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Po/aroù! Pa/(~/ll'

I "ediamoJlei dettagli il mOllwggiodeidue ('orp; mllcl'I,ùw. A sinistra il 35 01",: nO/un' il nn'o di massa/ra iI"'inder ed il Patelle ed il cordone c/re controlla lo scallo eleltromagnetico a distan:a. A destra il corpo per jìlmpack 669. Vicino ad ogni corpo le relative pellicole. entrambe a sviluppo immediato.

principali: un sottosistema che si occupa di visualizzare le immagini con sintesi dei colori (il Palette vero e proprio), un sottosistema di ripresa fotografica (dorsi portapellicola nei formati 8x IO o 135) ed un sottosistema di sviluppo e montaggio dei materiali sensibili. A questi va aggiunto un software di gestione, il quale permette l'interfacciamento fra il personal ed il Palette, la scelta delle immagini e dei colori e cosÌ via. In definitiva il Palette è una strana unione tra software, hardware propriamente detto, componenti ottici e reagenti chimici; un oggetto interdisciplinare, se vogliamo, con un piede nell'analogico ed uno nel numerico. Nella confezione troviamo, magistralmente imballati, un numero incredibile di oggetti: il Palette con relativi cavi di connessione RS-232. video e rete; il manuale

/" queste due immagini Iroriamo è filata soppressa fu corre:;olle

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col dischetto di sistema; un corpo macchina formato 35 mm (di produzione Minoltal con tanto di winder, batterie, cavetto di telecomando e adattatore ottico per la connessione al Palette; un dorso formato 8x IO per pellicole istantanee Polaroid 669; uno sviluppatore per diapositive Polachrome a sviluppo istantaneo; un apparecchio per tagliare nonché intelaiare le diapositive; ed infine anche una confezione da 100 telaini per dia. In pratica manca solo la pellicola, per il resto c'è tutto ciò che serve per catturare l'immagine, ricolorarla, fotografarla, sviluppare la pellicola ed ottenere una dia montata pronta per la proiezione: e scusate se è poco.

L'uso del Palette Esistono diverse versioni del Palette. in

funzione del personal cui il sistema deve essere collegato; noi abbiamo ricevuto quella per IBM e compatibili, quindi descriveremo il funzionamento del sistema in unione al PC 18M. Le differenze fra i vari sistemi non dovrebbero comunque essere molto grandi. Il Palette si collega al PC tramite due connessioni: alla RS-232 per i segnali di controllo e all'uscita video (RGB o composita) per ricevere l'immagine da fotografare. Il concetto che sta alla base del suo funzionamento è molto semplice: "ripetere" l'immagine da fotografare su un monitor locale per poterla fotografare con una macchina dedicata. In questo modo si evitano innanzi tutto i problemi logistici citati poc'anzi, si riesce ad ovviare a quelli tecnici e, sapendoci fare, si possono prevedere funzioni che con una ripresa fotografica

rappresentata la taru/o::a di Selltlll1tu/Ut! colori che il Patellt' Ò 11I('lIe li llispo.\·i:iollt,. L(' due /010 di//ernl 0110 per 1m particolart': 111'fut'/la di \/ni.\utI dell'eIll'uo raster, e quindi appare piulIoslO "o righe". Si appre::a immediatamnlle la d(f/t'rell:a ('0/1 l'allrll. molla migliore.

MCmicrocomputer

n. 42 - giugno 1985

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042 MCmicrocomputer  

Giugno 1985

042 MCmicrocomputer  

Giugno 1985

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