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Editoriale

FestAcli 2014, “dal locale al globale…” di Dante Mantovani Tra giugno e luglio torna la FestAcli S. Polo, dieci giorni di divertimenti, di buona cucina, di sereno stare insieme, ma anche di riflessioni su temi importanti del vivere civile. Il titolo che abbiamo voluto dare alla festa è un po’ altisonante, ma i contenuti che vorremmo riuscire a trasmettere sono abbastanza semplici e prendono lo spunto da una scadenza che riteniamo molto importante per la nostra città: la elezione dei Consigli di Quartiere prevista per il prossimo autunno. Stiamo vivendo una fase molto difficile del nostro Paese, ma la cosa più sbagliata di fronte alla crisi dell’economia, della società e della politica sarebbe quella di scaricare le proprie responsabilità non andando a votare, oppure nel votare, ma solo per delegare qualcuno ad occuparsene, di continuare a curare i propri interessi individuali senza pensare al bene di tutti che non è compito solo di Renzi o del Sindaco o del Parlamento, ma di tutti e quindi di ciascuno. Il prof. Guido Formigoni, chiamato dal circolo Acli il 29 maggio scorso a riflettere se e come sia possibile sperare ancora in una riforma della politica che abbandoni l’interesse ed assuma le vesti del servizio, ci ha proposto tre parole chiave: comunità, partecipazione, democrazia. Se queste tre parole non troveranno gradualmente spazio e concretizzazione dentro la società, la riforma della politica rimarrà sempre una chimera. I Consigli di Quartiere proposti dall’ Amministrazione Comunale di Brescia, già discussi in assemblee organizzate in una trentina di quartieri e presiedute da consiglieri comunali della maggioranza e dell’opposizione, pensiamo possano rappresentare una grande opportunità. Strumenti per contribuire a costruire comunità, cioè legami più stretti tra persone, famiglie, gruppi, associazioni presenti sul territorio; stimolare la partecipazione di tutti alla ricerca di soluzione ai piccoli e grandi problemi della realtà so2

ciale; rafforzare la democrazia che, se non sostenuta dalla partecipazione della comunità, rischia di svuotarsi e di lasciare spazio a pericolose forme di populismo. Ecco allora perché abbiamo scelto questo tema per la nostra Festa: riteniamo importante “utilizzare” insieme questo nuovo strumento dei Quartieri per costruire comunità, stimolare partecipazione, rafforzare la democrazia. Allora proporremo due importanti momenti di riflessione che ci possano aiutare in questo percorso. Avremo importanti personaggi quali Giovanni Moro, figlio di Aldo Moro ucciso dalle BR (o dal sistema?), don Fabio Corazzina, il Sindaco Emilio Del Bono, l’assessore Marco Fenaroli; ma anche semplici cittadini italiani “vecchi” e “nuovi” che ci aiuteranno a ragionare di “cittadinanza attiva” e di “integrazione” tra diversi. Temi che rappresentano la base culturale e ideale della proposta dei Consigli di Quartiere. Quest’anno la FestAcli ospiterà, nel primo fine settimana, la Festa del Distretto di Economia Solidale (DES) che rappresenta un tentativo di dare organizzazione a tutto quel mondo fatto di produttori biologici, consumatori organizzati nei Gruppi di Acquisto Solidale (GAS), da associazioni come le ACLI che perseguono la costruzione di un modello di sviluppo orientato al totale rispetto dell’uomo e della natura. Abbiamo deciso di ospitare questa festa, che si integrerà bene con la “nostra”, perché ci permetterà di farci un po’ contagiare anche da questi temi, ma anche perché il nostro GasPolo compie quest’anno 10 anni di vita e quindi può essere l’occasione per tutti noi di passare “dal locale al globale”. Anche quest’anno la festa risulta collocata dentro il percorso del progetto “Il quartiere come bene comune”, tant’è che tutto il programma è stato condiviso con gli altri partner: Auser, Uisp e Anffas. Il lavoro comune tra le associazioni e tutte le altre realtà istituzionali e non del territorio, parrocchie comprese, deve rappresentare la base indispensabile per la costruzione di comunità, partecipazione e democrazia.


Gli argomenti Editoriale In ricordo di…

Dalle ACLI

Pag. 2 Pag. 22 Pag. 29 Pag. 18 Pag. 4

La politica locale Pag. 5 e nazionale Pag. 11 Pag. 19 Pag. 20

Dal territorio

Pag. 22 Pag. 24 Pag. 28 Pag. 30 Pag. 7 Pag. 8 Pag. 9

Dal circolo Acli e dintorni

Pag. 10 Pag. 13 Pag. 14 Pag. 15 Pag. 16 Pag. 29

I colori della nostra società

Pag. 6

Il quartiere dei bambini

Pag. 27

La Cultura

Pag. 17 Pag. 25 Pag. 31 Pag. 15

Mina vagante

Pag. 23 Pag. 23

In prima persona

Pag. 26

Guerra e pace Inserto colorato

Pag. 21

In copertina La copertina è dedicata a due eventi che caratterizzeranno l’estate a S. Polo: la 19^ edizione della FestAcli che si terrà come sempre a cavallo tra il mese di giugno e luglio e la seconda edizione della Festa del Parco delle Cave che si terrà il 20 e 21 settembre. Si parla dei due eventi nell’ “inserto colorato” poiché ambedue sono iniziative che cadono all’interno del progetto “Il quartiere come bene comune” che è arrivato ormai al terzo ed ultimo anno di attività.

Hanno collaborato Redazione: Laura Di Palma - Dante Mantovani – Fabrizio Molteni – Centina Bazzana – Sandro Sandrini – Ernesto Paroli – Gianni Rossini – Giuseppe Pasini – Andrea Culetto Stampa - assemblaggio – distribuzione: Liliana Serventi - Albino Alzini - Antonio Bologna - Mario Bolpagni - Marino Corato - Natalino Filippini - Luigi Messina - Gianni Rossini – Luigina Scalvini - Vincenzo Zaltieri – Giuliana Lussignoli – Romeo Bani – Vincenza Viola – Teresa Agnelli – Teresa Facchetti – Guglielmo Tinti - Centina Bazzana – Ernesto Paroli – Chiara Bani – Maurizia Zaltieri – Giorgio Loda – Nicoletta Postiglione – Angelo Di Meo – Ugo Bontempi – Andrea Garzoni – Matteo Franceschini – Elio Geroldi – Clara Signorelli

"SanpoloPolis" - periodico bimestrale del Circolo ACLI S. Polo - Brescia Autorizzazione del Tribunale di Brescia n. 10 del 13/2/2009. Direttore Responsabile: Laura Di Palma Editore: Circolo ACLI San Polo - via Cimabue 271 - Brescia Coordinatore di Redazione: Dante Mantovani

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La politica

L’Europa a S. Polo a cura della Redazione Come nostra consuetudine, pubblichiamo i dati delle elezioni europee relativi al territorio che coincide, in modo abbastanza preciso, con la zona interessata alla distribuzione di Sanpolopolis. I dati si riferiscono a 10 sezioni elettorali collocate nelle scuole di via Sabbioneta e via Raffaello, confrontati con i dati dell’intera Ex Circoscrizione Est, della città e dell’intera provincia. Nella tabella che riporta i voti assegnati ai partiti, abbiamo riportato quelli che hanno ottenuto più di 100 voti nella circoscrizione. Nella seconda tabella, riportiamo le vie che corrispondono a ciascun seggio elettorale. Per i commenti rinviamo all’articolo di Fabrizio Molteni e alle riflessioni che redattori e lettori di Sanpolopolis vorranno offrire sui prossimi numeri, anche attraverso la rubrica “La parola a voi” .

Voti di lista Green Italia L’altra Europa Movimento 5 Fratelli d’Italia Verdi Europei con Tsipras Stelle

Sezioni 718 720 721 722 723 724 725 726 733 734 Totali Circoscr. Città Provincia

Forza Italia

Partito Nuovo Centro Destra Democratico

Voti

%

Voti

%

Voti

%

Voti

%

Voti

%

Voti

%

Voti

%

Voti

%

8

1,2

8

1,2

123

18,4

8

1,2

58

8,7

30

4,5

302

45,3

77

11,5

9

1,8

46

9,2

79

15,8

8

1,6

52

10,4

18

3,6

231

46,1

56

11,2

10

2,1

19

4,0

76

15,8

15

3,1

45

9,4

23

4,8

234

48,7

53

11,0

5

0,8

34

5,7

108

17,8

19

3,2

72

12,0

10

1,7

294

48,9

52

8,6

11

1,5

47

6,6

130

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14

2,0

56

7,9

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2,2

370

52,0

57

8,0

14

2,4

44

7,7

87

15,2

19

3,3

50

8,8

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2,8

283

49,6

54

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1

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8

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232

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6

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6,1

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45

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8

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178

49,0

37

10,2

7

1,5

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12,4

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21,7

6

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20

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4

0,9

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47,2

39

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2

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20

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101

22,9

6

1,4

48

10,9

7

1,6

197

44,7

52

11,8

73

1,4

314

5,9

938

17,8

123

2,3

485

9,2

140

2,6

2534

48,0

560

10,6

154

1,1

683

4,8

2246

15,7

352

2,5

1702

11,9

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2,9

6766

47,2

1826

12,7

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1,2

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4,9

11997

13,4

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3,8

41662

46,5

10161

11,3

5908

0,9

17925

2,8

94063

14,7

17990

2,8

110372

17,3

21128

3,3

242043

37,9

119511

18,7

Seggi elettorali con le vie corrispondenti Sezioni

Vie corrispondenti

718 – via Raffaello

Via Strada Antica Mantovana – via Tiepolo (parte) – via Ducos – via Sanmicheli

720 – via Raffaello

Via Donatello – via Tiepolo (parte) – via Bertoli

721 – via Raffaello

Via Palladio (1-73 / 2-80) – via Bramante (pari) – via Bertoli

722 – via Raffaello

Via Verrocchio (12-92) – via Modigliani – via Bramante (101-231) – via Masaccio

723 – via Sabbioneta

Via Verrocchio (35-419 / 94-324) – via Palladio (75-145)

724 – via Sabbioneta

Via Verrocchio (5-15) – via Allegri

725 – via Sabbioneta

Via Cimabue – via Vannucci – via Fiorentini (10-16)

726 – via Sabbioneta

Via Robusti – via Marcazzan – via Bertoli (parte)

733 – via Raffaello

Sanpolino

734 – via Raffaello

Sanpolino

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Lega Nord


La politica

Elezioni europee, la paura fa 40 (%) di Fabrizio Molteni

Rispetto all’esito delle elezioni europee – e della tornata di amministrative – tutto è già stato detto, analizzato commentato. La vittoria del Pd, con un risultato mai raggiunto da un partito di sinistra, la delusione del M5S - che ottiene comunque un buon risultato ma al di sotto delle aspettative e, soprattutto, delle dichiarazioni vaneggianti del suo leader - il centrodestra praticamente non pervenuto – con Forza Italia al minimo storico, NCD poco sopra allo sbarramento grazie all’apporto dell’UDC, Fratelli d’Italia esclusi dal Parlamento Europeo – con la sola Lega, in autonomia, che raggiunge un risultato più che soddisfacente, Scelta Civica ormai dissolta, l’area che sta a sinistra del Pd che non riesce ad uscire dal suo perimetro, anche presentandosi in “salsa greca” sotto i vessilli di Tsipras. Lo straordinario risultato ottenuto da Renzi può avere diverse motivazioni: gli 80€ in più in busta paga, un Paese sfiduciato che si aggrappa a colui che incarna la più concreta speranza di cambiamento, la preferenza di chi, turandosi il naso, ha votato PD per paura che Grillo potesse portare il M5S ad essere il primo partito, con inevitabili ripercussioni sul governo. Un dato, però, colpisce e dovrebbe essere considerato con la dovuta attenzione: quello dell’ astensionismo, quasi al 43%, più 9 punti rispetto al 2009. Tanto che il PD, giunto ad oltre il 40%, in termini assoluti ha raccolto poco meno del risultato fatto registrare da Veltroni quando fu sconfitto alle politiche del 2008. Due dati che il Presidente del Consiglio ha

fatto intendere di aver bene presente nella “contenuta” conferenza stampa post voto, incentrata più che su quanto fatto su quello che c’è da fare. Il PD ha una grande responsabilità, essendo anche risultato il secondo partito più votato a livello continentale. Purtroppo, però, le prime dichiarazioni di intenti non rassicurano. Se è giusto pensare di far valere il proprio peso specifico per abbandonare, in maniera seria e ragionata, il mantra dell’austerità, indicare la ricetta di sviluppo e crescita come via per uscire dalla crisi, significa proporre le stesse cause che ci hanno condotto in questa situazione. Spereremmo che l’anelito di cambiamento ed innovazione che il Presidente del Consiglio afferma di voler interpretare trovi sbocchi più originali e funzionali a creare un diverso modello economico. Venendo alla più stretta attualità politica, sia pre (il caso Expo), che post (la vicenda legata al Mose) tornata elettorale, si ha la netta sensazione che, nel nostro Paese, a vincere sia sempre e comunque il “partito” metaforicamente capitanato dall’ immarcescibile senatore Razzi. Di fronte ai 2 casi citati ed agli innumerevoli minori che, ogni giorno, si registrano nel nostro Paese, la sua cruda, diretta e terribile filosofia di fondo, racchiusa nella frase “amico mio, fatti li c..zi tua, perché qui ognuno si fa li c...zi sua!”, resa celebre dalla parodia di Crozza, sembra essere quella ancora perseguita e trionfante. Per chi, come noi, ritiene invece che, riprendendo uno slogan di Banca Etica, “l’interesse più alto è quello di tutti”, ovvero l’interesse per il bene comune, la speranza è riposta nella nuova classe dirigente che, in questi mesi, si è proposta alla guida del Paese. Al di là di come la si pensi su schieramenti e partiti, solo se questa riuscirà a non ripetere gli errori ed i crimini che da decenni si perpetuano nella nostra storia politica, solo se si metteranno definitivamente fuori gioco faccendieri, “tangentari”, corruttori quali, ad esempio, Bisignani, Greganti e Frigerio, questo Paese potrà avere una speranza ed una possibilità di farcela. 5


I colori della nostra società

Elezioni, dalla parte dello scrutatore di Andrea Culetto * Alle ultime elezioni, per la prima volta, ho avuto l’opportunità di essere non solo un elettore, ma anche uno scrutatore. Questa esperienza decisamente gratificante ha dato a me ed ad altri miei amici che hanno avuto lo stesso ruolo la possibilità di assistere ad alcune testimonianze che vorrei condividere con i lettori di Sanpolopolis. Tutto ha avuto inizio sabato 24 maggio alle ore 16 con l’appello degli scrutatori. Non tutte le squadre erano al completo poiché alcuni non si erano presentati, di conseguenza è stato nominato, come prevede il regolamento, chi ne ha fatto richiesta in quel momento. È stato un evento completamente inaspettato infatti ne’ immaginavo si potesse fare, ne’ sapevo fossero così tanti quelli in attesa da qualche ora per avere questa possibilità. Perlopiù erano persone con difficoltà economiche, di cui non si parla molto, interessati come si è a rincorrere questo o quel leader politico al momento del voto, agli esiti e agli scontri tipici delle campagne elettorali. Durante la prima giornata sono state espletate tutte le formalità burocratiche, tra cui contare, timbrare e firmare le centinaia di schede, sigillare porte, finestre e l’urna elettorale, verificare che tutto il materiale previsto fosse presente. In poche parole, abbiamo fatto più autografi noi di un divo di Hollywood. Finalmente domenica mattina arriva la tanto attesa apertura dei seggi ed iniziano così a far capolino i primi anziani. I più erano in buona salute e non perdevano l’occasione per raccontare qualche ricordo. Al contrario altri erano molto affaticati dal peso degli anni, ciononostante erano impressionanti l’ entusiasmo con cui si recavano a votare e l’importanza attribuita a questo gesto. Purtroppo non tutti condividevano questo sentimento, come chi diceva che poi non si sarebbe più preso il disturbo e avrebbe appeso la tessera al chiodo. 6

Dopo una lunga giornata trascorsa tra documenti, timbri, nuove firme e, soprattutto, sorveglianza delle matite, arriva il momento dello spoglio. Poche schede bianche e poche nulle, questa volta gli elettori avevano le idee chiare e soprattutto, parola mia, nessun broglio. Eppure qualcuno non si è astenuto dal fare un voto di protesta a modo suo scrivendo “complimenti” sulla propria scheda sperando che, magicamente, arrivassero anche ai diretti interessati. Non ci si pensa spesso, tuttavia la macchina organizzativa che permette lo svolgimento di queste giornate è ingente. Basti pensare agli agenti di guardia alla scuola provenienti da tutta la Lombardia, agli uffici anagrafici ed elettorali aperti tutto il giorno ed al personale dislocato nelle varie scuole. Verrebbe da chiedersi se valga davvero la pena organizzare tutto questo visti il forte astensionismo e il pregiudizio che tutto sia già deciso. Un’anziana signora è la risposta vivente a questa domanda: entra nell’aula sorretta dal proprio bastone ed arranca sino al primo tavolo che incontra, fa una pausa poi arranca nuovamente sino agli scrutatori per ritirare la scheda e si reca al proprio seggio appoggiandosi ad esso tanto da farlo quasi cadere; dopo aver votato, a fatica depone il suo voto nell’urna, guarda gli scrutatori e domanda: dove posso rinnovare la tessera elettorale? * Scrutatore ai seggi di viale Piave per le elezioni europee


Dal Circolo Acli e dintorni

Il viaggio in Russia di Sandro Sandrini Dal 5 al 12 maggio 45 soci del nostro circolo Acli hanno partecipato alla tradizionale gita annuale. Dopo la Turchia dello scorso anno, S. Pietroburgo, Mosca e parte dell’ “anello d’oro” sono state le mete di quest’anno. Antonio, il nostro valido accompagnatore coadiuvato da esperte guide locali, hanno reso oltremodo magici i luoghi visitati . Prima tappa S. Pietroburgo, città di una bellezza “aristocratica”, fondata da Pietro il grande nel “700, con bei palazzi, stupende chiese, città pulitissima ed a misura d’uomo, adagiata sulla foce del fiume Neva: è una città “magica”. La visita all’Ermitage, al parco di Petrodvoretz, residenza estiva di Pietro il grande, alla Cattedrale del “Salvatore sul sangue versato”, hanno lasciato in tutti noi un ricordo indelebile. La gita notturna sul battello tra i canali della “Venezia del Nord” è stata un incanto. In poco più di 4 di piatta e spoglia pianura, abbiamo percorso in treno i 750 chilometri che separano S. Pietroburgo da Mosca, seconda tappa del nostro viaggio. La capitale della Russia ha, secondo me, una bellezza “politica”; il Cremlino, da noi visitato, la Piazza Rossa e la stupenda metropolitana esaltano la grandiosità voluta da uno stato che è stato che è stato prima zarista e poi comunista. A Mosca tutto è grande: strade a 6-7 corsie, grandi parchi, grandi alberghi, ad esempio quello che ci ospitava è vicino al parco dedicato alle esplorazioni spa-

ziali e ha una capienza di 2000 persone. La città è ricca di bei palazzi, 147 teatri, tra cui spicca il Bolschoi, è abitata da 14 milioni di persone e malgrado l’alta popolazione è pulitissima e amata dai propri abitanti, come lo è S. Pietroburgo. Una cosa che mi ha colpito e stupito è stato vedere una signora pulire con uno straccio la ringhiera che circonda un parco. Suggestiva è stata la visita all’anello d’oro, itinerario che tocca cittadine che hanno avuto un’importanza storica per la Russia, come Suzdal e Vladimir, per due secoli capitale dell’impero zarista. Toccante la visita al piccolo museo posto all’interno del monastero di Serghiev Posad, città santa venerata in tutta la Russia, che raccoglie testimonianze del periodo trascorso in prigionia dai nostri alpini lì rinchiusi durante la 2° Guerra Mondiale. Alcuni di noi hanno letto il registro con i nomi dei nostri connazionali lì morti, con la segreta speranza di trovare tra di essi il nome di un loro congiunto disperso in quella tragica campagna militare. Nel prosieguo del nostro viaggio, un altro tocco di magia è stato dato dal pernottamento in un villaggio immerso nel bosco, ospitati in 6-7 villette tutte in legno. La soddisfazione espressa da tutti i partecipanti al viaggio sia per l’organizzazione che per le bellezze dei luoghi visitati, ci sprona a continuare il nostro lavoro nella preparazione del viaggio per il prossimo anno.

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Dal Circolo Acli e dintorni

A San Pietroburgo fa un freddo cane di Ernesto Paroli A San Pietroburgo fa un freddo cane, ma tour della città si apre comunque sotto i migliori auspici perché, contrariamente al solito, oggi è sereno e l’aria è tersa. Speriamo bene. La città è ampia e distesa sulla foce della Neva e di una moltitudine di altri fiumi e canali che creano una gran quantità di isole più o meno grandi. La ”Prospettiva Nevskij”, la grande via centrale, è spettacolare e trafficatissima. Vi si affacciano grandi palazzi spesso colorati con varie tinte fra le modanature bianche. Anche le chiese hanno questa caratteristica, sono azzurre, rosa, verdi. E’ un’abitudine di qui. Dicono che sia per dare un po’ di colore intorno, dato che il cielo è quasi sempre grigio. Essendo una città costruita dal nulla in un preciso lasso di tempo, l’assetto urbanistico di San Pietroburgo è stato minuziosamente pianificato. Perciò ci sono ampi parchi e palazzi scenografici secondo lo stile settecentesco, spianate ricche di viali e alberi che si armonizzano con i corsi d’acqua sui quali si affacciano. Risulta così una città ariosa e aperta nella quale spiccano le altissime guglie e le curiose cupole dorate delle tante chiese. L’Ermitage è un gigantesco museo enciclopedico che conserva un numero immenso di oggetti di ogni genere e di ogni tipo di arte. Opera di architetti italiani chiamati in Russia dalla zarina Caterina II, anche il palazzo stesso è un’opera d’arte. Ed essendo stato la residenza invernale degli zar, gli oggetti sono esposti nelle sale di una reggia del ‘700, quindi decorate a dismisura ed in un preciso contesto espositivo che fa della visita un’esperienza visiva di forte impatto. Dicono che siamo fortunati perché non è ancora stagione turistica, ma l’ingresso è affollatissimo. La grande pinacoteca è il pezzo forte del museo. E’ una collezione immensa ed vi è rappresentata tutta l’arte dell’Europa occidentale. Naturalmente la pittura italiana la fa da padrona. Svetlana, la nostra accompagnatrice, ci informa di questo e di quello e ci sta conducendo per un itinerario prestabilito. Mentre l’ascolto con l’auricolare, mi accorgo che pone l’attenzione su certi dipinti e ne tralascia altri di ben più grande importanza. Decido quindi di seguire un mio percorso pur tenendomi in contatto col gruppo. E vedo cosette niente male. Un bellissimo Duccio da Boninsegna, Filippo Lippi, Andrea Del Sarto, Pontormo e la piccola Madonna del Conestabile di Raffaello. Fra scuri quadroni barocchi c’è il “Ragazzo col liuto” di Caravaggio e l’attenzione va al foglio di musica dipinto, mentre ben più importante sarebbe notare l’aria ambigua

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La facciata principale dell’Ermitage ed equivoca del giovanotto ritratto. Ecco i due gioielli, le due madonne di Leonardo, l’una sorridente al suo piccolino, l’altra misteriosa nel suo manto azzurro in quella luce così indefinita. La Madonna Litta è una mia vecchia conoscenza. La ricordo molti anni fa, noi due soli, nella saletta del Quirinale con a fianco due corazzieri. E poi Rubens tanto rutilante ed eccessivo nei grandi quadri, quanto essenziale ed efficace nei bozzetti, Rembrandt, umanissimo e profondo negli appartati ritratti dei suoi vecchi, Van Dick con un capolavoro assoluto nel ritratto delle due dame, poi gli spagnoli cupi e penitenziali, alcuni Velasquez minori, i paesaggisti veneziani e tanti, tanti altri dipinti ancora, ma per me poco significativi. Per un corridoio scorro brevemente la pittura nordica con Peter Brueghel, Luca di Leida, Ugo Van Der Goes, Lucas Cranach e molti altri che però non ho potuto vedere; un peccato non potermi fermare. Ai piani superiori le stanze sono spoglie dell’oro e degli stucchi. Poca gente e libertà di movimento. Qui possiamo andare da soli a guardarci la pittura moderna. Monet splende di luce, accanto a Renoir carnale, a Cezanne, ad un Van Gogh mai visto, a Gauguin primordiale, Picasso potente e brutale e Matisse lieve ed abbagliante. Usciamo che ho la testa pesante; troppi stimoli, troppe opere in poco tempo. Dicono si tratti della sindrome di Stendhal. San Pietroburgo vista dall’acqua è un’altra cosa. Imbacuccati, per non congelare, siamo seduti sul ponte del battello mentre i palazzi e i ponti scorrono sopra di noi e la nostra guida ci racconta storie ed aneddoti a proposito degli edifici e delle persone che li abitavano. Rientriamo a tarda ora mentre il sole tramonta sulla Neva e illumina di


Dal Circolo Acli e dintorni

rosso l’Ermitage in un’atmosfera irreale. La periferia di Mosca, come mi aspettavo, è immensa. E di Mosca si potrebbero dire molte cose. Accanto ai simboli delle multinazionali e del consumismo globale, come nelle nostre città, convivono i segni eclatanti del passato regime, monumenti giganteschi e retorici al socialismo, insegne, palazzi dall’architettura approssimativa e pretenziosa tipica di quel tempo. E’ una città sconcertante, a suo modo bella e contradditoria. Qui in periferia tutto è enorme, non solo i monumenti, ma i parchi con le immense spianate, i quartieri con i palazzi riconoscibili dai leader che li fecero costruire. Boschi, boschi e ancora boschi, di pini e betulle verde tenero e dal bellissimo tronco bianco. La campagna attorno a Mosca è così, boschi e rari gruppi di casupole di legno alcune curate, molte fatiscenti. La culla della religiosità russa è il monastero di San Sergio. Si tratta di un complesso molto grande di chiese e costruzioni collegate. Oltre che un santuario, è anche sede di una scuola religiosa e molti ragazzi e ragazze vi convergono per diventare monache, preti o monaci. Molti preti vanno su e giù ed è curioso vederne alcuni giovani che, con la tonaca nera, barba e capelli curati, spingono un passeggino con un bambino e accanto hanno la moglie che ha magari per mano un altro figlio. Qui i preti si possono sposare anche se questo gli preclude la carriera ecclesiastica. Vediamo passare anche questi altri religiosi nella loro lunga veste nera. Hanno la barba lunga e i

capelli incolti. Mi mettono un certo disagio, hanno un’aria cupa come le loro chiese, nonostante siano letteralmente rivestite da una profusione di immagini e decorazioni d’oro. Mentre le chiese all’esterno sono eleganti ed essenziali, con pinnacoli e molte cupolette dorate o smaltate che affascinano per la fantasia leggera, all’interno sono oppressive e pesanti. Vedo donne e uomini che si inchinano davanti ad un’icona, la baciano, ci appoggiano la fronte, pregano con assoluta concentrazione. Mi guardo intorno e cerco di decifrare i segni di questa estetica così diversa dalla nostra e non capisco. Questa religiosità mi è molto lontana pur parlando dello stesso Cristo, della stessa Maria Vergine. Non mi sembra lieta e gioiosa, come quella che ho visto in altri santuari famosi sparsi per il mondo. Mi sembra involuta e oscura, buia e pesante come queste chiese dai muri massicci e dalle infinite figure ieratiche che ti guardano dall’alto, come queste icone che tappezzano ogni piccolo spazio, figure spettrali dallo sguardo indifferente, piene di simboli talmente lievi e rarefatti da essere quasi impercettibili e incomprensibili. Poi gli spazi angusti fra i pilastri e le fiammelle delle candele infisse su larghi supporti. Probabilmente ci sfugge la spiritualità profonda di questa confessione che affida al prete o al monaco il controllo assoluto di questa spiritualità e del mistero che da essa promana. Essi ne sono i custodi e la gente deve solo accettarlo. Questi sono i pensieri che mi frullano in testa qui e negli altri numerosi edifici religiosi che abbiamo visitato a San Pietroburgo e che visiteremo a Vladimir, a Mosca. Giovani e anziani, alcuni con abiti tradizionali, le persone continuano ad affluire, entrano in chiesa, pregano davanti al loro santo. E’ chiaro: non si può soffocare il bisogno spirituale delle persone, nemmeno con ottant’anni di regime. Questi sono i pensieri che mi frullano in testa anche ora in aereo, mentre scrivo le mie impressioni su questo viaggio veramente molto bello che mi ha permesso di entrare in contatto con questo popolo e questa terra mitica e mi ha permesso anche di fare incontri sconcertanti. Guardo il kilt del mio vicino e vedo i sorrisetti dei miei amici e compagni di viaggio. Mi prenderanno in giro per dieci anni, ne sono sicuro.

Se il buongiorno si vede dal mattino… Mi chiamo Antonio e ho avuto il piacere di essere il tour leader in Russia del gruppo di San Polo per il viaggio svoltosi dal 5 al 12 maggio 2014. Ho pensato fortemente questo titolo perché se é vero che il buongiorno si vede dal mattino, essendo questo il mio primo gruppo della stagione 2014, allora sarà certamente vero che mi aspetta una bellissima estate perchè è stato un gruppo eccezionale…, da 10 in pagella… Ma questo non è il solo motivo per cui penso mi aspetti una

stagione eccezionale. L’altro deriva dal fatto che, la mattina appena svegli, non serviva guardare dalla finestra come fosse il tempo o interpellare internet o i vari siti meteo; sulla Russia… sapevi già in anticipo e con certezza assoluta che il sole sarebbe stato splendente. Anche se fosse stato nuvoloso o con qualche pioggiarellina sapevi di certo che nel corso della giornata il sole avrebbe squarciato le nuvole e sarebbe stato bello per il resto del-

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Dal Circolo Acli e dintorni la giornata. Questo perché quello di S. Polo è un gruppo fortunato… ovunque vada... Ma questa non è la sola qualità di questo gruppo perché la mente (il signor Franco Frassine) e il braccio destro (Sandro Sandrini), sono persone con le quali è stato un vero piacere lavorare. Il confronto e il dialogo con queste persone è stato per me di grande arricchimento personale confrontarsi; è stata un’occasione unica in tanti anni che accompagno gruppi in Russia. Tutto il gruppo, dal Presidente (che io chiamavo simpaticamente De Laurentiis, da tifoso napoletano) a tutti gli altri, hanno mostrato una correttezza di comportamenti e di rapporti interpersonali grazie ai quali noi operatori non abbiamo avuto alcun problema di gestione; anzi, grazie a questa loro puntualità e disponibilità, siamo riusciti non solo a superare brillantemente i problemi legati al caos dovuto alle festività russe di quei giorni, ma si è creata una tale atmosfera di gioia e amicizia tra noi che ha reso il loro viaggio e il mio lavoro molto speciali in quella settimana.

Un neo però l’ho trovato a questo gruppo: essendo io napoletano e quindi tifoso del Napoli, non ho potuto condividere questa mia passione con nessun altro del gruppo essendo tutti milanisti, interisti e juventini…, ma questa è un’altra storia. Un abbraccio A TUTTI Antonio

Qualche riflessione di carattere… sociale Il viaggio in Russia era uno dei tanti viaggi che “dovevo fare” e quindi è arrivata graditissima l'opportunità offertami dagli amici di San Polo. Spesso ho cercato di immaginare attraverso i libri come potessero essere le persone ed il paesaggio russo. Per quel pochissimo che ho potuto capire, per ovvie ragioni, mi è parso tutto un po' “grigio” nonostante gli accesi colori con cui, per supplire alla mancanza del sole, sono stati dipinti tanti palazzi ed anche le chiese. Ma è soprattutto nelle persone che, in generale, ho notato una serietà, una durezza e forse una diffidenza che mi hanno un po' sconcertata. Sicuramente le centinaia di anni passati in balìa di violenze e soprusi di ogni tipo da parte di principi, zar, imperatrici, rivoluzionari, dittatori e oligarchi vari, hanno marchiato indelebilmente questo popolo. E dato che violenza genera spesso altra violenza, anche oggi, in modo forse un po' meno eclatante che in passato, si capisce che imperversa una nuova generazione di prepotenti sfruttatori. 10

Basta osservare le centinaia di auto di grossa cilindrata che con prepotenza sfrecciano per le vie delle due città visitate, per capire quali giri malavitosi si siano affermati. Queste ed altre riflessioni hanno un po' turbato il mio bel viaggio in Russia che però, sia come organizzazione che come compagnia, si è dimostrato anche quest'anno più che soddisfacente. Rosanna


La politica locale Nei mesi di aprile e maggio, l’Amministrazione Comunale ha convocato una trentina di assemblee dei cittadini in altrettanti quartieri per raccogliere osservazioni e proposte circa la bozza di delibera per la elezione dei Consigli di Quartiere che sostituiranno le “defunte” Circoscrizioni. A conclusione di questo impegnativo giro di consultazioni, abbiamo chiesto all’Assessore Marco Fenaroli e al consigliere comunale di opposizione Massimo Tacconi della Lega Nord di scriverci le loro valutazioni.

Verso i Consigli di Quartiere Marco Fenaroli * Delle assemblee nei trentatre quartieri individuati dalla delibera del Consiglio Comunale ne mancano ancora alcune: spero si riesca a completare l’opera. Contate sempre, almeno una cinquantina di persone. Oltre ai temi all’ordine del giorno abbiamo raccolto molte proteste – proposte sui problemi della vita quotidiana nei quartieri: a dimostrare che il vuoto va colmato al più presto. Quelle fatte sono state convocate grazie alla collaborazione volontaria di cittadini e cittadine che aiutato ad individuare sala e data ed hanno distribuito volantini e locandine: ho raccolto alcune critiche sulla scarsa informazione; dovremo fare meglio per le assemblee di raccolta delle candidature e per invitare al voto, come avevamo previsto, in ottobre. Nei prossimi giorni torneremo a discutere in Commissione Consiliare, in Giunta e poi in Consiglio Comunale. Dovremo redigere un testo più approfondito sul metodo elettorale e sulle funzioni dei Consigli di Quartiere. Sui nodi più controversi discussi in Consiglio Comunale non ho trovato molte richieste di revisione: sull’allargamento dell’elettorato a tutti i residenti (vale a dire extracomunitari) soltanto un cittadino ha detto la sua contrarietà, mentre alcuni hanno criticato il limite dei 5 anni di residenza a Brescia. Sul voto ai sedicenni ho registrato soltanto pareri favorevoli. Tutto nel quadro di una preoccupazione per la partecipazione alle elezioni, ma su un eventuale quorum perché le elezioni siano valide non ho registrato pressioni. Sono sensibile alla necessità di una convergenza unitaria per l’approvazione delle regole di strumenti di

Massimo Tacconi * La nostra Brescia è la seconda città della Lombardia e conta un numero di residenti ormai prossimo ai 200 mila ed è facile comprendere come la cancellazione delle vecchie circoscrizioni abbia causato un vuoto di rappresentatività che necessariamente richiede di essere colmato. Principalmente per questa ragione, la Lega Nord si è espressa in modo favorevole sulla necessità di trovare una soluzione capace di prendere il posto che, fino a poco tempo fa, competeva alle circoscrizioni nel loro ruolo di filtro tra la politica e la cittadinanza dei rispettivi quartieri. A questo proposito vorrei porre l’attenzione su una nota che considero positiva: abbiamo trovato corretto il metodo partecipativo di poter presentare a maggioranza e opposizione la delibera d’indirizzo nei quartieri, raccogliendo le istanze e le idee dei cittadini, così che si potesse poi avere una delibera definitiva migliorativa capace di raccogliere pareri o interpretazioni. Si tratta di un segno di maturità politica perché troppo spesso la politica si chiude nei palazzi, trtascurando di andare fra la gente e toccare con mano i problemi reali della comunità, perdendo quel contatto necessario con il territorio. A prescindere però da alcuni punti di contatto abbiamo voluto muovere delle critiche sulle modalità indicate. Anzitutto è stata da subito chiara la nostra posizione sul numero dei quartieri, riteniamo infatti che 33 siano troppi e troppo dispersivi e sentiamo la necessità, ove possibile, di accorpare per snellire la macchina consultiva. Altro punto riteniamo importante è la necessità, per legittimare l’elezione, di superare un quorum posto fra il 10 e il 20% dei votanti, per evitare casi di consi-

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La politica locale

partecipazione: vedremo se nel corso della discussione emergeranno argomenti utili, senza smentire l’indirizzo emerso nel lavoro di questi mesi. Lacuna da colmare è quella del servizio amministrativo di sostegno al lavoro dei Consigli: un gruppo di lavoro, che coinvolgerà gli uffici di zona ed i dirigenti dell’organizzazione comunale, dovrà dare indicazioni utili, indispensabili ad una efficace operatività. Il nodo delle funzioni è più volte tornato negli interventi di chi ha partecipato alle assemblee. I Consigli di Quartiere servono a conoscere ed a capire meglio i problemi presenti, ad individuare le risposte necessarie e possibili. Quindi “poteri di proposta e consultivi”. “Già provato da quaranta anni, con pochi o nulli risultati” mi sono sentito dire più volte. Si tratta di trovare le modalità per interrompere questa frustrazione storica. In molti hanno suggerito, a mio parere utilmente, il dovere di risposta da parte dell’Amministrazione, entro tempi delimitati. Anche il coinvolgimento nella progettazione di opere (pubbliche e sociali) da molti è stato sottolineato come elemento necessario ad un lavoro migliore del Comune. La consultazione obbligata andrà bene disciplinata, perché possa tornare utile alle decisioni del Comune e non si esaurisca in un giro vorticoso di carte dai Consigli di Quartiere verso il nulla. E’ doverosa un’ apertura del rapporto tra Consigli di Quartiere e Consiglio Comunale, sulla base di un’analisi delle attuali norme e dell’esperienza maturata, in modo da facilitare le convocazioni ed il “diritto di tribuna”. Il rapporto tra Consigli ed associazioni ed organizzazioni attive nel quartiere per promuovere cittadinanza attiva è un tema da approfondire e da promuovere, visto che la crisi gravissima ed il vuoto di relazione spinge naturalmente ad un rapporto “rivendicativo” verso il Comune: molte risposte possono venire da iniziative promosse a livello comunitario, perciò dove si abita e ci si conosce, dentro il Comune non più inteso come Amministrazione esterna ed estranea. Condividere i problemi e condividere gli sforzi (di analisi, di proposta e di impegno) per affrontarli: in ultima analisi questa è la chiave mia di lettura di quel che mi è stato detto. Un cambio nelle relazioni e nei ruoli, che si presenta difficile, ma necessario per rispondere alla sfiducia che alcuni hanno presentato con chiarezza e per raccogliere la tanta attenzione e generosità che i presenti alle assemblee ci hanno consegnato. * Assessore alla partecipazione

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gli (come ad esempio la consulta della stazione dove ha votato il 3%) non realmente rappresentativi del quartiere. C’è poi la questione, non secondaria, del voto agli immigrati. Su questo tema la nostra posizione è assolutamente chiara e siamo dell’idea che l’ integrazione non vada perseguita con il solo diritto di voto, ma che debba essere cercata prima con altri metodi. Vale la pena porre un inciso: il diritto di voto, a qualsiasi livello istituzionale, trae origine solo ed esclusivamente dalla cittadinanza, che costituisce la pietra fondante di tutte le società moderne. Senza cittadinanza, che non può e non deve essere concessa con superficialità o sull’onda di improbabili slanci emotivi (troppo spesso inclini a un buonismo miope e potenzialmente gravido di conseguenze negative), non esiste la condizione necessaria e irrinunciabile per votare. Solo dopo un percorso di integrazione reale, che chiaramente non può realizzarsi in un periodo di pochi mesi (ma nemmeno di pochi anni) e valutati attentamente i risultati raggiunti, si può parlare di ottenimento della cittadinanza e quindi anche del diritto di voto. C’è infine la chimera del voto ai sedicenni, che francamente ci sembra soltanto una trovata propagandistica buona al massimo per le primarie di partito, non certo per degli organi consultivi legittimamente costituiti. In conclusione posso direi comunque che l’ esperienza di questi incontri è stata sicuramente positiva e ci ha fatto capire come la gente apprezzi la politica quando quest’ultima è capace di dare prova di maturità (e umiltà) andando direttamente dai cittadini, dimostrando quel senso civico indispensabile per ascoltare i problemi e provare a risolverli. Sarà una grande sfida anche perché a differenza degli anni settanta, quando c’era una grande spinta propositiva e partecipativa da indirizzare, oggi assistiamo al fenomeno contrario. In questi tempi infatti è la Polis a dover cercare di coinvolgere i cittadini e i quartieri per poter meglio affrontare i cambiamenti sociali e urbanistici della nostra Città. Personalmente sono convinto che se maggioranza e opposizione sapranno trovare dei punti di contatto nel segno di un rinnovato senso civico, tutta la classe politica locale ne uscirà rafforzata ma soprattutto più credibile. *Consigliere comunale Lega Nord


Dal Circolo Acli e dintorni

32^ Straverona… attendendo il 2 e 4 luglio di Angiolino Abrami sembra già una festa. Il nostro gruppo si è subito sparpagliato ed io ho iniziato il cammino con Giusi, un’altra mia vicina di casa. Complici le bellezze della città, la prima parte del tragitto è scorso velocemente. Dopo il ristoro è cominciata la salita e le mie gambe, non allenate, sono diventate pesanti, ma sono andata avanti, non volevo arrendermi alla prima difficoltà. Da lì in poi è stato tutto più facile e, dopo circa 2 ore e mezza di cammino e 13 km nelle gambe, ho intravisto il traguardo, ma, quasi quasi, ero dispiaciuta. Per fortuna la giornata è proseguita con un Il folto gruppo dell’US Acli S. Polo alla “Straverona” programma pensato apposta per noi dagli Domenica 18 maggio si è svolta la 32^ STRAVERONA organizzatori dell’ US ACLI: pranzo comunitario e visita con 20 mila partecipanti. Il nostro gruppo era presente al Santuario della Madonna della Corona. alla manifestazione con 51 iscritti che hanno parteciVerso le 18,30 il rientro a casa, stanca ma contenta: pato, chi di corsa, chi camminando, chi - è stato detto bel tempo, bella giornata, bel percorso, bella città, bella da malelingue - si è fermato nelle varie pasticcerie sul compagnia e, nel raccontare a casa le mie sensazioni, percorso... C'è da crederci o saranno solo chiacchiere il pensiero è andato alla domenica successiva: Cammidegli invidiosi? nata alla “Badia” nei luoghi di infanzia di mio marito. Comunque la soddisfazione di tutti è stata grande “Senti Claudio, non hai voglia di venire?”. Domenica quando, dal palco, hanno chiamato il nostro gruppo eravamo tre in più…” invitando sul palco un nostro rappresentante per il ritiro Grazie a Paola per quello che ha scritto e, quando del premio consistente in una targa. vorrà, sarà sempre la benvenuta. Ho chiesto a Paola di scrivere due righe riguardo la Vorrei ricordare a tutti voi che, durante la FestAcli, il sua prima uscita e questa è la sua risposta: nostro gruppo organizza due manifestazioni podisti“Domenica 18 maggio 2014: finalmente ho detto sì! che: la prima il 2 Luglio denominata “Vertical Race Dopo numerose proposte, fattemi dalla mia amica e dalla terra al cielo” con un percorso di 300 metri piani vicina di casa Giulietta, mi sono decisa ed ho accete 400 gradini della Torre Cimabue. E’ una gara agotato l’invito: destinazione Verona per partecipare alla nistica alla quale possono partecipare tutti gli atleti in “STRAVERONA”, partenza con il pullman alle ore 6,30 possesso di certificato medico agonistico. La seconda davanti al piazzale ACLI. il 4 Luglio, denominata “12° Trofeo Fest'Acli e 3° La speranza che fosse una bella giornata e le perplesTrofeo Emilio Comai”; gara non competitiva di 5 e 10 sità circa la possibilità di completare il percorso, mi Km a cui possono partecipare tutti, grandi e piccoli, hanno accompagnato la sera precedente, ma ormai famiglie, ecc. Ognuno può correre o camminare a piaavevo accettato e non potevo più tirarmi indietro. cimento, l'importante è stare in compagnia e divertirsi. Subito si è creato un clima caloroso, anche se buona parte dei partecipanti erano a me sconosciuti; dopo SPERO TANTO IN UNA ADESIONE MAScirca un ora siamo arrivati. SICCIA ALL'INIZIATIVA, SPECIALMENTE Ben presto, avvicinandoci all’Arena, comincio a vedere DA PARTE DI TANTE FAMIGLIE CON I persone di tutte le età che creano un serpentone BAMBINI. coloratissimo e, anche se non siamo ancora partiti,

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Ginnastica 2014-15 L’Unione sportiva San Polo A.S.D. organizza anche per l’anno sociale 2014/2015 (da ottobre 2014 a maggio 2015) corsi di ginnastica per adulti. Nell’anno sociale appena trascorso (2013/2014) sono state 70 le persone che hanno usufruito di questo servizio, quindi riteniamo utile proporre anche quest’anno questa attività così importante per la salute. I corsi saranno due, uno che si svolgerà nel salone sottochiesa rivolto a chi vuol fare una ginnastica impegnativa, ma non esagerata (cosiddetta “dolce”), un altro corso che si dovrebbe svolgere nella palestra di via Verrocchio (siamo in attesa di conferma da parte del Comune) rivolto a chi vuol fare una ginnastica più forte. In entrambi i corsi è prevista una lezione a ritmo di musica (in genere il venerdì).

S.Polo

Dal Circolo Acli e dintorni

GINNASTICA ADULTI

Chi fosse interessato può ritirare la scheda di iscrizione presso il circolo ACLI e consegnarla ai gestori. Poiché siamo in attesa di conferma dell’utilizzo della palestra di Via Verrocchio da parte del Comune, per noi è indispensabile sapere all’incirca quante persone sono interessate alla nostra attività. Chiediamo quindi l’iscrizione ENTRO 30 GIUGNO 2014 con un versamento di € 10,00 come acconto e prenotazione per i corsi del prossimo anno.

1. GINNASTICA “DOLCE” PER ADULTI nella sala della comunità (sottochiesa) in via Cimabue 271: - due ore settimanali MARTEDI’ e VENERDI dalle ore 18 alle ore 19 (numero posti limitato: max 25 persone) 2. GINNASTICA PER ADULTI nella palestra comunale di Via Del Verrocchio con queste due modalità - due ore settimanali MARTEDI e VENERDI dalle ore 19 alle ore 20 - 1 ora settimanale optando per MARTEDI o VENERDI dalle ore 19 alle ore 20 (E’ inteso che la scelta del giorno deve essere fatta all’atto dell’iscrizione e mantenuta per tutto l’anno sociale). QUOTE DI PARTECIPAZIONE: Per i corsi di due ore settimanali il costo annuo è pari a: • € 170,00 (di cui € 155,00 per corso e € 15,00 per la tessera US ACLI comprensiva di assicurazione), • oppure € 165,00 (di cui € 155,00 per corso + € 10,00 per bollino integrativo assicurazione per coloro che sono già tesserati ACLI e intendono confermarla nel 2015) • Pagamento in due rate: € 100,00 a ottobre e il rimanente saldo a febbraio - Per chi sceglie 1 ora settimanale il costo annuo è pari a: • € 110,00 di cui € 95,00 per corso e € 15,00 per la tessera US ACLI comprensiva di assicurazione • € 105,00 (di cui € 95,00 per corso e € 10,00 per bollino integrativo assicurazione per coloro che hanno già tessera ACLI e intendono confermarla nel 2015) Pagamento in unica rata: ad ottobre All’atto del pagamento della prima quota di ottobre verrà consegnata a ciascun partecipante una maglietta in cotone con il logo dell’associazione. Per eventuali chiarimenti rivolgersi ad Abrami Ivan tel 3282224926 o Signorelli Clara tel 3474739458 14


Dal Circolo Acli e dintorni A cavallo tra maggio e giugno l’US Acli S. Polo ha organizzato tre corsi di “Nordic Walking” con la partecipazione di una cinquantina di persone. Una disciplina che dicono faccia molto bene se praticata correttamente. Qualora ci fosse ulteriore richiesta si potranno organizzare altri corsi in autunno. Di seguito la testimonianza di un partecipante.

A scuola di Nordik Walking di Alessandro Buffoni Deve essere tutto il più naturale possibile. Camminare rilassato e senza forzature usando i bastoncini come prolunghe naturali. Due dita di circa un metro e dieci aggiunte alle dieci in dotazione, una per mano. Due dita da impugnare saldamente per poi rilasciare e riposizionare ad ogni passo. Facile a dirsi: "divertente" a farsi. Fanno quello che vogliono, le dita aggiunte. Sembra che anche le gambe abbiano deciso un nuovo modo di camminare. Due, tre serate di corso e i suggerimenti raggiungono lo scopo. Braccia distese, impugnatura salda, bastoncino inclinato, mano in avanti non oltre l'ombelico, deciso appoggio al terreno del puntale, spinta Corso di Nordic Walking. Ci proviamo. Dicono che non sia difficile. Di sicuro è "nordico", data la pioggia del primo incontro. Andrea, l'istruttore, ci tiene a dire che i "camminatori nordici o del nord" non temono le intemperie. Accettano le condizioni atmosferiche senza rinunciare ai loro obiettivi. Il nostro, per questa sera, è iniziare il corso.

lunga con il braccio il più indietro possibile, apertura della mano e richiamo del bastoncino. Alla quarta ed ultima lezione ci aspetta l'argine del Mella. Si parla già dell'uscita collettiva a fine dei corsi e di quando sarà possibile avere gli appositi bastoncini attraverso l'US Acli San Polo. Obiettivo raggiunto!

La mina vagante

Una corruzione infinita di Dante Mantovani Ci sarà stato, nella storia dell’Italia del dopoguerra, almeno un appalto per opere pubbliche non sfiorato dalla corruzione? Se guardiamo alle statistiche che dicono che in Italia le opere pubbliche costano il 30-40% in più rispetto al resto d’Europa e che i tempi di realizzazione sono sempre molto più lunghi, la risposta alla domanda iniziale non potrebbe che essere pessimistica. Stiamo veramente esagerando! In Veneto sono coinvolti tutti: imprenditori, amministratori, politici, coloro che dovevano controllare, giudici, Corte dei Conti... Cosa si può fare? Innanzitutto la magistratura “sana” non deve demordere e non fermarsi di fronte a nessuno; la politica sana deve introdurre regole che escludano a vita da qualsiasi ufficio pubblico i corrotti, ma anche i corruttori. Ma il problema è innanzitutto culturale!!! Bisogna che cambiamo tutti mentalità: smettiamola di chiedere favori e raccomandazioni, smettiamola di pensare che non bisogna “far nulla per nulla”, smettiamola di pensare che il denaro sia tutto, smettiamola di lavorare e di far lavorare in nero, smettiamola di condannare i corrotti ma, sotto sotto, di invidiarli…! Allora potremo chiedere davvero “pulizia”! 15


Dal Circolo Acli

“Partecipare è cambiare” di Centina Bazzana Il circolo Acli ha dedicato anche quest’anno il mese di maggio ad alcuni incontri sul tema della “partecipazione”, per dare un segnale di cambiamento nel clima sconsolato, lamentoso e/o arrabbiato che si sta vivendo e avendo la formazione come obbiettivo principale del suo esistere. Come ha ben detto il nostro presidente nell’introduzione alla serata con p. Sorge, noi aclisti non vogliamo rassegnarci al disimpegno, alla delega a chicchessia, all’astensionismo, ad una fede vissuta senza il mondo o contro il mondo; soprattutto non vogliamo unirci al coro di chi si lamenta, ma non fa niente per cambiare, di chi critica, anche giustamente, i politici corrotti, ma poi nella sua vita fa solo i propri interessi più o meno onesti. Perciò abbiamo voluto proporre alcune riflessioni sulla politica, la partecipazione e il bene comune che, a partire da noi, ci aiutino a uscire dal guado, a ripensare la nostra vita basandola su solidi valori cristiani, stimolati anche da testimonianze concrete di persone che si spendono per il bene della Chiesa e della società. Il nostro primo testimone è stato p. Bartolomeo Sorge che ha affrontato il tema “Cristiani e responsabilità civile”. Preso atto che la politica è morta a causa della corruzione e del clientelismo, ha proposto un’analisi comparativa delle idee politiche di don Sturzo e di papa Francesco. Il primo si fondava su 4 piloni: valori assoluti di base, laicità, territorialità e riformismo coraggioso. Il secondo sostiene che per fare buona politica occorre: dare la precedenza al programma piuttosto che al consenso, superare i conflitti attraverso la cultura dell’incontro, mirare al bene universale, impegnarsi nei problemi reali della gente come verifica degli ideali. La seconda serata ha affrontato il tema dell’ Europa a pochi giorni dal voto. Un’occasione per informarci sui principali organismi dell’Unione Europea e sulle loro funzioni, ma soprattutto per riflettere insieme a Michele Consiglio delle Acli nazionali, su

quali sono ancora oggi le motivazioni più importanti che ci suggeriscono di stare nell’Unione e in quali aspetti andrebbe invece modificata. Il terzo incontro ha ripreso l’argomento principale chiedendo a Guido Formigoni se sarà possibile passare da una politica dell’interesse ad una politica del servizio. Dopo un’analisi chiara e dettagliata dei motivi che ci hanno portato alla situazione attuale, il relatore ha tentato di offrire ai presenti alcuni spunti di riflessione per costruire un futuro politico migliore basandoci su 3 parole chiave: comunità, partecipazione, democrazia. Tutte le relazioni sono state seguite da ampio e interessante dibattito che ha apportato ulteriori idee alla discussione.

Gli incontri sono stati ripresi in audio e video ed è possibile ascoltarli sul nostro sito

www.aclisanpolo.it 16


I colori della nostra società

Il 28 Maggio dei bambini di Ernesto Paroli

Quel giorno ero al lavoro, ma sapevo della manifestazione in piazza Loggia. Pioveva. Quando, verso le undici, ho saputo dello scoppio della bomba e dei morti, ho avuto il permesso di andare in centro per cercare mia sorella che, studentessa del Calini, poteva essere andata in manifestazione. Dovevo tranquillizzare i miei. Così sono passato in piazza. I corpi erano stati rimossi, ma ho visto le tracce dello scempio, i detriti dello scoppio sparsi sul selciato, il sangue non ancora lavato via dagli idranti dei pompieri, gli sguardi allucinati delle persone che, come me, si aggiravano intorno al luogo transennato. Da quaranta anni, ogni 28 maggio, non manco mai di andare in piazza Loggia per ricordare quel terribile evento. Incontro tante persone che come me non dimenticano, molti i conoscenti e molti gli amici. Siamo un po’ invecchiati. Ma a dispetto di chi in questi anni ha

cercato di svuotare di significato le ragioni di quella manifestazione coperta di sangue, siamo sempre più convinti che quelle ragioni erano giuste. Perché erano e sono le ragioni dell’antifascismo, della democrazia, del rispetto reciproco, del confronto, della cultura e oggi anche dell’accoglienza, della solidarietà, della convivenza delle genti. Tanti anni da allora, tanti incontri, tanti viaggi, tante riflessioni, ma ancora e sempre quell’abitudine di dare per scontato che, a fine maggio, ci sarà la commemorazione in piazza e che noi ci saremo, come sempre. Sono passati quarant’anni da quel giorno e sono ancora qui in piazza Loggia. Gironzolo alla ricerca di qualche conoscente. La piazza è piena di gente, di bandiere, di fiori. C’è anche un coro che canta. Sono ragazzi guidati da un insegnante, che intonano canzoni. E per la prima volta vedo anche i bambini, tanti, accompagnati dalle maestre. Arrivano in fila, portano fiori di carta fatti da loro, vanno a vedere l’istallazione in centro alla piazza e si siedono sul selciato in gruppo. Hanno faccine multicolori. Guarda un po’ che sorpresa! Sono contento della loro bellissima presenza e che il ricordo di quel tremendo giorno venga loro insegnato, perché molti di coloro che allora c’erano non ci sono più e la memoria è paurosamente in diminuzione. E’ una novità importante se questi bambini oggi sono qui. E’ già domani. Quarant’anni di rievocazioni e di ricerca ostinata della verità sui mandanti e gli esecutori, a dispetto di quanti non hanno mai voluto che si facesse luce su quei morti. I bambini in piazza Loggia, quarant’anni non sprecati.

È nata Martina, auguri a Laura e Davide Il 16 maggio scorso alle 19,16 è nata Martina al reparto maternità dell’ospedale Civile di Brescia. Martina è la primogenita di Laura, il nostro direttore di Sanpolopolis, mentre il papà è Davide che pure collabora con Sanpolopolis curando la grafica della copertina. La notizia ci è arrivata pochi minuti dopo il parto proprio mentre eravamo a tavola con padre Sorge prima dell’incontro per il quale Davide ci aveva preparato la pubblicità; quindi Martina ha ricevuto, appena nata, la benedizione di così importante gesuita. Ai nostri due collaboratori, che dedicano tempo e professionalità in modo totalmente gratuito come tutti gli altri collaboratori di Sanpolopolis, vogliamo far pervenire i migliori auguri della Redazione e di tutti gli amici che da vent’anni stampano, assemblano e distribuiscono il nostro periodico e anche degli amici del circolo Acli. Pensiamo che anche i nostri lettori si vogliano unire a noi nel fare tanti auguri a Laura, Daniele e Martina.

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Dalle Acli provinciali

Il sesto rapporto dei redditi bresciani di Fabrizio Molteni Abbiamo scelto di intitolare il report dei redditi di quest’anno “I redditi dei lavoratori della classe popolare”, per sottolineare la forte interconnessione tra i dati che emergono dall’analisi delle dichiarazioni dei redditi presentate al Caf Acli – oltre 46.000, una su otto di quelle presentate in provincia di Brescia - e la sempre più difficile situazione del mondo del lavoro. Vediamo, in quest’ottica, alcuni dati significativi emersi dall’analisi. Il Report presenta una distribuzione per fasce di reddito che vede 1/3 della popolazione osservata nella fascia con reddito fino 15.000€ - in costante aumento negli anni - e quasi il 50% in 2° fascia, con quindi l’80% del campione nelle fasce fino a 28.000€. Si registra una situazione dei redditi stagnante. Quelli medi risultano stabili su anno e diminuiti, con perdita di 440€, dal 2008. Ciò anche per la perdita di lavoro, con soggetti in stato di disoccupazione o cassa integrazione. A fronte di ciò, il potere d’acquisto è minato dalla variabile fiscale - con aumento della tassazione complessiva, in particolare di quella locale, sotto forma di addizionali. Vi è una fortissima differenza, in crescita, a livello reddituale fra uomini e donne. Mentre il reddito maschile è in costante aumento - circa 1000€ in 6 anni quello femminile è in costante diminuzione, con un divario che cresce in maniera consistente. A proposito dell’abitazione, colpisce il basso dato di possessori di casa nella fascia 0-25 anni – 11% ma, ancor di più, in quella 26-35, per la quale solo 2 soggetti su 5 possiedono la prima casa! Quali le motivazioni che possono aver determinato tali tendenze? In primis precarietà e mancanza di lavoro, con conseguente difficoltà di accesso al credito. Per quanto concerne i mutui, infatti, è ancora in discesa la percentuale dei soggetti con un mutuo in corso e, soprattutto, si riscontra un drastico calo nella stipula di nuovi mutui, scesi dai 619 del 2011 ai 389 del 18

2012 ! Appare evidente come la crisi incida sui lavoratori. Sempre in tema di abitazione, fa piacere riscontrare la nota positiva rappresentata dall’aumento significativo - + 28% in un anno! - degli interventi per risparmio energetico, che fanno bene ad ambiente, cittadini e Stato e che sarebbe importante mantenere e, possibilmente, potenziare, soprattutto a livello locale. E’ costante e rilevante, 67%, il numero di soggetti che non sostengono spese sanitarie, con rinuncia a cure per via di redditi non sufficienti a sostenerle; per contro è da evidenziare, il dato beffardo dell’ aumento di spesa per la fascia meno abbiente, a seguito di scelte “politiche” quali la previsione di farmaci non mutuabili o l’introduzione di ticket. In relazione alle difficoltà del mondo del lavoro, si denota come la previdenza complementare non decolli, portando con se il rischio di un problema sociale per il futuro. Il dato è facilmente spiegabile: bassi stipendi determinano la difficoltà a rinunciare ad una quota parte dello stipendio da investire in tali forme previdenziali ed, infatti, la percentuale di chi ricorre a queste forme complementari cresce al crescere del reddito. Sarebbe necessario fare più informazione e formazione e trovare modi per rendere queste forme più appetibili, puntando, per lo meno, ad aumentarne la convenienza fiscale.


Dal territorio

Alleanza tra cielo e terra di suor Luisa Scaglioni

Guardare nel cielo terso un arcobaleno, che sembra sovrastare tutta la città e arriva oltre l’orizzonte, è un segno che richiama subito l’alleanza tra cielo e terra, tra il finito e l’infinito, tra l’immanente e il trascendente. La varietà di colori, annodata in un unico fascio, esprime la ricchezza della diversità, che diventa strada aperta sul futuro, quando si basa sulla forza dell’unità. E la luminosità del quadro contemplato colma il cuore di tanta serenità, pace e speranza. E’ questa l’immagine che meglio sintetizza e rappresenta la Festa dei popoli che si è svolta il fine settimana del 23, 24 e 25 maggio nel quartiere di Sanpolino. Più di trenta etnie diverse qui convivono pacificamente, nel rispetto e nella reciproca valorizzazione. Intessono tra di loro belle relazioni e una grande rete di solidarietà. Non stiamo parlando di un paesaggio bucolico d’altri tempi, ma di un quartiere nuovo, sorto alla periferia di Brescia, con un’architettura urbana magari un po’ strana, e una mancanza di servizi che, a volte, crea disagi, ma anche con tanta gente di buona volontà e brave famiglie, prevalentemente giovani e con numerosi bambini, disposti ad impegnarsi per vivere insieme bei momenti di gioia, fratellanza e coesione. Il modo migliore per vivere bene insieme è conoscersi nella propria diversità, ossia conoscere tradizioni, costumi, danze, canti e cibi degli altri popoli. Ecco realizzata la serata con musiche etniche e danze in abiti tradizionali dei vari Paesi. Quest’anno una lode al merito va senz’altro espressa nei confronti delle bambine sudamericane, che si sono appositamente preparate per un mini

spettacolo danzante in costume. Lo stesso dicasi per il popolo filippino, che ha sfoderato bravura e agilità sul palco, destreggiandosi in più cambi di abiti, durante una danza tipica del loro Paese. La domenica pomeriggio, chiesto al Comune di chiudere una via, si sono allestiti stand gastronomici dei vari Paesi del mondo e di alcune regioni d’Italia. Su due percorsi diversificati era possibile procedere con una serie di assaggi di cibi e bevande tipiche. Così, danzando e cantando, aiutati dal gruppo multietnico degli Abagenzi (costituito dalle Suore Operaie con l’aiuto di diversi giovani musicisti), la sera si è protratta nell’allegria e nella gioia dello stare insieme. Non dimentichiamo che il tutto era partito chiedendo la benedizione del Signore sul quartiere con la Santa Messa dei popoli, colorata e arricchita con alcune danze, all’offertorio, delle bambine cingalesi e, come ringraziamento dopo la comunione, di alcune sorelle barundi delle Suore Operaie. Tra canti, preghiere, danze e tanto entusiasmo, l’incontro col Signore è stato sicuramente più immediato e profondo. Questa era la quarta edizione della festa che, ad ogni anno, risulta essere più viva e ricca. Già sono uscite nuove idee per la quinta edizione… L’associazione “Sanpolino oltre”, nata tra giovani coppie e genitori per il bene del quartiere, ha sicuramente dato un impulso positivo all’organizzazione della festa. Il Comune di Brescia, il venerdì sera, ha intitolato il parco giochi di via Levi Sandri “Parco dei popoli”: bel segno di valorizzazione del lavoro di coesione svolto nel quartiere in questi anni. Mentre nel pomeriggio il progetto “Il Quartiere come bene comune” ha promosso un incontro con le badanti presenti sul territorio mettendole in contatto con la presidente nazionale di ACLI Colf Raffaella Maioni. Non resta che ringraziare di cuore tutti coloro che hanno contribuito, mettendoci tempo, energie ed idee: grazie ai popoli, innanzitutto, e alle regioni italiane, grazie a “Sanpolino oltre”, grazie al diacono Vittorio e alle Suore Operaie, grazie al fotografo Gaetano, grazie a padre Mario Toffari che ha celebrato la S. Messa con entusiasmo e concretezza e un grande grazie al buon Dio che è Padre di tutti e di ognuno. 19


Dal territorio Sul territorio che corrisponde grosso modo alla vecchia circoscrizione Est, è presente la sezione “DamontiVenturini” dell’ANPI, un’associazione nata nell’immediato dopoguerra per tenere vivi gli ideali che ispirarono i partigiani che combatterono contro il fascismo. Ospitiamo con piacere questo articolo scritto dai dirigenti della Sezione con il quale si presenta il ruoli dell’ANPI e l’attività della sezione.

Di Gaetano Bertelè

Che cos'è l'A.N.P.I.?

L'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (organizzazione a-partitica ma non a-politica!) è nata nell'immediato dopoguerra con lo scopo originario di riunire tutti coloro che in vari modi avevano dato vita alla Resistenza, dando un contributo storico fondamentale al riscatto morale del Paese, alla liberazione dal nazi-fascismo e alla ritrovata Unità d'Italia. Con la pace riconquistata, il nostro Paese poté darsi nuove regole democratiche di convivenza civile con il referendum repubblica-monarchia e con l'elezione a suffragio universale della Assemblea Costituente. Il ruolo dell' ANPI negli anni seguenti divenne sempre più quello di mantenere viva nelle coscienze la memoria della lotta partigiana e insieme la difesa della Costituzione Repubblicana, dei valori fondanti che in essa vivono e si radicano nel I° Risorgimento (si ricordi la Costituzione della Repubblica Romana del 1849) e nel II° Risorgimento, la Resistenza, appunto. Ancora oggi l'ANPI mantiene fermo questo ruolo nella società aprendosi alla partecipazione attiva dei giovani in “Nuova Resistenza”. Oggi infatti e ancor più domani, non basterà più testimoniare, ma occorrerà uno sforzo di radicamento nel territorio per essere più vicini alle domande dei cittadini, alla loro ricerca di verità storica, come sicuro punto 20

di riferimento di cultura democratica. La nostra sezione, la “Pietro Damonti e Bruno Venturini” porta il nome di due Caduti per la Libertà ed è presente nei nostri quartieri di San Polo, Sant'Eufemia, Viale Piave, Viale Venezia e Porta Cremona-Volta con importanti iniziative (ad esempio le celebrazioni per il 25 Aprile), feste locali (come quella di “Bella Ciao” presso il Circolo ARCI di S.Eufemia), incontri e dibattiti per presentazioni di libri e temi storici e sociali e attività di informazione a studenti e docenti nelle scuole. Le idee sono tante, ma come sempre hanno bisogno di gambe e teste per farle camminare! Per questo vi chiediamo cari amici di sostenere attivamente l' ANPI e le associazioni partigiane. Ci aiuterete così a conservare e trasmettere la memoria del sacrificio dei partigiani che conquistarono per noi la dignità e la libertà, il sentimento anti-fascista, l'amore per la pace e la giustizia. Ci aiuterete a difendere la Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza.

Ora e Sempre Resistenza!


Guerra e pace

Marcia Perugia-Assisi 19 ottobre 2014 di Gianni Rossini Era il 24 settembre del 1961 quando Aldo Capitini, grande sostenitore del pacifismo e della non violenza, decise di chiamare a riflettere sulla necessità di un forte impegno per la pace attraverso l’ effettuazione della prima marcia da Perugia ad Assisi. Quest’anno, oltre che in ricordo del 46° della sua scomparsa, la marcia che si terrà il 19 ottobre prossimo avrà come tema di fondo la memoria dell’inizio della prima guerra mondiale, a cento anni dalla sua dichiarazione. Come scrive il Comitato promotore, “ad un secolo da quell’inutile strage che ha provocato più di 10 milioni di morti e 20 milioni di feriti, mutilati, invalidi, migliaia di persone si metteranno in cammino per dare voce alla domanda di pace che sale da ogni parte del mondo e per dire basta a tutte le guerre, alle guerre fatte di scontri armati e alle guerre meno visibili, ma non meno crudeli, che si combattono in campo economico e finanziario con mezzi altrettanto distruttivi di vite, di famiglie, di imprese. La pace è un diritto che deve essere effettivamente riconosciuto, applicato e tutelato a tutti i livelli, dalle nostre città all’Onu.” Sì perché, mentre la fame continua a mietere milioni di vittime, i 1750 miliardi di dollari spesi annualmente per le guerre o la cosiddetta “difesa” si trovano sempre e facilmente. E se i dati ci dicono che proprio i paesi africani hanno aumentato del 53 per cento la spesa per l’ acquisto di armamenti negli anni dal 2009 al

2013, non è difficile capire che da quelle terre saranno sempre di più coloro che avranno la fuga come ultima speranza di sopravvivenza. Mentre, nel frattempo, la situazione viene ulteriormente compromessa da quel fenomeno che vede grandi e popolosi paesi, come la Cina e l’India o le multinazionali dell’Occidente, che si accaparrano immense superfici agricole di quel continente per coltivazioni funzionali ai propri bisogni. Generi particolari di prodotti alimentari o biocarburi, ma che non dando lavoro e sussistenza alle popolazioni residenti, creano un nuovo colonialismo ed arricchiscono le élites locali, che possono così de-dicarsi alla speculazione finanziaria ed al commercio delle armi. Una marcia della pace quindi che non potrà prescindere da una seria riflessione anche su alcune recenti dichiarazioni di Papa Francesco. Dove, indicando come obiettivo la “globalizzazione della fraternità”, ha scosso le coscienze ricordando che “nessuno può chiudere gli occhi dinnanzi alla vergogna rappresentata dai bimbi che muoiono nei campi profughi, mentre i fabbricanti di armi festeggiano nei loro salotti”. Mentre, nel frattempo, non può non preoccupare l’atteggiamento del già Premio Nobel per la pace, Barack Obama, che sembra non perdere occasione, come riferito dagli organi di informazione, per convincere i paesi europei della necessità di un aumento delle spese militari. La Tavola della Pace Brescia Est, della quale fa parte anche il Circolo Acli S. Polo, ha ufficialmente aderito alla Marcia del 19 ottobre. La “Paciclica” si è già messa in moto per organizzare il trasferimento a Perugia in bicicletta; ci sono ancora alcuni posti. Chi fosse interessato prenda contatti con gli “Amici della bici” di Brescia. La Consulta per la Pace del Comune di Brescia ed altre associazioni, Acli comprese, organizzeranno sicuramente dei pullman per la trasferta a Perugia e ritorno. Sollecitiamo anche noi una massiccia partecipazione alla marcia del 19 ottobre prossimo, invitando tutti a segnalare il proprio interesse, insieme al nominativo e al recapito telefonico, al circolo Acli che provvederà a comunicare al più presto le modalità per la partecipazione.

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Dal territorio

“25 aprile… per non dimenticare” di Sergio Bovoloni Con questo titolo, da alcuni anni, le associazioni di San Polo invitano i cittadini a commemorare insieme il giorno della liberazione dall’oppressione nazi-fascista e la fine della seconda guerra mondiale. Anche quest’anno, di buon mattino, si è ripetuta la breve ma intensa cerimonia; l’alza bandiera e il canto dell’inno di Mameli, il tutto davanti al monumento ai caduti di tutte le guerre posto in via Sabbioneta di fronte alle scuole elementari Giovanni XXIII°. Una cerimonia semplice che ha visto la presenza di esponenti delle associazioni partigiane e d’arma e di tanti cittadini che con attenzione hanno assistito prima ai saluti dell’ assessore Valter Muchetti in rappresentanza della municipalità cittadina e poi all’orazione ufficiale offerta dal giovane Roberto Bondio delle Fiamme Verdi di Brescia. Un giovane che ci ha ricordato i valori e le motivazioni che in quegli anni bui della storia della nostra nazione, hanno spinto tanti ragazzi poco più che adolescenti a ribellarsi all’oppressione, mettendo a repentaglio la propria vita anche fino alla morte. E’ motivo di speranza sapere che un giovane nel 2014, abbia la sensibilità e la voglia di fare propri e divulgare i valori della lotta per la libertà e la giustizia. Questa consapevolezza se albergherà chiaramente nell’animo dei giovani, potrà sicuramente evitare che tutti quegli episodi di prevaricazione, violenza ed intol-

Un momento della cerimonia al monumento dei caduti

leranza che purtroppo oggi si manifestano, possano minare la pace e la democrazia della nostra nazione, la cui libertà tante vite è costata. L’impegno futuro delle associazioni del territorio di San Polo (Ass.ne Combattenti e Reduci, Gruppo Alpini San Polo, circolo Acli di San Polo, circolo Acli Bird, circolo Anspi, Gruppo Pensionati San Polo, Spi-Ggil, Auser, Fnp-Cisl, Parrocchia Conversione di San Paolo in San Polo Storico, Anpi e Fiamme Verdi), sarà quello di mantenere sempre vivo il ricordo di quei momenti, ma soprattutto, partendo dal ricordo, non stancarsi mai di trasmettere alle nuove generazioni i valori della democrazia e della libertà elementi fondamentali perché i popoli tutti vivano nella concordia e nella pace.

In ricordo di…

…Mario Ruzzunenti Il 18 maggio scorso è improvvisamente mancato MARIO RUZZUNENTI, da tanti anni socio e grande amico del nostro circolo. Nel n. 73 del marzo 2010 aveva raccontato in maniera coinvolgente la sua vita ai lettori di Sanpolopolis. Era nato a San Bartolomeo nel 1927 e da giovanissimo aveva dovuto sfuggire ai bombardamenti di quella zona. Per ragioni di lavoro si era poi trasferito in Francia, dove aveva sperimentato, per alcuni anni, la non facile vita del migrante. Noi amiamo ricordarlo sorridente e partecipe di tante delle iniziative del circolo. Una presenza, la sua, che potremmo definire “lieve”, perché mai invadente. Anche quando raccontava della sua passione per i funghi, che lo aveva portato a diventare un esperto micologo, collegato ai corsi del Museo di Scienze Naturali della nostra città. Ma lui, seppure autodidatta, sapeva molto anche di botanica. Ed in questi ultimi anni, da frequentatore assiduo dei Parchi Ducos, amava soffermarsi a spiegare ai tanti altri fruitori le varie caratteristiche dei diversi tipi di flora presenti ed il loro comportamento nel volgere delle varie stagioni. Mancherai a tanti, caro Mario, non solo ai tuoi familiari! Ai quali vogliamo quì esprimere i nostri sentimenti di vicinanza e condivisione.

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La mina vagante

2 Giugno: chi sfila e chi dovrebbe sfilare di Dante Mantovani Alla fine la sfilata del 2 giugno ai Fori Imperiali si è svolta ancora. Rare volte è stata annullata a causa di eventi luttuosi che avevano colpito il nostro Paese, oppure in tempi di crisi economica. Anche quest’anno si erano levate voci che chiedevano l’annullamento. Negli ultimi anni i costi erano stati un po’ ridotti non facendo sfilare mezzi corazzati, non facendo volare le frecce tricolori… La questione dei costi non è certamente banale in tempi di crisi come questa: lo Stato dovrebbe comunque e sempre offrire il buon esempio eliminando sprechi e risparmiando dove è possibile. Noi vogliamo invece porre un’altra questione: ci vogliono spiegare perché la Festa della Repubblica debba essere celebrata con parate militari? I militari c’entrano con la repubblica come tutti gli altri cittadini, o no? Ma i militari, ci si dice, difendono la Repubblica! Che nel passato sia sempre stato così è tutto da dimostrare (vedi tentativi di colpi di stato negli anni ’60-’70 e parti deviate dei corpi militari), ma comunque: chi ha fatto e fa servizio civile non difende la Repubblica e il Paese? I lavoratori tutti, non difendono la Repubblica e il Paese? Il volontariato, non difende Repubblica e Paese? Le associazioni sociali, sportive… non difendono Repubblica e Paese? Eppure sfilano solo i militari con le armi!!! Da aggiungere che il Presidente della Repubblica, quasi a volersi giustificare per la sfilata dei militari, ha detto pressappoco così: “la pace non è poi una questione così scontata… e quindi l’esercito ci vuole”. Ma siamo proprio sicuri che sia l’esercito lo strumento migliore per garantire e promuovere la pace? O non sono forse tutte quelle organizzazioni e istituzioni che “producono” ogni giorno senso civico, solidarietà, responsabilità, legalità, assistenza… Perché il 2 giugno non facciamo sfilare tutte queste realtà, che sicuramente costerebbero meno della struttura militare e farebbero meno retorica? Non dimentichiamo, tra l’altro, che l’art. 11 della Costituzione Italiana recita questo: “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali…”

Mi piacciono le rughe di Centina Bazzana “Attacco inaccettabile alle donne che, come me, vogliono invecchiare senza assoggettarsi allo stereotipo dell’essere giovane a tutti i costi”. Così ha reagito Veronica Lario alla pubblicazione di alcune sue foto, rubate, in cui appare ingrassata e senza trucco, corredate da perfidi commenti e suggerimenti estetici non richiesti. La sua risposta meditata mi appare ancora una volta quella di una donna saggia che accetta la sua età con serenità e maturità, anche se potrebbe permettersi gli interventi più costosi, e che cerca ancora di difendere la sua privacy. Pure le altre considerazioni rispetto all’esempio negativo che si dà agli adolescenti, che sempre più si rivolgono alla chirurgia estetica, mi trovano d’accordo; perché solo chi accetta di convivere con le proprie imperfezioni trascorre una vita tranquilla. Il settimanale “Chi” e il suo direttore dovrebbero vergognarsi di esistere facendo solo gossip, attaccando la exmoglie del proprio padrone, magari proprio perché ex. Anzi vorrei che i giornali mettessero alla berlina chi non accetta di invecchiare e diventa ridicolo trasformandosi, a volte, con effetti mostruosi. Le donne, anche anziane, hanno diritto ad essere rispettate, pure se il viso e il corpo non sono più quelli di una volta, e ad avere la stessa considerazione che hanno gli uomini maturi, al di là del loro aspetto. Condivido le parole che Anna Magnani diceva al suo truccatore: ”Lasciami tutte le rughe. Ci ho messo una vita a farmele”!

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Dal territorio

Dal Giappone… “Sojido” di Carlo Rossi-Erba E' stato l'incontro fra due realtà, quelle del Gruppo EVA e dell'Associazione culturale Fuji, che unito alla volontà di prendersi cura del proprio quartiere ha dato vita al Sojido, l'evento che ha animato Sanpolino lo scorso venerdì 31 Maggio. Al cuore del Sojido, che in italiano significa “la via della pulizia”, si trova il desiderio di migliorare il mondo che ci circonda in maniera concreta: attraverso la pulizia, ad opera di cittadini e volontari, degli spazi comuni della propria città. Ed è grazie a questa pulizia, racconta il fondatore del Sojido – il sig. H. Kagiyama – presente anche lui alla manifestazione a Brescia, che si cambia non solo l'aspetto del proprio quartiere, ma anche l'animo delle persone che vi abitano. I cittadini diventano parte attiva del territorio in cui vivono, prendendosene cura e trasmettendo a tutti il senso di responsabilità e di rispetto verso l'ambiente, prevenendo il degrado e rafforzando il senso di comunità fra le persone. Non a caso a Shinjuku, il quartiere giapponese che per primo ha visto l'applicazione del Sojido, il tasso di criminalità è calato nelle zone che vengono regolarmente pulite dai volontari. Il Gruppo EVA e l'Associazione Fuji, credendo da sempre in questi valori, hanno deciso di portare per la prima volta a Brescia questo metodo, e per farlo hanno scelto il giovane quartiere di Sanpolino. A rispondere all'invito sono stati in molti, a partire dal Comune di Brescia, dall'ALER, dall'API Giovani e dalle altre realtà che operano nel quartiere, come Il quartiere come bene comune, le ACLI, Sanpolino Live, la parrocchia di S. Angela Merici, la Cascina Maggia, la Cooperativa LaRete, a Brescia, come il CSMT, la Fondazione EULO, Sunia, CoDiSA, Fobap, Anffas, Confcooperative, l'Ist. Comp. Est 1, Centrale del Latte, LABA ed ItinerariBrescia, ed in Italia, come lo SVI, Legambiente, la CISL, fino agli esercizi commerciali come Le Fornarine ed il bar Napoli Café. La cerimonia di avvio, alla presenza degli esperti giapponesi Kagiyama e Kamei, si è tenuta alle ore 15:30 in piazzetta Ragni, ed ha visto protagonisti, oltre alla Presidente di Gruppo EVA dr.ssa Gisella Pricoco ed al Presidente dell'Associazione Fuji dr. Rosario Manisera, anche la dr.ssa Roberta Morelli 24

del comune di Brescia, il segretario provinciale della CISL Enzo Torri, Adriana Mostarda in rappresentanza del “Quartiere come Bene Comune”, il presidente del circolo ACLI di San Polo Dante Mantovani e Simone Cardin di SUNIA CGIL . In seguito, i 70 volontari, dopo aver preso possesso dell'equipaggiamento necessario per effettuare la pulizia messo gentilmente a disposizione da Cauto, Aprica ed Andropolis Ambiente, hanno effettuato una meticolosa pulizia delle aree di corso Bazoli: dal porticato alle aiuole, passando per i marciapiedi, ogni area è stata completamente ripulita. Per concludere la giornata, ed aiutare i volontari a recuperare le forze, è stato offerto un rinfresco a tutti i partecipanti, con il taglio di una fantastica torta. Adesso, dopo il grande successo di questa prima edizione, bisogna guardare al futuro: ci auguriamo che presto il Sojido possa ripetersi, per portare avanti quanto è stato iniziato, e di poterlo estendere ad altri quartieri di Brescia e ad altre città, con l'aiuto di tanti nuovi cittadini!


La cultura

“LA POESIA E’ L’ UNICA PROVA CONCRETA DELL’ ESISTENZA DELL’ UOMO” Luis Cordoza y Aragòn poeta di La Antigua - Guatemala

IL TOPO DI BIBLIOTECA di Ernesto Paroli

Strano ora pensare a te, andata senza busti e occhi mentre scendo al sole sull’asfalto del Greenwich Village. Verso Manhattan, limpido pomeriggio d’inverno, e sono stato su tutta la notte a parlare, parlare, leggere forte il Kaddish, ascoltare al grammofono gli urlati blues di Ray Charles cieco Il ritmo il ritmo – e il tuo ricordo nella testa tre anni dopo … Allen Ginsberg – Kaddish - in Juke –Box all’idrogeno - Mondadori

QUATTRO ZAMPE PIÙ DUE Stavolta parliamo di cani e di persone che hanno un cane. D'altronde vediamo ogni giorno gente d’ogni età che passeggia col proprio cane per le vie del nostro quartiere, giovani e anziani, ragazze e signore, che col guinzaglio in mano se ne vanno a zonzo. A volte si fermano a chiacchierare con altre persone col cane e spesso ciò diviene occasione di incontro e può darsi che ciò non avverrebbe se non stessero andando in giro col cane. Non sempre essi rispettano le regole dell’educazione, a volte dopo il loro passaggio alcune “tracce” rimangono sul terreno. E’ un’abitudine dura a morire. Il libro che voglio consigliare oggi parla di cani e di persone che hanno un cane con lo sfondo di New York. L’immagine che viene in mente solitamente quando si pensa a New York, è quella di una grande città piena di grattacieli, traffico, taxi gialli, Central Park e persone che corrono in giro indaffarate. Ma chi sono i newyorkesi? Cosa fa un cittadino di questa metropoli nella giornata tipo? Esiste una zona della città, una via, che è una strada anonima. Questa, può essere la via che si trova sotto casa vostra, o sotto casa mia. Dice l’introduzione al libro: “Al riparo dal traffico e dal trambusto cittadino dell'Upper West Side c'è un piccolo quartiere tranquillo vicino a Central Park dove, tra gli altri, abitano alcuni proprietari di cani. Vivere in un posto come questo, con un cane al guinzaglio, è come vivere in un piccolo villaggio. Persone spesso sole, riservate, talvolta un po' eccentriche, persone che mai si sarebbero incontrate altrimenti, si conoscono, stringono amicizia o si innamorano, a volte si lasciano”. E così nel romanzo i cani diventano qualcosa di più che un animale da compagnia, si tramutano in involontario strumento di comunicazione fra universi isolati. In questo libro i cani sono quindi i veri protagonisti, pur se silenziosi. Senza di loro, la storia non si svilupperebbe, i vicini di questo quartiere nascosto di New York non si conoscerebbero e non interagirebbero. Everett ad esempio se non avesse visto il pit-bull Beatrice non avrebbe nemmeno conosciuto la sua padrona Jody, nè avrebbe avuto problemi a rompere con Polly se non fosse stato per il suo cane Howdy. Senza Howdy, nemmeno George avrebbe scoperto qual è lo scopo della sua vita e Doris, se non avesse conosciuto un volpino, sarebbe rimasta della sua idea di bandire i "canidi" dalla faccia della terra. Si tratta di un libro semplice e leggero, una storia corale di un quartiere di una New York diversa e sconosciuta, dove i vicini di casa a poco a poco si conoscono e legano. Certo, non è un capolavoro, e credo che non fosse nemmeno questo lo scopo dell'autrice. Ma è un libro bello e divertente con cui passare un pomeriggio magari con un occhio alla coppia col guinzaglio che passa davanti al nostro giardino.

Cathleen Schine – I NEWYORKESI – Oscar Mondadori 25


In prima persona Nel numero precedente di Sanpolopolis abbiamo pubblicato la poesia di Gigi Dainesi come vincitrice del concorso letterario dal titolo « Ricordi di infanzia e giovinezza ». In effetti la giuria ha assegnato il primo premio ex equo a due autori, Gigi Dainesi ed Angelo Papetti. Rimediamo all’errore pubblicando volentieri il bello ed emozionante scritto di Angelo Papetti.

RIFLESSIONI, PENSIERI, RICORDI di Angelo Papetti Sono nato nell'anno in cui furono promulgate le ignobili leggi razziali, ho trascorso la mia infanzia nello spazio di tempo fra l'inizio della guerra e il primo dopoguerra. Mille sono i ricordi di quel periodo e, in certe particolari circostanze tornano. Fu una violenta tempesta con i suoi inquietanti rumori a far emergere un episodio sopito ma mai dimenticato, accaduto durante la guerra, era il 1943, così lo descrissi nel mio libro dei ricordi. “Era una notte senza luna, buia come la morte; con il cuore in gola, seguivamo i nostri genitori che, con folle corsa, cercavano un riparo. Su di noi incombeva l'orrore della guerra; quanta paura nei nostri occhi; boati e bagliori si alternavano trafiggendoci come lame, in noi solo angoscia e panico. Correvamo in modo disordinato, come api in un alveare distrutto. Con rombi rabbiosi, la morte dal cielo lanciava i suoi strali, intorno solo grida e terrore” La sola parola “guerra”, ora, suscita in me la visione di bambini terrorizzati e di uomini in fuga e mi chiedo come possa l'intelligenza umana concepire la guerra. La guerra finì ed ebbe inizio la scuola; cominciava un' altra vita. Durante le vacanze estive passavo bellissime giornate dai nonni. Vivevano in campagna in una vecchia casa con un grande fuoco. Antistante la casa, oltre all'aia, c'era un lungo cortile che ospitava la piccola stalla e un fienile. In fondo, un'imponente noce e boschetti di nocciole lo delimitavano. Era bello a sera, sedersi sotto il portico con la schiena appoggiata al muro e mangiare una scodella di buona minestra, e poi via per le vie deserte del borgo a giocare con i miei piccoli amici. Mi piaceva seguire lo zio mentre andava a irrigare il campo o quando puliva la stalla e governava la mucca e l'asinello. Io lo aiutavo a modo mio, mi piacevano quei lavori, mi stancavo ma ero felice, mi sentivo utile. La sera, dopo cena, subito a letto. La camera era in una bassa soffitta; stanco mi rannicchiavo nel materasso di foglie di pannocchie e, con gli occhi spalancati e l'orecchio teso, ascoltavo lo zio raccontare storie di streghe e di folletti, mentre la notte viveva dei suoi mille rumori.

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Sempre grande è la commozione che mi prende nel rievocare questo mondo scomparso, e tutti gli indimenticabili e amati protagonisti che lo popolavano. Verso la fine degli anni quaranta, dalla finestra della mia camera, ogni sera vedevo, preceduto dal suono dei campanacci, il ritorno dal pascolo di una mandria. In quel tempo, anche da noi, era consuetudine la transumanza. Dall'alpeggio, dove avevano trascorso l'estate, le mandrie venivano portate a svernare in pianura. Durante le giornate autunnali, era bello vederle pascolare nei prati dove ora sorge Sanpolino. Quel quotidiano passaggio, il mio vagare per la campagna silenziosa e integra e il mio amore per quel mondo, mi spinsero a descriverne la poesia, che, nella mia fantasia di dodicenne, così prese forma. E' un caldo giorno d'estate, in un giardino vedo bambini sguazzare in una piscina gonfiabile. E le mie estati? Come ogni pomeriggio si andava oltre la ferrovia, dove i campi e i prati dominavano il paesaggio. Intorno era un incessante frinire di cicale; si giocava, si correva, ci si arrampicava sugli alberi, poi da qualcuno arrivava una domanda, quasi un invito “Andiamo ragazzi?” E allora via tutti, lungo viottoli che si perdevano nei campi, fino al canale che sempre ci accoglieva, povero antenato della piscina, con il refrigerio delle sue fresche acque, giunte dal lontano “Chiese”. Questa era la mia, la nostra estate, la più bella stagione della vita. In certe sere d'autunno, quando lo spirare del vento culla la mente, il pensiero va a ritroso; mi è caro allora, ricordare l'adolescenza, tempo di dolci sospiri e gli amici d'allora. Era misero il nostro vivere e buio l'avvenire, ma tanto bella la nostra età! L'incosciente giovinezza cantava in noi, non avevamo a volte, gli spiccioli per un caffè, ma si rideva aspettando l'alba. Giorno dopo giorno, maturava il nostro spirito, si temprava il carattere e ci si preparava alla vita.


Il quartiere dei bambini

Dal Diario di bordo della Quinta C a cura delle bambine e bambini della V C – Scuola Primaria S.M. Bambina, S. Polo Matteo, Sara, Nicola, Valentina, Silvia, Linda, Mourtada, Khadija, Francesco, Noemi, Lisa, Simone, Margherita, Laura, Andrea, Melinda, Hasnaa, Savera, Aeeni, Giorgio e la Maestra Elena Ferrari

Una mattina a teatro (4 aprile 2014) Caro diario, ieri la mattina era fresca e frizzantina e la primavera già nell’aria; eravamo agitatissimi, per l’uscita a teatro prenotata da mesi… tutto era pronto, il Teatro Sociale ci attendeva: il titolo dell’opera era accattivante “Alla ricerca di Ulisse”, sì proprio il nostro eroe quell’eroe di cui avevamo ascoltato in classe, quasi senza respirare, le strabilianti avventure, avvincenti e fantastiche, ricche di colpi di scena, mostri, tempeste, sirene e ciclopi, divinità litigiose e lunatiche… In verità ci chiedevamo come fosse possibile in un’ora, recitare tutte quelle avventure, i colpi di scena, le sciagure e gli stratagemmi del furbo Ulisse. Una volta giunti in teatro siamo stati accompagnati da Omero, che ci ha catapultati nel fantastico mondo di Ulisse, dove siamo stati travolti da Polifemo, Scilla, Euriclea, Ulisse e i suoi marinai… Li abbiamo seguiti dal foyer in platea ,dalla platea al palco, dietro le quinte e poi ancora sul palco, in una sequenza ricca di colpi di scena e avvenimenti mozzafiato! Le attrici e gli attori della compagnia teatrale “Il Telaio” sono stati bravissimi e coinvolgenti, e ci hanno resi partecipi di questa epica avventura, che ci ha sorpresi e incantati. Così una volta tornati in classe abbiamo chiesto alla maestra Elena di poter recitare a fine anno l’Odissea”, per i nostri genitori, ma la maestra era un po’ indecisa, (forse ancora si ricorda le prove dello scorso anno, quando abbiamo messo in scena con successo “La gabbianella e il gatto”!), naturalmente noi le abbiamo promesso solennemente che saremo buoni, molto buoni, silenziosi e ubbidienti… e alla fine l’abbiamo convinta! Chissà se anche il nostro Ulisse sarà altrettanto emozionante e travolgente?

“Buon volo” ragazzi! (maggio 2014) Caro Diario, questi mesi sono stati molto ricchi di attività, impegno, allegria ed esperienze. Con un po’ di emozione ho accompagnato i miei ragazzi a vedere quella che sarà la loro nuova scuola; li ho visti un po’ in ansia, ma anche curiosi ed entusiasti; so che hanno un po’ timore e che sono dispiaciuti di lasciare dopo cinque anni la loro scuola, ma so anche che sono ormai pronti a “spiccare il volo”, come è giusto che sia, anche se guardandoli la mattina, quando entro in classe, un po’ di nostalgia la sento già! Li guardo ridere, giocare, discutere, scrivere, impegnarsi per un problema di matematica, o per un tema e sento che è ormai tempo per loro, di cambiare. Certo non sarà facile e a volte in classe ne parliamo: mi raccontano le loro ansie, i loro desideri, le aspettative, i loro dubbi, i loro sogni, vogliono essere rincuorati e incoraggiati ad andare avanti. In fondo, come abbiamo ben imparato insieme “vola solo chi osa farlo”… E allora “buon volo” ragazzi, tenete sempre a mente la rotta e Itaca, il vostro impegno sia raggiungerla, ma ricordate che ciò che è davvero importante è il viaggio e come saprete affrontarlo; ci saranno tempeste e periodi di calma, l’importante è “navigare” sicuri e approdare felici. La Maestra Elena 27


Dal territorio

Una piccola vittoria ! di Angela Paparazzo * Nel 2012 il Codisa insieme al comitato contro le nocività, ha raccolto firme per una petizione di contrarietà all'eliminazione Dell'Oasi e del suo bosco che si sono formati in maniera naturale senza l'intervento dell'uomo all'interno dell'ex cava Pasotti: 1059 persone hanno firmato questa petizione, a tutte loro ed anche a quelli che avrebbero voluta firmarla, va il nostro grazie. Senza di voi forse oggi quella piccola oasi naturale non ci sarebbe più ed avremmo perso un piccolo tesoro della natura. Per salvare l’Oasi abbiamo commissionato, insieme al comitato contro le nocività, un’indagine ornitologica ad una naturalista per capire la reale situazione di quel l'area. Questa indagine ha portato al censimento di 39 specie di uccelli di cui 9 protetti dalla normativa europea perché in via di estinzione. Ma non solo, il boschetto presente nella cava era censito nel PIF (Piano di Interesse Forestale) come bosco ceduo. Questa e' una zona umida riconosciuta a livello europeo ed è tanto importante, che ogni anno viene effettuato un censimento degli uccelli acquatici svernanti in Lombardia dall'"International Waterbird census" di cui fanno parte la Regione Lombardia, wetlands international, Ersaf, Ispra( istituto superiore per la protezione e per la ricerca ambientale) l'università di Pavia. Ogni anno viene creata una check-list degli uccelli presenti. Del gruppo di lavoro fa parte un nostro cittadino il signor Carlo Chiari che dal 1989 ad oggi ha sempre monitorato e fotografato gratuitamente l'avifauna delle cave di S. Polo, anche a lui va il nostro grazie per quanto ha fatto e farà, in silenzio, per salvaguardare questo piccolo tesoro che abbiamo dietro casa. Tutto questo ha fatto sì che: - il 6 febbraio 2012 il consiglio comunale abbia votato a maggioranza la delibera di contrarietà al ritombamento dell'oasi - nella conferenza dei servizi del 21 maggio 2012 la Sovrintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggisti e la Provincia di Brescia abbiano espresso parere negativo all'eliminazione del bosco dell’Oasi o ex Cava Pasotti. - Gaburri proprietario dell’oasi faccia ricorso al TAR - la Soprintendenza ai beni architettonici e Paesaggistici si opponga al ricorso e che al Codisa venga riconosciuta la possibilità di opporsi al ricorso - nel 2013 Gaburri chieda al Comune di poter riempire il laghetto dell'oasi con inerti - il Comune non gli rilasci l'autorizzazione motivando il diniego con la decisione presa dalla Soprintendenza di

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preservare l'area e che oggi si sia in attesa della sentenza del TAR - Dicembre 2013 il signor Gaburri ricorre al TAR contro il comune di Brescia per avergli negato il permesso di ritombare l'oasi - 15 maggio 2014, le 2 associazioni vengono ascoltate dalla commissione ambiente del comune di Brescia. Le associazioni ritengono fondamentale un sopralluogo da parte della commissione ambiente - chiedono che il comune esprima un indirizzo chiaro rispetto alle eventuali Trasformazioni Dell’Oasi evidenziando un interesse pubblico attuale, concreto e prevalente rispetto gli interessi del privato. - per evitare possibili danneggiamenti all'interno dell'oasi si chiede che l'amministrazione provveda a tutelarla. - Si ritiene che una rivisitazione paesistica degli ecosistemi esistenti sia la condizione essenziale per la salvaguardia della zona. - Alla fine della relazione tutti i componenti della commissione ambiente si dichiarano favorevoli alla petizione presentata dalle associazioni. - 16 maggio 2014, il TAR emette sentenza sfavorevole al ritombamento dando ragione alla Sovrintendenza ed al Codisa. - 28 maggio 2014, il Codisa accompagna per un sopralluogo all'Oasi ed a tutta l'ATE 25 (Attività Estrattiva Territoriale) il presidente della commissione ambiente Pozzi, il consigliere regionale Rolfi ed il signor Francesconi Sicuramente il signor Gaburri farà ricorso al Consiglio di Stato contro questa sentenza del TAR, ma anche noi faremo ciò che la legge ci consente così come siamo certi che si possa salvaguardare l'oasi e gli interessi del proprietario. * Presidente del CoDiSA


Dal Circolo Acli e dintorni

Un primo maggio di speranza di Alberto Perini Quest’ anno il nostro circolo ha scelto di celebrare la festa del lavoro all’interno dei locali del “Bio Store Cafè Armonia”, gestito dalla cooperativa AEsse Ambiente e Solidarietà, in via Vannucci al n.32. Una cooperativa di solidarietà sociale che promuove lavoro nel campo dei servizi di pulizia, sorveglianza e portierato e da un paio di anni è presente nel territorio di San Polo con questa nuova iniziativa, offrendo delle possibilità di lavoro a ex detenuti o persone in affido sociale. L’accoglienza è stata ottima, la presidente sig.ra Manuela Seramondi, ha accettato con molto entusiasmo, fin dal primo istante, la proposta di celebrare la messa del 1° maggio nei loro locali, offrendo l’opportunità a tutti gli abitanti del quartiere non solo di conoscere questa nuova attività inserita in una struttura artigianale di S. Polo, ma di conoscere la realtà che rappresenta e il servizio sociale che svolge nel confronto degli “ultimi”. L’opzione degli “ultimi” che Papa Francesco non si stanca di ricordare nelle sue catechesi è messa in pratica da questa associazione laica che si ispira a valori che sono del Vangelo. Scoprire che ci sono realtà vicine a noi che condividono gli stessi nostri valori sono un’opportunità per collaborare con iniziative di aggregazione sul territorio. All’evento hanno partecipato un centinaio di persone che hanno riempito i locali predisposti per accogliere la funzione religiosa. Don Flavio Saleri, parroco di S. Angela Merici, ha celebrato la S.Messa. Al termine la presidente della cooperativa ha illustrato ai presenti le scelte e le finalità della loro attività: “la mutualità, la solidarietà, la democraticità, l'impegno, l'equilibrio delle responsabilità rispetto ai ruoli, lo spirito comunitario, il legame con il territorio, un equilibrato rapporto con lo Stato e le istituzioni pubbliche”. In questo momento di forte crisi, dove la disoccupazione sta toccando livelli storici, apprendere di questa realtà che investe sulla solidarietà dimostrando che è possibile un’economia alternativa, può essere una speranza per il futuro.

In ricordo di…

… Alma Paderni Il 13 maggio 2013 ho partecipato all’annuale viaggio del circolo Acli S. Polo in Turchia e sono stata abbinata ad una signora: Alma Paderni, che non conoscevo affatto. Sul pullman si è instaurata subito una bella e sincera amicizia. I giorni trascorsi in Turchia sono stati indimenticabili perchè passati nella completa spensieratezza e allegria. Eravamo così affiatate che l’organizzatore ci ha proposto di stare ancora insieme per il viaggio in Russia. Abbiamo accettato con entusiasmo ed eravamo ansiose di ripetere l’esperienza. Ma le cose cambiano, purtroppo: Alma ha avuto seri problemi di salute. Lei, da donna positiva e piena di vita, ha cercato sempre di minimizzare o addirittura mascherare il suo reale stato. L’idea del viaggio in Russia l’entusiasmava al punto che era diventato un obiettivo da raggiungere a tutti i costi anche contro il volere dei familiari. Ricordo che il 5 maggio è arrivata al pullman da sola, tutta pimpante, con una gran voglia di rivivere l’esperienza dell’anno precedente. Dopo qualche giorno, purtroppo, la stanchezza del viaggio ha influito pesantemente sul suo fisico, ma non sul suo spirito sempre alto. In Russia ha cercato, fin quando ha potuto, di vivere pienamente ogni momento assaporando le bellezze delle varie visite a musei, palazzi... Gli ultimi giorni sono stati particolari, ma ho cercato di esserle il più possibile vicino per non farle pesare il disagio. Alma ci ha lasciato solo due settimane dopo il rientro dalla Russia. È vero che non abbiamo passato tanto tempo insieme, ma è stata una compagna di viaggio eccezionale che ricorderò sempre in quanto ha lasciato nel mio cuore un segno indelebile per la sua positività, per la sua discrezione, per la sua gentilezza e per la sua voglia di vivere, anche se ultimamente sono stati solo degli “sprazzi”. (Enza)

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Dal territorio

L’attività dello “Sportello dei Reclami e delle Proposte” a cura di Gianni Rossini

Problemi segnalati allo “sportello”

Segnalazione agli uffici competenti

Riconosciuto dal Comune di Brescia

Risposte ricevute e problemi risolti

Agli inizi del mese scorso ci è giunta segnalazione della presenza di una notevole quantità di residui di amianto tra il materiale edile scaricato abusivamente in un’area adiacente la linea ferroviaria, in fondo alla via Gussago.

Abbiamo avvisato il competente settore Riferiremo appena possibile. di Aprica, per la rimozione. Dopo il sopraluogo effettuato, ci è stato comunicato che, previa individuazione dell’ente proprietario dell’area in questione ed in accordo con lo stesso, si provvederà di conseguenza.

Dalla via Allegri è stato segnalato che ormai da mesi risultavano invisibili le strisce dell’attraversamento pedonale alla confluenza sulla via Verrocchio, nei pressi della farmacia.

Constatata la pericolosità di tale situazione per tutti i pedoni che accedono al porticato dei negozi ed attività varie, abbiamo scritto in data 29/01/2013 all’assessore alla mobilità e traffico. L’intervento, promesso per il mese di aprile 2013, non è stato effettuato. Ultimamente abbiamo quindi informato della necessità di intervento sui cipressi del cimitero di San Francesco, colpiti dalla processionaria; di completare la pulizia di un breve tratto di fascia verde a Sanpolino; di affrontare in modo deciso e definitivo il danno provocato ai marciapiedi ed ai giardini privati dalle radici dei pioppi: soprattutto in più punti di via Verrocchio. Con lettera del 17 maggio abbiamo informato il settore verde e parchi comunale, chiedendo una verifica ed il conseguente intervento.

Dopo che il settore verde e parchi ha provveduto a completare lo sfalcio e la pulizia delle aree prospicienti il tracciato metrobus, sono state ancora diverse le richieste pervenute a proposito di situazioni attinenti la competenza dello stesso comparto.

Alcuni residenti ci hanno chiesto di segnalare la pericolosità del marciapiede che, attraverso l’area verde, va dal civico n. 76 al 108 della via Allegri. Anche dalla via Robusti ci è giunta una richiesta di intervento, circa il percorso pedonale che corre lungo tutta la via.

Alcuni residenti di una schiera di via Verrocchio ci hanno manifestato la preoccupazione per la presenza di una nutrita colonia di ratti che, oltre a danneggiare sistematicamente le linee telefoniche, costituisce un serio pericolo per la situazione igienicosanitaria della zona. Un residente ha segnalato un percorso parallelo alla via Maggia, di circa un chilometro, da tempo ben tracciato e mantenuto, che potrebbe diventare, con minima spesa, un tratto importante di pista ciclabile. Basterebbe infatti raccordare il tutto alla via stessa.

Il 10 ottobre abbiamo ripetuto la richiesta al nuovo Assessore. Del 9 dicembre la risposta che l’esecuzione è stata inserita tra le prime poste sotto attenzione.

Ci è stata assicurata la massima disponibilità a considerare le segnalazioni tra le priorità di intervento. Siamo tuttora in attesa di poter riferire circa ulteriori positivi sviluppi. Siamo in attesa di riscontro da riferire.

Sempre con lettera del 17 maggio abbiamo segnalato come i rami delle piante si sono abbassati tanto da impedire il passaggio anche ai pedoni di bassa statura, mentre le radici hanno sconnesso, pericolosamente ed in più punti, la pavimentazione di autobloccanti. In data 21 marzo abbiamo informato l’ASL di Brescia. L’11 aprile ci è stato comunicato, dalla Segreteria Area Igiene della stessa, che la segnalazione era stata trasmessa, per competenza, al Settore Ecologia del Comune di Brescia.

Anche qui riferiremo appena possibile.

E’ del 14 ottobre 2012 la richiesta all’Assessore ai lavori pubblici e del 29/1/2013 quella all’assessore competente alle piste ciclabili. Questi ha risposto che per il mese di giugno 2013 il tutto sarebbe stato sistemato. In assenza di intervento il 10 ottobre la richiesta è stata riproposta.

Lo scorso 28 aprile l’assessore Manzoni ci ha informato che il completamento era previsto all’interno di una convenzione urbanistica stipulata con Alfa Acciai alcuni anni fa. Siamo quindi in attesa di informazioni da quest’ultimo settore. Riferiremo.

A metà aprile il settore Ambiente ed Ecologia del comune ha effettuato un intervenuto di derattizzazione e posizionato apposite esche. In particolare nei pressi della vicina cabina elettrica. Chiedendo poi ad A2A di fare altrettanto all’interno della stessa.

Lo “Sportello dei reclami e delle proposte” è aperto tutti i venerdì dalle ore 18 alle ore 18.30 in via Cimabue 271, Sala S. Alessandro a fianco del Circolo ACLI 30


La cultura

Per sentito dire…

di Ernesto Paroli

E’ IL CINEMA, BELLEZZA “Ho dimenticato più uomini di quante donne tu ricordi” Joan Crawford in “Johnny Guitar” 1954

Marco Politi – Francesco fra i lupi - Laterza Il vaticanista de Il Fatto Quotidiano racconta che "già prima di partire per Roma" il vescovo di Buenos Aires "si è fatto un'idea precisa del profilo del prossimo Pontefice: un uomo di preghiera", "convinto che il padrone della Chiesa sia Cristo e non lui". Ritratto perfetto di quel Papa Francesco che, sconvolgendo i pronostici del mondo e quelli italiani, ma soprattutto gli stessi cardinali elettori, si affaccerà dalla loggia della Basilica Vaticana la sera del 13 marzo 2013. In Francesco tra i lupi Politi, mette a confronto il battito pulsante della Chiesa dell’America latina con quello affannato della Curia romana. “Ma senza Ratzinger – scrive Politi – non c’è Francesco. Senza le dimissioni di Benedetto XVI il cattolicesimo non sarebbe approdato alla svolta storica di un Papa del Nuovo Mondo“. Che si è prefisso un’impresa gigantesca: riformare la curia e rinnovare la Chiesa. Ma dietro le quinte la lotta è sempre più aspra. Il tempo è poco. La posta in gioco è la fisionomia del cattolicesimo di domani.

Tracks. Attraverso il deserto - Film di Joshua Oppenheimer - al cinema Nel 1977 Robyn Davidson attraversa il deserto australiano partendo da Alice Springs fino ad arrivare all'Oceano Indiano. Un viaggio epico, 2700 chilometri in solitaria con la sola compagnia di un cane, quattro cammelli e di un mal sopportato fotografo che deve documentare l’impresa per la National Geographic. La scrittrice Robyn Davidson vive ostinatamente il suo mettersi alla prova nella solitudine e nelle situazioni estreme, ed il rapporto non facile col fotografo, così diverso da lei, ma che si avvia verso un’improbabile quanto duratura amicizia.

Paolo Legrenzi – Frugalità – Il Mulino Millenni di vita in ambienti ostili e di lotta per la sopravvivenza hanno plasmato un uomo proiettato verso l’accaparrare risorse, soprattutto dalla natura. Ma oggi,nei tempi di crisi che stiamo vivendo, una parola un po’ desueta sembra trovare un nuovo senso e una nuova pregnanza. Frugalità è la scelta consapevole di chi sa che non si può continuare a consumare il mondo che ci circonda con i ritmi degli ultimi decenni. Non significa tornare a un edenico quanto irreale passato, ma abitare il presente e proiettarsi nel futuro facendo i giusti investimenti e puntando su ambiente, educazione, ricerca, arte, scienza.

Al Di Meola - All your life - A tribute to The Beatles - CD Alcune delle più belle composizioni deo Beatles rivisitate da questo che è fra I più grandi chitarristi viventi in grado di spaziare dal jazz più colto, alla musica etnica, al rock, ina una contaminazione fra I generi, segno che la musica non ha confini o steccati che non si possono superare. Memorabili i suoi concerti e leggendarie le sue collaborazioni con i più grandi artisti tra cui il compianto Paco De Lucia… e anche quella con Pino Daniele. Questo strepitoso album di studio risulta così di estrema raffinatezza e colpisce anche per la nostalgia che suscita in noi musicalmente cresciuti a cavallo degli anni ’60. 31


INSERTO FESTA DELLE ACLI

N°3 2014

“SANPOLOPOLIS”- PERIODICO BIMESTRALE DEL CIRCOLO ACLI S. POLO - BRESCIA - AUTORIZZAZIONE DEL TRIBUNALE DI BRESCIA N. 10 DEL 13/2/2009. DIRETTORE RESPONSABILE: LAURA DI PALMA - EDITORE: CIRCOLO ACLI SAN POLO - VIA CIMABUE 271 - BRESCIA - COORDINATORE DI REDAZIONE: DANTE MANTOVANI

A settembre la seconda edizione della festa delle associazioni nel futuro Parco delle cave (di Elisabetta Donati) Il progetto di coesione sociale “Il quartiere come bene comune” sta proseguendo il suo percorso, arricchito dalle molte iniziative realizzate e soprattutto dalla ricca rete di relazioni avviate e consolidate con tanti attori, anche attraverso il “Patto di rete”. Il Patto sta a signifificare un modo ed un percorso di “fare comunità imparando ad esserlo” , in cui ciascun attore, associazioni, istituzioni, cooperative, si riconosce nell’obiettivo di favorire: la crescita di una comunità di quartiere che contribuisca a generare e consolidare relazioni e legami improntati alla solidarietà, alla cittadinanza attiva ed alle buone pratiche di coesione sociale; una agenda di iniziative di comunità programmata, condivisa e co-partecipata fra i soggetti della rete nel rispetto degli obiettivi comuni e delle diverse identità personali, socioculturali ed associative presenti nel quartiere; apprendimento del lavoro di rete quale esperienza di cittadinanza e partecipazione attiva alle dinamiche sociali del territorio e del quartiere. Il Patto è stato sottoscritto da diverse realtà che operano nel quartiere di San Polo e Sanpolino: soggetti interessati a perseguire ognuno i propri fifini con modalità ispirate alla collaborazione con gli altri perché consapevoli che il risultato sarà un vantaggio per tutti. Pratiche sperimentate in questi due anni dal progetto e che, se meglio riconosciute e valorizzate, possono lasciare un’eredità positiva per nuovi percorsi di progettazione condivisa e partecipata, come sollecitano molte realtà

associative, e propone lo stesso Comune di Brescia per migliorare i diversi ambiti della vita pubblica. Una delle attività del progetto che ha dato maggiore evidenza alla pluralità dei soggetti che operano nel quartiere e alla loro capacità di cooperare è stata la prima edizione della festa delle associazioni per il futuro Parco delle cave. Una festa che ha fatto convergere le idee e le proposte di oltre 50 associazioni e a cui hanno partecipato quasi tre mila persone: una seconda edizione verrà riproposta nel prossimo mese di settembre (sabato 20 e domenica 21 settembre 2014). Il filo conduttore della manifestazione di quest’anno sarà “Imparare sempre”, come pratica che è presente nelle nostre quotidianità, anche se non sempre in modo esplicito, che ognuno fa a modo suo, e che ci aiuta a capire meglio noi stessi e gli altri, a non sentirci esclusi, a partecipare, ad esercitare i nostri diritti. Imparare come educazione al vivere insieme: la festa vuole rendere più visibile quello che tante associazioni del quartiere già fanno, quando immaginano luoghi di maggior benessere per tutti, quando si prendono cura di tante forme di vita, quando cercano di dare dignità alle diversità. E per farlo anche imparano. In queste settimane stiamo incontrando le tante associazioni che saranno presenti anche nella seconda edizione della festa per programmare con loro le diverse iniziative e apportare un contributo importante di relazioni, progetti, impegni, competenze, capacità all’idea di quel “Parco delle cave, come bene comune”.


Dal Polobus al Piedibus!

brai,complimenti!”

di Adriana Mostarda

di Matteo Franceschini

Forse non tutti sapevano che dal mese di ottobre 2013 il nostro POLOBUS, il Pulmino/furgone che trasporta gli anziani e le persone fragili in un percorso circolare che raggiunge i punti principali dei Quartieri di San Polo e Sanpolino, il mattino aveva un DIBUSaltro ruolo: TRASPORTAVA BAMBINI da Sanpolino alla scuola Materna e d Elementare di Via del Verrochio. Era utile perchè alcune famiglie non avevano la possibilita di portarli ma adesso abbiamo ritenuto di fare un passaggio che era previsto e che si completerà a Settembre: passare dal POLOBUS al PIEDIBUS. Nell’ultima settimana di scuola i volontari del Progetto “IL QUARTIERE COME BENE COMUNE” hanno raccolto alle 7.45 alle due fermate di Corso Bazoli una ventina di bambini e li hanno accompagnati lungo il sentiero fino a Via Verrocchio. Con loro a curare gli attraversamenti pedonali i vigili del quartiere a piedi o in motocicletta (per la gioia dei bambini e delle bambine). Ai genitori di Sanpolino diciamo di prepararsi perchè a settembre riceveranno la domanda da presentare per poter mandare a scuola i ffiigli A PIEDI cosa molto più sana e salutare che non andarci in macchina: non inquina, non costa, fa bene alla salute. Per farlo BENE è utile che si realizzino due condizioni: ed è il Fondo, la pavimentazione del sentiero ad evitare il fango nelle giornate di pioggia VOLONTARI che, a turni, accolgano e accompagnino i bambini. CI SENTIANO A SETTEMBRE...BUONA ESTATE A BAMBINI...GENITORI...E NONNI...INSOMMA A TUTTI!

Sul Polo Bus, “Ma che

“Buongiorno, ma che brai, complimenti!”. E’ la breve e secca frase che ci sentiamo dire (io e Antonio) da quasi tutte le vivaci signore che salgo-no sul nostro simpatico POLOBUS al nostro primo servizio come conduttori volontari del servizio di trasporto gratuito all’interno del quartiere di San Polo. Comprendiamo l’entusiasmo delle signore ascoltando le loro tante piccole storie, piccole e grandi preoccupazioni per la fatica a muoversi au-tonomamente per la spesa, per una visita al cimite-ro o più semplicemente per andare a trovare qual-che amica. Definiscono questo nuovo servizio nel quartiere “una vera manna”. E siamo contenti, insieme agli altri venticinque amici che si turnano volontariamente alla condu-zione del mezzo, che Il servizio abbia questa acco-glienza perché POLOBUS è stato istituito proprio per “mettere in movimento” le persone di San Polo e Sanpolino appartenenti alle categorie più disagia-te e con reali difficoltà ad usufruire dei tradizionali mezzi di trasporto e tante volte dipendenti in tutto dalla disponibilità di mezzi e tempo di altri famiglia-ri. Ora si tratta di far conoscere sempre di più il servizio che concluderà a Gennaio il suo primo pe-riodo di tre mesi di rodaggio per poi passare alla seconda fase con le opportune modifiche al percor-so e agli orari facendo tesoro delle tante indicazioni e suggerimenti che abbiamo già ricevuto dagli utenti. Intanto grazie a tutte le persone che hanno ac-colto il servizio, che lo stanno utilizzando e che lo stanno reclamizzando con lo stesso entusiasmo. Come dicevamo nel precedente inserto di Sanpolopolis, l’iniziativa non vuole certo sostituirsi al servizio di trasporto pubblico o mettersi con esso in concorrenza. Si pone solo l’obiettivo di realizzare un collegamento tra i luoghi ed i servizi maggior-mente frequentati e che non risultano serviti dalle linee del servizio pubblico, andando quindi incontro al bisogno di spostamento delle persone che, non disponendo di proprio mezzo privato, si trovano spesso fortemente condizionate nella loro libertà di spostamento all’interno del quartiere. Riportiamo nella tabella i numeri delle persone trasportate in questi primi 50 giorni di servizio del Po-lo Bus e nella fotografia il folto gruppo dei volontari che si alternano alla guida e all’assistenza sul pullmino.


FestAcli S. Polo 2014 19^ edizione

“Dal locale al globale, un quartiere grande come il mondo” VENERDI' 27 Giugno Ore 19.00 – Apertura dello stand gastronomico Ore 21.00 – Apertura ufficiale della FestAcli 2014 e della 2^ Festa del Distretto di Economia Solidale con presentazione della Carta del DES Ore 21.30 - Animazione con balli popolari con il gruppo “GIROVAGANDO”

SABATO 28 Giugno Ore 17.00 – biciclettata con visita guidata al “Parco delle cave” Ore 17.00 – iniziative della Festa Economia Solidale Ore 21.00 - serata danzante con: CRISTIAN VECCHI


DOMENICA 29 Giugno Festa Economia Solidale nel pomeriggio - laboratori vari per bambini e adulti - Mercato dei produttori biologici del DES - Proiezione film Ore 21.00 - serata danzante con SILVANA DUSI

LUNEDI' 30 Giugno Ore 21.00 - Serata di musica Rock

MARTEDI' 1 Luglio Ore 21.00 – Dibattito Ad ottobre si eleggeranno i Consigli di Quartiere in città. Gli stranieri con almeno 5 anni di residenza potranno votare ed essere eletti. Voteranno i giovani al di sopra dei 16 anni. Che significato hanno queste novità?

Relatori:

Giovanni Moro - “L’urgenza di una cittadinanza attiva” Emilio Del Bono -

“I criteri che hanno ispirato le scelte per i Consigli di Quartiere”

Un rappresentante di comunità straniere a Brescia Un giovane


MERCOLEDI' 2 Luglio Ore 20.00 – 6^ Vertical Race – “Dalla terra al cielo” - cronoscalata alla torre Cimabue Ore 21.00 - serata di musica con MOJO FILTER ACOUSTIC

GIOVEDI' 3 Luglio Ore 21.00 – Dibattito “Quale integrazione tra culture diverse e quali gli ostacoli?” Quali sono gli ostacoli che si frappongono ad una reale integrazione tra culture ed etnie diverse? È possibile superarli e come?

Temi e relatori:

Presentazione dati dell’osservatorio dell’Università Cattolica di Brescia sull’immigrazione. Presentazione ricerca dell’università di Verona sui matrimoni combinati.

Don Fabio Corazzina - parroco a S. Maria in Silva Marco Fenaroli – assessore alle Politiche dell'Inclusione. Uno straniero residente nel quartiere

VENERDI' 4 Luglio Ore 20.00 - Gara podistica non competitiva 5 e 10 km 12° trofeo FestAcli S. Polo 3° trofeo Emilio Comai Ore 21.00 - serata musicale


SABATO 5 Luglio Ore 21.00 - Serata danzante con SILVANA DUSI

DOMENICA 6 Luglio Ore 10.30 – S. Messa sotto il tendone Ore 11.00 – aperitivo per i presenti Ore 21.00 – Serata danzante con MARVI Ore 23.30 – Chiusura della FestAcli S. Polo 2014 E arrivederci alla 20^ edizione

Tutte le sere alle ore 19.00 apertura del ricco stand gastronomico. Nel primo week and della festa, anche piatti biologici Bancarella libri nuovi e scambio libri usati Bancarella del Commercio Equo e Solidale Bancarelle espositive di gruppi e associazioni Pesca – giochi - lotteria


AGLI ABITANTI DEL QUARTIERE DI SAN POLO E SANPOLINO, POLOBUS (ANNO NUOVO VITA NUOVA) Il Polobus compie due mesi di vita. I volontari che fanno tutti i giorni questo servizio e le persone che l’hanno usato suggeriscono alcuni cambiamenti. Del resto fin dall’inizio si è trattato di una iniziativa sperimentale, con l’intento di porre l’attenzione sulle difficoltà di spostamento nel quartiere e non certo con l’idea di poter risolvere tutto da soli. Ecco le principali novità: - Il Capolinea unico sarà collocato presso la Chiesa di S.Angela Merici (Circolo Acli) - Il tracciato toccherà le stesse zone, ma avrà un andamento “ad anello”, con partenza ed arrivo al capolinea:

- A parte alcune piccole modifiche (qualche fermata spostata di poche decine di metri in luoghi più idonei), le principali novità sono: - L’allungamento del percorso per raggiungere il Cimitero di San Francesco di Paola - Una fermata in più in Via Arici /angolo Via Ugoletti - Una fermata in più in Via Lippi e presso il Supermercato La Mela. Un grazie particolare a tutti i volontari che con il loro impegno costante rendono possibile questa iniziativa. Va sottolineato che finora i cittadini hanno sostenuto il servizio usandolo spesso: al 6 Dicembre, dopo soli 34 giorni di esercizio, gli utenti erano stati complessivamente 259. Un bel successo!

- Le corse da tre passeranno a quattro al giorno, con partenza alle 9.00, alle 10.00, alle 11.00 Le Nuove Corse avranno inizio il 14/01/2013. e alle 15.00 dal capolinea (S.Angela Merici) Chiediamo a tutti un po’ di pazienza per gli inevitabili piccoli disguidi dei primi giorni. - Le fermate saranno tutte confermate, salvo quella di Via Ferrari (ACI) che si è rivelata inutile.

IL QUARTIERE COME BENE COMUNE. Legami comunitari, cura sociale e vivibilità ambientale a San Polo e Sanpolino. (Progetto finanziato dalla Fondazione Cariplo – Bando 2011 – ID 2011/1901)

Sanpolopolis 95  
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