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Questo numero di “Parola&parole” è stato realizzato anche con il sostegno di

e di

pro manuscripto

Associazione Biblica della Svizzera Italiana

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Indice

EDITORIALE Una vita per leggere la Bibbia con gli altri: Rinaldo Fabris (di Ernesto Borghi) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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IN MEMORIA 1. La lettura della Bibbia nella cultura e nella Chiesa (di Rinaldo Fabris) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1.1. Premessa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1.2. La società e la cultura . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1.3. Lettura della Bibbia nel contesto culturale italiano. . . . . . . . . . . . 1.4. Difficoltà per una lettura corretta della Bibbia. . . . . . . . . . . . . . . . 1.5. Opportunità per una lettura feconda della Bibbia. . . . . . . . . . . . . 1.6. Chiesa, società e cultura. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1.7. La lettura della Bibbia nella Chiesa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1.8. Aspetti positivi della lettura della Bibbia nella Chiesa . . . . . . . . . 1.9. Prospettive . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2. Le parole di Gesù: criteri di storicità, prospettive di fede (di Rinaldo Fabris) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2.1. La storia della ricerca sulle “parole” di Gesù . . . . . . . . . . . . . . . . . 2.2. La fonte dei logia (Q) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2.3. La Formgeschichte e la tradizione delle parole di Gesù . . . . . . . . 2.4. Le parole di Gesù e i criteri di storicità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2.5. L’attendibilità storica delle parole di Gesù e la prospettiva di fede . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3

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2.6. Bilancio e prospettive . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 36 2.7. Bibliografia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37 SAGGI E CONTRIBUTI 3. Il timore di Dio in Cristo e nel mondo secondo Giovanni (di Cinzia Randazzo) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3.1. Il compimento del timore di Dio in Cristo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . (a) La predisposizione e la realizzazione della volontà . . . . . . . . . . . . (b) La testimonianza delle opere . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . (c) L’unità agapica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3.2. L’adempimento del timore di Dio nel mondo . . . . . . . . . . . . . . . . (a) La fede. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . (b) L’unione nell’amore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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4. Lc 7,36-50: Il perdono in lacrime. Una lettura in chiave comunicativa (di Stefania De Vito) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4.1. Testo e co-testo. La geografia del brano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4.2. Dalla rete del testo alla sua configurazione semantica . . . . . . . . . 4.3. Conclusioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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5. Lutero imprevedibile e “cattolico”? (di Giuseppe Nespeca - Teresa Gerolami) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5.1. Primo giorno e prima sorpresa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5.2. Secondo giorno, e riecco il Lutero che non ti aspetti… . . . . . . . . 5.3. Una diversa divinizzazione… . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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Importanti comunicazioni associative . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 70 absi - Associazione Biblica della Svizzera Italiana . . . . . . . . . . . . . 71

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E D I T O R I A L E

Una vita per leggere la Bibbia con gli altri e per gli altri: Rinaldo Fabris

Il 9 ottobre scorso è scomparso, a Udine, dopo un’inesorabile malattia, affrontata con coraggio e determinazione, Rinaldo Fabris, uno dei più acuti, generosi ed appassionati biblisti italiani degli ultimi cinquant’anni. Nato a Pavia di Udine il 1º dicembre 1936, dal 1956 frequentò la Pontificia Università Lateranense, conseguendo la licenza in teologia nel 1960. Nello stesso anno fu ordinato prete per l’arcidiocesi di Udine. Allievo anche del grande biblista belga Jacques Dupont, proseguì gli studi al Pontificio Istituto Biblico, conseguendo nel 1963 la licenza in Sacra Scrittura e il dottorato in teologia. Dal 1963 al 1964 frequentò lo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme. Nel 1966 fu nominato direttore spirituale del seminario di Udine. Nel 1967 iniziò ad insegnare Sacra Scrittura presso lo studio teologico interdiocesano di Udine, Gorizia e Trieste, del quale diventò preside nel 1968. Nel 1973 conseguì il dottorato 5


in Sacra Scrittura presso il Pontificio Istituto Biblico. Nel 1981 fu nominato direttore della Scuola cattolica di cultura e nel 1984 direttore della Commissione diocesana per l’ecumenismo e il dialogo. Dal 1995 al 2005 fu direttore della Rivista biblica italiana e dal 2002 al 2010 presidente dell’Associazione biblica italiana. È stato autore di numerosi commentari biblici nonché di un numero amplissimo di articoli e studi monografici di storia dell’esegesi, di teologia e di spiritualità biblica. Quantunque sia stato un grande studioso e docente in ambito neo-testamentario, si è occupato di molto altri temi biblici ad ampio spettro. Ha fatto anche parte del Comitato scientifico di “BIBLIA”, Associazione laica di cultura biblica. Per quanto riguarda la sua presenza nella Svizzera Italiana Fabris ha seguito con favore e partecipazione la nascita e l’attività della nostra Associazione Biblica della Svizzera Italiana. È stato relatore in varie iniziative di formazione biblica organizzate, a Lugano, dall’Associazione “Biblioteca Salita dei Frati”. Per le migliaia e migliaia di persone, che in tutti questi anni di attività accademica e divulgativa l’hanno potuto apprezzare, resterà di lui memoria vivissima, analogamente a quello che è avvenuto, ad esempio, per il suo e nostro amico e altro grande biblista italiano, Giuseppe Barbaglio, scomparso nel 2007. Un soprannome che don Rinaldo aveva, riprendeva un famoso passo evangelico matteano: «Il vostro parlare sia sì, sì, no, no: quello che è oltre viene dal Maligno». Era un uomo sobrio e misurato, essenziale nel suo modo di essere e attraversato da una passione straordinaria per la lettura biblica, dalla scienza alla vita quotidiana. La sua tesi di dottorato al Pontificio Istituto Biblico e alcune altre ricerche successive si sono concentrate sulla lettera di Giacomo. Rispetto a questo scritto neo-testamentario egli ha riflettuto spesso sul rapporto tra la Toràh primo-testamentaria, la libertà degli esseri umani, figli di Dio, e la verità evangelica fondamentale dell’amore per gli altri. Il titolo della miscellanea dedicatagli dall’Associazione Biblica Italiana, in occasione del suo settantesimo compleanno, è assai eloquente nel riprendere Gc 1,18. Nella mia vita professionale e personale la scomparsa di quest’uomo schivo e riservato, dalla tenacia esegetica e dalla vivacità ermeneutica evidentissime, lascia un grande vuoto e suscita un ricordo ricolmo di gratitudine. Fu il secondo correlatore della mia tesi di di laurea in let6


tere antiche a Milano, nel novembre 1988. L’avevo conosciuto attraverso Remo Cacitti e Maria Cristina Bartolomei, allora ricercatori presso la Cattedra di Storia del cristianesimo dell’Università degli Studi di Milano. Il mio primo incontro con lui, fu ad Udine nel febbraio 1986: avevo ventidue anni e mi stavo avviando verso una tesi di laurea in esegesi neo-testamentaria. Mi accolse con viva cordialità e fu subito prodigo di consigli scientifici e culturali in genere. Restammo in contatto negli anni e fu sempre molto cortese nei miei confronti. Il 25 gennaio 2003 tenne “a battesimo” l’Associazione Biblica della Svizzera Italiana svolgendo il ruolo di relatore principale al primo atto pubblico del nostro sodalizio ecumenico ed interreligioso. Nel settembre 2012, in occasione della presentazione ufficiale di absi a colleghe e colleghi riuniti a Roma presso il Pontificio Istituto Biblico per la settimana biblica annuale, trascorremmo insieme due serate. Una conoscenza più che venticinquennale si rivelò essere un’amicizia essenziale, quella tra un grande maestro e un allievo diventato ormai da vari anni, sia pure ad un livello certamente diverso, suo collega. Dedichiamo alla memoria di don Rinaldo questo numero di “Parola&parole”. Vi ripubblichiamo i due testi suoi, editi nell’arco dei quasi quattordici anni di vita della nostra rivista: la relazione del 25 gennaio 2003 intitolata La lettura della Bibbia nella cultura e nella Chiesa (saggio che costituisce oggi più che mai un punto di riferimento preziosissimo per persone e istituzioni che vogliano porre l’attenzione alle Scritture bibliche come centro della propria esistenza); l’intervento tenuto il 17 gennaio 2009, a Bellinzona, nel quadro di un seminario di studio sul tema Dalle parole di Gesù alla redazione dei Vangeli, che vide la partecipazione anche del biblista Mauro Pesce e dell’antropologa Adriana Destro. Vuole essere questo un piccolo contributo a fare memoria attiva, per noi e per tutti coloro che avranno tra le mani questo numero di “Parola&parole”, di quello che quest’uomo ha offerto, senza risparmio di sé e con grande intelligenza e costanza, al cuore e alla mente di tante donne e tanti uomini del nostro tempo 1 . 1 Chi volesse conoscere direttamente don Fabris dalle sue parole, potrà assai utilmente vedere, per esempio, lo splendido video realizzato per il Centro Balducci di Zugliano (UD) intitolato “I VOLTI SPIRITUALI DEL FRIULI - don Rinaldo Fabris” (www.youtube.com/ watch?v=GnbWAqjNmUY).

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Rinaldo Fabris ha condotto tutta l’esistenza, tra le luci e le ombre di qualsiasi parabola umana, avendo ben chiara quanto impegnativa ed entusiasmante fosse la vocazione di servitore della Parola, senza tecnicismi fini a se stessi e senza sterili arroccamenti ecclesiastici. Ha certamente combattuto bene la “battaglia” della sua vita sino alla fine. Sta ora a tutti coloro che si sono sentiti interpellati da lui e dalla sua attività di scienziato, di formatore e di educatore e ritengono tutto ciò fondamentale per sé e per altri, cercare di raccogliere un’eredità così intensa ed impegnativa… Ernesto Borghi

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Tra il terzo volume de “le lettere di Paolo” (1980), scritto interamente da don Rinaldo (nel quadro di una serie di tre libri, di carattere scientifico-divulgativo, scritti insieme a Giuseppe Barbaglio, che hanno fatto epoca in campo accademico e pastorale) e l’efficace libretto “Tutto per il Vangelo” (2008) sono passati quasi trent’anni: un lungo periodo dedicato anche ad una nutritissima serie di altri studi, appassionati e penetranti, su Paolo, le sue lettere, la sua teologia e la sua antropologia. 9


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I N

M E M O R I A

1.

La lettura della Bibbia nella cultura e nella Chiesa di Rinaldo Fabris1 1.1. Premessa Questo incontro offre l’opportunità di riflettere insieme sulla lettura della Bibbia nella società, nella cultura e nella chiesa. Nel calendario liturgico della chiesa cattolica il 25 gennaio è il giorno commemorativo della chiamata di san Paolo. L’apostolo non è un “convertito”, anche se si parla della “conversione di san Paolo”. Nei libri liturgici cattolici attuali si celebra “la chiamata di Paolo al Vangelo”. Mi auguro che per tutti avvenga la conversione alla parola di Dio. Questa conversione è sempre possibile. Nessuno è mai convertito totalmente alla parola di Dio, scritta e documentata nella Bibbia. Mi piace iniziare con un testo biblico, scritto nel II secolo a.C. Questo è uno dei pochi testi firmati del Primo Testamento o Testamento ebraico. L’autore è Gesù figlio di Sirach di Gerusalemme, figlio di Eleazaro. Il libro è stato tradotto in greco dal nipote dell’autore. Il testo originale ebraico era perduto, ma è stato ritrovato negli ultimi secoli. Sono stati messi insieme i pezzi, trovati alla ghenizàh – deposito dei libri sacri – del Cairo, a Masada e da altre parti. Nel cap. 24 delle edizioni a stampa, Gesù figlio di Sirach fa l’elogio della sapienza. Alla fine, in una specie di autoritratto, come fanno alcuni pittori, scrive: «Tutto questo è il libro dell’Alleanza del Dio altissimo, legge che ci ha imposto Mosè, l’eredità delle assemblee di Giacobbe. Essa trabocca di sapienza come Pison – il fiume mitico Testo pubblicato in “Parola&parole” I (1/2003), 9-18. In questo intervento Rinaldo Fabris ha proposto molte riflessioni e varie indicazioni formative. Quanto la nostra associazione biblica le abbia reputate importanti e le abbia liberamente condivise si può verificare anche esaminando la nostra produzione editoriale, dal 2003 ad oggi (cfr. pp. 72ss di questo numero di “Parola&parole”). 1

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