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di sostenere concretamente i genitori in questa sorta di battaglia tra il reale e il virtuale, De Paulis si spinge anche alla strutturazione di una sorta di modello educativo, grazie al quale sottoscrivere con i propri figli un vero contratto per l’utilizzo di facebook. «Anche se i figli hanno più dimestichezza dei loro genitori con le nuove tecnologie, è bene tenere presente che saper usare un computer non significa saper usare un social network, ovvero gestire il proprio alter ego virtuale all’interno di un ambiente telematico in continua evoluzione nel quale ogni giorno milioni di persone conducono una vera e propria esistenza informatica

parallela a quella reale. Raramente gli utenti più giovani sono in grado di comprendere appieno i rischi sociali e legali connessi alla pubblicazione online di informazioni personali. Così accade che molti di loro accettano con disinvoltura proposte di amicizia, dialogano con utenti sconosciuti o condividono testi, immagini, video in maniera non appropriata mettendo in pericolo la propria o l’altrui privacy o reputazione». Queste le parole che Giammaria De Paulis ha scritto in una lettera aperta ai genitori per presentare un convegno sull’argomento, che si è svolto a maggio 2012. Come dargli torto.

FACEBOOK: DIVORATORE DI GIOVANI DATI

Giammaria De Paulis, autore del libro

Mentre scrivo questo articolo con ogni probabilità Facebook continua ad arricchire il suo data base con milioni di iscritti. E’ recente la notizia che il più noto ed esteso social network del pianeta abbia raggiunto 1 miliardo di iscritti. Ma altro che “libro delle facce” facebook è un vero e proprio elaboratore di informazioni, ecco cosa ci guadagna ed ecco cosa è in realtà: il più grande accumulatore di dati personali (spesso anche sensibili) del mondo, soprattutto in ambito giovanile. Secondo una recente indagine condotta su più di venticinquemila giovani di venticinque paesi dell’Unione Europea, il 77% dei ragazzi tra i 13 e i 16 anni e il 38% di quelli tra i 9 e i 12 possiedono un profilo personale su un social network. Inoltre, l’ultimo rapporto Eurispes - Telefono Azzurro, evidenzia che in Italia 7 ragazzi su 10 sono registrati su Facebook, un dato su cui riflettere

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Gennaio 2013  

Abruzzo Impresa, il mensile del manager

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