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PER

A Z I O N E

C A T T O L I C A

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SUPPLEMENTO A “IL SET TIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO” NUMERO 46 DEL 7 DICEMBRE 2017

NOI CON GLI ALTRI: QUESTA È LA SFIDA La notizia è nota: nei giorni scorsi a Como un gruppo di giovani ha fatto irruzione nel luogo dove si teneva un incontro per l’accoglienza di immigrati e profughi, ha interrotto la riunione, ha contestato questa accoglienza. Un fatto che si commenta da sé e conferma il serpeggiare di un pensiero così malato da aver bisogno di un’irruzione per esistere e farsi strada. Su situazioni complesse è giusto che pensieri diversi si confrontino mai però con il ricorso all’arroganza, alla violenza, allo slogan ideologico, all’offesa. La risposta viene dalla forza della ragione che di fronte a realtà come quella dell’immigrazione cerca e indica risposte perché la dignità umana sia sempre e per tutti difesa e promossa. Non si tratta dunque di lanciare slogan del tipo “prima noi e dopo gli altri”. Si tratta di costruire una cultura e una politica dove “noi e gli altri” stiano insieme e non contrapposti. La partita è certamente più difficile ma questa è la sfida: qui si gioca il futuro. Le tre tende che nell’emergenza freddo ospiteranno dagli inizi di dicembre persone in difficoltà all’interno nel Centro pastorale card. Ferrari lo confermano: sono la testimonianza di una comunità che allarga le braccia. Sono la prova che le difficoltà si affrontano costruendo ponti e non muri.

LAICI DI AC

Il sinodo è prendere la parola “Nell’ambito ecclesiale la corresponsabilità si esprime nella sinodalità che è un camminare insieme. In questo contesto si ‘prende la parola’. Da questo punto di vista non dovrebbe esserci differente responsabilità tra chierici e laici, adulti e giovani. Perfino i bambini in quanto battezzati sono soggetti di dirit-

to e abili a prendere la parola”. Così scrive il teologo Maurizio Aliotta in QuaderniDialoghi (Ave 2017) sul tema “Libertà di parola e sinodalità. Tra diritto e responsabilità”. È vero che ci sono situazioni in cui occorre una competenza specifica, come è quella teologica ma, ricorda Aliotta, è altret-

tanto vero che tutti i battezzati sono “capaci di parola”. Nella Festa dell’Adesione 20172018 che le associazioni territoriali vivono nell’annuncio del sinodo diocesano, questi pensieri vorrebbero essere un invito all’approfondimento. Lo sguardo non è rivolto a un laicato che rivendica spazi e posti, è rivolto a un laicato pensante che dopo aver ascoltato la Parola “prende la parola” nella Chiesa per contribuire alla sua crescita nella comunione e nella missione. Un laicato che prende la parola non per il gusto di parlare ma per il desiderio di offrire un contributo alla conversione pastorale a cui invita papa Francesco. Nella Festa dell’Adesione ci sono continua a pagina 8

NATALE 2017

ECUMENISMO

LETTERA DA OSTIA

Sentiremo pronunciare queste parole destinate a segnare il tempo e la storia. Pagina 2

La preghiera per l’unità dei cristiani e il dialogo tra Ebrei e Cristiani. Pagina 6

La Presidente parrocchiale: “Mi auguro che venga raccontata una storia diversa”. Pagina 5

“ET VERBUM CARO FACTUM EST”

SCOPRIRE INSIEME ESSERE AC CIÒ CHE UNISCE IN UN TERRITORIO FERITO


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LE RADICI E LE ALI (5)

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La luce che riporta calore e speranza

SE QUESTO GIORNO CI FA RISCOPRIRE LA VICINANZA DI DIO, RISVEGLIA LA NOSTRA ANIMA E CI RENDE PIÙ PROFONDI E PIÙ UMANI, ALLORA LO ABBIAMO TROVATO

“Et verbum caro factum est”. Sentiremo ancora una volta nel giorno di Natale pronunciare queste parole ascoltando il Vangelo di Giovanni. Parole destinate a segnare il tempo e la storia: il Verbo si è fatto carne, Dio si è fatto uomo ed è venuto ad abitare in mezzo a noi. Un Dio che s’immerge nella vita degli uomini, che si pone accanto, salvatore e consolatore, misericordioso e fedele, esigente e paziente. Anche noi, come afferma il profeta Isaia, siamo un popolo che cammina nelle tenebre, al quale è data la grazia di vedere una grande luce. La vita stessa lo ricorda, vi sono giorni in cui noi facciamo le tenebre, i giorni di male, di rabbia, di divisione nelle nostre famiglie, di ingiustizia, di indifferenza dinanzi alle guerre e alle dignità calpestate, i giorni di rifiuto verso chi bussa alle nostre porte e in fuga dalle atrocità degli uomini chiede di essere accolto; le tenebre di chi avendo perso il lavoro fatica a sperare nel futuro o di chi ammalato lotta per sopravvivere. In tutte queste tenebre splende una luce che riporta calore e speranza, che risolleva e pone al centro l’uomo con tutta la grandezza che si merita una creatura fatta a immagine e somiglianza del suo creatore. Questa luce ha un nome e un volto: Gesù! A volte ci sfug-

ge che Gesù, quello del Vangelo, è nato in una grotta, deposto in una mangiatoia, rifiutato dai potenti e deriso dai più religiosi, riconosciuto solo da coloro che, emarginati senza scusanti, erano considerati un nulla, semplici custodi del gregge. Proprio loro si trovano destinatari di un messaggio che per sempre ricorderà alle generazioni future che in Dio non ci sono preferenze, che a partire dagli ultimi fino ai primi, Dio è per tutti, salvatore di ogni uomo che vive sotto il cielo e desideroso di arrivare al cuore di ciascuno. Ogni volta che pretendiamo di richiudere Dio, di isolarlo dalla vita degli uomini, in realtà non facciamo altro che allontanarci da Betlemme per rifugiarci in qualche caldo e luminoso palazzo. La strada che conduce a Betlemme non è una possibilità tra le tante, è l’unica strada percorribile, forse scomoda perché ci porta fuori dalla città sfarzosa, sulle strade dissestate dove spesso si rifugiano coloro che a detta di molti non sono un buon biglietto da visita e fanno sfigurare le manie di perfezione di crede ancora che Dio si possa comprare o assopire con incensi profumati. Da lì dobbiamo ripartire, da un Dio che si fa uomo perché ciascuno di noi possa tornare a essere più uomo (S.Agostino), che chiede di essere deposto nelle

mangiatoie della nostra vita, lì dove nessuno mai deporrebbe un bambino. Il Natale è mistero che risveglia la nostra umanità anestetizzata da ciò che ci soffoca e ci impedisce di alzare lo sguardo, di ritrovare un volto amico, di riscoprire speranze che credevamo perdute. Il Natale è un fascio di luce gettato nel cuore di un mondo incattivito che teme gli attentati e continua a fabbricare e commerciare armi sempre nella speranza che siano utilizzate altrove, un mondo che arma la mano dei bambini soldato, che sfrutta migliaia di uomini e donne sulle strade e poi invoca sui social democrazia, rispetto e fraternità. I magi giunti a Betlemme, videro la stella, provarono una grande gioia e dopo aver adorato il bambino, se ne tornarono a casa per un’altra strada. Viene da chiedersi: “Noi questo bambino lo abbiamo trovato?”. Non un re altezzoso, inamidato e potente, ma un bambino avvolto in fasce, inerme, bisognoso solo di essere accolto. La risposta è dentro di noi: se il Natale ci fa riscoprire la vicinanza di Dio, risveglia la nostra anima e ci rende più profondi e più umani, allora lo abbiamo trovato. E infine torneremo alla vita di sempre per un’altra strada, quella di Dio, degli umili, dei puri di cuore, di coloro che vivono operando la pace. Buon Natale.

Don Roberto Secchi

Assistente diocesano unitario e Settore Adulti

VIENI DI NOTTE PREGHIERA DI NATALE E DELL’AVVENTO Vieni di notte, ma nel nostro cuore è sempre notte: e dunque vieni sempre, Signore. Vieni in silenzio, noi non sappiamo più cosa dirci: e dunque vieni sempre, Signore. Vieni in solitudine, ma ognuno di noi è sempre più solo: e dunque vieni sempre, Signore. Vieni, Figlio della pace, noi ignoriamo cosa sia la pace: e dunque vieni sempre, Signore. Vieni a liberarci, noi siamo sempre più schiavi: E dunque vieni sempre, Signore. Vieni a consolarci, noi siamo sempre più tristi: e dunque vieni sempre, Signore. Vieni a cercarci, noi siamo sempre più perduti,: e dunque vieni sempre, Signore. Vieni, tu che ci ami: nessuno è in comunione col fratello se prima non è con te, o Signore. Noi siamo tutti lontani, smarriti, né sappiamo chi siamo, cosa vogliamo. Vieni, Signore. Vieni sempre, Signore. David Maria Turoldo


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GIOVANI

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GIOVANI

Lo scorso mese di ottobre, venerdì 20 e sabato 21, a Gussago (BS) ha compiuto un altro passo avanti un’iniziativa importante per la nostra associazione: si è tenuta la quinta edizione della giornata di studio (preceduta da un laboratorio per gli assistenti Ac) sull’accompagnamento spirituale. L’incontro, organizzato dall’Ac Lombardia per tutti i sacerdoti e educatori della regione, ha messo al cento la tematica dell’accompagnamento degli adolescenti (o come diremmo noi, dei “giovanissimi”). Quest’anno con due novità significative, che sono indice anche di stile: la giornata di studio è stata preceduta da una serata di laboratorio e confronto. Oltre agli assistenti diocesani, il venerdì sera è stata invitata a partecipare per ogni diocesi lombarda anche una rappresentanza di assistenti parrocchiali ed educatori (per la nostra diocesi, oltre al sottoscritto, hanno partecipato don Teresio Barbaro, parroco di Cavallasca e Massimiliano Mura, educatore giovanissimi e presidente parrocchiale della medesima parrocchia). Inoltre – ed è la seconda novità – la giornata di studio e il laboratorio che l’ha preceduta non sono stati aperti solo agli assistenti, ma anche agli educatori laici che si occupano di accompagnare i giovanissimi. Un segno ulteriore del desiderio di essere Chiesa insieme, non per settori. Questa scelta dice anche che l’accompagnamento non è “questione solo dei preti” ma riguarda tutti coloro che si mettono al servizio degli adolescenti come educatori. Dalla nostra diocesi, per la giornata di studio, ci ha raggiunti Elisa Palotti (educatrice giovanissimi

TRE LE PASSIONI DEI NOSTRI ADOLESCENTI: AFFRONTARE E VINCERE IL DOLORE, LA FELICITÀ E L’AMORE

del gruppo di Sondrio e vice-responsabile diocesana per l’Acr). Questo articolo non vuole essere una sintesi di tutto il lavoro svolto (sarebbe impossibile riproporre il tutto in poche righe) ma dare qualche prospettiva, che possa essere utile per chi accompagna gli adolescenti. Riprendo – per grandi linee – quanto il relatore, don Davide Baraldi di Bologna, ci ha consegnato e possiamo portare avanti. Anzitutto partiamo dal fatto che i nostri giovanissimi hanno tre grandi “passioni” (per stare al tema dei giovanissimi dell’anno) che li muovono: il desiderio di affrontare (e cercare di vincere) il dolore; la domanda di felicità e la necessità di imparare l’amore. In questa età, dove inizia un cammino di vero accompagnamento, è necessaria una regola di vita che aiuti ad individuare obiettivi possibili, nell’ordine del percorrere la strada della vita tenendo presente le tre sottolineature che abbiamo detto. Ma è importante allora per chi accompagna avere una certezza: lasciarsi guidare è necessario per guidare. Assistenti ed educatori devono avere il loro cammino di accompagnamento, altrimenti non sapranno dove e come accompagnare (tenendo presente che il primo accompagnatore è lo Spirito Santo, che cammina con noi, come Gesù con i discepoli di Emmaus). Per essere buoni accompagnatori possiamo tenere a mente due immagini di accompagnamento: quella paterna e quella fraterna. Quella paterna si esercita nel momento in cui siamo in grado di indicare la via per la vita, quella vera; quella fraterna indica la necessità di essere figure capaci di metterci al fianco degli adolescenti, con grande disinvoltura. Per concludere, in modo schematico, potremmo dire che l’accompagnamento spirituale (che si inserisce in un contesto più ampio di accompagnamento pastorale) è costituito da due pilastri e da un architrave. I pilastri sono: 1. Recuperare le condizioni di una dinamica spirituale, cioè credere che lo Spirito Santo sprigioni nella relazione umana un’idea e un desiderio di vita possibile. Significa saper dire, di fronte a qualsiasi vita: “anche se nessuno ti volesse bene, io lo farò…”. 2. L’accompagnamento spirituale è esperienza di Chiesa (mai di un singolo!). Le persone e le forme sono anche differenti, bisogna essere lieti di questo. Infine, l’architrave è composto da alcuni mattoni (cinque per la precisione) che hanno un risvolto per l’accompagnatore e uno per l’accompagnato, che troviamo indicati nella tabella seguente. PER L’ACCOMPAGNATORE Garantire spazio di relazione accogliente Amare senza censure

PER L’ACCOMPAGNATO Coltivare un rapporto

Accogliere i desideri (anche i più terribili, riuscire a farli dire) Manifestare chiaramente gli eventi interiori (“tu stai vivendo questo…”) Capacità di contenere una storia

Riconoscere chi ti ama senza censure Parlare in verità Stare in mezzo a cocci e rovine senza perdere la fiducia! Essere libero per Dio (anche di cambiare strada)

Questi sono alcuni spunti dal percorso fatto in quei due giorni, consegnati a tutti perché possano essere utili ad educatori e giovanissimi, per giungere a quella pienezza di vita che dà gioia, a motivo dell’amore ricevuto e donato, capace di farci affrontare e vincere anche il dolore.

Don Nicholas Negrini Assistente diocesano Giovani Acr Msac


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ASSOCIAZIONI PARROCCHIALI

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PRESIDENTI PARROCCHIALI (11) SAN CASSIANO VALCHIAVENNA

Non arrendersi alle difficoltà

INIZIO D’ANNO ALL’INSEGNA DELL’ENTUSIASMO E DELLA SPERANZA

Il gruppo adulti dell’Azione cattolica di San Cassiano è mediamente giovane, non solo per età anagrafica dei componenti ma anche per l’esperienza in AC. Siamo accomunati dal desiderio di approfondire le conoscenze sulle tematiche della fede ma in questi due anni di associazione ci siamo resi conto delle difficoltà esistenti in un gruppo senza alcuna esperienza associativa. La nostra speranza è riuscire a creare sia un gruppo “adultissimi” compatto – che sup-

porti tutti con la preghiera e l’esempio di una vita vissuta nella fede – sia consolidare i gruppi ragazzi e giovani quali gruppi di fede viva e ardente che coinvolgano anche le famiglie. Il nostro obiettivo è riuscire a superare le difficoltà iniziali, lavorando sulla crescita personale nella fede ed imparando a relazionarsi con il gruppo, per poter crescere con lo spirito di Apostolato che l’associazione promuove. Riteniamo che gli incontri di Azione Cattolica siano un ottimo sostegno per la formazione e per la crescita personale nella fede e nella conoscenza, oltre ad un bel cammino fatto insieme a persone che condividono il desiderio di vivere e trasmettere la parola del Signore. Come scrive il nostro Vescovo Oscar, in “Testimoni e annunciatori della Misericordia di Dio”, a proposito dell’incontro con Gesù: “Proprio a partire da quel momento nasce il desiderio di stare con Gesù, la voglia di conoscerlo sempre di più e il ritorno gioioso nel gruppo di amici per condividere e invitare anche altri al medesimo incontro”. Così anche il gruppo di Azione Cattolica di San Cassiano, grazie all’aiuto della Madonna, inizierà quest’anno associativo con entusiasmo e con la speranza di accogliere nuovi amici con cui condividere il cammino che verrà.

Mariline Meloni

VICARIATI UGGIATE E OLGIATE

PRESIDENTI PARROCCHIALI (12) LENNO E OSSUCCIO

Il volto di Dio nella parola di Dio

Lella si avvicina e mi chiede

PERCHÈ ASSOCIARSI ALL’AZIONE CATTOLICA PARROCCHIALE? Lella si avvicina e mi chiede “Perché dovrei associarmi ad AC?” È una domanda che mi pongono in molti in questi giorni, e che ha interrogato anche me fin da quando mi è stato chiesto di farne parte e assumere il ruolo di presidente dell’AC delle parrocchie di Lenno e Ossuccio. In fondo siamo già chiamati come battezzati a dare testimonianza della nostra fede, ad essere presenti in parrocchia perché la nostra comunità cresca nella comunione. Per non parlare della sfiducia che tante associazioni o strutture ecclesiastiche e civili suscitano in noi. Eppure da quando ne faccio parte, solo po-

Simone Martini, San Pietro 1326

chi mesi, qualcosa in me è cambiato. L’associazione e l’assunzione di responsabilità in AC mi ha reso più partecipe alla vita della parrocchia e della diocesi, mi ha fatto incontrare tante persone che prima non conoscevo o salutavo distrattamente in un rapporto più stretto. Ho scoperto in AC l’energia e l’entusiasmo dei giovani e dei ragazzi, la ricchezza di tanti che partecipano da anni ad AC e che continuano a portare avanti con un sorriso un impegno a volte faticoso e spesso ignorato da tanti. Ho scoperto, anche grazie alle letture proposte dall’editore AVE, una spiritualità che non pensavo di avere e un nuovo interesse alla realtà che mi circonda. Tutto questo lo stiamo vivendo sia come coppia che come famiglia con nostri figli a cui vogliamo proporre qualcosa di speciale e significativo per la loro vita di fede. L’AC di Lenno e Ossuccio sta pian piano crescendo con chi ne faceva parte da anni e con chi, come me, è all’inizio di questo cammino. Siamo convinti che l’AC sarà una presenza significativa, al di là del numero degli associati, nelle nostre parrocchie e nel vicariato. Certo, siamo fortunati ad avere come parroco e assistente don Italo che ci aiuta a crescere, grazie anche alla sua lunga esperienza in diocesi e specialmente in AC.

Claudio Grigioni

La “qualità” della fede cristiana e l’incisività della sua testimonianza richiedono un serio, co- IL NUOVO stante e sistematico accostamento alla Parola PERCORSO BIBLICO di Dio. Forte di questa convinzione dieci anni È DEDICATO ALLA or sono il consiglio zonale di AC della ex Zona Pastorale Prealpi ha dato inizio a un’esperienza FIGURA DI PIETRO di approfondimento della Parola di Dio sotto la guida di don Ivan Salvadori, attuale rettore del Seminario diocesano, a quel tempo assistente diocesano dell’Azione Cattolica. La transizione all’esperienza vicariale ha lasciato in eredità ai Vicariati di Uggiate e di Olgiate questa iniziativa di approfondimento della Parola di Dio, rivolta a giovani e adulti, che è andata consolidandosi negli anni fino a raggiungere la maturità di un’esperienza vissuta con assiduità dai partecipanti che negli ultimi incontri hanno sfiorato le duecento presenze. In questi dieci anni il percorso ha approfondito i Vangeli sinottici unitamente al Libro degli Atti, alcune importanti lettere del Nuovo Testamento e ha dedicato un intero corso alla Misericordia. Il percorso biblico, ora guidato da don Marco Cairoli, docente di Sacra Scrittura al Seminario Vescovile di Como, prevede sei incontri mensili dedicati alla figura di Pietro declinata secondo il titolo: “Tu sei Pietro ! Pronti a rendere ragione della Speranza”. Quest’anno, ai tradizionali incontri saranno associati due appuntamenti di ripresa ed approfondimento dei contenuti, che si terranno nelle parrocchie di Parè e di Gaggino sabato 27 gennaio e sabato 28 aprile. A chiusura del percorso si prevede un pellegrinaggio al Santuario di Oropa sabato 26 maggio 2018. Il calendario degli incontri (ore 21 oratorio di Uggiate) prevede la seguente sequenza: 17 ottobre 2017 La chiamata (Mt 4,18-22) 21 novembre La poca fede (Mt 14, 22-33) 16 gennaio 2018 L’incarico (Mt 16,13-20) 20 febbraio La necessaria conversione (Mt 16, 21-24) 20 marzo Il rinnegamento (Lc 22, 54-62) 17 aprile La fatica di amare (Gv 21, 15-19) Ripresa ed approfondimento: sabato 27 gennaio 2018 (ore 15 oratorio di Parè) e sabato 28 aprile (ore 15 oratorio di Gaggino)

Luciano Galfetti


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TESTIMONIANZE

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OSTIA

Essere Ac

in un territorio ferito La cronaca continua a riferire di atti di violenza e di illegalità a Ostia, dopo l’aggressione a un giornalista. In questa città, più precisamente nella parrocchia di Regina Pacis, c’è l’Azione Cattolica. Una presenza viva e molto attenta alle esigenze di un territorio duramente provato. “Insieme” ha chiesto alla Presidente parrocchiale, Michela Muliere, un pensiero. Quando il presidente Paolo Bustaffa mi ha contattata in qualità di presidente dell’Ac della parrocchia di S. Maria Regina Pacis in Ostia, quale nostro vecchio amico, per esprimere la vicinanza della Ac di Como alla nostra associazione nel momento in cui Ostia stava balzando ai disonori della cronaca per i noti fatti legati alla criminalità locale, sono stata colpita ma non sorpresa. Chi è di Ac sa che le nostre associazioni sono legate da un vincolo che va oltre l’appartenenza geografica o le specifiche espressioni sociali e culturali, che trascende anche la stessa comune radice storica. In quell’occasione la nostra piccola realtà associativa ha sentito come dono il far parte di una grande famiglia che l’abbraccia e prega per lei. Quando poi in seconda battuta il presidente Bustaffa ci ha chiesto di scrivere questo contributo, perché spiegassi agli amici di Como cosa vuol dire essere di Ac nel territorio ferito di Ostia, sono stata più che sorpresa e, in sincerità, colta anche da un certo imbarazzo. Si tratta di rispondere in primo luogo a se stessi, di aprire uno spazio e un tempo di riflessione, anche di bilancio. Tutto questo mi è stato utile per mettere a fuoco in breve tempo pochi pensieri che spero possano servire in qualche modo. Il Lido di Roma, Ostia, è un quartiere della capitale di circa 85.000 abitanti (senza considerare gli afflussi della stagione estiva) compreso nel X municipio che conta circa 300.000 residenti. Si tratta di un territorio enorme e variegato, cresciuto in modo rapidissimo con i tipici problemi di una grande periferia, a volte priva di servizi e vie di comunicazione adeguati. Migliaia di studenti e lavoratori vivono la vita difficile e avventurosa del pendolare tra la loro residenza e il centro di Roma. E di Roma sentono comunque

NESSUNA REALTÀ UMANA PUÒ ESSERE RIDOTTA AL MALE CHE VI SI ANNIDA, A MENO CHE VOGLIAMO RINUNCIARE A SALVARLA

Michela Muliere presidente Ac Regina Pacis Ostia

di essere parte, sebbene spesso Roma si ricordi di Ostia solo nella bella stagione, quando diviene meta delle incursioni dei villeggianti di una domenica o più. Il nostro gruppo di Ac è nato nel 1978 ed è costituito attualmente da meno di 30 adulti. Un numero di persone stabile, coeso, che si divide tra la cura della famiglia, il lavoro, il servizio in parrocchia e il volontariato. Nella vita bella, ricca e faticosa di laici di Ac veniamo in contatto – in parrocchia e fuori – con tutto un mondo di persone a volte in sincera ricerca di un centro esistenziale, adulti approdati in parrocchia come ad un’ultima frontiera da esplorare, bambini e giovani assetati di tempo pieno e non solo di tempo riempito… Cosa possiamo fare noi di Ac? Tanto e nulla di diverso da ciò che, sicuramente meglio, anche tutti voi state facendo nella realtà che vi è data. Ma credo che nella chiesa di oggi, nel nostro territorio oggi ciò che di essenziale e di irrinunciabile possiamo e dobbiamo fare è dare luce a quanto di bello e onesto c’è qui. I media e le istituzioni stanno compiendo una grande ingiustizia alla parte maggiore e più sana di Ostia, rinunciando a cercarla, trovarla e raccontarla. Nessuna realtà umana può essere ridotta al male che vi si annida, a meno che vogliamo rinunciare a salvarla. Noi laici di Ac non possiamo rinunciarci. La nostra storia e il nostro stile di Ac credo ci debba chiamare soprattutto ad una missione fondamentale: a che nessuna persona e nessuna realtà sia considerata un frammento sparso, ma un membro innestato in una Storia che ha ricevuto un Senso per sempre. Noi laici di Ac siamo chiamati ad incarnare questo senso, a dargli voce volto gambe e braccia. E in questo mostrare che non siamo mai soli. In un passaggio di una sua appassionata difesa dell’amico Lucio Licinio Murena, accusato di brogli elettorali, Cicerone incidentalmente cita Ostia come un territorio problematico e molesto e racconta che chi ne riceveva in sorte la questura era coperto di scherno e compatimento. Mi auguro – e ci auguro – che dopo più di 2000 anni, venga finalmente raccontata una storia diversa.

Michela Muliere presidente Ac Regina Pacis Ostia

MANDELLO LA CENA POVERA Venerdì 24 novembre ci siamo ritrovati nella parrocchia del S.Cuore a Mandello del Lario per la tradizionale cena povera. Tradizionale perché sono ormai più di vent’anni che questa iniziativa viene proposta prima dell’inizio dell’Avvento. Nata nell’ambito dell’Azione Cattolica, veniva organizzata ogni anno in una parrocchia diversa della zona Grigne: la messa, una cena povera (un pugno di riso e una patata, il pasto di ¾ degli abitanti del nostro pianeta), la presentazione di una testimonianza e di un progetto, sostenuti poi con le offerte raccolte. Ritrovarsi in parrocchie diverse e proporre progetti diversi ha permesso di volta in volta di coinvolgere persone diverse; i confini dei gruppi parrocchiali di Azione Cattolica venivano superati dal ritrovarsi insieme e soprattutto dalla presenza di altri fedeli laici. Quanta ricchezza formativa nell’ascoltare le testimonianze e quanta passione per il mondo, la storia, l’umanità abbiamo raccolto! Tanti progetti sostenuti a favore di missionari, suore di clausura, per il fondo diocesano “Famiglia e lavoro”. Negli ultimi anni poi l’iniziativa ha trovato casa nella parrocchia del Sacro Cuore ma ha coinvolto i volontari delle diverse associazioni del Vicariato. Ci ritroviamo tutti insieme, ognuno con la propria specificità, in questa occasione uniti nella preghiera, in fraternità, con il cuore aperto e solidale. Quest’anno abbiamo sostenuto un progetto di “Pet therapy” proposto dalla struttura de “La Nostra Famiglia” di Mandello, una terapia “dolce” basata sull’interazione uomoanimale che integra le tradizionali terapie a favore di persone disabili.

Cristina Bartesaghi


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DIALOGO

Il gruppo Adulti Ac all’Abbazia di Maguzzano

GLI APPUNTAMENTI DI GENNAIO DEL GRUPPO DIALOGO L’Azione cattolica diocesana, tramite il ”Gruppo Dialogo”, si è prontamente attivata per vivere bene anche nelle parrocchie la prossima Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (18-25 gennaio 2018) che avrà come tema “Potente è la tua mano, Signore” e la Giornata del dialogo ebraico-cristiano dedicata al Libro delle Lamentazioni (17 gennaio 2018) che si terrà a Como il 22 gennaio in streaming con Sondrio e Morbegno e il 6 febbraio a Chiavenna. Sul sito www.azionecattolicacomo.it sono pubblicate le locandine con i programmi delle due iniziative per le quali l’associazione ha collaborato con l’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso diretto da don Battista Rinaldi.

4/5 NOVEMBRE: L’AC A MAGUZZANO

La carità prepara l’unità UN’ALTRA TAPPA DEL CAMMINO CHE L’ASSOCIAZIONE HA INIZIATO ANNI ADDIETRO ANCHE COME SERVIZIO ALLA DIOCESI L’Azione Cattolica, se è vero che ha la stessa missione della Chiesa, non può non interessarsi dell’ecumenismo, che è ormai una priorità per la Chiesa. Saper bene, a livello teorico, che l’ecumenismo è ogni movimento od azione, che miri all’unità di tutti i cristiani, ora divisi in confessioni diverse, non basta. L’AC di Como da un po’ di tempo si è mossa in questo ambito, anche sul piano pratico. Continuando l’esperienza del 2016 presso un collaudato, anche se piccolo, “Centro ecumenico” in Piemonte, nei pressi di Mondovì, quest’anno abbiamo visitato, il 4-5 novembre, l’Abbazia di Maguzzano, nei pressi di Desenzano, dove l’Opera Don Calabria svolge anche attività ecumenica, ospitando, tra l’altro il SAE (Segretariato Attività Ecumeniche) L’Abbazia di Maguzzano e dell’Istituto don Calabria, un complesso benedettino tra il verde degli ulivi e le viti, con vista su lago di Garda, è oggi una “Casa di Spiritualità e di incontro ecumenico”, che offre spazio, tranquillità, e possibilità di arricchimento spirituale e di carica missionaria. Lì, grazie all’accoglienza della piccola comunità “Poveri Servi

della Divina Provvidenza”, si respira la spiritualità di don Giovanni Calabria, ora santo, che non era un teorico ma badava a ciò che è essenziale, la carità. Una carità che unisce l’amore di Dio con l’amore dei fratelli, privilegiando i più poveri; una carità autentica, da lui esercitata concretamente già quando era ancora giovane chierico. Don Calabria inoltre ha accompagnato, se non in qualche modo anticipato, il nascente movimento ecumenico, con incontri e confronti con persone di altra confessione cristiana. Il nostro pellegrinaggio ecumenico, intitolato “La carità prepara l’unità”, ha trovato a Maguzzano di che alimentarsi. La relazione di padre José Barbosa, argentino, esperto anche di dialogo interreligioso, la viva testimonianza della signora Laura del SAE, italiana e cattolica, sposata con un tedesco e luterano, poi convertito, e i ricordi del superiore Don Pietro dopo decenni in giro per il mondo, ci hanno lasciato sollecitazioni e suggerimenti, su cui continuare a meditare. Possiamo sintetizzarli in sei punti: 1) Non fare crociate e non condannare, ma valorizzare i punti su cui si è d’accordo, avendo fiducia nell’azione dello Spirito. 2) Conoscere le altre confessioni cristiane [la teologia, la liturgia, i principi morali, il modo di vivere], e conoscersi reciprocamente. 3) Avere e dimostrare rispetto e stima, escludendo ogni senso di superiorità ed ogni parola che possa suonare offesa. 4) Dialogare senza voler imporre, ma senza ingiustificati cedimenti o rassegnazioni. 5) Coltivare la virtù dell’umiltà. 6) Pregare, e poi ancora pregare.

Il “Gruppo Dialogo” ha inoltre preparato il sussidio, con una scheda per i ragazzi, per vivere bene le diverse giornate di preghiera: sono disponibili sul sito e si possono richiedere in segreteria. Una nota importante: il 18 gennaio la Settimana inizierà a Como e avrà come protagonisti i giovani di diverse Chiese cristiane che si troveranno il 18 dicembre per definire l’incontro.

CHIESE CRISTIANE

È inoltre da segnalare la partecipazione dell’Ac, tramite il Presidente diocesano, a un incontro sul Natale tenuto il 29 novembre dalla Comunità Valdese di Como guidata dal pastore Andreas Kohen.

di quello che ci divide

A.D.O.

È più quello che ci unisce COME È NATA NELL’AC DIOCESANA LA SENSIBILITÀ PER IL DIALOGO ECUMENICO Come può venire da Desco/Paniga una così profonda e convinta conoscenza dell’ecumenismo….se non dalla passione e dal cuore di Don Paolo Trussoni, che aveva fatto delle parole di Cristo sulla croce “ ut unum sint” il progetto da perseguire nella sua missione di sacerdote. Il suo orizzonte di Chiesa aperta a 360 gradi mi aveva affascinato per quanto di bello e nuovo lasciava intravvedere il cammino da percorrere nel solco del Concilio. La mia famiglia aveva rischiato la scomunica per aver aiutato durante la guerra il figlio di un pastore valdese che a sua volta ci aveva ospitato per una convalescenza a Torre Pellice nella comunità valdese e, quindi, con grande sollievo ci siamo sentiti finalmente “assolti“ nell’ambito del cammino ecumenico aperto all’attenzione di tutto il Popolo di Dio. Guardare

le braccia aperte di Gesù sulla croce come il simbolo dell’accoglienza per tutti e non avere paura di stringere mani, amicizie e confrontare idee, con chi ha un cammino di fede diverso dal mio, mi sembra uno degli aspetti più possibili della “Chiesa in uscita“ di Papa Francesco. Condivido il pensiero di Piera e Marinella quando, facendo riferimento ai pellegrinaggi ecumenici di AC in questi ultimi venti anni (Francia, Russia, Germania, Cipro, Svizzera, Belgrado, Monastero S.Biagio Mondovì, Abbazia di Maguzzano ….) abbiamo cercato di capire, almeno in parte, i motivi delle divisioni ma anche di scoprire quante cose abbiamo in comune. Proprio dall’esperienza vissuta a Maguzzano per conoscere la spiritualità ecumenica di san Giovanni Calabria, abbiamo rinsaldato la speranza che l’unità è possibile e che potrà arrivare più facilmente realizzandola dal basso con gesti semplici di amore fraterno e conoscenza reciproca. Andando verso la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, mi sembra doverosa la speranza che diventi la preghiera quotidiana per l’unità dei cristiani.

Angela Faccio Marello


I N S I E M E

P E R

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D I C E M B R E

XVIASSISTENTI IMPEGNO CONVEGNI ASSEMBLEA CAMPI PER EESTIVI DIOCESANI INCONTRI NAZIONALE LA CITTÀ

AC LOMBARDIA

Quando economia diventa profezia SIAMO CHIAMATI A COSTRUIRE COMUNITÀ ACCOGLIENTI E DARE RISPOSTE A CHI NON CE LA FA Era stato preannunciato sul numero dell’Insieme di novembre, abbiamo poi ricevuto l’invito a casa, e a questo interessante convegno pubblico, voluto e organizzato dalla delegazione regionale lo scorso 12 novembre a Cremona, ci siamo ritrovati in un centinaio di persone di cui una decina dalla nostra diocesi, in particolare giovani. Dagli interventi della delegata regionale, dei referenti, del presidente nazionale delle Acli e del sindaco di Cremona, ci siamo portati a casa queste idee di fondo. La scelta preferenziale per i poveri Ogni povero, in quanto tale, qualunque sia la sua età o altri tratti, ha diritto a sperare in un futuro migliore, come ha richiesto il Papa al Convegno ecclesiale di Firenze: “A tutta la Chiesa italiana raccomando […] l’inclusione sociale dei poveri, che hanno un posto privilegiato nel popolo di Dio, e la capacità di incontro e di dialogo per favorire l’amicizia sociale nel vostro Paese, cercando il bene comune. […] Mi piace una Chiesa italiana inquieta, sempre più vicina agli abbandonati, ai dimenticati, agli imperfetti”. Alleanza contro la povertà È una esperienza nazionale avviata a fine 2013 e raggruppa un insieme di soggetti sociali che hanno deciso di unirsi per contribuire alla costruzione di adeguate politiche pubbliche contro la povertà assoluta nel nostro paese. Ad oggi raccoglie l’adesione di 35 soggetti di rilevanza nazionale appartenenti al mondo delle istituzioni, dei sindacati e del terzo settore, tra cui l’Azione Cattolica Italiana, che è stata tra i soggetti fondatori. C’è un funzionamento a livello nazionale con le Acli che hanno il coordinamento politico, con il sostegno organizzativo di Caritas Italiana, si è dato avvio poi a livello regionale a reti territoriali tra i membri locali dell’Alleanza nazionale, tra cui la Delegazione Regionale di AC. Interventi per contrastare la povertà in Italia In Italia esiste la povertà assoluta, le persone ai margini continuano ad aumentare. Sono stati attivati interventi economici di sostegno alle persone, a cui viene richiesto un “impegno” per uscire dalla condizione di indigenza. Infatti l’obiettivo non è solo dare soldi ma anche aiutare le persone a riprendere in mano la propria vita. A livello sperimentale sono stati promossi i SIA (sostegno inclusione attiva), ora ridefiniti nei REI (reddito d’inclusione). Persona e comunità In un contesto molto individualista è difficile recuperare comunità, la paura dell’altro è sempre più forte. E’ importante innescare processi per costruire comunità accoglienti. Oggi occuparsi di una parte vuol dire occuparsi del tutto. E oggi siamo chiamati a dare risposte, anche concrete, a chi fa più fatica, a chi è ai margini e a chi non ce la fa.

Lucia Angelini

CALENDARIO ASSOCIATIVO DICEMBRE 2017 Venerdì 8 : Festa dell’Adesione Mercoledì 13 : Il Vescovo incontra la Presidenza diocesana Sabato 16 : Pellegrinaggio mattutino al Soccorso - Consiglio diocesano a Morbegno Mercoledì 27 - Sabato 30 : Campo invernale Giovanissimi - Santa Elisabetta GENNAIO 2017 Venerdì 5 - Domenica 7 : CadiFam – Santa Elisabetta Martedì 16 : Formazione educatori ACR – Como Giovedì 18 - Giovedì 25 : 25° Settimana Unità dei Cristiani Sabato 20 : Incontro formazione socio-politica Lunedì 22 : Incontro su dialogo ebraico-cristiano (Como, Sondrio, Morbegno) In questi mesi ci saranno anche tre Presidenze e due Consigli diocesani AZIONE CATTOLICA COMO VIALE C. BATTISTI, 8 - 22100 COMO - TEL. 031 331 23 65 ACCOMO@TIN.IT - WWW.AZIONECATTOLICACOMO.IT ORARI SEGRETERIA: LUNEDÌ CHIUSO / MARTEDÌ 9:30 13:00 / MERCOLEDÌ 15:00 18:30 GIOVEDÌ 9:30 13:00 / VENERDÌ 9:30 13:00 - 15:00 18:30 / SABATO 9:30 13:00

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MEIC/1 IL 16 DICEMBRE IL RITIRO DI AVVENTO POMERIGGIO DI RIFLESSIONE E PREGHIERA CON DON IVAN SALVADORI Si avvicina il Natale. Il MEIC (Movimento Ecclesiale Impegno Culturale) promuove come ogni anno il tradizionale ritiro di Avvento. Con la meditazione proposta da don Ivan Salvadori, rettore del Seminario diocesano, viene introdotto il pomeriggio di riflessione e preghiera, in programma per sabato 16 dicembre alle ore 15 al Centro Pastorale “Cardinal Ferrari”. L’iniziativa, in collaborazione con i docenti e i medici cattolici, è aperta a tutti. È stato annunciato il “Sinodo diocesano”. Il Meic valuterà il modo più opportuno per dare un suo contributo idee.

MEIC/2 CHE COS’È IL DISCERNIMENTO? IL 10 FEBBRAIO ANNA CHIARA FASOLA PROPORRÀ LA SUA “ESPERIANZA MEDITATA” Gli amici del Meic si sono domandati “Che cos’è il discernimento?”. Cosa ci dice il vocabolario? Sul Devoto-Oli leggiamo “Facoltà di formulare un giudizio o di scegliere un determinato comportamento, in conformità con le esigenze della situazione; Criterio di valutazione, sul piano morale o intellettuale”. Belle definizioni, di carattere generale, che ci fanno capire che si tratta di una “facoltà” o “capacità”, ovvero di un “criterio”, in rapporto ad un giudizio o ad una scelta o ad una valutazione. Ma in campo ecclesiale, o meglio, spirituale, c’è qualcosa in più. Entrano in gioco sempre la ragione e il buon senso, ma dentro un contesto di “ fede”, in una prospettiva legata ai valori di fondo, al significato dell’essere e del vivere. Potremmo definirlo così: impostare la propria vita, e leggere i segni del tempo, alla luce del Vangelo e della Parola di Dio. Con l’aggiunta, magari, di una guida esperta di direzione spirituale, che garantisca la coerenza con l’autorità della Chiesa. Si parla anche di “discernimento comunitario”, quando la stessa operazione viene svolta in gruppo, e non personalmente. Un esempio classico di discernimento spirituale sono gli “Esercizi” di Sant’Ignazio di Loyola, ma non sono alla portata di tutti. Spunti ottimi sono offerti da un testo noto di padre Rupnik e da alcuni scritti del Cardinal Martini. Il Meic, desiderando sentire anche una voce diretta su questo tema del discernimento, ha invitato ad un incontro, che si terrà il 10 febbraio al Centro Pastorale “Cardinal Ferrari”, Anna Chiara Fasola, dell’“Ordo Virginum” di Como, che ci porterà la sua esperienza meditata.

Abele Dell’Orto

PER

SUPPLEMENTO A IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO DIRETTORE RESPONSABILE: ANGELO RIVA DIRETTORE DI “INSIEME PER”: PAOLO BUSTAFFA

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FORUM FAMIGLIA IL PUNTO SULLE ATTIVITÀ SVOLTE Venerdì 17 novembre, si è svolta, nella sala Bachelet del Centro Cardinal Ferrari, l’Assemblea del Forum Famiglie di Como e vi ho partecipato in qualità di vicepresidente e rappresentante Ac. Si è fatto il punto sulle attività svolte negli ultimi sei mesi ed eccole qua! 21 aprile, cena di raccolta fondi in Cometa; maggio, partecipiamo assieme all’Ac e altre 4 associazioni laicali a “una certa idea di Como” per proporre tre incontri sui temi dell’inclusione sociale e sullo sviluppo, come seconda parte del percorso nato per accompagnare la riflessione sul referendum del 4 dicembre 2016; 4 maggio, Giovanni Giambattista, vice-presidente del Forum, viene intervistato su Radio Marconi in merito all’appena approvato Fattore Famiglie lombardo; il 27 maggio proponiamo “#asSOCIALzioni”, incontro con Elisabetta Locatelli dell’Università Cattolica di Milano per trattare di associazionismo e social; per i rinnovi amministrativi 2017 dei consigli comunali della Provincia di Como vengono incontrati diversi candidati sindaco, chiedendo un impegno per la famiglia, a livello di programma elettorale, e cosa attuare per la famiglia in caso di elezione; settembre, terzo anno consecutivo con stand all’Isola che c’è per presentarsi, incontrare e farsi conoscere al di fuori dei soliti canali e nella sala consiliare del Comune di Villa Guardia con il convegno “Il Fattore Famiglia Comunale” con la partecipazione dell’esperto ing. Maurizio Bernardi e gli interventi di Amelia Locatelli, assessore del Comune di Como e di Giovanni Pagani, sindaco di Appiano Gentile. Infine anche quest’anno abbiamo dato la nostra disponibilità a proporre un momento in occasione della Settimana dell’Infanzia e dell’adolescenza del Comune di Como con l’incontro che si è tenuto venerdì 24 novembre alla Cascina Massé, ad Albate. Abbiamo ascoltato il giornalista Gianni Cameroni, editore del diario “Tienimidocchio”, diffuso tra diecimila studenti di elementari e medie di Como, per capire quali valori sono veicolati attraverso le pagine di un diario scolastico e la professoressa Linda Cavadini ci ha raccontato l’alleanza educativa che ci deve essere tra genitori e scuola.

Roberto Ghirardelli


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OTTAVA PAGINA

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segue da pagina 1 pensieri, come questi, che si fanno più intensi e vanno a rinnovare il significato di un “sì” che dopo 150 anni di storia continua a essere un inno di libertà, di responsabilità, di appartenenza. *** Tanto più si è liberi quanto più si appartiene a Colui che ha detto e dice che dalla Verità nasce la libertà. Sono parole che scuotono la vita e il pensiero di un laico: la sua dignità viene risvegliata e sollecitata a prendere la parola. Sono parole che inquietano un laico nel suo consapevole sentirsi Chiesa e sentire la Chiesa. Lo inquietano nel prendere a cuore il “sogno” di Chiesa missionaria proposto da Francesco nella Evangelii gaudium: il Papa chiede di rinnovare nelle modalità e nei contenuti anche l’ impegno di un laicato quale è l’Azione cattolica. Lo inquietano nel ricevere dal vescovo Oscar l’annuncio del sinodo diocesano sul tema “Testimoni e annunciatori della misericordia di Dio”. È l’annuncio del cammino di un popolo, non di viandanti solitari. *** “Abbiamo bisogno di prendere coscienza dell’importanza per la Chiesa e per il mondo di un autentico protagonismo laicale. E questo vuol dire che tocca ai laici, per primi, avere la maturità di assumersi le proprie responsabilità”. Sono parole del presidente nazionale Matteo Truffelli che nel libro “Credenti inquieti” invita a condurre l’impegno associativo in due direzioni complementari: il dialogo intenso con i sacerdoti e la messa in comune dei talenti con altri laici che concorrono alla missione apostolica della Chiesa. In questo procedere occorre evitare il rischio del clericalismo che riguarda sia i preti che i laici. Il clericalismo ha detto papa Francesco ai sacerdoti il 12 giugno 2015 è “come il tango che si balla in due: al sacerdote piace clericalizzare e il laico chiede di essere clericalizzato”. Superare il clericalismo e prendere la parola nella Chiesa esigono una formazione di coscienze laicali capaci di vivere la corresponsabilità. Non occorrono titoli accademici, anche se lo studio è parte preziosa del percorso di un cristiano, ma è fondamentale crescere in una fede incarnata, maturare un senso forte di libertà nell’appartenenza alla Chiesa, essere dono in tutte le stagioni della vita, spendersi negli ambienti e nei tempi dello studio, del lavoro, del divertimento, del bene comune. Pensieri, tra i molti, nel giorno del “sì”.

Paolo Bustaffa

SAVE THE DATE Incontri Presidenti - Assistenti Incontro Rappresentatni Ac nei Consigli vicariali 2018 27 gennaio - sabato, ore 15,30 Rappresentanti Ac nei Consigli Vicariali (Nuova Olonio) 12 aprile - giovedì, ore 19 Presidenti/Assistenti Alta Valtellina (Bormio) 19 aprile - giovedì, ore 19 Presidenti/Assistenti di Como città (Como S.Bartolomeo) 20 aprile - venerdì, ore 19 Presidenti/Assistenti di Como provincia (Gironico) 16 aprile - giovedì, ore 19 Presidenti/Assistenti di Media e Bassa Valtellina, Valchiavenna e Alto Lago (Sondrio) I contenuti e gli obiettivi degli incontro verranno comunicati in tempo utile. Nel frattempo Presidenti, Assistenti, Rappresentanti vicariali possono segnare in agenda questi appuntamenti.

IL LIBRO DELLA CIA CIA MARAZZI Nata a Como (parrocchia di S. Orsola) il 25 maggio 1925. Dopo aver frequentato l’Istituto magistrale delle Suore Orsoline si è laureata in lingue e letterature straniere all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Beniamina, Aspirante, Effettiva, è stata Presidente della Fuci diocesana a fine anni ‘40. Dal 1961 al 1967 è stata Presidente diocesana della Gioventù Femminile e dal 1983 al 1989 Presidente Diocesana dell’Azione Cattolica di Como.

€ 12.00

Per Natale sarà disponibilie il libro di Cia Marazzi: “Con amore nella Storia. L’Ac della diocesi di Como si racconta. Dalle origini al 1945”. Il prezzo di copertina è di 12 euro. Si possono prenotare le copie in Segreteria diocesana: accomo@tin.it - tel 031-331 2365.

L’AZIONE CATTOLICA DELLA DIOCESI DI COMO SI RACCONTA

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CON AMORE NELLA STORIA

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CIA MARAZZI

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L’AZIONE CATTOLICA DELLA DIOCESI DI COMO SI RACCONTA

DALLE ORIGINI AL 1945

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Insieme - dicembre 2017  

Insieme - dicembre 2017  

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