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1.0111\S'I'mpluJflI' per PC 18,\1

L'IIa succ'essione di schermate fratte da Wl ottimo {Inno rl'lJ!i::afO dalla N ICA. In esse l'l'diamo esempi di.lìllestrl~ multiple di tipi dh'eni, sia prl~se singolarmente contemporaneitlÌ di testo e grafica è permessa dalla scheda Plontronics.

La prima cosa da fare una volta in possesso di Symphony è copiare tutti i dischetti per sicurezza, trasferire l'MS-DOS sul dischetto col programma stesso ed installarlo tramite il programma Install. L'installazione consiste semplicemente nel creare un file (identificato con .DRV) contenente i moduli "driver", ossia le routine di controllo dei dispositivi hardware di cui è dotato il particolare sistema a disposizione. Il dischetto Install Library contiene tutta una serie di driver, ed il programma Install non fa altro che scegliere quelli opportuni in base alle risposte che l'utente dà ai vari menu di opzioni. Il file .DRV (che per default si chiama LOTUS ma potrebbe avere qualunque altro nome) deve essere messo nello stesso disco del programma, così che questo possa caricarlo in memoria al momento del lancio. AI termine dell'installazione conviene proteggere i dischetti dalla cancellazione con le apposite linguette autoadesive, onde evitare spiacevoli incidenti.

E adesso lavoriamo Dopo tanto parlare possiamo finalmente cominciare a fare qualcosa. Symphony MCmicrocomputer

n. 38 - febbraio

1985

si può lanciare in più modi: contestualmente al boot oppure no. Nel primo caso basta accendere la macchina col disco nel drive (se abbiamo trasferito il sistema sul disco di Symphony), e l'apposito file AUTOEXEC.BAT si occupa di lanciare il programma; altrimenti dopo il boot si può digitare Symphony oppure Access. Nel primo caso si lancia solo Symphony, nel secondo caso ci si ritrova in un metaprogramma (Access, appunto) dal quale, tramite menu, si possono lanciare sia Symphony che programmi ed esso collegati, passando dall'uno all'altro senza mai dover tornare all'MS-DOS. Gli altri programmi accessibili sono PrintGraph, che esegue il dump dei grafici verso plotter e/o altri dispositivi di hardcopy su carta, e Translate, che permette le conversioni di formato dei file di lavoro come accennato in precedenza. Supponiamo comunque di aver lanciato Symphony in uno qualunque dei modi possibili. Ci si trova subito in ambiente Sheet, ossia foglio elettronico. La struttura dello schermo, mantenuta consistentemente in tutti gli ambienti, è la seguente: le prime due righe (dette pannello di controllo) mostrano l'ambiente in cui ci si trova ed

che tutt{~ aS,'iit'me. La

il modo in cui si sta lavorando, il menu di comandi disponibile con le spiegazioni dei singoli comandi ed infine posizione del cursore e valore su cui è puntato. Tutte queste indicazioni non appaiono contemporaneamente, ma in certi momenti alcune scompaiono e vengono sostituite da altre, in modo da mantenere in vista sempre e solo le notizie più importanti nella fase in cui ci si trova; ed inoltre qualcuna di esse può essere leggermente diversa in funzione dell'ambiente in cui ci si trova. Le ultime due righe dello schermo contengono data ed ora costantemente aggiornate (lette dalle apposite locazioni del DOS), segnali che indicano quali interruttori della tastiera sono attivi (il PC IBM non ha infatti segnalazioni di Caps Lock, Num Lock e Scroll Lock), altri segnali di avvertimento o messaggi di errore e una traccia di dove ci si trova nella complessa struttura ad albero dei vari menu. Le venti righe centrali sono invece lo spazio di lavoro vero e proprio, nel quale si possono aprire finestre, ci si muove col cursore, si impostano valori ed, insomma, si compiono tutte le operazioni con i dati. Le funzioni accessorie per l'impostazione dei comandi si ottengono per mezzo dei tasti speciali e di quelli definibili 59

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038 MCmicrocomputer  

Febbraio 1985

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