Page 1

Vanni Calanca

L’anima della mia città Cinquant’anni di fotografia a Mirandola

ASSOCIAZIONE VOLONTARI ITALIANI SANGUE

Comunale Mirandola

COMUNE DI MIRANDOLA

Rotary Club Mirandola


Vanni Calanca 50 anni di fotografia

Autore raffinato e sensibile, che crede nella forza espressiva della <semplicità>, debitamente controllata e costruita da un rigoroso senso estetico, grazie anche alla sua spiccata sensibilità per la luce. Nato come grafico (studia arte, pittura e grafica pubblicitaria a Bologna alla scuola di Sepo) è poi arrivato alla fotografia, all’inizio degli anni ‘60, e dalla metà degli anni ‘80 le sue fotografie, sono apparse su un’ampia varietà di pubblicazioni, riviste, libri, calendari, cataloghi specializzati, collaborando con case editrici italiane ed estere, gallerie d’arte, occupandosi anche della produzione di immagini medico scientifiche. Testimonial Leica, per molti anni ha girato l’Italia presentando diaproiezioni in dissolvenza incrociata, facendo vedere la qualità delle ottiche e che per la cui gloria ha anche fondato nel 1994 il < Gruppo Fotografico Leica > di cui è presidente, che riunisce un qualificato numero di autori. Dal 1989 anno della sua prima personale a Fiorenzuola d’Arda, a tutt’oggi, innumerevoli sono state le mostre che anno presentato le sue fotografie, sia in Italia che all’estero, creandosi così una solida reputazione. Nel 1997 ha pubblicato il suo primo libro “Vanni Calanca e la sua Leica”. Ha collaborato con Ilford Photo e con Agfa Gevaert sui prodotti professionali, e nel 2000 viene presentato alla Galleria Agfa di Milano il suo secondo libro “Racconti fotografici”, ne seguiranno altri. Nel 1999 a Firenze per il volume “Vanni Calanca e la sua Leica” riceve il premio “Fotografo dell’anno”. Sempre nello stesso anno 1999 la FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) gli conferisce l’onorificenza più prestigiosa la MFI, Maestro della Fotografia Italiana. Tra le numerose mostre e diaproiezioni di sue fotografie spiccano quelle alla Leica Gallery di Milano e Solms (Germania), Colonia (Germania), Saragozza (Spagna), Lille (Francia), Germering (Germania), Roma, Bologna, Rosario (Argentina), New York, Hong Kong, Reims (Francia), Mouscron (Belgio), Shanghai (Cina). Dal 1993 è membro del < Photographic Society of America > Dal 2004 è membro del < National Geographic Society > Mattia Rossi REFLEX


Lâ&#x20AC;&#x2122;anima della mia cittĂ  Vanni Calanca

1


RINGRAZIAMENTI Sono grato a tutti coloro che con la loro disponibilità ed i loro consigli hanno contribuito alla realizzazione del volume. Ed a tutti coloro che hanno gentilmente consentito di effettuare le riprese fotografiche all’interno delle chiese e palazzi. In primo luogo a COMUNE DI MIRANDOLA ROTARY CLUB MIRANDOLA FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI MIRANDOLA AVIS COMUNALE MIRANDOLA E uguale ringraziamento a Maino BENATTI Edmondo TRIONFINI Don Carlo TRUZZI Carlo LONGHI Claudio TRAZZI Lara CAVICCHIOLI Carla FARINA Loreno CONFORTINI Vanna AMADEI Franco ACERBI Mattia ROSSI aiuti preziosi in questa pubblicazione “ cittadina ”.

Ia edizione giugno 2013 ISBN 978-88-89109-65-6

Un particolare ringraziamento all’Amico Gennaro MUROLO, guida nella lunga preparazione di questo volume. ... uno specialissimo ringraziamento a: Catania BENEDETTO Capo Squadra V.D.F. di Livorno (colonna mobile) Silvio BENEDETTI Capo Squadra Esperto V.D.F. di Roma Stefano ZACCARELLI della A. e C. costruzioni - Mirandola Paolo MAFFEI della Impresa Edile Maffei - Mirandola che senza il loro aiuto, tante immagini non avrei potuto realizzare. Infine il ringraziamento più sentito a mia moglie Graziella, per le molte ore passate con me, nella fase di selezione una collaborazione intelligente, assidua per la quale cara Graziella, ti sono infinitamente grato. Vanni Calanca 2

© 2013 Vanni Calanca © APM Edizioni via B. Franklin, 5/a - 41012 Carpi (MO) tel. +39 059 691118 - www.apmedizioni.it Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma o qualsiasi mezzo elettronico, meccanico o altro senza l’autorizzazione scritta dei proprietari dei diritti.


Ai miei adorati nipoti Matilde, Sofia, Gian Giacomo perchè amino quelle che sono le loro radici.

3


Come raccontano con sorprendente dettaglio le immagini di questo libro, il 20 e il 29 maggio 2012 due disastrosi terremoti hanno devastato Mirandola. Le nostre comunità hanno dovuto misurarsi con la tragedia del sisma e con i gravi danni che ha prodotto. Pur in una situazione così complessa, la risposta della nostra gente è stata immediata. Subito dopo il 20 maggio c’è stata una reazione istantanea, forte ed efficace nel rispondere alla prima emergenza da parte di cittadini, associazioni, istituzioni con l’aiuto della solidarietà proveniente da tutta Italia. In quel momento abbiamo sentito tutto il nostro Paese vicino. Si è quindi passati alla fase transitoria e temporanea, prima dell’inizio della vera e propria ricostruzione. Ora si è aperta la fase più delicata e difficile, perchè il terremoto rende la realtà come uno specchio andato in frantumi. Noi abbiamo l’impegno di ricomporre quello specchio, cogliendo l’occasione, se è possibile, di renderlo ancora più bello. 4

Proprio per questo noi dobbiamo ricostruire ma anche costruire situazioni nuove. Ricostruire è una parola che evoca drammi passati ma anche possibili oppurtunità per il futuro. Prima di tutto serve un impegno forte e convinto per ricostruire il senso delle nostre comunità, che devono essere aperte e ricomporsi partendo da valori condivisi (solidarietà, convivenza, integrazione, doveri); di sogni e progetti comuni. Da lì possiamo ripartire assieme. Poi ricostruire fisicamente il nostro territorio con priorità chiare come abbiamo sempre dichiarato: il lavoro, la conoscenza e le scuole, le famiglie e i nostro monumenti. In questa drammatica situazione è emerso chiaramente quali risorse e quali valori siano alla base delle nostre comunità. Lo spirito positivo di tanti cittadini che con l’angoscia nel cuore hanno comunque sostenuto l’emergenza e la ripresa; la caparbietà degli imprenditori e dei lavoratori che hanno immediatamente riattivato le aziende in situazioni difficilissime, anche rimettendoci


la vita; la presenza e la volontà delle associazioni e dei volontari a fianco dellle istituzioni. La solidarietà, il lavoro, il senso civico, la forza e l’unità d’intenti delle istituzioni e dei dipendenti pubblici sono un tesoro fondamentale che bisogna mettere a frutto nella prossima fase di ricostruzione morale e materiale della nostra comunità. Sono convinto che Mirandola, con pazienza e tenacia, si risolleverà, perchè vogliamo elaborare assieme un progetto condiviso di sviluppo e qualità della vita del nostro territorio, con obiettivi precisi per riprendere il viaggio. Dobbiamo ricostruire la fonte del benessere, il lavoro; dobbiamo ricostruire le fonti della conoscenza, le scuole; dobbiamo ricostruire le fonti della nostra storia e cultura, i monumenti e i centri storici; dobbiamo ricostruire la fonte della nostra sicurezza, il sistema di protezione sociale. I volumi di fotografie di paesaggio fissano sempre un dato momento della storia di una comunità, la spingono a guardare al suo passato e a vedere che cosa è diventata. Lo sguardo rivolto

al presente può essere nostalgico, appasionato, pieno di fiducia o colmo di rimpianti. Lascio ad ogni lettore il compito di valutare le sensazioni che emergono da queste splendide pagine, realizzate da Vanni con la consueta maestria. Il libro che state sfogliando ci racconta com’era la nostra città e com’è diventata dopo i terribili eventi del 20-29 maggio. Queste pagine raccontano il nostro passato e il nostro presente. A noi tutti spetta il compito di scrivere come sarà il nostro futuro. Maino Benatti

Sindaco di Mirandola

5


VISIONI PARLANTI

Questo libro non costituisce una rappresentazione della realtà di un percorso fotografico nel tempo ma l’espressione di un’anima. La pur grande tecnica, il sapiente uso della tecnologia in continua evoluzione non sono altro che strumenti per dipingere sensazioni, visioni e sentimenti; v’è la descrizione della realtà locale con lo sguardo colto di Vanni Calanca, teso a decrivere immagini di rilevante controllo formale, di raro equilibrio complessivo e di grande sapienza tonale. Nella prima parte v’è un percorso artistico che si sviluppa nel tempo attraverso sfumature crepuscolari, chiaro scuri, luci ed ombre che si inseguono mirabilmente, tutti tesi non a rappresentare una realtà fotografica ma un’interpretazione di essa, a cogliere atmosfere pressanti talora tristi, talora vivaci, insomma a raffigurare l’anima viva delle cose nell’anima altrettanto viva di chi le rappresenta. In altre parole a trasfigurare un’atmosfera 6

locale in una sensibilità universale. Il ricordo delle cose passate fa vibrare le corde del Suo cuore, ma non vi è solo nostalgia, v’è soprattutto certezza dei valori immutabili della vita e la documentazione dell’esistenza vissuta coscientemente: Vanni c’era e osservava....... Nella seconda parte, dopo aver trasformato la realtà in un palpitante ricordo, Vanni Calanca si scontra con il dramma e la tragedia del terremoto: impossibile per Lui ignorare questo accadimento così dirompente. Lui però l’affronta da par suo: sempre con la tecnica e la tecnologia ma sempre al servizio della sensibilità. Non è una testimonianza di un drammatico avvenimento ma l’espressione della sua anima che vede, riproduce, interpreta. Riemerge la sensibilità di chi racconta i fatti attraverso le immagini trasfigurate dalla luce ora sommesse e tristi ora dirompenti e aggrassive, ora attraverso un sentimento di angoscia ora


attraverso un piglio vigoroso: che cosa è questa contraddizione apparente se non, allo stesso tempo, l’espressione dell’anima che soffre per il dramma e gioisce per la ricostruzione, come è avvenuto per tutti noi. Nella terza parte infatti Vanni Calanca fa emergere lo spirito dei mirandolesi che si sono inchinati davanti al dramma ma mai hanno voluto rinunciare alla speranza di ripresa e di ritorno alla vita di sempre. Un popolo che sa soffrire ma anche sperare senza piegarsi mai. Ecco un’altra volta emergere un’anima popolare che si confonde con l’anima dell’artista, che rappresenta con la sua arte fotografica ciò che vivono nella realtà le donne e gli uomini di Mirandola. Ancora una volta le luci e le ombre, i chiari e gli scuri, la nitidezza solare sono gli strumenti al servizio della sua sensibilità. Le pietre diroccate, le case e le chiese devastate, le lancinanti crepe sui muri riprendono vita nei ritovati luoghi

del commercio e della produzione, nelle gallerie ravvivate, nelle casette abitative costruite e così via: riprende la vita e risplende ancora una volta l’anima di una popolazione indomita degna del suo splendido passato. Vanni Calanca, anche in questo libro, non si manifesta solamente come un grande fotografo che riproduce alla perfezione la realtà delle cose ma dimostra di essere un grande pittore che prende in mano pennelli e tavolozza e trasforma mirabilmente le semplici immagini in visioni parlanti. Dott. Gennaro Murolo

7


UN OCCHIO FOTOGRAFICO PARTICOLARE

Ho sempre girato per Mirandola senza un preciso motivo, a volte guardando il selciato dei suoi vicoli, a volte guardando in alto. Gli scorci, i particolari di un fregio, di un rosone, di un balcone, di un davanzale, lo stagliarsi dei tetti, il prorompere dei cornicioni, le sfumature di colore dei coppi, l’intreccio di certi cancelli, la maestria dei portoni. Ma ora non è più uguale a se stessa. La forza violenta della terra ha prevalso sulla abilità dei suoi architetti, dei suoi artigiani, della storia millenaria che l’ha delineata così come si mostrava. Le chiese, i palazzi signorili, le case più semplici, i vicoli, la grande piazza, l’imponente castello, il Palazzo Municipale simbolo della città, sono cinti da imponenti impalcature, da gabbie che ne lasciano individuare solo sagome di un passato recente. Ma Mirandola com’era? era quella che vediamo nelle immagini dei primi anni’60 di un occhio fotografico alla ricerca di prospettive nascoste e personali, di un obiettivo capace di carpire le luci, di fermare le atmosfere più suggestive di una città avvolta nelle 8

nebbie, come in luminose soleggiate giornate, di scorgere in un riflesso uno squarcio di storia, di saper giocare con la propria giovinezza e coi propri ricordi. Rappresentare la propria città nel tempo è come raccontare la propria storia, una biografia fatta di immagini, ciascuna di queste riflette un momento, un evento, un modo di vedere le cose, di guardare al mondo, di interpretare il presente, d’intravedere il futuro. Questo libro ci racconta la storia di un mirandolese che ha amato sempre la sua città e che l’ha saputa vedere con un occhio particolare, con l’acume di chi sa che la macchina fotografica è la sua tavolozza, con l’intelligenza di darne una lettura non usuale, con la volontà di coglierne i momenti più splendenti, come quelli più tormentati, senza abbandonarne la speranza. Guardiamole queste fotografie, riscopriremo una città che forse non avevamo mai visto e che abbiamo la nostalgia di rivedere, rintracceremo delle parti di noi stessi che sono andate perse e che vorremmo disseppellire dalle macerie, saremo finalmente


consci della bellezza degli androni, dei cortili, della vitalità che non avevamo mai scorto e che ci appare come ricomparire in un sogno. Poi vedremo che cosa è rimasto dopo il 20 e 29 maggio del 2012. Gli squarci nei muri, gli ammassi di mattoni, il crollo dei tetti, l’interno dello scheletro delle chiese, le transenne che limitano i vicoli, una finestra occlusa da teli che guarda il palazzo di fronte avvolto di teli, i resti della caduta dei pinnacoli del duomo, il castello fissato da intelaiature delle sue pareti, delle sue aperture, bloccato nel suo sguardo sulla piazza e sulla città. Percepiremo lo sforzo di ripartire, la volontà di farcela, la caparbietà di voler recuperare l’identità di una città e della sua comunità. Le scuole, i negozi, le fabbriche che muovono i primi, giganteschi passi verso la normalità. Le immagini che vediamo sono il riflesso di ciò che proviamo, sono la tenacia di riavere la nostra vita, il nostro futuro, di recuperare la speranza individuale e collettiva che si può fare, che

dobbiamo riuscire ad uscire dall’angolo e ritornare protagonisti della nostra esistenza, a dispetto degli eventi catastrofici. Le fotografie di Vanni Calanca sono tutto questo ed ancora di più.

Carla Farina

Capo Servizio Pubblica Istruzione Comune di Mirandola

9


Vanni Calanca

LE IMMAGINI 1960 - 2013

10


Dalla finestra di casa mia 3 aprile 1960


L’anima della mia città Vanni Calanca - Cinquant’anni di fotografia a Mirandola

12


Dal terrazzo del mio amico Riccardo Botturi 1963

13


Dallâ&#x20AC;&#x2122;orologio del Municipio - 1973

14


Timpani della chiesa di San Francesco e del Ges첫 1973

15


Franciacorta, via Quartieri - 1966

16


Dal campanile della chiesa di San Francesco 1966

17


Timpano del Duomo con pennacchi e croci, dal terrazzo di casa Fontana - 1968

18


Particolare del Duomo dal terrazzo di casa Fontana 1968

19


Campane del Municipio, sullo sfondo Teatro Nuovo e Chiesa della Madonnina - 1970

20


Interno del campanile di San Francesco 1966

21


Sepoltura nel cimitero monumentale - anni â&#x20AC;&#x2DC;70

22


Câ&#x20AC;&#x2122;era una volta... ...al cimitero anni â&#x20AC;&#x2DC;70

23


24

La nostra amata Madonnina. Venne posta nel 1868 sul timpano della Chiesa. Si tratta di unâ&#x20AC;&#x2122;antica scultura che si trovava in una nicchia della facciata del palazzo della Ragione 1969


Timpano della Chiesa del Sacramento, dal terrazzo di casa Fontana - 1970

25


Particolare del cancello in ferro battuto del Palazzo Municipale - anni â&#x20AC;&#x2DC;70

26


Particolare della fusione in ghisa del portone di Palazzo Castellini - anni â&#x20AC;&#x2DC;70

27


Nella Chiesa di San Francesco

Fusione con iscrizione, circolo esterno: OSCULANTIBUS CRUCEM HANC IN ECCLESIA POSITAM PRECANTIBUS PATER INDULGENTIAM C DIERUM SEMMEL IN DIE a coloro che baciano questa croce posta in chiesa, dicendo la preghiera di un pater, indulgenza di giorni 100 una volta al giorno Circolo pi첫 interno: VIVIT REGNAT IMPERAT MCMI - vive regna impera 1901 Croce interna: IESUS CHRISTUS DEUS HOMO - Ges첫 Cristo Dio uomo

28

Nel Duomo


Particolare della tomba di Spinetta Pico in San Francesco

29


30

Decorazione in cotto di un portale laterale del Duomo 2011


IL DUOMO

Tra il 1440 e 1470 Giovanni e Francesco Pico, signori di Mirandola, fecero costruire la chiesa maggiore della città e di tutto il territorio. Molto ampia, dal momento che ha un’area calpestabile di circa 930 metri quadri, fu avviata in forme gotiche e dedicata all’Assunta, per sottolinearne, secondo le scelte architettoniche del tempo, l’importanza. E’ una costruzione che ha accompagnato la vita della città conservando le traccie delle varie epoche attraversate. Gli interventi più vicini e vistosi sono quelli della metà del XIX secolo sulla facciata e del 1937 all’interno. Nell’Ottocento la facciata venne interamente rimodellata in quelle che avebbero dovute essere le corrette linee gotiche; fra i due progetti si scelse il meno costoso.

In occasione del Congresso eucaristico diocesiano (1937) l’interno venne debarocchizzato con perdita o rimozione di altari, dipinti, suppellettili. L’impatto della riforma liturgica del Concilio Vaticano II ha alterato la situazione preesistente in modo leggero con la rimozione di una balaustra a ringhiera e l’aggiunta di semplici altare e ambone rivolti al popolo. Il terremoto, pur avendo creato gravi danni, non ha reso irrecuperabile il patrimonio di tanti secoli, che speriamo venga “ presto ” restituito, insieme con il campanile, che, pur ferito, dai suoi 48 metri di altezza, continua a vegliare la città. Don Carlo Truzzi

parroco di Mirandola 31


32

Particolare della facciata del Duomo 2011


Interno del Duomo 2011

33


Monumento funerario al Conte Bernardi - 2011

34

Vetrata raffigurante Giovanni Pico - 1988


Veduta di Piazza Duomo anni â&#x20AC;&#x2DC;90

35


36

Facciata superiore del Duomo dal terrazzo di casa Fontana 1976


Chiesa di San Francesco: giochi di luce su una vetrina - 2010

37


Allestimento del Palazzo Municipale in occasione delle celebrazioni Pichiane - 1994

38


Particolare della facciata del Palazzo della Ragione 1994

39


40

Dallâ&#x20AC;&#x2122;interno di Casa Paolucci sec. XVI 1994


Dallâ&#x20AC;&#x2122;interno di Palazzo Grazi (giĂ  Silingardi) sec. XIX 1994

41


42

Dal Palazzo Excelsior: panoramica su Mirandola anni â&#x20AC;&#x2DC;70


La Piazza: visione del Palazzo Municipale - 2006

43


44

“La Villa” strada per Concordia 1994


Particolare della “Gambro” vista dalla pista ciclabile “Chico Mendes” - 2008

45


46

Il campanile del Duomo visto da via Roma 2010


CHIESA DI SAN FRANCESCO La bella chiesa di San Francesco verso il 1400 sostituì una modesta cappella dedicata al Santo di Assisi, già attestata nel 1287. Fu cara ai principi Pico, che vi collocarono, tra il XIV e il XV secolo, quattro tombe monumentali di famiglia. Gli stessi avevano una sepoltura comune nella cappella della Madonna di Reggio. La cappella ora è dedicata alla memoria dei caduti nelle guerre recenti e, nel 1922, è stata privata della sepoltura della famiglia Pico. Quindici anni dopo, nel solito 1937, venne demolito il portico antistante la facciata della chiesa. I frati francescani hanno officiato la chiesa quasi continuamente fino al 1900, animando opere caritatevoli importanti per la città. Il crollo del campanile sul tetto della chiesa e le altre distruzioni causate dal terremoto del 2012 hanno suggerito ad alcuni l’ipotesi di una conservazione dell’edificio come “ rudere storico “. Siamo certi che ciò non risponde al desiderio dei mirandolesi che già nel 181012 si tassarono per impedire la vendita disposta dal Demanio napoleonico. Don Carlo Truzzi

parroco di Mirandola

Palazzo della Ragione sullo sfondo il campanile di San Francesco 1973

47


Acquasantiera nella Chiesa di San Francesco - 1984

48


Parte della facciata inferiore della Chiesa di San Francesco 1984

49


Interno della Chiesa di San Francesco - 1988

50


Chiesa di San Francesco Altare della Cappella dei Caduti visto attraverso una porta 1988

51


Interno della Chiesa di San Francesco - 1988

52

Crocefisso, pala sec. XIX


Chiesa di San Francesco altare della Cappella dei Caduti 1988

53


54

Tombe di Spinetta Pico, Prendiparte Pico e Gianfrancesco Pico 1988


Frati nellâ&#x20AC;&#x2122;interno della Chiesa di San Francesco - 1989

55


Interni della casa di Diomede Baraldi situata in piazza del Duomo - Anni â&#x20AC;&#x2DC;90

56


Particolare della sala


CHIESA DEL GESÚ La chiesa detta del Gesù è dedicata al Santissimo Nome di Nostro Signore Gesù Cristo. Voluta dai Duchi Alessandro I e II, fu costruita e arredata nel corso del XVII secolo e fu affiancata dal Collegio dei Gesuiti, che ressero gli studi per circa un secolo dal 1690. Sono particolarmente notevoli le numerose cornici e altre sculture in legno, prodotte da artisti dell’area. Il recente terremoto non le ha danneggiate. L’interno è caratterizzato da un bello stile barocco. Esprime la pietà postridentina della messa celebrata in una sala unica, circondata dalla Madonna e numerosi santi. Il punto focale è l’altare maggiore, con enfasi sul tabernacolo, luogo della presenza reale di Cristo. La chiesa, di proprietà comunale, è stata accuratamente restaurata nell’ultimo decennio del secolo scorso. Don Carlo Truzzi

parroco di Mirandola

58

Chiesa del Gesù stemma antico di casa Pico 2009


Chiesa del GesĂš particolare parte inferiore della facciata â&#x20AC;&#x153;incompiutaâ&#x20AC;? con ingresso principale 2011

59


Chiesa del Ges첫: interno con pulpito ligneo, opera di P. Bonelli - 2009

60


Particolare di scultura lignea nella cappella di San Liborio opera di P. Bonelli 2009

61


62

Uno dei due altari lignei capolavoro del Bonelli 2009


Panoramica dei capitelli finemente scolpiti e del cornicione che gira intorno alla Chiesa del Ges첫 2009

63


64

Dal Municipio: piazza sotto la neve 1979

Chiesa del Ges첫: interno con pulpito ligneo, opera di P. Bonelli - 2009


Piazza con addobbi natalizi 2011

65


66

Chiesa della Madonnina 2009


Veduta ovest del castello Pico appena ristrutturato 2006

67


Castello Pico galleria museale della fondazione 2006


Quadro rappresentate la famiglia Bonicatti di Finale Emilia, attribuito a Girolamo da Carpi ? sec. XVII -


La Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola in alcune occasioni accompagna iniziative private che per la loro indubbia valenza scientifica e culturale generano innovazione e/o mantengono la memoria nella comunità di riferimento. Si inserisce in questa tradizione l’iniziativa editoriale fotografica, “L’anima della mia città” che immortala momenti salienti della Città di Mirandola, dai primi anni 60 al 2013. Nella consapevolezza che anche grazie a questo patrimonio fotografico, ricco e differenziato, si mantiene attuale e viva l’idea di comunità così fortemente segnata delle difficoltà e dalla furia devastatrice del sisma del maggio 2012, si ringrazia chi ha curato la pubblicazione per il lavoro svolto. EDMONDO TRIONFINI

Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola

Madonna con bambino in trono e i Santi Giuseppe e Giovanni Evangelista del maestro Giorgi 1535 70


Chiesa del S.S. Sacramento lâ&#x20AC;&#x2122;aggraziata architettura della facciata in cotto rimasta incompiuta nella parte superiore ristrutturata dalla Fondazione nel 1998

71


Particolare della piazza coi portici degli ortolani - 1995

72


Particolare del palazzo Municipale simbolo della cittĂ  - 2009

73


Tipica atmosfera invernale - 2010

74


Tramonto in campagna - 2006

75


76

Interno di casa colonica 1994


Pesaggio estivo con immagine religiosa - 2006

77


78

Paesaggio autunnale 1999


I frutti della â&#x20AC;&#x153;nostra campagnaâ&#x20AC;? - 2009


Veduta dal Palazzo Excelsior - 1969

80


FURONO CREATI

Furono creati: Terra Acqua Aria Fuoco. Fu cosa buona. Vennero benedetti. Poi l’Uomo se ne servì: l’acqua lo dissetò l’aria lo rinfrescò il fuoco lo riscaldò. Tutto fu compiuto.

Ma la cupidigia dell’Uomo ebbe il sopravvento. Così le forze della natura aggredite si ribellarono: Frane Alluvioni Distruzioni. Quando l’Uomo capirà che la natura gli è stata affidata e sarà in grado di vivere con lei in sintonia, allora saranno entrambe felici. Chiara Tommarelli 2°A - Cattaneo

Chiara Tommarelli attraverso le sue parole ha interpretato in modo eloquente il tema proposto agli studenti nel Concorso Poesia anno 2012 “TERRA - ACQUA - ARIA - FUOCO; la natura tanto incantevole e preziosa quando la si ama e la si cura, quanto orrenda ed ostile quando la si violenta e la si sfida”. Gli eventi che abbiamo vissuto dopo il maggio 2012, ci hanno fatto guardare con occhi nuovi ciò che ci circonda. Gli elementi naturali indispensabili per la nostra vita sono un dono che va gelosamente conservato, rispettato e nel contempo amato. Fanno parte di noi. I ragazzi attraverso i loro scritti hanno dato una bella interpretazione al valore dell’ambiente usando la tecnica della poesia unendo sentimenti e parole manifestando la loro esigenza di svelare l’armonia che regola le cose. Lara Cavicchioli (assessore ai Servizi alla persona Comune di Mirandola)

81


Chiesa del Ges첫, particolare della statua di S. Gio. Fran. Regis. - 2013

82


Rotary Club Mirandola

L’idea di aderire al progetto di Vanni Calanca, nostro socio, nasce sicuramente dal riconoscimento della sua capacità di generare foto d’autore e di saperle raccontare insieme, ma trae forte nutrimento, in quest’anno tragico, dal bisogno dello spirito di ritrovare i luoghi che hanno costruito e motivato la vita della nostra comunità. Le fotografie dedicate alle architetture ferite non svolgono una mera opera di cronaca desiderosa di stupire e colpire il sentimento, ma raccolgono la sofferenza pulsante e silenziosa di una umanità smarrita. È attraverso la rilettura, talora nostalgica e malinconica, dei percorsi storici di una Mirandola integra e bella, che questa umanità può ritrovare il gusto e la voglia per rimodellare un ambiente urbano che ridia fiato alla vita. La cultura dell’immagine come racconto serve ad alimentare il fluire dell’esistenza e a ritmare i tempi: il prima, l’adesso, il poi per i nostri figli ed i figli dei nostri figli. È la vita che continua! *** Vorrei anche utilizzare lo spazio che mi è stato concesso per evidenziare come il Rotary nel suo complesso, in occasione del post sisma, abbia dimostrato concreta attenzione alle necessità ed ai bisogni della nostra comunità. Di seguito, elenco i services destinati a Mirandola: • l Distretto 2070, cui appartiene il nostro club, nell’ambito di un progetto denominato “Beyond the quake. The Rotary road to academic axcellence” ha investito più di 150.000 Euro per preparare un gran numero (circa 400) di studenti medi superiori delle scuole del “cratere” al conseguimento delle certificazioni nell’uso della lingua inglese. Queste certificazioni consentiranno ai nostri ragazzi di utilizzare crediti formativi nel percorso di studi universitari e di arricchire i curricula vitae per scopi lavorativi. • Rotary Clubs bergamaschi appartenenti al gruppo Orobico ed il Rotary Club Bologna hanno donato all’istituto “G.Luosi” e alla scuola primaria “Dante Alighieri” materiale multimediale (LIM, Tablets, videoproiettori, PC cattedra) per un valore di circa 60.000 Euro. • I Clubs del Distretto 2060 (area Nord Est Italia), il Rotary Club Mirandola (grazie a donazioni B Braun e Covidien), il Rotary Club Brescia, il Rotary Club Crema, hanno donato 107.000 Euro per l’adeguamento antisismico della Scuola Materna paritaria di Mirandola “Don Riccardo Adani”. • Rotary Clubs milanesi appartenenti al gruppo Olona, il Rotary Club Aosta, il Rotary Club Parma Farnese, il Rotary Club Ciriè Valli di Lanzo, il Rotary Club Sulmona, il Rotary Club Viterbo e l’AMRI, hanno donato all’istituto “G. Galilei” di Mirandola, materiale multimediale per un valore di 55.000 Euro.

• Il Rotary Club Mirandola è impegnato, assieme a Clubs e Distretti stranieri, nella realizzazione di un progetto internazionale del valore di 83.000 $ denominato “Scuola Innovativa” destinato ad arredare 10 aule del futuro costruendo Istituto “G. Luosi” di Mirandola. Il progetto consentirà l’acquisto degli arredi di classe, del materiale multimediale e di corsi di aggiornamento per il personale insegnante. • Il Rotary Club Mirandola, in collaborazione con le aziende biomedicali B Braun e Covidien, ha raccolto fondi, donati dalle maestranze delle aziende stesse in sedi estere, da devolvere a lavoratori locali le cui famiglie hanno subito gravi conseguenze dal sisma. • Il Rotary Club Terra dei Rangoni ed il Rotary Club Mirandola nell’ambito della “Festa del cotechino” hanno consentito, grazie all’intervento del Consorzio del Cotechino Modenese, la raccolta di 12.000 Euro destinati alla Scuola Primaria di Quarantoli. • Più “piccoli”, ma non meno importanti, services, per l’Associazione a Sostegno dei Bambini Affetti da Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) per 2.500 Euro e la sponsorizzazione dell’evento calcistico “La partita del Cuore” destinata a raccogliere ulteriori fondi per services. • Da ultimo va menzionato il grande sforzo che il Rotary Club Mirandola, con gli altri Rotary Clubs modenesi appartenenti al gruppo Ghirlandina, sta compiendo per la costruzione di un centro di aggregazione giovanile denominato “PalaRotary” in Sant’Antonio in Mercadello di Novi. La spesa prevista è di 250.000 Euro. La realizzazione del “PalaRotary” rappresenterebbe il coronamento del grande impegno dei rotariani modenesi per rilanciare il futuro della nostra zona. Grazie al mio Club e ai miei successori, Maria Cristina Zahariev e Gennaro Murolo che hanno contribuito, senza esitazione, alla realizzazione di questo progetto.

Carlo Longhi Presidente 2012-2013 Rotary Club Mirandola Distretto 2070

83


Lâ&#x20AC;&#x2122;anima della mia cittĂ  ferita

84


Da via Roma: ex cinema Fenice - 2012

85


Duomo - 20 maggio 2012

86


Chiesa di San Francesco - 29 maggio 2012

87


88

Piazza di Mirandola la sera del 25 maggio 2012


Visita del Presidente della Repubblica alla nostra cittĂ  - luglio 2012

89


90

29 maggio 2012 ore 9,04 scossa di terremoto magnitudo 5,9 ...


Interno del S.S. Sacramento 21 maggio 2012

91


Duomo, altare maggiore 21 maggio 2012

92


Le navate del Duomo 21 maggio 2012

93


Gambro - 2012

94


Gambro, ciò che resta... - 2012

95


96

Interno ex cinema Fenice 2012


Via 2 giugno, O.D.S. - 2012

97


98

Ubicazione provvisoria della Madonnina 28 maggio 2012


Chiesa del GesĂš, particolare dellâ&#x20AC;&#x2122;altare maggiore - 2013

99


Vigili del Fuoco trovano il pennacchio principale allâ&#x20AC;&#x2122;interno del Duomo - 2013

100


Dalla piattaforma quello che resta del Duomo 2012

101


102

Chiesa del Ges첫 interno 2013


Via Cavour angolo via Pico, palazzo della Milizia - 2012

103


Via di Mezzo, dalla piattaforma ditta B.B.G.

104


Vigili del Fuoco di Livorno â&#x20AC;&#x153;colonna mobileâ&#x20AC;? 21 maggio 2012

105


Via di Mezzo, ditta Budri lavorazione marmi - 2012

106


Via di Mezzo, ditta O.R.M. Officina Rettifica Motori 21 maggio 2012

107


Via delle Valli, 2 giugno 2012

108


Via delle Valli, 2 giugno 2012

109


Duomo, 12 aprile 2013 ore 11.00 il momento in cui viene aperto il portone della navata centrale

110


Duomo, un frammento della pregevole statua della Madonna, ritrovata a fianco dell’altare delle “BENEDIZIONI”. Questo altare (miracolosamente salvo) opera della scuola del mirandolese P. Bonelli è in legno intagliato e dorato - 2013

111


Strada Comunale Posta, la Santa Messa ora si svolge dentro ad una copertura sportiva - 2013

112


Duomo, il soffitto sopra lâ&#x20AC;&#x2122;altare maggiore 2012

113


Palazzo Municipale, 28 maggio 2012

114


La bella facciata del Duomo in stile gotico tutta in mattoni a vista con i suoi eleganti archetti pensili in cotto. Nella fascia superiore, ecco quello che rimane dei tre rosoni ciechi e dei suoi pennacchi. 2012

115


116

Chiesa del S.S. Sacramento 2012


Chiesa di San Francesco dopo il primo puntellamento ne seguiranno altri... 2012

117


118

Via Savonarola, sullo sfondo il Duomo 2012


Piazza Duomo al tramonto - 2012

119


Via di Mezzo, dalla piattaforma ditta Barbanti C. â&#x20AC;&#x153;attrezzature per lo stiroâ&#x20AC;? 2012

120


Dalla piattaforma, la Cassa di Risparmio, lato ovest - 2012

121


Dallâ&#x20AC;&#x2122;ingresso della navata centrale del Duomo 2013

122


Š Ernesto Fantozzi del G.F. Leica

Il Dalai Lama, la suprema autoritĂ  spirituale e politica del Tibet in visita a Mirandola 24 giugno 2012

123


Duomo: dietro lâ&#x20AC;&#x2122;altare maggiore, la canteria in legno - 2012

124


Fotografia di mia figlia Elena realizzata con iPhone dalla sua casa â&#x20AC;&#x153;inagibileâ&#x20AC;? 5 dicembre 2012

125


Chiesa del Ges첫, confessionali - 2013

126


Duomo, affreschi di soggetti religiosi di sconosciuti maestri, sulla campata centrale, secondo lâ&#x20AC;&#x2122;uso dellâ&#x20AC;&#x2122;epoca.Sec. XV

127


Chiesa di San Francesco dalla piattaforma, interno della facciata e vista sulla cittĂ  2013

128


Chiesa di San Francesco: dalla piattaforma, particolare delle tre navate - 2013

129


Particolari del cimitero monumentale - 2013

130


Cimitero parte monumentale a sinistra dellâ&#x20AC;&#x2122;ingresso principale 2013

131


Scuole Elementari: dentro la casetta dellâ&#x20AC;&#x2122;orologio e particolare del tetto - 2013

132


Scuole Elementari: dai tetti, sullo sfondo via Roma 2013

133


Duomo la navata centrale vista dallâ&#x20AC;&#x2122;altare aprile 2013

134


Il presepe donato dai volontari “Degli Amici del Presepe” di TESERO, realizzato con l’aiuto dei vigili del fuoco della Val di Fiemme in Trentino, davanti al Palazzo Municipale - 2012

135


QUESTA IMMAGINE RACCONTA... Questa immagine racconta fatti: la drammatica condizione della perdita della propria casa, il ritrovarsi in un agglomerato di piccoli contenitori grigi, identici, inquadrati, impersonali. Racconta storie: di vite costrette nella precarietà, nella provvisorietà, nella speranza di una diversa sistemazione, di una possibile rinascita. Storie di burrasca che falcia anche le speranze residue e immerge nel grigio il cielo, i percorsi, le auto, l’abitato, il mondo intorno, l’universo intero. Racconta immagini: colte in un istante unico, emblematico, simbolico, trasfigurazione del presente proiezione del futuro; due giovani affrontano piegati la bufera di neve, camminano verso una meta, consapevoli della situazione presente, personale e collettiva, e, col pensiero, con la volontà, con la forza dell’età, gettano verso il cielo le loro aspirazioni, le attese, il loro futuro in quel volo di piccioni sopra le loro teste. Volo ad ali aperte, tese verso l’alto, nel difficile compito di superare il presente. A nota di questa, come delle altre, fotografie di Vanni Calanca si potrebbe stampigliare, come faceva Berengo Gardin: “Vera foto-

136

grafia, non corretta modificata o inventata al computer“ dichiarazione di poetica: io sono un fotografo che offre una visione e non una costruzione. Immagini a colori, ma che sa cogliere il bianco e il nero come elemento di base, che ripropone il primo modo di rappresentare la realtà di Vanni Calanca, quasi a non voler essere distratto dal colore nell’affermare il proprio pensiero. Quasi a voler ribadire che la vita è a tinte opache, il bianco, il grigio, il nero; noi siamo così: abbiamo un’esistenza luminosa, che si scolora nelle depressioni, che confina con lo smarrimento. Volgere la nostra via verso la speranza, proiettarla nel futuro, nella direzione della ricostruzione della nostra esistenza, tocca a noi. La via è quella dei voli di quei piccioni sulle nostre teste.

Carla Farina

Capo Servizio Pubblica Istruzione Comune di Mirandola


137


Gavello autunnale - 2012

138


Una domenica di novembre, piazza Costituente - 2012

139


Viale Gramsci, Carla Cremaschi nel container del “ Caffè Nazionale ” - 2013

140


Viale Circonvallazione Sud, lâ&#x20AC;&#x2122;amico bibliofilo Dott. Luigi Benatti - 2013

141


Galleria del Popolo, caffè “ La Fenice ” a Natale - 2012

142


Viale Gramsci: il “ Centro in Galleria ” 2012

143


Viale Gramsci, centro commerciale “ Al Borgo ” ex cantina - 2012

144


Viale Gramsci, a passeggio nel “ Centro in Galleria ”

145


Viale Circonvallazione Ovest, container “ Caffè Prestige ” - 2013

146


Viale Gramsci, gran container “ Bar l’Angolo ” 2013

147


Viale Circonvallazione, container assicurazione 2013

148


Viale Gramsci, container “ Poste Italiane ” - 2013

149


Viale Gramsci, Caffè Nazionale - 2013

150


Piazza Costituente, busto di Giovanni Pico davanti al castello imprigionato 2013

151


Palazzetto dello Sport: “ MOUSIKÉ ” al concerto di Natale 2012


Palazzetto dello Sport â&#x20AC;&#x153; Giovani Coristi â&#x20AC;? al concerto di Natale 2012

153


Viale Gramsci, centro commerciale “ AL BORGO ” - 2012

154


Piazza Mazzini - 2013

155


ASSOCIAZIONE VOLONTARI ITALIANI SANGUE

Comunale Mirandola 156


Negli anni che hanno preceduto il 20 maggio 2012, l’AVIS di Mirandola ha avuto una fase continua di screscita,ma anche dopo gli eventi sismici le donazioni non si sono mai completamente interrotte,potendo continuare,in tempi brevi,presso altre sezioni,che si sono attivate con soluzioni provvisorie,come tende,container,...e in seguito con l’autoemoteca che l’AVIS di Torino ci aveva messo a disposizione. Già dopo la prima scossa i nostri donatori hanno telefonato per informarsi sulle condizioni della sede e se i programmi dei prelievi e delle visite venivano confermati! Il terremoto è stata una grande tragedia che ha colpito,in varie misure,le nostre comunità,ma è stata anche una testimonianza del grande valore della solidarietà e del volontariato. Tutte le sezioni AVIS colpite hanno potuto sentire la vicinanza non solo di decine di consorellema ,ma anche di privati,di aziende;vicinanza che si è manifestata soprattutto con contributi,che hanno permesso di intervenire,rapidamente, nei lavori di ristrutturazione,tutto questo in un quadro nazionale di grosse difficoltà sociali ed economiche,con scadimento dei valori etici. Ancora una volta nei momenti di difficoltà è una Italia meno conosciuta,meno da cartolina,che emerge:si è visto il grande lavoro del volontariato,delle istituzioni locali,delle forze di polizia,dei vigili del fuoco(persone straordinarie),degli operatori sanitari rappresentati dal personale dell’ospedale e dai medici di base,che hanno continuato ad assicurare una risposta sanitaria,anche a fronte di notevoli disagi e didfficoltà. Superata la fase emergenziale,dopo pochi mesi ,la nostra sezione ha potuto rientrare operando in condizioni di quasi normalità ,grazie alla collaboraziane e disponibilità del direttore sanitario Dr.Andrea Donati,ora non più in servizio presso il nostro Ospedale.

Il Presidente Libero Montagna

157


Nuovo Istituto Superiore Statale “ G. GALILEI ” 2013

158


Nuove scuole Elementari - 2013

159


Piazza Matteotti - 2013

160


Chiesa del Ges첫 2012

161


162

Via Verdi, facciata del Liceo Ginnasio G. Pico 2012


Campanile del Duomo visto dalla piazza Costituente - 2012

163


“ Teatro 29 maggio ” Banda giovanile “ J. Lennon ” - 2013

164


“ Teatro 29 maggio ” il debutto della “ Young Guitar Orchestra ” - 2013

165


166


Viale Gramsci, le nuove strutture industriali antisismiche 2013

167


Abbiate fiducia...

168


Ad ali spiegate verso la rinascita...

169


170


171


20 maggio 2013 h. 22,30 â&#x20AC;&#x153;La nostra storia infinitaâ&#x20AC;? Videoproiezione in tecnologia 3D mapping (ad99.it) sulla facciata del Palazzo Comunale

172


Scatti fotografici ottenuti da iPhone

173


DA SEMPRE LA MIA PASSIONE È STATA LA FOTOGRAFIA Sono nato a Mirandola in via Roma al n. 1, praticamente sotto al campanile del Duomo il 19 giugno del 1945. La prima fotografia l’ho realizzata dalla finestra di casa fotografando il campanile nel 1957 con la Comet Bencini di mia mamma Stefania appassionata di disegno e di fotografia. Quando ho iniziato le elementari, proprio vicino al mio portone c’era una cartoleria, la proprietaria era chiamata “ la Postina ” ed oltre vendere quaderni, matite libri, ecc. ecc. faceva la fotografa. Qualsiasi avvenimento era buono per qualche scatto, come matrimoni, comunioni, funerali e qui mi fermo, perchè ad essere esaurienti, non riuscirei ad elencare tutte le fotografie che vedevo nel suo negozio. Quando non ero in casa, mia mamma Stefania, sapeva dove trovarmi ... ero dalla Postina che aiutavo ad asciugare le stampe con il phon per capelli, poi a smaltarle e qualche rara volta me le lasciava rifilare con una magica taglierina che frastagliava i bordi. Nell’aprile del 1960 dopo una breve malattia mia mamma morì, aveva trentotto anni. Appassionato di disegno, mi diplomai come grafico pubblicitario, studiando arte pittura e appunto grafica pubblicitaria a Bologna alla scuola di Sepo. Ma appena finito l’anno scolastico, andavo nei mesi estivi e per le vacanze di Natale, nello studio del fotografo Eugenio Neri, dove nei quattro anni di frequentazione nel suo studio avevo imparato a stampare il bianco e nero abbastanza bene, Neri mi aveva insegnato a ritoccare le negative con la matita, ed a spiegarmi come andavano posizionate le luci. Dopo essermi diplomato ho aperto uno studio di grafica “ Vanni Pubblicità ” dove oltre a realizzare a tempera tutti i bozzetti ed esecutivi, lavorando anche per le camicerie di Carpi inserivo mie fotografie nei bozzetti, specialmente per la Frarica, che produceva camicie in Therital che non si stiravano. Nel 1962 uscì l’Agfa OPTIMA II, era la prima macchina fotografica automatica al mondo, una fotocamera straordinaria ( bella anche adesso ) la comprai e così cominciai a fotografare “ Mirandola ”. Sono passati cinquant’anni, sono cambiate tante cose; nel 1988 comprai la mia prima LEICA, ne rimasi conquistato e così la mia passione è diventata ora la mia professione. Vanni Calanca

175


Impianti stampa: Vaccari Zincografica, Modena Stampa: NuovaGrafica, Carpi Finito di stampare nel giugno 2013


€ 60,00


Vanni Calanca

Lâ&#x20AC;&#x2122;anima della mia cittĂ 


Anima della Mia Città di Vanni Calanca Fotografo  
Advertisement
Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you