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s u p p l e m e n t o a “ I l s e t t i m a n a l e d e l l a Di o c e s i d i C o m o ” n u m e r o 3 1 d e l 2 a g o s t o 2 0 1 4

Non si tratta di un confondersi che annulla le identità ma è un “con-fondersi” che si nutre di comunicazione tra le diversità e costruisce comunione con un tessuto di relazioni umane solide e belle. Insieme per esprime quindi la passione della nostra associazione per il territorio inteso come patrimonio di fede, di cultura di umanità, come luogo educativo da abitare con l’intelligenza dell’amore. Insieme per, in questo contesto, esprime la scelta della corresponsabilità che la nostra associazione compie ogni giorno in tutti i luoghi in cui vive.

Avrete subito notato il piccolissimo, quasi invisibile, “per” alla centro del titolo Insieme. È una variazione richiesta dalla procedura di registrazione dei giornali ma offre lo spunto per proporre una spiegazione della scelta di fare del nostro foglio associativo un supplemento mensile de “il Settimanale della Diocesi di Como” al quale va la più viva gratitudine per aver accolto con entusiasmo la nostra proposta. Insieme per crescere, Insieme per condividere, Insieme per guardare più in alto e più lontano, Insieme per contribuire al bene comune, Insieme per fare più bella la nostra Chiesa facendo più bella la nostra associazione. Insieme per… Ognuno di noi può suggerire qualcosa di personale a questo “per”. Soprattutto ognuno di noi deve sentirsi chiamato in campo da questo “per” in risposta all’appello del vescovo Diego e di papa Francesco ad annunciare, in tutte le periferie, il Vangelo della gioia. Un annuncio che l’Ac comunica con il linguaggio laicale di una fede pensata e vissuta. In altre parole siamo chiamati a riconoscere e a raccontare la presenza di Dio nella storia di ogni uomo che, come il nostro lago, conosce la serenità della brezza e l’ansia della burrasca. A questa riflessione siamo invitati dal tema dell’anno associativo 2014-2015, “Coraggio, sono io, non abbiate paura”, al quale è dedicata la seconda pagina.

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*** Il primo luogo dell’annuncio del Vangelo è il territorio - non solo quello geografico - in cui viviamo. È immediato quindi comprendere il significato di Insieme per quale supplemento del settimanale diocesano. La voce dell’Ac si “confonde” con la voce della Diocesi e questa immagine richiama le parole di San Giovanni Paolo II quando, rivolgendosi nel 2000 alla nostra associazione, diceva: «Anche quando la vostra presenza preferisce i modi discreti del confondersi tra il popolo di Dio... so che voi ci siete».

Perché questa scelta?

La nostra voce nella voce della diocesi

Quale Azione cattolica per un territorio cambiato e che cambia? Questo sarà il tema centrale dell’assemblea diocesana che vivremo il 7 settembre a Morbegno. Sarà un’occasione bella e impegnativa, alla quale occorre prepararsi con cura, per interrogarci sulla realtà sociale, culturale ed ecclesiale a noi vicina e per disegnare insieme le risposte all’altezza delle grandi attese dei ragazzi, dei giovani, degli adulti e delle famiglie che sono da sempre sul nostro territorio o che vi sono arrivate da Paesi lontani e spesso sofferenti. L’assemblea, guidata dal tema dell’anno, riproporrà il valore educativo dell’unitarietà che, al contrario dell’uniformità, valorizza le diverse intelligenze e sensibilità e le conduce a una sintesi condivisa da cui nasce il progetto e, successivamente, prende concretezza il percorso. Ogni iniziativa, piccola o grande, per la crescita dell’associazione non sarà quindi opera di una persona o di un gruppo ma sarà opera di tutta l’associazione diocesana che è democraticamente rappresentata dal Consiglio diocesano. Allora è chiaro che Insieme per vuole essere un’espressione feconda della diocesanità e della unitarietà della nostra associazione: due valori irrinunciabili e inscindibili. Paolo Bustaffa Presidente diocesano

Assemblea diocesana

Il vescovo

Famiglia

Domenica 7 settembre a Morbegno l’associazione si ritrova per condividere e tradurre in scelte concrete il pensiero, la responsabilità, la speranza.

Incoraggiamento per la scelta di mettere il nostro giornale a fianco del settimanale della Diocesi.

Cadifam: il fiore all’occhiello dell’Equipe diocesana in cammino con genitori e figli sulle strade della vita.

Il coraggio cammina con i nostri passi

Efficace intuizione

perchè La gioia sia piena


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Spunti di riflessione in preparazione all’Assemblea del 7 settembre a Morbegno. Programma a pagina 7.

il tema dell’anno associativo 2014-2015

Coraggio, sono io, non abbiate Paura

E subito costrinse i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, a Betsàida, finché non avesse congedato la folla. Quando li ebbe congedati, andò sul monte a pregare. Venuta la sera, la barca era in mezzo al mare ed egli, da solo, a terra. Vedendoli però affaticati nel remare, perché avevano il vento contrario, sul finire della notte egli andò verso di loro, camminando sul mare, e voleva oltrepassarli. Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono: «È un fantasma!», e si misero a gridare, perché tutti lo avevano visto e ne erano rimasti sconvolti. Ma egli subito parlò loro e disse: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». E salì sulla barca con loro e il vento cessò. E dentro di sé erano fortemente meravigliati, perché non avevano compreso il fatto dei pani: il loro cuore era indurito. Mc 6,45-52 Viene spontaneo fermare l’attenzione sulla potenza di Gesù contro le forze della natura, ma Marco ne ha già parlato nella tempesta sedata del cap. 4. Piuttosto è interessante notare che Marco, Matteo e Giovanni, i tre evangelisti che riportano l’episodio, lo pongono come parte integrante del racconto della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Gesù ha appena compiuto il miracolo e si prepara a lasciare la folla e ritirarsi sul monte a pregare, obbligando prima i discepoli a salire sulla barca e ad andarsene. Potrebbe apparirci strano. Ma se andiamo a curiosare nel Vangelo di Giovanni, scopriamo che le folle volevano prendere Gesù per farlo re! Ecco il punto: Gesù sta scappando dalla folla e dall’umana tentazione del successo. Non è questo, lo scopo del miracolo, che doveva piuttosto parlare dell’amore di Dio, della sua attenzione ai nostri bisogni, del suo amore capace di arrivare a donarci la vita del proprio Figlio sulla croce, pane spezzato per la nostra salvezza. Anche i discepoli non hanno compreso il “fatto dei pani” e sono rimasti meravigliati, anche loro fermi all’idea molto umana di avere davanti semplicemente un uomo straordinario. Ma quale idea di successo poteva avere Gesù se, dopo aver placato i venti, si è in realtà

arreso alla loro forza, rinunciando a raggiungere Betsaida, meta della traversata, e accontentandosi di ritornare a Gennesaret, sulla stessa riva e poco più a sud di Tabgà? Chiediamoci: quale equilibrio trovare tra la realizzazione di noi stessi e dei nostri obiettivi e l’affidamento all’azione, talvolta “perdente”, dello Spirito Santo? Nell’immagine della barca che solca il lago in tempesta alcuni Padri della Chiesa hanno riconosciuto la Chiesa che naviga tra le difficoltà della vita. È bello pensare che questo brano non abbia un respiro intimistico: ci sono io, con le mie fatiche, le mie paure, le mie scelte… e Gesù che chiede di salire sulla mia barca. Siamo davanti a uno sguardo profondamente ecclesiale: si è insieme sulla barca, insieme accogliamo Gesù, insieme ci

spaventiamo e urliamo, insieme ci meravigliamo. Insieme! La fede è fatto ecclesiale, comunitario. E la barca, che mostra anche la necessità di stare gomito a gomito, ne è un chiaro richiamo. “E costrinse i suoi discepoli a salire”. Viene da chiedersi se, non costretti, i discepoli sarebbero saliti sulla barca. Si trattava di andare avanti da soli, di precedere Gesù, remando con la forza delle proprie braccia. Quando il mare è burrascoso e si può contare solo su se stessi, viene voglia di restare a riva a guardare... Chiediamoci: quale stile di presenza e corresponsabilità può riscoprire l’Ac nella Chiesa? Fa specie che Gesù lasci i suoi discepoli in balia delle onde e si ritiri da solo sul monte a pregare. Tra loro si pone una notevole distanza, forse però irreale: Gesù non li ha abban-

Il Consiglio diocesano per il triennio 2014-2017 Presidenza: Paolo Bustaffa (presidente diocesano), Stefano Caspani (vicepresidente vicario e vicepresidente adulti), Fulvia Digoncelli (vicepresidente adulti), Angela Fassio Marello (responsabile terza età), Anna Franzini (vicepresidente giovani), Michele Spandrio (vicepresidente giovani), Federica Bertoletti (responsabile Acr), Sonia e Roberto Ghirardelli (incaricati Equipe Famiglia), Moreno Balatti (amministratore diocesano), Stefano Arrigoni (segretario diocesano), don Roberto Barte-

donati, ha accompagnato in ogni istante la loro fatica, fino ad andare loro incontro. Ma quanto è trascorso dal momento in cui, a sera, Gesù ha visto la fatica dei discepoli a quello in cui si è mosso, sul far del mattino, per andare loro incontro? E perché, quando li ha raggiunti, voleva andare oltre? Vengono in mente i discepoli di Emmaus: “…fece come se dovesse andare più lontano”. È stato allora che i discepoli hanno trovato il coraggio d’invitarlo: “Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto”. Forse andare oltre era anche qui un modo per spingere i discepoli a chiedere a Gesù di fermarsi? Ma i discepoli hanno scambiato Gesù per un fantasma e si sono messi ad urlare… Chiediamoci: che senso dare all’apparente assenza di Dio? Come riconoscere Gesù e non lasciarlo passare oltre?

saghi (assistente adulti), don Emanuele Corti (assistente Acr e giovani) Consiglieri settore adulti: Massimo Gaffuri, Chiara Locatelli, Piera Mazzoni, Giuseppe Sardisco, Maria Sirianni Consiglieri settore giovani: Marco Arrigoni, Roberta Della Rossa, Ilaria Di Ceglie, Carmen Ghilotti, Rachele Moralli, Cecilia Rainolter, Chiara Romanò Equipe Acr: Katia De Simone, Paola Denti, Marta Ghiandai Segretari Msac: Paolo Arighi e Greta Frigerio

Un fantasma è inconsistente. E ai discepoli tale sembrava Gesù: un fantasma inconsistente. Ecco l’incomprensione del “fatto dei pani”: se non si accoglie che Cristo è presente nella sua Chiesa proprio attraverso il mistero del pane, è come se lo si negasse completamente, lo si rendesse inconsistente. Ed è nella concretezza della vita, nel mare in tempesta che si deve riconoscere la presenza del Dio che ama fino al dono pieno del Figlio! Non basta riconoscere Gesù come il Figlio nella calma della spiaggia, dell’annuncio della Parola e della “celebrazione” dello spezzare del pane. Lo stesso Gesù del pane va poi riconosciuto presente sulle acque in tempesta della vita, coinvolto e quasi “inzuppato” di quel mare che sembra parlare all’opposto di Lui. È proprio lì che ci dice: “Sono io!” Chiediamoci: quale relazione instaurare tra l’esperienza dell’incontro con Cristo nella Parola e l’impegno concreto nella nostra vita di laici cristiani? “Coraggio, sono io, non abbiate paura!”: è certamente il centro del centro! È l’invito a chiedersi se abbiamo davvero “compreso”. Dice la prima lettera di Giovanni: “Chiunque confessa che Gesù è il Figlio di Dio, Dio rimane in lui ed egli in Dio. E noi abbiamo conosciuto e creduto l’amore che Dio ha in noi. Dio è amore; chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui” (1Gv 4,15-16). La piena comprensione consiste nel conoscere e credere l’amore che Dio ha per l’uomo, il “fatto del pane”. È in questa compenetrazione con l’amore di Dio che si arriva a conoscere Dio. Il nemico grande è la durezza di cuore, quella chiusura interiore che impedisce l’esercizio e lo sviluppo della fede e dell’amore. È quel timore di mettersi in gioco che annulla ogni prerogativa di speranza, la rigidità interiore che rallenta la vita del cristiano. Chiediamoci: come dare risonanza concreta alla proposta: “Coraggio, sono io, non abbiate paura!”? Don Roberto Bartesaghi Assistente diocesano adulti


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Domenica 7 settembre a Morbegno

il pensiero del vescovo

mettiamoci il cuore

un’efficace intuizione

In una scelta importante ciò che conta è metterci il cuore inteso come “luogo” in cui la preghiera, il pensiero e l’azione fanno sintesi e diventano il volto di un’associazione di laici che avvertono l’attualità e l’originalità del loro servizio alla Chiesa e alla Città. Il programma dell’assemblea è a pagina 7.

Siamo ormai alla vigilia dell’assemblea diocesana che il 7 settembre vedrà riuniti a Morbegno – Aula Ipogea della Chiesa di San Giuseppe – i consiglieri diocesani, i presidenti e i responsabili delle associazioni parrocchiali e territoriali, i rappresentanti dell’Ac nei Consigli vicariali, i membri dell’équipe famiglia, i rappresentanti del Movimento Studenti di Azione Cattolica (Msac) e del Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale (Meic). Alla luce della preziosa eredità ricevuta dal precedente Consiglio e raccolta nel documento assembleare, si è lavorato con sollecitudine alla preparazione di questo appuntamento che segna l’inizio del triennio e delle attività associative per l’anno 2014 - 2015. Un anno che sarà vissuto, come si ricorda nelle due pagine precedenti, alla luce del tema “Coraggio, sono io, non abbiate paura”. Non dobbiamo avere paura di crescere, di compiere scelte impegnative, a volte inedite, ma indispensabili per la cresci-

ta della nostra associazione in quantità e in qualità. Ciò che conta è metterci il cuore dove sono le radici del coraggio. Il cuore inteso come “luogo” in cui la preghiera, il pensiero e l’azione fanno sintesi e diventano il volto di un’associazione di laici che, in un tempo di profonde trasformazioni, avvertono tutta l’ attualità e l’originalità del loro servizio, personale e associativo, alla Chiesa e alla Città. Ed è per noi il territorio il luogo, non solo geografico, in cui questo servizio prende forma e sostanza attraverso relazioni nelle quali la verità e la carità si muovono insieme. L’assemblea diocesana del 7 settembre sarà aperta dalla celebrazione eucaristica alla quale seguirà la riflessione spirituale a più voci sul tema del coraggio. Quindi con un’indicazione del Presidente diocesano, a nome del Consiglio diocesano, il lavoro si snoderà nella concretezza del confronto e della condivisione nei gruppi unitari. Sono state scelte alcune do-

La Chiesa di S.Giuseppe a Morbegno

mande sulla crescita dell’associazione parrocchiale alle quali ognuno è chiamato fin da ora a rispondere personalmente e, se possibile, in associazione. Le anticipiamo in una formulazione non ancora definitiva ma sufficiente per una seria preparazione all’assemblea. 1- Alla luce delle riflessioni sul tema dell’anno “Coraggio, sono io, non abbiate paura” quali passi pensiamo di poter compiere per la crescita dell’associazione parrocchiale o territoriale perché il suo servizio alla comunità cristiana missionaria sia più coraggioso ed efficace? 2- Qual è il “dono specifico” che – accanto a quelli di altri soggetti educanti – l’associazione, in un tempo di incertezza e smarrimento, è chiamata a vivere e offrire per una “Chiesa in uscita”, per una Chiesa pronta ad annunciare la gioia del Vangelo? 3- Quale suggerimento offrire al Consiglio diocesano per rafforzare l’associazione parrocchiale o territoriale di ap-

partenenza? (Comitato presidenti parrocchiali, Consigliere diocesano vicino/tutor, Iniziative vicariali, comunicazione, altro…). 4- L’esperienza dei Vicariati come sta cambiando quella della parrocchia? Quali prospettive pastorali questa esperienza sta facendo intravvedere e in quale misura l’Ac si sente coinvolta o si lascia coinvolgere? 5- Il Movimento Studenti di Azione Cattolica è in crescita in diocesi con quattro gruppi mentre il Meic (Movimento ecclesiale di Impegno Culturale) è da sempre attivo nell’ambito culturale - all’interno e all’esterno all’associazione: quale conoscenza c’è nelle parrocchie di queste due realtà e quali attese ci sono nei loro confronti? Il Consiglio diocesano si riunirà il 29 luglio per definire i particolari dell’assemblea: il programma è già su www.azionecattolicacomo.it e sul prossimo numero di “InsiemePer”, previsto a fine agosto, ci saranno altri utili approfondimenti.

formazione pastorale

con la ricchezza della nostra esperienza Molte le forme di collaborazione al Progetto diocesano per l’animazione della comunità cristiana Tra gli impegni statutari che ogni aderente all’Azione Cattolica si assume, oltre alla testimonianza cristiana data con la propria vita, ci sono l’impegno per la formazione personale e comunitaria e la collaborazione alla missione della Chiesa. È da questi presupposti che nasce la collaborazione della nostra Azione Cattolica Diocesana all’interno di Formazione Pastorale - Progetto per l’animazione della comunità cristiana che la Diocesi di Como si è data per il quinquennio 2014-2019. All’Azione Cattolica è stata affidata interamente la realizzazione del Corso di formazione alla Corresponsabilità ecclesiale

per aiutare i componenti dei Consigli Pastorali, parrocchiali e vicariali, a prepararsi al proprio servizio. Si tratta di un percorso triennale di due giornate all’anno, realizzato in vari luoghi della Diocesi. Dopo il primo triennio, ripartirà un nuovo ciclo. Inoltre siamo presenti nella realizzazione della Scuola di Pastorale per la formazione degli operatori pastorali. Quest’anno la Scuola affronta L’annuncio del Vangelo nella vita adulta e saremo presenti nella realizzazione del laboratorio per gli accompagnatori dei gruppi di ascolto (gruppi biblici, catechesi tradizionale, gruppi di Azione Cattolica). Da ultimo la Diocesi ha chie-

sto all’Equipe ACR di realizzare annualmente il Corso ACR e Mistagogia per la formazione di catechisti dell’Iniziazione cristiana per la mistagogia ed educatori ACR. Il corso prevede tre incontri, ciascuno in tre differenti luoghi della Diocesi. Ci sono poi molti nostri associati che collaborano singolarmente nella realizzazione di varie altre proposte tra quelle contenute nel Progetto. Ciò che però è per noi più interessante è che il Progetto diocesano ha recepito l’intera esperienza dei percorsi di Azione Cattolica come proposta esemplare di formazione permanente e globale della persona. È un riconosci-

mento che ci deve spingere ad apprezzare e valorizzare sempre di più la ricchezza della nostra esperienza associativa.

preghiera per la pace Raccogliendo l’appello del Papa per la pace, rilanciato dal Forum Internazionale dell’Ac, i nostri giovani, impossibilitati a vivere il pellegrinaggio in Terra Santa, si riuniranno in preghiera giovedì 7 agosto. Orario e luogo verrano comunicati via mail e sul sito. Tutti potranno condividere, anche a distanza, questo importante momento.

Ho accolto con interesse e piena condivisione di intenti la scelta dell’Azione cattolica diocesana di pubblicare il proprio foglio informativo in abbinamento al nostro Settimanale. “Insieme… per”; questo è il titolo scelto. Ed è quanto mai significativo: oltre a conservare la “testata” originale del periodico dell’Ac, infatti, si arricchisce di una congiunzione – il “per” – che suggerisce un’idea di apertura e progettualità, il desiderio non solo di “fare”, ma di “fare insieme”. In una società e in una cultura come quelle contemporanee – nelle quali siamo iperconnessi e iper-informati da una grande quantità di dati che spesso, però, mancano di chiavi di lettura – è importante comunicare bene. Lo possiamo fare anche raccontando il buono che l’Azione cattolica è, il valore delle iniziative proposte (sempre aperte a tutti), il suo ruolo nel cammino e nella formazione pastorale, il senso del servizio, l’impegno nella parrocchia, l’orizzonte diocesano e lo sguardo ampio sulla Chiesa e sul mondo. Si comincia percorrendo un passo per volta, dando voce alle diverse anime che compongono l’Associazione e chiedendo l’impegno soprattutto dei più giovani, che sanno stupire con la loro freschezza, lo slancio e l’entusiasmo. In diverse occasioni ho avuto modo di esprimere quanto sia necessaria una diffusione il più possibile ampia e radicata del “Settimanale della diocesi”, che aiuta a sentirci Chiesa e ci offre una panoramica informativa utile, estesa e approfondita. Come per qualsiasi attività, tutto può essere migliorato e il Settimanale non fa eccezione. Si migliora, però, a partire da iniziative come questa dell’Azione cattolica, che ha scelto di credere nello strumento comunicativo e con esso si mette in gioco, certa dell’arricchimento reciproco che nasce dalla conoscenza e dal dialogo. “Insieme”, appunto! Augurando a tutti un cammino sovrabbondante di frutti, ringrazio in particolare la presidenza di Ac per l’efficace intuizione. + Diego, vescovo


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rafting sull’Adda il 6 settembre

perché questa bella avventura? L’originale iniziativa promossa il 6 settembre dall’Azione cattolica ragazzi e dal Settore giovani. I passaggi, il ritorno campi e il giorno dopo l’assemblea diocesana

Nel cammino di fede e di vita di ciascuno di noi ci sono momenti speciali che segnano il passaggio verso una nuova situazione: cambiano gli impegni, cambiano i luoghi, cambiano le persone intorno a noi (pensiamo al mondo della scuola, oppure a un nuovo lavoro)… cambiamo noi stessi. Senza dubbio ogni nuova situazione ci permette di crescere, di aprire la nostra mente e il nostro cuore all’incontro con gli altri. L’Azione cattolica da sempre si prende cura della vita delle persone e le accompagna in ogni fase; in modo particolare l’associazione sottolinea le

tappe fondamentali con un evento speciale: il passaggio. L’attenzione è concentrata soprattutto sui ragazzi e sugli adolescenti: una volta concluso il cammino dell’Acr (dai 6 ai 14 anni) i ragazzi lasciano il gruppo per passare a un nuovo gruppo: diventano giovanissimi. Seguiranno il percorso che li accompagnerà dai 14 ai 18 anni. Allo stesso modo i diciottenni compiono il passaggio dal gruppo degli adolescenti a quello dei giovani. Il momento del passaggio può spaventare, perché si fa un passo verso qualcosa che magari non si conosce ancora bene: va quindi affrontato con un po’ di coraggio. Ecco, allora, che i nostri ragazzi di 14 e 18 anni potranno mettere alla prova il loro coraggio divertendosi, assieme a tutti coloro che concludono il loro cammino in Acr e nel gruppo giovanissimi. Quest’anno infatti l’Azione cattolica diocesana propone un appuntamento unico nel suo genere: sabato 6 settembre i ragazzi sono invitati a vivere

un’esperienza che li metterà alla prova. Si tratta di rafting sulle acque dell’Adda! (vedi www.azionecattolicacomo.it) Perché una proposta così insolita? Il rafting è uno sport di squadra, dove le difficoltà si superano insieme e la meta si raggiunge solo collaborando e seguendo il consiglio degli esperti. Metafora perfetta del passaggio: un momento impegnativo e a volte faticoso, in cui nessuno deve sentirsi solo… bensì sostenuto dai propri compagni, dai propri educatori e da tutti coloro che condividono il cammino di fede. All’appuntamento del 6 settembre sono invitati i ragazzi con i loro educatori; saranno accompagnati dall’Equipe diocesana Acr e dall’assistente don Lele; all’arrivo troveranno gli educatori del Settore Giovani, che rappresentano l’inizio di un nuovo tratto di cammino condiviso. Siamo tutti sulla stessa barca… la Chiesa! E Gesù è con noi, possiamo esserne certi! Cecilia Rainolter

il campo scuola nazionale ACR

I protagonisti sono tra noi

Con gli educatori saranno il presidente Matteo Truffelli e l’assistente mons. Mansueto Bianchi La Diocesi di Como è stata scelta dall’Azione cattolica italiana quale teatro di una iniziativa di carattere formativo. Si tratta del Campo Scuola Nazionale rivolto ai membri delle Equipe diocesane Acr che ha luogo dal 29 luglio al 3 agosto prossimi in Valfurva, presso il villaggio Ain Karim e che vede l’afflusso sul territorio diocesano di circa un centinaio di partecipanti, giovani ed adulti, provenienti da tutta Italia. Attraverso la conoscenza, l’approfondimento, il confronto, la relazione e il dialogo, il campo scuola intende far maturare una riflessione sul tema del protagonismo sociale, civile, ecclesiale, associativo di bambini e ragazzi. Titolo dell’iniziativa è, infatti, I ragazzi del 3000. Il protagonismo dei Ragazzi oggi e domani. A partire dalla rilettura dell’identità dei ragazzi di oggi, del loro essere piccoli, con fragilità e risorse che li caratterizzano, l’associazione prova a interrogarsi su come possa aiutare i piccoli a essere davvero protagonisti sia della loro vita, sia della storia della Chiesa, dell’Associazione e del Paese per conoscere, verificare e ripensare il loro impegno cristiano e civile. Come associazione diocesana, con il pieno sostegno della delegazione regionale di Lombardia, abbiamo accolto con grande entusiasmo il desiderio dell’Associazione nazionale di realizzare questa proposta nella nostra Diocesi quale segno di vicinanza verso il territorio. E proprio per questo l’iniziativa, lontana dal vedere la realtà ospitante come semplice cornice paesaggistica dell’evento, prevede la valorizzazione della stessa secondo il pensiero e lo stile propri dell’associazione. Nella giornata conclusiva, sarà presente anche il nostro vescovo, mons. Diego Coletti. Annamaria Bongio Consigliere nazionale Ac

Il convegno diocesano acr di sondrio

NON C’è GIOCO SENZA TE!

La bustina di the, che ogni ragazzo ha portato a casa, non è una bustina qualunque... Come ogni anno tutti i ragazzi Acr, accompagnati dalle loro famiglie e dai loro educatori e animatori, si sono ritrovati per vivere insieme il convegno diocesano Acr. Il 2 giugno scorso ci siamo incontrati tutti a Sondrio all’oratorio del Sacro Cuore dove siamo stati accolti dai bans delle simpatiche ragazze di Grosio e dagli spettacoli dei giocolieri dell’associazione “Su il sipario”. Non poteva certo mancare la Santa Messa celebrata dagli assistenti diocesani don Lele e don Roberto, assieme al parroco don Marco e al vicario don Francesco. Dopo la celebrazione eucaristica e un ve-

loce pranzo al sacco, ci siamo spostati al parco Adda-Mallero Bartesaghi per un pomeriggio di giochi. Grazie al bel tempo che non ci ha abbandonato, i ragazzi hanno potuto divertirsi nei vari giochi a stand mettendosi davvero in gioco al 100%. Ed è stato proprio questo impegno che ha permesso ai ragazzi delle medie di trovare il tesoro racchiuso in uno scrigno che è stato aperto solo grazie alla chiave conquistata dai ragazzi delle elementari. Sotto gli sguardi curiosi, il presidente Paolo Bustaffa ha aperto lo scrigno dove si nascondeva un regalo per tutti... una bustina di the!

All’apparenza potrebbe sembrare un ricordo del convegno un po’ strano, ma se visto con lo sguardo giusto rivela tanti significati. La bustina di the vuole essere, tramite un gioco di parole, un richiamo al tema dell’anno: Non c’è gioco senza Te! La bustina, che ogni ragazzo ha portato a casa, non è una bustina qualunque: è speciale perché serve a ricordare a ciascuno che quel Te è con la lettera maiuscola. È il Te rivolto a Gesù colui che rende speciali le nostre vite, se siamo capaci di metterci in gioco con Lui, un Amico senza il quale nessuno gioco può essere bello. Il convegno si è concluso con le parole di Annamaria Bongio, che ci ha portato il saluto dell’Equipe Acr nazionale della quale fa parte e a cui porterà il nostro saluto racchiuso in un piccolo video. Dopo un gradito gelato, ognuno è tornato a casa con la gioia di aver vissuto una bella giornata assieme a tutta la Diocesi e pronto per affrontare un tempo di estate eccezionale. Federica Bertoletti


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da un convegno diocesano all’impegno quotidiano

vivere o sopravvivere? a te la sceltA “A te la scelta!” questo il titolo del convegno giovani diocesano svoltosi a Mandello durante il ponte del 25 aprile… e già con questa collocazione temporale c’è stata una prima utile occasione per riflettere sul tema…Come fare a scegliere?… tema caldo e assolutamente centrale per noi giovani che in questi anni ci troviamo negli snodi principali della vita e, in fondo, riflessione che ciascuno è chiamato a fare per rispondere con responsabilità alle molte chiamate che ogni giorno trova disseminate nel quotidiano susseguirsi degli eventi. La riflessione si è snodata lungo cinque passaggi, ciascuno dei quali introdotto da un brano di Vangelo e seguito da lavori di gruppo e sintesi personale. Siamo stati accompagnati in questo percorso da un adulto che ha accettato l’invito a mettersi in gioco ed è stato per noi guida preziosa; la sua esperienza di laico, che nella concretezza della vita si è misurato con scelte piccole e grandi, è stata per noi testi-

Ha 80 anni la croce sul monte Il 30 settembre 1934 sul luogo dove sorgeva una croce lignea gli “Uomini di Azione Cattolica” di Como eressero la croce in ferro che da quel giorno guarda e protegge dal monte di Sant’Eutichio la città lariana e i paesi limitrofi. Nell’80° anniversario di quel gesto, il prossimo 30 settembre l’Ac di Como salirà sul Monte Croce (come è oggi conosciuto) e si riunirà alle 21 nella chiesa di Prestino per una veglia. Con questa iniziativa (ne scriveremo sul prossimo numero), alla quale saranno accolti anche coloro che hanno avuto occasione di sostare ai piedi della croce sul monte, l’Ac intende valorizzare la memoria, rivolgere un pensiero alla città, annunciare la nascita di una nuova associazione parrocchiale e, soprattutto, condividere la gioia di essere cristiani.

monianza credibile di fratello in cammino. Primo passaggio è stato la rinuncia, l’altra faccia della medaglia quando si parla di scelte, perché “salvare capra e cavoli”, come ben sappiamo, non è possibile. Fondamentale quindi è esser consapevoli di questo vincolo oggettivo e darci un criterio serio di priorità per non trovarci ogni volta a dover decidere, magari di fretta e a seconda della sensazione del momento. Il criterio si basa sostanzialmente su una preferenza, non da intendere come blanda oscillazione di voglie, ma come ciò che davvero è importante per me; quali sono i valori che metto in gioco? Che obiettivo mi voglio dare? Di cosa voglio riempire la mia vita? O ancor meglio, come voglio darle pienezza?…Le scelte costituiscono la nostra liberà che si gioca: siamo noi chiamati a rispondere in prima persona e a non delegare o a nasconderci dietro veri o presunti condizionamenti! Un fattore che ha spesso un certo peso nel nostro sceglie-

re è il passato, la nostra storia, che in fondo è in buona parte responsabile di ciò che siamo. Se da un lato possiamo vederla come esperienza che ci permette di scegliere con maggior consapevolezza, d’altra parte spesso, quando si parla di un vissuto negativo o doloroso, esso si tramuta in ostacolo, fonte di paure e paralisi che non permette di guardare oltre e scommettere con coraggio su una nuova possibilità! Per riuscire a fare pace con la nostra storia può certamente essere d’aiuto un serio cammino di direzione spirituale nel quale imparare ad affidare limiti e fatiche e a lasciarci guidare dalla Parola. Una volta scelto poi è tempo di giocarsi al meglio, trafficare i talenti, esporci nelle relazioni, misurarci nel confronto e non stare sugli spalti, spettatori della vita degli altri o ancor peggio della propria! Infine ci siamo confrontati sullo stile che la Chiesa ci insegna: discernimento comunitario e affidamento allo Spirito. Anna Franzini

testimoni nella scuola

mettersi alla prova come studenti attivi La presenza del Msac a Como, Chiavenna, Sondrio, Bormio In questo anno associativo il Movimento Studenti è nato ufficialmente nella Diocesi di Como, dopo un percorso durato tre anni, nel corso dei quali si è sviluppato in modo ufficioso. Un passo importante per la nascita del Msac è stato fatto nella primavera del 2013: tra il 19 e il 21 aprile, a Fiuggi (FR), una trentina di studenti della nostra Diocesi ha partecipato alla Scuola di Formazione per Studenti del Msac (Sfs) dal titolo “La Scuola che verrà”. La Sfs è stata un’esperienza molto forte: abbiamo affrontato temi come l’educazione, la cittadinanza, la partecipazione responsabile e abbiamo avuto la possibilità di dialogare con coetanei provenienti da tutto il Paese e con rappresentanti insigni della società civile, della politica e delle istituzioni. La Sfs ci ha quindi dato un forte slancio e ha lasciato un desiderio di far nascere ufficialmente il Movimento in Diocesi. L’autunno scorso, abbiamo partecipato alla Scuola di Gior-

nalismo Msac “InTO the World” di Torino. Ospiti dell’Arsenale della Pace del Sermig, noi futuri Segretari abbiamo conosciuto più da vicino questa professione, ascoltato opinioni e suggerimenti di giornalisti professionisti di Ac e non, sperimentato la stesura di un giornalino scolastico e, cosa più emozionante, visitato la sede del quotidiano La Stampa e gli stabilimenti che ospitano le rotative del giornale. L’occasione è stata preziosa anche perché abbiamo conosciuto da vicino i Segretari e i Membri dell’Equipe Nazionale, che hanno approfittato per darci qualche suggerimento per organizzare le attività del nascente Msac della nostra Diocesi. Finalmente, domenica 9 febbraio a Morbegno, abbiamo celebrato il Congresso diocesano. In quell’occasione, che ha sancito la nascita ufficiale del Movimento in Diocesi, è stato approvato il Documento congressuale diocesano, che presenta le linee guida per il triennio 2014-2017, e succes-

sivamente sono stati eletti i due Segretari diocesani. Oltre a tanti giovanissimi delle scuole superiori, ai giovani che in questi anni si sono applicati per far nascere il Movimento e ai rappresentanti del consiglio diocesano, era presente Rosathea Caruso, un membro dell’Equipe Nazionale che ci ha accompagnato in questo momento importante. Tra il 4 e il 6 aprile, a Chianciano Terme (SI), si è invece tenuto il Congresso Nazionale, dal titolo “Quando tocca a te”. All’appuntamento hanno partecipato, oltre ai due Segretari diocesani, tre ragazzi in qualità di Uditori: Davide del Circolo Msac di Como, Cinzia di Chiavenna e Moreno di Sondrio. In quella circostanza è stato letto, emendato e approvato il Documento Congressuale Nazionale. Inoltre sono stati eletti i due Segretari nazionali (Gioele Anni e Adelaide Iacobelli) e i Membri eletti dell’équipe a cui si aggiungono i Responsabili regionali eletti in ogni singola regione. Oltre alle operazioni burocra-

tiche, il Congresso è stato una grande occasione di confronto con studenti che conoscono il Movimento da più tempo e con sfumature diverse. Per quel che riguarda la nostra Diocesi, la situazione attuale vede il Msac presente in quattro Circoli: a Como, a Chiavenna, a Sondrio e a Bormio. Per quest’anno il cammino è stato perlopiù indipendente e ogni gruppo ha affrontato un tema diverso. La proposta per l’anno prossimo è invece quella di scegliere un filo conduttore comune e aumentare il confronto e l’incontro tra i vari Circoli, grazie alla presenza di un’équipe diocesana neoeletta, composta da due responsabili per circolo. L’occasione per iniziare al meglio il prossimo anno associativo sarà la “due giorni” Diocesana Msac che si terrà nella Bassa Valle nel weekend del 27/28 settembre: sarà un’opportunità per conoscerci, per accogliere i nuovi msacchini e trovare il giusto entusiasmo per la nuova annata del Movimento. Se sei un ragazzo delle superiori e hai voglia di metterti in gioco come studente attivo, non puoi assolutamente mancare! Greta Frigerio e Paolo Arighi gretafrigerio96@gmail.com paolo.arighi@gmail.com


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angelo corti

il gomitolo dell’alleluja Ha annunciato con tanto esempio e poche parole la fede nel Signore risorto e il suo amore per Lui, e si è adoperato affinché potesse continuare a esserci l’Azione cattolica nella parrocchia di Parè

Quando si pensa al dono grande della fede si torna col pensiero e con il cuore a ringraziare il Signore per quelle persone - tante e diverse - che hanno contribuito a far scoprire questo Tesoro prezioso che dà senso e sapore all’esistenza. Sono genitori, parroci, catechisti, persone consacrate... coloro che nelle diverse situazioni della vita accompagnano una persona all’incontro con il Signore Gesù. Sono educatori che testimoniano la bellezza del credere e la donano agli altri, dentro e attraverso la Comunità. “ Il cristiano è parte di un popolo che viene da lontano e che si chiama Chiesa. Nessuno diventa cristiano da sé” ha detto pochi giorni fa Papa Francesco. Ed è vero, la fede si trasmette così, come un gomitolo che si srotola nel tempo, il cui filo passa di padre in figlio, da generazione a generazione, nel modo in cui lo Spirito dispone e ispira. Nella comunità parrocchiale di Parè, Angelo Corti, morto il 9 giugno, è stata una di queste persone: ricevuto il gomitolo da chi l’ha preceduto, ha sroto-

lato a sua volta la parte del filo a lui donato, condividendola con chi ha vissuto e incontrato. La sua è stata una testimonianza significativa di vita cristiana donata alla famiglia, alla professione, alla parrocchia per la quale Angelo si è speso fino in fondo, amandola e servendola con impegno nelle diverse espressioni della liturgia e della pastorale: oratorio e educazione dei giovani, consiglio pastorale, corale, gruppo teatrale, formazione degli adulti, Azione Cattolica... L’esperienza in Ac era per lui un’occasione preziosa, un dono ricevuto e da proporre ad altri : tanto ci ha creduto e tanto si è adoperato affinché potesse continuare ad esserci in parrocchia questa Associazione che educa e forma persone

adulte nella fede. Il nome “Angelo” etimologicamente significa colui che annuncia, che si fa tramite, che serve mediante un comunicare. E questo è ciò che Angelo è stato nella sua vita: fiducioso nella Provvidenza e quindi poco incline all’affanno, capace di leggere la realtà con la sapienza di chi ha una relazione intima con il Signore e una profonda confidenza con la sua Parola, è stato testimone credibile, ha annunciato con tanto esempio e poche parole la fede nel Signore risorto e il suo amore per Lui. Anche nell’ultimo periodo segnato dalla sofferenza ha dato prova della sua fede solida e ha trasmesso serenità a chi gli stava vicino, riuscendo a dare ancora consigli carichi di affetto e di speranza. Ora che in Cielo sta raccogliendo i frutti del bene seminato qui a piene mani, ora che contempla il Signore delle cime camminando felice per le Sue montagne, in chi lo ha conosciuto sorge forte nel cuore il canto dell’Alleluja. Laura Bellandi

giovani adulti

ripensiamo il progetto Dopo diverse riflessioni il Consiglio diocesano è giunto alla conclusione che è necessario rivedere l’intera proposta

La fascia dei 30/40enni rappresenta una stagione della vita ricca di prospettive, dove i sogni, i desideri , le scelte sperate diventano realtà, si fanno vita quotidiana, ma dove si è ancora alla ricerca di una certa stabilità affettiva-vocazionale (matrimonio, laicato responsabile, ecc.) , lavorativa e sociale. La scelta, come presidenza diocesana di curare questa fascia di età, risale a circa 3 anni fa, quando si è costituito un gruppo di lavoro, con l’obiettivo di analizzare la situazione dei 30/40enni in Diocesi e la conseguente fase di progettualità, per elaborare proposte ad hoc per loro. Naturalmente questa attenzione non è maturata dal nulla, ma si è sviluppata principalmente seguendo alcuni passaggi rilevanti. Il primo: cercare di rispondere alle proposte del centro nazionale, il quale nello scorso triennio, attraverso la commissione adulti -giovani, ha lavorato sulla fascia 30/40enni (studio della situazione nazionale, questionario e sintesi del lavoro, materiali formativi,

ecc.), ritenendo che essi sono fondamentali per crescere i nuovi adulti, in quanto proprio per il loro stile di vita, complesso e variegato, portano vitalità e novità nell’associazione. Il secondo: come Diocesi, abbiamo constatato che questa fascia di età è veramente preziosa per la nostra associazione, perchè rappresenta il futuro, sia per una sorta di sfida missionaria (tipica dell’A.c.) e di annuncio del Vangelo, sia come crescita, inserita come rilancio dell’A.c. diocesana e territoriale. Il terzo: attraverso una mappatura dei 30/40enni presenti in Diocesi, ci siamo resi conto che tanti di loro sono sparsi nelle varie parrocchie e che, per diversi motivi, non riescono a partecipare a un cammino formativo territoriale, perdendo così il senso di appartenenza all’associazione, riducendosi a partecipare agli appuntamenti diocesani di rito ( assemblea diocesana, ecc). A livello diocesano, in questi 3 anni sono state proposte diverse attività formative per

i 30/40enni, spaziando dall’aspetto spirituale a quello politico-sociale (weekend di spiritualità, giornate di studio sociale, educativo, campi estivi, ecc.). Nonostante la qualità proposta nelle nostre attività, non siamo riusciti a raggiungere la fascia di età medio-bassa (30-35 anni), nemmeno con l’apporto di modifiche alle formule delle attività proposte, sperimentando incontri territoriali ( zona Como e zona Sondrio), migliorando la modalità di diffusione degli eventi. Dopo diverse riflessioni, come consiglio diocesano si è giunti alla conclusione che è necessario rivedere l’intera proposta. Riteniamo che sia importante curare il passaggio tra giovani e adulti. A livello diocesano è stata costituita una commissione che si occupa del progetto 30/40enni. Per qualsiasi informazione, scambio di idee e opinioni non abbiate paura a contattarmi quale referente del gruppo. Fulvia Digoncelli Vicepresidente Adulti poldoefuffi@alice.it

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Così vivi e così vicini Li immaginiamo sempre sorridenti e sereni

Lo sguardo corre verso la verde vallata dei Forni, dove Franco e Adele, in modo repentino e inaspettato, hanno incontrato “sorella morte” lunedì 9 giugno. E con loro è morto il giovane pilota dell’idrovolante Pietro Brenna. Anche la famiglia di mia mamma ha origini premanesi e per questo so quanto gli oriundi che lasciano il paese mantengano ancora uno stretto legame con Premana e i suoi alpeggi. Così era per Franco: appena poteva vi ritornava con Adele che aveva condiviso fin dall’inizio la sua passione. E così sono ritornati anche per questo ultimo viaggio: me li immagino sorridenti e sereni sorvolare i boschi, il fiume, i caselli... Del resto, pensando a tutti questi anni passati insieme, io li ricordo sempre così: sorridenti e sereni. Da giovane insegnante nella scuola materna del mio paese, con Adele eletta presidente, donna saggia, capace di coltivare relazioni e dirimere conflitti. Poi insieme in oratorio, nel gruppo delle catechiste. E poi ancora nella nostra zona Grigne ad accogliere i primi immigrati che giungevano in Italia, dalla Cambogia o dal Libano; un’intera comunità attivata a trovare casa, lavoro, insegnare l’italiano... Franco molto occupato col suo lavoro a viaggiare, ma entrambi impegnati a costruire una famiglia calda negli affetti, unita, aperta agli altri, solidale. La ricchezza che ricevevano la donavano poi con semplicità là dove sentivano di essere chiamati: ai percorsi fidanzati, alle attività educative dell’ oratorio, nella vita associativa dell’Azione cattolica... La formazione qui ricevuta li ha motivati a impegnarsi anche nell’ ambito civile. Nel decennio 1980/90 Franco è stato consigliere comunale e Adele aveva accettato con generosità di far parte della mia lista civica proprio in questo ultimo mandato elettorale. «Se posso essere una risorsa...» mi aveva risposto quando glielo ho proposto, camminando sul Lungolago; guardava Franco e sono sicura che anche questa decisione l’avevano presa insieme! Infine in questi ultimi due anni, liberi da impegni di lavoro, Franco e Adele hanno potuto vivere una nuova primavera e trovare più tempo per i numerosi nipoti e per trafficare le loro doti in nuovi impegni: Adele presidente parrocchiale dell’Ac e Franco, ministro straordinario dell’Eucarestia e impegnato nella San Vincenzo. Tutta la comunità continua a ricordarli con stima e affetto e io debbo confessare di sentirli ancora così vivi e vicini da “coinvolgerli” (così come ho sempre fatto) per avere un consiglio, un’opinione, un sostegno. Misterioso é il nostro destino e tutto passa, ma Franco e Adele hanno di sicuro lasciato un segno indelebile: tutto l’amore ricevuto e donato che non andrà perduto. Cristina Bartesaghi


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il messaggio dal campo diocesano famiglie

Un pieno di gioia e una gioia piena

Dal 2 al 6 luglio scorsi si è svolto il consueto appuntamento con il Cadifam, il Campo diocesano delle famiglie promosso dall’Equipe Famiglia di Azione cattolica e giunto alla sua 17esima edizione. Ben 24 famiglie hanno “scaldato” le fresche giornate di San Nicolò Valfurva con la loro voglia di condividere un breve, ma intenso cammino di riflessione e formazione, accompagnate dall’altrettanto calorosa vivacità dei loro figli: un allegro esercito di bimbi e ragazzi da zero a quattordici anni, ospitati al villaggio Ain Karim. In questi quattro giorni abbiamo fatto nostro l’invito evangelico di Giovanni: Perché la vostra gioia sia piena. La gioia è stata così il filo rosso del lavoro che si è portato avanti sotto la guida dei coniugi Sereni dell’équipe nazionale Ac (il cui nome è stata davvero una garanzia di efficacia!) e dell’assistente diocesano di Ac, don Roberto Bartesaghi. Ma c’è stato anche il tempo per condividere alcune attività con i nostri figli, in particolare un gioioso laboratorio sulla comunicazione, ideato dal presidente diocesano Paolo Bustaffa che ha voluto condividere con noi tutto il campo e ha tenuto una conversazione sul tema della comunicazione. Parlare di gioia è senza dubbio cosa ben più profonda che tentare di dare un contorno a un’emozione. La Scrittura e l’Evangelii gaudium sono state le fonti a cui ci siamo ispirati. Nella prima, in particolare, siamo stati aiutati a vedere Dio come Signore della gioia, non come un Dio normativo; il Padre misericordioso gioisce per il figlio che ha ritrovato, ma anche per quello che è sempre stato con lui. Così anche noi possiamo gioire, una volta fatta esperienza di amore

Al villaggio Ain Karim di San Nicolò Valfurva si è tenuta la diciassettesima edizione di Cadifam promossa dall’Equipe Famiglia. Dal 2 al 6 luglio un incontro vissuto con il linguaggio semplice di ogni giorno e di bene; un’esperienza così forte che non può fare a meno di essere comunicata, che ci rende padri e madri capaci di abbracciare. Già il “Siracide” ci esorta: Figlio, per quanto ti è possibile, non privarti dei giorni lieti! (Sir. 14). La realtà della vita ci porta però a essere anche nel buio della fatica; dobbiamo riconoscere questi momenti per quelli che sono, senza tuttavia negarci mai la forza di sperare nella gioia che ci arriverà da Dio. È allora davvero confortante riconoscere che Dio può sempre salvarci, che la gioia può arrivare in ogni angolo della nostra vita perché nessuno è escluso dalla gioia portata dal Signore (Gaudete in Domino). Parimenti è importante saper fare memoria della gioia che abbiamo già vissuto, perché sia lo stimolo per fare quanto possia-

mo per uscire dalla tristezza. Se poi portiamo questo stile nella nostra comunità, saremo più capaci di farci “prossimo” di chi è in difficoltà, andandogli incontro con la sincera capacità di un abbraccio. Gesù ci ha detto: “Che vi amiate gli uni gli altri” ma, ci siamo chiesti, Può un amore essere comandato? Questa domanda ci ha spinto a riflettere sull’importanza di comprendere bene il linguaggio del matrimonio con la disponibilità, in particolare, a saper rivedere alcune idee su cui si è spesso insistito (per esempio il frequente accostamento del matrimonio alla croce o le parole spese sulla bellezza del matrimonio, ma senza la capacità di mostrarne il volto sorridente). Il sacramento del matrimonio si muove sulle coordinate della profondità e dell’altezza che mirano alla

Assemblea diocesana

Domenica 7 settembre 2014 Morbegno - Chiesa di San Giuseppe - Aula Ipogea Ore 9 Accoglienza Ore 9:30 Santa Messa Ore 10:30 Riflessione a più voci su tema dell’anno: “Coraggio, sono io, non abbiate paura!” (Mc 6,50) Ore 11:30 Video rafting per il passaggio Acr a Giovanissimi Ore 11:35 Introduzione del Presidente diocesano Ore 11:45 Gruppi di confronto Ore 13:00 Pranzo Ore 14:00 Intervento Equipe Famiglia e prospettive emerse dai gruppi Ore 14:40 Spazio per i Settori, Acr, Msac Ore 15:40 Adesione, promozione, comunicazione... Ore 16:30 Preghiera conclusiva. Quota pranzo: 15 euro Iscrizioni entro il 1 settembre: accomo@tin.it - Tel. 031 265181

reale comunione con l’altro e con Dio, non è un semplice “patto orizzontale di mutuo soccorso”. Questa è la testimonianza della gioia del matrimonio che come coppie sposate dobbiamo sforzarci di dare. Abbiamo sperimentato un Dio che ci fa sorridere grazie a quel sano umorismo che permette di dire in semplicità anche i concetti più grandi e profondi. E i nostri figli? Un aspetto della struttura del Cadifam che rende questa esperienza per loro divertente, ma anche permeata di senso, è il fatto che bambini e ragazzi, guidati da don Emanuele, seguano un percorso parallelo a quello di noi adulti, a partire dalla preghiera mattutina e dal canto dell’inno (ovviamente sulla gioia), per poi continuare con i giochi e le attività che i tanto bravi e pazienti animatori organizzano (ben 23 più il prezioso seminarista Lorenzo). È sempre bello vedere don Roberto attorniato dai nostri ragazzi mentre srotola sotto i loro occhi una grossa pergamena dal contenuto misterioso… Quest’anno ospitava le storie di quattro figure sicuramente particolari ai loro occhi perché giovanissime: la piccola Nennolina, Carlo Acutis e i forse più noti San Domenico Savio e San Filippo Neri. L’Equipe Famiglia di Ac non termina però la sua attività con il Cadifam estivo! L’assemblea di inizio anno (7 settembre a Morbegno), ad esempio, sarà un’occasione di ritrovo per chi ha partecipato al campo; ma sarà soprattutto un richiamo all’appartenenza associativa. Poi, in sintonia con il Consiglio diocesano, ricominceranno gli incontri in diverse parrocchie della Diocesi: primo appuntamento il 19 ottobre! Giovanna Della Fonte per l’Equipe Famiglia

Ac e meic una rinnovata collaborazione

Il Meic (Movimento ecclesiale di impegno culturale) ha una stretta attinenza con l’Azione cattolica, poiché continua la tradizione del Movimento laureati di Ac, fondato nel 1932 da Ignazio Righetti e mons. Giovanni Battista Montini, all’epoca presidente e assistente della Fuci (Federazione Universitaria Cattolica Italiana). Nella nuova struttura il Meic intende essere un riferimento per il mondo culturale cattolico. Il suo sito nazionale è: www.meic.net. A Como il Meic esiste dagli anni Novanta, e ora ha come presidente Maria Assunta Ostinelli e come assistente don Ivan Salvadori. Negli ultimi anni ha curato, in particolare, percorsi di riflessione sull’antropologia e sui problemi della città moderna, partendo per lo più da testi letterari. È molto opportuno che tra Ac e Meic, dato che si ispirano agli stessi valori ideali, si stabilisca un’intesa, anche organizzativa. Ne trarranno vantaggio entrambi, perché ai soci di Ac fa bene conoscere i temi culturali più dibattuti, e al Meic fa bene trovare una ricaduta del suo contributo di idee in un bacino attento e sensibile qual è quello dell’Ac. Si sono già avviati degli incontri tra le due presidenze, e perciò attendiamo con fiducia i frutti di una proficua collaborazione. Abele dell’Orto


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al centro pastorale cardinal ferrari

chiesa. cosa dici di te stessa? Da settembre 2014 a novembre 2015 il percorso di approfondimento sulla Costituzione conciliare “Lumen Gentium”. Il programma su www.azionecattolicacomo.it

Dopo lo studio nel 2012 della costituzione “Dei Verbum” e nel 2013 della “Sacrosanctum Concilium”, Azione cattolica diocesana e Acli di Como, promuovono con la collaborazione dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi, del Masci e del Gruppo Incontro, il terzo anno di un lungo percorso alla scoperta dei documenti del Concilio Vaticano II in occasione dei 50 anni dalla sua apertura. La “Lumen Gentium” assieme agli altri documenti conciliari è un tesoro prezioso a cui l’Ac continua ancora oggi a fare riferimento e a porre come fondamento della sua identità e della sua stessa missione. L’attuale generazione di cattolici si può considerare “figlia del Concilio” e ne stiamo ancora ricevendo i frutti, ma tanto è ancora da conoscere e da attuare. Molti parlano e scrivono del concilio senza conoscerlo e averne letto almeno i documenti più importanti. Benedetto XVI nel motu proprio “Porta Fidei” del 2011 ci ricorda: “È necessario che i documenti del concilio vengano letti in maniera appropriata, che vengano conosciuti e assimilati come testi qualificanti e normativi del Magistero […] costituiscono una sicura bussola

Possiamo dire che la Lumen Gentium sia la risposta alle domande che Paolo VI poneva ai padri conciliari: “Chiesa. Cosa dici di te stessa? Quale è la tua identità, la tua missione, nel mondo di oggi?”

(per la Chiesa) nel cammino del secolo che si apre”. Verissimo, eppure se oggi chiediamo “cos’è la Chiesa?”, i più pensano al Papa, ai Vescovi, al Parroco: ancora oggi nel pensiero comune la Chiesa si identifica con il clero. E i laici? Siamo per fortuna lontani dalla equivoca definizione che per secoli è stata data, che ancora potevamo leggere nell’enciclica “Vehementer nos” nel febbraio 1906: “La Chiesa è per sua natura una società ineguale, cioè formata da due categorie di persone: i Pastori e il Gregge […] E queste categorie sono così nettamente distinte tra loro […] che la moltitudine non ha altro dovere che lasciarsi guidare e seguire come un docile gregge”. Il Concilio Vaticano II ha normato e definito nella “Lumen

Gentium” (magna charta dell’ecclesiologia conciliare), la realtà sacerdotale del nostro essere laici cristiani e battezzati in modo originale e profetico, ma la strada da percorre è ancora molta. Quanti laici vivono con convinzione l’essere Chiesa innanzitutto per le strade del mondo, un’appartenenza piena e reale alla Chiesa-mistero per realizzare il sacerdozio comune? Quanti si sentono chiamati alla corresponsabilità nell’azione missionaria e di comunione? Per radicare la nostra fede e dare incisività al nostro essere in Cristo dobbiamo conoscere, assimilare e vivere il Concilio. Possiamo dire che la “Lumen Gentium” sia la risposta alle domande che Paolo VI poneva ai padri conciliari: “Chiesa. Cosa dici di te stessa? Quale è la tua identità, la tua missione, nel mondo di oggi?”. Leggere il testo della Costituzione, insieme agli altri documenti conciliari, senza preconcetti e con serenità è una sfida che si offre a una generazione di credenti che vogliono costruire una testimonianza cristiana significativa per l’oggi. Perché è un’illusione pensare a una vita cristiana corresponsabile che non sia attuazione di un vissuto ecclesiale ispirato e sostenuto da una grande idea di Chiesa: idea che per l’oggi non può essere altra che quella disegnata dal Concilio Vaticano II. Il percorso è occasione unica e difficilmente ripetibile per respirare il clima e lo spirito che ha guidato i padri conciliari a una evoluzione storica straordinaria della quale possiamo essere partecipi e continuatori. Le iscrizioni possono essere inviate via mail alla sede di Azione cattolica di Como (accomo@tin.it), all’Ufficio Comunicazioni della Diocesi o alle Acli di Como, preferibilmente entro il 5 settembre. Le relazioni si terranno presso la sala Bachelet del Centro Pastorale Cardinal Ferrari di Como. La quota di partecipazione, comprensiva del testo e delle trascrizioni delle relazioni, è di 40 euro per tutti i 20 incontri. Comunque è lasciata la possibilità di partecipare separatamente agli incontri che sollecitano più interesse. Per la Valtellina, Valli Varesine e Vicariati distanti, stiamo verificando la possibilità di trasmettere in streaming le relazioni o altra modalità di ripresa degli incontri. Attraverso i canali diocesani è in distribuzione il volantino dettagliato con date, temi e relatori. Potete scaricarlo anche dal sito di Ac Como: www.azionecattolicacomo.it Luca G. Frigerio

Ecumenismo

“Dammi da bere” Pubblicato il sussidio per la prossima “Settimana di Preghiera” per l’Unità dei Cristiani

Con una semplice scheda, diffusa via mail e pubblicata sul sito della nostra Azione Cattolica Diocesana, la Commissione Ecumenismo ha invitato tutti gli associati ad arricchire tutti gli appuntamenti estivi con una preghiera ecumenica semplice, ma significativa. Si tratta di un piccolo passo nell’ urgente ricerca di dialogo tra le varie Chiese Cristiane. Tornare a essere uniti in Cristo, ci ricorda la Evangelii Gaudium (EG 244246), è fondamentale per dare credibilità all’annuncio evangelico e soprattutto per offrire un apporto significativo al cammino verso l’unità e la pace mondiale. E quanto questo sia necessario lo confermano le notizie drammatiche che dalla Terra Santa ci hanno raggiunto in questi giorni d’estate. Per questo ci sembra opportuno segnalare la pubblicazione del nuovo sussidio per la Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani 2015, che si terrà come sempre dal 18 al 25 gennaio. Quest’anno è stato predisposto da un gruppo di lavoro coordinato dal Consiglio Nazionale delle Chiese Cristiane del Brasile e s’intitola Gesù le disse: Dammi da bere. Prende infatti spunto dal racconto giovanneo della samaritana al pozzo (Gv 4), letto come icona dell’amore che abbatte ogni separazione. “L’immagine che emerge dalle parole “dammi da bere” - si legge nell’introduzione del sussidio - è un’immagine che parla di complementarità: bere acqua dalla fonte di qualcun altro è il primo passo verso l’esperienza dell’altrui modo di essere. Questo porta a uno scambio di doni che arricchiscono. Quando i doni dell’altro sono rifiutati si fa molto danno alla società e alla Chiesa. […] “Dammi da bere” ci costringe a riconoscere che le persone, le comunità, le culture, le religioni e le etnie hanno bisogno le une delle altre.” Azione cattolica - COMO via C.Battisti, 8 - 22100 Como tel. 031265181 - accomo@tin.it www.azionecattolicacomo.it ORARI SEGRETERIA lunedì 15:00 18:30 - martedì 9:30 13:00 mercoledì 15:00 18:30 giovedì 9:30 13:00 - venerdì 15:00 18:30

sabato 9:30 13:00 PER

supplemento - il settimanale della diocesi di como direttore responsabile: alberto campoleoni direttore editoriale: angelo riva

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Insieme per - agosto 2014  

supplemento a "Il settimanale della Diocesi di Como" numero 31 del 2 agosto 2014

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