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» di Luigi Carunchio

CRISI AZIENDALI, ECCO LE NUOVE MISURE

I

Le sopravvenienze attive e delle perdite su crediti in seguito all’entrata in vigore delle misure atte a facilitare la gestione delle crisi aziendali

l rapporto tra la normativa civilistica e la normativa fiscale da spesso origine ad incertezze e discrezionalità soprattutto in tema di crediti commerciali quando si parla di perdite, sopravvenienze, minusvalenze, plusvalenze e svalutazioni. Allo scopo di determinare in maniera più oggettiva possibile le singole fattispecie, risolvere dubbi e appianare possibili contrasti tra gli operatori e l’Amministrazione Finanziaria, il legislatore con l’articolo 33 del D.L. 83/2012, convertito in L. 134/2012 è intervenuto modificando l’articolo 88 del TUIR in tema di sopravvenienze attive, e l’articolo 101 del TUIR, precisando le ipotesi in cui le perdite su crediti iscritte in bilancio sono deducibili ai fini delle imposte sui

redditi. Con riguardo alle sopravvenienze attive il legislatore ha precisato che non si considerano tali: i versamenti in denaro o in natura fatti a fondo perduto o in conto capitale dai propri soci; la rinuncia ai crediti da parte dei soci; gli apporti effettuati dai possessori di strumenti similari alle azioni; la riduzione dei debiti dell’impresa in sede di concordato fallimentare o preventivo e la riduzione dei debiti dell’impresa , per la parte che eccede le perdite, pregresse e di periodo nel caso di accordi di ristrutturazione dei debiti omologati ai sensi dell’articolo 182- bis della Legge Fallimentare, o di piani attestati ai sensi dell’articolo 67 lettera d) della Legge Fallimentare, pubblicati

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Gennaio 2013  

Abruzzo Impresa, il mensile del manager

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