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Anno V - numero 3S febbraio 1985 L. 4.000

Il Telematico prossimo futuro Da tema di punta. affrontato dai primi pionieri. quello dell'aljabetizzazione informatica di massa si è ormai trasformato in argomento popolare: se ne parla alla radio. alla televisione. sui quotidiani, sui settimanali, in mille convegni, al bar. sui treni; psicologi e pedagogisti discutono sui pro e contro del computer nella scuola; i destinatari di tanta attenzione sono più sbrigativi: acchiappano il computer e lo usano; i padri narrano con orgoglio le prodezze dei propri figli di fronte alla tastiera: "un programma di archivio per biblioteca? Ma non c'è problema! Un programma aljabetico (!). mio figlio lo prepara in poche ore sul suo Commodore 64" (captata al volo sul/'Ambrosiano del 14 gennaio). Ho impiegato qualche secondo a comprendere cosa il distinto professionista che mi sedeva difronte intendesse per programma aljabetico. poi un lampo: aljabetico=senza grafica; e ho visualizzato /'immagine del padre frustrato difronte agli sforzi di unfiglio intento ad imitare da Basic. aforza di peek e poke. la velocità di un game grafico in "linguaggio macchina". Avviatasi irreversibilmente quella informatica. è ormai tempo di cominciare a pensare seriamente alla prossima aljabetizzazione di massa: quella telematica. Certo la telematica esiste più o meno da quando esiste il computer, ma come per arrivare ad una diffusione di massa del computer è stato necessario passare attraverso il drastico abbattimento dei costi reso possibile dalla microelettronica, perchè la telematica. riservata ai militari prima e alle grandi aziende poi, si trasformi in risorsa pubblica occorre una altrettanto drastica riduzione dei costi e "sdrammatizzazione" dei servizi. Cos'è la telematica? A cosa serve? Come sifa? L'onere di rispondere alla prima domanda lo lascio volentieri ai teorici delle comunicazioni; risponderò invece. nell·ordine. alla terza ed alla seconda: acchiappate un computer. un "modem" ed un telefono. chiamate un corrispondente e potrete scambiar vi informazioni selezionate. ovvero idee. con una celerità inimmaginabile. Chi ha provato a trasmettere in asincrono a 300 baud sa quanto una tale velocità di trasmissione possa apparire lenta. ma cosa sono pochi minuti di fronte al tempo necessario per riunire dieci persone intorno ad un tavolo per discutere di uno specifico argomento? O quello per discutere dello stesso argomento per lettera? O per inviare un piccolo annuncio ad una rivista ed attendere che sia pubblicato? O per recarsi presso una grande biblioteca a cercare tutto il materiale bibliografico relativo ad un determinato argomento? O per domandare a 50 persone se hanno un programma per la tale macchina in grado di fare lo scrolling inverso di riga e di quadro a velocità ragionevole? E poi una volta che il possessore di tale programma, magari di pubblico dominio è stato individuato. per scambiare una copia? E questi sono solo alcuni dei tanti tipi di accesso quasi istantaneo all'informazione ed alle idee reso possibile dalla telematica. Negli Stati Uniti. il fenomeno della telematica di massa è nato nel 1979 con "The Source" la prima società di servizi telematici a proporre un "listino prezzi" differenziato per tipo di utente e per fasce orarie. L'esempio di "The Source". letteralmente "la sorgente". acquistata l'anno successivo dal Reader's Digest. è stato seguito da molte altre società che, dopo le 6 del pomeriggio. offrono servizi telematici a prezzi popolari. Perché la telematica divenisse popolare è stato necessario attendere che i prezzi dei "MODEM" (MOdulatore DEModulatore) scendessero ad un livello accettabile per il privato; e non appena questo evento si è concretizzato la telematica domestica è esplosa con la nascita spontanea di centinaia, anzi migliaia di "Computer Bullettin Board" i cui soci possono scambiarsi messaggi e "messaggi circolari" depositandoli in una sorta di "casella postale" elettronica, consultare archivi, cedere o ricevere programmi dall'archivio programmi. partecipare a "conferenze su argomenti di comune interesse" facendo circolare informazioni spesso preziose ad una velocità impensabile con qualsiasi altro mezzo. Ci avviamo verso una società per la quale la dimestichezza con il mezzo telematico rappresenterà la discriminante tra il disporre o meno di informazioni e di idee, tra il poter fare ed il non poter fare. Che l'aljabetizzazione telematica sia auspicabile, oltre che indispensabile ed irreversibile. mi sembra scontato. C'è solo un problema: per fare telematica occorre una rete di canali telefonici e questa, a differenza dei mezzi terminali. ha costi tali da poter essere affrontati solo in sede pubblica. Non resta quindi che augurarsi che gli enti a questo preposti (cioè SIP. Ministero delle Poste e Telecomunicazioni e Governo) sappiano seguire il fenomeno con la necessaria prontezza ed intelligenza. Paolo Nuti

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