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Coordinato da Valeria Lai Agenzia Adiconsum - anno XX - n. 60 - 28 novembre 2008 Stampato in proprio in novembre 2008

In questo numero:

Speciale V Congresso Nazionale Adiconsum

V Congresso nazionale - Consumerismo e territorio. Per un consumo consapevole, per un mercato responsabile

- La nuova Segreteria Nazionale Adiconsum

- Il nuovo Consiglio Nazionale Adiconsum

- Il Collegio dei Sindaci

- Il Collegio dei Probiviri

- La mozione conclusiva

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periodico settimanale di informazione e studi su consumi, servizi, ambiente

Registrazione Tribunale di Roma n. 350 del 9.06.88 – Iscriz. ROC n. 1887 Sped. in abb. post. D.L. 353/2003 (conv. in L. 46/2004) art. 1, comma 2, DCB Roma


V Congresso nazionale Adiconsum

Consumerismo e territorio Per un consumo consapevole, per un mercato responsabile

Relazione del Segretario Generale Paolo Landi al V Congresso Nazionale Adiconsum (Roma, 27-28-29 novembre 2008).

C

ari amici, cari delegati, cari ospiti, siamo al 5° Congresso nazionale, alle nostre spalle 21 anni di intensa attività. Come nei Congressi precedenti anche questo non intende essere un congresso celebrativo, bensì un’occasione di riflessione, di bilancio su ciò che abbiamo fatto, su ciò che rappresentiamo, su ciò che vogliamo fare. Nel 4° Congresso il tema era: “La globalizzazione, vantaggi e rischi per il consumatore”: quello di oggi è: “Consumerismo e territorio, per un consumo consapevole e un mercato responsabile”. Nel congresso costitutivo il tema fu: “Adiconsum: un servizio, un’associazione, un movimento”. Vi è dunque una linea di coerenza che ha tracciato in tutti questi anni il nostro impegno nel consumerismo: combattere frodi, raggiri, furbizie, e affermare nuovi diritti e rappresentanza, avere come riferimento il consumatore inteso come famiglia, come lavoratore, come pensionato. Un consumerismo fatto di servizi e di valori. Valori che ci vengono dall’essere un’associazione promossa dalla Cisl, cioè un grande sindacato confederale che ci ha insegnato a coniugare diritti individuali, solidarietà e sviluppo. Un periodo storico ricco di risultati per il consumerismo italiano In questo lasso di tempo, dalla nascita ad oggi, rilevanti sono stati i cambiamenti. Pensiamo alla globalizzazione, alle liberalizzazioni, a internet, alla scoperta del genoma, all’euro, all’allargamento dell’Unione europea. Processi innovativi che hanno portato ad uno sviluppo mondiale senza precedenti, ad un miglioramento del tenore di vita di milioni di persone, a nuovi modelli culturali di riferimento, ma allo stesso tempo a nuovi e rilevanti problemi. Da una cultura basata sullo sviluppo dell’industria e dei servizi si è passati sempre più ad una logica finanziaria, ad un mercato senza regole, le cui conseguenze sono oggi evidenti. Grazie alle direttive europee e all’azione dell’associazionismo e in tempi più recenti al ruolo del CNCU, alle stesse liberalizzazioni introdotte dal 2007, il consumerismo nel nostro Paese è cresciuto. Siamo passati da una tutela del consumatore praticamente sconosciuta al “Codice del consumo”, cioè a un quadro di diritti che riguardano tutta la vita del consumatore: dal diritto al ripensamento, alla responsabilità del produttore, ai contratti non vessatori e alla più recente legge contro le pratiche commerciali scorrette. Di questi storici risultati Adiconsum non è stata solo testimone, ma soprattutto attore. Siamo stati testimoni ed attori del passaggio da una tutela caratterizzata sui beni di consumo ad una tutela sui servizi (assicurazioni, banche,

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telefonia, trasporti), cioè a tutti quei settori connessi soprattutto al processo di liberalizzazione. Vogliamo essere testimoni ed attori nel realizzare l’obiettivo di una tutela intesa come collettiva, dove con la class action si intende assicurare un risarcimento a tutti quei consumatori vittime di pratiche commerciali scorrette. Tutti noi, dai volontari che aprono lo sportello ogni mattina alla segreteria nazionale, siamo testimoni ed attori di un ruolo crescente dei consumatori come nuovo soggetto sociale, con ruolo negoziale verso le imprese, nei rapporti con le istituzioni regionali siano esse nazionali che europee. Ma il risultato più importante (al di là dei nostri limiti e delle nostre contraddizioni), è che oggi siamo un punto di riferimento per il Paese, per i consumatori, per le famiglie, su importanti aspetti della vita quotidiana. In tutto questo processo, Adiconsum ha saputo svolgere un ruolo importante di riferimento evitando posizioni demagogiche che portano ad un facile consenso, ma non contribuiscono a risolvere i problemi. Una leadership che dobbiamo salvaguardare anche per il futuro, con un consumerismo sempre più professionale, in un contesto di maggior concorrenza fra le associazioni. Le nostre sinergie Un riconoscimento e un grazie, va quindi, a tutti coloro che operano in Adiconsum e che hanno fatto squadra per realizzare questi risultati. Va ai numerosi volontari, giovani, militanti, impegnati giornalmente nelle nostre strutture. Una struttura quella di Adiconsum che vede oggi più di 500 quadri volontari che ogni giorno rispondono agli oltre 329 sportelli sul territorio aiutati da 170 esperti. Adiconsum rappresenta oggi 127.929 associati con un incremento rispetto al congresso precedente di 17.602 iscritti. Un’Adiconsum con una presenza quasi quotidiana sulla stampa e sui media. Siamo l’associazione che ha promosso in questi anni, insieme alle altre associazioni, protocolli con le imprese per migliorare l’informazione, contratti di servizio più trasparenti e procedure conciliative per la soluzione del contenzioso. Ai primi accordi sulla telefonia si sono aggiunti quelli con le banche, la Posta, le FS, le aziende elettriche e del gas e con gli ordini professionali degli psicologi e dei notai (protocolli che hanno contribuito a risolvere, anche nell’ultimo anno, oltre 12.000 casi di contenzioso). La stampa di brochure, comunicati stampa, guide del consumatore e agenzie di informazione, rappresentano un altro impegno rilevante dell’associazione finalizzato ad informare il consumatore sui propri diritti. A ciò si aggiunga la consulenza fornita da una struttura di esperti specializzati sulle problematiche più complesse del settore finanziario, assicurativo, delle nuove tecnologie, dell’energia e del sovraindebitamento. Un sito che vede mensilmente 95.000 visite e ben 7.000.000 di pagine scaricate nell’ultimo anno dai consumatori. Risultati che rappresentano un breve spaccato della nostra attività. Un riconoscimento particolare va alla Cisl, che in tutti questi 20 anni ci ha sostenuto e incoraggiato in questa nostra attività di tutela del consumatore rendendo possibile la nostra crescita. La presenza di Adiconsum nelle sedi della Cisl ha assicurato un servizio nuovo ai lavoratori e ai pensionati iscritti, aggiungendo così un nuovo servizio a quelli già forniti dal sindacato sulla previdenza, sul fisco, sull’immigrazione ecc. La presenza e l’intervento a questo nostro congresso, del segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, ci richiama al valore della confederalità.

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Siamo Cisl e allo stesso tempo portatori di un progetto di tutela del consumatore basato su autonomia e indipendenza, non perché imposto dalla legge sulla rappresentanza delle associazioni, bensì perché questo è il modo più efficace per svolgere il nostro ruolo. Confederalità non può significare solo mettere d’accordo una categoria sindacale con l’altra o dirimere eventuali posizioni diverse tra consumatori e lavoratori. Crediamo significhi, per chi è iscritto alla Cisl, coniugare qualità del lavoro con qualità della vita e qualità del consumo. Questa è stata l’impronta del nostro lavoro in questi 20 anni e così dovrà essere per il futuro. Nei prossimi mesi è impegno comune rinnovare il protocollo Adiconsum-Cisl. Quindi, essere Adiconsum per essere Cisl. Un riconoscimento va anche all’Unione europea e più di recente, allo stesso Ministero dello Sviluppo Economico e alle regioni, che attraverso bandi di gara hanno consentito di realizzare progetti di informazione e nuovi servizi al consumatore. Sottolineiamo bandi di gara e non contributi alle sigle o clientelari. La differenza è notevole. Bando di gara significa idee, proposte, significa vincere il bando, attuare le azioni previste, rendicontarle nel minimo dettaglio, dimostrare che gli obiettivi previsti sono stati realizzati. Senza queste risorse istituzionali non avremmo realizzato questi risultati. Per questo è fuori luogo una presunta contrapposizione fra territorio debole ed un centro forte. Solo con un centro forte, sia nazionale sia regionale, è possibile portare a casa progetti con i quali trasferire risorse e servizi alle attività sul territorio. Le quote associative derivanti dal tesseramento hanno un valore importante, rappresentano però un aspetto marginale nel bilancio della sede nazionale; ciò per una precisa scelta fatta assieme, che prevede che le quote di adesione siano destinate alle attività sul territorio. Dai congressi territoriali e regionali Essere associazione significa valorizzare la partecipazione: alle scelte, alle proposte, all’elezione del gruppo dirigente. In questo percorso congressuale sono stati realizzati 157 congressi territoriali e 20 congressi regionali. Questi ultimi hanno eletto 166 delegati al congresso nazionale. È un risultato importante di partecipazione di cui dobbiamo essere orgogliosi. Nel dibattito è emerso un ampio consenso alle analisi e alle scelte prospettati nelle tesi che abbiamo distribuito prima di iniziare la fase congressuale. Ma ciò che è peculiare è che i congressi territoriali si sono sviluppati soprattutto sulle problematiche del territorio. Le Adiconsum territoriali non sono e non devono essere fotocopie del nazionale: ogni realtà ha proprie specificità e ciò richiede impegno e risposte originali. Numerosi congressi hanno rappresentato anche un forte momento di rapporto con l’esterno, con la partecipazione delle istituzioni locali, delle varie imprese di servizio, delle varie categorie della Cisl e delle altre associazioni, evidenziando con ciò l’importante ruolo conquistato nel proprio territorio. Il bilancio dei 4 anni passati, è dunque positivo per la crescita del tesseramento, per l’attività svolta, per i numerosi quadri giovani che sono entrati nell’associazione anche con ruoli di dirigente. Sono emerse anche nuove esigenze: attrezzarci per rispondere in modo più adeguato alla concorrenza in atto nel consumerismo; potenziare realtà territoriali più deboli; formazione dei quadri; superamento della precarietà nei rapporti di lavoro con i quadri giovani.

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Guardando al futuro La prima cosa che si impone è una riflessione sulla crisi finanziaria esplosa in modo dirompente. Una crisi che ha avuto al centro una finanza speculativa sul petrolio, sulle materie prime, sul risparmio. Carta straccia immessa sul mercato come prodotti di risparmio, certificati da società di rating conniventi: prodotti finanziari ad alto rischio fatti passare come investimenti sicuri. Perché tutto ciò è stato possibile? Una prima risposta è nel ruolo passivo, se non connivente, delle autorità monetarie e delle stesse banche centrali. Una finanza speculativa e una crisi che si fanno risalire agli Stati Uniti, ma che hanno contagiato tutti. Anche noi abbiamo avuto i nostri segnali di allerta che si chiamano, Cirio, Parmalat, vendita di derivati ai Comuni. Una crisi finanziaria che avrà pesanti conseguenze sullo sviluppo dei prossimi anni. Già oggi sono evidenti i segni della recessione: minor consumo, cassa integrazione, aumento del lavoro precario e della disoccupazione, aumento della povertà che colpisce anche i ceti medi con il rischio di tagli sui servizi sociali, in conseguenza delle minori risorse disponibili. È questo un “film” che già conosciamo, con la differenza che la crisi di oggi sarà più pesante rispetto a quelle precedenti, poiché siamo coinvolti tutti: il nostro Paese, l’Europa, l’intero sistema. Era prevedibile tutto ciò? La risposta è: sì! Nella catena di S. Antonio, anche se applicata alla finanza con formule complesse, c’è sempre un punto di rottura della fiducia con effetto domino. Ed è ciò che è accaduto. Noi stessi, da oltre un anno, in vari consessi economici importanti, abbiamo espresso la preoccupazione che questa “finanziarizzazione” andava incontro ad un baratro senza che nessuno cercasse di prevenirlo. Poteva essere evitata? La risposta è no! Oggi tutti fanno autocritica sui limiti di un mercato e di una finanza senza regole, sui controllori che non hanno svolto il proprio mestiere o sui controllori nominati dalla politica per non svolgere la propria funzione. Al rischio di una crisi di sistema i vari manager hanno preferito le stock options. Il primo obiettivo, è quindi ricondurre la finanza e il mercato a strumento per lo sviluppo dell’economia e non viceversa: il processo di globalizzazione deve essere fonte di sviluppo e non di crisi e, governato dai governi e non dalle multinazionali. Il nuovo presidente degli Stati Uniti che ha scelto come motto “Yes, we can!”, dovrà rispondere a questa grave crisi e ricondurre la finanza allo sviluppo. Non è sufficiente “ritornare alla normalità” come proponeva il Governatore Draghi nella giornata del risparmio. Occorrono regole nuove, in cui sviluppo e lavoro siano gli obiettivi e mercato e finanza gli strumenti per realizzarli. Per questo, Adiconsum ha chiesto nella giornata del risparmio che le banche che intendono avvalersi dei benefici stabiliti dal Governo, s’impegnino a non distribuire utili e a non distribuire stock options ai manager, destinando tali risorse alla ricapitalizzazione della banca. Soprattutto, occorre che le autorità monetarie e le banche centrali operino un vigoroso controllo sui prodotti di risparmio, non delegando questo compito a società di rating in conflitto di interessi. Concordiamo con il governatore della Banca d’Italia Draghi che l’Euribor non deve essere preso a riferimento per i mutui delle famiglie, poiché è un tasso di interesse stabilito dalle 50 principali banche europee e quindi

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utilizzato come valvola per recuperare i propri errori o per comportamenti speculativi fra banche. Apprezziamo la proposta che ha come riferimento per il mutuo variabile il tasso della BCE. Chiediamo inoltre, a banche e a compagnie di assicurazione, di farsi carico dei danni derivanti ai risparmiatori dal fallimento Lehman. La tutela del risparmio resta una nostra priorità. S’impone una ulteriore riflessione su ciò che potrebbe succedere in altri settori dove ci stiamo affidando troppo al mercato. Mi riferisco al settore dei trasporti, al servizio delle poste, al settore delle comunicazioni. Anche per questi servizi, se il riferimento prevalente è il mercato, significa che nelle aree ricche i servizi passeranno gradualmente al privato e nelle aree povere assisteremo ad un loro graduale smantellamento. Gridi di allarme li abbiamo già sentiti nel corso dei nostri congressi in Valle d’Aosta per la banda larga, in Puglia per le ferrovie, in Calabria per le Poste, in Toscana per il servizio idrico. Inoltre, il federalismo fiscale rischia di accentuare le differenze tra zone ricche e povere. Esso può portare ad una maggiore responsabilizzazione nell’uso delle risorse, ma anche una graduale perdita della solidarietà nazionale con servizi di prima, seconda o terza categoria a seconda di dove si è nati o dove si lavora. Sul modello di consumerismo Questa crisi deve portarci a riflettere: quale modello di consumerismo vogliamo realizzare? Questa esaltazione del mercato ha portato ad una cultura, definita dal prof. Zamagni del “turbo-consumatore”: una pubblicità martellante per imporre consumi e prodotti, un ricambio rapido non dettato dal bisogno ma dall’edonismo. Oggi è il prodotto che definisce lo status, con la conseguenza di un facile ricorso al credito, o meglio, al debito. In alcuni casi le offerte sono vere e proprie forme di istigazione al debito: “acquista oggi e paghi fra un anno”, oppure “hai lo sconto ma devi attivare un finanziamento”. No! Noi dobbiamo essere portatori di un consumo consapevole, di un consumo responsabile, di una gestione oculata del proprio bilancio familiare. Derogare può significare sovraindebitamento, perdita della libertà e della stessa felicità. La felicità non è sinonimo di possesso dell’ultimo ritrovato proposto dalla pubblicità. Felicità significa relazioni, comunità, solidarietà. Nella gestione del Fondo di prevenzione usura, abbiamo toccato con mano come la rottura delle relazioni familiari e sociali sia indotta da un indebitamento non più gestibile. Il valore della solidarietà ci porta a farci carico dei più deboli, a rivendicare tariffe sociali nei vari servizi, a fare attenzione affinché il servizio universale sia garantito nel concreto a tutti e a diffidare quando i servizi universali vengono affidati al privato. Siamo quindi per un modello di consumerismo solidale, che valorizza l’aspetto negoziale come strumento di cultura per risolvere il contenzioso e per acquisire nuovi diritti. Siamo per un consumerismo che sia anche culturale ed educativo. Per queste ragioni, Adiconsum si è spesa in questi anni per una cultura del consumo responsabile rivolta anche alle nuove generazioni. Numerose sono state le nostre iniziative nelle scuole in tema di uso razionale dell’energia, educazione stradale, internet sicuro, uso responsabile del denaro e alimentazione. In futuro dobbiamo batterci anche per una cultura che veda il diffondersi dei prodotti con imballo a basso impatto ambientale.

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Siamo per un consumerismo che dialoga e negozia con le imprese, che valorizza il tema della responsabilità sociale quando non è una scelta strumentale, cioè quando intende rispondere alle criticità del servizio ricercando soluzioni graduali in un rapporto con i soggetti organizzati. Siamo per un consumerismo che faccia leva anche sulle responsabilità del consumatore, sulla capacità di boicottare prodotti, sul rispondere in modo organizzato alle truffe e alle vessazioni. Non a caso, nella celebrazione dei 20 anni, Adiconsum ha ricordato Don Milani. Un suo insegnamento ci ricorda che la leva ufficiale per cambiare le leggi è il voto, che la Costituzione gli affianca la leva dello sciopero, ma la leva delle leve del potere è influire con la parola e con l’esempio sugli altri. Che è ingiustizia fare misure uguali fra diseguali e soprattutto ci ricorda che non si deve aspettare che il sistema cambi, dobbiamo essere noi a cambiare il sistema. Battersi quindi, contro leggi e situazioni ingiuste quando sanciscono il privilegio, la rendita, il sopruso del forte. Uscirne da soli è egoismo, uscirne insieme è politica. Gli impegni per il domani Guardando al domani, agli impegni con i quali ci dobbiamo misurare, sottolineiamo brevemente alcuni temi, rinviando per una più ampia documentazione alle tesi e agli stessi documenti predisposti dai settori. Nei confronti del Governo: in primo luogo occorre porre al Governo misure per contrastare la recessione, quali la detassazione delle tredicesime e gli investimenti nelle infrastrutture. Chiediamo per contrastare il crescente indebitamento delle famiglie, il rifinanziamento del Fondo prevenzione usura e una legge per gestire i casi di sovraindebitamento delle famiglie. Ma la proposta che avanziamo di nuovo al presidente del Consiglio anche da questo Congresso, è l’apertura di un tavolo con le associazioni consumatori per esaminare tutti quei possibili interventi a difesa del potere d’acquisto delle famiglie e per migliorare i servizi nella pubblica amministrazione e nel servizio sanitario. Un intervento organizzato delle associazioni di utenza, può rappresentare anche in questi settori un grimaldello importante per avviare un reale cambiamento. L’azione collettiva Sospesa per essere migliorata, è ora congelata alla Presidenza del Consiglio. Chiediamo al Governo che entri in vigore comunque il 1° gennaio 2009. Sarà un compito successivo battersi per superare i limiti di una normativa che rischia di creare grandi attese ma scarsi risultati. Sulla rappresentanza delle associazioni consumatori È un tema sul quale ci stiamo battendo. L’obiettivo è di contrastare la polverizzazione in atto. Sono già 17 le associazioni riconosciute a livello nazionale; 35 nella sola regione Lazio. La polverizzazione non rafforza la rappresentanza, ma al contrario la indebolisce. Per questo, sosteniamo la necessità di adottare criteri più rigorosi per il riconoscimento nazionale e regionale delle associazioni. Allo stesso tempo, confermiamo la nostra scelta di cooperare e collaborare con tutte le associazioni riconosciute stringendo alleanze sui singoli contenuti, ed evitando cordate precostituite. Sull’assicurazione La riforma del risarcimento diretto va difesa e allo stesso tempo corretta in alcune criticità che comportano aspetti speculativi da parte delle com-

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pagnie sui piccoli sinistri, mentre resta ancora da affrontare il problema della trasparenza nelle polizze vita che raccolgono una parte rilevante del risparmio delle famiglie. Inoltre, dobbiamo verificare anche l’attuazione dell’impegno assunto dalle compagnie di assicurazione per quanto riguarda l’abbattimento del costo della polizza Rc auto per i neopatentati. Sull’energia Il passaggio al mercato privato dell’energia elettrica sta comportando significative riduzioni di tariffe che tuttavia vanno verificate nel tempo. Dobbiamo contrastare le pratiche commerciali scorrette verso le persone anziane, vigilare sulla trasparenza delle tariffe e informare i consumatori su tutte le possibilità di risparmio di energia. Chiediamo l’estensione del bonus sociale anche sul riscaldamento. Sui servizi a rete Resta fondamentale che le reti restino a controllo pubblico. Ciò vale per tutti i servizi universali siano essi nazionali che locali. Riteniamo che la rete del servizio idrico non debba essere privatizzata, e che la gestione da parte dei privati risponda a criteri rigorosi di garanzia per gli utenti. Per noi associazioni consumatori si aprono sfide importanti nella liberalizzazione dei servizi pubblici locali, nel verificare i contratti di servizio, contrattare gli standard di qualità, monitorarne l’applicazione, oltre a gestire eventuali contenziosi. Sul digitale e banda larga La banda larga rappresenta nelle comunicazioni il nuovo servizio universale e questo deve essere garantito non soltanto nelle grandi aree urbane ma in tutto il territorio. Nel passaggio dalla tv analogica a quella digitale, per Adiconsum è importante che non ci si limiti al digitale terrestre, bensì siano valorizzate tutte le varie piattaforme, dalla tv via cavo, al satellitare, al terrestre. Su prezzi e tariffe Apprezziamo l’impegno di Mr.Prezzi, ma non lo riteniamo sufficiente. Occorre dotarlo anche di qualche strumento deterrente e sanzionatorio. Un’ipotesi di lavoro è inserire nella legge per le pratiche commerciali scorrette anche le indicazioni sugli aumenti speculativi ingiustificati accertati dall’Autorità. Sulle Authority Queste restano fondamentali anche per il futuro. Intendiamo difenderne l’autonomia e l’indipendenza. L’autorevolezza va invece conquistata sul campo, nel rispondere tempestivamente ai problemi che sono sollevati. Nel settore finanziario, Adiconsum è favorevole ad una integrazione delle varie Autorità (Banca d’Italia, Consob, Isvap, Covip), fermo restando il ruolo dell’Antitrust per rispondere con più efficacia alle fusioni in atto. All’Autorità per l’energia va affidata anche la responsabilità del settore idrico. Utile è anche un’Autorità nel settore dei trasporti. Siamo invece contrari al ritorno sotto l’egida del Governo, delle varie Authority e al proliferare delle stesse a livello locale al di fuori di un progetto nazionale. Sugli altri settori Analogo impegno Adiconsum intende svilupparlo anche nei settori del trasporto, della telefonia, del commercio, della sicurezza alimentare. È per questa ragione che Adiconsum si è strutturata in settori di responsabilità

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coadiuvati da un Centro giuridico. Intendiamo inoltre sviluppare due nuovi settori riferiti alla formazione dei quadri e alla tutela della salute. Sul territorio Significative risorse sono previste dal Ministero dello Sviluppo Economico alle regioni per il consumerismo sul territorio. Risorse che devono essere utilizzate nel rispetto delle finalità e soprattutto destinate a progetti attuati dalle associazioni consumatori per migliorare i servizi, l’informazione, la formazione, potenziando gli sportelli e le strutture associative. Sul CNCU Occorre trovare nuove modalità di lavoro per un ruolo più efficace del CNCU verso il legislatore italiano e sulle direttive verso l’Unione europea. Il CNCU deve svolgere un’iniziativa unitaria sui grandi temi del consumerismo, senza sostituirsi al ruolo di rappresentanza che è e deve restare delle associazioni consumatori. Sul progetto di rinnovamento Nelle tesi abbiamo proposto di avviare un rinnovamento del gruppo dirigente nazionale che valorizzi i quadri giovani, le nuove energie e le professionalità nella gestione dell’associazione. Un progetto che vede anche l’impegno della Cisl nel favorire la sua realizzazione. È un progetto unitario della segreteria che porta ad un suo allargamento e che ha trovato un ampio consenso nel dibattito congressuale. Un progetto che vede la mia disponibilità ad accogliere un quinto mandato, strettamente vincolato al progetto di rinnovamento. Ringrazio quindi i colleghi della segreteria, Angelo e Fabio. Un ringraziamento particolare va ad Angelo Motta che ha deciso per un diverso impegno in Adiconsum. Un grazie ai responsabili di settore che hanno condiviso e sostenuto la gestione dell’Adiconsum in questi anni e a tutti i collaboratori della struttura nazionale. Cari amici, cari delegati, nei prossimi due giorni di congresso sono certo seguirà un ampio dibattito libero, franco, costruttivo. Un dibattito che deve rinsaldare la squadra, per realizzare le scelte ed i progetti che ci vedranno impegnati nei prossimi 4 anni. Dobbiamo contare sulle sinergie e sul sostegno della Cisl e delle categorie per ampliare la nostra presenza e dare continuità alla nostra crescita. Dobbiamo continuare ad operare per l’inserimento dei giovani e ridurre le precarietà. Il futuro è nelle nostre mani. Richiede come nel passato, impegno, sacrificio, intelligenza. Dobbiamo avere la speranza di riuscirci. Per questo vogliamo continuare ad essere protagonisti del cambiamento, per uno sviluppo che riduca le distanze tra poveri e ricchi, per un consumo più consapevole e responsabile.

La nuova Segreteria Nazionale Adiconsum Segretario Generale: Landi Paolino Segretari Nazionali: Comini Riccardo Picciolini Fabio Premuti Fabrizio Rigobon Valter Simone Grazia

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Il nuovo Consiglio Nazionale Adiconsum Abate Giuseppe Alberti Angela Amorati Arnaldo Avanzato Nicola Baldon Giovanna Barbizzi Simona Bartalini Carlo Benatti Cinzia Blasi Claudio Bosco Antonio Braggio Angelo Brivitello Anna Bruno Antonio Campisi Anna Cancedda Giancarlo Caracciolo Raffaele Cascino Raffaele Caturano Costantino Cecchinato Davide Colombo Sergio Comini Riccardo Corraro Alberto D’Agostino Giuseppe Datti Maria Pia De Martino Giuseppe Di Buono Tommaso Di Maio Vito Di Palma Andrea Di Prima Antonino Faedda Giuliana Ferrari Valeriani Angelo Festa Angelo Galli Laura Giliberti Massimo Girau Simone Innocenti Giuliano Iorio Francesco Isolani Pieraldo Iurilli Cristiano Lanaro Renato Landi Paolo Locati Eddy Lombardo Giuseppe

Il Collegio dei Sindaci

Lorusso Franco Lucchetta Claudio Macrì Paolo Marinaci Carla Marras Cristina Martina Aldo Massa Barbara Matera Luigi Merlone Geremia Motta Angelo Nardo Roberto Navarino Carlo Nelli Donatella Pasquale Ernesto Pellegrino Gaetano Perale Savino Pesce Vincenzo Picci Paolo Picciolini Fabio Piscioneri Romolo Pistone Roberto Premuti Fabrizio Reboni Cesare Rigobon Valter Robino Giovanni Rognoni Silvana Romano Benedetto Salvetti Stefano Sammartano Riccardo Santinelli Silvana Santoprete Pietro Scanio Alfonso Simone Grazia Siracusa Franco Sorgi Roberta Tartari Luigi Trombetta Lorenzo Vargiu Giorgio Vergari Mauro Vespia Saverio Vezzosi Paolo Zangardi Vincenzo

Il Collegio dei Probiviri

Carcasole Angelo Grisafi Giuseppe Maccallini Alfredo

Puliti Gianni Giuliani Scipione D’Elia Antonio

Supplenti: Migliotti Paolo Vignola Marco

Supplenti: Florio Michele Panzetta Arianna

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V Congresso Nazionale Adiconsum

La mozione conclusiva Il V Congresso Nazionale di Adiconsum, tenutosi a Roma il 27-28-29 novembre 2008, avendo a tema “Per un consumo consapevole sul territorio”, introdotto dalle “Tesi congressuali” e dai dibattiti svolti nei Congressi Territoriali, APPROVA la relazione della segreteria, integrata dalle proposte e dagli interventi emersi dal ricco dibattito, ed impegna gli organismi eletti al governo dell’Associazione per i prossimi quattro anni a porre i seguenti percorsi al centro del proprio operato: • continuità della crescita avviata in tema di partecipazione alle dinamiche sociali e politiche sui temi del consumerismo, con rafforzamento di iscritti, di presenze sul territorio, di concreti servizi ai consumatori , anche attraverso una solidarietà interna tra i diversi livelli associativi e tra le diverse strutture; • impegno forte sulla questione delle crisi della economia, della politica e dell’etica, con risorse adeguate alla gravità del momento, compresa la messa in discussione del ruolo associativo, che va arricchito con supplementi di impegno politico e culturale sui quali coinvolgere la società; • sostegno ai consumatori, che, di fronte alle difficoltà del momento, vedono moltiplicarsi pratiche commerciali scorrette e chiusure ad ogni loro richiesta di protagonismo dentro un mercato trasparente, anche attraverso un forte rilancio dei percorsi di responsabilità sociale d’impresa, concordati e vigilati tra le parti interessate; • rilancio delle politiche legate a vere liberalizzazioni, capaci di declinare quelle regole che garantiscono la libera concorrenza, l’universalità dei servizi a costi equi rispetto alle nuove povertà sociali e una qualità misurabile; in questo ambito, va salvaguardato e rafforzato il ruolo di indipendenza e di terzietà delle Autorità di Mercato, delle quali vanno rilanciati ruolo, risorse, autonomia e la potestà di avviare percorsi di sanzioni e di risarcimento;; • sviluppo dell’associazione, ispirato ad una cultura organizzativa partecipata e guidata ai principi della solidarietà tra le strutture territoriali e regionali e dalla sussidiarietà tra centro e territori, anche attraverso un momento specifico e dedicato al tema della nuova organizzazione; vanno definiti e rafforzati nel loro fondamentale ruolo il Centro Giuridico Nazionale ed i settori, che vanno estesi ai temi della salute e della P.A ; va rafforzato e regolato il loro collegamento operativo con le strutture regionali, tramite un rilancio dell’Esecutivo Nazionale; • rilancio delle politiche formative interne come fondamentali risorse dell’associazione, da dedicare sia ai valori di fondo, sia ai temi settoriali sia alle questioni organizzative; la formazione è garanzia di continuità della qualità della nostra presenza e, nello stesso tempo di aggiornamento ai nuovi interventi normativi ed alle evoluzioni della società, del mercato e della cultura; • preparazione ed impegno alle sfide del futuro, attraverso percorsi adeguati e confronti necessari; in particolare, vanno rilanciati come obbiettivi primari per la piena realizzazione di un mercato libero e responsabile, perciò etico, i seguenti punti: 1. impegno forte dell’associazione per l’approvazione in tempi brevi di una “azione collettiva” che sia praticabile e realizzi gli obbiettivi di deterrenza e di tutela per i quali si sono battute le associazioni dei consumatori; 2. rilancio di quella cultura partecipativa che passa attraverso un forte ruolo negoziale, le politiche conciliative e le concertazioni, da praticare con pari impegno sia al centro sia nei territori decentrati; 3. sostegno al ruolo fondamentale delle strutture regionali e territoriali, nelle quali l’associazione misura la qualità della sua intera organizzazione: vanno aiutate, anche attraverso le risorse della formazione e dei progetti, a dare servizi di qualità, a partecipare alla vita delle proprie comunità e a contribuire con le professionalità presenti alle politiche nazionali; 4. impegno tra i diversi livelli territoriali per iniziative e politiche che affrontino il tema delle risorse su diversi percorsi: una più incisiva politica del proselitismo che realizzi quel forte tesseramento individuale che ci da risorse e credibilità; iniziative concordate coi CAF per realizzare al massimo

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le potenziali risorse del 5% le cui quote sono oggi perse dal disinteresse; ridefinizione delle pratiche conciliative per rilanciarne le valenze culturali, assicurando nel contempo un riconoscimento economico a fronte dell’impegno assunto nei territori; 5. programmazione di interventi e di percorsi articolati per la diffusione della cultura di un consumo responsabile, non ridotto ad una opera buona, ma accolto come risorsa di tutti i soggetti del mercato perchè “etico”, cioè capace di educare ad una qualità della vita che viene garantita per tutti gli uomini e per tutti i tempi; 6. impegno a discutere nelle sedi istituzionali una rappresentanza che, a rischio di eccessive frammentazioni, non può essere affidata a criteri che non misurano con oggettività da verificare la qualità e l’organizzazione delle associazioni. 7. iniziative di preparazione a cogliere le vitalità e ad evitare i rischi insiti nei processi istituzionali e culturali del federalismo, anche attraverso un coordinamento forte e guidato tra le nostre strutture regionali, e tra loro ed il centro, anche al fine di portare a sistemale diverse conoscenze ed esperienze a partire dai servizi locali; 8. costituzione al centro di un “Ufficio progetti” che sostenga le strutture decentrate a rispondere con iniziative di qualità ai bandi ed alle opportunità di progetti decentrati o collegati al centro. rafforzamento politico e culturale del rapporto con la Cisl, che ha promosso l’Adiconsum e, anche con il concorso delle sue Strutture decentrate e Categoriali, l’ha sostenuta da sempre, attraverso convenzioni che tutelino quella distinzione dei ruoli voluta per legge e garantiscano le sinergie per gli obbiettivi comuni di servizio alle persone, che lavorano e consumano, e chiedono che la qualità del consumo e la qualità del lavoro, in solidarietà reciproca, concorrano alla promozione ed alla tutela della qualità della vita; impegno a promuovere rapporti di collaborazione con le altre associazioni di consumatori, impostati sulla considerazione che, in molti casi, le differenze di genesi e di ragioni possano essere vissute come una risorsa di solidarietà, piuttosto che come un problema di concorrenza; disponibilità a percorsi concordati e comuni con quelle vitalità del mercato e dell’associazionismo sociale che, nel rispetto dei ruoli, condividano le sensibilità e gli obbiettivi di Adiconsum; sostegno al progetto del rinnovamento della segreteria che viene avviato a questo congresso, ma che va proseguito per un ricambio più ampio dei quadri e dell’organizzazione anche ai livelli territoriali, con l’obbiettivo di far crescere l’Adiconsum con risorse e politiche nuove.

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Agenzia Adiconsum - anno XX - n. 60 - 28 novembre 2008  

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