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I SCOUT CAT TO ULT LI AD

RIVISTA MENSILE DI EDUCAZIONE PERMANENTE M.A.S.C.I

NUMERO 6 - Giugno 2014 - ANNO 56

Di più saremo insieme più gioia ci sarà GIOVANNI MORELLO

PERIODICO MENSILE DEL MASCI (MOVIMENTO ADULTI SCOUT CATTOLICI ITALIANI) DI EDUCAZIONE PERMANENTE, PROPOSTA E CONFRONTO

La vignetta inviataci dal nostro Alberto Rustichelli, qui a lato, ricorda, sorridendo, il viaggio di pace che papa Francesco ha recentemente tenuto nelle martoriate terre che ospitarono le gesta terrene del Nostro Signore Gesù Cristo, dove la pace non è solo mancanza di guerra ma invito ad una convivenza pacifica tra uomini e popoli. L’incontro di preghiera tenutosi in Vaticano, su invito dello stesso pontefice, con i Presidenti di Israele e dell’Autorità palestinese ne è stato il degno corollario e, speriamo, inizio di nuovi e migliori rapporti. Non bisogna mai stancarsi di pregare per la pace e la convivenza tra i popoli.

EDITORE, AMMINISTRAZIONE E PUBBLICITA’:

Intanto le celebrazioni per il 60° del MASCI sono partite in diverse regioni e singole comunità, in vista dell’appuntamento finale:la grande festa di compleanno che, speriamo ardentemente, possa essere saluta tata anche dalle parole confortatrici di papa Francesco. Pubblichiamo nuovamente la scheda d’iscrizione, da inviare per posta o per fax (basta fare una fotocopia, per chi non vuole sciupare la rivista), mentre per chi vuole iscriversi per via elettronica trova la scheda sul nostro sito www.masci.it. Saremo certamente in molti, ma di più saremo insieme più gioia ci sarà !

SOMMARIO IN ULTIMA PAGINA

La cronaca di alcune di queste celebrazioni potete leggerla in una nuova rubrica che inauguriamo in questo numero: quella delle “Pagine Regionali”: un tentativo

SPEDIZIONE IN A.P. 45% ART. 2 COMMA 20/B LEGGE 662/96 DAL C.M.P. PADOVA EURO 2,00 LA COPIA

Strade Aperte Soc. coop. a.R.L., Via Picardi, 6 - 00197 Roma, www.masci.it

di condividere maggiormente, nell’ottica della nostra “rivoluzione copernicana”, quanto si vive e si opera nelle regioni e nelle comunità. Cominciamo bene, con ben sei pagine dedicate. Speriamo nei prossimi numeri di poter ospitare notizie ed iniziative dalle altre regioni. In ultima di copertina, nello spazio normalmente dedicato al “Controcorrente”, trovate il calendario degli eventi dell’Arcipelago per il corrente anno. Sono occasioni di formazione e di coinvolgimento alla vita del Movimento che vengono messi a disposizione dei magister e dei singoli Adulti scout che crediamo vadano accolti e che speriamo vedano una partecipazione significativa. Un’occasione per progredire sulla strada della nostra educazione permanente che non può andare sprecata. Non possiamo però chiudere queste nostre brevi note senza ricordare (e comunicare ai più) che il nostro amico e collega di redazione, Gaetano Cecere, ci ha lasciato per raggiungere la Casa del Padre. Per noi della redazione, ma anche per la Comunità Roma 19, per gli amici di “Eccomi”, di cui era stato uno dei soci fondatori, e della “Casa di Kim”, che lo vedeva assai attivo nell’azione di supporto alle famiglie dei bambini ricoverati negli ospedali di Roma, è stata una perdita dolorosa. Gaetano ci mancherà e, soprattutto, mancheranno a “Strade Aperte” le sue vignette ricche di humor e di verve che avevamo imparato ad apprezzare.


Proposte

Giugno 2014   

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il Campo MASCI di Servizio a Lourdes si svolgerà dal 23.07.2014 al 29.07.2014, con il Treno Scuola per giovani ed adulti scout dell’Opera Pellegrinaggi Foulards Bianchi Onlus. L’ evento è inserito tra “le rotte dell’Arcipelago” dell’iter formativo del ns. movimento ed è progettato assieme alla Comunità Scout Italiana Foulards Bianchi. Questa esperienza condivisa con la Comunità FB e con l’OPFB, e che si pone i seguenti obiettivi: • fornire agli AASS partecipanti un approccio alla disabilità, all’infermità, alla sofferenza, vissuta all’interno della speranza cristiana e del cammino di fede; • fare un’esperienza: di servizio, di spiritualità, di crescita personale, come occasione di formazione permanente prevista dal metodo scout e contemplata nell’iter formativo del movimento; • riflettere assieme sul significato della scelta di servizio per un AS, che costituisce una delle motivazioni che caratterizzano la nostra appartenenza al MASCI; • presentare la Comunità Scout Italiana Foulards Bianchi. La scheda di iscrizione è reperibile sul sito: www. masci. it Per qualsiasi informazioni: tel. 333/7545268 email: maione.anna@libero.it

A 100 anni dalla prima guerra mondiale 

rimettiamoci in cammino per la pace e la fraternità Domenica 19 ottobre 2014 Marcia Perugia-Assisi

Cento anni di guerre bastano! Abbiamo diritto di vivere in pace! Pane e lavoro per tutti! Costruiamo una nuova Europa solidale e nonviolenta!

INVIA SUBITO LA TUA ADESIONE!

Cento anni fa scoppiava in Europa la prima guerra mondiale lasciando sul campo più di 10 milioni di morti e 20 milioni di feriti, mutilati, invalidi. Le centinaia di guerre che sono venute dopo hanno causato più di duecento milioni di morti, senza contare i cosiddetti “danni collaterali” (milioni e milioni di donne, uomini e bambini uccisi o dilaniati dalla fame e dalle malattie conseguenza delle stesse guerre) e l’immensa quantità di beni e risorse che sono stati distrutti e sottratti allo sviluppo dell’intera umanità. Inutile strage, avventura senza ritorno, la guerra è un mostro che continua a uccidere tante persone in tutto il mondo e minaccia di diffondersi ulteriormente. Armi micidiali continuano ad essere costruite e accumulate e insieme

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alla loro proliferazione incontrollata cresce anche la propensione ad usarle. Dopo cento anni di orribili massacri e crimini contro l’umanità è venuto il tempo di riconoscere che la pace è un diritto umano fondamentale della persona e dei popoli, pre-condizione necessaria per l’esercizio di tutti gli altri diritti umani. Un diritto che deve essere effettivamente riconosciuto, applicato e tutelato a tutti i livelli, dalle nostre città all’Onu. A cento anni da quella terribile tragedia la pace è ancora in pericolo. Troppe persone precipitano nella povertà e nella disperazione. Succede ogni giorno in Italia, in Europa e in tante parti del mondo. Troppe ingiustizie si sommano a troppe disuguaglianze. Troppi problemi attendono inutilmente di essere risolti. Troppa violenza dilaga senza limiti né confini. Troppi soldi continuano a riempire il mondo di armi. Troppe armi alimentano nuove guerre. Troppi egoismi, interessi e complicità impediscono che le cose cambino. Intanto la crisi globale fa strazio di vite umane alimentando paure, angosce, sfiducia e chiusura.

Contro questa situazione angosciante abbiamo il dovere di insorgere!

Organizziamo insieme la!20a Marcia per la pace Perugia-Assisi!!!

Comitato Promotore Marcia Perugia-Assisi via della viola 1 (06100) Perugia, Tel. 335.6590356 - 075/5736890 - fax 075/5739337 email: adesioni@perlapace.it - www.perlapace.it


In Primo Piano

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La Terra del Cantico. Salvaguardia dell’ambiente SONIA MONDIN Presidente Nazionale Pubblichiamo l’intervento tenuto a Foligno il 30 maggio scorso dalla nostra Presidente Nazionale durante i lavori del convegno “La Terra dei Fuochi”. Siamo in Umbria, la terra del cantico, dove Francesco invitava tutte le creature a unirsi nella lode a Dio: perché? Perché il creato rappresentava per Francesco, ma anche per noi, un segno dell’amore di Dio nei confronti dell’uomo. Questo, ai tempi di Francesco, ossia nel medio evo, non era affatto scontato. A quei tempi si credeva che il creato fosse, in parte buono ma in parte anche maligno, malvagio: una bella giornata è ovviamente buona, ma una grandinata è sicuramente cattiva. Francesco invece dice che tutto il creato, in quanto proveniente da Dio, non può che essere buono: “... Laudato si’, mi’ Signore, per frate Vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo...”, non solo quello buono, ma tutto, ... onne tempo. Questa è un’idea per quei tempi rivoluzionaria. Allora si pensava che i boschi fossero abitati da spiriti maligni, mentre solo una bella giornata, col sole portava il segno dello spirito buono di Dio. Francesco disse che dovevamo avere fede, perché il buono era anche nella grandine o, per esempio, in un evento infausto e questa è una visione che anche oggi ci deve far riflettere. L’ambiente è diventato un tema importante per i media e nell’opinione della gente ma solo da pochi decenni: per lo scautismo è dal suo nascere: Più di un secolo fa lo scautismo scelse il creato come uno dei strumenti educativi più importanti, grazie alle intuizioni del nostro fondatore B.-P. Gli adulti scout del MASCI, nel loro patto comunitario, che è il documen-

to che racchiude i principi fondanti dell’essere adulti scout, dicono che…: “Poichè tutto ciò che esiste e vive è stato creato da Dio, consideriamo l’ambiente (cioè la natura abitata e modificata dall’uomo) un bene prezioso, da usare in modo corretto e da salvaguardare per le generazioni future.” Diremo che per tutto lo scautismo la salvaguardia dell’ambiente non è un optional, ma è la colonna portante dell’azione educativa verso gli individui di ogni età, dagli 8 agli 80 anni, e ancor di più a Dio piacendo. Noi siamo anche scout cattolici, come indica la C nella nostra sigla MASCI, e come tali sentiamo il dovere ancora più forte di essere custodi del Creato, come ci ha ripetutamente invitato il nostro caro papa Francesco, che ha scelto non a caso questo nome e del quale vi invito a leggere quanto ha detto il 21 Maggio 2014, all’udienza generale in Piazza San Pietro, dove ha fatto un discorso sulla scienza, il creato e il rapporto con l’uomo. Non è molto lungo, ma di una chiarezza eccezionale. Per tutti, scout e non, gli effetti nocivi del cambiamento climatico e il degrado ambientale in cui versa buona parte del pianeta, sono sotto gli occhi di tutti e costituiscono una pressante richiesta di assunzione di responsabilità, sia nei confronti della nostra generazione come di quelle a venire, verso un cambiamento reale e concreto. Ma, attenzione, l’unica risposta attuabile per tutti noi è quella di modificare il nostro stile di vita, cioè il nostro modo, personale e comunitario, di abitare questo pianeta, nel nostro consumare, viaggiare e lavorare. Stili che devono incidere non solo sulle nostre tasche o sui nostri consumi, ma che ci inducano anche a trasformare in profondità le nostre relazioni e la cultu-

ra del territorio. Come insegna la Centesimus Annus (nr.36): «È necessario, perciò, adoperarsi per costruire stili di vita nei quali la ricerca del vero, del bello e del buono e la comunione con gli altri uomini per una crescita comune siano gli elementi che determinano le scelte dei consumi, dei risparmi e degli investimenti”. Prendiamo a cuore quindi tre atteggiamenti: la sobrietà, la solidarietà e la salvaguardia del creato. Sobrietà: come stile personale e familiare, critico verso il consumismo e alla ricerca dei migliori equilibri nel rapporto con il Creatore, le creature e le cose. Solidarietà: ognuno deve essere amato e rispettato in virtù del fatto che è un essere umano, venuto nel mondo per un libero atto di amore di Dio e che a Lui ritorna. Salvaguardia del creato: essere custodi corresponsabili di quanto ci è stato donato attraverso la creazione, e prenderne cura, per affidare questo stesso dono alle generazioni future. I nuovi stili di vita fanno emergere la potenzialità che abbiamo a disposizione per cambiare la vita quotidiana, mediante scelte e iniziative che rendano possibili dei cambiamenti. Come? Possiamo iniziare dai gesti quotidiani di ogni persona e famiglia fino ad arrivare al coinvolgimento della comunità e delle istituzioni pubbliche. Ogni azione e ogni parola devono mirare ad un cambiamento culturale profondo, terreno quanto mai adatto per una cittadinanza attiva e una testimonianza di vita cristiana. Testimonianza che non deve essere solo

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apparente, ma di sostanza, che porti in sé anche la forza dell’impegno e del coraggio nonchè l’energia di denunciare se serve; di prendere posizione politica, quando il “dono più grande per noi, quale è il creato”, viene saccheggiato da interessi personali, da uno stile di vita scorretto che si affida all’usa e getta, più che all’arte “religiosa” del recupero e del riciclo. Non possiamo continuare ad essere succubi del denaro che condiziona la vita della gente, che punta sulla spasmodica crescita dei consumi come via di uscita da una crisi, e non da ultimo essere in balia dalle eco-mafie, con ricadute disastrose anche sulla salute dell’uomo come abbiamo sentito dalle relazioni precedenti. Sono tematiche così urgenti e complesse che non si possono affrontare in maniera individuale, ma comunitaria, facendo rete come si sta facendo questa sera in questo convegno! Un pur piccolo gruppo locale di persone motivate può essere già una opportunità significativa da incoraggiare e sostenere. In tutto questo, il nostro impegno di Adulti Scout Cattolici che vive essen-

zialmente l’esperienza della comunità, ci porta a dare luogo ad azioni volte alla salvaguardia dell’ambiente. Ma vediamo alcuni esempi di queste azioni. Intanto la vita all’aria aperta. Le comunità MASCI e gli scout giovani cercano di fare le loro attivitàò all’aria aperta il più possibile. Anche a questo riguardo il nostro Patto Comunitario recita: “la vita all’aperto ci aiuta a stabilire un giusto rapporto con il Creato, a scoprire la grandezza di Dio e ad entrare in dialogo con lui.” La vita all’aria aperta già di per sé è una pratica che educa sia il giovane che l’adulto al rispetto e alla salvaguardia dell’ambiente. Tuttavia l’azione educativa sull’ambiente si estende poi anche ad altri momenti della vita delle comunità del Movimento Adulto. Per fare un esempio, si organizzano spesso dei Campi Scuola sulla “Custodia del Creato”, in cui un gruppo di adulti scout si riunisce in una qualche base scout per “apprendere” come si progettano attività volte ad educarci sui vari aspetti, della salvaguardia dell’ambiente. Spesso in questi campi scuola (che noi chiamiamo isole della competenza), ci s’incontra con esperti di questi temi. Questo stesso convegno, va in questa diFoligno, 30 Maggio 2014 rezione. Ma quello che forse a volte può distinguere lo scautismo dall’ambientalismo o dall’ecologismo, è che i secondi vedono l’ambiente una cosa pura, integra, lo studiano dall’esterno, ma senza l’uomo; noi scout abbiamo bisogno di immergerci, esserne parte, di entrare in rapporto ed in relazione con la natura, sentire il profumo dell’erba, sporcarci di terra… E’ un po’ come quel bambino descritto nel Libro Vivere, Amare, Capirsi di Leo Buscaglia, quanto disegnato dalla maestra per lui non era un albero ma un “lecca lecca”. Quello non era un alOre 15:00

Saluti delle Autorità

Presentazione di Andrea Nigro Presidio Libera di Foligno Ore 15:30

“Le ecomafie nella terra dei fuochi” Antonio Mira - Caporedattore della redazione romana di Avvenire Ore 16:00

“Ambiente e salute. Un approccio epidemiologico” Marco Cristofori - Resp. Unità Operativa di Epidemiologia USL Umbria2 Ore 16:30 Coffee Break

Ore 17:00

“Prevenzione delle malattie oncologiche e stili di vita”. Mauro Brugia - Resp. Struttura semplice attività oncologiche Ospedale/territorio USLUmbria2 - Area Ternana. Ore 17:30

“La terra del cantico: salvaguardia dell’ambiente” Sonia Mondin - Presidente MASCI Nazionale. Ore 18:00

“Una testimonianza e la Mission Associativa”

Giorgetta Paioncini - Presidente Associazione Donne Insieme Emma Bovini - Co-fondatrice dell’ Associazione Donne Insieme Ore 18:30 - Dibattito/Tavola rotonda coordina Daria Massi - Caritas Diocesana di Foligno

Evento in fase di accreditamento ECM Segreteria Organizzativa: Servizio Formazione USLUmbria2 Dott.ssa Donatella Rabassini. Per l’iscrizione, gratuita e obbligatoria, inviare il modulo tramite e-mail a: donatella.rabassini@uslumbria2.it

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bero, perché lui ne aveva visto uno, che la maestra non immaginava neppure! Lui era caduto da un albero, aveva intagliato un albero, aveva fiutato l’odore di un albero, s’era seduto sul ramo di un albero. L’esperienza dello scautismo ed il rapporto con il creato anche per noi adulti conserva questo carattere esperienziale e francescano. Siamo convinti che l’uomo immerso nella natura instaura quel rapporto che lo rende partecipe e complice e come dice Papa Francesco: “Il dono della scienza ci pone in profonda sintonia con il Creatore e ci fa partecipare alla limpidezza del suo sguardo e del suo giudizio. Ed è in questa prospettiva che riusciamo a cogliere nell’uomo e nella donna il vertice della creazione, come compimento di un disegno d’amore che è impresso in ognuno di noi e che ci fa riconoscere come fratelli e sorelle. Tutto questo è motivo di serenità e di pace e fa del cristiano un testimone gioioso di Dio, sulla scia di san Francesco d’Assisi e di tanti santi che hanno saputo lodare e cantare il suo amore attraverso la contemplazione del creato.” Ma l’aspetto contemplativo non ci esime alla grande responsabilità per la custodia e la salvaguardia dell’abiente, e qui, un altro grande papa, ora santo ci viene incontro, è Giovanni Paolo II che, per la 23ª Giornata Mondiale della Pace 1° gennaio 1990 ci disse: C’è dunque l’urgente bisogno di educare alla responsabilità ecologica: responsabilità verso gli altri; responsabilità verso l’ambiente. E un’educazione che non può essere basata semplicemente sul sentimento. Il suo fine non può essere né ideologico né politico, e la sua impostazione non può poggiare sul rifiuto del mondo moderno o sul vago desiderio di un ritorno al «paradiso perduto». La vera educazione alla responsabilità comporta un’autentica conversione nel modo di pensare e nel comportamento. Cambiare facciamo ancora in tempo!


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anni ... lo sguardo al futuro

Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani

Le radici, il cammino, il presente: La Festa vi attende! LUIGI CIOFFI Segretario Nazionale Le radici, il cammino, il presente. Questo, in sintesi, lo schema seguito nella predisposizione della “Mostra del sessantesimo” che il Centro Studi Mario Mazza ha realizzato e offerto a tutte le nostre regioni per farne, appunto, belle mostre. A questo schema si aggiunge lo slogan: “lo sguardo al futuro”, e si compone così il mosaico che da’ senso all’insieme delle attività previste per il sessantesimo. No alle celebrazioni vuote e autoreferenziali, sì alla memoria per individuare il senso e la direzione del cammino percorso, per riflettere sull’accaduto per tracciare i nuovi percorsi ... guardando al futuro del Movimento per renderlo sempre più utile alla Chiesa e alla società. Il clima festoso e anche giocoso che caratterizzerà l’evento nazionale a Sacrofano, non tragga in inganno: tut-

to col gioco, nulla per gioco. Sarà una straordinaria occasione per riflettere sul Movimento in una prospettiva di maggiore radicamento nel territorio. In questo percorso ci faremo accompagnare da persone e esperienze significative, con loro ci confronteremo su temi che, ad una lettura superficiale, potranno sembrare “interne” al Movimento, ma, a guardare più in profondità, si scopre che interessano l’intero mondo occidentale. Un esempio per tutti: l’identità. All’interno di questo concetto si annidano i germi dell’integralismo, ma anche quelli del relativismo. Si giustificano atti di feroce intransigenza, ma anche una sorta di sincretismo culturale. Infine, la festa di compleanno sarà una bellissima occasione di incontro e confronto fra le variopinte comunità del Masci. Sperimenteremo,

in questa occasione, la formazione dei gruppi per comunità e non più per adesione individuale. Questo, ci auguriamo, potrà contribuire a far nascere fra le comunità una sorta di “migrazioni” (o gemellaggi) fra le comunità. E’ una opportunità, vedremo se porterà frutti. Intanto pubblichiamo il programma della Festa. E’ da ritenersi suscettibile di modifiche perché ci sono due varianti non di poco conto: l’udienza privata da papa Francesco e la presenza di politici-scout (che saranno intervistati da giornalisti professionisti). Con queste premesse e precisazioni vi invitiamo a iscrivervi all’evento il prima possibile per consentire all’organizzazione di predisporre al meglio tutto quanto necessario a farci trascorre tre fantastici e indimenticabili giorni di “avventura scout”.

Programma di massima venerdì 7 novembre accoglienza dalle 9,00 sino alle 16,00 16,30 - chiamata in piazza 17,00 - saluto di benvenuto ai presenti da parte del Presidente e Segretario 17,30 intervento autorità civili e ecclesiali 18,00 - presentazione delle interviste regionali sui temi: identità, appartenenza, mission 19,00 intervista agli ospiti sui medesimi temi 20,30 cena 21,30 festa di compleanno con taglio della torta

sabato 8 novembre 7,00/7.45 colazione 8,00 chiamata in piazza, tutti in auditorium, preghiera del mattino 8,45 gruppi di lavoro per “Caro Masci ti scrivo” i gruppi saranno formati per comunità 11,00 spediamo le lettere (alla ricerca dell’Ufficio Postale) 11,30 leggiamo e ci confrontiamo sulle lettere spedite 12,30 “consegna” delle lettere alla commissione per lo Statuto e al CN per il convegno sull’educazione 13,00 pranzo 15,00 “60 anni…….lo sguardo al futuro” (chiacchierate con presidenti/segretari di ieri e di oggi) 16,30 il direttore di “Avvenire” (Marco Tarquinio) intervista alcuni politici-scout sul tema: l’impegno politico e la fedeltà ai valori dello scautismo cena, veglia, spettacolo

domenica 9 novembre 7,00/7.45 colazione 8,00 partenza per piazza san Pietro 9,30 p. Federico Lombardi, direttore della sala stampa, celebra messa in S. Pietro 10,30 “La Chiesa di Francesco” chiacchierata con padre Federico 12,00 Angelus e benedizione 12,30 cerchio di chiusura in piazza san Pietro A) partenze proprie destinazioni (pranzo a sacco) B) rientro alla Fraterna Domus - pranzo partenze

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La grande festa É QUÍ

Sacrofano 7-8-9 novembre 2014 6

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Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani

Vieni anche tu alla festa.

Non aspettare

M.A.S.C.I. – Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani FESTA PER IL 60° DELLA NASCITA DEL MASCI “ 60anni…..con lo sguardo al futuro” ROMA 7- 9 novembre 2014 Scheda d’iscrizione Cognome _________________________________ Nome ____________________ £ M ( Le donne sposate devono indicare il cognome da nubile )

Via _________________________________________ n. ____ Tel. ____________________ Cell ____________________

Cap _______

£ F

Città _____________________

E-mail ____________________________________

Regione _____________________ Comunità ______________________________

Sistemazione Alberghiera dalla cena di venerdi al pranzo di domenica:

£Camera singola € 210,00 £Camera doppia € 150,00 £Camera tripla/quadrupla. € 130,00

(disponibilità molto limitata)

(nel caso di scelta in camera doppia, tripla o quadrupla indicare le proprie preferenze)

£Posso dividere la camera senza preferenze £Chiedo di dividere la camera con 1 2 3

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(che dovranno confermare la scelta nella loro scheda)

Arrivo il ___________ ore ___ treno

£ £

pullman

£ auto £ aereo £ aeroporto di ______________ £ auto £ aereo £ aeroporto di ______________

Riparto il __________ ore ___ treno pullman (I dati di arrivo e partenza possono essere forniti anche in seguito ma non oltre il 30 settembre )

£ (€ 15,00); arrivo Giovedi 6 novembre per la cena £ (€45,00); parto Lunedi 8 novembre mattina dopo colazione £ (€ 45,00)

Prenoto: il pranzo del Venerdì

Comunicazioni aggiuntive: (diete particolari, disabili, soggiorno diverso da quelli previsti, bambini in camera con i genitori, pasti extra, ecc. ) :_____________________________________________________ _____________________________________________________________________________________

Allego copia della ricevuta di versamento del totale prenotato di Euro _________ Data ________________________

Firma __________________________________

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Notizie logistiche

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REGOLAMENTO

L’assemblea si terrà a ROMA presso la CASA FRATERNA DOMUS, VIA SACROFANESE, 25 Il servizio di accoglienza sarà operativo dalle ore 9,00 di venerdì 7 NOVEMBRE.

Quote di partecipazione

Le quote di partecipazione comprendono l’iscrizione, i trasporti da Stazione Termini e/o Aeroporti di Roma A/R e la pensione completa dalla cena di venerdì 7 al pranzo di domenica 9 novembre (bevande ai pasti escluse) e sono così stabilite: a) in camera singola € 210,00 (Posti molto limitati) b) in camera doppia € 150,00 c) in camera tripla/quadrupla € 130,00 Supplementi: Dalla cena del giovedi al pranzo del venerdi € 45,00. Dalla cena della domenica al pranzo del lunedi € 45,00. Solo il pranzo del venerdi € 15,00. Coloro che intendono fruire di sistemazioni diverse da quella proposta (soggiorno in tenda propria, camper, presso amici od altro, che non usufruiscono di trasporti e di pasti) pagano la sola quota di iscrizione fissata in complessive Euro 25,00 (I bimbi fino a 3 anni dormono con i genitori e sono ospitati gratis, con eventuali pasti a consumo; i bambini da 3 a 12 anni , in camera con i genitori, pagano una quota ridotta di euro 60,00).

Invio della scheda d’iscrizione entro il 15 luglio 2014

Deve essere compilata una scheda per persona, compreso i bambini, utilizzando il presente modulo (che può essere fotocopiato). La scheda, compilata in tutte le sue parti, va inviata entro il 15/07/2014, allegando la fotocopia del versamento, scegliendo una delle seguenti modalità: - Per posta a: Masci – via Picardi, 6 – 00197 Roma - Per fax al numero: 06.8077047 - Per e-mail a: mascinazionale60@gmail.com - Attraverso il sito : www.masci.it Per informazioni, chiarimenti e comunicazioni: Mimmo Cotroneo; cell: 3383019440; email: cotroneo62@gmail.com

Pagamento della quota di partecipazione.

I pagamenti vanno effettuati esclusivamente sul conto corrente postale n. 64651466 intestato a MASCI Eventi Nazionali – Via Carpignana 22 - 63100 Venagrande, mediante bollettino di c/c postale oppure mediante bonifico con il seguente IBAN IT19 Z076 0113 5000 0006 4651 466 e la medesima intestazione. Ogni versamento può riguardare anche più persone, a condizione che tutti i nomi e gli importi versati dai singoli partecipanti siano chiaramente indicati nello spazio riservato alla causale del versamento. Il pagamento della quota di partecipazione va effettuato con un anticipo di E. 80.00, da inviare entro il 15 7 luglio 2014, mentre la somma restante deve essere inviata entro il 30 settembre 2014. Per evitare contestazioni all’accoglienza è necessario portare con se le ricevute dei pagamenti.

Disdette e restituzione della quota.

Ai fini della restituzione della quota pagata è ammessa la disdetta dell’iscrizione, con comunicazione scritta, via fax o via e-mail, purché questa giunga entro e non oltre il 15/09/2014. (Farà fede la copia della ricevuta). Oltre tale termine non sarà possibile effettuare alcun rimborso.

Trasporti:

LA CASA DI ACCOGLIENZA FRATERNA DOMUS si può raggiungere ARRIVANDO A ROMA per autostrada, per ferrovia o in aereo. L’organizzazione disporrà una navetta compresa nella quota dalla Stazione Termini, dall’Aeroporto di Fiumicino e dall’Aeroporto di Ciampino. La migliore modalità per partecipare all’evento è l’organizzazione di pullman anche interregionali con accordi di soste intermedie per garantire il massimo di riempimento ed ammortizzare i costi. In treno è possibile usufruire di tariffe scontate per chi acquista con un certo anticipo, oppure con i gruppi accedere alle tariffe comitive , lo stesso dicasi

per i voli aerei.

L’incaricato all’organizzazione (Mimmo Cotroneo 3383019440) è disponibile a fornire supporto informativo ed organizzativo per ricercare le soluzioni più vantaggiose.

Tour di Roma e dintorni pre e post festa saranno pubblicizzate a parte con scheda di iscrizione, programma dettagliato e costi.

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Attualità

Giugno 2014

Europa: il passato e il futuro CARLO BERTUCCI Quando leggerete questo articolo la campagna elettorale per le elezioni europee che ha visto misurarsi detrattori e sostenitori dell’idea di una Europa integrata e solidale si è già conclusa da tempo. La crisi economica, di portata mondiale, ha infatti sollevato perplessità sulla realizzazione dell’Europa comunitaria e della moneta unica. Alcuni movimenti politici, abbastanza diffusi nel Continente, sostengono il ritorno all’Europa delle patrie e delle monete sovrane, per dare a ciascun popolo autonome capacità di misurarsi dal punto di vista economico con gli altri paesi. Purtroppo la storia ci insegna che le divisioni economiche e le frontiere impermeabili, soprattutto in Europa, sono state la miscela che ha alimentato le tensioni che hanno condotto all’esplosione dei nazionalismi e delle rivalità tra i popoli. In questi giorni mi è capitato per caso di leggere l’articolo sotto riportato, pubblicato il 6 giugno 1944 dal giornale “Il Messaggero” di Roma. L’autore si firma S.M, e non sappiamo chi sia, ma il suo testo, per alcuni passaggi, ci sembra quanto mai attuale e significativo. Il giorno prima gli Alleati avevano fatto il loro ingresso trionfale nella città eterna e si avvertiva finalmente un clima di ottimismo per l’improvvisa accelerazione degli eventi dopo la stagnazione della guerra sul fronte di Cassino che per quasi sei mesi aveva inchiodato le truppe Alleate sulle rive del Garigliano. Ma il sollievo durò poco. La guerra, che sembrava volgere al termine, doveva invece durare ancora un anno, con massacri sui campi di battaglia, bombardamenti efferati sulle gran-

di città, deportazioni e stermini di ebrei e altre minoranze. Eppure, in quel clima di violenza e di odio, cominciava a trapelare un messaggio di unità e di fratellanza per i popoli europei che avrebbe trovato ulteriore sviluppo dopo la fine della guerra. Cominciava a maturare, con le battaglie ancora in corso, l’idea di dare una prospettiva comune ai popoli europei per superare le derive nazionaliste dei decenni precedenti che avevano condotto a due guerre mondiali con milioni di morti. Quando mettiamo in dubbio la necessità di costruire una Europa forte, integrata e solidale, dovremmo ripensare alle sensazioni vissute dall’autore dell’articolo sotto riportato, alle speranze di vedere uniti nella pace popoli che si erano sempre combattuti. E’ questa la visione che dobbiamo condividere e sostenere, pur consapevoli che la strada è lunga e irta di ostacoli, ma va percorsa per lasciare ai nostri figli un mondo nuovo di pace e di benessere. L’Europa e gli europei La liberazione di Roma da parte delle truppe anglo-americane conclude una fase della guerra e ne apre una nuova. Lo storico avvenimento ha una importanza politica di vasta importanza che inciderà in maniera decisiva sui futuri sviluppi delle operazioni belliche in Europa. La sconfitta subita dalle forze di Kesserling sul fronte italiano è grave non solo dal punto di vista militare, ma anche e soprattutto dal punto di vista politico. I tedeschi si erano attaccati a Roma come ad una ancora di salvezza per conservare il loro già troppo scosso prestigio. Essi erano convinti che la

loro permanenza a Roma avrebbe potuto ritardare per un tempo indeterminato l’assalto alla fortezza europea. La perdita della capitale italiana costituisce perciò un colpo mortale per Hitler. Il passo cadenzato delle truppe alleate per le strade dell’Urbe risuona come un rintocco funebre per il nazifascismo. Esso sente che il cerchio si stringe sempre di più e che l’ora fatale della resa dei conti si avvicina a grandi passi. I popoli oppressi d’Europa guardano oggi a Roma liberata e la speranza ingigantisce nei loro cuori. Un’altra tappa è stata compiuta anche per essi sulla strada della liberazione. Maturano in Occidente e in Oriente grandi avvenimenti di portata e di importanza mondiali che la conquista di Roma indubbiamente accelererà. Le Armate alleate sono pronte al di là della Manica, nel Medio Oriente e in Africa Settentrionale per iniziare la più grande operazione militare che la storia ricordi. Questo fatto di per sé parla chiaro. L’Europa aspetta di essere liberata dall’incubo delle deportazioni, del terrore, delle spoliazioni, dei massacri. L’Europa vuol riprendere il suo posto nel concerto delle Nazioni senza nazismi o fascismi, senza dittature e senza dittatori. Il suo passato, la sua storia, la sua civiltà le danno questo diritto. Il recente discorso del generale Smuts sull’avvenire del Continente europeo ha trovato larghi consensi non solo per la chiarezza delle idee esposte, ma anche per la proposta concreta formulata. L’Europa se vuole rinnovarsi deve, innanzi tutto, liberarsi da tutti gli sciovinismi che esauriscono i popoli in uno sterile orgoglio razziale. Grandi e piccole Nazioni hanno funzioni ben determinate nella convivenza del mondo civile, ma esse

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Attualità non possono vivere appartate, non possono cioè chiudersi nell’isolamento. L’isolazionismo è è un autolesionismo che prima o poi porta al decadimento e alla morte. Ogni popolo deve intendersi con gli altri popoli vicini. Ci sono necessità di vita che impongono questa intesa. La storia non si può rinnegare ed essa insegna che sono forti solo quegli Stati che che hanno saputo stringere rapporti intimi con il maggior numero di altri Stati. E allora perché non riprendere l’idea di una Confederazione degli Stati europei ? Smuts ha parlato di un Commonwealth dell’Europa. Noi non entriamo nel merito della questione e non sapremmo dire se sia più

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Giugno 2014 adatta agli europei la forma unionista britannica o quella confederativa americana. Siamo però dell’opinione che tanto l’una quanto l’altra potrebbero rispondere, in linea di massima, alle esigenze della Nuova Europa. La vecchia frase fatta sbandierata in altri tempi dell’Europa agli europei ha ragion d’essere se si intende nel senso di unione di tutti i popoli in una comunità europea. I nazionalismi sono stati sempre dannosi, ma dopo l’esempio di questa guerra essi sono addirittura deleteri. Occorre perciò eliminarli per dar posto ad una maggiore comprensione fra i popoli di uno stesso Continente. D’altro canto

l’Europa è oggi l’unico Continente che viva diviso in Stati e statarelli i quali permanentemente in guerra tra loro, contribuiscono al progressivo decadimento di una civiltà che fu luce e guida del mondo intero. Questo fenomeno è tipicamente europeo e perciò merita una particolare attenzione; esso può essere eliminato se ci sia la volontà concorde di tutti. Solo la Confederazione degli Stati di Europa può ancora condurre il nostro Continente sulla via della ricostruzione e del rinnovamento spirituale e materiale. La Confederazione servirebbe a potenziare le energie dei singoli popoli e darebbe all’Europa finalmente un’era di pace e prosperità. S.M.


Pagine regionali/Veneto

Giugno 2014

In Veneto la festa è già iniziata CLAUDIO CESCA E’ stata proprio bella la giornata di domenica 11 maggio, giorno in cui si era deciso di festeggiare i 60 anni del M.A.S.C.I. nella Regione Veneto, in una cornice eccezionale quale quella del parco della villa Bernini-Buri a Verona. Tutto è iniziato dalle comunità, dalle zone, dagli A.S.: è stato scelto un metodo di avvicinamento che voglio spiegare perché unisce il bello dello scautismo, il camminare, il viaggiare con una meta e l’utilità del mettersi in vista, di farsi conoscere, come movimento. Le varie zone avevano deciso il loro simbolo e l’avevano inviato in regione perché venissero stampate delle bandierine da legare ad un bastone o alpenstok per essere portate in giro per tutta la zona prima di essere consegnate alla successiva; devo dire che è stata una gara a chi riusciva ad arricchire meglio, a personalizzare il guidone, con incisioni sul legno, con nastrini di comunità, con ogni sorta di abbellimento … i guidoni sono passati di comunità

in comunità in una specie di staffetta di avvicinamento che ha anche voluto significare la strada percorsa da tutte le comunità dalla nascita del Masci ad oggi. Quindi la zona “Serenissima” (Venezia e terraferma), come la zona “La Bassa” (Rovigo), dopo un percorso interno, hanno consegnato i loro guidoni alla zona “La Dotta” (Padova). Padova, insieme alla zona “Piave” (BellunoTreviso) hanno consegnato i guidoni a Vicenza che, prendendoli in carico tutti cinque, li ha poi fatti arrivare alla zona “Adige” (Verona), che li ha portati a villa Buri, il sabato 10, alle 5 del pomeriggio. E qui c’è stato un avvenimento veramente commovente: tutti i presenti con i guidoni delle 6 zone arrivati a villa Buri, si sono recati in corteo al cimitero dove riposa il fondatore del movimento, Mario Mazza, e, davanti alla tomba si è cantata la canzone che tutti ci unisce: Dolci ricordi ritornano (Ah, io vorrei tornare anche solo per un dì). I tendoni delle 6 zone della regione sono stati preparati già sabato con una

disposizione da campo indiano, in cerchio, attorno ad un cippo di legno che avrebbe presto contenuto i guidoni delle zone. La giornata di domenica è quindi subito iniziata con tutte le comunità affaccendate ad allestire i loro angoli con le “perle” di comunità, cioè con l’iniziativa ritenuta più preziosa dalla comunità stessa e come tale da diffondere il più possibile per condividerla con tutti gli altri AS. Ci sono stati naturalmente altri momenti forti: la mattina, l’intervento di Ernesto Olivero, fondatore del Sermig di Torino, il pomeriggio la s. Messa con la predica del nostro assistente ecclesiastico regionale, don Guido Lucchiari, l’esortazione del presidente Sonia Mondin e, essendoci stato anche un momento di assemblea, la rielezione di Chiara Sabadin al ruolo di Segretaria Regionale. È stata proprio una FIERA DELLE COMUNITA’, così come l’abbiamo battezzata per l’evento del 60°.

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Pagine regionali/Lazio

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Il muro dell’indifferenza ANNA MARIA VOLPE PRIGNANO E’ una splendida giornata l’11 maggio a Roma perché finalmente è entrata la primavera col quel caldo suo tepore ed un bel sole che illumina le nostre giornate, ma soprattutto perché ai Fori Imperiali abbiamo avuto lo spazio, la gente, le istituzioni, una buona presenza di scout che crede in una società diversa, dove tutti abbiamo gli stessi diritti e gli stessi doveri indipendentemente da dove proveniamo e dove siamo nati infatti per essere buoni cittadini serve solo avere principi, valori, impegni ed interessi che qualificano la persona che vuole vivere in armonia con l’altro, l’ambiente e la società tutta. Metà delle comunità del Lazio circa un centinaio di fratelli MASCI sono arrivati alla spicciolata in Largo Corrado Ricci per allestire lo spazio datoci a disposizione dal comune per abbattere il muro dell’indifferenza affinché il Parlamento riveda le norme sulla cittadinanza per chi è nato o vive, studia, lavora in Italia da almeno 5 anni e renda la norma-

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tiva sui permessi di soggiorno meno rigida, capace di favorire una vera integrazione. I responsabili regionali dell’AGESCI e qualche unità presente hanno collaborato attivamente alla riuscita della manifestazione che hanno pienamente condiviso perché ha suscitato una forte sensibilità alle problematiche dell’immigrazione presso le varie unità. Sono arrivate numerose le Associazioni che ci hanno sostenuto in questa iniziativa in quanto lavorano sistematicamente per un mondo migliore, pro-immigrazione con tutte le sue problematiche: Pronabu Onlus ( burundese), Donne Capoverdiane, Questa è Roma ( da tutto il mondo), donne del Nicaragua, Forum interculture Caritas, gruppo danze africane Barbara Musi, gruppo musicale Kambala, Lunaria, Sesto Senso. E’ stato montata una scenografia in cartone, davanti alla quale si sono improvvisati presentatori il capo

struttura di Rai 3 Giovanni Anversa ed il vicedirettore Rai ragazzi Mussi Bollini che ci hanno organizzato una bellissima mattinata intervallando interviste ai rappresentanti delle istituzioni con performance musicali, di danza e di canto. La manifestazione è iniziata con la lettura del comunicato di sostegno all’iniziativa del Presidente della Repubblica Sul palco improvvisato si sono succeduti: la presidente della commissione dei servizi sociali del IV° municipio, la presidente della commissione dei servizi sociali del I° municipio, il presidente della commissione cultura e politica sociale del VIII° municipio, il rappresentante del municipio XVII°. Quasi tutti i municipi sono stati coinvolti ed hanno risposto positivamente per l’ottenimento della cittadinanza onoraria per i figli di extracomunitari nati in Italia e che frequentano la scuola, dimostrando che le istituzioni sono particolarmente sensibili ai problemi che vivono gli immigrati in Italia. Piacevolissime sono state le danze del Camerun, la danza del mais ( nicaraguanense) ed altre danze africane, accompagnate da musiche locali. In un’area dedicata, i bambini presenti hanno firmato con un disegno la Petizione dei Bambini di “Ramazza Arcobaleno - Perché Io No?” indirizzata alla Presidente della Camera, on. Boldrini. Al termine di tutte le attività, alle 12,30 tutti i presenti hanno dato assalto al “Muro dell’Indifferenza”, per abbattere la discriminazione e l’indifferenza che rendono così faticosi sia l’approvazione di una nuova legge sulla cittadinanza sia una vera integrazione multiculturale.


Pagine regionali/Sicilia e Calabria

Giugno 2014

Miti e leggende. Conoscenza del territorio e salvaguardia Incontro di Primavera Interregionale Sicilia - Calabria ENZO BALDACCHINO Quest’anno, per ricambiare l’ospitalità dei fratelli e sorelle calabresi, l’Incontro di Primavera si svolgerà “di là dal Faro”, sulla riva opposta di Scilla: la spiaggia di Cariddi, descritta da Omero nel Libro XII dell’Odissea e da Virgilio nel terzo libro dell’Eneide. Lo scenario sarà lo Stretto di Messina, il Parco letterario “Orcinus Orca”, la Riserva Naturale Orientata “Capo Peloro” con i suoi due laghi di Ganzirri e i Villaggi di Torre Faro e di San Saba. Avrà inizio Sabato 3 maggio alle ore 16.00 e si concluderà Domenica 4 maggio alle ore 16.00. L’incontro, dal titolo “Miti e leggende. Conoscenza del territorio e salvaguardia dell’ambiente”, permetterà di dialogare e di confrontarsi su un tema molto delicato e di estrema attualità, così come ci ha indicato il Santo Padre Francesco, attraverso una serie di riflessioni e di attività. Rosanna Scuto (S.R. Sicilia) Marie-Josè D’Alessandro (S.R. Calabria) Con questa introduzione sul libretto distribuito ai partecipanti, le due Segretarie Regionali, oltre al loro saluto di benvenuto, hanno voluto preliminarmente rimarcare il sentimento di fraterna amicizia esistente fra le due regioni, predisponendo gli animi ad un appassionante fine settimana, da vivere e gustare insieme in un luogo di incantevole bellezza, impregnato di mitologica ispirazione. L’incontro, abilmente organizzato e gestito dalle Comunità della Zona Valdemone, sotto la sapiente guida del S.R. uscente Carmelo Casano, dei Coordinatori zonali Rossella Seminerio e Pietro Romeo, straordinariamente coadiuvati dall’instancabile Nino Corriera, è stato impreziosito dalla gradita presenza del S.N. Luigi Cioffi, che, nel portare il saluto della P.N. Sonia Mondin, ha evidenziato il compiacimento del nazionale riguardo a questo genere di iniziative, che coinvolgono e stimolano sentimenti di reale e vera comunione di intenti fra gli iscritti

del movimento. Non era facile ricambiare la straordinaria accoglienza offerta l’anno prima dalla Calabria in quell’angolo di paradiso rappresentato dalla splendida Scilla, in un altrettanto indimenticabile Incontro di Primavera, perché perfetta era stata l’organizzazione e commovente la disponibilità allora mostrata. Ma era tanto il desiderio di rivedere questi nostri amati fratelli, qui da noi, a casa nostra, nella nostra amatissima isola, per rivivere le stesse emozioni e rinverdire l’afflato intensamente provato nel precedente incontro: quindi un impegno realmente sentito, che andava ben oltre le regole del dovere di ospitalità, che ha influito enormemente nell’accurata predisposizione di ogni singolo momento comunitario da svolgere. Ciò ha permesso di realizzare qualcosa di veramente bello e coinvolgente, con momenti di grande commozione (l’inizio e la fine dell’Incontro, con l’alza e l’ammaina bandiera), di esuberante partecipazione (la caccia al tesoro, ideata da Marco e Mirella, in cui tutti si sono simpaticamente messi in gioco, nei loro sgargianti costumi), di irrefrenabile allegria (animazione serale della Regione Calabra, con momenti di perspicace satira), di emozionante conoscenza ambientale (proiezione di foto di uccelli della riserva, escursioni e contatti con la natura, con piantumazione di alberelli), di illuminante crescita spirituale (la formativa catechesi e la coinvolgente omelia di Padre Carlo Olivieri nella Celebrazione Eucaristica domenicale, splendidamente animata dalla locale AGESCI). E per far ciò, continui spostamenti in condivisione, coi mezzi o a piedi, che contribuivano ad aumentare la simpatia e l’affetto fra i partecipanti (dal Capo Peloro, ove -tra l’altro- la Sicilia ha realizzato il flashmob del 60°, alla ridente struttura del Villaggio Oasi Azzurra, al pontile sulla spiaggia per la foto di gruppo, al sentiero per inerpicarsi sulla collina per la messa in dimora di due ca-

ratteristici alberelli, alla discesa sull’ampia spiaggia dalle caratteristiche dune sabbiose di bianca rena con riflessi madreperlacei, al lungomare del villaggio di San Saba per recarsi nella accogliente chiesetta). Grazie, poi, alla cortese ed autorevole disponibilità del S.N. Luigi Cioffi, l’Incontro si è arricchito di alti contenuti, allorquando lo stesso, con la sua garbata ed eloquente esposizione, ha effettuato un interessantissimo ed appassionante excursus sulla storia e sul cammino del MASCI, per presentare e lanciare la Festa del 60° compleanno che si svolgerà a Roma dal 7 al 9 novembre prossimi. Non è, non sarà e non potrà essere un semplice incontro, per quanto bello ed istruttivo, sarà qualcosa di qualificante e indelebile, perché, oltre al momento celebrativo, vi sarà l’occasione di incontrare l’amatissimo Papa Francesco, con l’ovvio coinvolgimento spirituale ed emotivo: grazie all’entusiastica e crescente illustrazione effettuata da Luigi sono certo che tanti di noi ci saranno! Ma tutte le cose belle, prima o poi, finiscono ed ognuno deve rientrare alla propria sede: così come all’inizio ci siamo commossi nel guardare sventolare in alto le nostre bandiere, tutti ordinatamente schierati e compunti, altrettanto è successo al termine, allorquando le stesse sono state ammainate, con un’altra puntigliosa e sentita cerimonia. Sotto gli attenti e vigili sguardi delle nostre solari Segretarie Regionali, Rosanna e Marie-Josè, persone dolci e disponibili, ma, consapevoli dei grandi talenti e carismi posseduti, dotate di forte ed ammirevole personalità, entrambe stanche ma estremamente soddisfatte per l’esito meraviglioso dell’Incontro, ci siamo tutti quanti salutati con un reciproco ed affettuoso abbraccio. E, nel salutarci, con un trasporto ed un’affettuosità che lasciavano trasparire un reale sentimento di amicizia, un appuntamento, sancito da una promessa: ci rivedremo presto e ci riabbracceremo, speriamo a Roma, dinnanzi al Santo Padre!

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Pagine regionali/Emilia-Romagna

Giugno 2014

Anche a Faenza si festeggia il Masci GUALTIERO MALPEZZI Grande successo per le celebrazioni del 60° Masci a Faenza. Le Comunità faentine hanno preparato con cura due appuntamenti di alto profilo per le manifestazioni cittadine dell’anniversario associativo. Entrambi gli eventi hanno riscosso un grande apprezzamento per i loro contenuti, la loro qualità e la loro impeccabile organizzazione, contribuendo a rinfrescare di fronte alla città un’immagine dello scautismo dinamica, propositiva, piena di contenuti, libertà ed entisiasmo. Nella serata di giovedì 15 maggio si è svolto un incontro pubblico dal titolo “EDUCARE DONNE e UOMINI” Una riflessione sugli aspetti educativi delle politiche di genere nell’Italia di oggi”.

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Il convegno, prendendo un po’ a sorpresa il mondo cattolico locale, è stato organizzato in collaborazione con l’Ufficio Pari Opportunità del Comune di Faenza è si è svolto nella forma di un confronto pubblico tra una visione cattolica e associativa, esposta con bravura dal prof. Claudio Gentili (ex Presidente MASCI) e una visione laica sostenuta dalla prof. Maria Paola Patuelli. Il confronto, di elevato livello e molto garbato, ha fatto scaturire le evidenti diversità di vedute, come del resto era prevedibile, ma anche numerosi e significativi punti di convergenza nel nome del rispetto delle persone e della loro dignità. La serata ha mostrato in definitiva come i veri valori, la formazione delle persone e la testimonianza

passano da un leale confronto delle idee e non dalle trincee ideologiche troppo spesso evocate e costruite anche nel mondo dell’associazionismo cattolico. Nella serata del 16 ha avuto uno strepitoso successo il “CONCERTO PER GLI SCOUT” , spettacolo musicale realizzato grazie alla collaborazione della migliore formazione corale di Faenza (e forse anche oltre): lo storico Coro Polifonico Jubilate. Con sceneggiatura, testi e regia del MASCI lo spettacolo ha proposto ad un pubblico - a volte divertito e a volte intensamente commosso - un itinerario musicale originale e sorprendente riuscendo a trasmettere anche sostanziose “pillole di scautismo”. E’ STATO APPENA PUBBLI


Pagine regionali/Calabria

Giugno 2014

Non c’ è pace senza giustizia Incontro a Reggio Calabria con Ernesto Olivero MARIA LAURA TORTORELLA Quando abbiamo concluso l’incontro, venerdì sera, Mimmo, il responsabile dell’Auditorium di S. Antonio ci ha detto “Vi ho contato… eravate quasi trecento!”. Non sono certo i numeri che contano, ma l’atmosfera di “pace” che si respirava in quella sala gremita… quella si! L’atmosfera creata dalla presenza di un uomo speciale quale Ernesto Olivero che con il suo parlare buono ma deciso, si è presentato a noi dicendoci “Sapete come siete entrati, ma non sapete come ne uscirete!”. E così è stato! Non puoi ascoltare Ernesto e rimanere indifferente: le sue parole, il suo vissuto scuote la coscienza e ti invita a chiederti cosa ancora potresti fare e non hai fatto, ti invita a chiederti da che parte vuoi stare… Un uomo semplice, normale, che affidandosi alla fede ed alla speranza, con alcuni amici, si è impegnato alacremente per la realizzazione di un sogno: combattere la fame nel mondo, aiutare chi è nel bisogno… e ci è riuscito! E’ nata così, da un manipolo di giovani, un’esperienza grandiosa come quella del Ser.mi.g. (Servizio missionario giovani) e dell’Arsenale della pace di Torino. Esperienza di rete a livello mondiale: oggi gli Arsenali sono tre (si sono aggiunti l’Arsenale della Speranza in Brasile e l’Arsenale dell’Incontro in Giordania)… E pensare che molti di noi no ne conoscevano neanche l’esistenza! Quando abbiamo chiesto ad Ernesto di parlarci della nascita del Ser.mi.g., lui ci ha raccontato di incontri speciali e di esempi che lo hanno forgiato, dal Cardinale Pellegrino che li ha sostenuti nelle difficoltà, a Paolo VI dal quale si presentato senza appuntamento e con le scarpe rotte, da Madre Teresa di Calcutta che lo ha incoraggiato quando la

calunnia lo ha colpito, a Giovanni Paolo II che ha incontrato ben 77 volte. Da una giovane mamma sola, in procinto di abortire, per il cui figlio si è offerto di essere padre, a quei 50.000 mattoni trovati in una sola notte per la costruzione delle mura dell’Arsenale. Dal giovane che gli chiese “Ernesto stanotte tu dove dormi?”, scuotendone l’animo, alla vedova che si presentò all’improvviso togliendosi gli anelli dalla mano per donarli al Ser.mi.g… E tanto altro ancora, la vita vissuta che parla e raccontandosi insegna come quell’”imprevisto di Dio”, a cui Ernesto si è sempre lasciato andare, sia in grado di indirizzare e cambiare la nostra vita. Ed in quella sala gremita oltre l’atmosfera, oltre la presenza, abbiamo anche respirato la bellezza dell’essere insieme: con noi del Masci RC4 erano tanti altri adulti scout, il Segretario Nazionale e la Segretaria Regionale, Libera e Reggio Non Tace, l’Agesci (dal gruppo del Duomo a quello di Archi) ed i Gen , il CAI e l’AFI, Microdanisma e Maestri di speranza, la Consulta delle Associazioni Laicali, Mimmo Martino dei Mattanza che ha recitato una bellissima preghiera scritta per la “Madonna di Polsi”, l’Agi 2000 e la Brutia… e tante altre ancora. E lui ad incitarci: “Noi possiamo cambiare il mondo… dobbiamo combattere il male, essere luce… perché la luce annulla il buio”. Quando ci ha salutato ci ha invitato a Torino, per visitare l’Arsenale. Gli abbiamo risposto che ci avremmo pensato, magari in autunno. Ma Ernesto ha aggiunto “no, è tardi… dovete venire presto, dovete venire adesso!”. L’urgenza di fare il bene e di farlo bene, l’impellenza che ci trasmette ci invita a

muoverci senza indugiare. E l’appello di Ernesto lo stampiamo nei nostri cuori commossi… anche perché, se vale per il Ser.mi.g., vale anche per la nostra terra. Per la quale abbiamo iniziato insieme un cammino di ricostruzione che ormai è partito e non può più arrestarsi! Un cammino nutrito di pace che possiamo costruire solo perseguendo giustizia. Riconoscendoci tutti possessori di diritti, ridando dignità a coloro ai quali è stata sottratta, costruendo sviluppo etico, impegnandoci per la salvaguardia del nostro territorio, opponendoci alle logiche mafiose, denunciando minacce e violenze, lottando per la libertà d’impresa e di pensiero, sostenendo le vittime della criminalità… Dimostrando con i fatti chi siamo e testimoniando i valori in cui crediamo. Cittadini che con tenacia si impegnano oltre ogni speranza per costruire insieme, a Reggio Calabria, la loro “città dell’uomo”! Ed Ernesto, rispondendo ad una domanda precisa, ci ha detto “convertiamo la mafia”. Ma come si fa? – gli abbiamo chiesto.. e lui: “Non facendosi corrompere, divenendo uomini e donne libere che non cedono a raccomandazioni, ricatti o compromessi… Dicendo dei si, ma anche dei no”. E dopo l’incontro tutti da Filippo Cogliandro, noto imprenditore di Lazzaro (ora anche amico caro) che ha denunciato il racket per testimoniare la possibilità concreta di non piegarsi al pizzo per fare impresa. All’Accademia si sono susseguite testimoniane, scambi di pensieri con Ernesto e ottima musica classica offerta dai Maestri Fulvio Puccinelli al violino e Pino Puntorieri al pianoforte… Ed è stata festa!

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Pagine regionali/Piemonte

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Giornata ecumenica dello Spirito in Piemonte MARCO SILVESTRO Nei giorni 5 e 6 aprile u.s. circa 70 AS piemontesi si sono ritrovati a Torre Pellice per celebrare l’annuale Giornata dello Spirito la cui organizzazione era affidata alle comunità Settimo Torinese e Torino 3. Torre Pellice é una graziosa cittadina del pinerolese, centro culturale e spirituale delle comunità valdesi. La scelta di questa sede nasce dalla volontà esplicita di rispondere all’invito di Papa Francesco ad andare incontro ai fratelli di diversa confessione religiosa e a lavorare per superare le divisioni tra seguaci dell’unico Cristo: “La Chiesa cattolica è consapevole dell’importanza che ha la promozione dell’amicizia e del rispetto tra uomini e donne di diverse tradizioni religiose. (…) Sì, cari fratelli e sorelle in Cristo, sentiamoci tutti intimamente uniti alla preghiera del nostro Salvatore nell’Ultima Cena, alla sua invocazione: ut unum sint.” (Dall’ Indirizzo di saluto del Papa ai rappresentanti delle Chiese e Comunità ecclesiali, degli Ebrei e di varie altre religioni.. 20 marzo 2013). Nel panorama delle religioni presenti in Piemonte la chiesa Valdese occupa un posto particolare per le vicende storiche che hanno connotato e tutt’ora disegnano un angolo di territorio; per questo motivo, volendo accogliere l’invito del Santo Padre, é parso naturale incontrare i fratelli più vicini. Un ulteriore motivo per questo incontro nasce dal tema scelto:” Io avrò cura di te”. Nella storia valdese, infatti, emergono tratti di particolare attenzione all’ aspetto della cura reciproca (sanità) e del creato (ambiente) ed é sembrato interessante proporre agli AS piemontesi un confronto su aspetti vari della cura declinati nel campo sia delle relazioni personali sia della responsabilità sociale, economica e politica. Nell’impostare la Giornata dello Spirito gli AS delle comunità coinvolte hanno cercato di andare incontro ad una realtà

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culturale e spirituale (per molti AS piemontesi poco conosciuta), in maniera molto aperta, senza condizionamenti dettati dall’abitudine o dalla tradizione, disponibili ad accettare modalità e situazioni che consentissero di entrare con delicatezza in contatto con le persone da incontrare che, con impegno, avrebbero messo del loro tempo a disposizione e avrebbero, sia pure in parte, condiviso l’esperienza. Per questo motivo la scelta di essere ospiti di una struttura valdese (anche se questo ha aumentato un poco i costi), di dedicare alcune ore alla visita del museo che racconta la storia valdese e alla sala sinodale, luogo di elaborazione e di condivisione delle linee di pensiero morale e sociale che regolano l’andamento della comunità valdese. La storia e le vicende delle loro valli sono parte integrante del modo di essere e di vivere la fede degli amici valdesi e confrontarsi con questa storia é l’unico modo per capire carattere e comportamenti e anche per riscoprire una parte non secondaria della storia, anche religiosa, piemontese. Di grande interesse si é rivelato, nel proseguire la giornata, l’incontro con alcuni rappresentanti della diaconia valdese che, con molta semplicità, hanno raccontato non solo le azioni che vengono messe in atto a sostegno alle nuove povertà ma anche e soprattutto le problematiche che come credenti si trovano ad affrontare quando le necessità che si presentano e le azioni che si dovrebbero attivare confliggono con l’osservanza delle norme dettate dalla scelta di fede che é all’origine delle azioni medesime. É stata una testimonianza di ammirevole ricerca di coerenza che ha sicuramente interpellato nell’intimo gli AS presenti. Una veglia, ispirata dall’omelia di Papa Francesco nel giorno del suo insediamento, ha poi permesso di meditare le “parole del-

la cura”: sincerità, affettività, fragilità, compassione, conoscenza, speranza, ... E la meditazione e poi proseguita il giorno seguente con un tempo dedicato ai lavori di gruppo. Il momento culminante della GdS, però, é stata la celebrazione ecumenica a chiusura dell’incontro. La concelebrazione, condotta a due voci dal Pastore Salvaggio e dall’assistente ecclesiastico regionale don Mauro Petrarulo e arricchita dalla preghiera dei fedeli scaturita dalle riflessioni e dai lavori di gruppo, ha commosso molti dei presenti e ha consentito un abbraccio ideale di fraternità che, concretizzato dallo scambio di doni simbolici, si é trasformato nella gioiosa “costruzione” condivisa della lettera U per il sessantesimo del MASCI. Un ultimo aspetto: il dovuto e necessario momento di verifica successiva all’evento ha messo in luce un ulteriore aspetto che si è reputato di grande interesse: la relazione sottile che si indovinava tra il formale ed esplicito “evento GdS” e la realizzazione di un informale e non esplicito “evento di formazione permanente”. Sarebbe risultato impossibile scindere nello scorrere delle giornate l’ esperienza spirituale dal complesso di informazioni ricevute e di aspetti formativi sperimentati. Questa dinamica di formazione, già osservata più volte (ad es. in occasione delle route a tema proposte negli anni scorsi dalla Regione Piemonte), riveste, per gli AS impegnati nell’esperienza, particolare importanza all’interno della più vasta riflessione in ordine alle occasioni di formazione che il Movimento può/ vuole/deve offrire perché pone l’accento su una maggiore fruibilità, rispetto ai tradizionali percorsi di formazione, dei percorsi di “apprendimento informale” al fine di migliorare le conoscenze, le capacità e le competenze, in una prospettiva personale, civica, sociale.


Vita Associativa

Giugno 2014

Pellegrinaggio Masci in Terra Santa RENATO FASOLI Nel prossimo mese di dicembre, a conclusione dell’impresa nazionale sulle “Vie Francigene” si propone un pellegrinaggio in Terra Santa. Quello della Terra Santa è un pellegrinaggio unico che non può essere paragonato a nessun’altra forma di pellegrinaggio. Andare in Terra Santa significa andare a incontrare Cristo: è un quinto vangelo - la Terra Santa….. dove le pietre parlano di Gesù, parlano della sua storia, parlano della rivelazione di Dio all’uomo. Perché in quella Terra Santa vi sono le radici della nostra fede. Visitarla in pellegrinaggio significa donare profondità e robustezza alla nostra fede. E’ un mettersi in cammino e fare del viaggio fisico un “cammino dell’anima”. Camminare su quella Terra con il cuore, l’anima e la mente per fare un’incontro di conversione, di devozione, di ascolto e con l’Eucarestia, dunque con Cristo nei fratelli, per poi proseguire compagni di viaggio nel pellegrinaggio della vita. Inizieremo il nostro percorso di visita e riflessione accogliendo l’invito di Papa Francesco: bisogna ritornare in Galilea, alle radici dell’inizio della predicazione della buona novella, là dove Gesù, fattosi uomo come noi, ha condiviso in tutto la nostra umanità. In Galilea, partendo da Nazareth per poi proseguire a Tiberiade e Cafarnao, dove i primi apostoli furono invitati alla sua sequela, sul Monte delle Beatitudini, dove Gesù ci ha indicato il progetto di Dio Padre per noi , sul monte Tabor, il monte della trasfigurazione, Cana dove attraverso un nuovo vino, ci ha proposto un percorso di conversione a nuova e diversa vita.

Molto altro avremo da visitare prima di giungere a Gerusalemme. Gerusalemme la Città Santa, crocevia dell’umanità, del nostro andare. Luogo della predicazione, della Passione di Gesù, dell’ultima cena, del dono dello Spirito Santo alla Chiesa. Le fondamenta della nostra fede sono impiantate per sempre, come rocce, sulle colline luminose della Città Santa. San Giovanni Paolo II durante il suo viaggio in Terra Santa disse che - per noi cristiani Gerusalemme rappresenta il punto geografico dell’unione fra Dio e gli uomini, fra l’eternità e la storia. Allora, davanti a quelle mura, anche noi avremo certamente la possibilità di provare nel nostro e udite”. La data del pellegrinaggio è: dal 27 dicembre al 3 gennaio con cuore quello che il salmo ci dice: partenza e ritorno da Torino. Saranno formati due gruppi, uno a Quale gioia, quando mi dissero: piedi e l’altro in autobus per un totaAndremo alla casa del Signore! le di cento iscritti massimo. Sono fermi i nostri piedi, Per il gruppo a piedi, è data preceAlle tue porte Gerusalemme! denza d’iscrizione a coloro che già In Gerusalemme ripercorreremo in questi anni hanno fatto l’esperientutta la Via Dolorosa di Gesù per za di cammino sulla Via Francigena. poi arrivare al Santo Sepolcro (il Pur svolgendosi con modalità diverluogo più venerato della cristiani- se, il pellegrinaggio sarà unico, con tà) e, passando poi da Emmaus, ci momenti di confronto, celebrazioricorderemo anche noi, come i due ni, momenti spirituali e di festa in discepoli che quel vuoto, inaspet- comune. Termine delle iscrizioni, tatamente trovato dalle donne nel al raggiungimento del numero dei Santo Sepolcro, indica l’alba di una partecipanti per ciascun gruppo e, nuova speranza e del nuovo che vie- comunque non oltre il 31 Luglio. ne, pur attraversando anche noi la La quota di partecipazione comprensiva di viaggio, soggiorno, guiprova della morte. Chissà se poi, tornando alle nostre de permanenti al seguito, necessarie case dopo questa forte esperienza, e obbligatorie assicurazioni, ingressi non ci sentiremo ancora di più por- nei siti visitabili è di 1280 euro. tavoci del “Vangelo della Terra San- Per iscrizioni, informazioni, dettagli ta”, sentendoci messaggeri itineranti del programma, rivolgersi a: di Cristo, ripetendo come Pietro e Renato Fasoli, Giovanni “non possiamo non par- libellula90@tin.it lare delle cose che abbiamo veduto 335-6749663

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Proposte

Giugno 2014

ESCI: Percorsi di spiritualità sul Cammino delle Dolomiti FRANCESCO LAVEDER ESCI: è un invito a partire, a mettersi in cammino, lasciando le proprie comodità e sicurezze per seguire l’invito di Dio, come fece Abramo. Un invito rivolto non solo ai singoli, ma anche alle comunità. Sinodo significa “camminare insieme”: il ‘Cammino delle Dolomiti - Sinodo’ è un itinerario che coniuga fede, arte e natura, collegando ad anello le località più significative delle provincia di Belluno. Un Cammino ideato sul modello del più famoso “Camino di Santiago” e nato come frutto del Sinodo della diocesi di Belluno – Feltre, con l’intento esplicito di favorire la realizzazione di esperienze di “cammino comunitario” fra le montagne. Su proposta di un sacerdote diocesano appassionato di montagna, don Rinaldo Ottone, ogni estate lungo questo itinerario, nel terzo fine settimana di agosto, dal 2008 in poi, si sono svolti regolarmene gli Esercizi Spirituali Itineranti (ESI). Il Vescovo di Belluno – Feltre, Mons. Giuseppe Andrich, che ha camminato assieme ai pellegrini in quasi tutte le edizioni degli ESI, ha proposto quest’anno di modificare il nome ESI in ESCI, Esercizi Spirituali Comunitari Itineranti: un invito a partire e mettersi in cammino assieme fra le montagne, per riconoscere le nostre sorgenti comuni nel creato e nel Creatore. Un invito che la comunità MASCI di Belluno-Feltre ha accolto da tempo, partecipando alla prima ricognizione di tutti gli oltre 500 km del Cammino delle Dolomiti, curando la stesura dei dati tecnici dell’itinerario e impegnandosi regolarmente all’organizzazione logistica di tutte le edizioni degli ESI-ESCI. ESCI: un acronimo che sottolinea la necessità di un cammino spirituale che porti le singole persone e le comunità a “uscire”, seguendo l’invito che papa Francesco ha rivolto molte volte nell’esortazione apostolica “Evangelii gaudium”. Quest’anno gli ESCI si svolgeranno da venerdì 22 a domenica 24 agosto, con partenza da Padola e arrivo alle sorgenti del Piave, attraversando il Comelico e, in particolare, la Val Visdende, definita per le sue bellezze come “tempio di Dio e inno al Creatore”, riprendendo le parole di Giovanni Paolo II

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dell’Angelus del 12 luglio 1987, recitato proprio in Val Visdende, durante il suo primo soggiorno estivo nel Bellunese. Un percorso che, attraverso il contatto con il Creato porterà a meditare sul nostro rapporto con il Creatore. “Sono in te tutte le mie sorgenti” (Salmo 86,7) è il tema di riflessione scelto per gli ESCI 2014. ESCI: un itinerario che quest’anno consentirà di entrare in contatto con la storia e la cultura delle genti di montagna che in queste zone hanno promosso assieme lo sfruttamento e la salvaguardia del territorio comune con l’istituto delle Regole. ESCI è anche il titolo della nuova “guida spirituale” del Cammino delle Dolomiti, attualmente in fase finale di elaborazione, che nasce dai testi di meditazione raccolti da don Francesco Cassol, un sacerdote scout bellunese che fu il segretario del Sinodo diocesano e il primo responsabile spirituale del Cammino delle Dolomiti. Soprattutto, don Francesco Cassol fu capace con la sua vita di testimoniare con coerenza il suo desiderio di camminare verso l’incontro con Dio, fino alla morte, avvenuta la notte del 22 agosto 2010 nelle Murge, in Puglia, durante un goum, un’esperienza di cammino spirituale esigente e radicale. ESCI, una guida per il nostro cammino spirituale che sarà

consegnata alla partenza degli ESI 2014, in ricordo di don Francesco, esattamente nel giorno dell’inizio del suo cammino celeste. Una passione per il goum che nacque probabilmente in don Francesco dopo aver ascoltato Giovanni Paolo II, durante la visita al centro di spiritualità “Papa Luciani” di Col Cumano presso S.Giustina (BL), di cui era allora vice-direttore, il 16 luglio 1988. Così disse infatti Giovanni Paolo II in quell’occasione: “Facendo eco a Giovanni Paolo I che suggeriva frequentemente a sacerdoti e laici di partecipare ai ritiri ed esercizi spirituali, vi esorto anch’io a fare questa preziosa esperienza. La quiete del ritiro è l’ambiente ideale per aprirsi alla voce di Dio: fu così per Mosè sul Sinai, per Elia sull’Oreb, per Benedetto a Subiaco, per Francesco d’Assisi a La Verna, per Ignazio di Loyola a Manresa, per Paolo della Croce sul Monte Argentario”. ESCI: un esperienza di ritiro spirituale, camminando in comunità nel creato, cercando di scoprire il volto e le tracce del “Viandante Risorto”, l’unico capace di portare gioia nei nostri cuori assetati, come accadde duemila anni fa a due discepoli, tristi e sfiduciati, lungo la strada verso Emmaus. Per informazioni: www.camminodelledolomiti.it


Testimonianze

Giugno 2014

La “miracolata” di Papa Giovanni LILIANA GUARINO

E’ Santo il Papa buono, Giovanni XXIII, ed è particolarmente cara la sua santità alla Comunità “Attilio Torre” del Potenza 1. Dopo tanta attesa è giunto finalmente il giorno, 27 aprile 2014, della canonizzazione di due Papi Santi che Papa Francesco ha definito “uomini del coraggio ” perché hanno dato testimonianza alla Chiesa e al mondo della presenza di Dio. Hanno conosciuto, nel loro percorso, le tragedie del mondo ma non si sono lasciati sopraffare rimanendo punto di riferimento e guida per l’intera umanità. Papa Roncalli è stato definito il Papa della docilità allo Spirito Santo, era il Papa della famosa carezza da dare ai bambini al ritorno nelle proprie case perché i bambini hanno bisogno delle carezze, che danno loro fiducia e sicurezza, per diventare uomini responsabili, capaci di scelte coraggiose, in un mondo dove gli abusi e le violenze cambiano la vita alle persone. Wojtila è stato definito il Papa del-

la Famiglia perché molto si è speso nella affermazione della dignità dei coniugi e del valore del vincolo sacro. La Comunità Masci Potenza 1- Comunità Attilio Torre, è molto vicina alla figura del Papa Roncalli poiché Alfredo Capitani, A.S. della nostra comunità , iscritto al Masci da ben venticinque anni è il fratello di suor Caterina Capitani, miracolata all’età di 23 anni come da questo racconto di suor Adele: «Suor Caterina (infermiera che allora operava con la caposala fasanese nell’ospedale psichiatrico “Lina Ravaschieri” di Napoli, ndr), nel marzo del 1964, fu colpita da una imponente emorragia gastrica notturna. Si sospettava una forma di tubercolosi polmonare. Il 30 ottobre 1965 entrò in sala operatoria per essere sottoposta a laparotomia esplorativa per sospetta ipertensione portale. L’intervento durò 5 ore e furono asportati i tre quarti dello stomaco; la ragazza aveva appena 23 anni. Sia prima che dopo la degenza, eravamo abituate a recitare il rosario in suffragio di papa Giovanni XXIII, morto il 3 giugno 1963». La cronaca di quel periodo prosegue con una morte preannunciata: le condizioni di suor Caterina peggioravano a vista d’occhio e nessuna operazione chirurgica riusciva ad arginare il suo male. Poi, il prodigio: «erano le 14.40 del 25 maggio 1966 – continua suor Adele – , si alza all’improvviso e, fra lo stupore generale, le sorelle incredule riunite in preghiera la vedono comparire esultante in cappella. “Sono guarita” ripeteva nella commozione».Il Papa buono era apparso mentre lei era morente e le aveva detto di alzarsi

perché era guarita, “questo miracolo – le disse Papa Giovanni – me lo hai strappato dal cuore”. Di Suor Caterina si è parlato molto per questo miracolo riconosciuto dalla chiesa per la sua fondatezza e la sua grandezza, la nostra Comunità ha continuato a seguire Suor Caterina attraverso i racconti di Alfredo, ricordi bellissimi del suo impegno personale nelle case famiglia a lei affidate , prima in Sicilia, poi a Napoli e qui, in particolare, gli ospiti erano costituiti da persone disagiate e emarginate che avevano avuto esperienza travagliate di carceri, droga e quant’altro, da tutti aveva saputo farsi molto amare. Era dolce ma determinata, non si risparmiava nell’amore che donava a piene mani ad ogni fratello in difficoltà ma nel compenso sapeva ottenere rispetto, quel rispetto che si ottiene crescendo in consapevolezza quando si è riconosciuti nella dignità di persone e si comprende che le regole servono a definire spazi di amore e di civile convivenza. Come Comunità fummo invitati tutti, personalmente da lei, a Roma, alla cerimonia di beatificazione di Papa Giovanni XXIII e rimane il ricordo del suo saluto al pulman che rientrava a Potenza, il saluto e il sorriso di questa suorina un po’ più fragile nel fisico ma tenace e rassicurante che infondeva calore ai nostri cuori, è il suo ultimo ricordo, prima che lasciasse questa terra nel marzo 2011. Ancora oggi è un po’ come sentire una protezione in più su questa Comunità, ancor più oggi, con il Papa Santo e suor Caterina che intercede e veglia sui nostri affanni nella strada della vita.

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Informazione libraria

Giugno 2014

E’ STATO APPENA PUBBLICATO DALL’EDITRICE ARACNE IL LIBRO:

HAITI’ CHERI’: UN’AVVENTURA PROFESSIONALE NEI CARAIBI LA RICERCA SOCIALE PER LO SVILUPPO Il libro contiene un prototipo di ricerca sociale professionalizzata finalizzata allo sviluppo socio-economico, condotta per conto della FAO nella Repubblica di HAITI. Detta ricerca viene proposta come studio del caso, come esemplare metodologico di un’analisi condotta sul terreno per accompagnare un complesso progetto di sviluppo. La detta ricerca è professionalizzata, dal fatto che essa è stata condotta da un Assistente Sociale-Ricercatore e quindi con una particolare ottica rivolta alle persone ed alle comunità nonché alla utilizzazione operativa delle conoscenze acquisite. Questo libro non parla di un reperto storico anche se interessante, bensì si ricollega idealmente al precedente volume dello stesso autore “L’altra faccia della luna: Operatori Sociali e ricerca. Per una professionalizzazione della Ricerca Sociale”. Infatti il presente testo vuole rappresentare un prototipo di ricerca sociale professionalizzata, in funzione di un qualsiasi progetto di sviluppo di comunità (nel caso specifico, della FAO), realizzata da un Assistente SocialeRicercatore. In un certo senso, il libro può essere considerato anche un manuale di “Community Work”. Enrico Capo, Assistente Sociale-Ricercatore, già docente di Metodologia della ricerca sociale presso la Libera Università Maria SS. Assunta di Roma (LUMSA) e presso l’Università Cattolica del S.Cuore di Roma, già esperto FAO in Psico-sociologia rurale. Attualmente è consigliere e consulente della Fondazione LABOS (Laboratorio per le Politiche Sociali). E’ autore di numerose pubblicazioni riguardanti la Sociologia, l’Educazione degli Adulti, la Formazione professionale, il Servizio Sociale, la Politica Sociale, lo Sviluppo rurale, la Dinamica di gruppo, la Ricerca Sociale, lo Scoutismo. In particolare, ha pubblicato presso l’ed. ARACNE: “La T.A.L.P.A.: una ricerca sul disagio sociale a Roma” (2001); L’altra faccia della luna : operatori sociali e ricerca . Per una professionalizzazione della Ricerca Sociale (2012). Per chi fosse interessato inviare una e-mail a: info@aracneeditrice.it

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Commento alle Scritture

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Cosa dice questa Parola oggi a me? DON LUCIO GRIDELLI Col 6 luglio rientriamo nelle domeniche del tempo ordinario che ci accompagneranno fino al 23 novembre. Le liturgie domenicali saranno interrotte solo dall’Esaltazione della santa Croce il 14 settembre e il 2 novembre dalla Commemorazione dei Fedeli defunti. Voi sapete che il vangelo guida dell’anno A è Matteo, ma, fino ad oggi, solo in metà delle domeniche si son proclamati brani tratti da questo evangelista. I commentatori usano riunire fatti e discorsi dei capitoli dal 3 al 25, che si leggono nel tempo ordinario, in “cinque libri”. Ogni libro è composto da una sezione narrativa e una sezione didattica. Alle volte il procedimento risulta un po’ artificioso, ma aiuta a inserire i brani in un certo contesto. Nel luglio 2011 vi avevo inviato una catalogazione fatta dal biblista A. Giovannini. Oggi riporto quella fatta dal Grande Commentario Biblico della Queriniana, ma queste e varie altre sono equivalenti. I - L ‘ANNUNCIO DEL REGNO (3-7) L’inizio del ministero Il discorso della montagna II - MINISTERO IN GALILEA (8-10) Ciclo di dieci miracoli Il discorso missionario III - CONTROVERSIE E PARABOLE (11-13,53) Incredulità e ostilità dei giudei Le parabole del regno IV - LA FORMAZIONE DEI DISCEPOLI (13,54-18) Episodi che precedono il viaggio a Gerusalemme Il discorso ecclesiastico V - GIUDEA E GERUSALEMME (19-25) Viaggio a Gerusalemme ed eventi in essa Il discorso escatologico La domenica XIV ci presenta un brano di eccezionale bellezza (11,25-30), indi-

pendente dal contesto, composto da tre periodi indipendenti tra loro. Sembra strano incontrarlo in Matteo. «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. I piccoli non sono i piccoli di età! Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero». Queste cose non si riferisce a ciò che precede, ma a tutto l’insegnamento di Gesù. Il brano trova la sua corretta collocazione in Luca 10, dove al versetto 21 si dice: In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse:… Poi nelle domeniche XV, XVI e XVII leggeremo per intero il terzo dei grandi discorsi di Gesù, quello composto da sette parabole sul Regno. Matteo dice “Regno dei cieli” per non nominare il nome di Dio. Marco e Luca dicono il Regno di Dio, che è il concetto esatto. Il Regno è quel nuovo rapporto che si è stabilito tra Dio e l’uomo con la missione di Gesù. Ha una sua fase iniziale nella storia dell’umanità, ma la sua realizzazione piena si ha solo nell’eternità con Dio. Ogni discorso è introdotto e concluso da una “formula”. Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia. Egli parlò loro di molte cose con parabole. (13,1-3) Terminate queste parabole, Gesù partì di là. (13,53) Per trarre il massimo vantaggio da que-

sti insegnamenti occorre imparare a legge le parabole a tre livelli. Il primo è capire cosa voleva dire Gesù agli ascoltatori che aveva davanti e il secondo è capire cosa voleva dire l’evangelista ai cristiani del suo tempo e delle sue comunità. Per questi due livelli non mi stancherò di reclamizzare il libro LE PARABOLE DI GESÙ di Joachim Jeremias – Paideia Editrice. Il terzo livello è: cosa dice questa Parola oggi a me. E per questo ci vuole preghiera, preghiera che lo Spirito ci illumini. E poi buona volontà per far nostro quello che lo Spirito ci ha fatto capire. Attualmente non si mette in dubbio che Gesù nella sua predicazione ha raccontato “parabole” e non “allegorie”. La parabola è un fatto vero o verosimile dal quale il maestro trae, di solito, un solo insegnamento. Nell’allegoria ad ogni elemento del racconto corrisponde un elemento nella realtà. Ancora una premessa. Molto spesso le parabole iniziano così: Il Regno dei cieli è simile a … Questo non rende l’aramaico. L’introduzione corretta sarebbe questa: La cosa sta nei riguardi del Regno dei cieli come con … Mi soffermo a esemplificare più a lungo a proposito della prima parabola: Ecco, il seminatore uscì a seminare… Primo livello. Era un cretino o uno sprovveduto quel contadino che seminava sulla strada e sui sassi? Se un lettore non sa come avveniva la semina in quel tempo (e come ha continuato fino all’‘800) non può capire. Prima si seminava e poi si arava! Avete capito? Il seme veniva gettato sul terreno così com’era rimasto abbandonato dopo il raccolto e poi si arava e con aratri di legno… Gli studiosi dell’‘800 hanno calcolato che questo sistema dava un reddito medio del 7 per 1. Quando andava bene, il 10 per 1. Nella sua predicazione Gesù era spesso in polemica con i suoi avversari, classe

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Commento alle Scritture colta e classe dirigente di Israele. E questi avversari gli dicevano: Tu semini, ma guarda su qual terreno semini, ex prostitute, ex pubblicani e nella migliore della ipotesi in prevalenza povera gente ignorante. Cosa speri di raccogliere? Ed ecco la risposta di Gesù: Il mio seme, la “buona notizia”, l’annuncio del Regno ha una potenza intrinseca tale da dare risultati umanamente impensabili, il 100, il 60, il 30 ! Passano quaranta o cinquant’anni e siamo al secondo livello. Il seme, secondo la parola di Gesù, ha avuto risultati eccezionali, ma l’apostolo, o i suoi discepoli, si guarda intorno e vede risultati a macchia di leopardo. Come mai? La parola di Dio è potente sì, ma non fa violenza, rispetta la libertà. Allora andiamo a vedere un po’ quali tipi di terreno sono presenti nella nostra comunità. Ed ecco l’allegoria creata dai commentatori della parola… sempre però “parola del Signore”, nel senso di “ispirata da Dio”. Terzo livello. Tocca a noi, a me, a te. Che tipo di terreno offro alla semina che il Signore continua a fare? E poi tante altre considerazioni … Forse il Signore si aspetta che diventi seminatore anch’io … Non commento i versetti dal 10 al 17 perché mi ci vorrebbe un intero articolo. Sembrano dire che Gesù insegna in parabole per non farsi capire, mentre anche i bambini sanno che Gesù vuol proprio adattare l’insegnamento alla massa dei suoi ascoltatori: pescatori, pastori, contadini. Nella domenica XVI leggeremo una coppia di piccole parabole. Avviene con il Regno di Dio come con un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami. Avviene con il Regno di Dio come con il lievito, che una donna prese e mescolò

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in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata. Fanno parte, come la parabola del seminatore, delle “parabole del contrasto”: da un’origine estremamente modesta un risultato impensabile. Il Regno è simile alla pianta sulla quale fanno il nido gli uccelli del cielo e alla pasta lievitata. Non dimenticate il “terzo livello”. Allora il lievito era la parola di Gesù. Oggi potrebbero e dovrebbero esser lievito le nostre povere persone illuminate dal Signore in mezzo ad una massa grigia …? Nella domenica XVII un’altra coppia di piccole parabole. Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra. Si tratta di temi cari all’aneddotica orientale. Del tesoro nascosto esistono vari racconti di origine rabbinica. Che poi son fatti molto verosimili. Nel corso dei secoli la Palestina era stata terra di scontro tra le potenze mesopotamiche e l’Egitto. All’avvicinarsi del pericolo l’unico mezzo di salvare qualche grande o piccola ricchezza era sotterrarla. Poi spesso il proprietario moriva … La chiave di lettura di queste parabole sta in quel piccolo inciso: pieno di gioia, …poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. La “buona notizia”, quand’è scoperta, e fonte di tale gioia, che nessun prezzo appare troppo alto per realizzarla Certamente dei devoti ebrei hanno posto a Gesù la domanda, perché egli non instaurasse la pura comunità messianica, mettendo da parte i peccatori. Esistevano vari movimenti impegnati in questo senso. Del resto se leggete 3,12 sembra che Giovanni Battista stesso nutrisse questa aspettativa. Gesù sembra fare proprio il contrario e si giustifica con due parabole, quella della zizzania (XVI) e quella della rete

(XVII), un adatta all’ambiente contadino, l’altra a quello del lago. Ad ambedue, come per il seminatore, segue la spiegazione allegorica. … i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura”. La risposta di Gesù è chiara: nella fase terrena del Regno di Dio buoni e cattivi vivranno misti insieme. Badate, Gesù non dice che non dobbiamo saper distinguere e separare il bene dal male; Gesù dice che possiamo facilmente sbagliare nel giudicare le persone, nel distinguere il buono dal cattivo! Al di là della responsabilità personale, pensate quante volte nel corso della storia la Chiesa, pensando di sradicare la zizzania, ha sradicato il grano buono. E questo accade anche in tempi recenti, anche accanto a noi. Matteo nella conclusione non smentisce la sua ebraicità. Il bravo scriba non rinnega l’insegnamento della propria tradizione, quella seria, e su questa innesta la parola di Gesù. Ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche.


Io leggo

Giugno 2014

Aveva ragione Cartesio PAOLA BUSATO Cari lettori di Strade Aperte, questa rubrica Io leggo è vostra : siete voi che la realizzate inviando il commento a un libro che vi ha permesso di approfondire un tema particolarmente interessante, un libro che vi ha commosso , che vi ha fatto sognare, che è stato significativo per la vostra vita, insomma un libro che val la pena di condividere e di consigliare. Aspettiamo i vostri commenti! Inviateli a Paola Busato a questo indirizzo : bertagnolio@tiscali.it

sequenza di diapositive descrittive. Riaffiorano persone e momenti di vita che hanno segnato la mia crescita e la mia maturazione. Sono esperienze che credo comuni a chi come me era ragazzo in quegli anni. L’intento che mi ha spinto a scrivere queste riflessioni e questi ricordi nasce dalla mia convinzione che se ho un presente ed avrò un futuro è perché ho avuto un passato ben presente nella mia memoria che con i suoi lati positivi e negativi ha inciso profondamente nella mia vita personale e di relazione. Ne è risultato un miscuglio di penAveva ragione Cartesio sieri e aneddoti forse accatastati in di Alberto Ghia modo poco razionale. Il lettore si Si tratta di una rivisitazione degli trova davanti a una scatola di vecanni’50 e ‘60 con aneddoti e ricor- chie fotografie messe alla rinfusa: si di della mia fanciullezza e gioventù, salta da un periodo all’altro, senza con flash-back paragonabili ad una soluzione di continuità, con emo-

     

zioni immediate che questa carrellata suscita nell’animo di chi guarda queste vecchie immagini. Forse altrettanto succederà a chi leggerà queste pagine. Titolo: AVEVA RAGIONE CARTESIO Autore: ALBERTO GHIA Collana: OBLÒ Caratteristiche: Formato 14X21 pp.100 Prezzo: €. 12,00 ISBN: 978-88-6405-236-6 L’ AUTORE Alberto Ghia è nato a Genova dove vive. Laureato in ingegneria è oggi in pensione. Ama suonare il pianoforte e dipingere a olio. Questo è il suo primo romanzo

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Controcorrente IL MIO VIVERE É IL SIGNORE Signore, mi chiamasti per nome: ed io fui. Mamma, ancora non sapeva di portarmi nel grembo, ma tu Signore, sì. Il mio nome già lo pronunciasti, quando ancora non ero formata. Cresciuta vivevo incosciente, dimentica di Te, ma Tu non lo eri di me. Mi guardavi con amore, mentre io mi disperdevo

nelle cime brumose e limacciose. Mi seguivi sui labili sentieri del vento, in balìa del niente. La mia vita senza Te è strada senza meta, senza perché.... Tu solo sempre splendi sui tortuosi miei sentieri e rettilinei li rendi. Signore, senza Te, non sono: senza Te, al nulla ritorno: con Te sono e canto di felicità.

STRADE APERTE N° 6. Anno 56. Giugno 2014 ISCRITTO AL TRIBUNALE DI ROMA Al n°. 6920/59 del 30/05/1959 PERIODICO MENSILE DEL MASCI (MOVIMENTO ADULTI SCOUT CATTOLICI ITALIANI) DI EDUCAZIONE PERMANENTE, PROPOSTA E CONFRONTO PRESIDENTE NAZIONALE: Sonia Mondin SEGRETARIO NAZIONALE: Luigi Cioffi DIRETTORE RESPONSABILE: Pio Cerocchi DIRETTORE: Giovanni Morello (giovanni.morello@artifexarte.it) REDAZIONE ROMANA Giorgio Aresti Carlo Bertucci Paola Busato Bertagnolio Matteo Caporale Gaetano Cecere Manlio Cianca Dora Giampaolo Franco Nerbi Anna Volpe

Sr. Maria Eletta cappuccina in Carpi

Sommario Di più saremo insieme più gioia ci sarà! Giovanni Morello Campo di servizio a Lourdes Campo scout di Ferragosto Marcia della Pace Perugia-Assisi La Terra del Cantico. Salvaguardia del Creato Sonia Mondin La Festa vi attende Luigi Cioffi La grande festa è quì Scheda di iscrizione Europa il passato e il futuro Carlo Bertucci In Veneto la festa è già iniziata Claudio Cesca Il muro dell’indifferenza Anna Maria Volpe Prignano Miti e leggende. Conoscenza e salvaguardia del territorio Enzo Baldacchino Anche a Faenza si festeggia il MASCI Gualtiero Malpezzi Non c’è pace senza giustizia Maria Laura Tortorella Giornata ecumenica dello Spirito in Piemonte Marco Silvestro Pellegrinaggio MASCI in Terra Santa Renato Fasoli Esci: percorsi di spiritualità del Cammino delle Dolomiti Francesco Lavader La “miracolata” di Papa Giovanni Liliana Guarino Haiti chèri Enrico Capo Cosa dice questa Parola oggi a me? d. Lucio Gridelli Aveva ragione Cartesio Paola Busato Calendario Arcipelago Controcorrente

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COLLABORATORI Lorena Accollettati Carla Collicelli Paola Dal Toso Maurizio De Stefano Romano Forleo d. Lucio Gridelli Paolo Linati Mario Maffucci Nando Paracchini Mario Sica REDAZIONE Via Picardi, 6 - 00197 Roma sede@masci.it STAMPA Tipografia ADLE Edizioni SAS Padova info@adle.it EDITORE, AMMINISTRATORE E PUBBLICITÀ: Strade Aperte Soc. coop. a.r.l. Via Picardi, 6 - 00197 Roma Tel. 06. 8077377 - Fax 06.8077047 Iscritta al registro degli operatori di comunicazione al n.° 4363 ABBONAMENTO ORDINARIO A 11 NUMERI: Euro 20,00 da versare sul ccp. n. 75364000 INTESTATO: Strade Aperte Soc. coop. a.r.l. Via Picardi, 6 - 00197 Roma ASSOCIATO ALL’USPI TIRATURA: 5.000 copie Chiuso in redazione il 30 Maggio 2014 QUESTO NUMERO È STATO SPEDITO DALL’ UFFICIO POSTALE DI PADOVA CENTRALE IN DATA

Strade Aperte Giugno 2014