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ANNO XIV - N. 65

LUNEDI’ 7 MARZO 2011

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REDAZIONE VIA G. BERTA n. 76 - 86170 ISERNIA

Il Santissimo Rosario perde un altro pezzo a favore del Veneziale

L’ospedale S.S. Rosario

Ecografia d’urgenza Persa anche la reperibilità di Marco Fusco La salvaguardia dell’Ospedale Santissimo Rosario rimane in cima ai pensieri del sindaco di Venafro Nicandro Cotugno. E’ quanto più volte sostenuto dal primo cittadino. E ora un’latra brutta notizia giunge dall’Ospedale Santissimo Rosario che sicuramente metterà alla prova Cotugno. Dallo scorso primo marzo un altro servizio è stato eliminato. Dopo oltre dieci anni al nosocomio venafrano non c’è più la reperibilità ecografica d’urgenza. Non si potranno cioè fare ecografie anche in casi d’urgenza. Il servizio tra-

sferito al “Veneziale” di Isernia. “Stanno smembrando il nostro ospedale- ci dichiara un medico del nosocomio cittadino- e c’è chi ancora crede al potenziamento del Santissimo Rosario. Ogni giorno veniamo a conoscenza di provvedimenti del genere, senza che nessuno muove un dito. A questo punto è meglio che qualcuno venga a mettere il lucchetto al Santissimo Rosario”. Non c’è molta voglia di parlare tra i sanitari della struttura ospedaliera di Venafro. Del resto gli osservatori più attenti ricordano quanto detto dal Commissario straordinario per la sanità

Il ruolo della donna nel Risorgimento La Commissione Pari Opportunità del Comune di Venafro in collaborazione con l’ISISS “A.Giordano” di Venafro, in occasione della festività della donna e nell’anniversario dei 150 anni dell’Unità di Italia, ha organizzato un incontro formativo dal tema: Il ruolo della donna del Risorgimento Italiano. All’evento parteciperanno il Prof. Onorato Bucci, Direttore del Dipartimento di Sciente Giuridiche Sociali dell’amministrazione dell’Università degli studi del Molise e il dott. Domenico Riccio, ricercatore universitario. L’evento è patrocinato dal Comune di Venafro, dalla Provincia di Isernia, grazie all’Assessore alle Pari Opportunità Calenda e dall’Università degli Studi del Molise, grazie al parere favorevole del rettore Cannata. L’incontro si terrà il giorno 11 marzo alle ore 9.00 presso l’Aula Magna dell’ISISS in via Maiella n.41. Un’altra iniziativa della città di Venafro per ricordare degnamente le celebrazioni per il 150° anniversario dall’Unità d’Italia. Un evento quello dell’11 marzo aperto ai cittadini e a tutti coloro che amano la storia. M.F.

Viene spedito in questi giorni agli abbonati “Il Foglio volante - Mensile letterario e di cultura varia” di marzo 2011. In questo numero testi di Bastiano, Loretta Bonucci, Fabiano Braccini, Aldo Cervo, Mariagrazia Colasanto, Antonio Conserva, Mariano Coreno, Amerigo Iannacone, Pietro La Genga, Salome Molina Lopez, Carlo Onorato, Franco Orlandini, Teresinka Pereira, Silvana Poccioni, Ezra Pound, Adolf P. Shvedchikov, Gerardo Vacana. Interessante il contributo dello scrittore Aldo Cervo sul 150° dell’Unità d’Italia dal titolo “Le ragioni che ci accomunano”. “L’Italiascrive Cervo- paga – nell’odierna diatriba: celebrazioni sí, celebrazioni

molisana Michele Iorio. Iorio inserirà nel programma elettorale della sua coalizione la costruzione del nuovo ospedale a Monteroduni, a metà strada tra Isernia e Venafro. In questa nuova riorganizzazione della sanità pubblica, il Santissimo Rosario rimarrebbe come polo ortopedico. Un piano, quest’ultimo, che non piace affatto al Comitato “Pro S. Rosario” capeggiato dal signor Vaccone. Ma nessuno ancora riesce a vedere il polo i eccellenza per ortopedia e traumatologia. Quello della paventata chiusura del nosocomio cittadino è un vero

macigno caduto sulla testa dell’Amministrazione comunale di Venafro, nel corso del 2009. Ora Cotugno dovrebbe verificare la fondatezza dell’ultima notizia negativa che il Quotidiano ha dato sulla eliminazione del servizio di reperibilità ecografica. La corrispondenza tra il comune di Venafro e i responsabili regionali della Sanità pubblica per fare il punto della situazione va riattivata. A colpi i provvedimenti della Asrem si sta mettendo mani alla riorganizzazione delle strutture ospedaliere in provincia di Isernia.. Sul tema

della salvaguardia e potenziamento dei reparti del nosocomio venafrano, come si ricorderà, ha più volte tuonato, a giusta ragione, il consigliere regionale Massimiliano Scarabeo. In questi giorni, tanti cittadini hanno denunciato lo stato di sfiducia, il clima di rassegnazione che si avverte mettendo piede all’ingresso della struttura, anche tra gli opera-

Strade e campi allagati mettono a rischio viabilità e coltivazioni

Precipitazioni record mandano in tilt il territorio del Venafrano Un allarmante e temibile primato per Venafro : sono sufficienti due giorni interi di pioggia continua ed abbondante perché la città vada in tilt e la gente cominci a preoccuparsi di straripamenti di fiumi e torrenti ingrossati, con conseguenti danni per le proprietà private. Purtroppo tale preoccupante quadro non è una situazione di là da venire, in quanto non sono trascorsi molti anni che la città, la sua pianura, le coltivazioni, i negozi, i garage, i magazzini, gli appartamenti a pian terreno ect. finirono sott’acqua dopo piogge torrenziali di solo 48 ore, che furono sufficienti per

mettere in ginocchio l’abitato e la sua economia, mandando in tilt tante attività private. Al momento, per fortuna, non siamo a tali livelli, ma dopo precipitazioni continuative di 24/30 ore già la pianura è praticamente allagata, i campi impraticabili, fiumi, torrenti e canali di scolo che sfiorano l’abitato risultano ingrossati e i venafrani guardano con apprensione l’evolversi della situazione, soprattutto la funzionalità dei citati fossi di scarico delle acque che devono portar fuori dell’abitato la massa d’acqua che viene giù dal cielo e dai monti dell’interno. In effetti la minaccia più

consistente e i pericoli maggiori derivano proprio dall’efficienza o meno di fossi e canali naturali. Se questi sono liberi da detriti, fogliame, vegetazione e rifiuti vari, e se il loro letto non è stato illegittimamente interrotto dall’intervento dell’uomo (come purtroppo accaduto in passato !), le acque piovane defluiscono finendo nei fiumi e nei torrenti, lasciando Venafro senza arrecare danni e problemi. Viceversa, se i canali e i fossi sono ostruiti, a quel punto vengono fuori i problemi, e i venafrani ne sanno qualcosa ! L’ultima inondazione della città infatti dipese esattamen-

“Il Foglio Volante” punta i riflettori sull’anniversario dell’Unità d’Italia no – un prezzo alla storia: alla sua storia che ne ha fatto Pae-

tori sanitari che, forse, dovrebbero mostrarsi agli utenti con un atteggiamento speranzoso. Occorre comunque puntare al mantenimento della struttura ospedaliera cittadina e la considerazione della sua funzionalità, ma, soprattutto, per ribadire la necessità di potenziare due settori chiave per la tutela della salute dei cittadini, ovvero il pronto soccorso e il reparto di rianimazione.

se piú unico che raro fra tutti gli altri Paesi del mondo. Geograficamente delimitato, e direi inequivocabilmente, da barriere naturali indiscutibili quali il mare e le Alpi, fu in età preromana già sede di innumerevoli etnie (Galli insubri, Etruschi, Latini, Osci, Appuli, Siculi etc.). Poi, dopo la colonizzazione romana, tradottasi nel volger dei secoli, in progressiva aggregazione socioculturale, intervenne l’insediamento in Roma della Chiesa, divaricante tra Nord e Sud, e con esso anche l’avvio di imponenti flussi migratori di popolazioni asiatiche in un Impero in profonda crisi, con

il proliferare di Regni romano-barbarici che, se furono premessa all’assetto moderno dell’Europa, interruppero tuttavia traumaticamente il processo già difficoltoso di unitarietà avviato nella penisola. Perennemente contesa, l’Italia, da entità nazionali viciniori meglio organizzate, subí nell’Alto e Basso Medioevo dominazioni straniere che si sparsero sul territorio a macchia di leopardo, come quelle di Goti, Ostrogoti, Vandali, Longobardi, Franchi, Normanni, Svevi, Angioini, Spagnoli, etc. La lacerazione continuò – interna stavolta – nell’età comunale, coi Comuni

del Centro-Nord, che tra IV e V secolo scaddero a Principati e Signorie per una cattiva gestione della democrazia fatta di insanabili faziosità e ris-

te dalle occlusioni di tali canali naturali con l’acqua che, non trovando sbocchi, allagò magazzini, case, garage, negozi, strade e colture. Al momento, ripetiamo, la situazione è sotto il livello di guardia, ma se le precipitazioni proseguiranno, tutto potrebbe precipitare. Resta da augurarsi, a quel punto, la piena efficienza e funzionalità di fossi e canali, altrimenti torneranno ad esplodere i problemi. Intanto, passato il maltempo speriamo senza danni, sarà bene un controllo a tappeto e la bonifica di fossi e canali per assicurarsene la piena funzionalità. T.A. se. Dal ’700 all’Unità infine, la nostra storia è fatta di dominio diretto (e indiretto) degli Asburgo, cui seguí l’ambivalente influenza francese, illuministica, a un tempo, e tiranna, fino al palese nepotismo del celebre Corso di Ajaccio. Sicché alla luce di tale quadro riepilogativo sembrerebbe dunque l’Italia altro non esser che semplice “espressione geografica”, dando credito al noto sarcasmo del reazionario Principe di Metternich nel tempo della Restaurazione postnapoleonica”. Il testo integrale di Aldo Cervo sul Foglio Volante di marzo appena uscito. M.F.

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il quotidiano del molise  

07 marzo 2011

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