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Anno 2 - numero 11, settembre 1982

5'1'11 Indice degli inserzionisti

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GeneraI Processor Marco Marinacci

MC software Vic 20 Rubik-Vic - Andrea de Prisco

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La riscossa dell'home Paolo Nuti

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MC software Atari - Alla scoperta della grafica Atari Fernando Marucci

Hasmonai Hazan (Homic) Per trovare l'oro ... Marco Marinacci

Hewlett Packard HP 87 A Alberto Morando

MC software RPN Paolo Galassetti

MC software SOA Pierluigi Panunzi

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MC news

Stampa

estera

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MC libri

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Tavoletta Grafica per Apple II quarta parte - Bo Arnklit MC grafica - Introduzione al problema delle li~ee nascoste Francesco Petronc

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Acorn Atom Mauro Di Lazzaro

MC software Basic Maurizio Petroni MCmicrocomputer

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MC software Sharp PC-1500 Fabio Marzocca

MC guidamercato

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MC micromarket

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MC micromeeting

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Campagna abbonam~nti . Servizio informazionI lettOrI 3


INDICE DEGLI INSERZIONISTI 71

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27 17

89 7 83

29 53

95 6 17 63 112

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n cop. 8/9 21 91

11I cop. IV cop./II 97/99 52 9/10/19/72 109/111 101 20 51

77 107 26 86 12/105 lO 13

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Aba Elettronica - Via Cardinal Fossati, 5/C - 10141 Torino Ali 2000 - Via Dell' Alloro, 22/RA - 50123 Firenze Amitalia Advanced Microcomputer Italia - Via Volturno, 46 - 20124 Milano Bit Computers - Via F. Domiziano, IO - 00145 Roma Buffetti Data - P.le V. Bottego, 51 - Roma Cattaneo System - Via Cesarea, 9 - 16121 Genova Celdis Italiana - Via F.lli Gracchi, 36 - 20092 Cinisello Balsamo (MI) Commodore Italiana - Via Conservatorio, 22 - 20122 Milano Computer Company - Via S. Giacomo, 32 - 80133 Napoli Easy Byte - Via G. Villani, 24/26 - 00179 Roma Ecta - Via Giacosa, 3 - 20127 Milano Eled~a - V.le Elvezia, 18 - 20 154 Milano Eurocom - Via Saturnia, 4/A - 00183 Roma Generai Processor - Via Giovanni Del Pian dei Carpini, I - 50127 Firenze Hai Computers - Via Pier Capponi, Il - 20145 Milano Harden - Via Giuseppina, 110 - 26048 Sospiro (Cremona) Hewlett Packard - Via G. Di Vittorio, 9 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) Homic - P.zza De Angeli, 3 - 20146 Milano Honeywell - Via Vida, Il - 20127 Milano ICS - Via Della Balduina, 89 - 00136 Roma Iret Informatica - Via Bovio, 5 - 42100 Reggio Emilia Kyber Calcolatori - Via Bellaria, 54/58 - 51100 Pistoia L & L Computers - Via Galvani, 6/M - 70 I00 Bari MCS Multicomputersystems - Via Pier Capponi, 87 - 50123 Firenze Melchioni Computertime - Via Fontana, 22 - Milano Memory - Via Manfredi, 12 - Roma Porta Portese - Via Di Porta Maggiore, 95 - 00185 Roma Segi - Via Timavo, 12 - 20124 Milano Selcom Elettronica - Via Lametta, 9 - 48100 Ravenna Sigesco Italia - Via Vela, 35 - IO128 Torino Sim Hi-Fi IVES - Via Domenichino, I1 - 20149 Milano Smau'- C.so Venezia, 49 - 20121 Milano Softec - C.so S. Maurizio, 79 - 10123 Torino Technimedia (AUDIOREvIEw)- Via Valsolda, 135 - 00141 Roma Texas Instruments - V.le delle Scienze - 02015 Cittaducale (Rieti) Triumph Adler - V.le Monza, 261 - 20126 Milano Triumph Adler (Gruppo Inserzionisti Alphatronic) - V.le Monza, 261 - 20126 Milano

2 - numero Il, settembre 1982 - mensile - L. 3.000 Paolo Nuti Marco Marinacci 80 Arnklit Sandra Campanella, Giovanni Cornara, Andrea de Prisco, Valter Di Dio, Mauro Di Lazzaro, Paolo Galassetti, Corrado Giustozzi, Fernando Marucci, Fabio Marzocca, Filippo Merelli, Alberto Morando, Francesco Petroni, Maurizio Petroni, Pierluigi Panunzi, Leo Sorge, Pietro Tasso Segreteria di redazione: Paola Pujia (responsabile), Giovanna Molinari Grafica e impaginazione: Roberto Saltarelli Copertina: Roberto Saltarelli Fotografia: Dario Tassa Amministrazione: Maurizio Ramaglia (responsabile), Anna Rita Fratini, Pina Salvatore Abbonamenti ed arretrati: Giancarlo Atzori Direttore Responsabile: Marco Marinacci MCmicrocomputer è una pubblicazione Technimedia, Via Valsolda 135,00141 Roma. Tel. 06/898.654-899.526 Registrazione del Tribunale di Roma n. 298/81 dell' I1 agosto 1981 © Copyright Technimedia s.r.l. - Tutti i diritti riservati. Manoscritti e foto originali, anche se non pubblicati, non si restituiscono ed è vietata la riproduzione, seppure parziale, di testi e fotografie. Pubblicità: Technimedia, Via Valsolda 135,00141 Roma, tel. 06/898.654-899.526 Produzione pubblicitaria: Cesare Veneziani Abbonamento a 12 numeri: Italia L. 30.000; Europa e paesi del bacino mediterraneo L. 34.000; Americhe, Giappone, Asia etc. L. 50.000 (spedizione via aerea). C/c postale n. 14414007 intestato a: Technimedia s.r.l. - Via Valsolda, 135 - 00141 Roma Composizione e fotolito: Starf Photolito, Via Acuto 137, GRA km 29, Roma Stampa: Grafiche P.F.G., Via Traspontina 46/48 - 00040 Ariccia (Roma) Concessionaria per la Parrini & C. - Roma - P.zza Indipendenza I1 b - CenI. Tel. 4992. Milano - Via distribuzione: Termopili, 6/8 - Tel. 2896471 - (Aderente A.D.N.) Anno Direttore: Condirettore: Ricerca e Sviluppo: Collaboratori:

Associato USPI

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MCmicrocomputer

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la riscossa dell'home Agli albori della microinformatica a basso costo (non più di cinque o sei anni orsono) si presentarono ai coraggiosi pionieri due angosciosi problemi: che nome dare ai microcomputer e cosa farci. Due problemi apparentemente molto lontani tra loro, ma in realtà fortemente connessi. Chi vendeva i primi personal con 4 o al massimo 16 K di ram e registratore a cassette ne sosteneva a spada tratta le possibilità in campo gestionale (sic!) e chi li comprava non ammetteva certo di essere disposto a spendere dei soldi solo per "giocare"; ove con il termine gioco non identifico il brutale videogame, ma tutte le attività non immediatamente produttive che possono essere svolte con un microcomputer la cui funzione primaria è sostanzialmente quella di far apprendere l'impiego della macchina stessa. Molti dei primi microcomputer, chiaramente concepiti dal loro progettista come "Home Computer" (computer domestici e didattici) furono venduti per applicazioni molto più complesse di quelle inizialmente pianificate, dando luogo alla crescita di organismi mostruosi costituiti da 7-8 pezzi separati, malamente interconnessi e soggetti ad un tasso di "errori fisici" degno dei computer a valvole dei primi anni '50. Anziché chiamarli riduttivamente home computer, furono chiamati personal computer, e per distinguere i personal computer veramente tali dai computer domestici venne coniato il termine" Business Computer" (computer per affari, poi perfezionato, con un colpo di genio, in "personal computer per professionisti"). A posteriori possiamo affermare che, benché ufficialmente acquistati per attività immediatamente produttive, molti piccoli personal hanno invece svolto il compito non direttamente produttivo, ma importantissimo dal punto di vista culturale, di introduzione alla microinformatica. Ma altrettanto chiaramente dobbiamo riconoscere che per diversi anni l'home computer, non è esistito. La situazione è ora in rapida evoluzione. Se l'home computer da un milione e mezzo è stato gabellato per personal, quello da cinquecentomila lire è e resta ufficialmente un home computer nonostante alcuni esempi di applicazioni commerciali o industriali. Il computer a basso costo è una realtà consolidata; quello alla portata di tutti è sulla buona strada. Perché l'home computer possa procedere senza incertezze, occorre che si ripeta intorno ai vari Atari 400, Atom, Spectrum, TI-99j4, Vie, ZX-81 , lo stesso fenomeno che ha decretato, a livello personal, lo straordinario successo dell'Apple: la disponibilità e la circolazione di un gran numero di "accessori" sia hardware che software. Occorre che i segreti dei sistemi operativi di ciascuna di queste macchine vengano diffusi e sfruttati. Maggiore sarà la circolazione di "idee" intorno a queste macchine, maggiori saranno le soddisfazioni che potrà trarne il singolo utente. La macchina più diffusa sarà quella più conosciuta e viceversa. Per innescare questo meccanismo è necessario che i detentori di un po' di questi segreti comincino a farli conoscere al maggior numero possibile di utenti della stessa macchina: MCmicrocomputer si offre di fare da tramite e cassa di risonanza pubblicando il materiale intelligente inviato dagli utenti delle diverse macchine. Quello che serve sono trucchi e piccole routine, non programmi di master mind. Paolo Nuti N.B. Trucchi, segreti e routine per home computer pubblicati su MC saranno retribuiti secondo i criteri indicati nelle rubriche di software.

MICROCOMPUTER A lO ANNI I nomi dei maestri cui sono state assegnate le diverse macchine sono pubblicati a pagina 20

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Telecamera per Apple Desidero rispondere al Sig. Marco Di Martino di Milano che cercava un 'interfaccia che permetta di collegare una telecamera al Suo elaboratore. Dalla telecamera all'elaboratore basta una scheda, messa in commercio dalla Digitalsyne di Torino, la scheda,si chiama "Digisint': Giovanni Spinelli - Pistoia

te che i prezzi fossero già interessanti, si presentava l'opportunità di ottenere un ulteriore sconto per la combinazione dei due elementi che venivano cosi a costare 599 $. Per chiedere ulteriori informazioni, e verificare che i da,ti enunciati siano reali, rivolgersi a: The MIGRO WDRKS P.D. BDX 1110. Del Mar, GA 920.14 USA Paolo Donà - Mestre (VE)

In merito alla richiesta. di Marco Di Martino, apparsa nella Posta.del n. 1D,vi comunico che in base a quanto pubblicato su riviste statunitensi risulta che una ditta californiana produce una scheda,per App1e II in grado di convertire segnali video in informazioni digitali. L 'interfaccia, d~nominata DS - 65 Digisector, permette una risoluzione di 256x256 punti con una scala di grigi di ben 64 livelli accettando segnali NTSG (stand11rdsolo americano) oppure monitor. Comunque la stessa ditta è in grado di fornire una telecamera siglata FSII. Tutto il software relativo è contenuto in una EPROM 270.8 e permette, tra le altre cose, l'elaborazione delle informazioni da, parte dell'utente. All'inizio di quest'anno i prezzi indicati erano 349.95 $per la scheda, DS-65 e 299 $per la telecamera. Nonostan-

Ringraziamo per le segnalazioni che giriamo volentieri ai lettori.

anche la radice intera negativa -2. Sapreste d11rmeneuna spiegazione? RAJccoMessina - Messina

Abbiamo provato anche noi, sulla nostra TI-59, il calcolo degli zeri della funzione da lei indicata: già impostando in memoria tale funzione abbiamo avuto il settore di quale poteva essere il problema. Infatti impostando la funzione in questo modo: LbLA' (STO lOxx'x 15+ ecc. si sono ottenuti i valori corretti per le radici. Invece impostando, come probabilmente ha fatto lei, (in maniera a prima vista corretta): Lbl A' (STO 10 3x15 + ecc. abbiamo ottenuto lo stesso errore da lei riscontrato. Eccoci al dunque: le calcolatrici TI non accettano l'elevamento a potenza di un numero, se tale numero è (o può diventare) negativo. È questo infatti il suo caso, dal momento che si calcola la funzione a partire da valori negativi, da -3: ciò fa sì che la calcolatrice cada in errore, pur tuttavia non segnalandolo, ma semplicemente proseguendo i propri calcoli. Se infatti si calcola da tastiera (-3), con la sequenza 3 + /-r3 = il display lampeggerà il valore 81. Per ottenere viceversa un risultato corretto basta fare 3 + / -xx' = ottenendo in questo caso -81.

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TI 88: potenze a base negativa Sono un Vls abbonato e posseggo una calcolatrice programmabile TI-581G della Texas Instruments. Nell'adoperar1a per risolvere le equazioni di 3° grado, servendomi del programma ML-D8 (zeri di una funzione) della biblioteca di base,ho notato che la calcolatrice non fornisce tutte le radici dell'equazione cubica, anche se tutte reali. Per es. nel trovare gli zeri della funzione (l5x'+2:ax'-15x+2) nell'intervallo (-3; + 1) con f:,x=D,l (passo di campionatura) ed E = o. 0.0.1(errore massimo), fornisce solo le radici: 0.,2;0.,333 =, mentre esiste

Ancora piti avanti.

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Me l'OSIO Evidentemente, per quanto sopra Visto, nel programma Pgm OB è presente un CLR che cancella la condizione di errore e fa proseguire l'elaborazione: ciò è tra l'altro facilmente verificabile trasferendo (con Op 09) il pgm OB in memoria. P.P

Giorno Giuliano Spett.le R8da.zionedi MGmicrocomputer, scrivo a rigua.rdo della risposta apparsa nel n. 8 pago 12, di P Panunzi al lettore V. Priore di Salerno e r.iguarda.nte il programma di calcolo delle eclissi lunari. Nel testo Panunzi riporta l'algoritmo usato dal ML-20 del SSS1 della TI 58/59; il lettore però richiedeva anche il calcolo del GG (Giorno Giuliano) e l'algoritmo TI calcola un "fa,ttore'; al quale bisogna, aggiungere 1721059.5 per ottenere il GG corrispondente alla, data impostata ed a Oh di TU. (come si può anche rilevare dal programma stesso di Panunzi). L'algoritmo TI porta però a dover fare un test per verif1care se il mese dato è nell 'intervallo Marzo-Dicembre, e di seguito, esso si sdoppia; reputo quindi opportuno rimettervi un algoritmo più veloce, valido per qualsiasi data, il cui risultato è proprio il GG cercato: 367A-Int (7/4(A + Int((M +9)/12))) -Int (3/4(!nt((A + !nt((M-9)/7)) /100 + 1))) +Int (M275/9) + D + 1721028.5per date successive a,marzo 1900, l'algoritmo si riduce ancora: 367A Int (7/4(A+!nt((M+9)/12))) + !nt (M 275/9) + D + 1721013.5 con la,solita definizione di A =anno, M=mese, G=giorno, Int(x)= intero del numero.

Tu e il

In attesa di un Vostro gradito riscontro, colgo l'occasione per cordialmente salutarVI. Edgardo Filippone - Napoli UAI. - Unione Astrofili Italiani

Ringraziamo la UAI. per la cortese precisazione che giriamo senz'altro ai lettori interessati al calcolo del "Giorno Giuliano". Evidentemente il metodo usato dal sottoscritto è adatto solo alle TI, grazie appunto alla presenza del Pgm 20 del moduletto: certo che tale metodo, rispetto a quello generale, consente un risparmio notevole di passi, il che di certo non guasta!

PP AppIo Minus o AppIo Writor Sono un vostro abbonato e vi scrivo per chiedervi un 'informazione r.iguarda.nte la modifica all'APPLE WRITER dopo il montaggio della EPROM che mi avete inviato; funziona tutto bene ad eccezione dell 'intestazione optional che si può aggiungere dopo aver inserito i comandi per la stampa. Ad esempio sepremo la barra spaziatrice scrive "ù'; se premo la virgola scrive "1" e se premo il punto scrive ''n'~ Penso che sia necessaria qualche altra modifica e spero di averne presto notizie dalle pagine della Vostra rivista oppure anche direttamente per posta. Daniele Robuschi - Sissa (PR)

Ha ragione. Infatti bisogna modificare leggermente anche il file PRINTER nel quale si trova la routine dell'intestazione opzionale. Poiché questa routine usa lo stesso

Vi aspettiamo a pagina 72 formato di Visualizzazione del vecchio TEDITOR,vale a dire minuscole in maiuscole e maiuscole in minuscole inverse, occorre riconvertire questi caratteri in minuscole e maiuscole ASCII compatibili con la routine da $1893 a $lBB1,presentata nel numero 3 di MCmicrocomputer. La procedura per la modifica è molto semplice: l) Caricare il file TEDITOR,(per caricare la routine MINUS.CODE): BLOADTEDITOR < Ret >. 2) Caricare il file PRINTER: BLOADPRINTER < Ret >. 3) Modificare i puntatori: CALL-151 <Ret>. *10C9:FF <Ret>. *10DE:93 lB <Ret>. *lBB1:4C FO FD <Ret>. 4) Salvare il file PRINTER: 3DOG <Ret>. BSAVE PRINTER, A$B03, L$lOFO <Ret> Con questa modifica le lettere dell'intestazione vengono Visualizzate in alti e bas-

tuo Hewlett..Packard. Cosa ti dicevamo? Il tuo Hewlett-Packard è un calcolatore sempre più potente, sempre più versatile, sempre più avanzato. Perché la ricerca HP lo fa crescere nelle tue mani, lo fa divenire qualcosa che, forse, il giorno che l'hai comprato non immaginavi neanche. Prendi l'HP 41: oggi tante nuove applicazioni sono alla sua portata.

Come? Grazie al nuovo sistema d'intertacciamento HP-IL progettato per i calcolatori personali. Ed ecco che l'HP 41· diventa capace di controllare strumenti e periferiche interattive: come stampanti, strumenti di misura e memorie di massa a cartuccia (131000 byte).In più, puoi collegarti direttamente con un personal computer HP per realizzare ulteriori applicazioni tecniche, scientifiche o gestionali. HP-IL è l'ennesimo passo avanti della tecnologia Hewlett-Packard. E l'ennesim,o pregio dell'HP 41.

HEWLETT PACKARD


Me È possibile spostare la routine MinllB. C0de a partire da,$320? Apportando quali modifiche? Grazie anticipatamente se potrete darmi una risposta positiva e coml.ll1que cordiali saluti. Orazio Modica - segrate (MI)

Vi aspettiamo a pagina 72 si come nel TEDITOR,ma rimane il vecchio sistema per scrivere le maiuscole, cioè precedendo la lettera con ESC.

B.A.

Apple Minus rUocato Ho acquistato da, Voi recentemente la epromApp1e-MinllB ottenendo buoni risultati sia in App1esoft che in Pa.sca.alche con 1'App1eWriter (non funziona per 1'eventuale scrittura del titolo in testa ad ogni pagina e per la scrittura del file su disco). Purtroppo però mi sono trovato in difficolta utilizzando il prograrnma" in App1esoft, OCA Data Ma.nagement Bystem (della Personal Software) in quanto questo adopera già le locazioni da, $313 a $31F e l'uso della routine MinllB. Code da,Voi proposta rende inservibile il programma CCA Ho provato a spostare la routine nelle locazioni da,$320 a $3B9 ma i risultati sono stati pessimi. Purtroppo non conosco a sufficienza il 1ingu.aggio macchina per cui mi sono arreso e chiedo lumi.

La routine MINUS. CODEpresentata nel numero 4 di MCmicrocomputer è stata assemblata' per risiedere nella p~ina 3 della memoria, cioè a partire dalla locazione $300. Quest'area di memoria fu scelta perché in genere non viene occupata dai programmi applicativi. Per quei casi dove invece vengono usati i 256 byte della pagina 3, o parte di questi, è necessario effettuare una rilocazione della routine e spostarla in una parte di memoria libera, spesso sotto HIMEM.Nella routine c'è un solo JSR assoluto a $31C che deve essere cambiato, inoltre gli indirizzi indiretti nelle locazioni $301, $305 $329 e $32E devono essere cambiati in corrispondenza all'indirizzo della rilocazione. Per facilitare il compito di riloGare la routine ci si può servire del progra.mm.ino in Applesoft riportato in figura 1. L'originale me MINUS. CODEdeve trovarsi sullo stesso disco di questo programmino, che in riga 30 chiede l'indirizzo di rilocazione. Si può rispondere con un numero decimale oppure un numero esadecimale preceduto da un segno di Dollaro ($). Quindi ad esempio 768 oppure $300. Dopo il caricamento del me MINUS.CODEviene calcolato l'indirizzo di partenza (presente alla locazione $AA72 per un sistema da 48K) in modo che non sia necessario effettuare una conversione esadecimale/ decimale nel caso in cui

In.dlcola

IO 20 30 40 50

DEF FN H!lX) = INT IX 1256ì DEF FN LO,X) = X - INT IX I 256) • 256 HOME: VTAB S: INPUT "Indiriuo di riloca.zione: PRINT CHR$ (4J;"BLOADMINUS,CODE,A":A$ AD = PEEK (43634) + PEEK (43635) • 256

60 POKE AD + I, FN LD<AD + 12) 70 POKE AD + 5, FN HIlAD + 12) 80 POKE AD + 29, FN lO(AD + 63) 90 POKE AD + 30, FN HIIAD + 63) 100 PaKE AD + 41, FN LO(AD + 53) 110 PORE AD + 46, FN HIIAD + 53)

120 CALL AD

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Figura 1

venga specificato un indirizzo esadecimale. In seguito vengono modificati gli indirizzi interni per "girare" alla nuova locazione, con una serie di POKEche usano le funzioni LO e HI def1niti nelle righe 10 e 20. Inf1ne un CALL al nuovo indirizzo fa partire il programma. Volendo usare, come nel caso del Signor Modica, la routine ad una nuova locazione fIssa basta risalvare la routine rilocata come: BSAVEMINUS. CODE,A$:x:x:x:x,L$99, dove XXXX è l'indirizzo di locazione in esadecimale. B.A.

Mostre: Londra (PCW Show) e Parigi (Sicob) in settembre Dal 9 al 12 settembre si terrà, a Londra (Barbican Centre), il quinto "Personal Computer Word Show", la rassegna inglese organizzata dalla rivista Personal Computer Word. Saranno occupati circa 2000 metri quadrati, sui quali esporranno 85 ditte. A Parigi, dal 22 settembre al lO ottobre si svolgerà invece il 33-esimo Sicob, una delle più importanti manifestazioni europee (nel n.3 abbiamo pubblicato un reportage dell'edizione dell'anno scorso). Il Sicob che si tiene nel centro commerciale CNIT (paris La Defense) ha occupato, nell'edizione dell'anno scorso, circa 88.500 metri quadrati. A proposito: come l'anno scorso, la rivista francese "L'Ordinateur Individuel" organizza un torneo di Othello per computer e calcolatrici. Se volete partecipare, chiedete informazioni direttamente alla casa editrice: Groupe Tests, 41 rue de la Grangeaux-Belles, 75483 Paris Cedex IO. AI Sicob, come consueto, sarà abbinata la "Convention Informatique", il convegno al quale partecipano informatici provenienti da tutto il mondo.

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LE TECNICHE

ED I SEGRETI DELI!ALTA fEDELTA'

TI-99/4A: espansioni RAM da 32 K, non 16 K Nel numero scorso, nella prova del TI99/4A della Texas lnstruments, abbiamo parlato di espansione di memoria RAM da 16 K byte. Correggiamo: le espansioni sono da 32 K, non da 16.

ERRATA CORRIGE Alcune precisazioni in merito al programma "Miniarchivio" pubblicato a puntate sui numeri 9 e 10 di MCmicrocomputer.Nel numero 9, per un errore tipografico, è stata eliminata la riga 100 (vedifig.3di pago54) che va quindi inserita: 100 CLEAR Nel numero 10 (vedifig. 4 di pago61) la riga 1120, poiché esegue il controllo dell'input della riga 1110, va corretta con gli indici presenti in quest'ultima: 1110 INPUT""; DD$(NM,NL) 1120 IF LEN(DD$(NM,NL)) > LR(NL)THEN DD$(NM,NL) = LEFT$(DD$(NM,NL), LR(NL)) MCmicrocomputer 11


Apple ha introdotto il concetto di personal in tutto il mondo. E in tutto il mondo Apple cresce. Cresce anche in Italia dove la Iret, che lo importa e ne cw'a l'assistenza, può oggi annunciare l'esistenza di una rete eli vendita di oltre 200 centri specializzati che f~lIl1lodi Apple il loro cavallo di battaglia. Ma cresce anche la gamma

Apple. Oltre al già famoso e collaudatissimo Apple Il, la Iret presenta Apple m, più potente e adatto ae usi specialistici. E poi video per ogni esigenza, a fo~fori verdi o a colori, stampanti e decine eliaccessori e programmi. E naturalmente crescono le vendite di Apple, perché •..~!=. il personal computing conquista piccole aziende, professionisti e privati. È facile prevedere quindi che Apple continuerà a crescere. Distribuzione per l'Italia

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"Sono studente d1matematica e vorrei interessarmi alle applicazioni d1computer in algebra e geometrie degli insiemi fmiti per le quali è molto importante la velocità. d1 elaborazione. Vorrei cmedervi gentilmente: 1) Quali sistemi, tra i più economici, sono i più veloci? 2) E vero che i computer personali sono molto meno veloci dei mini cui siamo abituati a lavorare all'Università? :3) Sui personal per compensare tale riduzione della velocità operativa è necessario lavorare in assemb1er? 4) Rispetto ai sistemi d1cui al punto 1 come si pone il microcomputer(omissis ...) d1 cui sono in possesso?

Mamma quante domande! Tutte però con una matrice comune: quella della velocità. La mia impressione personale è che forse Lei attribuisca un po' troppa rilevanza a questo fattore. La velocità è si importante, ma bisogna vedere quanto la si paga! Per venir al nocciolo della faccenda, cominciamo dalla seconda domanda: per poterle rispondere sarebbe necessario che mi dicesse su quali computer lavora all'università ... Al tempo mio si usava un 1130 della IBM, abbastanza veloce ma con un software che oggi apparirebbe addirittura primitivo, mentre il 360 del CNUCEdi Pisa, pur essendo intrinsecamente assai veloce, era rallentato dal fatto di dividere la sua attenzione tra molti utenti. In generale tuttavia si può affermare che i mini computer sono più veloci dei micro, proprio perché questa classificazione si basa per solito sulla tecnologia impiegata per la loro costruzione: i mini in tecnica bipolare ed i micro in tecnica MOS, con un rapporto di circa 2..10 a seconda dei casi a favore dei primi per quanto rigUarda la velocità (ma il fattore prezzo è quasi sempre maggiore di un bel po'!). Questa distinzione sta divenendo tuttavia sempre più sottile, grazie alla evoluzione della logica (vedi prefetch delle istruzioni) che della tecnologia MOS,per cui oggi si vedono piccole meraviglie al silicone, ad esempio il 6BOOO della Motorola, che si "ribevono" tranquillamente minicomputer di costo elevatissimo e dimensioni da armadio. Un punto poi molto rilevante ai flni della velocità è il software, sia di base che applicativo. Molti micro dispongono oggi di compilatori che consentono di velocizzare da 2 a 5 volte circa i programmi già collaudati con l'interprete, vedi accoppiata BASICBO/BASCOM della Microsoft, mentre importante è anche come ovvio la tecnica di programmazione. Ho udito spesso utenti flnali sostenere "la macchina è troppo lenta", anche su super elaboratori spettacolosi, questo solo perché avevano dei programmi malfatti. Questo risponde anche alla sua domanda sull'assembler; è chiaro che un programma ben scritto in assembler è sempre più veloce di qualsiasi altro in un altro lingUaggio; ma vale la pena di passare un mese in più a scrivere un programma perché poi giri in mezz'ora invece che in una? Conviene forse invece procurarsi un microcomputer dalle buone prestazioni ed un buon compilatore. L'etica professionale mi impone di non fornire giudizi preferenziali nella scelta di macchine. Le prove di MCmicrocomputer costituiscono la migliore base su cui potrà formulare un proprio parere. Detto fra noi comunque, non ritengo che la macchina in suo possesso sia la più veloce, né la migliore. Luigi Benedicenti di Genova chiede invece se esiste un libro che parli del linguaggio macchJ.na dello ZX-BO e se tutti i computer che usano 10 Z-BOA hanno 10 stesso linguaggio macchina. Cominciamo dal fondo: non solo il lingUaggio è lo stesso per tutti

coloro che usano lo ZBOA, ma per tutti coloro che usano lo Z-BO in genere nelle sue varie versioni (normale con clock a 2.5 MHz, A con clock a 4 MHz, B con clock 6 MHz), ovviamente, come lei stesso rileva, a prescindere dal monitor, dai lingUaggi ad alto livello ecc. Testi sul lingUaggio macchina Z-BO ce ne saranno un milione in tutte le lingUe. Basta sfogliare qualche rivista per trovarne a bizzeffe. Sempre il signor Benedicenti chiede se la sua stampante deve "storpiare" gli ultimi 5 o 6 caratteri a fine riga. Senza averne mai vista una le rispondo certo che no: le stampanti, di qualsiasi marca siano, devono stampare bene tutti i caratteri della riga cosi come indicato dal costruttore nei relativi manuali. Tenga tuttavia presente che da un prodotto dichiaratamente economico non si possono pretendere prestazioni troppo spinte. Complimenti per la sua giovane età: se continuerà nella strada intrapresa avrà da questo hobby molte soddisfazioni e difficilmente nel corso della vita le capiterà di restare disoccupato.

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Hasmonai Hazan (Homic):

per trovare l'oro bisogna scavare nell'iceberg di Marco Marinacci

Sei stato il primo ad importare uno di questi" trespoli" in Italia e ad esporlo ad una mostra, lo SMAU del 1978 dove Ci siamo conosciuti. Più che altro sono stato il primo che ha cercato di dare a questo trespolo una definizione che, tra ('altro, in tutti questi anni. ha continuato a variare. Accanto a noi sono nati poi un sacco di altri commercianti che, come non avevano pensato la definizione da dare al trespolo iniziale, non si sono neanche accorti delle modificazioni di questo prodotto nel suo progredire e quindi, secondo me, non hanno ancora capito bene come e a chi venderlo e proporlo. Perché? È una questione di cultura (che, speriamo, piano piano si farà). La cultura dell'imprenditore la fa la cultura del paese nel quale si opera: se uno si metteva a vendere macchine fotografiche in Italia nel 1950, se non era un uomo colto era destinato a chiudere. A metà o alla fine degli anni '60, se era colto tanto meglio, altrimenti se non era proprio stupido avrebbe trovato fra amici, conoscenti, pubblicazioni eccetera il modo di coltivarsi rapidamente e diventare un operatore adeguato. Qual è la tua esperienza degli operatori dell'inizio del mercato? C'erano queste macchine portate da pionieri ma pochissimi fra i pochi operatori avevano pensato che dietro a questo problema c'era un fatto culturale enorme che questo paese non era lT)aturo, non era preparato ad affrontare. E successo che nella fase iniziale di entusiasmo si sono buttati i pionieri e gli entusiasti, e in quelle fasi là mai nessuno fa i conti bene. Il business era ancora tutto da scoprire, perché non si può per il semplice fatto che c'è un prodotto dire che dietro ci sia un business. Chi e come era il cliente, e cosafacevate voi operatori? È stata colta la crema del mercato, il sottogruppo di italiani che si buttano in qualsiasi novità tecnologica, artistica o culturale per vedere di assorbirne l'impor14

tanza e le applicazioni o l'utilità. Noi aspettavamo che la gente entrasse, non c'era competizione, moltissimi dei rivenditori avevano pochissima competenza specifica, non dicevano a cosa serviva, come si poteva usare il prodotto, cosa si poteva farne: ricordo che nei primi tempi c'erano molti clienti nei quali si risvegliava un interesse, uno stupore solo quando vedevano stampare la macchina: sembrava che questo movimento meccanico desse vita alle loro speranze, mentre tutto quello che la macchina faceva dentro, compresa la videata, sembrava una cosa poco significativa. Da allora cosa è successo? Nell'80-81 siamo entrati in fase di curva esponenziale in cui qualsiasi prodotto veniva venduto: per restare ai prodotti della Homic, dalla scheda tipo Nascom all'SWTPC (che aveva la sua logica, il primo winchester da 15 MB, oggi in funzione all'istituto di tumori a Milano). Questa curva è stata seguita senza considerare che non era un vero mercato ma la superficie di

un enorme iceberg, in cui gente più o meno competente andava a pescare. L'oro sta nel fondo dell'iceberg, solo chi riuscirà ad entrarci lo troverà. Si potrebbe anche non trovare mai, sappiamo solo che c'è sotto. Chi ha pescato di più? L'iceberg ha fatto crescere il mercato in maniera esponenziale con godimento solo dei costruttori, fra l'altro marginali nel campo dell'informatica tradizionale: Commodore, Radio Shack, Apple in quel periodo erano comunque costruttori marginali, che hanno approfittato di una tecnologia disponibile che i grossi avevano rinunciato o non cominciato a sfruttare. ] costruttori hanno goduto più di tutti, perché avevano e hanno margini notevolissimi, perché il prodotto costruito è povero di elettronica industriale e non professionale. Se apri un HP (o il nuovo Digital, o l'18M, o l'Enterprise della Data Generai: micro solo perché in configurazione micro) ti rendi subito conto che i criteri di costruzione sono quelli di un computer. Quello che

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Hasmonai

Hazan (Homi<,)

noi abbiamo finora offerto sul mercato era un'ottima elettronica industriale per applicazioni non heavy-duty, con un'affidabilità intrinseca del componente, non tanto dell'assiemaggio o della presentazione del prodotto, tanto è vero che, all'inizio, un sacco di questi poveri signori che sono stati catturati dallo scharme di questa novità non sono stati imbrogliati ma si sono trovati in difficoltà: sistemi operativi incompleti, o che non gestivano bene le periferiche, o che perdevano i dati. Come si sono comportati

i costruttori?

Abbiamo fatto tutti insieme qualche decina di miliardi di fatturato, segno che sotto qualcosa c'era. Il guaio è che anche i costruttori si sono lasciati incantare dalla facilità con cui noi abbiamo inizialmente introdotto questo prodotto sul mercato. Se gente senza soldi, strutture, preparazione specifica è riuscita a fare certi volumi, hanno pensato, trovando gente con soldi, strutture, preparazione chissa cosa viene

torni degli investimenti, è successo che loro hanno continuato a tirare questa curva: volumi, dollari e loro ritorni era tutto in aumento. Chi vendeva invece non aveva mai un ritorno sufficiente per crescere. Se vai a vedere, strutture delle dimensioni della Homic, pur non gigantesche, in Italia oggi sono 4 o 5. Hanno fatto una grandissima fatica a reggere la spinta dei costruttori, col risultato che nell'82, all'apparizione dei grandi ... ci sono. Cosa succede con i grandi?

I grandi sono Olivetti, IBM, Digital Equipment, Data GeneraI eccetera: sono entrati perché sanno che c'è questo iceberg, detto in altro modo è la famosa piramide. Loro hanno pensato prima al vertice, poi sono scesi fino ai mini monoposto. A quel punto sono stati aggrediti dal di sotto, dai micro "sviluppati", diciamo, e poi si sono accorti che nell'enorme base della piramide ci sono migliaia di potenziali utenti di prima meccanizzazione che i

confrontato con il 15% medio dei grossi OEM: ma tieni presente che l'OEM quando si fa IO macchine l'anno si è spesato, con i costi di macchine come VAX, Eclipse, IBM 34: il 30% su una macchina come 1'87 o 1'86 è ben poco, se questa gente ha bisogno di un servizio che assomiglia a quello necessario agli utenti di sistemi più costoSI...

Come è questo servizio?

A volte è anche più difficile, perché di solito nei grossi utenti c'è già almeno un minimo di conoscenza di informatica, ai "piccoli" bisogna insegnare tutto. E non solo l'uso della macchina, o la procedura: bisogna spesso insegnare al cliente che quando introduce la meccanizzazione nella sua azienda questa cambia. Che deve accettare un sistema gerarchico, perché il computer gli gerarchizza il suo sistema di informazioni: non può stabilire di emettere le tratte prima delle fatture ... E tutta questa struttura deve stare sulle spalle dell"'omino" che ha il 30%? Può diventare anche un 38 o un 40, ma lui deve dividerlo con una rete che controlla per far grandi e potenti alcuni costruttori importanti ... Per dar da mangiare alla rete deve mollare il 25% del suo costo, quindi non riesce mai ad avere un margine lordo dal quale partire che gli dia un utile ragionevole per poter riinvestire ed essere adeguato sulla posizione. Cosa devono fare secondo te?

fuori. Continuiamo ad usare lo stesso meccanismo di trasferimento di hardware, con i nostri margini tutti completi, simili a quelli delle nostre sorelle maggiori. Se l'IBM esce con un margine lordo dalla fabbrica del 70%, lo stesso margine deve averi o la Commodore, se poi chi deve smuovere 2000 scatoloni deve viaggiare col 38%, da ridistribuire in mille rivoli per creare una rete efficiente, sono affari suoi. Se poi vuoi diventare solo un grosso rivenditore, una specie di supermercato, si tiene tutto il suo 38%. A cosa ha portato questa politica?

Hanno fatto grossi utili, riinvestito, costruito macchine sempre più pesanti da un punto di vista finanziario. Una cosa voleva dire comprare 50 Pet 200 l, a 750.000 lire l'uno, una cosa sono 50 CBM 8032 o Appie III con ProFile e stampante. Si salta di un ordine di grandezza di fabbisogni finanziari e umani, di risorse, di spazio. A furia di far crescere il prodotto, con i grossi riMCmicrocomputer 11

piccoli costruttori di micro difficilmente possono attaccare e che, viceversa, sono alla portata dei grandi con la loro esperienza e con la loro capacità tecnologica. Ma hanno anche capito che non possono usare la stessa tecnica commerciale con la quale hanno aggredito le altre fette di mercato: banche, ministeri, grossi utenti attraverso gli OEM. Hanno scoperto che ci vogliono organizzazioni indipendenti capaci di accollarsi l'impegno di prendere gli scatoloni ed andare a offrirli, facendo la loro pubblicità indipendente eccetera. Anche parecchi dei costruttori che prima ho definito "marginali" hanno ora trovato un loro diritto di cittadinanza nell'iceberg. Olivetti, IBM, Digital parlano di migliaia di pezzi, di decine di miliardi di budget. Quali organizzazioni di oggi possono "fare" queste cifre? Non esiste per ora in Italia un'infrastruttura capace di coprire le esigenze di q'uesti costruttori. Un 30% "secco" ad un rivenditore che pensa all'end user è un bel margine

Devono rendersi conto che per aggredire questo livello di mercato occorre permettere alle strutture come la Homic di crescere non solo con l'entusiasmo, il sacrificio e i soldi dell'imprenditore per avere un ritorno di utile e di redditività, ma anche con il loro aiuto in termini di chiara e significativa presenza sul mercato, di immagine. Perché l'Apple ha avuto tutto questo successo? Perché la Apple ha fatto una campagna pubblicitaria indirizzata agli uomini che fanno opinione. Servono aiuti seri, sereni, veri nel campo degli investimenti software, negli indirizzamenti della verticalizzazione. E quindi anche i margini, perché in fondo il problema è lì. La Homic ha dovuto investire in tre anni molti milioni in pubblicità; ogni macchina deve avere il suo specialista hardware e software, ogni segmento di mercato deve avere il suo specialista software: se vendi paghe e contributi devi avere qui uno specialista, e non può vendere solo paghe e contributi, quindi devi avere più specialisti. Si dice che il mercato è un po' fermo ... C'è una stasi solo temporanea, perché mancano le risorse finanziarie e umane che si dedichino alla crescita di questo mercato. Insisto: io mi aspetto che i grandi costruttori e quelli "con diritto di cittadinanza" si rendano conto di questa mancanza di risorse umane e strutturali e diano una mano a coprire questo buco, per il bene loro e di chi ci si è messo dentro. Aumentando i margini ai rivenditori seri, non dando a qualsiasi individuo che si presenti la possibilità di vendere un oggetto di cui 15


Hasl11onoi

non è capace. La Fiat, l'Alfa Romeo, la Renault, la Leica, la Nikon non sono vendute da qualsiasi cane che va lì a chiederli. Per vendere Digital, IBM, Commodore, bisogna dimostrare di essere in grado di dare un supporto a queste macchine. Anche la Homic farà una selezione dei rivenditori sempre più severa, non possiamo permettere a dei non professionisti di inquinare questo mercato indifferentemente se la macchina va in mano ad un ragazzo o ad un ingegnere o ad un geometra o a una massaia. Per vendere un VIC bisogna avere professionalità, l'utente fa domande che richiedono una conoscenza di informatica. Bisogna essere capaci di rispondere, bisogna saper spiegare quali archivi non può gestire e perché. Ma non bisogna venderlo a chi vuole solo un videogioco, quello deve comprare un videogioco. E chi vuole giocare creando? Chi vuole modificare il giochino o costruirlo ha diritto e bisogno di trovare nel punto di vendita una persona che gli dia delle informazioni che gli permettano di diventare creativo. Se uno ha talento musicale può comprarsi una chitarra e svilupparlo da solo, ma se trova uno che gli insegna qualcosa è meglio. E in ogni caso bisognerà che qualcuno, almeno una volta, gli dica come va accordata la chitarra. Cosa pensi del rapporto pre:!zo macchina/prezzo software? Il software, per la base dell'iceberg, deve essere standard. Gli unici software standard che io conosco sono i programmi tipo Visicalc, tipo word processing. Standard di contabilità, fatturazione, magazzino, legali, notarili, di dentisti e via dicendo non ce ne sono. Qualcuno deve spiegare all'utente finale che la flessibilità di un microcomputer è enorme, ma il costo della personalizzazione può essere troppo alto e non convenire. La natura del cliente medio italiano è di gestire per eccezioni, il che rende farraginoso l'utilizzo di queste macchine e va contro di lui. Non si può gestire per eccezioni, bisogna gestire per standard. Avere tutto in punta delle dita costa. Di hardware e di software. Come è nato il tuo interesse per la microinformatica? Negli anni '60 avevo una responsabilità operativa in una ditta integralmente meccanizzata. Avevo anche quella del sistema EDP, centralizzato integrato che partiva dal lancio di produzione al prodotto finito, fatturazione. Mi sono accorto che pur avendo un'ottima macchina e ottime procedure il sistema non funzionava perché non c'era una volontà di vertice che imponesse che quello che diceva il computer era giusto e che non bisognava lavorare per eccezioni ma per regole, col computer. Mi ritrovavo invece un sacco di eroi che avevano come scopo ultimo di dimostrare che il computer sbagliava e che non sapeva gestire l'eccezione, e che solo il loro sforzo notturno permetteva alla ditta di sopravvivere. Mi sono battuto per distruggere gli eroi accontentandomi di una risposta me16

dia di un computer che tempo un anno mi ha permesso di produrre e di ragionare in termini estremamente semplici pur avendo delle crisi: tanto le crisi le avevo anche con gli uomini. Il computer poverino ogni tanto mi diceva che mancavano le viti per fare il radar, ma la colpa non era sua, ma di chi non le aveva ordinate o previste. L'informatica cosi orizzontale puniva gli operativi, perché la scoperta dell'errore arrivava sei mesi dopo. Quello che avevo tentato di fare, cioè distruggere l'eroismo per creare un management tranquillo e sereno, ricreava l'eroe, perché non tutti potevano interagire direttamente col computer. Allora mi sono interessato a quella che alla fine degli anni '70 si chiamava informatica distribuita, avere la possibilità di interagire con una grossa macchina ed avere in tempo reale il controllo degli input sull'integrazione di quello che doveva fare poi il computer come diffusione delle informazioni alle altre braccia dell'organizzazione. Ma, spesi miliardi, passare dalla configurazione integrata a quella distribuita era impossibile. Senza volerlo ho scoperto il personal computer: ho detto ecco, questo è il marchingegno che quando crescerà e sarà integra bile in una struttura grossa potrà probabilmente risolvere nel modo più logico possibile il problema di conflitto che la meccanizzazione di una struttura crea:

ognuno avrà la sua macchina per le sue decisioni (sto parlando ovviamente di un manager o un caporeparto), ma che interagisce anche con il resto dell'informazione come terminale intelligente. In questi 4 anni nessuna di queste case che io chiamo marginali ha mai pensato a questa cosa, ma sono convinto che Data Generai, Digital, Olivetti, IBM creeranno i loro personal anche per quello scopo lì; il Rainbow sarà sicuramente il satellite naturale delle grosse macchine della Digital, l'Enterprise con i suoi 5 megabyte in linea è un'ottima periferica intelligente di una grossa macchina tipo Eclipse, l'HP 86 può benissimo essere una periferica intelligente di un sistema 3000. E allora si chiude l'anello e c'è spazio per tutti. È finalmente la logica dell'informazione. Torniamo all'iceberg. In mare sono pericolosi ... Bisogna stare molto attenti: siamo di fronte ad una rivoluzione, ad una disponibilità di tecnologia molto importante. Chi la tratta deve capire la cultura che c'è sotto, se no si vendono le macchine male, l'ice-

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berg non si scopre mai e a quel punto è inutile anche parlare di volumi. La reazione alla mia spinta ad aumentare i margini è quella di dire aumenta i tuoi volumi; questo potrebbe aver senso se intorno a noi lavorasse tutta una infrastruttura che crea la cultura, allora io senza troppo sforzo affondo le mie radici dentro questo iceberg. Ma se io devo lavorare a creare la cultura, a rompermi le corna e alla fine raccolgo le briciole, allora mi affatico troppo e penso che tutto sommato convenga vendere dieci macchine da 300 milioni l'una, che è molto più facile. Quattro persone, quaranta metri quadrati, un telefono, niente pubblicità: trovo dieci clienti, faccio consegnare le configurazioni, ci metto il software, ci sto sei mesi e ho finito di soffrire. Quello della cultura di massa è un grosso problema. Dovrebbero almeno cominciare a farla imass media. Cosa(anno secondo te? l mass media non fanno niente, la cultura ufficiale non fa niente. Ma quello che io vedo è che i giovani hanno rotto la barriera un'altra volta. E non gliene importa nulla dei mass media e della cultura ufficiale. I mass media devono imparare a definire con esattezza che cos'è un prodotto tecnologico. Non è ammissibile che scriva di computer un giornalista che conosce Proust e gli amori di D'Annunzio, ma non il secondo principio della termodinamica o che so io, perché non riuscirà mai a far capire alla gente di che cosa si tratta. lo ho sentito anche operatori che dicono cose da morir dal ridere. Perché non ci sono giornalisti idioti che parlano di automobilismo? O, insomma, per lo meno chi ne parla sa cosa è un'automobile. Chi parla di automobilismo, o di calcio, o di economia deve far capire ai lettori che ne capisce. lo non riesco a capire perché nei giornali fanno parlare di computer a gente che si rifiuta di conoscerne la struttura e fa solo confusione. Ci sono poche eccezioni: Piero Angela quando cerca di spiegare qualcosa usa un'analogia, un esempio che focalizza immediatamente l'importanza di un oggetto. Per farti capire la velocità di un computer, che so, ti chiede q uanto impieghi a fare una divisione di 9 cifre e poi ti dice quanto impiega il computer. Prova a dire cosa fa un computer ... Ti gerarchizza il contenuto di informazione di cui avevi bisogno e ti rende un uomo razionale e intelligente, se la ragione deve vincere come ha detto Spadolini dopo che abbiamo vinto i mondiali di calcio. L'uomo intelligente deve costruirsi il suo modello, gerarchizzare all'interno di questo modello i vari sottosistemi e agendo su questi definirli, risolverli per passare poi nelle catene logiche che legano i vari sottosistemi a sistemi di livello superiore, fare lo stesso sforzo e passare avanti fino ad arrivare al problema, all'oggetto della propria problematica. Il computer fa questo, sempre: allinea gerarchizzando l'importanza. Queste sono cose che vanno spiegate alla gente. Me MCmicrocomputer

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Hewlett Packard: fra un 85 e un 87 un 86 ci sta bene È definito "Iowest price, newest personal": il più economico ed il più nuovo personal della HP. Presentato' all'inizio di luglio, 1'86 è una macchina che non esitiamo a definire interessantissima anche se non rivoluzionaria tecnologicamente. Si tratta infatti, in pratica, di un 87 "a pezzi": ha esattamente tutte le stesse caratteristiche dell'87 ed è costituito da un'unità centrale con la tastiera (identica appunto a quella deI1'87). La memoria centrale comprende di base 64 K byte di RAM, 48 K di ROM e 16 K di video, per un totale di 128 K; la RAM può essere espansa ad oltre mezzo megabyte con gli appositi moduli aggiuntivi. Il video è esterno, ed è possibile collegare qualsiasi monitor (è sufficiente un comune cavetto!); l'HP ha in catalogo due modelli, uno da 9 e uno da Il pollici, di produzione Philips e "customizzati" HP (anche nel prezzo ... ). Come memoria di massa è stato previsto un minifloppy dedicato esclusivamente all'86 della capacità di 270 K, che ricava l'alimentazione direttamente dal controller che, di serie, è inserito nell'interno dell'unità centrale. L'interfaccia HP-IB non è compresa ma opzionaie: ovviamente, una volta installata consente l'impiego di tutte le periferiche della serie 80, quindi anche delle unità minifloppy o floppy o winchester utilizzate dall'87, 85, 83 eccetera. La

compatibilità hardware e software con 1'87 è totale tranne ovviamente, come appena detto, per l'unità minifloppy che può essere usata solo con 1'86 (ma la formattazione dei dischi è la stessa, quindi è possibile scambiare dischi registrati con unità diverse). In particolare è possibile, ad esempio, usare la scheda CP/M che consente di accedere all'ampia biblioteca di software disponibile. A questo proposito segnaliamo che negli Stati Uniti, a partire dall'autunno, la Hewlett Packard comincerà a vendere direttamente programmi sotto CP/M prodotti da varie case: fra questi il WordStar, il famoso word processor della Micropro. Restano invariate tutte le caratteristiche operative dell'87, grafica compresa: l'unica diversità è che si hanno proporzioni diverse su un monitor "normale" e su quello dell'87, ma è solo un problema di visualizzazione e, comunque, grazie alla versatilità di gestione della grafica H P basta cam biare la scalatura lungo l'asse verticale per ottenere le proporzioni desiderate sullo schermo. L'HP-86A costa 3.197.000 lire + IVA, decisamente un prezzo interessante per un HP; il minifloppy costa 1.514.000 lire (il controller, ripetiamo, è compreso nell'86). Insomma, con 4 milioni e 700 mila lire si può avere ... un 87 senza monitor e senza HP-IB, ma con un minifloppy da 270 K.

Interfaccia video per HP 41C Anche la "piccola" HP 41C può avere un'uscita su televisore o su monitor. grazie all'interfaccia video in HP-IL. Si chiama HP 82163 (nelle versioni A e B pcr i diversi standard televisivi). consuma 3 watt ed è alimentata in corrente alternata di rete. Può visualizzare 16 righe da 32 caratteri ciascuna, con una memoria video di 31 righe. Il set comprende 95 caratteri più 4 di controllo. con visualizzazione normale ed in ne-

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gativo. Per le minuscole. bisogna accedere al carattere con il rispettivo codice numerico. Le dimensioni sono molto contenute; sul frontalino è presente anche un'uscita per monitor. Costa circa 640.000 lire compresa IVA. non si può certo definire a buon mercato. Naturalmente potrà essere usata non solo con la 41, ma anche con ... il 75. Come? Non avete ancora letto le notizie sul Canguro HP?

75, l'HP a passi da... canguro Se il 23 agosto eravate in America e avete comprato BYTE, lo avete già visto. Ci è stato infatti anticipato (stiamo scrivendo a metà del mese di luglio) che il Canguro dell'HP sarà in copertina nel numero di agosto della famosissima rivista americana. Ma cerchiamo di dare quante più anticipazioni possibile ai nostri lettori. Canguro, anzi Kangaroo, è il nome del progetto dell'HP-75C, nome che, come consuetudine HP, sarà abbandonato contestualmente alla presentazione ufficiale della macchina (1'85 era il Capricorn, 1'87 il Gemini). L'HP-75C sarà un "portable computer", un computer portatile: qualcosa di simile (ma di più) delle Sharp PC121 I o 1500, Casio e simili. Non è proprio tascabile, diciamo che potrebbe entrare in un marsupio (per restare in tema di canguri): la tastiera è standard (QWERTY) non solo come disposizione ma anche come distanze fra i tasti; la larghezza della macchina è di poco meno di 30 centimetri. per una quindicina abbondanti di altezza e un paio (supponiamo) di spessore. Ci saranno due versioni, la C e la CX, che differiranno per la capacità della RAM (rispettivamente 8 e 16 K): ambedue potranno utilizzare un modulino RAM aggiuntivo da 8 K, arrivando dunque ad un massimo di 24 K per la CX espansa. Ci sarà, posizionato probabilmente in basso a destra sul pannello della tastiera, un lettore di schede magnetiche "manuale": è sufficiente, cioè, far scorrere la scheda trascinandola con le dita, con gli ovvi vantaggi in termini di autonomia dell'apparecchio (il motorino dellettore avrebbe un consumo relativamente molto elevato che ridurrebbe drasticamente la durata delle pile). Vi è inoltre, presumiamo sul lato sinistro in posizione simmetrica rispetto allettore, un alloggia mento per modulini ROM aggiuntivi. Il display è a cristalli liquidi alfanumerico. con maiuscole e minuscole. da 32 caratteri; le linee sono da 96 caratteri (con scroll orizzontale). Il microprocessore è lo stesso dell'HP-85, anche il Basic è in linea di principio il medesimo. addirittura migliorato (a quanto ci è stato anticipato) specie per le istruzioni alfanumeriche: sono incorporate funzioni di text editing e un 'agenda - calendario con incorporati 99 timer indipendenti. Il 75 nasce con l'interfaccia HP-IL di serie. può quindi usare tutte le periferiche del sistema 41 che, anzi, acquistano di significato (specie le più "impegnative". come la microcassetta digitale) con un'unità centrale come il 75. In Italia, questo nuovo e interessante prodotto arriverà, pare. non prima di gennaio-febbraio del prossimo anno, fornito di software in italiano sul quale, anzi. si punta molto. Peccato ci sia da aspettare così a lungo. Il prezzo dovrebbe essere compreso fra il milione e mezzo e i due; certo non sembra poco per un "portable" ma. viste le premesse, non azzardiamo un giudizio in questo senso prima di averne verificato le prestazioni. Appuntamento al prossimo numero. crediamo. con qualche notizia in più (aspettiamo BYTE ... )

L'87XM sostituisce 1'87A L'unica differenza fra l'HP-87XM e l'HP87A, in prova su questo stesso numero. consiste nella capacità di memoria. L'XM (Extra Me-

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Me news mory) parte da 128 K byte di RAM e, mediante moduli aggiuntivi, può essere espanso fino a 640 K. Questi vanno ovviamente, ad aggiungersi ai 48 K di sistema operativo (ROM) e ai 16 K di memoria video: in totale, dunque, 1'87XM può avere ben 704 Kbyte di memoria, fra ROM e RAM. L'interfaccia HP-IB è incorporata. Il sistema operativo è assolutamente identico a quello dell'87, pertanto la compatibilità è assoluta sotto tutti gli aspetti. L'87XM costa 5.333.000 lire + IVA, contro i 4.897.000 dell'87A. Sembra un aumento, in realtà è una diminuzione di prezzo (a parità di capacità di memoria).

Nuovi prezzi HP Il 12 Iuglio i prezzi dei prodotti Hewlett Packard hanno subito una variazione, non in tempo per l'aggiornamento della guidacomputer pubblicata nell'ultima parte della rivista. Riportiamo qui di seguito le voci principali. HP-83A 4.007.000+IVA HP-85A 4.897.000+IVA HP-86A 3.197.000+IVA HP-87A 4.897.000+IVA HP-87XM 5.333.000+ IVA Monitor 9" per 86 525.000+IVA Monitor Il" per 86 703.000 + IVA Minifloppy 270+270K 3.918.000+IVA Mininoppy 270K 2.671.000+IVA Minifloppy 270K per HP-86 1.514.000+IVA 9134A (hard disk 5M) 8.253.000+IVA 9135A (5 M + 270 K) 9.794.000+IVA Plotter 7470A 2 penne A4 2.930.000 + IVA Exp. 16 K per 83/85 355.000+IVA Exp. 32 K per 87 538.000+IVA Exp. 64 K per 87 820.000+IVA Exp. 128 K per 87 1.499.000+IVA Scheda CP/M per 87 902.000+IVA Cassetto porta ROM 82.000+ IVA Casselto per EPROM 355.000+ IVA ROM mass storage per 85 264.000+IVA ROM printer/plotter per 85 264.000+ IVA ROM I/O per 85 538.000+IVA ROM matrix per 85 264.000+IVA ROM Advanced prog. per 85 264.000+IVA ROM Assembler per 85 538.000+1VA ROM System Monitor per 85 538.000+IVA ROM plotter per 87 264.000 + I VA ROM l/O per 87 538.000+IVA ROM Assembler per 87 538.000 + IVA interfaccia HP-IB 720.000+IVA Interfaccia RS-232C 720.000+1VA Interfaccia CP-IO 902.000+IVA Interfaccia BCD 902.000+ IVA Interfaccia Centronics 538.000 + IV A Interfaccia HP-IL 538.000+IVA HP-IIC 181.000+IVA HP-12C 272.000+IVA HP-15C 245.000+IVA HP-16C 290.000+IVA HP-33C 194.000+IVA HP-34C 272.000+IVA HP-38C 272.000+IVA HP-4IC 426.000+IVA HP-4ICV 553.000+IVA Lettore di schede per 41 366.000+1VA Stampante per 41 655.000 + IV A Lettore ottico per 41 213.000+IVA Memoria a cartuccia HP-IL 1.041.000+IVA Stampante HP-IL 937.000+IVA Interfaccia video HP-Il 558.000+IVA Interfaccia HP-Il / GP-IO 558.000+IVA

quest'anno, per la prima volta, la rassegna "International video and consumer electronics show" riservata all'elettronica civile e in particolare alle apparec~hiature radio-televisive, ai personal computer, ai videogiochi, alla telematica, alla video-registrazione, alle comunicazioni via telefono, via cavo e via satellite eccetera. La rassegna è aperta dal 2 al 6 settembre, alla Fiera di Milano. Oltre 100.000 metri quadrati, nove padiglioni, il 45% di incremento di area rispetto all'8l. L'orario è dalle 9 alle 18; lunedì 6 l'ingresso è riservato agli operatori dei vari settori. I personal computer sono nei padiglioni 16 e 17; vi aspettiamo al nostro stand (come molti di voi sapranno, MCmicrocomputer e la sorella AUDIOREvlEw sono nate nel settembre scorso alla stessa manifestazione). A proposito: come avete letto nell'editoriale del numero scorso, MC organizza una specie di "scuola-lampo" di personal computer: un microcorso (per superprinci· pianti) di due ore la mattina, una il pomeriggio. Sono utilizzati una trentina di TI-99/4A della Texas lnstruments, collegati con altrettanti televisori a colori messi a disposizione dalle Industrie Formenti.

SMAU dal t 7 al 23 settembre Il 19' SMAU (Salone internazionale sistemi per' l'informatica, macchine e arredamento ufTiciq) si svolgerà alla Fiera di Milano dal 17 al 23 di settembre. MCmicrocomputer vi aspetta allo stand 16 del settore Stampa Tecnica, padiglione 14 salone 3.

Due nuovi tascabili: 15C e 16C Nel mese di giugno sono state presentate due nuove calcolatrici programmabili HP. Fanno parte della gamma dei cosiddetti -'ultrasnelli", ossia la linea iniziata con la II e la 12C con display a cristalli liquidi. la HP-15C è una scientifica; le possibilità di base sono grosso modo quelle della 34C con alcune interessanti innovazioni. È capace di trattare matrici di dimensioni fino a 8x8. le operazioni su matrici c

Vi aspettiamo a pagina 72 numeri complessi sono facilmente impostabili da tastiera: in soli 28 secondi, secondo quanto dichiarato, è possibile risolvere un sistema lineare di sette equazioni. Oltre alle tradizionali, vi sono le funzioni SOlVE (determina gli zeri reali di un'equazione) e INTEGRATE (calcolo di integrali definiti). La capacità è di 448 linee di memoria permanente ad allocazione dinamica (fino a 66 registri dati a seconda della partizione); VI sono 5 tasti definibili dall'utente, 25label, IO nag, 12 test condizionali. Costa 245.000 lire + IVA. L'HP-16C, sempre della stessa linea, è dedicata a progeltisti elettronici e di computer, esperti di microprocessori e softwaristi. Si rivolge quindi ad un mercato "verticale", forse ridotto ma di base competente (il manuale è solo in inglese, perché si dà per scontato che l'utente di una 16 C sia abituato a lavorare con testi inglesi). Può eseguire sia conversioni, sia operazioni aritmetiche (direttamente) su numeri non solo decimali, ma anche binari, esadecimali o ottali: vi sono quattro tasti (DEC, BIN, HEX, OCT) che consentono la selezione e/o fa conversione dei dati impostati e/o calcolati. Sono presenti gli operatori booleani (NOT, OR, XOR, AND) e 16 funzioni per la manipolazione dei bit. la lunghezza dei registri è definibile fino ad un massimo di 64 bit, il che rende possibile all'utente lavorare su word del tipo usato sui processori oggi disponibili. Vi sono 203 linee di programma o lO I registri dati da 16 bit. Il prezzo è di 290_000 lire + IVA. Ma non è finita: dal primo settembre c'è anche la IOC, della quale per il momento sappiamo solo che andrà ad inserirsi al di sotto della II C con un prezzo di circa 150.000 lire.

SIM-HI.FI - IVES dal 2 al 6 settembre. Vi aspettiamo. Alla sedicesima edizione del Salone internazionale della musica e dell'alta fedeltà si afTianca MCmicrocomputer

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Me MICROCOMPUTER

A lO ANNI

Questi i nomi dei dodici maestri o operatori scolastici elementari ai quali MCmicrocomputer mette a disposizione per l'anno scolastico '821'83 altrettanti personal computer nell'ambito dell'iniziativa "Microcomputer a l Oanni". I computer saranno spediti nella prima quindicina di settembre. Ringraziamo gli oltre quaranta insegnanti che hanno entusiasticamente risposto al nostro appello. Stiamo facendo del nostro meglio per reperire altre macchine da assegnare ai maestri rimasti in lista di attesa. Per quanto riguarda la Scuola Media inferiore e superiore, l'obiettivo è evidentemente diverso da quello di "Microcomputer a lO anni"; convinti comunque della necessità di operare a tutti i livelli per la diffusione della civiltà informatica, ci proponiamo di affrontare con i giusti mezzi anche i problemi delle medie inferiori e superiori. (P.N.) Giulia Brioschi Athos Carati Sergio Cecchini Daniela Ceretti Viappiani Marino Coretti Maria Emma Folicaldi Carla Luppichini Giorgio Misuri Alfonso Morgillo Cirino Scaglione Rodolfo Sorrenti Stamura Pugnaloni Ubaldi

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Milano Bologna S. Vincenzo (LI) La Spezia Trieste Bologna Marina di Grosseto Firenze S. Maria a Vico (Ce) S. Agata Militello (Me) Pisa Colleferro (Roma)

- TI-99/4A - TI-99/4A TI-99/4A TI-99/4A TI-99/4A TI-99/4A TI-99/4A TI-99/4A T1-99/4A

GP GP T1-99/4A

Legenda GP GeneraI Processor con linguaggio Basic gentilmente messi a disposizione dalla Generai Processor di Firenze. TI-99/4A: Texas Instruments modello TI-99/4A con linguaggi Basic e Logo gentilmente messi a disposizione dalla Texas Instruments Semiconduttori Italia di Cittaducale (Rieti)

Iret lascia Apple che continua con Eledra All'inizio del mese di luglio, la Apple Computer Italia S.p.A. ha annunciato di aver stretto un accordo di collaborazione tecnica e commerciale con l'Eledra di Milano. Il comunicato dice che "i rapporti con l'attuale distributore IRET Informatica continueranno nello spirito della migliore collaborazione fino alla scadenza del contratto fissata al 31 dicembre di quest'anno". Questo significa che solo per alcuni mesi il nome Iret resterà associato al marchio Apple. Tom Lawrence, direttore europeo della Apple Computer californiana, ha detto "la realizzazione dei personal computer della quarta generazione coincide con la definizione della nostra nuova strategia di marketing per l'Europa e in particolare per l'Italia dove introdurremo i nostri nuovi computer specificatamente adatti e personalizzati per il mercato italiano". Secondo quanto dichiarato, i tecnici dell'Eledra lavoreranno insieme ai progettisti di Cupertino (California) per le modifiche e gli adattamenti necessari per il nostro mercato. Sempre secondo le dichiarazioni di Lawrence, sono stati fatti investimenti senza precedenti nel software, con l'obiettivo di ridurre a mezz'ora il tempo necessario per chiunque per capire e usare queste nuove macchine (?'). "Prevediamo di scrivere due milioni di byte di programma (oltre 200 anni/uomo) contro i 128.000 scritti per l'Apple 11I e i 16.000 per l'Apple Il. Vogliamo prepararci con delle proposte originali per questo mercato che nella seconda metà di questa decade raggiungerà i 30 milioni di utenti". Un breve commento da parte nostra. Mentre ci rammarichiamo per il fatto che ad un chiarimento della situazione si sia giunti dopo ben cinque mesi dalla fondazione della Apple Computer Italia, non possiamo fare a meno di notare che questo personal computer (ci riferiamo in particolare all'Apple Il) ha avuto un successo enorme dovuto, sicuramente, a numerosi fattori. Primo fra tutti, certo, la validità della macchina; ma crediamo giusto che si dia atto alla Iret

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Informatica di aver contribuito in maniera determinante nel nostro difficile mercato. Tutto qui. È una specie di "saluto" alla Iret (che nel frattempo ha trovato peraltro numerosi altri ottimi prodotti) che sta per smettere di lavorare con Apple. una macchina che apprezziamo ed amiamo moltissimo. Per ulleriori il/forma=iol/i: Apple Compll/er Ilalia SpA Via Tonale, 9, 20125 Milano

Generai Processor espone a Colonia Dal26 al31 ottobre si terrà a Colonia il salone Orgatechnik, un importante appuntamento internazionale come rassegna delle macchine per l'automazione dell'ufficio. Fra gli esposi tori una ditta italiana, la Generai Processor di Firenze. Sarà esposto per la prima volla il nuovo MG l, il minigestionale per la fascia low-cost recentemente annunciato. ed il GPS-4 con disco da 10+ IO megabyte. Per ulleriori in/orma=ioni: Generai Processor Via G. del Pian dei C{I/-pini l. 50127 Fire/ce

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non lontani. Il primo minifloppy è stato presentato dalla Shugart nel 1976; da allora, le sue dimensioni ridotte ed il costo (inferiore di circa il 40% rispetto agli 8") lo hanno fatto diventare praticamente uno standard per i sistemi personali e per la microinformatica in genere. La capacità è aumentata e continua ad aumentare, grazie al miglioramento di affidabilità delle unità e dei supporti che consente di aumentare sempre più la densità delle informazioni sul dischetto. Si potrebbe arrivare presto ad avere 5 mega su un minifloppy, ha detto: non si sa se e quando seguirà l'annuncio di un prodotto di questo genere, ma non crediamo che Mr. Sollman si sarebbe così sbilanciato se, nella pentola, non bollisse almeno qualcosa. Per ulleriori inforl11a=ioni Telcom - Via M. Civilelli 75, 20148 Milano

Software shop: giochi e CPjM Presso la Software Shop di Milano è possibile trovare una grande quantità dì software di importazione per impieghi diversi. Il catalogo comprende una vasta scelta di giochi, programmi istruttivi e di utility per Apple, accessori hardware per lo stesso e infine programmi che girano sotto CP/M. I giochi per Apple sono forse il "pezzo forte": sono disponibili i migliori prodotti Broderbund, Sirius, Muse, Microsoft eccetera: dalle guerre più o meno spaziali e stellari alle corse di automobili (segnaliamo un International Grand Prix della Riverbank incredibilmente impegnativo e divertente; 50.000 lire), ai flipper (Fender Bender. CA Pacific Corp .. 42.000 lire). al golf. al biliardo (Pool, IDS. 65.000 lire) all'atletica (Olympic, Decatheon. Microsoft, 44.000 lire) oltre ai "soliti" scacchi, back gammon. invaders (ma vi sono alcune versione elaborate nelle quali vale la pena di cimentarsi) eccetera. Vi sono programmi istruttivi e un "gioco di programmazione", RobotWar (M use, 65.000 lire): si tratta di programmare dei robot che si fanno la guerra, è molto appassionante ed anche istruttivo per imparare le strutt ure della programmazione. Sempre per Apple. fra le utility citiamo il compilatore Tasc della Microsoft (254.000 lire), fra l'hardware la scheda CP/M e soprattutto il M usic System, 770.000 ma .... suona proprio bene. Il software CP/M comprende soprattutto i prodotti Micropro (WordStar, DataStar, CalStar, SpellStar, SuperSort ecc.). viene fornito da 8" formato IBM o 5" Apple (ovviamente per l'uso serve la scheda CP/M); su richiesta il software CP/M viene fornito anche per altre macchine (sempre che usino il CP/M. naturalmente). Per ulleriori in/orlll(cioni: SO/l,rare S/lOp - c.P. 887, 20121 Milano

Due nuove sedi Computer Company La Computer Company di Napoli annuncia l'apertura di due nuove sedi, una a Roma in Piazza Prati degli Struzzi 23, una a Caserta in Via Don Bosco 19. Si affiancano a quelle già esistenti nelle due città.

Incredibile Shugart: minitloppy 5 mega! George Sollman, vicepresidente marketing della Shugart, ha dichiarato che il minifloppy da 5 megabyte potrà essere disponibile in tempi

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Hewlett Paekard è alla Homie. Vieni alla Homic, e fatti mostrare un "personal" Hewlett-Packard: ne trovi diversi, dal modello più semplice, per studenti, all'HP 87, un personal unico per capacità e flessibilità, compatibile con l'intera gamma di unità periferiche HP. Vieni a provare

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l'HP 87, con i suoi programmi di calcolo, analisi e grafica: oggi la potenza, l'efficacia e la produttività hanno un indirizzo preciso: Homic. (P.S. Homic tiene regolarmente corsi sui personal HewlettPackard. Per farne conoscere tutte le qualità).

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Uffici: Piazza de Angeli,:3 - Milano - Tel. 4695467-4696040-4984583

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Me news Vector 4, a 8 e 16 bit Alla fine di ottobre la Vector Graphics immetterà sul mercato il Vector 4, un microcom· puter gestionale praticamente in grado di forni· re la compatibilità di tutto il software disponibi· le, incorporando nell'hardware un microproces· sore Z·80B (8 bit) e un 8088 (16 bit) e nel softwa· re una vasta scelta dei sistemi operativi più in uso al momento. 1\ Vector 4 esisterà in due modelli: il 4/20 con 2 minifloppy da 630 K ciao scuno, il 4/30 con un winchester 5" da 5 M B e un minifloppy da 630 K. Secondo quanto dichiara· to da Lore Harp, presidentessa della Vector Graphic, la macchina avrà disponibili i vantaggi del 16 bit anche quando lavorerà a 8 bit, perché verranno chiamati in uso tutti i comandi del 16 bit: sotto Extended-CP/M, ad esempio, 1'8088 ha una velocità di trasferimento ai dischi 4 volte superiore a quella di un 8 bil. La RAM sarà da 128 K byte, con i nuovi chip da 64 K bit, espan· dibile a 256 K byte. Oltre alla scheda singola con CPU, video e RAM, il Vector 4 possiederà ano che un ccstello Bus S·IOOche potrà contenere fino a tre schede addizionali. La macchina sarà fornita di grafica 649x312 punti, o 320x 132con 4 livelli di grigio o 160x312 con 16 livelli, più un'uscita RGB standard per monitor a colori (8 colori o 4 con risoluzione doppia). L'estetica e la realizzazione appaiono molto curate; la tastiera (capaciti va) é separata dall'unità centrale e comprende 15tasti funzione, tasti di cursore e tastie· rino numerico. Oltre al CP/M, verranno fornifi Basic-80 Microsoft, editor Scope, debugger Raid e assembler ZSM; come opzioni OASIS, MS·DOS, Memorite-III, Execuplan, Conect per comunicazioni, Accuchart per la generazio· ni di grafici e Datamanager (data base compatibile con gli ultimi tre package citati). Per ulteriori informazioni: CDS Italia Via Giovannelli, 16 . 57100 Livorno

Grande micro-magazzino a Firenze Apre il l° settembre a Firenze il SUMUS, il primo grande magazzino esclusivamente dedi· cato alla mini·informatica. Su un'area di oltre 150 metri quadrati, saranno esposte apparecchiature di numerose fra le case più rappresenta-

tive: Apple, Casio, Generai Processor, Honey· well, Philips, Texas Instruments eccetera. Ci saranno computer, home computer, stampanti, calcolatrici programma bili e videogiochi, oltre ad una vasta gamma di accessori e programmi già pronti. Le macchine saranno a disposizione del pubblico per esperienze e dimostrazioni. 1\2 ottobre, SUMUS organizza una giornata di incontri, seminari, dimostrazioni dedicata a tutti gli appassionati e gli hobbysti di piccoli computer. La partecipazione è gratuita e sarà distribui· to materiale illustrativo. Per ulteriori informa=,oni: SUMUS - Via San Gallo 16/ rosso, Firenze (tel. 055/292339)

Un "proiettile" per la SPH La SPH presenta i computer della serie SP. Le unità centrali che possono trovar posto nell'interno del computer sono due: la SBCZ80 (bullet, cioè proiettile) e la SBC·68 (serie 2000), entram· be prodotte dalla Wave Mate Inc. americana. La SBC·Z80 è una scheda singola con Z-80A con c10cka 4 MHz e gestione delle periferiche in DMA (Direct Memory Access), per aumentare la velocità di I/O. Lavora in CP/M e può gestire 4 unità minifloppy e 4 unità floppy 8" IBM compatibili (con vario assortimento di capacità, densità e numero di tracce e facce), più un'interfaccia parallela per gestire un controller intelligente per winchester tipo Western Digital. Vi è poi un'altra interfaccia parallela per stampante tipo Centronics e due RS·232, una usata come consolle di sistema, l'altra può gestire una se· conda stampante o un secondo terminale. L'u· nità SBC·68 usa invece il microprocessore 6800 della Motorola e può funzionare con vari siste· mi operativi (tra cui l'MTS della Wave Mate stessa, il FLEX e l'SDOS); è disponibile anche un interprete a 16cifre significative compatibile con uno dei basic della Digital. 1\ terminale è controllato da un microprocessore Motorola 6808; il generatore di caratteri è su EPROM, quindi é facile per gli OEM programmare il proprio generatore di caratteri per applicazioni speciali. La configurazione del terminale viene mantenuta da una memoria RAM statica alimentata a 4.5 V in tampone, in modo da eliminare parti. meccaniche (interruttori a DIP

APPLE·MINUS ...ovvero, come aggiungere

le minuscole al vostro Apple Il

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switch). Come memoria di massa sono usati drive Tandom da 5 pollici (2 SF DD 40 tracce, totale 368 K formattati; 2 DF DD 40 tracce, 736 K; 2 DF DD 80 tracce, 1.47 MB). Per ulteriori informazioni: SPH Computer - Via Giacosa 5,20127

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Mini-robot interfacciabile con il personal Si chiama Mini-Robot, è costruito dalla Col· ne Robotics Ltd e può essere interfacciato con qualunque macchina con interfaccia parallela 8 bit (tipo Centronics}; lo abbiamo visto funzio· nare con un Apple. E dotato di un software che permette apprendimento, correziòne ed esecuzione dei movimenti, che avvengono in un camo po di lavoro di diametro 96 centimetri; la capa· cità di carico è di 300 grammi. I movimenti avvengono con 5 gradi di libertà (tronco, spalla, braccio, brandeggio polso, rotazione polso) più la chiusura della pinza. Costa 989.000 lire ed ha, prevalentemente, uno scopo didattico: "diventa finalmente possibile esercitare personale tecnico

senza la necessità di immobilizzare un costoso robot a grandezza naturale". Ma con un po' di fantasia, di applicazioni se ne possono trovare parecchie. È stata già annunciata, per l'autun· no, una versione con maggiore campo di lavoro e di carico (3 kg). Per ulteriori informazioni: Soft POlVer - Via S. Anselmo 8, 10125 Torino.

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L'Apple-Minus, il bit per aggiungere le minuscole all'Appie Il, è stato presentato nei seguenti numeri di MCmicrocomputer: n. 3 - montaggio e modifiche all'Apple-writer n. 4 - modifiche all'Applesoft n. 5 - modifiche al Pasca I n. 7 - montaggio per macchine precedenti alla rev. 7 Sono disponibili i seguenti kit: - M/1: EPROM programmata pér Apple Il delle nuove serie (revisione 7 e successive) L. 30.000 - M/2: EPROM programmata per Apple Il delle serie precedenti alla 7 + circuito stampato (in vetronite a doppia faccia con fori metallizzati e stagnatura elettrolitica) + 2 zoccoli da 24 pin + 1 zoccolo da 16 pin L. 40.000 - M/3: come il kit M/2, basetta montata e collaudata L. 55.000 I prezzi comprendono "IVA,le spese di imballo (contenitore rigido + busta imbottita) e di spedizione. Il pagamento può essere effettuato tramite conto corrente postale n. 14414007 intestato a Technimedia srl, Via Valsolda 135,00141 Roma o vaglia postale (in entrambi i casi compilate esattamente la causale del versamento e non inviate ulteriori comunicazioni postali). Per una maggiore rapidità, potete inviarci una lettera con allegato un assegno di c/c bancario o circolare intestato a Technimedia srl.

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ZX81 strikes back: un mare di hard & soft Continuano ad una velocità allucinante le espansioni hardware e software per rendere lo ZX 81 ... un vero personal. Probabilmente la più utile del lotto è l'ultima perla Memotech: un'espansione per ottenere la grafica ad alta risoluzione di 192 x 248 punti singolarmente e direttamente indirizzabili dall'utente! L'accesso alla pagina video è simile ai comandi PLOT ed UNPLOT del Basic, e contiene una serie di subroutine grafiche direttamente richiama bili sia con il BASIC (comando USR) che in linguaggio macchina. Il numero di pagine video è limitato solo dalla totale disponibilità di memoria: ogni pagina occupa 6,5 K. Ancora da notare la possibilità di inversione video (nero su bianco e bianco su nero) istantanea, anche continuativa, in modo da offrire messaggi lampeggianti sullo schermo. L'HI-RES pack costa 52 f più VA T, e viene aggiunto direttamente al retro dello ZC; posteriormente si trovano i soliti plug-in per il 64 (o 16) K RAM e la stampante. Curata anche l'estetica: l'H RG è largo quanto il Sinclair, e fa corpo unico sia con lui che con le altre espansioni della Memotech. Di bene in meglio andiamo con un'interfaccia seriale RS 232: la propongono, tra i tanti, la Capital Computers, I Branch Road, Park Street, St Albans (Hertfordshire), e la Data-Assette, 44 Shroton Street, London NWI 6UG. Anzi, la proposta Data-Assette che non si esaurisce in un 'interfaccia seriale ma raggruppa fino a quattro registratori a cassette con copia tra due registratori - permette il collegamento con stampanti da 132 colonne. Oltre a questo data pack, chiamato ZX99, è da tener presente l'Editor 99, un programma di word processing in cassette. I prezzi sono 59.95 f + post & paek (ovvero imballo e spedizione), solitamente sulle 3 sterline. La stessa Sinclair - e qui entra in ballo l'importazione - sta commercializzando una sfilza di 26 (diconsi ventisei) cassette di programmi vari. La divisione per argomenti vede una larga maggioranza di giochi (14 cassette). tra eui troviamo anche cose a prima vista interessanti, come gli scacehi (16K), Star Trail (16 K) una presa in giro della serie Star Trek: il comandante si chiama Church - e il Backgammon (16K). Otto cassette sono dedicate all'apprendimento scolastico (storia, letteratura, lingua, geografia, matematica, musica ... ), e pensiamo potrebbe essere di grande aiuto sia per apprendere l'inglese ad alto livello, sia per farsi un'idea della storia e dell'impostazione del popolo britannico. Intelligenti sono sia il programma B I, che organizza un archivio (in modo non dissimile da quanto proposto da MC). che il B3, ehe gestisce delle tabelle più o meno come il Visicalc (in effetti il nome del programma è VU CALC). I prezzi vanno da 4 a IO sterline (da 10.000 a 25.000 lire), più imballo e

spedizione. Contiamo in una immediata immissione del software sul nostro mercato. Per chi volesse poi intendere il micro come un amieo, e volesse parlargli, basta chiedere il sintetizzatore vocale della DCP Microdevelopments, che eosta 50 f (120.000 lire) ed è comandabile attraverso il POKE. L'attrezzo maneggia tutte le lettere e i suoni dell'alfabeto (inglese), numeri fino ad un milione ed altre interessanti cosucce. Ulteriori wordpack (ma non si dice a che cosa servono) sono disponibili a 15 f ciascuno. Tutti i prezzi includono le tasse. Un unico avvertimento: non lamentatevi se, dopo averlo acquistato, vi accorgerete che parla come Stanlio ed Ollio, chepitou? DCP, 2 Station Close, Lingwood, Norwich, N R 13 4AX. Per finire la tornata segnaliamo anche l'ultimo strillo in fatto di tastiere vere. Lo sappiamo, ne avete viste migliaia: ma questa si applica direttamente al posto dell'adesivo sul Sinclair, ha gli stessi caratteri e non snatura l'estetica del mobile. Costa 22,50,(, e va richiesta alla Kempston Electronics, che sta al 60 di Adamson Court, Hillgrounds Road, Kempston, Bedford MK 42 8QZ.

Guerra ATOM ... ica con Sinclair Guerra dichiarata tra Clive Sinclair e la Acorn. La rivalità. sviluppatasi accesa da quando Chris Curry, allievo di Sinclair. andò a lavorare ... dall'altra parte della strada di Cambridge ove entrambe le ditte avevano la propria sede, è deflagrata ulteriormente dopo lo scambio di vedute successive all'immissione sul mereato del BBC e dello Spectrum. "lo non l'avevo conIa Acorn - dice Sinclair stesso a Martin Ha)'lI1an (Personal Computing 7/82) - l'avevo conIa BBe. Ero, e tuttora .\'ono. disgustato per il modo in cui la BBC maneggia le cose. La Acorn, abbastan~a comprensibilnente, accettò l'affare, e buona fortuna a loro. lo non mi lamento di ciò, 1i lamento del comportamelllO della BBe. Sono magnifici nel reali~~are programmi e cosi via, ma non dovrebberofc/re computer, casi come non dovrebbero fare automobili o dentifi'icio." "Hanno avuto l'imperdonaNle boria di pensare di poter reali~~are 1I/1Ostandard: il linguaggio BBe. Questa è davvero ingenua arrogan~a, da parte loro." Se Sinclair ha avuto spazio per esporre il suo punto di vista, non ci risulta sia finora accaduto altrettanto per Curry, o per la Acorn (attendiamo svjluppi sulla stampa settembrina); questi, però, stanno agendo con i fatti. E recentissima infatti la notizia che vede l'antagonista di uncle Clive impegnata nella produzione di un micro in tutto e per tutto simile allo Speclrum: l'Electron. " .... ecco qualche accenno su eosa l'Acorn produrrà per rivaleggiare con lo Spectrum di Sinclair (loro lo credono. mentre Clive no)" (PCW 7/82). L'estetica ricorderebbe proprio quella dell'ultimo nato Sinclair. sebbene assai diversi saranno i tasti. Lo stesso hardware dovrebbe ricalcare da vicino - un po' più in piccolo - il BBC, senza averne le 80 colonne né tutte le interfacce: tutti i tasti saranno riprogrammabili, e la qualità

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I video sarà superiore a quella dell'avversario. D'altro canto, il prezzo sarà un po' superiore alle 125 sterline. Sempre la Acorn ha annunciato un miero "serio" basato sul processore a 32 bit della National Semiconductors, cui la casa inglese si affida anche per la distribuzione in terra americana. Le speranze sono di avere un grosso successo, dato che la proposta Acorn costerebbe 2000 f comprensiva di un hard disk di grossa capacità, e che sia il BBC che l'Apple che i Pet che i Tandy sono collega bili all'unità centrale, e possono fungere da terminali intelligenti. Speriamo di riparlarne presto.

Personal

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ComRJ er Luglio '82

Cervello senza muscoli: il micro NEWBRAIN Ancora una volta rInghilterra offre personal destinati a far parlare di sé: questa volta si tratta del NewBrain. già da tempo nell'aria (inizialmente destinato ad essere il micro BBC). La macchina é basata sul processo re Z80A a 4 M Hz, e contiene 80 chip (I): la RAM in dotazione è di 32K, espandibile fjno a 2 Mb, mentre la ROM è di ben 28K. espandi bile - per moduli successivi - fino ad un incredibile 4 Mb! La tastiera è standard, a 62 caratteri, e le periferiche controlla bili sono il TV, due registratori, il disk drive. un modem ed eventuali periferiche parallele. Per quanto concerne il linguaggio al Microsoft, è stato preferito lo standard ANSI, ridotto per l'occasione ai soli sta teme n t supplementari LI PUT (accetta linee con virgole). INSTR (per maneggiare le stringhe) e UM (dà la condizione 'vero' se una stringa contiene una espressione numerica significativa), oltre ad un autoesplicativo ON BREAK GOTa. di grande utilità. Le possibilità in ROM sono eccellenti. Un modulo matematico, dall'incredibile gamma di IO EXP ±99. maneggia numeri di IO cifre, con piena capacità di funzioni trigonometriche ed esponenziali (Iogaritmiche). 1\ video è da 25 lince per 40 o 80 colonne: eccellente anche la grafica che permette la risoluzione di 640 x 250 punti: le istruzioni DEGREES, TURNBY (d), DRAWBY (x,y), PLACE (x,y), PLACEBY (d), AXES, e altre (ARe. FILL. RANGE, CENTRE) permettono di sbizzarrirsi in ogni modo. A proposito di grafica va poi rilevato l'incredibile set di simboli: oltre a lettere e cifre é possibile usare tutte le lettere greche, i simboli scandinavi. gli accenti d'ogni genere, e qualcosa in più. Le possibili opzioni riguardano i moduli ROM, da 80 sterline; i moduli RAM. da 64K a 512K (da 75 a 445 f); le porte RS 232/V24, da 32, 16 e 8 (145 f) canali: una batteria ricaricabile della durata di 75 minuti (45 f), ed inoltre un'unità a disco. I linguaggi disponibili sono, oltre al BASIC ANSI. l'Assembler e il Coma I. 1\ NewBrain viene venduto in tre diversi modelli: l'A. l'AD e l'M. Tra i primi due la differenza principale consiste in un display nuorescente (16 caratteri di 14 segmenti, linea di 80 caratteri) inserito nel mobjle del secondo: l'ultimo non ancora in produzione, differirà dall'AD per le batterie ricaricabili inserite. e qualcosa nell'hardware. Attualmente il prezzo del modello AD è di 229 sterline: 199 dovrebbe essere il costo del minore. 269 quello del maggiore.

Niente più pesche ... In relazione a quanto affermato da Steve Withers nel numero di maggio di PCW. ecco sul numero di luglio un'interessante lettera. L'autore è il signor E.C. Marshall. manager della Hitachi Computers. il quale informa i lettori della rivista che purtroppo per vedere la 'pesca' dovranno andare in Giappone, oppure fare un viaggio agli antipodi (Australia), poiché la sua compagnia non ha alcuna intenzione di commercializzare il. .. frutto del proprio lavoro nella vecchia Europa. Tutto ciò ci incuriosisce non poco. Come conciliare le senz'altro degne di credito affermazioni di mister Marshall con la foto pubblicata su MC 3 (Il 81!) a pago 26. nel servizio sul Sicob? E noi che pensavamo che stesse per arrivare anche in Italia.. Me MCmicrocomputer

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CIRCUITI DIGITALI INTEGRATI E MICROPROCESSORI Algebra booleana, sistemi combinatori e sequenziali SSI, MSI, LSI programma bili Vincenzo Falzone Edizioni Calderini Via Emilia Levante, 31 40100 Bologna 296 pagine, L. 13.000 Edizione 1982 Scritto espressamente per gli studenti degli Istituti Tecnici e Professionali, e volto a metterli in grado di analizzare e progettare sistemi digitali utilizzanti componenti e tecnologie aggiornate, il volume risulta di un certo interesse per tutti coloro che, interessati al mondo dei microsistemi, intendono approfondire la conoscenza del funzionamento dell'hardware. Il testo presuppone conoscenze scolastiche di matematica ed elettronica ed affronta, con un linguaggio semplice, tutte le principali problematiche della elettronica digitale. Come compendiato nel sottotitolo si inizia dalle teorie di base, e cioè dall'algebra Booleana, dai sistemi di numerazione e dai codici binari, per proseguire con i circuiti combina tori, cioè quei circuiti digitali le cui uscite risultano univocamente definite dai valori attuali degli ingressi e non dipendono dai valori assunti dagli ingressi nel passato. Oltre ai metodi di analisi e sintesi (equazioni Booleane, mappe di Karnaugh) vengono presentati moltissimi esempi applicati vi che si trovano implementati in circuiti integrati prodotti industrialmente e proposti esercizi, le cui soluzioni si trovano in appendice. La difficoltà cresce quando si passa ai circuiti sequenziali, quelli cioè che hanno nel cosiddetto f1ip-f1op il loro elemento base: contatori, registri, divisori, generatori

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di forme d'onda vengono anch'essi accompagnati dalla esposizione dei relativi metodi di analisi e di sintesi. L'ultima parte del volume è dedicata ai circuiti a largo grado di integrazione, LSI, ed al microprocessore in particolare, inteso come componente programmabile. Un intero capitolo è dedicato ai fondamenti della programmazione dei microprocessori. Ciononostante, lo spazio dedicato al microprocessore è nel complesso limitato, e sebbene ampiamente giustifica bile dalla necessità di trattare come dai programmi ministeriali gli argomenti "precedenti", il volume, visto nell'ottica di chi si interessa prevalentemente di microcomputer, appare un po' sbilanciato. Ciò non toglie, comunque, che, considerato anche il costo relativamente contenuto e trattandosi, di fatto, di un libro di testo scolastico, "Circuiti Digitali Integrati e Microprocessori" rivesta moltissimo interesse per quella classe di utenti realmente interessati a venire in contatto con il mondo delle "porte logiche" e delle CPU e che, per le ragioni più diverse, non hanno potuto studiarlo in precedenza. Alberto Morando

TECNOLOGIE DELL'ELABORATORE ELETTRONICO: ORIENT AMENTI E PROSPETTIVE Franco

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Collana. dei "Quaderni di Informatica" Franco Angeli ed. casella postale 17130 - 20100 Milano 282 pagine - lire 8.000 la edizione 1978, 4a edizione aggiornata 1980 La letteratura tecnica, in Italia, è sempre stata divisa in due distinti tronconi: le introduzioni per i neofiti - contraddistinte da imprecisioni talvolta intollerabili - e i trattati per gli specialisti, con formuloni incomprensibili. Questo "Tecnologia dell'elaboratore elettronico", invece, è davvero un libro per tutti coloro che, indipendentemente dal grado di conoscenza dell'argomento, vogliono sapere quali siano le principali soluzioni hardware attualmente in uso nei calcolatori, nonché attraverso quali parametri si giudichi l'applicazione adatta per ognuna delle succitate soluzioni. Il testo, che - come nozione di base necessita della sola conoscenza epidermica della struttura di un transistor, parte da

una breve introduzione delle aree in cui va diviso un elaboratore: attraverso la descrizione dei vari tipi di logica (sia bipolare che uni polare) e il loro confronto si giunge alle applicazioni nelle memorie di controllo di lavoro e di massa. La prima parte termina con una descrizione della struttura e degli usi dei principali apparecchi di ingressouscita. La seconda sezione è la più interessante. Dall'ottica dell'anno di pubblicazione, il 1978, si inquadrano tutti i problemi generali delle tecnologie attualmente allo stato di sperimentazione: gli argomenti di queste 150 pagine sono l'integrazione su larghissima scala e le nuove logiche (FL, MOSSOS); le memorie a trasferimento di carica, quelle a bolle e quelle ottiche; i videoschermi piatti (a cristalli liquidi e a plasma), e anche gli elaboratori che sfruttano la superconduttività. L'opera due è corredata di illustrazioni e grafici, nella seconda parte procedimenti di estrapolazione mostrano le tendenze nel futuro. È interessante notare che, nonostante quattro anni siano pochi in assoluto, la velocità del progresso nella scienza degli elaboratori ci permette di verificare già da adesso l'esattezza della valutazione dell'autore in relazione agli sviluppi di maggior possibilità commerciali. Un tal libro può esser tranquillamente consigliato a chiunque: infatti, nonostante i suoi obiettivi siano di amplissimi orizzonti, la totale mancanza di formule, supportata da un'esauriente descrizione dei fenomeni, rende i contenuti accessibili anche al grande pubblico. Ciò non deve assolutamente ingannare colui il quale già abbia quelle nozioni di base che si è inteso dare nella prima parte del libro: costui troverà senza dubbio utile sia l'inquadramento iniziale, che l'analisi delle prospettive che segue. In conclusione questo testo raggiunge pienamente tutti gli obiettivi che - a nostro parere - si propone: chiarezza ma profondità di esposizione, attualità estrema e nazionalità completamente italiana (autore ed editore) ne fanno un volume da avere nella vostra biblioteca. Leo Sorge MCmicrocomputer

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L'A TOM, prodotlo dalla Acorn Computer fin dal 1980, viene ora distribuito dalla I RET Informatica. È un prodotlo nuovo solo per il nostro mercato, mentre in Inghilterra è un avversario agguerrito dei prodotli Sinclair da due anni esatli. Nel paese di origine viene venduto anche in kit (come lo ZX-81) e, con nostro dispiacere vista la fascia di prez:::o occupata, in Italia verrà venduto solamente già assemblato. È una porta nuova per chi si vuole avvicinare al personal dalla parte del mez:::o milione, una porla per gli studenti, per gli hobbisti, per tutli coloro che vogliono tastare la microin/ormatica con una piccola spesa. Vi invitiamo a seguirei all'interno della nostra descri:::ioneper pesare il pre:::zo di questo nuovo oggetlo con le sue caratleristiche, alcune abbastan:::a singolari.

Presentazione Per quanto riguarda la presentazione estetica lo riteniamo gradevole e sufficientemente originale. È molto leggero, robusto allo stesso tempo, con un accesso all'interno molto semplice. Due sole viti di grosse dimensioni lasciano libero accesso alla 30

ACORN ATOM di Mauro Di Lazzaro piastra madre, l'unica a dir la verità, che ospita i tasti da un lato e i componenti dalla parte opposta. Il facile accesso all'interno e la costruzione razionale ci sembrano dati molto importanti per una macchina di questo tipo. Sono molti coloro che vogliono esplorare l'interno del loro giocattolo, con puro scopo didattico, o gli hobbisti che vogliono accedere alla logica interna per fare le proprie modifiche. Da questo punto di vista nessun ostacolo; appena rimosso il fondo del contenitore appare la piastra dal lato componenti. La linea di apertura del contenitore è diagona-' le rispetto alla sezione trasversale, così come lo stampato all'interno per permettere al'calore di venire incanalato verso le aperture sul retro. L'alimentatore è esterno. Quello che ci è

stato fornito con la macchina fornisce 8 volt in corrente continua che verranno stabilizzati da due comunissimi regolatori, all'interno dell'ATOM, montati su una aletta di modestissime dimensioni. L'alimentatore non ha una spina per la 220, un'ovvia economia che evita una produzione diversificata in funzione dei diversi paesi di destinazione. Avevamo delle difficoltà a trovare l'interruttore di alimentazione, difatti ... non c'è! Ci sembra una scelta corretta. Vi assicuriamo, per esperienza, che in tutte le macchine di questo genere, ad alimentazione separata, l'utilizzatore scrupoloso non ne fa uso. Anche spegnendo l'interruttore rimane connesso alla rete l'alimentatore, che generalmente scalda anche senza carico e che quindi consuma inutilmente enerMCmicrocomputer

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gia elettrica. Il nostro consiglio è quello di applicare un interruttore corredato di Spia sul contenitore plastico dell'alimentatore, in modo da non dover rantolare per terra ogni volta che c'è da staccare la ~pina. . La tastiera è di ottima quahta; l tastI principali sono tutti in posizione standard, parentesi quadre, chiocciolina e back slash sono su tasti ad una sola funzIOne. Sul lato sinistro ci sono due tasti che, shiftati e non, controllano il cursore nelle quattro direzioni. Vicino ad essi c'è il tasto COPY e sul lato destro il DELETE. Se avete mai avuto modo di usare un Apple avete già intuito come avviene la correzione degli errori sull'ATOM. AI tasto ESC sono associate più funzioni fra le quali quella di fermare un prog.ramma in BASIC. Per evitare fermate accidentali del programma in corso, tale funzione è escludi bile con ?IIB000 = 10, il cui significato verrà visto nei dettagli più avanti. Assai più noioso è invece il tasto BREAK, immediatamente sopra il DELETE di uso corrente. Questo tasto è collegato al RESET del microprocessore e ogni volta che viene premuto si ripresenta sul video il prompt dell'accensione. Per recuperare il programma bisogna usare il comando OLD, che è molto utile oltre che in questo caso di emergenza per richiamare un programma reso inaccessibile dal comando NEW.

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Costruttore: Acorn Computers Itd. 40 Market Hill. Cambridge CB2 3NJ. England Distributore per l'Italia: Iret Informatica Via A. Bovio 5, 42100 Reggio Emilia Prezzi: Acorn 8+2 (8K ROM, 2K RAM) 439.350 + IV A 24.900+IVA Alimentatore stabilìz::ato 57.600+IVA Floating Point ROM 9.100+IVA Chip 2//4 per exp. IK RAM 23.4oo+IVA Chip per interI stampo parall. 128.oo0+IVA Scheda PAL Disk Pack (minifloppy 96K) 890.000+ IV A Bus Buffer e COIlt/. per Disk Pack 29.900+ IV A 502.900+ IV A MaSler per refe Erotlel 233.500+ IV A Slave per re/e Econel

In basso a sinistra troviamo il LOCK che è in realtà un vero caps lock, non uno shift lock. InOuenza solo i tasti alfabelici e permette di generare dalla tastiera i codici delle maiuscole e delle minuscole. Purtroppo le minuscole non sono presenti nel set di caratteri e per questo motivo vengono presentate sul video come maiuscole in campo inverso. Il tocco dei tasti e il disegno dei caratteri sono molto superiori a quelli che vedemmo nel 1980. Il RETURN e gli SHIFT però sono sempre delle stesse dimensioni, cioè uguali a tutti gli altri tasti e quindi difficilmente riconoscibili al solo tatto. Notiamo anche che molle di richiamo leggermente più deboli darebbero una comodità ancora

maggiore, ma si tratta evidentemente di difetti quasi impercettibili. Sicuramente più scomoda è la mancanza del rollover fra due tasti. L'effetto collaterale è quello di perdere la battuta di tasto quando non è stato rilasciato l'ultimo premuto. Per chi ha la scrittura Ouente si tratterà di un problema evidente.

Hardware Se acquistate la macchina nella versione base avete 8K di ROM e 2K di RAM. La ROM comprende un Basic con aritmetica intera, un assemblatore mnemonico e il sistema operativo. Si tratta di un firmware molto limitato in confronto ad altre macchine, anche di queste dimensioni, che hanno 8K di solo sistema operativo. La RAM normalmente destinata ai programmi è una zona di 5K massimi, fisicamente non contigua alla zona da 6K normalmente destinata allo schermo. Nella versione base l'ATOM ha lK di RAM nella zona da 110000a 1103FF e I K a partire da 118000. La prima area è riservata al sistema, mentre la seconda è l'area video. La pagina testo è da 16 righe da 32 caratteri, 512 caratteri totali. Sull'ATOM non espanso non rimane quindi che usare i 512 byte che rimangono liberi nella zona dello schermo, poiché non vi èRAM a partire da 112800, cioè nell'area programmi. Aprendo la versione non espansa dell'ATOM potete scorgere un gran numero di zocco letti vuoti. La maggior parte di essi sono destinati ad accogliere le 2114 che voi stessi potete inserire seguendo le istruzioni dei manuali per arrivare alla massima capacità di RAM permessa dalla scheda. Uno zocco letto è libero per la ROM da 4K con l'aritmetica in virgola mobile e uno uguale è libero per altri pacchetti software. Altre aggiunte di integrati sono necessarie per poter usare i dischi e la stampante. Gli integrati principali che si scorgono all'interno sono il 6502, 1'8255 e il 6847, integrati di tre famiglie diverse di microprocessori. Il 6847 è un controller video per lo standard NTSC, lo standard americano del colore. Ha il generatore di caratteri incorporato e genera un segnale video a colori con una frequenza di quadro di 60 Hz. Per questo motivo vi potrà dare dei problemi di aggancio e di instabilità su alcuni tipi di televisore. Si occupa però anche della generazione di nove modi grafici, semplificando notevolmente il progetto e la circuiteria necessaria per il video. Le risoluzioni vanno da 48 x 64, l'unica possibile sull'ATOM non espanso, fino a 192 x 256, che corrisponde a tutti i 6K dell'area schermo. La risoluzione più bassa corrisponde alla pagina testo, in cui vengono usati i caratteri 31


Acorn

Esempio di ricerca su cassella con lajull:iolle sono divisi i programmi).

CA T (si nOli lo Ilumera:iolle successiva dei blocchi da 256 bVle in cui .

grafici che si ottengono dividendo ogni carattere in sei caselline. Quattro dei nove modi grafici hanno due bit per punto e danno çrigine a livelli di grigio o a quattro colori. E necessaria una interfaccia aggiuntiva per ottenere il segnale PAL. Il controller video attinge il clock da un oscillatore quarzato a 3.58 MHz, poiché è questa la frequenza del burst del colore nello standard NTSC. 116502 invece, lavo-

ra alla frequenza di l MHz che viene ricavata da un secondo quarzo a 4 MHz. Ne risulta una mancaza di sincronizzazione che non permette un accesso contemporaneo da parte del 6847 e del 6502 alla stessa RAM di schermo. È stata data la priorità al 6502, per non avere rallentamenti nel lavoro della CPU. Ogni volta che il microprocessore accede alla memoria di schermo compare un trattino bianco sul video; è

Sono disponibili. per 30.000 lire ciascuna ben 13 casselle che conlengono programmi di giochi per l'A 1011I. Le Ire fOlo moslral1o il menù della cassel1a numero 8 con il leSI del livello dei registralOre (a fianco). la presentazione del gioco Stargale (sOIlO a sinislra) e Wl momento del Robots (50110 a destra).

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AlOm

evidente che durante il traccia mento di rette in alta risoluzione il risultato è quello di avere il video vistosamente disturbato da una quantità di trattini bianchi che si distribuiscono e cambiano in modo apparentemente casuale. Non è stata sfruttata una caratteristica preziosissima del 6502, quella di richiedere il bus dati solamente nella parte alta del clock, che coincide con ottima approssimazione con la seconda metà del ciclo. Gli indirizzi sono presenti sul bus a partire da circa un quarto del ciclo per permettere l'utilizzo di memorie relativamente lente, ma non è difficile effettuare un accesso alla memoria dall'esterno nella prima metà del ciclo senza entrare in conflitto con il microprocessore. Come ulteriore osservazione non troviamo altra giustificazione, se non l'anzianità del progetto, nell'utilizzare le 2114 con un 6502 a l MHz; le stesse 2114 da 200 nS permettono l'uso del 6502A a una frequenza doppia. L'8255 è un triplo port di [/0 e nell' ATOM si occupa del controllo di alcune linee del VDG (Video Display Generator), della scansione della tastiera, organizzata in matrice 6 x lO, dei tasti CTRL, SHIFTe RPT (repeat), dell'interfaccia cassette e dell'altoparlante interno. Una delle linee del VDG è particolarmente interessante; è una linea attiva durante il sincronismo di quadro, périodo che il processore può riconoscere per scopi di timing esterno o nel software, oppure può accedere in questo periodo (circa un ventesimo del tempo di un quadro) alla RAM del video senza provocare interferenze. L'interfaccia cassette è secondo lo standard Kansas City. Lo zero logico è indicato da 4 impulsi a 1200 Hz e l'uno logico da 8 impulsi a 2400 Hz. Il segnale in uscita non è generato interamente da software, ma vengono ricavati i 2400 dallo stesso quarzo del 6502 tramite una catena di divisori. Nella trasmissione seriale dei dati ogni byte è preceduto da un bit di start a O e seguito da un bit di stop a l. Ogni bit dura 3.33 ms, pertanto la velocità equivalente è di 300 baud. Sono ormai molti i personal

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Acorn Atom

,..

Sul retro dell'AlOm

vi sono le prese per le varie connessioni:

che adottano interfacce a cassette anche a 1200 baud permettendo tempi di caricamento sensibilmente più brevi; bisogna però ricordare che con l'A TO M nella massima configurazione i programmi in Basic non possono essere più lunghi di 5K. La velocità di trasferimento dei programmi è ulteriormente rallentata dal sistema usato per impaccare i dati. Il programma viene suddiviso in blocchi abbastanza brevi e con ampie pause; ogni blocco porta informazioni sulla parte di programma contenuta in modo da essere identificato in maniera univoca. In caso di errori di lettura è possibile rileggere solo la parte mancante, oppure viene mandato un messaggio di errore se la lettura non è stata effettuata a partire dal primo blocco. Non abbiamo avuto problemi nella lettura di nastri già registrati, tuttavia illivello di riproduzione ci sembra lievemente critico. Nell'esemplare da noi provato era necessario circa un volt picco-picco, sufficientemente in accordo con il manuale che parla di 300 mV rms. Lo stadio di ingresso è realizzato con due operazionali, pertanto è facilmente modificabile per sensibilità diverse, cosÌ come è sufficiente cambiare il partitore di uscita per avere ampiezze diverse.

quella per l'alimentatore

.. ,

.....•... -.-.-\-_.

è su un lalO.

II Basic Il Basic dell' A TO M è spicca tamen te non standard, tuttavia mette in evidenza alcune carenze del Basic convenzionale di indubbia utilità. Una delle grosse differenze è il formato con cui vengono memorizzate le parole chiave; esse non vengono "tokenizzate", cioè convertite, al momento in cui viene inserita una linea, in un codice (token) di un solo byte, ma rimangono in memoria cosÌ come sono state introdotte. Gli svantaggi sono una maggiore occupazione di memoria, un rallentamento nell'esecuzione perché le parole chiave vengono interpretate in questo momento e una minore leggibilità dei listati, se si fa uso delle abbreviazioni. Nell'ATOM la maggior parte delle istruzioni possono essere abbreviate con un punto dopo la prima o la seconda lettera e vengono rìpresentate uguali nel listato, contrariamente agli altri Basic che accettano le abbreviazioni e mostrano nel listato la parola completa. Nella versione non espansa l'ATOM è dotato della sola aritmetica intera, ma notiamo con piacere che si tratta di interi su 32 bit e non su 16 come d'abitudine. Le cifre significative sono IO e il massimo valore rappresentabile, in valore assoluto, va

Un esempio di scrilfura con il Word Pack, il programma di word processing su RO M (64.900 lire).

MCmicrocomputer

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poco oltre i due miliardi. Fra gli operatori c'è il "remainder", espresso dal segno % che ritorna il resto della divisione intera. I numeri vengono stampati giustificati a destra in un campo che normalmente è di 8 caratteri, ma può essere alterato assegnando il valore voluto alla variabile @. Se il numero da stampare è maggiore della larghezza del campo non viene troncato ma viene espanso il campo di stampa al valore necessario senza aggiunta di spazi. In un'istruzione PRINT bisogna mettere esplicitamente il comando di ritorno carrello, se desiderato, sotto forma di singolo apice. Più istruzioni su una stessa riga devono essere separate dal punto e virgola, non dai due punti come di consueto. Una particolarità di grande pregio è quella di poter stampare delle variabili convertendole al momento da decimale a esadecimale e viceversa. PRINT li8000 dà come risultato 32768 e PRINT &32768 dà 8000. Gli operatori logici da inserire tra due operandi sono: & (AND), shift / (OR) e: (Exclusive-OR). Le tradizionali PEEK e POKE, a cui tutti sono abituati, non sono presenti. Pur non essendo standard vengono usati alloro posto gli operatori? e!, assai più potenti. Forse presi come esempio dal tipo 'puntatore' del Pascal, con cui si realizzano strutture dinamiche di dati anche molto complesse, servono a creare dei veri e propri punta tori alla memoria. Il punto interrogativo, che il manuale chiama query, indica un puntatore a un byte, mentre il punto esclamativo (pling) indica un puntatore a una parola di quattro byte. ? A equivale alla locazione puntata dalla variabile A. Come esempi possiamo dirvi che PRINT ?A equivale a PRINT PEEK(A) e che?A =20 equivale a POKE A,20. Ricordando che variabili e costanti possono essere indicate e ottenute sia in decimale che in esadecimale, possiamo affermare che si tratta di uno strumento molto potente per lavorare sulla memoria. Si possono creare strutture dinamiche come liste e alberi, analogamente a quanto si fa con linguaggi più evoluti. In un programma in Basic si possono utilizzare i codici delle minuscole, mostrati 33


A ('Of/I A 10m

L 'Atom è costituito

da un'unica piastra.

Su un lato è jìssata

sullo schermo come maiuscole in campo inverso, come delle etichette per i salti e le chiamate di subroutine, facendoli seguire al numero di linea. Si hanno cosÌ 26 etichette, che il manuale consiglia per motivi di velocità. Sempre sotto l'esempio di linguaggi a più alto livello, è stata implementata la frase DO ... UNTIL che ripete ciò che è compreso fra le due parole fino a che diventa vera la condizione che segue UNT[L. Le variabili intere di quattro byte possono essere formate da una sola lettera e quindi ve ne sono 26. Gli array possono essere solo monodimensionali e vengono indicati con nomi da AA a ZZ, quindi nuovamente in numero limitato. Il manuale riporta una pagina sull'uso degli array tramite gli operatori? e !, facendo notare che mentre il normale DIM riserva lo spazio per gli array solamente a partire dalla fine del programma, tramite i puntatori è possibile costruirli in un punto qualsiasi della memoria. A?O equivale a ?A, A? I equivale a ?(A + I) e così di seguito; con questo sistema potete accedere a ogni byte di un array ponendo in A il base

la tastiera, su/fa/tro

lUlli i componenti.

address. Se volete usare interi su 32 bit potete usare A!O, A!4, A!8, A!12, ... Se poi create delle subroutine che lavorino sugli array in questo modo, le potete utilizzare per array diversi, passando alla subroutine il base address by value e l'array by reference. Come? .... Siete confusi? Dopotutto è solo Basic!!! Le stringhe sono indicate con il dollaro che precede il nome, sempre di una lettera sola, anziché seguirlo. Prima di usare una stringa è necessario riservarle lo spazio con una OIM. Ad esempio OIM A(6) deve precedere $A = "esempio". [l trattamento delle stringhe è abbastanza complicato; per ottenere la lunghezza della stringa non bisogna indicare il dollaro: $A = "un esempio"; PR[NT LEN (A). La funzione CH"ABC" dà il valore 65, il codice ASC[ [ del carattere A, il primo della stringa. È quindi un equivalente di ASq"ABC") del Basic standard, e non di CHR$(A$), di cui non esiste il corrispettivo nell'ATOMo Per concatenare le stringhe A e B la sequenza è: $A + LEN(A) = $B, mentre altri complicati meccanismi sostituiscono le tradizionali LEFT, MID e RIGHT. Ulteriori complicazioni sono necessarie per ottenere un risultato simile a quello permesso dalle READ e DATA, mancanti. Senza addentrarci nel problema della gestione dei file, vi diamo un elenco di istruzioni, usate indifferentemente per il disco o la cassetta: PUT, BPUT, SPUT, GET, BGET, SGET, FOUT, F[N. Comandi caratteristici del COS (Cassette Operating System), come viene chiamato dal manuale, sono: *CAT; *LOAD, *SA VE, *MON, *NOMON, *FLOAD, *RUN, *DOS. Le istruzioni grafiche sono molto versatili; comprendono MOVE e ORA W, con ovvio significato, seguite da due argomenti e l'istruzione PLOT con tre argomenti. Oltre alle coordinate del punto di destinazione c'è un parametro fra e 15 che permette tutte le condizioni possibili di spostamento assoluto o relativo, di plottaggio di una retta o di un solo punto, in bianco, in nero, invertendo lo sfondo o come semplice movimento. Una possibilità molto apprezzata e nuova è quella di poter intercalare al Basic delle routine scritte in Assembler simboli-

°

Un particolare dell"altoparlante. madre al lato della tastiera.

jìssato

sulla piastra

co. Inserendo come istruzioni Basic le parentesi quadre si isolano fra le ri,ghe con le parentesi le righe in Assembler. E possibile usare come etichette gli identificatori di elementi di array precedentemente dimensionati in ambiente Basic.

Espansioni

Per l'A 10m è disponibile

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ulla vasta scelta di softU'are a prez=i molto COlllellwi.

La prima espansione che consigliamo è ovviamente quella della RAM insieme all~ ROM per la virgola mobile. Con questa ROM da 4k si aggiungono le istruzioni: COLOUR, FOIM, F1F, FINPUT, MCmicrocomputer

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Acor/l

Alom

A sinistra: una vista d'insieme della piastra madre. dal lato dei componenti. In basso, due particolari: a sinistra si distinguono il microprocessore 6502. il controlln video 6847, il triplo port I/O 8255 e lo ROM del Word Pack; a destra si vede lo zona della memoria RAM con i chip 2114 e. in alto. il modulatore video.

FPRINT, FPUT, FGET, FUNTI L, STR e le funzioni ABS, ACS, ASN, ATN, COS, DEG, EXP, FL T, HTN, LOG, PI, RAD, SGN, SIN, SQR, TAN, VAL. Inoltre l'utilizzo di questa espansione riduce di Ik lo spazio per iprogrammi Basic per riservare lo spazio per 27 nuove variabili e 27 array (limitatamente a questo spazio, ci pare) con gli stessi nomi delle variabili integer, estesi alla chiocciolina e alla doppia chiocciolina, preceduti da %. If numero in virgola mobile ha una rappresentazione su 5 byte, come d'abitudine, e quindi con esponenti compresi fra 37 e -38. La stessa ROM ha l'istruzione COLaR per utilizzare i quattro colori disponibili. Un'espansione interessante è il Word Pack, un programma di elaborazione di testi, fornito su ROM, richiamabile direttamente dal basic. Richiede tutti i 6k dell'area schermo e Ik minimo nell'area programmi. La capacità di memorizzazione è MCmicrocomputer 11

funzione della RAM disponibile e permette di scrivere testi senza occuparsi della divisione in righe, utilizzando il set di caratteri completo di minuscole. Il programma si occupa della creazione di righe della giusta lunghezza, giustificate come richiesto. Comprende comandi per una facile correzione del testo, ricerca di parole o frasi e altre feature. Con l'ATOM nella configurazione massima permette di memorizzare circa cinquemila caratteri. Testi più lunghi possono essere salvati e richiamati da disco o da cassetta. Fra le espansioni vi è anche la rete Econet, che permette il collegamento di un numero massimo di 255 ATOM, per divi~ dere dati e periferiche. L'unità a disco è da 96k e costa circa un milione. Sul listino IRET sono riportati circa una trentina di pacchetti software di vario genere, dai giochi ai data base, dall'Atom

Calc (una sorta di Visicalc) al linguaggio Forth. Conclusioni Uno dei suoi pregi maggiori ci sembra quello di poter lavorare contemporaneamente in Basic e in Assembler, unitamente alla possibilità di trattare dati sia in decimale che in esadecimale. Per questo motivo ci pare più adatto a quelli che vogliono imparare a programmare in Basic e, soprattutto, in linguaggio macchina. Il costo è decisamente limitato. Bisogna tenere presente, però, le limitazioni della versione non espansa, particolarmente la capacità di memoria che non è elevata nemmeno nella versione massima. Il Basic non standard può essere limitativo per chi vuole passare in breve tempo ad altre macchine, tuttavia offre gli spunti interessanti per chi voglia lavorare con questa macchina. Me 35


GeneraI Processar è un nome ormai noto a coloro che, in Italia, seguono per qualunque ragione il settore dell'informatica personale e/o della microinformatica. La ditta ha sede a Firenze ed esiste dal 1976. Era nata quasi per caso: nell'estate del '73, due studenti di ingegneria decisero di progettare, per gioco, un personal computer. Uno era Gianni Becattini, oggi il personaggio più rappresentativo della GP, che inostri lettori conoscono come curatore della rubrica MC microconsulen=a. "Quel" personal non .fu mai costruito (risultò peraltro un progetto di una complicazione mostruosa, con unità centrale TTL e memoria a nuclei pilotata da transistor ...), ma in seguito si cominciò a lavorare con 1'8080 e finalmente, nel '75, Becattini presentò, in un articolo sulla rivista CQ Elettronica, il progetto del Child 8, un personal computer basato sul microprocessore F8 della Fairchild. Destò un notevole interesse e la richiesta degli stampati, poi dei kit, infìne delle schede montate indusse Becattini a fondare la Micropi, che mutò preSTO nome in Generai Processar (già esisteva una Micropi). Allafine del '77 nacque il Child Z, basato non più sull'F8 ma sullo Z-80, destinato da quel momento a diventare il "microprocessore di bandiera" della GP. Nel maggio del '79 venne presentato il 36

GENERAL PROCESSOR GPS·4 di Marco Marinacci modello T: il nome derivò dal fatto che, come la T per la Fard, fu la macchina che segnò l'entrata in funzione di una catena di montaggio vera e propria. La GeneraI Processor in.fatti..fino a quel momento, era sempre rimasta una ditta artigianale, diremmo "semi-hobbystica". Con l'entrata in produzione del modo T, la G P si trasferi in locali più ampi, espandendosi ulteriormente negli ultimi tre anni durante iquali, in pratica si è lavorato sul modo T, che è stato migliorato e aggiornato .fino alla versione multiutente multiprocessore T-star. Il GPS-4 è stato presentato il 30 marzo di quest'anno, ed è il risultato dell'evoluzione e degli sforzi della Generai Processar dalla nascita del T. Il nome significa "Siste-

ma 4", nel senso che è il quarto dopo il Child 8, il Child Z e il modo T. Quello che emerge subito è che, a differenza di quanto avvenne nel T, è stato curato molto l'aspetto estetico (Becattini ama definire quello del T un "brutto Volkswagen", ma se possiamo esser d'accordo sul fatto che un utente sia disposto a disinteressarsi dell'estetica badando solo alle prestazioni, non riusciamo a credere che esclami "oh, che bello, è brutto proprio come lo volevo ... "). Torneremo tra breve sull'estetica e sulla realizzazione del GPS-4, ma aggiungiamo solo che uno dei fattori che avevano determinato l'estetica non certo rifinita del T erano le ridotte dimensioni della linea di produzione: se il GPS-4 è così più curato vuoI dire, il che non può che farci piacere, MCmicrocomputer 11


che queste dimensioni sono notevolmente cresciute e che anche il T ha avuto un successo tale da consentire una significativa evoluzione delle capacità produttive dell'azienda.

Il GPS-4 Il GPS-4 è un microcomputer concepito espressamente per impieghi professionali e, in particolare, gestionali. Questo traspare da tutta l'impostazione della macchina, cominciando ovviamente dagli aspetti ergonomici come, ad esempio, il tastierino numerico con tasti di doppio e triplo zero. È basato sul microprocessore Z-80 ed il sistema operativo disco è un DOS GP completamente compatibile con il CP/M (ne parliamo più avanti). Nasce monoutente, ma è possibile estenderlo con l'aggiunta di altri due posti di lavoro, ottenendo un sistema multiterminale costituito da una consolle (l'elaboratore centrale) e due terminali "non intelligenti" collegati via RS-232C. Come memoria di massa viene utilizzata, di base, una unità che comprende due floppy da 8 pollici a doppia faccia, che il sistema può indifferentemente vedere come quattro unità da 256 K ciascuna (totale 1.024 K byte) o due unità da 1.024 K, per un totale di ben 2.048 K byte (oltre due megabyte in linea con due floppy). In alternativa è disponibile un hard disk da 10+ IO megabyte (lO M fisso, lO M mobile a cartuccia), sufficiente per far fronte a necessità di velocità e capacità indubbiamente notevoli. Cominciamo a descrivere più da vicino il G PS-4, partendo dall'aspetto che, se certamente non è il più importante, è forse il più "caratterizzante" della macchina: l'estetica. Abbiamo già detto che è estremamente più curata che nel predecessore, il modo T. Non si tratta più di una realizzazione "casalinga", ma è stata curata dal designer Attilio Yaleri con il risultato di ottenere una macchina di linea piacevole, equilibrata e nello stesso tempo razionale. Il contenitore è composto da due elementi: la tastiera è separata dall'unità centrale, al di sopra della quale è fissato rigidamente il monitor da 12 pollici, non orientabile ma inclinato verso l'alto in modo da risultare esattamente perpendicolare allo sguardo di una persona seduta davanti alla macchina poggiata su un tavolo. Lo sottolineiamo semplicemente perché, secondo la nostra esperienza, il video orienta bile viene nella stragrande maggioranza dei casi (a meno che non si abbiano situazioni particolari di installazione) utilizzato per regolarlo esattamente in questa posizione (che peraltro è la più razionale per l'osservazione). Molto utile, viceversa, riteniamo il fatto che la tastiera sia separata, specie per una macMCmicrocomputer

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china piuttosto ingombrante e pesante come Il GPS-4. Il colore dominante è il bianco, interrotto da due fasce color grigio (una sulla CPU, con il marchietto GP l'altra sul piano della tastiera). Il vid~o, a fosfori verdi, è protetto da uno schermo di plexiglass scuro lucido. Abbiamo avuto all'inizio qualche perplessità per il rischio di riflessi, ma dobbiamo dire che in pratica non vi sono stati problemi se non con luci posizionate molto in basso e di 3/4 poste-

Le prime IIll1cchille del/a Cenerai Processor:

Costrutlore e distributore: GeneraI Processor srl Via Ciavantli del Pian dei Carpiti i I. 50127 Firenze

Prezzi: CPS-4

+

CPS-4

+

2flappy8··

(1.2+1.2 MB) L. 9.780.000+ hard disk IO M fisso + IO M "lObile a carluccia L. 19.950.000+

IV A

IV A

Cllild 8. Cltild Z.

riore rispetto all' opera tore. Avremmo comunque preferito, anche a prezzo di un lieve peggioramento dell'estetica, uno schermo antiriflesso, magari realizzato con una "tendina" al posto del plexiglass scuro. Comunque ripetiamo che, sarà stato un caso, non abbiamo avuto problemi usando la macchina in maniera "normale" e ce li siamo dovuti andare a cercare spostando le luci in modo "strano". Il materiale utilizzato non è, come può apparire specie dalle fotografie, plastica ma metallo: lo schermo di plexiglass è l'unica eccezione. Se ne ha una conferma sollevando la macchina, veramente molto pesante. Anche le due strisce color grigiD sono di metallo verniciato. La lavorazione, peraltro, non è rozza come spesso avviene (almeno in parte anche nel modo T), tanto che, vedendo la macchina senza toccarla, la prima impressione è piuttosto che sia di materiale plastico. Il contenitore della tastiera è formato da due pezzi uniti rigidamente: l'accesso all'interno avviene togliendo la striscia grigia, la piastra è avvitata sul fondo. Per quanto riguarda l'unità centrale, invece, svitando la vite a brugola posta sul frontale si può aprire il contenito-

re sollevando la parte superiore (una cerniera corre lungo tutto il lato posteriore) per avere un comodo accesso all'interno. La parte superiore del cabinet del monitor è anch'essa asportabile e fissata tramite viti. Per l'unità floppy è stato usato il medesimo stile: il corpo è di metallo verniciato bianco, sul davanti è riportato un pannello di plexiglass nero lucido. Togliendo due brugole e quattro viti si può sfilare tutta l'unità, col suo telaio, dal "guscio". I tasti sono disposti in modo "QZERTY", non "QWERTY" come nello standard americano (queste sigle derivano semplicemente dai primi sei tasti a sinistra nella prima fila alfabetica). Quindi la Q, la M, la Z e il W sono "al posto giusto" per una persona abituata ad avere a che fare con una macchina per scrivere (tipicamente una segretaria, ad esempio). Comprende sia il TTY LOCK sia lo SHIFT LOCK (il primo, come noto, ha effetto solo sui tasti alfabetici provocando la scrittura in maiuscolo, il secondo agisce anche sui tasti dei numeri e dei segni speciali ed equivale a tenere lo Shift premuto). Vi sono poi il Control, l'ESC (a sua volta accessibile con il Control), il tasto per la cancellazione dell'ultimo carattere introdotto (back spa-

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Generai

ce) e quelli che generano i codici di line feed e di home. Ovviamente, perché queste due funzioni siano attive, è necessario che il sistema operativo o il linguaggio o il programma sotto cui la macchina sta funzionando sappiano interpretare questi codici. Vi sono due tasti BREAK, uno in basso a destra nella sezione principale, uno in alto a destra nella fila di tasti funzione: devono essere premuti entrambi contemporaneamente per eseguire il reset uscendo dal sistema operativo e tornando al programma di monitor (ossia nello stato in cui ci si trova all'accensione della macchina). In alto si trova una fila di 14 tasti di funzione, dei quali parleremo fra breve; a destra, infine, vi è il tastierino numerico che comprende, oltre alle dieci cifre e al punto decimale, i tasti di doppio e triplo zero (utilissimi in applicazioni commerciali), i segni delle quattro operazioni, quattro tasti per il controllo del cursore (anche questi attivi purché riconosciuti dal programma) e infine il Return: una "dotazione" veramente completa. Abbiamo apprezzato moltissimo la qua-

lità della tastiera: il "tocco" è veramente buono, nel senso che i tasti hanno la giusta escursione e una durezza tale da consentire di digitare senza fatica ma senza pericolo di battere una lettera solo sfiorando il tasto, cosa che abbiamo potuto constatare anche scrivendo questo articolo con il GPS-4 e un programma di word processing. In conclusione, il nostro giudizio sulla tastiera, peraltro cosÌ importante in una macchina spiccatamente gestionale, è estremamente positivo: anche le dimensioni del piano della tastiera sono abbastanza ampie da consentire l'appoggio delle mani sul piano stesso durante la digitazione. Dalla tastiera passiamo al video. Comprende 24 linee da 80 colonne, misura l l" di diagonale e i caratteri (visualizzati in normale o in inverse) sono molto ben disegnati (con discendenti, cioè p, g ecc. che scendono al di sotto della riga) e leggibili, grazie anche alla buona risoluzione ed alla deformazione ai bordi decisamente contenuta in limiti accettabili. Lo schermo scuro, tra l'altro, contribuisce a migliorare la leggibilità. I set di caratteri minuscoli a

PrO("'.",,,r G P 5-4

disposizione dell'utente sono, nella versione base, due: uno "normale" ed uno corsivo, simile alla scrittura a mano (vedi foto a pagina 43). La selezione avviene inviando al computer un opportuno codice di controllo: da quel momento in poi, la scrittura avviene nel modo selezionato (in minuscolo; le maiuscole restano uguali per i due set). È anche possibile definirsi un set di caratteri personalizzato, includendo ad esempio segni speciali o grafici, usando un apposito programma fornito dalla GeneraI Processor la quale, su richiesta, può trasferire su EPROM il set creato dall'utente. Ovviamente, ciò che verrà eventualmente riportato dalla stampante dipenderà dalla tabella di corrispondenza di quest'ultima fra codici ASCII ricevuti e caratteri stampati: se quindi si vuole stampare fedelmente ciò che è sul video è necessario che gli stessi caratteri vengano definiti come corrispondenti ai medesimi codici ASCII sia per il computer sia per la stampante (il problema ovviamente non si pone per il set standard, comune ad entrambe le macchine). on tutte le stampanti peral-

Il (,OI11t'lli/ore (~ i/1 due parti: W/ll comprende i1mvlliror t! l'unitlÌ ('(,lIlra/e, l'altra la Iasriera. 1/ desigll è molto ('ura/o. la reali==a:iolle in metallo l'erniciato bianco .

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Cenerai

Processor

C P 5-4

tro, ricordiamo, consentono la ridefinizione dei caratteri. La possibilità di usare un set creato su misura dall'utente è utile soprattutto per applicazioni speciali: su un GPS-4 impiegato per lo studio di una lingua morta è stato, ad esempio, implementato un set relativo alla lingua stessa (l'etrusco se non ricordiamo male). Sulla parte posteriore dell'unità centrale vi sono, in basso, il cavo, l'interruttore ed il fusibile di rete, oltre a due transistor di potenza dell'alimentazione con relativi dissipatori di calore. Visto da dietro, il GPS-4 può (con una certa fantasia) sembrare un amplificatore hi-fi, con i finali all'esterno. L'unico inconveniente, che tuttavia non riguarda gli utilizzatori "normali", è che non è certo gradevole appoggiarsi i transistor caldi sullo stomaco spostando la macchina dopo che è stata accesa per un po' di tempo, come è capitato a noi dopo la foto di copertina ... Sempre sul retro, ma nella parte superiore (il contenitore del monitor) vi sono i connettori per la tastiera, la memoria di massa e la stampante, più alcuni fori per altri connettori, non montati sulla

macchina in nostre mani; in alto, infine, la ventola per il raffreddamento, che probabilmente non verrà più montata nelle prossime macchine perché non necessaria (in effetti fuoriesce aria praticamente a temperatura ambiente). Sul retro dell'unità 110ppy vi sono solo, oltre al cavo, all'interruttore e al fusibile di rete, il connettore per l'unità centrale e la grossa ventola (questa inevitabile anche se un po' rumorosa).

L'hardware Alcune notizie sull'hardware del GPS-4 sono riportate nel riquadro dell'intervista a Becattini. Il microprocessore usato, come abbiamo già detto, è lo Z-80A a 4 MHz ma si passerà, presto, allo Z-80B a 6 MHz. La memoria comprende 128 K byte (espandi bili a 192) di RAM, 8K di EPROM (espandibili a 16) e 4 K riservati al video; le estensioni di memoria servono quando si usa il GPS-4 in configurazione multi terminale. I terminali aggiuntivi possono essere due, del tipo "non intelligente" connessi via RS-232C: il GPS-4 è un multi-

terminale non multiprocessore, diversamente dal T-star in cui ogni stazione è costituita da un elaboratore autonomo (tutti i posti sono ovviamente collegati tra loro e possono accedere ad un'unità di memoria di massa centralizzata). Nel GPS-4 vi è una "consolle", con la sua unità centrale, e uno o due posti aggiuntivi. Questi possono essere collegati con un cavo, la cui lunghezza non può superare i cento metri se si vuole una velocità di trasmissione di 4800 baud (circa 500 caratteri al secondo), ma può essere maggiore a patto di accettare una trasmissione più lenta. Oppure si può usare un modem per collegare i terminali alla linea telefonica (ovviamente, in questo caso, senza problemi di distanza). Con la scheda multiutente, tra l'altro, il GPS-4 diventa dotato di orologio interno con funzioni di "scheduling", per far partire automaticamente l'elaborazione ad una determinata ora di un determinato giorno. La tastiera è dotata di un buffer di 16 caratteri, il che vuoi dire che è possibile introdurre il comando successivo prima che sia stata terminata l'esecuzione del co-

. Gianni Becattini risponde Raccontaci come è nato il GPS-4 ... Come scriviamo nella pubblicità, la nostra filosofia è quella dell'''evoluzione senza rivoluzione". In questo senso nessun progetto è mai radicalmente nuovo ma posa i suoi fondamenti su tutta una storia precedente di sperimentazione e di esperienza. Ciò è quanto mai vero nel caso del GPS-4 che, pur totalmente nuovo nel progetto, risente di molte soluzioni già felicemente collaudate nel modello T, che è diventato addirittura proverbiale per la sua elevatissima affidabilità. La maggior parte delle innovazioni del GPS-4 sono state gradualmente e separatamente collaudate proprio sulla nostra precedente creatura: si può dire che, a parte il lungo periodo di studio e di sperimentazione delle soluzioni, il progetto vero e proprio dell'ultima nata è durato pochissimo. Puoi/arci qualche commento sulle soluzioni tecniche adottate? Estremamente soddisfatti dalle precedenti esperienze, abbiamo deciso di dare la preferenza per la terza volta al mai secondo me abbastanza lodato Z-80, anche se circondandolo con una circuiteria sofisticata che ci consente di sfruttarlo al massimo. Ha un c10ck a 4 MHz e la macchina è già predisposta per il passaggio a 6 MHz, non appena sarà disponibile l'integrato Z-80B-DMA. Tutte le periferiche lavorano ad interruzione e quindi in apparente con temporaneità; i dischi addirittura in accesso diretto alla memoria (DMA), con una velocità operativa estremamente elevata. Ill10ppy disk controller è di progetto interamente nuovo ed utilizza circuiti molto avanzati, come la decodifica del segnale, letto a mezzo di

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un PLL (Phase Locked Loop), cosi da garantire un perfetto aggancio anche in presenza di variazioni di velocità del drive o di altre perturbazioni. All'interno molte novità: CPU e circuiti di controllo memoria si sono meritati una brava scheda per ciascuno, mentre nel modello T si trovavano tutti sulla scheda madre alla quale è stata pure sottratta l'interfaccia della tastiera, ora posta sulla scheda per il collegamento delle stampanti parallele. Anche l'alimentatore è su un modulo separato, e fornisce i segnali di c10ck per l'uso in. multi programmazione; i regolatori di tensione sono stati posti all'esterno, secondo la moda indotta dai giapponesi negli impianti hi-fi. Un grosso sforzo è stato fatto nel firmware, che risiede in ben 8 K di ROM per le sole funzioni di ingresso/uscita: le notevoli prestazioni del GP sono in gran parte dovute ad esso. Ci sono state sostanziali modifiche durante la progella::ione?

Sì; a parte il fatto che sulle macchine successive alla prima serie sarà eliminato il ventilatore, non necessario, direi che la variazione più importante sia stata la scelta del tipo di alimentatore. Si era pensato ad uno switching, e così era stato annunciato il 30 marzo alla presentazione dell'apparecchio. Malgrado avessimo realizzato due progetti, abbiamo poi optato per il tipo tradizionale, che fornisce tra l'altro delle ottime prestazioni, soprattutto perché un po' intimoriti dalle vicissitudini di alcuni nostri famosi concorrenti, che si dice abbiano incontrato non poche difficoltà. Un passo avanti rispello al T si vede anche nell'estetica ... Sì, ma un computer richiede un design che sia non solo bello, ma anche funzionaie per chi lo deve costruire, usare, assistere. La linea pulita dell'esterno trova rispondenza in una costruzione molto ordinata dell'interno, come potrai giudicare tu stesso, il che all'occhio del tecnico finisce spesso per essere addirittura più gradito ... La costruzione meccanica, in ogni caso, esaspera la metodologia impiegata nel modo T per la manutenzione: qui basta togliere addirittura una sola vite perché sia facilmente accessibile qualsiasi scheda. Mi sembri molto soddis/allo ... Tutta la Generai Processor è orgogliosa del GPS-4, in particolare l'ing. Italo Brocchi, responsabile del nostro reparto ricerca e sviluppo, che ne ha seguito ogni fase della progettazione. Il GPS-4 è nato da un vero lavoro di equipe, dalla compartecipazione, dalla competenza e dall'entusiasmo di ogni nostro collaboratore.

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mando precedente: si può ad esempio avviare il format di un lato del disco e poi, a patto ovviamente di ricordare la sequenza delle domande e delle risposte necessarie, introdurre già queste ultime in modo che, una volta terminato di formattare un lato, il sistema passi al lato successivo. Il buffer di tastiera ha ovviamente effetto anche durante l'esecuzione di un programma in basic o in altro linguaggio: volendo fare due stampe, ad esempio, si possono impartire i due comandi e lasciare la macchina lavorare da sola, anziché aspettare che sia ultimata la prima per avviare la seconda. A questo proposito, tra l'altro, sottolineiamo che il G PS-4 è fornito anche di un buffer di stampa automatico (APB): il sistema invia alla sua velocità (quindi elevata) i dati al buffer, e da quest'ultimo passano alla stampante, alla velocità di quest'ultima. Ciò significa che l'utente può "disporre" dell'elaboratore quando la stampa è ancora in corso: durante un data entry che comporti la stampa di ogni registrazione appena introdotta, ad esempio, l'operatore può passare alla successiva senza dover attendere che sia ultimata la stampa di ognuna; in molti casi questo equivale ad un risparmio di tempo nell'input che può essere dell'ordine del 50% o più. La capacità del buffer di stampa è di 16 o 32 K, vale a dire che si possono inviare alla stampante, alla velocità del computer, 16 o 32 mila caratteri che verranno trasferiti su carta, "con tutta calma" dalla stampante. L'utilità del buffer di stampa è notevole specie nelle applicazioni gestionali, anche perché spesso si finisce per acquistare una stampante veloce (quindi costosa) solo per eliminare i tempi morti (attesa durante le stampe), problema che, al contrario, può essere risolto anche più efficacemente (oltre che con minor spesa) con il buffer. Il controller

per i floppy disk comprende un secondo microprocessore Z-80 ed accede alla memoria in DMA (Direct Memory Access), il che velocizza le operazioni di lettura/scrittura su disco. Sempre per aumentare la velocità, tra l'altro, è stata scelta la soluzione di disporre le tracce in maniera alternata, nel senso che due tracce successive non sono contigue. Questo perché dopo aver letto una traccia la CPU

La tastiera. di ollima qualità. è avvitata sul fondo del contenitore che viene chiuso. nella parte superiore. da una striscia di metallo verniciata in grigio.

I tasti sono 94. Notare il doppio e triplo zero sultastierino

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GPS-4

compie determinate operazioni, per le quali impiega un certo tempo durante il quale il floppy continua a rotare: tutto è calcolato in modo che la traccia successiva si trovi sotto la testina quando la CPU è pronta per la nuova lettura. Questo vale ovviamente per la formattazione in doppia densità, non per quella IBM compatibile che per forza di cose è standard. Il GPS-4 comprende, di serie, un'interfaccia parallela ti-

numerico e la jì/a di tasti jimzione

in alto.

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Generai

Processor

GP 5-4

po Centronics alla quale possono essere collegate due stampanti, collocata su una scheda sulla quale è stata disposta anche l'interfaccia per la tastiera; vi è inoltre una scheda di interfaccia seria le RS-232C, la TSIa (T-Serial Input Output). È quindi possibile collegare alla macchina due stampanti con interfaccia parallela e una con interfaccia seriale; la scelta di quale usare si effettua per mezzo di uno dei tasti funzione

della fila in alto: basta premerlo e compare un menu (parallela I, parallela 2, seriale). La costruzione, come abbiamo già accennato, prevede una grossa piastra di base con vari connettori a pettine nei quali sono alloggiate le schede: CPU /OMA, MC (memory contro I), ROM, RAM, SYNC (sincronismo video), MEM (memoria video), FOC (floppy disk controller), interfacce eccetera. Sia la costruzione, sia i compo-

Per aprire lo macchina basta togliere /" vile a brugola sul/ronta/e: il contenitore è illcernieralo lungo il/ago posteriore. AI/'interno "i è una piastra madre con una serie di s/o/ per le varie schede.

nenti adottati ci sono sembrati di buon livello; interessante, in particolare, l'uso dei chip di memoria da 64 K bit in luogo dei consueti da 16 K bit (su una scheda con 8 chip sono dunque contenuti ben 64 K byte).

Sistema operativo e utilizzazione Il sistema operativo del GPS-4 è un "GP OOS" che è perfettamente compatibile con il CP/M (o con l'MP/M per la multiprogrammazione) del quale, anzi, utilizza in gran parte gli stessi comandi e programmi. E stato infatti creato disassemblando completamente il CP/M, studiandolo a fondo e riscrivendolo, almeno in gran parte, su misure per il GPS-4. L'essere partiti dal CP/M e l'averne seguito le linee generali significa la possibilità di avere un sistema operativo standard quanto il CP/M quanto alla possibilità di usare software già pronto, ma sufficientemente personalizzato da poter sfruttare meglio le caratteristiche della macchina. Questa operazione, tra l'altro, è perfettamente legale: illegale sarebbe distribuire un CP/M senza pagare i diritti alla Oigital Research che ne è proprietaria; non è viceversa illegale disassemblare il sistema operativo riscrivendolo, in tutto o in parte, in maniera differente (sia pure, evidentemente, molto simile). Fatto sta, comunque, che un utente di una macchina CP/M sa come usare un GPS-4, almeno nelle linee generali: i file si chiamano nello stesso modo, i nomi delle utility principali sono gli stessi. All'accensione, è necessario premere i due tasti di break per far apparire la scritta "Generai Processor GPS-4 verso .... ". A questo punto si hanno a disposizione alcuni comandi: T per porre il sistema in condizioni di test, F per riempire il video di zeri,

A sillislra: ill hasso la scheda jloppy disk cOnlroller. ill allo finler/accia per la lasliera e le due slampanli parallele. Qui sopra, la scheda CPU/DMA e IIna scheda RAM COli8 chip da 64 hil ciascuno (lolale 64 K byle).

MCmicrocomputer

11

41


Generai

R per eseguire un salto alla locazione fisica IOOH che consente in alcuni casi di riprendere un'esecuzione interrotta con un break; i comandi B e D, infine, servono per il boot-strap che può essere eseguito in due maniere diverse. Se si usa B, il sistema interpreta che nel drive di sinistra sia inserito un floppy singola densità; D significa invece che si sta lavorando in doppia densità. È una caratteristica che riteniamo molto interessante: si può usare un disco formattato standard se, ad esempio, si acquista un programma che gira sotto CP/M (p. es. WordStar, DataStar, Supercalc eccetera) e, viceversa, realizzare i propri programmi in doppia densità. Tra l'altro, se si esegue il boot-strap con D è necessario usare nei due drive due floppy in doppia densità, ma se si usa B si può scegliere: nel drive di sinistra va obbligatoriamente un singola, mentre nel secondo drive si può indifferentemente inserire un floppy singola o doppia densità. È sufficiente usare, per l'identificazione, C e D (per le due facce) per la singola densità, F se il disco è formattato in doppia densità (solo F, perché in doppia densità il floppy è doppia faccia ma unico volume). I comandi e le utility del DOS riconoscono il drive F: questo significa che è possibile, ad esempio, trasferire con il PIP (Peripheral Interchange Program) un file da un disco in singola densità ad uno in doppia e viceversa, semplicemente specificando opportunamente A, B ed F per le unità sorgenti o di destinazione. Cosa significa? Semplice: che si può comprare un WordStar formattato IBM, che quindi risiede su un floppy da 256 K, e trasferirlo su un doppia densità da l megabyte. In doppia densità tra l'altro, gli accessi al disco (come già accennato) avvengono più velocemente; non abbiamo

Come memoria

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Processar

GPS-4

C(N(PAL PROCESSaR Slst.Q/'\)

4

1. 8

rQI.

':3 Qwgno 82 >D A HO': It} LAVORO

CENEpAL PROCESSOR S IStQI1lJ

':3

4

9lU9no

A\DIR B: B: DUMP B: XSUB B: LOAD B: MBASIC A>I

re I. 1. 8 82 >

ASM : COM: COM: COM:

prompt del boot-strap

PIP STAT INIZIO ED

COI! : COM : COM : COM :

COM : COM: COM : BAS :

DUMP COM ZSID COM NORAU COM DFORMCOP COM

e una directory di un disco.

avuto problemi di affidabilità sia accedendo, sia trasferendo file da un drive all'altro. Il programma di boot-strap prevede un "autostart" che impartisce al sistema un comando "INIZIO LA VaRO". Questo significa che deve esservi sul disco un file INIZIO. COM, in cui sia contenuto un programma che provochi l'esecuzione del file LA VaRO, che può essere di vario tipo (BAS, SUB eccetera). Può ad esempio ridenominare INIZIO. COM il linguaggio (MBASIC ad esempio), e chiamare LAVORO il menù di una procedura: in questo modo basta accendere la macchina e premere B (o D) e Return per caricare il Basic (INIZIO) e lanciare il programma LA vaRO. Oppure si può costruire un file INIZIO. COM che comandi l'esecuzione (in SUBMIT) del file LA VaRO. SUB, che può esere creato con un qualsiasi programma di text editor (l'ED o il WordStar eccetera) e contenere una serie di comandi qualsiasi, da una serie di DIR a uno ST AT o a un TYPE seguito dal nome di un ulte-

di massa vengono impiegati drive da 8 pollici di fabbricazione

SUBMIT ASM RAU CURSOR

riore file (sempre creato tramite text editor) che faccia apparire un. messaggio qualsiasi sullo schermo. Se i file INIZIO e/o LA VaRO non sono presenti, il sistema si limita ad una "garbata" protesta con un punto interrogativo, ma il boot-strap del DOS viene correttamente eseguito. Fra le utility implementate per il GPS-4 segnaliamo le RA W e NORA W (Read-No Read After Write): dopo una scrittura su disco, il GPS-4 controlla se la scrittura è corretta ritentando, eventualmente, fino ad un massimo di cinque volte: questa operazione può essere inibita o ripristinata con NORA W o RA W. Ovviamente, con il NORA W le operazioni di PIP eccetera avvengono più velocemente. Per il formattamento e la copia dei dischi sono stati realizzati i programmi FORMCOP (in singola densità) e DFORMCOP (doppia densità), che presentano all'operatore un chiaro menù con una serie di opzioni (in italiano). Riguardo alla fila dei 14 tasti funzione, nella prima serie del GPS-4 solo i primi sei

Bas{

MCmicrocomputer 11


Generai

Proces,mr GPS-4

Pascal, Fortran, ra.

Cobol, Assembler eccete-

Conclusioni

Il set alternativo

di caralleri minuscoli in corsivo.

sono stati implementati: l'I serve, come già detto, per la selezione della stampante, il 2 per regolare l'orologio nelle macchine multiutente, il 3 attiva un codice di identificazione che non compare sul video (nelle macchine standard è GeneraI Processo l' Sistema 4, ma è possibile a richiesta avere codici personalizzati). Il tasto 4 è particolarmente utile, perché in qualsiasi momento venga premuto produce un hard copy del video su stampante, cioè il trasferimento su carta di tutto quanto in quel momento visualizzato sullo schermo. I tasti 5 e 6, infine, sono usati in alcuni programmi di utility (format, copia ecc.) per proseguire o arrestare l'esecuzione dopo un eventuale errore di lettura/scrittura. Gli altri tasti, ci è stato comunicato, saranno presto implementati seguendo anche le indicazioni degli utenti delle prime macchine. Non è stabilito se verrà prevista la possibilità per l'utente di definire a piacere i tasti funzione con un apposito programma: riteniamo che sarebbe un'ottima soluzione, sia per il

La macchina semiaperta;

MCmicrocomputer 11,

il mOlli/or è.fìssato

programmatore sia per l'utente di programmi realizzati da altri. L'uso della macchina dipende, ovviamente, dal programma ed eventualmente dal tipo e dalla versione di linguaggio utilizzata. Noi abbiamo avuto a disposizione una non recentissima versione di MBASIC (che ha il limite di mancare di alcune istruzioni proprie delle ultime release, ma il pregio di accettare le istruzioni anche senza richiedere che vengano introdotti gli spazi fra le varie parole: p. es. FOR X = I TO M viene eseguito anche se scritto tutto attaccato). Come software in linguaggio macchina, abbiamo utilizzato il WordStar (il diffuso programma di word processing che, ovviamente, è stato usato per la stesura di questo articolo), il DataStar (potente e versatile data base sviluppato dalla stessa casa del WordStar, la Micropro) e il Tmaker (tabellone elettronico tipo VisiCalc, ma più elaborato). Può essere utilizzata, ovviamente, tutta la vasta gamma di linguaggi disponibili sotto CP/M: vari Basic,

rixitimllell/e

Le conclusioni che, obiettivamente, si possono trarre non possono che essere positive. Nel GPS-4 si vedono i progressi compiuti da una ditta che è partita artigianalmente e che ha saputo evolversi, da un punto di vista sia tecnico che costruttivo, fino a realizzare un prodotto che non ha nulla da invidiare a realizzazioni di case ben più "potenti" ed affermate. Positivo è che, se è possibile osservando la macchina capire che non è una realizzazione di una grossa azienda, non vi sono tuttavia particolari difetti derivanti da questo fatto. Anzi, la costruzione non in grande serie consente che ogni macchina sia assemblata e collaudata con cura (durante la costruzione ognuna supera una serie di controlli che termina con il "burn-in" di cinq ue giorni in ambiente a temperatura elevata); ogni GPS-4, poi, è corredato di un "libro macchina" sul quale vengono annotati eventuali cambi di proprietà o di installazione, interventi eccetera. Fermo restando, dunque, il positivo giudizio sulla macchina, ripetiamo quanto in altra circostanza abbiamo avuto occasione di affermare: che, cioè pregio fondamentale della Generai Processor è quello di essere un'azienda giovane e dinamica ma, il che è meno diffuso, di persone competenti e serie, nel significato più ampio che si può attribuire a questi termini. A proposito, non abbiamo ancora parlato di prezzo: il GPS-4 con i due 110ppy da 8" costa 9.780.000 lire più IV A. Ci sembra un ottimo prezzo per una buona macchina con due mega in linea. Me

al coperchio del/'lIl1i/à celltrale. A destra, il marchiello

GP.

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Sebbene secondo alcuni la Hewlett Packard non faccia parte al 100% del ristretto circolo dei colossi dell'informatica mondiale, nessuno le può negare il ruolo di leader, a !lltt 'oggi incontrastato, nel settore dei computer e delle calcolatrici da tavolo e tascabili, di cui è stata, una decina di anni fa, in pratica l'inventrice. Da allora il progresso è stato fulmineo, tanto che le presta::ioni dei primi "desk-top" HP fanno oggi sorridere perfino l'utente della più piccola programmabile, mentre l'esperienza accumulata ha permesso di mettere a punto una strategia tecnologica e di marketing che non ha uguali. Oggi l' H P è l'unica casa al mondo in grado di coprire con ipropri prodotti quell'enorme segmento del mercato che va dalla calcolatrice tascabile al grosso mini, passando per il personal ed il "desk-top". E, fatto da sottolineare come ancora pitì importante, tutti i calcolatori delle variefamiglie possono colloquiare facilmente non solo tra loro, ma anche con quelli dei livelli superiori od inferiori, dando luogo ad un sistema informativo dalle caratteristiche uniche. AI limite, infatti, una calcolatrice 41C può accedere ad una banca dati supportata da un sistema 3000, servendosi di UlIG intelfaccia H P-l L collegata ad un personal della serie 80, che a sua volta è in comunicazione con un calcolatore da tavolo della serie 98, o con un 1000, e cosi via. Qualsiasi discorso sui computer H P non può perciò prescindere da questo concetto di ':famiglie" a più livelli, 44

HEWLETT PACKARD HP87 A di Alberto Morando nonchè dalla possibilità di utilizzare una vastissima gamma di periferiche, dalla larga compatibilità e somiglianza dei linguaggi di programma::ione e, particolare non secondario, dalla completezza della documentazione e della assistenza fornita sia al momento dell'acquisto che durante l'utilizzazione. Ed eccoci dunque a parlare dell'HP-87, un derivato, ma forse sarebbe meglio dire l'evoluzione, del noto HP-85, il quale, a tutt'oggi, è l'unico computer integrato comprendente in un tutt'uno non solo tastiera ed unità centrale, ma anche video, stampante, e memoria di massa. Ne abbiamo presentato un'ampia anteprima, quasi una mini prova, sul numero 6 di MCmicrocomputer, per cui non staremo qui a ripetere daccapo il discorso per intero, ma concederemo più spazio del solito alle impressioni derivanti dalla utiliz-

zazione, alle fotografie ed ai programmi esemplificativi, piuttosto che alla descrizione "esteriore" della macchina.

L'HP-87 in sintesi Prendete un HP-85, o meglio un HP-83, cioè la sua versione "spogliata" di stampante e lettore di cassetta, ingrandite notevolmente il video, fino a trasformarlo in un rettangolo di 5 x 9 pollici, sostituite le vecchie RAM dinamiche 4116 da 16 kbit ciascuna, con le nuove 4864 capaci di 64 kbit, aggiungete di serie alcune ROM (Mass storage, Advanced Programming, Plotter) e la interfaccia HP-IB ed avrete un'idea del nuovo HP-87. In realtà le cose non sono così semplici in quanto il sistema di gestione della periferica video nonchè il sistema operativo, nonostante appaia all'utente praticamente identico a quello di 83 e 85, è stato quasi MCmicrocomputer

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completamente rifatto, includendovi alcune "facility" che si rivelano di estrema utilità in sede di programmazione, prima tra tutte la possibilità di etichettare le linee di programma con delle "la bel" alfanumeriche, di addirittura 31 caratteri, ed ancora, di usare per le variabili nomi anch'essi lunghi fino a 31 caratteri. Molte tra le novità più vistose delI'HP87 si trovano a livello dello schermo e della grafica. A differenza di quanto accade per la maggior parte degli altri personal, il video non viene gestito in maniera cosiddetta "memory mapped" utilizzando parte della memoria centrale e sottraendola a quella utile per la CPU, ma dispone di una propria memoria indipendente, capace di 16 k byte che, a seconda delle esigenze, possono essere partizionati in tre modi diversi: - normale, parzialmente grafico e parzialmente alfanumerico con risoluzione di 240 x 400 punti e memorizzazione di 54 linee da 80 caratteri, - tutto al fa numerico, per un totale di 16.320 caratteri pari a 204 linee da 80 caratteri, - tutto grafico ad alta risoluzione, ben 240 x 544 punti. Naturalmente le dimensioni dello schermo non consentono di visualizzare contemporaneamente tutti i caratteri memorizzati: all'accensione vengono rappresentate 161inee da 80 caratteri ben spaziate tra loro, mentre eseguendo lo statement PAGESIZE 24 le linee visualizzate salgono a 24, per un totale di 1920 caratteri, il che lascia prevedere la possibilità di usare 1'87 anche con programmi di "text editing" oltre, si intende, che con il "classicissimo" Visicalc. Il set di caratteri comprende 128 tra caratteri alfanumerici, segni di interpunzione e segni speciali, lettere greche di uso più comune, ciascuno dei quali può essere visualizzato non solo in modo normale, ma anche in negativo. La tastiera è di eccellente qualità (soprattutto se confrontata con quella dei più costosi HP 9826 e 9836) e quasi del tutto simile a quella dell'85, fatta salva la presenza di un maggior numero di tasti di funzione definibili dall'utente (sette) e di uso più Oessibile. Questa maggiore Oessibilità nellinguaggio, nella grafica e nei tasti di funzione, mentre consente una migliore leggibilità dei programmi, in vista soprattutto di una notevole facilità nella esecuzione delle correzioni e nella possibilità di scrivere programmi autodocumentanti, e una più veloce esecuzione degli statement grafici, trae origine, sembrerà strano, dalla disponibilità delle nuove RAM dinamiche da 64 kbit. Difatti a parità di spazio e di numero di chip, la CPU nasce con una memoria utente iniziale più grande di quella dell'85, 32 kbyte; mentre le espansioni, disponibili MCmicrocompuler

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Costrutlor.: Hell"lell Packard Personal Compllter DiI'ision 1010 N.E. Cirde Blvd .. Corvallis. OR 97330. U.s.A. Distribulor. per l'Italia: Hell"lell Packard Italiana Via G. Di Vittorio. 9 20063 Cernllsco slii NOI'iglio (M I) Prezzi: L. HP 87 A 4.897.000 + IV A L. Espansione 32 K 538.000 + IV A Espansione 64 K L. 820.000+IVA Espansione 128 K L. J .449.000 + IV A Scheda CP/M L. 902.oo0+IVA Cassello por/ll ROM L. 82.000 + IVA L. Ploller ROM 264.000+IVA l/O ROM L. 538.000+IVA Assembler ROM 538.oo0+IVA L. H P 8290 I M (doppio mini j70ppy 2 x 270 K) L. 3.918.0oo+IVA

sotto forma di "cassetti" (vedi foto) da inserire in uno o più dei 4 slot posteriori, sono ora da 32k, 64k o 128k byte. Nella configurazione massima, quindi, 1'87 può addirittura avere oltre 0.5 Mbyte di memoria centrale a disposizione dell'utente. Una tale situazione, accoppiata alla diminuzione di prezzo in termini reali (depurati cioè degli effetti dell'inOazione) delle memorie di massa su disco, spiega perché 1'87 nasca senza il lettore digitale di cassette (il cui tempo di accesso diverrebbe troppo lungo,

e la capacità insufficiente), ma si debba comunque servire di una unità a disco esterna di cui esiste, nella gamma HP, una vasta scelta: da piccoli ed economici 82901 e 82902 rispettivamente doppio e singolo miniOoppy da 5" 1/4, ai dischi 9895 da 8" o addirittura ai Winchester 9134 e 9135, capaci di ben 5 Mbyte. In ogni caso, indipendentemente dall'avervi incorporato i più recenti ritrovati tecnologici, ci pare di cogliere l'intenzione della casa di destinare questa macchina, il cui costo, una volta completa di disco e stampante, nonché della quasi indispensabile I/O ROM, viaggia attorno almeno ai lO milioni di lire, ad applicazioni un tantino più sofisticate di quelle dell'85, che rimane comunque insostituibile in virtù della sua portatilità.

Un'occhiata all'Hardware Sebbene la casa costruttrice sia sempre piuttosto riservata nel fornire informazioni sull'hardware delle proprie macchine, possiamo ragionevolmente ipotizzare che 1'87 conservi la medesima architettura dell'85, ed utilizzi se non addirittura il medesimo processo re, almeno uno che ne è

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L'I/nilà HP 82901 M comprende

stretto parente: l'ipotesi è suffragata dal fatto che tutte le interfacce realizzate per 1'85 possono essere utilizzate direttamente dall'87 e che i programmi per HP 83 ed 85 residenti su disco vengono "digeriti" senza alcun problema. A parte la considerazione che la macchina utilizza parecchi componenti "custom", cioè realizzati appositamente per questo progetto e non disponibili liberamente sul mercato, la particolarità più importante è che dati ed indirizzi da e

per CPU, memoria e periferiche viaggiano sullo stesso bus, costituito da solo 8 linee. È evidente quindi che l'indirizzamento della memoria che avveniva in due fasi nell'HP-85, richiede, nell'87, l'invio di tre byte in successione. Di particolare interesse la gestione del video, dotata di 16 kbyte di memoria, e dell'interfaccia HP-IB attraverso un microprocessore 8049 ed un "translator" che opera. tra l'altro. la conversione tra i livelli

Ciascuno e!t:i setle lasli di jim:iolll' (ai quali 1I1ili::mu/v lo SH 1FT ('OITispOllc/OIlO comp/e.')siraml'llle l/lIllilOrdid fim:;oni) /l011 solo è ol1h'o durante l'es('cu;;onf di un programma per compiere salti illCO"di:iol1l1f; (sralemelll ON KEn n GOTO lobelo nlllllero di rigo. ON KEn Il GOSUB ... ) ma oncheo macchina 'fermo" dl/ronle la SCI"illl/rtIo lo corre:;o/le di programmi. /" questo caso essi agiscono ('ome "'.l'ping aicls". vale a dire ,,!te quando ve/lgollo premwi .• generano sullo schermo WIt1 stringa di caratteri a partire dalla posi:io/J(! attuale del cursore. AI/a aC(,(~llsio/le essi S0110 dejìnili con alcI/ne delle iSlfl/:ioni "glabali" di I/SOpiri l'amI/ne come CRT IS. MASS STORAGE IS. PRINTER IS. SCRATCH. AUTO. LOAD. LOADB/N./N/T/ALlZE. D/SP. DELETE. ecc .. ma possono essere ride(ìnili con 1IIl([ qualsiasi stringa IUllgajìllo a 28 caralteri. Ad ogni sTringa è associata lIna label i cui primi dieci car(Jlleri sono mostrari in negati\'o al/'interno di sette "hox" posti appena sopra ai tasti corrispondenti.

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dI/e minijloppy

da !70K cio.<clmo.

TTL (O -7- + 5 volt) del mondo esterno e quelli interni alla CPU. Analoghi chip "translator" si trovano sulle espansioni di memoria che si inseriscono negli slot posteriori.

Linguaggio

e sistema operativo

Il linguaggio ed il sistema operativo, come tradizione HP rotta solo di recente dai nuovi desk-top 9826/9836, sono residenti su ROM e quindi virtualmente inaccessibili ed impenetrabili ai più. Eventuali aggiornamenti, modifiche od espansioni del linguaggio richiedono l'uso di nuove ROM o di programmi binari, i quali, una volta caricati nella memoria centrale (sottraendo quindi memoria utente, a differenza di quanto succede con le ROM) si comportano a tutti gli effetti come il sistema operativo residente su ROM. In questo modo è possibile aggiungere nuovi statement al già ampio "parco istruzioni" originale. Mentre 1'85 supporta va un solo programma binario alla volta, il sistema operativo dell'87 è in grado di gestirne cinque contemporaneamente con evidenti vantaggi in sede di utilizzazione della macchina. Inutile qui soffermarci sulle capacità di elaborazioni numeriche, espresse in termini di precisione e di campo dinamico dei calcoli: sono esattamente identiche a quelle dell'HP 85, e di gran lunga superiori a quelle di qualsiasi altro personal con processore ad 8 bit. Analoga, con i noti vantaggi e svantaggi la codifica interna dei numeri, siano essi variabili reali, in singola precisione o variabili intere, che è in BCO e non in complemento a due. Il set di istruzioni BASIC, funzioni e comandi è, già nella configurazione base, incredibilmente esteso: nel complesso 46 funzioni matematiche e di stringa, 9 comandi e oltre 150 statement cui bisogna aggiungere gli specificatori di campo utilizzati per la stampa formattata con il PRINT USING. In ogni caso, anche senza ROM aggiuntive, si tratta del più esteso e completo set di istruzioni mai visto su di un '·personal". Tra le caratteristiche peculiari del BAMCmicrocomputer

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Hell'le/l

Paekard

H P87 A

SIC di tutti gli HP e di questo in particolare, va annoverata la facilità con cui è possibile effettuare l'editing di programma, semplicemente spostando il cursore per mezzo dei quattro tasti dedicati o, alternativamente, facendo lo scrolling della memoria video alfanumerica, ed intervenendo successivamente con i tasti IjR (insertjreplace) e -CHA R: il primo consente di inserire all'interno di una linea di programma i caratteri mancanti, mentre il secondo permette l'operazione inversa; cioè la eliminazione, uno alla volta, dei caratteri errati, con conseguente spostamento verso sinistra di tutto il resto della riga. Ed ancora è possibile duplicare uno

statement già visualizzato, senza riscriverlo, ma cambiandogli solo il numero d'ordine. Sempre nell'area dell'editing e del debugging, ricordiamo che la macchina provvede ad una analisi sin tattica degli statement, già quando si prema l'END UNE per la loro memorizzazione, ed alla segnalazione degli errori riscontrati: in molti casi il cursore si porta addirittura nel punto ove l'interprete ha rilevato l'errore. E ciò diminuisce notevolmente i tempi necessari allo sviluppo dei programmi. Inoltre va considerata la presenza di comandi e funzioni specializzate per il debugging, e cioè il comando STEP per la esecuzione di una istruzione alla volta, gli statement TRA-

CE, TRACE VA R e TRACE ALL i quali producono la registrazione sulla stampante di sistema, rispettivamente dei salti sia condizionati che incondizionati, dei valori assunti dalle variabili dichiarate in una apposita lista, oppure effettuano entrambe le funzioni (TRACE ALL). Per quanto riguarda i cosiddetti errori di "run-time", cioè rilevati solo durante l'esecuzione del programma, l'interprete BASIC dell'87 mette a disposizione numerosi strumenti: - la dichiarazione ON ERROR che permette il salto ad una routine di salvataggio in caso di errore - le due funzioni ERRN e ERRL che con-

La scheda CP 1M: un computer nel computer Tra i vari cassetti ed espansioni di memoria disponibili per l'HP-87, tutti inseribili negli slot posteriori, vi è anche una scheda CP/M, contenente tutto l'hardware necessario a supportare l'ormai arcinoto sistema operativo CP/M, il più diffuso tra i sistemi operativi utilizzati dai microcomputer a 8 bil. In aggiunta al modulo plug-in e al manuale l'utente riceve, al momento dell'acquisto, un dischetto da 5"'/4 contenente, tra l'altro, una copia del sistema operativo CP/M versione 2.2 della Di· gital Research. Difatti, quando si voglia utilizzare 1'87 nel "modo CP/M" è necessario eseguire, come di consueto per il CP/M, un bootstrap da disco caricando in memoria parte del contenuto del disco di sistema. Molti ricorderanno che il sistema operativo CP/M, la cui sigla sta semplicemente per "Control Program for Microcomputer", "gira" esclusivamente su processori della famiglia Z-80, del tutto diversi, quindi, da quello dell'HP-87. Come è quindi possibile che l'innesto di una semplice scheda ne trasformi così profondamente il funzionamento? La risposta viene immediata osservando l'interno del modulo CP/M, che in realtà contiene un vero e proprio computer: microprocessore compatibile Z-80 di produzione Mostek e siglato 3880, una EPROM con il moni· tor, un banco di memoria da 64 kbyte, ed il consueto chip "translator" di interfaccia con il bus interno dell'87. Un'occhiata al disco

La s"'Jcda CP, NI in cui si di memoria da 64 Khyte.

ricVnOSl'{JllO

MCmicrocomputer 11

CP/M ed al manuale di istruzioni chiarisce ulteriormente le cose: una volta caricato in memoria, dal BASIC, il programma binario denominato "CP/M", la macchina lascia evidentemente il controllo al processore "ospite" e riconfigura profondamente il proprio modo di operare. Scompare la grafica, t utte le espansioni di memoria non vengono più utilizzate, la interfaccia HP-IB supporta esclusivamente l'indispensabile unità a dischi ed una stampante, mentre le altre interfacce eventualmente presenti, ad eccezione della RS-232C, rimangono inattive. la assegnazione della tastiera diventa quella di un computer CP/M. In particolare tutti i tasti di editing cambiano significato, mentre i tasti TEST, INIT, RESET, L1ST. PLlST, RUN ed i tasti di funzione diventano inattivi. Al contrario il CONl' si trasforma in "DEL", TR/NORM in "ESC", END L1NE in "Carriage Return", mentre STEP e PAUSE controllano il buffer di stampa. Le dimensioni di quest'ultimo corrispondono a quelle della memoria centrale disponibile in "modo BASI C" e cioè 32K + le eventuali espansioni. Dopo aver caricato il sistema operativo CP/M dal disco di sistema, appare il consueto "prompt" > e viene istintivo eseguire un "dir" per osservarne il contenuto: scomparsa ogni traccia dei programmi BASIC, ecco i noti programmi PIP, STAT. SUBMIT, ED, DUMP, DDT. ecc. A questo punto il gioco è quasi del

il pr()('ess()rt~ tipo Z-lJ() /a EPRO/\tf

l'll

il hanco

tutto fatto, dato che bisogna ancora disporre dei programmi applicativi in CP/M già compilati, e formattati secondo il formato utilizzato dai disc drive HP, o in alternativa, per procedere personalmente alla loro creazione, di un interprete BASIC o di un compilatore in uno dei vari linguaggi supportati dal CP/M. Quali i motivi di fondo che possono aver spinto la casa americana a questo passo così al di fuori di quella che è stata fino ad oggi la sua filosofia? Azzardiamo una risposta che pensiamo non sia molto lontana dal vero: innanzi tutto la larga diffusione del CP/M nella convinzione di poter mettere a disposizione di un gran numero di utenti, ad un prezzo ragionevole, uno strumento in più, e molto software applicativo, dall'altro il fatto che già il modello 125, orientato ad applicazioni gestionali, utilizza il CP/M. Trattandosi di una novità dell'ultima ora non sappiamo di preciso quali saranno i programmi CP/M supportati in tempi brevi dalla casa madre per 1'87: ricordiamo infatti che nonostante il sistema operativo fornisca ai programmi un ambiente comune. indipendente dall'hardware della macchina, nel passare da una macchina all'altra i programmi richiedono sempre qualche sia pur minima modifica. In ogni caso si parla, almeno inizialmente, del text-editor Word-Star e forse di un tabellone elettronico tipo SuperCalc. A.M.

Il cO{(l/ogo dello stesso disco dopo il boolslrap programmi CP/M.

C P/ M: vi ('ompaio/Jo

; ('onsueli

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Hl'II'/l'{{

La velocità si paga Quarè la differenza tra un "personal" della serie '80 e le macchine più costose, magari quelle che impiegano un microprocessore a 16 bit dell'ultima generazione? A parte le considerazioni sull'aspetto esteriore e sulle possibilità operative offerte dai vari "dialetti" del BASIc' esiste una differenza in termini di vclocità che crei una scala di valori proporzionale al costo delle varie macchine? Ce lo siamo chiesti incuriositi da un benchmark, cioè un programma di valutazione delle possibilità di una macchina. apparso sulrHP-Journal del maggio di quest'anno in occasione di una approfondita presentazione dei nuovi desk-top 9826/9836. E bene chiarire fin dall'inizio che. data la estrema semplicità del programma ed il ristretto novero di operazioni coinvolte, non è possibile trarre giudizi definitivi sulla veloeità di un computer in assoluto, ma solo una indicazione di massima della capacità di esecuzione di alcune delle operazioni fondamentali previste dal BASIC, e cioè le quattro operazioni (linee 50 e 60). una chiamata ad una subroutine (linea 70). un loop (linee 80, 90 e 100), un confronto (linea 110). Il resto (linee 20, 120 e 130) serve esclusivamente per il calcolo automatico del tempo di esecuzione nelle macchine dotate di un clock interno e degli statement T1ME o TIMEDATE per accedervi. Ovviamente questo programma non dice assolutamente' nulla sulla altrettanto fondamentale precisione dei calcoli, sulla velocità di esecuzione della grafica, sulla velocità delle operazioni di I/O. Quindi una volta messi in guardia i lettori affinché li prendano con le dovute cautele, ecco i risultati del benchmark: - HP 85 :48.07 secondi - HP 87 :67.7 secondi - HP 9835:18.1 secondi - HP 9826 (BASIC):3.5 secondi - HP 9826 (compilatore PASCAL):0.9 secondi. Sorpresi vero? Vi confessiamo che in realtà non ci aspettavamo una tale differenza tra una

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macchina ad 8 bit ed una a 16, mentre del tutto ovvie paiono le differenze tra un linguaggio interpretato ed un altro compilato. La seconda sorpresa è rappresentata dalla minore velocità dell'87 nei confronti dell'85: ma anch'essa trova una spiegazione quando si considera che vista la struttura ad 8 bit del bus indirizzi e la maggiore capacità di indirizzamento di oltre 0.5 Mbyte contro 64 Kbyte, l'HP 87 deve presumibilmente inviare alle RAM tre byte anziehè due per selezionare una cella di memoria. In generale, però, data la maggiore velocità di esecuzione della grafica (circa quattro volte) e di accesso al disco (circa due volte) i programmi applicativi "normali" dovrebbero richiedere suJr85 e sull'87 all'incirca il medesimo tempo. A.M.

:1.O INTI::.GEF':

L.

20 Start_tiMe=TIME :3 ()

~<::::

"lO 50 (J O 70 8O 90

DIM M(5) ~<=::I<+:I. 1~=::I'(2)1(3+4"-5 GClSUE: :I.~:iO FnF~ L.=:::I. TO ~5 M(I...)=~I

O

:1.00NEXT L. :1.10IF K(:l.OOO THEN

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120 Stop_tiMe=TIME :1.3 O F'F:I N T

Il

E ~<e c 1..1 t, :i. Cl n

t i Me =::"; ~)top_ t iM~?-~3 tart_tiM(':!;" '::;ecClnd~->" :1."10 STOP :I.~.;O F~ETUPN 160 END Lislillg

li

40 colol1lle del hellchmark

P"ck"rd

HP87A

La l'i.Ha pos/('rioredelFH P-Xl mostra, o/'r(' all';lIIer"'ll{Ore di (lc('('IlSiOIll' e (Il/a prc'SlI di rele. l'imerlaccill H PI B e f.!li slol ;" ('ui iJ1lrodurre le espansioni di mel110rhl () le ;"lel,Fu'Cl' aggiul1Iivl'. RS·23!-C. GP-IO o Ben. Sopra al ('01111('flor(' dell"H P-IB, 101dip-slt'itdl ed 101('01Wl1l1taIOr(' rOlOl11e COl1sel11OIlOdi assegnare /'indiri::o delcomputer sul hus (' di determi//arl1e il C01J1/}(Jrt(//1/('l1lO ill caso di "parallel poli", una particolare/orma di il11erroga::ioI/e parallela

di 1I11ti i disjJositil'i

d~1 protocol/o

collegati

sul hus, (' tipica

HP-IB.

sentono la determinazione del tipo e della linea in cui è occorso l'errore - nonché le funzioni ERRSC e ERROM che aiutano nel localizzare la causa di errori che coinvolgono le periferiche o le ROM aggiuntive. La leggibilità e la possibilità di autodocumentare il programma è di molto aumentata rispetto a quella offerta dal sistema operativo de1l'85, grazie alla presenza, cui abbiamo già accennato, delle "Iabel" alfanumeriche per contraddistinguere le linee di programma, e al fatto che adesso i nomi delle variabili possono essere lunghi lino a 31 caratteri, il che permette la loro scelta ragionata ed in forma "mnemonica". Le strutture di controllo sono quelle tipiche del BASIC e cioè il loop, FOR ... NEXT con indice che può essere anche non intero e STEP negativo, e l'IF ... THEN ... ELSE il quale purtroppo deve essere limitato ad una sola riga e non consente !"uso di istruzioni "compound" come nel Pascal o nel BASIC dei più grandi e costosi 9836/9826. Ma dove comunque l'HP-87 è largamente superiore a qualsiasi altro personal ed addirittura a parecchi dei suoi fratelli maggiori, è nella grafica, incredibilmente sofisticata, ed in cui esistono statement estremamente potenti. Oltre alle consuete possibilità offerte dalla grafica vettoriale, e cioè al calcolo ed MCmicrocompuler

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Hell'/et/

Pa('kard

H Pii? A

Il ('w)re della fHoec"inoè (,{)Sfill/fIO da una scheda l'l'l'fica/e posta larera/mente appena (I fidosso delJ;'olltale, Uche ne gillsrUka /0 51ranajorma 'l'ape:oidale. Vi si distinguollo "unità ('entra/e (ill alto a sinistra). il processo re per l'H P-IB (a dnifra) e le ROM del sistema operati 1'0. Cm'i I11Ii/tipo/ari./lessihili si incaricano di raggiungere il piallo posteriore ('Oli i connellor; per le espansioni esterne l' /0 seconda grande piastra posta SOflO alla tastiera. Pressappoco sol/O illasrierillo Ilumerico è silllata la memuria RA ftl. mell/re;1I hasso. IU'I/O folO. si tlislùlKli01l0 il cOlltro/lore dell'ideo e il rl'latil'o hanco di memoria.

che consentono di memorizzare su disco in pochi secondi un qualsiasi grafico, e di richiamarlo subito dopo. Per applicazioni particolari infine esistono gli statement BPLOT e BREAD che consentono di indirizzare o ricevere informazioni a livello del singolo punto dello schermo. In tal modo è possibile per esempio definire caratteri non disponibili nel set ASCII, creare figure in movimento, ecc. Rispetto alla grafica dell"85, la gestione dello schermo sull"87, oltre alla maggiore risoluzione, presenta anche la graditissima novità di una velocità di esecuzione molto maggiore. In definitiva l'unica attività che è preclusa allo schermo dell'HP-87 è quella di digitalizzazione, riservata ai plotter esterni, i quali possono essere pilotati solo quando si disponga della apposita Plotter ROM. Un'altra area in cui si valutano le capacità di un interprete è costituita dalle sue potenzialità in fatto di "link", cioè di ese-

al tracciamento di tutti i punti intermedi di un segmento una volta assegnati i due estremi, sono disponibili istruzioni di scalatura, di tracciamento degli assi, di movimento e di plottaggio relativo che non si trovano in altre macchine di questa categoria. Ricordiamo, tra l'altro, che a differenza di quanto avviene nella pressoché totalità degli altri personal con video grafico, nel1'87 (come ne1l'85) gli assi sono orientati "al dritto", cioè con il verticale dal basso verso l'alto (è inoltre possibile spostare l'origine in qualsiasi punto dello schermo e definire a piacere e indipendentemente la scalatura dei due assi: ad esempio da -2rc a + 4rc in orizzontale e da -I a l in verticale). Oltre alla realizzazione di grafici in negativo, è ora possibile, grazie alla maggiore risoluzione, scrivere sui grafici in qualsiasi direzione caratteri e stringhe di qualsiasi altezza, perfino in corsivo. Esistono poi due statement a mezza via tra la grafica e la memoria di massa, GSTÙRE e GLOAD

Il Il

Il

cuzione concatenata di più programmi in successione. Qui bisogna dire che l'HP-87 è in realtà abbastanza debole, in quanto l'unico statement esistente è il CHAIN "file name", eseguibile da programma, il quale carica ed esegue il programma specificato cancellando, però, quello chiamante. Qualora sia necessario passare dall'uno all"altro il valore di alcune variabili, è necessario dichiarare in COMMON con una istruzione COM. Va da sé, comunque, che rispetto all'85, la necessità di segmentare i programmi è largamente diminuita, grazie alle dimensioni della memoria centrale, spesso più che sufficienti per tenere in macchina tutti i segmenti che hanno molte variabili in comune. Continua comunque, incredibilmente, a mancare il "merge", ossia di caricare un programma spingendolo (a patto che i numeri in linea non si sovrappongano) a quello già in memoria. Passiamo, infine, alla gestione dalla memoria di massa, che risulta particolarmen-

:LO F'LDTTEF;~I~:;:L 20 GCLEAF( 30 RAD@ ~I O

SCALE -(1~F'1 ).1~PI • FDR ANG=-(4~F'I ) TO 4~PI

• ~:jtl

STEF' PI

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Il Il

Un altro semplicissimo programmino dimostrativo della potenza e della compattezza raggiungibile in sede di programmazione grazie all'estesissimo set di istruzioni grafiche deIr87. In questo caso stiamo utilizzando la "partizione standard" della memoria video in cui sono disponibili 240 x 400 punti per complessivi 12.000 byte (240 x 400/8). Dopo aver assegnato il video come destinatario delle istruzioni grafiche (PLOTTER IS I) è necessario provvedere alla scalatura deIrarea di plot

MCmicrocomputer

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F'LDT ANG.SIN

(ANG)/ANG

60 F'LClT ANG.O 70 NEXT ANG DO GF(I:D F'l I~I •• :I. 90 END con la i,struzione SCALE. Si noti chc ai 400 punti suIrasse X vengono fatti corrispondere esattamente 400 valori suddividendo nel loop che esegue il plot ogni radiante in 50 parti. Volendo tracciare il solo grafico della funzione sin (x)/x senza "riempire" l'area da essa sottesa. basta eliminare la istruzione 60. Il tracciamento degli assi, o meglio della griglia è anch'esso immediato, visto che GRID PI/4. '"corrisponde a "traccia un grigliato sull'intera area di plot in cui le divisioni suIrasse X corrispondano a rc/4.e quelle sull'asse Y a 0.1 unità"; il tutto è ovviamente riferito alle unità grafiche definite dall'utente per mezzo dello statement SCALE. Ulteriori parametri opzionali consentono di definire le coordinate di intersezione degli assi del grigliato, di tracciare tacche intermedie ed addirittura di etichettare gli assi con gli opportuni valori numerici (statement LAXES e LGRID).

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Hell'lell

Packard

HP87A

:1, O CL..EAR ~~() F'f~INT TAE: (7);" !3ET CAf~ATTERI HP--B7" ~i F'RINT :30 F'fUNT "CARATTEIU NORMAI...I" Ci} PFUNT 'tO DIM S$f:6'1) 50 60

FClR 1=:0 TO 7 IF 1=4 THEN GOSU8 Space

70 S$::::"" 80 FOR J=O TO 31 90 s'=S,aCHR$ 1.00 NEXT J 1.1.O F'RINT S$;" 1+1*32 :L20 NEXT I Il set di caratteri deJrHP-87 mostrato sullo schermo con PAGESIZE 16, corrispondente quindi alla spaziatura normale tra una riga e l'altra. Si noti come ai caratteri ASCII "più bassi" corrispondano lettere greche e simboli speciali e vocali munite di dieresi, mentre i caratteri da 128 a 255 ripetano quelli precedenti ma in negativo. Il programma di stampa è estremamente semplice e mostra, tra l'altro l'uso delle etichette per l'identificazione delle linee di programma e delle subroutine, della

te semplice ed efficace. Ad ogni file è assegnato un nome mentre ad ogni disco fisico è assegna bile il nome di volume. Quando è attivo più di un drive, quindi, si può specificare l'indirizzo del drive, LOAD "filename:D700" oppure il volume desiderato, in modo che il sistema operativo provveda esso stesso alla ricerca del volume tra i dischetti presenti nei drive, LOAD "filename. volume label". Per il resto, per chiunque conosca la gestione della cassetta non esistono problemi di alcun genere nel passare ai dischi, tanto lineare e semplice è la gestione per nome dei programmi. Per quanto riguarda i dati essi possono essere organizzati in due modi differenti; seria le quando nella istruzione di lettura o di scrittura si specifica esatta-

50

(J+I*32) ASCII

:";

O+I:l(~12;:~

121 STOF' 130 Space: F'F\INT S F'fUNT "CAf':tITTEf(r. AMF'O 1NVEF,SO" <il F'Fn:NT S f~ETl.JRN

IN

C

140 END funzione CHR$, e la compattazione riga di programma.

mente nome e tipo delle variabili coinvolte nella operazione (senza preoccuparsi della allocazione logica dell'informazione), e random, in cui si specifica invece il record logico a partire dal quale si accede al file. Da notare che interi vettori o matrici possono essere letti o aggiornati direttamente indicando il loro nome nella lista di lettura o scrittura. Per cancellare file programmi o file dati basta eseguire il comando PURGE "filename": senza altri parametri, sostituisce nel directory del disco, al posto del file cancellato un file di tipo NULL, in maniera analoga a come si comportava 1'85 nei confronti della cassetta digitale; con un opportuno parametro, invece, viene cancellato il file "filename" e tutti quelli che seguono. senza dare luogo alla creazio-

di più statement

sulla medesima

ne di file NULL. In ogni caso, poi, è possibile compattare le informazioni contenute sul disco con lo statement PACK, il quale dà luogo ad una serie di operazioni che possono essere anche lunghe parecchi minuti, durante le quali ciascun file è caricato in memoria e riscritto sul disco eliminando tutti i file di tipo NULL, consentendo quindi una gestione ottimizzata dello spazio a disposizione sul disco.

Conclusioni Mentre inquadrare un computer come l'HP-87 nell'ambito della produzione Hewlett Packard è estremamente facile ed immediato (ed altrettanto semplice ed immediato è vederne pregi e difetti, sempre nei confronti dei propri compagni di linea, ed è proprio quello che abbiamo fatto durante l'intero articolo), il compito di chi voglia metterlo in relazione con le altre macchine esistenti oggi sul mercato appare ben più difficile, tante e profonde sono le differenze. La prima reazione, impulsiva ma tutto sommato accettabile senza grosse remore, è che gli HP costituiscano una categoria a sé. Ragionando a mente fredda si giunge con relativa facilità ad un giudizio già dato in passato per altri prodotti della casa americana: l'HP-87 costituisce la scelta praticamente obbligata di chi cerca una macchina tagliata per applicazioni professionali prevalentemente di carattere tecnicoscientifico, relativamente veloce ed economica, affidabile, sicura, semplice da programmare, in grado di costituire il cuore di un "sistema" e di gestire banche di dati relativamente modeste. Negli altri casi. invece, occorrerà valutare attentamente, prezzi alla mano, la convenienza globale dell'acquisto, in cui entrano anche fattori difficilmente monetizzabili come la completezza della documentazione e delle capacità operative, ma anche la quasi totale impenetrabilità dell'hardware e del software di sistema. Me MCmicrocomputer 11


PC-1500 Ul!A VOL~ PROGRAMMATO, I CALCOLI Pro COllllPLICATI DIVENTANO FACILI.

Se hai bisogno di più di una semplice calcolatrice scientifica, ma trovi che un personal sia troppo grande, il PC-1500 può fare al caso tuo. I calcoli teCnici in campi come la matematica, la statistica, l'ingegneria, le misure e la meccanica, vengono eseguiti alla perfezione e con facilità. Questo pocket-computer soddisfa le esigenze della maggior parte di ingegneri e tecnici. Grafici di funzioni

Curve di regressione

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19째 SMAU 1982- FIERA DI MILANO

..-.' PAD. 12 - STANO C11 012


COli/e proli/esso alla .fìne della /erza pun/a/a pubblica/a nello scorso numero. presell/iamo queSIa l'ol/a le rou/ine per conver/ire ise/ di caral/eri del n% TOOL KIT in una serie di SHAPES che possono essere ges/ile con /acililà dal BASIC. Una volla defini/a LillaSHAPE has/a specijìcare le coordina/e del /JLIII/Odello schermo in cui si vuole diseglwre la.fìgura e con un 'unica is/ ruzione (DRA W N AT X, Y) viene /ras(eri/a is/an/aneamell/e la figura sullo schermo nel pull/O desidera/o. Inolll'e è possihile ingrandire la .fìgura con l'is/ncione SCALE che consen/e.fìno a 256 grandezze diverse. vi è anche la possibili/à di ruo/are la .fìgura con l'islrlcione ROT che, a seconda del faI/ore di scala. permeI/e una risoluzione della l'o/azione pitì o II/eno eleva/a, Così ad esempio con un/al/ore di scala pari ad uno (SCA LE = I) ci sono sol/an/o qual/ro direzioni possibili (0,90, 180 e 270 gradi), con SCA LE=2 sono possibili 8 direzioni. con SCALE=3, /6 direzioni e via dicendo. Infìne è ovvio che ques/efìgure o SH A P ES possono essere disegna/e usando /ul/i i colori normalmell/e disponibili conl'is/ruzione HCOLOR.

Struttura dei set di caratteri del TOOL KIT Sul dischetto TOOL KIT si trovano una ventina di file contenenti i vari set di caralleri che possono essere caricati dal programma HRCG (High Resolution Character Generator). Ciascuno dei file contiene 96 caralleri (tra numeri, segni, maiuscole e minuscole) composti da 8 byte l'uno. Ogni carallere, quindi, è composto da una matrice da 8 per 8 bit che corrispondono ai punti effellivamentc plollati sullo schermo. L'uso di questi file gestiti dal programma H RCG consente, però, di plollare i caralleri solo su 40 colonne per 24 righe come i caralleri normali dell'Apple, mentre sarebbe preferibile poter plollare i caralleri a partire da un punto qualsiasi della matrice 280 x 192 della grafica ad alta risoluzione. Inoltre consente solo la scrillura in orizzontale e con la grandezza pari a quella dei caralleri normali del!' Apple. Per superare le carenze del programma H RCG bisogna trasformare i dati nei file in una SHAPE TABLE, che rende inoltre facile la gestione dall' Applesofl. Prima di descrivere il programma che effellua questa trasformazione vediamo in dellaglio che cos'è una SHAPE. Nel capitolo 9 del manuale Applesoft (pp. 91-100) vi è una descrizione abbastanza approfondita della strullura di una SHAPE ed il successivo inserimento in una SHAPE TABLE. In pratica la SHAPE è composta da una serie di vellori elementari capaci di spostare il punto in una delle quallro direzioni (su, giù, sini,stra e destra), muovendo soltanto oppure muovendo e plollando. I vellori plottanti sono composti da tre bit mentre i vettori

R

..

--- -

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Figura 2

54

R

TAVOLETTA GRAFICA PER APPLE Il Quarta

parte

di Ho Arnklit

non-plollanti possono essere da due o tre bil. Questi vellori sono assemblati in un byte con il primo vellore nei tre bit meno significativi (O, I e 2), il secondo vellore nei byte 3,4 e 5 ed il terzo vellore, se e solo se è non-plollante, può essere inserito nei bit 6 e 7. Nel nostro caso della matrice 8 x 8 (che in realtà è da 7 x 8 a causa del fallo che l'ottavo bit non viene visualizzato ma serve per il colore) dobbiamo convertire ogni riga di 7 bit in una serie di vellori: plollanti se il bit è "uno", non-plollanti se il bit è "zero". Poiché

R RR

tutti questi 7 vettori possono essere plottanti, non è possibile assemblare più di due vettori per ogni byte e perciò usiamo tre byte e parte di un quarto. Cominciamo a sinistra e andiamo verso destra. Alla fine del sellimo vellore saltiamo alla seconda riga con un vellore verticale non-plottante; sarebbe opportuno tornare indietro plottando o no in corrispondenza del contenuto della seconda riga del carallere. Purtroppo questo metodo causa delle imperfezioni e "spurie" quando il carallere viene ingrandito e la soluzione è di tornare indietro senza plollare e ricominciare il plollaggio da sinistra verso destra. Nel quarto byte della SHAPE abbiamo quindi nei primi tre bit il vettore (plollante o non) del settimo bit della riga precedente, poi un vettore verticale e negli ultimi due bit possiamo includere un vellore non-plottante per cominciare a tornare indietro. Mancano ancora 6 veli ori per arrivare al bordo sinistro, e poichè sono nonplollanti bastano due byte per contenerli. Ciascuna SHAPE corrispondente ad un carattere originale è dunque composta da 48 byte più un byte di valore zero per marcare la fine della SHAPE per un totale di 49 byte contro gli 8 byte originali. Dopo aver composto una SHAPE per ogni carallere bisogna assemblarle in una SHAPE T ABLE che altro non è che tutte queste SHAPE messe in fila una dopo l'altra con una tabella di indirizzi posta all'inizio. Questa con-

MCmicrocomputer 11


Tavolella

grafim

per Apple /I

Alcuni esempi dell'uso delle routine

TEXT

presentate

in questa puntata.

vcrsione può sembrare un po' laboriosa ma in reallà è semplicissima, essendo affidata ad un programma in Applesofl riportato in figura l. È composto da Ire subrouline principali. La prima (riga 180-320) effettua la conversione di ciascun carattere nella rispettiva SHAPE con la contemporanea visualizzazione del carattere sullo schermo. La seconda subroutine (riga 410-470) serve per creare la tabella degli indirizzi e alla fine la terza subroutine (riga 330-400) visualizza tutti i 96 caratleri in grandezza 2 sullo schermo grafico ad alta risoluzione. Alla fine non ci resta altro che togliere il disco TOOL K[T ed inserire il disco sul quale vogliamo salvare il nuovo SHAPE TABLE e premere RETURN. Nel programma AN[MATR[X presente sul disco TOOL K IT, che serve per creare dei nuovi sct di caratteri o per modificare quelli già presenti, c'è la possibilità di definire i "mezzi punti". Vale a dire che invece della solita matrice da 7 x 8 pun'li è possibile definire i punti orizzontali

nelle posizioni 1.5, 2.5, 3.5 elc. in modo da migliorare l'aspetto esletico dclle linee oblique, come per esempio nelle lettere A, V. X etc. Poichè questo effetto è stalo ottenuto cambiando il colore da I-1COLOR = 3 a I-1COLOR = 7 (ambedue bianchi) non è possibile ottenerlo con la trasformazione in SHAPE TABLE. Pertanto è necessario modificare quei sei di caratteri del TOOL KIT che utilizzano questo effetto prima di convertirli. Per usare una di queste SHAPE TABLE appena create basta caricarla con l'istruzione BLOAD in una parte di memoria libera e POK E' are in 232 e 233 l'indirizzo di partenza della SHAPE TABLE (nella forma LO-BYTE, HIBYTE). Su una macchina da 48K basta eseguire le seguenti due istruzioni subito dopo aver caricato la SHAPE TABLE: POKE 232, PEEK (43634): POKE 233, PEEK (43635) A questo punto si possono definire i valori per

lO HlMEM: 8192 20 B$: CHR$ 17>:D$: CHR$ (3) + CHR$ (4) 30 SC : 2: REM FATTORE DI SCALA 40 DATA 1,2,4,8,16,32,64,128 : FOR.r : O TO 7: READ AI.r): NEXT 50 C(4): 219:C(5): 219 60 HOME: VTAB 5: lNPUT "Nome del CHAR,SET : ":n 70 VTAE 15: PRINT 8$;"Inserire il disco TOOL KIT ...•. " 80 VTAB 20: PRINT "••••••e premere RETURN.":: GET K$ 90 PRINT D$;"BLOAD";n;".SET,AHOOO" 100 HOME 110 GOSUB 180 '120 GOSUB 410 DO GOSUB 330 140 TEXT: HOME: VTAB 5: FRINT E$,"Inserire il disco di destina.zione ..... " 150 VTAB 20: PRINT "•.••..• e premere RETURN";: GET K$ 160 PRINT D$;"BSAVE";n;",SET,A$5F3E,L4898" 170 END 180 ADD : 4096 4:ED : 4096 6 190 FOR X : ADD TO ADD + 7 200 N: PEEK IX): lF N} : 128 THEN N : N - 128 210 FOR.r: 6 TO O STEP - 1IB : AIJ) 220 lF N) : B THEN N : N - B:EI.r) : 5: PRINT ''X'';: GOTO 240 230 BI.r): 11 PRINT ","; 240 NEXT.r 250 PRlNT 260 CIO): BIO) + BIli * 8:CU): B(2) + B(3) * 8:C(2): B(4) + B(5) * a:C(3): BI61 + 208 270 FOR l : O TO 5: POKE BDD + l,Cm: NEXT :ED: BD + 6 280 NEXT X 290 POKE BDD,O:EDD : BDD + l 300 PRINT: PRlNT 310 ADD: ADD + 8: lF ADD (4096 4 + 96 8 THEN 190 320 RETURN 330 REM 340 HGR: HCOLOR: 3: SCALE: SC: ROT: O 350 POKE 49234,0 360 FOR.r: O TO 5 370 FOR l: l TO 16: FOR K : 1 TO SC: DRAW l + .r * 16 AT Il - 11 * 8 * SC,30 * .r + K: NEXT : NEXT 380 NEXT 390 FOR T : l TO 10000: NEXT 4(>0 RETURN 410 AD: 4096 6 - 96 2 - 2 420 POKE 233,AD / 256: POKE 232,AD - lNT IAD / 256) 256 430 POKE AD,96: POKE AD + l,O 440 FOR l : O TO 95 450 AX: AD + 2 + 2 * r:OF: 49 *1 + 194: POKE AX,OF - lNT (OF / 256) * 256: POKE AX +' l,OF / 256 460 NEXT 470 RETURN

*

*

*

*

Figura l - Listato

*

del programma

MCmicrocomputer

11

*

*

in Applesofl

per la conversione

del seI di caralteri

del disco TOOL-KIT.

I-ICOLOR, SCALE e ROT, e dopo j'inizializzazione di una delle due pagine grafiche (I-IGR o I-1GR2) si può cominCiare ad usare le SHAPES con l'istruzione ORA W N AT X, Y. Come potetc osscrvare va lutto benc quando la grandczza è uno (SCALE = I). Appena si comincia ad ingrandire il carattere non si produce più un carattere pieno bensì un carattere fatto di righe orizzontali come si può vedere dalla figura 2. Il trucco per evitare questo inconveniente è semplicemente di tracciare più volte lo stesso carattere spostandolo, ogni volta un punto in giù (oppure in su). Quindi, ad esempio, per SCALE = 3 si possono eseguire le seguenti istruzioni: DRAW N AT X,Y: DRAW N AT X,Y+i: DRAW N AT X,Y+2 Alternativamente si può usare un LOOP: FOR [=1 TO Se: DRAW N AT X,Y+[: NEXT Quando si usa una rotazione del carattere diverso da ROT = O la faccenda si complica notevolmente. Non è più sufficiente incrementare solo la coordinata Y ma è necessario incrementare anche la X in funzione dell'angolo di rotazione. Nella figura 3 sono riportate le righe di programma che devono essere inserite nel programma della tavoletta grafica pubblicato nei precedenti numeri di Me. Come si può osservare deve essere modificata la riga 930 in modo da includere le nuove routine al menù ed inoltre sono state definite due nuove funzioni (riga 60070 e 60080). Queste due funzioni servono per calcolare lo spostamento orizzontale e verticale in modo da ottenere dei caratteri pieni per qualsiasi angolo di rotazione. Quando si usano le SHAPE non è possibile ruotarle di un angolo qualsiasi, ma dipende dalla grandezza del carattere come accennato all'inizio. La routine di scelta dell'angolo di rotazione (riga 21000) accetta un angolo qualsiasi da O a 360 gradi. Questo valore viene poi usato nella riga 20030 per il calcolo approssimativo, per quella grandezza del carattere, del valore di ROT che dia l'angolo più vicino a quello desiderato. Dopo aver plottato il primo carattere viene calcolato l'esatto angolo tramite una subroutine in linguaggio macchina contenuto in una delle ROM dell'Applesoft. Questa routine calcola le coordinate del punto in cui finisce la SHAPE. Conoscendo le coordinate del punto iniziale della SI-IAPE (la X e la Y dell'istruzione ORA W) e le coordinate calcolate dalla subroutine (CALL 62923) si può facilmente calcolare l'inclinazione o angolo di rotazione del carattere (riga 20 I00-20 120). Quest'angolo viene poi usato per il calcolo della rotazione delle coordinate tramite le funzioni definite in riga 60070 e 60080. Le righe da 20160 a 20190 servono per convertire in minuscole se è stato premuto il tasto dello SI-IIFT. e per convertire correttamente i

55


Tovoletta

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REH .• REM REH H· TAVOLETTA GRAFICA REM REM COPYRIGHT 1982 REM REM •• 80 ARNKLIT REM 'I.

Uso del programma

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9 REM 930 ON N~/.- 21 GOTa 19000,20000,21000,22000,23000,800,300,800,800,28000,29000,30000,31000,32000,33000,340 00 ,35000, ;:~.OOO,37000,38000,800 20000 REM TEXT 20010 MN : N',.: IF PEEK (16384) ( ) 9b THEN 23000 20020 POKE 232,0: POKE 233,64 200:30 RT: INT IAN / 360 • 2 ISZ + 11 + .11/2 ISZ + 11 • 64: ROT: 64 - RT:TH : 2 • RT: SCALE: SZ 20040 FL : o: GOSU8 40: IF Y·'. ( 63 THEN 20250 20050 GOSU8 nO:X2 : n.:Y2 = Y'4:X : O:Y = o 20060 GOSU8 20260 20070 XDRAW 51 AT Xl,YI: GOSU8 40:CN: PEEK 1491521: XDRAW 51 AT Xl,Yl: IF Y·'. 63 THEN 202~0 20080 IF CN < 128 AND FL = o THEN 20040 20090 IF FL = l THEN 20130 20100 CALL 62923:Al = FN PK12241FN XllI + ,001:81 = PEEK (226) - FN YllI + .001:AM: ATN IAI /811 / P I 20110 TH: INT IAM + .51: IF 81 o THEN TH : TH + 64 20120 IF AI < o AND 81) o THEN TH: TH + 128 20130 IF CN ( 128 THEN 20060 20140 FL = 1: POKE 49168,0: REM RESET K80 20150 CN = CN - 159 20160 IF CN = 62 OR CN = 63 ANO PEEK ISW1 ( 128 THEN CN = CN + 16 20170 IF CN : ::3 ANO PEEK (SW) ( 128 THEN CN : 81 20180 IF CN ) ::3 ANO CN ( 64 ANO PEEK ISW) ( 12,: THEN CN = CN + 32 20190 IF CN = - I OR CN = - 2 OR CN: - 31 THEN CN : CN + 64 20200 IF CN: - 23 ANO X) = SZ • 7 THEN X : X - SZ • nCN = CS: FOR I = l TO SZ: XORAW CS AT FN XlI1, FN YIIl: NEXT :CS = I: GOTO 20060 20210 IF CN = - lO THEN X = X + 52 .• 7:C5 = 1: GOTO 2(H)bO 20220 IF CN = - 18 THEN Y Y + 52 .• S:X = 1):C5 1: GOTO 20060 20230 IF CN ( 1 OR CN ) 9b THEN 20040 20240 FOR 1= 1 TO SZ: ORAW CN AT FN XIIl, FN YIIl: NEXT :CS: CN:X = x + SZ. 7: GOTO 20060 20250 PL: o: POKE 232,177: POKE 233,3: ROT= c: SCALE= l: GOTO 810 20260 Xl = (X + 52 5)" CO(TH) + Y .• Sl(TH) + Y2:Yl = Y .• CO(TH) - <x + 52 .• 5)" SI<TH) + Y2: GOSUB 20310 20270 Xl (X + 52" 5)" COtTH) .•..(Y + S2" 81 ~ Sl(TH) + X2:Yl (Y + 52" 8) CO(TH) - (X + S2" 5)" Sl(TH) + Y2 : GOSU8 20310 202:30 XI : X • COITHl + IY + SZ' 81. SIITH' + X2:YI = (Y + SZ' 81. COITH1- X. SIITHl + Y2: GOSU8 20310 20290 XI: FN XIl):Yl: FN Y1l1: GOSUE 20310 20300 RETU RN 20310 IF XI (LX',. OR XI) HX'I, OR YI (Ln. OR Yl ) Hn. THEN POP: POP: GOTO 20040 20320 RETURN 20330 : 21000 REH CHAR ROT 21010 GOSUB 410: PRINT "AnQol0 dI scrIttura (0-360 Qradl)? ";AN.;: VTAB 2::: HTAB 37: lNPUT ""iA$: IF A$ = "" THEN 850 21020 IF VAL IAl) (O OR VAL 1M» 360 THEN 21010 21030 AN = VAL (M): GOTO 850 21040 : 21000 REM CHAR SIZE 22010 GOSUB 410: PRINT "Grandezza del carattere (1-Q\ GET Ks: IF VAL (K$) <: 1 OR VAL (K't») THEN 2 2010 22020 52 = VAL (K$l: GOTO 850 220.30 : 23000 REM CHAR SET 2:3010 GOSUB 410: INPUT "Nome del CHAR.SET? ";K't>: IF K$ = '''' THEN :::10 23020 ONERR GOTO 2-;:040 23030 PRINT D'l;"BLOAD"iK$;",A$4000": POKE 216,0:C5$ = K'l: GOTO 850 23040 POKE 216,0: GOSUB 410: PRINT K$;" non c'è su Questo disco";B$: FOR 1= 1 TO 80: GOSUB 210: NEXT: GO TO 23010 . 23050 : 60070 DEF FN X(l) = INT CO(TH) + fY .•. SIfTH) + X2) 600:30 OEF FN Y(j): INT (IY + Il • COITH' - X • Sj(THl + Y21 h

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Figura 3 - Righe di programma prime tre puntate.

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Poiché la SHAPE TABLE viene caricata in memoria nell'area riservata alla seconda pagina grafica, é necessario salvare un eventuale disegno importante presente che altrimenti verrebbe distrutto. Per iniziare ad aggiungere del testo ai disegni si porta il braccctto sulla funzione TEXT del menù, Se non è mai stata usata, o se in precedenza é stata usata la seconda pagina grafica (MOVE HI-->H2, SWAP, MOVE GLOBAL elc) viene eseguito automaticamente un salto alla funzione di scelta del set di caratteri. Dopo aver caricato uno dei set di caratteri prcparati e salvati in precedenza, apparirà sullo schermo un cursore costituito non più dalla solita crocetta ma dal carattere "R" lampeggiante. 1\ carattere "R" é stato scelto perché si riesce facilmente a determinare il suo orientamento e perché ha una linea dritta a sinistra, fondamentale pcr il calcolo dell'angolo di rotazione come descritto prima. M 1I0vendo i braccetti si sposta il cllrsore e quando é in corrispondenza del punto in cui si vuole iniziare a scrivere basta cominciare a premere i tasti sulla tastiera. Quando il primo carattere é stato plottato il cursore si "inchioda" alla posizione relativa al prossimo carattere da plottare per garantire una scrittura "dritta" senza dover ogni volta spostare i braccetti. Tuttavia se si desidera spostare il cursore per scrivere in un altro punto basta portare per un attimo i braccetti nell'area del menù, In qualsiasi momento si può cambiare l'angolo di scrit-

Q

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in Applesojt

da aggiungere

tasti N, M e P che con lo SH[FT devono produrre le minuscole (n, m e p) mentre con SHIFT e CTRL premuti contemporaneamente ad uno dei tre tasti si hanno i segni - ,] e (a.. Il tasto RETURN funziona come di consueto, portando il cursore all'inizio della prossima riga (riga 20220). 1\ tasto con la freccia a sinistra

al programma

della Tavoletta

Grafica presentato

nelle

cancella l'ultimo carattere, e se premuto di nuovo sposta il cursore verso sinistra di un carattere (riga 20200). 1\ tasto con la freocia destra sposta semplicemente il cursore a destra di un carattere senza plottare nulla (riga 20210). La subroutine dalla riga 20260 fino a 20320 serve per delimitare l'area di plottaggio dei caratteri all'interno

ACQUISTA LA T A VOLETT A GRAFICA! U prezzo è di L. 195.000 (compresa IVA, imballo e spedizione) La tavoletta viene fornita completamente montata, calibrata e collaudata; è compreso il piano di lavoro con i[ menu su foglio di cartoncino plastificato e un dischetto con TUTTO il software, non solo quello presentato in queste pagine ma anche quello che seguirà nei prossimi numeri. Il pagamento può essere effettuato tramite conto corrente postale n. 14414007 intestato a Technimedia s.r.l., via Valsolda [35,00141 Roma o vaglia postale (in entrambi i casi compilate esattamente la causale del versamento e non inviate ulteriori comunicazioni postali). Per una maggiore rapidità, potere inviarci una lettera con allegato assegno di c/c bancario o circolare intestato a Technimedia s.r.l. Infine, potete acquistarla direttamente presso i nostri uffici di Roma o in occasione di qualche mostra.

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grafica per Apple /I

dello schermo o della finestra se è stata definita con la funzione WINDOW.

tura, la grandezza del carattere o il set scegliendo semplicemente la funzione dal menù, Inoltre si può cambiare il colore usando la funzione COLOR, Per far funzionare il tasto dello SHIFT bisogna collegare un filo dallo SHIFT al piedino 4 dcl10 zoccoletto dei PADDLE come descritto nel numero 3 di Me.

Conclusioni Con le funzioni TEXT si conclude questa quarta puntata del Software per la tavoletta grafica. Poiché le possibilità offerte da queste subroutine possono essere di grande aiuto per chi non ha (ancora!) una tavoletta grafica, pubblicheremo in un prossimo articolo un programma (che abbiamo già preparato) che sfrutta tutte le funzioni descritte questo mese ma che usa i PADDLE per posizionare le lettere sullo schermo. Me

MCmicrocomputer 11


TAVOLETTA GRAFICA PER APPLE Il Lo porre hardware dello ravalerra grafico di MCmicrocompurer per Apple Il è srara presenrara nel numero 8. Il software per lo gesrione dello ravolerra è conrenuro in un minifloppy, venduro insieme con lo ravolerra sressa. Turro il programmo, con lo documenrazione è sraro pubblicaro anche in uno serie di arricoli sullo rivisra (rre punrare sono già apparse nei numeri 8, 9 e 10, uno quarra è in quesro numero; dovrebbe esaurirsi con l'ulrima punrara nel prossimo numero). Chi acquisra lo ravalerra comunque, ripetiamo, non è cosrrerro od asperrare che siano pubblicare rurre le punrare per urilizzar/a, perché TUTTOil software è conrenuro nel discherro in dorazione.

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Lo tovo/erta grafico di MCmicrocomputer per Apple Il viene venduto 01 prezzo di L. 195.000 comprensivo di IVA, imballo e spedizione per posto. Viene fornito montato, calibrata e collaudato; è compreso il piano di lavoro con il menu su foglio di cartoncino plastificato e un discherto Maxell MD-1 con TUTTOil software, sia in Applesoft sia compilato (non è necessario possedere il compilatore basic per usare il programmo in codice oggerto).

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Il pagamento può essere effettuato tramite conto corrente postale n. 14414007 intestato o Technimedia s.r.l.,via Valsolda 1J5, 00141 Roma o voglio postale (in entrambi i casi compilo esattamente lo causale del versamento e non inviare ulteriori comunicazioni postali). Per uno maggiore rapidità, puoi inviarci uno lettera con allegato assegno di c/c bancario o circolare intestato o Technimedia s.r.l. Infine, puoi acquistarla direttamente presso i nastri uffici di Roma o 01 nostro stand in occasione delle mostre.

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1'ITRIUMPH-ADLER

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alphaTronic

Modello P2: 64K Bytes Mini-floppy-disk: 2 x 160K Bytes Video a fosf.verdi: 24 x 80 caratteri, (maiusc./minusc.) Stampanti: DRH 80 ad aghi, TRD 170 a margherita Linguaggi: . BASIC (interprete/compilatore + CP/M) PASCAL/FORTRAN IV/COBOL Prezzi: a partire da L. 4.925.000

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FATIURAZIONE MAGAZZINO listino, giornale, inventari valorizzati: prezzi d'acquisto, inventari valorizzati: prezzi di vendita

MEDICALDATA visite mediche, analisi scheda sanitaria, controllo economico

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LEGGE 373 calcolo e progettazione delle dispersioni termiche di un edificio

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a cura di Francesco Petroni

INTRODUZIONE AL PROBLEMA DELLE LINEE NASCOSTE È noto, e chi segue questa rubrica di Computer Grafica lo ha letto e riletto più volte, che uno dei problemi più complessi nei processi di rappresentazione bidimensionale di figure tridimensionali è costituito dalla individuazione delle "linee nascoste". ei numeri scorsi abbiamo presentato alcune tecniche di visualizzazione (prospettiva, assonometria e proiezione ortogonale) con le quali abbiamo anche realizzato dei programmi dimostrativi con output su plotter o su monitor grafico. Sviluppando queste tecniche, però, abbiamo previsto la visualizzazione di tutte le linee costituenti la figura, senza la individuazione, e conseguente non visualizzazione quindi, di quelle nascoste dagli altri elementi della figura interposti rispetto al punto di vista dell'osservatore. Il problema è estremamente complesso

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I - Le linee

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visione ed eseguire il test di visibilità su ogni elemento della figura e questo test può dare tre risposte: elemento visibile, elemento non visibile, elemento parzialmente visibile. In quest'ultimo caso l'analisi si appesantisce ancora di più, in quanto occorre stabilireche porzione dell'elemento è visibile e che porzione non lo è.

I metodi per l'individuazione "Hidden Lines"

delle Le fasi deIJa procedura

I metodi generalizzati di individuazione delle linee nascoste lavorano nello spazio oggetto, ovvero il test di visibilità viene eseguito direttamente nello spazio reale ove sono posti osservatore, schermo di visualizzazione e figura da visualizzare. Il sistema più semplificato è quello di lavorare nello spazio soggetto ovvero sul

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osserrlltore

e

0110.

La procedura per la visualizzazione di oggetti tridimensionali, con la eliminazione delle linee nascoste, si compone di alcuni passi logici: I - Immi:;sione dei dati dell'oggetto da visualizzare. Questi dati sono riferiti al sistema di riferimento assoluto e valgono indipendentemente dal sistema di rappresentazione prescelto. I-I Dati immessi direttamente da programma. Si può utilizzare tale metodo quando i dati sono pochi, ad esempio quando si vuoi visualizzare una funzione Y = Y(X,Z), in genere inseribile in una unica istruzione. 1-2 Dati immessi via input (da tastiera o da digitizer) quando i dati non sono molti e vanno utilizzati una sola volta. 1-3 Dati immessi via file. Nella generalità dei casi, per dati numerosi e da utilizzare

non solo a livello di programmazione ma soprattutto a livello di analisi. È difficilmente generalizzabile a causa della infinita varietà di casi possibili. Ne studieremo per ora alcune semplificazioni che permetteranno di ottenere, anche se per casi particolari, risultati interessanti. Nella rappresentazione prospettica di una figura si pone il "problema della visibilità", ovvero il problema di determinare quali facce e/o quali parti di facce e quali spigoli e/o quali parti di spigoli siano realmente visibili all'osservatore e quali no. Ad esr.mpio esaminiamo la figura I. Del cubo, a seconda della posizione relativa tra osservatore, schermo e figura, sono visibili 9,4,7, ecc. dei 12 spigoli che individuano la figura nello spazio e quindi sul foglio. Addirittura per figure particolari, ad esempio per il solido complesso della figura 2, alcune linee sono nascoste solo parzialmente. Il problema da un punto di vista analitico risulta particolarmente difficile, anche per figure molto semplici, in quanto occorre simulare il complesso meccanismo della MCmicrocomputer

11

Figllra

2 - Visra di Wl solido complesso. /" questo caso esistono, ollre alle linee l'isibili e alle linee nascoste, anche le linee

prospel1ic(J

par:illimellle

piano bidimensionale dove si concretizza la rappresentazione. direttamente sugli elementi geometrici discgnabili (che sono solamente punti e linee). In altre parole: immaginiamo di aver già risolto il problema di calcolare tutti gli elementi della figura in coordinate schermo, al momento di disegnarli eseguiamo il test di visibilità per decidere quale elemento

l'isihili.

più volte, conviene realizzare un programma apposito per la creazione e la gestione (modifiche, correzioni, inserimenti, cancellazioni, ecc.) dei dati grafici. Il programma di output leggerà il file. 2 - Immissione dati relativi a osservatore e schermo. Immessi i dati individuanti l'oggetto nel riferimento assoluto, vanno immessi, riferiti allo stesso riferimento i 59


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Figura 3 - Programma SCALING - DE/\10, Listato. Le opera:ioni di sl'aling e di risuali::a:iolle l'l'ngol1o eseguite per ogni nUOI'{( immissione. Nella riga di teslO SO((O l'immaKil1e "i('/u' riporl((to il tllftore di scala calcola1O.

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Figura 4 - Sehi::o iIIustratil'o. Per indil'iduare il punto P( X Y) giacente sul segmento tra i due pumi P I e P2 si usa una semplice propor:ione,

non superiore al formato del supporto output, e per centrarla rispetto allo stesso sistema output. Questa routine è standard, ma rallenta moltissimo la procedura in quanto comporta la necessità di scorrere ed elaborare necessariamente tutti i dati per cercare i valori: XM, XN, YM, YN massimi e minimi dei valori schermo X,Y; DX,DY inter-

dati dell'osservatore (posizione nel riferimento, orientazione e angolazione della visuale) e i dati dello schermo (posizione nello stesso riferimento). In genere il programma, eseguita la prima visualizzazione, torna a questo passo per il cambio del punto di osservazione dello stesso oggetto. 3 - Elaborazione dei dati della figura sullo schermo. Sulla base dei dati relativi alla visualizzazione, il programma trasforma le coordinate nello spazio assoluto della figura in coordinate sul piano di visualizzazione. Tale elaborazione può dare risultati non reali, ad esempio se la direzione verso la quale è orientato l'osservatore non incontra il piano schermo o non incontra il soggetto. 4 - Scaling dei dati. Una volta tradotti i dati dallo spazio assoluto al piano di visualizzazione va eseguito lo scaling, per riportare le dimensioni della figura al formato voluto, comunque

Figura 5 - Programma Linee. Ourpur. La visuali::a:ione dei segmenti. che aV'liefU' punto per punto, è 1110lto rallell((f((f.

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Figura () - Programma Linee. LisfllfO. Si distinguono i due ('asi di loop sulla X, per seRm(~/lfi con inclino:iol1e minore di 45" slIll'ori::ollfllle. e sulla Y per gli altri, rispe((it'w17i'I11l' righi' 230, 280,

60

vallo tra valori massimi e minimi e di trovare, mediante la proporzione con i dati relativi al formato output voluto (ad es. 279 per 191 per il monitor Apple Il) il fattore di scala se (il più piccolo tra SX e SY). Per quanto riguarda questo aspetto particolare (scaling) presentiamo (listato fig. 3) un n uovo programma Demo, che esegue lo scaling e visualizza dati immessi da tastiera. Si possono immettere dati bidimensionali, coordinate X, Y e Oag 0/ l per inizio/continuazione linea spezzata. Per ogni nuovo dato immesso viene rieseguita la routine di scaling e riformattato il disegno sul monitor Apple Il. Poiché il risultato della subroutine di scalingsono solo alcuni dati (Se, XN, YN, DX, DY), se li precalcoliamo (ovviamente per un dato soggetto e per un dato punto di vista) li potremo inserire direttamente nel programma di visualizzazione come costanti, alleggerendolo notevolmente.

YM(279)JYN(279)

REM INIZIRLIZZRZIONE YMRX,YMIN FOR I ~ 0 TO 279:YM(I) ~ 1~0:YN(I) 80: NEXT HGR2 HCOLOR=:? HPLOT 0J0 TO 279J0 TO 279,~9~ HPLOT TO ~~9~ TO 0,0 FOR X = 0 TO 279' HPLOT XJYM(X)' NEXT FOR n = 0 TO 279: HPLOT X,YN(X) NEXT Xi = RND (1) * 280:Yl. = RND (1) * 80 X2 = RND (1) * 280:Y2 = RND (1) * 82 + 11,0 IF X~ ; X2 THEN T ; 99999' GOTO 220 T

=

(Y2 - Y~) / (X2 -,Xl)

S = ~

IF R85 (T) > ~ THEN 270 IF Xl > X2 THEN S = - ~ FOR X X~ TO X2 STEP 5 y ; y~ + (X '- X1) * T + ~ GOSU8 3~0: NEXT X: GOTO 180 IF Y~ > Y2 THEN 5 = - ~ FOR Y = Yl 1'0 Y2 S'TEP S X = Xi + (Y - Yl) / 'r + ~ GOSU8 :?~0: NEXT Y: GOTO ~80 REM TEST DENTRO FASCIA IF Y > YN(X) AND Y ( YM(X) THEN HPLOT X,Y: RETURN

RETURN

Figura 7 - Programma Fascia. Listato. Ini:iali::ati i ,'elfori contenenti le Ymax e /(~ Ymin. e "isuali::ata la fascia tra essi compresa si esegue per ogni punto di ogni segmento da tracciare il test di dentro(fuori fascia.

MCmicrocomputer

11


Compurer

grafìea

Linee nascoste e linee visibili In un processo di visualizzazione dobbiamo scomporre in segmenti tutte le figure, di tali segmenti alcuni sono nascosti; altri sono totalmente visibili altri sono parzialmente visibili. Per essere pronti a considerare anche la terza possibilità, dobbiamo essere in grado di tracciare un segmento che unisce due punti, punto per punto (vedi figura 4). La formula per trovare il singolo punto intermedio tra PI e P2 è Y = Y I + (X -X l) * T per X che va da X l a

Figura 8 - Programma Fascia. OutpU!. L 'esecu:ione è mollO lenta. in quanto per ogni P"IIIO P( X Y) l'a eseguita /0 routine di test.

X2 dove T è l'angolazione del segmento T = (Y2-YI)/(X2-XI) inoltre se X2 < X l il loop va eseguito

al

100 OIM Y(279) HGR2 HCOLOR= 3 110 REM CARICAMENTO VETTORE YMAX 120 FOR I = 0 TO 279:Y(I) = 191: NEXT 1::0 HPLOT 0,191 TO 279 .. 19:1 140 REM LOOP PRINCIPALE 150 FOR K = 190 TO 10 STEP - 10: HCOLOR= 3 160 Xl = RNO (l) * 200Y1 = RND (1) K 170 X2 = Xl + RND (l) * 70 + 10Y2 = Yl 180 REM TEST LINEE VERTICALI 190 IF Yl ~ Y(X1) THEN HPLOT Xl,Yl TO Xl.Y(X1) 200 IF Y2 < Y(X2) ""HEN HPl.. O"f X2JY2 T(J X2~Y(X2) 210 FOR X = Xl + l TO X2:Y = Yl: GOSU8 250: NEXT X. NEXT K 220 REM TRACCIAMENTO SKYLINE 230 HGR2 HCOLOR= 3: HPLOT 0.191 TO 279.191 HPLOT 0,191 240 FOR X = 1 TO 279: HPLOT TO X,Y(X): NEXT ENO 250 REM TEST YMAX 260 HCOL_OR= 0: IF < Y(X) l'HEN Y(X) = Y: HCOLOR= 3 270 HPLOT X,Y: RETURN

*

l~

Figura 9 - Programma S K Y LI NE. Lislalo. 1/ lesI punlo naSCOSlo è nelle righe 190. 200 per le linee l'erticali del {angolo rtdJi'gliranfe il graflacielo e in ri{!o 250 e suc('essive per i punIi relafivi ai .•.• ·('K'nel1li ori::Ol1loli.

reI

contrari., ponendo le step =-1. Ma se l'inclinazione del segmento è elevata accade che per un piccolo incremento della X c'è un incremento grande della Y e quindi il segmento tracciato risulterà "sgranato". Uno dei modi per evitare tale inconveniente è quello di eseguire il loop sulla Y nel caso che l'inclinazione sia maggiore di 45°. Abbiamo realizzato un programma che esegue in modo random una serie di segmenti, tracciandoli punto per punto sul monitor dell'Apple Il. (fig. 5 l'output e fig. 6 il listato), si notano i due casi di inclinazione del segmento, inoltre si nota la protezione contro il caso DIVISION BY ZERO, che si verificherebbe per coppie di punti in cui X I = X2. Il metodo dei massimi e dei minimi In questo articolo vogliamo introdurre il procedimento dei massimi e dei minimi per l'eliminazione delle linee nascoste. Una prima applicazione, la più semplice possibile che utilizziamo a scopo esemplificativo è costituita dalla implementazione del precedente programma. Immaginiamo che sul foglio su cui tracciamo le nostre linee random ci sia una fascia che nasconda una porzione del monitor. Per vedere se MCmlcrocomputer 11

ciascun punto di ciascun segmento sia "nascosto" dalla fascia basta eseguire un test dentro/fuori fascia. Nel nostro caso la fascia è individuata da due vettori in cui sono inseriti per ogni X possibile sul monitor il valore del bordo superiore della fascia YM(X) e il valore del bordo inferiore YN(X). Il programma relativo è listato in figura 7 e l'output è in figura 8. Le routine in più rispetto al programma precedente sono quelle dell'inizializzazione delle fasce (riga 120) e del test den tro/f uori eseguita su ogni punto da tracciare (riga 320).

Il programma

skyline

L 'ulteriore passo logico è II1tUltIVO.Se via via che viene realizzato sullo schermo il disegno "aggiorniamo" il vettore dei massimi e dei minimi, possiamo eseguire per ogni punto il test di visibilità. Questo sistema funzionerà a condizione che i segmenti siano tracciati in ordine di vicinanza dall'osservatore. Una esemplificazione è il programma SKYLINE, con il quale ipotizziamo di disegnare lo skyline di una città con grattacieli sul monitor Apple Il. I grattacieli sono larghi da lO a 80 e sono

I·/gll,.e 111e Il - Prograll/II/o SKYLlNE.

Onlplll.

Nel

primo ol/tPllf \'('I/ROIlO di,\'C'K}I(lfi /filO dopo /'altro tuffi i 19 graffacie!i a panire da quel/o pilì l'idno, ne! sccO//{/o l'iCIlC /I"{U'cit110 lo skyliul' l'cro e proprio corrispol1de1lfe lII/a Iil1ea illdiridll(/({f da fUffi gli Y AI.

alti da IO a 180 pixel Apple Il. Ogni punto P(X, Y) da tracciare viene confrontato con il valore del vettore dei massimi, se il valore della Y è minore di YM(X) allora il punto è nascosto, se è maggiore non è nascosto, allora viene disegnato e viene aggiornato il vettore dei massimi. Analogamente si esegue un test per le linee verticali dei grattacieli. Disegnatili tutti, viene tracciata la linea skyline, che non è altro che la traccia del vettore dei massimi. In figura 9 c'è il listato del programma, in figura IO e Il rispettivamente il disegno del "panorama" della città e la traccia dello skyline della stessa. 61


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Figura /2 ' ProgrammafulI:iolle. Listato. LafulI:iolleda sono posli i valori precalcolali di scaling.

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visuali::areè

posta lIelle righe 220/230, mentre

ill

riga /80

Krldka

scaling e la conseguente immissione delle cinque costanti necessarie. L'aver precalcolato le costanti di scaling evita la necessità di ricorrere a vettori e matrici per l'immagazzinamento dei dati da visualizzare. In sostanza il programma calcola il disegno e lo visualizza direttamente. In riga 110 c'è il Oag HL che, se posto uguale a I, esclude il test delle hidden lines dal disegno. In riga 130 ci sono i valori NI e J che indicano la lunghezza dei loop sulla A e sulla B. Poichè i loop vanno da -NI a NI e da -NJ a NJ i punti spaziali calcolati per NI =NJ = 15 sono 312 cioè 961. Inoltre notiamo che, poiché stiamo visualizzando una funzione trigonometrica, i nostri loop principali, eseguiti con valori interi di A e di B, vanno tradotti in valori angolari e questo lo otteniamo semplicemente moltiplicando A e B per una frazione di Pgreco. In riga 140 c'è la inizializzazione dei valori Y massimi. Nel caso Apple Il in realtà si tratta di minimi poiché, come noto, l'asse Y va dall'alto verso il basso. La funzione Y = Y(XZ) da visualizzare è posta nelle righe 220, 230 utilizzando la variabile intermedia R = R(X,Z) che in pratica è la distanza del punto P(XYZ) dall'origine delle coordinate X e Z ovvero dall'asse Y; viene in definitiva calcolata una funzione Y = Y(R). Ricavati i valori di due punti in sequenza P I e P2 e quindi da collegare, tra questi vengono tracciati i segmenti, con il sistema punto punto visto nel programma precedente. Nella subroutine da riga 320 c'è il test hidden, che viene evitato ponendo HL = I. Dopo la suddivisione dei segmenti da tracciare in punti contigui, viene eseguito il test

~----~-~---~---------,--"",--;:;;::::..-~~

Figure

13 e 14 - Programma

II programma

Funzione.

OUlpUI. La differen=a Ira i due oulpui è che nel primo non sono eliminale

funzione tridimensionale

Lo stesso procedimento dei massimi e dei minimi può essere applicato con successo alla visualizzazione delle funzioni Y =Y(X,Z). Il singolo punto spaziale della funzione P(XYZ) si calcola inserendo la funzione 62

Y = Y(X,Z) all'interno di due loop sulla X e sulla Z. Per ogni punto così calcolato si esegue, con il metodo della prospettiva illustrato nei numeri scorsi, la traduzione in coordinate schermo. A questo punto si esegue il test di visibilità sul punto-schermo. Esaminando il listato di figura 12, notiamo l'eliminazione della pesante routine di

le linee nascoste e nel seconllo sì.

per ognuno di questi punti in riga 470. Viene posto uguale a zero il Oag F, se il punto P(XY) è esterno alla YM(X) la YM viene aggiornata, il Oag settato a I e quindi disegnato il punto. Di tale programma pubblichiamo sia l'output con le linee nascoste, sia quello senza le linee nascoste (figg. 13 e 14). Me MCmicrocomputer

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a cura di Maurizio Petroni Nel numero precedente abbiamo portato a termine la descrizione di un mini-archivio semplificato nella speranza che possa essere stato utile ai meno esperti sia a rendersi conto delle possibilità del BASIC sia a far comprendere come questo linguaggio, pur necessitando di un minimo di applicazione, possa essere facilmente accessibile a chiunque. Prima di passare a descrivere quanto abbiamo preparato per questo numero, vorremmo parlare dei vantaggi (e degli svantaggi) di un programma, come il nostro, che utilizza la memoria di massa, il floppy-disk, solo come ricovero programma e dati, nel senso che al momento del RUN questi ultimi vengono caricati totalmente in RAM. Ciò, in macchine con 110ppy-disk con tempi di accesso molto alti, costituisce da una parte un buon rimedio alla lentezza di lettura e successiva manutenzione dei dati, dall'altra un limite al numero dei dati immagazzinabili nel data-base. Programmi utilissimi e sofisticati come il VISICALC, adottano questo sistema proprio per ovviare al problema della lentezza di una continua scrittura o lettura da disco. Anche qui, come nel nostro caso, i dati vengono trattati come un unico file, caricati integralmente all'inizio e salvati tutti insieme al termine della seduta di lavoro. È intuitivo che, se si ha necessità di effettuare una ricerca o un ordinamento di dati residenti in RAM, occorrerà un tempo notevolmente inferiore a quello necessario se tutti i dati dovessero essere letti uno alla volta dal disco. C'è da dire, inoltre, che il programma principale risulterà più agile, non essendo appesantito dalle routine di lettura e scrittura dal disco. Per restare nell'esempio del VISICALC, vedremo che, dopo aver caricato il programma su un APPLE II a 48K, restano disponibili circa 21 K, che si esauriscono abbastanza rapidamente se carichiamo dati di una certa complessità. Per ovviare a questo inconveniente negli ultimi tempi sono comparse sul mercato schede di espansione di memoria da inserire negli appositi slot del computer, senza considerare il prevedibile sviluppo dei computer a 16 bit che consentono memorie RAM più massicce. Addirittura si trovano in commercio set di memoria RAM da 320 K, cioè di capacità eguale a quella totale dei due floppy-disk dell'APPLE II, gestibili con i normali comandi DOS e con tempi di accesso brevissimi. In questo senso il floppy diviene un semplice "magazzino" per programmi e dati da utilizzare all'atto della accensione e prima dello spegnimento del computer, mentre l'intera gestione dei dati avverrà in RAM. Per chi gradisse informazioni più dettagliate su questo prodotto, precisiamo che viene fabbricato dalla AXLON, 170 N. Wolfe Road, Sunnyvale, CA 94086 - USA. Inoltre è pubblicizzato a pago 131 del numero di Aprile 1982 della rivista statunitense "Creati ve Computing". Nello scorso numero abbiamo promesso di parlare delle possibili implementazioni del programma che abbiamo descritto. Come avrete certamente notato le opzioni di stampa su carta sono state trascurate. Il motivo principale di questa mancanza è che l'opzione di output su video (riga 6000) si presta, come del resto abbiamo già fatto notare, a qualsiasi trasformazione per l'uso della stampante. Modificando questa routine è possibile ottenere una stampa di tutti i record presenti nell'archivio, nell'ordine in cui sono stati memorizzati. Ricordiamo a questo punto che se abbiamo necessità di una stampa in un ordine diverso da quello iniziale, basterà far ricorso alla subroutine dell'ordinamento di riga 5000 che ci permetterà di salvare su 64

disco i dati cosi ordinati. I problemi della stampa su carta sono molteplici e chi fa della stampante un uso non solo hobbystico e quindi non limitato alla stampa di listati o di output puri e semplici di qualche elaborazione, ma deve produrre tabulati od elenchi di vario tipo, avrà familiarizzato con i problemi di formato della stampante, di tabulazione, incolonnamento, salto riga, salto pagina, ecc. Uno dei problemi tipici è costituito dalla produzione di etichette adesive, che possono servire agli usi più disparati, come l'invio di circolari ai clienti, l'etichetta tura di libri o dischi, ecc. Questa applicazione è talmente diffusa che esistono in commercio vari tipi di carta, opportunamente trattata, che recano etichette adesive di vario formato e disposizione. Per chi non l'avesse mai vista, diremo che si tratta di un supporto continuo, con fora tura e piegatura standard, trattato in modo tale che l'etichetta una volta stampata possa essere staccata senza perdere il suo potere adesivo. Le etichette sono opportunamente distanziate in senso orizzontale e in senso verticale in modo che sia possibile rispettare i margini e i salti riga. Ad esempio possono essere larghe tre pollici e mezzo e la distanza tra una etichetta e la successiva può essere di un pollice, pari a sei righe di stampante. Potremo quindi comodamente scrivere sulle nostre etichette quattro righe di trenta caratteri. Per passare da una etichetta ad un'altra, in senso orizzontale, dovremo saltare sei caratteri, in senso verticale due righe. Il programma andrà realizzato tenendo presenti le caratteristi-

N~1E

DEL FILE

ARCHIVIO

INDIRIZZI

INDIRIZZI l - tKlt'1E 2 - VIA E CITTA' c· PRO'.,,'. E CAF' 4 - TELEFONO

STAMPA ETICHETTE INDIRIZZI STAMPA SELEZIONATA PER PROVINCIA CAM~J RELATIVO ALLA PROVINCIA 3 SIGLA PRCWINCIA (ZZ PER FINIRE) Nun CORRo SIGLA PRCWINCIA 50

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ALESSANDRO MANZONI VIALE NAVIGLIO 15 MILANO

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MCmicrocomputer

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Sof'I\'(lr(~ 80sic

che della carta; sarà compito del programma di stampa, infatti, andare a scrivere esattamente in ogni etichetta una certa cosa, come ad esempio un certo indirizzo. Abbiamo cosi deciso di illustrare un piccolo programma di stampa etichette, completamente indipendente dal programma mini-archivio, nel senso che non sarà aggiunto al menù di quest'ultimo. Esso naturalmente utilizzerà un file dati creato in precedenza con il mini-archivio. Infatti, una volta note tutte le caratteristiche dellìle dati da noi creato, sarà estremamente semplice realizzare la stampa delle etichette. Nel nostro esempio siamo partiti dalla ipotesi di avere a disposizione un archivio Indirizzi in cui sono stati memorizzati tutti gli indirizzi postali di un gruppo di nominativi. In figura l mostriamo un esempio degli output prodotti dal programma. Per prima cosa ci viene richiesto il nome dellìle da richiamare. Nel nostro caso si tratterà dellìle Indirizzi. una volta caricato il file, ci verrà presentata una descrizione del file in questione (nome, numero e denominazione dei campi) e del tipo di operazione che ci apprestiamo a compiere (stampa etichette indirizzi, selezionata per provincie). L'unico input a questo punto necessario è quello relativo alla sigla della provincia. Nell'esempio richiediamo una stampa degli indirizzi della provincia di Milano, a coppie, in quanto il programma è stato elaborato tenendo conto del tipo di carta da noi scelto, cioè quello descritto in precedenza, e che reca due etichette appaiate. In figura 2 riportiamo il listato integrale del programma, che si suddivide in sette parti: l) 2) 3) 4) 5) 6) 7)

righe 100-220: menu righe 230-280: ricerca sigle provincie righe 290-390: composizione e stampa indirizzi righe 400-430: controllo validità sigle righe 440-520: lettura lìIe righe 530-560: inizializzazione variabili righe 570-630: caricamento tabella provincie Dopo aver richiamato illìle NN$ sul quale effettuare la ricerca (riga 100), si procede ad una serie di inizializzazioni (riga 530) e cioè: dimensionamento della tabella P$ delle sigle delle provincie, della variabile S3 che rappresenta il numero del campo del singolo record il;1cui è posta la sigla della provincia, della variabile B$ che ci consentirà il salto di etichetta. Carichiamo poi la tabella P$ con le sigle delle 95 provincie che abbiamo posto in ordine alfabetico nelle righe riservate ai DATA (righe 570-630). Una volta letto il lìIe (righe 440-520), appare il menu già descritto che attende come unico input la sigla della provincia. Per uscire dal programma basterà impostare la sigla "ZZ" (riga 190). Una volta immessa la sigla della provincia Q$ (riga 180), si procede, con la routine di controllo validità sigla (righe 400-430), a verificare che essa sia presente nella tabella P$, caricata all'inizio del programma. Uno dei problemi più diffusi, infatti, nelle routine di input dei dati è rappresentato dal controllo di validità del dato immesso. Nel nostro caso, poiché dovremo fare una selezione per provincie e quindi il nostro input sarà costituito da una semplice sigla, il controllo sarà affidato all'esecuzione di una routine molto semplice e veloce che, scorrendo la tabella P$, confronterà Q$ con ogni elemento della tabella stessa, fermandosi nel momento in cui Q$ sarà riconosciuta eguale ad una delle stringhe caricate in P$. In assenza della routine di controllo, il programma riconoscerebbe come valida una sigla inesistente e proseguirebbe nel ricercarla, senza risultato, fra i dati presenti nell'archivio, con un inutile dispendio di tempo. Se il loop di controllo si esaurisce senza che si sia trovata la sigla (riga 420) compare per qualche secondo il messaggio "Provincia inesistente" e la richiesta di una nuova sigla. Se, invece, la sigla è valida avremo anche, come informazione supplementare, il numero, NP, della posizione che essa occupa nella tabella P$ (riga 210). Immessa la sigla e controllata la sua validità, non resta che estrarre dall'archivio gli indirizzi corrispondenti e comporre in MCmicrocomputer

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AO, AL, AH, AO, AR, AP, AT, AV, BA, BL BN, BO, BO, BZ, BS, BR~CA, CL CB, CE, CT, CZ, CH, CO

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CS, CR, CN, EN, FE, F L FG, FO, FR, GE

620 630 640

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GO, GR, Hl, 15, AQ~SP, LT, LE, LI. LU, NC. MN, r'1S, MT NE, t'1L MO, NA~NO, HU, OR, PO, PA~ PR PV, PG, PS, PE. PC, P I, PT, PN, PZ, RG, RA, Re, RE, R l, Rt1

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DATA

RO, SA, 55,

660 670 680

DATA TO, TP, n~, TV, TS, UO, VA, VE, VC, VR, VI. VT RETURH FOR K e TO 999: NEXT RETURN

5V, S L SR, SO, TA, TE, TR

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Figura 2

maniera corretta le righe di stampa delle etichette. Il loop di ricerca sigle, molto semplice, consiste nello scorrimento qi tutto l'archivio (riga 240), relativamente al solo campo contenente la provincia (riga 250). Se si verifica la condizione di riga 250, e cioè che la sigla Q$ ricercata corrisponde a quella presente nel campo n03 del record, viene eseguito il rinvio alla subroutine di composizione della riga di stampa. Poiché abbiamo, sul nostro tipo di carta, due etichette per ogni posizione e ogni indirizzo è composto di tre righe, ogni riga di stampa dovrà contenere i dati relativi a due indirizzi diversi (vedi fig. l). In questo senso parliamo di "composizione" delle righe di stampa. A questo scopo ricorriamo alla variabile SW che se è posta uguale a zero indica che stiamo componendo la parte sinistra, o meglio l'indirizzo dispari della riga (riga 320). Successivamente (riga 330) SW viene reso uguale ad uno, in modo che il successivo indirizzo venga riconosciuto come pari e quindi come parte destra della riga. Vengono formate così (riga 340-360), come somma di stringhe, le tre righe di stampa, inserendo un numero adatto di blank al fine di consentire un salto preciso dalla etichetta di sinistra alla etichetta di destra. Realizzate e stampate così le tre righe R I$, R2$, R3$, passiamo alle etichette successive con il salto riga, SW viene posto eguale a zero e le tre variabili di stringa vengono annullate (riga 390), pronte a ricevere altri dati. C'è da notare, infine, che se gli indirizzi da stampare risultano di numero dispari, cioè se, terminato illoop di ricerca (righe 240260), resta una riga composta per metà, quindi con SW = I, quest'ultima viene stampata in ogni caso (riga 270). Con la riga 280, otteniamo lo spegnimento della stampante (che avevamo inizializzato con la riga 220), il messaggio "Fine ricerca" e il ritorno al menu iniziale. Me

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a cura di A"drea de Prisco

RUBIK·Vle 1/ micidiale rompicapo def!,1i{IIllIi 'SO, ill arie "CIIho Maf!,ico", è ormlli dil'e11falOiamiliare a tlltti: al mOlldo lIe esistollo of!,f!,i più di :lO.OOO.OOO di esemplari. 1/ suo f!,elliale illI'elllol'e, l'architetto IIIIf!,herese Emo Rllhik, prima di accorf!,ersi di {/l'ere per le mlllli 1111 alfàre da miliardi IIS{/l'lI il suo (aI/orli IIl1ico.') cllho per spief!,are lIf!,1i studellti IIl1i.'ersitari prohlemi di f!,eomelria tl'idimellsiollale. Sparsi per 111110 ilmolldo, of!,f!,i i cllhi stallllo ./àcelldo o IWllllo/àllo scel'l'el/are gellte di qllalsiasi etlÌ, ra~~a, ses.m. Perdere del/e ore COliil cllho di Rllhik: lI{m si sa perché, IIW qllesto straordinario plI~~/e IIIIf!,herese ha qllolcoso di molla IOrle che

al'rae. Chi lo l'ede per lo prima l'Olta, ollre ad illlI{IIllOrarselle sllhilO per la sila "hel/e~~lI nascosta", qllosi senlpre,

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delltro di sè: 'jàcilissimo"". Ma appella {o prellde ill malia call/hio idea .. C'è da l'l'ero da ill/p{c~ire,e si l'ill/olle li a "s('lIhel-

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1ll!r\'()SO.

A ljlll'S/O PlIlllo () ci si l' riuscili. () non si }lorrò pùì selltir parlare di cllhi magici l'l'I' il resto deI/li l'ita. Ma ,; proprio talllo difficile l'isoll'ere il cllho di Rllhik?:'

IL CUBO E L'UOMO: la risoluzione Il proccdimcnto

più semplice per riordinare

prire degli operatori capaci di effettuare delle semplici trasformazioni del cubo, come lo scambio a tre di pezzi bieolore o tricolore, lasciando invariato il resto. Applicando infalli più volte questi operatori. si riesce a riportare ogni mattoneino al proprio posto in pochi minuti. Purtroppo per scoprire gli operatori non esistono metodi matematici. ma ci vuole un po' di fortuna. Il sistema comunque non è difficile: si parte dal cubo con le 6 facce in ordine. muovendo queste ultime quasi-a-easo, prendendo nota dei movimento che si stanno compiendo. Il "CJuasia-caso" vuoi dire che bisogna essere un po' simmetrici (ma non troppo) nei movimenti; ad esempio: due in giù. uno a destra. due in sù. uno a sinistra. ecc. Se siete l'ort una ti, è proba bi le che. dopo 10-15 di queste mosse, si siano scambiati tra loro tre o quallro malloncini lasciando invariato il resto. Avetc trovato il vostro primo operatore. Se ciò non accade siete sulla cattiva strada, ma continuate. Riportate a posto il cubo ripetendo al contrario esallamentc le stessc mossc (o smontandolo sc avete perso il conto) e riprova te gencrando una nuova serie di movimenti "Random'·. Sempre dalla teoria dei gruppi. vcngono altre

dimostrazioni che permcttono di stabilire quali operatori usare per risolvere il cubo. Per esempio non esiste aleun operatore che scambia due mattoncini fra di loro lasciando invariato il resto, così come non si può cambiare orientamento ad uno solo di essi. Fortunatamente ciò significa anche che per quanto mischieremo le facce, non ci eapitenì mai di aver bisogno di uno di questi operatori "impossibili". A palio però che nessuno si diverta a smontare il cubo e a ricostruirlo posizionando a casaecio i vari pezzi: potrebbe non essere più possibile riordinarlo senza smontarlo di nuovo. Per risolvere il cubo con una certa facilità ci vogliono almeno 4 operatori: lo scambio in rotazione di tre angoli (malloncini tricolore), lo scambio in rotazione di tre pezzi bicolore. più altri due alli a far variare orientamento ma non posizione ai pezzi sopra menzionati. Con meno di quallro operatori, risolvere il cubo diventa un po' più complicato ma non impossibile. Di fallO il programma presentato sfrulla appunto degli operatori per risolvere interamente il cubo. Comincia col ricostruirsi la prima faccia, l'arancio. per poi sistemare la cintura laterale e infine la rossa. dove appunto vengono usati degli operatori. La lista completa di questi ultimi è riportata nel riquadro a pagina 70.

IL CUBO E IL COMPUTER: il modello Far "seubellare" un computer è più complicato di quanto sembra. Il problema. infalli. non è tanto quello della risoluzione. che come vedremo è molto semplice, ma q uanto q uello di trovare un modello matematico o quasi matematico che assomigli al cubo in tullO e per tutto. Ciò

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Cuho di Ruhi/.:.

sei facce del cubo è certamente quello di leggere le istruzioni sui tanti libri che trallano appunto della risoluzione del puzzle. Ma è anche il meno "gratificante". Per i meno "scansafatiche" vi sono altre vie, Si va dalla teoria algebriea dei gruppi. con la quale sono state l'alle ~arie dimostrazioni sulle proprietà del cubo. sino al sistema "intuito più fortuna" che ha permesso a moltissime personc di riuscire a risolvere da soli il cubo senza barare tramite pubblicazioni varie. È stato dimostrato, ad esempio, che qualsiasi cubo in disordine, con soli 16 movimenti singoli delle facce torna a posto. Basta solo scegliere tra miliardi di varianti le mosse che servono. La cosa non è affallo semplice. Un computer capace di analizzare in un secondo 100 mosse tra le possibili impiegherebbe a selezionare. per tentativi. le 16 giuste circa 100.000.000 di anni. Purtroppo non è stato ancora scoperto aleun metodo matematico per determinare le mosse risolutriei senza andarle a cercare a tentoni. Il metodo "intuito più fortuna" sta nello sco-

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signilica anchc chc deve avere le stesse proprielà algebriche. La soluLione che ho ritenuto migliore è stata quella di rappresentare il cubo in memoria. guardacaso. come un array tridimensionale di lato tre. Inoltre ogni elemento. di tipo stringa. conliene un codice per la biunivoca identificazione di un ben preciso mattoncino. Ad esempio. il pezzo Rosso- Verde-Giallo è rappresentato dalla stringa "RVG". Fin qui tutto nonmtle. anzi qualcuno si sanì pure chiesto dove è tutta questa complicazione. Lo accontento subito. Il complicato sta nel fallO che ogni mattoncino si può trovare nella slessa posizione con diversi orientamenti. Quindi la rappresentazione in memoria di un determinato mattoncino non è unica. Si è cosi pensato alle permutazioni cicliche di ogni stringa a seconda deIrorientamento del mattoncino corrispondente. In parole più semplici se il pezzo Rosso-Verde-Giallo cambia orientamento. ali' interno deIrarray avrà come sua rappresentazione la stringa "VRG" o "GVR" a seconda dell'orientamento stesso. Inoltre è stato necessario definire per

ogni elemento deIrarray quale dei colori rappresentati fosse sulla faccia XXX. quale sulla faccia YYY. A ciò si aggiunge che. quando si ruola una faccia. oltre a spostare in senso orario o allliorario i contenuti delle celle relative ai maltoncini spostati. bisogna per ognuno di essi effettuare le dovute modifiche dato che anche l'orientamento cambia. Mi rendo conto che non è del tutto intuitivo ciò che ho appena detto. Un esempio pratico chiarinì tutti i dubbi. Prendete in mano un cubo ordinato. Posizionateio in modo da avere la faceia arancio in alto, il bianco avanti e il blu alla vostra destra. osservale il mattoncino Arancio-Blu-Giallo. Come vedete il colore arancio di quel pezzo è rivolto verso l'allo. Provale ora a ruotare la faccia blu in senso antiorario. lasciando fermo il resto del cubo. In pratica il mattoncino Arancio-Blu-Giallo ora si trova davanli a voi. sulla faccia bianca. L'arancio di questo mattoncino non è più rivolto verso l'allO. ma è rivolto verso di voi. Senza dirvi nulla quell'angolo ha cambialo orienlamenlo oltre che posizione. Queslo dere accadere anche nel-

l'array

contenuto

in memoria.

Tutto qui.

IL CUBO E IL COMPUTER: note al programma La risoluzione del cubo di Rubik, da parte di un calcolatore. non pone particolari problemi una volta definito un ben preciso modello. Buona parte del programma serve app'unto per simulare quest'ultimo. Tutto il resto, dalla linea 1440 in poi. serve per riordinare le sei facce. Funziona praticamente cosi: di ogni mattoncino il programma conosce qual è il posto che dovnì occupare e tramite la rouline 1230 qual è la sua attuale posizione. Quindi, in definitiva, se un delerminato pezzo è nella posizione XYl le mosse da effettuare saranno ABCD .. etc, se invece è nella posizione X'Y'l' le mosse saranno EFGH ... elc, e cosi via per lutti i casi possibili. Nel riquadro sono descritti gli operatori usati nel programma. Vorrei a questo punto precisare un particolare ahbastanza importante: il programma è rife-

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Software

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GLI OPERATORI USATI DAL PROGRAMMA Il sistema utilizzato nel programma per riordinare le facce del cubo di Rubik è detto: "pozzo di scarico". Grazie a questo metodo è possibile applicare un numero minimo di operatori in corrispondenza a un numero abbastanza cospicuo di mosse ragionate, ossia non troppo meccaniche e ripetitive. Il procedimento consiste nel riordinare dapprima una qualsiasi faccia, avendo però l'accortezza di lasciare fuori posto uno dei quattro angoli (mattoncini tricolore). Dopo questa elementare fase, attraverso il "pozzo di scarico" rappresentato per l'appunto dall'angolo mancante sulla prima faccia, è possibile sistemare facilmente tutti i quattro pezzi della cintura laterale. Solo da questo momento, quando ormai più della metà dei

70

mattoncini è a posto, è d'obbligo l'uso degli operatori. Nel disegno del cubo, a sinistra, si notano dei numeri che individuano dei mattoncini e delle lettere con relative frecce che individuano rispettivamente delle "fette" di cubo e il loro verso di rotazione +. Il primo operatore consta di 8 movimenti che scambiano i mattoncini 1,7,9 fra di loro: D+,C-,F-,C+,D-,C-,F+,C+. Un altro operatore usato scambia tra di loro i pezzi 4,6,8 ed è formato dai movimenti: E+ ,E+,G-,E+ ,G-,G-,E-,G-,E-,E-. Il terzo operatore cambia orientamento ma non posizione ai pezzi 6 e 8: E+,G-,E-,G-,G-, E+ ,G-,E+ ,G-,E + ,G-,G-,E-,G-,E +,E +; mentre il quarto serve per variare l'orientamento ai pezzi 2 e 8: E-,G-, E-, G-,E-,G-, E-,G-,E+,G + ,E+ ,G + ,E+,G +,E + ,G+. L'ultimo operatore (di MonteleoneCavalcanti) provvede a far cambiare orientamento agli angoli. È un po' macchinoso, ma si è dimostrato il migliore da inserire nel programma. Ogni angolo da ruotare va pri;na portato al posto del pezzo 7: operazione più che mai semplice poiché si ottiene ruotando soltanto di 90 o 180 gradi la faccia superiore. A questo punto si applica la serie di movimento: D-,C-,D+,C+,D-,C-,D+, C +. Apparentemente, dopo questa serie di mosse il cubo si è mischiato: niente paura, continuate a ruotare gli altri angoli fuori posto della stessa faccia, ricordandovi di posizionare prima ogni pezzo sul 7 e poi applicando l'operatore. Quando avrete sistemato tutti gli angoli della faccia, il vostro cubo sarà ritornato a posto cosÌ come l'avevate lasciato prima di correggere l'orientamento di questi ultimi pezzi.

Vie 20

rito al cubo originale di Mondadori. Quest'ultimo, rispetto ai numerosi "Made in Taiwan", oltre ad essere più bello e più affidabile meccanicamente, ha i colori originali e sistemati nella "giusta" posizione, ossia il verde contrapposto al blu, l'arancio contrapposto al rosso, il bianco al giallo. Inoltre, per una limitazione imposta dal VIC-20 che non dispone dei caratteri arancio, ho dovuto sostituire nella visualizzazione del cubo questo colore con il colore viola. In ogni caso però, le mosse visualizzate fanno preciso riferimento alla colorazione originale. Facciamo partire ora l'esecuzione del programma. Avrete notato che il VIC-20 da solo non basta: ha bisogno di almeno 8K in più per ospitare tutte le linee. È bene precisare ancora che per faccia color XXX si intende quella faccia che ha il quadratino centrale del colore XXX. La prima cosa che il programma chiede è se si vuoi dare in ingresso un cubo già mischiato. In caso negativo viene automaticamente caricato in memoria un cubo a "posto". In caso positivo bisogna, per ciascuna delle facce, dargli i colori dei singoli quadratini, orientando il cubo come richiede il computer e nell'ordine indicato dalla freccia visualizzata sullo schermo. Per "inputare" i colori si utilizzano i tasti-colore non preceduti da CTRL, ricordando che l'arancio va chiamato Purple. Fatta questa operazione per le sei facce, il computer chiede se si vuole ulteriormente mischiare il cubo. Subito dopo inizia la risoluzione del Puzzle con l'elenco dei movimenti da effettuare. Per poter seguire l'evolversi del riordino, oltre che sullo schermo, anche con un cubo in mano, il programma si arresta ogni serie di mosse (ma x 8) e continua schiacciando qualsiasi tasto. Un'ultima avvertenza: attenti a non sbagliare l'input: i cubi con qualche colore in più o in meno non si possono riordinare. Buon divertimento! •

MCmicrocomputer

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alla scoperta della grafica ATARI a cura di Fernando Marucci

Questo è il primo di una serie di articoli che tralleranno della grafica Atari. L'intento è di rendere comprensibili allellore isojìsticati meccanismi allraverso i quali questa macchina riesce, perlomeno nella grafica, ad ottenere risultati nel1amente superiori a quelli ollenibili con la maggior parte degli altri computer della sua categoria. Purtroppo, il manuale in dotazione non solo è piul1osto "sfuggente" nella sezione relativa alla grajìca, ma alcune caralleristiche e possibilità di notevole interesse sono addiril1ura ignorate. Cercheremo dunque non solo di colmare queste lacune, ma anche di aprire nuove possibilità ai lellori utenti di computer Atari. Cominciamo col descrivere, almeno nelle linee generali, l'organizzazione della grafica della macchina. Più avanti, sempre in questa stessa puntata, presenteremo dei programmi che utilizzano funzioni non riportate nel manuale.

I clip specializzati: ANTIC, CTIA, POKEY L'Atari

(400/800)

possiede

nel suo interno,

a differenza

di

ANTIC DMA (accesso diretto in memoria) MI (non maskable interrupt) VerI. e Hor. fine scrolling control Light Pen position registers Vertical line counter WSYNC (wait for hor. sync.) CTIA o GTIA Controllo di priorità (oggetti sovrapposti) Controllo di colore/ luminosità (colori e luminosità assegnati a tutti gli oggetti inclusi quelli del DMA provenienti dallo ANTIC) Players e missile oggetti (4 giocatori e 4 missili) Registri Grafici Controllo grandezza dei Players /missile Controllo posizione Hor. Players /missile Controllo di collisione fra qualunque oggetto. Switch e trigger (varie funzioni I/O) POKEY Scansione della tastiera a controllo Porte seriali di comunicazioni (bidirezionali) Scansione potenziometri «paddles) digitalizzazione di 8 indipendenti potenziometri) Generazione Audio (4 canali) Timer IRQ (maskable) richiesta di interruzione per le periferiche. Generazione numeri casuali. PIA Lettura e scrittura dei jack di controllo (Joystick) Controllo delle periferiche e interruzione di linee. IRQ (maskable) controllo di interruzione per le periferiche. Tabella 1 - Principali funzioni dei chip specializzati degli Atari 400/800.

MCmicrocomputer 11

molte altre macchine consorelle, oltre la CPU (una 6502) tre chip a larga scala specializzati per la grafica e per il suono. I nomi di questi LMS sono in ordine decrescente di importanza: l'Antic, il Ctia, il Pokey. Le funzioni di ognuno di essi sono riportate nella tabella l. Molte delle funzioni che figurano nella tabella l vi saranno per ora incomprensibili, ma saranno più tardi trattate. L'Antic e il CTIA generano sullo schermo televisivo display alla velocità di 50 riquadri al secondo. Ogni riquadro consiste di 320 linee orizzontali e ogni linea è di 228 Color Clocks (Il color c10cks è l'unità di lunghezza di linea). Il Microprocessore 6502 gira a 1,79 MHz; questa velocità è stata calcolata in modo che ogni ciclo macchina corrisponda a 2 Color Clocks. Un Color Clocks ha più o meno lo spessore di 2 linee TV. In ogni modo grafico il display (TV o Monitor) è diviso in tanti piccoli quadretti o rettangoli chiamati PIXEL.

MODI BASIC

O I 2 3 4 5 6 7 8 9

Larg. in Color Clocks

Spesso in linee scansione

Display

1/2 1

8 8 16 8 4 4 2 2 1

CARATTERI CARATTERI CARATTERI GRAFICA GRAFICA GRAFICA GRAFICA GRAFICA GRAFICA GRAFICA GRAFICA GRAFICA

I 4 2 2

I

-

IO Il

I 1/2 4 4 4

I I l

Nota: le grafiche 9-10-11 sono presenti GTIA invece del CTIA.

solo se il Computer

monta

il

Tabella 2 - Grandezza dei Plxel per i vari modi grafici dell'Atarl 400/800.

Nella massima risoluzione un Pixel ha una larghezza di 1/2 Color Clocks e uno spessore di l linea TV. Nella Tabella 2 sono descritte le grandezze dei Pixel per ogni modo grafico Basic. I modi grafici descritti nella tabella 2 sono quelli sopportati dal Basic, ma non sono gli unici. Come potete infatti vedere infatti nella Tabella 3 dove sono riportate le risoluzioni verticali e orizzontali e i colori sopportati per ogni modo grafico, compaiono 6 nuovi modi che non sono possibili con il Basic ma che derivano dall'ANTIC. I modi ANTIC, come vedremo in un prossimo articolo, derivano da istruzioni che vengono date all' ANTIC stesso e che vengono definite nel loro complesso come DISPLA Y LIST.

73


So/fUO/'('

Ilor;

----

Righe

MODO Antic -

--

2

Basic Full ---

O

-' 4 5 6 7 8 9

2

IO Il

5 6

I

4-'

12

'-' 14

7

15

8 9 IO Il

Horiu. Split

---

24 20 24 12 24 12 24 48 48 96 192 96 192 192 192 192 192

--

24 24 24 12 20 IO

20 40 40 80 160 80 160 160 192 192 192

Colori N° Pixels Contemp. ------

40 40 40 40 20 20 40 80 80 160 160 160 160 -'20 80 80 80

--

. .I-I 2

I-I 2 4 4 5 5 4 2 4 2 2 4 4 I-I 2 1'161um. 991um. 16 I lum.

Mcm. Richiesta in Bvtc

REGISTRI DI COLORE

VALORI DI COLORE/LUMINOSITÀ

Colar

-----

------

960 760 960 480 480 240 240 480 960 1920 -'840 -'840 7680 7680

Reg. Hardware

O.S.

Colore

valore decimale min.Lum. max.Lum.

5-'256 5-'257 5-'258 53259 5-'260 5-'261

704 705 706 707 708 709 710 711 712

Grigio Oro Arancio Rosso arano Rosa Porpora Porp. hlu Blu Blu Blu chiaro Turchcse Verde-hlu Verde Giallo-vcr. Verde-A ran. Arancio-eh.

-

2 4-' 5 6 7 8 9

53262

5-'263 53264

-----

O 16 -'2 48 64 80 96 112 128 144 160 176 192 208 224 240

15 -'I

47 6-' 79 95 111 127 14-' 159 175 191 207 22-' 2-'9 255

----

I colorc c I

IUll1inosit(Ì.

Tabella 3 - Risoluzione per modi grafici BASIC e ANTIC.

CTIA

O

GTlA'!

Ora. dopo a\'cr visto le tabelle 2 e 3 vi starete sicuramente chiedendo da dove siano venuti fuori i modi grafici 9. IOe Il e se il vostro Atari li possiede. Per quello che riguarda la prima domanda la risposta è abbastan7a facile: esistono due versioni del\"Atari. una che monta il CTIA c una con il GTIA. 1\ GTIA è evidentemente una versione potenziata del CTIA e stranamente non viene montata in tutti gli Atari. Quindi a questo punto si pone il secondo interrogativo: la vostra macchina è dotata di questo fantomatieo chip? esiste un solo modo per rispondere: provare i programmi che ,cguono. Incrociatc le dita e provate: Disegniamo dei cilindri in chiaroscuro IO GRAPHICS 9 20 SETCOLOR 4,3,O(azzeriamo il baekground su colore arancio e luminosità O) 30 FOR X = I TO 60(X si può muovere da O a 79) 40 FOR Y = I TO 60(Y si può muovere da O a 191) 50 COLOR X (Colar O è la gradazione più scura Colar 15 la più chiara colar 16 è uguale a colar O) 60 PLOT X,Y 70 NEXT Y:NEXT X 80 GOTO 80 Ora se il nostro Atari è dotato del GTIA dovremmo ottenere dei cilindri sfumati che partono da sinistra con un arancio per arrivare a destra dopo 15 linee ad un arancio luminosissimo. Se volete potete provare a sostituire il secondo termine del SETCOLOR eon un numero che va da Oa 15: dovreste ottenere le sfumature per ognuno dei sedici colori a disposizione della macchina. Se il vostro programma non funziona, perchè il vostro Atari non è provvisto del GTIA, potete provare a mettervi in contatto con la Adveico che possiede l'esclusiva del\"Atari in Italia e chiedere notiLie su una eventuale sostituzione. Comunque posso informarvi, che da quello che mi risulta gli Atari distribuiti dalla i\dveico sono provvisti di GTIi\. Ritornando alla nostra grafica 9 possiamo dire qualcos·allro. Nel programmino precedente il valore di luminanza determinata dal valore del Colar è stata data automaticamente in un loop di FOR NEXT in cui c'era una X che si muoveva da I a 60. È evidente ehe nel caso si vogliano ottenere effetti più spettacolari dovremo. prima di ogni istruzione PLOT e DRA WTO. definire con il COLOR la luminanza della linea o del\"area che 74

Tabella

Tabella

4

5

vogliamo tracciare; questo lo potremo fare per sediei livelli di iuminanza, cosi da definire ombre e chiaroscuri. Pensate ad esempio ad un parallelepipedo vieino ad un cubo la cui ombra venga proiettata sul piano su cui poggiano.

Grafica

IO

In questo modo è possibile definire 9 colori e 9 livelli di luminanza. La definizione è la stessa della grafica 9 (80 x 192). Per definire i colori useremo i seguenti step: I) Graphics IO 2) Si definiscono i colori con una serie di POK E nei registri di colore che figurano nella tabella 4, introducendo dei valori decimali che definiscono colore luminosità secondo la tabella 5. 3) Si combinano i vari POKE con dei comandi SETCOLOR per definire i colori nei vari registri. 4) Si usa il comando COLOR per selezionare il registro di colore desiderato.

Grafica

Il

Con la grafica Il possiamo ottenere 16 colori contemporanei ad un solo livello di luminanza. Proviamo adesso a scrivere un programma analogo a quello precedente: IO GRAPHICS Il 20 SETCOLOR 4, O, 8 (azzeriamo a O il colore del background con luminosità 8) 30 FOR X = I TO 60 40 FOR Y = I TO 60 50 COLOR X 60 PLOT X.Y 70 NEXT Y:NEXT X 80 GOTO 80 Anche in questo caso avremo una serie di strisce discendenti che si muoveranno da Y = I a Y = 60 e che avranno per ogni valore di X un colore diverso. Ogni volta che X avrà contati i primi sedici valori i colori si ripeteranno dal COLOR I al 15. Se volete provare a cambiare la forma e i colori del disegno precedente provate a cambiare le seguenti istruzioni: 30 FOR X = OTO 60; 50 COLOR (X,Y)/I00, otterrete una specie di arco colorato. Ora proviamo a scrivere un programma che ci permette di disegnare col joystick in grafica Il e di cambiare colore semplieeMCmlcrocomputer

11


SO/Il

l'afe

AlOr;

10 A=O 20 GR.11:SETCOLOR 4,0,9 30 X=O:Y=O 40 IF STICK(O) 7 THEN X=X+1 50 IF STICK(O) 11 THEN X=X-1 60 IF STICK(O) 13 THEN Y=Y+1 70 IF STICK(O) 14 THEN Y=Y-1 80 IF STICK(O) 5 THEN X=X+1:Y=Y+1 90 IF STICK(O) 9 THEN X=X-1:Y=Y+1 100 IF STICK(O) = 10 THEN X=X-1:Y=Y-1 110 IF STICK(O) = 6 THEN X=X+1:Y=Y-1 120 IF STRIG(O)=O THEN A=A+10:C=A/10 130 IF Y>191 THEN Y=O 140 IF Y<O THEN Y=191 150 IF X>79 THEN x=o 160 IF X<O THEN X=79 170 COLOR C 180 PLOT X,Y 190 GOTO 40

Versione

5 X=O:Y=O 10 A=O 20 GRAPHICS 11 30 SETCOLOR 4,0,8 40 PLOT X,Y 50 IF STRIG(O)=O THEN A=A+10:C=A/10 60 Z=STlCK(O) 70 X=X+( (Z=5)+(Z=71+(Z=6» 80 X=X-«Z=10)+(Z=11)+(Z=9» 90 IF X<O OR X>79 THEN X=79*(X>79) 100 Y=Y+«Z=5)+(Z=9)+(Z=13» 110 Y=Y-«Z=6)+(Z=14)+(Z=10» 120 IF Y<O OR Y>191 THEN Y=191*(Y>191) 130 COLOR C 140 GOTO 40

Versione

r

~-=_~.uouo

'0.

o.c~

••.•.......••RAMTCP

B

A L..,c:-Nc:-, Z::"C'C"::O,--d-::'--l----

Figura I - Due l'('rsioni rosso.

del pro~,.al1llJ/a

per disegnare

sul/o scll(TIJIO con il joysfic/..:. ('amhiol/do

mente pigiando il pulsante rosso. Il listato è riportato, in due versioni, nella lìgura I. La versione B mostra, tra l'altro, una più solìsticata gestione dei test logici.

Parliamo di caratteri Abbiamo precedentemente visto che i modi gralìci sopportati dal Basic sono 9, mentre quelli dell'ANTIC sono 14. I modi Basic dall' I all'8 hanno lo SPLIT SCREEN (lìnestra gralìca) che può essere trasformato in FULL SCREEN semplicemente aggiungendo 16 al modo gralìco. l modi I e 2 sono modi testo e sopportano 5 colori contemporaneamente. Nel modo l i caratteri hanno una larghezza doppia di quelli in modo O; quelli in modo 2 sono invece doppi sia in larghezza che in altezza sempre rispetto a quelli in modo O. Ora se voi avete provato, seguendo il manuale, a colorare i caratteri del modo I o 2 e vi siete trovati di fronte ad uno schermo pieno di cuori, o se avete trovato diflìcoltà ad utilizzare i cinque colori disponibili in questi modi, continuate a leggere questo articolo. La soluzione di questi problemi sarà discussa e risolta.

Create dei blank Ci sono due strade per creare degli spazi bianchi (eliminare cioè i cuori). I) Dare ad uno dei registri di colore disponibili il valore del colore di fondo (background), e procedere plottando gli altri caratteri colorati con i rimanenti registri. Questa è la soluzione più semplice. Il programmino che segue l'illustra. 100 GRAPHICS I:POKE 756,226 120 ?"QUESTO È QUELLO CHE OTTIENI QUANDO INTRODUCI 226 NELLA LOCAZIONE 756 IN GRAFICA l'' 130 FOR WAIT = I TO 2000:NEXT WAIT 140SETCOLOR O,O,O:REM POSIZIONIAMO IL REGISTRO DI FONDO ALLO STESSO COLORE DEL FONDO 150 ?"QUESTO È QUELLO CHE OTTIENI QUANDO UN REGISTRO DI COLORE È POSIZIONATO SULLO STESSO COLORE DEL FONDO" 160 FOR WAIT = I TO 2000 :NEXT WAIT Il secondo metodo per creare spazi bianchi richiede più lavoro ma è compensato dal risultato. In pratica si tratta di ridelìnire un carattere. Inizialmente il metodo può sembrare complesso, ma ho scoperto che una volta che si è capito il meccanismo non ci sono grandi diflìcoltà. ed oltretutto si apre una porta sul controllo MCmlcrocomputer 11

l'%re

quando si preme il pu/saJl/e

o

MEMORIA

Figura 2

gralìco e sulle possibilità creative del computer. È importante sapere che uno o più caratteri possono essere ridelìniti senza per questo dover ridelìnire l'intero set. I passi per procedere con il BASIC alla ridelìnizione dei caratteri sono i seguenti: I) Dobbiamo trovare uno spazio nella RAM in cui trasferire il set di caratteri. La RAMTOP rappresenta la lìne lìsica dell'area RAM accessibile all'operatore. L'area immediatamente sopra la RAMTOP è una read only memory (ROM) e contiene permanentemente programmi e dati che non possono essere cambiati (vedi lìg. 2). Il sistema operativo, ad esempio, è immagazzinato là. Il sistema operativo sarà ingannato nel pensare che meno memoria RAM è disponibile, e cosi noi possiamo custodire il nostro nuovo set di caratteri dall'essere cambiato o cancellato immagazzinandolo in questa area.

PRIMO PASSO Riserva memoria per i11l1l0VOset di caratteri Le gralìche I e 2 richiedono 512 byte o due pagine per ridelìnire i caratteri. Nel modo abbiamo bisogno invece di 1024 byte o di 4 pagine per ridelìnirli. Introduciamo con una istruzione POK E nella RA MTOP (toc. 106), il valore letto con il comando PEEK della stessa locazione sottratta di 2 pagine.

°

SECONDO PASSO Travasiamo il set di caratteri contenuti nella RO M nella se::ione di RA M che abbiamo riservato. Questo si effettua facilmente con un loop FORJN EXT dentro il quale leggiamo con un PEEK l'area dei caratteri della ROM e con un POKE l'introduciamo nell'area riservata di RAM Per il set di caratteri che contiene le lettere maiuscole la locazione di partenza nella ROM è la 57344, il set alternativo è contenuto a partire dalla locazione 57856.

TERZO PASSO Informiamo il sistema operativo dove deve andare a prendere il nuovo set di caratteri con una istruzione PO KE 756,X dove X è ilnuovo indiri::zo di inizio della RA M che contiene il set. Ogni volta che una nuova istruzione gralìca è introdotta o è eseguito un SYSTEM RESET il valore della locazione 756 diventa automaticamente 224 (valore standard) che rappresenta il valore di inizio del vecchio set di caratteri contenuti nella ROM, cosicché conviene far seguire ad ogni istruzione gralìca il comando POKE 756,X, in modo che il sistema operativo vada a "pescare" ogni volta il nuovo set nella RAM e non nella ROM.

75


.So/iwarc A fflri

QUARTO PASSO ridejìniamo i caralteri. Per ridefinire un carattere si usano 8 bit di memoria. Quindi otto zeri devono essere introdotti per creare lo spazio per un carattere. Dal momento che il primo carattere che s'incontra in questo set è il cuore, è il più facile da sostituire. Se ora noi introduciamo otto zeri nei primi otto bit avremo uno spazio libero. Il motivo per cui utilizzando la grafica l e 2 lo schermo si riempie di cuori è che il cuorc è immagazzinato nella stessa relativa posizione come spazi bianchi negli altri set di caratteri. Con questo ultimo passo abbiamo eliminato i cuori e creato uno spazio bianco. Ora siamo pronti ad assegnare colori e posizioni ai caratteri.

Colori e posizioni Ci sono due metodi: possiamo usare le istruzioni POSITION e PRINT o il COLOR e il PLOT. L'uso del COLOR è meno chiarodi quello del POSITION e del PRINT. I numeri del codice ASCII che corrispondono ai colori ed ai caratteri devono essere ottenuti attraverso sperimentazioni, comunque ne parleremo in un prossimo articolo. Per prima cosa i colori scelti si memorizzano nei registri di colore (IO termine del SETCOLOR). Scrivendo ad esempio SETCOLOR O, 1,8 memorizziamo il colore giallo oro a media luminosità nel registro O. Fatto questo si va a cercare il carattere che si vuole scrivere (una freccia rivolta in alto nel nostro caso) nella tabella a pago 55 del manuale del Basic Atari, e si prende nota delle cifre che lo precedono e della colonna in cui si trova. Nel nostro caso il numero è il 92 e la colonna è la terza. Ora andiamo a vedere nella tabella di pago 56 cosa si legge nel punto di incrocio tra il registro di colore usato e modo grafico, e la tabella di conversione che deve essere la stessa della colonna in cui si trovava nella tabella precedente il nostro carattere. Troveremo che all'incrocio tra il modo grafico I e il setcolor O e la colonna di conversione 3 c'è scritto "numero -32". Quindi nel nostro caso 92-32 = 60. Sessanta è il valore che dobbiamo dare al COLOR per definire quel carattere con quel colore. Il listato di figura 3 illustra la ridefinizione del carattere cuore, dopo aver creato uno spazio bianco, e l'uso del SETCOLOR e del COLOR per poter disegnare uno stesso carattere in quattro colori contemporanei (il quinto viene usato per il fondo). Una parola sulle precauzioni da prendere sull'esecuzione del programma: premere sempre il SYSTEM RESET prima dell'ese-

10 GRAPHICS 7 20 DLIST=PEEK(560)+256*PEEK(561) 30 FOR J=6 TO 84 40 POKE DLIST+J,141 50 NEXT J 60 FOR J=O TO 30 70 READ A: POKE 1536+J,A:NEXT J 80 DATA 72,138,72,238,32,6,175,32,6 90 DATA 189,0,240,141,10,212,141,26,208 100 DATA 224,79,208,5,169,0 110 DATA 141,32,6,104,170,104,64 120 POKE 512,0:POKE 513,6 130 POKE 54286,192

Fi~ura4

- LiSI del programma

10 HSCROL=54276 20 VSCROL=54277 30 GR.O:LlST 40 DLIST=PEEK(560)+256*PEEK(561) 50 POKE DLIST+10,SO 60 POKE DLIST+11,50 70 FOR Y=O TO 7 80 POKE VSCROL,Y 90 GOSUB 200 100 NEXT Y 110 FOR X=O TO 3 120 POKE HSCROL,X 130 GOSUB 200 140 NEXT X 150 GOTO 60 200 FOR J=1 TO 200 210 NEXT J: RETURN

Figura 5 - LiSI del programma

110 120 130 140 150 160 170 180 190 200

REM - l' STEP: riservare una parte di memoria RAM per il set di caratteri POKE 106,PEEK(106)-2 GRAPHICS 2+16: REM - istruzione grafica per impedire la sovrapposizione del Display List e dei caratteri REM - 2' STEP: trasferisci il set di caratteri dalla ROM alla nuova area RAM A=PEEK(106)*256 FOR 8=0 TO 511 POKE A+8,PEEK(57856+8) NEXT 8 REM - 3' STEP: istruisci il sistema operativo su dove deve cercare il nuovo set di caratteri POKE 756.PEEK(106)

210

REM -

220 230 240 250 330

FOR c=o TO 7 POKE A+C,O NEXT C REM - posiziona i registri di colore SETCOLOR 0.13,8: REM - froccia yordo SETCOLOR 1,4,8: REM - freccia rosa SETCOLOR 2,10,8: REM - froccia turchoso SETCOLOR 3.2,8: REM - froccia oro SETCOLOR 4~12,4: REM - fondo su verde scuro COLOR 60:PLOT 4,5 (in sotcolor 0,92-32) COLOR 28:PLOT 5,5 (in sotcolor 1;92-28) COLOR 188: PLOT 6.5 (in sotcolor 2;92+96) COLOR 156: PLOT 7,5 (in sotcolor 3;92+64) GOTO 420

340

350 360 370 380 390 400 410 420

4'

STEP:

cambia

Figura 3 - LiSI del programma

76

il

cuore

per la ride./fni:ione

in

uno

spazio

dei caralleri.

bianco

per il1lrodurre sullo schermo 80 colori COlll{,l1Iporan{'a-

111('1I{('.

di scrolling ori::ofltale

e verlicale.

cuzione (RUN), poichè in caso contrario il sistema continua a sottrarre pagine alla RAM fino ad interferire con la memoria del display. Suggerimenti su altri esperimenti: Ridefinire più caratteri per una più grande varietà grafica. Combinare più caratteri per forme più grandi e più complesse. Animare forme attraverso rotazioni di colori. Animare le forme attraverso ridefinizioni di figure (animali, persone ecc.) E con questo avrei teoricamente finito, ma poichè so per esperienza personale che la mentalità tipica del possessore di home computer è: "più programmi ho a disposizione più mi diverto!" vi aggiungo due listati (fig. 4 e fig. 5) che forse per ora non risulteranno molto chiari, ma che successivamente saranno svelati: il primo mostra come sia possibile introdurre sullo schermo 80 colori contemporanei con la tecnica del Display List interrupt, il secondo dimostra come ottenere uno Scrolling Orizzontale e Verticale. La prossima volta parleremo del Playersj missile Graphics, tecnica che permette di visualizzare 4 oggetti disegnati dal programmatore e 4 missili dotati ognuno di movimento indipendente e di colori diversi. Inutile dire che attraverso questa tecnica sarà possibile, una volta che si è capita perfettamente, costruire giochi di ogni tipo. Me MCmicrocomputer

11


Memoria RAM

48

~

~ P~~;~E~!ç:;HE OPZI~ - Unitd disco Inobile S" _ 8" - Stampanti seria li . Parallele . PJotter

P'oP'b Co,l tuttl l P'og,amml che Vol de';de'"te gl; 'te,,; che "gl'ano. 'u qUello che iO"e è t1 p;'; iamo,", pe"onai ame"cano vanno bene anche Pe, Lemon II, que'to ';gntf;ca compa;;1t11tà totale. Ma c'è d; Plù, la Selcom Ele;;'on;ca è un'azIenda Ital;ana, che ia11"ca;n Ital;a e cIò con'ente PCez. " anco'a pIù compe;;;;v; e Una '€Ole a";,tenza tecnIca, data dal P'odutto'e mede';mo. Un'a";'tenza che vIene data anche a colo,o, e 'o. no mol;;, che de';de'ano monta'e da 'ol; l';n';eme att'ave"o Poche, ch;a,e e 'empI;c;, ;,t'uz;on; '€Ol;zzando anco'a PIù con';'ten;;.

"''''''m;

lElttONl1

e fabbricato dalla SELCOM elettronica via lametta, 9 - 48100 ravenna _ tei- 0544-35365

!L".=.. ..-~

SII&I

PADIGLlON~6j POSTE~~~S~A D

. Tavola

grafica

- Bus di eSPansione Periferiche - I/O analogici/digitali - UScita video comPatibile

residente BASIC ESTESO OPZiona/e - Fortan - Pasca I _ Cobo) _Posgrafica a colori e SinteSi mUsicale. LingUaggiO

sibilità

DiSPonibilità

- Didattico - AppI;cativo

~

di SOFTWARE indiriZzato _ SCientifico - Gestionale

K

iffk


a cura di Paolo Galassetti

Simulatore digitale di Pier Paolo M accione - La Spe::.ia SO/IO mollO contento di poter trol'are in edicola Wl([ rirista di microcomputer come lo Vostra, questo perché non soltanto riuscite a rendere semplici, nelle spiega:::ioni, anche le cose pilì difficili ma riuscite ad essere un punto d'incol/tro e di riferimel1lo per tulli gli appassionati del sellore da Voi trallato. DellO questo, passo a presel/tar Vi il programma che Vi invio. Si tralla di 11/1 simulatore digitale che simula sulla H P 34C il comportamento delle principali porte logiche o operatori logici. Il programma simula il comportamento delle porte logiche o operatori logici phì comuni come AND, OR, NO T. NAND, NOR e anche OR esclusiro e NOR esclusivo. Gli ingressi sono uno per lo porta NOT, due per le porte OR ex e NOR ex, da due a olio per le porte AND, NAND, OR, NOR. Il numero degli ingressi é sce/to automaticamente dal numero di ingressi impostati, per esempio impos/{lndo 3 dati si avranno 3 ingressi. Perciò il numero di ingressi è uguale alnumero di dati il1lrodolli; per questo è importante impostare tUlli gli ingressi, anche quelli nulli. I dati impostati devono essere in forma hinaria cioè come O o I. Perciò ogni Simulatore 01

h

f

digitale

LBL A CLEAR REG

h

8

EEX 05

10

h

3

h h

9

h

15 h h

9 20

f 25 h

9 30

CHS STO CLX RTN LBL ISG STO RCL INT STO RTN LBL GSB DSE GTO RCL RCL x=y GTO GTO LBL GSB DSE GTO RCL

40 f I

B 45 f

78

I f

o 50 1

h

O 1

O

h

55

9 8 9 2

h h

60

2 9

h h

h

65 66 8 9

LBL GSB GTO LBL GSB GTO LBL x=O GTO GTO LBL RCL RCL x#y GTO GTO LBL GSB GTO LBL

3 1 5 4 2 5 5 8 9 6 1 2 8 9 7 6 5 8

1

O

x~y

GTO GTO

h

f (i)

1 f

h

9

h

Procedura a) Premere il tasto A per cancellare le memorie b) Impostare i valori degli ingressi: It premere B ..... I si olliene sul visO/'e il numero dell'ingresso appena impostato l] premere B .... 2

dopo avere impostato tulli gli ingressi voluti si l'a a c) c) Sele:::ionare lo porta 1'0111I0, lo corrisponden:::a tra lo porta e il tasto da premere è data SOllo: GSB I AND GSB 2 OR GSB 3 NAND GSB 4 NOR GSB 5 NOT PER IMPOSTARE IL VALORE DELL'INGRESSO GSB 6 OR ex DELLA PORTA NOT BASTA VISUALIZZARLO Simulatore

per HP 34C 35

ingresso potrà avere solamente 1.Il/O stato lo O. Dopo {/l'er impostato tulli gli ingressi desiderati si sele:::iona da programma il tipo di porta VOIUIOe si olliene l'uscita logica (O o I) di tale porta in corrisponden:::a degli ingressi impostati.

RTN LBL O RTN LBL RCL STO RCL INT STO RTN

9

O f (i)

f I

per HP 41C

t:~·LBL ' [~l' e2 CLh t13 CLF:G ~4 ;3 E-:j ~5 :::,7 J l y (11:, C~:~ ç..l7 C; t!5 ti:;' ~'T~; fj'~tLaL "D~rH~ ì ~j ARC:.. 'j i: P-ViEl~ i2 I:~;G 1(; ~3 ~;'T:)n{D 1~ 14 ~fL H~ 15 IiH 1::, S1"C ~;! 17 Riti lStLBL "~HIl" !'3 ".rHH::" 2f1.LBL .?, ~

3B "H}R" 31.Lt:~ ~32

22 I:'jE 1(; 23 GiÙ 21

51 X=~?

I

+ 9 f I

digitale

25 ~'CL 09 26 ~:=Y~'

:;4 GTU è2 35 PCL e·?

3:;: GTOn;:: 3~ G;:j ti'; 4~~.LBL ·~lHHn· 41 Sr €~5 ~2 ·HIA~;n· 43 GTù l}t 44+LBL "~(I~"

59 'it'r' 6(1

ero

~jò

E.2fLBL - E:l:r~O~'" t,3 SF f.5 64 '~EXNOR' 65 GTu e3 E,6+LBL (18 67 ~S?l: ~5 69 -j-.1.7(1 I1VIEW 7( RTli 72+LBL i39 73 FS")(: es 74 GTO Ij8

46 "HiÙR" 47 GTO e2 4~:.LBL "NOr" 4'j "Hi[iT"

se

~CL ~j~

5"3 GTO (r3 54+LBL "EXOR-

75 ·"r-.tl. ~ lE, ~V !tLJ 77 RTt1 7S-LBL (n3 79 RCL II·1I! ! e :::~ ST t 139 :31 PCL Ie 82 Itn 8.3 :;TCi !B 84 RTH 8S E~D

GSB 7 NOR ex SENZA ESEGUIRE IL PASSO h) Supponiamo di dover studiare il comportamel1lo di una porta NO R a tre ingressi c!le l'(t!gono: It =0, 1]= I. 13=0. Bisogna impostare i l'alori degli inKressi nel seguente modo: A (sel"l'e a cancellare le memorie), OB.... I, I B ..... 2, OB..... 3: ilnull7ero dopo i punt ini indica sempre il numero d'ordine del!'ingresso appena impostalO. Dopo CII'erinserito i l'alori degli ingressi si procede alla sele:::ione della porta, in questo caso NO R: c'è una corrisponden:::a tra le l'arie porte e le relative lahel deisolloprogrammi.nelnostro caso bisogn('/"à premere GSB 4 che corrisponde proprio alla porta NO R: dopo alcuni secondi di elabora:::ione apparirà il lil'ello logico dell'uscita, nel nostro caso apparirà O. Supponiamo ora di l'oler utili::::::areww porta NO T. La procedura è l17oltosemplice: si imposta il valore dell'ingresso e si/a partire il trallo di programma interessato. Se in ingresso c'è un 110 procedura è: I GSB 5, e si oltiene allafìne dell'elabora:::ione uno O. Esistono in commercio dei simulatori digitali che hanno lo scopo di mostrare in pratica il funzionamento delle logiche AND, NAND, OR, eccetera; tali simulatori sono indicati senz'altro come aiuto didattico per chi si accinge a studiare i fondamenti dell'elettronica digitale. 1\ programma proposto dal signor Maccione permette di trasformare la vostra 34C in un valido simulatore digitale. Il procedimento utilizza 9 registri dati più il registro I per l'indirizza mento indiretto; il suo funzionamento non dà problemi purché si stia attenti ad impostare i dati in modo corretto, perché il programma non prevede il controllo dei dati introdotti. 1\ passo 40 GTO 5 può essere eliminato perché non ha senso, essendo la LBL 5 situata immediatamente appresso. L'autore del programma non fa cenno, nella sua descrizione, al funzionamento delle varie routine. I dati introdotti vengono memorizzati, dall'istruzione 12 STO (i), nei registri da I a 8; ciascuna cifra O o l seguita dalla pressione del tasto B viene memorizzata in uno di questi registri, dopodiché viene automaticamente incrementato di una unità il contenuto del registro RO; al termine dell'introduzione dei dati, il registro RO contiene il numero di ingressi impostati. Per la funzione logica "and" (LBL I), chiamando n il contenuto di RO, la calcolatrice somma il contenuto dei primi n registri a partire da R l, se tale somma è uguale al contenuto di RO significa che tutti gli n ingressi hanno valore I. in tal caso viene richiamata la MCmicrocomputer

11


Software

HP,V

routine LBL 8 che provvede a visualizzare la cifra "I "; nel caso in cui non tutti gli ingressi si trovassero in condizione "I ", la somma dei valori dei loro stati sani minore di n e quindi verrà richiamata la LBL 9 a visualizzare "0". La funzione logica "OR" (LBL 2) lavora in modo analogo alla preceden te ma, anziché confron tare la somma degli ingressi con il valore di RO, questa viene confrontata con lo 0, test quest'ultimo che risulterà positivo solo se tutte le entrate hanno livello logico O. La funzione "OR ex" (LBL 6) confronta il contenuto dei registri R I e R2; se sono uguali, in uscita avremo altrimenti avremo l. Le

°

funzioni "NANO", "NOR", e" OR ex" sono ottenute dalle stesse "ANO", "OR", e "OR ex" seguite però dalla routine LBL 5 (NOT) che inverte l'uscita (dà Oal posto di I e viceversa). Per chi non ha la 34C ma vuole usare il programma sulla sua 41 C, ho provveduto a tradurre il programma del sig. Maccione nel linguaggio della 41 C. Il programma si usa nello stesso modo dell'originale, ma con la differenza che i dati via via impostati, l'operatore scelto e il livello logico dell'uscita sono rappresentati tutti sul display in un'unica stringa; in verità tale stringa è

HP 41: qualche considerazione su .... Istruzioni di salto Il principio fondamentale che anima questa rubrica è lo scambio delle idee e delle esperienze di programmazione. Senza necessariamente doveri o fare portando come esempio programmi interi, in questo angolino vorrei suggerire alcune soluzioni e idee che possono risultare utili a più d'uno nella compilazione di un programma. Noto, in molti programmi inviati dai lettori, delle istruzioni di salto alfanumeriche, per esempio GTO "ABCO", che servono a far saltare il puntatore a etichette ALPHA poste nello stesso programma; ciò non sempre è una buona soluzione, perchè un GTO ALPHA costringe il puntatore a cercare l'etichetta in tutta la memoria di programma con notevole spreco di tempo, mentre una istruzione GTO numerica

.

°

LBL "ABCO"

LB~01 • GTO~BCD

sensibilmente il tempo necessario per l'esecuzione del salto .

avrebbe dato luogo a un salto istantaneo alla label voluta. Inoltre, l'istruzione GTO numerica occupa soltanto due o tre byte di memoria (a seconda dell'indirizzo ad essa associato: 2 byte per gli indirizzi da a 15 e 3 byte per gli indirizzi da 16 a 99), mentre un GTO ALPHA occupa dai 3 ai 9 byte. Se la label alla quale si vuole inviare il puntatore è una label necessariamente alfanumerica, per esempio quella che dà il nome al programma come nell'esempio riportato in figura I, può risultare utile aggiungere appresso ad essa una label numerica e, quando necessario, indirizzare i salti a quest'ultima come illustrato nell'esempio di fig. 2. Questa soluzione, anche se apparentemente impiega una istruzione in più, consente di risparmiare nel nostro caso ben 7 byte di memoria, oltre ad accorciare

LBL"ABCO"i

~

:

6 byte

:=!!] Bt:

tU ~

tJ):.o.

1 byte

g

~

:c

GTO 01

2 byte

B

n; VJ

GTO "ABCO"

6 byte

GTO 01

Figura 1

un po' "serrata", ma ho preferito far entrare tutto nel display, senza scorrimenti, piuttosto che correre il rischio di qualche errore di lettura dovuto allo "scrolling" dei caratteri più a sinistra. La routine "A" del programma originale corrisponde alla routine "IN" della versione per 41C e la routine "B" corrisponde alla routine "DATA". In questa versione del programma, contrariamente alla versione originale, la funzione "NOT" va richiesta come le altre (XEQ" OT" oppure premere il tasto al quale la LBL è stata assegnata), dopo l'impostazione del dato tramite la routine "DATA". Me

2 byte Figura 2

••

0

Visualizzazione e stampa

Grossa confusione regna anche tra le varie istruzioni usate per arrestare i programmi contemporaneamente alla visualizzazione o stampa di messaggi, per esempio per l'input o l'output di dati. Senza dilungarmi in spiegazioni, pubblichiamo a fondo pagina uno specchio che dovrebbe servire da guida per la scelta dell'istruzione più adatta alle nostre necessità; ciascuna riga indica l'operazione eseguita da una istruzione (o coppia di istruzioni) in tre possibili condizioni di funzionamento. In genere, la soluzione che io preferisco è di usare un PROMPT per le richieste di input, e un AVIEW o VIEW con il Flag 21 acceso per gli output; così facendo, il programma risulta perfettamente compatibile nell'uso con e senza stampante. Affinché il Flag 21 risulti sicuramente acceso durante lo svolgimento del programma, è bene collocare una istruzione SF 21 nella routine di inizializzazione del programma; tale istruzione provvederà ad accendere il Flag 21 ogni volta che viene inizializzato il programma, ciò è necessario poiché il Flag in questione si spegne ogni volta che la 41 viene accesa con la stampante scollegata. P.G.

SENZA STAMPANTE FLAG 21 SPENTO

SENZA STAMPANTE FLAG 21 ACCESO

CON STAMPANTE SU "MAN", FLAG 21 ACCESO

VIEV O AVIEW

visualizza il messaggio o risultato sul display ma non arresta l'esecuzione

visualizza il messaggio o risultato sul display e arresta l'esecuzione

stampa il messaggio o risultato, lo visualizza sul display ma non arresta l'esecuzione

VIEWO AVIEW Seguito da uno o più PSE

visualizza il messaggio o risultato sul display e sospende temporaneamente l'esecuzione (circa 1 sec. ogni "PSE")

stampa il messaggio o risultato, lo visualizza sul display e sospende temporaneamente l'esecuzione

VIEWO AVIEW seguito da STOP

visualizza il messaggio o risultato sul display e arresta l'esecuzione

stampa il messaggio o risultato, lo visualizza sul display e arresta l'esecuzione

arresta l'esecuzione e visualiua il contenuto del registro "ALPHA"

arresta "esecuzione e visualizza il contenuto del registro" ALPHA"

arresta l'esecuzione e visualizza il contenuto del registro" ALPHA" (se la stampante é nel modo "NORMAL", tale contenuto viene anche stampato)

AON seguito da STOP

pone la macchina nel modo" ALPHA" e arresta l'esecuzione visualizzandone il contenuto

pone la macchina nel modo "ALPHA" e arresta l'esecuzione visualizzandone il contenuto

pone la macchina nel modo "ALPHA" e arresta l'esecuzione visualizzandone il contenuto

STOP

arresta l'esecuzione e visualizza il contenuto del registro X

arresta l'esecuzione e visualizza il contenuto del registro X

arresta l'esecuzione e visualizza il contenuto del registro X

PROMPT

MCmicrocomputer

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79


a cura di Pierluigi Panunzi Dopo aver parlato nel n° 9 della simulazione del cubo di Rubik grazie alla TI-59, ecco che stavolta ci occuperemo dI un altro rompicapo logico-matematico, lo " Piramide di Mèffert", non c~rto lI1ferlOre al plU noto cubo, ma senz'altro dedicata a quelle persone che ritengono quest ultimo al ebfuorl della loro portata. La piramide è infatti concettualmente più semplice da risolvere, consentendo particolari configurazioni "belle" dal punto di vista estetico.

Mèffert-One È senza dubbio uno dei migliori "discendenti" del famigerato cubo; per le sue caratteristiche può essere considerata un piccolo prodigio della meccanica: a differenza del cubo, che presenta tre assi di rotazione perpendicolari, la piramide possiede ben 4 assi posti stavolta a 1200 l'uno rispetto agli altri tre.

Descrizione del programma

Il programma Il programma proposto è adatto alla TI59 e PC-IOOe: come "Rubik - One" anche "Mèffert - One" consente la simulazione per calcolatrice e stampante della piramide. In questo caso sono stati usati i registri da RO I a R24 per altrettante faccette triangolari presenti sulla superficie esterna del solido. In realtà, osservando la piramide, per ogni faccia vi sono 9 triangoli, per un totale di 36: scendono però a 24 dopo aver constatato che le piccole piramidi poste ai 4 vertici della piramide non sono influenti agli effetti della risoluzione: si può facilmente vedere che, indipendentemente da altre rotazioni effettuate, tali piccole piramidi vanno facilmente al loro posto ruotandole in un senso o nell'altro. Nella figura I abbiamo rappresentato schematicamente la piramide e le 4 possibili rotazioni principali, convenzionalmente indicate con A, B, C e D: indicando invece con gli "apici" le rotazioni in verso opposto, ecco che per ognuna delle 8 possibilità è previsto il tasto corrispondente della TI-

59. Nella figura 2 è invece riportata la corrispondenza tra le faccette triangolari ed i registri dati che contengono la codifica usata in fase di stampa. In tale fase, eseguibile in ogni momento tramite SBR Prt, viene stampato lo sviluppo delle 4 facce laterali, aventi ai vertici altrettanti asterischi. Effettuando una qualsiasi rotazione delle 8 previste, apparirà sulla destra della striscia di stampa la corrispondente lettera. Anche in questo caso la rotazione è simulata con lo scambio dei codici alfanumerici di tre terne di registri, dal momento che con una rotazione vengono a scambiarsi di posizione tre triangolini di tre facce.

80

Inoltre è previsto il tasto E per l'inizializzaLione della piramide e per il suo ripristino dopo successive "manipolazioni": anche in questo caso, perciò, risulta molto agevole la ricerca di sequenze, la cui memorizzazione avviene automaticamente, senza essere costretti a procedere a ri troso per riportare la piramide alle condizioni iniziali.

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Figura 1

Facendo riferimento al flow-chart, iniziamo dall'etichetta E: l'inizializzazione dei 24 registri avviene in maniera "bruta" e non con un algoritmo "ad hoc", ad esempio quello che usa la formula (ROO)+---Int «ROO+ 11)/6) dopo aver inizializzato ROO a 24. In questo secondo caso si ottiene però una durata di elaborazione eccessiva (circa 40 secondi) a differenza della decina, richiesta dalla semplice memorizzazione di codici alfanumerici in opportuni registri. Per quanto riguarda le etichette A ..D e A' .. D' si è usato ancora una volta il piccolo trucco programmativo che consente di settare o resettare automaticamente un flag (nel nostro caso il flag O) a seconda che venga premuto A oppure A'. In particolare, ricordiamo, la sequenza ... Lbl A' INV Lbl A Stflg O... setta il flag O se si preme A e viceversa lo resetta se si preme A': in questo caso (come pure in altri) l'istruzione "INV" non risente della presenza della "Lbl A" e si riferisce al successivo Stflg O. Fatto ciò ognuna delle 4 etichette (con la rispettiva "inversa") provvede alla memorizzazione in 9 registri (R25 .. R33) di altrettanti valori, che rappresentano i numeri dei registri i cui contenuti devono essere scambiati a tre a tre per effetto di una qualsiasi rotazione. Successivamente, a seconda se il flag O è settato o no, si salta ad una parte di programma che innanzi tutto fa stampare la lettera corrispondente alla rotazione desiderata (eventualmente preceduta dal segno "-" se "inversa") e poi provvede allo scambio dei contenuti delle tre terne di registri, a loro volta puntati indirettamente dalle tre terne di registri R25, 26, 27, R28, 29, 30 e R31, 32, 33, in un verso oppure nell'altro in corrispondenza alla rotazione desiderata. Alla fine di tali parti di programma, cosi come alla fine della Lbl E e della SBR Prt che vedremo tra breve, si trova un RST che porta il controllo al passo 000: qui è presente un Op 00 che cancella il buffer di stampa ed un R/S. Inoltre l'RST ha l'effetMCmicrocomputer

11


Software

SOA

è in effetti divisa in due parti consecutive,

to di resettare anche il Oag O. Veniamo ora alla SBR Prt che, come suggerisce il nome, fa stampare la configurazione attuale della piramide: tale routine

stampa (rovesciata rispetto alle precedenti) la faccia "inferiore". Nel primo caso viene chiamata sei volle la subroutine E' che provvede a generare il

la prima delle quali stampa le tre facce "visibili" (rispettivamente la "sinistra", ('''anteriore'' e la "destra") la seconda

Programma Mèffert-One

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Sofì"'are

contenuto di ognuno dei tre buffer di stampa che ci servono. Per questo scopo ogni

chiamata è preceduta da un numero ed è seguita da un'istruzione Op: quest'ultima

SOA

serve appunto per riempire i buffer O1,02. 03 mentre il numero è l'indirizzo del primo dei tre registri corrispondenti a tre faccette triangolari. Infine viene chiamata ancora per due volte la subroutine E' per la stampa della faccia inferiore, rappresentata, come già detto, con il vertice che punta verso il bas-

so.

stampa faccia inferiore

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13

14

15

16

flow-chart del programma "Mèffert-Qne"

'(R30Y (R3l) ~ (R32) •...(R33V·

Prima di passare all'esempio d'uso del programma segnaliamo la presenza del "Dsz esteso" all'interno della subroutine E'. Ai passi 022 e seguenti troviamo infatti la sequenza ... Dsz 34 012 ... che rappresenta un normale "Dsz" dove però il registro di controllo delloop è R34 e dove il salto è "assoluto", al passo 012. In particolare per introdurre tale sequenza in memoria consigliamo di premere attentamente i seguenti tasti Dsz B i quali, come è facile verificare, introducono i codici 97 34 00 12 cosi come desiderato.

fio

Uso del programma Abbiamo già visto praticamente come si usa il programma: all'inizio si deve premere E per inizializzare la piramide. Quindi, a seconda della rotazione desiderata. si premono i tasti A .. D oppure A' .. D'; volendo stampare una certa configurazione si deve premere SBR Prt (dove in particolare il "Prt" può essere ovviamente anche il tasto "PRINT" presente sulla stampante PC100C) ed aspettare il completa mento della stampa. L'esempio che proponiamo riguarda la figura chiamata "doppia piramide": secondo le convenzioni adottate la sequenza ed il risultato finale saranno quelle riportate alla fine del listing. Me

L'angolo delle TI Anche questa volta forniamo alcune notizie tratte dalla rivista francese "L'Ordinateur de Poche" n° 4 - 1982: Antoine Dennet fornisce alcune utili applicazioni di frammenti di routine compresi nei programmi del Master Library Module, come noto fornito in dotazione alle calcolatrici TI-58 e 59. l) Sappiamo che la SBR CLR presente nel Pgm 01 provvede ad azzerare i regjstri O1-06 usati per i calcoli statistici. E possibile invece azzerare i registri da ROI a Rnn con "nn" qualsiasi, compatibilmente con la ripartizione di memoria della calcolatrice: la sequenza è Pgm 01 nn SBR 012 Ad esempio se si vogliono azzerare i registri O1-23 basta premere Pgm OI 23 SBR 012. 2) Possibilità di memorizzare (con registro indiretto RO l) e stampare dei dati numerici a partire dal registro N: innan-

82

zitutto bisogna impostare il valore N-l nel registro RO I e poi si effettua la sequenza "valore" Pgm 02 SBR 097 Tale routine, come è facile verificare, incrementa RO I, memorizza il dato in (RO I), stampa tale dato e fa avanzare la carta. Per inciso i passi 97-101 presentano l'orribile sequenza x~t I SUM 01 x~t (5 passi) che incrementa di uno il contenuto del registro RO I senza alterare il contenuto del visualizzatore, il tutto al posto della più semplice e redditizia "OP 21 ", che fa la stessa cosa in appena due passi! 3) Possibilità di visualizzare e stampare i dati contenuti in memoria a partire dal registro N e controllati da ROl: bisogna impostare in ROI il valore N-l ed effettuare la sequenza Pgm 02 SBR 860

la quale incrementa RO I (ed anche R04) e stampa il valore di (RO I). Anche in questo caso si usa la sequenza (meno orribile!) I SUM 01 SUM 04 (5 passi) invece della più naturale "Op 21 Op 24" formata altresì da 4 passi. Rimane un mistero il perchè di tali sequenze. Infine giriamo ai lettori una segnalazione del lettore Alessandro Santarelli di Roma, che ei ha inviato una seq uenza per calcolare s(s-I )... (s-k

+ I)

k' con "s" reale e non necessariamente intero. La sequenza proposta è la seguente Pgm 16 "s" STO 01 "k" STO 02 CLR E E. P.P. MCmicrocomputer

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a cura di Fabio Marzocca Per questo mese sospendiamo temporaneamente la presentazione del software relativo al PC-1211 per pubblicare alcuni lavori che abbiamo ricevuto dal lettore Burkhardt Mueller, inerenti il computer PC-1500.

Minidebug Anche all'ing. Mueller non sono sfuggite le istruzioni "nascoste" del PC-I 500, quelle istruzioni, cioè, che non vengono citate sul manuale della Sharp e di cui abbiamo parlato sul n. 9 di MCmicrocomputer in occasione della prova di questa macchina; come frutto della ricerca di M ueller è scaturito un programmino molto interessante: il "Minidebug". In pratica il programma "scandisce" la memoria del PC-1500 dalla locazione Af/Jf/Jf/J alla locazione FFFF stampando, a gruppi di quattro, l'indirizzo della memoria, il codice esadecimale in essa contenuto ed il carattere ASCII associato. Se un codice non viene riconosciuto come consentito dalla CE-I 50, essa provvederà a stampare un punto. Si ricava cosi una mappa della memoria del PC-1500 di cui in figura l si riporta solo una piccolissima parte. Dall'analisi del listing riportato in figu(;;Z99 (;291 <'208 C29C t210 <'214 (,218 (;;ZIC <'220 t224 (;228 <'22C (;230 (,234 C238 t23C 12'l9 (;244 <'2'\8 C;Z"C t259 <'25'1 (258 t25C (;260 <'264 t268 (;26C (,2.79 C27'1 Figura hug"

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ra 2 si denota che la stampa di una riga viene effettuata solo a completo riempimento del buffer di stampa M$(0), dimensionato con 34 caratteri (siamo in CSIZE l!). Alla linea lO non era possibile scrivere: FOR X =0 TO &FFFF in quanto, come sappiamo, il range permesso, alla variabile di ciclo per il PC-I 500 va da -32768 a 32767; dato che l'equivalente decimale di FFFF è 65635, Mueller è dovuto ricorrere all'artificio: FOR X=0 TO &5FFF Z=X + &9FFF Volendo stampare anche il contenuto della prima parte della memoria, sarà sufficiente sostituire all'assegnazione di Z, la seguente: Z=X La linea 50 rappresenta un OR multiplo su tutte le condizioni di codici non riconosciuti dalla stampante, e quindi sostituiti, in fase di stampa, con un punto. Passiamo ora all'analisi dell'output (una parte, abbiamo detto, è in fig. I). I comandi relativi alla gestione del registratore e della stampante e le istruzioni del Basic PC-1500 sono allocate in 3 distinte aree di memoria. In particolare, i comandi per il registratore sono disposti dall'indirizzo B855 all'indirizzo B86F, quelli della stampante da B055 a B0E4, le istruzioni del Basic da Cf/J55a C349. Sono presenti anche i "messaggi" (NEW0?, CHECK, BREAK I , ERROR) da C34F a C369 e l'elenco delle variabili fisse da C36C a C385. Per la stesura di questa mappa, l'ing. Mueller ha fatto uso, nella linea 40 del programma, dell'istruzione PEEK non segnalata dal manuale. Sulle basi di questo lavoro invitiamo perciò tutti i possessori del PC-I 500 a svolgere ulteriori ricerche al fine di ricavare il codice operativo della macchina, necessario per poter fare uso di istruzioni quali POKE, POKElI e CALL.

;

....

;

"01 N

;

T

,". "j:l

0SE:.

; ;

; ; ;

:

...,

.

'W

~ .. ~~

; ;

TURN

;

O •..

~EQ

del programma"

M i"ide-

Orologio Il secondo programma presentato da Mueller non prevede l'uso della stampante CE-I 50 ed è un'ottima versione di un "orologio con datario". Ovviamente viene impiegata la funzione TIME che fornisce un output: xxyyzz.mmss ove: xx = mese; yy = giorno; zz = ora; mm = minuti; ss = secondi. Da questa funzione si isolano opportunamente tutti i termini che interessano (vedi linea 20 fig. 3). Il programma "orologio" presenterà sulla sinistra del display il giorno ed il mese (in lettere), mentre sulla de-

stra visualizzerà l'ora, i minuti e la scansione dei secondi, con il seguente formato: HH:MM.SS Si potrebbe a tal punto inserire facilmente un test sulla funzione TIME per arricchire il nostro orologio con una precisa ed incorruttibile suoneria d'allarme. Sarà sufliciente inserire le seguenti istruzioni: IO CLS: A:WAIT

INPUT

"ALLARME?";

MINIOEBUG 10: "D": [LEAR [SiZE 1:0=·-1; 01M M$(0)*34:H $= "0123456783A BCOEF" ;~OR X·=0 TO &'5FF--FSTEP4 :Z=X+&.3FFF 20:N=Z+1:GOSUB 80 :M$(0)=" "+N $+" l'

"

:

lF

=> " ; P$= R i GH T $ (

N$,2)="00" LPR1NT :0=Q+1 30: lF Q=2LF 10: 0=

o 40:~OR O=0TO 3:Z= Z+1;N=PEEK Z;P :=N:GOSUB 80: ìF LEN N$<2LET N$ ·:="0"+N$ 50:~=0: lF P<330R P=330R P·=950R P=360R P=1230R p.=1240R p.=125 OR P>126LET P$ ·=P$+".";~=.l 60; lF F=0LET P$=P $+CHR$ p 70:M$(0)=M$(0)+N$ +" ":NEXT O;M$ (0) =M$ (0) +" "+P$;LPRINT M$ (0);NEXT X:END 80: N$=" 30:M=N:N=iNT (N/1 6): M=M-N*16+1. N$=M i 0$ (H$, M, l)+N$: lF N>0 THEN 90 100:RETURN l'

Figura 2 - Lisfillg programma ..Millidehug"

MCmicrocomputer

11


So/tll'ore

S/wrp PC-/500

10;':

o

::; CLS

; WA.l T

INIZ IAL IZZAZ IONE

20;T~TIME ;U=INT (T/100):U=(U/l 00-INT (U/100) )*100;T=T/100;

CURSOR 0:USING "###";PRINT U, 30;RESTORE :FOR W =ITO U/100: READ U$:NEXT W ;PRINT U$; CURSOR 16;T=(T -INT n*100: PRINT INT T, 40;PRINT ":";;T$= STR$ <T-INT n 50: IF LEN T$(6LET T$=T$+"0": GOTO

Calcola e visualizza il mese

SI

Aggiungi "00" in T$

50 60:PRINT

MIO$

(T$

,3,2)+"."+

RIGHT$ 0$,2), :GOTO 20 70:0ATA "Gennaio" ) "Febbraio", "M o.rzo","Apr i I e" i o",

) "Ma99 .9no",

"Giu

"LU9 I i o"

80:0ATA "Agosto", "Settembre", "O ttobre", "Novem bre ", "D; cembre ., Figura 3 - Lisling programma

20 IF TIME:;:,A

"or%gio".

THEN

100

100 BEEP 5: GOTO 100 Ovviamente il formato della variabile A dovrà essere lo stesso di quello della funzione TIME. Il M ueller, per poter a vere il nome del mese visualizzato in lettere anziché in cifre, ha usato le istruzioni READ, DATA, RESTORE di cui dispone il PC-1500. Sorvolando sulla sintassi e la semantica di queste istruzioni, vediamo brevemente come sono state impiegate nel programma "orologio". Alla linea 30 il comando RESTORE provvede a riportare ad I il contatore del DA T A, per iniziare il prelevamento dei dati dal primo in ordine di sequenza. Il numero UfIOO rappresenta il numero del mese corrente, quindi il ciclo FOR ... NEXT provvede a far leggere i mesi fino a quello cercato, che verrà poi visualizzato all'uscita del loop. Vista l'esigua occupazione di memoria di questo programma, consigliamo Ji mantenerlo sempre caricato in macchina, magari allocandolo nelle linee da 10000 a 10080, per poter casi richiamare data e ora alla semplice pressione di DEF "Space"MC MCmicrocomputer

11

AGGIORNAMENTO Figura

4 - FIOI\'-clWrl

programma

"orologio"

.leI: GRAPH 2e:q$=lNKEY$ 313: lF A$="8"LlNE

Disegnamo con il PC-1500 1\ programma, di cui pubblichiamo illisting a lato, permette di svolgere un'azione di controllo sul cursore del CE-150, in modo da poter realizzare disegni direttamente, senza dover ricorrere alla programmazione della figura. Appena dato il RUN al programma, i tasti che permettono di "guidare" la penna scrivente. sono rappresentati nel diagramma in figura, il quale indica le direzioni associate ad ogni tasto. Esistono comunque anche altri 5 comandi che elenchiamo: tasto - azione prodotta T sposta il cursore in alto l - sposta il cursore in basso

B 9

7

sposta il cursore a sinistra • - sposta il cursore a destra E fine del disegno. Si è così praticamente realizzato un interprete di un semplice linguaggio di programmazione, avente come istruzioni di controllo, i 13 comandi elencati sopra. Il programma traduce ed esegue. una per volta, le istruzioni inserite da tastiera. Come si nota dallisting, nelle linee 70, 80, 90 e 100 sono stati impiegati dei codici per la funzione CHR$ che non sono elencati nella tabella ASCII del man uale del PC-1500. Riportiamo qui di seguito un diagramma che associa ai tasti non citati sul manuale, i rispettivi codici:

TASTO

l T

s

4

1

3

2 Diagramma ai fasli.

delle dire=ioni associare

(e,

••• -

•••

CODICE IO Il

8

.•.

12 24 15 27 13 9

MODE SHIIT

31 I

CL OFF DEF

ENTER io

F.M.

(3)-

(e,

l):

SORGN : GOro 213 413: lF A$="5"LlNE (0,13)-(1,13): SORGN GOTO 213 se. l~ A$= d'LINE (0, (3)-(-1, e): SORGN .GOTO 213 513: lF A$="2"LlNE (0, (3)-(0, -1)· SORGN .GOTO 213 70. l~ A$~CHR$ le GLCURSOR (0,-1 ). SORGN . GOro

20 80:

IF A$=CHR$ l l GLCURSOR (0, ! ) SORGN .GOTO 2

o 913. l F A$=CHR$ 8 GLCURSOR (-l, e ). SORGN ; GOro

20 1013: IF A$=CHR$ 12 GLCURSOR (1,0) SORGN . GOro 2

o

lF A$="E"TEXT :LF 5:ENO 1213: lF A$="9"LlNE (0,13)-(1,1): SORGN : GOro 213 130: l F A$=" 7"Ll NE (0, (3)- (-l, l). SORGN . GOro 213 14e.IF A$="l"LlNE (0,0)-(-1, -l). SORGN : GOro 213 1513: lF A$="3' LlNE (0,0)-(1, -l). SOR5N :GOTO 213 15e:GOTO 20 110.

85


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Espansione 32 K RAM Interfaccia (seria le RS·232 e parallelaj Interfaccia per drive 1I0ppy disk A3000 32 K Ram uscite per terminali A3000 48 K Ram uscite per terminali A3000 32 K Ram uscite per terminali A3000 48 K Ram uscite per terminali Floppy singola faccia Floppy doppia faccia Stampante seria le 80/132 col. Video terminale VISUAL 200 Oischi (minimo 10 pezzi) Cavo per stampante o terminale Cavo per 1I0ppy AlARI

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980.000 1.980.000 160.000 1.135.000 458.000 148.000 45.000 45.100 21.000 45.000 56.000 56.000 78.000 107.000 33.600 48.000 77.000 77.000 77.000 77.000 77.000 116.000

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A.S.Ei. s.r.l Via Cortina d'Ampezzo, 11·20139

stampante stampante stampante stampante

Computer)

Monitor fosfori verdi 9" Monitor fosfori verdi 12" Monitor Philips fosfori gialli Monitor Hantarex a colori Mega·Oisk Ooppio drive 5" doppia faccia con controller Ooppio Orive 8" S.O. Singola faccia Doppio Orive B" S.O. Doppia faccia Doppio Orive 8" 0.0. Doppia faccia con controller Modulatore UHF Sup'R' terminai (80 colonne) Smarterm Interface (80 colonne) Scheda acquisizione dati AfO AI·02 Music Synthetizer ALF Interfaccia IRET Centronics con grafica per 739 Interlaccia IRET standard Centronics Interlaccia CCS parallela Intefaccia CCS seriale RS232·C Interlaccia Colore Apple Il per Monitor Hantarex Interlaccia seriale sincrona CCS Interlaccia Centronics con Bulfer SET Scheda CCS GPIB IEEE 488 Scheda CCS A/O converter BCO Controller per Orive B" FAST Singola densità Controller + Software per compatibilità IBM su 8" singola densità Update controller 8" per compatibilità IBM su singola densità Controller + software per sistema operativo Pascal UCSO su 8" CP/M Startup kit per 8" PAO Numerico ABT Lettore ottico codici a barre A8T Utility Keyboard ABT Basic Utility Keyboard ABT Pascal Supporto per tastierino agg. ABT Bulfer di tastiera Vista Scheda 2 80 Microsoft per Sistema Operativo CP/M Cobol 80 Microsoft per Scheda 280 Fortran 80 Microsoft per Scheda 280 Basic Compiler Microsoft per Scheda 280 ALOS Microsoft (sistema di sviluppo per programmi Assembler 8080, 280 e 6502) ROM Teksim per emulazione dei terminali grafici Tektronix serie 4000 'Romwriter Romplus Scheda super talker (dispositivo di 1/0 vocale completo di microfono e altoparlante) Scheda speechlab (dispositivo di acquisizione segnali vocali) Scheda orologio· calendario (quarzo) Scheda orologio calendario CCS Arithmetic Processor CCS Scheda espansione Maxi RAM 16K BASIC TASC Microsoft (compilatore Applesoft) Alimentatore tampone

A.S,EL.

e e e e

419.000+IVA 154.000+IVA 299.000+IVA 3.455.000+IVA 3.680.000+IVA 3.820.000+IVA 4.045.000+IVA 380.000+IVA 510.000+IVA 880.000+IVA 1.920.000+IVA 8.500+IVA 40.000+IVA 50.000+IVA

Milano 1 350 OOO+IVA

ReM Compuler . 6.B.C. Ilaliana S.p.A. Viale Malleolli. 66 . 20092 Cinisello Balsamo (Milano) Computer BMC IF·800 Mod. 20 Oigitizer Light·pen ROM cartridge 1/0 expander 1/0 bulfer Buffer RAM board 1/0 box RS 132 C Cavo per RS 232 IEEE 488 CENTRONICS A/O converter DIA converter HARO Oisk 5,15" ·5MB RAM Board 64K RAM Board 128K

9500.000+IVA 5.230.000+IVA 523.000+IVA 110.000+IVA 680.000+IVA 435.000+IVA 950.000+IVA 660.000+IVA 330.000+IVA 40.000+IVA 440.000+IVA 210.000+IVA 1.375.000+IVA 1.375.000+IVA 4.300.000+lVA 1.400.000+IVA 1100.000+IVA

MCmicrocomputer

11


CONTABIUTA' GENERALE E \VA

GESTIONE DEL PERSONALE

CONTABILITA' SEMPLIFICATA

S,\ONE ORD\N\ OR\

~IENTI

FAnuRAZIONE-~OA

A FORNIT

MAGAZZ\NO CON,AB\LE E f\SCALE

WORD PROCESSING

liberati dai problemi, dalli al Computer! ):;Il( \

Il

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82 un microcomputer affidabile Un manciata di chips componenti basta oggi per costruire un computer intero. Meno componenti, meno possibilità di guasti. L'intero progetto è finalizzato ad ottenere un prodotto di qualità professionale senza compromessi. 82 un microcomputer che cresce E' "inizio di una famiglia di sistemi via via più potenti e compatibili. Le vostre esigenze cresceranno con la Vostra azienda e B2 crescerà per adeguarsi.

I


GUIDA COMPUTER CALCOMP (USA)

Calcomp s.p.A. PalallO fI·20094 Mllanoliori Assago (Milano) 6.950.000+IVA 14.375.000+IVA 16.500.000+IVA 20.375.000+IVA 22.500.000+IVA 33125.000+IVA 66.000.000+IVA

Plotter 81 (8 penne) Plotter Calcomp 1012 Plotter a tamburo modulare 1037 Plotter a tamburo modulare 10375 Plotter a tamburo modulare 1039 Plotter a tamburo 1051 Plotter a tamburo 1055 Nota: prezzi del dollaro a l. 1250 CAMEO (U.S.A.)

Ali 2000 Computer Systems Via dell'Alloro, 22/ra . 50123 Firenze Hard Oisk Subsystem per Apple. Generai Processor. Superbrain, Zenith . Oisco 5 M fisso + 5 M mobile. con controller Cameo Espansione per: TRS·Apple Il . G.P .. Super Espansioni a dischi CAM EO C A/05 Controller Cameo per dischi ri9idi CAMEO+W.O. A/06 Sistema 5+5 Mb (drive controller+adattatore) Adattatore Ali 2000 + Sistema operativo CP/ M per Controller + Hard Oisk (Winchester) Technolo9Y 10Mb per TRS 80 Mod Il

10.500.000+IVA 2.600.000+IVA 10.900.000+IVA 1.500.000+IVA

CANON

COMMODORE

Canon Italia s.p.A. Via !ante, 16/2· Milano 9020.000+IVA

CASA OEL COMPUTER (Italia)

Casa del Computer s.r.l Via della Stazione, 21 . 04013 latina Scalo (LT) Interfaccia Stampante per Pet Commodore Oual Floppy disk 5" 1/4 con controller per Pet Commodore Oual Floppy disk 8" con controller per Pet Commodore compatibile IBM PC22 ISE Computer con video 12" 32K memoria 300K su mini disco stampante 100 cps Sistema 22 ISE Computer, video 12" 32K memoria l megabyte su floppy 8" compatibili 18M. stampante 80 colonne

135.000 2. 190.000 4.800.000

IVA compr. IVA compr. IVA compr.

6.000.000

IVA compr.

9.800.000

IVA compr.

CAT

Telcom s.r.l Via Malleo Civitali 75 . 20148 Milano 550.000+IVA

Accoppiatore acustico Nota: prezzo per dollaro a l. 1.200

CENTRONICS DATA COMPUTER CORPo (U.S.A.)

Centronics Oata Computer Italia s.p.A. Via Santa Valeria. 5 . 20123 Milano 1.450.000+IVA 1.500.000+IVA 1.800.000+IVA 1.900.000+IVA 1.280.000+IVA 1.400.000+IVA 1.500.000+IVA 2.900.000+IVA 3 lOO.OOO+IVA 3100.000+IVA 7.500.000+IVA 12.000.000+IVA 3200.000+IVA 3800.000+IVA

150/2 150/4 152/2 152/4 739/2 739/4 739/6 702 703 704 6300 6080 352 353 (USA)

Microcomp s.p.A. Viale Manlio Gelsomini 28· 00153 Roma 064·22

90

Sistema grafico monoutente

12.000.000+IVA 12.000.000+IVA 13100.000+IVA 6.900.000+IVA 10.400.000+IVA 10.350.000+IVA 10.400.000+IVA 11 .350.000+IVA 11.450.000+IVA 12.400.000+IVA 6. lOO.OOO+IVA 10.750.000+IVA 18.600.000+IVA 20.550.000+IVA 19.600.000+IVA 20.550.000+IVA 5.400.000+IVA 10.100.000+IVA 550.000+IVA 550.000+IVA 300.000+IVA 550.000+IVA

(U.S.A.)

Commodore Italiana srl . Via Conservatorio, 22 . 20122 Milano

CX·81 64 K8yte + 2 floppy 320 K

COLUMBIA

064·23 Sistema grafico monoutente 64 Kbyte + CP/M 064·25 Sistema grafico multi utente 128 Kbyle con OMA e Mappa di Memoria per l'area CP/M 064·26 Sistema grafico multiutente 964· l c Winchesler 10 Mbyte 8" 1800· l Sistema floppy 8" monoutente 64 Kbyte RAM con DMA e 2 Kbyte RDM + Video 910 + CP/M 1800· l Sistema floppy 8" monoutenle + Video 950 + CP/M 1800·2 Sistema floppy 8" monoutenle + Video 910 + CP/M 1800·2 Sistema floppy 8" monoutente + Video 91 D + CP/M 1801 Sistema floppy 8" multiutente + video 91 D + CP/M e MP/M 1801·2 Sistema floppy 8" multiutente + video 950 +CP/M e MPfN 1403· lc Winchester 8" 10 Mbyte 1403·3c Winchester 8" 20 Mbyte 181'·10 Sistema Winchester multiutente + video 910 + CP/M + MP/M 1811·10 Sistema Winchester multiutente + video 950 + CP/M + MP/M 1811·20 Sistema Winchester multi utente + video 910 + CP/M + MP/M 1811·20 Sistema Winchester multi utente + video 950 + CP/M + MP/M 1402· l Winchester 10 Mbyte 1402·3 Winchester 20 Mbyte 606 APU per 8asic 801 APU per Fortran 602 32 Kbyte per grafica 604 Porta IEEE

64 K8YTE RAM + CP/M

10.900.000+IVA

VIC 20 565.000+IVA Floppy disk singolo per Vic 850.000+IVA Espansione da 3K Ram per Vic 66.000+IVA Espansione da 8K Ram per Vic 98.000+IVA Espansione da 16K Ram per Vic 172.000+IVA Cartuccia Tool·Kit per Vic 47.000+IVA Interfaccia RS232 per Vic 75.000+IVA Espansione per alta risoluzione + 3K Ram per Vic 75.000+IVA RDM per linguaggio macchina per Vic 47.500+IVA Joy Stik per Vic 13.500+IVA Paddle per Vic 22.500+IVA PETfC8M 4016 1.690.000+IVA PET/C8M 4032 32 K 2.065.000+IVA PET C8M 8032 32K 2.300.000+IVA Floppy disk 4040 (343 K8) Dos 2.0 2.650.000+IVA Floppy disk 8050 (1 M81 Dos 2.1 2.665.000+IVA Stampante C8M 4022 80 Col. con cavo da specificare 1.950.000+IVA Stampante C8M 8024 132 col. 160 cps bidirezionale con cavo da specificare 2.695.000+IVA Stampante C8M 8024/A 132 col. 160 cps bid. testina 9x7 con cavo da specificare2.860.000+IVA Stampante Harden/Eaton 40 col. con interf. e cavo da specif. 785.000+IVA Cassetta esterna 124.000+IVA Stampante C8M 8026 Margherita con tastiera con cavo da specif. 3.100.000+IVA Stampante C8M 8027 Margherita senza tastiera con cavo da spec. 2.655.000+IVA Margherita di ricambio per 8026/8027 40.000+IVA Scheda grafica VG 32 per PET 3032 completa di cavi di connes 690.000+IVA Interfaccia musicale Music lab con cassetta programma 200.000+WA Inlerfaccia 8idirez. IEEE/488 RS 232 C Mod. TNW 2000 490.000+IVA Inlerfaccia IEEE/488 RS 232 C Harden/Corel 118.000+IVA Scrivania cm. 120x60x75 300.000+IVA Stafle per floppy disk 20.000+IVA Supporto per stampante 150.000+IVA Modem C8M Mod. 8010 (singolol 595.000+IVA Cavo PET·IEEE 80.000+IVA Cavo IEEE·IEEE 90.000+IVA COMPUCOLOR

CORPORATION

(U.S.A.)

Compitant Via Villorio Emanuele Il 9 . 91021 Campobello di Mazara (Trapani) Compucolor 11I 16 K con Compucolor 11I 16 K con Sistema "Chiavi in mano" Mod. leonard + monitor Compucolor Il 32 K Compucolor Executive 16 Espansione 16 K RAM

2.090.000+IVA 2.490.000+IVA 3800.000+IVA 4.800.000+IVA 3.834.000+IVA 5.818.800+IVA 420.000+IVA

monitor 9" monitor 12" + stampante FARA 11 12" + l Orive 8" doppia testina K con floppy 92 K

MCmicrocomputer

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DSA:il fantastico alveare dell' infonnatica distribuita. Secondo la tradizione orfica, il miele è simbolo di saggezza. In India, il miele ha simbolizzato lo stadio superiore dell' essere, paragonabile al fuoco. Nei geroglifici dell' antico Egitto, il segno dell' ape faceva parte della nomenclatura reale. In ogni parte del mondo, da millenni, il polimorfismo e la creatività interdisciplinare dell'alveare hanno ispirato infiniti miti e leggende. Sarà una bizzarra coincidenza, ma la filosofia DSA della HISI,Honeywell Information Systems .. . Italia, SIInsensce perfettamente ~ella simbologia dell' ape e del miele. DSA significa Distributed Systems Architecture, un insieme di regole che realizza un sistema funzionalmente integrato nell' ambito di una rete i cui nodi possono essere sia i terminali, sia i computer principali o satelliti, tutti quanti collegati fra loro. L'interazione tra

queste differenti entità, si realizza attraverso la cooperazione applicativa che rappresenta il cardine dell'informatica distribuita. E tutto ciò avviene in modo perfettamente conforme agli standard di riferimento stabiliti dalla ISO (lnternational Standard Organization). Grazie all'architettura DSA, la soluzione del problema scaturisce così dall' apporto che ogni nodo dell'insieme simultaneamente mette a disposizione. E ogni traguardo raggiunto viene condiviso, altrettanto simultaneamente, da ogni nodo dell'insieme. Diventa nutrimento come il miele nell' alveare, dove il lavoro sul fiore oppure quello nella cella dell' ape regina sono uno in funzione dell' altro, collegati da un disegno invisibile. Una perfetta armonia dalla quale nasce un alimento nobilissimo, il miele. Honeywell. Conoscere per risolvere.

Honeywell Honeywell Information Systems Italia


GUIDA COMPUTER Compucolor Floppy 8" Compucolor Compucolor

Executive 16 K con f10ppy 8" doppia faccia aggiuntivo 111 16 K 111 16 K + monitor e stampanle Fara 11 + programmi

COMPUTER COMPANY Computer Company s.o.s. Via San GIiJcomo, 32· 80133 Napoli· T1N 100 TIN 200 TIN 604 T1N 610 TIN 620 TIN 630 Unità a

"

Tel 081/310487·324785 10.500000+IVA 12.200.000+IVA 11750.000+IVA 18.300.000+IVA 22.150.000+IVA 25.560.000+IVA 2.750.000+IVA 1200.000+IVA 6.200000+IVA 495.000+IVA 950000+IVA

64 K RAM· 1 M8 64 K RAM·2 MB 64 K RAM·4 MB 64 K RAM·(10Mb+1Mbl 64 K RAM·(20Mb+ 1Mb) 64 K RAM·(30Mb+Mb) f10ppy disk 1 Mb

,,"

7.246.800+IVA 2.748.000+IVA 1.790.000+IVA 1790.000+IVA

2 Mb

Computer TIN 64 K (terminale intelligentel Scrivania Scheda espansione per TIN 64 K

CORVUS SYSTEMS INC. (U.S.A.) Iret Inlormatica S.p.A. Via Bovio, 5 (lona ind. Mancasale) . 42/00 Reggio Emilia CORVUS 20 Mbyte inlerlaccia Mirror per backup CORVUS IO Mbyte CORVUS 5 Mbyte CORVUS 20 Mbyte per Commodore interlaccia Mirror CORVUS IO Mbyte per Commodore CORVUS 5 Mbyte per Commodore Interfaccia Minor per Backup Constellation Host (per 8 computerl Constellation Masler (per 8 Constellation Hostl Interlaccia Addizionale per la rete Constellation Omninet disk server Transporter per Apple Il

12700.000+IVA 9318000+IVA 6.531000+IVA 14.450.000+IVA 10.800.000+IVA 7.129.000+IVA 1.376.000+IVA 1.315.000+IVA 1.829.000+IVA 438.000+ IVA 1.726.000+IVA 864.000+IVA

COSMIC (Italia) Cosmic s.r.l Largo Luigi Antonelli. 2 . 00145 Roma ALP 200/0 (stamp. 80·132 col. 125 CPS) ALP 200/1 (stamp. 132 col. 60 CPS) ALP 200/2 (stamp 132 col. 120 CPS) ALP 200/3 (stamp. 132 col. 180 CPS) ALP 202/0 (stamp. 80·132 col. 125 CPSI ALP 202/1 (stamp. 132 col. 60 CPSI ALP 202/2 (stamp. 132 col. 120 CPS) ALP 202{3 (stamp. 132 col. 180 CPS) ALP 302/0 (stamp. 80·132 col. 125 CPS) ALP 302/1 (stamp. 132 col. 60 CPS) ALP 302/2 (stamp. 132 col. 120 CPSI ALP 302/3 (stamp. 132 col. 180 CPS) Opzione l: disco lisso aggiuntivo da 16 Mbyte Opzione 2: posto di lavoro aggiuntivo autonomo Rad Quasar l/l . 1 drive singola lacci a Rack Quasar 1/2 . 1 drive doppia laccia Rack Quasar 2/1 . 2 drive singola faccia Rad Quasar 2/2 . 2 drive doppia laccia Galaxy 80 64 K Ram, 2 drives singola densità Galaxy 82 2 floppy doppia densità 2 Mbyte + Galaxy 282 disco Winchester 5 Mbyte + video Galaxy 382 disco Winchester 8 Mbyte + 1 f10ppy 24 x 80 + CPM Basic Mod. PR80/80 Mod. PR80/150 Mod. PR132/150 Mod. PR132/180 Mod. PR132/200 Mod. PRI32/200/L

92

DAI (Belgio) ReM Computer· G.B.C. Italiana S.p.A. Viale Matteotti. 55 . 20092 Cinisello Balsamo (Milano) OAI computer 48K Floppy Oisk Orives Interlaccia per RGB Paddles a 2 dimensioni Paddles a 2 più 1 dimensioni Paddles a 3 dimensioni Microprocessore AMO 9511

1.600.000+IVA 1.480.000+IVA 210.000+IVA 50.000+IVA 61000+IVA 84000+IVA 350000+IVA

DATA GENERAL (U.S.A) Homic Personal Computer srl P.lla Oe Angeli. 3 . 20145 Milano (t. 02/4595457·4596040) Enterprise 1000 . 64 K, 2 minifloppy 35B K Hard disk 8" 5 megabyte Hard disk 8" 15 megabyte Stampanle 150 cps, 132 colonne Cobol 8usiness Basic Pascal Fortran IV

8.400.000+IVA 6.000.000+IVA 8.000.000+IVA 2.600.000+IVA 1.000.000+IVA 800.000+IVA 800.000+IVA 600000+IVA

DATA SOUTH (U.S.A.) Segl Via Timavo, 12 . 20124 Milano O.S. 180 Stampante seriale 180 cps gralica buffer 2K Nola: prezzi per dollaro a l. 1.300

2.600.000·IVA

DIABLO SYSTEM INC. (U.S.A.) Segi Via Tlillavo, 12· 20124 Milano Stampante Stampante

630 KSr con tasliera 630 RO . con Interlaccia

RS·232C e margherita melallica

5.975.000+IVA 5.070.000+IVA

EACA International (Hong Kong) Genius Computer s.r.l Via G. Corna Pellegrini. 24 . 25100 Brescia

sui modo 210 e 310 (max. 21 sui modo 302 e 310 (max. 2)

doppia faccia 2048 K Byte video 24 x 80 + CPM Basic 80 24 x 80 + CPM Basic 80 doppia densità 1 Mbyte + video

9.800.000+IVA 10.950.000+IVA 11.350000+IVA 11.650.000+IVA 10.800.000+IVA 11.950.000+IVA 12.350.000+IVA 12.650.000+IVA 12.300.000+IVA 11450.000+IVA 11850.000+IVA 14.150.000+IVA 4.050.000+IVA 1000.000+IVA 1.750.000+IVA 1.995.000+IVA 2.600.000+IVA 1200.000+IVA 8.450.000+IVA 9.250.000+IVA 13.750.000+IVA

Video Genie Syslem EG 3003 970.000+IVA Video Genie System Genie I: 16 K RAM, Basic 12 K ROM, registratore incorp. 1250.000+IVA Video Genie System Genie Il: 16 K RAM, Basic 13 K ROM, tasti eri no numerico 1.140.000+IVA Monitor 12" fosfori verdi 320.000+IVA Interfaccia parallela compatibile Centronics 160.000+IVA Box di espansione (32 K RAM, controller dischetti. in IerI. parall. campaI. Centronicsl 900.000+IVA Orive dischetti 5.25" 40 tracce (102 Kbyte) doppia densità 950.000+IVA Ooubler (scheda hardware per gestione doppia densità su dischetto) 350.000+IVA Cavo di collegamento per stampante 80.000+IVA Cavo di collegamento per dischi lino a 4 f10ppy disk 140.000+IVA Stampante MX·80 1.150.000+IVA Stampante MX·80 F/T 1.450.000+IVA Interfaccia seriale RS232C . EG 3020 185.000+IVA Microsistema Genie Il: Genie Il 48 K + 2 minifloppy 102 K + Monitor 12" + Stampante MX·80 5.700.000+IVA Microsistema Genie 11/00: Genie Il 48 K + 2 minifloppy 240 K + monitor 12" + stampante MX·80 6.000.000+1VA

14.850.000+IVA 1.400.000+IVA 1.750.000+IVA 2.300.000+IVA 2.800.000+IVA 1100.000+IVA 3:500.000+IVA

ELE 380/50 con l f10ppy 5" da 150 KB ELE 380/40 con l f10ppy 5" da 300 K ELE 380/400 con 2 f10ppy da 300 K ELE 380/0MA (estensione per OMA) ELE 380/S100 (estensione per compatibilità schede S100) Elewins IO Elewins 20 (Hard Oisk 18 Mbytel

ELE Eledra 3S S.p.A. Viale Elvelia, lB . 20154 Milano 6.803.000+IVA 7.260.000+IVA 6.952.000+IVA 454.000+IVA 162.250+IVA 7.550.000+IVA 8.798.000+IVA

MCmicrocomputer

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GUIDACOMPUTER ELETTRONICA EMILIANA

T/20 - 48K RAM. interf. bistampante. hard disk 10MB + 1 f10ppy 1MB GPS 4 - 128K RAM. interf. bistampante. 2 f10ppy 8" (tol. 2.4 MB) GPS 4 - 128K RAM. interf. bistampanle. hard disk 10+10 MB

Elettronica Emiliana s.n.c. Viale delle Nazioni, 84 - 41100 Modena Alletta stampante 16 colonne 228.000+IVA Allapi. serie stampanti da tavolo con ingressi ASCII paralleli Hand Shake e Centronics compatibile e 35 caratteri per riga: Allapi 24 C. per moduli discreti senza limitazioni di formato 980.000+IVA Alfapi 21 C. per carta in rotolo anche con avvolgimento interno 735.000+IVA Alfapi 21 SCo per etichette adesive completo di spellicolatore 1.032.000+IVA Cavo universale per collegamento alrUser Port del Pet/CBM 65.000+IVA Alfaprinler. serie di stampanti in kit comprendente meccanica e interf .. 26/35 caratteri/riga: 21-HS per carta in rotolo. 2 colori 459.000+IVA 21S-HS trascinamento a sprocket 489.000+IVA 24-HS per moduli discreti lino a 5 copie 685.000+IVA Alimentatore universale con protezione e filtro 68.000+IVA 21-HS - prezzo OEM per 100 pezzi 345.000+IVA 21S-HS - prezzo OEM per 100 pezzi 397.000+IVA 24-HS - prezzo OEM per 100 pezzi 499.000+IVA Alimentatore - preuo OEM per 100 pezzi 52.000+IVA Alletta stampante 16 colonne 230.000+IVA

GNT (Danimarca)

Telcom s.r.l Via Matteo Civitali, 75 - 20148 Milano Mod. 3601{50 (perforatore di banda telex. interfaccia seria le e parallela con convertitori ASCII e Baudot 50 CPS Mod. 3601/75 (come 3601/50. ma 75 CPS) HAl lABORATORY

Segi Via Timavo. 12 - 20124 Milano 1050.000+IVA 1250.000+IVA 1400.000+IVA 1600.000+IVA

80 T (tractor feed) serie 111 80 F/T (tractor leed e friction feed) 82 F/T 100 100 cps

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Rebit Computer - G.B.C. Italiana s.p.A. Viale Matteolti, 66 - 200g2 Cinisello Balsamo (Milano) PG 6500 Generatore di caratteri programma bili Generatore di effetti sonori VCX 1001 Adattatore per registratore

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HP-83 A

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GUIDACOMPUTER HP·85 A HP-87 A Espansione 16 K per 85/83 Espansione 32 K per HP·87 Espansione 64 K per Hp·87 Espansione 128 K per Hp·87 Scheda CP/M per Hp·87 Cassetto porta ROM Cassetto per ROM programmabili Cartucce magnetiche (confezione da 5) Carta termica (2 rotoli x 121 metri) ROM Memoria di massa per 85/83 ROM Printer/Plotter per 85/83 ROM Programmazione avanzata per 85/83 ROM Input/Output per 85/83 ROM per matrici per 85/83 ROM Assembler per 85/83 System Monitor per 85/83 ROM Plotter per HP·87 ROM Input/Output per HP-87 ROM Assembler per Hp·87 Interlaccia Hp·18 Cavo Hp·IB 1/2 metro Cavo Hp·IB 1 metro Cavo HP-IB 2 metri Cavo HP·IB 4 metri Interlaccia seriale RS-232C Interfaccia GP-IO Interlaccia BCO Inlerfaccia parallela tipo Centronics HP-m Stampante termica incorporata (per HP 1251 Floppy Oisk Orive HP 82902 M/S (5". doppia faccia. doppia densità. 270 K) Master singolo (con controller) Slave singolo (aggiunlivo) Floppy Oisk Orive HP 82901 M/S (5". doppia faccia. doppia densità. 2x270 KI Master doppio (con controller) Slave doppio (aggiuntivo) Floppy Oisk Orive HP 9895A (8". 1.2 Mbyte) Master singolo (opzione 010) Slave singolo (opzione 0111 Floppy Oisk Orive HP 9895A (8". 2x2.1 Mbyte) Master doppio Slave doppio Trasformazione 1I0ppy 8" singolo/doppio Oisco rigido da 4.6 M Byte Oisco rigido da 4.6 M Byte con 1I0ppy da 270K (R") Plotter formato M due penne Plotter HP 7225B (formato M. 1 penna) Plotter HP 9872C (formato A3. 8 pennel Tavoletta grafica 9111A Stampante HP 82905 A/003 Stampante 2671 A Stampante HP 2671 G Stampante HP 2673 A Stampante 2631 8/020 Stampante HP 2601 A

4.782.000+IVA 4.782.000+IVA 347.000+IVA 525.000+IVA 801.000+IVA 1.416.000+IVA 881.000+IVA 80.000+IVA 336.000+IVA 190.000+IVA 60.000+IVA 258.000+IVA 258.000+IVA 258.000+IVA 525.000+IVA 258.000+IVA 525.000+IVA 508.000+IVA 258.000+IVA 525.000+IVA 525.000+IVA 703.000+IVA 139.000+IVA 139.000+IVA 148.000+IVA 169.000+IVA 703.000+IVA 881.000+IVA 881.000+IVA 525.000+IVA 5.140.000+IVA 2.262.000+IVA

3.825.000+IVA 3.825.000+IVA

Questar M 402560 . 64 K. 2 1I0ppy da 256 K. l. 29. MFF Questar M 40600A . 64 K. 2 1I0ppy da 600 K. l 11 Questar M 40600B - 64 K. 2 1I0ppy da 600 K. l 31 Questar M 40600C . 64 K. 2 1I0ppy da 600 K. l 29 Questar M 406000 . 64 K. 2 1I0ppy da 600 K. l 29. MFF Questar M 40605A . 64 K. 5 M+600 K. l 11 Questar M 40605B - 64 K. 5 M+600 K. l 31 Questar M 40605C . 64 K. 5 M+600 K. l 29 Questar M 406050 . 64 K. 5 M+600 K. l 29. MFF Questar M 42000A - 64 K. 10 M+ 10M. l 11 Questar M 42000B . 64 K. lO M+ 10M. l 31 Questar M 42000C . 64 K. 10 M+ 10M. l 29 Questar M 420000 . 64 K. 10 M+l0 M. l 29. MFF MH00140 - unità 2 1I0ppy da 140 K per 42000 MH00256 - unità 2 1I0ppy da 256 K per 42000 MH00600 . unità opzionale 2 1I0ppy da 600 K per 4200 Questar M HCP031A . CPU 8031. l 11 Questar M HCP031 B . CPU 8031. l 31 Questar M HCP031 C . CPU 8031. l 29 MHME031 . espansione 32 K PER 8031 MHCRFlO - controller 1I0ppy per 8031 MHCRll0 . controller primo disco 10M per 8031 MHCR210 conlroller secondo disco 10M per 8021 MHCR120 - controller disco 20 M per 8031 MHOK110 . prima unità disco 10M per 8031 MHOK210 - seconda unità disco 10M per 8031 MHOK120 . unità disco 20 M per 8031 MHOH605 . disco 5 M + 1I0ppy 600 K per 8031 MHCBOOl . cavo per stampante per 8031 MHCSYN31 . scbeda multiprolocollo per collegamenlo sincrono MHCASY31 . scheda multi protocollo per collegamento asincrono Stampante l 11 Stampante S 11 Stampante l 31 Stampante S 31 Stampante l 29 Nota: i prezzi della serie Questar sono comunicati dalla Honeywell: i prezzi delle stampanti sono rilevati presso alcuni rivenditori.

8.411.000+IVA 5.495.000+IVA

HOWARD INDUSTRIES

2.608.000+IVA 2.260.000+IVA

10.897.000+IVA 8.934.000+IVA 3.925.000+IVA 8411.000+IVA 9.563.000+IVA 2.973.000+IVA 5.140.000+IVA 10.000.000+IVA 3.832.000+IVA 1.417.000+IVA 2.234.000+IVA 2J95.000+IVA 4.103.000+IVA 7.290.000+IVA 7.383.000+IVA

HoneywelllSI Via Vida. 11 . 10117 Milano

94

M M M M M M M M M M M M

20140A 20140B 20140C 40140A 40140B 40140C 20256A 20256B 20256C 40256A 40256B 40256C

. . . . . . .

32 32 32 64 64 64 32 32 32 64 64 64

K. K. K. K. K. K. K. K. K. K. K. K.

2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2

INC. Ali 1000 Compoter Systems Via dell'Alloro. lllra . 50113 Firenze Olivetti Typrinter 221 con interfaccia "input/output" Olivetti Typrinter 221 con interfaccia solo "input" Interlaccia "input/output" Interfaccia solo "input" ESPANSIONI A FlOPPY OISK 8" l Orive da 600 Kbyte conlenitore singolo 2 Orive da 600 Kbyte contenitore grande per un totale di 1.2 Mbyte 3 Orive da 600 Kbyte contenitore grande per un totale di 1.8 Mbyte 1 Orive da 1.2 Mbyte contenitore singolo 2 Orive da 1.2 Mbyte contenitore grande per un totale di 2.4 Mbyte 2 Orive Tandon da 1.2 Mbyte per Microleader

5.550.000+IVA 4.500.000+IVA 2.405.000+IVA UOO.OOO+IVA 1.950.000+IVA 2.950.000+IVA 3.850.000+IVA 2.700.000+IVA 4.200.000+IVA 3.800.000+IVA

IBC Micros S.r.l C.so finaodi 43 - 10119 Torino

HONEYWELL

Ouestar Ouestar Questar Questar Queslar Questar Questar Questar Questar Questar Questar Questar

12.292.000+IVA 10.904.000+IVA 11.136.000+IVA 12.876.000+IVA 13.416.000+IVA 16.317.000+IVA 16.539.000+IVA 18.204.000+IVA 18.744.000+IVA 2U90.000+IVA 22.009.000+IVA 23.652.000+IVA 24.192.000+IVA 1.540.000+IVA 2.035.000+IVA 2.860.000+IVA 10.010.000+IVA 10.230.000+IVA 11.880.000+IVA 660.000+IVA 1.166.000+IVA 1.166.000+IVA 1.166.000+IVA 2.035.000+IVA 8.316.000+IVA 8.316.000+IVA 10.098.000+IVA 9.020.000+IVA 330.000+IVA 1.400.000+IVA 1.400.000+IVA 900.000+IVA 900.000+IVA 1.300.000+IVA 1.300.000+IVA 2.600.000+IVA

1I0ppy 1I0ppy 1I0ppy 1I0ppy 1I0ppy 1I0ppy 1I0ppy 1I0ppy 1I0ppy 1I0ppy 1I0ppy 1I0ppy

da da da da da da da da da da da da

140 140 140 140 140 140 256 256 256 256 256 256

K. K. K. K. K. K. K. K. K. K. K. K.

l l l l l l l l l l l l

11 31 29 11 31 29 11 31 29 11 31 29

8.250.000+IVA 8.470.000+IVA 10.120.000+IVA 9.020.000+IVA 9.240.000+IVA 10.890.000+IVA 8.800.000+IVA 9.020.000+IVA 10.670.000+IVA 9.831.000+IVA 10.057.000+IVA 1 U52.000+IVA

Sistema 40 IBC 64K RAM 2 1I0ppy disk driver 1 sistema operativo multi user Versione a 128K Versione a 192K Versione a 256K Video terminale Volcher craig 404 Stampante seria le 80 CPS 2 Floppy disk drives Winchester 14 M8 Wincbesler 20 M8 Winchester 42 MB Winchester 70 MB Supplemento per back-up su cassetta al posto di 1 1I0ppy

12.300.000+IVA 14.300.000+IVA 14.900.000+IVA 15.500.000+IVA 1.500.000+IVA 1.800.000+IVA 3.950.000+IVA 7.500.000+IVA 8.000.000+IVA 8.500.000+IVA 9.900.000+IVA 3.450.000+IVA

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IBM IBM Ilalia Via Pirel": 18· Milano

INTERTEC DATA SYSTEMS (U.S,A,)

Callaneo Syslem Via Cesarea. 9 . 16123 Genova

Sistema 23 IBM· 32K di mem. 0.25 Mb su minidisco e stampante OD cps Configurazione: 64 K Byte 2.4 Mbyte su minidisco e stampante OD cps Configurazione: 64 K Byte 2.4 su minidisco + Stampante 160 cps 164 K Sistema 23 versione ergonomica 64 K di memoria centrale lino a 2.4 Mbyte su minidisco, stampante OD cps Sistema 23 versione ergonomica 64 K fino a 2.4 Mb su mini disco stampo 160 cps

9.565.500+IVA 13.459.500+IVA 14.565.500+IVA 15.305.000+IVA 16.491.500+IVA

IBM Hard & SolI Syslems Via Coslanlinopoli 50 . 47045 Miramare di Rimini IBM personal computer modo 5150 64K, video 25xOO, 2 minifloppy da 160K. stampante OD cps

0.500.000+IVA

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ICS Salran Via del/a Balduina. 89 . 00136 Roma M23 mark 11I (120 K, video, 2 minifloppy da 320 K) Video a colori per M23 M223 (64 K, video, 2 minifloppy da 350 Kl M223 con disco 10M M223 con disco 20 M M243 (192 K, video. 2 minifloppy da 720 K. multiutente M243 con disco 10M M243 con disco 20 M Minifloppy aggiuntivo per M23 o M223 Minifloppy aggiuntivo per M243 Disco aggiuntivo 10M per 223 o M243 Disco aggiuntivo 20 M per M223 o 243

4.900.000+IVA 1.100.000+IVA 0.700.000+IVA 17.200.000+IVA 2D.000.000+IVA 13.050.000+IVA 22.500.000+IVA 25.0DO.000+IVA 900.000+IVA 900.0DO+IVA O.OOO.OOO+IVA 10.000.000+IVA

6.250.000+IVA 7.200.000+IVA 4.390.000+IVA 3.600.000+IVA 6.900.000+IVA 7.000.000+IVA 8.000.000+IVA 0.200.000+IVA 10.550.000+IVA 22.000.000+IVA 600.DOO+IVA 900.000+IVA 600.000+IVA 500.000+IVA 250.000+IVA 400.000+IVA

Superbrain 64 K (con CP/M e BASIC) Superbrain fiO (con CP/M e BASIC) Compustar modo 10 (con CP/MI e OASIC) Compustar modo 15 (con CP/M e BASI C) Compustar modo 20 (con CP/M e OASIC) Compustar modo 30 (con CP/M e BASIC) Compustar modo 40 64 K RAM 1.6 Mbyte Disco 10 Mbyte per Compustar Disco 16+16 Mbyte per Compustar Disco 16+00 Mbyte per Compustar Compilatore Pascal/Z Compilatore Cobol Compilatore Fortran Interprete APL/VOO Compilatore/interprete BASIC Compilatore/interprete MOASIC

ITI 3030 Condor Inlormalù:s Via Grancini 8 . 20145 Milano Sistema a f10ppy 3030/1 CPU I + Set di espansione + tastiera di base + tastiera aggiuntiva + Monitor B/N e adattatore + 2 minifloppy da 270 K Sistema a dischi 3030/5 con 1 f10ppy Sistema a f10ppy 3030/5 con 1 f10ppy + Hard disk 5MB + Controller Hard disk

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1.4HO.000+IVA 1.9HO.000+IVA 1.500.000+IVA 240.000+IVA 2HO.000+IVA 2.34H.000+IVA 2.950.000+IVA 150.000+IVA 75.000+IVA 700.000+IVA 100.000+IVA 100.000+IVA 1.115.000+IVA 9H5.000+IVA 750.000+IVA 1.5HO.000+IVA

CTl 9HO/l mono utente CTl 9HO/0 multi utente Terminale video Espansione HK statica Espansione 32 K dinamica Doppio 1I0ppy 327K MFl Doppio 1I0ppy 655K OSl Scheda RS 232C Scheda parallela Cenlronics Shine 16K Espansione 16 K Espansione 32 K Mini 1I0ppy disk 90K 5" Il mini 1I0ppy Stampante HO col. Stampante 132 col.

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a 1.465.000+IVA a 4.157.000+IVA 2.701.000+IVA 6.500.000+IVA 7.000.000+IVA 1.400.000+IVA 1.700.000+IVA 2.000.000+IVA

MICROMATION Ediconsul/ S.r.l Via Hosmini, 3 . 20052 Monza M/NET l·64 + Input/Output Estensione a due utenti Estensione a tre utenti Estensione a quallro utenti Estensione a cinque utenti Estensione a sei utenti Estensione a selle utenti Estensione a 0110 utenti Floppy SFOOO 1 Mbyte Floppy OFOO 2 Mbyte Disco 14" 20 Mbyte Oisco H" 21 MB+Fl. SFOO Oisco H" 21 MB+Fl. OFOO 2 Dischi H" 42 Mbyte Nola: prezzi per dollaro a [ 1200 . Prezzi aggiornati

6.130.000+IVA 7.365.000+IVA 10.365.000+IVA 12.6H5.000+IVA 15.345.600+IVA lH.004.HOO+IVA 20.665.200+IVA 21324.400+IVA 5.115.600+IVA 6.956.000+IVA 12.672.000+IVA 15.345.600+IVA 12.672.000+IVA 22.506.000+IVA al l marzo

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382 380 381 384 387 386 388 385 389 383 392 391 390

- Scheda CPU - Alimentatore - BUS - Tastiera esadecimale - Tastiera alfanumerica - Espansione 8 K RAM - Scheda video e interprete BASIC - interfmia cassette - interfmia stampante - interfmia TASD per accessori Scheda Ram Dinamica Alimentatore Floppy Interfaccia Floppy

130.000 IVA 77.000 IVA 13.200 IVA 60.000 IVA 120.000 IVA 120.000 IVA 21 B.OOO IVA 130.000 IVA 56.000 IVA 60.000 IVA 150.000 IVA 47.000 IVA 190.000 IVA

MCmlcrocomputer

comp. comp. comp. comp. comp. comp. comp. comp. comp. comp. comp. comp. comp.

11


GUiDACOMPUTER S.W.T.P.C. (U.S.A.)

Homic Personal Computer s.r.l Piazza de Angeli. 3 . 20146 Milano (t. 02/469546J.4696040) Sistema S09 128 K RAM Oisco winchester 20 Mbyte Oisco winchester 40 Mbyte F10ppy 2,5 Mbyte Terminale 8212 12" Terminale 8212 9" Terminale 8212 W 12" World processor RAM 128K (fino a 384 K) Software operativo Unillexl Unibasic

5.420.000+IVA 9.440.000+IVA 11.540.000+IVA 5,250.000+IVA 2.010.000+IVA 1.910.000+IVA 2.300,000+IVA 3490.000+IVA 1.190,000+IVA

STRODE

Iret Informatica S.p,A, Via Bovio. 5 (zona Mancasale) - 42/00 Reggio Emilia Plotter Slrobe 100 (a rullo formato M) Interfaccia Strobe per Apple Il (con Software grafico Businessl Interfaccia Strobe seriale RS232 Interfaccia Strobe per CBM Commodore Interfaccia S!robe per TRS 80 leapak (Software e routine di controllo per il plotter e l'Apple Il) Curve Il (Programma di disegni guidato per il personal Apple Il) Difplot (Programma di lettura e gestione grafica dei dati elaborati con il programma VisiCalc) Business Graph (Programma applicalivo per Apple Il. guidato da menu in italiano)

1.630,000+IVA 280.000+IVA 561,000+IVA 25D.DOD+IVA 25D.DOD+IVA 482,DOD+IVA 441.DDD+IVA 81.000+IVA 197.000+IVA

TRS·80 Model 3 16K liv. 3 TRS·80 Model 3 48K 2 drives line printer Ouick printer line printer Model Il Ouick printer Model Il line prinler Model 11I Stampante a margherita line printer Model V line printer Model VI line printer Model VII line printer Model VIII Printer plotter Color computer 4K Color computer 16K Borsa da trasporto Joystick Cavo per RS 232 Kit 16K RAM Basic esteso Drive D Drive l

1.965.000+IVA 4.630.000+IVA 1.900.000+IVA 950.000+IVA 1.150.000+IVA 370.000+IVA 2.000.000+IVA 3330,000+IVA 2,750,000+IVA U95.000+IVA 666,000+IVA 1.200.000+IVA 1.850.000+IVA 899.000+IVA 1.125.000+IVA 31.000+IVA 53000+IVA 24.000+IVA 139.000+IVA 220,000+IVA 99D.DOD+IVA 59D,DOD+IVA

TElCOM

Telcom s.r.l Via Malleo CiV/fali 75 . 20/4B Milano Sottosistema

Mini Winchester

5". 5 Mbyle. per Apple

TANDY RADIO SHACK (U.S.A.)

TElEVIDEO

Rebit Computer· G.B.C. ftaliana S.p.A. V.le Malleoll/: 66 - 20092 Cinisello Balsamo (MI)

Microcomp S.p.A. Viale Manfio Gelsomini. 2B - 00/53 Roma 1.1 06.000+IVA 1.160.000+IVA 1.184.000+IVA 1.290,000+IVA 197.000+IVA 92,000+IVA 6.420,000+IVA 6,980,000+IVA 950.000+IVA 2,555.000+IVA 3850,000+IVA 5,135.000+IVA 1.385.000+IVA 1.495,000+IVA

TRS·80 Model l 4K liv, l TRS-80 Model 1 16K liv, l TRS·80 Model l 4K Iiv, 2 TRS·80 Model 1 16K liv, 2 Kit 16K più !astierino Nuovo las!ierino numerico Modello Il 32K l disco Modello Il 64K l disco Scheda di espansione da 32K Espansione 1 drive Espansione 2 drive Espansione 3 drive Solo disk drive TRS-80 Model 3 4K liv, 1

Apple /Il ~ -

~---

(U.S.A.)

Prezzi in fase di revisione al momento di andare in stampa,

TEXAS INSTRUMENTS

(U.S.A.)

Texas Instruments Semicondullori Italia S,p.A, Divisione prodolli elellronici Personali - Viale delle Scienze 020/5 Cilladucale (Rietij Unità centrale TI - 99/4A Controller minilloppy Drive minifloppy Interfaccia RS232 C Sintetizzatore di voce Coppia Joystick Stampante termica

598.000+IVA 460,000+IVA 820.000+IVA 320.000+IVA 220,000+IVA 49.000+IVA 590,000+IVA

ORGANIZZAZIONE

MEMORY

COMPUTERS S.r.l. ROMA

Via Manfredi, 12 - Tel. 06/804592 Via Antonelli, 49 • Tel. 06/804592 Via Livorno, 25 • Tel. 06/4270119

.-'"

SPECIALIZZATI PER: MEDICI - NOTAI - INGEGNEPJ STATISTICA - COMMERCIALISTI PROGRAMMI DI ELADORAZIONE PER QUALSIASI ESIGENZA DIMENSIONAMENTO E INSTALLAZIONE ASSISTENZA TECNICA HARDWARE E SOn'WARE GUIDA ALLA PROGAAMMAZIONE E ALL'UTILIZZO

RIVENDITORE

5,100.000+IVA

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8], , l: I..;., _ -~ =--. . ... ,"

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Apple Il


GUIDACOMPUTER Moduli ROM Extended Basic TI-lOGO Editor Assembler Pascal Editor Pascal linker Terminale Emulator 2 Scacchi Calcio Invaders

260.000+IVA 350.000+IVA 190.000+IVA 130.000+IVA 170.000+IVA 13'0.000+IVA 120.000+IVA 69.000+IVA 37.000+IVA

TOBIA (Italia)

Ital SEL.OA. V.le Cesare Pavese, 45 - 00144 Roma Tobia personal computer, 48 KB, display 80 caral. stampante 132 col. Tobia Robot. 64 Kbyte programma su PROM a scelta dell'utente, tastiera, display e stampante Tobia Microcomputer 128 Kbyte, video 80x24, stampante 132 col. unità f10ppy disk 5" con 350 KB Tobia Minicomputer 128 KB, video 80x24, tastiera professionale, stampante 132 col. 2 f10ppy disk 8" da 2.4 Mb Scheda Tobia CPU Z80A Scheda Tobia Prom Basic 12K Scheda Tobia Eprom 16 Kbyte Scheda Tobia RAM stati che 16 Kbyte Scheda Tobia RAM dinamicbe 32 K Scheda Tobia CONFIGURATOR Scheda Tobia Inlerfaccia video (comprende interfaccia TV) Scheda Tobia Bus e alimentatore Kit assembla9gio Tobia personal con tastiera Kit cassetta digitale Tobia Printer 80/132 col.. microprocessore bidirezionale, 80 cps. mal. 9x7 TRENDCOM

2.950.000+IVA 2.850.000+IVA 5.250.000+IVA 7.450.000+IVA 195.000+IVA 290.000+IVA 320.000+IVA 350.000+IVA 280.000+IVA 330.000+IVA 330.000+IVA 220.000+IVA gOO.OOO+IVA 290.000+IVA 720.000+IVA

(U.S.A.)

Telcom s.r.l Via Matteo Civitali 75 - 20148 Milano Stampante modo 100 Stampante modo 200 Interfaccia per TRS-80 Interfaccia per Apple con grafica Interfaccia per Pet Interfaccia seriale Carta (16 rotoli l per modo 100 Carta (IO rotolil per modo 200 Nota: prezzi per dollaro a l. 1200 TRIUMPH

540.000+IVA 775.000+IVA 140.000+IVA 195.000+IVA 195.000+IVA 190.000+IVA 80.000+IVA 80.000+IVA

ADLER (Germania)

Triumph Adler Italia Sp.A. Viale Monza, 261 - 20126 Milano Alphatronic P2S 2 f10ppy disk 320 K con stampante ORH 80 Alphatronic P2S 2 f10ppy 320 K completo di stampante OR 15 Alphatronic P2S 2 f10ppy da 320 K completo di stampante OR 0170 S Alphatronic P2S 2 f10ppy da 320 K completo di stampante SO 4035 Alphatronic P2 2 f10ppy 160 K con stampante ORH 80 Alphatronic P2 2 f10ppy 160 K con stampante ORH 15 Alphatronic P2 2 f10ppy 160 K con stampanle ORO 1705 Alphatronic P2 2 f10ppy 160 K con stampante SO 4035 Interfaccia IEC BUS Interlaccia parallela UP 8606 Orologio Real time ZU 8607 Full Graphics CRT 4A

8.145.000+IVA 10.775.000+IVA 8.165.000+IVA 8.485.000+IVA 6.875.000+IVA 9.505.000+IVA 6.815.000+IVA 7.215.000+IVA 360.000+IVA 540.000+IVA 160.000+IVA 1.000.000+IVA

VECTOR GRAPHIC (U.S.A.)

COS Italia s.r.l. Via Giovannetti. 16 - 57100 Livorno VIP 1600 - 1 mini f10ppy da System 2600 - doppio f10ppy System 2800 - doppio f10ppy System 3005 - 1 mini f10ppy System 3032 - 1 mini f10ppy System 3100 • come System

102

630K, - con programma "C.O.S. Book-keeper" da l,23M da 2,05M da 630K, - 1 Micro-Winchester 5M da 630K, - 1 Winchester 8" 32M 2600 basato su System B

7.800.000+IVA 9.615.000+IVA 12.439.000+IVA 15.130.000+IVA 24.231.000+IVA 11.030.000+IVA

16.142.000+IVA System 3105 - come System 3005 basato su System B System 5005 - come System 3005 basato su Syslem B - Multitasking 17.066.000+IVA in CP/M 2.22l - accetta sino a 5 posti di lavoro System 5032 - Mullitasking, Multiprogrammazione basato su System B - 128 Kb RAM 53K Extended CP/M2 - 32 Mb 8" Winchester + 630 Kb f10ppy 26.334.000+IVA UNISTOR T - singolo f10ppy addizionale 630K 2.696.000+IVA MICROSTOR - doppio f10ppy addizionale 1.23K 3.208.000+IVA SAFS10R 10-15 . bobina back-up per 3005, 5005, 3032, 5032 da 15 7.245.000+IVA Mb comprensiva di Software MST - Terminale Intelligente aggiuntivo buono solo per 5005, comprensivo anche di scheda 64K RAM e di scheda Flashwriter Il 3.886.000+IVA MSTP - Terminale Intelligente aggiuntivo buono solo per 5032, comprensivo anche di scheda 64K RAM e di scheda Flashwriter Il 4.093.000+IVA 5.750.000+IVA NEC 5500 - Stampante margherita prop. con cavo piatto e scheda di attacco NEC 7700 . come 5500 ma 55 cps 6.910.000+/VA Tutti i sistemi comprendono: 64 K di memoria RAM - scheda Oualmode a correzione automatica di errore CP/M 2.22 e MBasic-80 Plus 5 singolo HO 5 1/4" da 5 Mbyte 7.800.000+IVA Ministor singolo HO 5 1/4" da 5 Mbyte più singolo f10ppy da 5 1/4" da 630 KByte 9.934.000+IVA Megastor singolo HO 8" da 32 MByte più singolo floppy da 5 1/4" da 630 KByte 19.291.000+IVA MORROW DESIGN Oiscus 2x8 doppio f10ppy 8" da 2xl.05 Mbyte HO 5 singolo HO da 5 1/4" da 5 MByte HO lO singolo HO da 8" da IO MByte HO 20 singolo HO da 8" da 21 MByte HO 26 singolo HO 14" da 26 MByte WATANABE INSTRUMENTS

5.699.000+IVA 5.502.000+IVA 7.812.000+IVA 9.742.000+IVA 9.357.000+IVA

CORPo

EC.T.A. Sp.A. Via Giacosa, J - 20127 Milano WX 4671 1 penna, 5 cm/sec WX 4675 6 penne, 5 cm/sec PH 501 - set di conversione dal WX 4671 al WX 4675 WX 4635 1 penna, 25 cm/se c, foglio singolo WX 4635R 1 penna, 25 cm/sec, trasc. a rullo WX 4638 1 penna, 40 cm/sec, foglio singolo WX 4638R 1 penna, 40 cm/sec, tra se. a rullo WX 4634 2 penne, 25 cm/sec, foglio singolo WX 4634R 2 penne, 25 cm/sec, tra se. a rullo WX 4637 2 penne, 40 cm/sec, foglio singolo WX 4637R 2 penne, 40 cm/se c, tra se. a rullo WX 4633 lO penne, 25 cm/sec, foglio singolo WX 4633R lO penne, 25 cm/se c, tra se. a rullo WX 4636 lO penne, 40 cm/sec, foglio singolo WX 4636R lO penne, 40 cm/se c, trasc. a rullo WX 4612 WX 4602 PC 2621 - interfaccia parallela 8 bit PC 2601 - interfaccia RS-232C PC 2611 - interfaccia HP-IB IEEE488 PC 2651 Interfaccia RS 232 per WX4671 e WX4675 PC 2661 Interfaccia IEEE 488 per WX4671 e WX4675 TM 501 Kit di conversione per WX4671 in WX4675 (senza ROM) Nota: prezzi per 1 Ven = 5,2 lire

2.050.000+IVA 2.290.000+IVA 290.000+IVA 4.970.000+IVA 6.215.000+IVA 5.690.000+IVA 6.930.000+IVA 5.445.000+IVA 6.700.000+IVA 6.185.000+IVA 7.430.000+IVA 5.890.000+IVA 7.150.000+IVA 6.640.000+IVA 7.890.000+IVA 40.460.000+IVA 36.060.000+IVA 430.000+IVA 830.000+IVA 945.000+IVA 1.020.000+IVA 1.360.000+IVA 290.000+IVA

WAVE MATE INC, (U.S,A,)

S.P.H. Computer s.r.l Via Giacosa, 5 - 20127 Milano 2064-000 2064-001 2064-004 3100-003 3100-004 3100·005 3100·006 3200-001 3200-002 1000-109 1500-001 1600-001 8000-001 8000-002

-

CPU 64 K CPU 64 K, 1 drive 148 K CPU 64 K, 1 drive 736 K 1 drive 184 K 1 drive 736 K 2 drive 184 K (tol. 368 Kl 2 drive 736 K (tol. 1.47 MI drive aggiuntivo 184 K drive aggiuntivo 736 K cavo per interfaccia seriale EIA, 3 m scheda CPU, 64 K, l/O, disk controller - interfaccia parallela 8 bit (compal. Centronics) - sisl. operativo MTS-6800, Assembler, Editor - S.O. MTS-6800

3.915.000+IVA 5.047.000+IVA 5.510.000+IVA 1.165.000+IVA 1.855.000+IVA 1.780.000+IVA 3.110.000+IVA 670.000+IVA 1.290.000+/VA 72.500+IVA 1.725.000+IVA 150.000+IVA 588.000+IVA 252.000+IVA

MCmicrocomputer

11


GUIDACOMPUTER 8001-001 - MTS Basic Compiler & Runtime 8001-002 - MTS Basic Runtime 8003-001 - MTS TVPE Text Output Formaller Program 8003-002 - MTS Type & Runtime 8004-001 MTS Assembler & Linker 8005-001 MTS IOB Oebugger 8006-001 MTS Line Editor 8007-001 MTS Screen Editor 8100-001 FLEX 2.0 oisc operating System 8100-002 - FLEX O/S Utility Command Package 8101-001 - Scientific basic 8102-002 - Extended Basic 17 digit Floating point 8103-002 - FORTH+ 8110-001 - FLEX Line Edilor 8110-002 - Word-processing Text Processor 8110-003 - Sort-Merge 8110-006 - Mnemonic Assembler 8110-008 - RRMAC Relocatable Recursive Macro Assembler 8110-009 - Relocatin9 Assembler & Linking Loader Nola: prezzi per dollaro a L. 1.150 ZENITH

DATA

SYSTEMS

354.000+IVA 210.000+IVA 210.000+IVA 420.000+IVA 168.000+IVA 102.000+IVA 67.000+IVA 378.000+IVA 252.000+IVA 168.000+IVA 108.000+IVA 168.000+IVA 420.000+IVA 67.000+IVA 102.000+IVA 126.000+IVA 67.000+IVA 252.000+IVA 92.000+IVA

(U.S.A.)

Adveieo Data Systems s.r,l Via Emilia Ovest. 129 . 43016 San Pancrazio (Parma) l·89-FA - con lIoppy 5" 102 K, CP/M 2.2 e BASIC 80 Microsoft l-87 - Unità 2 f10ppy 5" da 102 Kbyte l·47 . Unità 2 f10ppy 8" doppia faccia doppia densità (2,2 M) l·l . terminale MW - Word Processing Magie Wand (per CP/MI HMS-817-2 - Fortran Microsoft 5" (per CP/MI HMS-817-3 - Cobol Microsoft 5" HMS-817-4 - Compiler BASIC-80 5" (per CP/M) HMS·847·2 - Fortran Microsoft 8" (per CP/M) HMS-B47-3 - Cobol Microsolt 8" (per CP/M) HMS-847-4 . Compiler MBASIC 8" (per CP/M) SF·8107 . CBASIC Il (CP/M) SF-9100 - Full Screen Editor (CP/M) SF·9101 . Text Formaller (CP/M) SF-9103 - CPS Communications Utilily (CP/M) HOS·817-3 Sistema operativo Pasca I 5" HOS-817·1 . Sistema operativo HoOS 5" HOS·847·1 . Sistema operativo HoOS 8" H-8-20 - HoOS Fortran 5" H·8-21 - HoOS MBASIC 5" SF-8002 - Microsoft Macro 80 (HOOS) SF-9000 . Full Screen Editor (HoOS) SF-9001 - Text Formaller (HOOS) SF·8004 - Sort (HoOS) SF·9003 - CPS Communications Utility (HOOS) SF-9006 . RTIV Communications Processor (HOOS) SCHEDE APPLIED

MICRO

TECHNOLOGY

4,950,000+IVA 1.950.000+IVA 5.900,000+IVA 1.590,000+IVA 450.000+IVA 350.000+IVA 650.000+IVA 420.000+IVA 350.000+IVA 650,000+IVA 420,000+IVA 190,000+IVA 90.000+IVA 95,000+IVA 70.000+IVA 490.000+IVA 250,000+IVA 250,000+IVA 250.000+IVA 250.000+IVA 130,000+IVA 90.000+IVA 95.000+IVA 50,000+IVA 70,000+IVA 165,000+IVA

A MICROPROCESSORE INC.

(USA)

Teennitron s.r.l VÙile Milanohori palazzo E2-20094 Assago (Milano) ST 4102 l80 single board computer 4K monitor CP/M compatibile, 2K RAM 24 linee l/O RS232C ST 4203-65 RAM Dinamica 65 KByte ST 4301 Floppy disk controller singola densità ST 4302 Serial l/O ST A/O Converter 8,16.24,32 canali a 12 bit ST 4304 Parallel l/O ST 4310 Modem ST 4315 F10ppy disk controller doppia densità ST 4401 EPROM PROGRAMMER ST 4402 Arilmetica f10ating poin! ST 4501 Video display controller 128x128x8 ST 4504 CRT Controller 80x24 ST 4520 Video display controller (richiede uno dei moduli ST 4521, ST 4522, ST 4524. ST 4523) ST 4521 512x512x8 B/N ST 4522 512x512x8 a colori

MCmicrocomputer 11

800.000+IVA 1.180.000+IVA 445,000+IVA 425,000+IVA 770,000+IVA 325,000+IVA 625.000+IVA 560.000+IVA 390.000+IVA 530.000+IVA 690.000+IVA 625,000+IVA

ST 423 512x512xl 9rafica ST 4530 Video frame caplure (richiede uno dei moduli ST 4531. ST 4533) ST 4531 512x51 N B/N ST 4533 512x512xl 9rafica MS 4000 64 K RAM CP/M doppio f10ppy 5" 1/4 FO 520 D sOllosistema 2 lIoppy 5" l/4 Fo 820 D sOllosistema 2 lIoppy 8" SS.OO HO 500 sollosistema Hard disk 5M HO 800/F Hard 8.4 M HO 1400 sollosistema Hard disk 34 M CP/M 2.2 Microsoft Basic-80 Microsoft Basic compiler Micropro word-startm Nola: schede STO-8US compatibili. Prezzo per dollaro a L. 1.200 A.S.El.

155.000+IVA 1.420.000+IVA 2.450.000+IVA 155.000+IVA da 8.000.000+IVA 2.400.000+IVA 4.500.000+IVA 6.000.000+IVA 7.500.000+IVA 12.000.000+IVA 380.000+IVA 450.000+IVA 550.000+IVA 650.000+IVA

(Italia)

A.S.H s.r.l Via Conina d'Ampezzo. 17· 20139 Milano Amico 2000 montato Amico 2000 in kit Alimentatore Espansione BUS Alimentatore di polenza montato Alimentatore di potenza in kit Contenitore con alimentatore di potenza. montato Contenitore in kit Inter/accia video montata Inter/mia video in kit Tastiera ASCII montata Tastiera ASCII in kit Scheda RAM/ROM Basic montata Scheda RAM/ROM Basic in kit Sistema completo Amico 200 A036 Scheda CPU A033 RAM dinamica 16K A033 RAM dinamica 32K A034 Floppy disk controller A027 Scheda Video A035 Inter/accia SER/PAR A030 Scheda RAM/ROM Mother Board COSMIC

305.000+IVA 249.500+IVA 16,500+IVA 93.000+IVA 144,000+IVA 114,000+IVA 350.000+IVA 144.000+IVA 249.000+IVA 224.000+IVA 144.000+IVA 129.000+IVA 299.000+IVA 269.000+IVA 1.350,000+IVA 185.000+IVA 260,000+IVA 340,000+IVA 350,000+IVA 238,000+IVA 151,000+IVA 120.000+IVA 140,000+IVA

(Italia)

Cosmie s,r.l Largo Luigi Antonelli, 2 . 00145 Roma FOC/2 . f10ppy disk controller L'EMMECI

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MCmicrocompuler

11

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011 MCmicrocomputer  

Settembre 1982

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