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» di Antonio Teti

RICONOSCIMENTO FACCIALE:

L’FBI LO ATTIVA! Si chiama Next Generation Identification (NGI) e rischia di trasformarsi in uno strumento che avrebbe fatto la gioia dello scrittore George Orwell, se avesse potuto inserirlo nel suo più celebre romanzo, “1984”

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a un annuncio che risale a settembre scorso, si è appreso che il Federal Bureau of Investigation (FBI), sta mettendo in funzione un nuovo sistema di identificazione biometrica multimodale: il Next Generation Identification (NGI)1. Il progetto si basa sull’identificazione degli individui in funzione della rilevazione di alcune caratteristiche, uniche, del corpo umano, come le proporzioni tra le diverse parti del copro, gli occhi, le impronte digitali, tatuaggi, cicatrici, la conformazione della scatola cranica, etc.. Ma del complesso sistema di riconoscimento biometrico, quello che assume una particolare rilevanza è proprio quello dell’identificazione del viso dell’individuo. Costato circa un miliardo di dollari, si basa non solo sull’utilizzo di complessi parametri fisionomici, ma si avvale anche dell’utilizzo di un apposito database centralizzato in cui dovrebbero confluire milioni di volti umani raccolti da strumenti tecnologi diffusi in tutto il paese. A quanto è dato sapere, sembra che la fase di studio del progetto risalga al 2008 e che già nel 2010, secondo alcune notizie diffuse dal New Scientist2, il prototipo del sistema NGI era in grado di identificare i volti “sospetti” utilizzando un database forte di circa

1,6 milioni di fotografie e con un’accuratezza pari al 92%. In tutti questi anni il sistema è stato efficacemente sperimentato in alcuni Stati degli USA e le previsioni governative sembrano dirigersi verso l’adozione del sistema su tutto il territorio nazionale entro il 2014. Si stima che per quell’anno saranno disponibili circa 14 milioni di fotografie su cui effettuare i confronti. Il cuore del contenitore informativo è il Repository for Individuals of Special Concern (RISC), che sarà in grado di interagire con le strutture di polizia dei vari Stati e con i diversi sistemi d’identificazione presenti su tutto il territorio nazionale, per valutare rapidamente il livello di minaccia che può rappresentare la presenza di un individuo in un determinato luogo. È opportuno evidenziare quella che forse rappresenta la maggiore delle peculiarità del sistema: la versione finale di NGI potrà riconoscere le immagini “ambigue” in funzione delle riprese effettuate da qualsiasi telecamera predisposta sul territorio nazionale e sarà in grado di seguire gli individui selezionati nei loro diversi spostamenti. Per la corretta identificazione delle persone, il sistema potrà avvalersi anche di altri database (di chi?) in cui sono contenute informazioni sulle persone selezionate.

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Gennaio 2013  

Abruzzo Impresa, il mensile del manager

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