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VANTH "THE SPIRIT WALKER"

di Leandro Abeille

costume e società

All’armi siam pagani! Piccolo viaggio nel mondo eccentrico dei cultori del divino passato

ensavamo che fossero un ricordo di epoche oscure, dimenticati insieme ai segreti dell’antichità. Invece esistono e non sono pochi. Secondo alcune stime che prendono in considerazione l’assenza di censimenti e la ritrosia al dichiararsi, i neopagani italiani potrebbero essere intorno ai 40.000, come nel Regno Unito. Una stima più prudente, che non considera i “mi piace” sulle pagine Facebook o le visite nei siti internet dedicati, li quantifica e tra i 2.000 e i 4.000 fedeli. Non sono atei, al contrario, sono così credenti che non si accontentano di un solo Dio. A volte praticano riti comunitari all’aperto, in onore di divinità romane, etrusche, greche, perfino sumere, native americane o egizie. In agosto, un gruppo di persone, riunite nel Pagan Pride Italia, ha organizzato il “Pagan Summer Camp - Nel grembo di Diana” a Nemi, nei pressi del Tempio di Diana Nemorense, antico mausoleo di epoca romana. La scenografia era da film, la storia molto più prosaica: nessun grido in lingue sconosciute, nessun gattino squartato (solo fiori, miele e qualche frutto spontaneo) e, soprattutto, niente sesso. Durante i riti, gli

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adepti hanno celebrato il loro “dei naturali” travestiti da antichi sacerdoti o in maglietta e jeans. Qualcuno avrebbe voluto “vestirsi di cielo” (nudo) ma è prevalso il pudore. Insomma, i neopagani sono una faccenda che ha poco a che vedere con il genere avventura/horror e che concede piuttosto spunti socio-antropologici. Innanzitutto la quasi totalità dei pagani proviene dal cattolicesimo, a volte anche militante: come nel caso di Francesco, 24 anni della provincia di Caserta, ex catechista. A 16 anni inizia a porsi domande a cui non riesce a rispondere usando i canoni cattolici. Allora si rivolge ad un’altra parrocchiana, cattolica ma interessata alla stregoneria, che gli presta un libro sulla Wicca (la maggiore corrente neopagana). Gli domando perché ha abbandonato Dio per il paganesimo. Mi risponde che ora si sente al suo posto e che il paganesimo non ha una dottrina rigida come nel cristianesimo. Soprattutto Dio non è al di fuori dell’universo invisibile e trascendente ma in ogni cosa visibile. Lascio Francesco e incontro l’organizzatore dell’evento, Vanth “The Spirit Walker” (ha scelto il nome di una divinità etrusca), un singolare personaggio con tatuaggi, piercing, cappello australiano e occhialoni da sole. Non un coatto e nemmeno uno sprovveduto, al contrario, uno con cui fare una chiacchierata per nulla scontata. Vi dividete in religioni a seconda degli dei del momento? In realtà siamo un movimento unico (il neopaganesimo N.d.R.) anche se composto da seguaci di varie divinità. Esistono delle sette, dei capi? Le sette hanno bisogno di strutture e di capi poiché provengono dalle “religioni del controllo”, come il cattolicesimo. Si autoso-

stengono con ritualità preordinate e strutture piramidali. Ogni pagano invece ha una sua propria ritualità e non riconosce dei capi. Certo, esistono dei sacerdoti ma non sono altro che persone di maggiore esperienza. Avete dei testi sacri? Prendiamo ispirazione dai testi di tutte le religioni in tutto il mondo, senza una scala di supremazia. Siete in possesso di profezie? Esistono delle profezie ma crediamo che l’uomo le possa cambiare come può cambiare le intuizioni della divinazione (tarocchi, pendolino etc. etc. N.d.R.) di cui noi facciamo uso. Almeno avrete un senso di maggior rispetto per il Dio Giudaico-Cristiano-Islamico… No, non credo che sia unico e mi piace definirlo solamente come un dio delle montagne palestinesi. In s o m m a n o n s e i u n a d o r a to r e de l demonio…

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13 Magazine N. 108  

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