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R I V I S T A

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WEBITALIA

DUEMILAOTTO

I T A L I A N O

noimamme.it, Primo Premio DONNAèWEB 2008

N O I M A M M E www.noimamme.it

Arianna Ciccarelli

Monografia: Freelance DANIELE CASCONE Web Agency WEBERIA DESIGN Cliente CERAMI - vincenzocerami.com

Intervista doppia FILIPPO SPIEZIA VS. TANIA CONTE e ancora GAG, Laura Copelli, Ai Ling Cai, Anna Spina


SOMMARIO

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Intro flash

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Newsoci

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WebItalia Autori

Detto tra noi

HOMEPAGE

La copertina

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WebItalia Ideas

Un portale tutto al femminile

Anna Spina Ai Ling Cai Laura Copelli Monografia

Arianna Ciccarelli

29 Marzo 2008. Viareggio (LU). NoiMamme.it vince il Primo Premio al concorso DONNAèWEB2008. Le vincitrici sono: Barbara Basso, Paola Maffina, Teresa Presutto, Silvia Sacchetti, Cosetta Mattoni, Maddalena Preisig, Rossana Manassero, Federica Brunello, Gabriella Mugavero.

Intervista Doppia

Filippo Spiezia Vs. Tania Conte

IL NUMERO UNO

Collabora alla rivista Formato elettronico e grafica elegante sono la formula che abbiamo scelto per raccontare il web italiano e i suoi percorsi nell’innovazione. L’intento principale è raccontare un punto di vista, quello privilegiato di AssoWebItalia, palcoscenico naturale del web italiano. La rivista è l’espressione tangibile del nostro osservatorio di progetti, ricordi, frammenti, idee ma soprattutto persone che abbiamo conosciuto, premiato, fotografato, incontrato e ritrovato.

Daniele Cascone Weberia Design Vincenzo Cerami Noi Mamme

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Gag

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Una rivista multiforme e pronta a piegarsi alla creatività di chi partecipa. La condivisione è, infatti, il principio che la muove: una condivisione di obiettivi, scelte, idee, linguaggi, aspettative, progetti, esperienze e sfide, finalizzata alla realizzazione di un progetto comune. Aspettiamo dunque testi, immagini e idee da unire alle nostre.


EDITORIALE

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Detto tra noi.

UNA VOLTA CERA L’FBI. OGGI BASTA FB. Innanzi tutto un doveroso ringraziamento a tutti i soci: siamo felici di come avete accolto il numero zero di WebItalia e di tutte le proposte di collaborazione che sono arrivate in redazione. Volevamo che la rivista fosse pienamente condivisa, ed è stato recepito il nostro desiderio di realizzare uno strumento che parlasse di ognuno di voi, in primo luogo per promuoversi e per promuovere le proprie attività ma anche per conoscerci e conoscervi meglio, per socializzare, per avviare spazi di confronto su tematiche di interesse comune, per arrivare anche a rapporti di collaborazione e sinergie professionali tra soci, che è uno degli obiettivi strategici della nostra associazione. Da oggi per incontrarci, per iniziare a parlarne, ci trovate anche in altri luoghi che il web ci mette a disposizione, come Facebook. Potevamo mancare? Oggi non sei nessuno se non sei su FB con tanto di foto segnaletica, nome e cognome veri, numero di cellulare, patente, libretto sanitario e via dicendo. Su FB ci sono proprio tutti, compresi i politici (anche perchè, parliamoci chiaro, aprire una bacheca su FB è talmente semplice che può farlo anche un politico, no? ;-) Io lo confesso, l’ho preferito subito a MySpace e ad altri social per questa sua aura nostalgica del poter ritrovare gli antichi compagni di scuola, una cosa che di per sè mi fa pensare che non sia un posto frequentato solo da quelli che sono appena usciti dalle elementari. Con le community come Facebook è accaduta una

ADELE MARRA

LA TROVI COSÌ adelemarra@assowebitalia.it

nuova, piccola (o grande?) rivoluzione del web, dopo quella dei blog. L’avvento dei blog all’inizio del nuovo millennio segnò il confine tra un uso professionale del web e l’ingresso di chi di accattiemmelle non c’aveva mai capito un’emerita... acca. Con buona pace degli informatici il web diventò una vera piazza virtuale fatta di gente che aveva un posto dove, con quattro mosse, poteva finalmente esprimere il proprio pensiero. E fu subito fuffa. E critiche da parte dei media (quelli tradizionali). Il gioco dei rimandi e dei riferimenti ad altri blog in ogni post ha dato vita a una comunità enorme (la blogosfera) capace di avere, nel tempo, un peso sempre maggiore sia nel processo decisionale (rappresentando l’opinione pubblica) sia in termini di presenza attiva nel web (da qui la nascita del viral marketing etc). Con i social networks stiamo assistendo all’ingresso nel web “attivo” di una massa di non addetti ai lavori che, fino ad ora, utilizzavano al massimo l’e-mail. Siamo di fronte ad un nuovo fenomeno, dove non conta tanto quello che si ha da dire, quanto a chi “di persona” puoi arrivare a dirlo. Il risultato è l’ennesima forma di cazzeggio in rete, fatto di album fotografici, creazione di gruppi improbabili, chat (la più antica forma di socializzazione offerta dalla rete), giochi giochini e giochetti, stati d’animo raccontati al mondo etc... e come mai prima d’ora, il bisogno di apparire si gioca sul nome e cognome, e il mondo dei facebookiani si divide almeno in due categorie: quelli che richiedono e accettano chiunque perchè “guarda che lista lunga di amici che ho”, e quelli che “ma non

mi pare che ci conosciamo”. E poi c’è il business, in Facebook e, soprattutto, nel proliferare di community di professionisti di vario genere... la mia opinione è che si tratti di spazi dove tutti entrano perchè hanno qualcosa da vendere (se stessi, le proprie idee e progetti) e pochi sono quelli che entrano per comprare (investire, che poi è la stessa cosa). E questo perchè i secondi quasi sempre, sono occupati altrove. Almeno per ora. E allora chi vince in questa partita? Chi ci guadagna? Intanto chi si avvantaggia dell’enorme traffico generato in questi mondi dove sempre di più si comunica, si gioca, si perde tempo e, alla fin fine, si vive. Am Che ne pensi?

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scrivimi@assowebitalia.it

EDITORIALE

Detto tra noi


UNO

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DUEMILAOTTO

Cosa c’è oltre il banner? Il futuro della pubblicità sul web. Si vocifera che il banner sia un mezzo di comunicazione prossimo all’estinzione. Ma la realtà è che questo dinosauro dell’advertising online continuerà ad invadere le pagine web ancora a lungo. Quello che invece avverrà, e sta già succedendo, è che il banner verrà reinventato, assumerà nuove forme e offrirà nuove possibilità di interazione con il consumatore. Che la comunicazione commerciale stia subendo una profonda rivoluzione non è una novità, ed è un cambiamento che parte dalla rete, ma tocca tutti i media. Dovrebbe essere chiaro a tutti il fatto che la causa di questa evoluzione è nei meccanismi della rete, nella sua natura di media costruito dal basso. Dato per la pubblicità tele-invasiva e le “vecchie” strategie di

GAG.IT

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marketing sono prossime all’estinzione, la domanda che molti si pongono è: come sarà la pubblicità di domani? In questa fase, come in ogni rivoluzione che si rispetti, regna il caos. Mentre molte aziende restano ancorate a una comunicazione classica fatta di passaggi in TV e cartelloni 6x3, altre più arrembanti e moderne si cimentano in impacciati blog aziendali o iniziative basate sul famigerato asso pigliatutto: l’User Generated Content; nella speranza che siano i clienti stessi a fare pubblicità ai prodotti che poi andranno a comprare. E, per non sbagliare, mai tralasciare il Social Network più cool del momento. Ma poi i budget importanti vengono investiti in qualche campagna banner, che lì almeno tra impression e clic i numeri hanno un po’ di zeri. gag.it mail@gag.it +390229062784

pubblicità oggi sul web. Ma cosa ci sarà dopo il banner? C’è una interessante conversazione che, passando da un blog all’altro, parla di pubblicità artigianale e delle forme di pubblicità online oltre il banner. Tutto è nato su [mini]marketing, uno dei blog di marketing più illuminati della rete italiana, che da qualche mese è entrato a far parte dell’interessante network Metafora, un circuito che propone un innovativo modo di fare advertising online, “in modo etico e soddisfacente per chi scrive, per chi investe e per chi legge.” Ma [mini]marketing si spinge oltre, e ipotizza la nascita di un nuovo tipo di banner: il banner sociale. Uno strumento di comunicazione che mette Nell’illustrazione: una connessioni tra diversi utenti di Internet

di Alessio Gianni

in contatto i consumatori e li fa conversare. Il punto di partenza di questa teoria (utopistica e quindi ancor più affascinante) è la convinzione che non è il banner a vendere il prodotto, ma è la conversazione che nasce attorno al prodotto a incrementarne le vendite. Il banner sociale assomiglia a un banner tradizionale, ma offre una serie di interazioni che lo rendono condivisibile, linkabile, commentabile, e chi più ne ha... Da un lato quindi Metafora si propone come circuito che gestisce solo pubblicità etica, dall’altra il banner sociale è una soluzione tecnica (ma non solo) che vuole rendere la pubblicità più quotidiana, più coinvolgente e che lasci spazio alle persone. Due strade diverse, parallele, ma che potrebbero anche incontrarsi, che vogliono avvicinare la pubblicità al consumatore. Non come quegli svolazzanti

cartoncini pubblicitari appesi allo scorrimano del tram che picchiettano insistentemente sulla nuca dei passeggeri. Disperato perché ignorato da tutti i passeggeri, il cartoncino cerca in tutti i modi di farsi notare. Ma così facendo ottiene solo di essere allontanato e nuovamente ignorato. Quale miglior metafora del declino dell’advertising? Ecco invece come sarà la pubblicità di domani: on demand. Non più invasiva e reiterata come uno spot in tv o un volantino sul tram. Ma richiesta dal consumatore, realmente interessato alle novità dell’azienda. In un mondo migliore la pubblicità, intesa come subliminale operazione di istigazione all’acquisto, non esisterebbe. Non si paradossale aumento del prezzo del prodotto per coprire i costi del marketing. Ciò in cui speriamo è una

nuova pubblicità, richiesta dal consumatore, intesa come operazione di divulgazione delle qualità di un prodotto. E è l’aumento delle vendite, ma il miglioramento del prodotto sull’aumento delle vendite, ma questo è un segreto e non va detto troppo in giro). Il contatto consumatore/ azienda potrà avvenire in modo del tutto simile a quanto avviene oggi, il banner del futuro sarà molto simile al banner del presente. Sarà invece la funzione degli spazi pubblicitari ad essere profondamente diversa. Il tono di voce che gli inserzionisti useranno. Il modo in cui clienti e aziende converseranno. Un dialogo che avrà come argomento la qualità e non la quantità. Un rapporto che cercherà il rispetto. Che avrà come interlocutori persone e non numeri.


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Freelance

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Intervista a:

DANIELE CASCONE di Federica Pavone

Chi è Daniele Cascone? Parlaci del tuo profilo professionale e del tuo percorso formativo. Sono un web designer che lavora per un network turistico nazionale. Ho iniziato anni fa con la grafica pubblicitaria per passare successivamente al web. Coltivo tanti interessi: sport, viaggi, cinema, lettura, arte, fotografia. Sono un appassionato di digital art e dal 2001 ho iniziato a usare questa tecnica intensivamente. Un aggettivo per la tua arte. Surreale, magica, inquietante, onirica… o? Mi piace definirla surreale, con tocchi di bizzarra inquietudine che a volte sfocia in risvolti buffi o grotteschi. Come è nata in te la passione per l’arte digitale? Da sempre ho dipinto e disegnato in modo incostante e disordinato. Quando ho iniziato a lavorare come designer e a conoscere bene i software di grafica, mi è venuto naturale sperimentare questa nuova tecnica per fini personali. Lì ho capito che avevo trovato gli strumenti ideali, cosa che non è capitata con pennelli e matita. Arte, web design, fotografia: elementi che si compenetrano… in che modo, nella tua personale esperienza? Classe 1977. Ragusano. Web designer. Finalista a PWI 2007. Daniele Cascone si occupa di digital art, web design e fotografia. I suoi lavori sono visibili su www.danielecascone.com, www.braintwisting.com, www.reflectiva.com

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Sono tutti elementi che servono per comunicare “visivamente”. In certi casi sono concettualmente distanti (ad esempio il web design con l’arte), in altri si completano (digital art e fotografia).

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Daniele Cascone


Come si sta evolvendo la figura del web designer in Italia? La figura del web designer è di per sé in continua evoluzione: non sarebbe tale se non andasse al passo con i tempi! L’abilità sta nel saper dosare e valutare attentamente le nuove tendenze e capire cosa bisogna approfondire e proporre al pubblico. La situazione in Italia la vedo confusionaria: quello che nei primi anni sembrava un lavoro esclusivo e pieno di prospettive, adesso è invaso da diverse figure che confondono e rovinano il mercato. È vero che chi ha le giuste qualità emerge dalla massa, ma bisogna farlo con più prepotenza rispetto al passato. Come definiresti la tua visione del web? Il web ha tante sfaccettature. Per me è soprattutto conoscenza: una fonte inesauribile di informazioni difficile da trovare su altri media. L’altro aspetto che sfrutto è quello della possibilità di promuoversi: insostituibile! Hai partecipato a numerose mostre personali e collettive, sia in Italia che all’estero. Rappresentano una tappa obbligata per un artista? Certamente. Il problema è stabilire se si è pronti a esporre e, soprattutto, se lo è chi organizza questi eventi. Il successo di una mostra è una questione spigolosa, dove entrano in gioco dei fattori che sul web non esistono. Spesso ci si scontra con un sistema dedito più all’aspetto economico che alla divulgazione culturale. Parallelamente, quanto è importante essere presenti sul web? Tantissimo. Internet permette il confronto con altri autori, importante per crescere artisticamente, ed è un ottimo biglietto da visita. Grazie ad esso non sono vincolato dalle barriere territoriali e posso raggiungere obiettivi più alti. Un sito web, ad esempio, è uno

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DUEMILAOTTO strumento potentissimo se usato bene. Qual è il lavoro di cui ti ritieni maggiormente soddisfatto? Brain Twisting è un progetto che mi ha dato tante soddisfazioni. Sul lato artistico, ritengo che le ultime serie di immagini “Houses” e “I am not” delineano la mia poetica meglio che in passato. Nonostante ciò, qualsiasi soddisfazione ha vita breve in me, in quanto l’unico pensiero è di andare oltre. È come ricominciare da zero, rimettendo tutto in discussione. Ma è anche meno noioso. Qual è il segno distintivo del web italiano? Anni fa notavo negli italiani uno stile fresco e “vibrante”. Non so se è ancora così, perché non faccio più caso alla provenienza. Certamente ci sono dei buoni esempi di web design, ma non sono in grado di identificare un segno distintivo tipicamente italiano. Sei a conoscenza del fatto che AssoWebItalia, tra le diverse attività, per promuovere le iniziative e le competenze dei soci, rilascia certificazioni sulla qualità dei siti web, realizzati “a regola d’arte”? Qual è la Tua opinione in proposito? Non sono al corrente del funzionamento di queste dinamiche. Secondo me, anche avendo una buona conoscenza della materia, i fattori per definire un sito “di qualità” sono tanti. Ad esempio potrei basarmi solo sull’aspetto grafico e tralasciare tutto il resto. Ma otterrei un giudizio incompleto che andrebbe bene ad alcuni e lascerebbe scontenti altri. Bisognerebbe chiedersi dell’utilità di queste certificazioni: se premio un sito perché ha ottenuto il suo obiettivo e fa bene il suo lavoro, la certificazione mi darà qualcosa in più o, avendo già raggiunto lo scopo, sarà solo un piacevole riconoscimento da mostrare agli amici? Se la risposta soddisfa la prima ipotesi, potrebbe trattarsi di qualcosa di interessante.

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Tutto partì da questa frase: “Mi piacerebbe realizzare un laboratorio di idee creative, dove posso dare sfogo alla mia fantasia...” ...Poi iniziò Nasce così Weberia, in una calda notte d’estate nell’anno 2003 da un’idea di Stefano Baldaccini: “I sogni le idee o i pensieri possono diventare realtà in qualche modo...”

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Agenzia WEBITALIA AUTORI

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WEBERIA DESIGN italiani. Sempre nella stessa manifestazione, Weberia Design ottiene la certificazione “Assowebitalia” (associazione professionisti del web) che attesta che i lavori svolti da Weberia Design, seguono un modello qualitativo elevato basato sul riconoscimento di stile, innovazione e creatività.

Per questo nasce Weberia, per dare alla fantasia una sua concretezza! Weberia quindi iniziò la propria attività avendo come obiettivo principale quello di creare attraverso i software di ultima generazione, nel campo dell’animazione e della grafica, siti Internet esclusivi, curati nei minimi particolari ma soprattutto: unici!

La fine del 2006 si chiude con un altro importantissimo successo, Webdesign. org, la più importante rivista online sul mondo del web, che inserisce Weberiadesign.it tra i guru del web mondiale.

Questa filosofia inizia a dare i suoi frutti già nell’anno successivo, quando arrivano i primi riconoscimenti internazionali, e la clientela si raddoppia nel giro di pochi mesi, attirata dai progetti sempre più curati e creativi. Il 2005 è l’anno dell’affermazione a livello internazionale, Weberia vince importanti Premi/Award negli Stati Uniti, Giappone, Inghilterra e Brasile. I lavori di Weberia vengono recensiti su riviste, forum e blog, e in pochi giorni vengono conosciuti da tutto il mondo. Il parco clienti si arricchisce di grandi marchi nazionali ed internazionali, come: Refrigue, Silla Carni, Letti Lipparini, Carrozzeria Zanas e Ferrari Spa.

Nell’anno 2007 Weberia arricchisce il proprio parco clienti con nomi di spicco quali: Lormar, Manuela Arcuri, S.S. Lazio, Giampaolo Talani, Gruppo Barbieri e Tarozzi, e non ultimo Fabio Cannavaro, il cui sito riceve l’Italian Web Award 2007 come migliore sito personale.

Nel 2006 il progetto Eurosandwich.it - un mondo di gusto, un sito Internet disegnato completamente a mano, in stile cartone animato, porta Weberia a vincere uno dei più ambiti premi del web: il Dope Award.

Alla fine del 2007 Stefano Baldaccini è insignito anche di un importante onorificenza attribuitagli dal proprio comune d’origine: Marano sul Panaro. Baldaccini viene premiato come “Maranese dell’anno.”

Sempre nell’onda di questo successo, Weberia riceve ben 3 nomination all’Italian Web Award, la più importante rassegna del web italiano, e Stefano Baldaccini viene inserito tra i top 5 webdesigner

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DUE CHIACCHIERE CON gli autori di vincenzocerami.com

www.vincenzocerami.com – Premio Critico della Giuria PWI 2004

Dal nostro archivio: intervista a Stilnovo. A colloquio con i vincitori della terza edizione dell’Italian Web Awards (menzione speciale della giuria): sono Vincenzo, Andrea e Linda di Stilnovo, tre giovani animati da una bella passione per un lavoro, nel web, inteso come “artigianato” nella sua forma più alta. Prima di Cerami. Come ha mosso i primi passi Stilnovo? V. L’idea di Stilnovo è stata contestuale alla decisione di occuparmi del sito di Vincenzo Cerami. Tutto è nato dalla casualità di un incontro universitario avvenuto tra lo scrittore romano e mia sorella Linda, titolare dell’agenzia; dopo il primo approccio e l’assegnazione dell’incarico, è seguito il coinvolgimento del mio amico Andrea e quindi l’inizio dei lavori per la costruzione del sito dell’artista. Solo alla fine ci siamo resi conto tutti e tre che l’esperienza, molto felice, poteva essere “replicata” e che, a questo punto, dovevamo istituzionalizzare il gruppo. Così è nato “Stilnovo”. A. L’incontro con il web è stato del tutto casuale e comunque stimolante, dal momento che questo,

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essendo un mezzo e non un fine, può esprimere al meglio tutto il potenziale dell’informatica. Presso una web agency romana è maturata la competenza, lavorando soprattutto sui siti di noti brand della moda. Lì ho conosciuto anche Vincenzo. L’esperienza vissuta è stata così produttiva da spianare la strada a progetti più ambiziosi, insieme. Un rimando (nel nome) al trecento italiano che non è casuale, vero? L. No, non lo è, anche se un’affermazione così perentoria potrebbe apparire presuntuosa. In realtà ciò che mi interessava maggiormente riprendere dall’esperienza del movimento letterario era proprio l’utilizzo e la sperimentazione di un nuovo linguaggio: come la letteratura italiana del ‘300 usa in modo non più sporadico la lingua volgare, sottraendola alla quotidianità gergale per elevarla alla dignità della massima espressione letteraria ed artistica, la nostra intenzione è stata quella di impiegare per il web una forma espressiva che accantonasse il “gergo di internet” in favore dell’uso di una lingua “creativa” ed all’altezza dei contenuti culturali proposti; una lingua che, nella realtà extra-web, già gli appartiene. Con il sito ufficiale di Vincenzo Cerami avete ottenuto grosse soddisfazioni e ben due vittorie in premi nazionali, come siete arrivati a realizzarlo?

mole di contenuti relativi alla copiosa produzione dello scrittore. Come siamo riusciti in questa impresa si può scoprire navigando il sito. Quello che invece vorrei sottolineare è ciò che abbiamo evitato: la “terza persona” e quindi la presentazione di Cerami e della sua opera come un’enciclopedia multimediale. La cultura è viva, la letteratura anche. A. Abbiamo cercato di trovare una forma che fosse consona alle informazioni da veicolare, presentandole quindi all’utente in modo graduale per non aggredirlo, bensì incuriosirlo. Il sito è come un “baule” in cui si può riporre un libro, un album fotografico, un diario oppure un quaderno di appunti; ma nello stesso tempo è anche un archivio completo e sempre aggiornato delle opere e un’agenda con gli appuntamenti di Cerami. Lo spazio che abbiamo voluto “arredare” per l’utente è volutamente privo di effetti speciali, poiché abbiamo preferito seguire la strada di una sobria e ricercata artigianalità. Un esempio: la scelta di illustrare i contenuti con bozzetti disegnati appositamente dal maestro d’arte Nicola Mariani.

L. La mise en situation del sito di Vincenzo Cerami è stata preceduta da un periodo abbastanza lungo, durante il quale si è pensato soprattutto alla “struttura”, ovvero all’organizzazione che avrebbe potuto sistemare al meglio la grande

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DUE CHIACCHIERE CON

Stilnovo V. L’idea di “un utilizzo culturalmente attivo del web” è quella che in parte giustifica il nome della nostra azienda. Presentare uno scrittore non come un prodotto da vendere, ma come una “voce” che utilizza un canale altro per esprimersi; oppure musicisti jazz che propongono un “saggio” del loro talento ad un pubblico allargato, quasi a voler dilatare lo spazio, spesso angusto, di un club… Adesso abbiamo in cantiere una nuova sfida: costruire un “luogo d’espressione” (ciò che per me è o dovrebbe essere un sito) per un dj che ha inaugurato un percorso musicale per lui inedito. Ovviamente, lo faremo in modo poco convenzionale. Come immaginate il futuro della vostra società? V. I futuri obiettivi di Stilnovo possono essere riassunti in modo piuttosto semplice: consolidare l’autorevolezza, acquisita con i precedenti lavori, nei settori della cultura e dello spettacolo, fin dall’inizio i nostri punti di riferimento e le nostre fonti d’ispirazione. Un primo risultato significativo ci è giunto da parte del Programma Mondiale per l’Alimentazione (World Food Programme), che ci ha invitato a partecipare ad un progetto piuttosto ambizioso di cui ancora non possiamo parlare... è stato emozionante per noi leggere, sulla lettera che ci hanno mandato, che siamo stati scelti perché “the work you have done with Mr. Cerami and Mr. Bosso has SOUL. It is more than any common Website designers company we have reviewed.” A. Rispondo a questa domanda scegliendo una chiave di lettura per così dire “interna” alla struttura

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stessa di Stilnovo. Ci muoviamo percorrendo due strade differenti, ma che in ogni modo conducono allo stesso obiettivo, ovvero quello di realizzare un prodotto qualitativamente eccellente: sono le strade della produzione e della ricerca. Tutte le soluzioni che fino ad oggi hanno caratterizzato i nostri lavori vengono ciclicamente rimesse in discussione: per aggiornarle secondo nuovi criteri o per sostituirle, là dove riteniamo siano superate. Oltre Stilnovo: sinergie, aggregazioni, altre attività? L. Oltre Stilnovo c’è sempre Stilnovo; nel 2004 infatti è nata l’associazione culturale omonima, che si prefigge proprio una un’attuazione di quanto enunciato attraverso il web. Per rimanere in tema “Cerami”, ad esempio, Stilnovo associazione culturale si è fatta promotrice di un progetto, operativo alla fine del 2005, finalizzato all’istituzione di una Accademia di Scrittura per la narrativa, il cinema, il teatro, la radio. Ci tengo a sottolineare che i corsi saranno completamente finanziati e quindi gratuiti per gli studenti che li frequenteranno. Inoltre c’è in cantiere la produzione televisiva di un format già depositato e poi, speriamo già dall’anno in corso, la possibilità di organizzare a Roma, in collaborazione con Synteam, una edizione dell’Italian Web Awards dedicata al mondo della cultura e dello spettacolo. Ecco un elemento degno di nota: aver vinto un premio del circuito vuol dire anche poter incontrare “chi c’è dietro”, e da questo far nascere interessanti collaborazioni.

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VINCENZO CERAMI


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Un portale tutto al femminile Noimamme.it ha vinto il Premio DONNAèWEB 2008, l’unico riconoscimento tutto al femminile presente oggi in Italia per le donne che operano nel web. In verità non è poi così strano che un prodotto del genere, dall’apparenza non “professionale”, si piazzi al primo posto in una competizione di settore, sbaragliando prodotti ad altissimo contenuto di design, programmazione e marketing, se consideriamo che, nel 2008, in USA “…sebbene crescente su tutti i fronti del blogging, la presenza femminile è diventata una vera potenza alla voce “mamme”. Mommyblogging, l’hanno definito gli esperti delle Forrester Research, uno dei principali istituti di ricerca e marketing degli USA, rivelando che tra gli adulti americani quello delle mamme con figli al di sotto dei 18 anni è il gruppo di blogger più numeroso del web: rappresenta il 15 per cento del totale a fronte di un 12 per cento del resto degli adulti. Un dato questo che non è sfuggito agli esperti di marketing che stanno abbandonando i canali pubblicitari tradizionali, come le telenovelas, per concentrarsi sui blog delle mamme…” (Fonte:Repubblica.it, Paolo Pontoniere)

affrontare le gioie di una “vita da mamma”. Internaute della domenica, tra un pannolino e un biberon? Mica tanto. Perché tra le mamme ci sono, come è naturale che sia, anche donne che lavorano nel web, professioniste, imprenditrici, esperte della rete. Ecco perché, o meglio anche perché, il sito www. noimamme.it ha trovato d’accordo la giuria finale del premio DONNAèWEB 2008 che ha deciso di mettere proprio le mamme sul podio più alto, lo scorso 29 marzo a Viareggio. Per l’immediatezza, la completezza e fruibilità delle notizie e soprattutto per la capacità di offrire un servizio reale di supporto a chi si avvicina per la prima volta al difficile mestiere di mamma anche con un pizzico di ironia, il che non guasta. Anzi.

blog-al-femminile/blog-al-femminile/blog-al-femminile.html

Dalla cronaca della serata: “Un boato di gioia (chi racconta era presente e può testimoniarlo), unito a festose grida di bambini, ha accolto la proclamazione e il premio che Loredana Lipperini, simpaticissima conduttrice della serata, ha consegnato nelle mani delle mamme presenti in sala. Un bel gruppo, chiassoso e colorato, che ha finito col mettere daccordo tutti, comprese le altre finaliste...”

Dieci giovani mamme, di tutta Italia, accomunate da un gran desiderio di mettersi in gioco e sfidare le dure regole del web, hanno realizzato un progetto tutto al femminile. Per anni si sono scambiate consigli, suggerimenti e confidenze su vari forum e, ad un certo punto, accomunate dal fatto di avere, chi più chi meno, dei figli, hanno pensato di dare vita ad un portale tutto nuovo, un po’ sito un po’ blog, pensato esclusivamente per le mamme. Il progetto, no profit, ha coinvolto in poco più di un anno tantissime donne che si trovano ad

Le vincitrici: Barbara Basso, Paola Maffina, Teresa Presutto, Silvia Sacchetti. Cosetta Mattoni, Maddalena Preisig, Rossana Manassero, Federica Brunello, Gabriella Mugavero.

http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/scienza_e_tecnologia/

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Divulgate, divulgate... qualche cosa resterà Qualche tempo fa insieme alla mia “socia” Pina Vitelli abbiamo messo in piedi un piccolo sito: www.direfarepensare.it. Avevamo entrambe bislacche passioni, oltre a quella della difesa degli animali e dell’ambiente, quella per la divulgazione: un sapere libero, gratuito, perfino divertente a portata di click, quella per i diritti civili, per l’impegno sociale. Adesso, che abbiamo affezionati lettori e lettrici, che abbiamo la nostra newsletter con costanti nuovi iscritti, forse dovrei scrivere un molto edificante articolino in cui, prendendomi molto sul serio, traccio le magnifiche sorti e progressive di direfarepensare, un pezzetto in cui, preda della vanità, descrivo come, armate di mouse e ferrea volontà, combattiamo, a petto nudo e per la gloria, l’ignoranza informatica e l’ignoranza come dire, generica. Mi piacerebbe, giuro, se non fosse che mi viene in mente quando a cinque anni, affascinata da un bellissimo documentario televisivo, dedicato ai misteri riproduttivi della umana progenie cercai di rendere edotta di tutta la faccenda mia nonna, che se ne lamentò, scandalizzata, con la mia genitrice, la quale mi fece gli occhiacci, invitandomi, brusca, ad applicarmi piuttosto sulle odiose aste e a lasciar perdere robe di cui non capivo la proverbiale “h” .

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DUEMILAOTTO di Anna Spina

all’uso e... all’abuso del PC, scritti in aramaico antico, con i capelli irti e gli evidenti sintomi di attacco apoplettico, serrando le mascelle e strabuzzando gli occhi, cercavo di avere ragione del mio primo computer, riottoso e anarcoide con una propensione al sadismo, come, allora ignorante informatica integrale, mi pareva. In effetti è proprio pensando a queste tragicomiche esperienze con l’affascinante mondo del sapere che la socia ed io abbiamo deciso di mettere online un sapere personale faticosamente conquistato, abbiamo fatto divulgazione scribacchiando manuali, articoli, traducendo stampa estera, diffondendo iniziative in difesa dei diritti umani, mettendo in piedi dossier grazie all’aiuto di amiche generose e combattive, sovvenzionando nel nostro piccolo, insieme a chi ha contribuito a scrivere sul sito, iniziative per le donne. Abbiamo fatto questo del tutto gratuitamente anche e soprattutto per ringraziare tutti quelli che, prima di noi , l’avevano fatto, rendendo il Web quel posto ricco e vivo che è, in più in questi anni ci siamo divertite moltissimo e, ancora, speriamo, ci divertiremo e faremo divertire chi ci segue dicendo facendo e pensando.

Oppure ricordo quando leggendo manuali dedicati

ANNA SPINA

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Anna Spina


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Dalla Cina all’Italia La creatività è senza confini

Mi chiamo Ai Ling Cai. “Ai ling” in cinese significa tintinnio di giada che una pietra da sola non suona. Ci vuole un’altra pietra che le faccia sgorgare il suono. Web Creative Director & Communication Interculturale presso lo StudioCai.

Ai Ling Cai La vita è misteriosa, il mio percorso sarà poliedrico e unirà in me la tradizione millenaria della filosofia orientale con la tecnologia occidentale più avanzata

AI LING CAI

LA TROVI COSÌ www.ailingcai.com info@ailingcai.com

Sono nata a Shanghai (Cina). Dopo la Scuola d’Arte, mi sono laureata in Grafica Pubblicitaria a Shanghai, ed ho ottenuto la Specializzazione in Computer Graphic Design alla LaSalle-CTU International Design College di Montreal (Canada con sede a Shanghai). Da circa 10 anni lavoro nell’IT in qualità di Web designer oltre che Project Manager.

Ho sempre pensato che l’arte potesse essere il miglior modo per cercare questa vibrazione e dopo aver insegnato arte e pittura presso un liceo di Shanghai, mi sono avvicinata al mondo dell’arte elettronica, proprio con quel web design che oggi ha attraversato definitivamente la frontiera che separava il world wide web dall’arte.

Grazie ai continui interscambi internazionali (Shanghai, Silicon Valley-USA, Nord Italia) ho realizzato esperienze professionali in Internet e “multimedia interactive design” di grande impatto creativo e visuale.

La mia scelta di venire a vivere in Italia non è quindi stata casuale, la penisola è fra le principali culle dell’intera arte mondiale, e por poter usare al meglio l’arte della comunicazione era importante per me poter avere accesso al più importante e grande museo del mondo, l’Italia.

In fede al significato del mio nome cerco da sempre la vibrazione e la risonanza con tutto quello che mi circonda.

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Ai Ling Cai


LAURA COPELLI

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www.illustrazionivettoriali.it

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Laura Copelli


Il bianco, il nero e... 16 milioni di colori Arianna nasce nel bel mezzo dell'estate del 1970, il 29 luglio, sotto il segno lucente, esuberante e scandalosamente narciso del Leone ma (s)bilanciatamente influenzato dall'ascendente nero, introspettivo e ”profondo” (definizione gentile per sostituire l'allusione poco carina alla ”pesantezza”) dello Scorpione. Poco più di un mese e mezzo dopo e sarebbe nata nel segno della Bilancia, senza tutti questi sforzi di mediazione. Ma si sa, se le cose non sono strane, non ci piacciono. E così, quasi per magia, il bianco e il nero convivono più o meno pacificamente nella mente di Arianna, che per ovviare al dilemma, si butta sui colori.

Arianna Ciccarelli www.artdisk.it Arianna Ciccarelli ARIANNA CICCARELLI www.artdisk.it www.artdisk.it LA TROVI COSÌ staff@artdisk.it LA TROVI COSI staff@artdisk.it LA TROVI COSIstaff@artdisk.it

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Consulente di Comunicazione d'Immagine, Visual Designer e Art Director di creatività rivolta alla stampa e al web design, ha curato numerosi progetti per alcune realtà a livello nazionale, per Enti Regionali e altri interventi distribuiti sul territorio italiano. È stata Web Designer e Web Master di progetti legati alla musica e a villaggi virtuali (quest'ultimo con Claudio Cecchetto, e successivamente in collaborazione con Tiscali).

Monografia Arianna Ciccarelli Nel 2001 crea Artdisk, struttura creativa a cui fanno capo alcuni collaboratori e da allora il suo nome è legato a questo brand. Da febbraio 2005 Ë stata invitata, in qualità di Designer professionista, a far parte della giuria di MediaStars (il Premio Tecnico della Pubblicità Italiana), evento al quale partecipa annualmente nella sezione Internet e Web Advertising.

Nella sua formazione ha una fortissima rilevanza la parte degli studi svolti presso la facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, con specializzazione in Comunicazione Visiva, ai quali si affianca una predisposizione naturale e una curiosità verso il mondo informatico e alla specifica comunicazione sui generis del web, sviluppandosi in maniera sensibile con una particolare attenzione all'estetica, ma sempre finalizzata ad un linguaggio efficace che, specie nel web, non trascura mai l'usabilità delle informazioni.

Nel 2007 vince il Primo Premio al concorso Nazionale ”DONNAèWEB” indetto da ASSOWEBITALIA nella categoria ”Arte e Design” con il sito dell'artista fotografa Francesca Galliani (www.gallianiphoto.com), con una motivazione che coglie esattamente la ”filo.sofia” di Arianna: ”Unione di arte e design ad una pulizia del segno che non toglie personalità ai contenuti”. Arianna ha dedicato (probabilmente senza speranza) questo premio a sua madre che continua ad essere convinta che il famoso portale e motore di ricerca www.arianna.it sia il sito personale della figlia.

Alcune sue realizzazioni in ambito web hanno ricevuto premi e vari riconoscimenti a livello nazionale (come il Premio DONNAèWEB, il Bardi Web Awards, E-Business Awards, e altri ancora con menzioni di varia entità). Ulteriori suoi lavori in ambito grafico sono stati segnalati in riviste di settore, come Prima Comunicazione, Panorama on line, Domus Web, Il Mio Computer, HappyWeb.

Nel 2008, sempre al ”DONNAèWEB”, vede vincere nella categoria ”Progetti di Pubblica Amministrazione e No Profit”, un progetto molto impegnativo, il portale/archivio del Cinema Lesbico (www.cinemalesbico.it): grazie ad un lavoro certosino di recupero informazioni e con uníintegrazione di dati, si è riportato alla luce un archivio che altrimenti, avendo poca disponibilità di

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Arianna Ciccarelli www.artdisk.it ARIANNA CICCARELLI www.artdisk.it LA TROVI COSÌ staff@artdisk.it LA TROVI COSI staff@artdisk.it

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Monografia Arianna Ciccarelli

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Monografia Arianna Ciccarelli

Intervista ad Arianna LAVORO&PASSIONE

Chi è Arianna in due aggettivi? Monocromatica ma anche variopinta. La società da te fondata, Artdisk, si occupa di grafica, comunicazione e web design. Come hai iniziato il tuo percorso professionale? Ho un background di studi sulla Comunicazione Visiva formato al Politecnico di Milano e da sempre sono stata affascinata dalla differente modalità e di approccio al target finale partendo dai diversi strumenti di comunicazione. Quando agli inizi del ‘90 si parlava (ed era oggetto di studio da parte di noi alunni) di Realtà Virtuale e Realtà Artificiale, la spinta a conoscere quanto più possibile sui meccanismi di induzione a qualcosa (per esempio induzione all’acquisto ma anche in una visione meno materiale e quindi vista più come un suggerimento all’apertura mentale) è stata molto forte. Ed è stato altrettanto forte studiare come e quanto questi nuovi codici e questi meccanismi fossero differenti su Internet, che piano piano ha acquisito e si è conquistato a tutti gli effetti un ruolo di strumento di comunicazione di massa, esattamente come gli altri mass media classici (stampa, TV e radio). Allora non esisteva niente, nessun corso, nessun indirizzo di studi sul web design e sul visual design, quindi ho iniziato da autodidatta cominciando con Frontpage, passando per NetFusion e finendo con Dreamweaver. Poi seguii corsi di HTML, ActionScript, Flash base e sull’uso di Dreamweaver. Nel corso degli anni, le cose sono cambiate tantissimo, sia dal punto di vista tecnico e informatico, sia dal punto di vista di concezione e di distribuzione estetica delle informazioni all’interno del monitor stesso.

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di Federica Pavone

Come e dove trovi gli stimoli e l’ispirazione per sviluppare idee creative ed inedite per la realizzazione dei tuoi progetti?

Sei stata premiata a DONNAèWEB 2008 con il sito www.cinemalesbico.it, ma hai vinto anche nel 2007, come ricordi le giornate di DèW?

Io sono una mente avida di segni visivi, simboli, significati, contrasti, per cui qualsiasi cosa attrae la mia attenzione. I viaggi all’estero sono fondamentali per respirare altra cultura, altro tipo di messaggi (dai flyer ai manifesti, alle insegne pubblicitarie, alle segnaletiche stradali...), esattamente come è indispensabile navigare, magari anche in siti stranieri. E poi… musica, cinema, mostre, teatro…

Sono un’inguaribile passionale. Ogni volta per me è veramente un’emozione fortissima, partecipare, arrivare in finale, incontrare i colleghi, commentare con loro i siti in concorso, aspettare, tifare, incrociare le dita, e… poi va bene anche se non sali sul quel palco, perché sono le emozioni ad essere la vera benzina della mente. Se invece ci sali anche, allora, la sensazione di ubriachezza prende il sopravvento e ti dura per settimane…

Hai qualche abitudine particolare che ti aiuta durante il tuo processo creativo?

Sei arrivata in finale anche a PWI, continuerai a partecipare?

Spesso faccio degli schizzi a mano libera nel momento in cui mi viene un’idea. Altre volte invece mi metto nei panni dello spettatore e mi chiedo: Quali informazioni mi aspetto di ricevere? E che sensazione mi piacerebbe avere? Come mi piacerebbe scoprirne i contenuti e i messaggi?

Certo che sì! Spero di avere ancora tanti altri progetti da sottoproporvi a giudizio!

Qual è il progetto di cui sei più fiera? Tutti quelli in cui ho dovuto mediare quanto avevo nella testa con quanto aveva nella testa invece il cliente e, nonostante questo sforzo, il progetto finale ha soddisfatto entrambi. Cosa viene prima: funzionalità o innovazione? Secondo me, funzionalità. funzionalità è inutile.

L’innovazione

Cosè il web design per te? Lavoro o passione? Credo di essere molto fortunata ad avere modo di esprimere una buona parte di me che coincide con lo svolgere il mio lavoro. Penso che una forte passione sia alla base di una grande professionalità. Tre tag per definire il web design? <comunicazione d’immagine on line> <gradevolezza estetica> <fruibilità di informazioni>

senza Cosa non ti piace della Rete? Non mi piace il fatto che chiunque, autorevole o meno,

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possa pubblicare qualsiasi cosa (grazie alla facilità di utilizzo come blog o strumenti simili) in nome del fatto che la Rete sia ad uso e consumo di tutti e che dia a tutti libertà di espressione e di parola, spesso a scapito dell’etica, del buon gusto e del pudore. E non mi riferisco (solo) ad ambiti legati alla pornografia, ma a temi come l’inneggiamento al suicidio, al razzismo, all’intolleranza, alla violenza.

Penso che siano un’idea geniale e automaticamente naturale nel mondo del web. Il modo più veloce di connessione tra individui con qualcosa in comune, avvalorando la tesi di Stanley Milgram dei “Sei gradi di separazione”, di cui ho sempre subìto il fascino. Frequento abbastanza spesso Anobii (www.anobii. com), Facebook (www.facebook.com), Computerlove (www.cpluv.com), LinkedIn (www.linkedin.com).

Fuori della rete quali interessi ti prendono maggiormente?

Ti consideri professionalmente arrivata?

Di sicuro la musica è una mia grandissima passione, insieme all’architettura, al cinema, alla danza contemporanea e ai viaggi. E poi… CSI, Law&Order, Criminal Intent… Tornando in rete, cosa pensi dei social networks? Ne frequenti qualcuno?

Monografia Arianna Ciccarelli

Non credo esista mai un vero traguardo finale, ma piuttosto tanti piccoli step di progresso. E il successo è una condizione personale e soggettiva. E soprattutto è tutta un’altra storia. La nostra domanda di sempre: esiste un web italiano? Esiste uno stile italiano riconoscibile perché spesso riconoscibili sono i tratti dell’agenzia creativa che li sviluppa. Cosa lo caratterizza? Un design fresco e nuovo, un gradevole impatto visivo, spesso una pulizia nel segno creativo. Altre volte, rigidità grafica, staticità o ridondanza delle informazioni, poca conoscenza delle potenzialità del software con cui sono sviluppati i progetti, cattiva web usability, difficoltà di comprensione della struttura navigabile. Qual è il segreto del successo (compreso il tuo) ? La consapevolezza che esiste sempre una mutazione a cui è necessario adeguarsi e seguire, l’importanza di avere un’obiettiva percezione di sé e di non essere mai troppo convinti di essere i migliori. Essere sicuri di sé rende attivi e propositivi, essere presuntuosi rende ciechi e statici. Vi ringrazio davvero molto per lo spazio concessomi. Sono orgogliosa di lavorare con voi.

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Arianna Ciccarelli

Personal Screenshot

Studio Immagini Francesca Brambilla Cliente: Francesca Brambilla Autore: Arianna Ciccarelli - Artdisk Anno: 2007 Descrizione: Portfolio dello studio fotografico di immagini di Francesca Brambilla e Serena Serrani Web: www.francescabrambilla.it

Monografia Arianna Ciccarelli Sonia Marin Cliente: Sonia Marin Autore: Arianna Ciccarelli - Artdisk Anno: 2008 Descrizione: Portfolio personale della fotografa Web: www.soniamarin.it Particolarità: La versione precedente del sito arrivò in finale tra i Premi Speciali al concorso DONNAèWEB 2005

Boudoir Pour Les Femmes Cliente: Boudoir pour les Femmes Autore: Arianna Ciccarelli - Artdisk Anno: 2007 Descrizione: Il sito segnala gli eventi organizzati dallo staff di Boudoir pour les Femmes a Milano. Quando l’hard e ancora soft: il sito suggerisce lo spirito di queste nuove notti milanesi dedicate alle donne che vogliono trasgredire senza essere etichettate o catalogate in nessuna definizione. Da notare il gioco di parole nei titoli delle pagine interne… Web: www.boudoir-milano.com Particolarità: Sito Finalista nella categoria Arte e Design al Premio DONNAèWEB 2008

Galliani Photo Cliente: Francesca Galliani Autore: Arianna Ciccarelli - Artdisk Anno: 2007 Descrizione: Portfolio dell’artista fotografa Francesca Galliani Web: www.gallianiphoto.it Particolarità: Sito Vincitore nella categoria Arte e Design al Premio DONNAèWEB 2007

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SCREENSHOT La rubrica di Roberto Bonu

SPECIALE PERSONE da NOMINATION

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Tommaso Piotta Zanello www.piotta.net Vincitore @ PWI 2005

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Andrea Cavazzuti - ANIMO WEB www.animoweb.it workshop @ PWI2006

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SUCCODIMELONE “ i Succodimelone” www.succodimelone.it FINALISTI @ PWI 2006

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Valerio “Combass” Bruno www.apreslaclasse.it Ospite PWI 2006

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APRÈS LA CLASSE Ospiti @ PWI 2006


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Luisa Marucci Giurata PWI - DONNAèWEB

LUISA MARUCCI


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GIULIA OTTONELLO Giulia Ottonello www.giuliaottonello.it DONNAèWEB 2007


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ALESSANDRO GIANVENUTI Alessandro Gianvenuti www.alessandrogianvenuti.com Ospite @ PWI 2006

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Antonella Sinigaglia www.kreatyveminds.com Finalista @ PWI 2006 Finalista @ DONNAèWEB 2006

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SCREENSHOT MAURIZIO MALABRUZZI CARLO MASSARINI DUEMILAOTTO

Carlo Massarini Testimonial Storico Italian Web Awards - Premio Web Italia Maurizio Malabruzzi Giurato @ PWI 2006

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MARCO REALFONZO Marco Realfonzo www.nascar.it Vincitore PWI 2002 Nomination (tante)

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SCREENSHOT GIUSEPPE LA SPADA DUEMILAOTTO

Giuseppe La Spada www.glsdesign.it Premio Speciale della Critica @ PWI 2006

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INTERVISTA DOPPIA Filippo Spiezia Vs. Tania Conte Art Director e Web Designer multimediale. Background professionale su grafica e pubblicità internazionale. Esperienza maturata su high-profile global brands in Italia, Inghilterra, Stati Uniti, Argentina e Spagna. Vanta una grande passione per i new media www.filippospiezia.com Età Filippo: 38 Tania: 37 Anni passati nel web F.14 T. Quasi 10 ormai… Luogo di lavoro F. Online, l’indirizzo è la mia mail. T. Da qualche parte tra mare e Vesuvio. Passioni F. Musica, cucina, viaggi. T. Arte, cinema, letteratura. Sei un web designer per passione, per lavoro o entrambi? F. Ambedue, è l’ideale. T. Sono una web designer che fa il suo lavoro con passione. Apple o Microsoft? F. Cosè Microsoft? T. Microsoft, perché è lì che ho più familiarità nell’installazione di server, estensioni e altre diavolerie da nerd.

TANIA CONTE

LA TROVI COSÌ www.purple2pink.com me@purple2pink.com

Mouse o touchpad? F. MightyMouse. T. Potendo sceglier… mouse!

Cosa ne pensi dei Premi? Sono importanti? Servono a qualcosa? F. Certo! Quando sono ben organizzati, la Giuria è qualificata ed eventualmente eventi collaterali fanno da cornice sono senz’altro un’ottima occasione di crescita, stimolo e condivisione professionale. T. Danno grande soddisfazione personale e producono quell’effetto glamour che abbaglia un po’ tutti.

iPhone o blackberry? F. iPhone T. Gli smartphone, in generale, non mi fanno impazzire… Come è nata in te la passione per il web design? F. Nasco e resto graphic designer, mi “applico” sul web a seguito di un colpo di fulmine con Mosaic Netscape 0.9. T. È stato come trovare l’ambiente perfetto per dare espressione alla mia personalità in cui la sfera emotiva e quella fantastica coesistono non sempre pacificamente, essendo di dimensioni identiche!

Il web design può essere considerato una forma d’arte e quali sono gli effetti dell’arte sul web design? F. Assolutamente si, il design stesso è una forma d’arte in continua evoluzione, e non sono rari gli esempi di applicazione di stili convenzionali alle pagine web. T. Il web design come forma d’arte è una realtà, ma rappresenta un fenomeno spesso difficile da riconoscere. A volte, ci pare difficile comprendere come certe installazioni di arte contemporanea siano considerate “arte”..

Quale è la realizzazione di cui vai più fiero? F. La successiva, sempre. T. purple2pink, la prova che le cose semplici derivanti da una vera ispirazione sono efficaci almeno quanto quelle costruite su strategie di comunicazione combinate a tavolino. Hai mai partecipato ad un Web Award? Se sì, è servito a qualcosa? F. Si, iscrivo i migliori lavori ai premi più importanti, per avere un feedback qualificato e per dare loro visibilità. T. Ho partecipato all’ultima edizione di Donnaèweb ed ero in Nomination per il premio speciale “Giuria Giovani”. Una bella esperienza perché a differenza di tanti Web Award si conclude in un contesto “reale”, dove le emozioni e le manifestazioni di consenso sono tangibili. Una formula speciale per innalzare il livello di autostima!

Il tuo impegno al di là del monitor. F. È una ricerca continua di stimoli, sfide, ispirazione… le idee migliori nascono spesso distanti dal Mac. T. Eh… Se solo mi impegnassi di più! Il primo gesto che fai quando inizi un nuovo progetto? F. Ogni nuovo progetto è un “oggetto di design” da

WebDesigner e WebDeveloper freelance. Sul suo sito personale www.purple2pink.com è possibile consultare il portfolio dei suoi lavori. Finalista a DONNAèWEB 2008.

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INTERVISTA DOPPIA

Filippo Spiezia Vs. Tania Conte


plasmare, ma la ricerca parte sempre da un foglio di carta quadrettata e una matita. T. Digito google.com e guardo se esistono progetti analoghi a quello che mi accingo a sviluppare per osservarne i risultati, i punti di forza e gli eventuali errori da evitare. Meglio un progetto visivo o testuale? F. Più visivo che testuale. T. Un project testuale supportato da immagini, altrimenti è come vendere un’automobile fornendo al cliente soltanto descrizione e scheda tecnica. Sarebbe difficile convincerlo…

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Meglio usabile o accessibile? F. Usabile T. Ci sono dei progetti che a volerli rendere accessibili a tutti i costi perdono di significato. Quindi, direi, non sempre accessibile ma necessariamente usabile. Una esperienza importante. F. Andare all’estero! Sono stato Art Director del sito philips.com lavorando con una multinazionale per la quale ho collaborato anche a progetti Ibm, Playstation, UBS. T. I miei 7 anni in azienda.

Quanti pc hai? F. Pc 0, Mac 1 T. 3 Notebook? F. Nessuno T. 2 Compri regolarmente on line? F. Si, spesso T. Sì Dove? F. eBay, AppleStore, Amazon, Ryanair T. Alitalia, Airone, Ryanair, Trenitalia, Pixmania, Hoepli…

Il web “fatto a regola d’arte”? Più design o programmazione? F. Design 60% programmazione 40%, se ben fatta quest’ultima dà maggior valore al progetto originale. T. Programmazione che sia funzionale rispetto al design e all’architettura delle informazioni.

Una esperienza simpatica. F. La richiesta di uno sconto. T. A un cliente che voleva spiegazioni sul perché nel layout proposto vi fossero linee tratteggiate, dissi che, se la questione lo destabilizzava, era arrivato il momento di affrontare il problema e risolverlo! Dopo 5 anni il sito è ancora online. E anche le linee.

Ti senti più Web 1.0 o Web 2.0? F. Web 2.1 T. Noi web designer siamo una razza in continua evoluzione…. ci tocca adattarci all’ambiente!

Una esperienza da non ripetere. F. Concederlo. T. Lavorare per un cliente con velleità artistiche e che ha nel guardaroba un paio di pantaloni striati con tigre annessa stampata sul davanti.

Il tuo prossimo lavoro? F. Sto lavorando al mio nuovo progetto personale. T. Sono in fase di analisi per la realizzazione di un sito web per una villa settecentesca, attualmente utilizzata per eventi e cerimonie.

Le donne e il web. Qualcosa da dire? F. Benvenute, se ne sente il bisogno. T. Il tocco femminile è piacevolmente inconfondibile.

Il lavoro che non farai mai. F. Il mio, se non mi do una mossa. T. Una di quelle cose xxx! Per una questione di etica e non solo…

Photoshop o Fireworks? F. Photoshop tutta la vita! T. Photoshop Open source o commerciale? F. Commerciale T. Non sono ostile verso l’open-source, ma se lo si utilizza in maniera indiscriminata per la creazione di siti e portali si rischia di avere un web popolato da produzioni cloni con il conseguente “trionfo” dei programmatori sui designer. Non so se potrei mai sopportare tanto… Esiste il web design italiano? F. Si, facendosi strada, recuperando terreno rispetto ad altre realtà oggi più competitive ed innovative; sta cercando di crearsi una sua identità precisa grazie al suo ampio background storico, culturale ed artistico. T. Esiste e con grande dignità! .it o .com? F. .com per me ha ancora più fascino. T. .com perché è più semplice da registrare!

FILIPPO SPIEZIA

LO TROVI COSÌ www.filippospiezia.com

filippo.spiezia@gmail.com

Gli uomini e il web. Qualcosa da dire? F. Bentrovati, la concorrenza sprona la crescita. T. Volendo generalizzare, sono troppo razionali, poco emotivi. Skype o Msn? F. Adium T. Msn Facebook o MySpace? F. Facebook rocks! T. Facebook perché ha un certo rigore formale e una certa assenza di tipi strani! Il tuo browser è? F. Safari T. Chrome Per la posta elettronica usi? F. Apple Mail T. Windows Mail

Cosa? F. Libri, prodotti di elettronica, voli aerei T. Biglietti per viaggi, hardware e accessori, libri…

Il lavoro che vorresti fare. F. Audi.com T. Mi piacerebbe lavorare per le produzioni web e multimedia di MTV. Cosa ti aspetti dai governi? F. Niente di buono. T. Serietà, ma innanzitutto buon senso. Una cosa irrinunciabile. F. La musica mentre si lavora T. Due! Silenzio e un buon libro. Quanto ti fai pagare? F. Il giusto, la qualità si paga, ma se il progetto mi entusiasma lo sconto è garantito ;-) T. Cerco sempre di trovare un equilibrio tra le possibilità del cliente e il mio impegno, cercando di produrre qualcosa che soddisfi sia me che lui.

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INTERVISTA DOPPIA

Filippo Spiezia Vs. Tania Conte


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COME CONDIVIDERE LA RIVISTA

Invia a redazione@assowebitalia.it le tue creazioni.

RIVISTA DI WEB ITALIANO

COSA PUOI PUBBLICARE 1) Qualunque creatività sull’attività che svolgi (esempio: un lavoro che hai fatto o la presentazione della tua agenzia). 2) Qualunque comunicazione visiva tu intenda lanciare (anche una sola foto a pagina intera, aggiungi un piccolo testo esplicativo -il più creativo possibile- inserisci un indirizzo web, una email ed un contatto skype o msn).

Direttore Responsabile: Adele Marra

Organo ufficiale dell’Associazione Web Italia Onlus (Testata in corso di registrazione presso il Tribunale di Pescara) Direzione Editoriale: Roberto Bonu Redazione: Federica Pavone Hanno collaborato a questo numero: Elena Bertolucci, Cesare D’Amico, Paolo Diazzi, Francesco Di Marcantonio, Massimiliano Minna, Alessandra Petrilli, Christian Sciarretta, Franco Sergente, Fabrizio Sisti.

COSA PUOI PROPORRE 3) Una nuova rubrica da condividere con altri soci. 4) Un “modo” di comunicare originale (interviste o articoli). COME DEVI IMPAGINARE 5) Il formato pagina è mm. 280x200 (utilizza l’intero formato pagina al vivo!). 6) Salva un JPG (300dpi - RGB - Alta qualità). 7) Non intervenire sulle aree contrassegnate in Magenta, rispetta margini e guide per i testi.

Fotografie: Andrea Straccini, Mario Sabatini Progetto Grafico: Synteam Pubblicità: Synteam New Media Agency

DOVE TROVI INFORMAZIONI E IL LAYOUT DELL’IMPAGINATO

Contatti: Direzione: adelemarra@assowebitalia.it Redazione: redazione@assowebitalia.it Pubblicità: 0852056122 - info@synteam.it

8) Su www.assowebitalia.it/magazine/layout.asp COS’ALTRO? 9) È necessario inviare la liberatoria per l’utilizzo del materiale fotografico e creativo che invierai. La trovi qui: www.assowebitalia.it/magazine/liberatoria.asp

Soci che hanno partecipato alla realizzazione di questo numero: Stefano Baldaccini, Ai Ling Cai, Daniele Cascone, Arianna Ciccarelli, Tania Conte, Laura Copelli, Giorgia Marino e Alessio Gianni per Gag, Filippo Spiezia, Anna Spina, Stilnovo. CI TROVI ANCHE SU FACEBOOK! Visita WebItalia Magazine e WebItalia Onlus - Associazione degli autori del web. Iscriviti al gruppo Autori del Web.

DOVE SIAMO?

CI TROVI COSÌ Via Rivera, 51 - 65123 Pescara tel. 085 2056122

Abbonamenti WEBITALIA Rivista di Web Italiano è distribuita esclusivamente ai soci di AssoWebItalia Onlus regolarmente iscritti. Per ricevere la Rivista è necessario iscriversi all’Associazione. Specifiche richieste possono essere inviate a segreteria@assowebitalia.it. Adesione ad ASSOWEBITALIA tutte le informazioni per iscriversi sono reperibili sul sito ufficiale www.assowebitalia.it. ASSO WEB ITALIA ONLUS Via Riviera 51 - 65123 Pescara Tel. 0852056122 Email: info@assowebitalia.it Web: www.assowebitalia.it

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