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Afrodite.

AI C ..\ ,,\1.C.A, (; operaI/re anche ,,"a ,\flI:ione ('omp"reri::afll per lo nn':iollt' t' /'elahora:iollt' digua/i di immagini A1l'feosal. Lal'oralldo in modo S\'itlcolalO da Afrodire. quesra se:iolll' raccoglie ed inreprera le immagini che il sareI/ire ùn'ia ogni me:: ·ora. Dispone di due PDP-// con hardware addi:ionale per /'image processing di qualità.

razione, che dura circa un'ora. Alle quattro i dati sono pronti e parte l'elaborazione del modello, che impiega appunto circa un'ora e mezza. Alle cinque e trenta è pronta la previsione a dieci giorni che viene subito rilanciata a tutti gli utenti, risultando cosi effettivamente disponibile entro sole sei ore dalle misure meteorologiche. Il modello di Reading, però, non fornisce le previsioni nazionali per singole località, e in particolare per l'Italia. Questo è appunto compito di Afrodite. E quindi dopo averci inquadrato operativamente il funzionamento della rete per le previsioni atmosferiche, il capitano de Simone passa a spiegarci in dettaglio le operazioni che si svolgono al C.N.M.C.A .. Il modello di Reading simula la terra in modo discreto, mediante un reticolo di punti posti sulla superficie del globo ad una distanza angolare di un grado e mezzo, che alle nostre latitudini corrispondono a circa cento chilometri. Il reticolo in realtà ha anche un'estensione nella direzione verticale, in più "strati" posti sopra al corrispondente punto al suolo. Per ogni punto del reticolo il Centro di Reading fornisce come output i valori previsti di cinque quantità: pressione atmosferica, direzione e intensità del vento, temperatura ed umidità. Succede però che i dati più attendibili sono quelli riferiti a quote elevate, e questo per le ovvie azioni modificatrici imputabili all'orografia del particolare sito in considerazione, di cui il modello tiene conto solo in parte. Inoi tre per un paese dall'orografia così tormentata come il nostro, è facilmente intuibile che un reticolo di cento chilometri di lato è troppo lasco per avere una buona precisione. Infine la "larghezza" dell'Italia è paragona bile alla risoluzione del reticolo, e ciò fa ovviamente scadere ulteriormente l'affidabilità delle previsioni al suolo. Per avere allora delle previsioni locali al suolo che siano attendibili, diventa necessario ricorrere ad un "trucco": un ulteriore modello matematico che, ricevendo come input gli attendibili valori previsti in quota (predittori), applichi loro un'opportuna

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funzione di trasformazione che portI In conto l'orografia nazionale, per fornire un'ulteriore serie di valori (predittandi) che rappresentino i parametri al suolo relativi a siti ben precisi. Questo modello, o meglio questa funzione di trasformazione, è proprio Afrodite. Simbolicamente possiamo scrivere la trasformazione come y = F(x), dove F è Afrodite, x sono i predittori forniti da Reading e y sono i predittandi in uscita dal programma. Attualmente Afrodite è costituito da 16.737 funzioni polinomiali che ricevono 100.919 x e forniscono 8.358 y ogni giorno. I coefficienti dei polinomi sono stati ottenuti mediante un procedimento di regressione ai minimi quadrati applicato agli ultimi trenta anni di registrazioni meteorologiche nazionali. Ossia per ogni registrazione meteorologica degli ultimi trenta anni si è sviluppata una previsione, confrontandola poi con l'effettivo avvenimento; i coefficienti incogniti sono stati scelti in modo che l'errore fra valori previsti e valori verificati fosse minimo. Questa ricerca, per la cronaca, è stata svolta sul Cray di Reading, in circa dieci ore macchina. I parametri previsti da Afrodite vengono trasmessi dal C.N.M.C.A. a una vasta classe di utenti: traffico aereo militare e civile, ministeri, grandi enti (ENEL, ENI, RAI, SIP, Autostrade), ognuno dei quali ne fa l'uso che ritiene necessario (e spesso, temiamo, li ignora ... ). Se fosse organizzato un servizio di banca dati pubblico, ogni utente in possesso di un personal potrebbe collegarsi per avere le previsioni locali; e magari, avendo le funzioni di trasformazione ed i parametri ad hoc (ed i dati di Reading) calcolarsi le previsioni per il suo ... quartiere o isolato. Ma per il momento non è prevista l'apertura al pubblico di questo servizio, per cui l'uomo della strada dovrà continuare ad ascoltare la radio o la televisione per sapere che tempo farà il giorno dopo. Naturalmente le attività del C.N.M.C.A. non si limitano a far girare Afrodite: il Centro raccoglie direttamente i dati delle stazioni italiane e di quel-

i/tempo

a/ computer

le europee (dai nodi di Parigi e Offenbach via telefax) elaborando previsioni autonome, oltre a compiere altri lavori di ricerca. Attualmente l'hardware in dotazione al Centro consiste in due IBM 4341 in parallelo, ognuno con 8 Megabyte di memoria centrale. L'ultima tappa del nostro viaggio dentro Afrodite è praticamente d'obbligo. Dopo aver sentito le voci dei responsabili del programma e di un meteorologo "giovane", non potevamo non sentire quella del meteorologo "anziano", forse il primo in Italia ad aver dato a questa scienza una collocazione ben precisa presso il grosso pubblico. Parliamo ovviamente del colonnello Edmondo 8ernacca, che siamo andati a trovare nella sua casa situata (combinazione?) a poche centinaia di metri dal C.N.M.C.A .. In un intero pomeriggio di chiacchierata, il colonnello ci ha esposto la sua opinione e le sue perplessità sull'utilizzo indiscriminato di strumenti di previsione automatica. "Non che la strada intrapresa non sia quella giusta, credo solo che si sia voluto fare il passo un po' più lungo della gamba. Non si può sostituire completamente e repentinamente la macchina all'uomo: c'è ancora bisogno di meteorologi che sappiano disegnare le carte a mano partendo dalle osservazioni, che le sappiano leggere ed interpretare alla luce del ragionamento e dell'esperienza. Con Afrodite si è voluto abbandonare la meteorologia 'tradizionale'; ma Afrodite non è ancora un sistema esatto, non conosciamo ancora con sufficiente precisione le leggi che regolano i fenomeni fisici nell'atmosfera". Gli chiedo: "Lei crede che sarebbe stato necessario un più lungo periodo di 'parallelo' tra Afrodite e quella che lei chiama meteorologia tradizionale?". "Certamente. La meteorologia tradizionale rimane valida, è un supporto cui appoggiarsi per proseguire nello studio dei modelli numerici di previsione. Senz'altro si arriverà ad avere previsioni automatiche molto attendibili, ma quelle attuali non lo sono totalmente; ad esempio, risultano nettamente in errore in caso di fenomeni repentini e di breve durata, che non fanno in tempo a prendere in considerazione. " E quest'ultima visita conclude la nostra indagine sulla meteorologia al calcolatore. In strada, al solito, i commenti a caldo. La sensazione che entrambi abbiano riportato è che in questa vicenda ci sia forse troppo Calcolatore e troppo poco Uomo. Indubbiamente Afrodite va meglio di un uomo per fare le previsioni a cinque giorni, ma ci sono cose che sfuggono ad un modello matematico: e quindi deve esserci una persona ad accorgersene. Il C.N.M.C.A. ha imboccato senza dubbio la strada giusta: ma forse, come diceva 8ernacca, un passaggio meno brusco dall'uno all'altro metodo avrebbe potuto giovare ad entrambi. È sera tardi, e ci salutiamo. In questo momento va in onda la rubrica di Caroselli. Immagino già cosa dirà, ho i tabulati di Afrodite nella ventiquattr'ore... _ MCmicrocomputer

n. 38 - febbraio

1985

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Febbraio 1985

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