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NEWSLETTER N. 039 16 Settembre 2012 Filename: [S-4.5.5_1.9.2.9-120916-networkITALIA-039-acapm.doc

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INTRODUZIONE

Care amiche, cari amci questa newsletter e’ dedicata alle tracce del passato. Cio’ che ereditiamo dalle civilta’ del passato e’ patrimonio comune, che arricchisce l’umanita’, anche al di la’ del giudizio storico contingente.

FIORENZUOLA - PIACENZA

STAGIONATURA GRANA PADANO

Secondo UNEP, Asia-Pacific produrra’ il 45% delle emissioni mondiali di CO2, nel 2030, ed il 60% alla fine di questo secolo. La rubrica “TUTTIFRUTTI” intervista Adele VITALE, che divide il suo tempo tra gli affari in China e la Famiglia in Corea. Una donna dinamica e coraggiosa... La rubrica “Avventura ITALIA” ci porta in Cina, ad esplorare la “Concessione di Tianjin”. Una vicenda dai contorni opachi, frutto dell’arroganza coloniale, ma anche uno straordinario esperimento di contaminazione culturale. Il caro amico Maurizio COFINI, ci invia altre preziose foto, dalle sue mostre internazionali: a New York e Roma poetiche immagini del Sud Est Asiatico. Ancora serate di musica alla LUNA D’Autunno di Ha Noi: Mercoledi’ 26 Settembre , concerto dedicato al grande MOZART. Continua l’affascinante narrazione di Angela GIUDICI nella rubrica “VIETALIA”, Un diario, ma anche preziosi consigli ed un mini-dizionario di lingua IT/VN. Thi-Bay MIRADOLI presenta un servizio su Shamsia (artista Afghana) ed El Mac (Los Angeles). I due artisti hanno creato ad HCMC un murale per la pace. In Copertina: milioni di euro sono stoccati in forma di... formaggio. E’ lo straordinario patrimonio agro-alimentare Italiano. In Controcopertina: una chicca storica, trovata e gentilmente inviata da Mattia MIANI, in accordo con il tema portante della newsletter: la memoria storica... Cari saluti, Amedeo Cilento Questa Newsletter e’ ottimizzata per la visione su monitor

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UN-GIORNO-5-ANNI-NELLA-VITA-DELL’ITALIA

Stampare su carta vuol dire tagliare alberi: cercate di farne a meno.

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ORGANIZZAZIONE 2.1

Milano – Galleria della Stazione Centrale

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Andrea DAGASSO, 2011

10 REGOLE DI “NETIQUETTE” DELLA NEWSLETTER

1.

L’accesso alla Newsletter e’ aperto a tutti: Privati, Enti, Aziende, Istituzioni.

2.

La Newsletter e’ rivolta agli italiani ed ai simpatizzanti dell’Italia nel Sud Est Asia (SEA)

3.

La lingua ufficiale della Newsletter e’ l’italiano, ma contributi straordinari in altre lingue sono ben accetti.

4.

Sono bandite: le volgarita’, le polemiche personali, le polemiche politiche e tutte le tesi non provate.

5.

Sono particolarmente apprezzate le testimonianze fotografiche dell’Italia e del SEA (ed ogni bella foto).

6.

Tutte le foto ed i documenti sono pubblicati sulla Newsletter sotto: “Creative Commons Attribution Non-Commercial Share-Alike License” [http://creativecommons.org].

7.

Qualunque documento viene pubblicato sotto piena e completa responsabilita’ di chi lo invia.I documenti inviati devono sempre citare autori, fonti esterne e pagine web di riferimento.

8.

La Newsletter e’ opera di solo volontariato e segue la piu’ rigorosa etica noprofit. Nessun contributo verra’ richiesto e verra’ pagato.

9.

La Newsletter e’ mensile, con edizione nella seconda Domenica del mese.

10.

Iniziative ed annunci vengono pubblicati se inviati con almeno 5 giorni di anticipo sulla pubblicazione.

Struttura di questa newsletter Amedeo CILENTO

Editor, rubriche “TuttiFrutti”, “Avventura ITALIA”

[http://www.aca.eu.com]

Andrea DAGASSO

contributi fotografici

[http://www.studiodag.vn/]

Autrice del Diario “VIETALIA”

[angela.giudici@yahoo.co.uk]

Report sul Murale in HCMC - VN

[thibay.miradoli@gmail.com]

contributi fotografici

[mattia.miani@rmit.edu.vn]

Angela GIUDICI Thi-Bay MIRADOLI Mattia MIANI

INVIATECI I VOSTRI PROGETTI E SAREMO BEN LIETI DI PROMUOVERLI E VEICOLARLI NELLA COMUNITA’ ITALIANA 

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IL MONDO INTORNO

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ASIA-PACIFIC

EST ASIA : SVILUPPO, ENERGIA, INQUINAMENTO Da uno studio di UNEP (United Nations Environment Programme), l’Area Asia-Pacific andra’ a produrre il 45% dell’anidride carbonica mondiale nel 2030 e circa il 60% delle emissioni alla fine del secolo, se le progressioni attuali rimarranno inalterate. Lo studio e’ incluso nel GEO-5 (Global Environmental Outlook), pubblicato in occasione del vertice di Rio del 2012 (Rio+20), esattamente 20 anni dopo il famoso vertice Rio-1992. Le principali sfide della regione rimangono una rapida crescita della urbanizzazione, del consumo di acqua e di suolo, dei consumi in generale e relativa gestione dei rifiuti. Le emissioni dovute ai mezzi di trasporto sono destinate a crescere fino al 57% del totale, con China ed India che produrrano piu’ della meta’ delle emissioni mondiali. Secondo GEO-5, tra i 10 paesi piu’ a rischio per le conseguenze del Cambio Climatico, 6 sono nella regione Asia-Pacific. L’inquinamento dell’aria e’ un altro grave problema che conduce a morti premature, a numerosi problemi alla salute ed alla riduzione di produttivita’ in agricoltura. Il rapporto di UNEP, stima un danno economico globale di 14~26 miliardi di USD all’anno a causa dell’inquinamento dell’aria. L’inquinamento marino, causato per gran parte dalle attivita’ terrestri, sta purtroppo crescendo a livelli allarmanti. Il numero della aree costiere “morte” e’ salito a 169 a livello mondiale. In Asia-Pacific le zone interessate sono il Mar Giallo, Il Mare Bohai, Il Mare Cinese del Sud. Alcuni dati positivi: l’India ha eliminato la produzione ed il consumo di chlorofluorocarbons (CFCs), carbone tetrachloride (CTC) e halogeni all’inizio del 2010. Sri Lanka, le Maldive, l’Indonesia e Fiji avevano eliminato i CFCs due anni prima della scadenza dell’accordo. Cinque (delle sei rimanenti) fabbriche di CFC in Cina erano state chiuse gia’ dal 2007, e l’Indonesia aveva bandito le importazioni gia’ dal 2008. Alcune iniziative positive vengono dalla Cina e dalla Corea, che stanno promuovendo politiche di basse emissioni di gasserra, per la produzione di energia elettrica, anche se entrambi i paesi fanno ancora largo uso di carbone per produrre elettricita’ e riscaldamento. India, Indonesia e Cina hanno inoltre rimosso sussidi pubblici sui carburanti fossili, nel tentativo di incoraggiare i cittadini a consumare meno energia. E-MAIL INFO@KAIZEN.EU.COM


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Emissioni di CO2 per categoria produttiva

L’aumento del CO2 nell’aria causa anche una aumento dell’acidita’ degli oceani, con gravi danni ai coralli ed altre specie marine. Nel periodo 1992~2007 il PH nell’oceano Pacifico e’ sceso da 8,11 a 8,6 (cioe’ e’ piu’ acido). Problemi relativi alla capzione, consumo e gestione delle acque si sono rivelati di difficile risoluzione. Dei 30 obiettivi ambientali identificati da UNEP per il ciclo delle acque, progressi sono stati effettuati solo in uno: l’accesso all’acqua potabile. La popolazone nell’Area Asia-Pacific e’ cresciuta negli ultimi 20 anni del 26% (crescita piu’ bassa: Europa = 4%; crescita piu’ alta Medio Oriente = 67%). L’eliminazione del piombo nei carburanti e’ una storia positiva a livello globale. La riduzione dei danni alla salute puo’ essere espressa in termini monetari, pari a 2,45 triliardi di USD, cioe’ ca. Il 4% del PIL annuale del mondo. Inoltre, sebbene i dati relativi alla produzione generale di CO2, rivelino un costante aumento, la produzione in rapporto al PIL e’ in netto calo (-23%), mostrando un crescente miglioramento energetico delle produzioni.

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Lo sviluppo di vaste regioni dell’area Asia-Pacific, si accompagna al crescente problema dello smaltimento e riutilizzo dei rifiuti. Scarsi i progressi in questo settore per tutta l’area, con la maggior parte dei rifiuti urbani ed industriali smaltiti in discrica o inceneriti. Tra questi, si distingue solo il settore dei rifiuti elettronici, che viene visto come un potenziale affare e che ha dato luogo a distretti di riciclo industriale su vasta scala.

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4.4

TUTTIFRUTTI...

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GLI ITALIANS SI RACCONTANO

In questo numero Adele VITALE Gentile Adele, grazie per questa intervista. Fai una breve introduzione di chi sei... Mi chiamo Adele Vitale, sono originaria di Gaeta (LT) ma ho lasciato la mia citta’ d’origine subito dopo la maturita’ (linguistica). Quale e’ stata la tua formazione educativa? Dopo un anno di studio in Inghilterra mi sono iscritta al corso di laurea in Interpretazione di Conferenza della Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori di Trieste. L’inglese era la mia lingua base e, dal momento che mi piacciono le sfide, come seconda lingua ho scelto il cinese. Nel 99 eravamo ancora in pochi a studiarlo, al punto che mio padre non condivise la mia scelta e mi chiese a piu’ riprese di sostituire il cinese con il tedesco, la lingua di una delle economie piu’ forti del mondo... il tempo ha provato che il mio istinto aveva ragione! Quando ti sei trasferita in Cina (PRC)? Subito dopo la laurea ho vinto una borsa di studio annuale del Ministero degli Affari Esteri per il perfezionamento presso la Beijing Foreign Studies University di Pechino, al termine della quale ho subito trovato lavoro nella vicina Tianjin. Dopo Běijīng (Pechino) ti sei trasferita a Tiānjīn (Tianjin). Come si vive a Tiānjīn? Quali le differenze con Běijīng... Nel 2006 Tiānjīn era ancora molto piu’ “rurale” rispetto a Běijīng, pur essendo vicinissima. Molto e’ cambiato con le Olimpiadi del 2008, ed oggi la citta’, in particolare la zona di Bohai, e’ uno dei principali nodi dello sviluppo economico del Paese. Personalmente fui subito attratta dall’ex Concessione Italiana, un’ampia zona sul fiume Haihe con edifici autentici di inizio XX secolo in stile toscano, oggi tra i quartieri piu’ alla moda della citta’. Credo inoltre che nelle citta’ “minori” (Tiānjīn conta comunque oltre 13 milioni di abitanti!) si stringano amicizie piu’ vere, e le mie aspettative non sono state deluse. Sei stata in PRC dal 2006 al 2010, nel bel mezzo dei Giochi Olimpici. Come li hai vissuti? Io credo che le Olimpiadi del 2008 abbiano dato nuovo vigore al processo di rinnovamento della Cina. Il Partito voleva offrire al mondo un’immagine migliore del Paese, e molto e’ stato fatto in questo senso, sia dal punto di vista delle infrastrutture che della vera e propria educazione della popolazione, invitata ad esempio ad imparare un po’ di inglese e ad abbandonare abitudini poco “internazionali” quali quella di sputare per terra o scoprire la pancia per combattere l’afa (solo per gli uomini). Sicuramente molte delle misure sono state applicate solo sulla carta, ma noi stranieri le abbiamo accolte con favore.

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Adele VITALE - 2004 – Trieste


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Come e’ la vita di una ragazza Italiana in PRC? Facevi parte di un gruppo di studio/lavoro o eri una “free lance”? Hai mai sentito pericolo? Ti “coccolavano” o ti ignoravano? Dopo qualche mese in Inghilterra, dove ci siamo conosciuti nel ‘98, mio marito Hyuntak e’ sempre rimasto in Corea, pur visitandomi regolamente sia in Italia che in Cina. Ho dunque sempre viaggiato da sola. A Pechino ero parte di un nutrito gruppo di studenti internazionali; a Tianjin inizialmente ho faticato a trovare amicizie al di fuori della cerchia dei colleghi, poi ho deciso di “buttarmi” e provare i (pochi) locali frequentati dagli expat, e da li’ ad avere un nuovo giro di amicizie il passo e’ stato breve. Mi sono sempre sentita molto coccolata, anche e soprattutto dai miei amici cinesi che sono di natura molto protettivi. Tianjin e’ una citta’ molto sicura, ho sempre preso il taxi da sola anche nel cuore della notte e non ho mai avuto paura TIANJIN - 2011

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http://www.flickr.com – COWBOY6688

Alcuni amici e colleghi che hanno studiato Pǔtōnghuà (Mandarino – Lingua ufficiale Cinese) mi hanno raccontato un primo impatto traumatico con la realta’ sul campo. Dopo tanti anni di studio, alcuni erano disperati: non li capiva nessuno... La formazione della Scuola Interpreti e’ molto piu’ pragmatica rispetto ad altre facolta’ quali Lingue Orientali, con ore di conversazione e utilizzo pratico della lingua, per cui fortunatamente non ho avuto questo problema!

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Quando hai conosciuto Damiano Tommasi? Non mi sono mai interessata di calcio, e nella fatidica partita Italia-Corea dei Mondiali 2002 tifavo Corea (...per amore!). Quando un collega mi ha detto che in citta’ c’era Damiano Tommasi, confesso che non sapevo chi fosse... poi mi hanno detto che era l’autore del golden goal alla Corea annullato dall’arbitro Moreno, e ho avuto qualche vaga reminiscenza. Anche Damiano era arrivato solo e cercava amicizie, nonche’ qualcuno che parlasse cinese e potesse dargli una mano a sbrigare alcune questioni pratiche. Il mio collega lo ha contattato via email e ha fatto da tramite, presentandolo al gruppo degli italiani di Tianjin. Sono stata immediatamente colpita dalla sua genuinita’ e disponibilita’... sinceramente non me lo aspettavo da un calciatore del suo calibro.

Avete creato una ditta insieme. Quale e’ lo “scopo” della ditta? Come si e’ sviluppata? Damiano e’ stato il primo calciatore italiano in Cina e si e’ trovato ad affrontare un ambiente molto diverso rispetto a quello cui era abituato: oltre alle innegabili differenze tecniche, tattiche e logistiche, il “metodo cinese” prevedeva ritiro tutta la settimana, niente internet dopo le 23, niente giornate di permesso e limitazioni simili. E’ stato necessario interfacciarsi spesso con il Club per far comprendere loro che un giocatore straniero di livello puo’ e deve avere maggiori liberta’; io ho fatto spesso da tramite in queste comunicazioni, quindi per Damiano - e il suo procuratore Andrea Pretti, artefice di questa avventura - e’ stato naturale chiedere alla sottoscritta di aiutarli a creare una societa’ che offrisse questi servizi di intermediazione ai giocatori europei interessati ad un’esperienza in Cina. Damiano e Andrea credono molto nel potenziale del calcio cinese, e i recenti ingaggi di giocatori del calibro di Drogba e Anelka e allenatori come Lippi hanno dato loro ragione. La nostra ditta - Tommasi Pretti Sports(TPS) - si pone come obiettivo primario quello di creare un ponte tra calcio italiano/europeo e calcio cinese, portando in Cina calciatori e allenatori europei di livello ma anche creando programmi di scambio nel settore giovanile, con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo del calcio in Cina e un domani esportare giovani promesse in Europa e nel mondo.

Adele con i soci della TPS (Tommasi Pretti Sports) - 2012 Il fine e’ quello di avvicinare il calcio europeo a quello cinese. Ci occupiamo inoltre di organizzare amichevoli, tornei ed eventi di carattere sportivo che coinvolgano squadre di ambo le parti, per creare occasioni di conoscenza reciproca e scambio.

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Adele, Hyuntak, con le rispettive famiglie

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Come e dove hai conosciuto tuo marito? L’ho conosciuto nel settembre del 98 in Inghilterra... eravamo compagni di classe. Facciamo coppia fissa dall’ottobre dello stesso anno ma dal dicembre 1998 al settembre 2010 abbiamo vissuto una relazione a distanza, io prima in Italia poi in Cina, lui sempre in Corea. All’inizio non c’era nemmeno Skype o la posta elettronica; conservo ancora due grosse scatole di corrispondenza che ci siamo scambiati in quegli anni, con tanto di regalini, fotografie e audiocassette di canzoni d’amore. Era tutto meno pratico e istantaneo, si, ma forse anche piu’ romantico! Dopo dodici anni di relazione a distanza, nel 2010 mio marito mi ha chiesto di lasciare la Cina e trasferirmi in Corea da lui. Sono stata fortunata ad avere due capi che mettono la famiglia prima di tutto e mi hanno consentito di continuare a lavorare a distanza, gestendo l’azienda dal mio salotto (con la collaborazione di personale italiano e cinese in loco). Nel settembre 2010 mi sono trasferita ed un mese dopo eravamo sposati; lo scorso gennaio poi la nostra famigliola si e’ allargata con l’arrivo della piccola Soyeon. Cosa trovi interessante nella cultura di tuo marito? Della Corea amo la convivenza del vecchio e del nuovo: gli inchini e i telefonini di ultima generazione, gli abiti tradizionali e la TV interattiva. Che rapporto hai con la famiglia di tuo marito? In ROK vi e’ una cultura familiare molto forte? Come sono i rapporti con gli altri membri della famiglia (suoceri, nonni, cognati, nipoti, etc.) In Corea governa l’etica confuciana, che attribuisce enorme importanza alla famiglia. Mio marito e’ figlio unico e inizialmente la sua famiglia si e’ opposta strenuamente alla nostra relazione; ci sono voluti quattro anni perche’ mi accettassero, ma quando l’hanno fatto, e’ stata un’accettazione totale. I miei suoceri mi trattano come una figlia e soprattutto da quando ho avuto una bimba lo scorso gennaio hanno mille attenzioni per me. La mia famiglia e’ lontana, ma anche qui mi sento a casa.

Dove vivete in Corea? Com’e’ la qualita’ della vita? Viviamo vicino a Busan, nella zona sudorientale del Paese. Siamo in un quartiere circondato dal verde, in una zona soggetta a forte sviluppo. La qualita’ della vita e’ forse piu’ alta che in Italia... mia madre e mio fratello, quando ci hanno visitati in occasione del nostro matrimonio due anni fa, sono rimasti esterrefatti alla vista del nostro bell’appartamento circondato da aiuole, parchi e aree gioco per i bimbi. Non immaginavano forse che la Corea potesse essere cosi’ bella, pulita e all’avanguardia!

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La Corea e’ famosa per i molti prodotti esportati in tutto il mondo. Ti sei fatta un’idea di cosa ci sia dietro questa storia di successi industriali? C’e’ sicuramente la dedizione del popolo coreano, strenui lavoratori che per lo sviluppo economico del proprio Paese sacrificano tutto. Solo cinque giorni di ferie l’anno (in media, c’e’ chi ne fa meno), settimana lavorativa lunga e straordinari all’ordine del giorno, e mai nessuno che si lamenti. Noi italiani non facciamo che lamentarci dell’economia in crisi ma nessuno vuole rinunciare alle ferie e tutti cercano di inventarsi permessi e giorni di malattia inesistenti. In Corea il permesso per malattia non esiste: si va al lavoro anche se malati, e sara’ il responsabile a decidere se si e’ malati abbastanza da potersene tornare a casa. Da un estremo all’altro, certo, ma intanto la Corea e’ stato l’unico Paese che si e’ ripreso appieno dalla recentissima crisi economica mondiale, e l’Italia e’ sull’orlo del collasso.

La Corea sembra molto polarizzata su Seoul. Esiste una forte divisione citta’/campagne? Le campagne (o piccole citta’) sono un po’ fuori dall’immaginario collettivo. Hai visitato le campagne (paesini)? Come si vive? Le persone sono gentili? Assolutamente, la campagna e’ ancora molto addietro rispetto alle grandi citta’, e Seoul e’ un passo avanti rispetto a tutte le altre. Mi piace pero’ la vita genuina delle campagne coreane; le persone sono estremamente ospitali, il cibo e’ delizioso, l’aria e’ pura e fa bene ogni tanto allontanarsi un po’ dalle metropoli cosi’ piene di luci e suoni per rifugiarsi nella natura! Quale e’ l’idea che i cittadini coreani hanno dell’Italia? Luoghi comuni? L’immagine dell’Italia e’ associata al lusso dei grandi marchi, all’opera (i coreani ne vanno pazzi) e al buon cibo. Probabilmente una versione un po’ mitizzata dello Stivale. Le ROK e’ piuttosto protezionista nel commercio. Si trovano prodotti Italiani? Sono apprezzati? Vi sono potenzialita’ commerciali inesplorate? Hai progetti in questa direzione? La Corea e’ sicuramente protezionista ma i prodotti italiani sono reperibili, soprattutto pasta e sughi (a Seoul molto di piu’). Le potenzialita’ commerciali sono molteplici e con una cara amica abbiamo intenzione di sfruttarle... mi riservo per il momento di non dire altro! E-MAIL INFO@KAIZEN.EU.COM


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Conosco molti cittadini della Corea che vivono in Viet Nam. Mi sembra che in tutte le conversazioni vi sia un taboo a parlare della divisione del paese in Nord/Sud. Ogni volta che faccio un accenno, tendono a cambiare discorso. Accade anche in Corea? Si parla mai di questo trauma? Come viene vissuto nella vita di tutti i giorni? Non mi sembra sia un taboo, piuttosto una ferita ancora aperta; intere famiglie sono state separate negli anni Cinquanta e mai riunite. Molti sono scettici riguardo alle reali possibilita’ di riunificare il Paese; certo il processo sarebbe ben diverso ad esempio da quello della Germania, non esistono oggi casi analoghi di riferimento.

La piccola Soyeon La Rok sembra molto ben organizzata in termini infrastrutturali. Come sono le strade, aereoporti, linee metro... Assolutamente all’avanguardia. L’aeroporto di Seoul e’ stato votato “Miglior Aeroporto al Mondo” per diversi anni di fila. Si parla spesso della mitica “banda larga coreana”, come di uno dei sistemi di connessione internet piu’ efficienti al mondo... ...e a ragione. Qui internet si utilizza per tutto: per lo shopping, per pagare le bollette, per lavoro. Le connessioni veloci sono un’esigenza pratica e non deludono. Esiste una comunita’ Italiana in Corea? Vi incontrate spesso? Avete un punto fisico di ritrovo? Al di fuori di Seoul, sono relativamente pochi gli italiani e manca un vero punto di ritrovo. A giorni un mio conterraneo aprira’ un ristorante a Busan: potrebbe essere questa la svolta? Esistono corsi di lingua Italiana? Scuole Italiane? Centri culturali Italiani? A Seoul, altrove, per quanto ne so, non c’e’ nulla. La tua bimba e’ piccola, comunque: come parli a tua figlia? Come coltivi l’Italiano? Hai in programma di insegnarle l’Italiano? Assolutamente! Le parlo rigorosamente in italiano; ho anche libri e DVD per quando sara’ un po’ piu’ grande. Mio marito le parla coreano, la babysitter parla inglese e speriamo che cresca trilingue! Stai studiando anche la lingua coreana? Come ti fai capire? Trovi facile/difficile passare dal Mandarino al Coreano? Si trovano scritte bilingue? Il governo Coreano offre corsi gratuiti di lingua per chi sposa un Coreano/a; ne ho frequentato uno qualche mese fa, poi e’ arrivata la bimba e ho dovuto interrompere. Sebbene il 75% dei vocaboli derivino dal cinese, e’ una lingua strutturalmente completamente diversa, e molto complessa. In 14 anni di frequentazione con mio marito ho imparato le basi; spero nei prossimi mesi di riuscire a riprendere gli studi. Per fortuna il sistema e’ alfabetico ed e’ uno degli alfabeti piu’ rigorosamente scientifici al mondo; esiste una romanizzazione che e’ ampiamente utilizzata, ad esempio nella segnaletica stradale. E-MAIL INFO@KAIZEN.EU.COM


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Come si dice Corea in lingua coreana (latinizzata)? DaeHanMinGuk, o piu’ semplicemente Hanguk. Come e’ composto il vostro giro di amicizie? Vi sono molti espatriati o frequentate soprattutto le amicizie di tuo marito? Esiste un “glass ceiling” o si riescono a fare amicizie “vere” con cittadini Coreani? A causa del lavoro di mio marito ci spostiamo ogni anno o due; fino a qualche mese fa vivevamo sulla costa nordoccidentale e li’ ci eravamo creati un bel giro di amicizie, sia straniere che coreane. Ci siamo trasferiti da poco e solo ora comincio a conoscere gli espatriati locali; per fortuna c’e’ Facebook e le amicizie “virtuali” suppliscono alla mancanza di contatti in carne ed ossa. Per fortuna mio marito ha molti amici qui e quando possiamo li frequentiamo. Io ho diverse amiche coreane ma la maggior parte vive a Seoul; tra queste ve ne sono due che considero delle sorelle, per cui si’, credo che creare amicizie vere sia assolutamente possibile. Quali hobby coltivi in Corea? E’ facile/difficile coltivare i tuoi hobbies? Da quando e’ nata la mia bimba, lo scorso Gennaio, non riesco a coltivare nessun hobby... Da sempre imparare le lingue e’ stata una delle mie occupazioni preferite. Spero di riuscire a riprendere presto! Adele a Gaeta, sua citta’ natale - 2004 Adele al diploma - 2004 Quali progetti per il futuro avete? Fin da quando ho conosciuto mio marito - quattordici anni fa - mi sono chiesta come sarebbe stato vivere in un Paese cosi’ diverso e lontano. La Corea mi ha piacevolmente sorpresa in questo senso; credo di poter restare qui per molti anni (non mi piace l’espressione “per sempre”), e ogni giorno che passa mi rendo conto che questo Paese non e’ poi cosi’ diverso dal nostro. Credo inoltre di poter garantire ai miei figli un futuro migliore qui in questo momento, ma certo non manchero’ - come peraltro ho gia’ fatto - di portarli regolarmente in visita nella nostra bella Italia.

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CHI Adele VITALE Imprenditrice, Traduttrice Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori di Trieste Email : adele.vitale@gmail.com Tel: +82 10 4872 8051 SKYPE: adelevitale

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6.9 Vari Architetti ed Artisti

AVVENTURA ITALIA 1901 ~ 1947

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I GRANDI ITALIANI NEL MONDO

La Concessione Italiana di Tianjin (Chinese: 天津; pinyin: Tiānjīn)

Mappa delle Concessioni staniere in Tiānjīn (~1917) In Verde l’area concessa al regno d’Italia

Prima del XIX sec., l’Impero Qing - preoccupato delle influenze straniere - aveva concesso a varie potenze straniere i soli accessi commerciali di Canton e Macao. In seguito ad una serie di sconfitte militari contro il Regno Unito e la Francia, il “Celeste Impero” era stato constretto a permettere aperture commerciali e cessioni di sovranita’ territoriale su alcune aree portuali e sull’estrazione mineraria. La posizione di Tiānjīn, all’intersezione del Canale Grande e del fiume Peiho – connettendo Běijīng alla Baia di Bohai – ne avevano fatto uno dei primi porti cinesi.

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Il commercio straniero venne ivi concesso all’Impero Britannico ed alla Francia, grazie alla Convenzione di Běijīng del 1860. Tra il 1895 ed iil 1900, alle due potenze originarie, si affiancarono anch Giappone, Germania, Russia ed, in un secondo momento, l’Impero AustroUngarico, l’Italia ed il Belgio, paesi senza altre concessioni in Cina. Queste potenze coloniali stabilirono concessioni autonome, tutte con sistemi statuali semiindipendenti dall’Impero Cinese: prigioni, scuole, accampamenti ed ospedali erano infatti indipendenti. I colonizzatori stabilirono insiedamenti per un totale di 13 Km2, con il risultato di ridurre l’intero lungo-fiume in mano a potenze straniere. Con il collasso dell’Impero Cinese, il Kuomintang fu in grado di operare una ristrutturazione delle relazioni interne ed internazionali, che permisero alle potenze straniere di essere ammesse come eguali. Le Concessioni straniere vennero eliminate sul piano dell’auto-governo, ma il Kuomintang riconobbe alle potenze straniere pieni diritti di proprieta’ di fronte agli ufficiali cinesi. Gli Stati coloniali si trovarono quindi a non gestire piu’ direttamente gli apparati pseudo-statuali fin li’ creati, ma ottennero la proprieta’ dei terreni. La Seconda Guerra Mondiale porto’ sconvolgimenti e distruzioni. I Giapponesi invasero le zone sotto proprieta’ straniera, nella loro brutale occupazione della Cina. La vittoria dei Comunisti dopo la Guerra Civile, spazzo’ via ogni pretesa di restaurazione delle vecchie proprieta’ straniere, con la esclusione di Macau e Hong Kong.


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UNA BREVE STORIA della CONCESSIONE ITALIANA a TIANJIN (all’epoca TIENTSIN) Il 7 Settembre 1901, la Dinastia Qing di Cina, concesse al regno d’Italia una concessione di terreno nell’allora Tientsin. Il 7 Giugno 1902, la Concessione venne presa in possesso Italiano ed amministrata da un Console Italiano. Dopo la Prima Guerra Mondiale, anche la zona concessa a suo tempo all’Impero Austro-Ungarico, venne aggiunta alla concessione Italiana, raddoppiandone la dimensione. La Concessione divenne il Quartier Generale della “Legione Redenta” (un battaglione Italiano di truppe irredentiste appartenenti allo sconfitto Impero Austro-Ungarico), che fu inviato in soccorso dei “bianchi” dell’Impero Russo e combatte’ contro le truppe Sovietiche in Siberia e Mancuria. Nel 1935, la Concessione di Tientsin aveva una popolazione di ca. 6261 persone, inclusi 536 stranieri. La Marina Reale Italiana (Regia Marina) stazionava alcuni vascelli a Tientsin. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Concessione di Tientsin aveva una guarnigione di ca. 600 soldati, alleati con “l’Asse”. Il 10 Settembre 1943, facendo seguito all’armistizio con gli “Alleati”, le armate dell’Impero Giapponese occuparono la Concessione, Sempre nel 1943, la Repubblica Sociale Italiana (RSI), formalmente rilascio’ la Concessione nelle mani del Governo Cinese di Wang Jingwei, un governo fantoccio dei Giapponesi, che non venne mai riconosciuto da nessuno Stato, incluso il Regno d’Italia (in carica formalmente al Sud Italia). Il governo di Wang Jingwei ebbe fine con la sconfitta dell’Impero Giapponese. Nel Giugno del 1946, Il Regno d’Italia divenne Repubblica Italiana, e nel febbraio 1947, in virtu’ del trattato di pace tra Cina ed Italia, la Concessione venne formalmente ceduta dalla Repubblica Italiana alla Repubblica di Cina di Chiang Kai-shek.

VARI SCORCI DI EDIFICI MONUMENTALI

Fonte http://www.flickr.com

Autore AZMONDEN

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A quasi un secolo di distanza dalla firma della concessione, l’area conserva tuttora una forte impronta italiana, resa ancor più interessante dalla vasta gamma di stili  architettonici presenti. Si tratta del gruppo di costruzioni italiane più esteso della Cina, e detiene pertanto un considerevole valore sia storico che culturale. Attraverso  ricerche in loco e studi approfonditi, in relazione al progetto di restaurazione della Concessione Italiana, noto anche come Tianjin Italian Business Park, è stato definito  il  principio  di  "rispettare  l'originaria  dimensione  ed  il  disegno  generale  di  programmazione  e  progettazione,  coordinare  le  situazioni  reali  e  creare  una  zona  mista  commerciale, culturale e residenziale con forti caratteristiche operative, che soddisferà le funzioni pratiche ed erediterà le caratteristiche del quartiere con specifica  cultura storica".  L'area del progetto comprende la zona che si estende ad est fino a Minsheng Road, a sud fino a Boai Road e ad Ovest fino a Beian Road, per una superficie totale di  10,49 ettari. La programmazione prevede 133 edifici naturali tra cui 9 edifici da proteggere, 57 da preservare e 67 da demolire. (Fonte: Agenzia Per La Cina)

L'ex-ospedale italiano del Sacro Cuore a Tientsin (1914-1923) – concessione Italiana in Tianjin (PRC) (前意大利天主教圣心医院). Photo Filip M.A.

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Rinasce con le tecnologie sostenibili il quartiere italiano di Tianjin (Tientsin) Il 16  Marzo,  il  ministro  dell’Ambiente,  Corrado  Clini,  e  il  vicesindaco  Xiong  Janping  hanno  inaugurato  la  riapertura  della  Casa  Meng  Joss,  l’antica  foresteria  alle  spalle  di  piazza  Dante,  della  storica  Concessione  –  restaurato  con  il  fine  di  portare  le  tecnologie  Italiane  della  sostenibilità  in  Cina.  Nella  Concessione  Italiana  di  Tianjin,  un’area  pregiatissima  di  600  ettari  edificata  con  villette  italiane  in  stile  “eclettico”  dei  primi  Novecento.  L’edificio,  costruito  nel  1912  e  abbandonato  dopo  la  seconda  guerra  mondiale, è tornato in attività per ospitare una sede di rappresentanza e di esposizioni del “made in Italy” e di tecnologie di sostenibilità.  L’edificio  è  stato  restaurato  da  imprese  italiane  ed  è  dotato  di  impianti a basso impatto ambientale, come il ricorso (il primo caso  in  questa  parte  della  Cina)  alla  geotermia  a  bassa  entalpia.  L’investimento complessivo è nell’ordine dei 2 milioni, co‐finanziati  dal ministero dell’Ambiente, ed è dato in concessione all’Italia per  cinque anni rinnovabili per altri cinque.  "Abbiamo individuato diversi punti su cui collaborare con Tianjin ‐  ha detto Clini ‐ si va dal ciclo di trattamento delle acque industriali  alla  possibilità  di  gemellare  Tianjin  con  alcune  città  italiane.  Potrebbe essere Firenze, che è al centro di un'area produttiva gia'  legata  ai  consumatori  cinesi,  visto  che  nella  zona  di  Tianjin  c'è  un  enorme  outlet  di  grandi  firme  italiane,  Florentia  Village,  che  assieme  al  vecchio  quartiere  italiano  è  una  delle  principali  attrazioni  turistiche  cinesi.  C'è  poi  la  possibilita'  di  collaborare  sul  porto industriale. Il ministero ha già un programma interessante col  porto di Trieste per conciliare attività portuale e ambiente, che può  interessare  anche  Tianjin.  Infine  concluderemo  i  lavori  di  riqualificazione del vecchio quartiere italiano".  Secondo  l'ambasciatore  d'Italia  in  Cina,  Attilio  Massimo  Iannucci,  Tianjin  è  uno  showroom,  la  chiave  per  nuove  collaborazioni:  "Tianjin ha un patrimonio visivo condiviso con certi angoli d'Italia, e  sarebbe  assurdo  non  valorizzarlo.  Il  restauro  di  Meng  Joss  ha  un  importante  valore  simbolico  e  con  il  ministro  Clini  abbiamo  gia'  numerose idee da condividere con i partner cinesi ‐ ha spiegato ‐ su  Chiesa Francescana del Sacro Cuore, nel Distretto di Hebei, Tianjin come impiegare al meglio questo bellissimo angolo d'Italia in Cina". SOURCE SOURCE PHOTO

http://www.minambiente.it/ http://en.wikipedia.org/wiki/Concessions_in_Tianjin FLICKR; Autori: Filip M.A.; AZMONDEN; CASBR; Dash Lanmore E-MAIL INFO@KAIZEN.EU.COM


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7.5

MOSTRE

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FOTOGRAFIA

A NEW YORK e ROMA due Mostre fotografiche di Maurizio COFINI

“Altered States of Reality: An Exhibition of Analog

and

presentazione

Digital a

New

Photography” York

di

tre

è

la

opere

fotografiche, selezionate dalla Agora Gallery, in una collettiva a livello internazionale che si terrà dal 1 al 21 novembre 2012. Le tre foto fanno parte di un reportage svolto ad Ha Noi.

“Sguardi dal Mekong: il Laos” - patrocinata dal Ministero per i Beni Culturali - è la mostra fotografica, che si svolgerà a Roma presso la Biblioteca Vallicelliana Salone Borromini dal 18 ottobre al 2 novembre 2012.

Maurizio COFINI http://www.fotocofini.it Ha Noi – 2009 – Photo: Maurizio COFINI

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Laos, il Fiume Mekong nei pressi di Vang Vien – 2010 – Photo: Maurizio COFINI

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7.6

MUSICA

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I CONCERTI DELLA LUNA

Il Ristorante LUNA D’AUTUNNO, al 78 Thợ Nhuộm, Hà Nội, si sta strutturando come un vero e proprio Centro Culturale Italiano. Non perdete il prossino appuntamento con la Migliore Musica Lirica. ATTIVITA’ 7.6.1 COSA

QUANDO

LUCEVAN LE STELLE... ALLA LUNA

Mercoledi’ 26 Settembre 2012, h. 20:30 (Programma: ogni meta’ mese / Mercoledi’)

OGGETTO

COME

Concerto di Musica Lirica dedicato a W. A. MOZART

Ingresso Gratuito

DOVE

CRONOGRAMMA

Ristorante LUNA D’AUTUNNO 78 Thợ Nhuộm, Hà Nội

Inizio Concerto: 20:30 Si consiglia di prenotare / arrivare in anticipo

CHI

CONTATTI

Organizzazione: Gino BENELLI Sponsors: ARISTON, LUNA JSC, PUNTO ITALIA, VIET-IT WINES, HUNG YEN.

LUNA

lunadautunno@gmail.com 04 38237338 - 04 39424167

PROGRAMMA

Cosi’ Fan Tutte, Wolfgang Amadeus MOZART

Direttore Maestro Graham Sutcliffe Musicisti Cantanti e Quartetto d’Archi dell’Opera di Ha Noi

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7.8

EVENTI

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MURALISTI IN VIET NAM

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Thi-Bay MIRADOLI

HCMC - UNA TESTIMONIANZA PER LA PACE

Shamsia (Afghanistan) e El Mac (Los Angeles), hanno creato un murale ad HCMC: per promuovere la pace. Shamsia: [http://tribune.com.pk/story/346191/afghan-artists-usegraffiti-to-depict-war-oppression/] El Mac: [http://elmac.net/]

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Thi-Bay MIRADOLI thibay.miradoli@gmail.com

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8.3

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VIETALIA

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di Angela GIUDICI

La famiglia in Vietnam è un dono ed in quanto tale va rispettata ed amata qualuque cosa accada:  “..Un  dono  e’  sempre  meraviglioso.  Quando  doniamo  o  riceviamo  un  dono  diventiamo  belli  anche noi, grazie al dono stesso.” [“Open the Window, eyes closed”, p. 48, Nguyen Ngoc Thuan] 

Ci ho messo un anno per imparare tutti i gradi di parentela e come relazionarmi ad ogni componente della famiglia di mio marito. Entrare a far parte di una famiglia vietnamita e’un gesto d’amore, ma anche un impegno ad abbassare le proprie barriere e ad accettare gli altri vedendo il buono nelle usanze ed abitudini altrui. E’ domenica a mezzo giorno; immaginate di entrare con la vostra motocicletta in un hẻm stretto stretto di Sài Gòn e di fermarmi davanti ad un cancello di metallo azzurro leggermente arrugginito dal tempo. La porta e’ aperta e dal portico si possono vedere in salotto i volti di giovani ed anziani, le cui voci formano una melodia corale della quale non ne capire il senso ma che vi entra in testa come una filastrocca antica. Tutti vi vedono, e la canzone s’interrompe all’istante: sorrisi timidi vi sfiorano, sguardi incuriositi osservano i lineamneti del vostro viso, mani affusolate che toccano le vostre mani. Qualcuno inzia a parlarvi in vietnamita invitandovi ad assaggiare dello sao trái cây (star fruit) appena colto dall’albero. La tv e’ sempre accesa ma nessuno la guarda veramente, e’ piu una colonna sonora, per noi motivo di distrubo, ma per la vostra famiglia vietnamita elemento di svago e relax. Come tanti bambini che giocano al “Giro giro tondo”....ci si ritrova tutti giu’ per terra..........con una ciotola in una mano e nell’altra le bacchette.

In mezzo alla sala, un pavimento imbandito con fogli vecchi di giornale: riso che brilla come il cristallo (cơm), bourgignon d’anatra con verdure (lẩuvịt), insalata fresca (xà  lách), cetriolo tagliato a jullienne (dưa leo), fish sauce (nước mắm), pollo fri o (gà rán) per i bambini!  Non vi preoccupate se non sapete da cosa cominciare perche’ ci sarà sempre qualcuno a riempirvi la ciotola. Se siete pieni basta appoggiare le bacchette su di essa e  nessuno oserà disturbarvi, permettendovi di rilassarvi con un pò di trà đá o della birra fresca.  E-MAIL INFO@KAIZEN.EU.COM


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Ma conosciamo da vicino questa tipoca famiglia saigonese:  ông nội: il nonno veglia autoritario dall’alto nel suo altare buddista  bà: la nonna, la piu amata e rispettata di tutti. Dietro al suo sorriso si celano la storia del suo paese e  le vicende dei suoi cari. La nonna e’ la mamma di tutti, adulti, giovani, bambini e parenti acquisiti.  bắc: i suoceri vi osservano con garbo senza invadere, premurandosi che l’esperienza famigliare non  sia uno shock culturale bensi una ricorrenza naturale per voi e per la famiglia.  Câu,dÌ: gli zii, ognuno con proprie personalità ed estro. Non spaventatevi se li vedete discutere  animatamente, piu’ alzano la voce piu si divertono.  chị, anh, em: cugini, fratelli e sorelle. Le stesse parole per tutti: “siamo tutti fratelli, siamo tutti della  stessa famiglia, siamo tutti cresciuti insieme”. Inseparabili a prescindere dalle differenze di eta’.  Tạm biệt (A presto), Angela 

Vocabolario:    

chị, anh, em: cugino/a, fratello e sorella  Câu,dÌ = gli zii materni (zio e zia) 

sao trái cây = star fruit 

bác" = zii anziani (piu’ anziani dei genitori) 

cơm = riso bollito 

chú = zii giovani (piu’ giovani dei genitori) 

lẩu vịt = anatra 

cha vợ = suocero 

xà lách = insalata 

mẹ vợ = suocera 

dưa leo = cetriolo 

bà nội = nonna materna 

nướcmắm = fish sauce  gà rán = pollo fritto 

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ông nội =  nonno materno 


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“La Miseria dei Nostri Emigranti nel Tonchino” Copertina de La Tribuna Illustrata – Gennaio 1904 Gentilmente Fornita da

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