Pep 26 2016 estratto (3)

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Parola&parole & Anno XIV • Settembre 2016 • Numero 26


Questo numero di “Parola&parole” è stato realizzato anche con il sostegno di

e di

Caporedattore: Ernesto Borghi

pro manuscripto

Associazione Biblica della Svizzera Italiana

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Indice

EDITORIALE Il paradosso dei testi sacri dove i violenti cercano legittimazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5 SAGGI E CONTRIBUTI 1. Per leggere ed interpretare il silenzio delle donne in Marco 16,1-8 (di Vanda Giuliani Zanoni) . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13 1.1. Una traduzione di Mc 16,1-8 (CEI 2008) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13 1.2. Dati testuali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14 1.3. Il silenzio e la vita umana . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15 1.4. Il silenzio del Dio di Gesù Cristo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16 1.5. Il silenzio delle donne in Mc 16,1-8 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17 1.6. Dal silenzio “delle” donne al silenzio “sulle” donne: cenni orientativi dal I al XXI secolo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20 1.7. Riflessioni conclusive . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26 2. La Parola che scuote: per leggere Isaia 6,1-13 nella vita di oggi (di Fernando Russo) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 27 2.1. Premessa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 27 2.2. Il contesto dei primi cinque capitoli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28 2.3. Il contesto della politica internazionale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29 2.4. Is 6,1-13 al centro di un sistema . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 31 2.5. Tentativo di attualizzazione del testo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37 3


(a) La chiamata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37 (b) Chiamati alla separazione e al ritorno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37 (c) Discernimento come purificazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37 (d) Invio in missione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38 (e) Ruolo profetico di una Chiesa, come segno di questi tempi . . . . 38 (f ) Oggi come all’epoca di Isaia. Le comunità cristiano-cattoliche del meridione d’Italia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38 (g) Da che parte sta il cristiano? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 39 3. Sul commento di Origene al vangelo secondo Luca (di Cinzia Randazzo) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 41 3.1. Presentazione del commento in generale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 41 3.2. Metodi interpretativi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42 3.3. I contenuti del commento origeniano al vangelo di Luca . . . . . . 43 (a) Discorsi 1-10 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 43 (b) Discorsi 11-20 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 47 (c) E negli altri discorsi? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 50 3.4. Conclusione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 51 absi - Associazione Biblica della Svizzera Italiana: presentazione generale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 53

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E D I T O R I A L E

Il paradosso dei testi sacri dove i violenti cercano legittimazione1 Principe Hassan di Giordania - Ed Kassler2 Il cristianesimo è stato parte del tessuto del Medio Oriente per duemila anni. Lungi dall’essere una importazione occidentale, come alcuni incredibilmente ora sembrano suggerire, è nato qui ed è stato esportato come un dono per il resto del mondo. Le comunità cristiane sono state parte intrinseca dello sviluppo della civiltà araba. Considerato questo ruolo centrale nella nostra regione, è ripugnante per noi, musulmani ed ebrei, vedere il cristianesimo e i cristiani sotto tale selvaggia aggressione in tutta la regione. Siamo sconvolti perché ad essere attaccati sono esseri umani come noi e perché siamo consapevoli che perdere il cristianesimo nel suo luogo di nascita significherebbe distruggere la ricchezza del mosaico del Medio Oriente. La realtà è che siamo tutti una sola comunità, con credenze e storia condivise. Ma questo viene negato sempre di più, con lo Stato islamico – o Daesh com’è noto nella nostra regione – in prima fila nel giustificare e perpetrare questi attacchi. L’ultimo numero della rivista Dabiq, intitolato “Rompere la croce”, rigetta esplicitamente la convinzione fondamentale che siamo tutti Gente del Libro. Daesh diffonde una visione apocalittica che si rifà a una mitica Età dell’Oro, creazione esclusiva di menti distorte dei jihadisti di oggi. Essi sono simili a quelli il cui zelo deviato trasformò l’Europa cristiana nel Medioevo in sinonimo di fanatismo e di oppressione. Daesh vuole portarci in una nuova “Età buia”, un’epoca resa ancora più oscura a causa dell’uso nefasto dei doni che la scienza e la tecnologia pongono nelle loro mani.   Articolo pubblicato su «Repubblica» il 30 agosto 2016.   Il principe Hassan di Giordania è il fondatore e presidente dell’Istituto reale per gli studi interreligiosi, Ed Kassler è il direttore dell’Istituto Woolf, specializzato nelle stesse tematiche. 1 2

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Sicuramente, non sono solo i cristiani l’obiettivo del loro odio. La ricerca della purezza religiosa costituisce una minaccia universale. I fondamentalisti mostrano un particolare odio per i loro correligionari le cui opinioni non sono conformi alle loro. Daesh si è dimostrato pronto ad uccidere indiscriminatamente musulmani, ebrei, cristiani e altri, qualunque sia la loro nazionalità, giordani o egiziani, americani o britannici o europei. Contribuire a porre fine a questa caduta pericolosa nell’odio, nell’autodistruzione e nel conflitto fratricida diventa la sfida principale per tutti noi coinvolti nel dialogo interreligioso. Questo ci impone di intensificare i nostri sforzi per aumentare la comprensione che ciò che unisce le tre grandi religioni della nostra regione è molto più grande di qualsiasi differenza. Bisogna sottolineare, inoltre, che il rispetto per il passato e l’importanza di imparare da esso non ci richiede di tornare a vivere nel passato. Ma questo deve essere accompagnato da un riconoscimento onesto che tutte le scritture abramitiche – la Bibbia cristiana, il Tanach3 ebraico e il Corano – contengono testi che sono fonte di divisioni e attacchi contro altri gruppi. Nel corso della storia, essi sono stati utilizzati per giustificare le azioni più atroci in nome di Dio. Questi testi, che portano peso e autorità, non possono essere cancellati o ignorati. Quindi, come possiamo contrastare i loro messaggi di divisione che, nelle mani sbagliate, possono essere letti come una licenza per il fanatismo e la violenza? È essenziale assicurarsi che queste parole siano lette nel loro contesto. È fondamentale, per esempio, giustapporre testi della stessa scrittura che offrono un approccio contrastante. Anche in questo caso, una migliore comprensione degli scritti sacri di altre religioni può aiutarci a vedere i paradossi e i conflitti che non riusciamo a riconoscere nella nostra. È ora di porre fine all’odio e alle atrocità che stanno causando convulsioni nella nostra regione e oltre. La pace e l’umanità stessa dipendono dal successo di questo esercizio interreligioso. È molto importante.

3   Si tratta della Bibbia ebraica denominata così dalle sue tre parti (Ta = Toràh, ossia insegnamento, istruzione; Na = Neviim, cioè profeti; K = Ketuvim, ossia scritti).

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Proprio per perseguire gli obiettivi culturali e religiosi delineati così lucidamente in questo articolo – per il quale ringraziamo vivamente i due autori, il quotidiano che l’ha pubblicato e i colleghi e amici che, tramite Facebook, ce lo hanno segnalato – nelle prossime settimane sarà attivata, nel Canton Ticino la seguente iniziativa culturale (a iscrizione indispensabile4): CREDERE FA VIVERE? Prospettive ebraiche, cristiane ed islamiche tra spiritualità, storia e cultura contemporanea 1. Mendrisio, Centro Scolastico Canavée, Palazzo Canavée Per conoscere l’Islam: fonti, storie, attualità 13 ottobre 2016 (h. 20.30): Il Corano: cenni introduttivi (Elena Biagi, docente di lingua araba - Università degli Studi di Milano) 20 ottobre 2016 (h. 20.30): L’islam nella storia: quadri di riferimento (Antonio Cuciniello, esperto di lingua araba e islamistica - Università Cattolica di Milano) 27 ottobre 2016 (h. 20.30): L’islam oggi: conflitti e opportunità (Michael Andenna, docente di lingua araba - Università Cattolica di Milano)

Motori di tale itinerario formativo/informativo sono l’Associazione Biblica della Svizzera Italiana e il Coordinamento Formazione Biblica della Diocesi di Lugano in collaborazione con Ufficio Istruzione Religiosa Scolastica della stessa diocesi, la Cattedra “Antonio Rosmini” (Facoltà di Teologia di Lugano), il Forum delle Religioni, le Acli - Associazioni Cristiane Lavoratori Internazionali, la Conferenza Missionaria della Svizzera Italiana e sacrificio quaresimale. 4

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