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In un chiaro pomeriggio d’inverno Benny e Bambù giocavano fuori, costruendo un buffo pupazzo di neve. Da lontano videro Emma che correva, con le guance tutte rosse. “Il

mio peluche.. Guardate il mio Nino, me l’hanno rotto” disse la bimba con le lacrime agli occhi. “Oh

no! Gli manca una zampa.”

Benny guardò preoccupato il coniglietto di pelouche. “Ma

io lo so chi è stato!”

disse Emma “Mi fa sempre i dispetti.” “Chi?” chiese Benny “Fulvio. Quello della classe accanto alla nostra.


Lui mi rincorre e mi lancia le palline di carta. Io gli rispondo con le linguacce e con le molliche di pane,

ma ora è troppo.” “Tirati

su!” le disse

Benny “Ti aiuteremo noi a sistemare Nino”.

Bambù annuì con convinzione.


“Grazie ragazzi, ma prima devo recuperare la zampa di Nino.

E c’è un solo modo per farlo: devo affrontare Fulvio”. I tre amici andarono a casa di Fulvio, portando il pelouche. “AHH!

Eccoti!

Cosa hai da dire a tua discolpa?” urlò Emma, vedendo Fulvio in giardino. “Sto solo giocando con la neve” disse Fulvio. “Emma sta parlando di Nino” aggiunse subito Benny.

Bambù dal canto suo cercò di fare una faccia arrabbiata. “E chi sarebbe Nino?” chiese Fulvio alzando le spalle. “Gli

hai rotto una zampa e ora lui sta male!” gridò Emma con la faccia tutta rossa.


“Non

sono stato io!�

disse Fulvio agitato. Il bambino corse

singhiozzando dentro casa ed Emma rimase lĂŹ,

pestando i piedi a terra.


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