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Urbanistica

Fonte: cubeconsultants.org

EGITTO: LAVORI IN CORSO PER UNA NUOVA CAPITALE

A

circa 35 chilometri ad est del Cairo (e a circa 400 chilometri di distanza in linea d'aria da Neom) sta prendendo forma quella che sarà la nuova capitale amministrativa dell'Egitto. L'appellativo ufficiale non è ancora stato scelto e per il momento viene denominata NAC (New Administrative Capital). Si tratta dell'esempio più recente di "città pianificata" di grandi dimensioni, visto che punterà ad ospitare circa 6 milioni di persone, e in cui sarà trasferita gran parte degli uffici statali egiziani al fine di decongestionare la vicina megalopoli che sfiora ormai i 20 milioni di abitanti. Ma non sarebbe questo l'unico obiettivo del progetto; al di là della volontà da parte del governo egiziano di mostrare alla comunità internazionale la propria stabilità e intraprendenza, si vuole avvicinare le sedi che ospitano i poteri decisionali all'area del canale di Suez, strategica sotto il profilo economico e commerciale. Anche qui si tratta di un'opera gigantesca: su una superficie di 725 chilometri quadrati sono previsti 46 distretti totali tra residenziali, istituzionali e commerciali, una rete nuova stradale di 650 chilometri, un mega parco, una quantità notevole di scuole, ospedali, alberghi, edifici religiosi e un nuovo aeroporto internazionale al posto di uno militare già esistente. I precedenti casi di capitali create a tavolino non mancano. Se ci limitiamo alle epoche storiche a noi più vicine possiamo citare Canberra, Brasilia, Islamabad, Abuja. Non sempre i risultati finali hanno soddisfatto le aspettative dal punto di vista urbanistico, ma fare paragoni risulta azzardato a causa delle peculiarità geografiche e storiche che hanno caratterizzato la costruzione di ognuno di questi nuovi insediamenti.

Il progetto (elaborato da un trio di prestigiosi professionisti statunitensi) è stato esposto in una conferenza stampa a Sharm elSheikh nel 2015 e i lavori erano stati assegnati inizialmente ad una società immobiliare privata degli Emirati Arabi Uniti. Ma nel corso dello stesso anno il governo egiziano ha annullato l'accordo e pochi mesi dopo ha stipulato una nuova intesa con la China State Construction Engineering Corporation, il colosso mondiale cinese del settore costruzioni. Il modello di "città sostenibile" che gli egiziani hanno in mente appare forse meno utopico rispetto a quello voluto dai sauditi, ma ugualmente ambizioso e impegnativo in termini di investimenti. Priorità assolute saranno la gestione smart della mobilità (onde evitare un nuovo Cairo), un'edilizia moderna e intelligente, la produzione di energie rinnovabili, le reti di connessione e la sicurezza. Ma un'analisi anche superficiale degli eventi storici che hanno caratterizzato il grande paese nordafricano a partire dagli anni '60 del ventesimo secolo ad oggi non può che raffreddare ipotesi troppo entusiaste su un reale processo di modernizzazione che sarebbe fondamentale per un Paese con una storia millenaria e una popolazione di quasi 100 milioni di abitanti. Sono due le sfide principali che l'Egitto dovrà affrontare in questa colossale impresa: evitare che NAC diventi una fredda e asettica oasi di pace per le classi agiate priva di ogni legame storico e architettonico col resto del paese, e non rendere l'antica terra dei Faraoni terreno fertile per il colonialismo economico di matrice orientale che sta facendo dell'Africa terra di conquista.

settembre-ottobre 2019

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Onda Verde n. 25  

La rivista ACI per la mobilità sostenibile. Numero 24: settembre - ottobre 2019

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