metodo di memorizzazione dei dati t

1) ~

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Grafica

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del prugrammo

/lidde"

Lille~.

al calcolo delrinclinazione di ciascuna faccia rispello ad un ipotetico punto luminoso. Le jàcce phì esposte, cioè quelle la cui perpendicolare risulta meno inclinata rispello al «raggio luminoso», saranno più illuminate. Saranno sempre meno illuminate man mano che l'angolo si avvicina a 90 gradi (che rappresenta l'orizzonte). Le facce che hanno una inclina::ione di oltre 90 f{radi sono nascoste dal solido stesso rispello alla fonte luminosa e quindi non si vedono.

llil0

Rl:.M hldden

110

REM

1~0 REM

llnes

e

Rappre,H)IUmlO

/111

\o/itio

nHlre.HO

rispel1ìramel1le

Un nuovo sistema per individuare il solido Per poter utilizzare il Test di Visibilità basato sul calcolo della perpendicolare occorre memorizzare i dati individuanti il solido in una maniera differente da quella usata solitamente. elle varie trattazioni di Computer Grafica Tridimensionale abbiamo sempre individuato il solido mediante una serie di linee spezzate nello spazio, che, unendo tra di loro alcuni ver-

OlT'bregglatura

lnlzlallz~azloni

t ;~0 Ol"'~0~

02::40:

NS=7

140 DIM V(10,3),W(10.2):FOR 1=1 TO 10:REAO V(I,I),V(I.2l,V(I,3):NEXT l 150 DI~ P(NS):FOR 1=1 TO NS:REAO P<l):NEXT I 160 DIM SlNS.10):FOR 1=1 TO NS:FOR J=l TO P(I):REAO S(l.J):NEXT J:NEXT I 170 180

01f'1 Nl"lS.3).NS(NS) DIM C7.(b,2,:FOR

190

REM

200 REM

1=1

TO

6:READ

C'l.(I,I>,C'l.(1.2):NEXT

210 220

FaR A-=l TO 3 5TEP .2:Al=A:A2=2-A 51 =5IN (Al): Cl=COS (Al): 52=5IN (A2) : C2=COS (AZ)

230 ~40

X2=D2*S2*Cl:Y2=D2*52*Sl:Z2:D2*C2 REM

~50 REM

l

loop dl mOVlmento

calcolo

coordinate

schermo

260 ~70 280

FaR 1=1 TO 10:X=V<I~1):Y=V(I,2):Z=V(1.3) Y1=-XtS1+y.CI:Yl=-X*CltC2-Yt51'C2+ZtS2:Z1=-X,S2tCI-YtS2tSl-Z*C2+D2 UrI(I,l)=Dlt<Xl/Zl):W(I,Z)=DI*(Yl/ZU:NEXT 1

290

REM

300 REM determl naz lone retta 310 FaR 1=1 TO NS

normai e

320 U1=V (5 ( l , 2) , 1 ) -v (5 ( I , l ) , 1 ) : V l =V (5 ( l , 3) • 1 ) -v (5 ( 1, l ) , 1 ) 330 U2=V (S( 1,2),2) -V(S( I, 1),2) :V2=V (S( 1,3),2) -V(S( I. l}, 2) -540 U3=V<S( l ,2) ,3) -V(S( I, l) .3) :V3:V(S( I ,3).3) -V(S< 1,1) ,3) 350 :.60

N(I,l)=U2*V3-V2*U3:N(I,2)=U3*VI-V3*Ul:N(I,3)=Ul*V2-V1*U2:NEXT REM

370 REM

Ioop

380 390

FaR 1=1 TO N5:NS({)""0:L=S(I,l) NS( I) =N( l,l) * n2-V(L, l) )+N( 1,2)

400 410

NEXT REM

420 PEM

I

dl visuallzzaZlone

I:GOSU&

420:NEXT

vl'Suallzzazlone

* (Y2-V(L.2)

)+N( 1,3) * <ZZ-V(L,3»

A:END

segmentl

430 440 450 460

SCREEN 2:CL5:WINDOW (-9,-6)-(9,6):LINE (-9.-6)-(9,6).,8 FOR 1=1 TO NS:FOR J=l TO P(I)-l:IF N5(I)(= 0 THEN 460 LINE (W(S<I.J), t) ,W(SU,J) ,2) )-(W(S<I,J+1), 1> ,W(S(I,J+ll LINE (W(S(I,J),I) ,W(S(I,J) ,2) )-(W(S(I,J+l),I) ,W(S(I ,J+l)

470 480

NEXT J: NEXT REM

,2» ,2»"

:GOTO 470 ,~H1111

I

490 REM vI'Sualiz=azlone

camplture

500 510

FOR 1=1 TO NS:IF NS<I)(0 THEN 550 XX= (W(S ( I, l) , 1) +W(S ( I ~3) , l) ) /2: YY= (W(S (I,

520 530 540

CC=INT(NS(I)/1000+1) C l=C'l. (CC, l) : C2=C'l. (CC, 2): PAINT PAINT (~X,YY)~CHR~(C1)+CHR$(C2)

550

NEXT

56~

REM

l) ,2) +W(S (1,3)

, 2) ) /2

(XX, YY) , CHR$(Cl )+CHR$ (C2)

I: RETURN

::170REI'1 vertlcl 580 590

DATA 5,7,-5,5,7,5,5,-7,5,5,-7,-5 D~TA -5~7,-5.-5.-7,-5,-5.-7,5,-5,7~5,~,7,8,~,-7,8

600 REM 610 6~0 b40

65~ 660

puntI

per

ognl

superficIe

DATA 5,6.5,6,5,5,5

620 REM

vertlCl

di ognI

superficie

DATA 1,2~3,4~I,l,5,8,9,2,1,5,6,7,8.5~4.3,10,7,6,4 DATA 3,2,9,10,3,7.10,9,8,7,1,4,6,5, l REI'1 coppIe colorI DATA 0,17,0,51,68,17,204,51,255,221,255,255

Figura 5 - Listato del programma Ombre. 1/ metodo della perpendicolare l'iene modijìcato per indiriduare l'inclinazione di ciascuna faccia del solido rispetto ad un punta luminoso.

MCmicrocomputer

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COli IlIl1e

le Iil/ee.

\el1~a

le linee

IUI.\Co\le

e

('Oli

le linee

tlCI, individuano tutti gli spigoli dai quali è costituita la figura. Il metodo delle facce comporta sempre la necessità di memorizzare tutti i vertici, anche in un ordine qualsiasi. Va poi memorizzato un vettore di dimensione pari al numero delle facce e in cui ciascun elemento indica di q.uanti segmenti è costituita quella facCta.

Vi è infine una matrice a due dimensioni, la prima pari al numero delle facce e la seconda pari al massimo numero di segmenti costituenti una faccia, in cui vengono memorizzate le sequenze di vertici individuanti le facce. [n definitiva invece di utilizzare una sola matrice, se ne usano tre, con il vantaggio, però, di specificare le coordinate dei vertici con un ordine del tutto indipendente della modalità con la quale saranno visualizzati. La determinazione delle facce è utilizzata anche per il calcolo della retta normale della faccia che può essere fatto conoscendo due segmenti giacenti· su di essa. o Il meccanismo, sicuramente più complesso di quello classico, permette comunque la costruzioQe grafica del solido, anche non applicando la ricerca delle linee nascoste. [n particolare nel primo programma presentato forniamo tre visualizzazioni. La prima del solido costruito con il metodo delle facce, con tutte le sue linee (visibili e non), la seconda rispetta il programma di Myers, che prevede la costruzione di una quarta matrice comprendente i segmenti visibili e la terza, che utilizza il Test della Perpendicolare direttamente in fase di visualizzazione delle facce. Il secondo programma è simile al precedente solo che il Test non serve solo per determinare la visibilità o meno di una faccia ma per determinare il suo grado di «illuminazione» rispetto ad un punto luminoso, identificato per semplicità, con l'osservatore. Il terzo programma riprende il discorso sui Solidi Geometrici pubblicato su Me. n. 14, per implementarlo con la routine di ricerca delle linee nascoste che qui si applica perfettamente.

89


Grafica

Due considerazioni

preliminari

Nella realizzazione dei programmi a corredo dell'articolo abbiamo usato due possibilità offerte dal software grafico del PC I BM, la prima per disegnare linee tratteggiate, con 'le quali comunque far «vedere» le linee nascoste, e la seconda per campire un'area delimitata, con un effetto «retinatu-

ra». L'istruzione LI N E (xO, yO)-(x L yl)",H accetta un parametro che definisce un tratteggio. Ad esempio se il valore del parametro H è 4444 in esadecimale, la linea viene disegnata con il corrispondente valore in bit/pixel. Cioè il valore in binario è 1000 I000 l 000 I000 e al valore l corrisponde un pixel acceso al valore O un pixel spento. Per quanto riguarda la campitura. che si realizza con l'istruzione PAI T (xO, yO),C, il valore C può essere una somma di caratteri stringa, con i quali viene costruita una trama di pixel accesi e spenti, corrispondenti ai valori esadecimali passati nel parametro C.

10~ kEM IcaSAEDRO - HIDDEN 11121REI'1 120 Dl=20:D2=40:READ NP,NS L~0

Il primo programma produce tre visualizzazioni di un solido convesso. La caratteristica comune ai tre output consiste nel modo di memorizzare i dati, per facce. La differenziazione sta nel fatto che dapprima non viene eseguita la routine Hidden Lines, per verificare l'efficacia del metodo di memorizzazione dei dati, poi la routine viene eseguita nel modo descritto nel libro di Myers (memorizzando in un vettore i segmenti visibili) e la terza in un modo semplificato che evita di dover ricorrere a questo vettore. Il programma è scomponibile in più parti. Alcune sono le routine iniziali di caricamento dati, alcune sono le subroutine comuni alle tre fasi, e in mezzo ci sono le tre routine principali, ciascuna per ogni visualizzazione. La prima routine (riga 120) si occupa della definizione dei parametri di visualizzazione e cioè delle coordinate geometriche (angoli e distanze) individuanti il punto di osservazione. Il procedimento di restituzione tridimensionale è sempre lo stesso più volte utilizzato e descritto in questa rubrica. La seconda routine (righe 140-160) definisce le due matrici V. in cui sono immagazzinate le coordinate tridimensionali dei vertici individuanti l'oggetto da visualizzare, e W in cui sono memorizzati i risultati (in termini di coordinate video) del procedimento di restituzione tridi-bidi. È evidente che il calcolo delle coordinate video è del tutto indipendente dai risultati del test di individuazione

90

V(NP,3),W(NP.2):FOR

140 DIM

peNS):FOR

15121OIM

S(NS,4):FOR

16121DIM

NS(NS),N(NS,3)

1=1

TO

1=1 TO NS:READ 1=1

NP:READ

P(I):NEXT

TO NS:FOR

J=l

TO

V(I,1>,V<I,2).V<I,3):NEXT

I

I P(J):READ

S(J,J):NEXT

J:NEXT

I

.

170 REM 18121FOR A=l TO 3 STEP .2: Al=A: A2=2-A 19121 Sl=SIN(AI':Cl=COS<AI):S2=SIN(A2):C2=COS(A2)

X2=02*S2*Cl:Y2=D2*S2*Sl:Z2=D2*C2

2121121 ~10

REM

~~0

FOR

1=1 TO NP:X=V(I,1):Y=V(I,2):Z=V(I.3)

23121 Xl=-X*Sl+Y*Cl:Yt=-X*Cl*C2-Y,St*C2+Z*S2:Z1=-X*S2lCl-V*S2*Sl-Z*C2+D2 240 W(I,1>=DI*(XI/ZI):W(I,2)=DI*(YI/ZI):NEXT l :25121 REM ~60 FaR 1=1 TO NS . ::70 Ul=V(S(1.2), l)-V(S( I. 1).1) :Vl=V(S(I, 3) ,1)-V(S(l, 28121 U~=V(S(l,2).2)-V(5(1,1).2):V2=V(S(1,3).2)-V(S(I.1).2) :'''0 U.3=V (S (1,2 ì , ~:.).-v (5 (l, l' • :.) : V3=V (5 (I t 3) .3) -v (5 (l,

l),

l)

1) ,3)

::el2l N (l. l) =U2*V3-V2*U'3: N (1.2) ""UJ.*Vl-V3*Ul: N (l, :.) =Ul *V2-Vl *U2: NEXT r :'~10 REM 320 FaR 1=1 TO NS:N5(1)=0:L=S(I,1) ;30 I~ N(J,I)*(X2-V(L,l»+N(I.:")*(Y2-V(L,2»+N(I.3)*(Z2-V(L,3» =0 THEN NS(I)=l .:.':40 NE),T I:GOSUB 4ld0:f\lEXT A:END 40121 REM 4112) SCREEN 2:CLS:WINDOW (-4,-3)-(4,3) :LINE (-4,-3)-(4,:'). ,8 .I~0 FOR 1=1 TO I\lS:FOI~ J=1 TO P(1)-I: IF NS,J)=l THEN 440 4 :.121 L J NE (W (S ( I , J ) , 1 ) • (5 ( I , J ) , 2) ) - (W (S ( I , J + 1 ) , 1 ) , w (5 ( 1 • J + 1 ) , 2) ) : GOTa 450 4.010 L I NE (W (5 <r • J) • I) ,W (6 (1. J) .2) ) .. (W (S <I, J + I) , I) • W(5 ( I , J+ I) .2) ) • , • ~,H4444 45~ NE)'T J:NEXT I:kETURN :::'\::lIll kEM

w

510 REM data Icosaedro 520 REM numero vertl~l.faccle 5.5Z1 DATA

54121REM

12,20

coordInate

vertIcI

55121 DATA ~,I2I,5,3.58,0,2,1.11.3.4,2,-2.9.2.1,2 560 DATP- -:2.9.-2.1.2.1.11.-3.4.2,2.9,2.1 570 OATA -4,0.-2,-1.11,-3.4,-2,2.9,-2.1,-2,0.0,-5

580 REM

numero

5q0 b~0 610

REM

vertICI

DATA DATA DATA DATA

1,2,.3,1,1,3.4,1,1,4,5,1,1.5,6.1.1.6,2.1 2.7.: .. 2~3,8.4,3.4,9,5,4.5.1Ql,6,5,6,11.2.6 7.8,3.7,8,9,4,8,9,10,5,9,10, 12,8,7,1:2,12,9,8,12,12,10,9

/:)~Q)

1\ primo programma (Hidden Lines)

OIM

LINES

6-30 640

DATA

vertICI

per

.•-2,-1.11,3.4.-2

faCCIa

4,4,4,4,4,4.4,4,4,4,4,4.4,4,4,4,4,4.4,4

per

faCCia

Figura 8 - Lislato del programma quindi anche ai «classici) ot/aedro

Il,6, .• 12,12,

10, Il,7,2.11 Il,10.12.12,7.11,

Icosaedro. Le varie tecniche e icosaedro già «(presentoli»

delle linee nascoste. Compito di tale test sarà quello di determinare quali dati, e viene fatto direttamente sui dati video, appartengono a segmenti visibili e quali no. La successiva routine (riga 180) carica in un vettore il numero di vertici (e quindi di segmenti) individuanti ciascuna faccia. Questo serve per mettere in relazione i vari vertici tra di loro. E di questo si occupa la successiva routine (riga 210) che immagazzina in una matrice di dimensioni pari al numero delle facce la sequenza di segmenti individuanti una faccia. Per esempio un vertice di un cubo appartiene a tre facce. Il vertice superiore di una piramide a base quadrata appartiene a quattro facce, mentre un vertice della base appartiene solo a tre facce.

1~

presentate si adaflano ai solidi ne/IL /4 di MCmicrocomputer.

('(}"res5i e

In un solido generico è possibile che il numero dei vertici di ciascuna faccia sia estremamente variabile. In tal caso la seconda dimensione della matrice dovrà essere pari al numero massimo dei vertici in una singola faccia. Per determinare la normale (routine di riga 230) si utilizzano elementi di calcolo vettoriale, che tralasciamo. Diremo solo che il programma utilizza i due segmenti corrispondenti ai primi tre vertici di ogni faccia per individuare il piano cui questa appartiene. Come noto un piano è determinato tramite tre punti, o, ed è lo stesso, tramite due rette che si intersecano. A questo punto occorre verificare se le normali alle singole facce formino o meno un angolo minore di 90 gradi con la direzione punto di vista ogget-

figure 6. 7 - Due ou/put del programma Ombre. L 'ejfel1(J di chiaroscuro plui e.\.\ere reali::::ato .HJ/amenle Ira· mite una «ret'-'lQturQ» di pixel. quindi è la/Jfo piLì efficace quanto pùì numerosi sono i p;xe/ a di~p()si::i(}"e.

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Grafica

to. La versione Myers del programma produce un ulteriore vettore dove sono immagazzinati i numeri corrispondenti ai progressivi dei soli segmenti visibili. Questo procedimento ha il vantaggio che un segmento viene tracciato una sola volta anche se appartiene a due facce ambedue visibili. Lo svantaggio sta nel fatto che la routine, oltre al fatto che comporta l'uso di un 'altra matrice, è complessa. La soluzione più semplice consiste nell'utilizzare un vettore di flag, legati non ai segmenti ma alle facce, che indichino se la faccia è visibile o meno. Il vantaggio di una maggiore semplicità è compensato dallo svantaggio di dover disegnare alcuni elementi del disegno due volte. Completata la parte «calcolo» vi sono in sequenza le due istruzioni che ri-

nel riprodurre le differenti luminosità che assumono le varie porzioni del soggetto rispetto ad una fonte luminosa che lo illumini. Le zone più illuminate, che cioè risulteranno più chiare nel disegno, sono quelle più esposte alla luce. Questa condizione corrisponde ad una precisa legge fisica che è quindi facilmente «calcolabile». La sorgente produce un flusso luminoso che investe il soggetto. La quantità di luce che raggiunge la superficie del soggetto dipende dalla posizione che questa assume nei confronti della sorgente, ovvero tanto più è inclinata tanto meno luce «intercetta», in quanto una stessa quantità di luce si distribuisce su un'area maggiore. La misura di questa quantità è data da una semplice legge trigonometrica

. .~ @ ./ o""

Figure Y. IO - Due

Oll/PU!

trie per cui le rarie

l'iste

....•.. , '.~

del prugramma

si assomigliano

Olloedro. Purtroppo

chiamano le due visualizzazioni, quella per spigoli e quella per superfici (righe 400-410). Le routine di visualizzazione vera e propna sono: - la visualizzazione completa, senza eccezioni (riga 440), che viene eseguita per mezzo di due loop nestati. L'esterno fa scorrere le facce, l'interno fa scorrere i vertici di ogni singola faccIa. - la visualizzazione per spigoli, che preleva i dati direttamente dalla matrice dei segmenti visibili (riga 490). - la visualizzazione per superfici. che a seconda che il flag di visibilità sia O o I, traccia i segmenti di ogni faccia tratteggiati o continui (riga 540). I risultati «esteriori» del programma si vedono nelle figure 2, 3, 4.

Il secondo programma (Ombre) In realtà non si tratta di ombre ma di «chiaroscuro». Il chiaroscuro è una tecnica di disegno che serve per dare una certa tridimensionalità ad un soggetto che altrimenti risulterebbe piatto. Ad esempio nel disegno di una sfera è difficile far capire che il soggetto è una sfera e non un cerchio. La tecnica del chiaroscuro consiste MCmicrocomputer

i solidi regolari

presenlol1o

III1I1WfV.\('

\itlll1ll'-

lufle.

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legata all'angolo formato tra il raggio luminoso e la normale alla superficie. Se l'angolo è zero e cioè il raggio è perfettamente perpendicolare alla superficie, l'illuminazione è massima. via via che l'angolo si avvicina ai 90 gradi diminuisce, per azzerarsi per 90 o più gradi. Se il solido è curvo il calcolo vale lo stesso solo che si considerano areole infinitesimali in quanto la condizione varia da «chiaro» a «scuro» senza soluzione di continuità. Il discorso teorico è molto semplice. purtroppo la «resa» in termini grafici. a livello microcomputer, è insoddisfacente. Vediamo perché. Per ottenere risultati apprezzabili occorre avere una scala di grigi (per grafica monocromatica) o una scala di colori (per grafica a colori) molto estesa. Questa non è una caratteristica c?rrente nei micro di questa generazIOne. In grafica a colori sono n'ecessarie almeno 16 tonalità intermedie tra il colore di massima illuminazione e quello di minima illuminazione. Questa significa che i colori disponibili debbono essere almeno 256 e indirizzabili separatamente. Per ottenere tali prestazioni occorrono video memory da 256 Kb in su. Per quanto riguarda il monocroma-

tico esistono due possibilità, che il software grafico usato disponga di livelli di grigio, e questo è la stessa problematica del colore, anche se «serve meno memoria», o che esista solo il pixel acceso e spento. Quest'ultimo caso che è il più diffuso peggiora la situazione in quanto occorre «fabbricarsi» i livelli di grigio intermedi miscelando pixel accesi con pixel spenti. Questo è abbastanza facile da fare ma comporta uno scadimento nella definizione del disegno. Ad esempio si possono comporre quadratini di 9 pixel per 9 pixel. Le possibilità in termini di pixel accesi/spenti sono IO, cui corrispondono teoricamente lO livelli di grigio. In realtà esistono due difficoltà. La prima è che non è detto che le dieci combinazioni costituiscano una scala di grigi, che cioè «spegnendo» un pixel si abbia un grigio del IO per cento più vicino al nero. La seconda è che la combinazione di questi quadratini mostra una trama che allontana la sensazione di grigio. Cioè se occorre comporre un quadrati no con 3 pixel accesi e 6 spenti il risultato sarà sempre una specie di tratteggio, fitto quanto si vuole, ma che anche con definizioni di oltre 100.000 pixel, si nota. Per avere un'idea dei risultati ottenibili mostriamo due uscite su scheda grafica Hercules (720 per 348 pixel) per IBM (figg. 6, 7). Il programma (listato in fig. 5) è simile al precedente, e quindi non lo descriviamo in dettaglio. È stata utilizzata solo la terza metodologia e sono state aggiunte due routine. La prima routine serve per dare movimento alla figura e consiste in un 10op in cui vengono fatti variare i parametri di visualizzazione (riga 200). La seconda routine è quella che realizza le campiture (riga 490). Le campiture sono realizzate con l'istruzione PAI NT (X, Y),C$, che accetta nella stringa C$ una composizione di caratteri che vengono tradotti in pixel accesi e spenti in funzione del valore in binario del carattere. Con tale funzione sono stati utilizzate 8 coppie di caratteri, che permettono una modestissima scala dei grigi.

Ultimo programma (Icosaedro) Le tecniche illustrate valgono solo per la rappresentazione dei solidi convessi. Possono essere quindi applicate con successo ai solidi regolari (CUBO, OTTAEDRO, ICOSAEDRO, DODECAEDRO). Forniamo il programma per l'icosaedro (listato in fig. 8) ricordando che il tema dei solidi regolari è stato trattato nel n. 14 di MCmicrocomputer (figg. 9, IO). •• 91


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di Andrea de Prisco

A partire da questo numero MCmicrocomputer ospiterà tra le sue pagine una nuova rubrica denominata, non a caso, appunti di informatica. Quella pura. Non troverete in queste pagine specifici riferimenti a personal computer oggi in commercio. Faremo semmai un passo indietro, non tanto nel tempo, ma nel livello di aljabetizzazione informatica. Sappiamo infalli come oggi un certo tipo di informatica sia completamente immersa nel vivere moderno. I personal stanno praticamente dappertut{o, degli home non ne parliamo: non c'è ragazzello (dei pochi che ancora non ce l'hanno) che non ne vorrebbe uno. E nata così l'informatica del registratore e del joystick. In questa sede ci occuperemo dei grossi calcolatori, di linguaggi di programmazione speciali, di processor, di multitasking e delle teorie di base dell'informatica. Argomenti assai cari a chi studia scienze dell'informazione oggi, o più semplicemente si occupava di informatica sei o selle anni fa (prima dell'avvento dei personal). Obiellivo principale di «Appunti di informatica» è dare allellore alcuni articoli di facile lellura (almeno speriamo) con l'importante caralleristica della non consequenzialità degli stessi. In altre parole ogni articolo tratterà un tema senza fare necessariamente riferimento alle «puntate» precedenti. In questo modo sarà data al lellore la facoltà di scegliere liberamente gli argomenti che interessano, senza correre il rischio di non raccapezzarcisi più qualche puntata piLì in là.

La struttura di un calcolatore Il primo argomento scelto, guarda-o caso, tratterà in generale la struttura di un sistema di calcolo. Teniamo a sottolineare la parola «sistema» in quanto un calcolatore è sempre fatto da più parti collegate tra loro e con il resto del mondo. Tanto per chiarire subito questo basilare concetto (scemo ma importante) basta pensare a un calcolatore senza né video né stampante né tastiera (in generale senza periferiche I/O), dentro al quale sta girando un programma. Ammesso pure che il programma termini con successo e che i risultati del calcolo siano correttamente mantenuti in memoria, in qualche modo bisognerà pur leggerli, se no ha lavorato per se stesso e non per l'uomo e quindi è inutile. La tecnologia, si sa, «inventa» macchine, e le macchine esistono in quanto al servizio dell'uomo: se ciò non accade, ritrovando uomini al servizio delle macchine, abbiamo sbagliato qualcosa e occorre ricominciare da capo. Beh, disquisizioni filosofiche a parte (di livello basso, molto basso) andiamo dunque a incominciare. Dicevamo prima che un calcolatore è composto da più parti tra loro interagenti. Abbiamo già anticipato che un ruolo molto importante è svolto dalle periferiche di ingresso/uscita (I/O Device) che permettono di comunicare col mondo esterno. MCmicrocomputer

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Poi, si sa, un calcolatore è dotato di una memoria, per ricordare programmi e dati. A questo bisogna aggiungere un vero e proprio cuore (non osiamo dire «cervello») che elabora le informazioni contenute in memoria e trasmette in qualche modo i risultati alle periferiche di uscita, non senza adoperare periferiche di ingresso per acquisire dati. Questo cuore è la CPU, o se preferite l'unità centrale di elaborazione.

In figura I abbiamo schematizzato queste tre parti indicando anche i rela-

CPU

,.

+

I/O

BUS

-+

tivi collegamenti. Andando avanti nella lettura di questo e dei prossimi articoli, potrete rendervi conto di quanto sia drastica questa schematizzazione. Vedremo infatti che le connessioni tra queste varie parli sono tutt'altro che pezzi di filo elettrico, che i dispositivi sono spesso asserviti da veri e propri processor di I/O, e che la CPU può benissimo essere «tante CPU» che lavorano insieme per sbrigare prima i laVOrI.

Control Process Unit (CPU) Iniziamo la nostra «zoomata» sulle varie componenti di un calcolatore, scendendo maggiormente nei dettagli,

I/O DEVICE

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App"llli di informatica

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Figllra 2 - Connessione CPU - Memoria.

cominciando dall'unità centrale di elaborazione. Essa è collegata con la memoria e con i dispositivi di I/O, come mostrato sempre in figura 1. Ogni CPU ha un proprio linguaggio macchina grazie al quale è possibile scrivere programmi (sequenze di istruzioni) per risolvere problemi. Generalmente il linguaggio macchina di una CPU difficilmente dispone di istruzioni più complicate di sommare due numeri, controllare se un numero è uguale a zero o muovere un dato da una parte della memoria ad un 'altra. Infatti anche con questi soli meccanismi è possibile risolvere (scrivere il corrispondente progr~mma) qualsiasi problema risolvi bile. E possibile però che il linguaggio macchina sia qualcosa di più complesso, anche un linguaggio ad alto livello. Per esempio esiste la LISPMachine che è un calcolatore che ha il LISP (linguaggio di programmazione ricorsivo di tipo funzionale) come Linguaggio Macchina. Nulla vieta ad esempio di realizzare una CPU che parli direttamente in PASCA L, o in BASIC o in COBOL: tutto sta nel va-

lutare l'effettiva convenienza in quanto a costi di progettazione (no, ndr). Di solito, dato che programmare in L.M. non è molto divertente, per le varie CPU vengono realizzati compilatori e interpreti che possono tradurre in linguaggio macchina un programma scritto in un altro linguaggio, generalmente più facile da programmare. Comunque non perdiamo il filo del discorso: di questo magari ne riparleremo tra qualche numero. All'interno della CPU, risiedono un 'unità aritmetico-logica, una parte controllo e un insieme di registri per mantenere ad esempio risultati intermedi senza scomodare continuamente la memoria. Il ciclo di funzionamento di una CPU è detto FETCH-EXECUTE, tradotto in linguaggio made in ItaIy: preleva ed esegui (l'istruzione). Per i più pignoli anticipiamo che alcune CPU funzionano diversamente, magari sovrapponendo le due fasi di due cicli successivi. Ne riparleremo tra qualche puntata: questo mese ci manterremo volutamente sull'elementare. Il ciclo preleva ed esegui (lo dice il

MEMORIE

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SOLO LETTURA

LETTURA E SCRITTURA

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EPROM

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FERRITE

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DINAMICHE Figllra 3 - Ciassijìca:ione delle memorie principali di IIn calcolatore.

94

ragionamento stesso) preleva un'istruzione dalla memoria e l'esegue. A seconda del tipo di istruzione la parte controllo scomoderà o meno altre parti della CPU o del calcolatore. Senza andare troppo per il sottile, potrebbe essere una somma di due valori: è implicata l'unità aritmetico-logica; potrebbe essere un test sul risultato di un'operazione: si usa un apposito registro detto di stato; oppure semplicemente un trasferimento CPU-Memoria o viceversa. Prima di terminare questa breve descrizione delle CPU, è doveroso parlare un momenti no di un importante registro interno il Program Counter. Come vedremo tra poco, la memoria principale di un computer è organizzata in celle, tutte numerate: in tal modo è possibile accedere ad una qualsiasi cella, semplicemente specificando il suo numero. Siccome il programma che l'unità centrale di elaborazione sta eseguendo è contenuto in un insieme di celle, il Program Counter conterrà sempre l'indirizzo della cella de)la prossima istruzione da prelevare. E ovvio che tale registro è automaticamente incrementato dopo l'esecuzione di ogni istruzione, eccezion fatta per le istruzioni di salto. In questo caso, non il valore successivo, ma un nuovo valore sarà introdotto nel Program Counter.

La memoria La memoria di un computer è un insieme più o meno esteso di celle, ognuna direttamente indirizzabile, dove programmi e/o dati sono parcheggiati per l'elaborazione. Generalmente una cella può contenere Byte di 8 bit, ma esistono casi sia di indirizzamento al singolo bit (ogni cella può contenere uno O o un I, come nel caso del Burroughs B 1700) che casi in cui la minima quantità di memoria indirizzabile è lunga 60 bit, come nel caso del Cyber 70. Per prima cosa vedremo come la memoria è collegata al processor: in figura I abbiamo visto che tale connessione è assicurata dal memory bus, in figura 2 notiamo come questo sia a sua volta composto da tre Bus: l'address bus, il data bus e il control bus. Il primo serve per comunicare alla memoria il numero (l'indirizzo) della celMCmicrocomputer

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Appunti di informatica

la che ci interessa. Sul data bus corre il dato, in un senso o nell'altro, a seconda che sia stata effettuata una operazione di lettura o scrittura. Per specificare questo si usa il control bus che per l'appunto invia alla memoria un segnale o un altro a seconda di quale operazione si deve compiere. Operativa mente, la CPU, quando deve leggere il contenuto di una cella invia per prima cosa l'indirizzo sull'address bus; sul control bus specifica l'operazione da compiere (in questo caso «lettura»), e immediatamente dopo può prelevare dal data bus il contenuto della cella che la memoria ha provveduto a mandarle. Per le operazioni di scrittura il ciclo è leggermente diverso: la CPU specifica la cella da utilizzare usando come sempre l'address bus, insieme a questo sul data bus è posto il dato da inviare alla memoria, infine il control bus è posto in stato «scrittura»: il resto lo fa la memoria. In figura 3 è stata rappresentata una possibile classificazione delle principali memorie centrali dei calcolatori. Esistono infatti sia memorie per lettura e scrittura, come quella appena descritta, sia memorie a sola lettura usate per tenere stabilmente pr9grammi all'interno dei calcolatori. E il caso ad esempio dei sistemi operativi dei personal computer (economici) che all'accensione sono già pronti per funzionare. I grossi cacolatori invece caricano in RAM (memoria lettura e scrittura) anche il sistema operativo che quindi in qualsiasi momento può essere modificato o sostituito per adattarsi a nuove esigenze. Tali calcolatori hanno su ROM (memorie a sola lettura) solo il cosiddetto Caricato re Minimo, una porziuncola di S.O. che ha solo il compito di dialogare con l'unità a dischi per caricare il vero e proprio sistema operativo. Esistono tre tipi di memorie a sola lettura. Le ROM sono programmate direttamente in fabbrica al momento della costruzione: per l'utente non c'è modo di variarne il contenuto. Le PROM (Programmable ROM) sono memorie che si comprano vuote e possono essere programmate dall'utente tramite un apposito apparecchietto. Come queste, le EPROM (Erasable Programmable ROM) in più permettono di essere cancellate un certo numeMCmicrocomputer

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Figura 4 - Memoria a nuclei di ferrite.

ro di volte semplicemente esponendo la finestrella che portano «in groppa» ai raggi ultravioletti. Le memorie a lettura e scrittura, usate per le vere e proprie memorie centrali dei calcolatori, si dividono a loro volta in volatili e non volatili a seconda che abbiano bisogno o meno dell'alimentazione per mantenere l'informazione registrata. Tenendo sempre sott'occhio la figura 3, vediamo che le prime si distinguono tra statiche e dinamiche. Le memorie statiche necessitano della sola alimentazione, quelle dinamiche oltre a questa hanno bisogno del ciclo del refresh per rinfrescare continuamente il contenuto delle celle che altrimenti tenderebbero a dimenticare. Dato che l'informazione in ogni cella pian piano svanisce, il ciclo di refresh, quando la memoria non è usata dalla CPU (ad esempio dopo aver prelevato un'istruzione, mentre la sta analizzando), provvede a leggere e riscrivere ad una ad una tutte le celle in modo da avere sempre byte freschi ossia scritti da poco. Le memorie non volatili si dividono in due particolari classi: le memorie a nuclei di ferrite e le memorie a bolle. La particolarità sta nel fatto che (combinazione) le memorie a nuclei sono state le prime in assoluto e oggi certamente non esistono più (sono passate alla storia dei computer) mentre quelle a bolle, tuttora oggetto di studio in tutto il mondo, rappresentano davvero il futuro delle memorie per calcolatore. In questa sede, vedremo più da vicino il funzionamento delle memorie a

nuclei di ferri te. Esse sono composte da un numero più o meno grande di anelli di dimensioni minime, ognuno dei quali (rappresentante un bit) è attraversato all'interno (nel buco, per intenderei) da più fili elettrici. In figura 4 è rappresentata schematicamente una memoria a nuclei di 4 x 4 = 16 bit. Notiamo fili orizzontali, fili verticali e un filo diagonale che attraversa tutti i nuclei. Se all'interno di un nucleo passa una corrente maggiore o uguale a un certo I, questa genera un campo magnetico tale da magnetizzarlo permanentemente. Se la corrente sul filo diminuisce o si annulla, il nucleo resterà ugualmente magnetizzato, mantenendo cioè un'informazione. Se mandiamo invece una corrente pari a - I, il nucleo si smagnetizzerà di botto per magnetizzarsi in senso contrario. Chi ha giocato qualche volta con una calamita, avrà notato l'esistenza dei poli Nord e Sud: mandando la corrente - I Nord e Sud si scambieranno di posto. A questo punto associando i valori O e l ai due possibili sensi di magnetizzazione abbiamo realizzato una vera e propria memoria. Restano due problemi: come magnetizzare un determinato nucleo senza coinvolgere gli altri e come leggere l'informazione. Il primo è abbastanza semplice, disponendo di fili orizzontali e fili verticali (fig. 4) per magnetizzare ad esempio il nucleo di coordinate (3,2) terza colonna seconda riga manderemo sul filo verticale 3 e filo orizzontale 2 una corrente per ognuno pari a 112. Solo nel nucleo interessato passerà corrente 95


Appunti di injormatica

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DISCHI A TESTINA MOBILE

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Figura 5 - Gerarchia di memorie.

per un totale di I (sufficiente alla magnetizzazione) trovandosi questo all'incrocio dei due fili. Semplice, no? Per quanto riguarda la lettura, l'affare si complica un po' in quanto occorre mandare una tensione pari a - I al nucleo interessato. Se questo era già magnetizzato in tal senso, non accade nulla. Se invece era stato magnetizzato

da una corrente I, la smagnetizzazione e la successiva magnetizzazione provoca una variazione del campo magnetico all'interno del nucleo (sempre nel buco) inducendo una corrente all'interno del filo diagonale. In definitiva se mandando -I troviamo l'impulso sul filo diagonale allora nel nucleo c'era «scritto» un I, altrimenti O. I più at-

L'aritmetica binaria I calcolatori, si sa, ragionano internamente per mezzo di numeri binari o se preferite in base 2. Questo perché è più facile per i circuiti elettronici mantenere e/o riconoscere stati binari che possono assumere solo valori del tipo SI/NO, vero/falso o acceso/spento. In altre parole è facile stabilire con esattezza se un filo porta corrente o meno semplicemente misurando un'eventuale differenza di potenziale. I numeri binari sono concettualmente identici ai numeri decimali di uso comune. L'unica differenza è che invece di disporre di lO simboli (da O a 9) si dispone di soli due simboli (O e l) per rappresentare un numero. Se ad esempio vogliamo contare in binario, procederemo come abbiamo sempre fatto sin dall'asilo infantile semplicemente tenendo a mente che abbiamo a disposizione solo zeri e uno. Quindi: O 1 10 11

100 101 110 111 1000 ecc. Sembra strano, ma è la stessa cosa: in decimale cosa avremmo fatto? Si parte da O e si elencano tutti i numeri ad una sola cifra, quindi da Oa 9. Poi si passa alle decine e si ripete tutto anteponendo alle unità nuovamente tutti i simboli, fino al nuovo esaurimento. Poi si cicla con le centinaia e così via. La numerazione binaria funziona allo stesso modo: controllare per credere. Altra differenza ovvia è che, essendo la

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base 2, non avremo unità, decine, centinaia ecc. ma unità duine, quattrine, ottine (tutte potenze di due). Da qui la facile conversione binario decimale nel seguente modo: per esempio 101 è I unità + O duine + l quattrina= l +0+4=5. Altro esempio: 101101 è l unità +0 duine + I quattrina + l ottina + Osedici ne + I trentaduina= I +4+8+32=45. Per convertire un numero da decimale a binario si procede per divisioni successive per due conserva ndo i va ri resti. Per esempio convertiamo 47 in binario. Allora: 47:2 = 23 col resto di 1 23:2 = 11 col resto di 1 11:2 = 5 col resto di 1 5:2 = 2 col resto di 1 2:2 = 1 col resto di O 1:2 = O col resto di 1 Se mettiamo in fila tutti i resti ottenuti partendo a ritroso dall'ultimo otteniamo lO1111 che è la rappresentazione in binario di 47. Se non ci credete provate a ritrasformarlo in decimale come abbiamo fatto sopra. Funziona. Per quanto riguarda le operazioni ancora niente di nuovo, ad esempio la somma:

0+0=0 0+1=1+0=1 1 + 1 = 10 o meglio O col riporto di 1 1 + 1 + 1 = 11 o 1 col riporto di 1 Con queste sole 4 somme é possibile sommare qualsiasi coppia di numeri binari, tanto per cambiare procedendo come abbiamo sempre fatto. E qui cadranno miseramente quei furbi (naturalmente giovanissimi) che alle elementari portavano di nascosto la calcolatrice di Papà per fregare il Signor Maestro.

tenti avranno notato che l'operazione di lettura è distruttiva in quanto corrisponde a scrivere uno O e vedere se è successo qualcosa. Per ovviare a questo inconveniente un apposito circuito di ritardo (non mostrato in figura) provvede a riscrivere quanto appena letto.

Gerarchie di memorie Quello che abbiamo appena descritto è il funzionamento della memoria principale. In qualsiasi computer, a questa è sempre aggiunta, per motivi di carattere economico, una o più memorie secondarie o di massa. Tra le più diffuse, possiamo indicare le unità a dischi magnetici, a cilindro rotante, a nastro magnetico, tutte caratterizzate (rispetto alla memoria centrale) da un costo per bit assai contenuto, ma con lo svantaggio di avere tempi di accesso al dato cercato superiori di diversi ordini di grandezza. Comunque, dato che gli accessi alla memoria secondaria non sono così frequenti come quelli in memoria principale, il problema dei tempi di accesso si riduce notevolmente, non lasciando nemmeno ipotizzare l'esistenza di computer senza dischi, nastri o cilindri. Alcuni calcolatori, in contrapposizione alla lentezza delle memorie di massa, hanno accanto alla memoria principale una piccola memoria ausiliaria detta Cache Memory caratterizzata da tempi d'accesso prossimi allo zero (e perciò molto, molto costosa) nella quale vengono caricate ad una ad una le porzioni di programma che devono essere eseguite. In questo modo la CPU può accedere man mano alle varie istruzioni senza nemmeno attendere il già piccolo tempo di accesso proprio delle memorie principali. In figura 5 è rappresentata una gerarchia tra i vari tipi di memorie. Come abbiamo già detto, al crescere della velocità di accesso, diminuisce l'economicità espressa in costo per bit. Le più lente e più economiche memorie di massa sono senz'altro i nastri magnetici; seguono i dischi a testina mobile; i cilindri rotanti e i dischi a testine fisse; la memoria principale e in ultima la Cache Memory. Anche di queste avremo occasione di parlarne nei prossimi numeri. Arrivederci. •• MCmicrocomputer

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1985


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La Simulazione di Va Iter Di Dio Con l'avvento del calcolatore elettronico la simulazione ha trovato il suo più valido alleato. Ma il calcolatore elettronico da solo non è sufficiente, occorrono anche i programmi necessari allo sviluppo ed al collaudo dei modelli. Anche i modelli devono poi essere adatti all'uso del computer e per ottenere questa adattabilità occorrono molte prove e molte versioni differenti sia di programmi che di modelli. Se spesso il ricercatore è perfettamente in grado di analizzare, correggere ed adattare il modello matematico alla realtà oggettiva, non altrettanto è in grado di fare con il programma del computer. Come sempre succede nel mondo dell'informatica è stato proprio il computer a venire incontro all'utente con programmi applicativi sempre più sofisticati al punto da divenire veri e propri linguaggi in grado di accettare modelli in forma descrittiva e generare automaticamente le funzioni matematiche corrispondenti. Anche per quello che riguarda poi alcuni specifici «attrezzi di lavoro)) come la gestione delle liste di attesa, dei ritardi, delle distribuzioni di probabilità (anche le più strane) si è trovato il modo di far/i creare e controllare direttamente dalla macchina senza appesantire il programma dell'utente. Un po' quello che succede anche nei nuovi Basic che implementano già le routine di CIRCLE, BOX, F1LL ecc., così da poter utilizzare la grafica anche senza conoscere la trigonometria. I linguaggi

per la simulazione

La richiesta di programmi applicativi da parte dei ricercatori ha cosi portato alla creazione di linguaggi sempre più orientati al modello piuttosto che al problema programmatorio; si sono cosÌ andati sviluppando degli specifici linguaggi di simulazione per ciascun campo di applicazione. Ecco quindi nascere il SIMULA, il CAPS, il SIMPAS o il DEMOS e i più recenti SIMSCRIPT, GPSS, GASP e SLAM, tutti rivolti alla simulazione di eventi discreti; vedi ad esempio il seguente programma in SLAM che gestisce un casello autostradale: PRGM

casello; CREATE, EXPON (25); QUEUE (1); ACTIVITY /1, RNORM (20,5); TERMINATE, 100; END.

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La prima riga, dopo il nome del programma, crea una funzione di arrivo esponenziale con media 25, la seconda una coda di attesa singola, la terza riga determina l'attività uno come un servizio con distribuzione normale con media 20 e varianza 5. Il processo avrà termine dopo cento arrivi (riga 4) dopodiché il programma stamperà una lista di tutto quello che è successo durante la simulazione. Per quanto riguarda la simulazione di eventi continui questi si basano sulla variazione nel tempo di una serie di quantità che determinano il sistema, il loro modello matematico è quindi basato sulle equazioni differenziali, e la sola tecnica utilizzabile per risolvere qualsiasi tipo di equazione differen-

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Sorgenti

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o pozzi

1'1 uss l

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Livelli di

stato

o variabili principali

ziale è l'integrazione numerica, che diventa cosÌ il fulcro di tutti i programmi di simulazione continui. Per quanto riguarda le applicazioni fisiche o ingegneristiche è facile trasformare delle leggi fisiche in modelli differenziali, non altrettanto accade con le scienze sociali in cui, per prima cosa non si conoscono delle leggi esatte, e secondariamente ci sono dei legami molto stretti tra tutte le quantità del sistema e evidenziarle completamente in forma matematica è un compito spesso irrisolvibile. Nasce cosÌ la necessità di distinguere la simulazione di fenomeni fisici da quella di eventi sociali. I linguaggi CSMP, CSSL-lV e DARE sono tutti orientati alla simulazione di fenomeni fisico-meccanici; per i problemi sociali si deve ricorrere invece al DYNAMO. È questo delle scienze sociali uno dei problemi più belli nell'ambito della simulazione, perché non essendo pensabile di prevedere il comportamento di una massa sociale in base alle scelte dei singoli componenti, occorre sviluppare delle tecniche che consentano di seguire lo sviluppo del fenomeno (ad esempio l'emigrazione) guardando alla popolazione nel suo insieme e valutando il modo di comportamento complessivo al mutare delle condizioni sociali. l.W. Forrester, autore dei più importanti testi di simulazione dei fenomeni sociali racconta che molto spesso è stato chiamato a risolvere dei problemi presso grosse società; i problemi erano ben determinati e tutti all'interno della società ne erano a conoscenza. I manager delle società avevano poi già sviluppato una politica di intervento mirata ari· solvere il problema, problema che poteva essere sia di instabilità delle vendite che di scarso profitto o errori nella gestione del mercato, e si erano curati che questa politica fosse applicata in tutti i settori della loro azienda. l.W. Forrester costruiva allora un modello al computer della azienda e delle politiche attuali di intervento e spesso scopriva che l'intervento effettuato era da solo sufficiente a determinare le difficoltà in cui versava l'azienda, indipendentemente da quello che stava succedendo al di fuori degli uffici. In pratica gli interventi di correzione erano i soli responsabili delle difficoltà attuali.

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Figura 2 - Simboli grafici adoflati per la rappresentazione dei diagrammi di flusso. Ad ogni simbolo corrisponde un elemento del programma di simulazione in DYNAMO.

101


lo Simula~ione

'Si racconta anche che un giorno il filosofo Jean Jacques Rousseau costruì un modello della popolazione inglese partendo da tre presupposti: I) la natalità a Londra è inferiore a quella della campagna inglese; 2) la mortalità a Londra è maggiore di quella delle località rurali; 3) la popolazione delle località rurali si trasferisce a Londra con un ritmo crescente. In base a questi assunti Rousseau concluse che la popolazione inglese si sarebbe rapidamente ridotta a zero. Trascritto recentemente il suo modello in un programma per computer si sono ottenute invece le conclusioni opposte. Infatti se è vero che la natalità a Londra è inferiore a quella della campagna, l'immigrazione compensa di gran lunga la minore natalità; succede così che la gente continua a nascere in campagna e a trasferirsi a Londra in sempre maggior numero (cosa che infatti si è puntualmente verificata). ln un recente studio presso l'università di Roma è stato costruito un modello che permette di creare dei comprensori (insiemi di più comuni) in cui i comuni sono il più possibile simili tra loro, in modo da poter sviluppare delle politiche industriali, edilizie e sanitarie parimenti utili a tU,tti gli appartenenti al comprensorio. E stata introdotta nel modello una quantità notevole di dati statistici sulla composizione delle famiglie, sul tipo di industria e attività commerciale o agricola e sullo stato sanitario ed edilizio. Quando sono usciti i dati dal computer si è scoperto che questo aveva aggregato insieme comunità montane ed isole. A posteriori infatti ci si rende conto che i problemi di un comune montano e di un 'isola sono molto simili: sono ambedue isolati la maggior parte dell'anno, hanno scarsità di territorio edificabile o coltivabile e nessuna attività industriale. Questi comportamenti controintuitivi dei fenomeni sociali hanno portato alla creazione del DYNAMO che permette di avere a disposizione un modello matematico sociale su cui lavorare con un programma che ne consenta lo studio e la simulazione di interventi onde permettere di ovviare alle evidenti difficoltà di analisi e di previsione dei problemi sociali.

completo del Mondo con le sue interazioni tra popolazione, capitale, inquinamento e risorse naturali; uno degli ultimi modelli «MONDO 3)) lo potete vedere in figura L Il DYNAMO è un programma che compila e risolve problemi di simulazione con modelli di tipo continuo, modelli cioè il cui funzionamento dipende da un flusso concatenato di azioni e reazioni piuttosto che dal verificarsi o meno di singoli eventi distinti. Ad esempio i problemi dello sviluppo industriale non dipendono dal fatto che in una certa industria arrivi o meno una certa macchina

in un dato momento, ma da una serie di condizioni generali che determinano ad un certo punto le trasformazioni all'interno del modello. Basti pensare a quello che è successo al dollaro, che è calato durante la malattia di Reagan, ed è risalito dopo l'annuncio dell'avvenuta guarigione, per rendersi conto di come non sia pensabile la costruzione di un modello economico generale che tenga conto anche di eventi particolarissimi come questi. Se però si guarda la situazione globale si scopre che la malattia del presi-

Il DYNAMO Un particolare programma di simulazione socioeconomica è stato sviluppato da Alexander L Pugh II l su IBM nell'ambito del Gruppo di Dinamica Industriale del MIT (Massachusetts Institute of Technology) e chiamato DYNAMO (Dynamic Models). Una delle prime applicazioni, forse un po' eccessiva, di questo programma è stata la creazione di un modello 102

Figura I - Rappresentazione del modello del sistema mondiale (MONDO J) mediante diagramma dijlusso.

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lo Simulazione

dente è arrivata in un momento di crisi generale, per cui al modellista poco interessa l'evento particolare che genera la trasformazione, ma il fatto che, date certe condizioni, è particolarmente probabile che al verificarsi di una qualsiasi crisi (il fallimento di un'industria, il rapimento di un ambasciatore o una politica estera sbagliata) si determini la caduta del mercato azionario. I modelli del DYNAMO non utilizzano perciò distribuzioni di probabilità che devono stabilire se un certo evento accada o meno, ma piuttosto

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effettuano una simulazione di tipo Causa-Effetto. Tutte le variabili del modello sono legate tra loro da linee di effetto ed ogni modifica apportata ad un valore determina altre variazioni sulle variabili ad esso collegate, le quali saranno a loro volta collegate ad altre variabili, sicché ogni più piccola variazione determina un effetto valanga che coinvolge l'intero sistema. Il flusso di eventi che circola, si dirama e si ricongiunge, all'interno del modello genera degli accumuli di «pressione» o dei «vuoti» che determinano ad un certo punto le reazioni e

i successivi assestamenti dell'intero sistema. Per l'analisi del problema si parte in genere con il sistema in una condizione di equilibrio generale (solitamente quella attuale) e si vede come questo, sotto la spinta di pressioni (interne o esterne) si «contorce» alla ricerca del nuovo equilibrio; se e quando lo troverà dipende dal tipo di pressione esercitata e dal momento in cui è stata applicata. La condizione di alcune variabili guida del sistema, dopo il riequilibrio, indicherà se le scelte effettuate erano giuste o catastrofiche. L'approccio iniziale al modello è di tipo grafico, si disegna su un foglio di carta un grafo indicante i vari elementi del sistema e le interconnessioni. Le iiÙerrelazioni tra i fenomeni si esprimono, in Dynamo, come funzioni, in cui l'elemento a sinistra dell'uguale sarà un serbatoio o una valvola, mentre a destra ci saranno i valori di flusso entranti e uscenti dal nodo e provenienti da altri nodi del grafo. Per disegnare il modello del sistema che si vuole simulare si hanno a disposizione un certo numero di elementi standard (vedi figura 2, pago lOI). I serbatoi sono le variabili principali del sistema, il loro livello in un certo istante determina lo stato del sistema. Le valvole che permettono di regolare il flusso di un ramo in funzione del valore di una variabile di controllo. Le sorgenti che forniscono le materie prime e i pozzi in cui è possibile scaricare i «rifiuti» o comunque tutte le uscite che non interessano il modello in esame. E infine i ritardatori che intercettano il flusso di una informazione e lo trattengono per un certo periodo. Con il DYNAMO (di cui esiste una versione anche per Apple e PC 18M) è semplicissimo costruire il modello e altrettanto semplicemente si possono vedere i risultati della simulazione su di un diagramma cartesiano in cui vengono plottati i valori delle variabili principali ad intervalli predefiniti di tempo. In Dynamo sono anche pòssibili gli anelli ovvero un ramo che esce da un nodo e vi rientra subito, questo permette quello che comunemente si chiama controreazione. Due sono le possibili configurazioni. La controreazione negativa in cui un ramo rientra nel proprio nodo con il segno invertito (vedi figura 3) e serve a stabilizzare il livello di un certo nodo: se il livello aumenta la controreazione lo abbassa, se diminuisce lo riporta su. E la controreazione positiva (vedi figura 4) che serve ad amplificare le variazioni in ingresso al nodo. 103


lo Simulazione

Figura 3 - Anello di retroazione che collega il livello della popolazione ai servizi sanitari, si traua di una retroaziolle negativa in quanta una modificazione di un elemento dell'anello melle in moto una catena di eventi tali per cui alla fine si esercita sull'elemento di partenza una forza antagonista rispello alla modificazione che l'ha originata.

Produzione servizi

di

Popolazione

In tutti e due i casi è possibile inserire nei nodi di controreazione dei ritardatori. Un nodo con controreazione e ritardo diventa un elemento periodico in grado di attenuare o amplificare i flussi che si presentano al suo ingresso con un periodo uguale al tempo di ritardo. Il funzionamento del DYNAMO è simile a quello di un moderno Spreadsheet in cui ad ogni ciclo si ricalcolano i nuovi valori in base a quelli del ciclo precedente. In pratica i cicli sono due lo stato attuale che si chiama tempo K e lo stato successivo che è il tempo L; ad ogni ciclo si calcolano i valori X(L) in base al valore di X(k) + le variazioni D(k, l); fatto questo per tutti i livelli si sostituiscono le variabili X(K) con quelle X(L) e si riparte. Il controllo

Popolazione

Nasc i te

Figura 4 - Anello di retroazione che lega il livello della popolazione all'indice di natalità: in questo caso si tralla di retraazione positiva in quanto lo modificazione di un elemento, ripercuotendosi attraverso lo catena, finisce per esercitare una for~a sull'elemento di partenza che accresce lo modificazione originaria.

Gli Tsembaga sono una tribù di indigeni della Nuova Guinea che vivono molto isolati all'interno degli altipiani orientali. Gli Tsembaga per sopravvivere praticano un tipo di coltura detta «taglia e brucia» che consiste nel tagliare una parte della foresta e bruciarla in modo da ricavarne terreno fertile. Dopo alcuni anni di coltivazioni il terreno si inaridisce e viene abbandonato dagli Tsembaga che ripetono il processo altrove. Dal momento che la disponibilità di terreno coltivabile non è illimitata, gli Tsembaga per

della popolazione

Vediamo ora una applicazione del DYNAMO ad un problema sociale quale il controllo delle nascite e quindi della popolazione in una società primitiva. Lo studio è stato effettuato da S. B. Shantzis e W. Behrens III sulle basi di una analisi degli usi e costumi della società degli Tsembaga eseguiti da Roy A. Rappaport e descritti nel suo «Pigs for the Ancestors» (New Haven 1968). Alimenti

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Figura 5 - Diagramma ad anelli causali del sistema degli Tsembaga: si distinguono quallro anelli di retroazione: maiali-alimenti. maialifesta. maiali-raccolto e uomini-festa. Questo tipo di diagramma è il primo passo nella stesura del modello grafico del sistema da studiare.

garantire la sopravvivenza della specie devono ricorrere ad un elaborato sistema di controllo della popolazione che si basa sulle feste tribali. Le feste tribali derivano e integrano un'altra attività degli Tsembaga: l'allevamento dei maiali. Infatti mentre gli uomini coltivano la terra le donne Tsembaga allevano maiali; il numero dei maiali posseduti determina direttamente il grado sociale di uno Tsembaga per cui chi ha più maiali riceve riconoscimenti materiali, ha fortuna con le donne ed è ammirato dagli altri membri della tribù, quindi tutti gli Tsembaga tendono ad allevare il massimo numero possibile di maiali che non vengono mai uccisi (salvo un sacrificio obbligatorio in caso di lutto). Naturalmente i maiali devono essere nutriti con parte del raccolto, inoltre occorre tempo e fatica ad accudirli. L'aumento esponenziale del numero dei maiali porterebbe rapidamente al collasso l'agricoltura degli Tsembaga, ma a questo punto interviene la Festa. Quando il numero dei maiali supera un certo livello rispetto alla popolazione degli umani (poco più di un maiale a testa) si crea uno stato di malessere negli Tsembaga che sfocia nella Festa. La Festa altro non è che un complesso meccanismo di controllo ecologico: durante la festa si macellano i maiali e si banchetta, inoltre viene abolito il tabù sulla guerra. L'abolizione del tabù sulla guerra provoca immediatamente l'apertura delle ostilità. Lo stato di guerra si protrae presso gli Tsembaga per alcune settimane, durante le quali gruppi più o meno equivalenti si fronteggiano ai lati opposti di una radura lanciandosi grida e raramente freccie. Questi scontri provocano pochi morti per cui la guerra si protrae finché gli schieramenti stanchi di combattere (durante la guerra non si coltiva la terra e i rapporti sessuali sono vietati) non si accordano per la pace. Pace che può avvenire solo se le perdite dalle due parti sono uguali; dal momento che la cosa capita raramente gli Tsembaga si accordano per una tregua che verrà interrotta automaticamente alla festa successiva. La Festa uccide 1'85% dei maiali e la guerra al massimo il 10% della popolazione. Dal momento che la guerra non porta agli Tsembaga vantaggi materiali è evidente che il suo unico scopo è il controllo della popolazione per evitare che l'aumento di questa, insieme a quello dei maiali, finisca per procurare una carestia che ucciderebbe ben più del 10% degli Tsembaga. Una volta creato il modello della popolazione Tsembaga (vedi figura 5) ed effettuata la trasformazione in DYNAMO, si inizia la simulazione. Alle condizioni attuali si vede che la popolazione Tsembaga è pressoché stabile MCmicrocomputer

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e oscilla al ritmo delle feste che avvengono ogni dieci anni circa. Inoltre (vedi diagramma di figura 6) il livello della popolazione (e dei maiali) si tiene sempre molto al di sotto del livello di inaridimento della terra; livello che se superato provocherebbe la carestia nella tribù. Un primo tipo di intervento sui meccanismi di controllo della popolazione è stato provato dai ricercatori simulando un aumento della natalità, cosa questa che si verifica sempre quando si migliorano le condizioni sanitarie. Alla simulazione l'aumento del tasso di nascita ha portato come unica conseguenza un più rapido avvicendarsi delle feste (vedi figure 7 e 8). Il tentativo successivo di eliminare completamente la guerra lasciando alla festa la sola funzione di controllo del numero di maiali ha rapidamente por-

Zona

zoo

tato la popolazione Tsembaga a superare la soglia di fertilità della terra (fugura 9) e quindi ha ridotto il numero degli Tsembaga a meno della metà di quello attuale, impedendo cosÌ l'accumulo delle pressioni sociali necessarie allo svolgimento della festa e il rapido degrado della «cultura» Tsembaga. Questi tipi di interventi simulati sono invece proprio quelli che si vengono a creare nel contatto tra popolazioni primitive e culture «evolute», e dimostrano come l'opera di «colonizzazione» ha spesso apportato alle popolazioni «aiutate» più danni sociali che benefici reali.

lari applicazioni sicuramente troveranno posto nella nostra rivista, o nel software della macchina su cui sono state sviluppate, o in appositi articoli. Se pertanto state pensando di simulare al computer un sistema qualsiasi, ma ndatecene pure una copia per la pubblicazIOne. È rimasto un po' fuori il discorso sulla simulazione grafica in tempo reale, un ramo in forte espansione, sia perché è veramente un argomento molto esteso e particolare che necessita di specifiche e costose apparecchiature, sia perché in piccole dosi lo potete trovare nella rubrica di grafica di Petroni. A noi resta la soddifazione di aver fatto conoscere a quanti lo ignoravano un argomento cosÌ eccitante, e quello che, forse, sarà il principale strumento di lavoro del futuro.

Conclusioni Termina così questa passeggiata nello strano mondo della simulazione, resta ovviamente aperto il discorso e se ci saranno nuovi sviluppi o partico-

di inaridimento

Zona

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di inaridimento della

de 11a terra

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100

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Zona di sicurezza

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100

Popolazione

Popolazione

Figura 6 - Visualizzazione del comportamento del sistema mediante un punlO cI,e percorre un cammino nel grafico cartesiano popolazione-maiali. Il piano è inoltre diviso in tre regioni che indicano aree a diverso comportamenlO del sistema.

Zona

zoo

300

di inaridimento della

Figura 7 - Risultato di una simulazione in cui il migliorato sistema sanitario ha apportalO un incremento delle nascite del/"l.4% annI/O. Il ciclo si è ora spostato verso destra avvicinandosi alla soglia di inaridimenlO della terra; inoltre le dimensioni ridolle indicano I/n piùjrequente avvicendarsi delle feste rituali.

Zona

zoo

di inaridimento

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100

100

Zona di sicurezza

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Popolazione Popolazione

Figura 8 - Portando l'",cremenlO del tasso di natalità 012% annuo. si può vedere che ogni ciclo successivo si innesca per valori sempre crescenti della popolazione

umana.

/n queste condizioni

in circa cento anni lo popolazione

riduce quasi a :ero e l'80°. degli Tsembaga moriranno di fame.

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n. 46 - novembre

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suina si

Figura 9 - Simulando allora una rinuncia da parte degli Tsembaga alla gl/erra che accompagna ogni festa (ciò comporta lo riduzione della sola popolazione suina). si osserva ancora una volta lo spostamento del ciclo in zona distrulliva; lo popola:ione umana. oltrepassata lo capacità di sostentamento rlolla terra. si ridurrà

;n misura

ancora

superiore

che /leI caso precedente.

105


di Pierluif(i Panunzi

Caratteristiche e diversità

L'8086: caratteristiche hardware

Nello scorso numero di MC i lettori interessati all'argomento «Assembler» si sono trovati di fronte ad un «passaggio di consegne» tra lo Z80, incontrastato dominatore degli B bit, e l'BOB6, degno rappresentante del mondo dei 16 bit. D'ora in poi dunque parleremo del1'80B6 e del suo stretto parente BOBB:per forza di cose dovremo introdurre concetti nuovi e tematiche del tutto assenti in termini di microprocessori ad B bit; d'altro canto però era lecito aspettarsi qualcosa di nuovo, dal momento che non è semplicemente raddoppiato il «parallelismo» del microprocessore, da B a 16 bit per l'appunto, ma soprattutto si sono più che raddoppiate le potenzialità, quali ad esempio la quantità di memoria indirizzabile e la sua gestione, le capacità operative in termini di set di istruzioni, nonché in generale la <<.filosofia»secondo cui viene realizzato un sistema basato sui microprocessori in esame. Come evoluzione naturale di questa serie di articoli, promettiamo già fin d'ora di parlare dell'B0186, nonché del1'802B6, due microprocessori che contengono nel loro interno praticamente un sistema completo. Dato che, come suoi dirsi, l'appetito vien mangiando, ecco che da ultimo parleremo anche del1'80386, che già fa parte della schiera dei microprocessori a 32 bit. Comunque andiamo per gradi e cominciamo a vedere le caratteristiche dell'B086, per paragonarle successivamente a quelle dell'BOBB. Le differenze, come vedremo, riguarderanno quasi esclusivamente la configurazione hardware del sistema e perciò non verranno del tutto approfondite. Per ciò che riguarda il software, e perciò l'Assembler di cui ci occuperemo prevalentemente, si ha invece una compatibilità totale tra i due processori, per cui non sarà strano trovare citazioni indifferentemente all'uno o all'altro microprocessore.

Analizziamo innanzitutto il microprocessore cosÌ come ci appare esternamente: non è altro che un circuito integrato piuttosto grande, dotato com'è di 40 piedini cosÌ come, ad esempio, lo Z80. Facciamo un po' di conti assieme: il processore è a 16 bit e perciò 16 piedini devono essere riservati per il cosiddetto Data Bus; per quanto riguarda gli indirizzi, abbiamo bisogno di almeno altri 16 pin per poter indirizzare come minimo i 64K; inoltre per pilotare tutto l'hardware, ed in generale il nostro sistema, abbiamo come minimo necessità di una ventina di pin riservati ai cosiddetti segnali di controllo, sia di input che di output, quali ad esempio l'abilitazione alla lettura/scrittura di un dato, oppure il c1ock, nonché i vari interrupt, reset, ecc. Infine, essendo un componente elettronico, deve essere alimentato e ciò, grazie ai progressi tecnologici, si ottiene con altri due soli piedini, uno che va collegato al positivo ( + 5V) e l'altro alla massa comune. Tiriamo le somme: 16+ 16+20+2 fa 54, come dire che i 40 pin a disposizione non bastano. Per far tornare i conti c'è dunque un trucco? No. In effetti non si tratta di un trucco, ma di un'idea geniale: dal momento che il Data Bus e l'Address Bus (quest'ultimo come estensione minima) sono da 16 bit, allora è più conveniente far sÌ che condividano gli stessi pin ottenendo cosÌ un totale di 16 invece di 32, al prezzo di un unico ulteriore piedino che serva da indicatore dello «stato» dei piedini comuni e cioè se in un certo istante siano Data Bus oppure Address Bus. Questa tecnica, in gergo, viene chiamata «time-multiplexing» e consiste appunto nel fatto che per un certo tempo i pin in comune sono considerati indirizzi e, per un altro intervallo

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di tempo, dati: ciò non comporta inconvenienti al «mondo esterno» in quanto basta saper sfruttare il segnale di distinzione per far sì che gli altri componenti (ad esempio le memorie) non si accorgano di quanto sta accadendo, ma viceversa vedano due bus separati. In tal modo i conti tornano: 16+ 20 + 2 ora fa 38, come dire che rientriamo comodamente nei 40 pin standard di un circuito integrato. Abbiamo dunque già imparato qualcosa di nuovo rispetto al mondo degli 8 bit dove praticamente solo 1'8085 (guarda caso anche lui dell'lntel) possiede i primi otto bit dell'Address Bus multiplexati con il Data Bus. Comunque 16 piedini e perciò 16 bit di indirizzo, laddove per gli 8' bit consentivano l'uso di 64K byte di memoria, in un mondo in cui il parallelismo è raddoppiato, non possono certo bastare: infatti nel nostro caso i progettisti dell'lntel hanno pensato di elevarne il numero a 20. Con tale valore, facendo un po' di conti, si ottiene la bella cifra di I Mbyte di memoria indirizzabile, ben 16 volte maggiore di quella a cui ci hanno abituato gli 8 bit. Ma tutto ciò non avrebbe troppo senso, economicamente parlando, se non si assistesse quasi quotidianamente. alla riduzione .. dei costi delle memone vere e propne, grazIe ancora una volta al progresso tecnologico. Basti pensare che mentre qualche anno fa arrivare ad I K o a 4K con componenti non sempre reperibili voleva dire aumentare i costi del progetto, oggigiorno sono disponibili memorie dinamiche da 256K bit con le quali si può arrivare a 256K byte con appena 8 di esse, più opportuni circuiti di pilotaggio: ma 256K byte sono già 4 volte la massima raggiungibilità di un microprocessore ad 8 bit. Questo fatto del progresso tecnologico favorisce, dal punto di vista del 107


L "Assembler

software, lo sviluppo di prog.ramml sempre piti complessi ed estesI, nonché la nascita di potenti linguaggi ad alto livello: non avrebbe alcun senso infatti usare il 90% della memoria per il linguaggio, il compilatore ed il Sistema Operativo per lasciare pochi spiccioli ai programmi applicativi. In fin dei conti siamo al secondo passo (il primo sono i microprocessori ad S bit) della scala che porta ai computer veri e propri, ai main-frame da centro di calcolo, al quale possono accedere decine di utenti contemporaneamente con dotazione notevole di risorse: partendo dal basso e dalle piccole prestazioni degli S bit piano piano ci avvicineremo ai sistemi operativi in «Time-Sharing» tipo U IVAC, il tutto però godendo dei vantaggi offerti da una tecnologia costantemente in via di espansione. Si arriverà a confinare un centro di calcolo in un armadi etto, magari ottenendo prestazioni migliori. Basta pensare che già con i microprocessori a 32 bit (il «terzo passo» della scala ideale) si ottengono prestazioni veramente lusinghiere. Tornando dunque ai 16 bit, si devono già intravedere quelle che sono le caratteristiche dei computer veri e propri: già abbiamo parlato del megabyte indirizzabile daIl'SOS6, ma il microprocessore 6S000 della Motorola, con i suoi 23 bit può arrivare ad 5Mbyte, mentre ancora il 16032, della National Semiconductor, arriva a 16Mbyte grazie ad un piedino in più per l'Address Bus. Comunque queste cifre non tengono conto di tecniche particolari di indirizzamento per mezzo di appositi componenti esterni, detti in genere M M U (Memory Management Unit), grazie ai quali si può parlare di «memoria virtuale» di qualche gigabyte, frazionata oppotunamente in modo tale da essere sfruttata da più utenti. Questo fatto che la stessa memoria fisica possa essere condivisa, comporta poi la necessità di effettuare «protezioni» di alcune zone di memoria riservate in genere al Sistema Operativo, alle quali cioè risulti impossibile accedere da parte di un utente magari solo per un errore di programmazione. Mentre questa possibilità di proteggere zone di memoria «via software», e cioè non attraverso circuiterie particolari, è disponibile solo a partire dall'SOIS6 grazie ad una particolare istruzione, nell'SOS6 è viceversa già presente la gestione della memoria per «Segmenti», secondo una tecnica assente nei microprocessori ad S bit. Questa tecnica di segmentazione sarà il punto chiave della programmazione del «nostro» microprocessore: ne parleremo parecchie volte soprattutto perché si tratta di un argomento 108

alquanto pesante e perciò da sviluppare un poco alla volta. In prima analisi si può dire che la segmentazione della memoria consiste nella sua suddivisione in quattro parti fondamentali, ognuna dedicata ad un_ ben preciso scopo, ma «trasparenti» per l'utente. In particolare questi 4 segmenti, che possono arrivare ognuno a 64K byte, costituiscono delle entità a sé stanti ed a cui le varie istruzioni assembler fanno opportuno riferimento. Vediamo quali sono dunque questi 4 segmenti, tanto per prendere confi- . denza con terminologie nuove: CODE SEGMENT DATA SEGMENT STACK SEGMENT EXTRA SEGMENT

Da i loro nomi si può già intuire a quale scopo sono destinati e cioè si tratta rispettivamente di zone di memoria dedicate ai programmi veri e propri (Code Segment), ai dati quali variabili, costanti, vettori, tabelle (Data Segment), allo stack (Stack Segment) e ad altri dati ancora, se necessario (Extra Segment). Questa suddivisione di «compiti», che in fin dei conti non è altro che una razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse, favorisce ampiamente la fusione di programmi formati da più parti ed ancora meglio la gestione di programmi appartenenti a più utenti, nonché la creazione di Sistemi Operativi «Multi-task» e cioè con più processi eseguiti contemporaneamente, processi che sfruttano appunto per condivisione le risorse tipo memoria, periferiche, ecc. Terminiamo questo primo incontro con l'SOS6 accennando a quello che sarà l'argomento principale delle puntate a venire: la programmazione. In particolare, caratteristica notevole del microprocessore in esame è la cosiddetta struttura «a matrice» che consente l'esecuzione della maggior parte delle istruzioni con ogni tipo di indirizzamento ed operandi possibili: un'operazione che coinvolge due registri può essere infatti eseguita in generale su altri due registri come pure tra memoria e registro, senza limitazioni di sorta. Si può poi lavorare sul singolo bit e sul byte (anche se in questi casi si assiste ad una sotto utilizzazione del micro, che è a 16 bit), su word (parole appunto a 16 bit), su long-word (per quanto riguarda le operazioni tipo moltiplicazioni e divisioni ed in altri casi), ed infine su stringhe e cioè insiemi di byte e di word.

L'8088: le differenze con 1'8086 Veniamo ora alle differenze che l'SOSS presenta rispetto a quanto detto

de1/"8086/8088

precedentemente per \'8086: in particolare la principale risiede nel fatto che 1'808S si presenta a componenti esterni come un 8 bit, dotato ancora di 20 linee di Address Bus, ma stavolta con solo S bit di Data Bus, mutiplexati con i primi 8 bit degli indirizzi. Questo fatto comporta alcuni inconvenienti come pure dei vantaggi: tra gli inconvenienti c'è il fatto che, pur restando a tutti gli effetti un micro a 16 bit, l'SOSS risente del fatto di avere S bit di Data Bus soprattutto quando si lavora su dati a 16 bit e peggio (e ciò succede quasi sempre) con istruzioni aventi codice operativo a J 6 bit. Infatti per accedere ad un dato a 16 bit 1'8088 deve compiere due «cicli di accesso alla memoria» al contrario dell'SOS6 che ne richiedeva uno solo: ciò implica, tanto per la cronaca, un allungamento di 4 clock nella durata di un'istruzione e ciò comporterebbe un'estensione notevole dei tempi di esecuzione se non fosse che, lavorando con un minimo di 5 MHz, i tempi di clock risultano dell'ordine di appena 200 nsec ... Tra i vantaggi invece c'è quello notevole di poter utilizzare gli stessi componenti esterni (latches, decoder, buffer) che si usano con microprocessori ad S bit: c'è da dire che 1'8088 da questo punto di vista è considerato dai progettisti dell'lntel un successore diretto dell'SOS5, del quale ha ereditato le caratteristiche fondamentali dell'architettura, quale appunto il Data Bus ad S bit multiplexato. In un certo senso perciò consente ai progettisti che già conoscevano 1'80S5 di passare dagli Sai 16 bit senza introdurre varianti notevoli al progetto, che fondamentalmente viene ampliato dal punto di vista della memoria. Non vogliamo certo dire che l'SOSS possa direttamente sostituire 1'8085 in circuiti dove è posto quest'ultimo, ma certo non può che far piacere il poter sfruttare un insieme di circuiti già ampiamente collaudati. Una volta parlato dunque di questa differenza (hardware) non resta altro che confermare per 1'8088 tutto quanto detto in precedenza per l'SOS6: un'altra piccola differenza esiste però tra i due microprocessori, non di così grande portata, ma anzi diciamo che potrebbe essere del tutto trascurata. Comunque solo quando sarà necessario, già dalla prossima puntata, segnaleremo di cosa si tratta, ma bisognerà premettere alcuni concetti per poterne parlare, quali la struttura interna dei due microprocessori. Da quel momento in poi (ed anche questo concetto verrà più volte ribadito) per il programmatore in Assembler i due processori sono perfettamente identici. Me

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RSCG

uan "Multipersonal": un termine che vi giunge nuovo perché è stato appena coniato da Honeywell. Multipersonal è il nuovo X-Superteam, un computer tutto italiano che entra nel mondo dell' "industry standard" perché si avvale dei sistemi operativi Unix™' e Xenix™' che offrono un patrimonio applicativo molto vasto. Concepito per servire contemporaneamente più utilizzatori intenti a soddisfare esigenze diverse, X-Superteam può interconnettersi per formare una rete locale. Quando il gioco si fa serio, pensate a X-Superteam, un grande computer che sa stare anche sotto il tavolo, se occorre.

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Conoscere e risolvere insieme. • Unix is a trade-mark of AT & T Laboratories .• Xenix is a trode-mark of Microsoft Inc. Per informazioni scrivere a Honeywel1 I.S.I.Sviluppo Commerciale, Via Vida, 11 - 20127 Milano

Honeywell Honeywell Information

Systems Italia

.


PERSONAL COM NATO DA POCO, MA GIA CON 35 anni fa iniziava a funzionare l'UNIV AC I, il primo elaboratore elettronico prodotto in serie. Fin da allora, la Sperry è sempre rimasta all' avanguardia dell' informatica.

z o

Primato tecnologico che oggi trasferisce anche nel Personal Computer. Il P.c. Sperry è potente, flessibile, affidabile, compatibile. In grado di utilizzare il software dei


PUTER SPERRY 35 ANNI DI ESPERIENZA. P.c. più diffusi, geniale nella sua facilità d'uso, con le più ampie garanzie di assistenza attraverso J tutte le filiali

IL

Sperry.,r

e una rete nazionale di concessionari. Nemmeno un grande inventore chiederebbe di più ad un personal.

SPE ~V

~ORIGINE, IL PRESENTE, IL FUTURO DELL'INFORMATICA.


ci proponiamo di spiegare meglio oggi, era la seguente: POKE 56334, PEEK(56334)AND254 POKE 1, PEEK(1)AND251 (leggere il generatore) POKE 56334, PEEK(56334)OR1 POKE 1, PEEK(1)OR4

Mediante la prima operazione viene eseguito l'And del contenuto del registro 56334 con il numero 254 ed il risultato è rimemorizzato nella stessa locazione. Questo procedimento, schematizzato nella figura l, ottiene di porre ad « I» il bit O del registro in questione al fine di comandare un 'importante operazione, quella della disabilitazione degli Interrupt. Come già detto, infatti, generatore di caratteri e dispositivi di I/O occupano un certo numero di locazioni di memoria identiche, e ciò è permesso dalla struttura intrinseca del sistema. Conseguenza di questo fatto è che non si può accedere contemporaneamente al generatore e ai dispositivi d'I/O. Ora, dato che il sistema interagisce con essi sessanta volte al secondo tramite Interrupt, se noi selezioniamo con le nostre operazioni il generatore escludendo (di conseguenza) tali dispositivi, quando il sistema li «cerca», non trovandoli, subirà un blocco non sapendo più come comportarsi. Per ovviare a questo inconveniente, il metodo è molto semplice: basta far sÌ che nel periodo in cui è selezionato il generatore di caratteri non vengano cercati nell'area corrispondente i dispositivi di ingressouscita: ciò si fa semplicemente escludendo il ciclo d'Interrupt.

VICela di Tommaso Pantuso

Riconfigurazione del sistema Siamo ormai agli sgoccioli della nostra trattazione del video e dei caratteri del C 64 e del Vic 20. Vedremo oggi in pratica tutte le operazioni cui abbiamo accennato le volte scorse e tramite le quali potremo agire sul sistema al.fine di leggere delle zone di memoria «proibite» e modificare alcuni indirizzi di accesso alla memoria.

Operazioni sulle porte Riprendiamo da dove abbiamo interrotto la volta scorsa. Le ultime note esposte indicavano una sequenza di Peek e Poke tramite la quale si metteva il sistema in condizione di accedere alla Rom dei caratteri per leggerne il contenuto. La sequenza illustrata, che

Il Cia # 1 e il suo timer L'anima di tale ciclo è una frequenza di 60 Hertz generata mediante uno dei due timer (precisamente il timer A) contenuti all'interno del Cia # I. Questo timer è a 16 bit ed è quindi allocato in due locazioni di memoria, la

7-65""32-1~ PEEK(S6~")~

251

QND

Figura t - Procedimento per azzerare il bir O della locazione 56334.

Figura 3 - Procedimento usaro per azzerare il bit due della loca~iol1e I.

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Vic da Zero

+ 64

56324 (byte meno significativo) e la 56325 (byte più significativo). Per la generazione dell'lnterrupt, viene posto un certo numero (da O a 65535) in queste due locazioni dal quale dipenderà la frequenza. Gli impulsi di interruzione, generati sul piedino 19 del Cia (figura 2) vengono applicati al pin 20 del microprocessore. Il nostro compito è. quello di impedire che tali impulsi giungano al 6510: è per tale ragione che agiamo sulla locazione 56334, precisamente sul suo bit di posto zero. In questa locazione è mappato un registro di controllo del Cia in questione; mettendo a zero il suo primo bit eviteremo che gli impulsi d'lnterrupt giungano al microprocessore. Nota - Molti credono che gli impulsi d'I nterru pt vengano ricavati dalla frequenza della rete elettrica ma, dal discorso fatto sopra, si comprende che ciò non è vero. Dalla rete si ricava solo il c10ck per il Tod del Cia, cioè il suo orologio di precisione interno che è tutt'altra cosa. A titolo di curiosità provate ad agire sul byte più significativo del timer A del Cia # I «pokando» dei valori nella locazione 56325 e state a vedere che succede ... Bene. A questo punto non dovrebbe esserci più il minimo dubbio sull'azione dell"istruzione PO KE 56334,PEEK(56334)AND254 quindi passiamo a descrivere quella che segue. Dalle nozioni già in nostro possesso la sua comprensione è immediata avendo come scopo quello di azzerare il bit numero 2 della locazione I (vedi figura 3). Come sappiamo, la locazione in questione contiene la porta d'I/O del microprocessore. Sappiamo anche che tale bit su cui vogliamo agire controlla la linea Charen (Character Enable) con la quale viene selezionato il generatore di caratteri. A questo punto non ci resta altro da fare che andare a leggere il contenuto della Rom dei caratteri e, fatto ciò, rimettere le cose come stavano riabilitando l'lnterrupt e disabilitando il generatore. Il listato I riporta un breve programma dimostrativo. Introducendo un carattere alla richiesta di input, esso verrà visualizzato ingrandito sullo schermo insieme ad alcuni parametri significativi. Per far ciò è implicita la lettura del contenuto del generatore di caratteri e quindi nel programma sono sintetizzate tutte le cose apprese fin'ora. Un programma simile lo avevamo presentato anche per il Vic 20. ota - La e l'H in campo inverso contenuti nella linea 9 si ottengono semplicemente scrivendo prima PRI NT" < ret > e poi inserendo le lettere e H dopo essersi riportati con il cursore sulle seconde virgolette ed aver procurato due spazi con il tasto (nst/Del. MCmicrocomputer

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Listato 1

Listato 2 1 RE~

I RE~ -------------------------------2 RE~ CON QUESTO PROORA!'V'IAVI EHt: LETTO 3 RE~ IL CONTENUTO DELLA MAPPA DEI CA4 llEJ'l RATTERI E VISUfIllZZATA LA FOR~A 5 RE" CORRISPONDENTE IHllIEIlE AI VAlORI 6 RE~ DELLE LOCAZIONI LETTE E DEl.. LOIIO 7 llEJ'l CONUNUTO B llEJ'l -------------------------------9 PRINT"I~r' IB PRINT":'l" 2B IHPUT"CflRATTERE"; Z' 25 PRINT". ---------------------------------" Z6 PRINT" FOR~A LOCAZIONE CONTEN." 27 PR I NT" ---------------------------------" 3B Z.PEEK( IB75) , PRINT 34 R.55296' RE~ SECONDO SET DI CARATTERI 4B FORI.BT07 58 POKE56334. PEEK (56334) flHD254 6B POKEI. PEEK( I)AND251 70 D-R+2lÌ8+ I 110 DC.PEEK(CR)+Z.S+I) 370 R.... " 410 H' • "":Y\laDC 42B VI.INTCWIZ)' T.W-2IiVI 'Tf-RIONTf(8TRIC n. 1) 425 IFT.eTHENT'." .. 426 1FT-1 THENT•• "." 427 H'-T.+Ht 430 G'aRIOHTIC(R.+Nt). 8): 02'-RIOHT'(O'. 8): 'YV-Vl 44B l' VI <)BTHEN42B 445 POKE56334. PEEK(56334)ORI 446 POKEI. PEEK( 1l0R4 46B PRINTTAB(5)02'. D. DC 480 NEKT 499 POKE56334. PEEK(56334)ORI 500 POKE1.PEEK(I )OR4 :S1e GElA': IFAS." "THEH~le 52B IIOTOIB

Caratteri programmabili Sappiamo che per programmare dei caratteri personalizzati si deve travasare il contenuto del generatore di caratteri in Ram per poteri o modificare. Questo siamo ormai in grado di farlo, ma resta ancora qualcosa da sapere. Quando definiremo un nuovo set di caratteri e lo posizioneremo in un certo numero di locazioni della Ram, dovremo «dire» al sistema di andare a prendere le informazioni relative ai caratteri in quella zona specifica e ciò è

CJ

",v

d, Figura l - Scorcio dello schema elellrico del C64. Gli impulsi d'lnlerrupl dal Cia gillllgooo sul piedino 21 del microprocessore.

---------------------------------

2 RE~ QUESTO PROORA~~A EFFETTUA IL TRA3 REM VASO DEl OENERATORE DI CARATTERI 4 REM DA RO~ IN RA~ E DEFINISCE IL CA5 RE~ RATTERE DI CODICE" l" CORRISPON6 RE" DENTE AL TASTO ''l'' (C i4) 7 REM PR I ~A DI BATTERLO DI OilARE' 8 RE" POKE44.16'POKE43.1 'POKE4B96.B'NEW 9 RE~ -----------.--------------------1B POKE53272. (PEEK(53272)AND24B)OR2 2B POKES6334. PEEK(56334)AHD254 3B POKEI. PEEK( I)AND251 4B FORI-BT02B4 7 5B POKE(2B48+ I) • PEEK<53248+ 1> 6B NE~T 7B POKEI. PEEK CI ) OR4 8B POKE56334. PEEK(56334) ORI 9B FORN-BT07' READA 100 POKE(2B48+H) • A' HE~T IIB DATA 6B. 660153.1610 161. 153.66. 6B

Listato 3 l REM

2 3 4 S 6

---------------------------------

REM QUESTO PROGRA~~A EFFETTUA IL TRARE~ VASO DEL OENERATORE DI CARATTERI REM DA RO~ IN RA~ E DEFINISCE IL CARE~ RATTERE DI CODICE "l'' CORRISPONRE~ DENTE AL TASTO "~" (VIC 2B)

7 RE~

---------------------------------

1B 2B 3B 40 5B 6B

POKE52,19'POKE56.19 POKE51. 255 , POKE55. 255 FOR1'0T02B4 7 POKE512B+ lo PEEK (32768+ Il HE~T1 POKE36869. (PEEK(36B69)AHD24B)ORI3

7e

FORN-eT07:

READA

8B POKESI20+N. A' NE~T 9B DATAI28.126.17.16.16.16.8.4

possibile agendo su alcuni registri del chip 6567, detto anche Vic- I I. Vediamo allora gli effetti di tali modifiche sul sistema. Il Controllore d'lnterfaccia Video, con i suoi 47 registri allocati dalla locazione 53248 alla 54271, si occupa di tutte le operazioni inerenti la grafica e gran parte delle sue funzioni possono essere controllate introducendo, tramite Poke, dei valori opportuni in questi registri. Esso, dei 64K di memoria del computer su cui opera è, in grado di vederne 16 per volta. I n altre parole esso può accedere contemporaneamente al contenuto di 16K quindi vede i 64K di memoria complessivi come quattro banchi distinti. È possibile posizionare il chip su ciascuno di questi banchi agendo su due locazioni del Cia # 2 del C 64, allocato tra gli indirizzi 56576 e 56591. Agiremo precisamente sui registri 56578 e 56576 che sono rispettivamente il Registro di Direzione dei Dati e d'Ingresso/Uscita di una delle porte del Cia in questione. Ormai siamo pratici di porte d'ingresso-uscita quindi basterà dire che la nostra azione dovrà avvenire sui bit l e O della locazione 56576 configurandoli come 00, 01, IO e Il a seconda che si voglia selezionare il quarto, terzo, secondo o primo banco video. Per maggiori informazioni fate riferimento alla figura 4 in cui sono indicati i vari punti d'inizio dei singoli banchi. L'operazione di selezione avviene mediante le istruzioni: POKE 56578, PEEK(56578) OR 3 POKE 56576, (PEEK(56576) ANO 252) OR N

dove N può essere 3, 2, I o O. Con la prima Poke si configurano le linee del113


Vic da Zero+ 64

1-

6

:;4321.

53272

56576 H

H

bit

'lO in. banco 00 01 10 11

491~~ 32768 16384 O

POKEs6s78 ,PEEK (s6s7810R3 POKE~6s76. IPEEKls6s761AH02s2iORN

Selezione

banco video

Figura 4 - Tabella di selezione del banco l'ideo.

la porta come uscite, mentre con la seconda si effettua la selezione vera e propria del banco. Dopo aver indicato al Vic-I1 a quale banco riferirsi per la lettura, dovremo posizionare «in quel banco» una zona che funga da memoria di schermo perché è lì che il sistema la cercherà (ricordate che tutte le operazioni devono avvenire nel medesimo banco perché il chip è in grado di vederne uno solo per volta). Il punto d'inizio dei 1000 byte di schermo all'interno del banco viene selezionato agendo sui bit 7-6-5-4 del registro del Vic-I1, posto alla locazione 53272, con l'istruzione

ANO 240)

dove, ancora una volta, i valori di N 114

in. banco

O 16 32 48 64 80 96 112 128 1441001 1601010 1761011 192 20S 224 240

0000 0001 0010 0011 0'100 0'101 0'110 011'1 1000

O 1024 2048 3072 4096 5'120 6144 ms 8'l92 9216 10240 11264 12288

SElezion.

MEMOR./

R

~HEII.MO

1.lqria

C4MTTE'II../

I

O 2048 4096 6144 8192 102.0 '12228 14336

POKEs3272, (PEEK(5327 ~ lAH0240i ORH

Sel~zione

.uoria

caratter

j

di scherlo

Figura 6 - Per definire dei caralleri dobbiamo scegliere prima il banco l'ideo da far l'edere al Vic-ll e poi sele=ionare 01/'interno di /0le banco una zona per lo memoria di schermo ed una per il nuovo genera/ore di caralleri.

I

8 IO -12 14

000 001 010 011 100 101 110 '111

In. banco

(s32,2iMlO1s)ORN

COMPlJrEII.

81lNCO viDEo

N b it 321

1100 110113312 11'10 H336 1111 14369

ANO 15)

dove N può assumere i valori indicati nella tabellina della figura 5. Fate. attenzione al fatto che i valori dati sono l'inizio «relativo» dello schermo all'interno del banco quindi a tale indirizzo dovremo aggiungere l'indirizzo d'inizio del banco stesso. Non c'è bisogno di alcuna operazione sulla memoria del colore. Vediamo ora come trattare il generatore di caratteri. Sempre nel banco selezionato, dovremo «dire» al 6567 di leggere le informazioni relative ai caratteri a partire da un certo punto. Tale indicazione si fornisce sempre agendo sul contenuto del registro 53272, ma questa volta sui suoi bit 3-2-1 con POKE 53272. (PEEK(53272) OR N

7654

POKEs3272, IPm

Figura 5 - Tabelle di selezione della posizione della memoria di schermo nel banco l'ideo e del generalOre di caralleri. ~

POKE 53272, (PEEK(53272) OR N

bit

A questo punto siamo in possesso di tutte le informazioni che ci permettono di generare dei caratteri personalizzati. A nostro avviso la posizione più comoda in cui porre generatore e memoria di schermo è subito prima l'inizio del Basic piuttosto che in un punto centrale della memoria del computer. Anche questa volta potete far riferimento al listato 2 in cui viene spostato il generatore di caratteri in Ram (linee 40-40-60) per 2K a partire dalla locazione 2048 (linea IO), spostato a 4097 l'inizio del Basic (POKE 44,16: POKE 43,1: POKE4096,0: NEW) e ridefinito il carattere «@» (linea 110). Premete il tasto corrispondente a tale lettera e avrete una sorpresa. A voi il compito di ridefinire gli altri caratteri.

Per il Vie 20

P

Posizione

P

Posizione

252 253 254 255

4096 5120 6144 7168

204 205 206 207

4096 5120 6144 7168

Vic base

Vic

+ 8K

(o più)

Figura 7 - Nel Vic 20 lo nuova posizione del genera/ore di caralleri si individua con Poke 36869.P.

possono essere letti nella tabella della figura 5. Anche questi indirizzi forniti, sono relativi, per cui bisogna ricordarsi di aggiungere l'indirizzo di partenza del banco. Una sintesi delle varie operazioni è illustrata in figura 6.

Quanto esposto diventa più semplice per il Vic 20 dove non dovremo agire su porte d'I/O o disabilitare impulsi d'interrupt. Partendo dal presupposto di non voler spostare la memoria di schermo (perché in qualunque configurazione è sempre allocata in posizione favorevole), potremo far leggere il generatore di caratteri al chip video (questa volta un 6561), facendolo partire da una delle posizioni indicate nelle tabelle della figura 7, agendo semplicemente sul contenuto del registro 36869. Ricordiamo che in questa macchina il generatore di caratteri è posto a partire dalla locazione 32768. Anche per questa macchina riportiamo, nel listato 3, un breve programma dimostrativo. •• MCmicrocomputer

n. 46 - novembre 1985


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J)

'f''6,

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Studiamo quindi la rappresentazione in memoria di questa linea di programma. Quanto diremo vale anche in generale per la rappresentazione delle linee di programma Basic in memoria. l n figura l è descritta la rappresentazione in memoria della linea

-

110 REM prova

~

DECRUM di Fabio Sehiattarella

Il linguaggio macchina sullo Spectrum

Quarta parte In questo numero di TuttoSpectrum terminiamo la breve rassegna di tecniche per il passaggio di valori tra Basic e linguaggio macchina. Nella seconda parte della rubrica vogliamo invece cominciare ad occuparci di come sia possibile svolgere operazioni di ingresso/ uscita, come la lettura della tastiera o la scrittura sullo schermo, direttamente in linguaggio macchina. Un unico esempio illustrerà tutte le tecniche che ci accingiamo ad esporre. . Per concludere il nostro discorso sul passaggio di parametri da un programma Basic ad uno in linguaggio macchina, vogliamo mostravi una tecnica che permette di realizzare qualcosa di analogo alla funzione svolta delle istruzioni DATA e READ del Basic. Il risultato viene ottenuto mediante l'utilizzazione di linee REM secondo il seguente formato 100 RAND USR < indirizzo del programma in I. m.> 116

110 REM < stringa dei dati da passare al prog. > L'idea che viene sfruttata è la seguente. Nell'area delle variabili di sistema è presente la variabile NXTLI N (vedi pago 128 del manuale) che punta all'indirizzo di memoria in cui comincia la linea di programma successiva a quella in corso di esecuzione. La variabile NXTLI N è memorizzata all'indirizzo 23637 (esadecimale SCSS, la parte meno significativa) e all'indirizzo 23638 (la parte più significativa) . Nell'esempio visto sopra, durante l'esecuzione della linea 100 RAND USR < indirizzo programma in m.> e quindi anche durante l'esecuzione del programma in linguaggio macchina la variabile di sistema NXTLIN punta all'inizio della linea 110 REM < stringa dei dati>

l primi due byte della rappresentazione contengono il numero di linea che appare nei listati del programma Basic. Notate come, contrariamente a quanto avviene in tutti gli altri casi in cui venga rappresentato un numero intero con due byte, il numero di linea viene memorizzato con la parte più significativa nel primo byte e con la parte meno significativa nel secondo, ovvero nell'ordine in cui noi «umani» siamo abituati a scrivere le cifre. La seconda coppia di byte contiene la lunghezza della linea di programma vera e propria. Il valore della lunghezza è pari al numero dei caratteri che effettivamente la costituiscono più uno, per tenere conto del carattere ASCII 13, corrispondente al tasto ENTER, che segnala la fine della linea. Occorre anche tener conto che le parole chiave del Basic, come THEN, REM, SA VE eccetera, occupano un solo byte, in quanto hanno una codifica speciale (sono, come si usa dire «tokenizzate» ). Notate che la linea citata nell'esempio è stata scritta senza introdurre nessuno spazio bianco supernuo tra il numero di linea e la parola chiave REM e tra questa e l'inizio della stringa. lo Spectrum che, quando è necessario, introduce spazi per separare le parole tra loro; a questi spazi tuttavia non corrisponde nessuna rappresentazione in memoria. Nell'esempio di figura l il valore della lunghezza è 7: I byte contiene il codice della prola chiave REM, S byte sono necessari per contenere le lettere della parola PROVA ed infine I byte contiene il carattere ASC Il 13 che indica la fine della linea. Se un programma in linguaggio macchina viene lanciato con la sequenza di linee Basic sopra mostrata

E

MCmicrocomputer

n. 46 - novembre

1985


TUI/oSpec/rum

TESTO DELLA LINEA TERMINE LINEA PRECEDENTE

NUMERO DELLA LINEA

J\

LUNGHEZZA DEL TESTO + l

~"--------

J

HEX

/

DEC

:

:

0D HEX

13 DEC

:

:

00

00

HEX

DEC

: 6E HEX

:110 DEC

:

:

HEX

07

R E M DEC : 00 DEC :234

Rappresel1ta:;ol1i!

ìl1l1/(!I1lOl';O

:

HEX : 50 HEX P

52

HEX : 4F HEX

R

DEC : 80 DEC : 82

O DEC

56 V

79 DEC : 86

41 HEX

HEX

_

0D

A

ENTER DEC : 65 DEC 13

~

8

della linea (lI IO REA'I PROI:--1".

esso può accedere facilmente ai dati contenuti nella linea REM" Il loro indirizzo iniziale è dato infatti dal contenuto della variabile NXTLI + 4, la loro lunghezza è data dalla lunghezza del testo della linea diminuita di due. È possibile in alternativa fornire al programma in linguaggio macchina il solo indirizzo iniziale, e fare in modo che esso riconosca autonomamente la fine della stringa dati quando incontra il carattere ASCII 13 di fine linea. L'uso di questo metodo per il passaggio di parametri da programma Basic a linguaggio macchina è limitato ad alcuni casi particolari. Innanzi tutto esso risulta conveniente quando i dati da trasferire sono sempre gli stessi ad ogni esecuzione del programma, come del resto accade anche per le linee DATA del Basic. In secondo.1 uogo l'unico tipo di dati che è facilmente trattabile con questo medodo sono le tringhe di caratteri stampabili. Con caratteri stampabili intendiamo le lettere maiuscole e minuscole, le cifre decimali, lo spazio bianco e tutti i segni di interpunzione e i simboli che fanno' parte dell'insieme dei caratteri ASCII che vanno dal 32 al 127 (vedi la tabella ri portata a pago 135 e seguenti del manuale). Di conseguenza il metodo risulta vantaggioso principalmente nel caso in cui i dati da trasferire siano parole e frasi. Un esempio potrebbe essere il caso in cui si debbano caricare in memoria in una posizione determinata dei messaggi di errore da utilizzare nell'ambito di un programma in linguaggio macchina. In linea di principio sarebbe possibile inserire nella linea REM caratteri corrispondenti ad una qualsiasi delle 256 possibili configurazioni di un byte. Ad esempio, osservando la tabella dei caratteri riportata in fondo al manuale, notiamo come ai codici maggiori di 128 corrispondono molte parole chiave del Basic ed i caratteri definiti dall'utente. Tuttavia ci sembra che il gioco non valga la candela e che convenga utilizzare il metodo solo nel caso di stringhe alfanumeriche. Ovviamente la sintassi utilizzata normalmente nel Basic per le linee MCmicrocomputer

:

00 HEX

EA

07

110

Figura 1-

\r~

----_/\_----

~~~

l (

CARATTERE DI FINE LINEA

-----------\ STRINGA

n. 46 - novembre

1985

DATA non è più valida. Le stringhe non vanno racchiuse tra virgolette e non vanno inseriti spazi supernui. Una espressione del tipo 110 REM 192,76

non viene interpretata come la richiesta di riempire due byte in memoria con le cifre 192 e 76, ma come la richiesta di caricare una sequenza di sei caratteri tra cui una virgola.

Un passo avanti Avrete forse notato come tutti gli esempi che abbiamo descritto in questi numeri di TuttoSpectrum abbiano tutti la stessa impostazione. C'è un programma Basic chiamante che si occupa dell'ingresso dei dati da tastiera e li predispone in un formato riconoscibile dal programma in linguaggio macchina. Questo viene lanciato per mezzo della funzione USR ed al termine restituisce i risultati dell'elaborazione al programma Basic chiamante, il quale si occupa di stamparli sul video. Si tratta di una tecnica piuttosto comune e di utilizzo molto generale. Essa semplifica il compito del programmatore in quanto lo libera dall'impegno, a volte gravoso, di dover gestire in linguaggio macchina l'ingresso e l'uscita dei dati. Tali operazioni di lettura e scrittura possono essere svolte mediante l'impiego di pochi e semplici comandi Basic, mentre si può deputare al linguaggio macchina lo svolgimento dell'elaborazione principale o di una sua parte, a tutto vantaggio della velocità di esecuzione. Un procedimento analogo può essere seguito ogni qualvolta si presenti il caso di un'operazione complessa da programmare in linguaggio macchina, ma semplice da eseguire in Basic, ad esempio moltiplicazioni o divisioni di numeri in virgola mobile. Sebbene questo sia il modo decisamente più semplice per gestire le operazioni di ingresso e uscita per un programma in l/m, non è detto che sia sempre il più conveniente. Ad esempio, se un programma in codice mac-

china dovesse eseguire la stampa di un messaggio a metà dell'elaborazione occorrerebbe ritornare al Basic, eseguire una istruzione PRI T e poi lanciare di nuovo il programma con una USR, facendolo proseguire dal punto in cui si era fermato. Se da una parte ciò risulta poco pratico, dall'altra non è detto che svolgere in linguaggio macchina una operazione di ingresso o uscita, come la scrittura di una stringa sul video o la lettura dell'ultimo tasto premuto, sia eccessivamente difficile da realizzare. Il nostro intendimento è quindi quello di descrivere semplici tecniche per gestire in linguaggio macchina l'ingresso e l'uscita dei dati. Cominceremo con la scrittura sul vedeo. Nello Spectrum qualsiasi operazione di scrittura di caratteri sul video viene eseguita mediante la chiamata di una apposita routine. Tale chiamata avviene per mezzo dell'istruzione RST #10

il cui codice esadecimale è D7 (decimale 215). Per quanto ci riguarda questa istruzione è in tutto e per tutto equivalente ad una CALL #0010

ovvero ad un salto a sotto programma a partire dall'indirizzo esadecimale IO. L'unica differenza tra la prima forma e la seconda è che una occupa in memoria un solo byte mentre l'altra ne occupa tre. La chiamata di questa routine produce come effetto la stampa sul video, alla posizione di stampa corrente, del carattere il cui codice è contenuto nel registro accumulatore A. Dopo la scrittura del carattere vengono aggiornate le coordinate di stampa. Per stampare un carattere occorre quindi caricare nel registro accumulatore A il suo codice. I codici relativi a tutti i caratteri, alle parole chiave del Basic ed ai caratteri grafici definibili dall'utente sono riportati nel manuale d'uso nell'appendice A a pagina 135 e seguenti. 117


TlIItoSpeClrllnl

IO CLS 20 FOR 1=29000 30 REAO a 40

POKE

l,_

50

NEXT

i

TG

29036

60 DATA 62.2,205,1,22,62,22,215,62, 10,215,62,0,215,42,85,92,35 70 DATA35,78,35,70,11.11,35,35,84.93.120,177, 11.2(10,20,215,

100 RANDOMIZE uSR 29000 110 REM FATE ATTENZIGNE A NON LASCiARE

19,24,247

SPAZI BIANCHI PRIMA E DOPO LA

REM

Figura 2 'HISOFT GENS2 ASSEMBLER' Copyrlght HISOFT 1983 AlI rlghts reserved Pa55

l errors:

5C~5 7148 714A

714D

00 IO 20

7148

3E02 COOl16 3E!b

ORG NXTLIN EQU

30 40 50 60 70

!.-O

80

CALL LD RST LO RST

90

!.-O

D7 71:50 3EOA D7 3EOO 07 71:56 2A~5~C

100 110

RST LO

7159 ~-' ?l~A 23 7158 4E

120 130 140

It>oC

714F

7152 71':53 -155

71:5C 2:; 7150 46 71:5E OB 71~F OB 7160 7101

23 2:;

7162 :54 7163 SD 7164 78 7165 Bl 7166 OB 7167 CB 7168 lA 7169 D7 716A 13 716B 18F7 P.55 Table

2

&""""0"-5:

used:

INC LD INC LD DEC OEC lBO INC 190 INC 200 LO 210 LD 220 ::30 STAMPA LD OR 240 OEC :250 RET 260 LO 270 RST 2BO INC 29(' JR 300 150 160 170

29000 ••se'55 A,.02 .1601 A,tHb

INDIRIZZA LA STA~PA VERSO LO SCHERMO RiCH!E~E L"APERrURA DEL CANALE RELA,IVQ MODIFICA POSIZIONE DI STA~PA

UO A,.OA

NUOVA RIGA

1110

A,.OO NUOVA COLONNA 4110 HL, (NXTLIN' : PUNTATORE ALLA SUCCESSIVA LINEA BASIC HL : AVANZA FINO A TROVARE LA HL : LUNGHEZZA DELLA LINEA C, (HL) ; CARICA LA LUNGHEZZA IN se HL B. 'HU

BC OECREMENTA DI DUE PE~ ELIMINARE DAL CONTO BC : LA "REM" E L - "ENTER" ALLA FINE HL : SI PORTA ALL' INIZIO DELLA STRINGA HL D,H; CARICA L'INDIRIZZO INIZIALE IN DE E,L A,8 :lNIZIO CICLO DI STAMPA C ; L'OR DI B E C E' o SE LA STRINGA E' TERMINATA BC : DECREMENTA CONTATORE DI LUNGHEZZA Z : RITORNA A BASIC SE LA LUNGHEZZA ERA o A, (DE) • CAR!CA IN A IL CARATTERE DA STAMPARE 4110 : ESEGUE LA STAMPA DE : SI POSIZIONA SUL CARATTERE SUCCESSIVO STAMPA : RIPETE IL CICLO

(lO

39

+rom

228

Figura 3 L'e\(Jmpio di ./Ì!:,ul'a l C:'3 l'uo/e c\ ,ere illllsll'lIliro di 11I1/0qUal/Io l'i ahhiallw e.'i/}()Sloill (11H:'Slo I/li/llero di TUI/OSpt'clrllm. 1/ programma il1 lill~lIagRù) I1lllcchina e\eglle lo lif{lIl1/W .\11/l'ideo di IIna Ii/ri11gadi l'araI/eri a pOr/ire dalla linea IO. La qringll da 'i/(lmpure é nJl1/e11l1/(1 in lilla linea REA4 che \ cgIl l' /a chial1/{l/a del progulmnw. La \/ringa l'iene leI/a dal programma i" linguaggio macchina \econdo le modalif{ì de'ìcril/e ne//o prima parle di questo lIr1icolo.

Per esempio, se volessimo stampare «MC» sul video, potremmo utilizzare questo semplicissimo programma LO A, #40 RST # 10 LO A,#43 RST # 10 RET

Questa breve sequenza di istruzioni fa comparire sul video le due lettere M e C una accanto all'altra. La routine di stampa quindi, dopo aver scritto un carattere, provvede automaticamente a spostarsi a destra di una posizione, prima di scrivere il successivo. Quando arriva in fondo ad una riga prosegue a colonna uno della riga successiva, Fino ad ora abbiamo parlato della posizione di stampa corrente come di una variabile controllata dal sistema, il quale provvede ad aggiornarla automaticamente per non scrivere sopra ai caratteri precedenti. Sarebbe assai più comodo poter scrivere o incominciare 118

a scrivere in qualsiasi posizione dello schermo si desideri. Per aggiornare la posizione di stampa occorre fare riferimento allo schermo come ad una griglia di 24 righe per 32 colonne numerate come nella figura a pagina 76, capitolo 15 del manuale d'uso. Un primo modo per variare la posizione corrente di stampa è di agire sulla coppia di variabili di sistema S POSN. La prima delle due variabili, memorizzata nella locazione 23688, deve contenere un numero pari a 33 meno il valore della colonna di stampa che si desidera impostare. La seconda variabile, alla locazione 23689, deve contenere 24 meno il valore della riga di stampa. Esiste un secondo metodo che permette di evitare questa doppia sottrazione ogni volta che si desidera variare la posizione di stampa. Esso consiste nell'inviare in stampa una sequenza di tre byte. Il primo deve essere il carattere speciale di controllo corrispondente

alla parola chiave del Basic A T. 1\ codice di questo carattere è 22 decimale, 16 esadeçimale. Gli altri due byte contengono il nuovo numero di riga e di colonna che si desidera impostare. Per esempio se volessimo incominciare a scrivere a partire dalla prima colonna della quinta riga, tenendo conto che la numerazione delle righe e delle colonne parte da zero, dovremmo impostare la seguente sequenza di istruzioni LO A. # 16 RST # 10 LO A,#04 RST # 10 LO A,#OO RST # 10

È importante sottolineare che i comandi CLS e RUN riportano automaticamente la posizione di stampa alle coordinte 0,0 in alto a destra dello schermo. La routine chiamata mediante la RST # IO provvede alla stampa dei caratteri su dispositivi fisici e logici diversi: la stampante, la parte superiore dello schermo, la parte inferiore riservata ai messaggi prodotti dal sistema operativo. Prima di cominciare qualsiasi operazione di stampa sul video è buona norma assicurarsi che il dispositivo di stampa indirizzato dal sistema sia proprio la parte superiore dello schermo. Per fare ciò occorre aprire il canale di uscita dei dati «S». Ciò viene ottenuto mediante la sequenza di istruzioni: LO A,#02 CALL # 1601

Per una spiegazione esauriente su cosa siano i canali di ingresso e uscita e come essi siano organizzati sullo Spectrum vi rimandiamo all'articolo apparso in TuttoSpectrum sul numero 38 di MC del febbraio 1985 a pagina

86. Nei prossimi numeri cominceremo ad esaminare come sia possibile ottenere in linguaggio macchina tutta la nessibilità e la potenza della PRI T del Basic. Vedremo come sia possibile modificare i colori di BORDER, INK e PAPER, come sia possibile cancellare lo schermo, tutto o in parte, come si possa fare lo scroll del video per un numero di linee desidenqo, e molte altre cose. Me MCmicrocomputer

n. 46 - novembre

1985


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Fra la moltitudine dei possibili modi di impiego del computer, disegnare è da sempre una delle attività più divertenti che si conoscano. Ma non sempre è facile far apparire sullo schermo un oggetto, un pupazzo o una casetta. Il modo più pratico ed istintivo per disegnare con il computer è sicuramente quello inventato dalla Apple per il Macintosh, il"Mac Paint, tanto è vero che l'esempio è stato seguito da vari produttori che anche per altre macchine hanno realizzato prodotti di impostazione simile (anche prescindendo dall'eventuale uso del mouse, tipico del Mac). Il programma che vi presentiamo non pretende di trasformare il vostro MSX in un Ma c, ma ... siamo certi che vi consentid di elevare notevolmente la qualità dei vostri video-scarabocchi, e soprattutto di diminuire parecchio la fatica necessaria per ottenerli.

- Roma

Il programma Video Art permette di disegnare a colori sullo schermo del televisore. L'area utile per il disegno è di 207x 160 pixel, invece dei normali 256x 192, questo a causa della presenza fissa di tre menu che permettono di scegliere le numerose opzioni previste dal programma. Come si vede dalle fotografie i menu di Video Art sono composti da una serie di disegnini, le cosiddette icone, ad ognuno dei quali corrisponde una determinata funzione: ad esempio la gomma per cancellare, la penna ed il pennarello per disegnare e così via. La selezione avviene «puntando» l'icona desiderata e poi premendo il pulsante di fuoco del joystick, nel modo più immediato e semplice possibile, senza la necessità di dover ricordare strane sequenze di tasti. Tutto il meccanismo è chiaramente ispirato alla celebrata filosofia del Macintosh basata sulle icone e sul mouse (sostituito in questo caso da un più modesto joystick). I menu, come abbiamo detto, sono tre; due si trovano sui lati destro e sinistro ed uno in basso. Ad essi si accede premendo uno dei primi tre tasti funzione, e precisamente FI per il menu di destra, F2 per quello di sinistra ed F3 per quello in basso. Iniziamo col descrivere l'ultimo, che è quello dei colori. È composto da 17 icone: le prime 15 corrispondono ai 15 colori che possono essere impiegati nel disegno, mentre le ultime due permettono di modificare i colori del bordo e dello sfondo. Normalmente il programma usa il nero per disegnare e per il bordo, ed il bianco per lo sfondo. Il colore dell'inchiostro e del bordo possono essere modificati in qualunque momento, mentre quello dello sfondo deve essere scelto una volta per tutte prima di iniziare a disegnare perché una sua modifica ha il contemporaneo effetto di un CLS e provoca quindi la perdita del disegno. Premendo F3 compare una freccetta rivolta verso il basso che può essere spostata a destra o a sinistra con il joystick. Posizionandola sopra uno dei rettangolini colorati e premendo il pulsante di fuoco si modifica il colore dell'inchiostro; se invece la freccia si

Questo programma è disponibile su cassetta presso la redazione. Vedere l'elenco dei programmi disponibili e le istruzioni per l'acquisto a pago 151.

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oftware 10 20 30 40 50 60 70 80 90

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·* VIDEO ART ·, ** By DAVIDE E GUIDO FAVARO · ** KCKLXXXV • * ' **************************** • *

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100 110 120 • 130 140 KEYOFF:COLOR 1,15.15 150 SCREEN2 160 FORI=0T014 170 L INE «8+8* 1)• (6+6* 1))- «248-8* 1),<186-6* 1))• <I+1). BF 180 NEXTI 190 OPEII"GRP:"FOROUTPUTASIl 200 LINE(60.80)-(190.105).15.BF 210 COLOR 1:PSET(92.90):PRIIT#1,"VIDEO ART":FORP =1T01100: NEXTP 220 ' 230 ' *************************** 240 • 250 • inizializzazione 260 • 270 • *************************** 280 • 290 COLOR 1.15.7:SCREEH2,2,0 300 KEYOFF 310 CLEAR 300.&HD7F3 320 • 330 • *************************** 340 • 350 • data sprites 360 370 ' *************************** 380 • 390 GOSUB1610:GOSUB3190:GOSUB3280:GOSUB2440 400 U=· ••·:FORI=1T032: READA: A$=A$+CHR$ (A):NEXTI: S PRITE$(1)=A$:DATA192.240.72.84.42.21.10.5.2.1.0. 0.0.0.0.0.0.0.0.0.32,32.144.72.164,82.170.86.42, 21.11.6 410 B$='''': FORI=l T08: READB: B$=B$+CHR$ (B):NEXTI: SP RITE$(3)=B$:DATA16.40.68.142,95.62,28.8 420 C$=·••·:FORI=lT07: READC: C$=C$+CHR$ (C):NEXTI: SP RITE$(2)=C$:DATA16.16.16.238.16.16,16 430 D$=·••·:FORI=lT032: READD: D$=D$+CHR$ (D):IEXTI: S PRITE$(4)=D$:DATA14,30,62.46. 110. 110.238.238.230 .224.140.249.251.251.121,28,0.254.255.255.254,0, 240.248.248.240,0.224.240.240.224.0 440 A$= •••• :FORI=lT032:READA:A$=A$+CHR$(A):NEXTI:S PRITE$(5)=A$:DATA208.234,71.140.88.49.99.39.31.1 5,7.3.1,0.0.0.0.0.0,128.192,224,240,248,252.254, 255,255.255.255,126.60 450 U= •••• :FORI=lT032:READA:A$=A$+CHR$(A):IEXTI:S PRITE$(10)=A$:DATA0.7,15.15.7.0.15.31.31.15.0.12 7.255.255,127.0.56.158.223.223,159,49.7.103,119, 119,118.118.116,124.120,112 460 A$=·••·:FORI=l T032: READA: AS=A$+CHRS (A):NEXTI: S PRITE$(6)=A$:DATA192.224.88.53.42,21,10,5.10.45. 80,232.112,32~0,0,0,0,128,12a,0,0,t28,64.160r112 ,248.124.62.31.15,7 470 U= •••• :FORI=lT08:READA:A$=AS+CHR$(A):IEXTI:SP RITE$(7)=A$:DATA60.60.60.255.253.122.52.24 480 •

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490 ' *************************** 500 • * * 510 • routine principale 520 • 530 • *************************** 540 • 542 B=l: ST=2 550 X0=26:Y0=15:X=1:SP=2:CO=1:CC=15:X=128:Y=87 552 OH STRIG GOSUB 10000.10000 560 • 570 STRIG(B) OH 580 I$=IIKEY$:COLOR CO.15.7 590 IFX>232 THElIX=25 600 IFX<25 THEIX=232 610 IFY<15 THEBY=175 620 IFY>175 THEIY=15 630 IFSP=lTHEIIIC=1:FR=1:X1=X:Y1=Y:PSET(X.Y).CO 640IFSP=3THEINC=1:FR=1:X1=X-2:Y1=Y-3:LIIE(X+3.Y )-(X-3.Y).CC 650 IFSP=2THEIIC=1:FR=.5:X1=X-4:Y1=Y-4 660 IFSP=5THENNC=1:FR=1:X1=X:Y1=Y:CIRCLE(X,Y),2. CO:PAIIT(X,Y).CO 670 IFSP=6THEHIC=3:FR=2:X1=X:Y1=Y:PSET(X+4.Y).CO :PSET(X-4,Y):PSET(X.Y+4):PSET(X.Y-4):PSET(X+2,Y) :PSET(X-2, Y ):PSET(X,Y+2):PSET(X.Y-2):PSET(X-2. -3):PSBT(X-2,Y+3):PSET(X+2.Y-3):PSET(X+2.Y+3) 680 PUTSPRITE3. (X1.Y1),X,SP 690 • 700 • *************************** 710 • 720 • movimento sprites 730 • 740 • *************************** 750 • 790 IFSTICK(B)=1THEBY=Y-IC:GOTO 560 800 IFSTICK(B)=3THEIX=X+HC:GOTO 560 810 IFSTICK(B)=5THEBY=Y+IC:GOTO 560 820 IFSTICK(B)=7THEIX=X-IC:GOTO 560 830 IFSTICK(B)=2THEII=I+IC: Y=Y-FR: GOTO 560 840 IFSTICK(B)=4THEIX=X+IC:Y=Y+FR:GOTO 560 850 IFSTICK(B)=6THEIX=I-IC:Y=Y+FR:GOTO 560 860 IFSTICK(B)=8THEIX=X-IC:Y=Y-FR:GOTO 560 870 • 880 ' *************************** 890 • 900 • selezione 910 • 920 • *************************** 930 • 940 OIKEYGOSUB1930,2180.2730 950 KEY(1)OI:KEY(2)OI:KEY(3)OI 960 IFI$="B"ORI$="b"THEHX=15:GOT0560 970 IFIS=""'ORI$="Il"THEHX=l: GOT0560 980 IFIS="C"ORI$="c"THEIGOSUB3540

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(continua a pago /24)

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(seglle da pago

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1120 ' ************=::-.~********* 1130 ' 1140 '* registrazione da~i * 1150 ' 1160 ' *************************** 1170 ' 1180 RESTORE1520:DEFUSR=&HD7F4 1190 FORI=&HD7F4 TO &HD7FF 1200 READHS:POKE I,VAL("&H"+HS) 1210 NEXTI 1220 PUTSPRITE1, (-17,-10),CO, 10 1230 COLOR1,15.CO 1240 IFC0=10RC0=15THEIGOSUB3450 1250 LINE(24,15)-(231,175),CO,B 1260 PAINT(0,0),CO 1270 A=USR(0) 1280 CO=15 1290 BSAVE"dis 1",&HD800,&HF000 1300 POKE&HD7FC,&H20:A=USR(0) 1310 BSAVE"dis 2",&HD800,&HF000 1320 SP=2:BEEP:BEEP:RETURN 1330 ' 1340 ' *************************** 1350 ' 1360 ' lettura dati 1370 ' 1380 ' *************************** 1390 ' 1400 RESTORE1530:DEFUSR=&HD7F4 1410 FORI=&HD7F4 TO &HD7FF 1420 READHS:POKE I,VAL("&H"+HS) 1430 NEXTI 1440 PUTSPRITE1, (-17,-10),CO.10 1450 COLOR1,15,15 1460 GOSUB3440 1470 BLOAD"dis 1" 1480 A=USR(0) 1490 BLOAD"dis 2" 1500 POKE &HD7F9,&H20:A=USR(0) 1510 SP=2:BEEP:BEEP:COLOR CO,15,7:GOSUB1620:GOSU B3190:GOSUB3280:GOSUB2440:GOT0560 1520 DATA 1.0,18,11.0,D8,21,0,0.C3.59,0 1530 DATA l,0,18,11,0,0,21,0,D8,C3,5C,0 1540 ' 1550 ' *************************** 1560 ' 1570 disegno schermo 1580 ' 1590 ' *************************** 1600 ' 16100PEN"grp:"AS#1 1620 LIIE(24,0)-(231,175),15.B:PAINT(0,0).15 1630 LIIE(24,0)-(231,15),4,BF 1640 COLOR 15:PRESET(90,5):PRIIT'1,"VIDEO ART" 1650 LIIE(24,15)-(231,15),l,B 1660 LINE(24.0)-(231,175),1,B 1670 LIIE(1,1)-(21,21),1 ,B 1680 LIHE(1,23)-(21,43),1 ,B 1690 LlIE(1,45)-(21,65),1 ,B 1700 LIHE(1,67)-(21,87),1 ,B 1710 LIIE(l,89)-(21,109)~1 ,B. 1720 LIHE(l,111)-(21,131),1 ,B 1730 LlIE(1,133)-(21,153),1 ,B 1740 LIIE(1,155)-(21,175),1 ,B 1750 LlIE(234,1)-(254,21),l ,B 1760 LIHE(234,23)-(254.43),l ,B 1770 LIIE(234,45)-(254,65),1 .B 1780 LINE(234.67)-(254,87),1 ,B 1790 LIIE(234.89)-(254.109), 1 ,B

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1800 LIIE(234,111)-(254,131),l ,B '1810 LIIE(234,133)-(254,153),l ,B 1820 LIHE(234,155)-(254,175),l ,B 1830 LIJE(0,177)-(21,191),7,BF 1840 LIIE(234,177)-(255,191),7,BF 1850 RETURH 1860 ' 1870 ' *************************** 1880 ' 1890 ' selez. oggetti destra 1900 ' * * 1910 ' *************************** 1920 ' 1930 DI=2:1IZ=10 1935 STRIG(B) OFF:KEY(l) OI:KEY(2)OH:KEY(3)OH 1940 PUTSPRITE1, (220,1IZ), X,4 1950 QS= IHKEY$ 1951 IFQ$="B"ORQ$="b"THEHX=15 1952 IFQS="N"ORQS="n"THEHX=l 1960 IFSTICK(B)=5THEIFORP=1T050:IEXTP:IIZ=IIZ+22 1970 IFSTICK(B)=lTHEIFORP=1T050:JEXTP:IIZ=IIZ-22 1980 IFIIZ)164THEHIIZ=164 1990 IFIIZ<10THEHIIZ=10 2000 IFSTRIG(B)=-1THEB2020 2010 GOT01940 2020 IFIIZ=10THEIHG=1:BEEP:ST=SP:SP=3:GOT02100 2030 IFIIZ=32THEIBEEP:ST=SP:SP=1:GOTO 2100 2040 IFIIZ=54THEIBEEP:ST=SP:SP=2:GOTO 2100 2050 IFIIZ=76THEBBEEP:ST=SP:SP=5:GOTO 2100 2060 IFIIZ=98THEBBEEP:CIRCLE(X0,Y0).SQR«ABS(X0-X »"2+(ABS(Y0-Y»"2),CO."l.25:GOTO 2100 2070 IFIIZ=120THEBBEEP:LlIE(X0-2,Y0)-(X,Y),CO,BF: GOTO 2100 2080 IFIIZ=142THEBBEBP:LIIE(X0,Y0)-(X,Y),CO:GOTO 2100 2090 IFIIZ=164THEIBEEP:GOSUB3410:GOSUB1620:GOSUB3 190:GOSUB3280:GOSUB2440:SP=2:X=128:Y=87:GOTO 210

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o 2100 2110 2120 2130 2140 2150 2160 2170 2180 2185 2190 2200 2201 2202 2210 2220 2230 2240 2250

PUTSPRITE1, (-15.-10),CO,4:GOTO 560 • ' *************************** • ' se1ez. oggetti sinistra ' ' *************************** ' DI=1:HZ=2 STRIG(B) OFF:KBY(1) OI:KEY(2)OJ:KEY(3)OH PUTSPRITE1, (20,HZ),CO,10 NS= IfiEYS IFI$=" B"ORNS="b"THEIX= 15 IFJS="I"ORJS="n"THED=1 IFSTICK(B)=5THEIFORP=lT050:IEXTP:HZ=HZ+22 IFSTICK(B)=lTHEIFORP=lT050:IEXTP:HZ=HZ-22 IFHZ)156THEIHZ=156 IFHZ<2THEJHZ=2 IFSTRIG(B)=-lTHEI2270

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2270 IFHZ=aTHEBBEEP:ST=SP:SP=6:GOTO 2350 2280 IFHZ=24THEBBEEP: :G0T01400:GOTO 2350 2290 IFHZ=46THEBBEEP:GOSUBl180:GOSUB1620:GOSUB24 40:GOSUB3190:GOSUB3280:GOTO 2350 2300 IFHZ=68THEBBEEP:LIIE(24,15)-(231,175),CO,B: PAIJT(X,Y),CO:LlJE(24,15)-(231,175),1,B 2310 IFHZ=90THEIBEEP:LIHE(X0-2,Y0)-(X,Y),CO,B:GO TO 2350 2320 IFHZ=112THEBBEEP:CIRCLE(X0,Y0),SQR«ABS(X0I»"2+(ABS(Y0-Y»"2),CO, ,,2:GOTO 2350 2330IFHZ=134THEIBEEP:CIRCLE(X0,Y0),SQR«ABS(X0-

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==================-=--=--=--=--~software X»-2+(ABS(Y0-Y»-2),CO", ,7:GOTO 2350 2340 IFHZ=156THEIBEEP:X0=X:Y0=Y:PRESET(X-1.Y):GO TO 2350 2350 PUTSPRITEl, (-15.-10),CO.4:GOT0560 2360 ' 2370 '

**************************** * * * * *

2380 2390 2400 2410 2420 2430 2440 2450 2460 2470 2480 2490 2500 2510 2520 2530 2540 2550 2560 2570 2580 2590 2600 2610 2620 2630 2640 2650 2660

• • • disegno colori • ' • LIIB(25,177)-(31,190).1,BF LIIB(37,177)-(43,190),2.BF LIIE(49,177)-(55,190).3,BF LllE(61,177)-(67.190),4.BF LIIB(73, 177)-(79,190),5.BF LIIB(85.177)-(91,190).6,BF LIIB(97, 177)-(103,190),7,BF LllE(109,177)-(115,190),8,BF LllE(121, 177)-(127,190),9 ,BF LllE(133,177)-(139, 190).10,BF LIIB(145,177)-(i51,190), 11,BF LllE(157,177)-(163,190).12.BF LllE(169,177)-(175,190), 13,BF LllE(181, 177)-(187, 190),14,BF LlJE(193,177~(199,190),1,B FORI=203T0215STEP2 LlJE(I,177)-(I,190),4 HEITI FORI=219T0231STEP2 LllE(I.177)-(I.190),6 IEXTI RETURN '

2670 2680 2690

' •

2700 2710 2720 2730 2735 2740 2750 2751 2752 2760 2770 2780 193 2790 2800 2810 2820 2830 2840 2850 2860 2870 2880 2890 2900 2910 2920 2930 2940 2950 2960 2970

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IFSTRIG(B)=-1THEN2870 IFV=205ABDH=1THEJV=206 IFV=218ANDH=1THENV=222 IFV=210ABDH=2THEJV=206 IFV=194ANDH=2THEHV=193 IFV>222THEJV=222 IFV<25THEJV=25 GOT02740 IFV=25THENCO=1:GOT03070 IFV=37THENCO=2:GOT03070 IFV=49THENC0=3:GOT03070 IFV=61THEHCO=4:GOT03070 IFV=73THENC0=5:GOT03070 IFV=85THEHCO=6:G0T03070 IFV=97THENCO=7:GOT03070 IFV=109THElCO=8:GOT03070 IFV=121THElCO=9:GOT03070 IFV=133THBlCO=10:G0T03070 IFV=145THENCO=11:GOT03070

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(continua a pagina 126)

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trova su una delle due ultime icone a variare è invece, rispettivamente, il colore del bordo o dello sfondo, che diventa uguale a quello corrente dell'inchiostro. In particolare la modifica del bordo fa comparire una cornice colorata che copre i menu e la scritta in alto, lasciando visibile solo il disegno. Questa cornice è soJo temporanea e scompare non appena si ripreme il fire. Appena viene scelta un'opzione, e questo vale anche per gli altri menu, si rientra in modo disegno. Passiamo adesso al menu di destra, che si attiva con F I. La procedura di scelta delle opzioni è identica a quella del menu dei colori: si punta la casella voluta con l'indicatore che compare sullo schermo, che in questo caso è una mano con l'indice puntato anziché una freccia, e si preme fire. Gli oggetti rappresentati dalle icone di questo menu sono, dall'alto in basso: - Gomma per cancellare - Penna, che permette di disegnare con tratto fine - Cursore, rappresentato da un mirino a croce. Permette di spostarsi sullo schermo senza disegnare. - Pennarello, ha la funzione della penna ma disegna con un tratto molto più grosso. - Cerchio. Permette il tracciamento di un cerchio; prima della selezione bisogna però fissare il centro con l'apposita opzione presente nel menu di sinistra. La distanza tra il centro fissato e l'attuale posizione del cursore viene assunta come lunghezza del raggio. Il programma non effettua alcun controllo per verificare se il cerchio richiesto rientri o meno nell'area utile per il disegno; in qualche caso può quindi capitare che parte del cerchio sbordi e vada a sporcare l'area riservata ai menu. Per ovviare all'inconveniente basta usare la penultima opzione del menu dei colori che, come abbiamo visto, prima crea una cornice

126

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colorata poi ridisegna i menu. - Rettangolo pieno, serve per disegnare rettangoli campiti. Per usare l'opzione bisogna prima fissare un estremo della diagonale del rettangolo usando il menu di sinistra, come nel caso del cerchio; la posizione del cursore indicherà poi il secondo estremo. - Riga. Traccia una riga dalla posizione in cui è stato fissato il punto di inizio a quella del cursore. - Video. Effettua un CLS del piano di disegno. Passiamo ora agli oggetti contenuti nel menu di sinistra. - Aerografo. È l'opzione più simpatica del programma e serve per «spruzzare» il colore, in modo da ottenere l'effetto di un reti no. Passando più volte con l'aerografo sullo stesso punto il retino diventerà sempre più fitto. - Registratore in LOAD, permette di caricare da cassetta un disegno salvato in precedenza. - Registratore in SAVE, serve per salvare un disegno su cassetta. Questa opzione, come la precedente, sfrutta una breve routine in linguaggio macchina. Prima di selezionare il SA VE bisogna assicurarsi che il registratore sia già predisposto per la registrazione, con i tasti REC e PLA Y premuti. - Pennello. Effetua PAINT di un'area chiusa. Prima di usarlo bisogna assicurarsi che l'area sia effettivamente chiusa e che il colore corrente dell'inchiostro sia uguale a quello dei bordi della figura, per non avere un indesiderato fili di tutto lo schermo. - Rettangolo, per ottenere rettangoli non colorati internamente. Le modalità d'uso sono le stesse dell'analoga opzione presente nel menu di destra. - Ellisse verticale, permette la realizzazione di un'ellisse verticale e si usa come l'opzione Cerchio. - Ellisse orizzontale, del tutto simile alla precedente. - Punto, serve in tutti i casi in cui bisogna fissare un punto di inizio per la

creazione di u-na figura (riga, cerchio, rettangolo ecc.). Quando si è in modo disegno è possibile utilizzare due oggetti senza dover cambiare opzione passando da uno dei menu. Il programma infatti si ricorda dell'oggetto che ha usato per ultimo, che può essere scambiato con quello attuale premendo il fire del joystick. In questo modo si possono avere a disposizione contemporaneamente il cursore e la pennii, oppure la penna ed il pennarello, e cosÌ via. Questa possibilità si rivela particolarmente utile in quanto permette di interrompere la fase di disegno e di tornare in modo cursore per spostarsi senza lasciare traccia, nel modo più rapido possibile. Il programma mette infine a disposizione alcuni comandi accessibili solo da tastiera. Con i tasti I, 2, 3 e 4 si può spostare più rapidamente il cursore nelle quattro direzioni principali (n.ord, sud, est, ovest). Il passo è di lO pixel, ma può essere cambiato modificando le linee da 1060 a 1090. Il tasto C fa comparire, al posto della scritta «Video Art», le coordinate del cursore. Per tornare in modo disegno bjsogna poi premere il fuoco del joystick. Infine il tasto B trasforma il colore dell'oggetto sul piano da disegno da nero a bianco; quest'opzione è utile quando si sceglie proprio il nero come colore di sfondo. Per far riassumere all'oggetto il colore nero si usa il tasto N. Il programma è totalmente in Basic (a parte le due brevi routine in linguaggio macchina che si occupano però solo della gestione del registratore a cassette) e quindi può essere modificato e migliorato a piacere. Chi non possiede un joystick può infine cambiare la linea 542 in 6=0:8T=2

in modo che il programma riconosca, al posto della levetta, i quattro tasti del cursore e la barra spaziatrice. Me

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Uno schermo di trecento righe

Utilizzando un semplice programma in Linguaggio Macchina è possibile fare in modo che lo schermo video standard dell'Apple si trasformi in una finestra di 24 righe prelevate da una pagina di oltre trecento. Per contenere trecento righe da 40 caratteri ciascuna occorrono 12000 locazioni di memoria: proprio quante ne contiene la Language Cardo Infatti a parte quattro Kappa gestiti a banchi l'espansione language card aggiunge 12 Kappa alla memoria dell'Apple. Questi dodici Kappa non sono però di solito usati perché nascosti sotto la ROM che, prima di poter utilizzare la RAM, deve essere disabilitata. Dal momento che la ROM contiene sia il Basic che il sistema operativo,

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ogni programma che utilizza l'espansione di memoria deve essere «autosufficiente». O quanto meno lo devono essere le subroutine di scrittura e lettura. Come si possono utilizzare i dodici Kappa di RAM in più come memoria di schermo? In pratica non potendo cambiare i puntatori di inizio e fine RAM- VIDEO, come avviene in altre macchine, dobbiamo ricorrere ad un piccolo trucco: si intercetta la routine di SCROLLING, che è quella che ci fa perdere la prima riga in alto, e prima che questa venga eseguita si salva la prima riga nella Language Cardo Purtroppo però la routine di scrolling nell' Apple è interna a quella di gestione della stampa (COUT: $FDFO) e per intercettarla è necessario riscrivere una parte di questa, al-

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meno fino alla chiamata della routine di SCROLLo Fatto questo si deve aggiungere una routine di salvataggio da video a Language Card e una di richiamo da Language Card a video e una di scroll verso il basso. Per poter rivedere poi quanto salvato sulla Language Card in modo semplice, si sono attivati tre nuovi tasti: CTRL W, CTRL Z e CTRL Q. I primi due permettono di srotolare lo schermo in alto e in basso facendolo scorrere dietro la finestra video, il terzo esegue un HOME e riporta all'inizio i puntatori della Language Cardo Per i possessori di un Apple llc i tre tasti sono stati trasformati in MELAVUOTA freccia su, MELA-VUOTA freccia giù e MELA-VUOTA freccia a sinistra, inoltre si sono utilizzate alcune istruzioni nuove del 65C02 e una routine speciale del Monitor llc. L'uso è semplicissimo: caricate in memoria con il solito CALL - 151 il dump di figura 4 per l'Appie Il + o il IIe oppure quello di figura 3 per l'Appie llc o il lle con le nuove ROM, poi salvate il tutto con BSA VE ROLL,A$9480,L$17F. Quando avete necessità di eseguire un listato molto lungo, cercate un file in un CATALOG o aspettate delle stampe da un Questo programma è disponibile su disco presso la redazione. Vedere l'elenco dei programmi disponibili e le istruzioni per l'acquisto a pago 151.

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Figura I - Sorgente assembler della routine di roll up e down per Apple Ilc o Ile con le nuove ROM. Il programma non va bene per i modelli senza 65C02 perché usa alcuni dei nuovi codici e una nuova rOUlinedel monitor.

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n. 46 - novembre

1985


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MCmicrocomputer

n, 46 - novembre

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1985

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Figura 3 - Dump di memoria dalla versione /le del programma ROLL.

Figura 4 - Dump di memoria dalla versione 1/+ del programma ROLL

programma e avete paura di perderne una parte (magari dopo aver atteso sei ore il risultato), lanciate BRUN ROLL e premete CTRL Q o MELA-VUOTA f--. Provate poi a listare un programma molto lungo e godetevi la soddisfazione di scorrere in su e giù il listato con la semplice pressione di due tasti.

a modificare anche la routine di UETLINE) è il fatto che l'interprete del Basic non è abituato a ignorare i nuovi comandi e premendo il RETURN dopo uno o più di questi si ottiene il messaggio di SYNTAX ERROR; se proprio dà fastidio si può uscire con il CTRL X. Lo stesso avviene dopo 240 comandi ROLL consecutivi, allorché, riempito I buffer di riga, il computer comincia a suonare il campanello e poi esce automaticamente con il CTRL X, ma questo accade molto raramente, e comunque nessuno dei due procura danni a quello che si sta facendo. Nel sorgente Lisa per Apple IIc compaiono alcune istruzioni strane (H EX), servono a creare i rispettivi codici esadecimali delle corrispondenti istruzioni del 65C02 che il LISA non conosce, l'uso dei nuovi codici ha permesso di mantenere invariata la lunghezza del programma nonostante la subroutine di gestione del tasto M ELA-VUOTA.

E5

Avvertenze Dopo un reset la routine si sgancia, per riattivarla occorre effettuare una CALL 38016 da Basic o un 9480G dal monitor. La routine di ROLL non funziona sotto proDOS in quanto il proDOS risiede anche lui nella Language Card e se qualcuno ci scrive sopra si arrabbia non poco. Ci sono poi delle difficoltà nel caso siano installate le espansioni di memoria a 128K (tipo RAMEX, SATURN ecc.) che creano conflitti con la Language Cardo Un altro piccolo bug del programma (risolvibile solo andando

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131


software---------1A,1B 1C 26, 27 30

Le routine dell' Applesoft Questa volta vediamo il gruppo di rQutine grafiche dell'interprete che ci permetteranno di ottenere dai nostri programmi in linguaggio macchina lo stesso tipo di istruzioni e controlli grafici che sono possibili in ambiente Basic. La velocità di esecuzione di queste routine, che in fondo sono le stesse del Basic è circa raddoppiata:, in quanto manca tutta la parte dell'interpretazione del programma. Le routine grafiche dell' Applesoft non sono certamente le più veloci possibili, infatti in genere si deve scegliere tra una routine veloce, ma lunga in termini di occupazione di memoria e poco versatile, oppure una più lenta, ma completa e molto breve. Dal momento che le routine grafiche devono risiedere in ROM, e che lo spazio a loro disposizione non era poi molto, i progettisti della Microsoft hanno ovviamente optato per delle routine lente, ma che occupassero poco spazio. Inoltre il modo in cui i punti sullo schermo corrispondono ai bit della memoria presenta delle particolarità tutte Apple che rendono la vita difficile a chi voglia scrivere delle routine efficienti. Una riga della pagina grafica è composta da 280 punti che corrispondono ai sette bit meno significativi di 40 byte di RAM consecutivi. Ma un punto che si trovi nella riga sottostante corrisponde ad un byte che dista 1024 byte da quello sopra stante. Dopo otto righe ritroviamo invece la prosecuzione della prima riga con i byte da 41 ad 80 e così via per 64 righe; dopodiché si saltano 64 byte e si ri· comincia. HGR2 HGR CLEAR BKGND

F3DB F3E2 F3F2 F3F6

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Punta alla SHAPE usata da DRAW Ultimo colore usato Indirizzo del BYTE che contiene il punto x, y Maschera del punto in detto BYTE x-coord. (0,279) y-coord. (0,191) Colore Pagina (32=pag. 1, 64=pag. 2)

E7 EB, E9

EA F9

SCALE = Indirizzo delle SHAPE TABLE Collision counter (usato dalla DRAW) . ROT=

Tabella 2 - Locazioni in pagina zero utilizzate dalle routine grafiche del Basic e loro significato. Il collision counter ($EA) contiene il numero di punti di una shape che hanno generato collisione durante una DRA W o il numero di punti della shape meno quelli della collisione in caso di XDRAW.

In questo modo avanzano oltretutto 512 byte inutilizzati per ciascuna pagina grafica. Per quanto riguarda il colore i punti possono essere di quattro colori (più ovviamente il bianco e il nero), che dipendono dalla posizione del punto sullo schermo e dentro al byte: i punti delle colonne dispari (x= 1,3,5,..., 279) possono essere solo Verdi o Arancio, quelli delle colonne pari solo Viola o Blu. Se ciascun punto debba essere Verde o Viola piuttosto che Arancio o Blu dipende dal valore del bit sette del byte di appartenenza. Quindi i punti di uno stesso byte possono essere solo di due dei quattro colori. Per ottenere un punto Bianco si devono accendere due punti accostati. A causa del fatto che i punti validi per byte sono dispari (7) uno stesso valore (ad esempio $55) assume un certo colore nei b'yte pari e il colore opposto nei byte dispan.

Seleziona e pulisce la pagina 2 in alta risoluzione Seleziona e pulisce la pagina 1 in alta risoluzione Pulisce la pagina corrente (nero) Colora la pagina corrente con l'ultimo colore utilizzato che si trova in 1C Posiziona il cursore dell'alta risoluzione senza disegnare nulla; l'Accumulatore contiene la coordinata y e i registri Y e X la parte alta e bassa della coordinata x. Deposita nelle locazioni 26, 27, 30 l'indirizzo di memoria del Bit corrispondente. Richiama HPOSN e tenta di plottare un punto alle coordinate del cursore. Se le coordinate sono fuori dello schermo torna con un errore, se il punto è di un colore non compatibile con la posizione sullo schermo non plotta niente. Disegna una linea dall'ultimo punto plottato alle coordinate: AX=x e Y=y. Converte la posizione del cursore (locazioni 26, 27 e 30) nelle coordinate x e y; deposita il risultato nelle locazioni EO-E1 ed E2.

Disegna una SHAPE nella posizione attuale del cursore, cerca in X e Y l'indirizzo della Shapetable, usa A come ROT = ed E7 come SCALE =. Il colore è quello corrente. Identica alla DRAW trann~ che usa il colore complementare a quello del punto da plottare. Setta il colore al valore del registro X. Se questo contiene un numero minore di O o maggiore di 7 viene ignorato.

Tabella l - Elenco delle routine grajiche del/"interprete Applesoji e loro punti di entrata. Per utilizzarle occorre caricare nei registri del microprocessore i valori desiderati ed effettuare il JSR. Attenzione alle HPLOT che in caso di coordinate errate disegnano in posizioni casuali.

132

Esempio 03000303-03050.308(;.:.(lA-

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031(10312031403170318i).31 A-

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20 D8 F3 A2 03 2') EC F6 A9

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A5 65 85 20 18 A5 65 85 20 4C C6 FO A5 A4 A2 4C 68 68 60

FF FD FF 4::2

03

FE FD FE 42 03 17 03 FD (.09

FE FF 00 3A

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JSR

'SF3D8

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*$03

JSR LDA STA STA LDX STX LDY JSP. SEC LDA SBC

$F6EC

STA

JSR SEC

"'$80 $FF 'FD iHDO 'FE *$00 $F457 'FF 'FD 'FF $(1342

LDA

$FE

SBC STA JSR CLC

$FD 'FE $0342

LDA

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$FE $FD $FE $1)·342 $0317 SFD S034F 'FE $FF

*$00 $F53A

,

HGR2 HCOLOR= 3 X = 208:Y 20 = 17'):1'; = 176 HPLOT X, i 30 )., - A,A 40 A HPLGT HPLGT 50 Y = Y - A:A = A 60 X = X + A,A = A - l, HPLOT HPLOT 70 v = y + A:A = A (i THEN 4(; 80 IF A 10

"" "

TG TG TG TG

X, ' X, Y

X. X, Y

Programma per il disegno di una spirale quadrata in alta risoluzione nelle due versioni in Basic e in linguaggio macchina.

Provate a battere: HGR CALL-151 *2000:55 *2003:55 i primi punti verranno Viola, i secondi Verdi; battete ancora: *2006:05 *2009:05 i punti saranno ora Blu e Arancio. Dovrebbe essere chiaro ormai che per utilizzare la grafica dal linguaggio macchina le routine della ROM sono oltremodo comode perché permettono di ignorare tutti questi problemi. In tabella I trovate l'elenco delle routine grafiche e relativi punti di entrata, mentre in tabella 2 ci sono le locazioni in pagina zero utilizzate da queste routine. Come vedete è anche possibile utilizzare dal linguaggio macchina le SHAPE TABLE e le relative istruzioni di ORA W, XDRA W, SCALE e ROT molto comode per eseguire delle scritte in alta risoluzione e con varie inclinazioni e dimensioni. TI programma di esempio disegna una spirale quadrata ed è l'esatta traduzione in linguaggio macchina del listato Basic che gli sta a fianco. Il programma in Basic occupa 152 byte ed impiega tre secondi e un decimo, mentre il programma in linguaggio macchina occupa 82 byte ed impiega per eseguire il disegno I secondo e cinque decimi! Me

MCmicrocomputer

n. 46 - novembre

1985


MEGLIO

- Disegna e pcnve (caratteri da mm. 1,2 a rom. 75) a 4 colori su carta, cartoncino fino a 21 cm. di larghezza (formato A4) e carta a rullo, - Il PS-80 è munito di una porto. parallela Centronics e di porta seriale RS232 (optional), Quindi è compatibile con la grande maggioranza degli Home e Personal disponibili sul mercato, Sono inoltre disponibili interfacce per i seguenti modelli: APPLE Il/Il + /Ile/Ilc COMMODORE 64/16/PLUS4 SINCLAlR ZX/QL

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n. 46 - novembre 1985

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----------principale, che mostra quante schede sono presenti, quante libere e il nome dell'archivio. Variazione: si usa questa opzione per correggere una scheda eventualmente errata. Viene richiesto il codice della scheda (specificato all'immissione e trovabile con l'opzione «Ricerca»); questa viene stampata con il codice di ogni campo accanto ad esso. Si batte il codice del campo voluto, che viene stampato e poi lo si potrà reimmettere, dopodiché si torna al menu principale. Cancellazione: serve per eliminare schede non più desiderate nell'archivio. Viene chiesto il codice della scheda (cfr. opzione precedente), che viene stampata; poi GESBIB chiederà una conferma della cancellazione - se si batte «s» la scheda sarà rimossa fisicamente dall'archivio - e le schede che la seguivano (se non era l'ultima immessa) verranno «scrollate» cosicché al suo posto ci sarà quella che la seguiva prima d'esser cancellata. Ordinamento: è l'opzione più interessante e utile insieme con la Ricerca. Come si nota dal listato (anche per lo «scroll» della cancellazione), la routine relativa all'ordinamento è in linguaggio macchina, quindi molto veloce. Vengono richieste tre priorità di ordinamento relative ai campi in base ai quali si vuole effettuare il sort sull'ar-

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software chivio. Ciò significa che il programma in caso di uguaglianza del primo campo-base, guarda il secondo e in caso di ulteriore uguaglianza guarda anche il terzo, che con tutta probabilità sarà finalmente differente. Le priorità si immettono sotto forma di dati numerici relativi ai codici dei campi (cfr. Variazione). Alla terza priorità, viene eseguito il sort ed indicato il tempo impiegato per ordinare l'archivio; per 200 schede, il tempo è variabile tra 4 e 12 secondi. Se si specifica come qualsiasi campo-base (1,2 o 3) il titolo, viene eseguita una routine speciale. Questa routine individua se un eventuale articolo contenuto fra i 18 mostrati in seguito è presente come prima parola del titolo; in caso affermativo esso verrà «saltato» e il programma considererà la prima parola dopo di esso. Ciò è assolutamente necessario negli ordinamenti per titolo di una biblioteca scientifica. Ecco gli articoli che il sort è in grado di «saltare»: il lo la i gli le l gl, gli apostrofati un uno una the a der die das les une Salvataggio: richiede la periferica (<<n»astro o «d»isco), poi procede al salvataggio dell'archivio in un ordine

utilizzabile dall'opzione «Scelta archivio» [che è il LOAD dell'archivio, chiamato scelta per renderlo più userfriendly]. Directory: L'opzione in questione permette di visualizzare la directory, la memoria libera e un eventuale messaggio di errore del drive. Questo serve poiché le routine relative al SAVE e LO AD dell'archivio non si occupano di controllare un eventuale errore. Se comunque questo errore è «sentito» anche dal BASIC, verrà eseguita una routine di ON ERROR GOTO. La routine in questione mostrerà l'errore BASIC e in caso quello del drive, ma premendo un tasto si potrà tornare al menu iniziale senza perdere l'archivio. Per ripartire dopo un eventuale arresto del programma, un GOTO 30 ci riporterà al menu senza perdita delle variabili.

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Scelta archivio: consente di caricare un archivio dalla memoria di massa. Verrà chiesto il nome dell'archivio e la periferica (nello stesso formato dell'opzione «Salvataggio»); in seguito sarà caricato l'archivio. Al termine, un tasto riporterà al menu principale. Ricerca schede: siamo finalmente arrivati all'opzione più interessante e più utile del programma. Verrà richiesta la periferica di output (<<s»tampante o «v»ideo), poi apparirà un piccolo menu con 4 opzioni: I. Immissione codice scheda 2. Immissione parole-chiave 3. Visualizzazione archivio 4. Ritorno menu principale Dopo aver scelto l'opzione (una delle prime tre), verrà richiesto se si desidera stampare sulla periferica prescelta le intestazioni, cioè Argomento, Autore, ecc. prima del campo vero e proprio. In seguito, si accede all'opzione. Immissione codice scheda: immettendo il codice di una scheda (cfr. Cancellazione), questa verrà visualizzata. Immettendo un numero negativo, si torna al mini-menu di poco prima. Immissione Parole-chiave: l'opzione più complessa. Apparirà sul video una «maschera di input» simile a quella dell'immissione. Per ogni campo, si immetteranno le parole chiave (vere parole, delimitate nella scheda da un qualsiasi segno di interpunzione, compreso quindi lo spazio), concatenate eventualmente, se si vuole dare per un certo campo (o anche per tutti) più di una parola chiave, con i seguenti caratteri, disponibili per poter formare per ogni campo un comando di ricerca complesso, limitato solo dai 79 caratteri disponibili per ogni campo: «*»: non è un vero e proprio concatenamento, serve per eliminare i problemi di plurali, maschili e femminili e considerare solo la radice della parola. «,»: concatena due o più parole chiave determinando un confronto AGGIUNTlVO, aumentando la selezione della ricerca. NOTA: è utilizzabile 1'«*»; es.: politic* ,internazion* ,int*. «/»: concatena due o più parole chiave determinando un confronto ALTERNATIVO, diminuendo la selezione della ricerca. ESEMPIO: per politica/interessi andranno bene le schede ove in quel campo vi siano o l'una o l'altra delle due parole; per politica, interessi/politic* ,internaz* ,interes* invece saranno valide le schede ove vi sia il primo gruppo (sia politica che interessi) o il secondo (sia politic ... che internaz ... che interes ...). Dopo aver specificato un comando o una sola parola per ogni campo (se per un campo non si vuole dare nessun comando, basta premere RE-

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TURN), inizierà la ricerca. Questa scrive in alto il codice della scheda attualmente esaminata e il numero delle schede trovate. Se su video, dopo aver trovato una scheda bisogna premere un tasto per la prossima; su stampante, le schede vengono stampate senza aspettare la pressione di un tasto. Alla fine, un tasto porta al menu principale. Visualizzazione archivio: funziona come il paragrafo precedente per l'output, ma è da notare che non è una vera e propria funzione di ricerca, poiché visualizza il contenuto di tutto l'archivio. Alla fine, premendo un tasto (due volte se su video) si torna al menu principale. Fine programma: consente di uscire con la SYS64738 dal GESBIB se si preme «s» alla richiesta di conferma. Se si preme «n» si torna al menu principale. Ogni operazione in corso può essere disabilitata con la pressione del tasto «Q».

Commenti Se avete problemi all'immissione dei dati, come overflow non segnalati, apparizioni di caratteri strani, ritorno alle condizioni RUN-STOP & RESTORE, eliminate in riga 2,08 la «SYS49705,ma(i), nO $(su,i)>>, la «POKE20 4, I» e in riga 210 la «PRI NT» (O>e mettete al posto della SYS in riga 208 una «INPUTnO $(su,i)>>. Se invece si verificano problemi in altre opzioni, ricontrollate l'esattezza delle routine in LM, particolarmente quelle relative al SORT e alla RICER· CA e alla cancellazione schede. Per le dimensioni dell'archivio, consigliamo di dare come massimo 190-195 schede, in modo che vi sarà spazio sufficiente anche per più parole chiave. Per quanto riguarda il caricamento in macchina dei programmi battete il listato 2 e salvatelo. Battete il listato uno, salvatelo (per il registratore, salvario su un'altra cassetta), e solo allora date il RUN. Quest'ultimo programma salverà a sua volta un file chiamato ROUTlNES-LM che sarà utilizzato dal programma due. Il file ROUTlNES-LM, se si usa il registratore, deve essere salvato di seguito al listato 2, poiché questo, come detto, appena viene mandato in esecuzione, lo carica come i programmi con over· lay. Infine, per chi usa il nastro è necessario cambiare i numeri di periferica alla linea 90 del listato uno e alla linea 6 del listato due. Come facilmente intuibile, per usare il GESBIB bisogna caricare il listato 2 ed eseguirlo.

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P.J.T. Basic di Pietro Braghieri - Trento

I possessori di Commodore 64 si saranno certamente resi conto delle difficoltà che si incontrano nell'accingersi ad utilizzare le capacità grafiche di questa macchina dovute alla mancanza di istruzioni dedicate.

10 HRES:HCLR:COLOR7,O 20 FORI=OT0199STEP10:DRAWO.0.319,I,NEXl 30 FORI=DT0199STEP10,REC O,O,I,I:NEXT 40 FORI-010150STEP30 50 BOXI+100.I,I+150,I+40:NEXT uO FORI=010199STEP10:ERADO.O,319.I,NEXl 70 FORI-OT0199STEP10:ERARO,O,I,I:NEXT ao FORI~OT0150STEP30 90 ERABI+"100.I.I+150,I+40:NEXT 100 ORAW·150.0,"lS0,"199 110 DRAWO,100.319,100 120 HPRINT1,1S5,O,"ASSE Y130 HPRINT1.270,105.-ASSE X140 FORI=OT0319STEP1D 150 DRAW I,102,I.105:NEXT 160 FORI=OT0199STEP10 170 DRAW 143,I,146,I:NEXT "180 FORX~OT026.5STEP.2: Y=SIN(X) 190 POINT12'X,SO'Y+l00:NEXT 200 FORX=OT026.5STEF.2: Y=SIN(X) 210 ERAP12*X,50*Y+100:NEXT 220 f ORI=OTO'1S 230 COLORI,O:FORK=OT0500:NEXTK,I 240 MRES 250 FORI=OT01S:FORJ=OT015 260 MCOLORI,J:FORK=H0100,NEX1K:NEXTJ,J. 270 TEXT

Programma dimostrativo per il PJT Basic

È proprio da qui che è nata l'idea del programma che vi invio, idea supportata dalla possibilità lasciataci dal C 64 di implementare nuovi comandi. Il programma inizia alla locazione 32800 e termina a 35971: è quindi allocato nell'area di memoria $8000-$9FFF e ciò può servire ad un eventuale trasferimento su cartridge. Dopo il Run, vengono caricati i dati in 1m, abbassato il puntatore di fine Basic e mostrata una schermata introduttiva. Premendo ora il tasto f1, potremo iniziare a programmare. Se, dopo un reset, vogliamo tornare al P.l.T., sarà sufficiente dare una SYS 32800 o SYS 35600 se si vuole anche la schermata di presentazione oltre all'abbassamento del puntatore del Basic. I 21 nuovi comandi sono tutti inerenti la grafica sia nel modo Bicolor che in quello Multicolor. In Bicolor la risoluzione è di 320 x 199 mentre in Multicolor è di 160x 199. Per mantenere la compatibilità, le istruzioni relative alla seconda modalità hanno lo stesso range delle «gemelle» in Bico-

Questo programma è disponibile su cassetta e disco presso la redazione. Vedere l'elenco dei programmi disponibili e le istruzioni per l'acquisto a pago 151.

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Adventure Detective

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Il gioco che vi presento è un adventure con le solite regole che non ripeto poiché in molti articoli della rivista sono apparse delle ottime descrizioni di questo tipo di giochi. La trama è molto semplice. Siamo nei panni di un investigatore che ha il compito di scoprire l'assassino di una donna. Gli ostacoli sono molti: la ricerca dell'investigatore è intralciata dall'assassino, Ben, e dal suo complice John che si oppongono alla riuscita della missione accompagnata dalla musica (Profondo Rosso, ottenuta in linguaggio macchina) che avvertirà il giocatore dell'imminente pericolo. Il giocatore deve fornire al compu-

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ter le informazioni nel solito modo impostando la frase, come di consueto, scrivendo prima il verbo, poi l'articolo ed infine il complemento oggetto; in caso contrario la frase non verrà accettata e comparirà sullo schermo il messaggio «non puoi ... ». Quest'ultima indicazione può manifestarsi per diverse cause: I) mancata conoscenza dell'istruzione; 2) il luogo dove si cerca di fare una determinata azione non è quello previsto dal programma; 3) per compiere l'azione è richiesto un oggetto non in nostro possesso; 4) l'azione è già stata compiuta in precedenza e non può ottenere lo stesso risultato. Per muoversi si devono usare comandi abbreviati N, S, E, O.

Altri comandi abbreviati sono: H fornisce un help I fornisce l'inventario degli oggetti in nostro possesso. I verbi che possono essere usati sono i seguenti: prendi, lascia, rompi, spara, alza, apri, perquisisci, scava, sfonda, accendi, strangola, lima, togli, scrosta, pugnala, bussa. Il programma è inoltre dotato di un comando speciale: «salva la partita» che permette di memorizzare su nastro la situazione raggiunta e riprenderla in un altro momento (sarà chiesta all'inizio del gioco). La musica è attivata da SYS19000: POKE36878,15: POKEI76,19: POKEI77,1 è in Assembler e sfrutta l'indirizzamento indicizzato. È caricata in macchina dal primo programma e si accende solo se si è nei guai. Ma non è tutto. Il programma contiene una routine grafica che viene abilitata dal comando «G» dato in qualunque momento durante lo svolgimento del gioco che fornisce una schermata grafica relativa al luogo in cui il giocatore si trova insieme alle possibili direzioni di uscita. Le istruzioni per il caricamento sono le seguenti: I) caricare il pnmo programma (pag. 144); 2) lanciarlo ed attendere il reset; 3) caricare il secondo programma .•

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MCmicrocomputer

n. 46 - novembre 1985


THINKBIG. Il super veloce

CASIO FP-6DDDS Il personal computer FP-6000S modello top della gamma CASIO grazie alle sue eccezionali doti di velocità, affidabilità e capacità grafica costituisce, con le sue 29 cifre di precisione interna (±9.9999 ...•X lO ±99), un punto di riferimento tra i personal ad uso scientifico. FP-6000S è un prodotto di altissimo livello tecnologico, con una memoria RAM di 256 Kb espandibile a 768, un microprocessore a 16 bit 8 MHz compatibile 8086, un linguaggio evoluto il C 86 BASIC - in dotazione e naturalmente tutti gli altri linguaggi standard MS/DOS. Su un hardware cosi completo e funzionale vengono utilizzati i software

tecnico-scientifici più attuali sviluppati da Università ed Enti di Ricerca. Le capacità grafiche sono esaltate da un sofisticato CAD principalmente dedicato alla progettazione edile e/o industriale. In più con il mouse, il plotter e la tavoletta grafica, il CASIO FP-6000S garantisce prestazioni ottimali sulle procedure di inge~neria civile, analisi sismica, calcolo strutturale e contabilità

lavori. L'aggiunta del co-processore aritmetico 8087, con i linguaggi FORTRAN e PASCAL, fornisce inoltre al sistema elevate prestazioni ad una velocità sorprendente. I personal computer CASIO sono distribuiti in tutto il territorio nazionale. Per dimostrazioni o maggiori informazioni e per avere l'elenco dei rivenditori autorizzati rivolgetevi alla DITRON S.p.A.

Specifiche tecniche CPU

8086 compatibile (8 MHz). IPL ROM 8 Kb~

Memoria

RAM 256 Kb, $spandibile fino a 768 Kb (in C86-BASIC si hanno a disposizione da 110-635 Kb) (Video; RAM 32 Kb, espandibile fino a 96 Kb)

Tastiera

Professionale a 94 tasti Mouse (optional)

Monitors

12" monocromatico (640x4oo pixels)/12" colori (640x4oo pixels)

Interfaccie:

Parallela Centronics. Seriale RS 232C, IEEE 488

Unità Hard-Disk

A disco fisso. 10.20,30

e 40 MB

Unità 320 Kb x 1(5" '/4) 320 Kb x 2 (5" '/4) Floppy Disk 1.2 MB x 2 (8") 1.2 MB x 2 (5" '/4) Dimensioni e pesi

CPU 120 (L) x 375 (P) x 303 (A) mm/8.5 Kg Tastiera 452 (L) x 200 (P) x 38 (A) mm/2.0 Kg Monitor 310 (L) x 399 (P) x 308 (A) mml7.0 Kg

Viale Certosa, l3t Milano Tel. 0213085645 (5 linee ic. aut.)


cura di Maurizio

1

3DPAC-MAN

di Francesco Ragusa e Vincenzo Di Dieco - Castrovillari (CS)

Ancora un Pac-Man? Ebbene, sì. Per due motivi: primo, il Pac-Man è ancora un gioco simpatico e piacevole da giocare, secondo (e più importante) è un gioco estremamente semplice. Non è un mistero che l'insuccesso commerciale abbia coinvolto giochi validissimi dal punto di vista della grafica quanto scadenti da quello della giocabilità. Ecco perché, ancora una volta, vogliamo riproporre il vecchio caro «mangiapillole». L'idea di base ci è venuta da una versione di Pac 3D pubblicata su una rivista inglese, ma alla «tridimensionalità» del gioco noi abbiamo voluto aggiungere quel «pizzico» di velocità in più che mancava all'originale, interamente scritto in Basic. Già che c'eravamo abbiamo effettuato qualche piccola modifica grafica tendente a dare una presentazione un po' più «professionale» del gioco e, soprattutto, qualche sostanziosa rivoluzione nella strategia di gioco, decisamente troppo semplice nella versione originale, rendendo i fantasmi «intelligenti» (grazie al banale accorgimento di dare una diversa priorità di movimento a ciascuno dei due «mostri», uno dei quali «sceglie» di preferenza il percorso in verticale e l'altro quello in orizzontale) e moltiplicando i livelli e le velocità del gioco che, in più, aumentano automaticamente al completamento dei vari schermi. Per non essere troppo cattivi, però, abbiamo inserito anche la possibilità di recuperare «vite». fino ad un massimo di sette, in ragione di una ogni 500 punti conquistati. E passiamo ad una breve descrizione del li;tato I che riguarda la parte del proglamma rimasta in Basic: 15 18 20-47

146

Definizione caratteri grafici Definizione della stringa di visualizzazione vite e dimensionamento schermo Data Caratteri grafici definiti dall'utente (UDG)

60-150 160 190-200

Dimensionamento schermo Chiamata alla subroutine memorizzazione schermo Assegnazione variabili e chiamata alla subroutine selezione livello

210 270-290

Chiamata alla subroutine stampa schermo Poke delle variabili utilizzate dal

LlM 1000 1010 1020 4000-4010 4500-4550 4800-4850 5000-5060 6000-6030 7000-7160 7200-7240 8000-8030 9000-9060 9500-9530 9610-9710

Chiamata al L/M Chiama il sottoprogramma recupero vite Controllo morte Pac-Man Assegnazione Bonus Incrementa il grado di difficoltà Incrementa la velocità Schermo intermedio e reinizializzazione schermo Ricostruzione matrice schermo Subroutine selezione livello Selezione grado di difficoltà Assegnazione vite Morte Pac-Man Reinizializzazione Costruzione schermo.

c

HIGH-e

Istruzioni per l'uso del programma Niente di più semplice: solo 4 tasti per muovere il Pac-Man. In origine erano stati utilizzati i tasti cursore, noi abbiamo preferito, per ràgioni di «compatibilità» con lo Spectrum +, dotato di tasti cursore estremamente scomodi per l'uso nei giochi, optare per la «classica» conformazione Q=su A=giù O=sinistra P=destra.

Procedura di registrazione su cassetta Digitate

il listato

I (Basic)

e salvate-

Bergami

lo con r.J 9999. Dopo un VEK.II-Y (a scanso di equivoci) rcsettate il computer e digitate i DATA del listato 2. in seguito date RUN. Il programma caricherà i DATA in memoria e provvederà, al termine dell'operazione, a prepararsi al SA VE. Registrate i Byte così ottenuti subito dopo il programma principale, effettuate il solito VERI FY, resettate il computer e ricaricate il tutto: se non ci saranno stati errori di digitazione, a questo punto, dopo una breve attesa dovuta all'inizializzazione, il vostro Spectrum vi chiederà il livello e la velocità di gioco e ... buona giocata.

Lista delle principali variabili utilizzate hs = Punteggio record p$ = stringa contenente le 7 vite disponibili (al massimo) b$ = stringa contenente il labirinto usr = indirizzo della chiamata al LlM mod = variabile utilizzata per l'incremento del livello e della velocità al termine di uno schermo. Se mod = 13 verrà incrementata la velocità, se mod = I verrà incrementato il livello. vc = variabile che contiene il punteggio che permette il recupero di una vita. Inizialmente vale 500, in seguito viene incrementata di 500 punti ad ogni recupero. s = punteggio lives = vite p = indirizzo iniziale del gruppo di variabili gestite dal LlM gr = grado di difficoltà vi = velocità gl = variabile di conservazione del valore di gr x,y = posizione corrente del PacMan.

Questo programma è disponibile su cassetta presso la redazione. Vedere l'elenco dei programmi disponibili e le istruzioni per l'acquisto a pago 151.

MCmicrocomputer

n. 46 - novembre

1985


----------~software Listato 1

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MCmicrocomputer

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147


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2 Colonne di Massimo Marchetti Senigallia (AN) Questo programma permette sia il PRINT che l'INPUT (in qualsia~i parte dello schermo) a 42 colonne. E interamente in linguaggio macchina e si compone di tre routine. La prima, che si richiama con FN c (x,y), modifica le coordinate di stampa sullo schermo (valide sia per il Print che per l'lnput). Il programma segnala un errore di tipo «B integer out of range» se O >x>41 o se O >y>23. La seconda routine permette di ottenere la stampa sullo schermo e si richiama con FN p (t$), dove t$ contie-

148

ne i dati numerici o alfanumerici da stampare. Le uniche limitazioni nell'uso sono che non si possono inserire i comandi di colore direttamente in t$, fatta eccezione per il domando INVERSE (Caps Shift + 3 o 4) che non inverte il colore della carta con quello dell'inchiostro, ma i pixel spenti con quelli accesi e viceversa. INK e PAPER funzionano come da normale Basic, mentre gli stessi comandi con BRIGHT 8 non vengono riconosciuti. Inutile ricordare che i colori vanno Questo programma è disponibile su cassetta presso la redazione. Vedere l'elenco dei programmi disponibili e le istruzioni per l'acquisto a pago 151.

Listato 3

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software

usati con una certa cautela, dato che i caratteri sono larghi solo 6 pixel. Il programma segnala un errore di tipo «K invalid colouf» per i codici inferiori a 32. Se il testo supera le 42 colonne la stampa va a capo, mentre se supera le 24 linee si ha lo scroll verso l'alto di una linea. Dopo ogni operazione di stampa la coordinata orizzontale viene azzerata e quella verticale incrementata (il Print successivo va a capo), a meno che non si sia inserito alla fine di t$ il carattere « \» (codice ASCII 92): in questo caso si avrà lo stesso effetto del punto e virgola dopo il Print del Basic

(viene incrementata solo la coordinata orizzontale ). Questa routine stampa anche i caratteri grafici predefiniti dalla Sinclair (posti subito prima degli UDG) sia gli U DG normali; questi ultimi possono essere ridefiniti in qualunque momento tenendo però presente che il nuovo carattere deve stare dentro una matrice 6 x 8; il primo e l'ultimo bit non vengono considerati. I caratteri, a partire dallo spazio, si trovano dall'indirizzo 64472 in poi; è quindi possibile, per chi volesse, modificarli a proprio piacimento. La terza routine, infine, riguarda l'lnput che, come già detto, avviene

Listato 4

i2 70 254 246 78 121 210 10 35 221 145 54 175 S4 255 56 251 230 255 26 o 242 2i7 32 197 202 251 50 251 50 251 245 50 75 251 122 41 6 126 122 121 14 253 124 35 120 113 132 111 253 o 127 251 203 50 35 60 175 24 199 254 4

11 121 1 61 35 60 198 42 86 229 92 174 35 182 35 13 62 12 24 254 40 247 103 218 213 156 58 198 58 199 3~ 58 212 198 121 17 25 8 0 163 238 128 110 230 113 7 120 103 121 201 71 35 58 127 213 ~ 254 50 40 251 165 254

MCmicrocomputer

9~ 176 218 5a 70 254 246 11 35 253 230 33 54 33 54 62 1 40 6 20 13 35 254 184 205 251 198 251 199 251 202 2~ 251 251 135 216 229 197 238 40 255 44 0 24 201 7 15 121 23e 197 254 40 213 40 251 161 42 198 4 62 40 212

35 185 1~ 198 121 1 61 92 78 229 3 3 182 3 166 2~ 50 8 33 32 254 54 92 251 177 19 251 195 251 195 251 251 aes 120 135 ~ 221 245 0 5 166 203 36 203 237 230 15 15 7 213 0 250 251 9 122 248 41 251 50 1 18 56

35 194 246 251 176 218 50 35 35 253 40 248 24 248 58 50 202 33 242 41 1 255 202 254 247 11 60 51 60 ,51 54 230 254 135 129 111 225 79 87 121 119 59 241 47 75 224 15 15 71 245 202 16 254 203 229 24 4 58 199 50 254 8

~5 198 254 17 185 198 199 ~5 70 ~3 18 54 16 54 199 199 251 242 247 19 194 24 172 165 209 121 254 247 2!4 247 1 1 13 135 129 38 205 253 ~i 182 203 16 193 203 2it 111 23i 15 62 214 125 248 1 191 205 ~4 sa 199 251 212 199 62

n. 46 - novembre

35 246 43 7 194 246 251 35 12~ 129 33 0 33 238 251 251 58 247 35 11 184 6 251 210 193 177 42 175 a4 61 195 ~ 241 135 50 0 59 117 64 119 57 231 16 47 251 120 24 230 128 165 248 175 40 87 177 58 198 251 2Gl 251 48 32

1985

78 121 210 0 198 254 201 35 177 92 254 35 254 3S 254 58 145 35 54 26 251 33 124 103 120 202 48 50 48 50 51 7 87 50 200 41 248 0 6 24 48 221 ~5 ~3 12 230 198 31 15 33 126 50 63 62 247 198 251 60 61 211 2 20~

35 60 198 25 246 25 217 94 200 58 247 54 247 54 24 202 92 54 0 254 33 242 254 248 177 156 6 198 6 199 247 175 237 211 251 41 229 221. 6 5 3 35 225 47 12 7 64 133 16 150 213 213 126 1 225 251 201 254 50 241 24 177

=~98 =1371 =1622 =855 =13~3 =1377 =1623 =~89 =836 =1497 =1062 =655 =1020 =901 =1296 =914 =1112 =901 =896 =683 =970 =11~8 =1699 =1665 =17~8 =1294 =1168 =1415 =1151 -1303 =1285 =1209 =1540 =1300 =1~1 =836 =1482 =1126 =557 =781 =1210 =951 =1279 =1128 =1136 =1056 =784 =795 =761 =1671 =1229 =1154 =1257 =923 =1719 =1414 =1110 =1496 =881 =1458 =1~4 =10110

247 2~5 42 11 86 35 239 3 251 62 35 54 10 62 ~4 1 253 229 253 213 43 124 251 238 212 251 253 203 13 212 254 15 1 194 25Ql254 1~9 250 210 26 2~3 251 229 245 253 225 251 167 237 66 42 207 '251 60 195 26 251 54 124 181 42 205 251 61 195 26 199 251 167 42 66 210 207 251 195 212 26 251 205 251 5 50 198 251 205 66 247 253 209 251 209 251 195 26 106 92 26 251 254 86 236 250 6 17 187 40 66 251 241 253 205 251 167 237 249 3 58 72 58 57 238 16

sempre a 42 colonne, ed in qualsiasi parte dello schermo. Per richiamare questa routine si usa la funzione FN i (t$), dove t$ è una stringa già definita e lunga n spazi, con n compreso tra l e 1007 (il numero delle colonne per quello delle righe meno uno spazio per il cursore); se n è uguale a O il comando viene ignorato e si passa al comando successivo, se invece n è maggiore di 1007 il programma si arresta segnalando un errore di tipo «B integer out of range». L'lnput non fa altro che sostituire

161 248 219 193 195 82 247 92 35 35 35 35 94 35 78 35 70 1~ 177 2Ql0 33 237 66 218 196 251 237 67 143 51 212 251 33 242 247 Ql 58 199 251 254 24 56 23 51 199 251 33 202 251 221 229 2~ 83 251 62 143 21! 177 247 253 225 6 8 1 110 32 21 33 5 13 181 32 251 16 ~ 58 212 175 Si 212 251 24 216 58 253 229 205 177 247 253 225 1 174 58 8 92 87 254 1M ~1 254 12 ~ 78 25t 2~ 1N 25i 58 211 251 231 181 251 122 254 8 212 • 9 212 48 25t ~4 6 202 254 32 218 26 251 254 123 251 167 42 207 251 237 75 2~7 66 21Ql 26 251 122 253 215 66 251 2lI5 177 247 241 42 2Q5 251 119 35 34 ai5 42 207 251 237 75 2e9 251 56 5 3 2~7 61 219 251 251 35 34 2li7251 58 198 254 24 48 6 50 199 251 251 61 50 199 251 33 202 1 195 ~ 251 42 207 251 202 26 251 43 34 207 251 251 43 34 20S 251 58 198 254 255 ~ 6 50 198 251 251 62 41 51 198 251 58 61 SQl 199 251 195 26 251 207 251 237 75 209 251 237 26 251 42 207 251 35 34 42 205 251 35 34 205 251 249 42 207 251 124 181 212 42 2i5 251 43 54 32 34 58 198 251 61 254 255 4~ 198 251 24 12 62 41 50 58 199 251 61 50 199 251 251 62 32 253 2~9 205 177 225 42 207 251 167 237 75 237 66 56 5 11 237 67 42 207 251 43 34 2Ql7251 251 58 106 92 238 8 50 195 26 251 58 211 251 238 1~ 230 95 254 65 56 11 21Ql 26 251 198 79 87 195 122 254 57 202 170 250 95 33 122 251 126 35 86 35 5 16 247 195 26 251 205 122 253 229 245 215 177 247 225 42 215 251 119 35 34 42 207 251 35 34 207 251 75 209 251 237 66 218 212 237 67 209 251 195 212 249 92 15 15 15 230 7 95 92 60 71 243 123 211 254 95 33 45 0 43 124 181

=1787 =414 =834 =1514 =1491 =931 =1~1 =1249 =1603

=6N =1157 =1475 =2052 =1131 =1362 =1641 =1212 =1475 =1567 =1466 =1619 =1866 =1369 =1690 =1131 =1283 =1143 =1268 ~1278 =1319 =1287 =1366 =1132 =1483 =1676 =1122 =1481 =1663 =938 =1573 =693 =1518 =1480 =1704 =1139 =1495 =1024 =1428 =1110 =1386 =1636 =711 =1172 =1795 =1415 =1483 =1672 =1672 =599 =1169 =775

(cuntinua a pag, 150)

149


software---------gli spazi di t$ con i codici dei caratteri inseriti. Il programma accetta i numeri, le lettere ma"Ìuscole e minuscole, i caratteri grafici e tutti quelli ottenibili col Symbol Shift, ma non quelli raggiungibili normalmente in mo'do esteso. Per l'editing (prima di aver premuto Enter!) si possono usare i cursori (Caps Shift + 5 o 8) e il Delete. L'input accetta dati per tutta la lunghezza di t$. Un beep segnala l'avvenuta pressione di ogni tasto; il cursore non indica se si trova in modo L, C o G. All'uscita dalla routine i registri SC (segue

del microprocessore contengono il numero di caratteri inseriti, quindi converrà richiamare la funzione con LET I = FN i (t$) per avere successivamente disponibile questo numero nella variabile l. Il programma non prevede la copia su stampante di singoli testi; a questo inconveniente si può però rimediare almeno in parte facendo il COPY di tutto lo schermo. Vediamo come si procede per ottenere una copia del programma. I codici decimali del linguaggio macchina sono riportati nel listato 4 e possono· essere inseriti in memoria con il sem-

da pago /49)

16 240 251 62 143 50 212 47 249 33 254 247 54 182 ~ 238 3S 54 255 35 ~ 54 166 2111 33 254 247 54 174 33 3 248 54 0 3!5 54 175 35 54 182 201 aal 225 253 54 o 255 58 199 251 60 50 19'32~1 175 50 198 251 237 75 21i9251 201 32 32 56 128 49 129 50 130 51 131 52 132 7 142 9 143 175 50 198 251 58 199 251 60 ~ 199 2~1 253 225 221 3 194 103 247 225 201 11 120 177 253 225 221 225 201 253 225 221 225 2 207 207 19 253 225 221 225 ~7 4 23 66 184 o 198 0 1 10 1 iIl o 143 0 97 1 0 1 Il iIl i 0 0 0 0 0 0 Ii\ 0 0 16 0 16 16 16 16 40 0 Ii\ 0 40 40 0 iIl 0 124 40 40 124 40 il 0 16 124 I 100 1011 8 80 124 211 124 16 0 32 80 32 84 16 32 76 76 0 0 72 52 0 0 16 16 32 8 0 0 0 8 16 16 16 16 0 0 0 32 16 16 16 16 32 121 0 0 40 16 124 16 40 0 il 0 0 il 16 16 124 16 1~ 0 0 li 0 0 0 16 16 32 o 124 il 0 0 Il 0 0 0 8 16 0 4 0 16 0 4 0 76 84 84 100 32 32 0 0 ~ Il 56 68 24 4 68 56 0 0 o 124 8 0 8 24 40 72 124 0 5~ 64 64 120 4 68 56 I li 124 4 8 0 120 68 68 56 li) 0 56 68 ~6 68 16 16 16 li 56 6e 68 60 4 0 68 56 13 li 16 0 16 il 0 I 56 Il 16 0 I 16 16 32 0 0 0 8 0 iIl 8 16 32 16 0 o 124 Il 124 0 l) 0 li 0 Il 56 68 0 32 16 8 16 32 il 16 0 8 16 I 56 68 84 li il ~6 68 68 124 92 64 60 il 68 121 68 68 01at 68 68 68 64 64 68 56 1211 0 iIl ~ 68 68 68 1211 0 il 120 68 0 o 124 641at 64 64 124 0 I li 0 56 64 64 64 124 6412e 0 68 68 68 64 76 68 56 li 56 16 16 0 124 68 68 68 0\ 4 68 4 0 0 16 16 56 li Il 68 72 112 72 68 68 56 121 0 0 68 100 84 84 7~ ~8 o 120 0 ~6 68 68 68 68 56 0 56 68 I 68 68 120 64 64 0 I 120 68 68 68 84 72 52 4 Il 0 ~6 64 56 1211 72 68 121 Il 124 1~ 16 16 16 68 56 0 0 68 68 68 68 68 56 16 lJ il 0 68 68 68 4Gl 4lJ 16 0 il 68 6El 68 68 84 40 0 32 251 251 195

:3 248

=1257 =1512 =9SS =1216 =658 =1449 =1433 =1344 =852 =1033 =1709 =1281 =2i)49 =1566 =486 =243 =0 =8i) =120 =508 =572 =428 =188 =81 =128 =236 =188 :64 =124 =48 =464 =276 =4Gl0 :a432 =448 =296 =380 =88 =80 =80 =248 =228 =248 zS32 =581 =496 =512 =56G =556 =468 -416 =168 :a516 =480 =504 =S08 253. =44121 =31. =412 =30lJ =396

plice caricatore pubblicato (listato 3). Il salvataggio è automatico al termine del caricamento. Per utilizzare le tre routine nei propri programmi bisogna innanzitutto avere tutto il linguaggio macchina in memoria, poi occorre mettere in testa al listato la linea

1 DEF FN c(x,y) = USR 63112 : DEF FN P (t$) = URS 63176 : DEF FN i (t$) = URS 63715

La chiamata delle varie routine può essere fatta sia con RANDOMIZE (ad es. RANDOMIZE FN p (<<MC microcomputer»)) oppure, come abbiamo visto, con LET <variabile> = FN ... Me

40 16 16 40 68 ~ 0 6e 4~ 16 16 16 il o 124 8 32 64 124 ~ 0 ~6 32 32 32 56 0 0 64 64 32 16 8 0 0 56 8 8 8 8 iIl 16 ~ 0 68 0 0 0 13 il) li 0 0 li 0 126 0 0 24 36 112 32 32 124 iIl 0 iIl 56 4 60 6S 611 0 0 64 64 120 6e 68 120 li 0 56 0 ti 64 64 64 56 0 4 4 60 li 68 68 60 0 0 56 68 120 64 611 iIl 0 24 32 48 32 32 0 16 0 48 16 16 56 0 0 8 0 e .•.u 72 48 iIl 0 32 40 48 48 40 36 0 0 32 3a 32 32 32 24 0 o 104 84 0 84 84 84 0 o 120 68 68 0 68 68 0 0 0 56 68 68 68 56 li 120 68 68 120 64 0 0 64 0 iIl 61i 68 68 60 4 6 iIl 0 28 32 32 32 32 13 0 0 ~6 64 56 4 120 0 16 0 56 16 16 16 12 0 0 68 68 68 68 ~ iIl 121 0 68 68 40 40 16 li 0 Il 68 84 84 84 40 li 0 68 40 16 40 0 68 il 0 0 68 68 68 60 4 56 0 o 124 8 16 32 124 0 0 28 16 32 16 16 28 li 0 16 16 16 16 16 16 0 0 56 4 8 8 8 56 121 0 32 0 84 8 iIl 0 0 60 66 90 82 li 90 66 60 84 42 84 42 84 42 84 4~ 14 14 14 14 li) 0 0 0 0 13 14 14 14 14 14 14 14 14 14 14 14 14 112 112 112 112 14 14 14 14 126 126 126 126 14 14 14 14 121 0 0 0 112 112 11~ 112 14 14 14 14 112 112 112 112 112 112 112 112 112 112 112 112 126 126 126 126 112 112 11. 112 0 0 il o 126 126 126 126 14 14 14 14 126 126 126 126 112 112 112 112 126 126 126 126 126 126 126 126 126 126 126 126 4 2 ~6 4 60 68 6t3 0 0 124 68 32 0 16 16 40 40 32 68 124 0 68 124 0 0 24 36 36 56 32 32 16 56 4 2 68 120 64 60 il 0 0 52 72 72 72 52 0 56 36 56 36 36 56 64 64 I 2 60 84 211 20 21 16 0 8 (I 0 48 16 16 56 0 611 66 (I 66 66 36102 0 36 36 36 36 58 64 64 0 0 40 68 68 84 40 0 0 48· 72 48 0 0 48 72 16 32 12lll 0 0 0 48 72 16 72 48 0 121 0 14 8 8 8 104 411 411 16 0 0 I 13 il 36 48 72 120 64 ~ 0 116 42 42 116 4 2 68 68 68 68 S6 0 68 68 16 32 8 56

=316 =288 =3~6 =296 =104 =180 =126 =360 =312 =496 =316 =440 =292 =152 =176 =276 =308 =508 =396 =496 :a330 =156 =316 =184 =396 =332 =~88 =336 =3~ =136 =152 =116 =390 =552 =~24 =70 2322 =658 =182 2616 =Ul08 =10641 =616 2672 =1092 =818 =416 =336 =376 :a422 :a32li :a404 =230 :a262 =378 =398 =292 =336 :a230 ,.216 ,.396 =~16 =124

-,------------------------------------------150

MCmicrocomputer

n. 46 - novembre

1985


Codice

Titolo APPLE

DA2/00 DA2/01 DAZ/02 DAZ/lZ"3 DA2/04 DAZ/05 DA2/lZ"6 OA2/07 DAZ/08 DA2/09 DA2/10 DAZ/ll DA2/12 DA2/13

programma

Sbape Tablet Kotorlluro .!IDEBUG ED!T I NPUT Basi,: rDOdulare . ANNA Anil1latien Lang. Mlnlset + Leva-OOS 27 ~rcgram.mi gra!i.::i Adventure Editor Animazione !unz IonI I L mondo dl VA-TOR Con test LOG Rout.gra!icbe estese Seroll 3 •• rIgbe

Cf54/09

C64/10 C64/11

Elenco del software disponibile su cassetta o minifloppy

C64/12

C64/13 C64/14 C154/15 C64/16 C64/17 C64/18 064/01 064/02 064/03 064/04 0'54/05 064/06 064/07 064/08

CVC/03

Per l'ordinazione inviare l'importo (a mezzo assegno, c/c o vaglia postale) alla Technimedia srl, Via Carlo Perrier 9, 00157 Roma.

Prezzo

:

Note

15000 15000 15000 15000 15000 15000 15000 30000 15000 1'5000 1'5000 1'5000 1'5000 1'5000

Br lsco1e. 25 Serpentone 20 Othe 110 20 Chase 33 Spreadshee t 34 Bl1e.ncl0 fa.rniliare 35 The dark woed 36 Totocalcio: !5i!5, rido 37 Orç:h"",t:es 37 'Wordprocessor 38 He l lcept 38 Finestre. gre.fica 30 Paroliaroo 30 Scarabeo Mllogazzl no 41 Rubr ica 44 World 45 P. J. T. Baslc 46 Spreadsheet 34 ADP Bi!Ilslc da 35 a 39 Wordproce'!:15or 38 Parol lame 30 Data base Gailleo 40/41 Magaz= l no 41 Gestione biblioteca 40 P J.T. Basic 46

17000 17000 17000 17000 30000 17000 17000

64

1'f000

17000 17000 17000 17000 17000 17000 17000 17000 17000 17000 15000 15000 15000 15000 1'5000 1'5000 1'5000 1500~

4.

COM~OOOREVI C 20 CVC/01 çVC/02

Per ovviare alle difficoltà incontrate da molti lettori nella digitazione dei listati pubblicati nelle varie rubriche di software sulla rivista, MCmicrocomputer mette a disposizione i programmi più significativi direttamente su supporto magnetico. Riepiloghiamo qui a fianco i programmi disponibili per le varie macchine, ricordando che i titoli non sono previsti per computer diversi da quelli indicati. Il numero della rivista su cui viene descritto ciascun programma è riportato nell'apposita colonna; consigliamo gli interessati di procurarsi i relativi numeri arretrati, eventualmente rivolgendosi al nostro Servizio Arretrati utilizzando il tagliando pubblicato in fondo alla rivista.

n.

22 26 28 20 34 3"Y37 37 38 38 42 43 43 44 46

COKll:OOOPE C64/01 C64/02 C64/03 C64/04 C64/05 C64/06 C64/07 C64/08

MC

I I

CVC/04 CVC/05 CVC/06 CVC/07 CVC/08 CVC/09 CVC/10 CVC/l1 CVC/12 CVC/13 CVC/14 CVC/15 CVC/16 CVC/17 DVC/01

l.

VIC-Maze Pic- Man Briscola Gr",nd Prix Frogger I nv.:tder=: Otbello

43 46 27/28

17000 17000 17000 17000 17000 23000 17000 17000 17000 17000 17000 17000 17000 17000 17000 17000 17000 15000

42 43 44 45 46

17000 30000 17000 17000 17000

23 25 28 20 20 20 31 32 33 36 36 30 30

SKI

VIC-quiz Zigurat Extended Basic FlreftlZln Accertii per cbttarr~ Piralllide di lunnuh I l castello TooI graf ico Adventure detective EXKA

4.

Ccn! 19 o base Con!lg. base Con! i8. base Conf ig o b4se RAM: al.oeno .•. 3 RA!'!:: ~ 16 K RAM: ~ 16 K Con! 18- base RAM: almeno ~ • Con! 18. baSE! RAM:

16

K

K

K

CorI! 18. ~ali.e RAM: al=eno RAM: al~no RAM: lO K RAM:: .•. 16 K RAM:

+

RAM:

.•. 115 K

16

K

48 48 4. 48 48 48

RAM RAM RAM RAM RAM RAM

48 48 48

RAM RAJII: RAM

MSX CK.X/01 CKX/02 CMJV03 CMX/04 CKX/05

Sound editor lJP Reporter Foresta TMledetta Monitor dil5D.•• mbler Video Art

CSS/01 CSS/02 CSS/03 CSS/04 CSS/05 CSS/06 CSS/07 CSS/08 CSS/09 CSS/10 CSS/l1 CSS/12 CSS/13 CSS/14 CSS/15 CSS/16 CSS/17 CSS/18 CSS/19 CSS/20

TR I LAS SET d1 care.tteri Gra!I..:", TREDIM Ippica Gr"'phic-Comp Kaccblna d.l tempo Piralllide d1 I unnuh Over Basic Prospettiva Motol'lluro Otbel1o Tb. dart.: wood Musica Ca lcolo TMtriciale D",taba!!5e Snake Li fe Horses 42 colonne 3D. PacJlI8n

SI NCLAr R SPECTRUM:

". = '" = '"' = = "."' ••- ••,.,. ,.,.,..,.,.,.,.

""'" """"'" _'"

23 27/29 29 3. 32 34 35 37 38 30 4. 4. 41 42 42 43 44 45 46 40 ""'" '" ""= = =".

17000 17000 17000 17000 17000 17000 17000 17000 17000 17000 17000 17000 17000 17000 17000 17000 17000 17000 17000 17000

48

K RAM

48

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RAM

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TEXAS TJ-99/4A

- -- - - -- - ----------CT9/01 CT9/02 CT9/r(l3 CT9/04 CT9/05 CT9/06 CT9/07 CT9/08 CT9/09 CT9/10 CT9/11

---- -- -- --- - ---- - - - -- -- -- - ---- ---------------del tempo

Maccbina Simor. Babilonia Labirinto 3D Piramide di lunnuh Scrabble Xorpby Equo canone Scopa Mcntecarlo Totocalcio

!Jot",: l'iniziale del '"' ""'" = = "' •••••••••••••••

codice ,. •••••

'" "' ••

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27 20

17000 17000 17000 17000 17000 17000 17000 17000 17000 17000 30000

3.

31 33 34 35 37 30 30 41

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L'IVA E LE SPESE DI SPEDIZIONE

e


cura di Fabio Marzocca

Prosegue questo mese la descrizione del programma CALC1500 di Maurizio Sichera. la cui prima parte è apparsa sul numero scorso. Prenderemo in esame i programmi per la gestione della stampante CE-/50 e del registratore a cassette, necessari per rendere più flessibile l'uso del CALC1500.

I

CALC1500

Seconda parte di Maurizio Sichera (MI)

Il programma CALC1500/150 Uso

Per stampare il contenuto della tabella sulla stampante CE-ISO si usa il comando DEF/SPACE. La tabella viene stampata con caratteri di dimen'sione normale (CSIZE 2), ruotata in senso verticale (ROTATE l) e divisa in sezioni; alla sinistra di ogni sezione compaiono i titoli delle righe, mentre in testa ad ogni colonna compaiono in ogni sezione - i titoli delle colonne. Tutte le informazioni, sia numeri che testi, sono allineate contro il margine destro della rispettiva zona di stampa. Alla fine di ogni sezione sul video compare .il messaggio «Stampa OK?» a cui si risponde «S» (o semplicemente ENTER) o «N»: nel primo caso la stampa prosegue con la prossima sezione, nel secondo si ripete l'ultima sezione stampata. Questa prestazione risulta comoda quando, per un qualunque motivo, la stampa non riesce bene e si vuole evitare di ricominciare dall'inizio. Se poi la stampa è stata interrotta con il tasto BREAK, si può usare il comando DEF/C per riprendere dall'inizio della sezione in corso. Il comando DEF/N, infine, permette di sopprimere la stampa e limitarsi ad una visualizzazione dei dati, così come apparirebbero sulla stampante: risulta utile per controllare che i parametri di impaginazione siano appropriati e non provochino errori. Sia DEF/SPACE che DEF/N accettano un parametro con l'istruzione

MCmicrocomputer

n. 46 - novembre 1985

AREAD Z$; nel caso di DEF/N, se i primi quattro caratteri del parametro sono «W AlT», questi vengono eliminati da Z$ ed il programma aspetta un ENTER di conferma per ogni elemento visualizzato. Se il programma applicativo di utente non comprende alcun sottoprogramma di personalizzazione della stampa, l'aspetto del tabulato dipende esclusivamente dai parametri globali IS e FG$: i loro valori vengono normalmente assegnati nella fase di inizializzazione di CALCI500, ma niente vieta di modificarli con comandi manuali. FG$ (Formato Globale) è la stringa di formato (per una istruzione USING) che viene usata per difetto se non viene specificato un formato diverso a livello di colonna o di singolo elemento. IS (lmpaginazione Stampa) controlla invece la stampa dei titoli, con la seguente codifica: IS = O soppressione dei titoli di riga e di colonna; IS = l soppressione dei titoli di f1ga, stampa dei titoli di colonna; IS = 2 soppressione dei titoli di riga, stampa dei titoli di colonna con una linea bianca tra i titoli e gli elementi della tabella; IS = 4 stampa dei titoli di riga, soppressione dei titoli di colonna; IS = 5 stampa dei titoli di riga e di colonna; IS = 6 stampa dei titoli di riga e di colonna, con una linea bianca tra i titoli di colonna e gli elementi della tabella. Personalizzazioni Notevoli personalizzazioni possono essere ottenute codificando i sotto programmi di definizione degli attributi di stampa per le righe, le colonne ed i singoli elementi della tabella. Tutti questi sottoprogrammi sono costruiti secondo regole ben precise. Regole comuni: l) Tutti questi sottoprogrammi sono etichettati con una opportuna stringa di caratteri.

2) Tutti questi sottoprogrammi sono opzionali: CALCl500 usa ON ERROR GOTO per intercettare l'errore Il nella istruzione GOSUB «stringa» e provvede appropriate azioni per difetto se i sottoprogrammi non esistono.

3) Trovano in Z$ l'eventuale parametro del comando di attivazione del programma. 4) Possono usare come variabili di lavoro esclusivamente le variabili numeriche A-J. 5) Poiché l'ordine di chiamata diquesti sottoprogrammi non è facilmenInviate i vostri programmi Alcuni lettori ci chiedono, nelle loro lettere, come sottoporre i loro programmi a

Me.

Registrate i vostri lavori su cassetta o disco (se il programma è proprio molto corto può bastare il semplice listato; certo, la cassetta non guasta mai ...), corredateli dell'opportuna documentazione e spedite il tutto alla redazione, indicando magari sulla busta la rubrica interessata. Tutti i programmi che arrivano sono esaminati ed il migliori pubblicati. Purtroppo non possiamo restituire, per ragioni organizzati ve, il materiale che ci viene inviato, anche in caso di mancata pubblicazione. Ricordatevi che migliore è la documentazione, maggiore è la possibilità che il vostro lavoro venga pubblicato: spiegate quindi chiaramente il funzionamento del programma ed accludete tutto quello che pensate possa essere utile (elenco variabili e via dicendo). Soprattutto non dimenticate di indicare il computer sul quale il programma gira, né il vostro nome e indirizzo e, se possibile, il numero di telefono. Indicate anche, per la retribuzione se il programma sarà pubblicato, luogo e data di nascita, domicilio fiscale e codice fiscale (partita IVA, se la possedete). Il compenso per i programmi pubblicati varia normalmente fra le 40 e le 150.000 lire, a seconda della qualità del lavoro inviato; eventuali programmi di particolare complessità ed interesse potranno essere valutati al di fuori di questo standard, previ accordi con la redazione.

153


te prevedibile, essi devono basarsi esclusivamente sui valori dei loro argomenti e non devono memorizzare alcuna informazione da una chiamata all'altra. Attributi

delle righe

Per ogni riga IR, CALCI500 cerca in prima istanza un sottoprogramma "AR"+STRS(IR) ed in seconda istanza un sottoprogramma "AR*". Il sottoprogramma trova l'indice di riga in IR e deve restituire nella variabile OK un valore codifìcato come segue: OK=O per non stampare la riga; OK = I per stampare la riga (azione per difetto); O K = 3 per stampare la riga, preceduta da una linea di testo; O K = 5 per stampare la riga, seguita da una linea di testo; OK = 7 per stampare la riga, preceduta e seguita da una linea di testo. Attributi

delle colonne

Per ogni colonna IC, CALC 1500 cerca in prima istanza un sotto programma "AC" + STR$(IC) ed in seconda istanza un sottoprogramma "AC*". Il sottoprogramma trova l'indice di colonna in IC e deve restituire valori opportuni nelle seguenti variabili : OK = O per non stampare la colonna; O K > O per stampare la colonna; CC codice del colore da usare nella stampa della colonna (0-3); FC$ stringa di formato per i valori della colonna. Se il sottoprogramma non modifìca le variabili, si usano i valori per difetto OK= l, CC=O, FC$=FG$. CALC 1500 determina la larghezza della colonna (M) come segue: a) se FC$ = '''' si pone M = 16 e si passa al punto (c); b) si decodifica FC$ e si pone M uguale alla lunghezza di campo risultante; c) se il titolo di colonna deve essere stampato ed è più lungo di M caratteri, si pone M uguale alla lunghezza del titolo; d) se M<OKsi pone M=OK; e) se M> 40 si pone M = 40. Attributi

degli elementi

Per ogni elemento D (IR,IC) appartenente ad una riga ed una colonna incluse nella stampa, CALC 1500 cerca nell'ordine i sottoprogrammi • • • ,

"AE"+STR$(IR)+"."+STR$(IC) "AE"+STR$(IR)+".'" "AE'." +STR$(IC) "AE'.'"

Questi sottoprogrammi trovano gli indici di riga e di colonna in IRe IC e devono restituire valori opportuni nelle seguenti variabili:

154

OK > O per stampare il valore di D(IR,IC); = O per stampare la stringa 8$(0) (ma x 40 caratteri). CC codice del colore; FCS stringa di formato (signifìcativa se OK > O); 8$(0) testo da stampare (signifìcativa se OK = O). Se il sottoprogramma non modifìca le variabili, si usano i seguenti valori per difetto: OK=1 CC = colore di colonna FC$ = formato di colonna 8$(0) = '''' Se poi la riga della matrice deve essere preceduta e/o seguita da una linea di testo, CALC 1500 cerca i sottoprogrammi , "A-" + STR$(IR) + "" + STR$(IC) "A-"+STR$(IR)+".' " "A-'''+STR$(IC) "A-'.' "

per la riga precedente grammi

ed i sottopro-

"A+" +STR$(IR) + "." + STR$(IC) "A+" + STR$(IR) +"'" "A+ '."+STR$(IC) "A+' .'''

per la linea seguente. In questi sottoprogrammi le uniche variabili signifìcative sono CC e 8$(0). Se la stringa di formato richiede una larghezza di campo maggiore della larghezza della colonna, o se un valore numerico supera il numero di posizioni ammesse dal formato, compare un messaggio sul video ed il campo del tabulato resta bianco. Nel caso invece che si stampi la stringa 8$(0), non viene fatto alcun controllo del genere: se la stringa è troppo lunga, la stampa invade le colonne precedenti. Queste scelte sono evidentemente abbastanza arbitrarie, ma sono quelle che presumibilmente risultano più comode per l'utilizzatore. Commenti

al programma

Tutte le informazioni che caratterizzano una sezione di stampa sono conservate nei vettori Re @$; poiché una riga della matrice può produrre fino a tre linee di stampa, questi vettori devono avere 13 elementi (2 in più del numero di linee stampabili in una sezione). 14010-14050 Inizializzazione. Gli ultimi due elementi dei vettori R e @$indicano «linea inutilizzata». 14060-14080 Inizio di una nuova sezione di stampa: gli ultimi due elementi dei vettori R e @$ vengono copiati all'inizio ed il vettore viene riinizializzato. 14090-14160 Chiamata del sottoprogramma di definizione degli attributi di riga e formazione della sezione di stampa. Per quanto riguarda l'istruzio-

ne GOTO alla linea 14115 ed in altri posti analoghi, si veda la nota pi ù avanti. 14170-14200 Inizio della stampa di una sezione. Calcolo della larghezza della colonna dei titoli. Test di fine programma.

14000 REM CALC1500/150-U1A 14001 REM S'ampa da'; su CE-150 eh era

--

-- ". S;

23/ VB5 Il

14002 REM 14010 "N";QREAO Zs;ON ERROR GOTO 0;P=0; GOTa 14030 14020 .. ";QREAO Zs;'JN ERRaR GOTa 0;P=1 14030 CLS;BEEP 'JN;IF P~0 GOTa 14035 14032 fEXT;CSIZE 2;LF 2;GRAPH;ROTATE J 14033 FaR Z=J TO 4; [aL OR 2 ANO 3;LINE(0, ll-(214, 2)-(0, 2);,,<EXT 2 14035 Q=LEFTS(2s, 4)="WAlT"; lF Q LET 2s= "10s(2s, 5, 12) 14040 R(J])=-I; 1IS(12)="";R(12)=-I;iiS(JJ) 14050 T=JS ANO 3;T=T-(T=3);~=OG J4060 R(T)=R(JI);ijs(T->J)=ijS(12);R(T->J)=R (12) ;IIS(T->2) = is (13) 14070 FaR R=T->2 fa 12,R(R)=-I,ij$(R->1)="" ;"<EXT R'R=T' IF X)NR GOTa 14170 14080 lF R(R»=0 LET R=R->l;GOTO 14080 14050 lR=X' 'JK=l 14100 ON ERRaR GOTa 14110;GOSUB "AR"< SrR$ lR;GOTO 14120 14110 ON ERRaR GOTa 141 J5; GOSUB "ARf" 14115 GOTa 14120 14J20 ON ERRaR GOTa 0' lF OK<=0 GOTa 1416

o 14130 14140 ~4150 141611

lF OK ANO 2 LET R(R)=X->0.45;R=R->J R(R)=X;ijS(R->l)=R$(lR);R=R<l lF OK ANO 4 LET R(R)=X->0.43;R=R->J X=X->l; lF X<=NR A!'lOR<=lll GOTa 1405

o 14170

"C"; lF p COLaR Il;LJNE<0, 0)-<214, 0) ;GLCURSOR(0,-26);SORGN 14175 WAlT 0; IF Q WAlT 141B0 M=Il;"l=0;cOR R=T TO 111;IF R(R)<1l GOTa J42110 14150 N=l;L(=LEN(is(R->l»; IF M<K LET M=K 14200 NExr R; IF N=0 Goro 14700 14210 lF(lS ANO 4)=0 GOTa 14250 14215 lF P GLCURSOR(0, -12fM);SORGN 14220 FaR R=T fa 10;L=LEN<i$(R<1»; lF L= o GOro 14240 14225 CLS;CURSOR 26-L;PR1Nr is(R->l) 14230 lF P GLCURSOR(200-20~R, 12H); LPRlNr i$(R->l) 14240 NEXT R 14250 FaR lC=OG ro NC;CC=0;OK=1;CCS=FG$; Y$=S TR$ (J C) 14260 ON ERRaR Goro 14270;GOSUB "AC"<Y$; GOTa 142811 14270 ON ERRaR Goro J4275;GOSUB "AC~" 142J5 Goro 14280 142811 ON ERRaR Goro 0; IF OK<=0 60ro 1455

o 14250 L=LEN(CS(JC», IF FC$="" LET "=16; GO ro 14320 14300 US1!'l6FCS;"=PEEK(&7856)->pEEK(&7858 )->4f(PEEK(&7855l)127) 14310 lF "<L ANO r)0 LET M=L 143211 M=M->(OK-M)~(OK)M); lF M)40 LEr M=40 14325 lF P GLCURSOR<0, -12fM);SORGN 143311 lF T=0 OR L=0 Goro 143511 14335 CLS;CURSOR 26-L;PR1NT C$(lC) 14340 lF P COLaR CC;GLCURSOR(200, 12fL); LPRlNr C$( lC) 14350 U=CC;U$=FC$;COR R=r TO 10; IF R(R)< o 60ro 14540 14360 lR=INr<R(R»;~$=srR$(lR);U=100f(R( R)-lR) 14370 B$(Il)="";CC$=us;CC=U;'JK=1 14380 W.t="Af'·;IF W)0 LET w.t=·'A"->CHR$(W) 14350 ON ERRaR GOTa 1441111; GOstJB W$<X$->". "->Y$;Goro 14430 144110 ON ERRaR Goro 14410; GOSUB W$->XH". >";Goro 14430 J44J0 ON ERRaR 60TO 14420; GOSUB WS->"~."-> Y';;GOTO

1443B

Listato del programma CALC /500 (seconda parte).

MCmicrocomputer

n. 46 - novembre 1985


-----------

14210-14240 Stampa dei titoli di rI-

ga. 14250 Inizio del loop su tutte le colonne. 14260-14325 Chiamata del sotto programma di definizione degli attributi di colonna. Elaborazione degli at-

14428 14425 14438 14435

1443) 14448 14458 14468 144)8 14488 14438 14588 145J8 14528 14538 14548 14558 14555 14568 145)8 145BB 1453B 14)88 14)18 14388 14318

J432B

ON ERROR GOTO 14425:GOSUB LJS."~.'" GOTO 14438 ON ERROR GOTO 8:[lS:WAIT 8 CURSOR 2-lEN(XS):PR1NT XSj[HRS(W): [URSOR 5-LEN(YS):PR1NT YS: IF C WAJT 1F OK(=8 OR W)8 GOTO 14518 1F cCs= ..·· lfT BS(8)=STRS(D(JR, JC)) : GOTO 14518

CAlCJ588/SCA-U1B Scrittura Cassette -8/5/85

J68B8

M.

Sichl!!

16J48 J6JB8

1)868 J)8)8 J)888 170~0 1)188

1)])8 1)188

la

l~TO

NR:~OR

1)1~8 1)2e8

lC=O

1)218 1)228 1)238

OK=OK·l:ilWK)=D(JR, lC): IF OK=26 GOSUB 16518 NEXT lC:NEXT 1R: IF 0'<)8 GOSUB 165J

1)248

REM CALC1588'lCA-U1A REM Lettura Cossetto -M. Sichera -- 23/4/85 REM "l":[lS:8EEP ON:ON ERROR GOTO 8 M$;"D": INPUT "Modo? (O/S/·/-/f) MS:NS=lEFTSIMs,ll 17080 ]F NS="T" LET R(~)=8:GOTO 17888 1F Ns="D" lET R(~)=J:GOTO ]7888 ]F NS="S" lET R(~)=2:GOTO 1)8B8 1F NS="." lET RI~)=3:GOTO 1F NS="-" lET RI~)=4:GOTO BEEP 5:GOrO 1)828

1)258 1)268 1)2)8 1)288 1)2~8

NPS=lEFTsINPS, 18) ~AIT;BEEP 2:PRJNT ·'OK per le,gere? ":WAlT 8:8[EP OFF PR1MT "Lettura "jt.lP.$: ~NPUT ItNPSjQ 8, C: [lS R(8)=A:R(])=B:R(2)=C:OK=26: [C=8: IF RI~)=8 GOTO 1)388 FOR R(3)=R(8)TO R(l):~OR R(4)=R(8) I

R(2):

lF OK(26

60TO

[C=CC.l;~C$=NP$."/N.

17168

'·STRS(CC):

PRJNT "Lettura ";I=[S lNPUT MFCs;i(~):[lS:OK=0 OK;OK·l: IR=R(3): IC=R(4): IF R(~)02 GOrO 17238 Rs=STRS(lR):(s=STRS(lC) ON ERROR GOTO 1)]~8:GOSUB "lE"·RS· ·...•Cs:GOTO 1)238 ON ERROR GOTO 1)288:GOSU8 "lE".RS. ".~": GOTO 17238 ON ERROR GOTO ])218:GOSUB "lE~."·C S:GOro 1)238 ON ERROR GOTO 1)228: GOSUB "lO .• ,. GOro J)238 ON ERROR Goro 8: lF 1R(OG OR JR)NR OR 1C(OG OR lC)NC 60TO 1)2B8 ON R(~)GOTO 1)2)8,172)8,17258, J)26

O(lR, lC)=D(]R, lC).il(OK): GOTO j)2B8 O(lR, lC)=D(]R, lC)-il(OK):GOro 1)2B8 O(lR. JC)=i(OK) NEXT R(4):NEXT R(3) lF R(~)=2 OR MJDS(MS, 2, J )0" f" GOTO 17348 1)23501(=26:CC=0 1)388 FOR 1R=R(0JTO R(]): lF OK=26 GOSUB 1)518 1)318 OK=OK.l:Rs(lR)=is(OK):NEXT lR 1)328 FOR 1C=R(8)TO R(2): IC OK=26 GOSUB ])S18 1)338 OK=OK.l:[$(lC)=iS(OK):~Exr JC 1)348 BEEP ON: 8EEP 2:WAlT °R1NT "Arros'o co.s s et t o" 1)358 POK[ &)BB4, e, 8:[NO .1)588 REM 1)518 CC=CC.l:cCS=NPS."/T. "STRS(CC): PR1NT "Lettura ";I=[S 1)528 1NPUT ~FCS;iS('):[lS:OK=8:RErURN ~un9hezzQ ; 132B byt!s

GOSUB 16538 NEXT lC: IF OK)8 60SUB J6538 R(2)=CC:8EEP ON:WA1T:8EEP 2:PR1NT "Arresto cassetta" 1621 a )($= '0S l': I NPU T l' ti e r i ( i c a? (S/N) "j~.s :XS=lEFTs(Xs, 1) 16228 1F .~S="N" OR xs= .. ",· GOrO 16318 1623B lF XS()"S" qND XS() ..•..BEEP 5:GOTO 162J8 16249 BfE? 2;PRJNT "OK per lessere?"; WA1T 8:8EEP OFF J6258 PRlNT "U.riT;ca "jNps:INPUT ~NPs;'l B, (; (LS J6268 FOR CC=J TO R(J):FCS=NPS·"/N."· S TRs (CC) 16278 PRJNT "UeriricQ '·;cC.s:1NPUr tiFC.$jil (*J: [lS: NEXT CC 16138 162B8

J

n. 46 - novembre

1)8B8

lNPUT "No~e (mQ~ 10 car.) "~~P$

e

R(1)=CC;OK=8:[C=8:~OR 1R=OG TO NR OK=OK.J:ilS(OK)=RS(lR): IF OK=26 GOSUB 16538 NEXT lR:~OR JC=OG TO NC OK=OK.J:ilS(OK)=CS(JC): IF OK=26

MCmicrocomputer

1)825 1)838 ])848 J7858

17158 17J68

8 168~8 16138

1)882 1)81e 1)820

et t a"

ENO REM CC=CC. l: ~cs=NPs." /N.·.STRS( CC): PRIMT "ScriltUr"'Q "jl=[S PRJ~T ~FCs;i(~):[lS:OK=8:RETURN CC=CC.1:cCS=NPS.",T."·STRS(CC): PR1NT '·Scrittur"a "jFCS PR1NT ~FCs;is(.):[lS:OK=8:RE~URN Lu~,hezza = lBJ5 bytes

TO --

G TO NC 168)B

17800 t.7091

})140

REM "5": [lS: BHP ON: ON ERROR GOro 8 JNPUT "Narne (max car.) ";~P$ NPS=lEFTs(NPS, J8) WA1T:8EEP 2:PR1NT "OK p.r r";"ro r.?":WAJT 8: 8EEP OFF PR1NT "Scrittura ";NP$;PR1NT NNP$; OG. NR. NC: [lS OK=8:[C=8:FOR

16540

1)]38

16882 168J8 16828 16838 16848

"'0

16528 J6538

])J28

8 WA1T 8: GOTO 14588 Luns~e~~Q : 2345 bytes R[["1

J6318 J6588 J6518

1)118 8:PR1NT US1NG;" IF C 60TO J459

5:WA1T:[URSOR troppo! arso";

FOR CC=l TO R(2):CCS=NPS."/f. '. STRS(CC) PR1NT "Ue,..; fica "jl=cs.INPUT MFCSjil S('):[lS:NEXT CC BEEP ON:WAJT: 8EEP 2:PRINT "qrros'a CQSS

3;GOTO 14568 TEXT:lF 5 &)8B4,8,8:END

REM

16868

J6388

]F L>8 LET vs=R1GHTS(BS(8), 16): [URSOR 26-lEN(vS):PR1NT US 1F P qND l)8 COlOR CC:GlCURSOR(288 -28~R, i2'l):lPR1NT BS(8) NEXT R ClS:NEXT ]C: IF P=8 GOro J4868 GlCURSOR(8,-22):50RGN Xs="S": INPUT "Stampo OK? (S/N) "; ~ S:XS=lEFTS(XS, Il CLS: IF Xs="N" OR Xs="n" GOTO 141)8 lF .~S="S" OR XS= ..•..GOTO J4868

16888 J69B1

16858

J6288 16298

USJNG FCs l=PEEK(&)8~6)·PEEK(&)8~8)·4'(PEEK( lJB~5))12)) lF l)M GOTO 14~18 ON ERROR GOTO 14318:[URSOR 26-l. PR1NT D(lR, lC) lF P COlOR CC: GlCURSOR(288-28'R, 12 .LJ: lPRlNT D(]R, IC) ON ERROR GOTO 8: GOTO 14548 US1NG:l=lEN(Bs(8): IF L>M AND OK)8 AND W=8 GOTO 14318

BEEP JF P POKE REM BEEP Campo

tributi e definizione della larghezza della colonna. 14330-14340 Stampa del titolo di colonna. 14350-14360 Inizio del loop su tutte le linee della sezione. Identificazione del tipo di linea.

1985

..... software 14370-14437 Chiamata del sotto programma di definizione attributi dell'elemento e discriminazione dei possibili casi. 14440 Stampa di un valore numerico in formato libero. 14450-14500 Stampa di un valore numerico in formato fisso. 14510-14530 Stampa di un testo. 14540 Fine del loop sulle linee della sezIone. 14550-14590 Fine del loop sulle colonne e conclusione di una sezione. 14700-14710 Fine del programma. 14900-14910 Trattamento dell'errore di lunghezza campo. Nota Una prestazione non documentata del BASIC PC-1500 è quella di passare da un programma ad un altro mediante le istruzioni GOTO «etichetta» e GOSUB «etichetta». Sfortunatamente, se si usa GOSUB «etichetta», l'istruzione RETURN non ripristina correttamente il contesto nel tornare al programma originario. Il problema può essere aggirato (non risolto!) sia nel sottoprogramma chiamato, mediante un complicato giro di PEEK e POKE, sia nel programma chiamante, inserendo un GOTO in avanti subito dopo un GOSUB «etichetta» che richiama un altro programma. Nel caso di CALC 1500 è stata scelta la seconda soluzione, in modo da semplificare la vita al programmatore applicativo.

Il programma

CALC1500/SCA Uso Questo programma registra su cassetta i dati della tabella ed i titoli di riga e di colonna. Il formato di registrazione è stato studiato in modo da semplificare I~ scambio dei dati con altri programmI. Una volta attivato il programma con il comando DEF/S, l'utente deve introdurre il nome della tabella (max IO caratteri). Terminata la registrazione, il programma chiede se si vuole la verifica: la risposta può essere «S» (o semplicemente ENTER) o «N». In caso affermativo il nastro viene riletto per assicurarsi che sia registrato correttamente. Durante l'esecuzione del programma compaiono sul video alcuni messaggi, a cui si risponde predisponendo

155


software---------il registratore come richiesto e battendo il tasto ENTER: OK per registrare? • Arresto cassetta • OK per leggere?

Altri messaggi sono puramente informativi e visualizzano l'etichetta del blocco di dati che viene scritto o rilet-

16510-16520 Sottoprogramma di reg.is~razione di un blocco di dati numencl. 16530-16540 Sottoprogramma di registrazione di un blocco di dati alfanumerici. Si noti che questo programma usa e distrugge il contenuto delle variabili A-Z e A$-Z$.

Il programma

CALC1500/LCA

to.

Uso Formato

dei dati

Detto «xxxxxxxxxx» il titolo della tabella, si ha un primo blocco di dati, etichettato «xxxxxxxxxX», che contiene i valori di OG, NR e NC (3 variabili numeriche). Seguono i dati della matrice, registrati per righe e divisi in blocchi di 26 elementi: ogni blocco è etichettato con una numerazione progressiva «xxxxxxxxxx/N .n» e contiene un vettore numerico di 26 elementi; gli elementi inutilizzati dell'ultimo blocco contengono valori casuali. Vengono registrati infine i titoli di riga e di colonna, anche questi divisi in blocco di 26 elementi: ogni blocco è etichettato con una numerazione progressiva «xxxxxxxxxx/T.n» e contiene un vettore alfanumerico di 26 elementi di lunghezza 16; gli elementi inutilizzati alla fine dell'ultimo blocco contengono valori casuali. La scelta di usare blocchi di 26 elementi permette di usare come buffer due vettori XX(25) e XX$(25) oppure i vettori predefiniti @ e @$. Commenti

al programma

Una volta chiariti i dettagli del formato di registrazione, il programma risulta piuttosto semplice. 160 I0-16030 Inizializzazione. Acquisizione del nome della tabella. 16040-16050 Registrazione del pnmo blocco. 16060-16080 Registrazione dei dati numerici. La variabile OK viene usata come contatore di elementi nel buffer di I/O, mentre la variabile CC viene usata come contatore di blocchi. 16090-16200 Registrazione dei titoli, con lo stesso metodo. Il numero di blocchi registrati nella sezione numerica ed in quella alfanumerica vengono salvati in R( I) e R(2). 16210-16230 Domanda «Verifica?» ed analisi della risposta. 16240-16300 Rilettura dei dati.

156

Questo programma rilegge da cassetta i dati registrati dal programma CALCI500/SCA (o da un programma che usi lo stesso formato) e ricostruisce i dati ~/~ i titoli. Sono possibili diverse 0PZlOnl: a) lettura dei dati (modo «D»); b) lettura dei dati con somma del valore letto a quello preesistente (modo «+ »); c) lettura dei dati con sottrazione del valore letto da quello preesistente (modo «-»); d) lettura selettiva, con controllo affidato ad un sottoprogramma scritto dall'utente (modo «S»); e) lettura dei titoli di riga e di colonna (modo «T»); f) lettura dei dati in una qualunque delle modalità descritte ai punti (a), (b) e (c), nonché dei titoli di riga e di colonna (modi «DT», « + T» e «- T»).

Una volta attivato il programma con il comando DEF/L, l'utente deve introdurre il modo di operazione desiderato, codificato con uno o due caratteri, ed il nome della tabella (max lO caratteri). Durante l'esecuzione del programma compaiono sul video alcuni messaggi a cui si risponde predisponendo il registratore come richiesto e battendo il tasto ENTER: • OK per leggere? • Arresto la cassetta

Altri messaggi sono puramente informativi e visualizzano l'etichetta del blocco che viene letto. Nel caso che vengano letti solo i dati, non occorre che i parametri OG, NR e NC della tabella che viene letta siano gli stessi della tabella attualmente in memoria; per ogni elemento D(IR,IC) letto dalla cassetta, il programma controlla che sia OG < = IR< =NR e OG< =IC< =NC ed elabora l'elemento solo se queste condizioni sono tutte verificate. Nel caso di lettura dei titoli, questi controlli non vengono effettuati, per cui la tabella che viene letta deve avere le stesse dimensioni di quella attualmente in memoria.

Sottoprogrammi

di lettura

selettiva

Nel caso di lettura selettiva, per ogni elemento D(IR,IC) che viene letto da cassetta, il programma cerca nell'ordine i sottoprogrammi "LE" + STR$(IR) + " ... + STR$(IC) "LE" + STR$(IR) +".'" "LE·."+STR$(IC) '" "LE· .•.·

. •

Questi sottoprogrammi, se esistono, possono modificare i valori di IR e/o IC, in modo da scambiare opportunamente le righe o le colonne della tabella; possono anche attribuire a IR e/o IC un valore fuori dai limiti ( - I è un valore comodo) in modo da scartare l'elemento. In mancanza del sottoprogramma, IR ed IC non vengono modificati. Si noti che la validità degli indici viene controllata dopo l'esecuzione dell'eventuale sottoprogramma di lettura selettiva. Questi sottoprogrammi possono modificare solo IR e IC e non devono toccare nessun'altra variabile usata da CALCI500. Commenti

al programma

170IO Inizializzazione. 17020-17070 Acquisizione e convalida del modo di operazione. 17080-17090 Acquisizione del nome della tabella. 17100-17120 Lettura del primo blocco. I parametri di dimensionamento vengono salvati in R(O), R( I) e R(2). 17130 Inizio del loop di lettura dei dati. La variabile O K viene usata come contatore di elementi nel buffer di I/O, mentre la variabile CC viene usata come contatore di blocchi. Come indici di riga e di colonna vengono usati R(3) e R(4). Programma di foglio elettronico per il PC-1500 17140-17150 Lettura di un blocco di dati. 17160 Caricamento di IR e le. 17170-17220 Chiamata del sottoprogramma utente (si veda anche la nota alla fine del paragrafo 4.6). 17230 Controllo degli indici 17240-17270 Memorizzazione del valore letto. 17280-17295 Fine delloop di lettura dei dati e test se devono essere letti anche i titoli. 17300-17310 Lettura dei titoli di riga. 17320-17330 Lettura dei titoli di colonna. 17340-17350 Fine del programma. 17510-17520 Sottoprogramma per la lettura di un blocco di titoli da cassetta.

MCmicrocomputer

MIC

n. 46" novembre 1985


Notiziario QL COMUNICATO PER Tunl I POSSESSORI DI QL E PER QUANTI HANNO INTENZIONE A DIVENTARLO IN OTTOBRE È USCITO IL"PRIMO NUMERO DI QLUB - NOTIZIARIO QL, RISERVATO IN ESCLUSIVA A TUTII I POSSESSORI DEL QL CON GARANZIA ITALIANA. SE STAI PER COMPRARE UN QL CONTROLlA CHE SIA DOTATO DELlA GARANZIA ITALIANA: È L'UNICO MEZZO PER RICEVERE lA RIVISTA QLUB - NOTIZIARIO DEL QL.

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sinclair


cura di Pier/ui{(i Panunzi

una «\'irgola» di separazione. Infine la Jp 2066H non è altro che una furba abbreviazione di CALL 2066H RET

.Out e Wait Proseguiamo la nostra analisi dell'MBASIC, in linea con ciò che ci siamo proposti la scorsa puntata e cioè, in definitiva, conoscere i segreti di tale interprete analizzando un po' alla volta la sua struttura interna, Ricordiamo ancora, e ci teniamo a far/o, che le notizie riportate sono assolutamente inedite, nel senso che le informazioni non provengono da alcun testo, ma dallo studio compiuto con l'ausilio di programmi tipo DDT o ZSID. In tale ottica, lo ripeteremo fino alla noia, non è improbabile la presenza di imprecisioni nelle nostre analisi: altrettanto monotonamente auspichiamo un aiuto da parte dei lettori nel segnalare inesattezze, ovviamente sujJragate da opportune controdeduzioni, nonché nuove idee e spunti da presentare nell'ambito della rubrica. Infine consigliamo i lettori di tenere sottomano la rivista n. 38 nella quale, a pagina 164, troviamo la <<jumptable» relativa alla release 5.21 dell'M BASIC.COM.

L'istruzione

OUT

Dopo aver visto la POKE, eccoci dunque ad un'altra istruzione speciale dell'MBASIC, forse non molto usata se non in particolarissimi casi in cui da programma bisogna controllare un'apparecchiatura connessa ad una porta di I/O: tale porta avrà un certo indirizzo compreso tra e e 255, che in genere viene riportato dai manuali d'uso del proprio personal. La sintassi dell'istruzione OUT è la seguente: OUT < porta>, < valore> dove tanto < porta> quanto < valore> devono essere due numeri interi compresi tra e e 255: < porta> è appunto l'indirizzo della porta di I/O mentre < valore> è appunto il valore che si vuole inviare a tale porta, Andiamo dunque ad analizzare la routine relativa ad OUT, che in base alla già citata «jump table» è posta a partire dall'indirizzo I FEEH,

158

In questo caso, come per la prossima funzione, riporteremo a fianco delle istruzioni mnemoniche sia l'indirizzo che il contenuto delle celle di memoria, entrambi espressi in esadecimale. 1FEE 1FF1 1FF3

CO 53 00 0300

C9

CALL 2053H OUT (001.A RET

Andiamo perciò ad esplorare la routine 2e53H. 2053 2056 2059 205C 205F 2060

CO 66 20 320820 32 F2 1F CO C7 43 2C C3 66 20

CALL 2066H LO (2008), A LO (1FF2l,A CALL 43C7H OEF8 ',' Jp 2066H

In particolare troviamo all'indirizzo 2e53H la chiamata alla 2e66H, che già sappiamo che calcola un'espressione e ne ricava un valore intero compreso tra e e 255, posto alla fine dell'accumulatore. All'uscita di tale routine il valore cosÌ ottenuto viene posto nelle locazioni 2eeBH, che incontreremo più avanti, e I FF2H: analizzando in quale contesto si trova tale indirizzo, scopriamo che è il secondo byte di un'istruzione di «OUT». In tal modo il valore che imposteremo come porta verrà forzato all'indirizzo I FF2H: ad esempio scrivendo in Basic OUT 25,0

otterremo, come prima cosa, la trasformazione di 25 in esadecimale (grazie alla 2e66H) e cioè in 19H, valore che verrà poi posto nella locazione di cui sopra per ottenere un'istruzione Assembler 0319

OUT (19H),A

Ma che cosa inviamo a tale porta? Proseguiamo l'analisi per scoprirlo. All'indirizzo 2e5CH troviamo la chiamata a 43C7H seguita da un byte che rappresenta la «virgola» in codice ASCII: già conosciamo tale subroutine, la quale verifica che nel testo Basic, subito dopo < porta>, si trovi

in quanto saltando direttamente alla 2e66H, la nostra subroutine 2e53H terminerà laddove termina, con una RET, la routine 2e66H ... Anche in questo caso sappiamo che tale subroutine analizza il testo, calcola un'espressione intera da porre in un byte, che nel caso nostro è l'accumulatore. Ritornando (proprio a causa di una RET!) al programma chiamante, troviamo appunto quella «OUT (xx),A», dove «xx» è stato appena riempito dalla LD (I FF2H),A e dove ora l'accumulatore contiene proprio il valore da inviare alla porta in questione. Il solito RET termina perciò la routine di questa istruzione: non crediamo ci sia altro da aggiungere anche perchè in fondo si trattava di un'istruzione molto semplice.

L'istruzione W AlT Anche questa è un'istruzione raramente usata dal programmatore «medio» e decisamente «pericolosa» se usata maldestramente, al pari della POKE, in quanto può provocare nella maggior parte dei casi un «crash apparente» del sistema. Ricordiamo perciò la sintassi della WA IT, per poi vedere la sua semantica: WAIT < porta>,

< valore> [, < maschera> ]

In particolare la WA IT serve a monitorare lo stato di una < porta> , bloccando l'esecuzione del programma Basic fino a che il valore letto dalla porta, dapprima XOR-ato con < maschera> e poi posto in A D con < valore>, dia un risultato diverso da e. Nel caso in cui la < maschera> non compaia, allora per essa sarà considerato un valore nullo, che lascia inalterato l'altro operando nel corso del calcolo di un Or-Esclusivo. Supponiamo perciò di voler sincronizzare il nostro programma Basic con un evento esterno, in particolare la transizione ad «I» di uno degli 8 bit (ad esempio il meno significativo, l'LSB) relativi alla porta di I/O di indirizzo 413(28H). Scrivendo perciò nel nostro programma WAIT 40,1

andiamo a leggere la porta 413:supponiamo ora che la linea in esame sia ancora a «e». In questo caso dalla porta leggeremo un valore nullo, che in Or-esclusivo con e (la < masche-

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--------I:!software ra> mancante) fornisce ancora un valore 13,che a sua volta in ANO con l (il <valore> impostato) dà un valore finale nullo. Ciò comporta che l'istruzione non ~ie~e abbandonata, ma viene ripetuto Il cIclo di operazioni a partire dalla lettura della porta: ciò si ripeterà all'infinito se il bit meno significativo della porta non cambierà mai di stato. Ecco che perciò, impostando un valore di < porta> non opportuno, si entrerà fatalmente in un loop infinito, dal quale si esce solo con il reset manuale del computer: ricordiamo a tal proposito che un Control-C non serve assolutamente a nulla in questo frangente in quanto, come vedremo di seguito, all'interno del loop non viene abilitata la lettura della tastiera, così come nessun'altra operazione di «ripensamento». el caso invece che nella nostra porta 413il bit 13passi alla condizione «I », allora come valore di input dalla porta avremo I, che rimarrà tale sia dopo lo XOR con 13(la < maschera> mancante), sia dopo l'ANO con I (il < valore> impostato nell'istruzione): in tal modo si sarà ottenuto un valore non nullo con il che la routine Assembler relativa alla WAIT viene abbandonata, con l'esecuzione di una RET. Ma andiamo a verificare tutto ciò analizzando la routine a partire dal suo entry point e cioè I FF4H, guarda caso subito dopo la RET del comando OUT. lFF4 lFF7 lFF8 lFFA lFFB lFFE 2001 2004 2005 2008 2009 20QlA 200C 200D 200E 2011

CD 53 20 F5 lE 00

2B CD 0513 CA 08 20 CD C7 43

2C CD 66 20

Fl 57 DB 00

AB A2 CA 0A 20

C9

CALL 2053H PUS H AF LD E,0 DEC HL CALL 1305 Jp Z,2008H CALL 43C7H DEFB ',' CALL 2066H POP AF LD D,A IN A,(D0H) XOR E AND D Jp Z,200AH RET

Seguendola passo passo ritroveremo q.ua~to già descritto in precedenza. ComInciamo dalla prima chiamata alla sU,b~outine 213.53 H: già sappiamo qual e Il ~uo funzIonamento ed in partIcolare ntroviamo che il valore calcolato e posto nell'accumulatore viene depositato anche nella lo~azione 21313BH.In questo caso, analogamente all'istruzione OUT, si tratta ancora una volta del secondo byte di un'istruzione Assembler, che in questo caso è una I N che consente appunto di legge-

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re dalla porta indicata nella linea di comando della WAIT. Ritroviamo inoltre che la 21353H regge e calcola un altro byte che pone in accumulatore: all'indirizzo I FF7H troviamo un PUSH AF che ci consen~e di salvare il valore ottenuto (proprio Il < valore> del comando Basic), il quale ci servirà in seguito per effettuare l'ANO. Quindi si inizializza a 13il registro E, rappresentante la < maschera> e poi si incontra il decremento della coppia H L con la successiva chiamata a 13135H: questo serve per arretrare il puntatore interno alla linea analizzata, per andare a vedere se c'è una virgola. .Sappiamo infatti che la < maschera> può anche mancare: in tal caso il successivo salto condizionato verrà appunto effettuato per andare ad eseguire il resto della subroutine. Nel caso in cui decidiamo di porre la < maschera> allora troveremo «qualcosa» nel testo, perciò il salto non verrà effettuato ed infine verrà eseguita la solita 43C7H che verifica appunto la presenza di una virgola. Successivamente la 21366H calcolerà il valore posto subito dopo la virgola ponendolo in accumulatore: da ciò che vedremo dopo, si intuisce che tale valore ottenuto è a monte posto anche nel registro E. Infatti ci si può rendere conto di ciò andando un po' più avanti nella routine, dove troviamo una XOR E, dove perciò in E ci deve essere la < maschera> . Siamo dunque arrivati all'indirizzo 213138H,al quale potevamo essere giunti nel caso di mancanza della < maschera>: il POP AF ripristina il valore del comando WAIT, che viene posto subito nel registro O. Eccoci ora al ciclo fatidico: con la «I N}) leggiamo la < porta> , con XOR E effettuiamo l'OR-esclusivo del valore letto con la < maschera> e con ANO O andiamo a calcolare il successivo ANO con il <valore> impostato nel comando. Chiude e controlla il ciclo una Jp Z,21313A,che impone imperterrita il ritorno indietro in caso di risultato nullo: ecco dunque il ciclo dal quale non si può più uscire, se dalla porta non abbiamo un valore opportuno, oppure se non premiamo il pulsante di reset del nostro personal computer.

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Le funzioni del BDOS Nell'analisi delle funzioni del BDOS, che continueremo in questa e nelle prossime puntate, abbiamo finora incontrato parecchie caratteristiche comuni ad altri Sistemi Operativi, ma che nel CP/M, a nostro avviso, trovano una semplicità di applicazione veramente notevole. Ricordiamo infatti che per attivare una certa funzione del BDOS dobbiamo innanzitutto porre il suo numero d'ordine nel registro C. poi dobbiamo passare gli eventuali parametri nel registro specificato (in genere il registro E, la coppia DE o H L nonché l'accumulatore) ed infine dobbiamo effettuare la chiamata alla subroutine posta all'indirizzo /J/J/J5 (con una CALL /J/J/J5), subroutine che in realtà è un semplice salto (JP) all'«entry point» del BDOS stesso. A seconda della funzione chiamata e dipendentemente da eventi che accadono durante l'esecuzione della routine stessa (lettura da disco, input da console, ecc), si avranno uno o più valori di ritorno posti in ben determinati registri: a seconda dei valori ottenuti si potranno prendere le opportune decisioni. Ad esempio dopo aver effettuato un 'operazione che coinvolge l'unità a dischi si avrà in genere nell'accumulatore un valore indicante l'esito dell'operazione stessa. Proseguiamo dunque l'analisi del BDOS dalla funzione 22.

Funzione 22: Create File Ecco un'altra funzione tipica della gestione dei fìle su disco e presente anche nei linguaggi ad alto livello ed in altri Sistemi Operativi. In questo caso il valore da porre nel registro C è ovviamente 22, mentre la coppia DE deve puntare all'FCB (File Control Block) del file in questione, secondo quella che è la prassi comune per le funzioni relative ai file. Non ripeteremo in questa sede le caratteristiche dell'FCB, in quanto già l'abbiamo fatto in più riprese nelle scorse puntante. Come è più che ovvio, la funzione in esame serve per creare un file (che perciò deve essere nuovo e cioè non già esistente): ci si deve infatti assicurare che il file già non esista o cercando di aprire un file avente tale nome (e 160

perciò aspettandosi una risposta negativa = file non esistente) oppure andando a cancellare l'eventuale file in questione senza pensarci troppo su. Supponendo perciò che non esista già il file nel disco, la funzione 22 crea il file e la sua directory entry ed inoltre effettua l'operazione di «apertura» del file in questione, sul quale ci si potrà scrivere subito. Come risultato della chiamata, la funzione «Create File» fornisce un valore nell'accumulator.e: un «directory code» (0,1,2 o 3) indica che la funzione è stata completata con successo, mentre un valore pari ad FFH indica che non vi è spazio sufficiente nel disco oppure nella directory e non che il file già esisteva. Terminiamo perciò l'analisi di questa funzione dicendo che non si possono usare nomi «ambigui» nell'FCB (e cioè non si può usare il carattere «?») e raccomandando l'uso della «Search File» congiuntamente alla «Erase File» nel caso in cui non si è certi che il file «non esista già»

funzionato a dovere, FFH se non è stato trovato il file «vecchio». Questo fatto è ancora una volta importante: la funzione in esame testa soltanto se il file «vecchio» esiste, mentre non si assicura assolutamente che eventualmente il «nuovo file» possa già esistere. Ciò può comportare gravi mal funzionamenti se non si prendono le dovute precauzioni: in particolare si dovrà innanzi tutto tentare l'apertura del nuovo file e solo in caso negativo effettuare la funzione di «rename». In caso positivo invece il CP/M (orrore!!) creerebbe due file aventi lo stesso nome e tipo con le conseguenze del caso ... Ecco che involontariamente abbiamo scovato un altro punto debole di questo sistema Operativo: programmatori sadici potranno infierire creando così decine di file identici dai quali però non si caverà il classico ragno dal buco ... Altra pecca della funzione è che 110n si possono usare nome ambigui (i soliti nomi costellati di «?») pena disgraziatissimi effetti irreparabili su file magari incolpevoli che rimarrebbero inevitabilmente danneggiati: ecco ancora un'ottima occasione per i programmatori-distruttori, i quali potrebbero devastare una directory di un altrettanto incolpevole ed ignaro utente. Come fattore positivo (e cioè nel caso in cui si opera correttamente), la funzione «Rename» rinominerà tutte le occcorrenze del file «vecchio» ed in particolare (come è OVVÌ0)tutti i suoi eventuali «extent».

Funzione 24: Get Active Disks Funzione 23: Rename File Ecco dunque all'appello l'ultima funzione tipica di un DOS e cioè quella che permette di rinominare un file: in questo caso, unico peraltro in tutto il BDOS, il nome del file «vecchio» ed il nome di quello «nuovo» devono stare all'interno di un unico, FCB, al cui indirizzo punterà come al solito la coppia DE. In particolare l'<<old file» troverà posto nei primi byte (8 per il nome e 3 per il tipo, senza dimenticare il disco, come è prassi corrente), viceversa il «new file» troverà posto nei successivi 16 byte dei 32 a disposizione. In parole povere il nome del file «di arrivo» dovrà trovare posto a partire da FCB+ 16: FCB + 16 FCB+ 17 }

disco

HL. nome del file nuovo

FCB+24 FCB+25

Ecco una funzione particolarissima, che consen"te di conoscere quale delle varie unità a dischi a disposizione del sistema è attiva (e cioè, come si dice in gergo tecnico, «on line») dall'ultimo «warm boot» (a seguito di un ControlC) o dall'ultima chiamata alla funzione 13 del BDOS, la «Reset Disk System». Con il termine «attivo» o «on line» intendiamo in questo caso le unità logiche che sono state selezionate a partire da uno dei due eventi menzionati poco sopra. In questo caso la funzione non richiede altri parametri in input se non il solito registro C, che deve ovviamente contenere il valore 24. Viceversa come output si ottiene il cosiddetto «Iogin vectOf» nella coppia

} tipo del file nuovo

FCB+27

Come risultato si otterrà un ormai usuale valore in A: 0,1,2 o 3 se tutto ha

In particolare i 16 bit di tale coppia rappresentano ognuno una unità a dischi, a partire dall'unità «A:» al quale corrisponde il bit meno significativo (il bit 0 di L), fino ad arrivare alla massima unità a dischi permessa dal CP/M e cioè la «P:» alla quale corriMCmicrocomputer

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sponde il bit più significativo della coppia (il bit 7 di H). Scendendo più in dettaglio, se un'unità a dischi è stata selezionata allora il corrispondente bit della coppia HL lo troveremo settato e viceversa un bit posto a 13indicherà che la corrispondente unità a dischi non è stata mai selezionata. Nel caso più comune di un personal computer dotato di due dischetti, rispettivamente «A;» e «B :», chiamando la funzione in esame potremo trovare ad I solo i due bit meno significativi, relativi appunto ad A: ed a B:.

Funzione 25: Get Current Default Disk È questa

un 'altra funzione particolare che si utilizzerà solo in determinati programmi applicativi; essa fornisce in accumulatore un valore, compreso tra 13e IJFH, indicante appunto qual è l'unità a dischi correntemente attiva, in uso. Un valore 13indicherà come tale l'unità a dischi «A:», un I indicherà l'unità «B:», ecc., fino al valore IJFH che indicherà come attiva l'unità «p;». Questi valori tra l'altro sono molto utili nel caso in cui vogliamo derivarne la codifica ASCII, magari per stamparla sul video: è banale osservare che basta sommare al valore ottenuto dalla funzione il valore esadecimale 41 H.

Funzione 26: Set DMA Address Questa funzione è importantissima in quanto permette di stabilire l'indirizzo di memoria a partire dal quale verrà memorizzato un record letto da disco oppure a partire dal quale leggere i dati da porre su disco con un'operazione di Write Disk: come si vede è di particolare importanza nella gestione di file, in genere più lunghi di 128 byte (ricordiamo, la lunghezza di un record logico per il CP/M), ad esempio per caricare un certo file in memoria a partire da un certo indirizzo stabilito dal nostro programma. Il nome strano di questa fUnzione deriva dal fatto che originariamente il CP/M era nato su di un sistema di sviluppo dell'lntel, nel quale l'interscambio di dati da e verso l'unità a dischi avveniva appunto tramite DMA (Direct Memory Access) e non perciò tramite I/O guidato dalla CPU. Ora che invece si utilizzano controller intelligenti, il DMA viene usato raramente ed ecco perché non avrebbe senso mantenere il nome arcaico di questa funzione: semmai si dovrebbe cambiare in «Set Disk I/O Address» o qualcosa di simile. In particolare, come parametri di ingresso, oltre all'ormai ovvio registro C, abbiamo la coppia DE, che deve MCmicrocomputer

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cOntenere appunto l'indirizzo desiderato. C'è da dire che il CP/M, a seguito di un «warm boot» (scatenato con un Control-C) oppure a seguito della chiamata alla funzione 13 di Reset Disk, pone il DMA Address all'indirizzo 1J1J81JH. Aggiungiamo inoltre che non esiste alcuna funzione che permette di sapere qual è il valore corrente del DMA Address: per essere sicuri che sia posto laddove desideriamo noi, allora basta effettuare la chiamata alla funzione in esame, forzando appunto il valore voluto.

Funzione 27: Get Allocation Vector Prima di vedere il risultato di questa funzione, consigliamo i lettori di fare riferimento per i dettagli tecnici, alla rivista n. 42, sempre nell'ambito della rubrica «I trucchi del CP/M», nella quale parliamo degli «Allocation Blocks». In questa sede ricordiamo solo che, per snellire l'altrimenti pesante compito di gestire file sulla base di record di 128 byte, i progettisti del CP 1M hanno ideato appunto gli Allocation Blocks, semplicemente un raggruppamento di un certo numero di record, che in tal modo rimarranno per sempre vincolati. In particolare tutta la gestione dei file avviene su base Allocation Blocks per cui un certo file sarà ad esempio formato da lO unità logiche: quando andremo a cancellare tale file, allora i dieci Allocation Blocks precedentemente usati dal file ritorneranno a disposizione del Sistema Operativo. Per tener conto appunto di quali AIlocation Blocks sono stati effettivamente usati e quanti invece sono disponibili, il CP/M tiene costantemente aggiornato il cosiddetto «Allocation Vector», il cui indirizzo si ottiene nella coppia HL per effetto della chiamata alla funzione in esame. Sulle caratteristiche di tale «Vector» non possiamo essere precisi in quanto nel testo, dal quale traiamo lo spunto per questi articoli (vedi finestra), l'autore riporta la seguente frase: «Digital Research considers the actual layout of the allocation vector to be proprietary information», come dire che i progettisti della «premiata» non si vogliono sbottonare più di tanto ... Ai lettori l'arduo compito di analizzare l' «Allocation Vector» e di sviscerarne i segreti. Terminiamo questa puntata analizzando un'altra funzione del BDOS.

Funzione 28: Disk Write Protect Questa funzione, come è facile arguire dal suo nome, permette di cam-

biare lo stato del disco corrente, da R/W a RIO, e cioè da «Read/Write» a «Read/Only» ed ancora meglio da disco a cui si può accedere sia in lettura che in scrittura a disco dal quale si può solamente leggere, indipendentemente dallo stato dei singoli file che lo compongono. In particolare a seguito della chiamata di tale funzione, i successivi tentativi di eseguire una «Write Sequential» o «Write Random» saranno vanificati dal CP/M, il quale bloccherà l'esecuzione del programma e mostrerà sul video l'irritante messaggio BDOS ERROR ON d: R/O

dove abbiamo lasciato indicato con «d;» un generico disco: nel nostro caso al posto della «D:» troveremo proprio l'indicazione relativa al disco protetto dalla scrittura. C'è da dire che una volta imposto lo stato di «Read Only» al disco corrente, tale stato rimarrà anche per i successivi dischi selezionati, fino a che non si avrà un «warm boot» oppure una chiamata alla funzione «Reset Disk System», analogamente ai casi precedenti.

Quasi-bibliografia Alcuni lettori ci hanno chiesto la fonte delle informazioni che riportiamo nelle varie puntate di questa rubrica: si tratta di un interessantissimo voI umetto di 500 pagine, una vera miniera di informazioni preziosissime, condite con esempi applicativi in Assembler 8080. Riteniamo che tale testo non sia alla portata del programmatore alle prime armi, anzi è richiesta un'ottima conoscenza della programmazione a livello assemblativo: il tutto però è scritto (in inglese) in maniera molto chiara anche laddove i concetti espressi sono difficilmente digeribili se non dopo· svariati tentativi. A chi interessa diciamo che SI tratta di: «The Programmer's CP/M Handbooh dell'infaticabile Andy JohnsonLaird, edito dalla casa editrice Osborne/McGraw-Hill. Comunque molte delle informazioni sono a loro volta tratte dalle pubblicazioni originarie della Digital Research, quali: - CP/M 2.0 User's Guide - CP/M Assembler (ASM) - CP/M Dynamic Debbugging Tool (DDn

- CP/M Alteration Guide - CP/M lnterface Guide oggettivamente più difficili da reperire da parte del programmatore singolo (per le «Software House» dovrebbe essere più semplice) che non il libro, acquistabile presso le librerie specializzate in testi scientifici.

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3600000 4300000 7200.000 6950.000 6.400000 5950000

ALPHA MICRO (U.S.A.) 175 A - 48100 Ravenna

AM 500 Workstation IBM PC compatibile 2 x 360KB + 1 x Winchester 10/16/20 MB 256 KB AM 506 Workstation IBM PC/Xl compatibile 2 x 360 KB 256 KB monitor monocrom stampante 130 cps AM 510 Workstation IBM PC/XT compatibile 1 x 360 KB + 1 x 10MB Winchester 256 KB, monitor monocrom. stampante 180 cps AM 520 Workstation IBM PC/Xl compatibile 1 x 360 KB + 1 x 20 MB Winchester 256 KB, monitor monocrom. stampante 180 cps (20 MB streamer tape opzionale) ELS IBM PC compatibile 2 360 KB + 1 x Winchester 10/16/20 MB 256 KB + multiutenza con Motorola 68000 (massimo tre posti di lavoro) ELS come AM 520 + multiutenza con Motorola 68000 2 posti di lavoro

3.300000 2.680.000 4.560.000 5.100.000 11300000 8.720.000

AMSTRAD (G. B.) DEI L.go Porta Nuova,

14 - 24100

~ ~

Condor /nformalics /Ialia Via Grancini 8 - 20145 Mi/ano

S.H.R. Sr/ Via Faenlina

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Bergamo

Amstrad CPC 464 con monitor a fosfori verdi Amstrad CPC 464 con monitor a colori

739.000 1030.000

Apple lIe 64 K RAM Scheda 80 colonne Scheda 80 colonne con espansione a 128 K Monitor lIe Oisk Il drive e doppio controller Oisk Il drive aggiuntivo OuoOisk 2 x 140 K ProFile 1Omegabyte Hand controller lIelllc Joystick lIelllc Numeric Keypad lIe Tavoletta grafica per lIe Mouse per lIe Interlaccia seriale per lIe Interlaccia parallela per lIe Interlaccia IEEE488 per lIe Scheda prototyping hobby per lIe Apple IIc -128 K RAM - 1 minifloppy integrato Monitor IIc Flat Panel Oisplay Supporto per monitor IIc Oisk IIc aggiuntivo 140 K Mouse per IIc Borsa per IIc Macintosh 128 K RAM video 1 microfloppy integrato da 400 K - mouse - PaintlWrite Macintosh 512 K RAM - video - 1 minifloppy integrato da 400 K mouse - PaintJWrite Unità microfloppy aggiuntiva 400 K Nodo Apple Talk Numeric Keypad Macintosh XL - 1 Mb Stampanti Laser writer Image Writer 80 col. 180 cps grafica Image Writer Stand Image Writer 132 col.

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(U.S.A.)

App/e Compuler s.p.A. Via Bovio, 5 - 42100 Reggio Emi/ia

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1.390.350 299000 399.000 420.000 680.000 580.000 1.250.000 3.200.000 80000 130.000 298.000 1.850.000 300.000 250.000 375.000 990.000 55.000 1.900.350 365.000 1.290.000 72.000 580.000 220000 75.000 4.299.350 5.299.350 800.000 95.000 180000 9.999.000

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Stampante a margherita Plotter (interf. seriale)

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2.900.000 1.850.000

APRICOT (GB)

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SF 354 Disk Drive 500 K SM 124 Monochrome Monitor SC 1224 Color Monitor ST 504 Color Matrix Printer XDM 121 Letter Quality Printer XMM 801 Matrix Inpact Printer

363.000 363.000 923000 344.000 590.000 459.000

Ditron SpA Vie Certosa 138 - 20156 Milano Serie Junior Fle - 256 K RAM - 1 floppy 3.5" 315 K - tastiera a infrarossi o con cavo a fibre ottiche - Activity, MS-DOS, GWbasic, PC Emulator F1 - come F1e con 1 floppy 3.5" da 720 K Serie Collection F2 - 512 K RAM - 2 floppy 3.5" da 720 K - tastiera a infrarossi o con cavo a fibre ottiche, mouse a raggi infrarossi - GEM Collection, MSDOS, GWbasic, PC Emulator F10 - come F2 con 1 floppy 720 K e un winchester 10M FP portatile - 512 K RAM - 1 floppy 3.5" da 720 K - display a cristalli liquidi - tastiera e mouse a infrarossi Accessori per serie Junior e Collection Monitor 9" monocromatico Monitor 12" monocromatico Monitor 10" a colori ad alta risoluzione MX-l0 - winchester 10M Mouse a infrarossi Adattatore TV Serie Professionale e accessori PC - 256 K RAM - 2 floppy 3.5" da 720 K - tastiera - MS-DOS, GWbasic, PC IBM Emulator XI-1Q Come PC con 1 f10ppy3.5" 720 K + winchester 10M XI-10S Come XI-lO, 512 K RAM XI-20 Come XI-l OScon winchester 20 M Monitor 9" monocromatico alta risoluzione Monitor 12" monocromatico alta risoluzione Monitor lO" a colori ad alta risoluzione Mouse con cavo MX-l0 winchester 10M Coprocessore aritmetico 8087 Scheda espansione 256 K RAM Scheda espansione 512 K RAM Network F32/10 File Server 512 K RAM - 10 M+ 720 K - MS-NET, MS-DOS 3. l, Transport Layer, Utility P32/20 come F32/1 O con disco 20 M Unità di backup a cartuccia da 10M Scheda network con scatola connessione MS-80 winchester 80 M per 32/10 o 32/20 Cavo 150 metri

~

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BARCO 1.750.000 2.500.000

TELAV Inlernalional Via L. Da Vinci, 43 - 20090 Trezzanos.N. (MI)

~

Monitor 16" DCD 1640 Monitor 22" DCD2240 a colori Monitor 27" DCD2740 a colori

1. 181.000 1.372.000 1.485000

4.270.000 6.675.000 3.700.000 575.000 710.000 1.195.000 3.470.000 265.000 95.000 5.350.000 7.600.000 8.140.000 9.710.000 600000 725.000 1.195.000 285.000 3.470.000 870000 870.000 1600.000 6.900.000 11.900.000 6.000.000 590.000 11.000.000 670.000

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BASF Data Base S.p.A. Viale Legioni Romane 5 - 20146 Milano 61 04S floppy disk drive 8" doppia faccia Shugar compatibile 6105 Floppy disk drive 8" FF/DD slim line 6128 f10ppydisk drive 48 TPI doppia faccia Slim - 525" 6138 floppy disk drive 5.25" doppia faccia Slim 6185 Drive 5.25" Winchester 6188 5.25 Winchester 10Mb Slim 6238 floppy disk drive doppio 5.25" doppio dischetto 6195 Hard Disk 94 Mb 6194 Hard Disk 73 Mb 6193 Hard disk 52 Mb 6162 Floppy disk drive 3.5" 0.5 Mb 6164 Floppy disk drive 3.5" 0.5 Mb

1.228.000 11000000 400.000 430.000 1.900.000 1.450.000 790.000 5800.000 5.400.000 4.900.000 315.000 350.000

CALCOMP (U.S.A.)

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Calcomp s.p.A. Palazzo FI - 20090 Milanofiori Assago (MI) Plotter M84 (8 penne M) Plotter 81 (8 penne A3) Plotter 1042 GT(Dual-mode AO) Plotter 1043 GT (Foglio singolo AO) Plotter 1044 GT (Dual mode AO) 1 $= 1900 lire

3.100000 6950.000 24.320.000 20.900.000 29.070.000

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CANON

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Canon Italia s.p.A. Via dell'lndustria t 3 - 370 t 2 Bussolengo (VR)

AQUARIUS Sarow s.r.l. Via Aristide Eleonori 36 - 00147 Roma

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199.000 76.000 98.000 208000 350.000 36.000 85.000 145.000 390000 45.000

1000 Home computer Aquarius 1100 Data recorder 1200 Mini expander 1300 Printer 1350 Printer/Plotter 4 colori 40/80 col. 1400 Cartuccia RAM 4 Kbytes 1430 Cartuccia RAM 16 Kbytes 1460 Cartuccia RAM 32 Kbytes 1500 Quick Disk 2,8" (Floppy disk) 2000 Giochi su cartuccia (non necessitano di RAM aggiuntiva)

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ATARI Atari Italia S.p.A. Via dei Lavoratori 19 - 20092 Cinisello Balsamo (MI)

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AXL 800 Computer 64K XE 130 Computer 128 K A 101 O Recorder A 1020 Color Printer A 1027 Letter Quality Printer A 1029 Matrix Printer A 1050 Disk Drive (con mini manule DOS25) A 1064 Memory Module A 850 Interface RS 232 CX 0077 Touch Tablet ST 520 Computer 16 bit

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299000 374000 88600 177.100 496.000 443.000 486.000 165.900 292.200 113.700 1.064000

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Home Computer MSX V20 Stampante per MSX T22A IM8 Joystick VJ 200 Unità floppy disk da 3~, VF100 Canon X07 portatile - Interf. RS 232 - parallela - Comp. Centranics + plotter 4 colori Stampante per X-07 AS-l00/M AS-100/C

A-200 M A-200 C A-l1l1 Tastiera A-1300 2 x 5" f10ppydisk drive A-1330 2 x 8" f10ppydisk drive A-1350 10Mb Hard disk + 5" FD A-1200 Stampante grafica A-1210 Stampante colori ink-jet A-1250 Matrix printer 156 colonne A-lO 11 1/0 Extension/board A-1500 V24/RS232C A-l 502 Centronics Interface A-l 503 Communicato Interface A-l020 128 Kb RAM A-l021 256 Kb RAM A-l022 384 Kb RAM A-l001 RAM Chip 128 K A-l 002 Clock Set A-l004 32 Kb video RAM A-l100 Pointing Device JI-20 Cassettacolore per A-121 O JI25B CassettaInchiostro nera per A-1210

620.000 446600 4.625000 6.625000 5.400.000 6600.000 325.000 2.850.00r

5.700.000 7.500.000 1.490000 1890000 2.280.000 250000 250.000 250.000 250000 575.000 990.000 1385.000 450.000 160000 250.000 125.000 33.000 19.00Q

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740.000 450000 30.500 850.000

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CASIO (Giappone) Ditron S.p.A. V.le Certosa, t38 - 20t56 Milano FP-1000 Unita centrale BIN FP-1100 Unita centrale colore FP-1001 Monitor verde FP-l004 Monitor colore FP-l020 Disk drive da 640 Kbyte FP-l0282 Disk Drive da 1 Mb FP-l030 Espansione RAM 16K FP-l031 Contenitore ROM fino a 16K FP-l 060 Espansore 4 porte 1/0 FP-2000-.5istema Operativo CP/M 2.2 RX-80 Stampante 100 cps. 80 col. grafica FX-80 Stampante 160 cps. 80 col. grafica FP-200 computer portatile 8K RAM AD 41 80G - adattatore corrente FP-20 1 - espansione 8K RAM FP-1 035 - Interfaccia RS 232 C FP-l083 - cavo per RS 232 C FP-l021 - disk drive da 70 KB FP-1 O11 - stampante - plotter 4 col. FP-l 085 - cavo per stampante - plotter

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CAT

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Accoppiatore

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CENTRONICS

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1.190.000 1.390.000 422.000 1.263.000 2.187.000 3.800.000 405.000 73.000 874.000 182.000 760.000 1.330.000 690000 45.000 115.000 135.000 69.000 874.000 440.000 80000

Telcom s.r.l. Via Matteo Civitali, 15 - 20t48 Milano acustico

COMMODORE 800.000

DATA COMPUTER CORPo (U.S.A.)

Centronics Data Computer Italia S.p.A. ViaAchi/le Grandi, t O - 20093 Cologno Monzese (MI) GLP stampante 50 cps. H 80 H 136 H RS232 351 353 353 ASF (1 caricatore) Caricatore addizionale 358 358 ASF (1 caricato re) LW 400 LW 800 Mod.ll Mod.1II

600.000 1.200.000 1.700.000 170.000 3800000 4.200.000 5.700.000 900.000 7.000.000 8.500000 12.500.000 18.500.000 31.000.000 38.000.000

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CHALKBOARD Arcona 2 s.r.l. Via Filippo Lippi, 19 - 20131 Milano Power Pad - Tavoletta grafica per Apple - Commodore 64 - Atari Power Pad - Tavoletta grafica per Commodore 64 - Atari

COINTREAU

320.000 300.000

(Hong Kong)

Jetset Via di Torrevecchia 3/F - 00168 Roma 304.000 Adlian Xl-128K RAM, 1 drive da 360 KB, scheda monocromatica grafica, uscita parallela Interfacce per IBM 304.014 512K RAM (espansione) 304.1 6b Monocromatica grafica uscita stampante (Hercules versionell) 304.017 1/0 5 vie (RS232C - parallela - orologio con batteria - giochi) 304.018 384K multifunzione (RS232C - stampante - orologio - giochi) 304.019 AD/DA PC 12 Bit 304.021 256 K Multifunzione 4 in 1 (parallela - seriale RS232C - orologio - calendario batteria) 304.228 Controller 2 unita f10ppy 304.026 Printer card 304.030 Col or Graphic & Printer

2540.000 310.000 260.000 368.000 419000 513000 522000 424.000 246.000 180.000 394.000

-

730.000 782.000 940.000 156.000 180.000 160000 135.000 50000 180.000 2.250.000 3.180.000 298.000 491.000 685.000 488.000 1250.000

(U,S,A,)

Commodore Italiana s.r.l. Via Fili Gracchi, 48 - 20092 Cinisello 8alsamo (MI) VIC-20 1210 espansione 3 K RAM 1110 espansione 8 K RAM 1111 espansione 16 K RAM 1211 M 3 K Su per Exp. 1212 Programmers Aid 1213 Mach. Language Monitor 1214 Sintetizzatore vocale 4011 VIC-Rel (per controllo RelĂŠ) 4012 VIC Switch (per collegare fino a 16 VIC) 2011 VIC-STAT cartuccia 2012 VIC-GRAPH cartuccia T1 Interfaccia IEEE 488 per VIC T3 Interfaccia Centronics per VIC Commodore 16 16 KB RAM CBM/64 CPU 64 K RAM 64 Executive (sistema a valigetta con video 5" e minifloppy) Cartuccia e sistema operativo CP/M per 64 T2 Interfaccia IEEE 488 per 64 Commodore Plus 4 64 K RAM Commodore 128 Commodore 128 D con drive 340 K incorporato Commodore 8296 128 K RAM 1530 registratore a cassette 1541 minifloppy 170 K 1702 Monitor a colori 14" con audio MPS 801 Stampante 84.50 Cps MPS 803 Stampante bidirezionale 60 cps 80 col. MCS 801 Stampante ad aghi a colori DDS 110 1 Stampante a margherita 152 O Stampante plottante a 4 colori 1311 Joystick per Vic e 64 1312 Paddle per Vic e 64 PC 10 PC IBM compatibile PC 20 PC/Xl IBM compatibile Espansione 128 K RAM Espansione 256 K RAM

199.000 49.000 75000 125.000 75.000 47.500 47.500 175.000 95000 225000 95000 95000 175.000 199.000 199.000 399.000 1.650.000 125.000 175.000 499.000 650.000 1.400.000 3.800.000 120.000 630.000 465.000 290.000 490.000 995.000 750.000 375.000 13.500 22.500 3.800.000 6.100.000 351.000 639.000

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CORVUS SYSTEMS (U.S.A.) Cifra Dieci s.r.l. CasellaPostale 58 - 40062 Zola Predosa (DD) - Tel 05t/152231 Omnidrive (Unita a disco con integrato Omninet) 55 Mb formattati

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5 linee

il Disk Server per la rete locale 3.762.000

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225.000 820000 670.000 650000 350.000

304.038 RS232C Communication card 304.042 Su per modern card (300-1200 baud) 304.051 Eprom writer 304.073 128K mainboard 304.300 f10ppy disk drive Sanyo Computer (CPU) 300.101 Adlin 1148K pad. numerico 300.105 Adlin Il 64K pad. e funzioni 300.130 Adlin Il e 300.480 mouse grafico Modem 301.305 modem acustico 301.306 modem 300 baud Interfacce 301.200 Adattatore per stampante standard Centronics Periferiche 301.300 registratore Commodore 301.310 quick data drive 393.009 Winchester 10MB slim interno con controller 393.015 Winchester 20MB slim interno con controller 393.303 130 Modemset Ccitt V .. 21 Bps 300 Half Duplex 393.308 230 Modemset Ccitt V.21 Bps 300 Full duplex Auto dial Auto answer Auto disconnect 393.310250 Modemset Ccitt V211V23 Beli 103/202 Bps 300/1200 Auto dial Auto answer Auto disconnect 393.311 1100 Modemphone Ccitt V211V23 Beli 103/202 393.3151600 Modemphone Ccitt V211V22 Bps 300/1200 Auto dial Auto answer Auto disconnect

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-


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11, t MB formattatl 16,6 MB formattatl 451MB formattatl 1257MB formatttati

TI Prof lenlth l-100 Bank IBM PC Famlly - TI Professlonal Unita a nastro remOVlblleda 100 e 200 MB ad accesso anche random per Ommnet Mlrror Umtà di Backup su video cassette (da aCQUistarea parte) Mlrror per IBM Xl Umta di Backup per IBM XT su video casssette (da aCQUistarea parte) Omnishare Rete Omninet per 18 M-XT CORVUS CONCEPT Workstation da 256 KB RAM Workstation da 512 KB RAM Printer Server Risorse condivise dalla rete BANK Costellation Il - multi computer software - disponibile per: DOS - PASCAl - CP/M - PRO DOS - MS/DOS - NCI e sistems ognuno Constellation 111 per: Macintosh Nota 1$=L. 1.900.

5472 9 025 13 765 24690

000 000 500 500

1 500000

Espansione 32K dinamica Espansione 16K PROM/ROM Espansione 8K Programmatore di Eprom Universale Floppy dlsk controller IEEE488

948 000 860 000 939 000 939000 1267000 943 000

2 420 000 1 800000

DATRON SERVICE (G. B.)

2.800000

Pertel S.n.C. - Via Ormea 99 - 10126 Torino

12460.000 14490.000 3.010.000 6.580000 1.200.000 1.311.000

Schede per Apple Il Screen master 80 - Sch. 80 colonne compatibile CP/M pascal spreadsheet basic Super print master 11I- Interf. per stampanti grafiche Serial Interface RS 232 - BAUD RATE selezionabile compatibile CCS 7710

356000 150.000 206000

DATA SOUTH (U.S.A.) Epson Segi S.p.A. Via Timavo, 12 - 20124 Milano

COSMIC (Italia) Cosmic s.rl. Via Viggiano, 70 - 00187 Roma Rack Quasar 1/2 - 1 drive 8" doppia faccia per Apple Rack Quasar 2/1 - 2 drive 8" singola faccia per Apple Rack Quasar 2/2 drive 8" doppia faccia per Apple GALAXY serie 70 Mod.72 64 K RAM + video 24 x 80 + 2f1oppy S.D. 1 Mb GALAXY serie 80 Mod. 82 64 K RAM + video 24 x 80 + 2 floppy D.D. per 1 Mb Mod. 821M2 128 K RAM comp MP/M per 2 utenti GALAXY serie 380 Mod. 382 64 K RAM + video 24 x 80 + 1 disco winch. da 8 Mb + f10ppyda 1 Mb Mod. 382/M2 128 K RAM Comp. MP/M per 2 utenti Mod. 382/M4 256 RAM Comp. MP/M per 4 utenti GALAXY serie 480 Mod. 480 64 K RAM + video 24 x 80 + 1 disco winch. da 10Mb + 1 floppy da 1 Mb GAlAXY serie 880 Mod. 882 + 1 Floppy da 1 Mb + 64 K RAM + Video 24 x 80 + disco da 20 Mb Terminale aggiuntivo per Mod./M2-M4 Hard Disk PHOENX PHOENX55Mb 3 sistemi operativi (Dos - CP/M - Pascal) - software e interfaccia per APPlE e compatibili PHOENX10 - Come Mod. 5 con 10Mb PHOENX 10/PC - Come Mod. IO per IBM Personal Computer PHOENX15 - Come 5 con 15Mb

CROMEMCO

2.070.000 2600.000 3300.000 6.950.000 7.950.000 8.750000

10.300.000 11.100.000 11.400.000 10.900.000

12.200.000 1.800.000 2.500.000 3400000 3.700.000 4.100000

(U.S.A.)

CO.N.I.A. Via Procaccini IO - 40129 Bologna C-l OSP l80-FD - 400 Kb Tastiera ASCII Monitor-Super Pack C-l0lD l80-FD 1.3 Mb - Tastiera ASCII Monitor-Super Pack CSl HD2 CROMIX - MC68000 + l80 256 Kb RAM FD 400 Kb HD 27 Mb CS100 UNIX V - MC68010 - 512 Kb RAM FD 400 Kb - HD 52 MB B canali RS232 CS300UNIX V - MC68010 - 1024 Kb RAM - FD 1.3 Mb - HD 52 Mb 8 canali RS232 CS400 UNIX V - MC68010 - 4096 Kb RAM FD 400 Kb HD 140 Mb Data Streamer 32M B Nota preZZIper 1$ = 2 l 00 lire

4.800.000 6495000 16.800.000 24.930.000 34.910000 59.820.000

DAINATEM (U.S.A.) 00/1 Ing GIUseppeDe Mlco S p A V.le VlI1oflo Veneto, 8 - Cassma de Pecchi (Milano) AIM 65/40 umtà base 16K AIM 65/40 verSione completa periferiche (16K) + stampante AIM 65/40 verSione completa periferiche (32K)

2.377.000 4.929.000 4081.000

D.S. 180 Stampante seriale 180 cps grafica buffer 2K D.S. 220 220 CPS trascinamento carta frizione e trattore TX5180 - Stampante a matrice di aghi 132 colonne (fino a 217) 180 C.p.s. Nota: 1$ 2.000 lire.

3.700.000 4600.000 6700.000

DIGITAL EQUIPMENT Digital Equipment s.p.A. V.le Fulvio Testi ang. V. Gorki 105 - 20092 Cinisello Balsamo (MI) Sistemi Rainbow 100 + PC100-P7 Modulo di sistema + 10Mb Winchester PCl OO-XAPackage sys PCl 00 + CP/M + MS-DOS PCl OO-XBPackage sys PCl 00 + MS DOS PCl DM-S2 Package System Decision Making 2 PC1PS-G3 PackageSystem gestionale 3 Rainbow 100B e sue opzioni PC100-B7 Modulo sistema PCl OO-BA Packagesys PCl OOBCP/M + MS-DOS PCl OO-BBPackage sys PCl OOBMS-DOS PCl OM-SO PackageSystem Decision Making O PC10M-Sl Package System Decision Making l PC1PS-G1 Package System gestionale 1 PCl PS-G2 Package System gestionale 2 PC1XX-AK Adattat espansoRAM per PC100A (') PC1XX BB Modulo di espansoper comunicazioni RCD50-BA 5Mb upgrade kit per PCl 00-B7 RCD50-BB 5Mb upgr. kit + QVC66-A3 per PCl OOA(U) RCD51-BA 10Mb upgrade kit per PCl 00-B7 RCD51-BB 10 Mb upg. kit QVC66-A3 per PC100A (U) RX50-XA Floppy disc duale addizionale Opzioni comuni a Rainbow l OOBEl 00 + PCl Kl-Bl Contry kit Italia VR201 A Monitor bianco e nero 12 pollici Professional 350 e sue opzioni PC350-D2 Modulo di sistema PRO 350 PC35C-IC Package sys Pro 3505Mb CTS-300 PC35C-IP Package sys Pro 350 Mb P/OS PC35C-IR Packagesys Pro 3505Mb RT 11 PC35D-IC Packagesys Pro 350 10Mb CTS 300 PC350-IR Packagesys Pro 350 10Mb B RT 11 PC350-IV Package sys Pro 350 10Mb PROIVENIX PC35E-IP Packagesys Pro 350 33Mb P/OS PC35E-IR Packagesys Pro 350 33 Mb RT-l1 PC3XS AA CP/M + softcard per PRO 350 RCD50-A Disco Winchester 5Mb + controller YC241-A Estensione memoria grafica Pro 350 Professional 380 e sue funzioni MSC l1-B Memoria RAM da 512 Kb PC380-AB Modulo di sistema PRO 380 PC380-IP Packagesys Pro 380 10Mb P/OS PC380-IR Packagesys Pro 380 10Mb RT-l1 PC38E-IR Packagesys Pro 380 33Mb RT-l1 VC241-B Estensione memoria grafica Pro 380 MSCII-CK Memoria RAM da 256 Kb PC3Kl-BA Country kit USA

5.076.000 4550000 4400.000 8.400.000 9.900000 6700000 8200.000 183.000 923.000 1.661.000 1.661.000 4430.000 4790.000 1.850.000 452.000 604.000 8.565.000 11.1 00000 10.200000 10.200.000 13.200.000 12.300.000 12900.000 15.700.000 15.700.000 1.479.000 1.915.000 1.905.000 3.394.000 14.640.000 16.200.000 16200000 19.800.000 3.147.000 1.266.000 521.000

~ ~


p//////. PC3K1-B 1 Country kitltalia RCD51-A Disco Winchester 10Mb + controller RCD52-A Disco Winchester 33Mb + controller VR201 A Monitor bianco e nero 12 pollici VR201 B Monitor fosforo verde 12 pollici VR201 C Monitor fosforo ambra 12 pollici VR24 l-A 1 Monitor a colori 13 pollici Vf220-A3 Terminale video alfanum. b/n 12" Vf220-B3 Terminale video alfanum. verde 12" Vf220-C3 Terminale video allanum. ambra 12" PC35D-IP Package sys Pro 350 10Mb P/OS PC38E-IP Package sys Pro 380 33Mb P/OS

521.000 5.107.000 8.501.000 601..000 61f4.000 604.000 1.766000 2.808.000 2.808.000 2.808000 12300000 19.800.000

DYHEER

Parallelacon buffer di 2KB 8171 STAMPANTI LX 80 F LX 80 FIT FXl00 132 col 160 CPS FX80 80 col 160 CPS RX 100 132 Col 100CPS sa 2000 con interfaccia parallela sa 2000 con interfaccia RS 232 sa 2000 con interfaccia IEE488 Trattore PX 8 Computer portatile 64 Kb RAM 32 Kb ROM - CP/M con schermo a 80 Col per 8 righe - microcassetta incorporata PX 8 versione software integrato 8 Disk 120 est. Ram disk 120 Kb R Disk 60 est. Ram disk 60 Kb

330000 760.000 790000 1.550.000 1250000 1.250.000 5.800.000 5.950000 5.950.000 130.000 2.200.000 2.590.000 990.000 740.000

TECHN/TRON Milanofiori Palo E/2 - 20094 Assago (MI) DW16 16CPS 100 Colonne - Parallela DW16 16CPS 100 Colonne - Seriale DW36 36CPS 132 Colonne - Parallela DW36 36CPS 132 Colonne - Seriale DW20 20CPS 132 Colonne - Parallela DW20 20CPS 132 Colonne - Seriale Monitor 12 MHC monocromatico composito Monitor 12 MHI monocromatico-uscita rgb Monitor 14 CMrcalore

1.230.000 1.360.000 2.925000 3.100.000 2.010000 2.135.000 390.000 410.000 1.200000

EDICONSUL T s.r.l. ED/CONSULT Via Rosmini, 3 - 20052 - Monza EDI 1000 128Kb RAM 2 Iloppy 360Kb - Int. seriale e parallela - video monitor monocromatico a tastiera - Comp. IBM - CPU 8088

1.950.000

E 2 ITALIA Elettronica Emiliana s.r.l. Via Cassiani 155 - 41 t 00 Modena Alletta 16 Base alimentazione + 5 Vcc Alletta 16 Panel Alimentazione + 5 Vcc Alletta DIN/P (parallela) alimentazione dalla rete Alfetta DIN/S (seriale) alimentazione dalla rete Alfena DIN/BCOalimentazione + 5 Vcc Scriba 20 Serie di stampanti ad impano a 26 e 35 colonne, con avvolgitore interno, supporto rotolo, serratura a chiave, alimentazione dalla rete. Scriba 21/P per carta in rotolo, due colori Scriba 21 S/P modulo continuo con trascinamento sprocket, due colori Scriba 21V/P per carta in rotolo e validazione su modulo discreto Scriba 21 E/P etichettatrice con spellicolatore automatico Scriba 22/P scrive su due rotoli, scontrino + foglio cassa (per scontrini fiscali) Scriba 24/P per moduli discreti, 5 copie, senza limitazione di formato

273000 294.000 498.000 482.000 414000

1.169.000 1.305.000 1.373.000 1.595000 1.424.000 1.324.000

Ericsson Sistemi s.p.A. Via Elio Vittorini t 29 - 00144 Roma PC - Unità Centrale 128Kb 1xFD PC - Unità Centrale 128Kb 2xFD PC - Unità Centrale 128Kb 1xFD + HO Video monocromatico Video a colori Tastiera Stampante 80 Col Stampante 80 Col Stampante 132 Col Unità Minifloppy 320 Kb Hard Disk 10Mb HO Controller Board Espansione di memoria 128 K Scheda grafica monocromatica Scheda grafica a colori Scheda multifunzione 128 K Scheda multifunzione 384 K Scheda Interfaccia SS3 Scheda sincrona comunicazione Supporto da pavimento Supporto per monitor B/N Supporto per monitor a colori PC portatile 256K RAM + 1 minilloppy Stampante integrata Espansione memoria 256K RAM-disk 512K Unità minifloppy esterna

Epson Segi S.p.A. Via Timavo, 12 - 20124 - Milano 1390.000 2650.000 2.830.000 790.000 340.000 2400.000 4300000 120.000 280000 70000 320.000 120.000 290000 290000 200.000

2.519.000 3.130.000 6392.000 735000 1350000 355DOO 1.100.000 1.300.000 1.800.000 611.000 1970.000 1903000 340.000 450.000 840.000 830.000 2.002.000 1.210000 550.000 213.000 237.000 166.000 7.600.000 1.016.000 1500.000 2310.000 1385000

ESPRIT SYSTEM Epson Segi Via Timavo, 12 - 20t24 Milano Mod. ESP 6115 Mod. ESP 6110 Mod. ESP 6310 come Espritlll con video 14" Mod. Executive 10/102 Terminai Video 14" compatibile con la serie DEC Vf100 Nota: prezzo per dollaro a L. 2000

EPSON (Giappone)

HX 20 personal computer portatile con valigetta La 1500 P 132 Col. 200 CPS matrice 17x24 con interfaccia parallela La 1500 S Interfaccia Seriale Inseritore automatico di loglio singolo a singola vaschena P40 termica 40 col. (80 in stampa compressa) 45 CPS seriale e parallela JX 80 grafica come FT 80 con nastro a 4 colori e combinazioni fino a 7 colori QX 10 personal computer CP/M 192 Byte RAM Microcassena per Hx 20 Unità di espansione di memoria 16X per Hx 20 Espansione ROM a cartuccia per Hx 20 Lenore di codici a barre per Hx 20 INTERFACCE Seriale RS 232C 8143 Seriale RS 232C con 2K buffer a protocollo X-ON X-OFF 8148 IEEE488 con buffer 2K 8165 APPLE Il per stampa grafica e l'automatico 8132W con cavo

ERICSSON

1.700.000 1300.000 1900.000 2.200.000

GNT (Danimarca) Te/com s.rl. Via Matteo Civita/i, 75 - 20/48 Mi/ano Mod. 360 l/50 (perforatore di banda. Interfaccia parallela) Mod. 3606/75 perforatore di banda tolex. Interfaccia seriale e parallela con convertitore ASCII a BAUDOT75 cps

GRAPHTEC (Giappone) SPH computer s.r.l. Via Giacosa, 3 - 20/27 - Milano MP1000-21 MIPLOT 6 penne, 15 ca/sec. int. 8 bit parallela MP1000-01 MIPLOT 6 penne, 15 ca/sec. int. RS232-C

2009000 2107000


.~~.

MPl 000-11 MIPLOT6 penne, 15 ca/sec. int. IEEE-488 MP 1000-31 MIPLOT 6 penne, 15 ca/sec. int. 8 bit par. DX MP 2000-51 Plol1er 8 Penne - A3 - 25 cm/sec. Comp. HP-GL - int. RS 232C/Cenlronics MP 2000-11 Plol1er come MP 2000-51 ma con int. IEEE488 KD 2525 Digitalizzalore formato 254x254 mm - int. RS 232C (senza alim. e cursore). KD 3838 Digitalizzatore 381 x381 mm - int. RS 232C (senza alim. e cursore) KD 5050 Digitalizzalore 50x50 cm compI. di cursore + in!. RS 232 o IEEE488 o 8 Bit parallela KD 4030 digitalizzatore formato A3 WX 47310 l plotwriter WX 4731- 11 plotwriter WX 4731 - 21 plotwnter WX 4731-02 plotwriter FP 5301-01 Personal plOl1er 10 penne formato A3-45 CP/M + RS232C FP 5301-11 come 5301-01 + IEEE488 FP 5301-21 come 5301-01 + Interfaccia 8 Bit parallela GP 9101-01 Plol1er 4 penne formato AI-25 cm/s + RS232C GP 9101-11 come 01 ma con IEEE488 GP 910 1-21 come O1 ma con interfaccia 8 bit parallela GP 91 Ol R-21 come GP 91 O1-21 con adattoper carta a rotolo GP 9101R-01 come GP 9101-01 con adal1.per carta a rotolo GP 910 1R-l1 come GP 910 1-11 con adattoper carta a rotolo GP 9001-21 Plol1ere foglio mobile 4 penne - AO - 25cm/sec. con in!. 8 bit paraiI. GP 9001-01 come GP 9001-21 ma con in!. RS232 C GP 9001-11 come GP 9001-21 ma con int. IEEE488

, ~

, , 1

2.240.000 2573.000 2.744.000 2.744.000 1.711.000 2.933.000 9.495000 2156.000 5.616.000 5.778.000 5.050.000 5858000 7066000 7.188.000 6.703000

17.211 100 17.978.000 18.100000 17.473.000 18.180000 18.281.000

GTCO

1/

Telcom sU Via M. Civitali, 75 - 20148

Milano

Digitizer GTCOmodo DP5 11xl1 (tavolel1agrafica) Digitizer GTCOmodo MD7 formato 6x6 con stilo Digitizer GTCOmodo MD7 formato 6x6 con cursore Digitizer GTCOmodo MD7 formato 12x12 con stilo Digitizer GTCOmodo MD7 formato 12x12 con cursore Software per IBM PC Alimentatore 12V-275 mA Cavo per collegamento

~ 1

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HEWLETI

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Hewlett Packard Italiana Via G. Di Vittorio 9 20063 Cernusco sul Naviglio (MI)

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3980.000 1.600.000 1.850.000 1.800.000 1.900.000 435.000 250000 68.000

PACKARD (U.S.A.)

Personal Computer HP 85B Personal Computer HP 86B Personal Computer Portatile HP 110 Personal Computer Portatile HP 110 Plus Personal Computer HP 1508 con 2 drive 3.5" da 710K HP 1508 con drive 3.5" o winchester 14.5 M Personal Computer HP 15011 (unità centrale) Stampante termica per HP 150 Personal computer tecnico 9816S Espansionedi memoria 1 M per 981 6S Opzione tastiera estesa per 9816S Unità dischi flessibili 91230 - 3.5" master doppio 2x710K per 15011 9122DB - 3.5" master doppio 2x71 OK 9122SB - 3.5" master singolo 710K 9114A - 3.5" master singolo 710K portatile in HP-IL 9121D - 3.5" master doppio 2x270K 9121S - 3.5" master singolo 270K 9125SB - 5.25" master singolo compatibile IBM PC 9895A - 8" master doppio 2xl.2 M Unità con disco rigido winchester 9133DB - 14.5 M + 3.5" 710K 91 53AB - 10M + 3.5" 71 OK 9133HB - 20 M + 3.5" 710K 9154AB - 10 M 9134DB-14.5M 9134HB - 20 M 9142AB - sol1osistema nastro 1/4" per backup 9144AB - sol1osistema nastro 1/4" per backup

8747.000 4318000 7.601.000 5.828.000 6.893.000 12.119000 5.935.000 765.000 11.190.000 5.283000 464.000 1.445.000 3.455.000 2.693000 2.013.000 2.968.000 2.338.000 3.056.000 14.967.000 8.445.000 4.825.000 7.108.000 4.043.000 7.671000 5.766.000 4.159.000 8.513.000

Plol1er - tavolel1e grafiche - stampanti - monitor 7470A - plol1er A4 2 penne 7475A - plol1er A3 6 penne 7550A - plol1er A3 8 penne 46087 A - tavoletta grafica A4 46088A - tavolel1agrafica A3 9111 A - tavolel1agrafica per HP 85/86/87 2225 - stampante grafica ink-jet 80c/150cps 82905B - stampante grafica ad aghi 80c/80cps 82905B opz. 340 - interfaccia RS-232 per 82905B 82906A - stampante grafica ad aghi 80c/160cps 2686AB - stampante laserjet 8 paglmin 2686AB opz. 210 - 512 K interf. parallela per 2686AB 2932A - stampante grafica ad aghi 136c/200cps 2934A - stampante grafica ad aghi 136c/200cps opz. 046 - interf. HPIB per 2932A12934A 29340S - caricatore di fogli singoli 2601A - stampante a margherita 40/32cps RS-232 2601 OA - trascinatore di fogli 2602A - stampante a margherita 20cps RS-232 opZ. 046 - interf. HPIB per 2602A 26020A - trascinatore di fogli 2671A - stampante termica 80c/120cps 2671G - stampante termica grafica per serie 80 2673A - stampante termica grafica intelligente 82912A - monitor 9" per HP-86 82913A - monitor 12" per HP-86 Accessori e interfacce per serie 80 82903A - Modulo memoria 16 K per HP-85A 82908A - Modulo memoria 64 K 82909A - Modulo memoria 128 K 82900A - Scheda CP/M per HP 86/87 82936 - Cassel10porta ROM 82929A - Cassel10ROM programmabile per HP-85 B2937 A - Interfaccia HPIB 82939A - Interfaccia seriale RS-232C 82940A - Interfaccia GP/l O 82941 A - Interfaccia BCD 82949A - Interfaccia parallela Centronics 82938A - Interfaccia HP-IL 82966A - Interfaccia Data LinK Accessori per HP-Il O Plus 82981 A - Cassel10porta RAM con 128 K 82982A - Cassel10porta ROM 82984A - Espansionememoria 128 K Accessori per HP-150 45630A - Modulo memoria 128 K 45631 A - Modulo memoria 256 K 45632A - Modulo memoria 384 K 45643A - Scheda HP-IL e Centronics Accessori per HP-150 11 35723A - Touch screen 45885A - Coprocessore matematico 8087 46060A - Mouse Accessori e interfacce per serie 200 98256A - Modulo memoria 256 K 98257 A - Modulo memoria I M 98203B - Tastiera estesa 98622A - Interfaccia GP/l O 16 bit 98623A - Interfaccia BCD 98624A - Interfaccia HPIB 98626A - Interfaccia seriale RS-232 13266A - Interfaccia Current Loop Personal computer Integrato 9807 7941 A - Disco fisso 24 M 7942A - Disco fisso 24 M con unità nastro 82904AB - 1/0 bus expander 82925A - Espansionememoria 256 K 82927 A - Espansione memoria 512 K 82916A - Espansionememoria I M 82919AZ - Interfaccia RS-232C 82920A - Interfaccia Current Loop 82923A - Interfaccia GP/l O 82922A - Interfaccia BCO

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567.000 1.109.000 1.487.000 1.248.000 113.000 492.000 996.000 996.000 1.248000 1.248.000 744.000 744.000 1.487.000 1.497000 375.000 1246.000

Via Vida, ti - 20127

PC Supertnam con INTEL8088,128

744.000 1.376.000 338.000 1.335.000 7.335.000 1.559.000 817.000 887000 758.000 875.000 485.000 13875.000 12.245.000 18.920000 3.221.000 1.750.000 3.011.000 3.765.000 489.000 994.000 1.245.000 4.159000

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Milano

KB di memoria centrale. 1 f10ppydisk 51/4"

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1.028.000 1.554000 2.128.000 418.000

HONEYWELL HISI (Italia) Heneywell HISI-

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2672.000 4.686.000 9.878000 1.847000 2.909.000 5.432.000 1.264.000 2.073.000 252000 2.000000 7.347.000 2359.000 6.453.000 7642.000 126.000 1.613.000 8697.000 1.386.000 4.049.000 378.000 681.000 3012.000 4021.000 5533.000 744.000 819.000

da

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I 1


CAVI PER COMPUTERS

Governo per trasmissioni dati 1 - porta sincrona RS232 SOLC PVE. BSC) - 1 cavo modem lunghezza 7.5 mt.

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una porta asincrona RS232C con aggiunta di 2 floppy disk 51/4" 4641 da 360 KB con 256 KB di memoria centrale con INTEL 8088.256 KB di memoria centrale. 1 floppy disk 5 1/4" da 360 KB 1 disco fisso da 10mb. una porta asincrona RS232C come sopra con 348 KB di memoria centrale video monocromatico a fosfori verdi tastiera QWERTY Internazionale video grafico a colore piastra per la grafica e il colore memoria addizionale da 128 KB memoria addizionale da 256 KB memoria addizionale da 384 KB processor aritmetico INTEL 8087 interfaccia asincrona RS232C interfaccia sincrona RS232C stampante 80 colonne 150 cps in dralt mode. 50 cps in corrispondenza quality stampante 132 colonne. 150 cps in dralt mode. 50 cps in corrispondence quality stampante 80 colonne, 80 cps in dralt mode microSystem 6/1 O Seagate n. 640K Seagate T.T. 1-M8 Seagate T.T. 1 M8 con PCO e grafica a colori Kit per il collegamento del video e della tastiera a 5MT dal sistema Modulo di memoria da 512KB Modulo di memoria da 896KB Personal Computing option con MS-OOS e GW-Basic Kit per video a 5 metri Opzione grafica a colori Opzione grafica a colori Opzione grafica monocromatica Opzione grafica monocromatica Unità diskette addizionale - solo per CPX98208 e CPX981 08

C (HOLC 1.069.000

HONEYWELL HISI (Italia) Honeywell Hisi Via Tazzoli, 6 - 20 t54

7356.000 7.898.000 440000 440000 1.207.000 525.000 542.000 710.000 1.070.000 877000 262.000 420000

- Milano

STAMPANTI S11 L 11 S31 L31 S11CQ Ll1CQ S31CQ L31CQ R32 L32 S32CQ L32CQ S38 L38 L 111 L12CQ1 L32CQ1 34CQ 36CQ

1.400.000 1.900000 1.050000 13.000.000 15.000.000 18.000.000 200000 3000000 5650000 1.700.000 420000 5.250.000 4.850.000 1.500000 1.500000 1.361.000

900000 900000 1.300.000 1.300000 1.200.000 1.200.000 1600000 1600000 1.700.000 1.500.000 2000000 1.900000 3.700.000 3.500.000 1.050.000 1.400000 1900.000 2.500000 3000000

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Prodotti

Personal computer IBM 64 K RAM, 2 dischetti 360 K CPU

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GPA 727 PRINTER

DATA SWITCH

a 80

BUFFER

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Sono disponibili cavI PRINTER SERIALI o PARALLELI, cavI collegamento

MODEM,

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per

collegamento PC - PC per OliVETTI M10/M20/M24, PC IBM e compatibili, APPLE MAC e Il/c. Il OATA SWITCH

è un diSPOSitiVO che permette

di mantenere

per-

manentemente collegate piu periferiche ad una sola uscita del computer, la periferica può essere abiitata alla ricezione tramite appositi

CONVERTITORI DI PROTOCOLLO

pulsanti

presenti

sull'apparecchio,

oppure,

con comando

SOFT-

wARE inviato dal computer; la uscita al momento attiva viene indicata dalla accentione delled corrispondente. Sul retro del contenitore, troviamo il connettore di input montato a pannello; sempre dal retro si dipartono i cavi necessari (secondo il numero degli ouput desiderati) completi di connessioni terminali.

SERIALE PARALLELO con BUFFERda2<lKb PARALLELO/SERIALEcon BUFFERda 2<lKb IEEE 4ee/CENTRONICS perCBM PET edHP USCITA CENTRONICS per CBM 64 o VIC'20

ART.

INGRESSI

USCITE

90.007 90014 90017 90028

1 1 2

2 2 1

1/2

2/1

PROTOCOLLO CENTRONICS CENTRONICS CENTRONICS SERIALE RS 232

Consentono

il collegamento

"LETTER

aUALlTY".

delle

macchine

Le macchine

per SCrivere

possono

al computer

cosi essere utilizzate

come

con i

più diffusi programmi di W.P. sviluppati su vari personal e minicomputers. Sono fonlte con chiare indicazioni di montaggio d'uso per le macchine OLiVETTI ET

111/115.

121,221,225,

MCmicrocomputer

PRAXIS 20/30/40/41,

COMPACT

60.

n. 46 - novembre 1985

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ADD-ON

INTERFACCE INTELLIGENTI PER MACCHINE PER SCRIVERE OLiVETTI ET

stampanti

COMMUTAZIONE

Il BUFFER

GPA 727 e una un,ta di collegamento

tra computer

e

periferiche interamente gestita da microprocessore che permette una trasmissione dati con accumulo di memoria sino a 64K RAM Connesso semplicemente in linea fra il computer e la stampante. Il GPA 727 si carica in memoria i dati provenienti dal computer alla masSima velocità da questo consentita iniziando subito la trasmissione verso la periferica In modo completa mento autonomo.

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di oltre il 95% l'impegno

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calcolatore in fase di stampa. è facile intuire come un tagliO netto ai tempi di Impegno del computer In questa fase, Influisca positivamente sulle prestazioni dell'intero sistema.

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I prezzi non comprendono IVA e fanno riferimento al ns. listino del 30/10/85. Date le continue oscillazioni è Vs. interes' se richiederei le quotazioni aggiornate. Potete richiedere inoltre' Informazioni tecniche dettagliate Indicazioni per il miglior ufillzzo indlllzzo del rivenditore P'U VlClOO

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11I11I1

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169


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18520 000 22 940 000 28 640 000

~ ~

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t 2 530 000 16240.000 20.660.000 26.360.000 13.670.000 17.380.000 21.800.000 27.500.000

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4550.000 5.410000 6.240000 7.385.000 7.120.000 6.830.000

ICL (GB)

~

ICL Italia s.p.A. - Cenlro direzionale Milanofiori - 20094 Milano 16-256 K TSM - 2 minifloppy da 800K CCP/M - 8asic 16 Bit 16-512 K come 16 - 256 36-256K RAM-l Winchester 10M + minifloppy 800K - 16 Bit 36-512K come 36-256 46-512K Winchester 20 MB + 1 minifloppy da 800 K - 16 Bit Video + tastiera con opzione grafica 6404 Video a colori Stampante 3181 Stampante 3184 Stampante 3185 Stampante a margherita

5.000.000 5.800.000 8.700.000 9.500.000 11.500.000 1650.000 3700.000 1.000.000 1.550.000 2.400.000 2.700.000

IO RESEARCH - (G.B.) A.D.S. Italia s.rl-

~

Via G. Armellini 31 - 00143 Roma

PLUTO - Scheda gestione colore per SiriuslVictor - 16 colori 768x576 pixel - 8088 - memoria 256K PLUTOper IBM - 16 colori - 788x576 Pixel PLUTOper IBM - 8 colori - 1024x768 pixel - 68.000 - memoria 384K

2.200000 3.200.000 3.700.000

~ ITI

~

Condor Informalics - Via Grancini, 8 - 20145 Milano Sistema floppy 3030 Sistema a dischi 3030 Sistema multiutenti

ICS Satran ICS Salran - Via della Balduina, 89 - 00136 Roma Home computer Masters 5 Unità microfloppy MF 5 Basic - G Basic - F Esp. RAM 32 Kb M23 mark 41 (128 K video 1 minifloppy da 1Mb) M23 mark V color M23 mark X (winchester 7.9 Mb) + 1 minifloppy 1Mb M243 (192 K, video, 2 minifloppy da 720 K. multiutente) M243 con disco 10M M243 con disco 20 M Plotter 8 colori PL 200 Disco aggiuntivo 10M o M243 Disco aggiuntivo 20 M e 243 Terminale intelligente RT 20 per M 243 M 343 (254 K, video color, grafica 2 floppy x 1.2 Mb) M 68 MARK 41 M 68 MARK 411color

399.000 790.000 130.000 150.000 150000 4900.000 8.730.000 10.400.000 9.900.000 16.450.000 20.450.000 2.400.000 8.000000 10.000000 3.400.000 15.000.000 9.300.000 9900.000

~

da 4.630000 da 8.690.000 da 13.222.000

~ ~

~

JOYTECH (Taiwan) Eieclronic Devices s.r.l. - Via Ubaldo Comandini, 49 - 00 l 73 Roma

~ 2.400.000 2720.000 4700.000 280.000 352.000 540.000 580.000 690.000 890.000 750.000 850.000 1200.000 1.300.000


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Juki 3200 stampante a margherita con tastiera. Int. seriale o parallela Juki 6100 (interfaccia parallela CTX) 20 cps. 110 col. Juki 6300 (int. parallela) 40 cps - 132 col. I/F seriale RS232 Insert. aut. fogli per Juki 6100 Insert. aut. fogli per Juki 6300 Trascinamoduli bidir. per Juki 6100 Trascinamoduli bidir. per Juki 6300 Espansione buffer 2Kb Nota: prezzo dello yen 7 lire

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MICRO DESIGN MICRO design s.r.l. - Via Roslan, 1 - 16155 Genova CFOOOl controller floppy 5", 8" BUS 12 porte MRE memoria Ram eprom 32 K (8 K standard) CVP 001 interfaccia video 80x24 (kit) SMF scheda multifunzione SER 101 interfaccia seriale RS232 OCS orologio calendario CFO O11 aggiunta doppia densità CFO 013 doppia densità per LX390 e video LX599 CPU 001 - CPU Z80A completa di 64K di memoria SIV 101 - sintetizzatore vocale 001 Modem Beli CCITI 300 Baud 001 CSA Consolle Stop On - Address CP/M Basic 18 K Orive per floppy 5" singola faccia Orive per floppy 3" doppia faccia 80 tracce (mini sllm) 6238 BASF doppio drive 5" 40 e 80 tracce Winchester 11Mb formattati con alimentatore HOST adapter controller software Alimentatore per micro + floppy 5" (5V 6A) ingresso 220 VAC Alimentatore SWITCHING(24 + 12 + 5V) Monitor 12" CP/M user group (84 volumi) su disco 8"

230.000 61.000 170000 240.000 110000 110.000 120.000 250.000 300.000 495.000 195.000 185.000 349.000 220.000 90.000 330.000 495.000 750.000 2.690.000 199.000 398.000 199.000 25.000

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Chi guarda le corse in 1Vpuò pensare che il Personal Computer che lavora in Formula 1 non abbia altro da fare che rilevare dei tempi. Ebbene, non è cosI. Perché la Formula 1 è, fra tutti i clienti, il piu difficile: conti- ~ ~~~ nua a ricercare nuove soluzioni e non si accontenta mai. Oggi al Personal Computer O Iivetti si chiede la rilevazione nel punto di massima velocità di ogni circuito. E il passaggio dei dati in tempo reale dal cronometraggio a tutti i team. E confronti, valutazioni, ipotesi su ogni variabile. E alla fine di una giornata di prove o di gara la somma di tutte le informazioni per la perfetta messa a punto delle vetture.

Cosi, in fondo, in ogni buon risultato in Formula 1 c'è un po' del nostro lavoro e in ogni Personal Olivetti c'è tutta la ricerca della perfezione richiesta dalla Formula 1. Quante volte iI vostro ufficio si trasforma in una pista di Formula 1 e quante volte nel vostro lavoro si richiedono performance da Formula 1? Provate dunque a prendere con voi un Personal Computer Olivetti. Potrete constatare subito come sappia trattare anche i problemi piu particolari. Con una eccezionale velocità di elaborazione. Con una libreria di programmi praticamente illimitata, grazie alla compatibilità con


gli standard. Con una gamma di soluzioni hardware rispondenti a differenti necessità. Con una risoluzione grafica di livello superiore. E con una leggibilità dello schermo che non ha confronti. Ecco perché i Personal Computer Olivetti sono stati scelti dalla Formula 1 e perché stanno riscuotendo in Europa e anche nei mercati piu competitivi, come gli Stati Uniti, un successo che continua a crescere. Insomma, un Personal Computer Olivetti merita proprio di esser provato. Rivolgetevi ai Concessionari Olivetti ed ai Rivenditori Autorizzati, che formano la rete di distribuzione, consulenza e assistenza piu vasta d'Italia: specialisti di alta professionalità, sempre pronti a spiegare, consigliare,

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MPF-1 P Computer MPF 1 Plus con Z80 MPF/65 Computer MPF 1 con 6502 MPF/88 Computer MPF 1 con 8088 M PF-II Computer e Accessori Base JS 1 Joy-Stick TEM 1 Tastiera Esterna Multitech modo 1 COTE2 Tastiera Esterna dattilo (TE02) + contenitore per MPF-II RS-232 C Interlaccia seriale per MPF-II ROF 2 Interlaccia per due Drive-Disk ST 40 Stampante Termina Multitech 40C/120 cps MPF-III ComputerlTastiera 64K RAM 24K ROM Interi. per 80 col. Stampa Centronics PAL 3 Scheda PAL ZCC 3 Scheda Z80 per CP/M J.S.3 Joy-SticklPaddle RS.3 Interlaccia RS232 FDI 3 Interlaccia per 2 Disk Drive FDDD Doppio Disk Drive per MPF-III PC 522 MPF PC/522 - 256K RAM - 2 FDD x 360 PC 522 MPF PC/522 - 640K RAM - 2 FDD x 360 PC52XT MPF PC 52/XT 256K RAM - 360K + 10Mb PC55XT MPF PC 55/XT 640K RMA - 360K + 10Mb PC-ETI MPF PC-ET 1 versione speciale del PC552 con Monitor Altissima Risol. 15" con grafica 1024 x 768 pixel MEB-PCl Scheda espanzione da 128 (384K) x PC MFB-PC2 Scheda multifunzione 128 (384K) x PC ACA-PC Scheda con 2 RS232 x PC MDA-PC Scheda Monocromatica x PC + Centronics CGA-PCIScheda grafica/colore x IBM-PC etc. 12 MBV Monitor 12" Fosfori Verdi Multitech Alta Ris. - Anti Rifl. Basculante 12 MBA Monitor 12" Fosfori Ambra Multitech Alt Ris. - Anti Rifl. Basculante MDM-PC Monitor 12" Multitech Monocromatico a Lunga Persistenza. Basculante x PC CVM PC Monitor 13" Multitech colore x PC MHM-15 Monitor 15" Multitech Special. 1024 x 768 di risoluzione Fosfori P158 (oro) HMGA-PC Scheda Grafica ad Alta risoluzione (1024 x 768) Monocromatica e testo 12 DKV 1 Monitor 12" Fosfori Verdi DK A.R. 12 DKA 1 Monitor 12" Fosfori Ambra DK A.R. FDD4 Floppy Disk-Drive S.L. FDl00 Multitech FDD5 Floppy Disk-Drive S.L. DK 10 x 34 Sistema Xebec 10Mb per MPF-III/IV 10 x 34H Sistema Xebec H 10Mb per MPF-III/IV 10 x 3400 Sistema Xebec OWL 10Mb per MPF-III/1V 30 x 34 Sistema Xebec 30Mb per MPF-III/IV 30 x 34T Sistema Xebec 30Mb + sentinel da 66Mb di back-up per MPF-III/IV 10 x PC Sistema Xebec 10Mb per MPF/IBM-PC 10 x PCH Sistema Xebec H 10Mb per MPF/IBM-PC 10 x 340 Sistema Xebec OWL 10Mb per MPF/IBM-PC 30 x PC Sistema Xebec 30Mb per MPF/IBM-PC 30 x PCT Sistema Xebec 30Mb + sentinel da 66 Mb di back-up per MPF/IBM-PC MAK 2 Tastiera Multitech x APPLE etc. MAK-PC Tastiera Multitech x IBM-PC etc.

ONYX SYSTEMS INC. (U.S.A,) Slrhoid Sislemi EDP Via A. Cipriani 2 - 42100 Reggio Emilia

1.250.000 85.000 125.000 50.000 130.000 125.000 1.150.000 4300.000 4.700.000 7.200.000 7.600.000

C501 OD/384K/21 MB 5 porte C5010D/384K/40MB 5 porte C501 OVl/384K/21 MB 5 porte C501 OVl/384K/40MB 5 porte C5010Vl/384K/21MB 11 porte C501 OVl/896K/21 MB 11 porte C5010Vl/384K/40MB 11 porte C5010Vl/896K/40MB 11 porte C5010VTI/896K/40MB 11 porte C5012D/512K/21 MB/5 porte. Terminale Onyx. UNIX11I C5012D/512K/40MB/5 porte. Terminale Onyx. UNIX 11I C5012V1I512K/21MB/5 porte. Terminale Onyx. UNIX 11I C5012Vl/512K/40MB/5 porte. Terminale Onyx. UNIX 11I C5012Vl/1024K/40MB/l1 porte. Terminale Onyx. UNIX 11I Espansione 512K/6 porte

8400.000 400.000 860.000 240000 400.000 480.000 400.000

OSBORNE (U.S.A.)

400.000

COMPUTATORsrl Via F Verdinois 8 - 00159 Roma

400.000 1.300.000

Osborne 1 (portatile 64K RAM, tastiera video 5", 2 minifloppy 200K, Interlaccia, CP/M, Word Star, MBasic, CBasic, SuperCalc) Screon Pac (upgrade 80 colonne) Osborne Executive(portatile 128K RAM, tastiera, video 7", 2 minifloppy 200K, 2 RS232, IEEE488-Contronics, CP/M plus. WordStar, MBasic, CBasic, SuperCalc. Personal Pearl Osborne Encore 128-01 (ultra portatile. 128K RAM. LCD. minifloppy 360K. Interlaccia, alimentatore, MS-DOS) Osborne Encore 128-02 (come 128-01 2 minifloppy 360K) Osborne Encore 256-02 (come 128-02 256K RAM) Osborne Encore 256-02-MA (come 256-02 adattatore CRT esterno) Osborne Encore 512-02 (come 256-02 512K RAM) Osborne Encore 512-02-MA (come 512-02 adattatore CRTe~terno) Modulo aggiuntivo 128K RAM (per 128-01 e 128-02) Adattatore per CRTesterno Osborne Vixen (portatile, 64K RAM, video 7", 2minifloppy 400K, Interfaccia, CP/M, WordStar, MBasic, Super Calc, Osboard, Media Master, Desolation, TurnKey)

1.500.000 2.000.000 260.000 260000 390000 350.0000 3.500000 3.200.000 2.500.000 6.800000 12.500.000 3.500.000 3.200.000 2.500.000 6.800000 12.500.000 250.000 280.000

2.350.000 530.000

3.100.000 4.000.000 4400.000 4.700.000 4.995.000 5.200000 5495.000 600.000 550000 3750.000

PEANUT COMPUTER Co. Ltd. (Taiwan)

Schede per Apple Il AlDD/A 12 bit 8 canali - AlD converter 20 MS. 8 can. 12 bit + DIA 1 can. 12 bit DIA Card 16 bit - DIA Converter 16 bit 2 canali con I/O m 2 canali AlD Card - AlD Converter 16 canali 8 bit 0,5 volI. AlD DIA 8 bit - A/D Converter 8 bit16 canali con DIA conv. IEEE488 - Interlaccia per bus GP 18 per APPLE I.C. TESTERCARO - Prova integrati serie m MOS RAM con software (mFREE) 8748-8749 Programme R - Programmatore microprocessori con eprom interna Eprom Writer HK 128 - Programmatore eprom 2716-27128 per Apple TIme Il Card - Scheda real lime clock con batteria tampone Micro 16 bit 8 slot 256K - 2 drive

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OKI (Giappone) Technilron Viale Milanotiori Pal. E/2 - 20094 Assago (MI) 875.000 2.195.000 1.225.000 2.395.000 1.300.000 1.750.000 1.825.000 5.350.000 5.750.000 795000

PERTEL OLiVETII

13125000 17300.000 14.900.000 19.000.000 16350.000 19.350.000 20900.000 23.900.000 29000.000 19900000 23.900.000 20.900.000 25.500.000 29.900.000 6.500.000

Pettel S. n. C. Via Ormea 99 - 10126 Torino

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Microline 182 A 80 col. 120 CPS Microline 84 132 col. 200 CPS Parallela Microline 192 80 col. 160 CPS Parallela Microline 84 132 col. 200 CPS Seriale Microline 192 80 col. 160 CPS Seriale Microline 193 132 col. 160 CPS Parallela Microline 193 132 col. 160 CPS Seriale OKI 2350 132 col. 350 CPS OKI 2410 132 col. 350 CPS NLQ OKI MATE20 - 80 col. 80 CPS - colori

1.550.000 374.000 703.000 166000 5.486.000 5.009.000

Ml0-24KRAM PL10 microplotter per M 1O MC10 acoustic compier per M 1O Espansione 8K per M 1O M24 bifloppy 256K RAM - video monocromo M21 bifloppy 256K RAM - video monocromo

530.000 780.000 850.000 500.000 30.000 100.000 230.000 150.000 140.000 420.000

673.000 267.000 361.000 533.000 292.000 241.000 480.000 394.000 144.000 2.325.000

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(Italia)

Olive"i s.p.A. Via Meravigli 12 - 20123 Ivrea (MI)

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Schede per Apple Teleraster - Digilalizzatore immagini video da telecamera 256 x 256

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Pixel Digicoder - Scheda aCQuisizioneper Encoder ottici 2 canali 8 + 8 Digit Parallel Port - Interfaccia 24 porte TIL 1/0 con 8255 Parallel Printer interfaccia - Interf. parallela lowcost grafica per OKI

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PHILlPS S.p.A. Philips s.p.A. Piazza IV Novembre, 3 - 20124 Milano VG 8000 Computer MSX 32K RAM - 32K ROM 32 sprites - 16K video RAM VG 80 l O Computer MSK 48K RAM VG 8020 Computer MSK 80K RAM Monitor monocromatico BM 7552 Stampante a matrice 80 col. V W 0020 Stampante a matrice 40 col. V W 001 O VY0002 Quick disk 2.8" VY0010 Floppy disk drive 3.5" Interfaccia stampante W 0040 parallela Centronics Espansione t 6K RAM VU 0031 Espansione 48K RAM VU 0033 G7400 Videopac con 2 joystick C7420 Modulo estensione home computer Registratore D6600/60P Cartucce gioco da 20.000 a 50.000

470.000 516.000 635.000 220.000 533000 317.000 320.000 720.000 55.000 76000 125000 100.000 100.000 90.000

PCS 84000/B: 2 drive 500 KB + video PCS 8400 IIB: 2 drive 1 MB + video PCS 84002/B: 1 dr. 500 KB + H.disk 5.8 MB + video PCS 84003/B: 1 dr. 1 MB + H.disk 5.8 MB + video PCS 84005/B: 1 dr. 1 MB + H.disk 10MB + video PCS 84000/C: 2 drive 500 KB + video PCS 84001lC: 2 drive 1 MB + video PCS B4003/C: l dr. 1 MB + H.disk 5.8 MB + video PCS 84005/C: l dr. 1 MB + H.disk 10MB + video PCS 84003/BM: l dr. 1 MB + H.disk 5.8 MB + video PCS 84005/BM: 1 dr. 1 MB + H.disk 10MB + video PCS 84008/BM: Ogni posto di lavoro aggiuntivo PCS 84002/CM: l dr. 500 KB + H.disk 5.8 MB + video PCS 84003/CM: l dr. 1 MB + H.disk 5.8 MB + video PCS 84005/CM: l dr. 1MB + H.disk 10MB + video PCS «Formula 1 »: CPUl80 + 64KB + 2 Drive da 500 KB cado + Monitor 5" e 9"

PRINTRONIX

6600.000 8.100.000 10.800.000 11100.000 12100.000 8.900.000 10.400.000 13.700.000 14.400.000 13500.000 15.500000 1.700.000 14.800.000 15.800.000 17.800.000 5.600.000

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M.P.H. - Via Generai Govone, 56 - 20155 Milano Sottosistemi di stampa grafica per CPU IBM MVP P300 P600 P300 XQ P600 XQ

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PHILlPS LAGOSISTEMIS.p.A. Via Torino, 2 - 20123 Milano 2093-1 Scheda 16 bit con 128 Kb RAM con MS/DOS (dischetto e manuale) 2093-2 come 2093-1 ma con 256 Kb RAM P2500/M CPU + Monitor grafico 12" 64 Kb RAM + 2 minifloppy da 304Kb + tastiera italiana + interfaccia seriale CP/M P2500/M DS come P 2500/M con 2 minifloppy da 604 Kb P2010 Portatile con 2 minifloppy da 160 Kb + CP/M + Wordstar e Calcstar P2012 Portatile con 2 minigloppy da 640Kb + CP/M + Wordstar e Calcstar P2145 disco fisso 10Mb P2092 Scheda di Esp. di memoria 256Kb P2091 Scheda IEEE488 • Comprensiva di IEEE488 basic PT 80 - Stampante 80 col. 80 cps PT180 Stampante 132 col. 160CPS P2014 - come P2012 ma con 10Mb e 1 floppy disco da 640Kb P2016/A - come P2012 + 1-P2093/1 (Scheda 16 bit - 128K RAM sotto MS DOS) P2016/B - come P2012 + l-P2093/2 (Sceda 16 bit - 256K RAM sotto MS DOS) P2018/A - come P2014 + l-P2093/1 P2018/B - come P2014 + l-P2093/2

a.M.S. M.P.H. Via Generai Govone, 56 - 20155 Milano 600000 1.280.000 5.750.000 6.150.000 2900.000 3.500.000 3.450.000 850.000 800.000 1.000.000 1.600.000 5.850.000

4.600000 6.350000 6950.000

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P20 IO l80A 4 MHz 64 Kb, con video 9" monocromatico, 2 minifloppy da 160 Kb tastiera separata CP/M, WordStar, CalcStar P20 12 4 MHz 64 Kb video 9" monocromatico, 2 minfloppy da 640 Kb tastiera separata CP/M, WordStar, CalcStar, TESI P2145 Hard Disk Winchester esterno 10Mb con cavo P2091 Scheda 1/0 controller IEEE488 e BASIC (IEC) P2092 Scheda 256 Kb aggiuntivi per Virtual Disk P2093 l Scheda 16 bit. S.O. MS-DOS, 128 K RAM P2093 2 Schede 16 bit. S.O. MS-DOS, 256 K RAM P2093 3 Schede 16 bit. S.O.MS-DOS, 512 K RAM P2453 Borsa protettiva per trasporto 30421 Service and Reference Manual 11921 CP/M Reference Manual

Magnum M 3000 Controller intelligente gestione grafica stampante Printronix Magnum M 3400 Magnum M 2780 Magnum M 3276 Nota: 1 $ = 1.900

1.200.000 999.000 1.500.000 2.200.000 3230.000

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3.700.000

SCALA (Taiwan) 4.550.000 3.300.000 800.000 860.000 600.000 1340.000 2.150000 60.000 175.000 60.000

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COMPUTERUNESRL Via Ubaldo Comandini, 49 - 00113 Roma 16000T SUSY5 Xl Compatibile 160 16T SUSY5 come 16000T ma con 2 drives da 360K cadotipo slim line 160 17T SUSY5 come 16000T ma con il floppy da 360K e un Winchester da 10MB 16253 Grafica colore RG8 o uscita B/N Videocomposito 16254 scheda colore con porta parallela 16255 RS232 1 porta seriale 16256 RS232 2 porte seriali 16257 scheda controllo floppy da 5" 1/4 a microfloppy da 3" 1/2 (fine a 4 unità) l 6258 scheda grafica monocromatica tipo Hercules verso Il. con porta parallela

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1.302.900 2.044.400 4.219.200 187.900 250.200 179.400 175900 113.600

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"

16259 scheda testo monocromatica 16260 scheda multifunzione da 256K ram. 1 porta parallela. 2 seria li. orologio Zero RAM 16261 scheda multifunzione Maximmer 384K. 1 parallela, 1 seriale, orologio e game O RAM 16262 scheda Net-Work per connettere piĂš CPU tra di loro 16264 scheda Barecom Modem 300 Baud CCITI V21 16265 scheda AD/DA 12 bit AlD x 16 canali. D/A x 1 canali 16266 scheda A/D DIA & 110 x bit A/D x 8 canali D/A x 2 canali 16267 scheda madre SUSY5 PC IBM compatibile, espandi bile a 256K con zero RAM 8 Slots 16268 scheda madre SUSY5 XT IBM compatibile, espandibile a 256K con zero RAM 8 Slots 16269 adattatore stampante con Game l/O 16270 scheda ROM con zoccoli 16272 scheda ROM epr. prototipi con 6 zoccoli vuoti 16273 scheda prototipi 34 cm x 11 cm 16274 programmatore di EPROM. 2716, 32, 64.128 ecc. 128K di buffer 16271T scheda multifunzione da 512K game 110 16276 PC Bus Extender 16 bi!. 16277 PC Bus con 12 slot e con il connettore di alimentazione 16278 scheda di espansione da 512K con zero RAM 16279 Add-on port per scheda multifunzione tipo 16260 16280 scheda di espansione da 256K con zero RAM 16250 tastiera 16250K tastiera 16296 alimentatore da 135 Watt con Fan 4026 joystick con selezione autocentro Floating Apple 2E/IBM compatibile FP40260 con fuoco veloce e grossa impugnatura NEW eprom programmer 16264T modem box 1200 baud autodialing-answering 1048A SUSY 2 48K CPU 6501. minuscola/maiuscola, pad numerica 1048K SUSY 2 48K con tasti funzione a pad numerica 1064A SUSY 2 64K con pad numerico e tasti funzione. alim. da 5 A EP064 SUSY 2E tastiera staccata. tasti funzione (Apple 2E U.S.A. compatibile) EC164 SUSY 2E tipo standard (Apple 2E U.S.A. compatibile) FX2001 SUSY 2E grafica colore & suono. (Apple 2E USA compatibile) 2048FK scheda madre SUSY 2 48K su zoccoli 2064A scheda madre SUSY 2 64K su zoccoli 6001 Disk drive card 60010 D/Side int drive card 6002 EPSON interfaccia parallela senza cavo 6003 language card 6004 Integer card 6005 Z -80 CP/M card 600680 x 24 6006S 80 x 24 6007 RS 232 card 6008 16K RAM expantion 6010 Apple parallel card tipo Centronics 6011 Communication card 6012 7710 Asynchronus card 6013 Forth card 6015 Buffer card con 32K RAM e interfaccia Centronics 60166522 Controller via card 6018 Interfaccia IE488 card 6020 Speech & Speaker con dischetto 5 pollici 6022 128K RAM satura card 6023 6808 card 6025 Music system C. & SP W/S 6027 Wild card disco per sblocco programmi 6032 Pal card W/ Modulator 6035 AD/DA Card 8 bit risaI. 50 msec tempo/conv. 0-15v. 1 au!. anal. 6038 EPROM Writer 2716/32/64 6101 13/1 6 Sector disk card 6102 RVB Card & Cable 6103 Nice Print card 6104 Accellerator card 6105 Super graphlc card a 64K RAM 6106 RS232 C Card 4001 Keybrd per 1048 4001 A Keybrd per 1048A 4001 FK Keybrd per 1064 4002T Switch. power supply 5A 4003 Case per 1048 4003A Case per t 064 4004 RF Modulator 4008 Joystick 4008T Desk top joystick

250.600 271000 220.500 870.000 435.000 319.400 333.200 389.300 339.800 53.800 54.900 77700 57300 328900 526300 387.300 138.600 101.900 63.600 113.300 155.500 183.700 266600 35.900 32.100 350600 377900 525.500 547.200 579.000 757.000 679.400 950.000 284.000 294900 48.400 121.200 68.400 86.400 98000 67.800 116.600 146.200 79.400 84.000 66.100 79.400 214.300. 89.000' 202.000 56.000 156.300 70.100 252.800 278.000 104.400 72.600 81.500 290800 99.200 70.100 146.600 168000 467500 245500 170.400 133.400 105000 112.600 86.300 103800 96.600 15.300 21.700 28300

4009 Joystick autocentering 40090 Joystick auto quik fire 4009V Joystick dulex 4010 Touch Table 4014 FAN 40 14P Coallng fan W/Cable 4015 Light pen H. Res W/S 4016 Graphic Table 4021 Extenderal Port 4022 Modem galatex CCITI 4024 4 porte extender 4490 Keybrd. Multitech SUSY 2 4491 Keybrd. Multitech SUSY 5 TP201 Touch Pad TP301 Touch Pad & Joystick = 2 In 1 5001 Disk Drive silm 5" 1/435 tracce Nota: 1S = lire 1.800 Âą 5%

39 700 57.000 50000 157.600 27.200 65600 340.300 109.900 13.300 242.000 17.400 198600 198.600 103.800 134900 251.100

S.C.M. Smith Corona Marchand (U.S.A.) Tiber SpA Via Madonna del RIposo. 127 - 00165 Roma Stampanti 82901 - Mod. 080 ad aghi 80 Col. grafica. parallela, Centromcs 80 cps 82903 - Mod 0200 ad aghi Nlo 80 Col. grafica, parallela. Centronlcs Seriale RS232 160 cps 82904 - Mod. 0300 ad aghi Nlo 132 Col. gralica, parallela. Centromcs e Seriale RS232 160 cps

520.000 1160.000 1.650000

S.E.1. Dala Base Sp.A Via/eLegioni Romane 5 - 20146 Milano Monitor per PC IBM Terminale video per PC IBM Monifor colore grafico per PC IBM Terminale video colori grafica per PC IBM Terminale video colori grafica IBM AT

1.100.000 1.700.000 2.350000 3000.000 3500.000

SEIKO FOTDREXS.pA Via Fiume 4B - 20099 Seslo S. Giovanni (MI) Serie 8600 per multiutenza composta da: 128KB 1 posto di lavoro da 655 Kb - 1 Hard disk 10Mb - 1 esp. di memorie 128 Kb Serie 8600 per multiutenza - 128 Kb - 2 posti lavoro 1 floppy 655 Kb 1 Hard disk 2 Esp. di memoria 128 Kb Posto di lavoro supplementare

14.950.000 19.800.000 2.623.000

SEIKOSHA (Giappone) Rebit Computer - Divisione della GBC Italiana Spa Viale Malleolli, 66 - 20092 Cinisello Ba/samo (MI) GP50A (46 Col. 40 CPS) in!. parallela Centronics GP50S (32 Col. 35 CPS) per Sinclair ZX81 e Spectrum GP50 MX (46 Col. 40 CPS) per Computer MSX GP55 AS (46 Col 40 CPS) interfaccia seriale RS 232C GP1 00 AT (80 Col. 50 CPS) per Home Computer Atari GP500 VC (80 Col. 50 CPS) per computer Commodore VIC 20 e 64 GP500 AS (80 Col. 50 CPS) in!. seriale RS 232C GP500 A (80 Col. 50 CPS) int. parallela Centronics GP550 A (80 Col. 50 CPS) int parallela Centromcs NL.o. GP700 A (80 Col. 50 CPS) a colori, in!. parallela Centronics GP700 VC (80 Col. 50 CPS) a colori per Computer Commodore 64 SP8001 al come SP8001 ma con una interf. per Sinclair al SP1000 AP (MACINTOSH - APPlE IIC) 80 col. 100 CPS - Nlo 20cps bidirez. Trattore a sezione in!. au!. di foglio SP800 A (80 Col. 80 CPS) N.L.o. in!. parallela Centronics SP800 I (80 Col. 80 CPS) N.L.o. versione totalmente PC IBM compatibile SP800: al (versione dedicata a Sinclair aL) BP5200 A come 52001 ma con interi paraI. Centronics standard e seriale RS232 BP 52001 (136 Col. 200 CPS) N.L.o. versione fatalmente PC IBM

260000 290.000 290.000 330.000 550000 550.000 550.000 510000 650000 850.000 900000 740.000 780.000 740.000 740000 740.000 2300000

// //

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• ~ ~ '. ~ ~ ~ .

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compatibile BP 5420A (136 Col. 420 CPS) N.L.O. int. parallela Centronics RS 232C BP 54201 (136 Col. 420 CPS) N.L.O. versione totalmente compatibile Introduttore automatico foglio singolo per BP 5200 I/A Interlaccia Grafica Apple II/GP500A Interlaccia Grafica Apple Il e Apple IIE/GP700A Interlaccia Grafica Commodore 64/GP700A Intefaccia Grafica Spectrum/GP700A Interlaccia RS232C. TTY20 mA. per GP700A

2.300.000 e seriale 3100.000 PC IBM 3.100.000 640.000 150.000 215.000 150.000 151.000 240.000

m

~ ~ ~

SGS ATES (Italia)

~ ~ ~ ,

NBl 80 - Low cost Nanocomputer Sys. NBl 80-S Self-Contained Nanoc. Sys. NBl 80-HL High-Ievel Nanoc. Sys. UX 8-1 Computer UX 8-1 XO Computer UX 8-4 Computer SAMSON 10 - 512Kb RAM - 4 porte ser. 1 p. paraI. 40Mb di H.O 67Mb di casso streamer - UNIX SANSON16 - 512Kb RAM - 8 p. seriali 1 p. paraI. 85 Mb di H.O 67Mb di casso streamer - UNIX

~ ~ , ~ ~ ~ ~ ~ ~ , ~ ~ ;... ~ ~ l'

.. ~

~ •• ~ ~ ~ , ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~

SGS A TES Componenti Elettronici Sp.A. Via Carlo Olivett/, 2 - 20041 Agrale Brianza (MI)

SHARP CORPORATION

692000 1.307.000 2.352.000 3.803.000 8.093.000 9653000 31.500.000 39500.000

(Giappone)

Melehioni Computertime Viale Europa 49 - Cologno Monzese - 20093 Milano PA 1000 - Macchina per scrivere portatile Ml -721 - Cpu l80A 64K, tastiera alfanumerica,

558.000 cassetta

mag~etica

1200 bit/sec.

900000

Ml -731 Cpu l80A 64K tastiera alfanumerica, cassetta magnetica 1200 bitlsec. stampante plotter 4 colori Ml 811 con 821 ma senza registratore a cassetta Ml 811 00 come 811 più unita Ouick Oisk da 2.8" Ml 821 CPU l80A 64K Tastiera alfanumerica - cassetta magnetica 1200 bit sec. Ml 821 + Video + Unita doppio floppy + interlaccia floppy + sistema operativo CP/M Ml3530 CPU 2 x l80A 64KB ram. 1 floppy 5" (340KB). Interlaccia parallela Centronics. Interlaccia seriale RS232C Ml3530/1 Ml 3530 con tastiera alfanumerica (MlIK03), video 12 fosfori verdi (MlIOO7) Ml3541 CPU 2 x l80A 128K ram 2 floppy 5 (2 x 340KB). Interfaccia parallela Centronics, interlaccia seriate RS232C Ml3541/1 Ml3541 con tastiera alfanumerica (MlIK03) video 12" fosfori verdi (Ml1 007) Ml3541/2 Ml3541 con tastiera alfanumerica (MlIK03) video colori 12 (MlI008), scheda grafica completa (Ml1R03 + 2 x Ml1R04) PC5000 CU 8088 16 bit. 128K ram. L.C.O. 80 x 8 caratteri lettore di bubble memory PC5000/1 PC5000 con stampante termica integrata e bubble memory 128K PC5000/E PC5000/1 con Easy Pac residente su ROM 10-070 ink jet color image printer

SIEMENS AG (Repubblica

1.250.000 840.000 1.384.000 930.000 3.490.000

TImekeeper - Orologio datario per SiriusMctor Espansioni per SiriusNictor - 128K Espansioni per SiriusMctor - 256K Espansioni per SiriusNictor - 384K Espansioni per PC-IBM - 64K porta seriale asincrona Espansioni per PC-IBM - 128K porta seria le asincrona Espansioni per PC-IBM - 192K porta seria le asincrona Espansioni per PC-IBM - 256K porta seriate asincrona Espansioni per Apricot 256K Espansioni per Apricot 512K Espansioni per Apricot 630K Scheda programmabile per Apple Il - Porta parallela Scheda programmabile per Apple Il - Porta seriale

SINCLAIR

240.000 504.000 760.000 1.000.000 430.000 570.000 710.000 860000 11 00000 3.000.000 3.300.000 175.000 175.000

(Gran Bretagna)

Rebit Computer - G.B.C. Italiana S.p.A. Viale Matteotti, 66 - 20092 Cinisello Balsamo (MI) Sinclair OL - processore 32 bit - 128 RAM - espandibile a 640K - 2 microdrive incorporati Espansione da 64K RAM PCML Espansione da 128K RAM PCML Espansione da 256K RAM PCML Espansione da 512K RAM PCML Micro floppy drive 1 da 3,50" modo DD-50 Microfloppy drive 2 da 3,50" modo 00-40 OL Monitor 14" a Colori RGB lX Spectrum 16K lX Spectrum 48K lX Spectrum Plus. 48 K lX Microdrive lX Espansion System 80 K Interlaccia I ZX 81 con alim. 07 A Espansione 16K RAM Memotech Kit di trasformazione Per Spectrum 48K Interlaccia per monitor Accessori e periferiche non di fabbricazione Sinclair Espansione 32K RAM per lX Spectrum 16K con cassetta software Box sonoro amplificato

1.149.000 299.000 399.000 599.000 899.000 850.000 499.000 600000 339.000 423.000 550.000 169.000 340.000 169.000 99.000 99.000 99000 60.000 99.000 25.000

3.100.000 4.085.000 4.250.000 5235.000 7.185.000 3.800000 4.950.000 5.990.000

3.50q~000

SIPREL Via di Vittorio 82, Zona Indie Baraeeola - 60020 Candia (AN) KIO 6410 (6502, 64K RAM. RGB TV. drive 140K monitor 12") KIO 6420 (come KID 6410 con 2 drive 140K) KIO 64SX (come KIO 6410 con Z80. HO 10M e drive 655K) ASM Il (HO 10MB con floppy 655KB) Monitor Philips PCT 1201 (ambra, antiriflesso) Monitor Prandoni serie PB (14" colori, RGB, standard risoluz. orientabile) Monitor Prandoni serie PB (14" colori, RGB, media risoluz. orientabile) Interlaccia parallela (tipo Grappler) Interlaccia seriale RS 232C Scheda l80 Scheda 80 colonne con softswitch

2.100.000 2.630.000 5.995000 4.250.000 240.000 600.000 850.000 120.000 220.000 130.000 220000

Federale Tedesca) SPECTRAGRAM

Siemens Eleetra Spa Via Lazzaroni 3 - 20124 Milano Stampante Stampante Stampante Stampante Stampante Stampante Stampante Stampante Stampante Stampante Lettore di

SIMON COMPUTER (G. B.) A. O.S. Italia s.r.l. Via Giuseppe Armellini 31 - 00143 Roma

PT88N aghi (80 cps. matrice 9 x 9) PT88T Ink jet (150 cps. matrice 9 x 9) Pl88T compatibile IBM PT 89N ad aghi (80 cps - 132 col.) PT 89T compatibile IBM PT 89T Ink jet (150 cps. - 132 col.) PT80 12 Ink jet (270 cps. matrice 9 x 12) 2503 aghi (250 cps. matrice 9 x 7) 2503 aghi (1 60 cps. matrice 9 x 9 OCR) PT 801lnk jet (270 cps matrice 9 12) carattere OCR 2481 (apparecch. completa)

(U.S.A.)

TELAV International 1.200.000 1.574.000 1.845.000 1.587.000 2.036.000 1.824.000 3.030.000 3.200.000 3.500.000 4.500.000 2.800.000

Scheda RGB 256 colori per Apple Il

SPECTRAVIDEO

390000

(U.S.A.)

Comtrad s.r.l. SVI318 SVI 328 SVI 904 SVI 602 SVI 205

MK Il Computer (64K ROM/RAM) MK Il Computer (32K ROM/80K RAM) Cassette Drive Mini Expander Cavo per stampante

445.000 882.000 118.000 59.500

8~OO;


~, SVI805 RS 2321nterface SVI807 64K RAM SVll05 Tavola Grafica SVI 603 Adattatore per Coleco con 2 Joystlck SVII 03 SVI 010 Compemate SVll01 Joystlck SVI 102 Joystlck Monitor colori 14" SVt 728 MSX Computer (32K ROM + 80K RAM) SVI707 MSX Disk drive 320 K SVI 727 MSX 80 Column Card SVI737 MSX Modem con RS 2321nterface SVI747 MSX 64K RAM SVI 757 MSX RS 232 Interface SVll01 MSX Joystick SVI 606 MSX Adattatore per SVI 318/328 SVI 808 MSX Modem SVI 201 MSX Alimentatore per SVI 728/707 SVI 207 MSX Cavo per stampante SVI 208 MSX Cavo per cassette drive SVI209 MSX Cavo RS 232 per SV1737/757 SVI 727 MSX 80 col. SVI 747 MSX 64K RAM SVI 767 MSX Data Cassette SVI 777 MSX Quick Disk SVI 102 MSX Joystick SVI 104 Joystick 3 in I SVI 107 MSX Joystick SVll07Joystick SVII 05 MSX Tavola grafica MS 1000 Stampante 100 cps SC 1200 Stampante cps. Bondwell 12 Computer Trasportabile Bondwell 14 Computer Trasportabile Bondwell 16 Computer Trasportabile Model 02 Computer portatile Model 02A Computer portabile modem incorporato SVI 328 MK 2 Computer SVI 605 Bus con un disco drive (256K) 1 Centronics 80 col. SVI 605 A Bus con 2 D. drive (256K) 1 Centronics 80 col. SVI 605 AA Bus con 2 D drive (256K) 1 Centronics 80 col. SVI 605 B Bus con 2 D. drive (500K) 1 Centronics 80 col. SVI 605 BB Bus con 2 D. drive (500K) 1 Centronics 80 col. SVI 905 Drive per SVI 605 SVI 205 A Cavo per stampante SVI803 16K RAM SVI805 RS232 SVI 806 Scheda 80 col. SVI 807 64K RAM Monitor colori 14" (40 colonne)

174000 245500 198 000 194 000 138000 20500 23.000 500.000 695.000 917.000 295.000 327.000 267.500 189.500 17.500 224.000 154.000 50.500 50.500 18.000 78.000 295.000 267.500 96.000 318.000 25.000 33.000 21.000 21.000 149.000 760.000 800.000 3.284.000 4.078.000 6.686.000 2.835.000 3.034.000 882.000 1.468.000 2.100.000 2.503.000 2.563.000 2.864.000 580.000 60000 87.000 174.000 265.000 245.000 500.000

CLA/TRONSpA V/e Certosa. 269 - 20/5/

ij"'/'

Mi/ano

~

~ Stampanti DP-8240F40 col l/linea/secondo cps SG 10X 80 col - 120 cps SG 10 MSX 80 col - 120 cps bldlrezlon SG 10- 120 cps. 2K buffer - 80 col. NLQ SG 15 - 120 cps. 16K buffer - 136 col. NLQ SD lO - 160 cps 2K buffer - 80 col. NLQ SD 15 - 160 cps 16K buffer - 136 col. NLQ SR 10 - 200 cps 2K buffer - 80 col. NLQ SR 15 - 200 cps 16K buffer - 136 col. NLQ Powertype (Daisy Weel) 18 cps. STX-80 80 col. 60 cps. STX 80 MSX 80 col. 60 cps.

SYSTEM ELEKTRONIC

l''./.

0

560000 780 000 780 000 950.000 1.420.000 1.380.000 1.800.000 1.900.000 2.350000 1.400.000 580.000 540.000

~ ~

l''h

IHLOEMANN

0011. Ing. Giuseppe De Mica S.p.A.

V/e Vittorio Vene/o, 8 - CassliJade Pecchi (Milano) AIM 65 lK RAM AIM 64 4K RAM

1.456.000 1.480.000

Accessori per AIM 65 Tastiera Display Stampante Assembler 4K Basic 8K Forth 8K PL 65 8K Pascal 20K RAM Contenitore + Alimentatore

305000 769000 1.005000 95.000 173.000 173.000 224.000 266.000 543.000

~

TATUNG Te/com sr/- Via Civita/i, 75 - 20/48 Mi/ano Terminale video modoVT 4100 Terminale video modo VT 4200 BASE Terminale video modo VT 4200 S Emulazioni Esprit IIIADM34/ViewpointlDL80 Terminale video modo VT 4200 B Emulazioni TVI 912BITVI 9201TV1 925 Terminale video modo VT 4200 C Emulazioni ANSI 3.63/VT52MI32 L1KE Terminale video modo VT 4200 D Emulazioni ADM 3A Viewpoint HZ1500M52

~ 1.100.000 1.200.000

~

1.300.000

~

1.280.000

~ ~ ~

1.260.000 1240.000

~

TELCOM SPERRY

Te/com s.r.l. - Via Malleo Civita/i, 75 - 20/48 Mi/ano

Sperry s.p.A. Via Po/a 9 - 20/24 Mi/ano

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Teo Rusconi ha appena sfatato la leggenda secondo la quale i floppy disc sono tutti uguali Difatti sembrano tutti uguali finchè non si osserva con attenzione il jacket. Qui termina l'uguaglianza. La maggior parte delle società costruttrici sigillano i dischi un punto qui, un punto là, lasciando parte dei lembi non sigillati. Prima o poi ai lembi accadono cose naturalissime: si gonfiano, si curvano, si raggrinziscono ... in poche parole si aprono. GLI ALTRI DISCHETII chiusi un punto qui. un punto là lasciano gran parte dei

lembi aperti.

Con penne, matite, unghie persino un ragazzino di quattro anni come Teo può infùarsi in quegli spazi aperti. Naturalmente è un danno enorme perchè se si inserisce qualcosa di molle e slabbrato nel disc-drive quest'ultimo può incepparsi; si può rovinare la testina e si possono perdere i dati. Questo può accadere con gli abituali sistemi di chiusura ma non con i dischetti Memorex che usa un procedimento esclusivo chiamato "Solid-Seam Bonding". Con questo sistema ogni singolo millimetro quadrato dei lembi di tutti i dischi Memorex viene sigillato ermeticamente, rendendoli più rigidi e più resistenti.

È un sistema che consente al floppy disc di sostenere ogni assalto, che impedisce alla testina di rovinarsi e ai dati di andare perduti. Il che sta a dimostrare che un floppy disc Memorex non è uguale a tutti gli altri: è migliore. E il sistema di saldatura è solo un esempi·o della cura infinita con cui viene prodotto ogni floppy disc Memorex; sia esso da 8", da 5 1/4" o il nuovo 3 1/2". Questa estrema accuratezza dà la garanzia che ogni disco Memorex è al 100% perfetto. La prossima volta che acquistate un floppy disc - o qualche centinaio - ricordate: non tutti i dischetti sono uguali ... Memorex vi mette al riparo da qualsiasi inconveniente.

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~~~~~~\J~ci-o;;~~~~a~;r~~~e~iS~~~~~r~~i~~~~::: -------------------«Computers Fand Club Organization» è un·or· ganizzazione per tutti gli utenti di un computer. di qualunque tipo, l'organizzazione non è a sco· po di lucro, e prevede scambi, concorsi a premi. e anche tre servizi speciali: già contiamo molti membri, aggregati anche tu. Per informazioni: Jantus A., Via Marco Polo, 79 - 00154 Roma. -------------------Cerco utilizzatori del Triumph-Adler Alphatronic PC per scambio idee, consigli e programmi. Lenzi Filippo, Via P. Mengoli, IO - Bologna. Per ulteriori informazioni telefonare allo (051) 395303. -------------------HP 71 cerco possessori per scambio idee, esperienze, e programmi. Geom. Giambusso Pietro, Corso Gelone, 106 - 96100 Siracusa - Te!' (0931) 61642 sera.

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Testo dell'annuncio:

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Novembre 1985

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