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Abruzzo Impresa il mensile del manager • febbraio 2012 • numero 63 • anno VII • www.abruzzoimpresa.it • Copia Omaggio

numero

63


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2. Ricevi un sms

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numero

63

in copertina Mario Tasso foto di Pietro Ferrante

febbraio 2012 n°63 anno VII numero chiuso in redazione il 29 FEBBRAIO 2012

direttore responsabile

Eleonora Lopes

redattori Denia Di Giacomo, Riccardo Di Persio, Laura Tinari EDITORIALISTI MARINELLA SCLOCCO, Giuseppe Mauro, Mauro Di Pietro, Piero Carducci hanno collaborato a questo numero Luigi Carunchio, Simone D’Alessandro, Antonio Teti, Donato Tribuiani, Francesco Fravolini, Filippo Paolini, Alessio Pelusi, alessandra vallera, ILARIA CHIARAVALLE, ELISA DI VENANZIO, ANDREA BONANNI, ALFREDO DE VINCENTIS, RITA ROSANO, DANIELE COTELLESE, MARZIO FORCELLA, CRISTINA CATALDI MADONNA, Anna Cutilli Di Silvestre, Pietro campanaro, Nicola Boschetti, Chiara Strozzieri, Marco Sciame, Piero Vittoria

art director

Marcello Starinieri _ visualadv.it

ufficio grafico

Vincenzo Sulpizio

ufficio fotografico

Pietro Ferrante

Coordinatore web-TV

Gianluigi Tiberi

stampa

D’AURIA PRINTING SPA - AP

responsabile pubblicità

Alessia Leone _ commerciale@abruzzoimpresa.it

editore

Fabio De Vincentiis _ f.devincentiis@gruppoimpresa.eu

sito WEB

www.abruzzoimpresa.it

e-mail:

redazione@abruzzoimpresa.it grafica@abruzzoimpresa.it commerciale@abruzzoimpresa.it

indirizzo

Gruppo Impresa srl Corso Vittorio Emanuele, 408 65121 Pescara

telefono

085 9508164

fax

085 9508157

servizio abbonamenti e servizio arretrati

Tel. 085 9508164 e-mail: abbonamenti@abruzzoimpresa.it e-mail: arretrati@abruzzoimpresa.it

Abruzzo Impresa è registrato con il n. 04 del 07/04/2006 presso il Tribunale di Pescara. La 1a pubblicazione mensile è del mese di maggio 2006. Copyright© 2006/2012 tutti i diritti riservati. GRUPPO IMPRESA srl - Pescara - Italia Nessuna parte della rivista può essere riprodotta in qualsiasi forma o rielaborata con uso di sistemi elettronici o diffusa, senza l’autorizzazione scritta da parte dell’editore. Manoscritti e foto inviati al giornale, anche se non pubblicati, non si restituiscono. GRUPPO IMPRESA S.r.l. Corso Vittorio Emanuele, 408 - 65121 Pescara

5


capitano d’impresa

Mario Tasso

Tempo libero

Dedico gran parte del mio tempo libero alla formazione personale e professionale che poi cerco di trasferire a chi mi sta vicino, sia alla famiglia che ai miei collaboratori. I miei coach preferiti sono Paolo Ruggeri e Roy Martina.

MARIO TASSO, L’INGEGNERE CHE GUARDA AL FUTURO Determinato, ottimista e con la passione per la formazione. Queste sono le caratteristiche di Mario Tasso, ingegnere ed imprenditore con la “I” maiuscola che guida con successo un gruppo di aziende, nel settore edile ed immobiliare e in quello industriale. Ma andiamo con ordine. Mario Tasso nasce a Castel Frentano in provincia di Chieti 55 anni fa. Dopo il diploma di Geometra, si trasferisce a Milano per studiare Ingegneria Civile Ergotecnica. In 5 anni si laurea e torna nel suo paese dove avvia, non senza difficoltà, uno studio tecnico di progettazione. I primi anni sono davvero critici, poi le cose cambiano in meglio e l’Ing. Tasso assume diversi collaboratori. Nel 1985 inizia ufficialmente la sua attività di imprenditore, avviando una piccola impresa edile. Parallelamente, nel 1991, la sua forte passione per l’industria lo spinge a cominciare un’altra attività, nasce così la Tasso srl che si occupava di termoformatura plastica. Dopo anni molto duri, «La vera crisi per me –ci racconta l’Ing. Tasso- è stata quella del 1992-1993», la Tasso srl cresce in maniera esponenziale diversificandosi e specializzandosi in vari settori dalla carpenteria metallica, alla termoformatura fino allo stampaggio ad iniezione di materie plastiche. Alla fine degli anni ‘90 spinge l’attività edile che in pochi anni, specialmente nella Provincia di Chieti, diventa leader nel settore immobiliare e in quello delle costruzioni sotto il nome di Ing. Tasso&Candeloro. Oggi l’Ing.Tasso dirige il Gruppo Tasso, che comprende appunto le due aziende, con coraggio e professionalità, ma soprattutto investendo tanto nell’innovazione e nella formazione del personale. Più di 100 sono le risorse impiegate, per un fatturato annuo complessivo pari a 22 milioni di euro. Con i due settori di attività, il tempo libero che gli resta è davvero poco, e Tasso lo impiega nella formazione e nella crescita prima di tutto personale, infatti da una decina di anni segue diversi corsi motivazionali che insegnano prima di tutto a migliorare se stessi. «Ovviamente cerco di trasferire –spiega Tasso- tutti questi insegnamenti ai miei collaboratori. Credo molto nella formazione della mia squadra ed investo molto in questo settore». L’Ing. Tasso ha due figlie, Paola di 27 anni, che sta studiando Economia Aziendale e nel frattempo sta compiendo i primi passi nella Ing. Tasso&Candeloro (nel settore vendite della sede che hanno a Macerata) e Veronica di 24 anni che sta seguendo un Master in Management del Turismo. «Alle mie figlie –dice l’imprenditore- ho detto che devono inseguire i propri sogni, non pretendo che percorrano le mie orme, ma qualsiasi cosa facciano, consiglio loro di farla con impegno e passione». Quella dell’Ing.Tasso è una storia imprenditoriale, piena di simpatici aneddoti, ricca di sfide e scommesse che lui intende vincere con impegno e voglia di innovarsi; e perché no, vista la sua passione per la lettura, «Un giorno - conclude - mi piacerebbe raccontarle in un libro».

Motto

“La critica è da bandire”. Sono convinto che criticare non serva a nulla, è necessario, specie in anni difficili come questi, rimboccarsi le maniche ed agire con positività, specie quando si sceglie di fare l’imprenditore, guardando e parlando al futuro.

Letture

Da una decina di anni ho scoperto tutte quelle letture che permettono di lavorare su noi stessi. Il mio libro preferito è “Pensa e arricchisci te stesso” di Napoleon Hill, mi da una grande carica di ottimismo che per il mio lavoro è fondamentale!

Sport

Adoro la montagna, e quando posso mi piace fare le arrampicate con gli amici. La domenica, quando il tempo lo permette, faccio un po’ di chilometri in bici.

7


sommario _ anno VII n°63 _ febbraio 2012

opinioni&rubriche editoriale

13

Gocce d’inchiostro

ctrl s

14

Tendenze, fatti e persone

l’Abruzzo che produce

19

Il declino delle cooperative sociali

nonsoloeconomia

21

Governo Monti, promosso, ma non a pieni voti

il punto

23

Far far Abruzzo

lavoro in corso

77

In attesa delle annunciate riforme, le ponzialità del contratto di apprendistato

messa in sicurezza

81

Formazione, notizie importanti

la terra di Piero

101

“Ricostruzione bloccata. Intervenga Napolitano”

in primo piano speciale convention

24

Imperativo per gli industriali, reagire alla crisi

energia

32

L’energia rinnovabile entra nella filosofia d’impresa

diritto

34

Mediazione, la nuova frontiera della giustizia civile

informatica

36

La privacy al tempo del web

in copertina Gruppo Tasso

40

Gruppo Tasso, edilizia e industria di qualità

38

54

86

incarichi&carriere Chiodi / Sabatino

47

Terremoto / AIF

Mauro / D’Amario / Francescucci

49

Ciapi / ASL Pescara / ASSO.N.A.T.

grandi storie Wicky Hassan

51

96

Il creativo imprenditore

storie&persone Rocco Micucci

52

Rocco Micucci, la Fira agli abruzzesi

Grazia Dragani

54

Grazia Dragani, la signora del vino

Gabriele Liberatore

56

Il trasporto di qualità: l’arma vincente della Soget

98

tematiche d’impresa fisco ict creatività& innova ione

58 61 65

2012, cambia “il regime dei contribuenti minimi” Dati e informazioni da cercare? Occorre un Data Scientist! Abolire la proprietà intellettuale potrebbe accellerare l’innovazione?

141 104 9


Sede di Castiglione M. Raimondo Viale Umberto I 64034 Castiglione M.R. (TE) Tel. 0861/9941 Fax. 0861/994215

Filiale di Rosciano Via Roscio da Montechiaro 65020 Rosciano (PE) Tel. 085/8509142 Fax. 085/8509853

Tesoreria di Città S.Angelo C.so Vittorio Emanuele II 65013 Città S.Angelo(TE) Tel. 085/969343 Fax. 085/9699748

Filiale di Pianella Piazza De’ Vestini 65019 Pianella (PE) Tel. 085/972626 Fax. 085/971456

Tesoreria di Villa Bozza Viale Risorgimento 64030 Montefino (TE) Tel . 0861/996300 - Fax. 0861/996273

Filiale di Elice Contrada Sant’Agnello, 193/2 65010 Elice (PE) Tel. 085/9609006 Fax. 085/9609825

Filiale di Piane di Castiglione M. R. Fraz. Piane di Castiglione M. R.. 64034 Castiglione M.R. (TE) Tel. 0861/909150 Fax. 0861/909818

Filiale di Penne Circonvallazione A. Moro 65017 Penne (PE) Tel. 085/8278386 Fax. 085/8210200

Filiale di Marina Città Sant’Angelo Via Tito de Caesaris, 4 65013 Marina Città S. Angelo (PE) Tel. 085/9506431 Fax. 085/9506824

Filiale di Cerratina Via Trieste, 12 - 65010 Cerratina (PE) Tel. 085/9771919 - Fax. 085/9772234 Filiale di Loreto Aprutino Via Mameli - 65014 Loreto Aprutino (PE) Tel. 085/8290611 - Fax. 085/8509853 Filiale di Silvi Marina Via Roma, 285 - 64029 Silvi Marina (TE) Tel. 085/9359724 - Fax. 085/9354798 Filiale di Pineto SS. 16 - C. De Titta 64025 Pineto (TE) Tel. 085/9493471 - Fax. 085/9493374


sommario _ anno VII n°63 _ febbraio 2012

norme&leggi

68

ricerca&innovazione

71

finananza&mercati

74

SSRL le nuove società per gli under 35 Il coraggio di dire le cose Le risorse delle fondazioni bancarie

credito&finan a Confesercenti Abruzzo

79

Credito, arriva la garanzia statale per i prestiti alle PMI

lavoro

83

Generazione Vincente, l’agenzia per il lavoro leader in Abruzzo

fondazione ARIA

86

ARIA di cultura nuova in Abruzzo

istruzione

88

“Il Museo va a Scuola”

editoria

90

Il rapporto tra scienza, politica e società del futuro...

internet

92

Social Web News, la voce della rete su... Costa Concordia

turismo

95

Nove milioni di euro per promuovere il turismo di qualità

enogastronomia

96

D.O.P.: qualità certificata

enogastronomia

98

Sciarr, la qualità che seduce

seminari&convegni sicurezza

104

“Contraffazione dell’euro, furto d’identità, frodi internet: come difendersi ?”

G.I. Confindustria Abruzzo

107

“Il Gran Sasso che UNISCE e NON divide”

G.I. Confindustria Abruzzo

110

White Information 2012, si parte!

diritto

112

Contrattazione decentrata e nuovo modello di relazioni industriali

Confindustria L’Aquila

115

Meeting of Minds

eventi automazione

116

La Delta Automotion apre le porte dello stabilimento

fotovoltaico

119

La Puccioni SpA sposa il fotovoltaico

web

121

OpsFinder, il portale delle piccole aziende

certificazioni

123

Il cliente prima di tutto da “Andrea Car”

editoria

125

Manager-politico / politico-manager o entrambi?

segue a pagina

129

107

110

112

119

123

la vita è bella

108 125 11


editoriale

/ gocce d’inchiostro

Eleonora Lopes _ direttore

D

opo Gilberto Ferri, l’imprenditoria abruzzese, perde un altro industriale con la “I” maiuscola, il Cav. Dino Di Vincenzo. Aveva 89 anni, con lui scompare una storica figura di imprenditore con grandi doti di umanità e con alto senso di responsabilità verso la comunità. E’ stato infatti il “costruttore” della Sevel in Val di Sangro e protagonista, insieme a Remo Gaspari, di tutte le opere pubbliche più importanti che hanno trasformato l’Abruzzo in una regione industriale avanzata. Nominato Cavaliere del Lavoro nel 2002, ha ricoperto diverse cariche, tra le più illustri ricordiamo: vice presidente dell’Ance, per oltre 10 anni presidente della Camera di Commercio di Chieti e presidente, fino ad oggi, della Società attualmente occupa oltre 1200 dipendenti e comprende: Ceit Impianti srl, Di Vincenzo Dino & C. SpA., Carsa srl. e l’Accademia srl. Legatissimo alla moglie Maria e ai quattro figli Gianni, Valerio, Roberto e Maria Antonietta, oltre alla sua grandezza imprenditoriale, chi l’ha conosciuto, non potrà facilmente dimenticare la sua innata simpatia, la franchezza e la voglia di fare che lo hanno portato ad una vita piena di successi.

U

ltimamente, la natura è stata piuttosto maligna con la nostra regione. Dopo il terremoto, l’alluvione, è arrivata anche la neve. E, finita l’emergenza neve, che non dimentichiamo ha provocato ben 10 vittime, è giunto il momento di fare il bilancio dei danni. Il presidente della Regione Gianni Chiodi aveva stimato circa 10 milioni di euro, ma dalle recenti comunicazioni delle nostre quattro Province, i 10 milioni sono stati già superati. I comuni, che versano tutti in condizioni economiche difficilissime, si trovano nella situazione di dover rispettare i margini di bilancio definiti dai patti di stabilità e nello stesso tempo di anticipare le spese. Da questo amaro quadro, restano comunque fuori i risarcimenti per i danni che ha subito l’intero settore produttivo. Tra i comparti che più hanno sofferto, ovviamente c’è quello agricolo. Durante le due settimane di neve, migliaia di piccole e medie imprese hanno azzerato gli incassi a causa del blocco pressoché totale delle attività. I vertici regionali delle associazioni di categoria hanno chiesto alla Regione di farsi promotrice, presso ogni livello istituzionale, per ottenere una proroga delle tasse per le imprese che durante l’emergenza hanno sospeso il proprio lavoro.

S

ono finiti (loro malgrado) su Rai 3 nella trasmissione “Presa Diretta” i 382 lavoratori dello stabilimento Golden Lady di Gissi (provincia di Chieti) che da mesi ha sospeso la produzione. Il sito della Val Sinello, attualmente chiuso, è in attesa di un’ipotetica riconversione industriale, almeno questa è la versione ufficiale che è stata data ai dipendenti. Lo scampato pericolo di chiusura della fabbrica gemella di Basciano (provincia di Teramo) operorato dalla Regione, è un colpo che fa male per Gissi. «L’accordo raggiunto con la direzione della Golden Lady di Basciano è importantissimo e non può che suscitare piacere –ha dichiarato Giuseppe Rucci, segretario generale provinciale della Filctem-Cgil,-ma è doveroso ricordare che organizzazioni sindacali e lavoratori della fabbrica di Gissi, anch’essa in Abruzzo, si mobilitano costantemente da mesi con presidi e manifestazioni senza aver ottenuto alcun risultato». La Regione Abruzzo ha riconosciuto alla Val Sinello lo status di area di crisi. Ora però servono progetti e finanziamenti concreti per evitare che il crollo del settore tessile provochi un’irreversibile desertificazione industriale. Intanto, 382 famiglie, aspettano fiduciose una risposta. direttore@abruzzoimpresa.it

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ctrl

s Ripristinato in Val Vibrata il ripetitore danneggiato dallo switch off delle Marche Risolti i problemi tecnici in Val Vibrata a seguito del passaggio alla tv digitale della vicina regione Marche. «I tecnici del Dipartimento Comunicazioni dell’Ispettorato Abuzzo-Molise, interessati del problema dal Corecom Abruzzo - spiega il presidente del Corecom Abruzzo, Filippo Lucci - sono riusciti ad individuarne le difficoltà e, di concerto con i colleghi della Rai, hanno contribuito al ripristino, in breve tempo, del ripetitore dei segnali televisivi nella nuova tecnica digitale che potesse servire la suddetta zona critica». Ad oggi, in Val Vibrata e in altre aree limitrofe, agisce un ripetitore situato nel marchigiano sul monte Ascensione, che può diffondere i contenuti Rai MUX-A (multiplex) che comprende Rai 1, 2 e 3, Rai News 24 e Rai Regione Marche. Inoltre, il Corecom Abruzzo, è riuscito a far accogliere a Rai WAY le richieste che da oltre un decennio i cittadini della Val Vibrata rivendicavano, ossia la ricezione del TG3 Rai regione Abruzzo per gli utenti residenti al confine con la regione Marche in quanto da sempre queste cittadine ricevevano solo il segnale del TG3 Marche.

Al via la campagna di sensibilizzazione dell’Attiva sul tema della raccolta differenziata “Insieme, per Pescara più pulita”. È questo lo slogan della nuova campagna di sensibilizzazione promossa da Attiva Spa sul tema della raccolta differenziata che, a partire dal primo febbraio è visibile su tutti i mezzi dell’azienda utilizzati per la raccolta e lo spazzamento delle strade sul territorio comunale. «Lo scopo – spiega Guglielmo Lancasteri, amministratore unico dell’Attiva – è quello di coinvolgere in misura sempre maggiore la popolazione nelle attività di smistamento dei rifiuti. Abbiamo raggiunto buoni risultati nella raccolta differenziata, ma gli obiettivi prefissati per una città più pulita non possono infatti essere conseguiti senza la preziosa collaborazione dei pescaresi». Lo smaltimento dei rifiuti ha importanti implicazioni di carattere ambientale e in questo senso la raccolta differenziata è senza dubbio una conquista di civiltà. «Per questo – sottolinea l’amministratore unico di Attiva Spa – è necessario promuovere una cultura utile a risolvere un problema strategico come quello dello smaltimento dei rifiuti, invitando tutti alla collaborazione».

La Valentina sbarca negli States per il Tre Bicchieri World Tour 2012 Lo Spelt Montepulciano d’Abruzzo 2007 La Valentina, in trasferta negli Usa e in Germania per il “Tre Bicchieri World Tour 2012”, il tour mondiale, nato nel 1988, insieme alla Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso, che raduna e porta i vini a questa presentazione internazionale. Un evento che attrae migliaia di professionisti del settore eno-gastronomico, media e wine lovers provenienti da diverse parti del globo. Nel corso di ogni singolo evento i produttori propongono in degustazione i vini premiati con i Tre Bicchieri, massimo riconoscimento della guida Vini d’Italia dell’anno. La manifestazione si rivolge ad un pubblico di 1.000-2.000 persone per ogni singola tappa, suddivise tra operatori del settore enologico e gastronomico (importatori, grossisti, distributori, ristoratori), giornalisti, opinion leaders e pubblico selezionato di appassionati e consumatori. Lo Spelt Montepulciano d’Abruzzo 2007 La Valentina sarà presente alle prossime tappe del Gambero Rosso Tre Bicchieri World Tour negli Usa, a San Francisco (15 Febbraio 2012 ), New York (17 Febbraio 2012), Chicago (21 Febbraio 2012) e in Germania, a Düsseldorf (3 Marzo 2012).

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tenden e fatti persone Terna realizza il primo intervento di rimozione di 102 tralicci all’interno del Parco Gran Sasso-Laga Terna è l’unica società elettrica italiana sul podio delle prime tre al mondo nel settore dell’Electricity - che raggruppa 104 società monitorate - quanto a performance sulla sostenibilità. È questo il risultato emerso dal Sam, Sustainability Yearbook 2012, pubblicato nei giorni scorsi, che riporta i risultati delle valutazioni delle performance di sostenibilità delle maggiori imprese mondiali. Terna è tra le prime tre società al mondo inserite nella Gold Class, cioè il gruppo delle società più performanti, guidato da Energias de Portugal con un punteggio superiore solo di qualche decimo di punto rispetto a quello di Terna. Il primo intervento previsto nel Piano di Sostenibilità 2011 di Terna è stato realizzato in Abruzzo, nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga dove, a seguito dell’autorizzazione dell’intervento “Nuovo assetto linee elettriche a 220 kV nell’area del Vomano”, si stanno rimuovendo 102 tralicci della rete elettrica, per una lunghezza complessiva di 20 km.

LA SIXTY SPA PRESENTA IL NUOVO PIANO INDUSTRIALE 2012-2015 Sixty Spa ha presentato alle organizzazioni sindacali il nuovo piano industriale 2012-2015 che si pone come obiettivo il rilancio del gruppo e il ritorno all’utile nel 2015. I risultati del Gruppo negli ultimi 3 anni hanno infatti imposto all’azienda il varo di un nuovo piano che consentirà allo stesso di recuperare redditività attraverso una manovra bilanciata tra sviluppo dei ricavi e riduzione dei costi. Confermato il mantenimento della sede a Chieti, città in cui l’azienda è nata e si è sviluppata, con l’organizzazione di una struttura in grado di guidare con successo in futuro le funzioni chiave del business della moda: creatività, prodotto, comunicazione, marketing, distribuzione e retail. Sul fronte dello sviluppo il nuovo piano prevede l’espansione in Europa di una rete retail più efficiente, l’apertura di nuovi canali di business negli Stati Uniti, Brasile e Russia, lo sviluppo del business online, e l’implementazione di un nuovo modello organizzativo per rafforzare l’identità dei marchi del Gruppo. In parallelo il Gruppo procederà a una razionalizzazione della rete distributiva, a una riorganizzazione delle filiali in Europa e a una riduzione dei costi della struttura centrale. Durante l’incontro con i sindacati, l’azienda ha comunicato che nell’ambito di questo processo riorganizzativo volto al rilancio del Gruppo Sixty, si rende necessaria la riduzione di 183 posti di lavoro in Italia. È ferma intenzione dell’azienda condurre tale processo di riorganizzazione con la massima responsabilità nei confronti di tutti i dipendenti.

L’ASSOCIAZIONE BIG MATCH PROMUOVE IL CONVEGNO CULTURATTIVA CulturAttiva, questo il nome del convegno che si terrà il prossimo 2 marzo presso il Museo Archeologico “F. Savini” di Teramo. L’interazione tra impresa e cultura: una reale possibilità di crescita e sviluppo sarà al centro del dibattito organizzato dall’associazione culturale Big Match. A partire da un’ottica contemporanea e distante dalle, seppur utili, ma statiche, logiche del mecenatismo, l’incontro analizzerà esempi, possibilità e strategie che leghino in un rapporto sinergico e proficuo imprenditoria e cultura. Attraverso testimonianze dirette, casi pratici e l’aiuto di tecnici del settore, si farà il punto sulle relazioni tra cultura, sviluppo ed economia. L’incontro desidera stimolare e muovere strategicamente una realtà, come quella abruzzese che, pur nella sua perifericità, è sempre più interessata a questi fenomeni di incontro e valorizzazione. Al convegno moderato da Alessandro Crociata, prenderanno parte: il prof. Michele Trimarchi, economista della cultura, docente presso le università LUISS, Alma Mater di Bologna e Magna Graecia di Catanzaro, Francesco Cascino, consulente di comunicazione culturale e arte contemporanea per le aziende e gli Enti pubblici, Deborah Carè, brand marketing manager presso Elica e presidente della Fondazione Ermanno Casoli, Mara Di Bartolomeo, formatrice e collaboratrice presso “Te.D Teatro D’Impresa” e Mauro Di Dalmazio, assessore allo Sviluppo del Turismo Regione Abruzzo e promotore del progetto Teramo Cult.

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ctrl

s SAQUELLA DONA SEI LETTI ELETTROCOMANDATI ALLA USL DI PESCARA L’azienda SAQUELLA 1856 ha acquistato sei letti elettrocomandati, per il reparto di Cardiologia-terapia intensiva dell’ospedale “Santo Spirito” di Pescara. Presenti alla cerimonia di consegna: il direttore dell’Utic Leonardo Paloscia, Enrico e Bianca Saquella titolari dell’omonima azienda, e alcuni ex pazienti dell’associazione “Gli amici del presepe di Montesilvano”, che hanno spiegato i motivi alla base della donazione che vede anche la compartecipazione della Ilca carni. «La donazione – ha dichiarato Bianca Saquella – è nata da una conversazione informale con il dottor Paloscia che ci ha fatto presente un’esigenza del reparto di terapia intensiva. Siamo convinti che sia compito degli imprenditori aiutare le strutture pubbliche e siamo orgogliosi di aver dato un contributo importante: invitiamo quindi i nostri colleghi imprenditori a fare altrettanto poiché un’azienda deve anche avere una responsabilità sociale forte nei confronti del territorio e della collettività». Il dottor Paloscia ha illustrato poi le caratteristiche dei sei letti motorizzati (costo 18mila euro) che saranno utilizzati nel reparto di terapia intensiva. «Sono tanti i vantaggi derivanti dall’utilizzo di questi letti altamente tecnologici – ha spiegato il primario - a partire dal comfort del paziente che potrà assumere posture più idonee per le proprie condizioni cliniche, alla riduzione del carico assistenziale infermieristico in quanto si tratta di letti comandati dagli stessi malati con apposito telecomando. Questi letti esistono solo nel reparto di rianimazione, ma la Asl sta provvedendo ad acquistare altri 12 letti per completare la dotazione su tutte le postazioni presenti nell’unità operativa».

FEDERTURISMO E ANEF ABRUZZO INTERVENGONO suI DISAGI POST NEVE «É evidente che tale circostanza di “emergenza” non sia stata assolutamente gestita, causando difficoltà enormi, notevoli perdite economiche e costi collettivi di grande portata», esordiscono così Dario Colecchi, presidente di Federturismo Abruzzo, e Fabrizio Di Muzio, presidente Anef Abruzzo, in una lettera inviata al presidente della Regione, Gianni Chiodi, e all’assessore regionale ai Trasporti, Giandonato Morra. «Riteniamo il blocco autostradale verificatosi nei giorni scorsi del tutto inspiegabile - scrivono - soprattutto in un’area che dovrebbe essere ben attrezzata per affrontare tali situazioni di avversità metereologica, anche a fronte dei notevoli costi di gestione. L’Autostrada dei Parchi, così gestita, rischia di danneggiare la nostra immagine turistica: turismo, infrastrutture, trasporti adeguati, rappresentano infatti l’elemento centrale per la valorizzazione e la riqualificazione del territorio». E continuano: «É doveroso segnalare che la maggior parte delle località turistiche montane abruzzesi sono state sempre raggiungibili e gli impianti di risalita sempre aperti grazie all’impegno di chi opera nelle zone montane. Ad oggi, abbiamo rilevato milioni di euro di danno per le disdette pervenute nell’intera settimana a causa dei messaggi distorti che sono stati trasmessi».

PATTO SVILUPPO, ENTRA ITALIA LAVORO Italia Lavoro, società per azioni interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e operante come Agenzia del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, ha aderito al Patto per lo Sviluppo. A sottoscrivere il documento è stato il direttore generale, Mauro Tringali. «Si tratta di un’adesione estremamente significativa - ha dichiarato il presidente Gianni Chiodi - in quanto Italia Lavoro è il primo Ente di livello nazionale che aderisce a questo nostro metodo di confronto e di dialogo sociale». Un partner «molto qualificato dal quale ci attendiamo non solo una solida collaborazione, ma anche una notevole capacità progettuale e di proposta, un concreto contributo al raggiungimento delle finalità che il Patto per lo Sviluppo intende perseguire». Chiodi ha, inoltre, tenuto a rimarcare come il Patto per lo Sviluppo dell’Abruzzo si sia guadagnato l’attenzione del Governo nazionale anche per il suo profilo istituzionale e non politico. «É un tavolo di Enti e non di persone - ha sottolineato - che vede al fianco del Governo regionale, le organizzazioni sindacali e datoriali, il partenariato economico-sociale, il mondo delle banche e anche l’opposizione in Consiglio».

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tenden e fatti persone AGRICOLTURA, SULLA STRADA DI UN REGISTRO DEI LOBBISTI L’assessore alle Politiche agricole, Mauro Febbo, ha espresso «piena condivisione per l’iniziativa promossa dal ministro all’Agricoltura, Mario Catania, in merito all’istituzione di un registro dei lobbisti, cui dovranno iscriversi tutti quelli che vorranno interagire con l’Amministrazione». Catania, infatti, ha presentato un decreto ministeriale che punta a rendere trasparente l’interazione tra l’attività del Ministero e quella delle lobby dell’agroalimentare. L’assessore Febbo vorrebbe intraprendere questa best practice anche a livello locale, «Come Regione Abruzzo ci eravamo già attivati in tal senso con l’approvazione della Legge regionale n. 61/2011 (Disciplina sulla trasparenza dell’attività politica e amministrativa e sull’attività di rappresentanza di interessi particolari), che istituisce un apposito registro per i lobbisti. In questo modo, i vari portatori di interesse come associazioni e fondazioni possono prendere parte ai lavori della Giunta, delle Commissioni e del Consiglio regionale così da proporre iniziative o dare indicazioni riguardo progetti di legge e provvedimenti».

IL MINISTRO BARCA ALL’AQUILA ANCHE PER IL PROGETTO “VERSO IL 2030, SULLE ALI DELL’AQUILA” La giornata aquilana del ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, incaricato dal presidente del Consiglio, Mario Monti, di seguire l’affaire ricostruzione all’Aquila e nei centri del cratere sismico, ha visto, oltre all’incontro con i vertici delle strutture commissariali e i sindaci, anche un summit con Confindustria L’Aquila e le sigle sindacali che fanno parte del Progetto “Verso il 2030, sulle ali dell’Aquila”. L’iniziativa è, infatti, nata grazie anche al contributo di Barca, che all’epoca stava presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. I primi esiti del Progetto saranno presentati il prossimo 17 marzo in un incontro che prevede, oltre alla presenza dello stesso ministro Fabrizio Barca, quella del titolare del dicastero dell’Istruzione, Francesco Profumo.

SINDACATI, CONFINDUSTRIA, CNA E CONFAPI INSIEME CONTRO LA CRISI Confindustria Pescara, Confapi, Cna, insieme con Cgil, Cisl, Uil e Ugl provinciali hanno sottoscritto un documento unitario per il rilancio competitivo dell’area di crisi Val Pescara e territori dell’area vestina da consegnare alla Regione Abruzzo. Il presidente di Confindustria Pescara, Enrico Marramiero, ha dichiarato: «In questo momento di crisi è indispensabile privilegiare la politica del fare. La situazione del credito è tragica, c’è il problema dei pagamenti della pubblica amministrazione e della Regione che non riesce a spendere i fondi dell’Unione Europea. Apprezziamo ciò che sta facendo la Regione, ma sono indispensabili tempi certi».

GRUPPO BALTOUR, UNICA AZIENDA ABRUZZESE PRESENTE ALLA BIT 2012 È stata l’unica azienda abruzzese che ha partecipato alla Bit, la Borsa Internazionale del Turismo che si è svolta come di consueto a Milano. Parliamo del Gruppo Baltour leader in Italia per il trasporto passeggeri a lunga percorrenza in bus. Oggi il Gruppo teramano guidato dal suo presidente Agostino Ballone, collega oltre 500 destinazioni nazionali ed internazionali, con 23 paesi europei inclusi paesi quali l’Ucraina, la Russia ed il Marocco, effettuando annualmente circa 15 milioni di chilometri, trasportando oltre 4 milioni di passeggeri all’anno. L’azienda che ha anche un ramo che si occupa di turismo, ha presentato alla Bit 2012 il nuovo orario Generale della Rete Italiana ed europea della autolinee del Gruppo Baltour che comprende: Baltour, Sena, Eurolines. L’orario, proposto in un’originale veste doubleface, conta di ben 188 pagine ed è costituito da una sezione di linee nazionali ed una sezione di linee internazionali. Da fine 2009 ad oggi, il Gruppo conta su oltre 5000 agenzie di viaggio (nel 2009 erano meno della metà) che si sono codificate sui siti aziendali (www.eurolines.it; www. baltour.it; www.sena.it) e che vendono attivamente le linee bus.

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l’Abru

o che produce

Marinella Sclocco consigliere regionale PD

Il declino delle

Cooperative Sociali

L

a legge 38/91 che istituisce le cooperative sociali compie quest’anno 21 anni di vita. Le cooperative sociali sono “piccole grandi imprese” che si occupano del welfare con professionalità e dedizione: le “tipo A” forniscono servizi alla persona che gli enti pubblici non riescono più a garantire e quelle di “tipo B” danno lavoro a persone le cui storie raccontano un riscatto straordinario dalla marginalità del carcere, dell’handicap, della malattia. La cooperativa sociale è un’impresa passionale, una forma d’organizzazione che ha retto alla prova del tempo e della crisi ed ha immagazzinato competenze e preparazione utili a fare fronte anche all’insicuro futuro del nostro paese e del suo welfare. Si tratta di un universo che, oltre a gestire servizi socialmente utili, crea molta occupazione. Gli addetti totali delle cooperative sociali sono oltre 317mila, di cui 229mila nelle cooperative di tipo A ed il restante in quelle di tipo B. I dati dell’osservatorio Isnet, che ha l’obiettivo di monitorare a scadenze periodiche la capacità dell’impresa sociale di governare le dinamiche dei mercati e di sviluppare progettualità innovative, sono chiari: in Italia decine di migliaia di posti di lavoro sono in crisi, quattro cooperative su dieci rischiano di chiudere, centinaia di migliaia di utenti potrebbero perdere qualsiasi forma di servizio e assistenza. Perdita sia di servizi che di posti di lavoro. Questo “bollettino di guerra” è uno degli effetti dei pesanti tagli ai fondi sociali che il Governo, e a cascata le amministrazioni locali, hanno effettuato. L’Abruzzo non è escluso. Ai tagli nazionali la Regione non è stata in grado di coprire l’ammanco con risorse proprie, al contrario ha tagliato a sua volta generando un effetto senza ritorno sui territori, sulle imprese

sociali e sui cittadini. Nel piano sociale regionale, che è il Piano-Quadro per la gestione dei servizi sociali in Abruzzo, con un gioco di prestigio, i fondi per l’inclusione sociale provenienti dall’Europa e utili solo per la formazione, hanno aggiunto risorse al totale. Ma i servizi alla persona, quelli gestiti quasi totalmente dalle cooperative di cui parliamo, sono altra cosa. Il mondo del terzo settore sta subendo duri contraccolpi che mettono alla prova la sua capacità di tenuta e anche di innovazione. Sempre secondo l’Isnet, in un’indagine basata su un campione di 400 cooperative sociali, il 39% si trova in situazione critica, dato che nel 2007 era fermo al 15%. Solo il 25% registra una crescita economica, e sempre un 39% ha previsto nuove difficoltà in arrivo. La causa principale è chiaramente la minor disponibilità di risorse dedicate, delle Regioni (al 2008 gestivano il 17,3% della spesa sociale) degli enti locali (i comuni il 74,9%) e dello Stato che nel 2011 arriva a gestire fondi pari quasi allo zero. Se pensiamo che le cooperative sociali svolgono servizi di assistenza per gli enti, tanto che l’incidenza dei fondi pubblici sui loro fatturati è del 55%, proveniente quasi per la metà dai fondi sociali nazionali che sono stati praticamente azzerati -passando da 1,2 miliardi di euro del 2008 a 178 milioni nel 2011, si capisce in quale misura per il mondo della cooperazione sociale si profilano difficoltà. Il tutto è aggravato dall’ultima manovra approvata a metà settembre, che ha introdotto un aumento delle imposte sugli utili accantonati a riserva dalle cooperative stesse per i nuovi investimenti. Questo il quadro devastante e la prospettiva non rosea di una delle categorie di un Abruzzo che può e deve continuare a produrre

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nonsoloeconomia

Giuseppe Mauro Economista e Ordinario di Politica Economica

Governo Monti, promosso,

ma non a pieni voti

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i fronte alla grave crisi che sta attraversando l’Italia e l’Abruzzo si avverte un senso di impotenza da parte di tutte le espressioni politiche, scientifiche e culturali, che sembrano incapaci di elaborare strategie in grado di risolvere i problemi economici e sociali. C’è da dire che il governo Monti sta attuando riforme strutturali di vasta portata, che nessun governo era riuscito a fare in precedenza. Le liberalizzazioni rappresentano una riforma di non trascurabile importanza, non solo perché hanno intaccato un potere consolidato di lobby e corporazioni, ma anche perché attraverso l’aumento della concorrenza si potrebbe pervenire ad un abbassamento dei prezzi e alla creazione di nuovi posti di lavoro. Stessa cosa vale per le semplificazioni, il cui obiettivo sembra essere quello di eliminare quel percorso inutile e farraginoso che oggi la burocrazia impone alle imprese e che rende l’Italia poco attrattiva rispetto per gli investitori esteri e molto lontana dai paesi più dinamici dell’Europa e del mondo. Un altro aspetto meritevole di attenzione è il rafforzamento della credibilità del paese nei confronti dei nostri partners internazionali. Le espressioni di plauso del presidente degli Stati Uniti Obama e il prolungato applauso del parlamento europeo al discorso del premier Monti vanno in questa direzione. Nella sostanza, in pochi mesi la percezione dell’opinione pubblica e dei mercati nei confronti del nostro paese tende a diventare sempre più positiva. Ma ancor più importante è la riduzione dello spread dei titoli del debito pubblico italiano rispetto ai bund tedeschi. Se fino a poco tempo fa l’Italia sembrava essere vicina alla situazione di sbando, se non di

vera e propria tragedia, della Grecia, oggi invece i mercati finanziari manifestano maggiore fiducia nella capacità dell’Italia di affrontare l’imponente debito pubblico. Tuttavia, i risultati descritti al momento non delineano un percorso di crescita economica. Anche di recente, i più accreditati istituti internazionali danno all’Italia un Pil per il 2012 decisamente negativo, che oscilla tra il -1,6% e il -2,2%, mentre per il 2011 l’Istat segnala una crescita di poco superiore allo zero (0,4%). Poco condivisibili appaiono invece dichiarazioni come “sfigati”, “illusi”, “monotonia del posto fisso” e “giovani che vogliono lavorare nella stessa città a fianco di mamma e papà”. Sarà stato pure un linguaggio crudo per sottolineare la necessità di una riforma del mercato del lavoro, ma a nostro avviso si tratta pur sempre di dichiarazioni infelici e dal contenuto un pò snobbistico tipico dell’autoreferenzialità dei professori universitari. Forse, al posto di fare battute sarebbe più opportuno indicare la strada da percorrere per un inserimento effettivo dei giovani nel mercato del lavoro. Il posto fisso diventa monotono per chi già ce l’ha. Mentre oggi i giovani vivono una situazione drammatica a causa della mancanza di posti di lavoro e per la diffusione del lavoro precario. La disoccupazione giovanile, ultimi dati Istat, si aggira intorno al 30%. Non solo, ma ad ogni ciclo congiunturale negativo sono proprio i giovani precari ad uscire per primi dal mercato del lavoro. E poi, non è proprio detto che i giovani siano “mammoni”, se è vero che oltre il 26% dei giovani laureati abruzzesi abbandona la propria regione per trovare occupazione nelle regioni del centro nord

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il punto

Mauro Di Pietro giornalista

Far Far Abruzzo

L

’Abruzzo “cerniera” di che? La natu-

ra ci regala la centralità, la politica ci confina nell’isolamento, specialmente per le rotte delle merci. Di cosa sarà e cosa verrà dopo la crisi è sicuramente difficile immaginarlo, mentre possiamo essere certi del fatto che l’inadeguatezza della logistica porrà automaticamente fuori gioco ogni impresa, ogni azienda, anche la più dinamica e innovativa. La competitività passa attraverso collegamenti rapidi, sicuri ed economicamente vantaggiosi. Si è tanto più lungimiranti quanto più si è vicini ai mercati internazionali, in ordine alla circolazione delle merci. In un modello industriale che ha fatto del “just in time” o se preferite di “produzione a scorte zero” uno dei suoi maggiori punti di forza, restare fuori dalle rotte significa porsi fuori mercato. Ecco allora che sul sistema portuale regionale non è più il caso di ragionare in maniera scombinata e del tutto campanilistica. L’argomento va affrontato con responsabilità e capacità di programmare in tempi certi. Silvio Di Lorenzo, presidente della Camera di commercio di Chieti, e vicepresidente di Honda Italia, ha lanciato il guanto di sfida alla politica regionale, invitando la Giunta Chiodi a compiere le sue scelte e potenziare, in tempi rapidi, gli scali marittimi di Ortona e Vasto. In caso contrario c’è anche chi è

disposto ad accollarsi la soluzione del problema. Non è certamente una bella condizione lavorare in Abruzzo, dove le merci che transitano per mare, nella maggior parte dei casi, devono approdare prima a Trieste, poi raggiungere Ancona e, finalmente, su gomma, raggiungere le industrie della Val di Sangro e Val Vibrata. Lo stesso discorso vale per la maggior parte delle spedizioni con i vettori che, prima di poter imbarcare i container, devono fare il giro d’Italia. Sembra che i fondi Fas stiano per arrivare, una sostanziale ragione per farsi trovare pronti, magari con la cantierabilità di opere in grado di collocare funzionalmente l’Abruzzo nei Corridoi di transito. Sulla velocità delle decisioni si giocherà una partita nodale per il rilancio industriale dell’Abruzzo, per il quale, tra i tanti slogan, c’è pure quello di “regione cerniera”. Peccato che la cerniera non sia stata mai adeguatamente spalancata verso i Paesi del Mediterraneo. Sull’argomento si è fatto solo un gran parlare, con l’immancabile susseguirsi di convegni alternati a studi di fattibilità e progetti europei. Quando si potrà passare dalle parole ai fatti? Una volta ci bastava rappresentare il punto più a Nord del Sud. Oggi c’è la necessità, per sopravvivere, di poter contare su infrastrutture funzionali e operative.

Un invito alla lettura Se avete la possibilità di leggere 160 pagine scritte da Edoardo Nesi, nero su bianco, vi sarà descritto, con lucida visione, cosa possono essere e rappresentare “Le nostre vite senza ieri” (16 Euro,Bompiani Editore). Il vincitore del premio “Strega” dello scorso anno, rivolge un chiaro invito a rimanere nel presente per cogliere i segni del futuro, senza abbandonarsi al ricordo e alla struggente nostalgia di qualcosa che non sarà più. Buona lettura.(mdp)

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in primo piano

» di Eleonora Lopes

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foto di Vincenzo Sulpizio

Imperativo per gli industriali, reagire alla crisi

Ennesimo successo per la quinta “Convention delle Imprese”, promossa da Confindustria Abruzzo con la collaborazione del nostro mensile Abruzzo Impresa, che in questa edizione ha visto big del calibro di: Pier Ferdinando Casini, Raffaele Bonanni e Antonio Tajani

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a nota sveglia blu della “Convention delle imprese” è suonata per la quinta volta. Il grande evento promosso da Confindustria Abruzzo con la collaborazione del nostro mensile Abruzzo Impresa si è svolto presso il padiglione espositivo della CCIAA di Pescara al Porto Turistico “Marina di Pescara”. La Convention, anche quest’anno, si è caratterizzata quale importante

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appuntamento di valenza nazionale per discutere di economia, politica, innovazione e sviluppo, con la partecipazione di esponenti di primo piano della società civile, della politica e delle Istituzioni. Come per ogni importante manifestazione che si rispetti, non sono mancate le polemiche; il portavoce del movimento dei forconi abruzzesi Dino Rossi alla vigilia della Convention ha divulgato un comunicato


speciale 5a Convention delle imprese

stampa dichiarando: «L’economia è ferma e da parecchio, e qualcuno ora fa finta di occuparsi del problema radunando in pompa magna tutte quelle persone che sono la concausa di questo disastro economico. Lo si capisce perché ad essere invitati sono sempre i soliti e non chi, nei giorni scorsi è stato costretto a scendere in piazza per evidenziare i problemi di cui questi signori domani forse parleranno». Ma alla fine da parte dei forconi nessuna apparizione. Torniamo dunque alla convention. Due, come di consueto le tavole rotonde: la prima di carattere tematico, dal titolo “Green Italy: un modello di sviluppo sostenibile per la ripresa”, è stata moderata da Antonio Cianciullo giornalista di “La Repubblica” e ha visto la partecipazione di: Claudio Gagliardi segretario generale Unioncamere, Gianluigi Angelantoni amministratore delegato Angelantoni Industrie, Bruno D’Antonio presidente CAR.DA. Energia srl, Alberto Piantoni amministratore delegato Missoni spa, Cesare Puccioni presidente Federchimica, Fabio Spinosa Pingue presidente Confindustria L’Aquila e responsabile Confindustria Green. La conclusione è stata affidata ad Ermete Realacci presidente Symbola-Fondazione per le Qualità Italiane Alla seconda tavola rotonda dal titolo: “Crisi come opportunità: Italia tra sviluppo e declino”, moderata da Alberto Orioli vice direttore di Il Sole24 ore hanno preso parte: Raffaele Bonanni segretario generale CISL, Pier Ferdinando Casini leader UDC, Alfredo Castiglione vice presidente Regione Abruzzo, Giampaolo Galli direttore generale Confindustria, Fabio Gallia amministratore delegato BNL e Nicola Mattoscio direttore Dipartimento Metodi Quantitativi e Teoria Economica - Università degli Studi “G. d’Annunzio”. C’era da aspettarselo, la crisi è stata la protagonista assoluta di tutti gli interventi, pluricitata sia come causa dei mali, sia come leva per un reale e concreto cambiamento. Sullo sfondo c’era comunque la straordinarietà dell’evento, non capita tutti i giorni di ritrovarsi fianco a fianco ai volti vip delle serate in tivù. Confindustria e Abruzzo Impresa, per la quinta volta hanno proposto un talk show che sembrava uscire dal piccolo schermo per materializzarsi davanti agli occhi dei presenti in sala, numerosi più che mai. Un successo strepitoso per un appuntamento diventato immancabile per gli imprenditori abruzzesi. Anche in questa edizione, il dialogo tra industriali, politici, sindacati, università e banche è stato il fil rouge del convegno. Ma entriamo nel cuore del dibattito. I saluti intro-

duttivi delle istituzioni sono iniziati con un batti becco tra il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia e Daniele Becci, presidente della Camera di Commercio di Pescara e padrone di casa, che nel suo saluto, parlando del mancato dragaggio del fiume e dei danni incalcolabili al sistema produttivo pescarese ha suscitato l’ira del sindaco e del presidente della Provincia di Pescara (che ricopre anche la carica di commissario al dragaggio) Guerino Testa. Immediate sono state le risposte di Mascia che è apparso piut-

Luigi Albore Mascia, sindaco di Pescara Mauro Angelucci, presidente di Confindustria Abruzzo

tosto seccato e del presidente Testa, che ha risposto più diplomaticamente. Poi è stata la volta del presidente di Confindustria Abruzzo Mauro Angelucci promotore dell’evento insieme al direttore Giuseppe D’Amico, che nel suo lungo intervento ha tracciato tutti i punti fondamentali per gli industriali abruzzesi. «Basta con la conflittualità –ha dichiarato con fermezza Angelucci- e le accuse reciproche dei politici, bisogna recuperare il senso di responsabilità necessario a gestire i nuovi fondi strutturali europei che serviranno a far tornare di nuovo l’Abruzzo tra le regioni sviluppate. Un Abruzzo che era stato tra le prime regioni ad uscire dalle zone depresse e che ora è tornato giù. Servono porti, aeroporti, strutture informatiche, infrastrutture serie. Siamo stanchi di fare proposte ina-

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in primo piano

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speciale 5a Convention delle imprese

I relatori intervenuti alla prima tavola rotonda

Alcuni degli ospiti al termine dell’evento

scoltate, abbiamo condiviso tante scelte di Chiodi, ma sono rimaste sulla carta. E invece bisogna fare presto ad intervenire, Confindustria vuole essere il motore del nuovo sviluppo e non rassegnarsi al declino. Il Patto per l’Abruzzo non ha funzionato per tanti tatticismi, continuerà la nostra denuncia del non fare e non faremo sconti a nessuno». Tra i big presenti anche Antonio Tajani, vicepresidente Commissione UE e commissario UE per l’Industria e l’Imprenditoria che nel suo rapido intervento, ha parlato delle possibilità di un intervento dell’Europa per i gravi danni della neve. Il tema scelto nella prima tavola rotonda è nato perché una delle più importanti iniziative previste nell’ambito del Progetto Green, elaborato da Confindustria Abruzzo, riguarda proprio la realizzazione di un Premio per le imprese capaci di coniugare efficienza, efficacia e sostenibilità ambientale. «Il Premio Confindustria Abruzzo Green -ha spiegato Fabio Spinosa Pingue, durante il suo intervento- nasce come riconoscimento per le realtà virtuose che adottano e sviluppano processi, prodotti e servizi eco-efficienti, ma è solo la punta di un iceberg di un progetto che vuole rappresentare soprattutto un’occasione straordinaria di confronto tra imprese, ricercatori e mondo ambientalista su soluzioni e modelli organizzativi

per costruire una mentalità green condivisa». Ma i flash della stampa sono stati tutti per lui, il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini che ha dichiarato: «Si sono rinviati per anni i problemi, e oggi i nodi sono venuti al pettine. Vanno affrontati per evitare di fare la fine dei Paesi che continuano ancora a rinviare i problemi. Per uscire dalla crisi bisogna incominciare a fare le cose seriamente, a combattere l’evasione fiscale per consentire che sulle imprese e sulle famiglie si abbassino le tasse. Liberalizzare, riformare il mercato del lavoro e affrontare anche i temi della previdenza; questo il tragitto che sta percorrendo il Governo usando grande serietà e grande intelligenza». Molto atteso anche l’intervento di Raffaele Bonanni che ha detto: «Bisogna reagire alla crisi perché se il Paese è in queste condizioni è proprio perché c’è stata una mancata reazione nell’ultimo ventennio da parte della classe dirigente italiana, che deve ritrovare la sua compatezza e la sua serenità. L’Europa è in queste condizioni e l’Italia naturalmente si trova ancora peggio. Il problema è mettere mano alle vicende strutturali che non procurano ancora una ripresa. Il Governo dovrebbe impattare di più sui fattori, quelli sì, che ostacolano la ripresa: la vicenda delle tasse, dell’energia, la questione delle infrastrutture, la vicenda meridionale, che non può essere un peso, ma deve diventare addirittura il volano dell’intero Paese». A proposito di riforma del lavoro Giampaolo Galli si è così espresso: «Conto che si possa fare una riforma del lavoro seria e importante che favorisca lo sviluppo delle imprese, la competitività e l’occupazione». L’auspicio degli industriali è che le richieste fatte durante il convegno, vengano ascoltate e tramutate in fatti concreti da parte della classe dirigente. L’appuntamento è per la sesta “Convention delle Imprese”

Daniele Becci, presidente della CCIAA Pescara

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in primo piano

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speciale 5a Convention delle imprese

Mauro Angelucci

presidente Confindustria Abruzzo «Sono molto soddisfatto di come sia andata questa 5° Convention delle imprese, avevamo nuovamente lanciato una sfida importante, con temi rilevanti e due tavole rotonde molto ambiziose con ospiti illustri e prepararti. Le risposte ai quesiti che avevamo lanciato sono state puntuali e professionali, risposte che ci fanno guardare al futuro con molto ottimismo».

Fabio Spinosa Pingue

presidente Confindustria L’Aquila e responsabile Confindustria Green «Il Premio dedicato al Green da parte di Confindustria nasce come reazione a qualcosa che non fa onore all’Abruzzo, che non rende merito ai tantissimi imprenditori che rispettano le regole e l’ambiente, nasce infatti da una reazione a questa incivile discarica di Bussi, e come reazione a questo all’interno di Confindustria L’Aquila e di Confindustria Abruzzo in generale si è deciso di reagire proponendo una maggiore attenzione da parte di tutte le aziende nei confronti dell’ambiente. Il Premio è solo la punta di un iceberg perché vuole essere da sprono per la creazione di evento permanente per cercare di condividere e di stare insieme per parlare di ambiente. Io sono un grande sostenitore del concetto della contaminazione, infatti ritengo che se più mondi che appartengono a settori e pensieri diversi si frequentassero un po’ di più probabilmente scoprirebbero che ci sono molti più elementi di unione che di divisione. Confindustria Green vuole essere proprio questo: un importante momento di confronto sull’ambiente».

Giuseppe Mauro

economista e professore ordinario di Politica Economica presso la Facoltà di Economia dell’Università G. D’Annunzio di Pescara «Gli ultimi dati ISTAT in merito all’occupazione sono davvero sconfortanti perché prevedono un calo progressivo che non dovrebbe essere recuperato nemmeno nel 2012, tanto che si parla di una caduta del PIL di circa il 2 è per cento. Credo che le prospettive dell’economia stiano lentamente e gradualmente migliorando anche se uno dei temi principali in questo momento, oltre alle liberalizzazioni e alle semplificazioni burocratiche, è quello di un piano di lavoro per l’inserimento dei giovani nella vita produttiva. Perché questa situazione provoca non solo molta sfiducia nel futuro ma anche lo spostamento delle giovani generazioni verso altre regioni, e quando questo accade è come se tutti gli investimenti, le proiezioni future, anche da parte del mondo educativo, si spostassero dall’Abruzzo».

Francesco D’Alessandro

Consigliere Settore Ambiente di Confindustria Abruzzo «Io ritengo che la Green Economiy possa essere davvero una delle leve principali per far ripartire l’Abruzzo, perché è finalmente una idea innovativa nel campo delle attività economiche. La Green Economy è trasversale rispetto ai vari settori, ogni azienda deve impegnarsi a trovare nel proprio campo una qualche forma di innovazione che vada verso il rispetto dell’ambiente e un nuovo modo di concepire le attività produttive. Addirittura oggi siamo già oltre la green economy e il mondo si sta orientando verso la cosiddetta blu economy, un campo dove non solo si rispetta l’ambiente ma si cerca di eliminare totalmente l’uso di quelle sostanze che possono avere in qualche modo degli effetti tossici o negativi sulle persone».

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in primo piano

Luigi Albore Mascia

sindaco città di Pescara «Io credo che il primo passo affinché le istituzioni locali possano essere un concreto sostegno alla società e alle imprese in questo momento è quello di capire che la politica non può essere considerata come un nemico. La politica non deve essere un ostacolo ma uno strumento che garantisce il buon andamento della democrazia in Italia. Io oggi sento un’ostilità nei confronti della politica che è inaccettabile. Dobbiamo comprendere che la politica è necessaria, abbiamo bisogno di una buona politica, questo è evidente, e dobbiamo sforzarci tutti per garantirla tale. Detto questo l’impresa deve rimettere in campo l’iniziativa e il rischio d’impresa, che insieme alla ricerca del profitto sono gli elementi fondamentali dell’imprenditoria, e poi il ruolo degli enti pubblici è quello di essere dei “facilitatori” dell’iniziativa, con un rapporto corretto, legale, trasparente, in cui ognuno svolge il proprio ruolo con coscienza».

Lorenzo Santilli

presidente Camera di Commercio dell’Aquila «La Provincia dell’Aquila purtroppo in questo momento non vive una condizione diversa rispetto al resto della Regione, soprattutto da quando si sono completamente arrestate le operazioni di ricostruzione, attorno a cui attualmente ci sono solamente lunghe polemiche politiche poco chiare e molto sterili, credo che di questo problema debba occuparsi l’intera regione, perché dalla ricostruzione dell’Aquila, passa non soltanto la rinascita di quel territorio ma il risveglio dell’intero Abruzzo».

Nicola Mattoscio

direttore dipartimento Metodi Quantitativi e Teoria Economica - Ud’A «Io credo che per guardare il futuro e accettare le sue sfide occorra capire bene il passato.Il nostro paese in realtà ha una storia unitaria di successo, fino al 2000 l’Italia ha avuto una lunga rincorsa che ha portato gli italiani da situazioni di reale miseria, vorrei ricordare che dopo la seconda guerra mondiale il nostro PIL era 1/3 di quello inglese e circa la metà di quello francese, a una parità assoluta nei confronti di questi grandi paesi. Naturalmente questo è avvenuto con alti e bassi per un lungo periodo di storia. Le cose sono cambiate con l’avvento dell’euro, c’è una stretta correlazione tra i problemi economici del nostro paese, le fasi congiunturali e il nostro modo di interpretare l’appartenenza all’area dell’euro. La sfida vinta per l’appartenenza all’euro doveva però essere accompagnata da profonde riforme strutturali che non sono avvenute».

Fabio Gallia

amministratore delegato BNL «Il mondo del credito sta affrontando questo momento con responsabilità, pur conscio delle difficoltà. Avvertiamo il disagio che c’è nell’accesso al credito, però penso che sia naturale attendersi un graduale ritorno a condizioni più normali. In tal senso anche i recenti sviluppi che si sono avuti con le decisioni prese dalla Banca Centrale Europea e una maggiore credibilità dell’Europa e sicuramente dell’Italia, porteranno ad una normalizzazione. Noi come BNL, crediamo nell’Abruzzo e lo dimostriamo non con le parole ma anche con i numeri, siamo sempre rimasti vicini ai nostri clienti, sia famiglie che imprese, sia che si trattassero di medio piccole che di più grandi, affiancandole nei loro progetti di crescita».

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speciale 5a Convention delle imprese

Cesare Puccioni

presidente Federchimica «Uno dei temi più importanti da affrontare è senza dubbio quello della semplificazione burocratica. E’ l’unica cosa dalla quale si riuscirebbero ad ottenere dei risultati fortemente positivi ad un costo addirittura irrisorio. Purtroppo però tutti ne parlano, a prescindere dagli schieramenti politici, ma nessuno riesce ad ottenere risultati rilevanti. Occorrono tempi certi, che diano la possibilità alle aziende di crescere rimanendo nella legalità. Non potrà mai esserci modo di portare avanti progetti concreti fino a quando non ci saranno leggi più semplici, meno burocrazia e più che altro certezza dei tempi».

Giuseppe D’Amico

direttore Confindustria Abruzzo «Dalla grande tragedia del terremoto dell’Aquila potrebbe nascere una grande opportunità per la ripresa economica, non solo del comprensorio aquilano ma di tutta la regione e credo anche oltre il territorio regionale. Stiamo parlando del cantiere più grande d’Europa dove ci sono tantissime opportunità di lavoro, direi veramente per tutti, è però necessario porre in essere una serie di misure che possano non solo accelerare la ricostruzione ma ridare slancio anche all’economia nel suo complesso. E’ necessario anche attivare politiche sociali atte a favorire tutti quei lavoratori che vengono all’Aquila, questo per dare nuova energia al territorio».

Daniele Becci

presidente CCIAA Pescara «In questo momento così particolare, noi crediamo che ci sia la necessità di dettare delle nuove regole e soprattutto di intervenire in modo approfondito sulla riorganizzazione del paese. L’economia nazionale subisce un ulteriore danno da una burocrazia che ci ha letteralmente devastato, c’è l’urgente necessità di una profonda riforma dello Stato e che il sistema creditizio italiano cambi registro. Non è possibile che tutti i finanziamenti presi dalla BCE non vengano rimessi almeno in parte sul mercato. Oggi le aziende subiscono un duplice gap, da un lato la mancanza di credito e dall’altra la mancanza del pagamento delle prestazione da parte della pubblica amministrazione».

Rocco Micucci

presidente FIRA «La FIRA ha puntato molto a rilanciare il ruolo che dovrebbe essere quello principale, ovvero stare vicino alle imprese. Questo grazie a tutta una serie di misure sia di gestione regionale che nazionale, come ad esempio nel caso del Fondo di Kioto dove la FIRA sarà il braccio operativo della Regione Abruzzo che gestirà finanziariamente questo settore dell’energia. Altre iniziative importanti sono anche quelle messe in atto per diffondere una cultura di qualità anche nel settore del turismo e in questo ambito siamo riusciti a recuperare fondi non utilizzati in passato mettendoli a disposizione dell’Assessorato al Turismo che ora ha potuto aprire un bando per lo sviluppo della ricettività in Abruzzo».

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in primo piano » di Francesco Fravolini

L’energia rinnovabile entra nella filosofia d’impresa

Fondazione Impresa calcolando l’incidenza nelle regioni italiane della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, ha rilevato che in Italia 1/4 dell’energia elettrica prodotta è rinnovabile

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l settore delle energie rinnovabili è in forte espansione, a piccoli passi avanza nello scenario economico italiano registrando una presenza sempre maggiore. Dopo un primo periodo nel quale sembrava difficile l’affermazione dell’energia cosiddetta “verde”, cresce l’esigenza di sfruttare le fonti rinnovabili per assicurarsi una bolletta di luce più leggera. È una cultura sociale lenta a maturare poiché è colle-

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gata a una filosofia di vita che pone in prima linea il rispetto dell’ambiente. Le regioni con una maggiore incidenza di energia rinnovabile sulla produzione totale di quella elettrica sono Valle d’Aosta (100,0%), Trentino-Alto Adige (91,9%) e Umbria (55,3%). Agli ultimi posti troviamo la Sicilia (10,7%), la Puglia (10,4%) e la Liguria (3,4%). Le aree geografiche italiane dove c’è una maggiore crescita dell’incidenza della quota di energia elettrica da fonti rinnovabili


su quella elettrica totale sono Umbria (+19,3 punti percentuali), Molise (+13,5) e Abruzzo (+7,6). La quota di energia rinnovabile diminuisce in TrentinoAlto Adige (-0,8), Piemonte (-0,7) e Liguria (-0,4). Situazione completamente differente nelle regioni centro-meridionali dove aumenta l’incidenza di energia elettrica da fonti rinnovabili, mentre subisce un lieve calo nelle località settentrionali tranne il Veneto (+5,1 punti percentuali) e la Lombardia (+2,1). È quanto emerge da uno studio realizzato da Fondazione Impresa. Campania, Sardegna e Basilicata sono le regioni che producono energia elettrica attraverso il miglior mix di fonti rinnovabili come idrico, eolico, fotovoltaico e biomasse. Una menzione speciale è dedicata alla Toscana, la sola regione italiana a sfruttare la geotermia. Nella Campania, fatta cento la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, l’idrico ha un’incidenza del 27,2%, l’eolico del 44,0%, il fotovoltaico dell’1,5% e le biomasse del 27,3%. Nella Sardegna, l’idrico ha un’incidenza del 19,4%, l’eolico del 49,7%, il fotovoltaico del 3,6% e le biomasse del 27,3%. Nella Basilicata, l’incidenza dell’idrico è del 43,8%, dell’eolico del 38,6%, del fotovoltaico del 3,9% e delle biomasse del 13,7%. «Un quarto della produzione di energia elettrica è prodotta da fonti rinnovabili. Nel particolare – spiegano i ricercatori di Fondazione Impresa – l’idrico rappresenta i 2/3 delle fonti rinnovabili, mentre sono residuali anche se in crescita, fonti quali biomasse, eolico, geotermico e fotovoltaico. Mentre l’incidenza dell’idrico cala (-4,5 punti percentuali rispetto all’anno 2009) quella di eolico, fotovoltaico e biomasse cresce (rispettivamente +2,4, +1,5 e +1,3 punti percentuali). La diversificazione delle fonti rinnovabili appartiene soprattutto alle regioni meridionali, mentre quelle settentrionali si orienta-

no sulla tradizionale fonte idrica». Fondazione Impresa calcola l’incidenza nelle regioni italiane della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, rilevando che in Italia 1/4 dell’energia elettrica prodotta è rinnovabile (25,5% e pari a 76.964.4 GWh). L’incidenza delle fonti rinnovabili nella produzione di energia elettrica varia da regione a regione. Le prime della classe sono Valle d’Aosta (100%) e Trentino-Alto Adige (91,9%). Seguono, presentando un certo distacco, Umbria (55,3%) e Basilicata (53,0%). Fanalini di coda sono Sicilia (10,7%), Puglia (10,4%) e Liguria (3,4%). L’incidenza della quota di energia elettrica prodotta in Italia da fonti rinnovabili aumenta, (25,5%) nel 2010, di 1,8 punti percentuali rispetto all’anno 2009. Umbria e Molise sono le regioni che conoscono l’aumento maggiore dell’incidenza, presentando una crescita superiore ai 10 punti percentuali (rispettivamente 19,3 e 13,5). Registrano variazioni negative, pur modeste, Trentino-Alto Adige e Piemonte (rispettivamente -0,8 e -0,7). L’incidenza di energia elettrica da fonti rinnovabili aumenta nelle regioni centro-meridionali mentre in quelle settentrionali subisce un lieve calo, tranne Veneto (+5,1 punti percentuali) e Lombardia (+2,1). Fondazione Impresa calcola l’incidenza nelle regioni italiane della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, distinguendo tra idrico, eolico, fotovoltaico, geotermico e biomasse. Da questa elaborazione esce una classifica delle regioni italiane che producono energia elettrica attraverso il “miglior mix di fonti rinnovabili”. In Italia, fatta cento la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, la fonte idrica ha l’incidenza maggiore (66,4%); seguono biomasse (12,3%) ed eolico (11,9%). Subito dopo troviamo il geotermico (7,0%) e il fotovoltaico (2,5%). In particolare, rispetto all’anno 2009, aumenta l’incidenza dell’energia elettrica prodotta da eolico (+2,4 punti percentuali), da fotovoltaico (+1,5 punti percentuali) e da biomasse (+1,3 punti percentuali) mentre diminuisce quella da idrico (-4,5 punti percentuali) e da geotermico (-0,7 punti percentuali)

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in primo piano

» di Ilaria Chiaravalle

Mediazione,

la nuova frontiera della giustizia civile Ce ne parla Valentina Rossi, responsabile della C.C.A, la Camera di Conciliazione d’Abruzzo, nata ad aprile 2011

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alentina Rossi, responsabile della C.C.A Camera di Conciliazione d’Abruzzo, nata ad aprile 2011 ed operativa dal settembre dello stesso anno all’Aquila, ci spiega che cos’è la mediazione civile e commerciale, a quali nor-

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mative fa riferimento e come sia importante approcciarsi a questo nuovo strumento. «La mediazione è un metodo alternativo di risoluzione delle controversie (A.D.R. – Alternative Dispute Resolution) svolta da un soggetto terzo e imparziale, il mediatore, e fi-


nalizzata ad assistere due o più parti sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, sia nella formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa». Così Valentina Rossi ha esordito nel spiegarci il nuovo strumento della mediazione civile e commerciale. Compito del me-

diatore, in veste di facilitatore, è dunque aiutare le parti a trovare un accordo che soddisfi i bisogni di entrambi i convenuti. La mediazione civile si profila quindi come uno strumento semplice e veloce, con tempi e costi certi, finalizzato a ridurre il flusso in ingresso di nuove cause nel sistema giustizia.

Intervista a Valentina Rossi

responsabile della C.C.A Camera di Conciliazione d’Abruzzo

Quali sono le materie per le quali si può far riferimento a questo istituto? «Le materie sono diverse: condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari. A partire dal 20 marzo 2011, a seguito del decreto legislativo n. 28 del 4 marzo 2010 (che attua l’art. 60 della legge delega 69/2009 e la direttiva comunitaria 52/2008), chi intende promuovere un giudizio in queste materie è tenuto ad esperire preliminarmente il tentativo di conciliazione della controversia, presso un organismo autorizzato dal Ministero della Giustizia. L’obbligatorietà per la materia di condominio e risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti è stata differita al 20 marzo 2012. Qualora la parte si rivolga direttamente al Giudice senza aver prima rivolto domanda di mediazione, l’obbligatorietà determina l’improcedibilità del giudizio, ma che potrà anche essere determinato d’ufficio dal giudice. La me-

diazione è comunque facoltativa nelle altre materie non indicate dalla legge, in riferimento ai diritti disponibili». Quali sono le finalità e gli obiettivi del vostro organismo di mediazione e formazione? «C.C.A. Camera di Conciliazione d’Abruzzo, sede territoriale dell’Organismo di Mediazione ARNet, iscritto al n. 125 del registro degli Organismi di Mediazione del Ministero della Giustizia, ha l’obiettivo di offrire, ai cittadini e ai professionisti di settore, servizi di mediazione personalizzati e di qualità in un ambiente ideale per risolvere pacificamente le controversie in tempi brevi e a costi certi. CCA Camera di Conciliazione d’Abruzzo in collaborazione con HR- Planet srl, società accreditata dal Ministero della Giustizia con PDG 10/12/2009, quale ente abilitato a svolgere corsi di formazione per mediatori professionisti e iscritta al n. 62 del Registro degli Enti di Formazione abilitati dal Ministero della Giustizia, organizza nella propria sede corsi di formazione di base per l’abilitazione alla professione di mediatore di controversie civili, societarie, bancarie e finanziarie, validi per l’acquisizione della qualifica di mediatore ai sensi del D.M. n. 180/2010 e successivi

corsi di formazione specialistica. Il nostro organismo, essendo ente abilitato sia per la mediazione che per la formazione del mediatore professionista, si inserisce in questo processo di riforma della giustizia civile, offrendo un servizio completo e garantendo per questo importanti opportunità lavorative». Che tipo di servizio offrirete alla città con l’entrata in vigore dell’obbligatorietà in materia di condomini? «Il nostro intento è sensibilizzare il più possibile il cittadino comune, gli amministratori di condominio, sull’esistenza di questo strumento, facile e veloce, per risolvere eventuali controversie che potranno sorgere nell’ambito condominiale, attraverso una giornata di carattere informativo, per dotarli delle necessarie informazioni e conoscenze al riguardo, per non trovarsi impreparati all’occorrenza. Il passaggio successivo sarà creare una sinergia lavorativa con gli amministratori di condominio stessi, attraverso accordi di convenzione e qualunque altro strumento in grado di portare ad una fattiva collaborazione, che possa dare un servizio qualificato e accessibile a tutti coloro che lo riterranno utile»

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in primo piano

» di Denia Di Giacomo

La privacy

al tempo del Web La rete ingoia ogni giorno 4 milioni di dati sensibili con seri rischi per la nostra privacy, Viviane Reding, commissario europeo alla Giustizia, avanza provvedimenti fondamentali

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orse l’abitudine alle continue richieste di dati ci rende quasi insensibili al problema, ma proviamo solo per attimo a pensare a quante cose la rete conosce di noi: indirizzo, codice fiscale, numeri di telefono e poi attraverso i social network anche i nostri gusti, preferenze in fatto di vacanze, amicizie e molto altro ancora, forse più di quanto si possa immaginare. Si calcola che solo su facebook, si carichino circa un

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milione di commenti ogni due minuti, commenti che, teoricamente, non spariranno mai. “Dio perdona e dimentica, la rete no”, è questo che ha affermato il commissario europeo alla Giustizia Viviane Reding ed è proprio lei che, assieme ai garanti della privacy europei, ha preparato dei provvedimenti monumentali per tutelare i nostri dati al tempo del web. Questi provvedimenti puntano a cambiare radicalmente quello che oggi comunemente si intende per protezione


dei dati personali, tentando un approccio frontale con il cosiddetto “diritto all’oblio”. P a r t i a m o dall’inizio e vediamo cosa si intende per diritto all’oblio, una questione strettamente connessa con il diritto Viviane Reding di cronaca. Presupposto perché un fatto privato possa divenire oggetto di cronaca è l’interesse pubblico alla notizia, la collettività ha infatti il diritto di essere informata tempestivamente e con completezza dei fatti, dei soggetti coinvolti e degli eventuali risvolti della vicenda nel tempo. Ma una volta che del fatto si è informato con completezza, allora cessa l’interesse pubblico e non vi è più notizia, a questo punto riproporla significherebbe ledere la reputazione dei protagonisti e scontrarsi con il diritto all’oblio. Collocato tra i diritti inviolabili dell’uomo, il diritto all’oblio è menzionato nell’art 2 della nostra Costituzione, e riguarda il diritto di un individuo a non essere più ricordato per fatti che in passato furono oggetto di cronaca. Fin qui niente di strano, ma cosa succederebbe se tutti coloro che vengono coinvolti in fatti di cronaca chiedessero di essere cancellati dalla memoria storica dei mass media? Dov’è che finisce il diritto all’oblio e comincia la storia? A queste problematiche la nostra legge ha già in parte risposto, affermando che c’è un limite che si propone in casi particolarmente gravi, come delitti efferati o quelli contro l’umanità. In questi casi non si può parlare di diritto all’oblio ma, al contrario, sarebbe proprio la loro mancata riproposizione a porsi in contrasto con l’interesse pubblico, che prevale sempre sul diritto del singolo individuo a non essere più ricordato. Ma quando internet ha invaso la nostra quotidianità, la questione si è resa ancora più complessa perché la rete ha infiniti potenziali creatori e fruitori di contenuti. In questo caso sorge la questione della cancellazione di cose che ci riguardano, ma che sono state scritte o postate da altri. È diventato famoso il caso di due tedeschi colpevoli dell’omicidio di un noto attore che avevano chiesto che

il loro nome fosse rimosso dalla pagina wikipedia della vittima visto che avevano scontato la pena. Che fare?

QUANDO SONO GLI ALTRI A PARLARE DI NOI…

Il problema della cancellazione delle cose che ci riguardano, ma che sono inserite da altri è esploso in particolare quando i giornali hanno messo online i loro archivi ”Allora grazie ai motori di ricerca divenne facilissimo per tutti andare a scavare nel passato di chiunque ”questo racconta il Garante della privacy Francesco Pizzetti, che ha svolto un ruolo centrale nel gruppo di lavoro europeo, ma la Reding è stata perentoria, chiarendo sul punto: “Gli archivi dei giornali sono una eccezione, il diritto a essere dimenticati non può significare il diritto a cancellare la storia”. Ma secondo alcuni questo principio non può bastare ad affrontare la questione, perché oggi molte delle informazioni diffuse sulla rete non provengono da fonti ufficiali e dai giornali.* In ogni caso, i provvedimenti proposti dalla Reding sono già in viaggio verso la discussione parlamentare, e le prospettive non sono rosee perché il mondo del web è sin d’ora diffidente verso norme che sembrerebbero essere eccessivamente restrittive. Alcuni si sono già mossi, Facebook per esempio, consente all’utente di verificare tutti i dati che ciascuno ha caricato, di modificare facilmente le previsioni di privacy e anche di cancellare il proprio profilo con due semplici clik; Google, invece, mette a disposizione dell’utente un pannello per cancellare i propri dati e una modalità di navigazione completamente anonima. Sono passi in avanti, che però non risolvono completamente il problema.

LA DIRETTIVA DA VICINO

Francesco Pizzetti

Ecco gli elementi più importanti dei provvedimenti della Reding, secondo il Garante della privacy Francesco Pizzetti: 1) non toccherà più al cittadino dimostrare illiceità dell’uso dei propri dati, ma al titolare dei dati dimo-

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in primo piano

strare la liceità; 2)il consenso all’utilizzo dei propri dati dovrà essere esplicito; 3)l’eventuale perdita dei dati per un attacco informatico dovrà essere comunicato subito; 4)la pubblica amministrazione e le imprese con più di 50 dipendenti dovranno dotarsi di un “data protection officer”; 5)se viene fatto un uso illecito dei dati di qualcuno, il responsabile ne risponderà comunque; 6)ogni nuovo strumento tecnologico dovrà valutare l’impatto che il suo utilizzo avrà sulla privacy; 7)dovrà essere possibile avere la “data portability”: ovvero così come possiamo portarci dietro il numero di telefono

cambiando gestore, dobbiamo poterci portare gli amici di Facebook su un altro social network”.* Le sanzioni sono imponenti per i trasgressori, fino all’un per cento del fatturato. Facciamo qualche domanda in proposito al professor Antonio Teti, responsabile del supporto tecnico informatico della Direzione Generale dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti – Pescara, Accademico della European Academy of Sciences and Arts nonché Presidente Onorario della Società Italiana delle Scienze Informatiche e Tecnologiche (SISIT).

Intervista ad Antonio Teti

responsabile del supporto tecnico informatico della Direzione Generale dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti – Pescara

Quali sono i principali risvolti, soprattutto per le imprese, contenuti nei provvedimenti avanzati da Viviane Reding? «Il nuovo regolamento rappresenta solo un punto di partenza per stabilire una policy europea sul controllo della gestione delle informazioni. Considero sostanziale il principio che sta alla base dell’intero insieme di regole proposte: i dati devono essere considerati proprietà dei legittimi possessori e non delle aziende.

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Per quanto concerne i contenuti, ritengo basilare la definizione di un insieme di vincoli amministrativi che semplificheranno e snelliranno un numero considerevole di procedure che, in questo momento, rendono complessa la vita alle aziende. Esse avranno validità in tutti i paesi UE e consentiranno un risparmio complessivo alle imprese pari a circa 2,3 miliardi di euro. Tanto per citare alcuni esempi, attualmente un’azienda deve notificare tutte le attività di protezione dei dati ai responsabili della loro protezione, obbligo che prevede un costo e una produzione cartacea piuttosto rilevante. Con il nuovo regolamento è invece aumentata la responsabilità di coloro che trattano dati personali e che ne rispondono anche in termini di esattezza. Altro elemento di grande innovazione è l’obbligo della notifica alle autorità di supervisione nazionale, entro le 24 ore, in caso di accertamento di

gravi violazioni sulle norme che regolamentano la sicurezza dei dati. Quest’ultimo provvedimento è determinante per la salvaguardia della privacy. Non bisogna mai dimenticare che tutti i dati che vengono inseriti sui blog, social network e applicazioni cloud, sono considerati, da molte strutture prive di scrupoli, come valuta pregiata». Sono recenti le proteste contro le cosiddette leggi “SOPA” e “PIPA” proposte negli Stati Uniti per bloccare la pirateria, è quindi palese che il mondo intero sta rivolgendo un’attenzione sempre crescente verso la rete. Lei cosa pensa in merito ai modi con cui si esprime questa attenzione? «È una questione complessa. Stabilito che la privacy è un diritto fondamentale, permane l’esigenza di conciliare la protezione dei dati personali con la libertà di


espressione e con l’esigenza di sicurezza nazionale. Il fatto che il Congresso statunitense abbia deciso di rinviare la votazione sui provvedimenti SOPA (Stop Online Piracy Act) e PIPA (Protect IP Act) dà una precisa indicazione sulla difficoltà del problema. Tuttavia la rete ci ha velatamente imposto nuove regole, abitudini, dipendenze, e bisogni. In questo cyberspazio agiscono nuove e vecchie forze, desiderose di conseguire in tempi rapidi e a costi ridotti, finalità diverse, ma molto spesso riconducibili al profitto e alla gestione del potere. Il mondo virtuale è il nuovo territorio di conquista per la criminalità organizzata a tutti i livelli e tutto ciò determina l’innalzamento del livello di pericolo nella fruizione dei servizi disponibili in rete. Voglio citare un solo dato: secondo un’indagine condotta da Symantec, nota azienda leader a livello mondiale nella sicurezza informatica, ammonterebbe a un milione al giorno il numero delle vittime del crimine informatico. Nel 2011 agli internauti italiani, il cyber crime è costato 617 milioni di euro in costi finanziari, a cui vanno aggiunti altri 6 miliardi di euro in termini di tempo perso per risolvere gli attacchi informatici. Nell’era dell’informazione, la condivisione dei dati è divenuta la prassi, ma questa abitudine rischia di trasformarsi in una spirale di pericolosità dalle conseguenze imprevedibili. Ritengo che siamo giunti a uno snodo epocale: scegliere di salvaguardare integralmente la nostra privacy mettendo a repentaglio la nostra sicurezza, o accettare di ridurre in parte la privatezza delle informazioni, proteggendo la nostra sicurezza personale e

del paese in cui viviamo. Questo quesito sarà il punto di partenza per la definizione delle regole per il futuro utilizzo della rete». La protezione dei dati in caso di provvedimenti giudiziari. Problemi e vantaggi… «La riforma della Reding comprende una direttiva che applicherà principi e regole riconducibili alla protezione dei dati e alla cooperazione tra polizie e sistemi giudiziari dei diversi paesi. Ritengo che con una norma identica in tutti i paesi dell’UE, si agevolerà il lavoro di coordinamento tra le diverse forze dell’ordine europee, migliorando anche la lotta alla criminalità internazionale. I dati conservati saranno protetti a livello internazionale e la privacy sarà tutelata. Naturalmente questi dati, avendo una connotazione atipica, non potranno essere rimossi. Sarebbe come chiedere di eliminare dal casellario giudiziale i provvedimenti penali di condanna definitivi di un individuo. Sulla questione della cancellazione dei dati personali, la riforma prende in seria considerazione l’esigenza di combinare la protezione dei dati con la libertà di espressione, anche se non bisogna dimenticare che quest’ultima è regolata dalle norme vigenti nei diversi paesi dell’UE. Dovranno quindi essere gli Stati a definire le regole di gestione delle informazioni, in funzione delle leggi vigenti nei rispettivi paesi. Soprattutto in Italia, al termine “informazione”, sempre più spesso, si affianca quello di “disinformazione”, e questo dovrebbe consentire di riflettere attentamente sulla condizione della privacy di ognuno di noi. D’altronde nel nostro Paese assistiamo quotidianamente a

diatribe e scontri feroci sull’utilizzo delle informazioni sulla stampa e attraverso i media televisivi…Come ha giustamente asserito la Reding “Dopo tutto, la libertà d’espressione è molto legata alle tradizioni culturali nazionali di ogni singolo paese”». La pubblica amministrazione e le imprese con più di 50 dipendenti dovranno dotarsi di un “data protection officer”, una nuova professione in arrivo? «In un mondo sempre più dominato dal valore delle informazioni, la ritengo una figura essenziale. In molte aziende anglosassoni esistono già i “privacy office” e i “security adviser” che si occupano essenzialmente della sicurezza dei dati. La globalizzazione, che ha imposto stravolgimenti storici in tutti i settori, ha mostrato ai decision maker delle aziende, l’improcrastinabile necessità di una sostanziale crescita culturale. In Italia, sono ancora molte le aziende che considerano la sicurezza informatica come un “centro di costo”, una definizione ben distante da quella che dovrebbe assumere al suo interno, cioè quello di “centro di valore”. Quindi l’identificazione di una figura professionale di altissima competenza ed esperienza, nel settore della sicurezza dei sistemi informativi, rappresenta un ulteriore passo verso il processo di innovazione e ammodernamento dell’intero paese. In un pianeta il cui futuro è contraddistinto da termini come e-commerce, e-government, e-health, e-family, sarà molto difficile procedere senza una specifica e approfondita cultura nell’information security»

*Da “Una legge per l’oblio.it così ci si cancella dal web” di Riccardo Luna

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in copertina Âť di Eleonora Lopes

L’ing. Mario Tasso, fondatore e amministratore del Gruppo Tasso insieme a Giancarlo Candeloro, amministratore del settore edile

A vele spiegate verso

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GRUPPO TASSO

EDILIZIA E INDUSTRIA

DI QUALITÀ Grazie a capacità, professionalità ed innovazione, l’Ing. Mario Tasso guida con successo il Gruppo che opera nei settori, industriale con Tasso srl e in quelli immobiliare ed edile con la Ing.Tasso&Candeloro srl

L

a qualità del prodotto, la cura del cliente e l’investimento sull’innovazione e sulle risorse umane, sono le carte vincenti che hanno fatto sì che in quasi trent’anni il Gruppo Tasso crescesse a ritmi elevati. Artefice di questo successo, insieme alla sua squadra, è l’Ing. Mario Tasso fondatore ed amministratore dell’azienda edile ed immobiliare Ing. Tasso&Candeloro srl e della Tasso srl che si occupa di termoformatura plastica, stampaggio plastica e lavorazioni metalliche. L’ingegnere Mario Tasso, è affiancato nelle sue attività, da altri due amministratori, Roberto Ramondo che si occupa del ramo industriale e Giancarlo Candeloro di quello edile. Nello specifico oggi il Gruppo Tasso opera nei settori: industriale, edile ed immobiliare di gestione e nell’energia rinnovabile composto da: Frisa Solare srl (che si occupa di fotovoltaico), Tasso&Candeloro Immobiliare srl, Ing. Tasso&Candeloro Costruzioni srl, Edilatessa srl, (che operano nel campo dell’edilizia); tutte queste società fanno capo alla Tasso srl. Flessibilità e disponibilità verso il cliente sono le ca-

» foto di Pietro Ferrante

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in copertina

ratteristiche di queste dinamiche aziende. «In questi anni –racconta l’Ing. Tasso- siamo cresciuti e siamo stati in grado di diversificare la nostra attività puntando sull’industrializzazione dell’edilizia. La passione e l’impegno ci hanno dato ragione». Ed infatti i numeri parlano chiaro: solo il settore edile ha ottenuto nell’ultimo anno un incremento di vendite corrispondente al 105% per un volume d’affari dell’intero Gruppo pari a 22 milioni di euro nel 2011. Organizzazione produttiva, innovazione , qualità e assistenza pre e post vendita, sono stati gli elementi che hanno contribuito a raggiungere questi importanti traguardi. Un modello imprenditoriale solido e aperto alle innovazioni, ed un management sempre pronto a diversificare produzione e mercati di riferimento, hanno portato il Gruppo ad avere un’organico di circa 100 risorse, dando inoltre vita ad un importante indotto di altre aziende che fanno lavorazioni esterne per conto del Gruppo Tasso con oltre 120 unità.

Una riunione del settore Immobiliare

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Ma facciamo un passo indietro. La storia professionale dell’Ing. Tasso comincia nel 1981 quando avvia uno studio tecnico di progettazione a Castel Frentano, il suo paese. Nel 1984 inizia anche un’attività di impresa di costruzioni per conto proprio, negli anni ’90 inizia la collaborazione con il suo attuale socio Giancarlo Candeloro. Grazie ad un team affiatato di progettisti ed imprese fra le più qualificate del settore, l’azienda oggi è in grado di offrire immobili di elevata qualità garantendo un alto grado di soddisfazione del cliente. Le società del gruppo edile realizzano e vendono appartamenti di ogni dimensione e gusto, con una particolare attenzione e dedizione al cliente che seguono in tutte le fasi. Attualmente, i cantieri in costruzione sono nelle aree di: Lanciano, Castel Frentano, Atessa, Altino, Casoli, Guardiagrele, Sant’Eusanio del Sangro, Pescara, Macerata e tra i progetti in corso oltre

Alcune costruzioni realizzate dalla Ing. Tasso & Candeloro


Roberto Ramondo, amministratore del settore industriale a sinistra: parte dello staff della Ing. Tasso & Candeloro

a Borgo Frentano, nei pressi di Lanciano, ci sono anche altre operazioni in provincia di Chieti e Pescara. La Tasso srl nasce invece agli inizi degli anni ‘90 nella zona industriale di Val di Sangro dalla passione dell’Ing. Mario Tasso per l’industria metalmeccanica e si specializza nel settore dello stampaggio delle materie plastiche e delle lavorazioni di carpenteria metallica, taglio laser, punzonatura e lavorazione tubi, ma anche saldatura robotizzata e cataforesi. Il Gruppo diventa subfornitore di clientela primaria italiana ed estera, nella fornitura di carrozzerie per i settori dell’automotive, dei mezzi per il trasporto pubblico e molti altri ancora. La vera svolta avviene quando l’azienda intuisce che deve dare “qualcosa in più” nel servizio che la concorrenza non dava, ed è proprio nel codesign che trova il suo punto di forza, il cliente deve solo indicare la sua esigenza, alla soluzione “chiavi in mano” ci pensa il Gruppo Tasso! Attualmente, i principali macro-settori mer-

Particolare lavorazione reparto carpenteria metallica

ceologici cui l’azienda di Atessa si rivolge, sono i costruttori di carrelli elevatori, di macchine per imballaggio e di macchine per verniciature, ed altri settori quali il fitness, i distributori automatici, gli elettrodomestici, le macchine per il confezionamento, le macchine per gli alimenti, gli autobus ed i veicoli industriali in senso lato. Dal 1998 al 2004, possedendo tutto il know how necessario, la Tasso srl costruisce la sua prima mini car che ebbe il boom in quegli anni, fino a diventare leader nazionale, posizionandosi in Europa al quinto posto, nell’industria di queste vetture, anche con il modello elettrico a risparmio energetico. Tutte le attività del Gruppo avvengono nel pieno rispetto dei rigorosi standard qualitativi imposti dalle certificazioni UNI EN ISO 9001:2008 e ISO TS 16949:2009. L’operato industriale si svolge in un ampio opificio nella zona industriale di Val di Sangro di Atessa, quella edile a Lanciano e a Macerata, dove sono ubicati gli uffici vendite.

Particolare lavorazione a controllo numerico reparto termoformatura

Particolare lavorazione del reparto stampaggio a iniezione

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in copertina

a tu per tu con Mario Tasso Quali sono le caratteristiche vincenti del ramo edile ed immobiliare della Ing. Tasso&Candeloro Costruzioni? «L’attenzione che mettiamo per i dettagli è massima, e la qualità dei materiali utilizzati è sempre alta, per soddisfare le esigenze dei clienti e per garantire loro una qualità di vita più alta possibile e ovviamente un prodotto che duri nel tempo. La nostra assistenza permane anche dopo la vendita, pensi che una cliente a cui avevo venduto la casa 23 anni fa, ci ha chiamato poco tempo fa per una manutenzione, e con molto piacere, abbiamo subito provveduto a soddisfarla! Alla base delle strategie commerciali del Gruppo c’è una spiccata propensione ad anticipare l’entrata in vigore di certe norme e leggi costruendo le abitazioni con nuovi criteri quali: classe A, pannelli fotovoltaici (che consentono di azzerare le spese di energia elettrica condominiale), solare termico (ne deriva l’uso di acqua calda gratis quasi tutto l’anno), isolamenti di prima qualità, riscaldamento a pavimento e vetri con abbattimento acustico, solo per citare alcuni accorgimenti». Come si sta evolvendo il mercato edilizio? «Quello edilizio è un mercato difficile, in forte cambiamento che richiede nuovi modelli organizzativi ed operativi. Con la crisi sono cambiate anche le abitudini di consumo del cliente e le imprese, per rimanere sul mercato, devono necessariamente adattare la propria proposta di valore. Il cliente oggi ha maggiore attenzione verso la spesa, richiede atteggiamenti più etici da parte delle imprese e

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pretende che queste lo affianchino anche successivamente all’acquisto dei prodotti. Se da una parte, infatti, si vogliono alzare gli standard di realizzazione, dall’altra è necessario mantenere efficienza nell’esecuzione dei lavori, senza sprechi inutili, per dare un prodotto di valore al cliente, senza necessariamente aumentare i costi. Ed è proprio quello che facciamo come Ing.Tasso&Candeloro, dove non si sta al passo con i tempi, ma si anticipano!». Come stanno vivendo le sue aziende questo difficile momento economico? «Sicuramente andrò controcorrente, ma il momento economico più difficile, non è quello che sto attraversando oggi, ma è stato tra il 1992 e il 1993. In quell’anno, molti dei clienti che aveva la Tasso srl fallirono, le banche non intendevano concedermi un prestito, ed anch’io rischiai di chiudere. L’unico che mi aiutò e sostenne il mio progetto fu il direttore della BNL di allora, il dr. Carfagnini che ancora ringrazio, il prestito che mi concesse mi fece continuare la mia attività. Fu proprio con quest’esperienza che capii, in tempi non sospetti, che bisognava diversificare. Addirittura con il ramo edile ed immobiliare, ho aumentato gli atti e i preliminari di vendita di oltre il 100% e il mercato ci sta premiando. Ho sempre investito tanto nell’innovazione, ma anche nel marketing e nella comunicazione, ecco perché la crisi non ci ha colti impreparati». Lei infatti è un imprenditore poliedrico che ha saputo

diversificare in tempi, appunto, non sospetti. Che insegnamenti vuole trasmettere alle sue figlie e più in generale alle giovani generazioni che vogliono avvicinarsi al mondo dell’impresa? «Ai giovani dico di partire dal basso e di fare tanta gavetta, di studiare e di investire sulla propria formazione. Credo che i giovani vadano aiutati e sostenuti. Nel mio Gruppo ho investito in risorse umane giovani e motivate, l’età media è sotto i 35 anni. Il momento difficile che ho appena raccontato, mi insegnò tre fondamentali lezioni di vita che un imprenditore deve seguire e che mi piacerebbe trasmettere a chi mi sta vicino: che il valore dei soldi va sempre rispettato, che bisogna sempre porre attenzione sui costi dell’azienda e che bisogna diversificare le attività ed essere in grado di adeguarsi in ogni situazione, perché il mercato corre a ritmi vertiginosi e non possiamo permetterci di restare fermi a guardare, il tutto con passione». Quanto conta per Mario Tasso la formazione? «La formazione, è il più grande investimento che un imprenditore possa fare. Non mi riferisco solo a quella professionale, ma anche a quella personale. Da più di 10 anni seguo corsi in tutta l’Italia ed estero con coach del calibro di Paolo Ruggeri e Roy Martina e divoro letture di questo settore. Il primo percorso di crescita è quello su me stesso, facendo autocritica, lavorando sui miei errori; poi gli insegnamenti che ne derivano, cerco di trasmetterli ai miei


cari e ai miei collaboratori. In merito alla formazione professionale, nel mio gruppo si studia 2 giorni al mese; ed oggi mi ritrovo una squadra vincente, affiatata e motivata di circa 100 persone. Un altro aspetto importante è stato quello di valorizzare le risorse a seconda delle attitudini personali, ognuno deve coprire l’incarico che più si adatta a sè. Pensi che il mio attuale amministratore delegato della Tasso srl, Ramondo Roberto, prima era un semplice dipendente. Negli anni ha dimostrato di saper fare, ho investito nella sua formazione e oggi ricopre in autonomia un incarico molto importante e sarà prossimo socio nell’attività industriale. Altrettanto dicasi per il mio socio nell’edile Candeloro Giancarlo che ha iniziato con me sempre da dipendente nel 1992». Progetti futuri per il Gruppo Tasso? «Per quanto riguarda il settore edile ed immobiliare, sempre nella logica della piena soddisfazione del cliente, mi piacerebbe poter offrire un prodotto su misura, cioè dare la possibilità all’acquirente di costruire la casa insieme a noi dall’inizio alla fine. Invece nel ramo industriale il mio desiderio è tornare a produrre qualcosa ideato e prodotto da noi, come è accaduto per la mini car. Ho in mente un prodotto per il campo energetico, ma non posso svelarvi ancora cosa. Con Tasso srl già abbiamo clienti in Europa, ma vorrei anche espandermi con il settore edile. La burocrazia italiana sta lentamente uccidendo le imprese e forse un giorno mi vedrò quasi costretto ad emigrare»

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incarichi&carriere

Gianni Chiodi confermato commissario straordinario per il terremoto

«Desidero esprimere soddisfazione per la riconferma del presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, a commissario straordinario per la ricostruzione delle aree colpite dal terremoto del 6 aprile 2009. La scelta del Governo Monti rappresenta, evidentemente, una indicazione politica chiara, che riconosce e promuove il lavoro svolto  dalla struttura commissariale». Lo ha affermato il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, che ha commentato la nota del Ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, con la quale ha chiarito la posizione del Governo Monti rispetto alla struttura commissariale coordinata dal presidente della regione Gianni Chiodi. «Oggi – ha proseguito Pagano – il tema della ricostruzione ha bisogno di coesione istituzionale, cooperazione politica e interesse civico di tutti, anziché alimentare solo sterili strumentalizzazioni elettorali che potrebbero inficiare e inquinare il lavoro avviato in questi mesi in favore della ricostruzione».

Pina Sabatino è il nuovo presidente Aif Abruzzo

L’AIF, Associazione Italiana Formatori, delegazione Abruzzo ha un nuovo presidente, Pina Sabatino, formatore coach ed esperta in gestione e sviluppo delle risorse umane. La Sabatino, docente di “Gestione delle risorse umane” presso la facoltà di Scienze della Formazione dell’Università G. d’Annunzio di Chieti-Pescara, resterà in carica per il triennio 2012-2014. Attraverso l’attività delle numerose delegazioni regionali l’AIF si prefigge di contribuire a sviluppare una cultura della formazione presso tutti gli operatori del processo formativo e presso tutte le realtà in cui nasce il bisogno di apprendimento: grandi aziende, piccole e medie imprese, P.A., il mondo dei servizi, quello delle istituzioni e associazioni non profit, della sanità, della formazione professionale, ecc. Tra gli obiettivi del neo presidente c’è quello di creare iniziative di formazione ed aggiornamento professionale che generino valore per i formatori e attraverso di loro per le persone e le organizzazioni, intensificare il dialogo con il territorio ponendosi come interlocutore di imprese pubbliche e private, associazioni di categoria, società di consulenza, università e scuole di formazione presenti in Abruzzo e perseguire una crescita sostanziale, sia quantitativa che qualitativa della dimensione dell’Associazione affinchè Aif Abruzzo diventi il punto di riferimento di tutti i Formatori della Regione.

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incarichi&carriere

Giuseppe Mauro, nominato nuovo amministratore straordinario del Ciapi

Su proposta dell’assessore al Lavoro Paolo Gatti, la Giunta Regionale ha nominato il professore Giuseppe Mauro economista e ordinario di Politica Economica, amministratore straordinario del Ciapi Ente di formazione della Regione Abruzzo. «Auguro buon lavoro al professor Mauro - dichiara l’assessore Gatti - ringrazio per il lavoro svolto il commissario Saugo. Abbiamo posto termine alla fase commissariale così come avevamo anticipato alle parti sociali e siamo certi di aver messo l’ente nelle condizioni di proseguire serenamente le sue attività e di risolvere le questioni pregresse grazie alle disposizioni presenti nella finanziaria approvata alla fine di dicembre».

L’Asl di Pescara riconferma Claudio D’Amario come direttore generale

Claudio D’Amario è stato confermato direttore generale della Asl di Pescara per i prossimi cinque anni.

A decidere il nuovo mandato, che sostituirà quello triennale in scadenza il prossimo 21 febbraio, è stata la giunta regionale guidata dal presidente Gianni Chiodi. Il dottor Claudio D’Amario ha assunto l’incarico di direttore generale della Asl di Pescara nel 2009, quel che si è trovato davanti, era una regione super indebitata e commissariata e un’azienda sanitaria con i conti in rosso.

Nicola Francescucci rappresenterà l’Associazione Nazionale Approdi e Porti turistici

Il consiglio di Amministrazione della Società Marina di Pescara (Porto Turistico) Camera di Commer-

cio di Pescara ha delegato alla rappresentanza nel direttivo ASSO.N.A.T. (Associazione Nazionale Approdi e Porti turistici) il proprio direttore esecutivo, Nicola Francescucci, che assume la carica di vicepresidente nazionale in sostituzione di Nunzio Gagliardi (Confartigianato Pescara). ASSONAT nasce nel 1982, senza scopo di lucro, con l’obiettivo di tutelare gli interessi delle aziende che si occupano della costruzione o della gestione degli Approdi Turistici Italiani. ASSO.N.A.T. conta oggi nella sua lista associati, in costante crescita, decine di rinomati porti turistici italiani lungo tutte le coste della penisola. Francescucci, laureato in Economia e Commercio presso l’Università d’Annunzio di Pescara, ha conseguito un Master in Diritto ed Economia del Mare ed ha precedenti esperienze nei settori industriale, della consulenza e della finanza.

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grandi storie

» di Alessio Pelusi

C

hi è Wicky Hassan? La domanda potrebbe imbarazzare qualcuno, eppure chi è dell’ “ambiente” – come si dice - lo conosce bene; anzi, lo conosceva ed oggi ne piange la prematura scomparsa. Stiamo parlando di uno fra i più famosi e apprezzati creativi di moda degli ultimi anni. Qualche lettore potrebbe essere ancora in affanno. Allora sveliamo il mistero: se scrivo “Miss Sixty” ed “Energie” viene in mente nulla? Wicky Hassan ha fondato ed era l’azionista di riferimento del Gruppo Sixty. L’imprenditore lottava ormai da quattro anni contro un tumore, che alla fine non gli ha lasciato scampo. Dirigenti e dipendenti ricordano come, proprio in questi ultimi anni, Hassan si sia prodigato per assicurare un futuro alla sua azienda. Nonostante

rimento per i ragazzi. Le sue vetrine sono un’attrazione, anche grazie alla collaborazione con il cartoonist-disegnatore Andrea Pazienza. Attraverso la partnership con Renato Rossi, nel 1989, nasce Sixty Group. La prima collezione “Energie” e la successiva consacrazione nel settore sono conseguenze dirette di questa unione e della potenza creativa di Wicky Hassan. Col passare degli anni la società si consolida e si espande all’estero. Attualmente fanno parte del Gruppo che ha sede a Chieti Scalo, i marchi: Miss Sixty, Energie, Killah, Murphy & Nye e Refrigiwear. Recentemente è stato acquisito il prestigioso brand: “Roberta di Camerino”, al fine di posizionarsi nel settore del lusso. L’imprenditore commentava così l’operazione: «È un brand straordinario, uno

IL CREATIVO IMPRENDITORE Un grande industriale, un creativo, un uomo giusto, ecco come verrà ricordato Wicky Hassan, fondatore del Miss Sixty Group

la malattia dunque, o in ragione di quella, l’imprenditore ha intensificato i propri sforzi per consolidare il Gruppo. In tal senso ha conferito a Piero Bongiovanni, attuale amministratore delegato, e al suo management, tutte le leve necessarie per la gestione della società. La sua storia personale inizia a Tripoli, in Libia, nel 1955. Nasce da una famiglia ebraica già attiva nel settore dei tessuti e arriva in Italia nel 1967, quando il regime li costringe alla fuga dal paese nordafricano. Vive e studia tra Milano e Roma. In quest’ultima città, Hassan comincia l’ascesa nel campo della moda. Già nel 1983 il suo negozio “Energie”, in Via del Corso, è un punto di rife-

dei pochi in grado di competere con i couturiers francesi». Nel 2006 gli viene conferito il premio Pitti Immagine Award. Wicky Hassan era vicino alla Comunità ebraica di Roma ed era un ebreo praticante. Riccardo Pacifici, presidente degli ebrei romani, lo ha definito un “giusto” per le sue opere di beneficienza. Hassan era omosessuale e non ne aveva mai fatto mistero, anzi si era battuto contro pregiudizi e discriminazioni. Aveva un compagno da molti anni e con lui aveva anche adottato tre figli. Sosteneva e appoggiava iniziative e manifestazioni per la promozione e la difesa dei diritti degli omosessuali

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storie&persone

V di Denia Di Giacomo foto concesse da Rocco Micucci

«Fare il sindaco è stata un’esperienza molto stimolante. Puoi vivere da vicino le reali esigenze delle persone, i loro problemi, le loro speranze e puoi concretamente sostenerle anche nelle piccole cose»

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edi le cose e dici: «Perché?». Ma io sogno cose che non sono mai esistite e dico: «Perché no?». È da uno degli aforismi più famosi del noto commediografo George Bernard Shaw che Rocco Micucci trae linfa per vivere la sua vita, e già da questo si percepisce subito di che pasta è fatto. Originario di Rapino, in provincia di Chieti, dove ancora vive con la sua famiglia, sposato e padre di una bimba, Rocco Micucci ha alle spalle una lunga esperienza nell’amministrazione pubblica, sia come sindaco del Comune di Rapino per ben 2 legislature, che come vicepresidente dell’ente Parco Majella e dell’Ater di Chieti. Dal novembre 2009 è presidente della FIRA – Finanziaria Regionale Abruzzese – nonché membro, il più giovane, del suo Cda. «Fare il sindaco per così tanto tempo è stata un’esperienza molto stimolante. Puoi vivere da vicino le reali esigenze delle persone, i loro problemi, le loro speranze e puoi concretamente sostenerle anche nelle piccole cose. Così ho potuto acquisire un ampio raggio di competenze nella pubblica amministrazione e questo oggi mi rende consapevole del vero percorso che FIRA dovrebbe intraprendere». Queste le sue parole quando gli chiedo cosa porta con sé di quegli anni da primo cittadino. Rocco Micucci ha ereditato un ente con problemi di ogni genere, da quelli connessi all’immagine - chi può dimenticare i giornali che titolavano “Scandalo FIRA” – a quelli molto più concreti del dissesto economico e finanziario. Un ente strumentale della Regione totalmente da ricostruire, che sappia riprendersi il ruolo più adeguato e finalmente soddisfare i veri bisogni dei cittadini, questa l’attuale mission che Rocco Micucci mette in campo. Il primo grande passo di questo cambiamento è stato il trasferimento in una nuova e moderna sede posta in Via Ferrari a Pescara, alle spalle della stazione ferroviaria centrale. «Venendo in questa nuova struttura, oltre ad avere spazi più adeguati al nostro lavoro, abbiamo avuto un abbattimento sostanziale dei costi fissi, primo passaggio fondamentale per ricominciare a costruire una nuova FIRA e inoltre ho fortemente voluto che la FIRA avesse una propria entità riconoscibile e ben visibile». E di riconoscibilità si tratta, perché nelle intenzioni di Rocco Micucci c’è la volontà di rendere la FIRA un ente completamente nuovo, che possa fungere da interlocutore diretto con cittadini e imprese, diventando il legame tra banche, istituzione e università. Un filo diretto con la realtà dunque, affinché la FIRA non diventi nuovamente quell’entità astratta di cui conosciamo il triste esito. Questa grande voglia di crescita, Rocco Micucci la dimostra anche attraverso la divulgazione democratica delle informazioni, organizzando fattivi incontri con la cittadinanza per promuovere i bandi e andando anche nei comuni più piccoli, com’è successo nel caso del bando per la prima casa per il quale sono pervenuti più di 1600 progetti. «La nuova filosofia di FIRA è quella della totale trasparenza: informazioni di facile reperibilità e soprattutto meritocrazia». Oggi FIRA è impegnata in molti progetti, dalla gestione dei fondi del protocollo di Kyoto per le energie rinnovabili, alla divulgazione dell’apertura del bando inerente la legge 77 sul turismo. Progetti im-


ROCCO MICUCCI LA FIRA AGLI ABRUZZESI Conosciamo da vicino Rocco Micucci, presidente della Finanziaria Regionale Abruzzese, l’uomo di una rinata FIRA basata su trasparenza e condivisione

portanti che possono cambiare notevolmente l’attuale panorama regionale, in vista di una crescita che dovrà coinvolgere quanti più attori possibili. «Io credo molto nelle potenzialità del nostro territorio – dice con fermezza il presidente – abbiamo tesori inestimabili che devono essere il nostro passaporto per lo sviluppo, soprattutto credo molto nella green economy, nella quale oggi circa il 60% delle piccole e medie aziende stanno già investendo. E’ anche da questo che riparte la FIRA». Ma chi è nel privato Rocco Micucci, l’uomo della rinascita FIRA? E’ una persona di una grande interiorità, che non ama fregiarsi di meriti e paroloni, ma si compiace delle cose ben fatte, delle piccole gioie quotidiane e ama vivere della semplicità che la vita sa regalare. Un uomo che ha saputo lottare con grinta contro una delle peggiori malattie della nostra epoca, vincendo la battaglia e portandone con sé tutti gli insegnamenti, a dimostrazione che l’attaccamento alla vita vince ogni cosa. Ama molto la natura ed è anche per questo che ha scelto di vivere nella sua Rapino. «… Ritengo che la qualità della vita sia superiore a quella offerta dalla città, e poi questo mi permette di stare a stretto contatto con la natura. La nostra regione è straordinaria anche per questo, possiamo vivere contesti completamente diversi a breve distanza tra loro». Questo è Rocco Micucci

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storie&persone

L di Denia Di Giacomo foto di Tommy Della Frana, concesse da Grazia Dragani

«La mia filosofia di vita è cercare sempre di vedere il meglio nelle cose peggiori»

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o scorso anno al cinema c’era un film dal titolo “Ma come fa a far tutto?”, il sottotitolo era “Se fosse facile, lo farebbero anche gli uomini”. È la simpatica storia di una donna in carriera – Sara Jessica Parker - che lavora moltissimo ma, nonostante questo, riesce a mantenere vivo lo spirito famigliare e la sua vita privata fatta di due figli piccoli, un marito e i mille quotidiani impegni di sempre. Spesso parlare di donne manager o titolari d’azienda significa parlare anche di questo, di mogli e madri che amano la loro famiglia sopra ogni cosa e nonostante questo riescono alla perfezione a dedicarsi alla loro azienda, portando in essa la stessa passione e lo stesso impegno che mettono nella vita privata. Parliamo anche di una donna come Grazia Dragani, titolare delle Cantine Dragani di Ortona, una delle realtà più importanti e di successo della nostra regione, vero punto di riferimento del comparto vitivinicolo abruzzese, con una storia che comincia nel lontano 1812 e che oggi vede le Cantine Dragani come il maggior produttore ed imbottigliatore privato d’Abruzzo, oltre a rappresentare una delle aziende più dinamiche del settore, sia per produzione che per crescita, innovazioni tecnologiche e capacità distributiva dei prodotti. «Oggi essere un imprenditore donna significa impegnarsi, sacrificarsi e conciliare il lavoro con la famiglia», questo il pensiero chiaro e sincero di Grazia Dragani. Un pensiero che si rispecchia benissimo nel suo quotidiano, fatto di continui impegni da rispettare, di obiettivi da raggiungere e di equilibri da mantenere. Felicemente sposata da 22 anni e madre di 2 figlie, Valeria di 21 anni, studentessa universitaria di Economia e Gestione Aziendale e Alessandra di 17 anni, studentessa al Liceo Scientifico, Grazia divide la sua vita tra famiglia e azienda, una realtà storica che ha bisogno del suo impegno quotidiano per mantenere e diffondere quella grande passione e tradizione ereditate da suo padre Gabriele, purtroppo scomparso nel 1999. Grazia Dragani, inserita già da tempo nell’azienda, ha continuato l’attività paterna con lo spirito di una donna attenta e lungimirante, che con lo stesso self control ed il coraggio ereditati dalla sua famiglia, è riuscita a portare le Cantine Dragani nel nuovo millennio senza mai lasciare indietro la tradizione e la storia che da sempre le contraddistingue. Come ci è riuscita? «Con la determinazione la dote più importante per un imprenditore», questo il pensiero di Grazia Dragani, e se qualcuno le chiede qual è la sua filosofia di vita, quella che le permette di andare avanti con forza e di trovare sempre il giusto equilibrio nelle cose, lei dichiara con serenità: «La mia filosofia di vita è cercare sempre di vedere il meglio nelle cose peggiori», non c’è che dire, una donna di carattere. Tra le iniziative che le stanno più a cuore c’è senza dubbio il “PREMIO GABRIELE DRAGANI” organizzato in memoria dell’impareggiabile impegno di suo padre, lungimirante imprenditore e uomo di grande tempra, e portato avanti in collaborazione con il Rotary Club di Ortona. L’evento è dedicato alla cultura enologica abruzzese e ogni due anni, nel grazioso Teatro Vittoria di Ortona, le Cantine Dragani, nella persona di Grazia Dragani, premiano un personaggio che si è


GRAZIA DRAGANI

LA SIGNORA DEL VINO Conosciamo da vicino la titolare delle Cantine Dragani di Ortona, una donna piena di vita che riesce a conciliare perfettamente un’azienda di successo con una bellissima famiglia… particolarmente distinto nell’ambito della valorizzazione e della divulgazione della cultura enologica abruzzese, lo scorso 2010 il riconoscimento è stato assegnato a Luca Maroni, uno dei guru della comunicazione del vino, ora si attende l’appuntamento di quest’anno. Il premio si avvale di un comitato di valutazione presieduto dal prof. Angelo Cichelli, docente dell’Università d’Annunzio ed è sempre accompagnato ad un interessante dibattito sul mondo del nettare divino. Grazia Dragani è la prima reale e grande sostenitrice di questa ini-

ziativa culturale che la vede protagonista nella divulgazione e nello sviluppo dell’evento, forte della convinzione che ormai “La cultura del vino ha avuto una crescita tale da far avvicinare sempre di più il consumatore al mondo vitivinicolo, facendo così aumentare la qualità del vino stesso” e di conseguenza, aggiungiamo noi, l’approfondimento culturale che ad esso si collega. Forte, attenta e ben determinata, è questo il profilo di Grazia Dragani, un’altra grande donna che racchiude in sé le mille sfaccettature di un prisma

Grazia Dragani con il marito e le figlie

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storie&persone

L di Riccardo Di Persio foto concesse da Soget

Gabriele Liberatore

«La nostra politica è quella di svolgere tutti i servizi richiesti dai clienti in completo rispetto delle normative in materia, affidandoci alla professionalità ed al buon senso dei nostri dipendenti»

a Soget Trasporti nasce nel 1985 a Pescara dall’iniziativa dell’imprenditore Antonio Liberatore e suo figlio Gabriele. L’azienda esegue trasporti di merce di qualsiasi genere per conto terzi. Dopo le esperienze nella Pasquinelli di Jesi specializzata in trasporti eccezionali e sollevamenti, Antonio crea assieme a suo figlio e ad un terzo socio, ad oggi non più in attività, un’agenzia di intermediazione senza veicoli di proprietà e con una piccola sede. Circa un anno dopo, si presenta l’occasione di una vita per la piccola agenzia dei Liberatore: ovvero una commessa da parte dell’Eni per il trasporto di migliaia di tubi per la costruzione del metanodotto tra Italia e Balcani. I viaggi necessari per il trasporto delle tubazioni da Larino a Ravenna erano circa 2300; allora la piccola Soget decide di diventare grande e acquista i mezzi necessari per ultimare il lavoro commissionato dall’Eni. Reinvestendo subito i guadagni in nuovi mezzi, il parco cresce e la Soget inizia a diventare una tra le più importanti realtà imprenditoriali dell’autotrasporto. Dopo ben 27 anni di attività l’azienda pescarese con i suoi camion bianchi viaggia ancora con quegli stessi carichi che l’hanno fatta diventare grande come le attrezzature per i gasdotti e l’attrezzatura per l’industria estrattiva di gas e petrolio e tutto ciò che concerne i suoi allestimenti. Le destinazioni sono nazionali ma si allargano anche in tutta Europa: Austria, Grecia, Norvegia, Olanda e Ungheria. A fine anni novanta la Soget va ulteriormente ad ampliare i suoi servizi con lo smaltimento dei rifiuti; per questo lavoro vengono ingaggiate cisterne per rifiuti industriali, ma anche cassoni scarrabili con gru a ragno per la pulizia dei depuratori. La società pescarese è iscritta regolarmente sia nell’Albo Nazionale delle imprese esercenti servizio di smaltimento, che in quello che riguarda le imprese che effettuano la gestione dei rifiuti recuperabili. Qualità e sicurezza sono le parole d’ordine che contraddistinguono la Soget: «La nostra politica è quella di svolgere tutti i servizi richiesti dai clienti – spiega Gabriele Liberatore - in completo rispetto delle normative in materia, affidandoci alla profes-

Un mezzo della Soget a lavoro

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Il trasporto

di qualità:

l’arma vincente

della

Soget Dal 1985, l’azienda capitanata da Antonio e Gabriele Liberatore, è a disposizione delle grandi aziende per il trasporto conto terzi

sionalità ed al buon senso dei nostri dipendenti, che provengono da un’esperienza pluridecennale nel settore e conseguono periodicamente attestati di frequenza a corsi di aggiornamento sulla qualità e sulla sicurezza nei posti di lavoro. Tutti i nostri veicoli sono periodicamente controllati dal personale interno della ditta e per questo mantenuti sempre in ottima efficienza». Tutte le operazioni di manutenzione sugli automezzi vengono effettuate internamente all’azienda, in un area adibita a questo lavoro con capannoni e attrezzature certificate. Oltre all’azienda di famiglia, Gabriele Liberatore nutre una spasmodica passione per il mondo del calcio, svolgendo la carica di direttore sportivo nella piccola realtà del Sambuceto Calcio, squadra militante nei campionati minori abruzzesi. Anche qui il progetto è vincente e con la stessa teoria aziendale si è partiti dal basso per poter arrivare un giorno in categorie ben più ambite. Come ci confessa Gabriele, quella del Sambuceto non è la prima avventura nel mondo del calcio: «Sono circa vent’anni che lego il nome della mia azienda a questo sport; per me è una grande passione; fortunatamente ovunque sono stato si è sempre fatto qual-

cosa di bello ed importante. Spero che quest’anno sia l’anno buono con il Sambuceto Calcio per portare in alto il nome di questa cittadina che merita molto più di queste categorie. La nostra squadra è come una famiglia, e sono contornato da uno staff competente che ogni giorno lavora insieme a me per il raggiungimento dell’obbiettivo finale, che per scaramanzia non diciamo»

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fisco

» di Luigi Carunchio

2012, cambia “il regime dei contribuenti minimi” Dalle fatture senza ritenuta, all’esclusione dalla possibilità di beneficiare del regime sia per chi lo abbandona volontariamente sia che per chi è stato escluso. Queste ed altre le novità del nuovo provvedimento…

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al primo gennaio è entrato in vigore il regime fiscale “di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità”, meglio noto come “nuovo regime dei contribuenti

minimi”. La nuova disciplina disegnata dall’art. 27 del Decreto Legislativo n. 98 del 6 luglio 2011, convertito con modificazioni dalla legge n. 111 del 15 luglio 2011, è caratterizzata da importanti differenze apportate

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a quanto in precedenza era stato introdotto con la Finanziaria per l’anno 2008. Queste modifiche, da un lato promettono una maggiore convenienza fiscale, dall’altro introducono limiti temporali e requisiti di accesso che escluderanno molti dei contribuenti che negli anni precedenti potevano fruire delle agevolazioni previste per le piccole attività. Innanzitutto, i contribuenti potranno avvalersi del regime agevolato solo nell’anno di inizio dell’attività


e nei quattro anni successivi; poi, al fine di favorire le attività produttive svolte dai più giovani, è stato anche disposto che tale periodo si può protrarre fino al compimento del trentacinquesimo anno di età. Insieme a questo limite temporale sono stati altresì introdotti nuovi requisiti necessari ed in particolare: è previsto che il contribuente non deve aver esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività, altra attività di tipo artistico, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare; è previsto che l’attività intrapresa non deve costituire in alcun modo mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo; e ciò dovrà essere valutato tenendo conto della sostanziale prosecuzione e non anche della sola formalità, con esclusione del periodo di tirocinio obbligatorio ai fini dell’esercizio di arti o professioni. Nel caso in cui il contribuente si trovi a proseguire un’attività svolta da altro soggetto, potrà inoltre fruire del regime agevolato se i ricavi dell’attività subentrata non erano superiori a 30.000 euro. I soggetti che rispettano questi nuovi e più stringenti requisiti potranno godere però di un’imposta sostitutiva molto conveniente, pari all’aliquota del 5% in luogo della precedente 20%, applicata al reddito definito con le stesse modalità semplificate già note

ai vecchi contribuenti minimi. Altra novità riguarda poi le ritenute d’imposta. Infatti, sin dall’emanazione del decreto era evidente che l’applicazione di un’aliquota fiscale così bassa, unita all’assoggettamento dei compensi alla ritenuta del 20%, avrebbe generato delle situazioni di credito cronico, ancora più gravi poi nei confronti dei professionisti iscritti a casse di previdenza private che non avrebbero avuto neanche la possibilità di utilizzarli in compensazione. Per tale motivo, l’Agenzia delle Entrate con provvedimento del 22 dicembre 2011 ha stabilito che i compensi riferibili al nuovo regime dei minimi non sono assoggettati a ritenuta d’acconto da parte del sostituto d’imposta, ferma restando la necessità di rilasciare, da parte dei percipienti, una dichiarazione alla controparte in cui si attesta l’applicazione di tale regime fiscale. A seguito dell’introduzione dei nuovi requisiti, molti contribuenti non avranno più diritto alla fruizione delle agevolazioni già dal periodo di imposta 2012. Tra questi, coloro che potranno rientrare nel cosiddetto regime degli “ex minimi”, anche questo introdotto dalla “Manovra correttiva”, potranno continuare a fruire dell’esonero dall’IRAP, ma saranno obbligati al calcolo ordinario dell’irpef e soggetti alla disciplina relativa agli studi di settore

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» di Antonio Teti

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Occorre un Data Scientist! È la nuova figura professionale del futuro, a cui le aziende non potranno rinunciare. Si chiama Data Scientist, ed è lo scienziato delle informazioni!

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econdo un recente studio condotto da IDC1 alcuni mesi fa, nel giro di alcuni anni saranno creati, a livello planetario, circa 1,8 zettabyte di dati (un zettabyte equivale a 1000 miliardi di gigabyte) che tradotto in altri termini, potrebbe essere definito come “un universo di informazioni”. Questo sovraccarico informativo, secondo un recente studio condotto da IDC imporrà a tutte le aziende del mondo, al massimo entro il 2020, l’ampliamento delle rispettive dotazioni di computer utilizzate per la memorizzazione dei dati, per un valore pari a circa dieci volte quello attuale. Com’era prevedibile, la notizia ha gettato nello scompiglio un gran numero di organizzazioni che non si sentono minimamente pronte ad affrontare questa sfida, ed in particolare le grandi multinazionali, che detengono il maggior numero di sistemi informativi. Tra le diverse preoccupazioni c’è

senz’altro quella riconducibile ai costi energetici che dovranno sostenere le imprese, per alimentare questo numero sterminato di computer assetati di energia elettrica, ma ciò che preoccupa maggiormente i CIO (Chief Information Officer), e che considerano come grande elemento di criticità, è l’inarrestabile aumento dei dati, che produrrà più difficoltosa la ricerca intelligente delle informazioni. Tradotto in altri termini, le aziende saranno costrette ad aumentare le risorse umane dedicate alla ricerca, selezione e analisi delle informazioni, azione che produrrà un incremento dei costi e dei tempi dedicati a queste attività. I timori dei responsabili IT, sono stati evidenziati anche da un’indagine condotta da Gartner2 che ha sottolineato come la crescita continua dei dati, rappresenti la problematica più avvertita dagli IT Manager. Circa il 47% degli intervistati la reputa tra i primi tre

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ict

elementi di criticità. In funzione di quanto messo in evidenza, appare chiaro che per gestire il futuro mare magnum dei dati, sarà indispensabile identificare una nuova figura che sia in grado di ottimizzare la gestione delle informazioni attraverso nuove metodologie di ricerca, acquisizione e analisi delle stesse. Il Data Scientist (o scienziato dei dati) sarà la figura preposta alla risoluzione di questo nuovo problema. Ma quali caratteristiche e responsabilità dovrebbero essere attribuite ad una figura del genere? In che modo potrebbe aiutare un’organizzazione a gestire in maniera ottimale enormi ed eterogenei database di informazioni? Tra le maggiori capacità professionali, alcune costituiscono la base fondante su cui costruire questa singolare competenza: capacità di individuare gli algoritmi migliori per le operazioni di data mining; capacità di individuare i criteri di analisi di maggiore rilevanza; capacità di sviluppare nuove metodologie in grado di ottimizzare la qualità, la gestione, l’estrapolazione, la presentazione e la distribuzione dei dati e la capacità di analizzare le informazioni acquisite, estraendo dalle stesse indicazioni preziose per azioni operative e/o strategiche. Naturalmente le capacità dello scienziato non devono limitarsi solo a quelle finora evidenziate. Egli, ad esempio, dovrà essere in grado di vagliare una serie di fonti informative diverse prima di decidere quali possono essere utilizzate dalla sua organizzazione. Così come dovrà sapere come incrociare tra loro le informazioni o i contenuti provenienti da più fonti, sia che si tratti di informazioni provenienti da social network, blog e dati contenuti nei web server o dalle registrazioni delle transazioni online. Inoltre dovrà essere in grado di gestire dati di maggiore complessità (come

quelli geospaziali), e dovrà utilizzare algoritmi di ricerca più raffinati, in grado di scansionare (attraverso le operazioni di data mining) gli immensi database di terabyte di dati, in tempi relativamente brevi. Per quanto concerne l’analisi delle informazioni, dovrà essere in grado di selezionare, tra i molti disponibili sul mercato, lo strumento di business intelligence più adeguato per effettuare le analisi verticalizzate richieste dalla struttura per la quale lavora. Il Data Scientist, deve quindi possedere competenze ad ampio spettro, come la conoscenza delle problematiche legali, legate alla questione del trattamento dei dati personali e provenienti da fonti esterne, ma anche competenze statistiche, per la ricerca dei modelli nei dati, e conoscenze nel campo della matematica, per la scelta dei metodi di calcolo, probabilità e numerici. Anche se potrà sembrare strano, lo scienziato dei dati dovrà possedere anche una mentalità orientata alle arti e alla creatività, per far si che possa elaborare visioni sulla gestione intelligente dei dati e del loro possibile utilizzo per finalità diverse da quelle originarie. Il Data Scientist è una figura innovativa per la sua creatività, interesse e capacità di esplorazione dei dati, per ottenere da essi le migliori indicazioni per l’ottimizzazione dell’azienda. Se consideriamo che la necessità di consulenti di social media è cresciuta con la nascita dell’era dei social network, non c’è da stupirsi se nel giro di pochi anni, l’esplosione dei dati richiederà una figura esperta nella gestione delle informazioni. Qualche mese fa, il presidente della Commissione europea José Manuel Durao Barroso ha asserito “Steve Jobs ha cambiato il mondo grazie alla creatività”. Tecnologia e creatività: un binomio indissolubile!

1. IDC (International Data Corporation). È un’azienda statunitense fondata nel 1964 e leader a livello mondiale nell’ambito della ricerca di mercato, dei servizi di consulenza e degli eventi nei settori dell’Information Technology, delle telecomunicazioni e della tecnologia consumer. 2. Gartner Inc. Azienda multinazionale statunitense specializzata in analisi, ricerche e eventi nel settore ICT - Information and Communication Technology (www.gartner.com)

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creatività&innova ione » di Simone D’Alessandro

Abolire la proprietà intellettuale potrebbe accelerare l’innovazione?

«S

e la gente avesse capito come si concedono i brevetti nel momento in cui la maggioranza delle idee di oggi sono state inventate e avesse chiesto di brevettarle, il settore sarebbe entrato in completa impasse». Questa dichiarazione, rilasciata da Bill Gates nel 1991 (quando la Microsoft era forte, ma non ancora un colosso) è una delle numerose frasi ad effetto presenti in un libro appena uscito in Italia di Michele Boldrin e David K. Levine dal titolo “Abolire la proprietà intellettuale”, edito da Laterza. La tesi dei due economisti della Washington University di St. Louis è semplice e, con i dovuti distinguo, anche condivisibile: “per favorire l’innovazione o accelerarne alcuni processi bisognerebbe abolire la proprietà intellettuale”. Ovviamente l’analisi descritta nel libro è molto più articolata. Gli autori analizzano seriamente la storia dei rallentamenti di numerosi processi innovativi, dovuti a un nefasto utilizzo della proprietà intellettuale. Tuttavia, utilizzano in modo forzato le opinioni dei grandi guru. Torniamo, per una attimo, alla dichiarazione rilasciata da Bill Gates e cerchiamo di completarla con altre frasi collegate alla prima e riportate in un memorandum Microsoft del 1991: «Se la gente avesse

Nel loro libro appena uscito in Italia, Michele Boldrin e David K. Levine analizzano seriamente la storia dei rallentamenti di numerosi processi innovativi, dovuti a un nefasto utilizzo della proprietà intellettuale

La copertina del libro “Abolire la Proprietà Intellettuale” di Michele Boldrin e David K. Levine

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creatività&innova ione

Megaupload e Napster rispettivamente un sito e un programma di file sharing accusati di violare la proprietà intellettuale

capito in che modo sarebbero stati concessi i brevetti quando fu inventata la maggior parte delle idee di oggi e avesse depositato un brevetto, l’industria sarebbe oggi completamente paralizzata. La soluzione è brevettare tutto quello che possiamo. Un’azienda agli esordi che non disponesse di propri brevetti verrà obbligata a pagare qualsiasi prezzo che i giganti decidono di imporre». Boldrine e Levine hanno estrapolato dal contesto senza citare la seconda affermazione di Gates nella quale si afferma che ogni impresa agli esordi deve innovare, ma anche difendersi dalle aggressioni esterne. Allora il discorso si complica: se è vero che l’eccesso di brevetti rallenta l’innovazione, evitando la condivisione delle conoscenze in tempo reale, è anche vero che se non ci fosse alcuna possibilità di tutela, i colossi potrebbero decidere di copiare da piccoli inventori solerti per poi rivendere meglio, potendo contare su maggiori canali distributivi e su un investimento in comunicazione tale da oscurare il primato dell’inventore. Il vero tema non è la proprietà intellettuale in sé, ma i modi e i tempi attraverso i quali farla rispettare, evitando che essa si dimostri semplicemente un monopolio, ossia la negazione del concetto stesso di libero mercato (e parlo di concetto perché, ad oggi, il libero mercato rimane ancora una grande utopia). Teoricamente, in un regime capitalistico caratterizzato dalla tutela della

proprietà privata, ciò che vale per un terreno o per un bene immobile, dovrebbe valere anche per un’idea. Se una persona acquista una casa può decidere di rivenderla o ristrutturarla. Se più individui acquistano - da un soggetto terzo - un’idea libera da copyright o da brevetto, possono decidere di migliorare l’idea o cestinarla; non possono impedirsi vicendevolmente l’utilizzo, né possono impedire al soggetto che ha venduto loro l’idea, di rivederla ancora. Ma quando un’idea è tutelata da brevetto/copyright, i soggetti che hanno deciso di tutelarsi possono monopolizzare l’idea dicendo ad altre persone come possono e, soprattutto, come non possono usarla. In altre parole, la cosiddetta proprietà intellettuale, ad oggi, consiste in una forma particolare di proprietà che per definizione impedisce la concorrenza. In regime di concorrenza l’innovazione corre più veloce. Un esempio eclatante è rappresentato dal settore dei software – dove nella maggior parte dei casi non è possibile brevettare – un universo in cui le innovazioni sono avvenute nel modo più rapido possibile rispetto ad altri campi. Ad oggi la proprietà intellettuale contiene, citando i due economisti, «il diritto di esclusione dall’uso, ossia il diritto di monopolizzare una certa idea impedendo ad altri il libero utilizzo». Allora si tratterebbe di monopolio intellettuale e non di proprietà intellettuale. In questo senso le leggi in materia dovrebbero essere riviste. Il tema è, però, controverso: sono all’ordine del giorno i casi in cui una piccola realtà investe tutto su un nuovo prodotto, per poi rischiare il fallimento nel momento in cui si accinge a lanciarlo sul mercato. Nel momento di massima difficoltà interviene una grande azienda che si prodiga per aiutare la piccola. In che modo? Ricomprandola, o copiando il prodotto, o acquistando il brevetto. Solo nell’ultimo caso, forse, la piccola azienda riesce a riguadagnare le perdite dovute al tempo impiegato in ricerca e sviluppo, consapevole del fatto che se avesse investito anche nella commercializzazione del prodotto, molto probabilmente sarebbe morta. Tuttavia, è anche vero che la grande impresa potrebbe decidere di comprare il brevetto per eliminare il nuovo prodotto o decidere di rinviare il suo lancio, in modo da favorire altri prodotti obsoleti, ma ancora profittevoli. Ciò a tutto detrimento del salto innovativo e soprattutto della schumpeteriana “distruzione creatrice” che da sempre alimenta lo spirito della libera concorrenza. Ma esiste la libera concorrenza o assistiamo da sempre a prove di forza tra chi ha più potere (legale, commerciale, distributivo, comunicativo) e chi può solo essere fornitore di idee?

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norme&leggi » di Filippo Paolini

SSRL, le nuove società per gli under 35

Si tratta di una società di capitali a responsabilità limitata con capitale sociale minimo di 1 euro, che può essere costituita senza atto notarile grazie ad una comunicazione presso il Registro delle Imprese, i cui soci, dal momento della costituzione e per tutta la durata sociale, devono obbligatoriamente essere minori di 35 anni di età

S

i scrive SSRL, si legge semplificare l’accesso dei giovani al mondo imprenditoriale. È una delle tante novità portate dal decreto legge sulle liberalizzazioni (n. 1/2012) che qui esamineremo insieme al nuovo “Tribunale per le imprese”, precisando che in questo momento il decreto è ancora in corso di conversione e quindi potrebbe subire modifiche in Parlamento. Dicevamo SSRL, società semplificata a responsabilità limitata: si tratta di modello semplificato di società di capitale che potrà essere costituita con capitale

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sociale minimo di un solo euro (da conferire esclusivamente in denaro) e senza necessità dell’atto pubblico e, quindi, di esborsi per spese notarili, a patto che tutti soci abbiano un’età inferiore a trentacinque anni. Cade, dunque, la soglia del capitale minimo che per le società a responsabilità limitata “ordinarie” è pari a 10.000 euro e deve essere obbligatoriamente versato presso una banca, almeno in parte, o integralmente per le srl ad unico socio. È chiaro che l’ipotesi del capitale sociale di un solo euro è suggestiva, ma difficilmente attuabile, atteso


che, per operare, la società dovrebbe ricorrere fin da subito ai finanziamenti soci o ad aumenti di capitale e che, comunque, anche una minima perdita d’esercizio innescherebbe l’operatività di quelle norme del codice civile già esistenti, che impongono il reintegro del capitale nella misura iniziale laddove risulti diminuito per oltre un terzo e/o al di sotto del minimo legale (in questo caso, appunto 1 euro). Resta, tuttavia, il giudizio positivo sulla possibilità, questa si molto realistica, di un investimento inziale molto limitato per l’avvio dell’impresa. È interessante notare, infine, come il requisito “under 35” deve essere rispettato da tutti i soci non solo all’atto della costituzione, ma per tutta la durata della società. Quindi, se un socio compie i trentacinque anni, la società deve essere trasformata oppure il socio è escluso di diritto; mentre se il requisito è perso da tutti i soci, la mancata trasformazione in altro tipo societario comporta lo scioglimento. Passiamo ora all’istituzione delle sezioni specializzate dei tribunali dedicate alle imprese, che dovrebbero divenire operative da fine aprile. Più che di una vera e propria novità, si tratta di un restyling delle sezioni specializzate in materia di proprietà industriale ed intellettuale, introdotte dal decreto legislativo 168/2003. Giudicheranno sulle controversie riguardanti l’esercizio dell’attività imprenditoriale, dalla proprietà industriale alla concorrenza sleale, dal diritto d’autore agli appalti pubblici se sussiste la giurisdi-

zione ordinaria, per finire alla class action. Inoltre, relativamente alle società per azioni e in accomandita per azioni (e alle società da queste controllate o che le controllano), le sezioni specializzate giudicheranno nelle cause tra soci e tra soci e società, in quelle relative alle partecipazioni, all’impugnazione di deliberazioni di organi sociali, ai patti parasociali, nei contenziosi contro gli organi amministrativi o di controllo, nelle cause di responsabilità. Si punta, evidentemente, ad una giustizia “specializzata” per le imprese, individuando uffici giudiziari dove operano magistrati “dedicati” alla trattazione di materie inerenti le attività economiche, nella speranza di processi più spediti e, soprattutto, di canoni interpretativi giurisprudenziali più uniformi che, alla lunga, potrebbero garantire più certezza del diritto e meno litigiosità. Attenzione, però! Il nuovo “tribunale per le imprese” costerà molto molto caro. Il contributo unificato, vale a dire la tassa che si paga all’erario per poter accedere alla giustizia, verrà addirittura quadruplicato, senza tralasciare che, in generale, per il grado di appello, era già stato aumentato della metà e per la Corte di Cassazione, raddoppiato. Per fare un esempio, un contenzioso del valore di trecentomila euro (facilmente raggiungibile nelle materie oggetto della competenza delle nuove sezioni), costerà oltre quattro mila euro in primo grado, oltre sei mila in appello ed oltre ottomila per il terzo grado. A ciò andrà sommata, ovviamente, la parcella del professionista. Una stangata che renderà impraticabile l’accesso alla giustizia per molte imprese

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ricerca&innova ione » di Luciano Fratocchi

Il coraggio di dire le cose

È quanto ha fatto il vice-ministro Michel Martone che ha definito “sfigati” coloro che si laureano dopo i 28 anni. Proviamo ad analizzare questa dichiarazione che ha suscitato così tante polemiche...

L’

ISTAT ha certificato che la disoccupazione giovanile in Italia nel 2011 si è attestata al 30,4%, contro il 6,7% della Germania ed il 16,7% della media OCSE. Un risultato che dovrebbe far pensare molto i policy maker, l’opinione pubblica, i giovani e le loro famiglie. Non ritengo che l’unica spiegazione del fenomeno sia rappresentata dalla crisi globale che attanaglia le economie europee; anche la Germania e gli altri paesi OCSE soffrono la crisi ma in quei paesi i giovani hanno minori difficoltà

a trovare lavoro. Le motivazioni del dato italiano sono molteplici ed affrontarle tutte insieme in un articolo di poche migliaia di parole non è possibile; mi soffermo quindi su una sola di dette cause: le scelte di scolarizzazione post-licenza media e post-diploma. Da docente universitario spesso sono richiesto da imprese (abruzzesi e non) per segnalare “giovani laureati brillanti” da inserire in quella che un mio “vecchio” laureato ha recentemente definito la “catena alimentare dei contratti di lavoro”, che va dal tirocinio

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ricerca&innova ione

formativo senza rimborso spese al contratto a tempo Sono state scritte fiumane di parole sul fatto che un indeterminato. Non è raro che mi trovi a risponde- Vice-ministro non può usare il termine “sfigati” e re “dovete aspettare la prossima sessione di laurea” non può offendere chi deve sostenere i propri studi perché la quasi totalità dei neolaureati in Ingegneria lavorando. Quanto alla prima critica (uso di termini gestionale trova una qualche forma di collocazione (ri- del gergo giovanile) ritengo che il vice-ministro abbadisco, spesso precaria) in tempi assai contenuti. bia scelto la parola giusta perché l’uditorio non era Se andiamo ad analizzare il dato sulla disoccupazione il G8 o l’Europarlamento ma giovani a cui far capire giovanile – ed in particolare quello dei laureati - sco- che la formazione professionale e l’apprendistato siano priamo infatti che chi “sta a spasso” sono spesso “dot- strade altrettanto valide per trovare un lavoro onesto tori” che hanno scelto che dia la possibilità di corsi di studio che non realizzarsi. Quel termine li hanno preparati per è abitualmente utilizzaun mestiere veramento dai giovani ed è cate richiesto dal mercato pito da tutti loro, senza del lavoro (reato di cui rischio di lasciare dubbi le Università dovrebinterpretativi. bero essere chiamate a Quanto alla seconda cririspondere, dato che si tica (studenti lavoratori) sono spesi – e si contimi vien da dire che forse nuano tutt’ora a spendeè “sfigato” chi non ha re - soldi pubblici) e/o capito al volo che ci si non si sono preoccupati riferiva a chi “per medi arrivare sul mercato stiere” fa lo studente e del lavoro in maniera non a chi lavora e studa poter essere definiti dia, persone alle quali va ”giovani” e “brillanti”. il massimo rispetto per Con riferimento all’età i sacrifici a cui si sotdi laurea non posso non topongono. Da docente ricordare che nelle scorse universitario non accetto settimane una delle più che si pensi all’Universivivaci polemiche nel notà come un parcheggio stro Paese ha riguardato dal quale si uscirà – prila famosa frase del vicema o poi – magari proministro Michel Martone vando e riprovando a sugli “sfigati” che si laufare esami fino a quando reano dopo i 28 anni. capita l’occasione giusta Il vice-ministro Michel Martone Ho avuto il piacere di per “passare l’esame”. Lo incontrare di persona studio universitario deve l’allora prof. Martone nel infatti essere visto come 2009 quando partecipò come discussant alla presen- un “lavoro”, al pari di quello che il titolo poi dovrebbe tazione di un Rapporto di ricerca sulle professionali- assicurare a chi ha completato in tempi “accettabili” il tà presenti nelle aziende manifatturiere abruzzesi che percorso di studi. avevo curato per conto del Centro Studi di Confindu- Mi permetto di andare oltre e dire che è veramente tristria Abruzzo. In quell’occasione, il prof. Martone si ste che siano passate quasi del tutto sotto silenzio le portò appresso degli allievi teramani del suo corso in successive due frasi di Martone quando si complimenDiritto del lavoro e si rivolse loro con un linguaggio di- tava con chi a diciotto anni decide di fare un istituto retto indicandogli come interpretare i risultati presen- tecnico professionale e “di farlo bene”. Forse ad essere tati. Pur non utilizzando il termine che ha sconvolto “sfigati” non sono solo i laureati ultraventottenni ma tanti italiani illustri nelle scorse settimane, sottolineò chi non capisce che è tempo di lanciare messaggi forti chiaramente – e più volte - che è necessario laurearsi perché il momento è grave ed alto il rischio di rovinare “presto e bene”. per sempre la generazione dei giovani

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finan a&mercati

La sede UniCredit a Roma

» di Alfredo De Vincentis

Le risorse delle fondazioni bancarie Forse sarebbe opportuno, data la condizione finanziaria attuale, rimettere in questione il ruolo delle fondazioni e dei loro capitali…

L

e fondazioni bancarie furono introdotte nel nostro sistema finanziario dalla legge Amato del 1990, in funzione dell’adeguamento del sistema creditizio italiano alle norme europee, anche come requisito richiesto dalla comunità europea per l’unificazione dei mercati dei capitali. Per questo furono riorganizzati gli enti pubblici creditizi in forma di SpA e furono poste le basi per una riforma degli istituti di diritto pubblico, così come delle Casse di Risparmio, le quali furono divise fra le nuove SpA e le fondazioni appunto, attribuendo a queste ultime le partecipazioni al 100% del capitale. Si parlò però di “privatizzazione fredda”, perché in realtà il controllo degli istituti di credito rimaneva ancora in mano pubblica, nelle fondazioni. Non dimentichiamo che i capitali delle fondazioni sono di fatto soldi dei cittadini: conferendo ex lege ad esse le partecipazioni di maggioranza in banche pubbliche, automaticamente si conferiscono alle stesse risorse dei cittadini. Si è discusso sulla natura giuridica delle fon-

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dazioni, se pubbliche, o private (con il decreto Ciampi fu istituita la natura di personalità giuridica privata, ma con il decreto Tremonti del 2001 l’intervento statale subisce una espansione con il ruolo del Ministero del Tesoro). Da qui nasce l’idea di liquidare ex lege le fondazioni e incamerare (nelle casse dello stato) i capitali. Dal 16° rapporto sulle fondazioni si vede come in realtà soltanto 15 fondazioni conservano una maggioranza (nel rispetto della legge che prevede una deroga in tema di controllo a favore delle donazioni di piccola dimensione); tuttavia le partecipazioni sono sempre importanti e soprattutto sono incrociate, condizione che contribuisce a conservare presso le fondazioni notevoli poteri di decisione in merito alla gestione degli istituti di credito. Potere esercitato secondo logiche spesso politiche, e che pongono forti incentivi ad allontanarsi da gestioni finalizzate alla massimizzazione del risultato. Dunque le fondazioni rappresentano un presidio politico nelle istituzioni bancarie1.


Il direttore generale della fondazione MPS, Marco Parlangeli afferma: «A me sembra che le fondazioni debbano svolgere, e nel concreto svolgono, il ruolo che compete a un grande azionista: scegliere il management e garantirgli piena autonomia, senza entrare nel merito delle scelte gestionali. Ovviamente poi le fondazioni, insieme agli altri azionisti, devono valutare le performance del management e decidere se e quando cambiarlo»2. Appunto. E le nomine nelle fondazioni sono frutto spesso di scelte politiche, da parte di enti locali, associazioni o addirittura di gerarchie ecclesiastiche. Il presidente dell’Acri Giuseppe Guzzetti, in verità un po’ retoricamente, ribadisce invece nel corso della 86°giornata mondiale del risparmio, l’incompatibilità tra gli amministratori delle fondazioni e delle banche (da un punto di vista formale), e afferma: «Credo che nessuno possa augurarsi lo scenario in cui sfocerebbe, oggi, l’estromissione di fatto o di diritto delle fondazioni dalle banche. Sarebbe o la loro consegna ad azionisti stranieri, o il ripristino di prassi vigenti quando le interferenze politiche erano la regola». Lo stesso Guzzetti a più riprese ha affermato l’imprescindibile ruolo giocato dalle fondazioni bancarie nel salvaguardare la stabilità e l’efficienza del sistema bancario italiano. L’ultima vicenda Unicredit però lo smentisce: il crollo del titolo da inizio anno per circa il 50%, spiegato con il solito discorso degli speculatori cattivi e cinici, in realtà si comprende sapendo che le fondazioni non si sono comportate come Guzzetti assicura: le fondazioni hanno annunciato soltanto una parziale sottoscrizione dell’aumento di capitale in Unicredit; segnale questo molto significativo per il mercato. Questo caso segnala forti difficoltà delle fondazioni ad assolvere al loro ruolo. Anzi, sono un elemento di destabilizzazione e impongono incentivi impropri per la gestione degli istituti bancari. Assorbono reddito prodotto dalle banche, non ne producono. Ma come impiegano i redditi derivanti dalle partecipazioni? La legge assegna alle fondazioni un’attività istituzionale: quella di perseguire scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico del territorio di riferimento, e per questo impiegano le risorse ottenute dall’investimento del patrimonio in erogazioni di contributi a fondo perduto a operatori pubblici o privati, per la realizzazione di attività di pubblico interesse.

Il presidente dell’Acri Giuseppe Guzzetti

Dal 16° rapporto, si può facilmente arguire che la gestione delle fondazioni bancarie, relativamente agli aspetti che le leggi individuano come loro primario scopo, è inefficiente. Ecco perché: se mettiamo a raffronto la quantità di risorse investite in progetti di sviluppo del capitale sociale, umano ed economico di riferimento, con quanto in effetti costa in termini di ordinaria amministrazione tenere in vita le fondazioni, scopriamo che queste ultime coprono per il 50% le elargizioni benefiche3. Questo per il “metodo”. Per il “merito” della questione si possono avanzare altrettanti appunti. La legge prevede due tipi di interventi istituzionali: perseguimento degli scopi di utilità sociale e sviluppo economico. Il settore più finanziato è quello dell’arte e cultura con il 31% (423,1 mln di euro) delle risorse totali, mentre quello dello sviluppo economico si vede attribuito solo l’8% delle risorse totali impiegate in attività istituzionali4. A questo dato potremmo aggiungere quello relativo alle spese in ricerca pari al 12,5% del totale (171,1 mln di euro), ottenendo un 20,1% del totale delle risorse impiegate, ancora di gran lunga inferiore al 31% dedicato all’arte, attività e beni culturali. È necessario più impegno agendo su una maggiore diversificazione dell’attivo, e intervenendo sempre più su operazioni di investimento nel medio e lungo termine finanziando operazioni di private equity e venture capital in misura molto maggiore rispetto a quanto in realtà stia già avvenendo

1. Per Unicredit: http://it.wikipedia.org/wiki/Unicredit#Principali_azionisti Per IntesaSanpaolo: pag.20, relazione annuale 2011 2. Il Sole24Ore, 17 Ottobre 2010. 3. Sedicesimo rapporto sulle fondazioni di origine bancaria, Acri, 2010, pag. 54 4. Sedicesimo rapporto sulle fondazioni di origine bancaria, Acri, 2010, pag. 88

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lavoro in corso

» di Andrea Bonanni Caione*

In attesa delle annunciate riforme, le potenzialità del contratto di apprendistato

L’

attenzione riservata dal Governo e dalle Parti sociali al contratto di apprendistato induce ad alcune riflessioni sul tema, con lo scopo di individuare, tra i numerosi elementi di novità introdotti di recente dal Legislatore, quelli più idonei a tradursi in fattori di crescita e di sviluppo per le imprese. Innanzitutto la natura di contratto di lavoro a tempo indeterminato con possibilità di recedere all’esito dello svolgimento del piano formativo. Si tratta di uno degli elementi di spicco di tale contratto, per la sua intrinseca attitudine a contemperare da un lato l’esigenza di assicurare una certa stabilità al rapporto di lavoro fino a che perdura la formazione e, dall’altro, la necessità imprenditoriale di godere di una finestra temporale nella quale valutare l’effettivo conseguimento degli obiettivi formativi finalizzati al conseguimento della qualifica. La normativa apre alla possibilità di formalizzare il piano formativo entro 30 giorni dalla instaurazione del rapporto ed istituzionalizza, attraverso un preciso richiamo normativo l’alternativa recesso/silenzio-conferma finendo per rafforzare il divieto di esercitare il potere di recesso durante il periodo di formazione, senza una giusta causa o un giustificato motivo. La delega alla contrattazione collettiva – nella forma dei contratti interconfederali ovvero dei contratti di livello nazionale - alla quale si affida il compito di dare contenuto alla formazione dell’apprendista, so-

prattutto nei casi in cui l’offerta formativa pubblica debba essere integrata da quella di livello aziendale. Di particolare rilevanza appare poi l’esplicitazione della possibilità di fruire di lavoratori apprendisti anche in virtù di contratti di somministrazione di manodopera ex d.lgs. n. 276/2003. Se, da un lato, tale opzione non può dirsi nuova (la normativa già abilitava le parti alla stipula di ogni tipo di contratto di lavoro nei casi di somministrazione a tempo indeterminato), l’inciso appare in grado di vivificare l’impiego dell’istituto e di spiegare importanti effetti di carattere sistematico, andando ad interagire anche con la più complessiva tematica delle causali del contratto di somministrazione. Senza dimenticare la possibilità, allo studio, di utilizzare i fondi previsti dalla Legislazione di settore al fine di finanziare i percorsi formativi degli apprendisti somministrati. Lo strumento negoziale in esame, infine, gode storicamente dell’innegabile vantaggio competitivo derivante dalla circostanza che – fatte salve specifiche previsioni di legge – i lavoratori assunti con contratto di apprendistato sono esclusi dal computo dei limiti numerici previsti da leggi e contratti collettivi per l’applicazione di particolari normative ed istituti. Sembra quindi che ci siano tutte le premesse per un effettivo utilizzo di tale strumento contrattuale e non resta che attendere gli ulteriori sviluppi, al fine di dare compiuta attuazione ad uno strumento normativo di sicuro interesse per le aziende ed i lavoratori coinvolti

* Avvocato - managing partner LabLaw

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credito&finan a » a cura della redazione

Credito,

arriva la garanzia statale per i prestiti alle PMI Confesercenti attiva Cosvig, il primo canale diretto per le banche abruzzesi per sbloccare i finanziamenti

L

e banche abruzzesi potranno contare sulla garanzia statale per concedere prestiti alle piccole e medie imprese. E’ stato attivato infatti anche in Abruzzo il Consorzio per lo Sviluppo delle Garanzie (Cosvig), lo strumento che consente alle banche di abbattere al minimo i rischi di erogare finanziamenti alle imprese utilizzando il Fondo centrale di Garanzia con procedure semplificate e tempi abbattuti anche del 50 per cento. Cosvig è ad oggi il primo e unico strumento operativo in Abruzzo in questo senso. Già attivo in 15 regioni, Cosvig – lanciato da Confesercenti e aperto alle imprese di ogni settore, dal commercio al turismo all’artigianato fino alle piccole industrie – permette infatti al sistema bancario di abbattere in maniera considerevole i tempi per accedere al Mediocredito Centrale, gestore del Fondo centrale di Garanzia: attraverso questo strumento lo Stato si fa carico fino all’80 per cento del rischio che una banca corre nel concedere un finanziamento alle partite Iva. E Confesercenti, attraverso Cosvig, ha deciso di aprire un canale preferenziale in Abruzzo per finanziamenti di importi

consistenti nei settori commercio, artigianato, turismo, servizi e piccola industria. «Siamo già operativi con le convenzioni attivate a livello nazionale da Cosvig e che riguardano la rete abruzzese di banche come Unicredit, Intesa-Sanpaolo, Bnl, Monte dei Paschi, Unipol e Bancapulia» spiega Beniamino Orfanelli, presidente regionale di Confesercenti, cui fa riferimento Cosvig, «e stiamo procedendo alla stipula delle convenzioni con le altre banche abruzzesi. Questo strumento si affianca al nostro sistema di consorzi fidi, fra i più solidi da un punto di vista patrimoniale in Abruzzo, e integra l’offerta di Confesercenti per i finanziamenti». «Riteniamo utile in questa fase mettere in campo ogni strumento – spiega Enzo Giammarino, direttore regionale di Confesercenti, «perché l’accesso al credito bancario è la vera emergenza di questo momento, e bisogna abbattere il muro sempre più alto che c’è fra banche e imprese. Il nostro obiettivo è sbloccare l’erogazione di finanziamenti alle imprese abruzzesi: Cosvig completa la gamma di garanzie offerte dai nostri confidi». Il confidi Coopcredito infatti ha la possibi-

Beniamino Orfanelli

Enzo Giammarino

lità anche di controgarantirsi direttamente dal Mediocredito Centrale o dal fondo centrale di Confesercenti, Commerfin. Sono quattro le nuove linee di credito aperte da Cosvig in Abruzzo: le operazioni semplificate, il microcredito, le startup e le pratiche ordinarie. Sono già operativi quattro sportelli presso le direzioni provinciali di Confesercenti (www.confesercentiabruzzo.it) ed è attivo uno sportello ad hoc presso la sede centrale del confidi Coopcredito (0871402598), incaricato da Confesercenti di gestire la raccolta in Abruzzo. Nel 2010, ultimo bilancio disponibile, Cosvig ha assistito finanziamenti per oltre 336 milioni di euro

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» di Alessio Pelusi

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notizie importanti Novità sulla formazione prevista dal D. Lgs. 81/2008: dopo una lunga attesa, approvato l’Accordo Stato-Regioni

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a scottante attualità – come si dice in termini giornalistici – fa deviare la naturale prosecuzione di questa rubrica. “Obbligandoci” ad un salto in avanti. È necessario, infatti, occuparsi di formazione. Il 21 dicembre scorso, la conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sanciva un paio di accordi, attesi da tempo. Il primo riguarda i corsi di formazione per lo svolgimento diretto, da parte del datore di lavoro, dei compiti del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dei rischi, ai sensi dell’art. 34, commi 2 e 3 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. Occupandosi anche dei contenuti e le articolazioni e le modalità di espletamento del percorso formativo. L’altro accordo riguarda la formazione dei lavoratori ai sensi dell’articolo 37, comma 2, del medesimo decreto e disciplina la durata, i contenuti minimi, le modalità della formazione, nonché dell’aggiornamento dei lavoratori e delle lavoratrici, dei preposti e dei dirigenti e la formazione facoltativa dei soggetti indicati. Nel primo accordo il percorso formativo del datore di lavoro ha una durata minima di 16 ore e una massima di 48 ore. I percorsi sono articolati, infatti, in moduli associati a tre differenti livelli di rischio: basso di 16 ore, medio di 32 ore ed alto di 48 ore. I suddetti moduli vengono assegnati in base al settore Ateco 2002 di appartenenza. Entrambi gli accordi, inoltre, prevedono l’individuazione puntuale dei soggetti formatori e dei loro curricula, nonché delle modalità e contenuti della formazione. Viene consentito anche l’impiego di piattaforme e-learning per lo svolgimento dei percorsi se ricorrono alcune condizioni, ben specificate negli accordi. In fondo all’articolo, non potendo trattare in manie-

ra esaustiva l’argomento, riporto alcuni riferimenti per approfondire la materia. Di seguito la spiegazione di alcuni aspetti fondamentali. La formazione che riguarda i datori di lavoro-RSPP, come abbiamo visto, si calibra in base al rischio, inoltre si compone di quattro moduli: giuridico-normativo; gestione ed organizzazione della sicurezza; individuazione e valutazione dei rischi; formazione e consultazione dei lavoratori. I primi due possono essere coperti in modalità e-learning. L’aggiornamento è quinquennale ed è, in base alle tre categorie di rischio di: 6, 10 o 12 ore, che possono essere svolte tutte in modalità e-learning. Discorso simile per ciò che riguarda i dirigenti. I moduli sono gli stessi, ma le ore sono per tutti solo 16. L’aggiornamento, quinquennale, è di 6 ore e tutta la formazione può essere svolta con modalità e-learning. Ci sono, in entrambi i casi, prove di verifiche obbligatorie. La formazione per i lavoratori, invece, si divide in due blocchi che vanno sommati. Il primo di carattere generale (4 ore, anche e-learning) ed un secondo specifico per il proprio settore che può avere una durata di 4, 8 o 12 ore appunto. L’aggiornamento è quinquennale, dura 6 ore, e può essere effettuata in presenza e non. Infine, per i preposti, la formazione, oltre a contenere quella prevista per i lavoratori, deve prevedere 8 ore aggiuntive e 6 ore di aggiornamento quinquennale. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito www.aifos.eu dell’Associazione Italiana Formatori della Sicurezza sul Lavoro (AIFOS), dove è presente uno schema riassuntivo, veramente ben fatto. Oppure il sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: www.lavoro.gov.it, nel quale con una breve ricerca si possono rintracciare entrambi gli accordi

pelusi.alessio@gmail.com

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SERVIZI DI VIGILANZA • SISTEMI DI SICUREZZA • DOMOTICA

PESCARA via Canova, 45 Tel. 085 4213626

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» a cura della redazione

Generazione Vincente

l’agenzia per il lavoro leader in Abruzzo L’amministratore delegato Michele Amoroso ci parla dei vantaggi relativi alle ultime novità del settore

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enerazione vincente S.p.A. Agenzia per il Lavoro fa parte di un gruppo che dal 1997 offre soluzioni globali per lo sviluppo del mercato del lavoro. E’ la prima Agenzia per il Lavoro completamente italiana che si distingue per competenza e affidabilità nell’erogazione di servizi integrati alle aziende su tutte le attività “labour-intensive”. Grazie alla sua rete di Team, generazione vincente S.p.A. garantisce una copertura del servizio su tutto il territorio Italiano. In Abruzzo, è tra le aziende leader nella somministrazione di lavoro, ricerca e selezione del personale presente con 4 filiali: Atessa, Chieti, Teramo e Vasto. Per saperne di più, intervistiamo l’amministratore delegato, Michele Amoroso.

Dr. Amoroso, in Abruzzo Generazione Vincente è ritenuta una realtà leader nella gestione delle risorse umane…. «E’ vero. Generazione vincente, in Abruzzo, annovera collaborazioni con le più importanti  imprese di respiro  nazionale  e internazionale attive nei diversi settori produttivi. In particolare collaboriamo con le più importanti realtà produttive del settore automotive. Un risultato raggiunto grazie al rapporto di vera e propria partnership che instauriamo con le aziende. Siamo coscienti che il supporto per la migliore gestione delle risorse umane ha una valenza fortemente competitiva. In scenari economici sempre più globali la qualità di un prodotto o servizio passa attraverso la qualità delle risorse migliori per una azienda e, cioè, quelle umane.

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La competitività si gioca sul terreno dei talenti. Generazione Vincente è vicina alle aziende abruzzesi in una continua attività di consulenza globale nella gestione delle risorse umane». Un recente Decreto Legislativo del Governo Monti ha eliminato l’obbligo di indicare la “causale” nei contratti di somministrazione in alcuni casi specifici. Modifica, questa, fortemente voluta da Assolavoro di cui lei è anche vice presidente. Quali sono i vantaggi per il mercato del lavoro? «Il recente Decreto Legislativo, di recepimento della Direttiva europea 104 del 2008, afferma in maniera chiara e distinta la forte valenza sociale delle Agenzie per il lavoro in un mercato articolato e complesso come quello italiano. Già la Legge Finanziaria del 2010 aveva introdotto una deroga in tema di indicazione della causa nei contratti di lavoro in somministrazione per i lavoratori iscritti nelle liste di mobilità. E’ stato, così, possibile far rientrare nel mercato del lavoro oltre 26.000 persone nel 2010 e 46.000 nel 2011. Il 24 febbraio scorso, il Governo ha approvato il decreto legislativo che dà attuazione alla Direttiva Comunitaria 2008/104/CE. Il provvedimento, declinato in otto articoli, favorisce l’inserimento ed il reinserimento delle persone in cerca di occupazione, aumentando le tutele per i lavoratori. Il decreto, facendo tesoro dei risultati straordinari ottenuti con la ricollocazione dei lavoratori iscritti nelle liste di mobilità, affranca dalla necessità di indicare specificamente la causa nei contratti di somministrazione per i percettori di ammortizzatori sociali, anche in deroga, da almeno sei mesi e per le categorie di lavoratori svantaggiati. In questo modo si dà più spazio al ricorso alla “flessibilità buona” e all’inclusione sociale. Mi auguro fortemente che i margini di utilizzo della somministrazione di lavoro possano essere ancora ampliati nel corso della

discussione sulla riforma del lavoro in corso in queste settimane». Quindi più occasioni di lavoro anche in Abruzzo? «Certamente. L’Abruzzo ha un cuore imprenditoriale forte ed energico fatto di imprenditori capaci che hanno assoluta necessità di norme chiare. Credo fortemente che le nostre imprese saranno in grado, se adeguatamente supportate da norme di questo tipo, di superare l’attuale momento di crisi ed essere motore di sviluppo e di occupazione sana e tutelata. L’imprenditore abruzzese è tenace, e si è dimostrato capace negli anni di saper competere. Questa norma consentirà alle aziende, grazie anche alla possibilità di concordare a livello di contrattazione aziendale, oltre che a livello territoriale o nazionale, l’inclusione dello strumento tra quelli a disposizione della singola impresa per la competitività nel mercato». Le aziende come sono coinvolte nel Decreto legislativo? «L’obbligo di indicazione della “causa” nei contratti di somministrazione ha procurato, nel tempo, solo contenziosi fin troppo spesso basati su motivazioni strumentali e di “cavillo”. Ciò, aldilà della reale volontà del legislatore tesa ad evitare abusi di utilizzo. Gli esiti dei contenziosi appartengono al paradigma dell’assurdo, con sentenze che si susseguono contraddicendosi spesso tra loro. Ciò ha generato confusione ed insicurezza sia nelle imprese che nelle agenzie sul corretto utilizzo dello strumento, con danno innanzitutto per i lavoratori coinvolti. Le aziende ora hanno la possibilità, anche a livello di contrattazione aziendale, di regolare l’utilizzo del lavoro in somministrazione garantendo, nello stesso tempo, sia loro stesse che i lavoratori, disattivando le origini di un clima negativo, stabilendo le condizioni per un rapporto virtuoso in cui le parti coinvolte possono serenamente gestire il loro sviluppo ed il proprio lavoro d’impresa».

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» a cura della redazione

30/11/2011 i soci della Fondazione ARIA alla presentazione del Premio Territorio Abruzzo insieme a docenti, studenti e universitari abruzzesi

ARIA di cultura nuova in Abruzzo

Concreto ed efficace l’operato della Fondazione ARIA per attivare nuovi meccanismi di economia reale sul territorio. Ultimo in ordine di tempo: “Razza Abruzzo: 1001 Lavori”, il tema del concorso fotografico

Fondazione ARIA Organi e Soci Consiglio di Amministrazione (P) Elena Petruzzi - (VP) Enrico Marramiero - (VP) Ottorino La Rocca Alessandra Lisciani - Gabriela Iubatti - Gennaro Zecca - Giandomenico Di Sante - Giuseppe Pace - Marcello De Carolis - Mariafranca De Cecco - Monia Di Nucci – Comitato Tecnico Scientifico (P) Maria Antonietta Firmani- Anna Morgante - Berardino Di Vincenzo Federico Fiorenza – Lucio Laureti - Luigi Schips - Luigi Bignardi - Assemblea dei Soci Fondatori Adina Pugliese - Alberto Piaggesi – Antonio Cipriani - Bruno Presidente – Daniele Martinadonna - Edoardo Oliva – Emilio Di Peco - Ester Crocetta - Ettore Maria Del Grosso - Fabiola Iezzi – Federica Morricone - Felicetta De Gregorio – Flavio Di Santo - Franco Radoccia – Giancarlo Morelli - Gianfranco Esposito – Giovanna Dello Iacono - Giuseppe Bongarzoni - Giuseppe Fiducia e Mariella Pagliuca - Giuseppe Natale - Lino Olivastri – Marco Pace - Marina Paolucci - Marisa De Filippis - Maurizio Pascucci - Mauro Taraborrelli Nadia Farina - Nereo Dell’Aventino - Roberto Battista - Sandro Visca – Sergio Di Tillio ARIA Fondazione Industriale Adriatica www.fondazionearia.it - info@fondazionearia.it

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a Fondazione ARIA nasce il 28 maggio 2011 come cenacolo culturale, e vuole essere un luogo di riconferma e innovazione dell’imprenditore come attore protagonista nel progresso sociale e miglioramento della qualità della vita, intesa come la possibilità dei cittadini di stimolare capacità intellettive e desiderio di conoscenza, vivere in un più sano rapporto di rispetto con l’ambiente che sia privo di inquinamento visivo, acustico ed atmosferico, che assicuri evoluzione nei rapporti sociali, maggiore senso di responsabilità e di appartenenza alla realtà locale. La novità è nel fatto che sono più aziende, espressioni di un territorio, che sinergicamente avviano azioni di produzione e divulgazione della cultura e dell’arte contemporanea in una società tecnologicamente evoluta, finalizzate al rinnovamento dei processi di formazione della ricchezza dei territori, per mettere a frutto economico e lavorativo, l’enorme quanto sottoutilizzato patrimonio sociale, culturale, storico, architettonico ed ambientale della regione Abruzzo. La Fondazione ARIA procederà con progetti congruenti, immediatamente operativi, cantierabili per piccoli step, con progressivo ampliamento dei raggi d’azione, adottando criteri di valutazione europei per mettere in rete enti e luoghi più preziosi già operanti nei vari settori: arti visive, teatro, danza, spettacolo, sport, natura, gastronomia, ecc. I Progetti saranno sviluppati con programmi pluriennali, affinché le nostre idee siano opportunamente divulgate e condivise da tutti divenendo così perseguibili nel breve e medio periodo, con l’obiettivo di dare vita nel lungo periodo a spazi per le arti che coinvolgano e rappresentino tutto l’Abruzzo. Parole chiave dunque: condivisione, contaminazione, sviluppo sostenibile e sinergia operativa tra tutti gli attori coinvolti per promuovere la conoscenza della realtà Abruzzo. Sia presso gli stessi cittadini abruzzesi, con particolare attenzione alla formazioni degli studenti; sia verso l’esterno divulgando una nuova immagine dell’Abruzzo come terra di forti tradizioni, ma anche di innovazioni culturali contemporanee in tutte le discipline artistiche, attivando sinergie e promuovendo le proprie attività presso i maggiori luoghi dell’arte di livello internazionale.


» In collaborazione con Fondazione ARIA

Nella giuria nomi eccellenti:Mario Botta, Elio Fiorucci, Silvia Evangelisti, Anna Mattirolo Carmen Andriani, Marisa Galbiati 30/11/2011 Università Pescara Achille Bonito Oliva e Oliviero Toscani presentano Territorio Abruzzo

Territorio Abruzzo Premio Fondazione ARIA edizione 2011/2012 Razza Abruzzo 1001 lavori Nemmeno un anno di vita, ma la Fondazione ARIA può vantare già nomi più che eccellenti del panorama artistico italiano. Dalla fotografia, alla moda, dall’architettura, alla critica d’arte, passando per il mondo universitario. I nomi scelti dalla Fondazione Industriale Adriatica sono davvero l’essenza della grandezza italiana. Per il primo “Premio Territorio Abruzzo”, il concorso fotografico destinato agli studenti degli istituti scolastici superiori regionali, sotto il patrocinio del MIUR, gli imprenditori abruzzesi hanno scelto personaggi davvero illustri. È l’autorevole Achille Bonito Oliva, storico dell’arte, critico e curatore, il direttore artistico del Premio che per l’edizione di quest’anno vede quale autore di riferimento il fotografo più irriverente d’Italia. È infatti da “Razza Umana” di Oliviero Toscani, il viaggio fotografico con cui l’artista di fama internazionale attraversa il Belpaese per documentare le facce degli italiani, che prende spunto “Razza Abruzzo: 1001 Lavori”, il tema del concorso fotografico promosso da ARIA. Gli studenti delle classi quarte e quinte dovranno, quindi, fotografare volti e soggetti umani, narrativi dei mestieri vecchi e nuovi che sostanziano il sistema economico abruzzese. E proprio attraverso i ritratti scattati dai giovani partecipanti che si delineerà un dipinto d’Abruzzo completamente nuovo. Un vero viaggio nel tempo: dal passato al futuro. A selezionare le foto migliori, sarà

poi una giuria composta da personaggi internazionali di alto profilo intellettuale. Lo stilista Elio Fiorucci, l’architetto Mario Botta, la direttrice dell’Arte Fiera di Bologna, Silvia Evangelisti, Anna Mattirolo, direttrice del MAXXI di Roma, Carmen Andriani dell’Università di Pescara e infine Marisa Galbiati dal Politecnico di Milano. Ma l’attività del Politecnico non si limita al suo ruolo in giuria. La prestigiosa università milanese si occuperà anche di una valutazione tecnica dell’impatto socio-economico del Premio sul territorio abruzzese. La foto in concorso giudicata più talentuosa, dai membri della giuria, sarà il lasciapassare per l’autore per uno stage creativo di un mese presso lo studio fotografico di Oliviero Toscani. Mentre i trenta scatti più meritevoli verranno acquistati dalle aziende partner del Premio, che già ad oggi può contare sul sostegno di aziende come Alma-cis srl, Valagro spa, Villa Maria, Gruppo Jubatti, Dell’Aventino, Gruppo Lisciani, Ecogas. Le produzioni avranno anche l’occasione di essere inserite all’interno di un catalogo, con testo critico di Achille Bonito Oliva, accompagnando una preziosa selezione delle opere di Oliviero Toscani. Questa speciale pubblicazione verrà quindi distribuita presso le maggiori fiere dell’arte, divenendo così uno strumento di divulgazione internazionale. E infine, con gli scatti più creativi verranno allestite diverse mostre in giro per l’Abruzzo

Territorio Abruzzo Territorio Abruzzo promosso da Fondazione ARIA con il patrocinio di MIUR - Ministero Istruzione, Università e Ricerca - Direzione Scolastica Regione Abruzzo Sponsor tecnici: Politecnico di Milano - FIAF Federazione Italiana Associazioni Fotografiche - Aternum Fotoamatori Abruzzesi Partner: Alma-cis srl - Valagro spa - Villa Maria - Gruppo Jubatti - Dell’Aventino - Gruppo Lisciani - Ecogas Media Partner: Abruzzo Impresa - Parallelo42 contemporary art

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» di Elisa Di Venanzio

Copertina del volume “Il Museo va a Scuola”

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l museo va a scuola”. È questo il titolo di un progetto innovativo promosso dai servizi educativi della Soprintendenza per i Beni Archeologici in collaborazione con l’associazione culturale Oltremuseo e rivolto alle scuole abruzzesi con lo scopo di far conoscere alle nuove generazioni il lungo e paziente lavoro dell’archeologo, aprendo le aule scolastiche ai tesori del nostro territorio. Abbiamo intervistato Loredana D’Emilio che ha coordinato e seguito tutte le fasi dell’iniziativa, facendo sapientemente incrociare le competenze e la passione degli esperti con l’esperienza degli insegnanti.

“Il Museo va a Scuola” Come avvicinare il meticoloso lavoro dell’archeologo al mondo della scuola? Portando un pezzo di museo direttamente nella scuola! È questo in breve il cuore del progetto promosso dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici

Gli studenti in visita al Museo

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Intervista a Loredana D’Emilio coordinatrice del progetto “Il Museo va a scuola”

 Sono stati appena pubblicati i risultati del progetto “Il museo va a scuola”. Qual è il motivo ispiratore e lo scopo dell’iniziativa? «L’idea progettuale è nata qualche anno fa, grazie alla collaborazione tra la Soprintendenza per i beni archeologici, venticinque scuole di ogni ordine e grado del territorio abruzzese e gli educatori museali dell’Associazione culturale Oltremuseo, tutti impegnati nella ricerca di nuove strategie per favorire la fruizione e la comprensione dei beni culturali. Spesso, infatti, i reperti archeologici appaiono soprattutto agli occhi del pubblico scolastico come lontani dal proprio mondo, collocati in musei che il più delle volte non sono progettati per accogliere e rendere accessibili a tutti le testimonianze del passato. E allora perché non portare il museo a scuola, ovvero in un ambiente familiare agli alunni? In questo modo si offre ai ragazzi la possibilità di accostarsi alla metodologia archeologica attraverso materiali originali, che vengono “musealizzati “, esposti in vetrine all’interno dell’edificio scolastico. I ragazzi vengono quindi coinvolti in prima persona, diventando degli “archeologi in erba” e ripercorrendo quindi da protagonisti le tappe della classificazione e dello studio dei reperti. In particolare, il libro illustra il percorso ed i risultati di uno di questi interventi, riportando l’esperienza svolta dagli alunni del liceo classico “G.B. Vico” di Chieti, dove lo studio del mondo antico ha un ruolo preponderante».  Quando la scuola non va al Museo, il Museo va a scuola! I reperti quindi possono diventare, alla luce di questa esperienza, gli strumenti privilegiati all’interno del percorso di apprendimento e di crescita di ogni studente. Nello specifico, quali reperti sono stati affidati a questa scuola?

» foto concesse dall’Associazione Cosmo

«Sono stati individuati dei reperti appartenenti a tre contesti archeologici diversi: una necropoli, un abitato e un’area sacra, riconducibili ai nuclei tematici della vita, della morte e della religione nel mondo preromano e romano. In particolare sono stati scelti dei corredi funerari rinvenuti nella necropoli italica di Comino di Guardiagrele, frammenti ceramici dell’abitato di Monte Pallano vicino al lago di Bomba, ed ex-voto fittili provenienti dalla stipe di Carsoli. Questi materiali hanno costituito il pretesto per l’avvio di una ricerca e di una rilettura di fonti letterarie e iconografiche, con lo scopo di non solo di ricostruire il quadro di civiltà, ma di indurre i ragazzi a cogliere il legame esistente tra i riti e modi di vita ancestrali e il mondo della modernità. Gli interventi educativi degli esperti e degli insegnanti si sono anche concentrati sullo sviluppo della capacità nei ragazzi di sapere mediare i contenuti specialistici del progetto al vasto pubblico, anche con l’ausilio delle tecnologie informatiche».  Ci può illustrare in dettaglio quali sono state le tappe del progetto? «L’itinerario di formazione è stato attuato attraverso la prassi ormai consolidata da anni del laboratorio didattico che ha

immerso i ragazzi in situazioni di apprendimento attivo, potenziando le abilità di osservazione, di riflessione e lo sviluppo di competenze tecnico-professionali che si auspica possano un domani trasferire dalla scuola al mondo del lavoro».  Quali sono stati gli altri attori coinvolti a livello territoriale? «La fondazione Carichieti, che da anni è impegnata a promuovere la formazione e la crescita e delle nuove generazioni con numerosi interventi, ci ha supportato nella realizzazione del progetto, partecipando a entrambe le annualità e soprattutto ha finanziato la pubblicazione dei risultati».  Come hanno risposto i ragazzi a questa iniziativa innovativa? «Con entusiasmo! Grazie all’approccio diretto con i reperti e al supporto degli archeologi, gli alunni si sono dimostrati fin dall’inizio del percorso interessato e coinvolto. In più di un’occasione hanno espresso giudizi positivi, definendo l’esperienza istruttiva e avvincente, non solo dal punto di vista didattico, ma anche umano. Infatti, durante tutte le fasi del progetto si è creata un’atmosfera di cooperazione che ha facilitato la socializzazione non solo tra alunni di classi diverse, ma anche tra docenti ed esperti»

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» di Simone D’Alessandro

Un momento della presentazione del libro

Il rapporto tra scienza, politica e società del futuro… Intervista al sociologo Andrea Pitasi alle prese con una “La Vita Astratta” il suo romanzo d’esordio

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na spy-story, un saggio di sociologia della globalizzazione, un manifesto tecno-politico, un’azione di eduinfotainment: queste le multiformi sfaccettature de “La Vita Astratta”, romanzo d’esordio del noto sociologo Andrea Pitasi. L’idea nasce a partire dall’errore di Cartesio, come direbbe Damasio; ossia dal voler dividere i fenomeni della mente (res cogitans) da quelli del corpo e della materia (res extensa). La celebre divisione cartesiana ha prodotto e continua a produrre danni incom-

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mensurabili alla scienza, ma anche alla politica e alla religione. Da questo errore Pitasi (ri)parte per costruire un’intricata costellazione di complotti che arriva sino ai giorni nostri. Il romanzo, in realtà, diventa un espediente per osservare in modo nuovo il rapporto tra scienza, politica e società del futuro. Pubblicato dalla neo-nata casa editrice italiana WORLD HUB PRESS (WHP) che si propone di valorizzare il sapere scientifico attraverso la narrazione, La Vita Astratta è un percorso costruito a più livelli di lettura. Per saperne di più abbiamo chiesto direttamente all’autore.


Intervista ad Andrea Pitasi autore del libro “La Vita Astratta”

 Cominciamo dal titolo: La Vita Astratta. Cosa vorrebbe dire? Che l’astrazione ci permette di vivere meglio? O è una sofisticata forma di elogio della fuga, come direbbe Laborit? «Significa che tutto ciò che fa davvero la “differenza” nella vita è astratto. La gente si preoccupa di “risparmiare” su uno yogurt quando un’impennata o un crollo della borsa può farti guadagnare/perdere una fortuna o un piccolo patrimonio. La gente si preoccupa troppo di un semplice raffreddore, quando la salute dipende molto di più da un’astratta sequenza di informazioni genetiche. La gente lotta nel pantano della quotidianità, quando le svolte decisive dell’umanità si reggono sui flussi di capitali, sulla conoscenza, sull’intangibilità e non certo sul lavoro operativo di chi sta alla catena di montaggio. La vita astratta non è una fuga, piuttosto la consapevolezza che quell’unica, interminabile guerra per la sopravvivenza ovvero per l’evoluzione non si vince mai nel corpo a corpo della trincea, bensì, metaforicamente, con satelliti e bombe intelligenti».

 Lei è un sociologo affermato, ma ha deciso di cimentarsi con l’arte del romanzo per divulgare la sua teoria scientifica sulla società globale. Questo almeno sembrerebbe uno dei suoi propositi. Ci spiegherebbe meglio quali sono le sue idee scientifiche e perché dovrebbero essere divulgate anche in forma di romanzo? «Considero la narrazione e il romanzo strumenti di divulgazione scientifica. In questo caso, in estrema sintesi, la mia teoria scientifica descrive i cambiamenti dell’intera specie umana, cambiamenti che per essere colti appieno richiedono

una visione molto astratta. Il mio romanzo offre anche una visione strategica basata sulla scienza, su come affrontare la vita da una diversa prospettiva. Perché un romanzo? Anche se l’impresa è ardua, è comunque più idoneo di un saggio per dare una scossa al senso comune. Nel romanzo si troveranno alcune mie riflessioni sui sistemi sociali, sullo

La copertina de “La

Vita Astratta”

sviluppo tecnologico contemporaneo e su come sia possibile accelerare o ritardare il cammino dell’umanità attraverso il diritto, la politica, la manipolazione della scienza e la cattiva divulgazione mediatica. Preferisco non dire altro e lancio ai miei lettori una sfida: dopo aver letto il mio romanzo scatenate i vostri commenti sul blog della casa editrice che mi pubblica: http://highconceptproject.wordpress.com Capirò, in tal modo, se sono riuscito nel mio intento».

Tornando al romanzo, il complotto

mondiale descritto viene, nei fatti, scoperto da professori universitari competenti e coraggiosi. La storia sembrerebbe cadere a fagiolo con l’attuale stagione politica italiana dove un’élite di sapienti sta cercando di rimediare agli errori del passato. Inoltre, lei attacca pesantemente una certa accademia rimasta nostalgicamente ancorata alle tradizioni locali e che si vanta di non conoscere le lingue né le regole del mercato. Questo romanzo sembrerebbe il manifesto di una neo-accademia. Se è così ci spiegherebbe che ruolo dovrebbe svolgere l’Università oggi? «Beh, il manifesto per una nuova accademia mi sembra davvero eccessivo, è pur sempre un romanzo. Ma certamente a livello mondiale oggi l’Università è il luogo di una nuova cittadinanza - che io chiamo ipercittadinanza - fatta di scienza, cosmopolitismo, imprenditorialità, autonomie sociali e molto, troppo altro per una sola intervista. Certamente l’Università intesa come unità locale per il territorio, fatta di parti sociali locali e di logiche di piccoli notabili di paesello è destinata a implodere per assenza di domanda, diventando un brutto mix tra un liceo scadente e un mediocre centro di formazione professionale che risulterà sempre più impresentabile e indifendibile rispetto agli standard internazionali dove l’Università autenticamente glocal dovrebbe rappresentare l’avamposto delle frontiere del futuro in un mondo senza confini».

 In conclusione, perché dovremmo leggere la Vita Astratta? «Per non essere banali e per smetterla di chiamare vita il tedio quotidiano della trincea e delle piccole banalità operative»

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» di Donato Tribuiani

Social Web News, la voce della rete su… Costa Concordia

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n un unico portale le news, i post, i tweet, le domande e le risposte immessi nella Rete sul naufragio della Costa Concordia. Dietro al sito Social Web News si muove un mare magnum di dati su quello che si dice in Internet sulla tragedia della Costa Concordia. www.socialwebnews.org è un servizio di vasto interesse in grado di offrire la voce della Rete immediata e in tempo reale su un determinato tema. Grazie ad un grafica particolarmente semplice ed intuitiva, il sito si presenta come un incubatore facilmente utilizzabile e continuamente aggiornato di notizie su un singolo argomento provenienti dai quatto angoli del mondo. Il sito espone un sottoinsieme dell’immensa mole di dati disponibili, la cui totalità può essere richiesta ad Extreme e Kapusons. Quali sono le responsabilità di Costa Crociere? È davvero tutta colpa del Capitano Schettino? Come sono andati realmente i fatti? Qual è il flusso della notizia? A quali temi gli utenti prestano maggiore attenzione? Dove si parla della vicenda? Esistono argomenti che ancora non sono stati sviscerati ed analizzati? A queste e ad altre domande si potrà provare a dare risposta grazie a Social Web News. La tragedia della Costa Concordia è solo il primo caso di studio

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per Social Web News che si proporrà sempre di più in futuro come l’incubatore di notizie, post, tweet e commenti sugli argomenti di attualità. Lo scorso 13 gennaio 2012 la Costa Concordia ha violentemente urtato uno scoglio a poche centinaia di metri dall’Isola del Giglio. Dopo pochi minuti dall’impatto il web già parlava dell’accaduto. Kapusons ed Extreme hanno immediatamente iniziato a raccogliere informazioni su ciò che stava accadendo, monitorando ogni singolo angolo della rete. Nel corso dei giorni è stata accumulata una enorme mole di dati che adesso è a disposizione su www. socialwebnews.org. Sul sito, infatti, è possibile visualizzare i più recenti interventi pubblicati nella Rete in tutto il mondo sul naufragio della Costa Concordia. Inoltre, grazie a dei grafici di sintesi si ha la percezione immediata di ciò che gli utenti di internet pensano dell’argomento. Social Web News è un servizio che vive della rete e che alla rete restituisce ciò che produce. Pur essendo stato creato e sviluppato in Italia, il sito è in lingua inglese e si rivolge a utenti provenienti da tutto il mondo. Le principali funzioni del sito sono: immediata visione degli ultimi contenuti pubblicati nella scheda “Web”; aggiornamento dei dati


www.socialwebnews.org è un servizio di vasto interesse in grado di offrire la voce della Rete immediata e in tempo reale su un determinato tema

ogni ora; dati raccolti in dieci lingue e filtro per fonte (news, blog, Facebook, Twitter, forum), per date e per criteri della notizia (who, when, where). Social Web News può risultare uno strumento particolarmente importante per le aziende, le istituzioni e le organizzazioni coinvolte che possono trovare in questo sito un prezioso raccoglitore di informazioni da utilizzare nelle sedi più diverse. I dati esposti sono di interesse in termini di analisi sociologica e sono molto appetibili per università e dipartimenti di ricerca. La stampa nazionale ed estera potrebbe trarre nuove chiavi di lettura della vicenda ed avere spunto per la realizzazione di inchieste e l’analisi della notizia. Gli utenti soprattutto coloro che seguono con particolare interesse la vicenda, hanno la possibilità di avere un quadro chiaro della situazione e di reperire con estrema velocit�� le informazioni di interesse. «L’ascolto e l’analisi della rete è ormai una necessità per tutte le organizzazioni perché è nella rete che si formano idee, opinioni e in essa si possono raccogliere “in diretta” i fatti del mondo come in questo caso. Ma questo è un task complesso che richiede tecnologie, infrastrutture e competenze specialistiche per automatizzare il processo di trasformazione dei contenuti in conoscenza

strutturata che ci permette di agire e reagire alle dinamiche del mercato globalizzato, –sostiene Riccardo Di Marcantonio, amministratore unico e fondatore di Extreme–. Le nostre tecnologie sono oggi impiegate da importanti realtà nazionali e internazionali pubbliche e private che con il nostro supporto sono riuscite ad integrare nei loro processi decisionali questa nuova forma di conoscenza». «Social Web News rappresenta un vero e proprio passo avanti nell’ascolto della Rete, –sostiene Ugo Esposito, amministratore unico di Kapusons–. Quando ci siamo resi conto di avere in mano questa immensa mole di dati ci siamo immediatamente messi al lavoro per renderli fruibili. Personalmente ritengo che i dati siano di particolare interesse per chi si occupa di analisi di flussi comunicativi e per la stampa, sempre alla ricerca di nuovi spunti per raccontare la notizia. Come Kapusons –conclude Esposito– ci siamo da subito impegnati per rendere fruibili i contenuti a disposizione, nell’ottica di rendere la tecnologia sempre più alla portata di tutti». Le informazioni visualizzate nel sito sono un sottoinsieme dei dati disponibili. La totalità dei dati può essere richiesta a: info@web-live.it e info@kapusons.it

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» di Rita Rosano

Nove milioni di euro per promuovere il turismo di qualità Nuovo finanziamento della Legge Regionale 77 del 2000, si aprono nuovi orizzonti per tutti gli operatori del settore

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a Regione Abruzzo ha nuovamente finanziato la L.R. 77/2000 – Interventi di sostegno alle imprese operanti nel settore del turismo. Il bando, pubblicato sul BURA Speciale N. 7 del 20.01.2012, è rivolto a imprese ed enti no profit e prevede la concessione di contributi per la realizzazione e riqualificazione di strutture ricettive alberghiere, strutture all’aria aperta, strutture ricettive extra-alberghiere e stabilimenti balneari. Le risorse finanziarie stanziate per il Programma di attuazione 2010 – 2011, proposto dall’assessore al Turismo Mauro Di Dalmazio, prevedono un fondo di 8.850.000,00 euro: un programma che intende promuovere la diffusione della “cultura della qualità” attraverso l’aumento del numero di imprese aderenti a marchi di qualità volontari, credibili ad alta visibilità nazionale ed europea (ISO 9001, ISO 14001, EMAS, ECOLABEL europeo, ECOWORLDHOTEL) favorendo, al contempo, l’adozione di soluzioni più rispettose per l’ambiente nella riduzione dell’inquinamento, nella produzione di energia, nello smaltimento dei rifiuti. «Il risultato atteso è duplice - spiega Di Dalmazio - soddisfare la crescente domanda di strutture ricettive certificate e qualificate in armonia con l’ambiente e riuscire ad innescare un processo di miglioramento continuo del mercato dell’offerta turistico-ricettiva della Regione». Il fondo di dotazione finanziaria per l’erogazione delle agevolazioni previste sarà costituito presso la FIRA S.p.A. - Finanziaria

Regionale Abruzzese. «Oltre al ruolo di ente erogatore, abbiamo dato disponibilità nell’attuazione di un piano di comunicazione efficace, supportando la Regione Abruzzo nella promozione del bando sul territorio - dichiara Rocco Micucci, presidente della Finanziaria Regionale - Al fine di garantire pari opportunità a tutti i cittadini e imprenditori abruzzesi, e in un’ottica di trasparenza amministrativa, abbiamo dato vita ad un piano di informazione che diffonda in maniera capillare tale opportunità sull’intero territorio regionale». A tal proposito, sono state organizzate delle giornate informative in alcune città abruzzesi, scelte come punti di raccordo dei principali comprensori turistici della Regione. Inoltre, la Finanziaria ha messo a disposizione nuovi strumenti informativi, tra cui la realizzazione del sito internet, completamente rinnovato rispetto al passato, caratterizzato da una navigazione semplice ed intuitiva. Il sito è supportato da una vetrina interattiva touchscreen, un innovativo sistema che, oltre alle informazioni sulla L.R. 77, fornisce continuamente notizie sulle opportunità di finanziamento per le PMI o per le famiglie abruzzesi offerte dalla Regione, da altri enti locali, o provenienti dai Ministeri e dall’Europa. La vetrina è collocata presso la sede della Finanziaria Regionale Abruzzese a Pescara. Altro canale informativo è l’apposita pagina di FIRA creata su Facebook, con l’obiettivo di arrivare veramente a tutti gli utenti interessati e garantire una comunicazione diretta con gli abruzzesi

L’assessore regionale al Turismo Mauro Di Dalmazio

Il presidente della FIRA Rocco Micucci

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» di Denia Di Giacomo

Una veduta degli uliveti di Moscufo

D.O.P.

qualità certificata Si scrive DOP ma si legge: Denominazione di Origine Protetta. Un mondo da scoprire, soprattutto se si parla dell’oro giallo

I

l Regolamento Comunitario che istituiva il riconoscimento dei prodotti tipici e la protezione delle DOP stabilisce che per designare un prodotto agricolo o alimentare è fondamentale che “… La qualità o le caratteristiche siano dovute essenzialmente o esclusivamente all’ambiente geografico comprensivo dei fattori naturali e umani e la cui trasformazione ed elaborazione avvengono nell’area geografica delimitata”. Definizione che supera la prospettiva meramente fisica del territorio, prospettandolo come spazio di saperi e di pratiche locali condivise. Ne consegue che un prodotto tipico, realizzato in quella determinata area, è unico ed irripetibile. Per quanto riguarda l’Abruzzo, uno degli universi più interessanti è quello dell’olio, per scoprirlo abbiamo intervistato Silvano Ferri, presidente della FEDERDOP, Federazione Nazionale dei Consorzi volontari per la tutela delle denominazioni di origine protetta degli oli extra vergini di oliva.

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Intervista a Silvano Ferri presidente della FEDERDOP, Federazione Nazionale dei Consorzi volontari per la tutela delle denominazioni di origine protetta degli oli extra vergini di oliva

 L’Abruzzo, come si inserisce nel panorama nazionale degli oli DOP? «L’Olivicoltura in Abruzzo rappresenta una importante realta’ produttiva, essendo la prima coltura arborea con 42.483 ettari investiti e 54.273 aziende (Fonte: dati provvisori ultimo censimento agricoltura ISTAT). Oltre 9 milioni di piante di olivo da cui si ottengono circa 20 tonnellate di olio extravergine d’oliva. Siamo la quinta tra le regioni d’Italia per produzione. Secondo l’ISTAT in Abruzzo il valore della produzione olivicola nel 2009 è stato di 81,8 milioni di euro, corrispondenti al 12,3% del valore delle coltivazioni agricole regionali e pari al 4% del totale olivicolo nazionale. Relativamente alla produzione di olio DOP certificato ci sono 488 operatori (aziende agricole, molitori,imbottigliatori) che costituiscono il 2,3% del totale nazionale».  Ci parli delle 3 DOP presenti in Abruzzo… «Le tre DOP abruzzesi sono: D.O.P. APRUTINO PESCARESE, D.O.P. COLLINE TEATINE e D.O.P. PRETUZIANO DELLE COLLINE TERAMANE. Rappresentano una forte garanzia in termini di tracciabilità e qualità, in quanto il rapporto con il territorio è totale per tutto il processo, dalla produzione, alla lavorazione fino all’imbottigliamento. Ogni passaggio avviene all’interno della regione e nell’ambito delle singole aree e tutte e

tre sono certificate rispettivamente dalle Camere di Commercio di Pescara, Chieti e Teramo».  E qual è invece la situazione italiana nel contesto europeo? «L’Italia vanta un primato nel comparto delle denominazioni di origine (in Europa se ne contano 1078), infatti il nostro paese ha iniziato il 2012 con 240 prodotti iscritti nel registro europeo, la Francia con 188 e la Spagna con 156. Se andiamo nel dettaglio in Italia abbiamo 88 IGP, 150 DOP, 3 STG, per il comparto dell’olio ci sono 40 DOP e 1 IGP. Un filo d’OLIO DOP unisce ed attraversa 40 aree geografiche dalle pendici delle ALPI fino alla Sicilia nel cuore del Mediterraneo legando oltre 1700 comuni in cui prosperano e vegetano 160 cultivar per la maggior parte autoctone. Il comparto delle DOP è in crescita sia in volumi di olio certificato che di aziende che scelgono di diversificare la produzione di olio per essere più competitive sul mercato. Anche in quest’anno secondo il rapporto Qualivita il valore dell’export dell’olio DOP è cresciuto in tutto il mondo».  Secondo lei quali sono le motivazioni per le quali, nonostante la crisi, sia in Italia che all’estero è aumentato il consumo degli oli DOP? «Anche se viviamo un periodo di congiuntura economica sfavorevole, è in atto una evoluzione dei modelli di consumo e una riscoperta del territorio e dei valori che esprime. Ci troviamo di fronte ad un significativo fenomeno socio-culturale nel quale la qualità è la principale motivazione di acquisto soprattutto da parte delle donne. La crisi dunque, non incide sul bisogno di sicurezza alimentare dei cittadini, che continuano ad esprimere

una forte spinta verso le produzioni ad elevato contenuto salutistico e identitario ambientale».  Cosa manca oggi all’olio DOP per avere il giusto riconoscimento e valore sia da parte del mercato che della società? «È noto che le denominazioni Italiane, comprese le nostre 3 Dop, sono ampiamente sottoutilizzate rispetto alle potenzialità produttive e in termini generali, la DOP fatica ad affermarsi come standard di qualità riconosciuto dal consumatore. Le cause sono molteplici, dalle asimmetrie informative (scarsa conoscenza dei marchi), alla eccessiva eterogeneità qualitativa tra le diverse denominazioni, allo scarso impegno da parte dei terminali della filiera. A questo punto occorre una strategia di valorizzazione fondata sulla tipicità e questa sarà vincente nel momento in cui riuscirà a comunicare e a far capire al consumatore i caratteri differenziati degli oli DOP e della loro qualità»

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» di Eleonora Lopes

I prodotti dell’azienda D’Alesio

Sciarr, la qualità che seduce

Il noto marchio dell’Azienda Agricola D’Alesio di Città Sant’Angelo, si sta affermando nel settore enogastronomico attraverso la produzione di olio e vino di grande qualità. Ma cerchiamo di scoprirne di più…

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ualità del prodotto, rispetto per la tradizione e attenzione al marketing, queste sono le peculiarità dell’Azienda Agricola D’Alesio, conosciuta con il marchio Sciarr che ha deciso di cambiare volto con i giovanissimi cugini Giovanni e Mario D’Alesio. Oggi Emiliano, papà di Giovanni, imprenditore edile titolare di Edil Abruzzo Appalti, e suo fratello Lanfranco, papà di Mario, da anni nel campo della ristorazione, è infatti il titolare del lussuoso albergo “Il marchese del grillo” a Fabriano, hanno deciso di riprendere l’attività di famiglia conferendogli una nuova veste e affidandola ai giovani figli. Una scommessa che la famiglia D’Alesio vuole vincere a tutti i costi attraverso la qualità dei loro prodotti. Ma facciamo un passo indietro ripercorrendo la storia di questa famiglia che opera nel settore agricolo da quasi un secolo. Negli anni ’20 Guerino Delli Rocioli acquistò un podere nelle colline di Città Sant’Angelo. Quando nel 1929 Guerino emigrò in America, provvide comunque a spedire fondi che permisero l’acquisizione di altri beni e l’edificazione dell’attuale casa, con muratura di laterizio tutta a faccia-vista, che a quei tempi era un vero lusso.

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Successivamente il fondo venne concesso a mezzadria, alla famiglia Di Fabio il cui capostipite era soprannominato Sciarr (da qui nasce la scelta del nome del marchio commerciale). Con la soppressione della mezzadria il fondo venne gestito direttamente dalla proprietaria Delia Delli Rocioli, che con il prezioso aiuto del marito, il professor Mario D’Alesio, negli anni, fecero del Montepulciano d’Abruzzo e del proprio olio, il loro vanto. Dal 1951, sotto la guida del professore, grazie alle sue profonde conoscenze in materia di agricoltura, la tenuta conobbe un’organizzazione ed una pianificazione diversa, tesa alla produzione diversificata e alla selezione dei prodotti. Nel 1975 la piccola azienda si ampliò con altri terreni acquistati dai confinanti. Nel 2005, sulle ali dell’entusiasmo, i figli di Delia e Mario, Lanfranco ed Emiliano, acquistano altri terreni, gettando solide basi sul proseguimento della strada intrapresa, con tanti nuovi stimoli e motivazioni. Oggi l’azienda che resta a gestione famigliare è guidata da Giovanni, 30 anni che è responsabile commerciale e da Mario, 32 anni che si occupa dei rapporti esteri. Due cugini completamente differenti che si compensano caratterialmente; Giovanni vivace ed


Giovanni D’Alesio

Mario D’Alesio

estroverso, si occupa anche del marketing e della comunicazione con il supporto dell’agenzia Codice di Stefano Calanca. Con lui collaborano anche i suoi tre fratelli Francesca, Delia e Paolo. Mario invece, sommelier, grande esperto di vini e relatore per Slow Food, è più riservato, si divide tra Città Sant’Angelo e Fabriano, ed è affiancato nel lavoro da sua sorella Serena. Secondo la famiglia D’Alesio, da sempre il lavoro più grande è fatto dalla generosa terra, che, agevolata da uno straordinario microclima, in una valle soleggiata, con venti regolari e l’influenza della vicinanza del mare, crea le condizioni perfette per la coltivazione e la lavorazione dei loro vigneti, uliveti e delle altre colture. Su 50 ettari di terreno, parte piantumata ad ulivi, parte a vigneti, e parte seminativi e ad alberi da frutto, la fattoria produce olio extra vergine d’oliva, coltiva eccezionali legumi, quali ceci sultano d’Abruzzo, farro e mais per preparazioni culinarie di ogni tipo. La novità di cui si sta occupando Lanfranco riguarda delle farine particolari di ceci e mais otto file. Per i più golosi, c’è anche la produzione di deliziosi cioccolatini all’olio extra vergine nati dalla collaborazione tra Serena e il maestro cioccolataio Stefano Laghi. E poi naturalmenL’olio extra vergine te c’è il vino, il decon il packaging lizioso Montepulideato per il Martini Bar ciano d’Abruzzo Dolce&Gabbana sinonimo di eleganza e finezza, risultato di un’esasperata selezione in vigna e affinamento in grandi botti di rovere, senza manipolazioni e superflue lavorazioni. Nel

2011 nasce lo Sciarr Rosè, lo spumante di Montepulciano che sta dando grandi soddisfazioni anche in termini commerciali. Ma ultimo nato in casa D’Alesio è Pergola est un bianco composto da tre uvaggi differenti: 70% di trebbiano, 20% di pecorino e 10% di malvasia bianca. La presentazione è stata fatta a Pescara presso la nuovissima Vinatteria Zolfo. Infatti grazie a Giovanni che investe molto nella comunicazione, l’azienda organizza spesso eventi nei più importanti wine bar, locali e ristoranti quali: Enoteca Visaggio, Dapper, L’angolino sul mare a Francavilla, Cutty Surk, dove è possibile degustare i vari prodotti. Ma non è finita qui, nel 2010 la famiglia ottiene un importante successo: i prodotti Sciarr arrivano nel Bar Martini all’interno dell’atelier di Dolce&Gabbana a Milano; l’azienda di Città Sant’Angelo realizza un packaging ad hoc per il locale dei famosissimi stilisti. Ed è proprio il packaging un aspetto a cui i D’Alesio tengono tantissimo, perché «La qualità –ci spiega Giovanni- va sostenuta anche nella forma». Ma il progetto più grande di questa dinamica famiglia d’imprenditori è la nuova struttura che ospiterà l’azienda immersa tra le splendide colline angolane. Oggi in fase di realizzazione (sarà pronta tra circa un anno) comprenderà: la cantina, il frantoio, una sala degustazioni, un locale per la vendita dei prodotti, un mulino, la predisposizione di alcune camere e un torrino per l’organizzazione di eventi e degustazioni. L’azienda agricola che entro il 2012 verrà convertita tutta in biologico, Lo Sciarrosè, lo ha tra i tanti progetti, quello di spumante di realizzare una fattoria didatMontepulciano tica per illustrare ai clienti il percorso produttivo

Foto concesse da Az. Agr. D’Alesio

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la terra di piero

idee per lo sviluppo delle aree interne » di Piero Carducci*

“Ricostruzione bloccata. Intervenga Napolitano”

“N

essuno può pensare che l’Italia dimentichi di ricostruire L’Aquila: è un debito d’onore per tutti gli italiani”. Parole giuste e forti, quelle di Napolitano, che stridono però con la realtà dei fatti. Il Governo Monti ha fatto poco, anzi peggio. Ha tagliato i fondi per l’emergenza per decreto, come se l’emergenza si possa “terminare” per editto e non per la via propria che è quella della ricostruzione. Ha emanato un’ordinanza irricevibile, l’OPCM n. 3996, inaccettabile per la mancanza di risorse specifiche per la ripresa economica della città che, tra l’altro, non ha beneficiato neppure di un trattamento di minimo favore in sede di maxi manovra. L’Aquila è allo stremo, i cantieri sono chiusi, i giovani vanno via. La mancanza di una qualsiasi strategia del Governo sulla ricostruzione è una carenza molto grave perché, a quasi tre anni dal sisma, si dovrebbe dare una speranza ai giovani ed un impulso per rimettere in moto l’economia e la vita sociale, altrimenti il tessuto sociale ne risulterà semplicemente dissolto. In secondo luogo l’ordinanza Monti, contrariamente a tutte le attese, non concede quasi nulla per le seconde case. La ricostruzione delle seconde case è un interesse collettivo da tutelare, poiché la insufficiente contribuzione per le seconde case impedirà nei fatti pure la ricostruzione delle prime. Con questa ordinanza Monti per moltissimi aquilani sarà impossibile ricostruire, a meno che non si contribuisca pesantemente di tasca propria. Ed i soldi all’Aquila non ci sono, le famiglie non ne hanno. Il centro storico, inoltre, zeppo di seconde e terze case, sarà destinato a restare zona morta. Gli aquilani già impegnati nella ricostruzione della prima casa “E” – anche là il contributo spesso non

basta – non potranno esporsi finanziariamente pure sulla seconda, semplicemente perché non dispongono della necessaria liquidità. Chi ha lavorato e risparmiato anni ed anni, sobbarcandosi di pesanti mutui, per acquistare una seconda casa ed assicurare un miglior futuro ai figli, vede questo sogno infrangersi miseramente. Per vent’anni almeno ci attendono, se le cose non cambiano, ruderi, macerie e feroci liti condominiali tra chi vuole giustamente ricostruire e chi, nello stesso corpo di fabbrica, non potendo contare sul contributo in quanto proprietario di seconda casa, non potrà partecipare alle spese. Cosa accadrà? Dovremo vendere i ruderi a prezzi stracciati a qualche società immobiliare alla ricerca di una sin troppo facile speculazione? Avremo condomini con piani alternati non rifiniti e senza porte e senza finestre? A fronte di tali enormi problemi appare un “pannicello caldo“ la nomina, da parte di Monti, del ministro Barca come “inviato speciale” con il compito di “integrare le iniziative” per la ricostruzione. Ma dopo tre anni dal sisma siamo ancora a questo punto? Alla costituzione dei soliti tavoli di lavoro buoni solo a perdere tempo? Siamo molto, ma molto preoccupati. Occorre la totale riformulazione della “governance” per la ricostruzione, conferendo poteri reali a Comuni e Provincia. Occorre snellire e velocizzare la burocrazia ed incrementare le risorse per le seconde case. “Non sarete lasciati soli” – ha detto più volte il Presidente Napolitano. Ed invece soli siamo. È tutto fermo. La cosa più grave è che il Governo appare indifferente nella sostanza, se non ostile. La politica tace, è come rassegnata. Lo sconcerto e la rabbia crescono negli aquilani ogni giorno di più

* Economista

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Comma Srl: Competenze, Strategia e CreativitA’ Chiara e Antonella Valentini, amministratrici di Comma Srl

Comma Srl è una società abruzzese che dal 2009 opera in tutto il centro sud in tre settori principali: la comunicazione pubblicitaria e l’organizzazione di eventi aziendali, la formazione e la responsabilità sociale di impresa. Tre le socie, tutte donne, di cui due, Antonella e Chiara Valentini rispettivamente presidente e amministratore delegato

L

a modalità operativa adottata è quella della rete di competenze. Si tratta di un sistema moderno e flessibile che consente a Comma Srl di poter contare su svariati professionisti in tutta Italia con i quali interfacciarsi quotidianamente a seconda dei progetti in corso, formando di volta in volta team di esperti che

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lavorano alla pianificazione strategica e alla realizzazione di un progetto creato ad hoc per il cliente. Questa modalità è sempre la stessa che si tratti di una piccola o piccolissima impresa o di una grande azienda, “perché la grandezza di un progetto – ripetono i consulenti di Comma Srl - non è data dal budget a disposizione, ma dal focus sull’obiettivo da raggiungere”.


orazione con Comma srl

» redazionale in collab

La filosofia che guida l’attività dell’agenzia è quella di unire creatività e concretezza, fantasia e razionalità e di metterle a servizio delle aziende e del territorio. «Nella nostra filosofia -sottolinea Chiara Valentini- non è contemplata la possibilità di selezionare un cliente rispetto al budget che ha a disposizione, quanto di fornire consulenza per utilizzare quel budget nel modo più efficace. Sicuramente aver costituito la società nell’anno di inizio della pesante crisi economica ci ha aiutato a non dare nulla per scontato, a migliorare il servizio offerto e non solo il prodotto, a creare rapporti duraturi nel tempo e anche, occorre dirlo, a specializzarci nel rendere fruttuosi anche i piccoli budget». L’area della comunicazione è quella che ha dato risultati maggiori nei primi anni di attività. Un’area nella quale l’attenzione al dettaglio, la varietà dell’offerta, la tensione all’obiettivo e una pianificazione attenta al perseguimento del miglior risultato con il minor budget possibile si sono dimostrati importanti punti di forza. «Lavoriamo con la massima serietà, -afferma Antonella Valentini- seguiamo il cliente instancabilmente, cerchiamo di venire incontro alle sue esigenze senza perdere mai di vista la strategia. Il nostro compito principale, dalla creazione del materiale più semplice all’organizzazione della Campagna o dell’evento più strutturato – continua il presidente di Comma Srl - è quello di fornire consulenza all’impresa sul come spendere al meglio, strategicamente, il proprio budget dedicato alla comunicazione e raggiungere gli obiettivi prefissati». Nell’area organizzazione eventi, Comma Srl ha gestito in questi anni importanti eventi per clienti dell’area AbruzzoMolise, ma anche di carattere nazionale organizzando eventi in Sicilia, Puglia e nel Lazio. Comma può fornire un’organizzazione “chiavi in mano” occupandosi di tutte le attività dalla programmazione alla diffusione dell’evento, dall’ufficio stampa alla predisposizione del materiale congressuale, dall’allestimento alla grafica e stampa del materiale necessario all’evento, dal booking di hotel, mezzi di trasporto, ristoranti ai relativi pagamenti. All’occorrenza, quando l’organizzazione dell’evento è gestita internamente dall’azienda, Comma Srl può occuparsi solo delle attività che l’azienda decide di esternalizzare. Nell’area formazione, sono stati tenuti workshop, seminari formativi e corsi di formazione di vario genere, da corsi aziendali a corsi finanziati principalmente nelle aree risorse umane, sales & marketing, finanza e controllo, comunicazione e marketing, informatica, lingue straniere. Alla base dell’attività in quest’area c’è la profonda convinzione che il valore intrinseco dell’impresa dipenda in gran parte dalle conoscen-

Corso di formazione organizzato da Comma Srl

ze e competenze dei propri collaboratori e dalla capacità di applicarle ai processi di lavoro. Quindi la formazione rappresenta oggi una delle leve di vantaggio competitivo a disposizione delle imprese. Infine, l’area responsabilità sociale d’impresa è quella più difficile da concretizzare nel territorio, nonostante l’impegno delle socie ed amministratrici. Non che le aziende abruzzesi non siano socialmente responsabili, anzi al contrario il tessuto imprenditoriale abruzzese vanta esempi interessanti, piuttosto in molti casi non viene data ancora sufficiente importanza alla pianificazione di azioni socialmente responsabili ed alla propria diffusione presso gli stakeholders dell’azienda. Con consulenti specializzati nel settore Comma Srl può affiancare l’impresa nel suo percorso verso la creazione di un’azienda socialmente responsabile a tutti gli effetti. La RSI richiede una sensibilità profonda da parte degli imprenditori, un forte attaccamento e uno spiccato senso di “gratitudine” verso il territorio che ospita il proprio business• Congresso Nazionale organizzato da Comma Srl

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seminari&convegni » di Riccardo Di Persio

“Contraffazione dell’euro, furto d’identità, frodi internet: come difendersi ?” Questo il tema del convegno svoltosi alla d’Annunzio

Alcuni relatori intervenuti al convegno

C

ome difendersi dalle contraffazioni e frodi su internet? Se ne è discusso in un convegno alla d’Annunzio a cura della Facoltà di Economia di Pescara e dell’UCAMP, Ufficio Centrale Antifrode dei Mezzi di Pagamento del Ministero dell’Economia e delle Finanze - Dipartimento del Tesoro. Dai dati del SIPAF - Sistema Informatizzato Prevenzione Amministrativa Frodi carte di

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pagamento- illustrati da Sergio Zorzo dell’UCAMP, si evince che il luogo comune sugli italiani truffatori informatici è una fantasia da sfatare. A sorpresa viene fuori che in Italia la percentuale di frodi sulle transazioni complessive effettuate nel 2010 è solo lo 0,023 per cento pari a circa 60 milioni di euro. Una cifra che rappresenta un terzo delle truffe registrate in Gran Bretagna e addirittura il 50% rispetto alla Francia. I

lavori sono iniziati con i saluti dei padroni di casa: la preside di facoltà Anna Morgante e il direttore del Dipartimento di Economia Piergiorgio Landini. A seguire, gli interventi del presidente del Consiglio Regionale Nazario Pagano e del presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa. Ad introdurre gli interventi operativi, Francesco Carpenito, direttore dell’UCAMP- Ufficio Centrale Antifrode dei Mezzi di Paga-


mento. Moderatori del convegno il giornalista RAI Lucio Valentini e l’avvocato Andrea Monti. Dal dibattito è emerso che nel nostro Paese il contante è sempre il più amato dagli italiani. Secondo i dati della Banca Centrale Europea, l’Italia è il paese con il più basso utilizzo di moneta elettronica: il 77% delle transazioni superiori ai cento euro viene effettuato in contanti. Ma questo uso del contante, in termini di possibile elusione fiscale, ha un costo sociale, secondo i dati forniti dalla Banca d’Italia, di circa dieci miliardi di euro annui. L’utilizzo delle carte di pagamento sarebbe molto vantaggioso per ciascuno di noi e per il sistema economico in generale: maggiore flessibilità dei pagamenti (comprare da casa il biglietto aereo o ferroviario), contrasto all’economia sommersa e all’evasione fiscale. Ma l’ uso delle carte ha un risvolto negativo per tanti consumatori che hanno vissuto sulla loro pelle truffe e frodi: la clonazione della carta, la sottrazione delle coordinate di identificazione per fini fraudolenti (es. in internet e via telefono), il phis hing effettuato mediante e-mail. Secondo Luigi Falzetti, dell’Associazione Bancaria Italiana- a proposito del ruolo delle banche nel contrasto alle frodi nei pagamenti: «L’industria bancaria ha cominciato a dirottare il mercato dei pagamenti verso forme e strumenti più evoluti, efficienti e con costi sociali minori. Fra tutti quello delle carte di pagamento. Come per il contante, anche le carte di pagamento sono soggette al rischio frode. L’industria bancaria però, sta puntando su una

Foto di Vincenzo Sulpizio

sempre più stretta collaborazione con le Forze dell’Ordine, mettendo a loro disposizione le proprie competenze professionali». L’uso dei contanti, in ogni caso, ha i suoi rischi e su questo aspetto Tiziana Torres della Il pubblico presente al dibattito Banc a d’Italia, in tema di tutela delle banconote in euro in fase di parto delle carte di credito e dei produzione e in fase di circola- sistemi di pagamento elettronizione, ha illustrato gli elementi ci è oggi tra i più vulnerabili al specificamente progettati e rea- riciclaggio ed al finanziamento lizzati per agevolare i cittadini del terrorismo. Lo affermo da nell’utilizzo delle banconote e tempo, senza tema di smentite, l’attività della Banca d’Italia a contro quelli che continuano a protezione della moneta unica. sostenere che la sicurezza dei L’opera di prevenzione del pub- pagamenti viene scalfita dal blico ministero e della polizia solo contante. Ma la mafia ed i giudiziaria è il primo aspetto terroristi non usano contante, da perseguire secondo il procu- così come gli evasori fiscali. Si ratore capo della Procura della può avere denaro di plastica, lo Repubblica presso il Tribunale si alimenta su conto corrente di Lanciano, Francesco Men- anche in contanti o comunque ditto: «Il pubblico ministero e con fondi di illecita provenienla polizia giudiziaria –ha di- za, e poi lo si utilizza mediante chiarato- devono essere messe le carte regolarmente consein grado di operare e collabo- gnate da una banca? Senza dire rare ai vari livelli, soprattutto della pericolosità estrema delle internazionale. Occorre anche carte prepagate, per le quali una continua opera di aggior- introdurrei in qualche modo namento legislativo al passo la nominatività, dato che sono con i tempi e con la rapidità di denaro contante che circola liaggiornamento di chi commette beramente». crimini informatici. È un per- Tanti gli altri esperti che si corso difficile, che si scontra sono avvicendati al tavolo dei con persone sempre più abili relatori il Vice Questore Agnel delinquere anche con mezzi giunto Stefano Zireddu, il colimitati». Controcorrente l’in- lonnello della GdF di Pescara tervento del prof. Ranieri Raz- Catello Esposito, i ricercatori zante, presidente AIRA (Asso- universitari Laura Formichella ciazione Italiana Responsabili ed Enrico Toti, Fabio Picciolini Antiriciclaggio) che nel suo in- Presidente Nazionale dell’Aditervento sulle frodi su carte di consum, il dirigente del minicredito e riciclaggio di denaro stero Piero Spiombi e Massimisporco, ha affermato: «Il com- liano Graziani dell’Akhela

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seminari&convegni » di Laura Tinari

Un momento della tavola rotonda

“Il Gran Sasso che

UNISCE e NON divide”

Un evento a Fonte Cerreto, località alle pendici del Gran Sasso, base della funivia di Campo Imperatore, ha dato i natali a “Confindustria Gran Sasso”, il percorso comune che le associazioni territoriali di L’Aquila e Teramo stanno per intraprendere

È

spettato ai Giovani Imprenditori organizzare la prima uscita pubblica del progetto “Confindustria Gran Sasso”, elaborato dalle due Associazioni territoriali di L’Aquila e Teramo. Un progetto che vede un’unione “ideale” tra queste due associa-

zioni che insistono su territori contigui e che spesso si trovano a vivere gli stessi problemi, soprattutto in questo momento di difficile congiuntura economica. La tavola rotonda “Il Gran Sasso che UNISCE e NON divide” è stato dunque il momento per formalizzare un po’ que-

sto progetto. Al dibattito hanno partecipato Fabio Spinosa Pingue e Salvatore Di Paolo, presidenti di Confindustria L’Aquila e Teramo, e Pierluigi Panunzi e Luca Verdecchia, rispettivamente neo-presidente e presidente dei Giovani Imprenditori Confindustria L’Aquila e

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seminari&convegni

Teramo. A prendere per primo la parola è stato Spinosa Pingue, ideatore di questo percorso, «Bisogna ripensare il modo di stare in Abruzzo, - ha detto - così ci siamo resi conto che con Teramo siamo molto più vicini e uguali di quanto pensassimo, anche e soprattutto dal punto di vista culturale: siamo entrambi ancorati alla nostra terra, siamo concreti». Per il presidente aquilano «L’idea è frutto di tanti incontri, nei quali si è osservato, respirato. Siamo immersi in un mondo che cambia, ci sono tante insidie, ma anche opportunità». I due presidenti under 40 si sono soffermati sulle imprese giovanili, Verdecchia ha parlato delle start-up, degli investimenti sui giovani, snocciolando anche qualche dato sulla disoccupazione. «Ci apprestiamo a vivere un biennio di recessione. - Ha affermato Panunzi - Oggi essere imprenditori è un fardello importante.

Noi saremo vicini alle imprese, soprattutto a quelle giovani e dei giovani, perché siamo certi che coloro che si formano in una situazione così drastica, avranno gli anticorpi per poter superare crisi profonde e sistemiche». Il presidente teramano Di Paolo ha invece parlato di un progetto legato anche alla necessità di mettere in campo «una sorta di difesa nei con-

fronti del nostro territorio». Il percorso è finalizzato ad un contatto tra gli associati delle due Unioni, anche sulla base della realizzazione di una piattaforma web che permetta uno scambio tra domanda e offerta, che dia visibilità alle aziende associate e che consenta la fruizione di informazioni e contenuti comuni

Rodolfo De Laurentiis

Passaggio di testimone per i Giovani Imprenditori Aquilani Ad aprire l’evento è stato l’intervento con cui Alessandra Rossi ha passato il testimone della presidenza dei Giovani Imprenditori di Confindustria L’Aquila al neo-eletto Pierluigi Panunzi. «Un’esperienza unica e intensa fatta in anni di certo non facili», così Rossi ha definito i quattro anni alla guida del movimento. E in riferimento ad un evento organizzato nel 2010, ha ripreso un passaggio dell’enciclica “Caritas in veritate” di Papa Benedetto XVI, «La crisi ci obbliga a riprogettare il nostro cammino, a darci nuove regole e a trovare nuove forme di impegno. In questa chiave, fiduciosa piuttosto che rassegnata, conviene affrontare le difficoltà del momento presente». Gran parte del programma del nuovo presidente è concentrato sulla creazione di giovani imprese: adozione di strumenti fiscali volti a favorire la creazione di start-up, più formazione, assetti logistici comprendenti spazi e servizi comuni, come la consulenza specialistica di business. Nella stessa direzione va la riforma del mercato del lavoro «il potenziamento del contratto di apprendistato - ha detto Panunzi - diventerà il nostro cavallo di battaglia e chiederemo di aprirlo ai laureati fino a 35 anni di età, così come la defiscalizzazione per i neo-assunti da estendere alle imprese con più di 9 dipendenti». Per gli universitari invece esperienze interformative all’interno delle aziende associate e diffusione dei prestiti d’onore agli studenti.
Il programma prevede anche di portare avanti attivamente il progetto di “Confindustria Gran Sasso” e il Patto per lo sviluppo che «va rigenerato nelle sue funzioni: enti locali, camere di commercio, sistema bancario e associazioni sindacali, per emanare iniziative volte a potenziare imprenditorialità e internazionalizzazione».

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seminari&convegni » a cura della redazione

Alcune immagini dell’edizione 2011 di White Information

White Information 2012,

si parte!

La macchina organizzativa della seconda edizione di White Information, la principale convention organizzata dai Giovani imprenditori di Confindustria Teramo è già all’opera. L’appuntamento, come ci ricorda il presidente Luca Verdecchia, è a Roccaraso dal 23 al 25 marzo

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argo ai giovani. Cambiano i punti di visti, ma il motivo rimane lo stesso: dai giovani che devono prendere in mano le aziende di famiglia e superare il passaggio generazionale a quelli che vogliono lanciarsi nell’avventura del fare impresa dando vita a start up di successo. È proprio questo il tema

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attorno al quale sta scaldando i motori la macchina organizzativa della seconda edizione di White Information, la principale convention organizzata nel centro sud dai Giovani imprenditori di Confindustria. Anche quest’anno l’appuntamento è a Roccaraso e le date da segnare in agenda sono quelle che vanno dal 23 al 25 marzo.

Informare e coinvolgere le giovani generazioni sul tema del fare impresa sarà come sempre il filo conduttore della tre giorni come ci racconta Luca Verdecchia, presidente del gruppo giovani imprenditori di Confindustria Teramo e vice presidente dei giovani imprenditori d’Abruzzo, con delega a lavoro e formazione.


Intervista a Luca Verdecchia

presidente del gruppo giovani imprenditori di Confindustria Teramo e vice presidente dei giovani imprenditori d’Abruzzo

Dopo il successo dello scorso anno di cosa si discuterà quest’anno sul palco di White information? «Il gruppo Giovani Imprenditori Teramo, in collaborazione col Comitato regionale chiamerà a raccolta i giovani imprenditori del centro sud sul tema delle start up e della sfida del fare impresa. La scelta ci sembrava quasi obbligata dopo aver parlato lo scorso anno di passaggio generazionale. Accanto ai giovani che devono prendere le redini delle aziende familiari ce ne sono infatti tanti altri che hanno voglia di puntare sulle proprie idee mettendo in piedi un’impresa. Vogliamo rivolgerci a loro e discutere sulle possibili strade da seguire». Con chi vi confronterete sul tema?

«Avremo con noi dei giovani imprenditori che ci racconteranno le loro storie e di come sono riusciti a trasformare un’idea in un’impresa di successo. Ci saranno poi i rappresentanti di importanti fondi di investimento che spiegheranno quali sono le idee che vengono finanziate più di frequente e quali sono i modi per attrarre i finanziamenti. Ci saranno anche i rappresentanti delle istituzioni con i quali ci confronteremo sugli strumenti a sostegno della nascita di nuove imprese». Su questo fronte sembra che anche il governo Monti abbia preso dei provvedimenti? «Sì, nel decreto liberalizzazioni sono contenute alcune misure importanti come la semplificazione delle srl per gli under 35 e il bonus assunzioni al Sud esteso fino al 2013. Ma anche a livello regionale molto è stato fatto, pensiamo ad esempio alle misure per l’autoimprenditorialità che hanno fatto nascere oltre 150 nuove imprese, di cui la metà femminili. Oppure i

2 milioni di euro stanziati di recente per la formazione e i 24 milioni assegnati alla Fira proprio per il sostegno allo start up d’impresa. Diciamo che la strada è stata tracciata, ora non ci resta che percorrerla». In Abruzzo qual è la situazione? Quanti sono i giovani che fanno impresa? «L’età media di chi guida le imprese è ancora abbastanza alta nella nostra regione se pensiamo che il 45,4% degli imprenditori, cioè quasi la metà, ha oltre 50 anni. Nel 2011 però sono stati 10.547 gli imprenditori under 30 in Abruzzo (titolari di cariche come titolare, amministratore, socio), cioè il 5,8% rispetto al totale dei “capitani d’azienda”. Sono ancora troppo pochi a tentare la sfida, noi speriamo che crescano e che non si facciano scoraggiare dalla crisi visto che il fare impresa può essere anche una valida risposta per far risalire l’occupazione: ogni nuova azienda significa decine di nuovi posti di lavoro. È questa la nostra ricetta contro la crisi»

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seminari&convegni » di Riccardo Di Persio

Camillo Volpe Carlo Leardi dello Studio Leardi

presidente Piccola Industria Confindustria Pescara

Nicola Petracca

managing partner LABLAW Roma

Andrea Bonanni Caione managing partner LABLAW Pescara

Contrattazione decentrata e nuovo modello di relazioni industriali Di grande attualità l’argomento scelto per il seminario organizzato a Confindustria Pescara dallo studio legale LabLaw di Pescara assieme all’Ordine dei Consulenti del lavoro della provincia di Pescara

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o studio legale LabLaw con il patrocinio di Confindustria Pescara, dell’Ordine dei Consulenti del lavoro della provincia di Pescara e dell’Ancl (associazione nazionale consulenti del

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lavoro) regionale e provinciale, ha organizzato un seminario sul tema “Contrattazione decentrata e nuovo modello di relazioni industriali: dall’accordo interconfederale del 28 giugno 2011, all’articolo 8 della mano-

vra di agosto 2011”. Lo studio LabLaw rappresentato dagli avvocati Nicola Petracca e Andrea Bonanni Caione è specializzato in diritto del lavoro e diritto sindacale. Fondato nel gennaio 2006 a Milano  dagli


avvocati Luca Failla e Francesco Rotondi, con sedi a Milano, Roma, Padova e Pescara, si avvale della competenza di oltre 50 professionisti, che forniscono consulenza ai clienti in ambito nazionale ed internazionale nel settore lavoristico e delle relazioni industriali. Ma torniamo al seminario, ad aprire i lavori, è stato il presidente Piccola Industria Confindustria Pescara Camillo Volpe, il quale ha introdotto il tema delle recenti riforme in materia di relazioni industriali, auspicando che le stesse concorrano a portare l’Italia a competere con gli altri paesi europei, grazie anche alla promozione di accordi che sappiano combinare la flessibilità con la sicurezza del posto di lavoro. «Le recenti riforme in materia di lavoro –ha dichiarato Volpefanno si che l’Italia compia dei grandi passi in avanti avvicinandosi sempre più ai modelli europei. La necessità di una modernizzazione del diritto del lavoro non significa e non deve significare per forza minor tutela dei lavoratori, ma deve rappresentare una sfida consistente nel conciliare mercati del lavoro europei e promuovere la flessibilità combinata con la sicurezza del posto di lavoro, indipendentemente dalla forma del contratto, contribuendo in tal modo ad aumentare l’occupazione e a ridurre la disoccupazione». Spicca, in quest’ottica di revisione dei paradigmi del Diritto del lavoro, la riforma delle relazioni sindacali introdotta mediante l’Accordo interconfederale fra Confindu-

» foto concesse da Confindustria Pescara

stria e CGIL, CISL e UIL del 28 giugno 2011, e l’approvazione Decreto Legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito dalla Legge 14 settembre 2011, n. 148. In particolare l’art. 8 della c.d. Manovra bis, difatti, consente ai contratti collettivi aziendali ed ai contratti collettivi territoriali sottoscritti dalle associazioni dei lavoratori

Andrea Bonanni Caione e Nicola Petracca - Foto Pietro Ferrante

comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, ovvero dalle rappresentanze sindacali operanti in azienda, la stipula di intese indirizzate alla regolamentazione delle materie inerenti alla organizzazione del lavoro e della produzione, quindi strettamente connesse con la specifica realtà aziendale. Dopo il saluto e l’introduzione del presidente Volpe, la parola è passata

all’avvocato Nicola Petracca che ha parlato del nuovo assetto delle relazioni industriali dopo l’accordo di giugno, con specifico riferimento al ruolo della contrattazione decentrata, ricostruito ripercorrendo i cambiamenti avvenuti in materia contrattuale dagli anni cinquanta fino ai giorni nostri. A discutere dell’articolo 8 del D.L. n.138/2011 è stato invece Carlo Leardi dello Studio Leardi il quale ha evidenziato gli aspetti positivi della norma, pur rilevandone le criticità operative. In particolare si è rilevata la finalità della norma di riconoscere e rafforzare anche sul piano legislativo la tendenza dello spostamento del baricentro della contrattazione collettiva verso gli accordi aziendali e territoriali in atto da alcuni anni. In chiusura l’avvocato Andrea Bonanni Caione dello studio LabLaw di Pescara ha trattato il tema della efficacia soggettiva del contratto collettivo di secondo livello, sottolineando le eventuali conseguenze e i rischi di antisindacalità dall’applicazione dello stesso. L’avv. Bonanni Caione ha evidenziato come sia necessaria una lettura unitaria dell’accordo interconfederale di giugno e del c.d. contratto di prossimità, sotto il profilo dei meccanismi di estensione della validità degli accordi anche ai soggetti dissenzienti o non firmatari, rilevando come gli agenti della contrattazione collettiva di secondo livello non possano che essere i medesimi in entrambe le ipotesi esaminate

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seminari&convegni » di Laura Tinari

Sopra un momento del corso Foto piccola, da sinistra: Giampaolo Galli, Fabio Spinosa Pingue e Maurizio Marchesini

Meeting of Minds Si è tenuto in Confindustria L’Aquila il primo corso di “Altascuola”, il programma di eccellenza formativa organizzato dai Servizi Formativi Confindustria e dedicato agli imprenditori che ricoprono cariche associative e che rappresentano gli interessi delle imprese all’esterno del Sistema

“M

eeting of Minds”  è  una sorta di lab or at or io   d i leadership condotto attraverso il confronto con i vertici di Confindustria, opinion leader, economisti e policy maker. Al corso, promosso dal presidente dell’Associazione aquilana, Fabio Spinosa Pingue, per il Consiglio direttivo della propria territoriale, ha partecipato anche una delegazione teramana. Gli argomenti trattati hanno spaziato dal ruolo del sistema imprenditoriale di Confindustria a quello dei singoli membri, dalle best practi-

» foto concesse da Confindustria L’Aquila

ce delle diverse territoriali ai temi di maggiore attualità, fino alla rappresentanza degli interessi, delle identità e dei valori di una classe dirigente. A fare da relatori sono stati il direttore generale di Confindustria, Giampaolo Galli, il sociologo Nadio Delai e il past president Unindustria Bologna, Maurizio Marchesini, mentre il direttore dell’Altascuola, Costanza Patti, ha coordinato i lavori. Il direttore Galli si è soffermato sul sistema Confindustria e il suo rapporto con l’attualità «Un’associazione locale - ha detto - deve tener presente il quadro nazionale, ma soprattutto

essere radicata nel territorio e occuparsi dei problemi specifici. Le risposte devono venire dagli imprenditori». E sulla critica di essere una Confindustria “pesante” «la presenza di associazioni territoriali provinciali risponde ad una esigenza che parte dal basso per contrastare una inefficienza dello Stato. L’imprenditore è solo di fronte ad una PA che non è in grado di stargli accanto». Sulla base dell’esperienza fatta in Unindustria Bologna, Marchesini ha consigliato di leggere la nuova funzione dell’associazionismo come «capacità di mettere insieme, di costruire reti relazionali per progettare soluzioni innovative per le imprese che appartengono a comunità trasversali e intersettoriali, come quelle inserite nei distretti e nelle filiere». L’intervento di Nadio Delai è stato focalizzato nel dare una risposta alla domanda “Cosa vuol dire essere classe dirigente associativa?”. Tanti gli elementi che compongono la risposta: saper guardare oltre i propri associati, saper dare una interpretazione costante di ciò che accade, saper fare proposte e compiere azioni concrete, avere cuore e coraggio di sbagliare

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eventi

» di Riccardo Di Persio

OPEN HOUSE DELTA AUTOMATION - l’area espositiva

La Delta Automation apre le porte dello stabilimento L’azienda di Atessa ha organizzato un evento di due giorni con seminari, incontri e dimostrazioni live nel settore dell’automazione industriale e impianti robotizzati

Un progetto in fase di realizzazione

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Alcuni degli ospiti presenti


DELTA AUTOMATION con il partner Exor International

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onclusa la due giorni di open house della Delta Automation che ha aperto le porte dello stabilimento di Atessa per seminari, incontri e dimostrazioni live, in collaborazione con i tecnici e la rete vendita di importanti partner internazionali quali: ABB Robotica, KEMPPI, Exor International, SCHMERSAL, INDUSERVICE, GIMASALD, VISION DEVICE e BIO-CHEM. La Delta Automation è da anni presente nel settore dell’automazione industriale e impianti robotizzati. Si occupa della robotica, progettazione e sviluppo di software industriale, software per plc, meccanica e progettazione, engineering elettrico, integrazione di impianti robotizzati, robot industriali, macchine automatiche, assistenza, manutenzione e sicurezza. Lo staff, formato da tecnici ed ingegneri altamente qualificati è in costante aggiornamento, ed ha come obiettivo la realizzazione di prodotti fatti su misura del cliente. Dalla progettazione di nuovi impianti, alla riconversione di altri già esistenti, la Delta Automation opera progettando e realizzando soluzioni in grado di migliorare le performance dei propri clienti e di risolvere le più svariate problematiche legate ai processi produttivi di ogni tipo di azienda, in qualunque settore essa operi. L’azienda, nonostante la difficile congiuntura degli ultimi anni, ha dimostrato una notevole crescita grazie al suo operato ed ha ribadito il suo impegno a continuare una politica di miglioramento ed espansione, investendo in innovazione, ricerca e formazione e rafforzando la rete dei propri partner per offrire ai clienti soluzioni di automazione e robotica sempre più performanti. Nel corso dell’evento sono state presentate tre isole robotizzate ABB: una atta alla movimentazione di materiale, con un esempio

Impiani in esposizione

» foto concesse da Delta Automation

Seminari sulla sicurezza

applicativo di pallettizzazione, una atta alla saldatura dei pezzi anche nelle zone più difficili grazie ad un robot dotato di tavola rotante a 2 torni che permette il ribaltamento del pezzo stesso, ed una, un robot di piccola taglia, che per l’occasione ha eseguito la scrittura con un pennarello, al fine di suggerire le molteplici applicazioni e l’estrema flessibilità che un robot può avere. I partecipanti all’open house hanno potuto partecipare nelle due giornate a seminari sulla nuova direttiva macchine e tematiche inerenti la sicurezza gestiti dalla Schmersal. Durante la visita gli ospiti, accompagnati nel percorso espositivo dai tecnici della Delta Automation, hanno avuto modo di conoscere e di toccare con mano le capacità progettuali dello staff, osservando da vicino alcuni degli ultimi progetti in fase di realizzazione, riuscendo ad apprezzare le potenzialità e le capacità dell’intera struttura. Per quanto riguarda i dispositivi di controllo e le soluzioni per la sicurezza dei sistemi produttivi, Schmersal e Induservice hanno presentato diversi tipi di componenti atti a rendere gli impianti e i luoghi di lavoro sempre più efficienti e sicuri. La Exor International ha esposto la nuova gamma di Pannelli Operatore e di HMI per il controllo e la supervisione, oltre al il nuovo software di programmazione JMOBILE per il controllo degli impianti anche da Tablet e Smartphone. Hanno preso parte all’evento, come espositori, anche la Gimasald che ha esposto i nuovi generatori per la saldatura Kemppi, oltre ai propri servizi, la Vision Device, che ha esposto un sistema di visione artificiale per la guida Robot e il controllo di qualità di alcuni particolari e la Carlo Di Florio che ha esposto la Bio-Chem, un sistema biologico per la pulizia e il lavaggio di pezzi e macchinari

Lo staff Delta Automation

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eventi » di Riccardo Di Persio

La Puccioni SpA sposa il fotovoltaico

Attraverso un nuovo impianto da circa un milione di KwH annui, la nuova struttura nella zona industriale Punta Penna, eviterà l’emissione di circa 760 kg di CO2 e quindi il salvataggio di circa 125 ettari boschivi

da sinistra: Giuseppe Farnelli della Ensud e Mario Puccioni ad della Puccioni SpA

L’impianto fotovoltaico

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a Puccioni SpA di Vasto, azienda leader nella produziogogia del gioco delle parti». Il vicepresidente della Regione, in ne di fertilizzanti, ha avviato un impianto fotovoltaico da conclusione del suo intervento, ha richiamato l’importanza delle 873 Kwp. La predisposizione dei pannelli, ad opera della scelte strategiche in campo energetico: «Iniziative come quella Enerqos, è avvenuta sulla copertura di uno dei complessi della Puccioni, consentono la stabilizzazione delle nostre aziende, industriali della zona industriale di Punta Penna. L’impianto prorecuperando una sensibile competitività, grazie ai minori costi durrà, mediamente, più di un milione di kWh annui (l’equivalente per l’approvvigionamento di energia, che ricordiamo nel nostro del consumo medio di 250 famiglie) e consentirà di risparmiare Paese più cara del 35%. Inoltre, va sottolineata la valenza, in l’emissione in atmosfera di quasi 760mila kg di Co2, che equivartermini culturali, rispetto la diffusione delle fonti rinnovabili e dello rebbe a salvare ben 125 ettari boschivi, una superficie pari a 175 sviluppo durevole e sostenibile, specialmente alla luce delle novità campi di calcio. Da sottolineare il ruolo di Enerqos che, per masintrodotte dal Decreto Liberalizzazioni che vieta, in futuro, l’instalsimizzare il rendimento dell’impianto, realizzato in collaborazione lazione degli impianti fotovoltaici sui terreni agricoli». con il partner tecnico Ensud, ha individuato la miglior soluzione «La Puccioni è particolarmente sensibile alle problematiche tecnica e qualitativa. Alla conferenza stampa è intervenuto il viceambientali –ha dichiarato Mario Puccioni, amministratore depresidente, con delega allo sviluppo economico, della Giunta Relegato dell’azienda vastese– una responsabilità che ci impone gionale d’Abruzzo, Alfredo Castiglione, che ha la massima attenzione sul fronte delle energie sottolineato, l’importanza del connubio tra indurinnovabili e dell’innovazione. L’investimento strie e fonti di energia rinnovabile: «L’iniziativa che presentiamo oggi ha un tangibile riscontro della Puccioni conferma la vivacità del tessuto sull’impatto e sulla sostenibilità ambientale delimprenditoriale locale che pone l’accento alla la nostra impresa. Scegliere il fotovoltaico –ha competitività, non solo delle imprese stesse, precisato– è una soluzione che ci consente di ma dell’intero sistema industriale abruzzese. La produrre energia pulita e contestualmente di riRegione sul fronte delle energie rinnovabili –ha durre le emissioni di Co2. La Enerqos ha messo proseguito il componente di Giunta– si è posta al nostro servizio esperienza e professionalità, obiettivi ambiziosi, che si raggiungeranno solo studiando un progetto con un rendimento otse mostreremo maturità politica e giusta detertimizzato che è stato realizzato in pochissimo Il vice presidente della Regione A lfredo Castiglione minazione, mettendo da parte la sterile dematempo»

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eventi » di Riccardo Di Persio

OpsFinder, il portale delle piccole aziende È nato un anno fa da un’idea dell’attuale general manager Danilo Di Domizio con l’obbiettivo di trovare facilmente e a costi ridotti opportunità di business e di collaborazione

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al lavoro e la collaborazione di quattro amici, nasce il nuovo portale Opsfinder dedicato alle piccole aziende o ai professionisti che hanno la necessità di lanciare, sviluppare o incrementare il proprio business nel loro paese e all’estero. Esso presenta infatti, una pagina in lingua inglese ed una in lingua italiana. Il sito si rivolge maggiormente a piccole e medie aziende neo costituite, in fase di sviluppo o impegnate in nuovi progetti, agli artigiani, inventori e ricercatori con idee business innovative e anche a partner finanziari e industriali che possono supportare efficacemente gli altri utenti e che sono alla ricerca di nuove occasioni business. Si tratta di un portale che è idoneo a mettere permanentemente in contatto un numero illimitato di utenti a livello planetario. Ogni azienda potrà trovare nel portale i suoi partners ideali, sia che voglia trovare finanziatori per un progetto industriale o commerciale, sia che voglia trovare altre aziende in grado di realizzare materialmente un prodotto e dare forma ad una idea. Si tratta di un luogo di incontro virtuale, in cui è possibile inserire una propria vetrina (una propria pagina web), pubblicizzando la propria attività ed i propri prodotti, al fine di essere reperiti così come al fine di reperire partners commerciali nell’ambito dell’intera filiera come sopra descritta, dalla concezione dell’idea alla consegna del prodotto finale. Vi è infatti anche una sezione destinata ai consumatori, che potranno partecipare sia come interessati all’acquisto diretto dei prodotti e sia, se disponibili, nella utile funzione di testers. In sintesi l’utente business avrà la possibilità di vendere lotti di prodotti in un’unica soluzione ad un numero prefissato di clienti fornendo loro un forte sconto; invece il consumer grazie alla vetrina B2C potrà acquistare prodotti unici e innovativi a condizioni vantaggiose. Il sito è stato addirittura oggetto, recentemente, di una tesi di laurea presso l’Università del Salento. Opsfinder nasce nel 2011 da un’idea dell’attuale general manager Danilo Di Domizio con l’obbiettivo a tali soggetti di trovare facilmente e a costi ridotti opportunità di business e di collaborazione. Di Domizio prima della fondazione del portale ha operato

Il portale di Ops Finder

nel settore della consulenza manageriale lavorando per primarie società internazionali. Gli altri co-fondatori del progetto sono Vincenzo De Lauretis avvocato lavorista iscritto presso l’Ordine degli Avvocati di Pescara, Denis Sambenedetto responsabile finanziario tesoreria e crediti che opera nel settore da oltre 15 anni e infine Andrea Spicciati avvocato civilista iscritto anch’egli all’Ordine degli Avvocati di Pescara è partner dello studio legale Associato De Lauretis-Spicciati

Lo schema dell’interazione degli utenti

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COSTRUIAMO IL SUCCESSO DEI NOSTRI CLIENTI

Formazione

Finanza d’Impresa

Qualità e Ambiente

Sicurezza e Igiene nei Luoghi di Lavoro

Direzione d’Impresa

Sistemi Informatici Aziendali

Un’impresa vincente deve produrre qualità per soddisfare i clienti e generare valore per la sua proprietà, controllando i propri impatti ambientali, gestendo l’efficienza e l’efficacia delle sua attività, rispettando i diritti umani, per governare “il rischio imprenditoriale” e proporsi al mercato e al sistema creditizio come un brand impegnato nello sviluppo sostenibile, garanzia di continuità del business. Un modello organizzativo competitivo, ma anche agile e flessibile, deve controllare sistematicamente le proprie prestazioni, nella consapevolezza che il controllo genera attenzione e quindi pone le condizioni per incrementare il coinvolgimento e l’efficienza, in altri termini, garantire il successo della propria azienda. Profili Aziendali, partner delle imprese nel loro sviluppo, assiste i suoi clienti nel raggiungimento di questi obiettivi, mettendo a loro disposizione un gruppo di tecnici altamente qualificati in grado di implementare sistemi di gestione conformi ai più elevati standard internazionali. I numerosi interventi di successo già realizzati, sono la garanzia della nostra professionalità e competenza, che hanno guidato le nostre aziende clienti verso la certificazione, stabilendo precisi obiettivi temporali ed economici. La profonda conoscenza degli standard internazionali da parte dei propri tecnici, permette alla PROFILI AZIENDALI di realizzare sistemi integrati inerenti le diverse normative di riferimento, offrendo l’opportunità alle aziende di raggiungere i più elevati livelli di eccellenza. Servizi Offerti UNI EN ISO 9001:2008

UNI EN ISO 22000:2005

SA 8000:2001

UNI EN ISO 14001:2004

ECOLABEL

Regolamento EMAS

OHSAS 18001

BRC E IFS

UNI 10939:2001

Sede legale e Uffici: via Ungaretti, 4 - 64013 Corropoli (TE) Tel.: +39 0861 855809 - Fax: +39 0861 807035 E-mail: info@profiliaziendali.it Web: www.profiliaziendali.it


eventi » di Riccardo Di Persio

Alcune immagini della concessionaria di Tortoreto “Andrea Car”

Il cliente prima di tutto da “Andrea Car” La concessionaria official dealer del marchio Kia gestita dal giovane Andrea Perozzi, ha recentemente ottenuto, con il supporto della Profili Aziendali, la certificazione ISO 9000 sulla gestione della vendita

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alla passione e dal lavoro del della vendita. In tutta la Provincia di Teragiovane imprenditore Andrea mo, la “Andrea Car” è una delle pochissime Perozzi, nel 2006 a Tortoreto concessionarie ad avere questo marchio di nasce la concessionaria “Anqualità per la vendita dell’usato, e infatti drea Car”, official dealer del marchio Kia. l’amministratore Perozzi ci confessa: «GraLa concessionaria propone ai suoi clienti zie alla collaborazione con l’amico Marco tutti i modelli della gamma Kia, in pronta Castelli, siamo riusciti ad ottenere questo consegna e dotati di tutti i comfort. Nell’atgrande riconoscimento che ci permette di tuale sede Perozzi ha recentemente rinnooffrire al cliente un ottimo servizio pre e L’amministratore Andrea Perozzi vato lo show room per esaltare il pregio post vendita sulle autovetture usate, cosa dei veicoli ed accogliere il cliente in un che in tutta la provincia teramana non acambiente più confortevole, offrendo una vasta gamma di auto cade. Il nostro obiettivo è quello di crescere sempre di più, ma e un servizio competente ed accurato per la totale soddisfaziosoprattutto quello di far crescere la qualità del nostro servizio ne di chi viene ad acquistare. che è costantemente in espansione». Inoltre, per i prossimi Nell’autosalone, che vende anche auto usate, trovano spazio anni, è previsto anche un ampliamento della concessionaria, anche le autovetture del marchio Lada e dal 2011 anche la che intende trasferirsi in un altro stabile che sarà molto più gamma Gonow, un marchio in crescita costante per il rapporgrande ed accogliente. «Se tutto procederà bene, -conclude il to qualità prezzo dei suoi veicoli, soprattutto nella gamma dei giovane Andrea- stiamo studiando degli spazi per trasferirci in suv e pickup. La concessionaria, gestita dal 31enne imprendiun’altra sede che sarà molto più grande di quella in cui siamo tore giuliese, grazie alla collaborazione della società di servi oggi; ci tengo infatti a precisare, che noi non siamo mai alla zi per le imprese Profili Aziendali diretta da Marco Castelli, ricerca del numero, ma sempre della qualità e della soddisfaha da poco ottenuto la certificazione ISO 9000 sulla gestione zione del cliente, che è sempre al primo posto»

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eventi » di Laura Tinari

Manager-politico/ politico-manager o entrambi? La copertina del libro

Vuole dare una risposta a questa domanda il nuovo libro di cui Salvatore Santangelo, politico e manager, è co-autore. Con lui abbiamo ragionato su come l’amministrare la cosa pubblica debba essere considerato alla stregua del gestire un’azienda e, dunque, su come un buon politico debba saper essere un buon manager

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n volume molto attuale, considerato che oggi al governo ci sono i “tecnici” e che le esperienze politiche degli ultimi anni, anche in Abruzzo, hanno messo in evidenza come la mancanza di doti manageriali possa pregiudicare l’operato di un amministratore pubblico. «Una piccola premessa, sono convinto che l’esperienza del governo Monti cambierà radicalmente lo scenario politico in termini di stile, di comunicazione e del profilo che gli elettori chiederanno ai propri rappresentanti», ci dice Salvatore Santangelo.

Intervista a Salvatore Santangelo co-autore del libro Manager-Politico Politico-Manager

 Quale è il punto di partenza di questo libro? «Il volume nasce dalla convinzione che l’allenamento alle competenze manageriali può portare i politici a soddisfare meglio il proprio elettorato, garantendo più coerenza e maggiore possibilità di concretizzare i propri programmi, che molto spesso, purtroppo, rimangono a metà strada, o peggio lettera morta, più per incapacità di gestione che per mancanza di principi politici».  Uno fra gli approcci più interessanti proposti è l’utilizzo del coaching anche nell’ambito politico…. «Il coaching politico si articola in vari segmenti che permettono di raggiungere gli obiettivi prefissati in modo professionale, organizzato e con poca dispersione di risorse sia economiche che umane. Chiaramente, alla base di questo approccio multidisciplinare, c’è sempre il tema dell’autenticità e della “persona umana”.

Anche perché è sempre più evidente che nella nostra società sta emergendo una grande sete d’identità, in difesa delle specificità culturali e del diritto delle persone a esercitare il controllo sulla propria vita e sul proprio ambiente, come risposta ai processi di omologazione e di sradicamento che hanno privato i contesti sociali di ogni riferimento. Proviamo a farci questa domanda: che cosa fa di un politico un uomo o una donna di eccellenza? Noi pensiamo che sia proprio la consapevolezza della propria identità. Un politico con un’identità forte e ben centrata è in grado di comunicare e di trasferire in modo efficace i propri valori, grazie ai quali riesce a far presa sulle persone, costruendo un’empatia, connessioni profonde che vanno ben oltre i programmi, le promesse e gli impegni elettorali. Questo è uno dei fronti su cui si concentra la nostra attenzione».

 Il libro parte proprio dall’incontro di due professionalità: quella del coach (Nicoletta Lanza e Fabio Padovan) e quella del politico e manager, ossia la sua. Quanto oggi è necessario coniugare queste figure? «Ciò che ci ha uniti è la passione civile e la volontà di creare, nel mare magnum del coaching, una bussola che possa permettere a professionisti, comunicatori e politici di comprendere tutte le potenzialità di questo innovativo approccio. Inoltre uno dei fini del libro è offrire ai manager della P.A., e più in generale a tutti coloro che sono direttamente o indirettamente coinvolti nel “processo” politico, uno strumento in più per operare con la massima efficacia ed efficienza a favore del cittadino attraverso lo sviluppo di conoscenze e competenze proprie del coaching. Un metodo che punta a offrire soluzioni mai stereotipate»

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orazione con Autoabruz

» redazionale in collab

LA BMW SERIE 3 CAMBIA VOLTO La nuova fiammante vettura, è stata presentata presso la concessionaria AUTOABRUZZO

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i accendono i riflettori in casa AUTOABRUZZO. Presso la concessionaria BMW di San Giovanni Teatino, guidata da Salvatore Di Lena, è andata in scena la presentazione della nuova Serie 3. Nel corso di quasi quarant’anni, il “volto” della BMW Serie 3 si è costantemente evoluto. I designer sono sempre riusciti ad incorporare dinamismo, innovazione ed estetica in un concetto globale armonioso, moderno e orientato al futuro, conservando allo stesso tempo, i valori tradizionali. La sesta generazione della BMW Serie 3 esprime le qualità essenziali della berlina, quali agilità, sportività e dinamismo in un modo completamente nuovo. Elementi di design classici, ma di nuova interpretazione trovano nuova vita e ricordano i modelli degli anni Sessanta. La presentazione della prima BMW Serie 3 nel luglio del 1975 segnò l’inizio di uno dei successi più rilevanti della storia dei modelli BMW. La parte frontale della vettura, grande e integrata senza soluzione di continuità, con i proiettori e la griglia a doppio rene incastonata, caratterizzava anch’essa il volto distintivo

della prima BMW Serie 3 del 1975. Come costruttore di berline sportive ed eleganti, a quell’epoca BMW aveva già sviluppato un profilo caratteristico. Con un design di carrozzeria a tre volumi, con motore anteriore e trazione posteriore, un principio base fu stabilito già allora (BMW 1500/2000), principio che vale tuttora. Con l’arrivo nel 1966 della BMW 1600 fu lanciata sul mercato la Serie 02 a due porte, che dette vita a modelli famosi come la 1600ti o la 2002tii e successivamente sostituita dalla BMW Serie 3. Sulla berlina sportiva del 2011, i moderni doppi proiettori a LED si estendono fino alla cornice della griglia a reni, formando anche un’unità continua che la collega ai suoi predecessori storici, ma in maniera moderna. Il cofano motore, arcuato, accentua ancora di più il frontale, sottolineando il profilo della vettura ed il suo richiamo sportivo. Invece di una presa d’aria centrale, la nuova BMW Serie 3 ha due prese d’aria più ampie situate lateralmente sotto i proiettori. Ulteriori aperture verticali sono posizionate sul margine esterno. Non vi resta che provarla presso la concessionaria AUTOABRUZZO

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hanno collaborato Marinella Sclocco

Alessio Pelusi

creatività&innovazione | pag. 75

messa in sicurezza | pag. 91

Il suo primo impegno in politica è da ascriversi al 1989. È stata eletta nel 1998 consigliera di Circoscrizione del quartiere 3 fino al 2004 quando nella tornata elettorale per il rinnovo del consiglio provinciale, fu eletta consigliera (unica donna tra 25 eletti) e rivestì l’incarico di presidente della Commisione Politiche sociali. Nel 2006 venne eletta al consiglio regionale dell’ordine degli psicologi d’Abruzzo. Aderisce il 14 ottobre del 2007 al PD di cui è dirigente regionale e dal 2008 riveste l’incarico istituzionale di consigliera regionale, unica eletta delle fila de PD nella provincia di Pescara.

È scrittore, docente universitario, saggista e copywriter. Autore di opere di carattere scientifico. Dal 1997 è sceneggiatore di spot, cortometraggi e documentari. È Copywriter Senior presso CARSA Spa, agenzia leader nella comunicazione ambientale. Segue un dottorato di ricerca presso la facoltà di Scienze Sociali dell’Università degli Studi G. d’Annunzio di Chieti. Vincitore del premio nazionale di letteratura Parco Majella 2007, del premio letterario nazionale Alceste de Lollis e del premio Manzoni.

Alessio Pelusi è nato a Chieti 32 anni fa, ha una Laurea quinquennale in Scienze della Comunicazione con indirizzo “Comunicazione istituzionale e d’impresa”, presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. Si è laureato con una Tesi sperimentale sul Knowledge Management. Durante gli studi ha lavorato all’Ufficio Centrale Orientamento e Formazione Professionale dei Lavoratori (UCOPFL), del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Nel 2005 è tornato a Chieti. Attualmente si occupa di Sicurezza e Qualità alla Edilmet Srl, azienda di edilizia metallica e frequenta il Master in prevenzione dei rischi e gestione della sicurezza del lavoro, presso l’Università di Modena e Reggio Emila.

Giuseppe Mauro nonsoloeconomia | pag. 31 È professore Ordinario di Politica Economica presso la facoltà di Economia dell’Università G.d’Annunzio di Chieti-Pescara. Ha seguito tutta la carriera accademica da borsista a assistente ordinario, a professore incaricato, a professore associato sino a professore ordinario. Ha insegnato Economia Monetaria e Creditizia, Economia Politica, Economia del Lavoro, Economia Industriale ed Internazionale presso le università LUISS di Roma, Teramo e Pescara. È stato Visiting Scholar presso l’Università di York (G.B.) e attualmente collabora con la London School of Economics. Attualmente ricopre la carica di presidente del Corso di Laurea in Economia e Commercio. È Membro della Società Italiana degli Economisti.

Luigi Carunchio fisco | pag. 67 Socio fondatore dello studio “Valore” Professionisti Associati in Lanciano, struttura associata tra commercialisti che ha creduto nell’organizzazione dell’attività professionale in gruppo. Si occupa da sempre delle problematiche di categoria e per questo attualmente ricopre, tra le altre, la carica di presidente nazionale dell’Unione Giovani Dottori Commercialisti ed esperti contabili, principale sindacato di riferimento dei commercialisti italiani. Presidente altresì della Fondazione Nazionale Centro Studi UNGDC il cui comitato scientifico è presieduto dal prof Lupi.

Antonio Teti ict | pag. 71 È responsabile del supporto tecnico informatico della Direzione Generale dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara. Laureato in Economia e Management delle Imprese, ha conseguito tre specializzazioni in Information Technology presso la ELEA Knowledge Integration. È Accademico Ordinario della Pontificia Accademia Tiberina, prestigioso Istituto di Cultura Universitaria e di Studi Superiori e Presidente Onorario della Società Italiana delle Scienze Informatiche e Tecnologiche (SISIT). Ha avuto incarichi di docenza in diverse università italiane e ha collaborato per attività di alta formazione con la facoltà di Informatica dell’Università Politecnica di Valencia e di Madrid.

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Simone D’Alessandro

l’Abruzzo che produce | pag. 29

Filippo Paolini norme&leggi | pag. 79 Nello studio legale di cui è titolare, esercita la professione forense prevalentemente nel ramo del diritto commerciale. È consulente giuridico di diverse aziende, abruzzesi e non, in materia di contratti, diritto societario e crisi dell’impresa. È consulente giuridico, dal 2003, dell’Ufficio Legale Federazione Italiana Giuoco Calcio – A.I.A. Laureato in Giurisprudenza a soli 23 anni, è iscritto dal 2001 all’Albo degli Avvocati presso il Tribunale di Avezzano.

Luciano Fratocchi ricerca&innovazione | pag. 83 È professore associato di Ingegneria economico gestionale presso la facoltà di Ingegneria dell’università dell’Aquila dove insegna Economia ed organizzazione aziendale, Sistemi di controllo di gestione e Gestione aziendale. Dopo la laurea in Economia e commercio presso la LUISS di Roma ha conseguito il Dottorato di ricerca in Direzione aziendale presso l’università di Bologna. Docente in diversi corsi Master, svolge attività di ricerca in tema di internazionalizzazione delle imprese minori, sistemi di supporto alle decisioni aziendali e management dell’innovazione, con particolare attenzione a quella organizzativa e gestionale. Ha pubblicato su questi temi articoli su riviste nazionali ed internazionali e con case editrici nazionali ed internazionali.

Alfredo De Vincentis

mercati | pag. 87

Nato nel 1970, è laureato in economia. Dopo anni di esperienza nel sistema bancario come promotore finanziario lavora come analista tecnico e trader dal 2005.

Andrea Bonanni Caione lavoro in corso | pag. 83 Andrea Bonanni Caione è avvocato e il Managing Partner dello Studio Legale LABLAW di Pescara. Entra in LABLAW a ottobre 2011 dopo un’esperienza di 3 anni maturata come partner dello studio legale associato Lamparelli Bonanni Caione e dopo un’esperienza di 8 anni come Partner nell’Associazione Professionale “Carboni-Paolucci”. Si occupa in via esclusiva di tutela giudiziale e assistenza stragiudiziale in favore delle imprese, in materia commerciale, civile e del lavoro. In tale ultimo ambito ha maturato significative esperienze in materia di somministrazione di manodopera ex d.lgs. n. 276/2003, profili giuslavoristici connessi al compimento di operazioni straordinarie (fusioni, scissioni, trasferimenti d’azienda), contrattualistica inerente i rapporti di lavoro subordinato a termine e gestione dei rapporti di agenzia.

Piero Carducci la terra di Piero | pag. 121 Economista, consulente

direzionale e docente universitario, è specializzato in sistemi per il controllo di gestione e modelli di sviluppo territoriale. È stato direttore della scuola di formazione manageriale-tecnica del Gruppo Telecom Italia (ex Reiss Romoli) e presidente dell’Agenzia di Sviluppo della Provincia di Potenza. Ha insegnato per molti anni programmazione e controllo di gestione ai dirigenti della carriera prefettizia presso la Scuola Superiore di Amministrazione dell’Interno (SSAI) ed ha diretto la collana di management del Ministero degli Interni. È presidente dell’Organismo Indipendente di Valutazione della Provincia dell’Aquila (OIV). Ha pubblicato cinque volumi su discipline manageriali e numerosi articoli su riviste scientifiche e divulgative. Ultimo volume pubblicato: “150 anni di Unità d’Italia. Il Mezzogiorno e lo sviluppo negato” (2011).

Nicola Boschetti divinoenonsolo | pag. 163 Nato a Guardiagrele l’8 maggio 1971, sposato con

un figlio di 10 anni, affianca da oltre 22 anni Angela e Peppino Tinari nel ristorante Villa Maiella, con la piacevole responsabilità di occuparsi di una ricca cantina. Molto conosciuto nel mondo del vino, ha ricevuto riconoscimenti sia regionali che nazionali, tra cui la 1° Edizione 2005 del premio “Francesco Di Cintio” dell’Associazione Italiana Sommeliers. Collaboratore di varie riviste del settore (Gambero Rosso, Cucina e Vini, Slow Food), docente dei master sul vino Slow Food, organizzatore di serate a tema. Coadiuvante nei progetti sull’alimentazione riservati ai bambini delle scuole elementari. Fuori dal suo mondo si rifugia nel ciclismo, sport che pratica con passione.

Chiara Strozzieri In cornice | pag. 169 Laureata in Tecnica Pubblicitaria presso la Lumsa di Roma, svolge attività di critico d’arte e copywriter. Ha curato significative rassegne nazionali e mostre d’arte contemporanea e redatto saggi critici per cataloghi. Ha tenuto conferenze in luoghi pubblici di prestigio quali l’Istituto Italiano di Cultura a Vienna, il Collegio Raffaello di Urbino, il Lavatoio Contumaciale di Roma. Nel 2010 fa parte della commissione inviti al XXXVII Premio Sulmona insieme a Vittorio Sgarbi, presidente.


A R T E C U LT U R AC I N E M A L E T T ER AT U R A M U S I C A M O DAV I AG G I T U R I S M O G A S T R O N O M I A A R T I G I A N ATO

» a cura di Denia Di Giacomo

131traparentesi News in pillole 135preziosando Simbolo dell’amore e della bellezza. La regina dei gioielli... 137uscita di sicurezza Lubiana: SlovenIa da scoprire 139itinerari d’Abruzzo La Riserva del Lago di Penne 141divinoenonsolo La rinascita delle cantine sociali 155Arte&Co. Valeriano Oronzo, riflessioni pittoriche 163Musicamania Eros best love songs Kisses on the bottom

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AMILCARE DI PAOLO: MAGNIFICARE L’OGGETTO, SPRONARE IL PENSIERO 143salus, il cibo per vivere meglio 145train de vie PIù SPRINT NELLA VITA CON LA FRATELLANZA UN PIZZICO DI SALE... ROSA NELL’EMERGENZA

151Arte&co. QUANDO LA POESIA ISPIRA LA PITTURA

158Arte&co. L’ARTE E L’ARTEFICE

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traparentesi CULTURA

OT TAVA EDIZIONE PER “IncontrARTI” E’ ufficialmente partita lo scorso 17 febbraio a Pescara, l’ottava edizione della rassegna “IncontrARTI” ideata e diretta da Milo Vallone. L’iniziativ a prevede una serie di appuntamen ti teatrali, cinematografici e culturali presso il Cantiere Teatrale Adriatico con spet tacoli e produzioni per tutti i gusti. Il cartellone artistico arriva fino al 17 maggio e fa leva su gran nomi tra i quali Paolo Villaggio, Mar di co Masini, il 29 mar zo presso il Teat ro Massimo, accompagnato dalla sua band di cinque musicisti. Il 17 - 18 mar zo presso il Cantiere Teat rale Adriatico andrà in scena “Come piace a noi” liberamente tratt o dai testi di Stefano Benni, mentre il 5 maggio si esibirà la scrittrice Maura Chiulli in “Identità di fron tiera”. La conclusione il 17 maggio con un omaggio a Francesco Nuti: “Sono un bravo ragazzo” di Giov anni Nuti, diretto e interpretato da Francesco Epifani.

ARTE

ANTONIO ZIMEI IN MOSTRA ALL’AURUM

i mondi dell’arte z”Ark/t, soggetto collettivo che compie ricerche e azioni indagando Cromatismo e dell’architettura, presenta la mostra d’arte dal titolo: “Antonio Zimei. in occasioZimei Antonio di lavoro il a present si le nell’animo”. Con questa persona presso la sala ne del decimo anniversario dalla sua scomparsa. La mostra si terrà di un percorso Gabriele D’Annunzio dell’AURUM dal 12 al 31 Marzo, e si comporrà izioni Cromaespositivo suddiviso in 7 sezioni: il 1989, Le Donne, La Musica, Compos Sabrina Giallo. nel e Nero nel e Classich Figure , Animali Gli tiche, Omaggi a Picasso, mista, schizzi di Zimei, prevede l’allestimento di circa cento opere tra dipinti a tecnica famiglia Zimei. studio, ceramiche e sculture provenienti dalla collezione privata della

AGROALIMENTARE

“AGIRE” PER LO SVILUPP O DEL

L’AGROALIMENTARE

Il Polo di Innovazione AGIRE (AGroIndustria  Ricerca Ecosostenibilità) stretto Agroalimentare e il DiIT.QSA (Innovazione tec nologica, Qualità e Sic degli Alimenti) lo scorso urezza 29 febbraio, presso la sed e della Giunta della Reg Abruzzo a Pescara, ha nno sot toscrit to un Pro ione tocollo d’Intesa per acc le possibilità di collabora rescere zione nel set tore agroa limentare e favorire un incisiva azione di svilup a più po della ricerca in favore teressate. A firmare l’ac cordo erano presenti il delle imprese abruzzes presidente del Polo di Paolo, e l’amministrator Innovazione AGIRE, Salva i ine delegato del Distretto tore Di , Luigi Bignardi.

ABRUZZESE LIA UN PIZZAIOLO nia TRA I MIGLIORI D’ITA, prop della pizza di Giulianova, rietario della pizzeria Compag

EVENTI

Valerio Valle to ormai alla professionalità. Il premio, giun ha vinto il   premio Mediterraneo enza, Cos ra, Torto a nno gnato una volta all’a alla sua terza edizione, viene asse sidente -pre vice chè non ti, onis essi prof aioli dal presidente dell’albo italiano pizz tutti quei Francesco Matellicani (nella foto) a dell’associazione pizzerie italiane, nel corso ità attiv loro nelle nti disti sono si che ristoratori, albergatori e  pizzaioli ie all’otrio Valle si e’ distinto nel 2011 graz dell’anno precedente. Il giuliese Vale PREMIO N GRA “IL  de to even dell’ it, bar. ale tima organizzazione, insieme al port soprama ti, onis essi prof i pizzaioli di Monteprandone dedicato a tutti gusto della il re pora assa per DELLA PIZZA” svoltosi al TECH FOOD o mod un e”, zione della “Pizza in Bicchier tutto per la sua originale presenta dedicata al mondo dei gourmet.  entazione della pizza a Cucchiaio, pres la per e ritivo ape pizza durante un

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traparentesi

AMBIENTE

Legambiente

si esprime su

Silvi

Legambiente ha scorso 24 febb consegnato un appello al Co ra Piano Regolato io è stato chiamato ad es nsiglio regionale che lo primersi sulla re Generale av va una important an e variante anch zata dal Comune di Silvi, po riante al indiscriminat e rtatrice di al Pi an o Regionale Paes o de istico. «L’uso è un’idea vecc l suolo con cementificazi one di nuove hia di pianifica aree verdi dominano su quelli comun zione, dove gli interessi pr ripianare con i» ivati prevecchie logich Abruzzo rimprovera agli am . Con questo commento Legambiente e le casse com ministratori di vere e proprie unali, sfruttand speculazioni ed Silvi l’evidente o gl tentativo di ilizie, ot tenute dietro il baratto i oneri di urbanizzazione derivanti da di aree verdi co n metri cubi di cemento.

AMBIENTE

DACO, SOSTENIBILITA’ DA eSPORTARE Presentato il progetto “DACO” - Yes (DA) to the COvenant, nell’ambito del Programma Comunitario EuropeAid, un progetto transnazionale per la promozione dell’iniziativa della Commissione Europea “Covenant of Mayors” nei paesi asiatici. “DACO” coinvolge sette partner: Provincia di Chieti, coordinatore del progetto, e A.L.E.S.A. (Italia), Energy Charter Secretariat (Belgio), città di Somoniyon (Tajikistan), città di Taraz (Kazakhstan), città di Sumgayit (Azerbaijan) e città di Novogrudok (Bielorussia). L’iniziativa, partita a dicembre 2011 avrà una durata biennale e in questo periodo la Provincia di Chieti, si farà carico di esportare il proprio know-how nei quattro Paesi coinvolti: Tajikistan, Kazakhstan, Azerbaijan e Bielorussia. DACO intende incorag giare e supportare le amministrazioni coinvolte per sviluppare una politica energetica locale più sostenibile all’interno della struttura della Covenant of Mayors (CoM), contribuendo al raggiungimento degli obiettivi del Pacchet to Clima 20-20-20 nell’area dell’Asia centrale coinvolta. www.alesachieti.it

di messa in sicurezza procedure di lenuove , passa. I puntellamenti L’Aquila e i danni del tempo che osferici e la loro funzioila del terremoto subisc

TERREMOTO

L’Aqu agenti atm – freddo gradando a causa degli gno infatti si stanno de allentano per i cicli caldo si ltre i tiranti in acciaio amento ino , ald tita risc ran di li ga è cic n i no de nalità riori danni a causa ulte e i ser ioranza gg ato ma voc La pro pochi danni. e la neve ha la neve ha creato non pesa che che an te e ren to en iffe am ind n dd no fre e raf affitto, con un onere in che delle , an ate o rub son e ti te en dei puntellam nne danneggia nare za parlare delle transe po Sen tam r ali. pe un E’ com a. se sur ll’u cas sulle no del tempo e de seg ri alt una i o vol rat ere bo um ela inn ha ll’Emergenza si strappano, e maura per la Gestione de o utt lor coperture provvisorie che Str lla alla de e li a na nic sio Tec vvi ne opere pro la funzio diata al degrado delle questa situazione che ale “a caopere di riparazione loc nire una soluzione imme for con r ati pe ior ura ter de ced ti pro en ova llam nu vvisionali nte pro pu i nti ire rve titu inte sos di e bile ue possi per la conser vazion me som ri elerare? nutenzione. Sarà dunq rio acc ulte ad di i io struzione cominc do così il dispend procedure…che la rico di ’ rat tere definitivo”, evitan po un i ind qu o ian po. Camb realizzati ormai da tem

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CORSI

A GUARDIAGRELE UN CO RSO DI CERAMICA

La bella Guardiagrele propone “Incontri di pri mavera”, dopo il succes natalizio “Decora il Tuo so Natale” a cui hanno ad erito più di 50 corsisti, “In del corso mavera” sono corsi de contri di pridicati alla ceramica ten uti da L’iniziativa organizzata con il patrocinio della Pro lla ceramista Stefania Santone. Loco di Guardiagrele, è in due incontri di 90 mi nuti ciascuno e preved articolata e la decorazione di un di un Uovo e di un piatto a Tazza Mug, tipo Sushi. E’ possibile, aderire ai corsi che si ter agli inizi di aprile 2012, ranno fino nei locali della ProLoco fonando ai n. 380/7130 di Guardiagrele (Torre Ad 126 o0871/84814 o scrive riana), telendo alla mail s.santone@ alice.it.

RICONOSCIMENTI

VORA TERAMO CHE LA icina la de-

CULTURA

L’Isola delle Crisalidi

Si avv cima edizione del Teramo “Premio che Lavora”. L’at teso premio per l’imvincia di Teramo pro prenditoria della nifestazione di compie 10 anni. La ma izzata dall’asan org è grande richiamo amo che Lavora” sociazione “Premio Ter Panichi. L’evento io triz presieduta da Pa rzo a Tor toresi svolgerà sabato 31 ma ende e i suoi azi le a mi to. L’iniziativa pre o segnato nel protagonisti che hann dei successi pe tap le corso degli anni cia abruzzese. economici della provin gli imprendire zza ori L’obiettivo è val set tori trainanti tori più meritevoli nei mercio, l’agricom il ali dell’economia qu ismo. coltura, l’industria e il tur

“Questa storia me la raccontò il Vento, anni or sono. Da allora non l’ho più dimenticata. Quando anch’io l’avrò raccontata, potrò lasciarla andare e dimenticarla a mia volta”. Si apre così “L’isola delle crisalidi”, il libro di Marco Tabellione che Nuova Acropoli - Pescara propone lunedì 12 marzo alle ore 18.30, presso i locali della propria sede, in via Trieste n° 125 (angolo via N. Fabrizi). Durante l’incontro un recital di parole e immagini accompagnerà il pubblico nell’ambientazione e nella trama del racconto. Ingresso libero Per info: tel. 085.21.21.176, via Trieste n° 125 (angolo via Nicola Fabrizi) dal lunedì al venerdì dalle 18 alle 21, pescara@nuovaacropoli.it, www.nuovaacropoli.it.

ne del festival

MUSICA

cesima edizio ve la musica Z Z A date della dodi J le te IN es E qu femminile, do N no DON mar zo, so amento tutto al 1995 e da allora accomnt pu ap un , 8 -9-10 – 11 e 15 in Jazz ntano

Donne ci nel lo inili della internazionale ista. Il festival fonda le radi talenti ed esponenti femm di on an ag è la vera prot musicale jazz ospitando gr Ortona e lo pagna il mondo nale. Paolo Tosti di di riguardo o sc ce an io Fr az rn o, il Teatro musica inte rà un occhio e ci ospiterann edizione rivolge appendice di Donne in Due i Teatri ch arrucino di Chieti. Questa a un nizzando e CONM storico Teatro ar tistiche della regione, orga JA ZZ e DINTORNI con le su to e bi nz ge am ll’ er alle em soliste ne formazioni e Ac t e rivolto a ng ni 108 pe O a - Fax: 085 9112 Jazz chiamat ali e storiche. 085 4917312 - 340 5064506 tu at I N O ZI A TAMIN ffici: Tel. ma e varie: U w w w.events365.it Info program : eb W it 5. ts36 Mail: info@even

CORSI

A CACCIA DI FUNGHI L’Associazione culturale “La strategia della formica”, di Montesilvano, organizza un corso di micologia, per il rilascio e rinnovo dei tesserini per la raccolta dei funghi epigei. Le lezioni si terranno nei giorni a partire dal 14 marzo in date ben stabilite e avranno una durata di due ore, dalle 20 alle 22. Per informazioni: 328.9248123 tarquinioangelo@gmail.com

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pre iosando » di Marzio Forcella

Cap. P - Perle (prima parte)

Simbolo dell’amore e della bellezza. La regina dei gioielli... La Perla Mantenendo da sempre il ruolo di vincitrice come scelta delle donne nonchè dai collezionisti di tutto il mondo, la perla è sicuramente, come il diamante, un capitolo molto importante della storia del gioiello. Data la vastità del suo argomentare dividerò in due parti il suo capitolo: dalle sue origini (perla naturale, coltivata giapponese, australianavarietà perle d’acqua dolce), alle “sottospecie” preziosissime (perle rare, perle conch e melo melo). Scoperte dall’uomo durante le ricerche di cibo lungo le coste fluviali o lacustri, le prime documentazioni delle perle risalgono ad oltre 2.000 anni a.C.; il più antico reperto è una collana a tre fili di 216 perle ritrovata negli scavi di Susa e oggi custodita al Louvre di Parigi. Dai romani, che la chiamavano “margarita”, la perla veniva considerata un simbolo dell’amore ed era dedicata a Venere. Plinio riporta la leggenda secondo cui le perle sarebbero derivate da molluschi fecondati da raggi di luna: perciò furono associate a tutte le simbologie della fecondità, dell’amore e, in generale, alla donna. In ogni epoca storica, comunque, le perle hanno sempre avuto enorme importanza: purtroppo il loro impiego indiscriminato ha portato alla quasi totale estinzione delle colonie di molluschi perliferi; quella naturale è dunque rarissima, ma l’uomo ha scoperto come coltivarla. Caratteristiche Generali: la perla non è che una concrezione (formazione) naturale di carbonato di calcio e di conchiolina formatasi all’interno di un mollusco che, per difendersi da un elemento estraneo introdottosi casualmente nel proprio tessuto vivente, lo avvolge lentamente e a strati. Rara sostanza vivente fra i minerali e le gemme, la composizione chimica di una perla è data da circa il 90% di aragonite (carbonato di calcio) e dal 4-6% di conchiolina (carboidrato del mollusco). L’aragonite, così come quella della madreperla, si divide in sottilissimi strati che formano la tipica lucentezza perlacea detta “oriente”, dovuta a fenomeni di riflessione e diffrazione della luce. Se l’elemento estraneo attorno al quale si deposita lo strato perlaceo è caso naturale, si avrà la perla naturale, oggi rarissima o meglio estinta (quelle in

circolazione sono reperti di altissimo valore battute nelle aste più importanti); se invece è introdotto dall’uomo, si avranno le attualissime e vendutissime perle coltivate. La nascita e lo sviluppo della coltivazione delle perle, dal 1920 su scala industriale, si devono al giapponese Mikimoto che sostituì ormai da sempre le perle naturali con quelle coltivate. A proposito di coltivazione, le perle possono formarsi sia in molluschi marini sia in quelli di acqua dolce; la loro distinzione sarà citata e sicuramente definisce una quotazione, nel primo caso più pregiata! Oggi il mercato perlifero è quasi infinito, si cerca di andare incontro a tutte le tasche, ma è bene chiarire che, per acquistare un filo di perle, bisogna rivolgersi a priori a gioiellieri esperti. Le perle coltivate in molluschi marini vengono in gran parte da coltivazioni giapponesi e australiane (south sea); nel primo caso il diametro delle perle potrà partire da 2mm fino ad arrivare a max 9-9,5mm. Per le perle australiane, oggi tanto amate in filo singolo degradante, si parte perlopiù da 9mm per arrivare a pregiatissimi diametri di 20-22mm. La  colorazione (naturale) può essere abbastanza vasta seppure la più apprezzata è sicuramente il bianco, bianco grigio o dorato (sia per le perle giapponesi che australiane), il grigio, il giallo-dorato, il marrone (solo australiane), il grigio scuro o quasi nero (da Tahiti). Naturalmente attenzione alle colorazioni artificiali che abbattono totalmente il valore di ogni perla seppure vengano tinte maggiormente le perle coltivate di acqua dolce particolarmente porose e quindi svariatamente colorate (a mio parere pessime).

A rileggerci il prossimo numero con la seconda parte sulle perle.

info_ Marzio Forcella Designer di gioielli e oggettistica, Esperto in storia dei preziosi e mineralogia www.amalteapreziosi.com - mf@amalteapreziosi.com

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a

» di Daniele Cotellese

: ubiana L E R I R P O C S A D a I loven S ubiana è la capitale della Slovenia. La sua storia la vede colonizzata già nel 2000 a.C. ma tante sono le popolazioni che, nel tempo, si sono susseguite, dai Romani agli Ostrogoti, dai Franchi agli Asburgo. Con il crollo dell’impero asburgico viene attuato il processo di annessione alla Jugoslavia, ma la Slovenia conquisterà la sua indipendenza solo nel 1991. Tracce dell’impero Austro-Ungarico sono ancora visibili nell’architettura degli edifici del centro storico che, con appuntiti tetti rossi, ricordano le antiche città austriache. La Lubiana di oggi è, però, una città che guarda al futuro, una città aperta alla cultura, al turismo e all’Europa. Il drago è il simbolo della capitale slovena ed è proprio il ponte dei Draghi che sovrasta il fiume Liubjanica che, come fosse un confine, ci fa accedere alla vibrante zona pedonale. La calma e signorile movida slovena si accende con le candele po-

ste sui tavoli dei ristoranti e dei bar solo nel tardo pomeriggio quando, il lungo fiume e le piazze, si affollano di persone e di artisti di strada. Le due sponde del placido Ljubljanica sono collegate da vari ponti ed il ponte Triplo, così chiamato perché composto da tre diverse strutture affiancate, sicuramente attirerà la nostra attenzione. Lubiana offre diverse attrazioni, tra le principali, sicuramente, c’è la fontana ispirata a quella di Piazza Navona che si trova in Piazza Mestni, ma anche il castello, che domina dall’alto la città ed i numerosi musei meritano una nostra visita. Se i draghi sembrano vigilare sulla parte più antica della città, la zona più moderna ci accoglie con boutiques e lussuosi negozi dove il meglio della moda ci aspetta per uno shopping degno delle più blasonate capitali europee. Lubiana è una città da scoprire passeggiando, capace di offrire un incantevole cocktail di cultura, arte, cibo ed eccellente vino a tutti coloro che decideranno di farne meta per un rilassante weekend

un motivo in più_ I Festival Musicali Lubiana, vista la sua centrale e strategica ubicazione, risulta essere un comodo punto di partenza per interessanti escursioni in tutte le stagioni. Le piste da sci di Kamnik sono raggiungibili in circa 30 minuti e la famosa Bled, adagiata sulle sponde dell’omonimo lago, è a meno di un’ora. I periodi di bassa stagione potrebbero essere convenientemente destinati a soggiorni a vocazione eno-gastronomica. La zona a Sud-Ovest della Slovenia gode di un clima mite e la coltura della vite ha tradizione millenaria. Il vino sloveno è stato insignito con numerosi premi a livello mondiale ed i numerosi vignaioli propongono squisite degustazioni in un ambiente informale e familiare. La stagione estiva è particolarmente ricca di eventi musicali ed il Festival di Lubiana e il Druga godba (l’Altra musica) sono annoverati tra i migliori nel panorama della world-music. Tanto si potrebbe ancora dire di Lubiana ma, lascio a voi, il piacere di scoprirla ancor meglio.

» foto di Daniele Cotellese

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itinerari d’Abru

o

» di Alessandra Vallera

Il Lago di Penne con il Monte Camicia e il Gran Sasso d’Italia. Foto di Fernando Di Fabrizio

La Riserva del Lago di Penne a nostra regione si è coperta di neve, una meraviglia della natura che in alcune, purtroppo numerose, zone però non ha esitato a creare disagi, abbiamo cercato di considerare solo l’aspetto magico di questo innevato inverno abruzzese immaginando quanto possa essere più bella la natura coperta di bianco. Vicino al paese di Penne sorge un bacino artificiale diventato un nido prezioso per i tesori più belli che la natura stessa potesse offrirci, è la Riserva Naturale Controllata Lago di Penne. Questa riserva è stata ufficialmente riconosciuta con due apposite leggi regionali emanate nel 1987 e nel 1989, ma già nei primissimi anni ’80 il territorio era seguito con passione da un gruppo di amanti della natura che nel corso del decennio ha promosso importanti progetti di tutela ambientale atti a valorizzare questa zona così florida nella provincia di Pescara. Il Lago di Penne, nato dallo sbarramento del fiume Tavo, ha da sempre custodito i tesori della natura più particolari, basti pensare che sono numerosi i rappresentanti dell’aviofauna che scelgono questa zona per nidificare. Giungendo in questa riserva, la cui estensione è di 150 ettari circondati da altri 1000 ettari di fascia di protezione esterna, si ha subito l’impressione di aver raggiunto un luogo di pace e tranquillità, quasi un ambiente fantastico, proprio di ogni favola che si rispetti. Passeggiando sul luogo sicuramente si rimarrà colpiti dalle tipologie ambientali molto diverse, una ricca flora in cui trovano la loro dimora nu-

Abruzzo in bianco, disagi a parte, scopriamo qualche luogo magico merosissime specie animali, tra le quali si segnala la presenza della nitticora, che è anche il simbolo dell’area protetta, dello svasso maggiore, della garzetta, del mignattaio, della spatola, del cardellino, del frosone, dell’averla capirossa, della grus grus, del merlo e perfino della cicogna nera e della cicogna bianca. Tra i mammiferi che popolano la riserva è possibile incontrare il tasso, la puzzola, la faina, la donnola, la volpe, lo scoiattolo, il gatto selvatico, ma a volte anche il lupo. Ancora più varia risulta essere la flora grazie alla presenza di ambienti differenti, così nelle zone umide le specie arboree vantano la presenza di farfaracci, carici, equiseti, pioppeti, giunchi, salici bianchi e neri, invece le zone più asciutte sono popolate dall’acero campestre, dalla roverella, dal carpino nero e dall’orniello. Ugualmente caratteristici sono gli arbusti presenti nella riserva come il ginepro, il prugnolo, la fusaria, l’agazzino e il carpino orientale. Insomma, questo ambiente saprà sicuramente conquistare i più pazienti osservatori e amanti della natura, da non perdere…

un motivo in più_ L’orto botanico Esiste anche un Orto Botanico di Penne, dove è possibile continuare ad immergersi nella conoscenza della natura, infatti qui è possibile ammirare anche variopinte e altrettanto profumate piante officinali come il timo, la maggiorana, la lavanda, la menta e molte altre...

» foto concesse da Cogecstre

Particolare del Lago in primavera - Foto di Osvaldo Locasciulli

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divinoenonsolo » di Nicola Boschetti

LA RINASCITA DELLE CANTINE SOCIALI eno di 10 anni fa, le cantine sociali avevano una pessima reputazione. Ma nello stesso tempo, ritengo che per molti anni il comparto enologico italiano, si sia fatto condizionare da strumenti falsi, e, cosa più drammatica, è stato fatto un grande danno al vero senso del territorio. Basta prendere una qualsiasi guida enologica, datata 1990/2000, per capire che le cantine sociali, salvo in rari casi, non comparivano mai, ma anzi, si dava grande risalto alle pseudo aziende agricole dalla filiera corta, con le solite favole di produzioni limitate, raccolte manuali, e tanto al-

tro lavoro chirurgico che doveva servire a giustificare dei prezzi che sfioravano le più blasonate bottiglie di nobili “champagne”. Ogni giorno usciva una nuova azienda, che grazie all’enologo di grido immetteva sul mercato dei veri elisir che berli sarebbe stato un sacrilegio. Nessuno si è mai chiesto quante bottiglie davvero producevano quelle piccole aziende agricole, tanto in voga negli anni 90, anche se, ve lo dico io, ne sfornavano anche a milioni di bottiglie, pur possedendo pochi ettari, questo, grazie alle cantine sociali, che vendevano le loro eccelse uve a prezzi bassissimi, permettendo ai piccoli, ma famosi produttori di foraggiare stampa e guide, con la presa in giro del consumatore finale. Una bottiglia poteva arrivare anche ad un costo di 50 mila lire per un vino che a monte ne valeva

10. Fortunatamente quei tempi lontani e le nostre cantine sociali, grazie anche ad un cambio generazionale, stanno tornando alla ribalta, seguendo le grandi scuole del nord. Oggi non è difficile trovare prodotti sempre più di qualità a prezzi commoventi. Hanno una rete vendita ben ramificata, si impongono sul mercato con grande costanza e visibilità, ma sopratutto hanno il merito di far conoscere a livello italiano il vero vitigno abruzzese, fatto di qualità alla portata di tutti. Un mio grande maestro, purtroppo scomparso, mi diceva sempre: “Per fare un grande vino basta avere dei soldi, ma per fare un grande vino e dare a tutti la possibilità di berlo ci vuole impegno, conoscenza e rispetto della natura e degli uomini che la vivono”. Parole di Gianni Masciarelli

SCELTO PER VOI > Buono come il pane A quanti di noi al giorno d’oggi, dove la vista conta più di tutto e certi sapori sono scomparsi, capita di passare alle prime ore dell’alba vicino ad un forno e sentire il profumo del pane appena sfornato? Io un posto così lo conosco, si trova a Pennapiedimonte, un piccolo paese con meno di 500 anime, dove la famiglia Di Bello, composta da Italo, Manuela e i figli Piero e Lisa, meno di 10 anni fa, ha avuto il coraggio di intraprendere un’attività riesumando uno dei mestieri più antichi del mondo: il panettiere. Oggi sono riusciti a ritagliarsi una nicchia di mercato che raggruppa molti paesi della provincia di Chieti e grazie ai consigli dei più esperti, e con molta attenzione alla formazione e alla qualità delle materie prime il loro negozio “DOLCE FORNO” è conosciuto e apprezzato da moltissimi. Certo questo è uno dei mestieri più faticosi e sacrificati che vi siano con orari assurdi e poco tempo libero, ma l’onestà e la soddisfazione di “sfornare” prodotti buoni e ricercati ripaga la famiglia Di Bello di tutti i sacrifici. Non va dimenticato che il pane, soprattutto nel centro sud, rappresenta un alimento fondamentale nell’alimentazione quotidiana. Se vi capita di visitare il laboratorio del “DOLCE FORNO” sarete accolti dalla gentilezza della famiglia, ma cosa molto importante vi renderete conto da soli che i loro camici infarinati sono la più realistica verità sul loro operato. Insomma Italo e famiglia sono proprio buoni come il pane.

info_ DOLCE FORNO di Italo Di Bello e Manuela Alimonti Via San Silvestro 66010 Pennapiedimonte (CH) Tel. 0871 897153

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Spesso la vita frenetica e il lavoro sedentario ci inducono verso un’alimentazione del tutto sbagliata, frettolosa e non corretta per il nostro corpo. Seguendo la giornata tipo di un manager, ecco alcuni consigli di un esperto nutrizionista

salus, il cibo per vivere meglio » di Pietro Campanaro

PIù SPRINT NELLA VITA CON UN PIZZICO DI SALE... ROSA i recente mi è capitato di leggere un interessante articolo scientifico su alcune benefiche proprietà di un particolare tipo di sale: il Sale Rosa dell’Himalaya. Conosciuto ed utilizzato relativamente da pochi anni nella nostra tradizione culinaria il Sale Rosa estratto nelle miniere di sale dell’Himalaya è molto puro e ricchissimo di minerali (ben 84). Il sale che comunemente viene utilizzato nelle nostre tavole è il sale marino ottenuto per evaporazione dall’acqua salata nelle famose “saline” sparse un po’ in tutta Italia e tra queste in particolare quelle siciliane, sarde, della Romagna e del Veneto, fonti storiche parlano di 144 saline in tutta la penisola alla fine degli anni 50, oggi ridotte ad una decina. Se il sale ottenuto per evaporazione fino a qualche decennio fa aveva un buon livello di purezza, oggi non è più così per via dell’inquinamento atmosferico nonostante i sistemi di purificazione attuati durante le varie fasi di produzione. Il Sale Rosa invece è un sale marino fossile formatosi nell’era secondaria più di 200 milioni di anni fa e depositatosi nel corso dei millenni in più strati anche molto spessi. Estratto principalmente nella zona del Cachemire Pakistano nella sua originale purezza, non è soggetto ad alcuna raffinazione ed è esente da contaminazioni ambientali. Come accennavo è particolarmente ricco di minerali e oligoelementi tra cui calcio, potassio, zinco, rame, zolfo e ferro e contiene anche degli antiossidanti utili contro i radicali liberi. Utile in cucina, generalmente è reperibile in grani grossi, per la caratteristica di insipidire

gli alimenti senza coprirne il gusto e a livello nutrizionale è completamente assimilabile dall’intestino che riesce a digerirlo subito, ha un contenuto di cloruro di sodio più basso rispetto al sale comune e ciò permette di controllare meglio la pressione arteriosa e non crea ritenzione di liquidi.

Esistono addirittura delle piastre compatte di Sale Rosa che permettono di cucinare gli alimenti direttamente e in maniera salutare (la cottura non è mai violenta) senza aggiunta di altro in quanto i cibi prendono sipidità naturalmente durante la cottura. Nella medicina tradizionale il Sale Rosa ha anche diverse proprietà curative, sciolto in acqua calda può essere utilizzato per fare delle inalazioni nelle infiammazioni delle vie respiratorie (riniti, faringiti, ecc.), sciolto nell’acqua del bagno migliora il gonfiore e la ritenzione di liquidi (cellulite), riscaldato a 50-60 gradi ed applicato localmente emette un caldo secco che penetra nei tessuti profondi, utile nei dolori reumatici, crampi, dolori alla cervicale o alla schiena. In cosmetica è molto utilizzato per la potente azione di pulizia della pelle (peeling) ottenuta sfregando i grani direttamente. A volte nella vita ci vuole proprio un pizzico di sale in più, magari... rosa!

info_ Dr. Pietro Campanaro Medico-Chirurgo Nutrizionista, Specialista in Scienze dell’Alimentazione, Fitoterapeuta Giulianova - Teramo - Pescara - Ascoli Piceno - Fermo www.fitomedicina.it - info@fitomedicina.it gruppo su Facebook: Nutraceutica e Fitomedicina

» foto concesse da Manuela Fusella

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traindevie » di Carolina Pierfelice

a quella fratellanza, di uomini in guerra, non l’avrebbero trovata mai più. Era come se remote ragioni del cuore si fossero schiuse per loro sotto la cova della sofferenza, scoprendoli capaci di sentimenti miracolosi. Senza dirlo si amavano, e questa gli sembrava, semplicemente, la parte migliore di sé: la guerra l’aveva liberata. (…) Tutti avevano risposto, d’istinto, a una precisa volontà di fuga dall’anemia della loro gioventù- volevano che gli si restituisse la parte migliore di sé. Erano convinti che esistesse, ma che fosse ostaggio di tempi senza poesia. Tempi di mercanti, di capitalismo, di burocrazia (…) Condividevano, oltre alla quotidiana atrocità della trincea, quella sensazione di essere vita allo stato puro, formazioni cristalline di un’umanità riportata alla sua primitiva semplicità (…) Era la parte migliore di loro, e nessuno gliel’avrebbe portata via. (Da “Questa storia” di A. Baricco) Scrivo mentre fuori la neve, impietosa, sommerge ogni cosa restituendo ai nostri occhi un paesaggio stupendo e irreale, e ai nostri vissuti emozioni diverse: c’è chi gioisce potendo stare a casa e chi impreca perché deve affrontare le intemperie per necessità di lavoro o di altro tipo. In tutto questo il sottofondo è quello di una tv che ci documenta passo dopo passo l’emergenza e ci informa su chi avrebbe dovuto fare cosa e non l’ha fatto, invischiandoci nelle solite polemiche legate agli stati di crisi. Scorrendo i canali ho ascoltato con gioia il monologo di Brignano la cui conclusione, che mi ha ricondotto al libro di Baricco che sto leggendo, suona più o meno così: “Facciamo in modo che la nostra umanità in questi giorni non venga seppellita; invece di dar retta alle polemiche e chiederci se sia stato fatto tutto il possibile, facciamolo noi quel che possiamo, chiediamo al vecchietto vicino di casa se ha bisogno di qualcosa, andiamo a fargli la spesa, spaliamogli la neve perché possa uscire…” Beh, cos’è questo se non fratellanza? Il fatto è che nei momenti difficili viene fuori la parte migliore di noi, quella vera, perché in queste situazioni siamo “nudi”, spogli di tutti i costrutti razionali e sociali che, se non sono certo da deprecare e demonizzare, troppo spesso ci allontanano dalla nostra interiorità, da una emotività che dobbiamo imparare a riscoprire per utilizzarla al meglio in modo da potenziare le nostre risorse.

info_ Carolina Pierfelice Psicologa - psicoterapeuta CarolinaPierfelice@libero.it

LA FRATELLANZA NELL’EMERGENZA È nei momenti di emergenza, come quelli dei giorni trascorsi, che spesso riusciamo a tirar fuori la parte più vera di noi…

Ricordo con nostalgia, e ne colgo sempre più il senso, le esternazioni di mia nonna la quale non si rassegnava ai cambiamenti determinati dal processo di sviluppo nel mondo contadino che, se da un lato ha significato la riduzione della fatica grazie alla meccanizzazione, dall’altra ha comportato un impoverimento delle relazioni umane e una progressiva chiusura nell’individualismo; l’espressione consueta, ma non per questo scontata: “Era meglio quando si stava peggio!” traduce in breve il senso di una perdita di cui l’uomo moderno dovrebbe cominciare a prendere coscienza per prendere provvedimenti. Se è comprensibile che possa essere complicato, dato il contesto sociale in cui viviamo, allora è sicuramente ancora più importante approfittare di momenti difficili come questo per riflettere ed agire in modo da riscoprire, sotto la dura scorza di un’efficienza a volte scelta, altre volte imposta, la parte migliore di noi, la nostra vocazione alla condivisione di obiettivi comuni ma, soprattutto, di emozioni, sentimenti e affetti. In sostanza, la condivisione della fratellanza

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arte&co.

/ incornice

» di Chiara Strozzieri

AMILCARE DI PAOLO:

MAGNIFICARE L’OGGETTO, SPRONARE IL PENSIERO

La pittura a servizio dell’objet trouvé per riscoprire il valore della forma

» foto concesse dall’artista

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arte&co.

l contraltare del Concettualismo è una certa maniera che un gruppo di autori contemporanei ha di concentrarsi sul linguaggio artistico, piuttosto che sul significato dell’opera. A questa schiera appartiene un autore abruzzese poco conosciuto per sua stessa volontà, Amilcare Di Paolo, che ha vissuto un intenso periodo di ricerca isolato nel suo studio di campagna nella provincia di Pescara, dove ha scoperto che la sua cifra artistica poteva sintetizzarsi tutta nella forma. A nulla serve infatti aspettare che egli ci racconti storie attraverso quelle teste enormi, dal sorriso beffardo, che compaiono in tutta una serie di opere, catturando l’attenzione con il modo insistente con cui si avvicinano al nostro sguardo e sembrano venirci incontro. Sono immagini di un passato recente, che vengono a galla da una memoria inconscia e spesso fanno un ritratto dell’artista stesso, ma non sono mai abbastanza decifrabili, ecco perché non portano neanche un titolo. Il loro valore sta tutto nella tecnica esecutiva che è chiaramente molto elaborata: si tratta di strati su strati, che si susseguono uno dopo l’altro proprio come i ricordi di vita vissuta, e si mescolano di quando in quando creando delle sfumature surreali. Il colore viene poi graffiato, vissuto con irrequietezza e senso di insoddisfazione, così una tela viene rivista decine di volte, può rimanere a decantare per mesi e la produzione di Amilcare Di Paolo si arricchisce solamente di due o tre quadri all’anno. Ma ogni pezzo è il tassello di un puzzle complesso, che interamente rappresenterà la sua vita. Importante allora un ciclo di opere che diversamente non nasce dalla pittura, ma dall’objet trouvé nell’ambiente che lui vive tutti i giorni, quindi una radice, un ramo, una pietra, che risponde alla sua idea creativa e viene sacrificato ad essa. I nodi di un legno appaiano come occhi di piccoli totem, che vengono incollati alla superficie del quadro e contestualizzati su uno sfondo dipinto e curato perché si amalgami con l’oggetto. Talvolta quella distanza che Di Paolo mette tra il suo mondo di significati interiori e il soggetto del suo lavoro viene azzerata; sono rare eccezioni in cui suo malgrado emerge il pensiero più intimo e l’elemento da inserire nell’opera diventa qualcosa che gli è appartenuto dal potenziale espressivo molto forte. Parlo soprattutto della fede nuziale appesa a un cielo blu, come fosse una luna, meta sognata e lontana, corpo celeste che influenza il destino. La presenza di un elemento misterioso, quasi fantastico e inafferrabile, è comune a tutte le tele di Amilcare Di Paolo e rimane quel filo conduttore a cui possiamo aggrapparci per riuscire a percorrere la difficile strada della sua evoluzione

» foto concesse dall’artista

/ incornice

In queste pagine: alcune opere di Amilcare Di Paolo

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comunicazione aziendale

» Farnese vini

Edizione, cinque autoctoni V

ino di grande struttura, morbido, ricco di tannini vellutati, molto persistente e con finale lungo con note speziate di vaniglia e cioccolato. Pronto per essere bevuto subito ma sopporta bene un invecchiamento di 8/10 anni. Temperatura di servizio: 18-20° C circa. Abbinamenti gastronomici: Carni rosse, selvaggina, sughi robusti. Vino da meditazione. Vitigni: Montepulciano, Primitivo, Sangiovese, Negroamaro e Malvasia Rossa. Area di produzione: Comuni di Colonnella, Ortona, Sava e San Marzano. Caratteristiche sensoriali: colore rosso granato molto intenso e persistente con sentori di ciliegia, prugna, ribes maturi, tabacco e nota tostata finale.

I

«Nascono i nostri frutti»

vini Farnese riflettono tutti i colori della terra d’Abruzzo, dipingono incantevoli paesaggi di gusto e vivono della passione per i vigneti sconfinati che la Majella domina e protegge con le sue rotondità materne. Potete osservarli scivolare dalle colline fino al mare, distendersi alla ricerca delle esposizioni ottimali e godere di un microclima invidiato dall’Europa intera. Ecco perché i frutti di questa terra crescono bene e invecchiano ancora meglio.

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arte&co. » di Marco Sciame

QUANDO LA POESIA ISPIRA LA PITTURA Un incontro speciale con il poeta Giuseppe Iannascoli…

ensieri gettati sulla distesa di strada, tra due semafori rossi e una solitudine che lanciava aerei di carta, fragili come la sua sopravvivenza di un giorno alla volta…” Le righe con cui inizio queste riflessioni sono un estratto dalla poesia “Due cieli”, inserita nella silloge “Cieli Notturni” all’interno della Raccolta Dieci lune, Bel-Amì edizioni – Roma. Il poeta è Giuseppe Iannascoli e le frasi riportate acquisiscono il ruolo della sintesi della sua sensibilità. Ho chiesto al poeta di trovare un’interazione con la mia opera pittorica, un pittore pop contemporaneo, perché Giuseppe è un poeta d’oggi. Cosa vuol dire essere un poeta in questi tempi? Con molta semplicità si potrebbe rispondere far la fame, perché la poesia non ha più vita tra internet, economia e stress familiari. Nessuno legge

più di queste composizioni, molti forse si dilettano nello scriverle in fogli rammediati di blande ispirazioni e altri le compongono per dubbie armi di conquista, o nello squallido autocompiacimento di un ritrovato pensiero profondo di se stessi. Giuseppe scrive. E pubblica i suoi testi. Conosco Giuseppe perché creatore di eventi con la sua associazione Ventonotturno, dove libera la sua parola e la lettura di suoi scritti allo scopo di far esibire altri artisti. Teatranti, giocolieri, ballerini e musicisti. Tutti vivi nella loro creatività dall’immancabile regia del poeta. Una volta un maestro d’arte mi disse: “Per il pittore la figura del poeta è la più importante dove apprendere. Il poeta alimenta l’ispirazione nell’arte, dona fuoco al pensiero che si libera nella fantasia. Ascoltalo nel suo vagare se nel tuo ne incontri uno”. Oggi dunque la poesia è come il pensiero, la creatività. Non ti pagano se l’hai, ma puoi adoperarli al fine di creare qualcosa di prezioso, di inestimabile. Le parole non hanno prezzo, ma espresse hanno l’alto valore umano che tutti sappiamo. Le buone parole. Mi sono soffermato con Giuseppe Iannascoli per alcune domande.

Intervista a Giuseppe Iannascoli poeta e scrittore

 Dove vive oggi la poesia? «La poesia non vive in alcun luogo, la poesia c’è. Se la si cercasse in una zona precisa ci ritroveremmo in un’abitazione e perderemmo la poesia stessa. Un’abi-

» Immagini concesse da Marco Sciame

tazione che sia capanna o villa, castello o tenda, attico o baracca comporta comunque una delimitazione ben definita, mentre la poesia è rifiuto di confine. Necessita di abitazione la musica nel suo

pentagramma, la pittura nella sua cornice, il teatro tra palcoscenico e sipario, ma la poesia è libertà pura, un pieno di vuoto assoluto. Ecco perché ritengo sia vera poesia, quella priva di regole,

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Componenti per lâ&#x20AC;&#x2122;automazione industriale

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terzine, rime, ecc... è vera poesia quel folle pensiero che resta sospeso dalla punta della matita prima di depositarsi sul foglio bianco. Non ho mai letto di tecniche e mai ho spiegato il significato di un pensiero».  Quale ruolo ha la poesia come comunicazione artistica e supporto dell’arte? «Il ruolo della poesia è duplice, ha una sua anima, è poggiata sull’uso della parola che si biforca da un lato a creare una sua forma d’arte specifica e dall’altra si presta a completezza delle altre arti, mutandosi a testo di canzone o a titolo di quadro o a sceneggiatura teatrale».  L’ispirazione di un poeta contemporaneo: come e dove nasce e trova uno sfogo? «La poesia nasce nell’osservazione di un attimo e non se ne va neanche dopo averlo descritto, è un frammento impercettibile che resta impresso sull’anima e ti accompagna fino alla morte. Riguardo allo sfogo, non lo trova mai, l’appagarsi è il mondo del commercio mentre il vero orgasmo di un poeta è l’insoddisfazione malinconica, un incomprensione».  Cosa è per te l’arte, la pittura?

Mi si chiede se l’arte è la pittura, assolutamente no, essa non si identifica in una sola forma l’arte è l’arte, non scherziamo.  Dove, secondo te, la poesia non c’è più e se ne sente la profonda mancanza? «È un peccato che la poesia non sia nelle scuole, non per esser studiata, creerebbe lo studio stesso un errore didattico, ma semplicemente dovrebbe essere... letta».  Cos’è la poesia per te? «La poesia per me è ...è ...è ...è... Ma allora non ci siamo ancora capiti, la poesia è libertà. Spiegarla vuol dire privarsene. Il creativo oggi pone la sua intuizione al servizio di un fare. Ciò che partorisce può diventare una forma di commercio, un valore, un prezzo. Incontra un mercato, si identifica in parametri e a volte trova una sua funzione. Ma questo compito è riservato alla fisicità dell’opera, il contenuto è un’altra cosa. L’opera d’arte finale, se tale è, non appartiene a nessuno ed è di tutti. Come ogni singolo quadro esposto in musei istituzionali, come ogni scritto stampato e pubblicato in ogni versione. Ce ne appropriamo del

Ho chiesto a Giuseppe di scrivere una poesia nello scegliere una mia opera. L’opera scelta ha il titolo “come solo lei sa essere”, un 70x50, acrilico su tela del 2011. Il giudizio dell’opera e della poesia a voi. Non soddisfatto dei suoi sforzi gli ho riproposto un ulteriore impegno: “cosa ti fa ispirare, quale immagine hai delle tue poesie e dello stato d’animo che in te si forma quando accompagni la tua penna sul foglio?” La risposta: “Non ho un disegno definito ...di sicuro lo sarebbe un calice con poco vino rimasto dentro, con il vetro vissuto, appannato da mani che lo tengono da tante ore, direi un bicchiere che sappia di tanta complicità bevuto alternativamente da due bocche”. Spiegata l’interpretazione del mio disegno in onore a questo incontro. Perché di poesia si parla e non v’è uomo che sia debitore a tal nobile arte

contenuto e dunque fa parte di noi. Il suo valore è indiscutibile ed indiscutibilmente umano. Generato da un pensiero, da un creativo. Allora chi si esprime e ricerca in tali valori, esso stesso lo diventa. Un poeta, un pittore è solo definizione, la sua stessa vita è un’opera d’arte e come tale la vive in ogni istante. Così la vicinanza con chi ha in sé il seme della libertà, dell’originalità è vissuta ogni momento. Poche volte sono stato intorno ad un tavolo con Giuseppe a parlare, ma ricordo ognuna di quelle volte e ricordo le sue parole. Il poeta non parla per parlare, eloquisce per tua e sua conoscenza. Afferma concetti che non avevi mai preso in considerazione, adopera termini che non sono nel vocabolario comune di dialogo. Come un pittore, ha la sua realtà, non nell’immagine, ma nelle parole. Si trova ingabbiato nella povertà del linguaggio, ma sa trovare ogni definizione per il suo stato d’animo che è anche il tuo. Lo è stato e lo sarà. Dipinge le malinconie e le gioie, la bellezza ed il disagio. La vita e la morte in righe e frasi enunciate. La visione è del pittore, l’ispirazione è del poeta».

LA SCELTA VUOTA Se lei non fosse, l’avrei cercata, senza saperlo. Nel suo pianto senza rumore, la mia lentezza di donna trovo … e nel che di passi al contrario illudo un amore denso di morte cieca. Lascio una passione senza il mio corpo ormai distante, ormai mio, ormai perfetto nell’errore. Il non distinto spazio disappaga è tempo o sono passi? Sommessa nel chiarore che tarda mi accompagno via sapendo che resto. Giuseppe Iannascoli

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arte&co. » di Anna Cutilli Di Silvestre

VALERIANO ORONZO, RIFLESSIONI PITTORICHE Il pittore che nella sua vasta produzione conserva il culto di Patini

ell’anno appena trascorso si è notata una fioritura di mostre di Arte Povera. Dal castello di Rivoli a Torino, Al Maxxi di Roma, al Teatro Margherita di Bari, è stato tutto un esporre opere d’arte fatte di stracci, carta, vetri rotti e ferri vecchi. Il movimento dei Poveristi, fondato nel 1976 da Germano Celant, nel più generale clima di contestazione di quegli anni, voleva innovare anche il mondo dell’arte rendendolo più libero, senza riferimenti al passato, utilizzando i materiali quotidiani e mettendo in atto non tanto oggetti, quanto processi ai quali far partecipare anche lo spettatore. Ma pur nell’affermarsi di una innovazione così radicale, non manca l’artista che si sofferma a ricordare l’arte del passato per riviverla e comprenderla meglio. È il caso dell’artista Valeriano Oronzo che per onorare la ricorrenza dei 150 anni dall’unità d’Italia, si è impegnato in un’opera di rilettura

» foto concesse dall’artista Valeriano Oronzo

dei dipinti di Teofilo Patini da cui si è sentito subito folgorato e sulle cui modalità pittoriche ha molto riflettuto. Ha quindi pubblicato i risultati della sua rilettura in un pregiato calendario 2012 (cm 51x36). In questo ciclo di immagini di valore storico, che testimoniano come eravamo, Oronzo fa rivivere la miseria dei contadini abruzzesi alla fine dell’Ottocento. Per Teofilo Patini la funzione della pittura era quella di “svegliare dal torpore”. E raggiunta l’unità d’Italia, il miraggio successivo, per lui, era la giustizia sociale nel convincimento che “l’uomo che vive … accanto ai corrotti, senza reagire, senza combattere, è un uomo immorale”. Infatti la produzione artistica di Teofilo Patini è tutta mirata alla denuncia del degrado degli umili. La rilettura di Patini proposta da Oronzo con il suo ciclo di pitture, ci riporta all’aspetto tragico di

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Niente rompicapi, afdati alla nostra esperienza.

Strada Vecchia Fontanelle, 84/6 · 65129 Pescara Uff. Amm.: Tel. 085.4465554 · Fax 085.4409935 Uff. Traff.: Tel. 085.4462666 · Fax 085.4464075 e-mail: amministrazione@mazzocchettitrasporti.it

Via Torretta, 21 · 65128 Pescara Sede Amm.: Via Aterno, 25 · 66020 San Giovanni Teatino (Ch) Uff. Amm.: Tel. 085.4409074 · Fax 085.4409749 Uff. Trafco: Tel. 085.4465099 www.ctvlogistica.it - info@ctvlogistica.it

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arte&co.

Caravaggio che rifugge dalla celestiale luminosità di Raffaello e indaga sul dolore che meglio fortifica e valorizza la natura umana. In questo ciclo anche Oronzo dimostra di saper essere “l’artista del dolore” visto che lo rende così bene con i suoi riusciti impasti cromatici, le decise e rapide pennellate impressionistiche e gli efficaci contrasti chiaroscurali. Ma al di fuori della rilettura patiniana, Oronzo è il pittore della gioia di vivere e della forza della natura che traspaiono dalla brillantezza delle tinte sgargianti, dalla festosità dei temi svolti e dalla loro varietà. Marine misteriose di ombre e di luci, scorci di paesi, falaschi di erbe palustri sotto nubi minacciose, il fascino delicato dei lilium dalla tinta conturbante. E a volte un tripudio di fiori e di colori nei paesaggi incantati che egli rappresenta per sbrigliare la

sua fantasia e sognare e far sognare. E invece gli angoli di paese sono realistici, sono proprio quelli della “sua” Città Sant’Angelo, alla quale è sempre molto legato. E non solo. Oronzo si prodiga anche nella figura umana, dai bellissimi corpi di donne in fiore, alla rappresentazione di caratteri maschili, alle immagini sacre. Dove troviamo nella pittura un volto doloroso, abbattuto e ciononostante composto come quello del “Gesù” di Valeriano Oronzo, per cui nessuna descrizione è adeguata? Comunque traspare la natura sovrumana del personaggio. Altra figura interessante è quella del ”Volto sorridente di un barbone intelligente”. Comunque il repellente ritratto del barbone non rifiuta un senso di pietà. E come gli fu detto da un prelato, Valeriano Oronzo si esprime bene sia nei temi sacri che in quelli profani

CHI È Valeriano Oronzo Valeriano Oronzo è un autodidatta. Dal padre maniscalco e abile disegnatore ha ereditato la capacità e la passione per la pittura. Nato a Città S. Angelo nel 1939, ragioniere, ha smesso di dipingere durante l’attività lavorativa. Ha ricominciato subito dopo esplorando le tecniche di olio, acrilico, pastelli e tempera. Nei Concorsi G. d’Annunzio di Pescara, edizioni 2002 e 2007 si è classificato al primo posto. Tra gli ambìti riconoscimenti oltre al titolo di Maestro d’Arte dell’anno 2006, il diploma di Merito e d’Onore rilasciato dal Centro di Arte e Cultura La pleiade di Milano. Con successo ha partecipato a mostre collettive e personali in Italia e all’Estero. Il suo studio è a Montesilvano, via L. Cadorna, 28 Tel. 333 5992303; sito internet: www.oronzovaleriano.it

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arte&co. » di Cristina Cataldi Madonna*

Un particolare della lampada da sospensione ALIEN

L’ARTE E L’ARTEFICE Davide Seri, la forma e il colore nell’animo

Particolare dell’opera ACQUARIO

«Vorrei che gli oggetti non tanto fossero silenziosi ma costringessero al silenzio chi li usa, chi li guarda»

Ettore Sottsass 1996

rte: “attività umana regolata da accorgimenti tecnici e fondata sullo studio e sull’esperienza”, questa è la definizione corretta che corrisponde ad un termine usato troppo spesso, e a volte anche abusato. A dispetto del pensiero dominante attribuito all’arte, in molti casi considerata secondo criteri semplicistici quale mera e fugace espressione dell’interiorità di un individuo, aiuta tutti noi a capire il significato del termine artefice: “Chi realizza opere d’arte per le

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quali è richiesta una specifica capacità”. Ad aprire una dimensione in più nel pensiero che ho dell’arte e dell’artefice sono, oggi, le opere di Davide Seri. Caratteri somatici medio-orientali, sorriso pulito rassicurante, ma quello che cattura, in questo uomo di 45 anni sono proprio le mani, lunghe dita non sottili che parlano molto più di quanto possiamo immaginare parlino le mani in sé. Dopo gli studi di perito meccanico inizia il suo percorso accademico presso la facoltà di

» foto di Paolo Imperatore


architettura di Firenze. Da qui il suo pensiero sarà sempre proteso alla ricerca sperimentale di prodotti innovativi che contraddistingueranno la sua immagine. Rampollo di “gente non comune”, Davide porta con sé i segni di una intelligenza altrettanto non comune che si rivela in ogni passo della sua ricerca e assume significati chiari e misteriosi al tempo stesso, capaci di offrire ulteriori spunti che motivano anche l’osservatore più critico. Attraverso sentieri discreti, le mani si giocano un pensiero in trasformazione continua e i mezzi che consentono tale Davide Seri prodigio sono carta da macero, pigmenti colorati, foglie, semi e conchiglie, il tutto sperimentato più volte nei biglietti di invito, menù, book di ogni dimensione e foto album, eleganti opere d’arte generose di buon gusto e accortezze di ogni genere nella manifattura. La ricerca di Davide prosegue e la carta si fonde con la rete metallica dando vita a forme modellate che prendono il nome di MEDUSE e

che trovano collocazione come istallazioni e oggettistica d’arredo. In ogni prodotto traspare un sistematico lavoro di sperimentazione delle leggi fisiche che regolano la materia con una verifica continua dell’elemento che prorompe con tutta la sua forza: la funzionalità. La linea di punti luce è un connubio di materiali di riciclo che danno la stessa sensazione proposta da una creazione di vetro di Murano; sono lampade da sospensione e da tavolo in cui si fonde il pensiero del secolo di un’economia che va aiutata recuperando materiale da rifiuto, Davide di quel “recupero” mette a disposizione di noi tutti un prodotto bello e funzionale. I pannelli scultorei, i preziosi oggetti del quotidiano e complementi d’arredo di elevata ricerca sono prodotti attraverso tecnologie tridimensionali di innovativo e storico assemblaggio costruttivo che utilizza il design funzionale ed emozionale. Questa lavorazione consente di oltrepassare i limiti imposti

Lampada a sospensione ALBA

*Architetto

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Chi è protagonista non fa niente da copione. Nuova Classe B. Osare diventa la regola. Nuova Classe B rappresenta l’inizio di una doppia rivoluzione. Una rivoluzione nel design con interni completamente rinnovati, nuovo frontale sportivo con fari bi-xeno e distintive nervature laterali. Una rivoluzione negli equipaggiamenti di serie con tutta la tecnologia Mercedes-Benz, come l’Attention Assist e il Collision Prevention Assist. Nuova Classe B, il Compact Sport Tourer abbandona le vecchie regole.

Provala e scoprirai che tutto è cambiato. Consumi ciclo combinato (l/100 km): 6,2 (B 200 BlueEFFICIENCY) e 4,7 (B 180 CDI BlueEFFICIENCY). Emissioni CO2 (g/km): 145 (B 200 BlueEFFICIENCY) e 122 (B 180 CDI BlueEFFICIENCY).

Barbuscia S.p.A.

Concessionaria Ufficiale di Vendita Mercedes-Benz Pescara, Via Tiburtina 141, tel. 085 43201 - Lanciano, Mozzagrogna s.s. 542 Km 5, 21, tel. 0872 579090 www.barbuscia.it


arte&co.

alla creatività dalle tradizionali tecnologie usandole e dando vita a straordinari oggetti che uniscono la genialità alla funzionalità. Lampade, vasi, vassoi, libri, sculture, ogni opera ex-novo esalta una sapiente combinazione di novità ed alta artigianalità, con il vantaggio di non causare nessuno spreco e superare le barriere mentali imposte dalla massificazione. Innovativa è ALIEN, la lampada in silicone e polietilene sinterizzata con finiture in acciaio; possiede un cuore doppio, capace di far esplodere una moltitudine di “gocce” di luce che creano uno straordinario effetto, così pure la stessa da tavolo, leggerissima ma molto resistente, grazie al materiale e alla struttura tridimensionale che si ispira alle particelle di ghiaccio riflettenti. Mi fermo… addossato alla parete senza chiodo semplicemente perché è da una parete composita di legno carta e gesso, ne esce prorompente “il musetto” della Formula 1 dove l’acrilico oro, rappresenta il tempo di una passione che vive senza il peso del tempo stesso. L’arte e l’artefice e il pensiero torna a Davide, che con i suoi lineamenti mi ricorda i caratteri del popolo semitico, in un delirio di immagini e figure del tempo del passato, il racconto della storia dell’uomo che un’amica ha raccontato a me “Bezalel figlio di URI figlio di HUR della tribù di Giuda e Ooliab figlio di Aisamac della tribù Dan… li ha riempiti di sapienza di cuore… per fare ogni lavoro di artefice e di ricamatore e di tessitore… uomini che fanno ogni sorta d’opera e ideano progetti”

Lampada da sospensione ALIEN

Pannello EFFEUNO 2010

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musicamania » a cura di Piero Vittoria

EROS BEST LOVE SONGS La nuova doppia raccolta delle più belle canzoni d’amore di Eros Ramazzotti Antologia di fine contratto per Eros Ramazzotti: “Eros Best Love Songs” riassume in 32 episodi le più belle canzoni d’amore del cantante italiano più noto al mondo. Eros ha firmato un contratto con la Universal, per la quale pubblicherà il nuovo lavoro di inediti entro fine anno, ecco spiegata questa uscita discografica: una compilation di canzoni d’amore in vista di San Valentino.... Operazione commerciale della Sony dunque? Forse, ma rimane comunque l’indubbio valore artistico della stessa: la tracklist è ricca, anche se si poteva fare decisamente meglio. Mancano infatti episodi che ci potevano stare seppure siano presenti 32 brani che hanno fatto la storia di una carriera unica. Tanti i successi nel doppio cd, tra i quali “Adesso tu”, “Stella gemella”, “Cose della vita” in duetto con Tina Turner, “I belong to you” featuring Anastacia, ma anche chicche quali “Bella storia”, lato b del 45 giri di “Terra promessa”, finora mai apparsa su nessun album, o veri gioielli pop come “Sta passando novembre” e “Amarti è l’immenso per me” con Antonella Bucci. C’è spazio anche per un “finto” nuovo singolo, “Inevitabile”, duetto con Giorgia già presente nell’ultimo lavoro della cantante romana. “Eros Best love songs” è uscito in 23 paesi ed in duplice versione (standard 2cd) e deluxe (2cd con un libretto di 32 pagine rilegato a libro con inutili foto. Perché infatti non dare spazio magari ai testi delle canzoni e a foto più interessanti della carriera di Eros al posto di queste?). Eros c’entra poco in questa sua uscita discografica, ma lasciamo spazio alla bellezza delle canzoni, tralasciando così ogni considerazione relativa all’aspetto tristemente commerciale di questa raccolta.

VOTO 7

KISSES ON THE BOTTOM Il ritorno di Paul Mc Cartney Paul Mc Cartney torna sul mercato con “Kisses on the bottom”, un album che contiene dodici grandi classici e due inediti. Lo stesso ex beatle ha spiegato il senso di questo suo nuovo progetto: il disco contiene le canzoni con cui è cresciuto, quelle che ascoltava con il padre alla radio da piccolo, sulle quali insieme a John si basò per scrivere i capolavori dei Beatles. Molti suoi fans avrebbero sicuramente desiderato un nuovo lavoro di inediti, ma va dato atto a Mc Cartney di aver reinterpretato questi standard con classe e la solita grande personalità, donando loro un rinnovato ed intramontabile fascino: sembrano dei pezzi d’antiquariato tirati a nuovo con maestria d’altri tempi. Non è casuale la cover del disco: Paul è fotografato in bianco e nero dalla figlia Mary con dei fiori in mano. Sono presenti veri capolavori della love music americana: si va da “I’m gonna sit right down and write myself a letter” portata alla ribalta da Fats Weller nel 1935 ad “Always”, dolce ballad composta nel 1925 da Irving Berlin. Si segnalano anche la famosissima canzone popolare “It’s only a paper moon”, “Bye Bye Blackbird”, già presente nel primo album da solista di Ringo Starr ed interpretata per la prima volta nel 1926 da Gene Austin. Alla realizzazione del disco, prodotto dal leggendario Tommy LiPuma (già al lavoro con Miles Davis, Barbra Streisand, Al Jarreau) hanno collaborato numerosi ospiti: Diana Krall, il jazzista John Clayton, Eric Clapton e Stevie Wonder. “Kisses on the bottom” è un album elegante e nostalgico, da “ascoltare una volta tornati a casa dopo una giornata di lavoro, davanti un bicchiere di vino o una tazza di tè” come lo stesso Mc Cartney ha dichiarato.

VOTO 8

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1 Gianni Chiodi

9 Nazario Pagano

2 Guerino Testa, Luigi Albore Mascia e Daniele Becci

10 Rocco Cirotti e Cecilia Rodriguez - Glass Discoteque

3 Mauro Febbo

11 Manolita Caldora e Lorenzo Ciroti - Glass Discoteque

4 Franco Caramanico

12 Carnevale al 4 Vele

5 Nicoletta VerĂŹ

13 Carnevale al 4 Vele

6 Luigi Albore Mascia

14 Carnevale al Tabacchi Jazz

7 Alfredo Castiglione

15 Carnevale al Thomas Caffè

8 Massimo Pastore, Roberto De Camillis, Federica Chiavaroli, Andrea Salvati

16 Carnevale al 4 Vele

foto concesse da Mario Marrone - Top Dee Jay

17 Carnevale allo Hyn Club

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Abruzzo impresa febbraio 2012 n째63 anno VII in copertina Mario Tasso

Sessantatre volte abruzzo impresa da maggio 2006 il mensile del manager

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segno dei tempi Âť di Vyck

Roccaraso come Cortina: boom di incassi durante il blitz Incremento di incasso del 140% grazie agli scontrini emessi.

Ma tutto questo tempo ci hai messo?

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Non mi dire niente il cassiere ci ha messo unâ&#x20AC;&#x2122;ora a cambiare il rotolino degli scontrini



Febbraio 2012