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Lotus Sl'mphony

tà di visualizzare grafici in quattro colori contemporaneamente ai testi. I grafici, una volta messi a punto, possono venire salvati su disco (suffisso .PIC) per essere utilizzati dal programma Print Graph il quale è in grado di trasferirli su di un plotter od una stampante grafica per avere una hardcopy di qualità.

Prendere le cose con humour è una huona filosofia, e noi cerchiamo di {àrlo sempre. Così anche quando, per cause di forza maggiore. ci è toccato fare le folO quasi a mezzanotte.fra un tramezzino ed uno sbadiglio, non abbiamo resistito alla lenta=ione di scherzare. immortalando l'evento con uno scatto ... goliardico e autocompiacente. complice l'obiettivo del nostro instancabile Dario Tassa. La buia atmosfera del· lo studio sembra un antico /abarin: .. Noi sianl come le lucciole. viviamo nelle tenebre ... " 1/ PC. a terra. già dorme, e forse sogna programmi a l'alari. Per fortuna mancano solo due scatti ... (cala tristemente lo tela).

La finestra Comm E vediamo infine la finestra Comm (Communication), ultima non perché meno importante, ma in quanto poco utilizzabile in queste nostre lande dove la Telematica dorme assieme a Biancaneve nel mondo delle favole ... In una finestra di tipo Comm si possono definire tutte le caratteristiche del modem in uso e del tipo di protocollo prescelto, naturalmente riferendosi ai più diffusi standard americani. Tra l'altro Symphony è anche in grado di effettuare l'autodial e l'autologin, ossia chiamare un host di cui conosca il numero ed agganciarvisi instaurando il collegamento; ed è anche capace di autoanswer (modem permettendo), ossia di rispondere automaticamente alle chiamate che chiedono un collegamento. Una volta aperta una finestra di tipo Comm si può tranquillamente tornare a lavorare sulle altre: Symphony monitorerà continuamente la linea, avvertendo della situazione (eventuali chiamate in arrivo); in questo caso basterà tornare alla finestra Comm per svolgere le operazioni del caso.

Utilizzazione La descrizione precedente è stata necessariamente piuttosto sintetica; e d'altra parte non poteva non essere così: i manuali messi insieme superano le 900 pagine! Cercheremo quindi di colmare le maggiori lacune con queste impressioni d'uso. Innanzitutto è necessario esprimere la massima lode all'ingegnerizzazione del programma, in particolare per quanto riguarda l'interfaccia utente. Symphony è un prodotto incredibilmente user-friendly, che si adopera nelle sue linee essenziali quasi senza leggere i manuali. Merito di ciò è la sua semantica chiara e consistente e l'ottima struttura dei menu autoesplicativi su due righe (già dell' 1-2-3), di cui la prima elenca i comandi disponibili e la seconda riporta una breve spiegazione del comando puntato dal cursore. Grazie a questo accorgimento è semplice impartire qualsiasi comando: basta spostarsi con i tasti di freccia sull'opzione desiderata e premere return, per entrare in un sottomenu dalla stessa struttura; cosi, guidati dalla struttura ad albero, si raggiunge in breve il comando giusto. I comandi però possono anche essere impartiti con le iniziali delle opzioni dei menu, e ciò avvantaggia l'utente abituale che può evitare di perdere tempo nella "navigazione" fra i menu. Un esempio: per salvare il lavoro su disco si entra nel menu Services (col tasto F9) e poi si scelgono gerarchicamente le opzioni File 62

per PC IBM

(menu di gestione dei file) e Save; ma si può più brevemente premere F9 F S, a tutto vantaggio della brevità. Un'altra cosa veramente degna di nota è la struttura degli help. Premendo Fl Symphony va a cercare sull'apposito dischetto (che deve quindi essere in linea) uno schermo che riporta informazioni e suggerimenti relativi alla fase in cui ci si trova (l'help è infatti sensibile al contesto); da questo schermo, senza più uscire dall'help, si può continuamente passare a tutta una catena di schermi collegati da una serie di riferimenti incrociati dalla complessità incredibile. Così si dispone praticamente di un manuale sullo schermo, ed oltretutto di un manuale intelligente che ci propone solo le parti in qualche modo collegate con ciò che stiamo facendo. Premendo ESC ci si ritrova nel punto esatto del lavoro in cui si era invocato l'help. Molto positiva anche la presenza, fra i dischetti di Symphony, di un corso rapido ad auto istruzione; il corso presenta alcune semplici sessioni operative su Symphony, ognuna inerente ad un particolare argomento. L'utente "esegue" ciò che gli viene richiesto e cosi ha la netta sensazione di ciò che accade; viene inoltre avvertito di eventuali errori di impostazione, o comunque di tentativi di operazione diversi da quelli previsti. A prescindere da tutto ciò, lavorare con Symphony è un vero piacere. L'uso dello spreadsheet si apprende subito, un po' meno forse quelli del word processor (specie se si è già abituati ad usarne uno diverso) e del data base. Una volta imparati i comandi principali, però, si va che è un piacere. La cosa fondamentale da tenere a mente è che lo spazio di memoria non è illimitato, e a furia di riservare spazio qua e là per i vari ambienti si corre il rischio di trovarsi un po' strettini. Per quanto riguarda i grafici, la prova di Symphony è sempre avvenuta con la scheda IBM, della quale non possiamo non notare la scomodità nell'uso imposta dal continuo salto da una pagina all'altra per vedere le figure. Una scheda tipo

Hercules O Plantronics (come quella usata per le foto) è tutta un'altra cosa. A proposito di foto: come potete notare le schermate sono tutte in italiano. Infatti abbiamo avuto a disposizione dall'importatore, giusto per il tempo del servizio fotografico, una pre-release di Symphony in italiano. Dobbiamo dire che il risultato ci è sembrato veramente buono, superiore forse all'aspettativa, e comunque molto serio e professionale. Crediamo che la versione nazionale, unita alle possibilità di programmazione, possano fare di Symphony uno strumento utile e potente anche in un ufficio con personale inesperto di calcolatori. Infine c'è da dire che nonostante tutti gli sforzi fatti dalla Lotus per semplificarne al massimo l'uso, Symphony è un programma talmente mastodontico e con talmente tante possibilità che lo si può conoscere bene solo dopo un lungo tempo di lavoro costante.

Conclusioni Siamo finalmente giunti alle conclusioni. Bene, ci sembra che le valutazioni debbano essere solo positive. Symphony è un programma veramente ben pensato e ben realizzato, efficiente, efficace e perfino semplice da usare. Certo, non lo si può imparare a fondo in due giorni, ma è anche vero che si è in grado di cominciare ad usarlo in un pomeriggio. Riguardo al prezzo, ci sembra più che giustificato alla luce delle potenzialità e delle prestazioni. L'unica perplessità relativa all'utilizzabilità riguarda solo la sezione comunicazioni; e non per colpa del programma, ma dell'Italia, che ancora non si decide a varare leggi e programmi sulle reti di comunicazione. Per il resto pensiamo che Symphony sia il modello di programma del futuro, o meglio di ciò che le macchine del futuro devono fare: calcoli, gestione di dati, testi ed immagini, scambio di informazioni con altre macchine. Tutto semplicemente e con rapidità, tutto mediante pochi tasti premuti su un computer da scrivania. _ MCmicrocomputer

n. 38 - febbraio

1985

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038 MCmicrocomputer  

Febbraio 1985

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