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In Primo Piano

I CARDINI DELLA NUOVA ZTL Il nuovo modello proposto per Torino abbandona il principio del divieto di accesso alla ZTL che la città con varie modalità nel corso degli anni ha adottato fin dal 1994, sostituendolo con il principio del libero accesso a tutti, previo pagamento di un ticket solo per i veicoli più ingombranti e, novità di rilievo, di una tariffa di sosta commisurata alle emissioni inquinanti per tutti gli altri veicoli. Più precisamente, la delibera del 26 febbraio stabilisce che il principio del divieto di transito sia applicato non più, come oggi, alla generalità dei veicoli, bensì ai soli veicoli di lunghezza superiore a 12 metri (eccezione fatta per quelli che effettuano servizio di TPL, quelli utilizzati in emergenza e quelli che saranno autorizzati per motivi di interesse pubblico o del servizio pubblico svolto). Questi veicoli sono ritenuti, per la loro dimensione che si correla ad un maggiore ingombro, causa del maggiore intralcio alla fluidità e alla sicurezza della circolazione. Chiunque sia invece alla guida di un veicolo inferiore ai 12 metri potrà accedere liberamente. L’accesso nell’area centrale sarà comunque sorvegliato da telecamere e sarà consentito regolarizzando la sosta durante l’orario di pagamento (7.30-19.30). Il ticket comprenderà le prime due ore di sosta (due ore sono l’attuale tempo medio di sosta in superficie in ZTL). Chi non regolarizzerà la sosta potrà essere multato sia per sosta irregolare che per accesso non consentito nell’area centrale. L’obbligo di pagamento non sarà comunque vigente nelle giornate di sabato e domenica. La tariffa della sosta, inoltre, sarà modulata in ragione dei livelli di emissione in atmosfera di ossidi di azoto

Parallelamente all’avvio del nuovo progetto di ZTL la città di Torino sta potenziando il servizio di TPL urbano.

(NOx), con un limite massimo tariffario da definire, diversificato per chi utilizzerà la sosta in superficie e per chi utilizzerà la sosta in struttura. Dunque una liberalizzazione - a pagamento - degli accessi, che si accompagna ad un notevole ampliamento del periodo di accesso regolamentato, che viene quadruplicato, passando dalle attuali tre ore (7.30-10.30) a dodici ore (7.30-19.30). FAVORIRE IL CAMBIO MODALE La delibera è arrivata dopo lunghi studi sulla circolazione veicolare che ha compreso l’analisi dei dati delle celle telefoniche uniti a quelli delle tessere bip e del bike sharing. Secondo quanto l’assessora Lapietra ha dichiarato alla stampa, l’analisi ha considerato le sim della Tim, che rappresentano il 30% del totale nella città di Torino e che consentono quindi di fornire un’indicazione sul trend degli ingressi e delle uscite delle persone da un’area all’altra riferita alle singole celle telefoniche.

Da questa ricostruzione si è potuto capire che dalle 7 alle 8 del mattino si assiste ad un picco di oltre 9.000 ingressi a cui poi, dopo le 17, ne corrispondono altri 10.000 in uscita. La cifra più bassa nella mattinata, a seconda dei giorni, è tra le 10 e le 11, quando entrano in centro tra le 5.000 e le 6.000 persone. Dopo le 17 le sim che escono sono in crescita e aumentano fino a raggiungere quota 10.000. Complessivamente, nei giorni feriali, tra le 7,30 e le 19,30 (quando bisognerà pagare la sosta), entrano oggi in centro 75.000 veicoli: 11.500 appartengono ai residenti, altri 21.000 hanno un permesso. Ne restano 42.500, privi di permesso, che entrano dopo le 10,30 di cui circa 6.000 mila parcheggiano sulle strisce blu e sostano in media un’ora e mezza, mentre altri 5.000 optano per i parcheggi sotterranei, con un tempo di permanenza medio di tre ore. Restano esclusi dal conto 31.500 veicoli, tra i quali probabilmente si annida chi sosta sulle strisce blu senza pagare, chi si ferma in doppia fila, ma soprattutto chi lo

attraversa senza fermarsi. L’assessora Lapietra e la sindaca Appendino hanno dunque raggiunto la conclusione che nell’area centrale c’è un transito importante: entrano ed escono un numero di persone superiore a qualsiasi altro posto della città e che per questo servono misure di mitigazione del traffico veicolare privato per favorire un cambio delle modalità di trasporto. La possibilità di entrare in qualsiasi momento pagando però un ticket punta quindi a colpire il traffico “parassita”, quello cioè di coloro che sostano senza pagare e che soprattutto attraversano il centro senza fermarsi. La riforma, va sottolineato, è comunque legata ad un potenziamento del sistema di TPL urbano mediante l’entrata in servizio di nuovi autobus. Il modello ha infatti l’obiettivo di disincentivare l’uso dei veicoli, senza tuttavia penalizzare l’accesso delle persone, le quali avranno quindi l’uso dei mezzi pubblici come unica alternativa al pagamento del ticket.

luglio-agosto 2019

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Onda Verde n. 24  

La rivista ACI per la mobilità sostenibile. Numero 24: luglio - agosto 2019

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