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Pasquale Sarnelli

Vent’anni dopo 1993- 2013

Novembre 2013


Premessa. In questo più che emblematico e preoccupante autunno 2013 da parte della Giunta e del Consiglio Comunale di Caserta - entrambi, ancora una volta, fatti di ex amministratori che ridiventano di nuovo ex e vanno a rigovernare da sempre -, c'è poca voglia di ricordare quello del '93, quest’ultimo quasi una sorta di risorgimento casertano. Giorno più giorno meno, cade, infatti in questo periodo, il ventennale di tanti avvenimenti, come quello della “Lettera aperta dei cattolici ai concittadini, che denunciò per prima l'intreccio tra politica ed affari; della raccolta delle 7 mila firme contro la delibera della variante al P.R.G. che sanciva la speculazione sull'area della Saint Gobain, la cementificazione di San Leucio e la distruzione delle poche zone agricole rimaste; della visita del Santo Padre e l'invocazione vescovile rivoltaGli; della raccolta delle 75 mila firme promossa da Mons. Nogaro per sollecitare il decreto di istituzione della seconda Università; delle lotte - anche extragiudiziali del Movimento per l’Università a Caserta; del Movimento per lo Statuto comunale, del questionario sul Centro storico, del Forum sui Piani di recupero, etc.. Poi le vicende vollero che quelle esperienze di società civile si tramutassero anche in impegno amministrativo – fu l'esperienza BULZONI e molti di noi furono costretti ad affrontare altre vicende più 1


dure: il possibile dissesto ed il risanamento contabile, la prima pianta organica comunale, il Patto per lo Sviluppo, l'accordo di programma per l'UniversitĂ per 400 miliardi, quello per la Saint Gobain con i suoi 120 mila mq di area destinati ad insediamenti produttivi e altrettanti destinati a servizi, con 80 mila mq a verde pubblico e 60 mila mq donati alla CittĂ , il rifinanziamento ed il progetto dei lavori per il Teatro Comunale, per la Fiera mercato, il recupero dei fondi persi ed il riavvio dei lavori dei parcheggi sotterranei, il completamento del sito reale con le sue tante carte sequestrate, la commessa per i piani di recupero, le piste ciclabili, il nuovo appalto rifiuti, il rifacimento stradale del centro, un welfare municipale e tant'altro. Tante furono, infatti, le opere trovate incompiute (cui accenneremo piĂš avanti) e tante furono, poi, quelle completate da noi e che sono diventate, poi, contrabbandate, merito delle Amministrazioni successive, senza nessun ritegno nel riconoscerle a quanti le realizzarono veramente. Di contro, emeriti sindaci successivi all'esperienza Bulzoni hanno saputo lasciare al palo obiettivi vitali proposti da quasi trent'anni da Beguinot : Piano Urban, l'interporto, il policlinico e l'aeroporto intercontinentale, etc.. 1. I profumi d'arancio

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Dal dopoguerra in poi la storia del nostro Capoluogo è sostanzialmente la storia della sua evo(invo)luzione urbanistica, costantemente e senza soluzione di continuità. Fino agli anni ‘60 la storia di Caserta resta la storia di una città-paese senza troppe aggressioni. La città, allora, si presentava ancora come enclave a funzione impiegatizia - pubblico impiego, commercio e liberi professionisti, - dentro un territorio provinciale a vocazione agricola - questo per le sue funzioni governative, istituzionali e scolastiche; enclave pregno di insediamenti militari diffusi - tante le caserme e tantissime le presenze militari , oltre 7.000. Immancabile, anche allora, il turismo mordi e fuggi per la Reggia, monumento da sempre, tra più conosciuti e visitati al mondo. Poche le sue attività imprenditoriali fino a metà anni ’50, che in genere sono state tutte di supporto agli insediamenti militari, - fabbrica di divise, il commercio indotto - pizzerie, ristoranti, cinema. Poco incisivo il commercio locale con forti presenze extra cittadine come per l'abbigliamento e con un qualche colorito folklore per altri settori come per l'ortofrutticolo, per anni ambulante con le sue caratteristiche <<carrette >> girovaghe, quasi tutte di Maddaloni. Un centro storico con forti presenze artigianali ormai non solo dissoltesi, ma addirittura dimenticate dalla memoria della città stessa: stagnaro, ferraro, maniscalco, mannese, biciclettaio, etc – qualche bar 3


rinomato – Caffè Margherita, Ferrara, Venezianaqualche circolo accorsato e non pochi cinema. Poca l’accoglienza del settore alberghiero con l’ex palazzo Vittoria, qualche primo segnale di modernizzazione, la UPIM. Canoniche le professioni <<status simbol>>: quella medica - i Ricciuti, i Ricciardi; quella notarile, i di Caprio, i Provitera; quella forense, D'andria, quella docente. Tradizionali gli sprazzi socio-culturali che si rincorrevano: la festa di Sant’Anna co-patrona della Città, la festa di Piedrigrotta di Via San Carlo con i suoi carri allegorici e le canzoni:, “'u laccio amore”, a' quadriglia – lo sport agonistico – poco praticato a livello personale – si riduceva alla presenza calcistica con alti e bassi, attorno ai Savastano, ai Gravina, a Mario “cazzotto”. I palazzi del Centro con le loro corti ed i giardini interni -oggi tutti spariti - inondavano di profumo d'arancio le sere d'estate casertane che per questo diventavano più sopportabili con le sue grandi insule verdi, di Via San Carlo (oggi ridottasi ad un ibrido tra parcheggio e brecciolato), di Via Sant'Antida, di Corso Trieste, etc.. Questi colori sono tutti nelle immagini di un sancarlino doc, Armando Napoletano. Addo’ sta cchiu’ stu’ nobile quartiere e’ via Sancarlo chillo c’accummencia da chiesella e Montevergine 4


e fernescia all’angule e’ Sangiuvanno chillo ca’ o’ mese e’ maggio, te stenne n’terra nu sole luongo luongo e a madonna o’ scete a suon’e campana benedicenno tutt’e figlie suoie. A sera n’addore e’ ciardine m’prignava ll’aria addurosa pe tutt’a città ave voglia o’ monaco è lle cagnà o nomme pe nuie è sempe a chiesiella è Montevergine e da Piererrotta cu’ pall’e pezza, carri, canzoni, trummette e’ cuppulune. Add’o stanno o’ rammaro, o’ stagnaro, o’ mannese, o’’ zuccularo, o’ sellaro, o’ cupullaro, a capera e c’ient’ate mestiere ca solo via Sancarlo sapeva celebra’ n’ce rimasta pe fortuna nosta, Micalina a’ baccalaiola o’ puntone o’ Maciello Celesto o’ cafettiere c’adora d’annese e’a cafettera c’o pizzo a’ cantina e’ Limone, Raiano o’ furnaro, Faraldo o’ salumiere, Benefico o’ pasticciere, e don ciro o’ chianchiere ca spanneno comm’a na vota tuortene e’ pane frisco, sfugliatelle cavere, pruvolone e caprettielle tiennere; a sera mo’ int’a stu giubilato vico s’appecceno vetrine scintillanti di calzature, abbigliamento, gioellerie, rubinetterie, 5


e tante altre schifezze, ca nuie viecchie Sancarlini dicimme... Addo stà chiù La vivacità cittadina rimaneva catalizzata soprattutto attorno alla goliardia - circoli universitari e studenteschi - qualche presunzione, tra virgolette, culturale restavano – il cosiddetto papiellum, le lotte studentesche, le contrapposizioni politiche (invasione dell'Ungheria), le corse di formula TRE sul circuito Carlo III fino al disastro che ne provocò la chiusura.. Questi flash sono taluni ricordi rubati ad un grande storico di questa città- dall’origini ad oggi : Mimì Ianniello. I suoi scritti, per chi lo volesse, potranno meglio far rivivere più pregnatamente i colori, i sapori e gli odori perduti di quella che è attualmente una città tradita, con i suoi tromboni e tanti << martellucci >> d’oro, di oggi, di ieri e l'altro ieri. Va sottolineato come in tutta questa premessa ci sia stata una data spartiacque per questa città: quella del ’54. Fu quello l’anno del primo serio piano urbanistico che disegnava una città a misura d'uomo rispetto ai primi insediamenti industriali – leggi Saint Gobain : il dato essenziale rimaneva quello che esso si poneva come un piano regolatore che ipotizzava una crescita economica con il supporto di edilizia residenziale popolare: nuove residenze IACP di Via Patturelli, Via Trento, la conservazione dei grandi spazi verdi; la campagna Preziosi, la zona Cerasola e 6


quella Leonetti, tutta la fascia pedemontana da Centurano a San Leucio. Tutto è stato tradito da 33 anni successivi di continue varianti urbanistiche che hanno decretato il sacco di Caserta, sacco continuato anche dopo il piano Beguinot approvato nell’83, ed adottato nell’87, oggi scaduto da decenni e quindi in regime di caduta dei vincoli, cosa che ben pochi sanno o vogliono ammettere, per permettere alla speculazione di tutto e di più. In tutto questo facevano scandalo e rabbia, come lo fanno, oggi, i guasti atavici: le cava dei Luserta e company con i suoi irreparabili danni ambientali . E questa sarà, però, anche storia di oggi e forse, dannatamente anche di domani. Questo aspetto urbanistico ha segnato il destino di Caserta. 2. La Città mattone A meta' degli anni '50 la nostra Città (e da allora e per sempre le sue scelte saranno scelte personali di parlamentari quasi mai casertani) tenta, attraverso una sorta di programmazione e pianificazione territoriale ante litteram, di abbozzare una sua storia industriale che avrà, come vedremo, non poco conto nella sua trasformazione del territorio. Qualche velleità che morirà subito, di creare Caserta come la Brianza del SUD: grandi saranno invece i saccheggi e le macerie lasciate. 7


Ma è soprattutto storia edilizia, case e case per i napoletani in vena di abbandonare l’area metropolitana o per i casertani che vogliono investire, per gli imprenditori che credono che fare impresa significhi solo edificare. I guasti saranno e sono ingenti, una città invivibile, dormitorio dell’area metropolitana, sopradimensionata, estranea ai casertani doc ed ai nuovi parvenu; un disastro eco-ambientale dei più difficili da riequilibrare perchè all’interno di una conurbazione Maddaloni– Capua di per sé ancora più disastrata, perché in questa provincia , come si dice, se Atene piange, Sparta certo non ride. Tante saranno le scelte suicide per una città che non crescerà mai. Sono anche gli anni della sfida commerciale alla Città di Santa Maria Capua Vetere con gli Albero, i D’Anna, I Ni.Da. Sono gli anni anche del fervore << immobiliare >> della Chiesa casertana con il Vescovo Roberti: sono gli anni della << vendita >> del cosiddetto giardino del vescovo e della sua successiva distruzione, della costruzione dell’hotel Europa. Nasce qualche interesse culturale come l'iniziativa “Settembre al Borgo”, da un’idea di De Simone e Caritano o sportiva, il concorso ippico e dintorni. 3. Gli anni '90 Questo fino agli anni '90': l'anno della venuta del Vescovo Nogaro. 8


Da questa data in poi partono gli anni che potremo chiamare gli anni dei tre colori: quello nero, della lotta al saccheggio programmato interrotto per tangentopoli, quello verde della primavera casertana della ricostruzione, quello grigio delle fanfare e dei tromboni dei Sindaci successivi alla giunta Bulzoni. Inizia, infatti, con l'inizio degli anni '90, un tentativo di rilancio di questa Città, fino ad allora travolta da dati occupazionali sempre spaventosamente tra i più bassi e deprimenti d'Europa ed intrecciati dalla presenza costante di fenomeni malavitosi di camorra, di usura e di delinquenza. E' confusa in quel tempo – giunta Gasparin - la riprogrammazione e la pianificazione della Città:Saint Gobain, San Leucio, edilizia economica e popolare, opere pubbliche. Quasi tutto, e lo rileviamo senza faziosità - viene programmato contro la Città. La Saint Gobain trasformata in speculazione edilizia con una semplice delibera, la 37/91 da zona industriale a D3; San Leucio - monte Simmaco urbanizzata, le poche zone urbanistiche bianche (agricole) rimaste, regalate completamente alla speculazione - leggi progetto Barletta; opere pubbliche pensate tanto per caso: finanziamenti << sulla parola >> perché semplice spartizione governativo/parlamentare; sulle buone intenzioni, sull'affarismo ed i poteri di pochi eletti faccendieri, nessun progetto di massima, dei costi, dei 9


finanziamenti e piani esecutivi : emblematico il caso del parcheggio di Piazza Carlo III, senza uscite, senza progetto e con la sorpresa di trovare, guarda caso, all'inizio dei lavori un collettore al centro dei campetti, collettore conosciuto finanche dai Borbone. Nessun aggancio con le poche buone provocazione di Beguinot lanciate a livello provinciale, l'aeroporto di Grazzanise, l'interporto modale Maddaloni Marcianise, la metropolitana leggera Napoli Aversa Caserta Napoli, la variante Anas, la conurbazione, il grappolo aversano, il litorale domizio. La tangentopoli casertana mise fine a questo disegno e dopo i fatti della primavera casertana si ripropose il recupero della programmazione sulla Saint Gobain, la riprogettazione di una città universitaria col policlinico. 4. La stagione dei Sindaci E' opportuno anche ricordare come questo periodo fu tutto caratterizzato da quella che si connotò , non a caso, come la stagione dei Sindaci, dentro la quale si ebbe un ricambio generazionale, con persone nuove quasi tutte progressiste o provenienti da liste civiche, da associazioni di volontariato, e di professioni. Questo a tutti i livelli - regionale, provinciale, dei tanti capoluoghi - Salerno, Caserta Avellino, Benevento - e comunali, San Nicola, Casagiove, Santa Maria S.V., Maddaloni etc..

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Anche a livello parlamentare ci fu la svolta, soprattutto con Sergio Tanzarella, fattivo costruttore di questa già accennata primavera casertana insieme con altri artefici (oltre Bulzoni) quali Mimmo Marzaioli, Peppe Messina, Sandro De Francisciis e tant'altri. Con il neo parlamentare ed i sindaci della nostra conurbazione si ipotizzò un nuovo modello di sviluppo per Terra di Lavoro, soprattutto nel quadro della questione ambientale, della lotta alla camorra e all’illegalità diffusa, (alimentate da un uso speculativo e distruttivo del nostro territorio): un corretto uso della risorsa territoriale unica, nessuno spazio per cave, industrie insalubri e estrattive, e rilancio del recupero ambientale, per un ambiente violentato dagli affari della camorra e dei collusi, in specie per i rifiuti. Un ruolo produttivo per la Provincia di Caserta e per la Città Capoluogo con al centro il nodo della questione urbanistica fondata su un nuovo ruolo diligente delle nostre città come difesa dell’identità territoriale dall’invasione ed espansione dell’area metropolitana di Napoli e questo attraverso un’edilizia che rinunciava all’espansione delle aree urbanizzate per imboccare la strada del recupero e del rinnovo, della qualità e del restauro del paesaggio, e parallelamente, perseguiva lo sviluppo dell'industria culturale e sociale quale strumento di crescita e di nuova occupazione incentrata sulla qualità dei servizi e della vita urbana - dai beni culturali alla ricerca e 11


all’università, dall’attività artistica alla produzione di audiovisivi, dai beni archeologici e monumentali a quelli naturali e ambientali, fino ai servizi sociali in grado a rispondere a tutti coloro che vivessero condizioni di disagio, di esclusione e di marginalità. Una proposta politica, quest'ultima, vanificata da tante e varie ragioni, prima fra tutte la brevità di questa stagione appellata << la primavera del '93>> con la riconquista da parte dei partiti dei luoghi del potere e delle istituzioni – che hanno poi di fatto, nel 2011, portato il Capoluogo al DISSESTO !Riproporrà, aggiornate, le stesse cose Sergio Tanzarella con il movimento Speranza per Caserta con il candidato a Sindaco Prof Nicola Melone. Allora, nel '93, compagni di strada furono U.Greco, G. Messina D. Marzaioli, C. Carnevale, V. Infante, Ciro Busino, M. Desiderio, A. Ciontoli, D. Dell'Aquila, G, Bernieri Di Donato, R. Pette, A; Varsavia, F. Anniciello, N. Franzese, M. Valentina, G. Messana, A. De Pandis, A. Gentile, F. Coleti, C. Marcello, G. Musico', P. Canzano, P. Melone con apporto amministrativo successivo di A. Fusco ,G. Gazzillo, F. Corvese e N. Petteruti e di una partecipazione cittadina vasta tra i quali piace ricordare I. Madonna. G, Pasquariello.

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5. Da Bulzoni a Del Gaudio La storia di quegli anni amministrativi - quelli dopo la tangentopoli del febbraio '93 - è la storia del recupero della carte bloccate dalla magistratura, della capacità di saper spendere finanziamenti ottenuti nel passato ma congelati o quasi persi. Riuscissero tanti casertani ad essere solo un poco meno faziosi si potrebbe convenire (in un ragionamento in << chiaro >> - e non in pay-tv) – che gli anni amministrativi attuali hanno vanificato il risanamento finanziario operato da Bulzoni – più di cento miliardi – e la perdita di iniziative produttive, culturali e soprattutto sociali fino ad allora mai avviate in questa città. Di seguito ne faremo l'elenco dettagliato. Di contro oggi ci si trascina in un dissesto finanziario e nel quasi azzeramento dei servizi. Si trovi, oggi, nel Comune Capoluogo, per esempio , nel solo campo sociale, una sola iniziativa - Tenda di Abramo, mensa per i poveri, Centro accoglienza extracomunitari, case affitto per immigrati, centri di interculturalità, camper per tossicodipendenti, ludoteca, affido, assistenza domiciliare, minori a rischio, asilo, casa famiglia per disabili, CID'HA, etc - che non sia nata allora. Poco conta, tra l’altro, far mente che allora erano sei gli assessori ed oggi sono diventati quattordici con altrettanti collaboratori esterni. 13


Rispetto a questi diversi schieramenti di <<truppe>> noi avemmo il torto di lavorare, ognuno di noi con la propria esperienza ed il proprio bagaglio culturale, sempre in prima linea: organizzando e scrivendo di propria mano progetti illuminati ed avanzati, affrontando soluzioni, chiedendo collaborazioni, guarda caso, quasi sempre anch'esse gratuite. In questo stile, sicuramente unico, si può constatare come non si sia andati oltre, oggi: una scuola nuova dopo quella della 167, un basolato del Centro cittadino, un sottopasso viario, una sera dâ&#x20AC;&#x2122;estate ricreativa ed artistica, un vigile in piĂš, un organico comunale definito, un debito risanato, un finanziamento ottenuto, una struttura sportiva playground, una speranza produttiva nella SaintGobain, un policlinico realizzato , un traffico allora migliorato, un piano di recupero consegnato al Consiglio comunale, un appalto rimozione rifiuti rinnovato, un mercatino rionale, un verde attrezzato, un teatro comunale del tutto pubblico, una pista ciclabile completata, una casa popolare da assegnare , ed inoltre l'entrata gratuita nel Parco, il televideo con le pagine di Caserta, l'informagiovani, l'â&#x20AC;&#x2122;ufficio relazioni pubbliche, il sito internet. Tutte queste realizzazioni furono attraversate dalla consapevolezza di dover percorrere, infine e comunque, rapporti inusitati, diretti ed aperti con tutti i dipendenti, senza costruire bunker e sbarramenti, sempre confrontandoci e badando a tenere le porte 14


sempre aperte, vivendo anche le contestazioni più accese (come quelle non sempre civili per diversità di opinioni con qualche gruppo facinoroso), sempre una nostra dignitosa compostezza laddove, ci ritrovammo, anche a notte inoltrata, sempre da soli e senza scorta. Ripercorriamo qualcuna di queste vie crucis: quella, certamente non facile, per l’accordo sull’area Saint-Gobain: area regalata in un primo tempo tutta alla speculazione edilizia e da noi salvata come area destinata agli insediamenti produttivi ed a servizi, con 60.000 (leggasi sessantamila) mq di verde regalati al patrimonio comunale ed altri 80.000 mq (ottantamila) destinati a verde attrezzato. Accordo che oggi ancora langue e registra scarsi insediamenti produttivi. Quella stessa ex area industriale che una delibera di Consiglio Comunale precedente di Gasparin di appena 3 righe era oggetto di svendita totale con annessa area di San Leucio e l’annesso Real Sito con infinite vertenze sulle revisioni prezzi e infine le tante altre difficoltà per vicende giudiziarie. Cosi' come per il famoso <<fosso>> (oggi diventato parcheggio sotterraneo Carlo III dei campetti) fermo da tempo immemore e con i suoi iniziali finanziamenti revocati dal Ministero del Tesoro in uno con la mancata approvazione da parte della Soprintendenza del progetto, per giunta, inattuabile per mancanza di uscite regolamentari e – udite, udite – per la scoperta di un collettore fognario non previsto al centro dell’area interessata. 15


E, di seguito, la storia infinita del Teatro comunale, del parcheggio al <<monumento >>, la <<questione>> policlinico, i piani di recupero del centro storico, quest'ultimi dall’80 neanche più ipotizzati, i sottopassi perennemente allagati e tant’altro, tutto con un unico condimento: il sequestro quasi generalizzato degli atti amministrativi per indagini, quindi con una carica deterrente inimmaginabile. A seguire, poi, la 167 di Centurano, col suo totale abbandono non solo per questioni edili, allora, irrisolte come il sottopasso, la mancanza di una scuola, e di un luogo di culto, ma anche con la ferita del suo persistente <<fosso>>, ma soprattutto perché l’area tutta rimaneva invischiata in una situazione Kafkiana senza poterne venire a capo perchè sono ignoti, finanche oggi, i suoi referenti societari e finanziari. E tant’altro ancora: servizi sociali inesistenti, scarsa assistenza, scarsa attenzione alle tematiche sportive e ricreative, nessuna solidarietà, senza un asilo nido funzionante (quest’ultimo usato come accampamento di bande musicali, senza collaudo e privo di tutti i sistema di sicurezza); l’atavica precarietà di quanti, spesso con voluta supponenza, non pagavano alcunchè - dopo 15 anni - per le case comunali loro assegnate; le stesse case popolari costruite dopo il terremoto, più di 200, abbandonate - e mai assegnate. E via elencando. Poi con fatica anche i primi realizzi: i carichi di lavoro e la definizione di una pianta organica liberatrice (anche di riduzione dell’organico), i debiti 16


sanati e quelli tamponati o contestati, i concorsi per vigili e nuove figure professionali, le nuove sale cinematografiche, i sottopassi non più allagati, il nuovo appalto dei raccolta rifiuti, il piano traffico, tanto contestato allora come tanto in vigore oggi, i tanti finanziamenti per nuove iniziative e le molte cose gia’ diffusamente innanzi descritte. Col nostro notevole sforzo, tante cose cambiarono e furono lasciate in miglior prospettiva, al contrario di quanto nessun sindaco bracconiere potrà far apparire, con quasi tutte le problematiche innanzi citate avviate non a soluzione ma risolte e tra essa : la pianta organica approvata, il dissesto finanziario allontanato, evitando così licenziamenti e consentendo assunzioni, i concorsi banditi, 1’aerofotogrammetria realizzata, le nuove solidarietà avviate, i tanti cantieri riaperti, la pavimentazione dell’intero Centro storico finanziata ed avviata, i finanziamenti di recupero viario di Casertavecchia, il piano traffico (e non solo di circolazione), che nessuno ha più modificato nel suo impianto iniziale , anzi è stato applicato integralmente, le prime risposte a momenti ricreativi, sportivi con i playgrounds, le serate d’estate, l’accesso gratuito al parco, etc. A seguire quelle più pesanti e che, purtroppo, aspettano ancora oggi il loro completamento definitivo attraverso il PUC, base di qualsiasi rilancio di sviluppo futuro dopo i piani di RECUPERO, quest’ultimi commissionati all’Arch. STOCCHETTI dalla Giunta Bulzoni. 17


Cosi per tante altre <<vicende>> ferme da sempre. Il polo turistico? E’ inattuabile al di fuori del sito reale: andava approvato un suo percorso di gestione serio da noi a suo tempo, comunque, ipotizzato, rispetto al quale, oggi tutto è fermo mentre impazzano solo feste e <<occupazioni>> incompatibili, contro una sua vocazione obbligata ed integrata quale quella museale, turistica e culturale; la revoca della concessione per la 167 di Centurano/Falciano già da noi avviata ma ostacolata da appetiti privati spaventosi che se realizzati violenterebbero la città e realizzerebbero interessi enormi. Quasi uguale, invece, fu la somma lasciata , purtroppo, in eredita' dalla Giunta defenestrata per debiti pregressi e consolidati - insidia terribile quest'ultima perché, tra l'altro, non tutte le voci debitorie risultavano (ed apparivano) ben quantificabili - laddove di questi , solo 12 erano stati riconosciuti con atto ufficiale deliberato dalla amministrazione uscente, mentre quelli deflagranti - SLIA, AGIP, INPS, INAIL, 167, Stadio Pinto, Stadio Baseball, Parcelle di professionisti, espropri per opere pubbliche (leggi terreni via Borsellino e Via Falcone mai pagati perché mai oggetto di copertura finanziaria) uscivano fuori come tanti scheletri dall’armadio. Ricordo indelebile resterà l'importo di 500 milioni pagati - a seguito di decreto ingiuntivo - a due professionisti di Teramo per aver solo "schizzato" un quadrato quale area destinata alla nuova fiera bisettimanale di via Ruta, in seguito nata abortita. 18


Senza fare nessun trionfalismo, molti di quei miliardi, per un totale di 70, furono pagati e rateizzati nel tempo. Per la precisione sono stati 23 quelli trovati, trattati, ridotti e poi pagati a mezzo apposito mutuo per la ex SLIA; 3,9 quelli pagati per le passate forniture energetiche AGIP; 12,5 per i debiti cosiddetti fuori bilancio; 6 quelli ingiunti dal COINFRA; 1,2 quelli pagati all'INPS, quasi altrettanti all'INAIL, all'ENEL; moltissimi quelli dovuti per espropri vecchi di decenni, leggi terreni via Borsellino e Via Falcone, aree cimitero, etc.. Ciò permise soprattutto, di evitare all'Amministrazione del Capoluogo – esperienza Bulzoni - il dissesto finanziario, cosa, quest'ultima, che avrebbe condannato i casertani al pagamento dell'intero costo dei servizi erogati dal comune - rifiuti, asilo, refezione scolastica, etc. - unitamente al blocco di ogni investimento, al pagamento della quota massima dell’ICI, e al blocco dell’avvio di un sistema di welfare municipale, di iniziative culturali e sportive. Questa, e nei fatti forzatamente stringata, è l'unica verità che abbiamo lasciato, insieme ad altre questioni aperte, certamente non nostre e che abbiamo sempre puntigliosamente elencato e denunciato, talune nell’impossibilità di poterle risolvere perchè non «giunte » a maturazione del loro contenzioso: stadio comunale Pinto, espropri mai pagati, crediti della Regione (per quest’ultimi - acque reflue - si trattava di una partita di giro, partita, fu spiegato, non 19


realizzabile per la lite sul riconoscimento di chi dovesse essere l’esattore tra Napoletana Gas e Banco di Napoli), controversie edili, parcheggio piazza IV Novembre, etc.. Si realizzò tutto questo senza che Caserta, per i decenni a venire, fosse privata della possibilità di programmare anche investimenti necessari. Con coraggio investimmo oltre 40 miliardi su tante altre cose, che di seguito qualcuno ha inaugurato come sua realizzazione appena un giorno dopo l'insediamento consiliare come la strada Via Acquaviva Saint Gobain e quella più strategica del sottopasso di Parco Cerasola. Solo qualche altro nostro <<amarcord>>: rifacimento basolato del Centro Storico, mutuo Teatro Comunale, progettazione ed appalto dello stesso, il sottopasso di Parco Cerasola, Planetario, Fiera Bisettimanale, Palazzetto della Ginnastica, informatizzazione dei servizi, pagamento vecchi espropri, scuola media nella 167, fiera bisettimanale, convenzione stadio comunale Pinto, proposta di convenzione Diamante San Clemente, convenzione piscina comunale <<Dennerlain>>, etc.. Efficace fu anche il reperimento di finanziamenti regionali, nazionali ed europei: al recupero dei 37 miliardi per il parcheggio di P.zza Carlo III già persi come finanziamento statale si aggiunsero altri 14 miliardi venuti dai POP, con l'avvio reale dei lavori di questo famigerato parcheggio, lavori supportarti con l’apertura del parcheggio a raso per 500 posti nell’area 20


Caserma Pollio e con l'accordo che fosse consegnato – convenzione alla mano – dopo 18 mesi. Passò invece il triplo del tempo e neanche fu ultimato. E cosi per i 9,5 miliardi per il recupero urbano lungo l’asse zona Santa Rosalia via Ruggero, come altri per l’ ex ECA - per la ristrutturazione delle case comunali di parco Primavera, per il nuovo macello comunale, per le piste ciclabili, per le nuove case popolari, per il rifacimento stradale di Caserta Vecchia, e per tanti progetti sociali avviati tutti ex novo: asilo nido, assistenza, etc.. Questo risanamento FINANZIARIO quasi totale e questi INVESTIMENTI quasi miracolosi permisero che il Comune Di caserta fosse riconosciuto nel 1998, come ventesimo comune modello dal punto della finanza locale! Oggi siamo al dissesto! Come e cosa concludere, alla fine. Tentiamo, così: questo nostro territorio ha subito e sta subendo ininterrotte offese e mortificazioni. In tutto questo, però, mentre si annuncia, per esempio la costituzione di un Ente festival per le <<memorie leuciane>> noi, al contrario annunciammo ed approvammo il primo regolamento sull’assistenza sociale in Itala, paese nel quale una legge del genere mancava da1895, da più di cent’anni, regolamento, oggi, ancora congelato. Quest’ultimo fu, dopo la nostra approvazione, artatamente lasciato fermo al CO.RE.CO e lasciato cadere: cosicchè il successivo Reddito Minimo di inserimento mancherà di un quadro di riferimento 21


utile per quando i finanziamenti regionali termineranno, e la stessa cosa si proporrà per gli altri settori riferiti ai minori, agli anziani, agli handicappati, extracomunitari, tossicodipendenti, etc.-rendendo evanescente il nostro tanto inseguito walfare municipale. Finisco qui, allora, pensando che una pacata e giusta conclusione possa essere quella di invitare non solo i Sindaci passati e futuri ed i loro tanti suonatori di bordone ( partiti, parlamentari, improvvisatori) a riflettere un pò di più tra uno stile attuale un pò << Feste, Farina, Forca e Consulenti >> e la nostra eredità che, nei fatti proponeva un disegno di città nuova con una sua nuova vita di progresso sociale e, solidarietà a e con un futuro più roseo. Non sarà forse questa,oggi, un'eredità tradita che infastidisce? Quadro riepilogativo di alcune iniziative. Le grandi linee. Accordo di Programma Policlinico (400 miliardi) Accordo di Programma area Saint Gobain ( fifty-fifty) Pagamento 72 miliardi debiti pregressi Insediamento E.D.S ( unica fabbrica insediata a Caserta ultimi 10 anni) Recupero 37 miliardi e avvia lavori parcheggio CARLO III Riavvio lavori sospesi Parcheggio Piazza IV Novembre 22


Teatro Comunale Progetto acquisto Palamaggiò Progetto interramento stazione ferroviaria Progetto sottopasso Via Acquaviva Saint Gobain Progettazione ed esecuzione Via Trento area Saint Gobain Risoluzione sottopasso Parco Cerasole Progettazione e fondi Scuola Media 167 Risoluzione contratto SLIA e nuovo appalto rifiuti Convenzione Ingresso gratuito Palazzo reale Revoca convenzione concessione area 167 La Casa Comunale. Carichi di lavoro dipendenti comunali Pianta organica comunale Istituzione area comunale telematica Regolamento Contabilita' comunale Regolamento polizia municipale Istituzione del Centro Elaborazioni Dati Atti legalizzati a domicilio Sanatoria Edilizia cimiteriale e nuovo regolamento Recupero oneri urbanizzazione Piano Urbano Traffico Manutenzione triennale segnalazione semaforica Bando Concorsi Vigili Bando Concorso figure dirigenziali e funzionariali Regolamento comunale delle determine amministrative Convenzione Stadio Pinto 23


Convenzione Diamante San Clemente Televideo Internet Informagiovani U.R.P Video promozionale della Città di Caserta La Città futura. Aerofotogrammetria della Citta' Piani di recupero del centro storico Variante PRG insediamento policlinico Variante PRG nuove aree 167 Ripresa lavori Variante ANAS Sistemazione contabile e completamento lavori San Leucio Progetto destinazione e gestione Pubblico Privato San Leucio Risoluzione alveo Cugnulillo Risoluzione danni terremoto '80 (palazzi via San Giovanni, via Gasparri,etc. Accordo parcheggio area Caserma Pollio Pavimentazione Caserta Vecchia Pavimentazione Centro Storico Raddoppio area Fiera Bisettimanale Fondi ed riavvio completamento Nuovo Macello Avio progetto piste ciclabili I tempi della Città: 24


Assegnazione 190 case popolari Sanatoria occupazioni case comunali. Recupero fitti case comunali con e stipula dei contratti Completamento Ex Eca (case anziani) Recupero e ristrutturazione Case Comunali Tuoro Regolamento assegnazioni case comunali Graduatoria assegnanzione case Comunali Recupero fondi costruzione nuove case Via Falcone Recupero fondi costruzione nuove case - Centurano Acquisto case per Immigrati Recupero Urbano insediamenti S. Rosalia/Via Santella Estate (cinematografica) a Caserta ( giardini della flora) Contributo completamento Nuovo Macello Rilancio turistico Playgraunds Istituzione Mercatini rionali Bando per assegnazione aree comunali mercatali Recupero fitti locali commerciali comunali Premio Beneduce Borse studio studenti casertani Progetto Arturo dipendenti comunali Progetto Estate Ragazzi Prima rassegna dell'antiquarato Il salvataggio della Juve caserta Le iniziative sociali. Progetto P.O.L.O ( prevenzione droga) 25


Progetto Arci Acquisto Ludoteca viaggiante Progetto minori a rischio " Lavori in Corso" 1° anno Progetto minori a rischioAgape - Buon Pastore Progetto Minori a rischio S.M.S " L. Vanvitelli" Progetto "Nuovi orizzonti (prevenzione droga) Progetto Musicale Down Progetto Ozaman Pregetto Accoglienza Donne Progetto Accoglienza Medina Progetto CIDIS extracomunitari Progetto disabili psico-pedagogico Progetto La Tenda di Abramo Progetto Betania " Progetto Accoglienza Oasi di Montevergine Progetto Assistenza Domiciliare Disabili Progetto Asilo Nido Progetto A.D.I Anziani Progetto A.D.I. Disabili Emergenza Estate (anziani e minori) 94 Estate Sicura (anziani e minori) 97 La Cittaâ&#x20AC;&#x2122; Gioiosa 95 (per ragazzi) Progetto Affido Familiare ' Progetto Bambini Cernobyl Progetto colonia minori Laila Progetto Mensa Le Ali 95 Luna Storta ( per disabili psichici)' Progetto Minori Dafne

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Progetto L’Aquilone ( Le ALI, prevenzione droga) Progetto mensa Extracomunitari Progetto multiculturale Nero e non solo Progetto “Nido Rosa “ Progetto Cooperazione Decentrata Tunisia (sede) Progetto Formazione Famiglie Affidatarie Progetto per biblioregoistrazione per non vedenti Progetto trasferimento immigrati caserma "Pollio" Progetto Cid’ha ( informazione sull'Handicap)' Progetto Sostegno Indigenza Progetto Assistenza economica Minori Progetto Soggiorni Climatici Progetto Stagione Teatrale Progetto Anziani LSU Scuola Progetto animazione soggiorni anziani Estate Progetto A.I.B Progetto Recupero Urbano insediamenti Rosalia/Via Santella 9.500.000.000

S.

Tutte le suddette iniziative - non esaustive della politica sociale di quel periodo, hanno proposto e realizzato progetti nuovi e innovativi affido, assistenza, recupero minori, tossicodipendenza, disabili, accoglienza immigrati - tutti fondati su scelte <<abilitative>> e mai riabilitative o cosiddette << terapeutiche >>.

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7. Quali riflessioni ? La storia travagliata e incolore di questa città merita una conclusione finale per ravvivare una speranza che non la condanni ad essere dannata in eterno. Non appaia insolita la circumnavigazione di questa riflessione laddove essa pone per la prima volta anche un altro handicap che questa Città ha avuto:e una classe giornalistica <<sui generis>> che senza tema di smentita ne ha ridotto le capacita critiche e di crescita. Non vuol essere il nostro, un qualunquistico, “j'accuse” ; è solo la constatazione che un giornalismo di denuncia e di inchiesta , a Caserta non è mai esistito. Questa è stata una Città dove, per anni, non si è dato mai conto della fine dei progetti spesso solo annunciati, dei ritardi inconcepibili delle iniziative e di tant’altro. 8. Sursum Corda E così: I. Non abbiamo ancora lo sviluppo dell’area Saint Gobain dopo che, invece, la Giunta Bulzoni aveva annullata la delibera Gasparin che l'aveva destinata alla speculazione edilizia, mentre quell’area con un accordo di programma successivo – Giunta Bulzoni – venia destinata per 60 mila mq a proprietà comunale, per 80 mq a verde cittadino, 120 mila a servizi e 28


altrettanti a sviluppo scientifico-tecnologico, scadenza 18 mesi dalla firma.

con

Ma, grazie a DIO, tra poco ridaremo – come accade sempre in questa città - quell’area alla speculazione edilizia dei soliti noti. II. Non abbiamo ancora un PUC e con esso l'idea di quale Città, ma fa niente. Ma, per fortuna, abbiamo ancora tanti Centri commerciali da autorizzare. III. Non abbiamo ancora un vero Sito Reale di San Leucio, pur dopo il completamento della sua ristrutturazione e il suo recupero, con un progetto di utilizzo credibile; Ma, fortunatamente, ne abbiamo l'utilizzo per tante feste, festini e sposalizi. IV. Non abbiamo ancora il Policlinico pur dopo l’accordo di programma con lo stanziamento di 400 miliardi, l’individuazione dell’area di destinazione con regolare variante di piano e la progettazione di massima: il tutto ereditato dall’amministrazione Bulzoni. Ma, fortunatamente, abbiamo tanta salute davanti a noi, grazie anche alle cave e alla terra dei fuochi.

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V. Non abbiamo ancora i Parcheggi di Piazza Carlo III e P..zza IV Novembre resi funzionali alla vivibilità della Città; Ma, fortunatamente, abbiamo ancora , le strade utilizzate a parcheggio con la moltiplicazione delle cooperative, i grattini quotidiani e l’inquinamento giornaliero. VI. Non abbiamo ancora le cave chiuse pur dopo i progetti di riutilizzo di quelle dismesse e la pianificazione di quelle da chiudere: il tutto ereditato dalla nostra amministrazione. Ma, fortunatamente, abbiamo tanto da costruire, da cementificare, da speculare che di cave se ne dovranno aprire delle altre. VII. Non abbiamo ancora le piste ciclabili pur dopo il finanziamento di 3 miliardi ed un progetto esecutivo all’avanguardia, ereditati dalla nostra amministrazione. Ma, fortunatamente, abbiamo, percorsi che si fermano davanti a muri invalicabili, panchine, alberi e pali della luce al centro delle piste e marciapiedi violentati. VIII. Non abbiamo ancora servizi sociali migliorati e incrementasti, dopo l’asilo nido, l’assistenza domiciliare agli anziani, ai disabili, l’accoglienza agli

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immigrati, l’affido, i punti di ascolto e di accoglienza: il tutto ereditato dalla nostra amministrazione. Ma, per fortuna, , abbiamo dimenticato la costruzione di alloggi ERP, l'inclusione sociale per gli emarginati, ma le abbiamo mantenute prebende, vitalizi e i soliti contributi; IX. Non abbiamo ancora il Recupero delle aree militari dismesse, dell'area parcheggio di via Gasparri, delle caserme inutilizzate, tutti progetti avviati e lasciatici in eredità dalla nostra passata amministrazione. Ma, fortunatamente , cementificheremo il Macrico. X. Non abbiamo combrato il Palamaggio pur dopo l’opportunità di utilizzare contributi regionali, la disponibiltà del credito sportivo e la pista del mutuo comunale: il tutto ereditato dalla nostra amministrazione. Ma, fortunatamente, abbiamo dichiarato il dissesto. XI. Non abbiamo ancora le Convenzioni per lo Stadio Pinto, per il Diamante di San Clemente, per la Piscina Dannerlain lasciateci in eredita’ dalla passata amministrazione. Ma, fortunatamente lavoriamo per far sparire tanti sport.

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XII. Non abbiamo ancora il Nuovo Piano Traffico. Ma, fortunatamente l’abbiamo arricchito col gioco dell’Oca, del Risiko, del parcheggio prigioniero, dei quattro cantoni, con piste di motocross, e gimcane , etc. XIII. Non abbiamo la valorizzazione di Casertavecchia e delle frazioni, l’annullamento della concessione per la 167, le nuove aree per l’ERP, un rilancio dell' occupazione, e quant’altro. Ma, alleluia, abbiamo faccendieri, consulenti e tanti esperti. 9. Comunque Buon Lavoro! Questo ventennale della primavera 93 - volenti o nolenti - ha ridisegnato uno spartiacque definitivo anche rispetto alla necessità - durata una sola estate di una politica che non fosse più, troppo spesso, solo parole al vento, che non praticasse più i vecchi metodi per la raccolta del consenso (si riparla di voto di scambio, di spese folli, etc.), che non togliesse sempre più spazio alle ragioni dei più deboli. Questo ventennale del 2013 - volenti o nolenti ridisegna uno spartiacque definitivo anche rispetto

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alle responsabilità per le cose fino ad oggi ancora non completate e non fatte in questo Capoluogo. Questo ventennale del 2013 - volenti o nolenti ha ridisegnato uno spartiacque definitivo anche per la riscoperta dell'humor sul risanamento di Via Acquaviva: "per quell'area - parole testuali - non si tratta di proporre rappezzi ma c'è bisogno di un progetto complessivo",come poteva essere l'accordo iniziale sulla Saint Gobain. Questo ventennale del 2013 - volenti o nolenti ha ridisegnato uno spartiacque anche per le sue nuove lungimiranze cittadine allorchè ci si è esaltati solo per un po' di verde in Piazza Vanvitelli, senza ricordare non tanto che ieri qualcuno aboli' con fatica, un parcheggio prefettizio, con un' operazione che voleva essere di supporto all'inizio ed all'avvio del recupero dell'area deposito di Via Gasparri, anch'essa parcheggio privilegiato ed ingiustificato di pochi diventando supporto alla economia del Centro storico. Questo ventennale del 2013 - volenti o nolenti ha ridisegnato uno spartiacque definitivo anche tra i progetti inesorabilmente obsoleti e quelli che sono, furono e saranno, i veri e soli interessi della nostra Città se essa non vuole vivere sempre da maglia nera e disperata: in primis, l'occupazione, il polo tecnologico-scientifico alla Saint Gobain, l'Università , 33


moderna ed attrezzata, il Policlinico, Il Tribunale, la Corte d'appello, la sezione TAR (tutte e TRE), Il Conservatorio, la chiusura della cave, l'interporto e la variante Anas. . Ma, grazie a DIO, questo ventennale del 2013, nolenti o volenti, ha ridisegnato uno spartiacque definitivo anche per il ritornello cantato fino ad ieri che tutti i mali di questa Città fossero dovuti all’amministrazione Bulzoni ed i meriti a quelle successive; ora si cambia musica. SONO sotto gli occhi solo di tutti meriti passati, grazie a DIO! 10. A proposito di dissesto. Per finire ci sia consentita una riflessione finale ed aggiornata sul disseto dichiarato con tanta prosopopea e incoscienza. Partiamo dalla relazione dell'Assessore Spirito al Consiglio del 25 Marzo 2013: “S i c h i u d e c o n oltre 22 milioni di disavanzo per il risultato d’amministrazione e oltre 4 milioni per la gestione di competenza il conto consuntivo del Comune di Caserta, relativo all’anno 2 0 11 , n e l l a r e l a z i o n e d e l l ’ a s s e s s o r e a l l e Finanze Nello Spirito. E se a questi aggiungiamo “i circa 30 milioni di euro di debiti fuori bilancio inseriti nella massa passiva, il quadro della situazione 34


finanziaria è completo. Anzi, per essere ancora più precisi, dobbiamo aggiungere 150 milioni di euro di debiti con le banche. Insomma nel complesso una situazione davvero complicata”, dice subito l’assessore” Per tutto questo è doveroso riportare una nota dell’esponente Cobas Aniello Bruno, c h e s c r i v e: “ S a r e b b e b e n e c h e i l S i n d a c o e parte dell’attuale Giunta ricordassero di essere stati tra gli artefici dell’inizio del disastro attuale, quando erano componenti dei due governi a guida Falco, aggravati ulteriormente dalla giunta Petteruti. Infatti, si batterono: per l’esternalizzazione di servizi economici, senza che ce ne fosse il reale bisogno; per il ricorso a consulenze esterne, elargite a piene mani dalle tutte e tre le precedenti Amministrazioni, a soggetti che hanno causato molti danni economici; per il ricorso alle posizioni organizzative (né bastavano si e no 10, invece di 54); per la gestione scellerata dei beni pubblici: immobili e terreni svenduti, come se invece di partecipare ad un’asta, gli acquirenti partecipassero ad una “riffa”. Su questo contraddittorio significativo rimane, così, l'intervento dell'ex Assessore Giuseppe Messina sulla 35


questione in essere. Ne riportiamo una breve sintesi: “Un pò di conti. I crediti rivendicati sono pari a 300 milioni di euro. Quelli giuridicamente riconosciuti e tecnicamente ammessi a quella che viene chiamata "massa passiva" sono solamente 65 milioni di cui ben 26.568.705 (il 24,13%) debiti fuori bilancio, ossia debiti fatti dagli amministratori e dirigenti senza copertura finanziaria (quasi 2 milioni l'anno x 14 anni! circa 5.500 euro al giorno!!). Per 92.395.703 di euro sono i debiti non inclusi nella massa passiva per vari motivi fra cui il contenzioso valutato in oltre 3000 procedimenti giudiziari. Posto che con l'Amministrazione Bulzoni i debiti del Comune ereditati sono stati 200 miliardi di lire (Gasparin & C), che ne rimasero non pagati solo 63 e che in quegli anni non si sono fatti debiti pur lasciando oltre 115 miliardi di appalti (rifacimento Corso Trieste, piste ciclabili, planetario, le tre villette, ecc. ecc.) c'è da sapere chi ha generato questa montagna di debiti (di cui nessuno ha traccia di opere o simili). Ricorda lo stesso Messina, rivolgendosi alla commissione d'indagine governativa: “Illustri commissari, gentili ospiti di questa città, mi permetto di rivolgervi a voi nella qualità di ex assessore comunale al patrimonio e alla trasparenza nella giunta Bulzoni (anni 1993-1997). Quei quattro anni di sana amministrazione hanno portato i debiti del comune da 200 miliardi di lire ad appena 63. I dati. QUATTRO ANNI DI GIUNTA BULZONI 1993-1997 Si premette che la precedente giunta Gasparin, travolta da 36


tangentopoli, aveva lasciato oltre 200 miliardi di lire di debiti. Mutui dal ’94 al ’97 € 28.785.241,00, scadenza media 2010, di cui: • € 6. 713.939,10 “Ripianamento debito Slia” (servizi di igiene urbana Soc. Slia dal 1980 al 1994); • € 3. 863.097,60 “Completamento lavori Teatro Comunale”; • € 303.263,49 (Debito fuori bilancio Farina); • € 10.329.137,00 circa Debiti fuori bilancio, pagati con spesa corrente. L’eredità Giunta Bulzoni • Mutui in essere alla data del 31/12/1997, quota capitale residua € 34.500.000,000 circa • La quota interessi + quota capitale è pari a € 5.088.470,00 Capacità di indebitamento dell’Ente alla data del 31/12/1997 € 200.000.000,00 OTTO ANNI DI GIUNTA FALCO 1998-2005 Mutui dal ’98 al 2004 € 142.391.048,00, scadenza media 2024. L’eredità Giunta Falco Mutui in essere alla data del 31/12/2005: • Mutui (quota capitale residua) € 142.500.000,00 • Anticipazione per futura vendita di beni € 2.000.000,00 • Boc € 1.500.000,00 Totale € 146.000.000,00 Occorre ancora aggiungere una quota di capitale + interessi che viene trasferita, in virtù di uno Swap al Bilancio 2007 La quota capitale + quota interessi è pari a € 12.028.335,83 Alla data del 31/12/2005 in essere n. 3 Swap (operazioni di finanza derivata): 1) € 40.049.040,99 (contratto n. 1500895 del 24.06.2005 Comune/BNL) 2) € 82.435.246,97 (contratto n.1510443 del 29.09.2005 Comune/BNLIntesa-opi) 3) € 19.711.481,00 (contratto n. 511110305 del 15.11.2005 Comune/Banca Intesa) capacità di indebitamento dell’Ente alla data del 31/12/2005 € 37


40.000.000,00 QUATTRO ANNI DI GIUNTA PETTERUTI 2006-2010 La quota interessi + quota capitale alla data del 31/12/2010 è di € 15.891.379,00.” Mi viene solo da concludere, allora, ripetendo la frase doverosa “ Absit iniura verbis”.

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Caserta, Novembre 1993- Novembre 2013  
Caserta, Novembre 1993- Novembre 2013  

di Pasquale Sarnelli

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