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NUMERO 4 APRILE 2012 - ANNO 54

Riflettiamo sulla famiglia GIOVANNI MORELLO

PERIODICO MENSILE DEL MASCI (MOVIMENTO ADULTI SCOUT CATTOLICI ITALIANI) DI EDUCAZIONE PERMANENTE, PROPOSTA E CONFRONTO

SPEDIZIONE IN A.P. 45% ART. 2 COMMA 20/B LEGGE 662/96 DAL C.M.P. PADOVA EURO 2,00 LA COPIA EDITORE, AMMINISTRAZIONE E PUBBLICITA’: Strade Aperte Soc. coop. a.R.L., Via Picardi, 6 - 00197 Roma, www.masci.it SOMMARIO IN ULTIMA PAGINA

Il 23 aprile tutti gli scouts e le guide

docente nell’Università pontificia San Tom-

del mondo rinnovano la Promessa in

maso d’Aquino, si interroga e ci interroga

occasione della festa di San Giorgio.

su “il grande disegno della famiglia come

Il Masci romano si ritrova tradizio-

piccola chiesa”, mentre Paola Dal Toso, che

nalmente nell’antica chiesa di San

è Segretaria della Consulta nazionale per le

Giorgio al Velabro, dove una targa ricorda

Aggregazioni laicali, ci offre un primo, am-

che, anche durante il periodo della “giungla

pio, panorama delle indicazioni di Benedet-

silente”, i capi romani si ritrovavano, nello

to XVI riguardo alle problematiche e alla

stesso luogo e nella stessa data per rinnovare

vita della famiglia.

la loro Promessa ed essere così pronti alla

Il nostro Carlo Bertucci, dall’alto delle sue

ripresa dello scautismo in Italia, dopo la fine

competenze specifiche in campo economi-

della dittatura fascista.

co, si chiede se il risparmio è ancora una

Tanti nomi e tanti volti di amici, sorelle e

virtù ?. Con evidenti riflessi sulla situazione

fratelli, che ci hanno preceduti nella Casa del

economica delle famiglie italiane. Continua

Padre si affacciano alla nostra mente: l’ulti-

inoltre il nostro sforzo di informazione in

ma della serie, che vorrei ricordare con voi

preparazione dell’incontro nazionale che il

per la sua vita spesa per il guidismo e lo scau-

Masci terrà a Salerno, dal 19 al 21 ottobre

tismo, è quello di Mariella Sebastiani Spaini

prossimo, e di cui vi presentiamo in antepri-

che, tra l’altro, è stata la prima Presidente

ma il logo insieme ad un articolo su i “trivi

dell’Agesci, scomparsa nello scorso mese di

e i Quadri”, dove le regioni presenteranno i

marzo.

loro Poli di Eccellenza ed il Comitato ese-

Dalla famiglia degli scouts alla famiglia di

cutivo le iniziative e le attività realizzate o

tutti. A Milano, dal 30 maggio al 3 giugno,

in programma. Il numero è ricco, come al

si terrà il VII Incontro mondiale delle fami-

solito, di notizie, informazioni, interventi su

glie, a cui parteciperà il Santo Padre Bene-

temi di attualità: vorrei segnalare l’articolo

detto XVI.

di Mario Sica che offre un quadro chiaro e,

Il Masci lombardo è impegnato nell’orga-

come al suo solito, equilibrato del proble-

nizzazione e nell’accoglienza dei partecipan-

ma della realizzazione della linea ferroviaria

ti, tra cui certamente saranno presenti anche

dell’alta velocità in Val di Susa.

molti fratelli e sorelle del Masci. Da parte

Insomma la redazione cerca di fare del pro-

nostra, su questo numero, vogliamo riflette-

prio meglio per confezionarvi, ogni mese,

re sul tema della famiglia.

un numero succolente e piacevole.

Il Dossier è infatti dedicato alla famiglia con

A voi il giudizio di gradimento.

tre interventi di prestigio. Alberto Lo Presti,

Buona Strada.


APRILE 2012

Nuove Comunità

Marineo 1 “Makella”: è nata una nuova Comunità “Siamo arrivati da mille strade diverse, in mille modi diversi, in mille momenti diversi, perché il Signore ha voluto così”. I versi di questo canto danno il senso della comunità Masci che a novembre del 2011 abbiamo costituito a Marineo. Molti di noi hanno percorso la stessa strada da ragazzi (se pur in tempi diversi), hanno assaporato la bellezza della vita all’aperto, hanno scoperto la gioia della condivisione, hanno ascoltato il battito del proprio cuore ma anche di chi gli camminava accanto, hanno sentito il “respiro di Dio” attraverso la natura,

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hanno forgiato il carattere superando

dei fratelli e sorelle che hanno conosciu-

“verifica” del servizio educativo svolto

le difficoltà, hanno vissuto tante avven-

to da adulti lo scoutismo ma che ne con-

anni fa, è inoltre un laboratorio di cre-

ture meravigliose. Poi con la partenza

dividono i valori. Siamo pronti a ripartire

scita individuale, in cui ognuno di noi

si sono impegnati a vivere i valori della

per nuovi orizzonti, con lo zaino pieno

mette in discussione le proprie certezze

legge e della promessa nella vita, quella

di esperienze diverse, pronti a mettere a

e le proprie idee per intraprendere un

vera, quella dura, quella del lavoro, della

servizio degli altri il nostro vissuto, ma

cammino con altri fratelli e sorelle attra-

famiglia, dell’impegno sociale (molti di

anche a confrontarci con le nostre debo-

verso i valori della legge e la promessa

noi hanno continuato anche a svolgere il

lezze e i nostri limiti. Lo facciamo attra-

scout. Promessa, che abbiamo rinnovato

servizio educativo come capi nell’Agesci

verso il Masci, proprio perché crediamo

giorno 10 marzo 2012 nella Chiesa Ma-

per parecchi anni). L’esperienza scout ci

fermamente nei suoi valori e soprattutto

dre di Marineo, durante la celebrazione

ha aiutato, ad affrontare i problemi da

perchè “…è un’associazione di uomini

Eucaristica. Nella stessa sera hanno fatto

una prospettiva diversa, a guardare po-

e donne maturi che cercano luoghi di

la Promessa anche due componenti del

sitivamente le cose e vivere la vita come

impegno e di riflessione per poter “cam-

gruppo che per la prima volta si sono af-

un’avventura e con lo spirito di uno dei

biare il mondo cambiando se stessi”: per

facciati al mondo dello scoutismo.

più belli articoli della legge scout che in-

essere cioè protagonisti della propria cre-

vita a sorridere e cantare nelle difficoltà,

scita permanente.”

non perché lo scout è un irresponsabile,

La “formazione permanente” dell’adul-

ma perché è un ottimista e attraverso le

to, appunto, costituisce la condizione

piccole cose sa apprezzare la grandezza

propedeutica per qualunque impegno sia

dei doni di Dio nella propria vita. Ades-

individuale che comunitario infatti “non

so vogliamo riprendere quella strada, da

siamo insieme solo per fare, tanto meno

adulti, da uomini e donne consapevoli

per comandare o peggio per possedere

che il mondo in cui viviamo è difficile,

ma insieme per essere”. A 50 anni di sca-

ma con la speranza e l’ottimismo di chi

sutismo a Marineo, i tempi sono maturi

sa che nulla è impossibile con l’aiuto di

per “risvegliare” le coscienze assopite di

Dio. In questo cammino si sono aggiunti

chi è stato scout. Il Masci è pertanto una

STRADE APERTE

BENVENUTI ALLE NUOVE COMUNITA’ Oltre alle nuove Comunità di Marineo 1, di cui diamo notizia qui a lato, e alle nuove Comunità di Treviso 2 e Cesena 6, presentate nei numeri scorsi, diamo il Benvenuto alle nuove Comunità di: CALTAGIRONE 1 CHIETI 1 JESI 1 NOCETO 1 OLBIA 1 SETTIMO TORINESE 1 TARANTO 4


Dossier:Piazze,Trivi e Quadrivi

APRILE 2012

Trivi e Quadrivi RICCARDO DELLA ROCCA

Presidente Nazionale

Abbiamo dato come tema a questo nostro incontrarci “Abitare la città dell’uomo”. Abitare la città dell’uomo significa per noi condividere i luoghi e gli spazi dove l’uomo vive, opera, si incontra con gli altri. I luoghi dell’incontro sono le strade, le piazze, le botteghe, i luoghi della spiritualità della città; per questo abbiamo deciso di vivere lì il nostro incontro di Salerno perché siamo convinti che il cammino di educazione degli adulti che abbiamo scelto come nostra missione, si realizzi nella partecipazione e nella condivisione, diventi autentico amando il tempo in cui si vive. Come ha detto recentemente il nostro Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: «Non si può crescere, non si può avere soddisfazione nella vita, se non si è animati da alcuni grandi valori e se non ci si impegna a realizzare degli obiettivi, non solo personali ma comuni a tutti». Per questo dopo aver esaminato nelle Piazze, luoghi simbolo della città di Salerno, le nostre “tracce” di educazione degli adulti, ci ritroveremo nei Trivi e nei Quadrivi. Nei Trivi della città le Regioni del MASCI presenteranno le loro riflessioni e le loro esperienze legate ai Poli d’Eccellenza ai quali hanno lavorato negli ultimi anni. Ma non sarà solo una presentazione ma l’occasione per condividerli con tutti gli altri adulti Scout perché possano diventa-

re patrimonio comune e condiviso di tutto il movimento; perché possano essere confrontati con tutti i nostri amici che con noi avranno voluto condividere l’esperienza di “Piazze, Trivi e Quadrivi”; perché possiamo ascoltare le opinioni ed i giudizi dei cittadini che, fermandosi nei nostri Trivi, potranno cogliere i segni del nostro lavoro e del nostro impegno arricchendoli con la loro esperienza. Ogni regione curerà l’allestimento e l’ambientazione del proprio Trivio, così la città antica di Salerno sarà animata da un caleidoscopio di colori, di immagini e di voci. Nei Quadrivi il Comitato Esecutivo ci illustrerà come le diverse attività del movimento (la formazione, la comunicazione, lo sviluppo, la cooperazione internazionale, i progetti e le imprese del movimento,..) illustrando e confrontandosi su come queste

rappresentino il modo concreto per camminare sulle tracce dell’educazione degli adulti. Sarà questo il nostro modo di abitare la città dell’uomo, condividendo i luoghi e gli spazi dove l’uomo vive, opera, si incontra con gli altri. Riprenderemo così, attualizzandole al nostro tempo, le indicazioni che la lettera a Diogneto dava ai primi cristiani: “..i cristiani vivendo in città greche e barbare, come a ciascuno è capitato, e adeguandosi ai costumi del luogo nel vestito, nel cibo e nel resto, testimoniano un metodo di vita sociale mirabile e indubbiamente paradossale. Vivono nella loro patria, ma come forestieri; partecipano a tutto come cittadini e da tutto sono distaccati come stranieri. Ogni patria straniera è patria loro, e ogni patria è straniera...”

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Dossier:Piazze,Trivi e Quadrivi

APRILE 2012

I poli di eccellenza Entra nella storia 1. LIGURIA - In cammino verso nuovi orizzonti: etica personale e etica delle istituzioni 2. PIEMONTE - Entrare nella storia con il nostro metodo 3. VALLE D’AOSTA - Lavoro e sviluppo 4. LOMBARDIA - Cittadinanza consapevole 5. TRENTINO ALTO ADIGE - L’educazione morale e civile nella nostra società 9. MARCHE - Cittadinanza consapevole ed attiva 17. LAZIO - Immigrazione ed accoglienza 18. UMBRIA - Conoscenza e protezione dell’ambiente

Mondialità

8. EMILIA ROMAGNA - La solidarietà internazionale 13. BASILICATA - I grandi disagi di oggi 14. CALABRIA - Immigrazione e nuove Povertà 15. SICILIA - Custodire il creato per costruire la pace. Il creato, i suoi abitanti, i nuovi stili di vita

Scoutismo per adulti 7. VENETO - Il coraggio della speranza: imparare a vivere uniti rispettandoci diversi 10. ABRUZZO - Insieme sulla strada per crescere 16. CAMPANIA - Educazione ambientale e nuovi stili di vita 19. TOSCANA - Educazione permanente

Spiritualità e Catechesi per Adulti 6. FRIULI VENEZIA GIULIA - Percorsi di spiritualità, ed educazione alla legalità secondo il metodo scout 11. MOLISE - Lo scautismo degli adulti educa alla “vita buona” del Vangelo 12. PUGLIA - Ecumenismo e intercultura

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Vita associativa

APRILE 2012

Dammi tre parole: strategia, missionario e pilota Una sfida per il MASCI di domani. Uno sviluppo pianificato LORENA ACCOLLETTATI, MARIO ROCCA

Dando seguito a quanto deciso in Consiglio Nazionale, quest’anno la Bottega Artigiana Sviluppo si è fatta in tre. La rivoluzione copernicana che il MASCI sta cercando di attuare facendo in modo che le Regioni e le Comunità siano protagoniste della vita del movimento ha comportato che anche la Bottega Artigiana si regionalizzasse. Bisogna dire che un po’ di preoccupazione e di incertezza sulla partecipazione c’era, non avendo ancora certezza che in tutte le Regioni si fosse consolidata l’idea della necessità di creare pattuglie stabili che lavorino con continuità su un progetto di sviluppo di lungo respiro. Siamo partiti dallo spunto fondamentale che ci aveva lasciato in eredità la Bottega dello scorso anno a Roma: Piloti, Missionari e Pianificazione. Ed ecco che si è delineato pian piano il nostro progetto per lo sviluppo. Abbiamo parlato di Analisi del territorio, di individuazione di ambiti e di obiettivi, di pianificazione dell’azione, di scelta delle priorità, di individuazione di “missionari” e delle loro caratteristiche, di individuazione di “piloti” per le nuove Comunità e delle loro peculiarità, della loro formazione, e degli strumenti di

cui attrezzarli. Queste tre parole sono state il tormentone che ha animato i tre “Workshop/Bottega sullo sviluppo” che il Comitato Esecutivo ha organizzato per macroaree nel mese di marzo, accorpando le regioni vicine, in modo da ottimizzare gli spostamenti ed i costi. Come tutte le botteghe, anche queste sono stati laboratori dove tutti volevano imparare qualcosa, volevano apprendere tecniche per realizzare dei progetti regionali rivolti allo sviluppo, alla nascita di nuove comunità. Ma partiamo dalle nostre tre parole. Strategia: Tutti i gruppi di lavoro

che si sono creati nelle tre botteghe, hanno convenuto che occorre un progetto, un piano preciso, con tempi e modi di realizzazione, che scannerizzi il territorio e definisca un obiettivo, anche minimo, che però impegni la pattuglia regionale nella ricerca di potenziali gruppi di persone che siano interessati alla proposta che il nostro Movimento fa alle donne ed agli uomini adulti di oggi. Missionario: E’ indubbio che il lavoro strategico di preparazione sul territorio, deve trovare realizzazione in adulti scout che abbiano il dono di trasmettere l’emozione e l’entusiasmo di far nascere e far vivere

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Vita associativa il Masci. Non tutti hanno queste capacità ed allora, proprio dalle pattuglie regionali sono state individuate le caratteristiche che il “missionario” deve avere. Naturalmente, è sembrata da subito necessaria una formazione adeguata rivolta proprio a loro, in modo da fornirgli una base di partenza e di approccio uguale per tutti. Sono stati anche definiti degli strumenti che il Comitato Esecutivo dovrà realizzare, ma che poi dovranno essere integrati localmente per rendere meno distante il primo contatto e più vicino alle realtà locali. Piloti: Se tutte queste iniziative e se il lavoro realizzato dalle regioni, è stato proficuo ed è andato a buon fine, forse saremo di fronte alla nascita di nuove comunità, ma dopo? Molte neocomunità hanno vita difficile e si sciolgono nei primi due anni di attività. Probabilmente perché non hanno chiara la proposta del Masci e sono nate sull’onda dell’entusiasmo di uno o due persone che sono riuscite a coinvolgere persone vicine all’ambiente scout o loro amiche. Occorre allora pensare ad uno strumento che aiuti queste nascite a rafforzarsi e a non perdersi, ma anzi ad individuare la strada giusta per continuare nel tempo la strada appena intrapresa. Ecco la necessità di altri adulti scout, ben preparati, che aiutino il magistero o tutta la comunità, per un certo periodo, uno o due anni, giusto il tempo necessario per fare spiccare il volo.

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Certo il lavoro svolto in questo fine settimana è stato tanto, ma: Se non ora quando?. Questa è una frase che il Masci continua a ripetere da oltre un anno e che tutti gli adulti scout hanno ormai ben chiara. Le regioni che hanno ospitato i tre eventi, Toscana, Trentino Alto Adige e Basilicata, hanno svolto un lavoro eccezionale e hanno creato le basi per la realizzazione di un progetto di largo respiro e rivolto al futuro e di questo non finiremo mai di ringraziarli. E’ un piano ambizioso che vede le Regioni e le Comunità protagonisti sul loro territorio e responsabili delle scelte e dei risultati.

Appare evidente che una sola persona in una regione non è in grado di dare vita al progetto, occorre un gruppo, allora la prima azione è portare il progetto nei Consigli Regionali perché sia conosciuto e condiviso da tutti. Siamo usciti dalla Bottega con impegni precisi, anche in termini di scadenze temporali, su cui iniziare a lavorare, verificheremo insieme avanzamenti e difficoltà, consapevoli che impegno e buona volontà sono i nostri migliori alleati. Facciamo nostre, allora, le tre parole e come diceva qualcuno durante la bottega in Val Sella: Promuovi, diffondi e sviluppa il Masci.


APRILE 2012

Vita associativa

Aosta “entra nella storia” PIERGIORGIO COMO

Si è conclusa domenica sera la Giornata dello Spirito, svoltasi nelle due giornate di sabato 24 e domenica 25, nella scuola privata Sant’Orso. La manifestazione voluta e organizzata dal MASCI VdA (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani della Regione Valle d’Aosta), ha visto per la prima volta nella nostra regione oltre centoventi adulti scout, provenienti da tutto il Piemonte, mentre per la Valle erano presenti le due comunità (San Anselmo e Angelo Nale San Grato) con circa 20 partecipanti. Il tema delle due giornate “Entra nella Storia” è stato sviluppato nella giornata di sabato attraverso un gioco che aveva come scopo la scoperta e la conoscenza della città di Aosta nonché la riscoperta dei valori che animano lo scautismo adulto. Alla sera dello stesso giorno presso la Chiesa di Sant Orso, alla presenza di don Giuliano Albertinelli assistente ecclesiastico del Movimento Valdostano, si è poi tenuta una veglia sul medesimo tema accompagnata da letture tratte dal vangelo e da brani suonati con l’organo. La mattinata di domenica, i lavori sono stati aperti dal Vescovo di Aosta, Mons. Franco Lovignana, e conclusi nel pomeriggio dal Priore Don Aldo Armellin. I partecipanti sono stati quindi accompagnati nella più ampia riflessione

sul tema che animava l’incontro, sia quali cristiani, sia quali cittadini impegnati nell’ambito sociale per un mondo di pace, non basato sugli interessi propri ma sulla ricerca del bene comune. Significativa è stata altresì la presenza dell’Assessore all’Istruzione Pubblica del Comune di Aosta, Andrea Parron che, oltre a portare il saluto delle Istituzioni Cittadine, ha partecipato ai lavori quale Adulto Scout della comunità Angelo Nale San Grato. La riuscita dell’incontro deve anche il suo buon esito sia alla disponibilità di don Aldo che ha messo a disposizione la struttura scolastica, sia all’ANA (Associazione Nazionale Alpini) che ha fornito i tavoli e le panche necessarie ad ospitare oltre 120 persone, sia alla Croce

Rossa che ha fornito le brande necessarie ad ospitare i partecipanti per la notte. Gli Adulti Scout si sono infine dati appuntamento al prossimo anno in Piemonte.

La Regione Valle d’Aosta è stata invitata a partecipare alla IX Edizione del Premio letterario Internazionale “Città d’Aosta”, riservato al mondo dello scoutismo. Il regolamento per la partecipazione si può consultare sul sito www.masci.it

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Internazionale

Incontro del Mediterraneo a Cadice Si terrà dal 31 ottobre al 5 novembre 2012 il XIV Incontro del Mediterraneo, cioè la Southern Europe Sub-Region Conference dell’ISGF, a cui sono inviati a partecipare gli adulti scouts e guide delle Nazioni che affacciano sul Mediterraneo. L’incontro si svolgerà a Cadice, in Andalusia, e prevede anche un post tour nelle località più celebri della regione. L’incontro è organizzato dalla Associación de Viejos Lobos “Cruz del Sur”, che è membro della ISCF Spagna. La quota di partecipazione è fissata in Euro 550,00 a persona, mentre la quota per il tour di 6 giorni post-conferenza (Granada, Cordoba, Siviglia) è fissata in Euro 390. Chi volesse partecipare dovrà inviare la scheda, riportata qui a lato (o stampabile dal sito del Masci), completa di tutte le notizie richieste, escluso l’arrivo e la partenza, perchè cercheremo il mezzo più conveniente da fare tutti insieme, e gli orari di arrivo e partenza li comunicheremo successivamente, per via elettronica a “sede@masci. it” o per fax al n°068077047. Per le quote di partecipazione ed eventuali extra (camera singola e tour post incontro) dovrà essere versato l’acconto del 50% entro il 30 aprile p.v. e l’altro 50% entro il 31 luglio p.v. a: M.A.S.C.I Eventi Nazionali - via

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Carpignana, 22 - 63100 Venagrande - c/c n°64651466; o per bonifico: Codice IBAN IT 19 Z0760113 5000 0006 4651 466. Una copia del versamento del primo 50% deve essere allegata alla scheda di partecipazione, e copia del successivo 50% inviata al momento del versamento effettuato entro il 31 luglio p.v.

Tutte le quote verranno versate agli organizzatori dal MASCI, con un unico bonifico.

Speriamo in una partecipazione numerosa. Per ogni informazione è possibile rivolgersi direttamente a: Franco Nerbi: tel. 3335759400.


Dossier:Famiglia

APRILE 2012

Il grande disegno della famiglia come piccola Chiesa ALBERTO LO PRESTI

Da sempre, l’uomo ha cercato di dare risposta a una domanda fondamentale: perché mai, fra tutti gli esseri animati conosciuti, solo gli umani mostrano una socialità così accentuata? Perché mai arriviamo a costruire gruppi, comunità, popoli, via via associazioni sempre più estese e complesse? Già la mitologia aveva prodotto alcune risposte in ordine alla socialità umana come carattere specifico e naturale dell’umanità: il mito di Prometeo narra che la socialità umana è un dono che gli dei fanno all’uomo per consentirgli una vita ordinata e soprattutto sicura nel creato. Il tema della difesa e della sicurezza, tutto sommato, è ricorrente nelle antropologie sociali: per sfuggire ai pericoli di una vita solitaria, gli uomini preferiscono associarsi, giacché insieme ci si difende meglio dai rischi della quotidianità. Nella tradizione cristiana, il discorso non è mai basato su tale stretta necessità. La società non è il risultato di una scelta, tanto meno è frutto di una convenienza. La società è scritta nel cuore degli uomini e delle donne, e si rivela con tutta la sua forza nella coppia, una società naturale talmente forte da unire l’uomo e la donna «in una sola carne», come dice il libro del

Genesi. «Una sola carne»: questo significa che si fa la coppia non perché bisogna difendersi dai pericoli, o per chissà quale altra convenienza. La coppia formata dall’uomo e dalla donna ha su di sé il compito più alto che Dio poteva assegnare: il compito di pro-creare, cioè di collaborare e continuare a realizzare il disegno di Dio sul creato. La famiglia, con ciò, è la prima società naturale; essa colloca gli uomini e le donne al vertice della creazione. E da questo vertice, la famiglia irradia il suo modello di socialità basata sull’amore e la comunione. Anzi, con le parole del Compendio della dottrina sociale della Chiesa, la famiglia è «luogo primario di relazioni interpersonali, prima e vitale cellula della società […] prototipo di ogni ordinamento sociale» (§ 211).

In tal senso, la famiglia è il modello al quale tutte le società devono fare riferimento. Il gruppo di appartenenza, la comunità cittadina alla quale si appartiene, il partito politico, l’ordine professionale, lo Stato e le organizzazioni di vario genere, non possono mai avere un ruolo superiore a quello della famiglia, quindi non possono mai – per ragioni proprie – violare la sua dignità. Ricapitoliamo: nella visione cristiana la società è il risultato dell’energia sociale sprigionata dalla famiglia, quindi il bene della società scaturisce dalla comunità familiare. Ecco perché la migliore società e quella a misura di famiglia. Un carattere importante della famiglia è la sua dinamicità, spesso non considerata. Sono tante, troppe, le frasi facili con le quali

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Dossier:Famiglia si crede di seppellire la famiglia come fosse una sorta di prigione statica della vita. Lo scrivente è sposato da 24 anni, con una donna sempre diversa! Anche se il suo nome e cognome non sono mai cambiati, mia moglie è cambiata un milione di volte, così come sono cambiato io, e i cinque figli che nel frattempo abbiamo avuto hanno reso ancora più convulse le trasformazioni della nostra vita assieme. La dinamicità della famiglia ci rivela un dato fondamentale: l’essenza della famiglia non è la somiglianza fra i suoi membri, bensì la loro interdipendenza. La vita quotidiana è fitta di esempi di questa interdipendenza dinamica: quando si ammala un membro della famiglia le cose cambiano più o meno per tutti, un cambio di lavoro, le nuove amicizie, un bisogno improvviso sono eventi che per quanto possano riguardare solo uno della famiglia hanno in realtà una conseguenza su tutti gli altri. Ora, a nessuno può sfuggire che questa intrinseca dinamicità è oggi modello per la globalizzazione dei processi sociali. Si provi a comparare quanto dice Kurt Lewin (psicologia sociale) sulla famiglia con la definizione di globalizzazione del sociologo Zygmunt Bauman. Lewin: «la famiglia è qualcosa di più, o per meglio dire, qualcosa di diverso, dalla somma dei suoi membri: ha struttura propria, fini peculiari e relazioni particolari con altri gruppi. Quel che ne costituisce l’essenza non è la somiglianza o la dissi-

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miglianza riscontrabile tra i suoi membri, bensì la loro interdipendenza. Il gruppo può definirsi come totalità dinamica. Ciò significa che un cambiamento di stato di una sua parte, o frazione qualsiasi, interessa lo stato di tutte le altre» (Lewin K., Field Theory in Social Science, Harper & Row, New York, 1951). Bauman, a proposito della globalizzazione come sfida etica: «a prescindere da qualsiasi altro significato, globalizzazione vuol dire che tutti dipendiamo gli uni dagli altri. Le distanze ormai contano poco. Qualcosa che succede in un posto può avere conseguenze globali […] Quello che facciamo (o ci asteniamo dal fare) può influenzare le condizioni di vita (o di morte) di persone che vivono in luoghi dove non ci recheremo mai e di generazioni che non conosceremo mai» (Bauman Z., Does Ethics Have a Chance in a world of Consumers?, Harvard University Press, Cambridge, Massachusetts – London, England, 2008). È sorprendente: l’odierna descrizione del cambiamento globale dei rapporti sociali sta conclamando l’idea che il mondo sta scoprendo che siamo davvero una famiglia: la famiglia umana. La famiglia dunque non è soltanto un modo per vivere i rapporti parentali elementari, ma è un ideale della società intera. In questo senso, essa fa propri gli obiettivi stessi dell’evangelizzazione, in ciò è davvero una piccola Chiesa. Anzi, per usare le parole del Servo di Dio Igino Giordani, la famiglia è una società sacra, una missione

divina, la fonte di trasmissione del divino nel convivere umano. Per comprenderne il suo disegno, è sufficiente guardare a come si organizza la convivenza cristiana. Essa trova nel modello della famiglia il linguaggio, i meccanismi, le istituzioni della Chiesa: a) Dio è Padre e gli uomini sono suoi figli – la preghiera è «Padre nostro…»; b)se Dio è Padre, la Chiesa è la madre: «Non può aver Dio per Padre, chi non ha la Chiesa per madre» (Cipriano, Origene, Agostino, dicono appunto i padri della Chiesa); c) l’azione dei vergini si chiama maternità spirituale; d) l’azione di sapienza dei sacerdoti è chiamata paternità spirituale; e) i titoli ai religiosi e alle religiose, ai sacerdoti e ai consacrati, è spesso “padre”, “madre”, ecc. Attenzione, però: possiamo anche riconoscere la dignità del matrimonio cristiano, la suprema bellezza del suo disegno: ma dobbiamo anche parlare dei doveri che gli sono connessi. Il Concilio Vaticano II ha elevato il laicato nella Chiesa, quale plebs sancta, popolo di Dio, cioè – secondo una efficace espressione giordaniana - «Chiesa militante, e non dormiente» (I. Giordani, Famiglia comunità d’amore, Città Nuova, Roma, p. 15). Questa re-integrazione del laicato nella missione religiosa ha anche l’effetto di ridare una funzione morale e sacramentale alla famiglia., pensata come «cellula vitale della Chiesa […] una piccola Chiesa […] e il matrimonio torna ad essere, per merito del Concilio Vaticano II, uno stato di perfezione».


Dossier:Famiglia

APRILE 2012

Il risparmio non è più una virtù? CARLO BERTUCCI

Secondo statistiche pubblicate da organi ufficiali, i risparmi delle famiglie italiane stanno diminuendo, mentre sono in aumento i debiti. Questo è uno degli effetti della crisi economica che stiamo attraversando, ed è il segnale che in media i redditi percepiti a malapena riescono a coprire le spese. I nostri nonni e genitori fondavano la loro economia familiare sul risparmio, perché era necessario tenere conto dei periodi di magra e bisognava assicurare il futuro dei figli. L’Italia era un Paese di risparmiatori e questa caratteristica è sempre stata considerata una virtù, ma oggi questo comportamento sembra risultare antieconomico per la collettività. La pubblicità ci

sommerge ogni giorno di stimoli di ogni tipo per convincerci a comprare cose di cui non abbiamo alcun bisogno e addirittura qualche anno fa ci furono degli spot televisivi che incentivavano a spendere per favorire l’economia. Ma negli ultimi decenni il rapido mutamento delle condizioni economiche e sociali ha trasformato il consumismo in una icona del nostro modo di vivere, mentre allo stesso tempo la globalizzazione, con la concorrenza internazionale del lavoro, ha imposto la revisione degli standard medi di reddito a cui eravamo abituati. Per molti anni ho svolto servizio educativo nel movimento scout e ho sempre cercato di trasmettere ai ragazzi l’amore per la natura e l’essenzialità. Dopo tanti anni di onorato servizio scopro con grande stupore che tutti i valori che ho cercato di

trasmettere sono un pericolo per il benessere generale. Leggendo i giornali infatti sembra che i problemi per la nostra economia dipendono dal fatto che consumiamo troppo poco. Avete letto bene, dobbiamo consumare di più, comprare automobili, telefonini, videogiochi e così via perché in questo modo possiamo favorire i settori produttivi e commerciali e incrementare l’occupazione. Quindi, se consumare è bene per l’economia, risparmiare è male. Poiché la matematica non è un’opinione, il nostro reddito può essere consumato o risparmiato, per cui più risparmiamo, maggiore sarà la parte che sottraiamo al consumo. Il risparmio, depositato in banca, non fornisce incentivi alle imprese per produrre di più e di conseguenza assumere nuovo per-

L’evoluzione della famiglia

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Dossier:Famiglia sonale. Cerchiamo di cogliere il paradosso di questi ragionamenti. Se non risparmiamo contribuiamo alla crescita economica che potrebbe assicurare il futuro lavorativo di tanti giovani. Se risparmiamo possiamo prudentemente trattenere risorse per conservare il nostro benessere futuro e quello dei nostri figli. Inoltre è palese la contraddizione tra gli inviti a spendere della pubblicità e dei giornali e la realtà che invece ci rappresenta le difficoltà di tante famiglie per arrivare alla fine del mese. Questo vuol dire solo una cosa, ovvero che siamo destinati a diventare un popolo di consumatori incalliti. Spenderemo tutto quello che guadagneremo e se non basterà, ci indebiteremo. In questo modo la macchina produttiva sarà sempre in funzione e assicurerà profitti (per pochi) e un benessere appena sufficiente (per gli altri). Naturalmente non dobbiamo stare a guardare passivamente quello che accade intorno a noi.

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STRADE APERTE

Lo scautismo, scuola di vita semplice e essenziale, deve essere in prima fila nel proporre nuovi modi di produrre, consumare e risparmiare. Siamo un movimento internazionale, ma purtroppo le barriere culturali, oltre che linguistiche, limitano la possibilità di creare una forza globale che contrasti questo percorso. E’ arrivato il momento che gli scout si attivino con tutte le forze sociali per proporre confronti ma anche progetti su come vogliamo che sia il mondo di domani. Intanto lavoriamo in casa nostra.

Dobbiamo mettere in atto comportamenti che puntino a favorire il riciclaggio e il riutilizzo delle cose che compriamo, dobbiamo risparmiare energia (a casa o in auto), dobbiamo mangiare cibi genuini e locali, e spendere le vacanza passeggiando e scoprendo i nostri monti e i nostri mari. Forse l’economia produttiva si sentirà meno sostenuta da questi atteggiamenti, ma forse potrà anche cominciare a riflettere, con il nostro aiuto, su come realizzare una società più giusta, equa e sostenibile.


APRILE 2012

Dossier:Famiglia

La famiglia nel magistero di Benedetto XVI PAOLA DAL TOSO

La chiamata all’educazione

Più volte nel corso del pontificato, Papa Benedetto XVI ha richiamato il valore insostituibile della famiglia, fondata sul matrimonio tra l’uomo e la donna, alla quale appartiene la primaria responsabilità educativa. Infatti, «Il verbo “educare” […] mette in evidenza quel compito che è proprio anzitutto della famiglia. […] Nell’educazione e nella formazione alla fede una missione propria e fondamentale ed una responsabilità primaria competo-

vero educatore di ogni uomo»3.

incoraggi tutte le famiglie, affinché col-

no alla famiglia. I genitori infatti sono

In riferimento alla responsabilità geni-

tivino sempre l’amore coniugale e si de-

coloro attraverso i quali il bambino che

toriale, Benedetto XVI propone un im-

dichino con fiducia al servizio della vita

si affaccia alla vita fa la prima e decisiva

portante chiarimento: «Il bambino non

e dell’educazione5.

esperienza dell’amore, di un amore che

è proprietà dei genitori, ma è affidato

L’educazione cristiana dei figli

in realtà non è soltanto umano ma è un

dal Creatore alla loro responsabilità, li-

Il ruolo fondamentale della famiglia

riflesso dell’amore che Dio ha per lui» .

beramente e in modo sempre nuovo, af-

nell’educazione alla fede è così appro-

Al riguardo il Santo Padre precisa: «è

finché essi lo aiutino ad essere un libero

fondito da Benedetto XVI: «il rapporto

nella famiglia che i figli apprendono i

figlio di Dio.

tra i genitori e i figli […] è fondamentale

valori umani e cristiani che consentono

Solo se i genitori maturano tale consape-

[…]. È qualcosa di più, che Gesù stesso

una convivenza costruttiva e pacifica.

volezza riescono a trovare il giusto equi-

ci ha insegnato: è la fiaccola della fede

È nella famiglia che si imparano la soli-

librio tra la pretesa di poter disporre dei

che si trasmette di generazione in gene-

darietà fra le generazioni, il rispetto delle

propri figli come se fossero un privato

razione […].

regole, il perdono e l’accoglienza dell’al-

possesso plasmandoli in base alle proprie

La famiglia è fondamentale perché lì

tro. È nella propria casa che i giovani,

idee e desideri, e l’atteggiamento liber-

germoglia nell’anima umana la prima

sperimentando l’affetto dei genitori,

tario che si esprime nel lasciarli crescere

percezione del senso della vita.

scoprono che cosa sia l’amore e impara-

in piena autonomia soddisfacendo ogni

Germoglia nella relazione con la madre

no ad amare» .

loro desiderio e aspirazione, ritenendo

e con il padre, i quali non sono padroni

Spetta a papà e mamma “tirar su” i figli.

ciò un modo giusto di coltivare la loro

della vita dei figli, ma sono i primi colla-

«Il compito dei genitori […] è quello di

personalità» .

boratori di Dio per la trasmissione della

educare il figlio o la figlia.

Nel suo magistero, il Pontefice propone

vita e della fede»6.

Educare è molto impegnativo, a volte

a tutti il modello di vita di Giuseppe e

Il Pontefice ripete: «I genitori […] devo-

è arduo per le nostre capacità umane,

Maria, i genitori di Gesù, che pur attra-

no educare i figli secondo il Vangelo»7.

sempre limitate. Ma educare diventa una

versando molte prove e difficoltà, rie-

Rivolgendosi loro, raccomanda: «Preoc-

meravigliosa missione se la si compie in

scono ad assicurargli un’infanzia serena

cupatevi pertanto di educarli nella fede,

collaborazione con Dio, che è il primo e

e una solida educazione. Il loro esempio

di insegnar loro a pregare e a crescere

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APRILE 2012

Dossier:Famiglia

come faceva Gesù e con il suo aiuto, “in

municare.

l’uomo, trae linfa vitale, nutrimento per

sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli

Ai genitori desidero dire di non perdersi

poter poi portare frutto proprio dal ter-

uomini” » .

d’animo! Con l’esempio della loro vita

reno fecondo costituito dalla famiglia.

Ed alle mamme ed ai papà indirizza

esortino i figli a porre la speranza anzi-

«L’immagine dell’albero dice che ognu-

queste altre espressioni: «Viviamo in un

tutto in Dio, da cui solo sorgono giusti-

no di noi ha bisogno di un terreno fer-

mondo in cui la famiglia, e anche la vita

zia e pace autentiche» .

tile in cui affondare le proprie radici, un

stessa, sono costantemente minacciate e,

E nuovamente: «Incoraggio tutti i geni-

terreno ricco di sostanze nutritive che

non di rado, frammentate.

tori a riscoprire la grandezza e la bellez-

fanno crescere la persona: sono i valori,

Condizioni di lavoro spesso poco armo-

za della missione educativa. Sì, educare

ma sono soprattutto l’amore e la fede,

nizzabili con le responsabilità familiari,

è molto impegnativo ma entusiasmante!

la conoscenza del vero volto di Dio, la

preoccupazioni per il futuro, ritmi di

Fate sperimentare ai vostri figli, fin dalla

consapevolezza che Lui ci ama infini-

vita frenetici, migrazioni in cerca di un

più tenera età, quella vicinanza che te-

tamente, fedelmente, pazientemente,

adeguato sostentamento, se non della

stimonia l’amore, donate voi stessi, af-

fino a dare la vita per noi. In questo

semplice sopravvivenza, finiscono per

finché a loro volta si aprano agli altri e al

senso la famiglia è “piccola Chiesa”,

rendere difficile la possibilità di assicu-

mondo con serenità e generosità.

perché trasmette Dio, trasmette l’amo-

rare ai figli uno dei beni più preziosi: la

Anima dell’educazione sia sempre la fi-

re di Cristo, in forza del sacramento del

presenza dei genitori; presenza che per-

ducia in Dio, che “dà speranza al nostro

Matrimonio.

metta una sempre più profonda condi-

futuro”!» .

L’amore divino che ha unito l’uomo

visione del cammino, per poter trasmet-

Con riferimenti al linguaggio biblico, il

e la donna, e che li ha resi genitori, è

tere quell’esperienza e quelle certezze

Santo Padre paragona la famiglia ad un

capace di suscitare nel cuore dei figli il

acquisite con gli anni, che solo con il

albero: è questo un modo suggestivo

germoglio della fede, cioè la luce del

tempo trascorso insieme si possono co-

per rappresentare come la pianta, cioè

senso profondo della vita»12.

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Dossier:Famiglia

APRILE 2012

Esperienza di Chiesa

no non interessate, se non contrarie,

necessario che le parrocchie si adoperino

La famiglia resta la prima responsabile

all’educazione cristiana dei propri figli.

sempre più nel sostenere le famiglie, pic-

dell’educazione cristiana che tende a far

[…] Raramente si incontrano però ge-

cole Chiese domestiche, nel loro compi-

sì che la persona battezzata, iniziata gra-

nitori del tutto indifferenti riguardo alla

to di trasmissione della fede»15.

dualmente alla conoscenza del mistero

formazione umana e morale dei figli, e

«La famiglia, per essere “piccola Chie-

della salvezza, prenda sempre maggiore

quindi non disponibili a farsi aiutare in

sa”, deve vivere ben inserita nella “gran-

coscienza del dono della fede, che ha ri-

un’opera educativa che essi avvertono

de Chiesa”, cioè nella famiglia di Dio

cevuto. «Cari genitori, siate i primi te-

come sempre più difficile. Si apre per-

che Cristo è venuto a formare. […] In-

stimoni della fede! Non abbiate paura

tanto uno spazio di impegno e di ser-

sieme con la famiglia di origine, è fonda-

delle difficoltà in mezzo alle quali siete

vizio per le nostre parrocchie, oratori,

mentale la grande famiglia della Chiesa,

chiamati a realizzare la vostra missione.

comunità giovanili, e anzitutto per le

incontrata e sperimentata nella comunità

Non siete soli! La comunità cristiana vi

stesse famiglie cristiane, chiamate a farsi

parrocchiale, nella diocesi; per la beata

sta vicino e vi sostiene. La catechesi ac-

prossimo di altre famiglie per sostener-

Pina Suriano è stata l’Azione Cattolica

compagna i vostri figli nella loro crescita

le ed assisterle nell’educazione dei figli,

[…], per la beata Chiara Badano il Mo-

umana e spirituale, ma essa va conside-

aiutandole così a ritrovare il senso e lo

vimento dei Focolari»16.

rata come una formazione permanente,

scopo della vita di coppia»14.

Ogni nucleo familiare, prima esperienza

non limitata alla preparazione per rice-

Ecco che allora «La collaborazione tra

“in piccolo” di Chiesa, può suscitare an-

vere i Sacramenti; dobbiamo in tutta la

comunità cristiana e famiglia è quanto

che scelte di consacrazione totale a Dio:

nostra vita crescere nella conoscenza di

mai necessaria nell’attuale contesto so-

«Quando i coniugi si dedicano gene-

Dio, così nella conoscenza di che cosa

ciale, in cui l’istituto familiare è minac-

rosamente all’educazione dei figli, gui-

significhi essere un uomo» .

ciato da più parti e si trova a far fronte

dandoli e orientandoli alla scoperta del

Le famiglie dovrebbero essere aiuta-

a non poche difficoltà nella sua missio-

disegno d’amore di Dio, preparano quel

te a capire ed attuare la loro missione.

ne di educare alla fede. Il venir meno

fertile terreno spirituale dove scaturisco-

Secondo il Papa, alcune dimostrano di

di stabili riferimenti culturali e la rapida

no e maturano le vocazioni al sacerdozio

essere impreparate a seguire l’itinerario

trasformazione a cui è continuamente

e alla vita consacrata»17.

di iniziazione cristiana dei figli, men-

sottoposta la società, rendono davvero

tre «Non mancano quelle che sembra-

arduo l’impegno educativo. Perciò, è

13

(continua...)

1 Discorso ai partecipanti al convegno della diocesi di Roma nella Basilica di san Giovanni in Laterano, 11 giugno 2007. 2 Discorso agli amministratori della Regione Lazio, del Comune e della Provincia di Roma, 14 gennaio 2011. 3 Omelia durante l’amministrazione del Battesimo a tredici neonati nella Cappella Sistina, 8 gennaio 2012 4 Omelia durante l’amministrazione del Battesimo a tredici neonati nella Cappella Sistina, 11 gennaio 2009. 5 Cfr. La preghiera mariana con i fedeli convenuti in piazza San Pietro nella festa della santa Famiglia di Nazareth, 26 dicembre 2010. 6 Discorso ai giovani e alle famiglie in piazza Politeama a Palermo, 3 ottobre 2010. 7 La preghiera mariana con i fedeli convenuti in piazza San Pietro nella festa del Battesimo del Signore, 11 gennaio 2009. 8 Cfr. Lc 2, 52. 9 Omelia durante l’amministrazione del Battesimo a tredici neonati nella Cappella Sistina, 11 gennaio 2009. 10 Messaggio per la celebrazione della XLV Giornata Mondiale della Pace, 1 gennaio 2012: Educare i giovani alla giustizia e alla pace, 8 dicembre 2011 11 La preghiera mariana con i fedeli convenuti in piazza San Pietro, 3 febbraio 2008. 12 Ibid. 13 Discorso ai partecipanti al pellegrinaggio della diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, 2 luglio 2011. 14 Discorso ai partecipanti al convegno della diocesi di Roma nella Basilica di san Giovanni in Laterano, 11 giugno 2007. 15 Omelia durante l’amministrazione del Battesimo a quattordici neonati nella Cappella Sistina, 9 gennaio 2011. 16 Discorso ai giovani e alle famiglie in piazza Politeama a Palermo, 3 ottobre 2010. 17 La preghiera mariana con i fedeli convenuti a Castel Gandolfo, 30 agosto 2009.

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APRILE 2012

Primo piano

Vento di libeccio...vento di libertà FRANCESCO MARCHETTI Il 29 febbraio, ribattezzato “il giorno che non c’è…. la mafia”, si è svolta a Lamezia Terme una partecipata manifestazione, organizzata dalle associazioni di volontariato, dalla Chiesa diocesana e dalle forze politico-sindacali, per gridare alto e forte il NO dei cittadini contro le intimidazioni mafiose che in questi ultimi tempi hanno messo sotto assedio la città.

16

Nella serata del 29 febbraio, la marcia del

gli affiliati traditori, i commercianti che non

distribuito a piene mani da onesti fornai del

“giorno che non c’è… la mafia”, si è svolta

pagano il pizzo, ed anche gente innocente e

quartiere, che con questo gesto di solidarie-

nel quartiere lametino di Capizzaglie spaz-

onesta che si trova per strada a passeggiare

tà con i manifestanti chiedono, a modo loro,

zato da un pungente vento di libeccio. Un

col cane. Perchè a Capizzaglie si spara: l’an-

di essere liberati dalla mafia per essere liberi

migliaio di persone hanno sfilato per sfidare

no scorso un quindicenne è rimasto ferito

di lavorare. Ritrovo serenità e fiducia nel fu-

la mafia, in un quartiere tristemente buio.

di striscio, prima era stato gambizzato un

turo e mi appare con lucida chiarezza che il

Molte le vetrine dei negozi spente, mentre

uomo, e nei primi di dicembre un giovane è

vento freddo e teso che questa sera soffia in

dietro persiane semichiuse qualcuno sbircia-

stato trovato dalla polizia in possesso di una

via dei Bizantini non è solo il libeccio ma an-

va fuori, per vedere quanti eravamo e soprat-

pistola con il colpo in canna.

che un vento di speranza, un vento di liberà..

tutto cosa facevamo e dicevamo. In certi mo-

Alle 19,30 Via dei Bizantini è sempre più

E mentre mangio il mio fragrante pezzo di

menti mi è sembrato di vivere il remake della

buia. Le finestre delle modeste casette a due

pane, mi rimetto in moto con il corteo per

processione organizzata a Locri dal MASCI

piani rimangono ostinatamente chiuse, gli

arrivare alla vicina parrocchia di San Giovan-

nazionale, processione eucaristica guidata da

appartamenti sembrano disabitati, piccoli ca-

ni Calabria tappa finale della marcia di prote-

Mons Bregantini lungo le strade di una cit-

seggiati senza intonaco o con le facciate scro-

sta e testimonianza. Ad accoglierci sul grande

tà, deserta e silenziosa, dietro le medesime

state. Mescolati tra la folla tanti rappresentan-

piazzale della parrocchia c’è un gruppo folk

persiane socchiuse.

ti delle forze dell’ordine e della magistratura,

locale, giovani del quartiere a testimonianza

Si parte alle 18.30 dalla scuola del quartie-

gente quotidianamente schierata in trincea e

che Capizzaglie non vuole essere il Bronx la-

re, intitolata a Don Saverio Gatti, il sacerdo-

spesso sola, ma questa sera no, questa sera

metino, anche se i rapporti degli investigatori

te fondatore dello scoutismo lamentino, e gli

noi siamo, anche fisicamente, con loro, con

lo definiscono «ad alta densità mafiosa». Dal

scout ci sono, siamo in tanti di lamezia ma

i sindacalisti, gli amministratori locali e la

Palco ci giunge il grazie e l’incoraggiamento

anche di altre città della Calabria, niente faz-

Chiesa. In prima fila i ragazzi continuano a

a perseverare del Vescovo della diocesi, Lui-

zollettoni, niente uniformi, ma solo cittadini

percuotere ossessivamente i tamburi per dare

gi Cantafora, del sindaco della città, Gianni

tra i cittadini. Una manifestazione sobria,

la sveglia ad quartiere che vuole far finta di

Speranza, e l’attesissimo intervento del Pro-

che percorre via dei Bizantini con un lungo

dormire. Le luci fioche delle fiaccole dei par-

curatore della Repubblica, Salvatore Vitello,

serpentone di persone preceduto da tanti ra-

tecipanti vengono ad una ad una spente dal

che in un appassionato discorso lancia un

gazzi che percuotono ritmicamente i tambu-

vento teso e freddo, l’illuminazione pubblica

monito ai mafiosi: << fermatevi, perché su-

ri brandendo una grande testa di drago per

è debole e si marcia quasi al buio, solo i lam-

perata l’ebbrezza del potere momentaneo,

esorcizzare i fantasmi del male: la mafia e la

peggianti delle “pantere” della polizia, illu-

l’unica prospettiva che costruite è quella del

zona grigia della mafiosità.

minano ad intermittenza le case ed i vicoli

carcere e della morte>>. Alla conclusione

Ore 19 prima tappa davanti a “Palazzo

del quartiere con lampi di luce blu.

della manifestazione ci allontaniamo per tor-

Torcasio”. Un edificio confiscato all’omoni-

Il vento di Libeccio rinforza, il freddo si

nare a casa portando con noi le poche parole

mo clan e da anni trasformato in sede di tan-

fa pungente, l’umidità sembra penetrare la

finali di don Giacomo Panizza, fondatore ed

te attività sociali. Qui si fa assistenza a disa-

spessa imbottitura del mio giaccone…la ve-

animatore della comunità “progetto sud”,

bili, drogati e disagiati. Ma Via dei Bizantini

rità è che ho “freddo nell’anima”, una pro-

posto sotto scorta perchè oggetto di vari at-

non è solo la storia di un palazzo confiscato

fonda tristezza interiore. Ma, a riscaldarmi,

tentati: <<oggi ci siamo messi in marcia per

alla ‘ndrangheta e, per ritorsione, oggetto di

non c’è niente di meglio che il pane di Ca-

mettere in marcia la nostra città>>

attentati. Bersaglio delle cosche sono anche

pizzaglie, famoso in città perché il migliore,

Buona Strada

STRADE APERTE


APRILE 2012

Dibattiti

Quel treno nella Val di Susa MARIO SICA

C’è una canzone di montagna che dice:

contro il TAV della Val di Susa. Vedo, beninteso, molte persone impegnate

Adesso che g’avemo

e decise ad opporsi, e tra di essi molti

La strada ferata

ecologisti e molti giovani, che si battono

In meza giornata

con un grandissimo impegno, che tutta-

Se viene e se va.

via non riesco a non considerare degno di miglior causa. Non parlo, natural-

Devo confessare un mio debole per i tre-

mente, di quanti si mobilitano a coman-

ni, che mi viene da mio padre, che era

do in città spesso lontanissime dalla Val

ingegnere delle Ferrovie dello Stato. Per

di Susa, che prendono in ostaggio qua-

me un treno che si chiude è una tristezza

lunque stazione e qualunque binario,

e una perdita, e un treno che si apre rap-

con motivazioni reali che probabilmente

presenta una svolta verso un modello di

non hanno niente a che vedere con quel-

sviluppo diverso, non basato sui traspor-

le della popolazione della valle, e che

ti su gomma, sulla motorizzazione esa-

anzi avrebbero, penso, grossi problemi

sperata, sulle autostrade, sul trasporto

ad indicare la Val di Susa, se fossero posti

privato. Quest’ultimo modello è quello

dinanzi ad una carta geografica.

che ci è stato imposto dopo la guerra,

Vediamo alcune obiezioni. Si dice: lo sca-

perché il tunnel era stato mal progetta-

nei tempi del “miracolo economico”, ed

vo della galleria del TAV è pericoloso a

to, tanto vero che progettisti ed imprese

ha ridotto le ferrovie italiane nello sta-

causa della presenza di amianto e uranio

sono stati perseguiti. Non è cioè un mo-

to attuale, dal quale stentano, malgrado

nella roccia, e creerebbe polveri e inqui-

tivo per non fare il TAV in Val di Susa:

l’alta velocità, a risollevarsi.

namento per tutta la valle. Non vero: lo

è un motivo per farlo bene, tanto vero

Espongo subito la mia bandiera da com-

scavo avverrebbe in galleria, e sarebbe, al

che l’attuale progetto prevede interven-

battimento. Per me è chiaro e dimostra-

massimo, pericoloso per gli operai che lo

ti volti a sistemare territori danneggiati

bile che il treno è il mezzo:

fanno: ma esistono tecnologie perfetta-

da precedenti interventi (p.es. per la co-

- più economico, in termini di costo per

mente in grado di consentire di scavare

struzione dell’autostrada). Per il resto, a

viaggiatore o tonnellata/chilometro;

in tutta sicurezza. È stato fatto in Sviz-

regime, l’impatto sul territorio sarà am-

- meno inquinante (in termini di emis-

zera per i tunnel di base del Lotschberg

piamente benefico: si prevede che entro

sioni CO2);

e del Gottardo, e si sta facendo – non

il 2035 la linea TAV toglierà dalle strade

- più rapido (salvo che nei confronti

lontano da dove verrà scavato il tunnel

600.000 camion all’anno e raddoppierà,

dell’aereo su lunghe distanze)

del TAV – per l’allargamento del tunnel

rispetto alla linea attuale, le tonnellate

- più comodo;

esistente del Fréjus, senza che, strana-

di merci trasportate. 600.000 camion

- meno invasivo per la comunità (non

mente, nessuno protesti.

equivalgono alle emissioni in CO2 di

crea ingorghi);

Altra obiezione: lo scavo devasterà il ter-

una città di 300.000 abitanti.

- meno avido di spazio (una linea ferro-

ritorio e distruggerà le falde acquifere.

Si dice ancora: perché non utilizzare me-

viaria a doppio binario prende dal 30 al

Qui si cita, non senza ragione, il caso

glio la linea esistente? Le cifre sul sot-

50 % meno spazio che un’autostrada a

del lungo tunnel della Firenze-Bologna,

toutilizzo che vengono date (“utilizzata

due corsie per senso di marcia).

nel Mugello, che ha in effetti sconvolto

solo ad un terzo della sua capacità”) si

Con queste premesse, non riesco a giu-

il locale sistema idrogeologico (torrenti,

riferiscono al tratto a monte. Il tratto

stificare, e neppure a capire, la protesta

sorgenti, pozzi, acquedotti): ma questo

più vicino a Torino è già oggi intasato

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APRILE 2012

Dibattiti

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dai treni dei pendolari. La nuova linea

con lo stesso treno, per ferrovia. “Le

fisica delle Alpi, ma per le barriere arti-

consentirebbe di dedicare interamente la

grandi opere servono solo per arricchi-

ficiali accumulate dagli euroscettici no-

vecchia al traffico pendolare, facendone

re i mafiosi”. Inutile negare il rischio di

strani negli ultimi anni – l’Italia non ha

una metropolitana di superficie. Ricordo

infiltrazioni mafiose nelle grandi opere:

un assoluto bisogno di questo migliora-

inoltre che la vecchia linea ha una for-

non è un motivo per non farle, ma inve-

mento.

te acclività, dovendo arrivare al tunnel

ce per prendere precauzioni serie, come

Tutto ciò non significa che gli argomenti

attuale (1250 m. slm): praticamente,

si sono impegnati a fare gli enti locali ed

avversi alle tesi che ho sostenute debba-

servirsi della vecchia linea è come usare

il governo, con documenti ufficiali. Ri-

no essere accantonati a priori. Anzi, de-

la macchina da scrivere nell’era del com-

nunciare ad un’opera per il pericolo di

vono sempre essere ascoltati (in partico-

puter.

infiltrazioni mafiose vorrebbe dire rico-

lare quelli relativi al bilancio economico

“Costa troppo, e l’Italia non può affron-

noscere la sconfitta dello Stato: non lo

ed alle previsioni di traffico), perché gli

tarla; per il costo che ha, è antieconomi-

dico io, ma il procuratore Caselli.

approfondimenti sono sempre necessari

ca; meglio dedicare le risorse alle ferrovie

“Ci poteva essere un maggior ascolto e

e possibili. Non devono invece essere

minori, soprattutto a quelle dei pendola-

dialogo con le popolazioni locali”. Chi

ascoltati se si esprimono con i blocchi

ri”. Com’è noto, il progetto TAV della

dice questo forse ignora che già da vari

stradali e ferroviari, con la violenza, con

Val di Susa beneficerà di un contribu-

anni è funzione, per la Torino-Lione, un

l’intimidazione.

to dell’UE che consentirà di ridurre la

Osservatorio permanente, cui parteci-

Perché allora significa che l’agenda è

spesa a carico dell’Italia a 2,8 miliardi

pano la Regione e i sindaci della Valle.

un’altra, che si vuole portare avanti

di euro, “spalmati” su 10 anni e quin-

Questo dialogo non è acqua fresca, tan-

un’opposizione pregiudiziale a qualun-

di assolutamente affrontabili (si vedono

to vero che il progetto iniziale è stato

que opera pubblica di un certo rilievo,

in circolazione calcoli di 20-23 miliardi

interamente modificato: il tracciato in

se addirittura non si cerca la violenza per

di euro, ma – se riferite all’ammontare a

pianura prevede il raddoppio di quello

la violenza.

carico del bilancio italiano – sono cifre

esistente, e quello in alta valle è tutto in

Mentre in Italia si esprimevano le pro-

assolutamente fantasiose).

galleria.

teste (legittime e meno legittime), nella

I tecnici ed economisti dell’UE che han-

Questo non significa che il dialogo non

vicina Svizzera nell’ottobre 2010 è acca-

no valutato positivamente il progetto

debba essere proseguito e approfondito:

duto un fatto che è passato inosservato:

TAV ai fini del contributo non erano ita-

mi sembrano significative le proposte

gli operai dei due lati del tunnel di base

liani, ma tedeschi, belgi, olandesi.

che stanno uscendo in questi giorni di

del Gottardo si sono incontrati comple-

Gente del cui giudizio, personalmente,

migliorare le compensazioni per i comu-

tando un buco di 57 chilometri nella

ho tendenza a fidarmi. Non è gente che

ni della valle (che, non a caso, sono or-

montagna (il tunnel in val di Susa per la

ha l’approvazione facile, dato anche il

mai in maggioranza favorevoli all’opera:

parte italiana è di 13 chilometri, mentre

gran numero di progetti concorrenti ri-

dei sindaci interessati ai brevi tratti in su-

il totale della galleria sarà di 57 chilome-

spetto ai fondi disponibili.

perficie solo due rimangono opposti).

tri, come per il Gottardo).

Tanto vero che, se il contributo è giu-

Come ha sottolineato il presidente Mon-

Il tunnel di base del Gottardo, quando

dicato ammissibile per il TAV della val

ti – un altro del cui giudizio mi fido,

entrerà in servizio nel 2016, sarà il più

di Susa, è stato al tempo stesso nega-

perché con la decisione di dire “no” ai

lungo del mondo (due chilometri in più

to al progetto di ponte dello Stretto

Giochi Olimpici a Roma ha mostrato di

della galleria di base del Brennero, già

di Messina. Dei treni dei pendolari ho

sapersi opporre a spese magari popolari,

decisa, ma il cui scavo è appena all’ini-

già detto: peccato che ci si ricordi delle

ma pericolose, e anche perché non era

zio).

ferrovie minori – necessarissime – solo

stato finora coinvolto nelle scelte che

Con le gallerie di sicurezza e di servizio

quando si deve dire di no alle ferrovie

hanno portato al progetto, che quindi

sono stati scavati tra i cantoni Ticino e

maggiori. Si parla del traffico di miglia-

ha potuto esaminare con mente serena

Uri 153 chilometri di galleria. Beh, devo

ia di camion nella valle per il trasporto

– si tratta, per l’Italia, di una scelta stra-

dire, sul piano dei trasporti ferroviari,

dei detriti scavati, ed anche questo non è

tegica, destinata a migliorare in modo

dell’oculatezza delle spese, ma anche e

vero: i detriti saranno via via estratti con

decisivo i collegamenti con l’Europa.

soprattutto della salvaguardia dell’am-

nastro trasportatore e poi viaggeranno

E Dio sa se – non solo per la barriera

biente, anche degli svizzeri mi fido.

STRADE APERTE


APRILE 2012

Vita di Fede

Pentecoste: vieni Spirito Santo P. JUSTIN SCHEMBRI, O.P.

Gioia. Quella intensa sensazione di esultante felicità è una caratteristica essenziale del Regno di Dio e un aspetto centrale della vita cristiana. Ora, questa gioia non è solo un sentimento interiore, è un atteggiamento cristiano fondamentale che ha una causa - l’azione salvifica di Dio - che deve essere espressa. Ora, nel Vangelo, il tema della gioia viene fuori soprattutto in San Luca; Davvero, c’è una gioia esultante nella storia di Luca. Scoppia la gioia nei primi due capitoli (Lc 1-2) che segnano il

compimento delle promesse messianiche del Vecchio Testamento, che continua a risuonare, prima nella vita e nel ministero di Gesù, dove egli è ritratto come rappresentante di buona volontà di Dio verso l’uomo, e poi nella vita di coloro che lo seguono. È stato anche “per gioia” che i discepoli non riuscivano a credere che Gesù fosse resuscitato (Lc 24,41) e, dopo l’ascensione, i discepoli ritornarono in città con grande gioia (Lc 24,52)! Questa gioia continua a straripare nella vita della comunità negli Atti degli Apostoli – nella Pentecoste, durante il tempo a Gerusalemme, e anche durante l’attività

missionaria di Paolo e degli altri discepoli. Davvero, Gesù dona a noi la Buona Novella e abbiamo ragione di gioire. Come abbiamo detto, c’è gioia nella Pentecoste che celebriamo il 27 maggio. Durante questa festa, la Chiesa grida: Vieni Spirito Santo, manda, dal cielo, i raggi della tua luce ... Concedi a noi la salvezza e la gioia eterna – e con buona ragione. Infatti, sono passati cinquanta giorni da quando abbiamo gridato Alleluia dopo quella notte buia e desolata; cinquanta giorni da quando Cristo ha aperto i cieli per noi e cinquantuno giorni da quando Lui stesso ci ha promesso

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Vita di Fede la venuta dello Spirito - l’attesa è finita ... Lo Spirito della Verità è qui: Alleluia! È interessante notare che, non troviamo la narrazione della Pentecoste nei Vangeli, ma negli Atti degli Apostoli, che è stata scritta nientemeno che da San Luca. Il Vangelo si conclude con l’ascensione dei discepoli che ritornano in città con grande gioia, pregando costantemente nel Tempio, ed è qui che gli Atti iniziano - con il racconto dell’ascensione e l’ordine della Buona Novella da diffondere, a partire da Gerusalemme (dove riceveranno la potenza dello Spirito Santo che verrà su di loro), fino agli estremi confini del mondo (Atti 1,8). Poco dopo, gli Apostoli e Maria, insieme agli altri, si trovano nel Cenacolo in preghiera con un cuore (Atti 1,13-14). Questo pone le basi per la Pentecoste, in cui queste stesse persone stanno pregando di nuovo (Atti 2,1). La venuta dello Spirito, poi, avviene in un clima di preghiera. Questa non è una sorpresa: i discepoli costantemente rivolti a Dio nella preghiera, chiedono assistenza divina per compiere la loro missione. Inoltre, questa presenza attiva dello Spirito nella vita dei discepoli spesso si manifesta positivamente in cui non solo è lo Spirito visibile - i discepoli di fatto possono udire il suono del vento e percepire il fuoco - ma è anche un dono che li potenzia a predicare il Vangelo senza paura.

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In questo modo, lo Spirito Santo è impegnato in due attività principali: (I) è attraverso lo Spirito che lo scopo di Dio è annunciato e celebrato e (II) lo Spirito abilita il servizio e la realizzazione del piano di Dio. Questo è il motivo per cui la citazione di Maria nel Cenacolo è così importante – in cui lo spirito esulta e soddisfa le promesse del Vecchio Testamento. Infatti, questa citazione ci ricorda quanto l’angelo Gabriele Le disse tanto tempo fa: “Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà” (Lk 1,35) e anche se questa promessa riguarda l’incarnazione di Gesù, il parallelo con l’Atto 1,8 è sorprendente - e proprio Maria canta con gioia il suo cantico poco dopo come una persona piena di Spirito Santo (Lk 1,46-55), così fa anche Pietro negli Atti 2,14-36. Cosa possiamo dire circa il brano sulla Pentecoste?

in modo che i discepoli siano in grado di completare la loro missione. È per questo che Luca sottolinea il rapporto tra lo Spirito Santo e il divino potere di parlare. Naturalmente, non basta parlare dobbiamo essere capiti! In realtà, l’importante non è il fatto che gli apostoli parlavano in lingue diverse (Atti 2,4), ma piuttosto che tutte le nazioni presenti hanno sentito questi uomini predicare nelle loro lingue le meraviglie di Dio (Atti 2,5-11) - lo Spirito autorizza gli Apostoli a servire lo scopo di Dio di portare la salvezza universale! Questo potere è visto soprattutto in Pietro, il seguace impulsivo e vile di Gesù, che dopo la Pentecoste si alza e si rivolge al popolo con una voce forte e dice loro che ciò che stanno vedendo e sentendo è l’espansione dello Spirito (Atti 2,33) - che cambiamento da uno che rinnegò Cristo tre volte! Siamo veramente benedetti!

In primo luogo, esso può essere diviso in due parti. In primo luogo, negli Atti 2,1-4 narra ciò che accade nel cenacolo; si tratta di una posizione riservata di preghiera e di comunità.

Anche noi siamo in grado di annunciare il regno di Dio e di insegnare su Gesù senza paura e ostacoli (Atti 28,31), così come i discepoli.

Lo Spirito, poi scoppiò nel resto del mondo – partendo da Gerusalemme (Atti 2,5-11). L’ espansione dello Spirito è inizialmente inviato per il rafforzamento della comunità in modo che possano gioire nel compimento delle promesse di Dio e, in secondo luogo, essere d’aiuto

Anche noi abbiamo lo Spirito di Verità che brucia nei nostri cuori insegnando e aiutandoci. Non temiamo più; rallegriamoci ed esultiamo per il Regno di Dio che è qui in mezzo a noi e quindi gridiamo: Vieni Spirito Santo! Vieni e donaci la salvezza e la gioia! Amen! Alleluia!


Commento alle scritture

APRILE 2012

Il cammino da Pasqua a Pentecoste D. LUCIO GRIDELLI

Abbiamo percorso con impegno la Quaresima? A me il Signore ha proposto una Quaresima molto particolare, ma temo di non averla valorizzata quanto meritava. Sette settimane in ospedale a causa della quinta vertebra lombare. L’han fissata con cinque viti e speriamo che stia buona. Ora ci vorrà ancora un periodo di riabilitazione. Ma tutti noi ci siamo riabilitati bene in vista della Pasqua? Il cammino da Pasqua a Pentecoste è definito da cinque domeniche più la festa dell’Ascensione. In queste domeniche la parte del leone la fa Giovanni. Sono brani

che vogliono consolidare la nostra fede pasquale, perché la fede cristiana o è “pasquale” o non è fede. L’unico brano non di Giovanni è, nella domenica III, il racconto dei discepoli di Emmaus. Ne avevo parlato a lungo nel maggio 2011 perché ci sono proprio affezionato, ma soprattutto perché risponde a una domanda fondamentale: oggi a 2000 anni di distanza dove e come posso incontrare Gesù vivo? Rileggetelo … Nella domenica II ci viene proposto il dialogo fra Gesù e Tommaso (Gv 20). Otto giorni dopo (dopo il giorno della risurrezione) i discepoli era-

no di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate

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Commento alle scritture la vita nel suo nome. Ora però vorrei soffermarmi più a lungo su Giovanni 15,1-17. Leggetelo per intero. La vite e i tralci. Il comandamento nuovo. Servi o amici? «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Ricordo che, quand’ero bambino, l’immagine della vite introduceva il capitolo sulla “grazia santificante”, vocabolo oggi meno usato. Ma la realtà è pur sempre fondamentale. Pensate all’analoga immagine di Paolo: il corpo del quale Cristo è il capo! In ambedue le immagini c’è questo elemento comune: la comunità dei cristiani, la chiesa, viene paragonata ad un organismo vivente. Cristo è il capo, Cristo è il tronco, noi siamo i tralci, noi siamo le membra. In tutto il corpo circola lo stesso sangue; in tutta la vite circola la stessa linfa. Ricordate il catechismo di Pio X al n. 105? “La Chiesa è la società dei veri cristiani …” Certamente la Chiesa ha anche una struttura esterna, un aspetto sociale, ma guai se questi prevalgono sulla realtà “soprannatura-

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le”. Ecco perché insistevo sull’immagine dell’organismo vivente. Se un tralcio si stacca, muore. E se un membro del corpo, anche insignificante, soffre, tutto il corpo ne risente. Se invece il tralcio rimane unito porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Il vincolo che ci lega è lo stesso che lega le tre persone della santissima Trinità: l’amore. Oserei dire che la linfa stessa che circola in noi è il Dono, lo Spirito Santo. È tipica l’espressione di Giovanni “rimanere in”, “dimorare in”. Cercatela nei versetti e nei capitoli vicini! Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. È davvero impropria la parola “ comandamento”. È un dono! Gesù ci dona la sua stessa capacità di amare! In Gv 13,34 Gesù lo chiama il “comandamento nuovo”. Le parole umane sono sempre insufficienti ad esprimere le realtà divine. Finora Gesù aveva parlato di noi figli del Padre del cielo. Ora ci parla di amici, contrapposto a servi. Gesù offre la sua amicizia a tutti, perché per tutti ha dato la sua vita. Sta a ciascuno di noi contrac-

APRILE 2012 cambiare o no questa amicizia e lo si fa amando ogni persona che ci passa accanto. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga … E con questa frase siamo arrivati all’Ascensione. Gesù affida ai suoi, a noi, il compito di testimoni. Nel giugno 2011 avevo scritto che «un aspetto vorrei sottolineare di questa festa. … mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo». … perché state a guardare il cielo?... È un vero e proprio passaggio di consegne. Adesso tocca a voi, guardando il cielo sì, ma con i piedi ben piantati in terra. E per la prima volta abbiamo incontrato la parola “testimoni” ». E la testimonianza ce l’ha già presentata padre Justin nel numero scorso, commentando il secondo capitolo degli Atti.


Notizie

APRILE 2012

Convocazione dell’assemblea ordinaria dei soci

RENATO DI FRANCESCO Presidente

L’assemblea ordinaria dei soci è convocata, in prima convocazione, per il giorno 28 aprile 2012, alle ore 10,30, presso la sede operativa della Cooperativa, sita in Ascoli Piceno, Frazione Venagrande, via Carpignana 22 e, occorrendo, in seconda convocazione, il giorno 29 aprile 2012, stesso luogo ed ora, per esaminare il seguente ordine del giorno: Approvazione del bilancio chiuso al 31 dicembre 2011 I Soci hanno la facoltà di esprimere il loro voto per corrispondenza. Coloro che intendono avvalersi di questa facoltà dovranno far pervenire, entro le ore 24 del 27 aprile 2012, alla sede operativa di Ascoli Piceno - via Carpignana 22 - 63100 Venagrande di Ascoli - le delibere relative all’ordine del giorno in discussione con la propria dichiarazione di voto. Ad ogni socio sono stati rimessi a mezzo posta i seguenti documenti: 1. Comunicazione di convocazione dell’assemblea 2. Bozza del bilancio chiuso al 31 dicembre 2011 e dettaglio dei conti; 3. Testo delle delibere da assumere 4. Busta già affrancata per la restituzione delle delibere.

Garantiamo insieme un pasto giornaliero ed il diritto alla scuola per un anno a 1500 bambini dai 3 ai 6 anni nelle scuole dell’infanzia in Burundi. DONA IL TUO 5 X 1000 a

Associazione di Volontariato Onlus C.F. 97418410581

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APRILE 2012

Sommario Riflettiamo sulla famiglia Giovanni Morello Marineo 1 “Makella”: è nata una nuova Comunità Trivi e Quadrivi Riccardo Della Rocca I poli di eccellenza Dammi tre parole Lorena Accollettati, Mario Rocca Aosta “entra nella storia” Piergiorgio Como Incontro MED a Cadice Il grande disegno della famiglia come piccola Chiesa Alberto Lo Presti Il risparmio non è più una virtù? Carlo Bertucci La famiglia nel magistero di Benedetto XVI Paola Del Toso Vento di libeccio...vento di libertà Francesco Marchetti Quel treno nella Val di Susa Mario Sica Pentecoste: vieni Spirito Santo p. Justin Schembri, o.p. Il cammino da Pasqua a Pentecoste d.Lucio Gridelli Convocazione Assemblea Strade Aperte Cinque x mille ad Eccomi

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STRADE APERTE N° 4 . Anno 54 Aprile 2012

SCRITTO AL TRIBUNALE DI ROMA Al n°. 6920/59 del 30/05/1959 PERIODICO MENSILE DEL MASCI (MOVIMENTO ADULTI SCOUT CATTOLICI ITALIANI) DI EDUCAZIONE PERMANENTE, PROPOSTA E CONFRONTO PRESIDENTE NAZIONALE: Riccardo della Rocca SEGRETARIO NAZIONALE: Alberto Albertini DIRETTORE RESPONSABILE: Pio Cerocchi DIRETTORE: Giovanni Morello Via Ludovico Micara, 34 00165 Roma Tel. 06. 68193064 Fax 06. 68131673 Cell. 320. 5723138 - 339. 6541518 e-mail: giovanni.morello@artifexarte.it COLLABORANO IN REDAZIONE Giorgio Aresti Carlo Bertucci Paola Busato Bertagnolio Matteo Caporale Gaetano Cecere Carla Collicelli Paola Dal Toso Maurizio de Stefano Vincenzo Flavi Romano Forleo Dora Giampaolo Mario Maffucci Franco Nerbi Maurizio Nocera Mario Sica Sergio Valzania REDAZIONE Via Picardi, 6 - 00197 Roma STAMPA T. Zaramella Real. Graf. s.n.c. Caselle di Selvazzano (PD) E-mail: tzaram00@zaramella.191.it EDITORE, AMMINISTRATORE E PUBBLICITÀ: Strade Aperte Soc. coop. a.r.l. Via Picardi, 6 - 00197 Roma Tel. 06. 8077377 - Fax 06.8077047 Iscritta al registro degli operatori di comunicazione al n. 4363 ABBONAMENTO ORDINARIO A 11 NUMERI: Euro 20,00 da versare sul ccp. n. 75364000 INTESTATO: Strade Aperte Soc. coop. a.r.l. Via Picardi, 6 - 00197 Roma ASSOCIATO ALL’USPI TIRATURA: 5.000 copie Chiuso in redazione il 3 aprile 2012 QUESTO NUMERO È STATO SPEDITO DALL’ UFFICIO POSTALE DI PADOVA CENTRALE IN DATA

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STRADE APERTE

Strade Aperte aprile 2012  

Rivista del Masci di Aprile 2012

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