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DAN HAYDEN è direttore di Sola Scriptura presso Orlando, Florida, Stati Uniti, un’opera d’insegnamento impegnata ad affermare l’autenticità, l’accuratezza e l’autorità della Bibbia. Ha studiato ed ottenuto diversi titoli presso il Wheaton College, il Dallas Theological Seminary ed il Baptist Bible Seminary. Ha servito il Signore come pastore, insegnante e responsabile spirituale di centri comunitari evangelici. ISBN 978 88 89698 24 2

ADI Media

Servizio Pubblicazioni delle “Assemblee di Dio in Italia”

ADI Media

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a vita è piena di burrasche che non si possono evitare, perché viviamo in un mondo decaduto e travagliato. Talvolta, a causa di problemi finanziari, matrimoni difficili, perdita di persone care o malattie debilitanti, ci sentiamo spinti alla deriva della fede. Grazie a Dio, quando affrontiamo tali tempeste non siamo soli, proprio come avvenne all’apostolo Paolo nel suo viaggio avventuroso attraverso il Mediterraneo: il Signore non lo lasciò preda degli eventi. In questo libro, Dan Hayden esamina proprio il resoconto di quella navigazione così come vividamente narrata in Atti 27 e 28; ne coglie insegnamenti cristiani pratici, utili per sopravvivere ai naufragi della vita. Ai saggi consigli della Scrittura, l’autore aggiunge esperienze personali per testimoniare che ancora oggi la sapienza di Dio è opportuna e sufficiente. Lo scrittore afferma che le disgrazie capitano anche ai migliori credenti; sostiene, altresì, che il Signore è sempre all’opera per il nostro bene e che dobbiamo applicarci allo studio della Sua Parola per superare vittoriosamente ogni difficoltà. Il viaggio di Paolo e la sua prigionia a Roma, dimostrano che Dio può trasformare ogni imprevedibile avversità in opportunità volte a manifestare la Sua puntuale provvidenza.

QUANDO INFURIA LA BUFERA

Dan Hayden

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Titolo originale: “Wen Life’s a Wreck” 2003, Dan Hayden Crossway Books A division of Good News Publishers 1300 Crescent Street Wheaton, Illinois 60187 Edizione italiana: “Quando Infuria la Bufera” © ADI-Media s.r.l. Via della Formica, 23 - 00155 Roma Tel. 06 2251825 - 2284970 Fax 06 2251432 Email: adi@adi-media.it Internet: www.adi-media.it Servizio Pubblicazioni delle Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia” Marzo 2008 - Tutti i Diritti Riservati Traduzione: a cura dell’Editore - F. M. T. Tutte le citazioni bibliche, a meno che non sia indicato diversamente, sono tratte dalla Bibbia Versione Nuova Riveduta (1996), Società Biblica di Ginevra - Svizzera Stampa: Produzioni Arti Grafiche S.r.l. - Roma

ISBN 978 88 89698 24 2


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INTRODUZIONE

L

a vita è piena di burrasche che non si possono evitare, perché viviamo in un mondo decaduto e travagliato. Talvolta, a causa di problemi finanziari, matrimoni difficili, perdita di persone care o malattie debilitanti, ci sentiamo spinti alla deriva della fede. Grazie a Dio, quando affrontiamo tali tempeste non siamo soli, proprio come avvenne all’apostolo Paolo nel suo viaggio avventuroso attraverso il Mediterraneo: il Signore non lo lasciò preda degli eventi. In questo libro, Dan Hayden esamina proprio il resoconto di quella navigazione così come vividamente narrata in Atti 27 e 28; ne coglie insegnamenti cristiani pratici, utili per sopravvivere ai naufragi della vita. Ai saggi consigli della Scrittura, l’autore aggiunge esperienze personali per testimoniare che ancora oggi la sapienza di Dio è opportuna e sufficiente. Lo scrittore afferma che le disgrazie capitano anche ai migliori credenti; sostiene, altresì, che il Signore è sempre all’opera per il nostro bene e che dobbiamo applicarci allo studio della Sua Parola per superare vittoriosamente ogni difficoltà. Il viaggio di Paolo e la sua prigionia a Roma, dimostrano che Dio può trasformare ogni imprevedibile avversità in opportunità volte a manifestare la Sua puntuale provvidenza. L’Editore


Siracusa

Reggio

ITALIA

SIRTI

M A R

Viaggio di Paolo Atti 27, 28

MALTA

SICILIA

Pozzuoli

Clauda

Fenice

CRETA Beiporti

Cnido

Salmone

MAR EGEO

Adramitto

Patara Mira

LICIA

PANFILIA

A S I A

A F R I C A

EGITTO

Alessandria

M E D I T E R R A N E O

MACEDONIA

CIPRO

Cesarea

CILICIA

PALESTINA

Tiro

Sidone

M I N O R E

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-1-

VENTI CONTRARI Dall’estremità della terra io grido a te, con cuore affranto; conducimi tu alla rocca ch’è troppo alta per me; poiché tu sei stato un rifugio per me… SALMO 61:2, 3


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QUANDO INFURIA LA BUFERA 1

Quando fu deciso che noi salpassimo per l’Italia, Paolo con altri prigionieri furono consegnati a un centurione, di nome Giulio, della coorte Augusta. 2 Saliti sopra una nave di Adramitto, che doveva toccare i porti della costa d’Asia, salpammo, avendo con noi Aristarco, un macedone di Tes salonica. 3 Il giorno seguente arrivammo a Sidone; e Giulio, usando benevolenza verso Paolo, gli permise di andare dai suoi amici per ricevere le loro cure. 4 Poi, partiti di là, navigammo al riparo di Cipro, perché i venti erano contrari. 5 E, attraversato il mare di Cilicia e di Panfilia, arrivammo a Mira di Licia. 6 Il centurione, trovata qui una nave alessandrina che faceva vela per l’Italia, ci fece salire su quella. 7 Navigando per molti giorni lentamente, giungemmo a fatica, per l’impedimento del vento, di fronte a Cnido. Poi veleggiammo sotto Creta, al largo di Salmone; 8 e, costeggiandola con difficoltà, giungemmo a un luogo detto Beiporti, vicino al quale era la città di Lasea. ATTI 27:1-8

D

opo l’incidente aereo in cui persero la vita John F. Kennedy Jr., la moglie Carolyn e la sorella Lauren, molti restarono impressionati dalla loro tragica fine. Qualche tempo dopo, insieme a mia moglie Karilee, visitai l’isola di Martha’s Vineyard. Raggiungemmo la costa di Gay Head e guardammo in direzione dell’oceano, laddove era avvenuto l’incidente aereo. La scena di quella tragedia era ancora impressa nella mia mente. John Jr. non era un dirigente particolarmente abile, ma dava l’im pressione di essere una brava persona; la gente sembrava apprezzarlo molto. La stampa nazionale ed internazionale parlò molto della sua morte, forse perché la famiglia Kennedy, così famosa, è stata sempre segnata da tragedie e da lutti. 8


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Venti Contrari

LE CATTIVE ESPERIENZE CAPITANO ANCHE ALLE BRAVE PERSONE Le sciagure occorse alla famiglia Kennedy mostrano che le avversità colpiscono tutti senza distinzione, poveri e ricchi, buoni e cattivi, persone famose e sconosciuti. È un denominatore comune dell’esperienza umana. Per esempio, l’apostolo Paolo era una persona sicuramente retta eppure, in II Corinzi 4, confessa ai credenti di Corinto di aver affrontato prove particolarmente dure e di aver sofferto profondamente. Scrive, cominciando dal versetto 8, “… siamo tribolati in ogni maniera, ma non ridotti all’estremo; perplessi, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; atterrati ma non uccisi; portiamo sempre nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo”. Infatti, anche i “cristiani migliori” non sono esonerati dalle sofferenze della vita. In Gesù Cristo, però, abbiamo sapienza, forza e speranza nelle avversità. Tempo fa ho letto una massima, non proprio originale ma certamente suggestiva: “Ci sono tante nuvole, ma passano presto”. Sarebbe bello! Purtroppo, certe nuvole non passano presto come vorremmo. Sopra le nuvole della vita, tuttavia, il Figlio di Dio, il Sole della giustizia, continua a splendere in tutta la Sua forza. Lo Spirito Santo eleva sulle ali della grazia i credenti che ripongono piena fiducia nel Signore, e li trasporta nella presenza di Dio dove il sole è caldo e ristora l’anima – nonostante le nuvole. UN VIAGGIO CONTROVENTO: SOMMARIO Il resoconto del viaggio e naufragio di Paolo in Atti 2, 28 è pieno di nuvole del genere. L’apostolo intraprese varie missioni durante il suo ministerio, ma questa storia 9


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QUANDO INFURIA LA BUFERA

si riferisce all’ultimo viaggio registrato dalla Bibbia. È possibile che dopo la sua prigionia a Roma sia stato rilasciato, e abbia ancora servito il Signore in altre occasioni, ma noi ci concentreremo su questa narrazione riportata nel libro degli Atti. È un resoconto avvincente, pieno di trepidazione e di avventure impressionanti. Prima di considerare gli sviluppi spirituali delle cose che accaddero, sarà utile avere una visione panoramica del viaggio stesso. Dedichiamo alcuni minuti per considerare dove stava andando Paolo. L’insieme del nostro scenario si compone di molti luoghi e diverse rotte di navigazione, quindi sarà bene dare uno sguardo alla mappa, mentre ci muoviamo idealmente insieme all’apostolo. In seguito parleremo di ciò che accadde nei vari luoghi; per ora, limitiamoci a considerare ed a tenere in mente l’itinerario. La storia inizia con l’arresto di Paolo a Gerusalemme. L’apostolo fu poi condotto in una città chiamata Cesarea, situata sulla costa del Mediterraneo (vedi Atti 21 26). A quel tempo, Cesarea era un centro di potere molto importante del governo romano. Pilato aveva lì il suo quartier generale, e anche Erode. Oggi, grazie agli scavi archeologici, è possibile visitare l’antico porto utilizzato dai Romani per approdare a Cesarea. Qui Paolo salì su una nave alla volta di Roma, dopo due anni di reclusione inflittagli per aver predicato l’Evangelo. Come cittadino romano si era appellato a Cesare, e le autorità lo avevano inviato a Roma. La nave partì verso la fine dell’estate, mentre sul Mediterraneo soffiava un forte vento da occidente. Navigare in direzione di Roma, quindi, significava andare controvento. Ricordiamoci che a quei tempi non era facile viag10


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Venti Contrari

giare. Le navi a vela erano il mezzo di trasporto principale. Oggi possiamo prendere un aeroplano o una nave a motore e giungere direttamente a destinazione. La nave di Paolo, invece, dovette dirigersi a nord per viaggiare lungo la costa, prima di puntare per Roma. Avanzò verso Sidone, e sfruttò il vento per navigare in direzione nordest. Coprì la distanza di cento chilometri, che la separava da Sidone, rapidamente e con relativa facilità1. I marinai fecero una sosta a Sidone; poi ripresero la navigazione sotto costa, puntando per la Cilicia, sulle sponde meridionali dell’odierna Turchia. Prima veleggiarono al riparo di Cipro, e l’isola fece da schermo contro il vento. Poi seguirono la costa fino ad un luogo chiamato Mira, in una provincia dell’Asia Minore. Lì i passeggeri salirono su un’altra nave e partirono in direzione di Cnido, città ad ovest della costa meridionale dell’Asia Minore. A questo punto si resero conto che la forza del vento rendeva impossibile la navigazione attraverso il Mar Egeo; allora veleggiarono a sud per ripararsi dietro l’isola di Creta. Passarono vicino ad un luogo chiamato Salmone e infine giunsero, con non poca difficoltà, ad una piccola insenatura chiamata Beiporti, vicino alla città di Lasea. A Beiporti, il capitano della nave dovette prendere una decisione: proseguire il viaggio oppure fermarsi. Paolo li avvertì di non continuare perché la navigazione si era fatta pericolosa: c’era il rischio di perdere il carico e le loro stesse vite, a causa del maltempo. Il suo consiglio, però, fu disatteso. Il capitano della nave decise di salpare nell’intento di giungere a Fenice sulla costa meridionale di Creta. Il centurione che accompagnava l’apo stolo e la maggioranza concordarono sulla decisione presa. Durante la navigazione, però, un vento impetuoso 11


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QUANDO INFURIA LA BUFERA

(denominato Euraquilone) li colse di sorpresa e li spinse a sud, vicino un’isoletta chiamata Clauda. Furono trascinati dalla tempesta per due settimane attraverso il Mar Mediterraneo. Infine, fecero naufragio sulle rive dell’isola di Malta. Dopo essersi ripresi dal trauma del naufragio, continuarono il viaggio verso la Sicilia per poi proseguire alla volta di Reggio e Pozzuoli. La storia prosegue con Paolo che s’incontra con i suoi amici, poi è scortato a Roma, dove passerà più di due anni agli arresti domiciliari. Il nostro libro parla di questo viaggio. La buona notizia sta nel fatto che anche noi, come Paolo, possiamo sopravvivere ai naufragi della vita.

OSTACOLI E RESTRIZIONI Consideriamo prima di tutto gli ostacoli e le limitazioni che intralciarono il progresso di Paolo nei primi otto versetti del nostro testo. Il viaggio si svolge per la maggior parte controvento; quindi, risulta essere decisamente faticoso. In questo brano notiamo alcuni principi utili per affrontare i venti contrari che si oppongono anche al nostro procedere nelle vie del Signore. Ostacoli Siamo mai stati aggravati? Molte cose ci irritano e ci appesantiscono: gli autisti indisciplinati, le code negli uffici, le promesse tradite, i venditori via telefono, gli appuntamenti disattesi, i lavori malfatti o non completati. Sono diversi gli ostacoli che possono infastidirci e questi sono i venti contrari di cui parliamo. La storia narrata in Atti 27:1-8, anche se - ovviamente - in termini diversi, è piena di simili fastidiose contrarietà. 12


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Venti Contrari

Il testo non lo afferma esplicitamente, ma i principi della navigazione a vela ci permettono di ipotizzare che all’inizio il vento era favorevole. È scritto: “Il giorno seguente arrivammo a Sidone”. Il viaggio da Cesarea a Sidone, lungo la costa della Palestina, fu di circa cento chilometri2. Dovevano veleggiare in direzione nord e poi nord-ovest, perciò il vento proveniente da ovest favoriva la navigazione. Venti simili sono molto frequenti in quella parte del Mediterraneo durante la fine dell’estate3. A quei tempi, coprire cento chilometri in un giorno era un buon risultato. Un vento che soffia da dietro o dal lato, è un vento favorevole che porta dritto a destinazione. Tempo fa, mi capitava spesso di navigare su un veliero a tre alberi attraverso il Lago Superiore. Servivo il Signore in un centro comunitario evangelico a nord dello stato del Wisconsin, negli Stati Uniti. Facevamo escursioni di una settimana veleggiando da Bayfield, nel Wisconsin, verso le isole Apostle. L’imbarcazione accoglieva una ventina di persone, ed io ero l’incaricato a presentare gli studi biblici. Abbiamo fatto belle gite a bordo di quel veliero chiamato “The Pride” e, ancor più, abbiamo ricevuto abbondati benedizioni dal Signore. Ricordo occasioni in cui navigavamo da un’isola all’altra con il vento alle spalle. Kenny, il capitano, issava a prua lo spinnaker, una bella vela colorata che si gonfiava sotto la spinta del vento. Era uno spettacolo. Spesso, nei viaggi della vita, anche noi conosciamo simili venti favorevoli. Innalziamo lo spinnaker e avanziamo rapidamente. Le cose vanno bene ed è un vero piacere veleggiare a quelle velocità. Apprezziamo quei momenti e ci auguriamo che capitino il più spesso possibile. Purtroppo, nella nostra vita si alzano anche venti contrari. Questo accadde 13


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a Paolo ed ai suoi compagni durante il viaggio a Roma, come si legge nel versetto 4: “Poi, partiti di là, navigammo al riparo di Cipro, perché i venti erano contrari”. Il versetto 7 aggiunge: “Navigando per molti giorni lentamente … a fatica”. La situazione difficile continua al versetto 8: “E, costeggiandola con difficoltà [Salmone], giungemmo a un luogo detto Beiporti”. Partiti da Sidone, seguirono la costa della Palestina perché non potevano puntare direttamente verso Roma. Le imbarcazioni a vela devono muoversi a zigzag per poter procedere anche controvento. In questo modo si percorrono più chilometri rispetto ad una rotta tracciata in senso lineare. È difficoltoso zigzagare; le ore passano lentamente e a fatica. Ecco perché leggiamo che l’imbarcazione di Paolo raggiunse con difficoltà Beiporti, sull’isola di Creta. Vi siete mai trovati ad affrontare un vento così forte da non riuscire ad avanzare? Anni fa, nella mia adolescenza, ricordo di aver fatto un viaggio in bicicletta di circa duemila chilometri con un amico. Attraversammo lo stato di New York, passando per i monti Adirondack, fino ai laghi Finger. Oltrepassammo le cascate del Niagara e, passando attraverso il Canada, raggiungemmo il Michigan. Avevamo una piccola tenda e due sacchi a pelo; cucinavamo per strada. Fu un’esperienza divertente. Non dimenticherò mai il giorno che scendemmo dai monti Adirondack. Avevamo appena visitato Lake Placid, un bel luogo sulle montagne dello Stato di New York, sede delle olimpiadi invernali del 1932 e del 1980. Procedevamo lungo il versante occidentale degli Adirondack verso la regione di Saint Lawrence Seaway, e mentre scendevamo soffiava un forte vento da occidente, simile a quello descritto in Atti 27. Dovevamo pedalare 14


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Venti Contrari

persino in discesa a causa del vento contrario. Raggiungemmo la valle, ma a quel punto fu impossibile procedere - persino con le marce più basse. Dovemmo arrenderci; ci sedemmo a lato della strada e parlammo per ore, aspettando che il vento si calmasse. È difficile avanzare, quando soffiano venti contrari. A volte la vita è così. Una cara coppia di credenti, a cui ero legato da un affetto particolare, ha conosciuto questi venti contrari della vita. Si erano trasferiti nella zona boschiva a nord del Wisconsin. Il marito era elettricista, ma non trovò lavoro nel suo campo di specializzazione. Prese quindi una licenza come agente immobiliare. Cominciò a vendere terreni, ma l’attività non andava bene, tanto che fu costretto a cercare un altro lavoro. Lo assunse una ditta che vendeva prefabbricati; in quel periodo, però, non c’era richiesta di case. Si iscrisse quindi in una scuola del Michigan per imparare un altro mestiere. Frequentò il corso composto di nove settimane di studio a tempo pieno, seguito da un anno di studi part-time, e impiegò ore per spostarsi avanti e indietro da casa. Nel frattempo, neanche la moglie riuscì a trovare lavoro; in quel periodo la figlia affrontò un divorzio. La suocera ebbe un infarto e, simultaneamente, anche la moglie finì in ospedale per un intervento chirurgico. Di lì a poco, la moglie perse il padre. Dentro di me pensai: “Come può una famiglia affrontare così tante avversità?”. Avete mai conosciuto persone colpite da problemi simili? Forse voi stessi vi trovate di fronte a difficoltà insormontabili. Talvolta, si alzano forti venti contrari - gli impedimenti della vita che ostacolano il nostro progresso nel cammino con il Signore. 15


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Restrizioni Ora consideriamo alcune limitazioni subite da Paolo. Nel versetto 1 leggiamo: “Quando fu deciso che noi salpassimo per l’Italia, Paolo, con altri prigionieri, furono consegnati a un centurione”. L’apostolo viaggiava come prigioniero. Era in questa condizione già da due anni, nell’attesa che il suo caso fosse discusso in tribunale. Non era stato giudicato colpevole di nulla. Per tutto quel tempo, non aveva fatto altro che aspettare. Alla fine si era appellato a Cesare; e Festo, governatore di Cesarea, lo aveva inviato a Roma. Questo periodo di restrizione era inaspettato. Nella vita spesso è così: molte limitazioni si presentano come usurpatori, invadenti e inattesi, che si intromettono nell’incedere tranquillo della nostra esistenza cristiana. Non li abbiamo invitati, e non ci piacciono, ma sono lì. Atti 21 afferma che Paolo si recò al tempio. Improvvisamente, alcuni Giudei dell’Asia che lo avevano in odio, incitarono la folla contro di lui. Nacque una sollevazione, e i soldati romani si precipitarono per sedare i disordini. I militari scoprirono che in mezzo al tumulto c’era Paolo, e lo trascinarono nella fortezza per proteggerlo. Da quel momento in poi, Paolo restò in catene. Le restrizioni non furono soltanto inaspettate, ma anche immeritate. In Atti 26, Paolo compare alla presenza del re Agrippa e del governatore Festo per chiarire il suo caso. “Ritiratisi in disparte, parlavano gli uni agli altri, dicendo: «Quest’uomo non fa nulla che meriti la morte o la prigione». Agrippa disse a Festo: «Quest’uomo poteva esser liberato, se non si fosse appellato a Cesare»” (vv. 31, 32). La reclusione di Paolo era ingiusta: non aveva fatto nulla per meritarla. 16


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Venti Contrari

Giunto a Roma, Paolo stesso affermò: “Dopo avermi interrogato, essi volevano rilasciarmi perché non c’era in me nessuna colpa meritevole di morte. Ma i Giudei si opponevano, e fui costretto ad appellarmi a Cesare, senza però aver nessuna accusa da portare contro la mia nazione” (Atti 28:18, 19). Tutta la faccenda era assurda. L’apostolo subiva un’ingiustizia. Forse, in qualche momento difficile ti sei chiesto: “Che ho fatto per meritare questo?”. La risposta probabile è: “Nulla”. Certo, se hai fatto qualcosa di sbagliato e soffri per le conseguenze, allora devi riconoscerlo. Spesso, però, le nostre difficoltà non sono meritate. Semplicemente, viviamo in un mondo pieno d’ostilità. Paolo predicava l’Evangelo in una società ostile a Gesù, ecco perché subì il carcere. Le restrizioni di Paolo sembravano anche interminabili. Passò due anni in prigione a Cesarea senza aver commesso alcun reato. Poi ci vollero mesi per terminare il viaggio da Cesarea a Roma. Arrivato a destinazione, fu costretto agli arresti domiciliari e aspettò altri due anni, prima che il suo caso giungesse dinanzi a Cesare. Secondo la tradizione, al termine dei due anni il caso di Paolo fu semplicemente archiviato. Se questo risponde al vero, la prova di Paolo fu davvero pesante! Aspettare quattro anni in prigione per nulla! Quei giorni, mesi ed anni sembrarono certamente interminabili. Non poche volte ci capita di vedere credenti tristi e sconsolati, che sembrano dichiarare con il salmista: “… o SIGNORE, fino a quando?” (Salmo 6:3). Vi siete mai sentiti così? Alcuni problemi sembrano ripresentarsi continuamente, per giorni, mesi e anni. Ma ricordo anche una coppia che frequentava la nostra comunità. Un giorno andai a visitarli in ospedale, dove il marito era in 17


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cura per un problema al cuore. Fui incoraggiato nel vedere la loro serenità e fiducia. Fu una bell’occasione di comunione fraterna, ma allo stesso tempo mi resi conto che quell’infermità era una sorta di prigionia che durava da due anni e mezzo. La malattia e gli effetti collaterali delle cure erano pesanti da sopportare. Dentro di me mi domandavo: “Quando finirà tutto questo?”. Probabilmente, il mio amico era sereno perché pensava: “Questo potrebbe non finire mai, questo potrebbe essere ciò che Dio, nella Sua provvidenza, ha stabilito per me per il resto della mia vita”. Poco tempo dopo, morì. Talvolta ostacoli e restrizioni ci accompagnano per tutta la vita.

ALTERNATIVE E RISORSE Qual è la risposta agli ostacoli e le restrizioni? La soluzione è quella di concentrarsi sulle alternative e le risorse che il Signore ci provvede. Ne indicherò alcune. Alternative Ho sentito la storiella di un tale che vede un uomo trascinare una catena. Gli chiede: “Perché trascini quella catena?”. L’altro risponde: “Hai mai provato a spingerne una?”. A volte ci sono modi di fare che rendono più facili le cose. Nelle difficoltà ci sono sempre delle alternative, delle opportunità che il Signore ci invita a cogliere, ed il modo in cui rispondiamo alle avversità può migliorare la vita. In navigazione ci sono tre contromisure utili per procedere contro vento. Prima di tutto, come accennato prima, si può avanzare a zigzag. È impossibile procedere direttamente controvento; però si può navigare con una certa angolazione rispetto al vento. 18


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INDICE

INTRODUZIONE

5

MAPPA

6

1 VENTI CONTRARI

7

2 NON RISCHIARE LA VITA

27

3 PREPARARSI AL PEGGIO

47

4 SOPRAVVIVERE AL NAUFRAGIO

63

5 RIPRENDERSI E PROSEGUIRE

81

6 QUANDO UN PROBLEMA DIVENTA UN PULPITO 97 NOTE

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DAN HAYDEN è direttore di Sola Scriptura presso Orlando, Florida, Stati Uniti, un’opera d’insegnamento impegnata ad affermare l’autenticità, l’accuratezza e l’autorità della Bibbia. Ha studiato ed ottenuto diversi titoli presso il Wheaton College, il Dallas Theological Seminary ed il Baptist Bible Seminary. Ha servito il Signore come pastore, insegnante e responsabile spirituale di centri comunitari evangelici. ISBN 978 88 89698 24 2

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L

a vita è piena di burrasche che non si possono evitare, perché viviamo in un mondo decaduto e travagliato. Talvolta, a causa di problemi finanziari, matrimoni difficili, perdita di persone care o malattie debilitanti, ci sentiamo spinti alla deriva della fede. Grazie a Dio, quando affrontiamo tali tempeste non siamo soli, proprio come avvenne all’apostolo Paolo nel suo viaggio avventuroso attraverso il Mediterraneo: il Signore non lo lasciò preda degli eventi. In questo libro, Dan Hayden esamina proprio il resoconto di quella navigazione così come vividamente narrata in Atti 27 e 28; ne coglie insegnamenti cristiani pratici, utili per sopravvivere ai naufragi della vita. Ai saggi consigli della Scrittura, l’autore aggiunge esperienze personali per testimoniare che ancora oggi la sapienza di Dio è opportuna e sufficiente. Lo scrittore afferma che le disgrazie capitano anche ai migliori credenti; sostiene, altresì, che il Signore è sempre all’opera per il nostro bene e che dobbiamo applicarci allo studio della Sua Parola per superare vittoriosamente ogni difficoltà. Il viaggio di Paolo e la sua prigionia a Roma, dimostrano che Dio può trasformare ogni imprevedibile avversità in opportunità volte a manifestare la Sua puntuale provvidenza.

QUANDO INFURIA LA BUFERA

Dan Hayden

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Quando infuria la bufera